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Mario OrnatiVigevano 1887 - Milano 1955Olio su tela cm 95x110 firmato in basso a dx M.OrnatiMario Ornati è stato un pittore italiano nato a Vigevano nel 1887 e morto a Milano nel 1955. La sua opera si colloca nella pittura lombarda della prima metà del Novecento, con una produzione divisa tra il ritratto, il paesaggio e la decorazione.Clicca per espandereSi formò all’Accademia di Brera a Milano e proseguì gli studi a Roma sotto la guida di Giulio Aristide Sartorio, dal quale assimilò il gusto per la grande decorazione e una solida impostazione disegnativa. Esordì all’Esposizione internazionale di Roma e fu poi presente alle Nazionali di Brera del 1910 e del 1912 e alle esposizioni di Torino e Vercelli. Nel 1914 eseguì un fregio allegorico per il padiglione italiano alla fiera di Lipsia e nello stesso anno il re acquistò il suo dipinto Lago Maggiore. Nel 1920 ottenne il premio Mylius per un affresco, a conferma della sua abilità anche nella pittura murale. Fu un ritrattista molto richiesto nell’ambiente milanese e lavorò a lungo per la quadreria dell’Ospedale Maggiore, alla quale consegnò diversi ritratti di benefattori, tra cui quello della contessa Maria Scala Branca del 1932. Nei ritratti degli anni Trenta adottò spesso un’impaginazione scenografica, con una stesura fluida e un’interpretazione misurata della fisionomia, lontana dalle formule del Novecento. Accanto al ritratto coltivò il paesaggio, in particolare le vedute lacustri e lombarde. Morì a Milano nel 1955.
Si formò all’Accademia di Brera a Milano e proseguì gli studi a Roma sotto la guida di Giulio Aristide Sartorio, dal quale assimilò il gusto per la grande decorazione e una solida impostazione disegnativa. Esordì all’Esposizione internazionale di Roma e fu poi presente alle Nazionali di Brera del 1910 e del 1912 e alle esposizioni di Torino e Vercelli. Nel 1914 eseguì un fregio allegorico per il padiglione italiano alla fiera di Lipsia e nello stesso anno il re acquistò il suo dipinto Lago Maggiore. Nel 1920 ottenne il premio Mylius per un affresco, a conferma della sua abilità anche nella pittura murale. Fu un ritrattista molto richiesto nell’ambiente milanese e lavorò a lungo per la quadreria dell’Ospedale Maggiore, alla quale consegnò diversi ritratti di benefattori, tra cui quello della contessa Maria Scala Branca del 1932. Nei ritratti degli anni Trenta adottò spesso un’impaginazione scenografica, con una stesura fluida e un’interpretazione misurata della fisionomia, lontana dalle formule del Novecento. Accanto al ritratto coltivò il paesaggio, in particolare le vedute lacustri e lombarde. Morì a Milano nel 1955.
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