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Discendente da una famiglia di origine veneziana, si formò in gran parte da autodidatta. Lavorò per tre anni nello studio romano del paesaggista Achille Vertunni, accanto a Pietro Barucci e Pio Joris, e frequentò l’accademia libera di Gigi Talarici, dove conobbe il pittore spagnolo Mariano Fortuny, che lo avvicinò all’acquerello e ne arricchì la tavolozza.
Si dedicò inizialmente a soggetti storici e biblici, ottenendo poi il favore del pubblico con paesaggi e scene di genere ambientati a Venezia e a Roma. Nel 1870 espose alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti e nel 1873 presentò all’Esposizione universale di Vienna un Mercato dei polli.
Nel 1875 fu tra i fondatori della Società degli Acquarellisti di Roma, che acquistò presto fama internazionale. Aprì uno studio in via Margutta, accanto a quello dell’orientalista Enrico Tarenghi, e per circa trent’anni lavorò a stretto contatto con lui e con Filippo Barolini, affrontando anche soggetti di gusto orientalista.
La sua produzione, eseguita a olio, a tempera e soprattutto ad acquerello, comprende vedute dei monumenti romani, scorci veneziani e scene di genere dal tono sentimentale, rese con un disegno accurato e una stesura minuziosa. Nazzareno Cipriani morì nel 1925.