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Nato a Montebelluna il 1° agosto 1855, Serena trascorse l’infanzia in un ambiente rurale che contribuì profondamente alla formazione del suo immaginario artistico. Successivamente la famiglia si trasferì a Murano, dove il padre lavorava nel settore del vetro artistico. In questo contesto il giovane Luigi iniziò a frequentare la Scuola di disegno applicato all’arte vetraria, sviluppando le prime competenze tecniche che lo avrebbero avviato alla carriera artistica.
Nel 1870, grazie a una borsa di studio, entrò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si formò fino al 1877. Durante questo periodo ebbe modo di affinare la propria tecnica sotto la guida di maestri importanti e di entrare in contatto con un ambiente culturale vivace, condividendo gli anni di studio con artisti come Giacomo Favretto, Ettore Tito, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono. Questa esperienza accademica fu fondamentale per orientare il suo stile verso un realismo attento e partecipe.
Conclusi gli studi, nel 1878 si trasferì a Treviso, città che divenne il centro stabile della sua attività artistica. Qui Serena sviluppò pienamente la sua poetica verista, dedicandosi principalmente alla rappresentazione di scene di genere e momenti di vita quotidiana: mercati, lavori domestici, ambienti rurali e figure popolari. La sua pittura si caratterizza per un linguaggio diretto, una grande attenzione alla luce e una spiccata sensibilità narrativa, elementi che gli valsero una discreta notorietà nell’ambiente artistico dell’epoca.
Partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo riconoscimenti soprattutto per la sua capacità di cogliere la realtà senza idealizzazioni, ma con uno sguardo umano e partecipe. Nonostante il successo critico, negli ultimi anni della sua vita dovette affrontare difficoltà economiche e problemi di salute, che lo portarono a una progressiva marginalizzazione.
Morì a Treviso il 12 marzo 1911