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Salvino LaboMilano 1899 - 1976Olio su tavola cm 41,5x27 firmato in basso a sx S.LaboSavino Labò è stato un pittore e scenografo italiano nato a Milano il 9 febbraio 1899 e morto nella stessa città l’8 maggio 1976. La sua attività si divide tra la pittura da cavalletto e un lungo impegno nel campo della scenografia teatrale, ambiti che seppe tenere insieme per oltre quarant’anni.Clicca per espandereFiglio di uno scultore di origine piacentina, ricevette dal padre i primi insegnamenti e completò poi la propria formazione alla Scuola di alto artigianato del Castello Sforzesco e all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Ambrogio Alciati. Da questa educazione derivò una solida impostazione della figura, riconoscibile in tutta la sua produzione successiva. Esordì nel 1921 a una mostra autunnale in ambito lombardo e nel corso degli anni Venti e Trenta mise a punto un linguaggio che innesta sulla base postimpressionista alcuni caratteri novecentisti e inflessioni chiariste, con una progressiva schiaritura della tavolozza e una costruzione della forma sempre attenta ai rapporti tonali. Nel 1938 ottenne un premio significativo a una delle principali rassegne milanesi. Dal 1933 iniziò una collaborazione intensa e continuativa con il Teatro alla Scala di Milano, per il quale realizzò scenografie e bozzetti per un ampio repertorio operistico. Questa esperienza incise anche sulla sua pittura, portandovi un senso dello spazio e una capacità di sintesi compositiva di matrice teatrale. L’ultimo incarico in questo campo risale ai primi anni Cinquanta. Affiancò all’attività artistica quella didattica, insegnando composizione presso la scuola del Castello Sforzesco nella seconda metà degli anni Quaranta e poi disegno al liceo artistico fino a pochi anni prima della morte. Negli anni Settanta tornò a esporre in ambito milanese con nuove personali. Morì a Milano nel 1976.
Figlio di uno scultore di origine piacentina, ricevette dal padre i primi insegnamenti e completò poi la propria formazione alla Scuola di alto artigianato del Castello Sforzesco e all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Ambrogio Alciati. Da questa educazione derivò una solida impostazione della figura, riconoscibile in tutta la sua produzione successiva. Esordì nel 1921 a una mostra autunnale in ambito lombardo e nel corso degli anni Venti e Trenta mise a punto un linguaggio che innesta sulla base postimpressionista alcuni caratteri novecentisti e inflessioni chiariste, con una progressiva schiaritura della tavolozza e una costruzione della forma sempre attenta ai rapporti tonali. Nel 1938 ottenne un premio significativo a una delle principali rassegne milanesi. Dal 1933 iniziò una collaborazione intensa e continuativa con il Teatro alla Scala di Milano, per il quale realizzò scenografie e bozzetti per un ampio repertorio operistico. Questa esperienza incise anche sulla sua pittura, portandovi un senso dello spazio e una capacità di sintesi compositiva di matrice teatrale. L’ultimo incarico in questo campo risale ai primi anni Cinquanta. Affiancò all’attività artistica quella didattica, insegnando composizione presso la scuola del Castello Sforzesco nella seconda metà degli anni Quaranta e poi disegno al liceo artistico fino a pochi anni prima della morte. Negli anni Settanta tornò a esporre in ambito milanese con nuove personali. Morì a Milano nel 1976.
Asta 70 - Dipinti selezionati XIX e XX secolo del 26/09/2026 15:00. Via Fratelli Cairoli, 26