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Domenico PennacchiniRoma 1860 - 1917Acquerello su carta cm 53,5x76,5 firmato in basso a dx D.Pennacchini ( difetti )Domenico Pennacchini è stato un pittore italiano nato a Roma nel 1860 e morto nel 1917. La sua opera si inserisce nella pittura romana di fine Ottocento, con una produzione dedicata al paesaggio, alla veduta e alla scena di genere.Clicca per espandereSi formò all’Accademia di Belle Arti di Roma e si affermò presto come acquerellista e pastellista, tecniche che predilesse per tutta la carriera. Tra i primi lavori noti figurano Ozio e lavoro, del 1882, e Il ritorno al villaggio, presentato a Milano nel 1885. Partecipò con assiduità alle rassegne romane: espose alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti nel 1886, con Un bacio devoto, e di nuovo nel 1895-96 con Molto le sarà perdonato; alla Società degli Acquarellisti nel 1891, nel 1900 e nel 1906; e dal 1901 alle mostre del gruppo In Arte Libertas, che riuniva intorno a Nino Costa i paesaggisti più attenti allo studio dal vero della campagna romana. Fu presente anche fuori Roma, a Venezia nel 1887, a Berlino nel 1896 e a San Pietroburgo nel 1902, dove espose l’Arco di Tito al Foro romano. Tra i soggetti ricorrenti della sua produzione figurano le vedute di Villa Borghese, della via Appia e dei monumenti antichi della città. I suoi paesaggi sono conservati a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e alla Galleria Comunale d’Arte Moderna. Domenico Pennacchini morì nel 1917.
Si formò all’Accademia di Belle Arti di Roma e si affermò presto come acquerellista e pastellista, tecniche che predilesse per tutta la carriera. Tra i primi lavori noti figurano Ozio e lavoro, del 1882, e Il ritorno al villaggio, presentato a Milano nel 1885. Partecipò con assiduità alle rassegne romane: espose alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti nel 1886, con Un bacio devoto, e di nuovo nel 1895-96 con Molto le sarà perdonato; alla Società degli Acquarellisti nel 1891, nel 1900 e nel 1906; e dal 1901 alle mostre del gruppo In Arte Libertas, che riuniva intorno a Nino Costa i paesaggisti più attenti allo studio dal vero della campagna romana. Fu presente anche fuori Roma, a Venezia nel 1887, a Berlino nel 1896 e a San Pietroburgo nel 1902, dove espose l’Arco di Tito al Foro romano. Tra i soggetti ricorrenti della sua produzione figurano le vedute di Villa Borghese, della via Appia e dei monumenti antichi della città. I suoi paesaggi sono conservati a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e alla Galleria Comunale d’Arte Moderna. Domenico Pennacchini morì nel 1917.
Asta 71 - Dipinti selezionati XIX e XX secolo del 24/10/2026 15:00. Via Fratelli Cairoli, 26