Lot Description
Alessio Issupoff
Viatka 1889 - Roma 1957
Olio su tavola cm 30x50 firmato in basso a dx Alessio Issupoff
Alessio Issupoff, nome italianizzato di Aleksej Vladimirovič Isupov, è stato un pittore russo nato a Vjatka, l’attuale Kirov, il 10 marzo 1889 e morto a Roma il 17 luglio 1957. La sua opera unisce la tradizione realista russa a una pittura luminosa di matrice impressionista, sviluppata in gran parte in Italia.Clicca per espandere
Figlio di un incisore e doratore di icone, ricevette le prime nozioni dagli artigiani che lavoravano con il padre. Studiò poi alla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca, dove fu seguito da Apollinarij Vasnecov ed ebbe come insegnanti Valentin Serov e Konstantin Korovin, diplomandosi nel 1912.
Richiamato alle armi nel 1915, fu destinato a Taškent, e il contatto con il Turkestan, in particolare con Samarcanda, segnò profondamente la sua pittura. Congedato nel 1917, si stabilì a Samarcanda, dove diresse un comitato per la tutela e il restauro dei monumenti e dipinse mercati, case da tè e architetture. Tornato a Mosca nel 1921, attraversò un periodo di difficoltà economiche.
Nel 1926 si recò in Italia per motivi di salute e vi rimase per il resto della vita. Nello stesso anno tenne la prima personale a Roma, seguita da mostre in altre città italiane, e nel 1930 partecipò alla Biennale di Venezia, dove ottenne un riconoscimento che segnò il culmine della sua carriera. In Italia dipinse spesso a memoria la Russia prerivoluzionaria, con betulle, paesaggi innevati, cavalli, slitte e scene di vita contadina, ma anche paesaggi italiani trasfigurati in chiave russa.
La sua pittura si distingue per la pennellata larga, il primato del colore sul disegno e la delicatezza della gamma cromatica; sviluppò inoltre una tecnica a tempera su tavola ispirata all’icona e alla miniatura orientale. Morì a Roma nel 1957 e fu sepolto nel cimitero acattolico del Testaccio. Le sue opere sono conservate al Museo d’arte di Vjatka, alla Galleria Tret’jakov e in collezioni italiane ed europee.