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Nato in una famiglia nobile milanese, fu incoraggiato alla pittura dal padre, pittore dilettante. Nel 1873 si laureò in ingegneria industriale al Politecnico di Milano e non frequentò l’Accademia di Brera, preferendo le lezioni private di Sebastiano De Albertis. Guardò con interesse alla pittura di Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, mentre i viaggi in Francia, Olanda e Inghilterra, resi possibili dalla condizione agiata della famiglia, lo misero in contatto con la pittura straniera.
Esordì all’esposizione annuale di Brera nel 1879 e partecipò poi con regolarità alle rassegne nazionali, ottenendo i riconoscimenti più importanti in ambito europeo. Negli anni Ottanta era già un ritrattista apprezzato dell’aristocrazia milanese.
La sua pittura, dal colore acceso e dalla pennellata energica, deriva dalla lezione scapigliata delle pennellate accostate e sovrapposte, ma la porta verso una tavolozza più chiara e una stesura più libera, talvolta a scapito della definizione della forma. Accanto al ritratto si dedicò al paesaggio con figure, soprattutto in Brianza, come nelle diverse versioni delle Lavandaie a Mondonico, ai Navigli milanesi e, negli ultimi anni, alle marine di Alassio e della laguna veneta.
Fu un punto di riferimento per i pittori più giovani dell’ambiente milanese. Le sue opere sono conservate alla Galleria d’Arte Moderna di Milano e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Morì a Milano nel 1923.