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  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

  • Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000 offerta libera
  • Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 3000

  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
    Clicca per espandere



    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Facchinetti Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
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    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
    Clicca per espandere

    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Bonafedi Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
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    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Mario Disertori Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
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    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Roberto Borsa Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
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    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • G.Bertelli G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli



    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 300

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Carolo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 150

  • Achille Boschi Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
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    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 150

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ludovico Marchetti Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giacomo Calderini Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Oreste Da Molin Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Morando XX secolo. Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Piero Todeschini Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 4500

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Giacomo Mantegazza Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Luigi Verga Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan
    STIMA:
    min € 350 - max € 400
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 200 - max € 300
  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Ferrari Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Augusto Sezanne Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"
    STIMA:
    min € 25000 - max € 30000
    Base Asta:
    € 15000

  • Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Domenico Miotti Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
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    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giulio Fiori Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Antonio Pagnotta Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 150

  • Umberto Ruini Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
    Clicca per espandere

    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Guido Grimani Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
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    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Many Benner Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Ernesto Giuliano Armani Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
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    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Ulvi Liegi Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
    Clicca per espandere

    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • artista anonimo del XIX secolo artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2500

  • Silvio Albertini Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
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    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giovanni Apollonio Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Bartolomeo Gianelli Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
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    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
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    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Giovanni Muzzioli Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
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    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Chiagich Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Eugenio De Blaas Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000 offerta libera
  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Beltrame Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Pietro Leidi Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 200 - max € 300
  • Massimiliano Gallelli Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Francesco Arata Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc
    STIMA:
    min € 50000 - max € 60000
    Base Asta:
    € 25000

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000 offerta libera
  • Erma Zago Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Theodoros Ralli Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 6000

  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000 offerta libera
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
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    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 400

  • Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    STIMA:
    min € 1600 - max € 1800
    Base Asta:
    € 500

  • Ernesto Armani Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 700

  • Guido Zuccaro Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
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    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1300

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto
    STIMA:
    min € 1600 - max € 1800
    Base Asta:
    € 600

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Fioravante Seibezzi Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
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    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
    Clicca per espandere

    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Italo Nunes Vais Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2200
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Viscardi Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
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    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1200

  • Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Emilio Rizzi Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Sergio Manfredi Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
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    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Giulio Carlini Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Serralunga Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Saverio Seassaro Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 800

  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 900

  • Carlo Pittara Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Ercole Calvi Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giuseppe Sartori Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 4000

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000 offerta libera
  • Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Leo Lesser Ury Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 8000

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
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    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500 offerta libera
  • Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 400

  • Odoardo Lalli Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
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    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1500

  • Archimede Gruden Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 800

  • Anonimo del XIX Secolo Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 350

  • Giovanni Battista Vicari Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Firma Indecifrata Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Giovanni Bartolena Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
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    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 400

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 500

  • Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 100

  • Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
    Base Asta:
    € 100

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 800

  • Anonimo Siglato Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
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    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 2000

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Lucio Todeschini Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • E. Tommasi E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 6000

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Felice Giuseppe Vertua Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Sallustio Fornara Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bruno Martini Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vittorio Emanuele Bressanin Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3500

  • Pietro Pajetta Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500 offerta libera
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
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    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Adolfo Dal Besio Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
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    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Raffaele Mainella Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
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    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Vespasiano Quarenghi Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
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    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 100

  • Giovanni Governato Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
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    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Balestrini Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Pasquale D. Cambiaso Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
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    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Colombo Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo
    STIMA:
    min € 800 - max € 900 offerta libera
  • Horace Fisher Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Luigi Mantovani Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500 offerta libera
  • Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3000

  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Giuseppe Pogna Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
  • Amleto Montevecchi Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Coppo Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Anacleto Moiraghi Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Adriano Spilimbergo Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Luigi Roncaglia Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Mario Fenocchio Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Carlo Ostrogovich Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Camillo Bortoluzzi Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Palizzi Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Anonimo firmato G.M. Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.








    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Artista Toscano XIX - XX Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Hermann Handl Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Pietro Scanabissi Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
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    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Romualdo Locatelli Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 350

  • Clifford Holmead Phillips Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
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    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Giovanni March Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
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    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
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    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.

    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
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    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 100

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 500

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Guerrino Guardabassi Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
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    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • August Von Rentzell August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Francesco Paolo Diodati Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
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    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1800

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500 offerta libera
  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1300

  • Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 500

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Mariano Pajetta Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Mario Vellani Marchi Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Carlo Adolfo Barone Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Francesco Londonio Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Tranquillo Tagliapietra Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luigi Portaluri Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Paride Castellan Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 8000

  • Silvestro Lega Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II
    STIMA:
    min € 25000 - max € 30000 offerta libera
  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua
    STIMA:
    min € 13000 - max € 15000 offerta libera
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000
    Base Asta:
    € 9000

  • Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Simone Salassa Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Felice Zennaro Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Aldo Voltolin Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Umberto Moggioli Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2500

  • Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Augusto Daini Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
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    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 150

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Luigi Gioli Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
    Clicca per espandere

    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Cristiano Banti Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000 offerta libera
  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Ezechiele Acerbi Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
  • Sabino Ojero De Romarate Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate
    STIMA:
    min € 25000 - max € 30000
  • Alessandro Durini Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Edgardo Rossaro Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Pablo Salinas Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Pierre Henri Tetar Van Elven Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
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    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Ulderico Marotto Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Mario Cavalla Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
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    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Stefano Ussi Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
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    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000 offerta libera
  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Neno Mori Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alessandro Pomi Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000 offerta libera
  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
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    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
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    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1300

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
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    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 400

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1300
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Enrico Fanfani Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Angiolo D'Andrea Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Vincenzo Montefusco Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Gustavo Pisani Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
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    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Eugenio Buono Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
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    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
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    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Raimondo Tusquets Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
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    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Giuseppe De Sanctis Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
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    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.

    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.


    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
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    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 300

  • Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
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    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Rafael Senet Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Piotr Konchalovsky Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Pietro De Francisco Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
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    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 250

  • Arnaldo De Lisio Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
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    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Alfredo Meschi Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
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    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Igor Grabar Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
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    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi
    STIMA:
    min € 1700 - max € 1800
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Luois Marie Dominique Robbe Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Oreste Pizio Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Stefan Bakalowicz Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
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  • Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.



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  • Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
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    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
    Clicca per espandere

    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera
    STIMA min € 700 - max € 800

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera


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  • Lotto 29  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
    Clicca per espandere



    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
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    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.



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  • Lotto 29  

    Amore materno

    Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
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    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.

    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 29  

    Amore materno

    Carlo Facchinetti Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
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    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Sottobosco

    Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Sottobosco

    Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Giornata di caccia

    Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
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    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 29  

    Giornata di caccia

    Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
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    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Camogli estate 1953

    Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
    Clicca per espandere



    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Camogli estate 1953

    Carlo Bonafedi Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
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    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Vecchio cascinale

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
    Clicca per espandere



    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Vecchio cascinale

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Paesaggio 1927

    Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
    Clicca per espandere

    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 30  

    Paesaggio 1927

    Mario Disertori Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
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    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Sottobosco 1946

    Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 30  

    Sottobosco 1946

    Roberto Borsa Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Pensieri Natale 1924

    Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
    Clicca per espandere

    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 30  

    Pensieri Natale 1924

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
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    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.



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  • G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli



    STIMA min € 800 - max € 1000

    G.Bertelli G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli





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  • Lotto 30  

    Mareggiata

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Mareggiata

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue


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  • Lotto 30  

    In stasi

    Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA min € 400 - max € 600

    Lotto 30  

    In stasi

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Lotto 30  

    Lago lombardo

    Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 30  

    Lago lombardo

    Carolo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini


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  • Lotto 30  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.


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  • Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
    Clicca per espandere

    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.



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  • Lotto 30  

    Studi pomeridiani

    Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 30  

    Studi pomeridiani

    Achille Boschi Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.


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  • Lotto 30  

    Via Tiberio a Capri

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
    Clicca per espandere

    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Via Tiberio a Capri

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
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    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • Lotto 30  

    Il Piave

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 30  

    Il Piave

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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  • Lotto 30  

    Notturno San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 30  

    Notturno San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill



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  • Lotto 30  

    La bicicletta

    Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 30  

    La bicicletta

    Ludovico Marchetti Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti


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  • Lotto 30  

    Nei pressi di Pinerolo

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Nei pressi di Pinerolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 30  

    Inverno a Ivrea

    Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Inverno a Ivrea

    Giacomo Calderini Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini


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  • Lotto 30  

    Sesto Calende (1922)

    Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
    Clicca per espandere

    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Sesto Calende (1922)

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
    Clicca per espandere

    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.



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  • Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Lo Studio Del Pittore

    Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Lo Studio Del Pittore

    Oreste Da Molin Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin


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  • Lotto 30  

    Giornata uggiosa

    Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Giornata uggiosa

    Morando XX secolo. Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando


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  • Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini
    STIMA min € 1000 - max € 1500

    Piero Todeschini Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini


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  • Lotto 30  

    La capretta bianca

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 30  

    La capretta bianca

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca


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  • Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna


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  • Lotto 30  

    Chioggia

    Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 30  

    Chioggia

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini


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  • Lotto 30  

    La punta di Bellagio

    Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 30  

    La punta di Bellagio

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006


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  • Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel
    STIMA min € 700 - max € 900

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel


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  • Lotto 30  

    Ritratto di nobiluomo

    Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Ritratto di nobiluomo

    Giacomo Mantegazza Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza


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  • Lotto 30  

    Legna da ardere

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Legna da ardere

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 30  

    1942

    Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    1942

    Luigi Verga Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore


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  • Lotto 30  

    Colori d'estate

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 30  

    Colori d'estate

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 700 - max € 900

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 30  

    Campagna veneta

    Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Campagna veneta

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello


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  • Lotto 30  

    Veduta di Chioggia

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan
    STIMA min € 350 - max € 400

    Lotto 30  

    Veduta di Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan


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  • Lotto 31  

    Raccolta dei molluschi

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA min € 200 - max € 300

    Lotto 31  

    Raccolta dei molluschi

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • Lotto 31  

    Chioggia

    Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 31  

    Chioggia

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello


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  • Lotto 31  

    gressoney saint jean

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    gressoney saint jean

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Carlo Ferrari Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi


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  • Lotto 31  

    Lago Lombardo

    Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 31  

    Lago Lombardo

    Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati


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  • Lotto 31  

    La giovane guardiana

    Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 31  

    La giovane guardiana

    Augusto Sezanne Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.


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  • Lotto 31  

    1921

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1921

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Passeggiata

    Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    Passeggiata

    Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro


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  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351


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  • Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"
    STIMA min € 25000 - max € 30000

    Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Chiacchiere a Venezia

    Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia
    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lotto 31  

    Chiacchiere a Venezia

    Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia


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  • Lotto 31  

    Carnevale a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Carnevale a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia


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  • Lotto 31  

    Corteggiamento

    Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 31  

    Corteggiamento

    Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto


    13 offerte pre-asta Dettaglio
  • Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Domenico Miotti Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti


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  • Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
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    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    1867

    Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1867

    Giulio Fiori Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )


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  • Lotto 31  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    L'omaggio floreale

    Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    L'omaggio floreale

    Antonio Pagnotta Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta


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  • Lotto 31  

    Traghettare

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Traghettare

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill



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  • Lotto 31  

    Paesaggio friulano

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 31  

    Paesaggio friulano

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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  • Lotto 31  

    1898

    Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
    Clicca per espandere

    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1898

    Umberto Ruini Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
    Clicca per espandere

    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.



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  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Lungo la riva

    Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
    Clicca per espandere

    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 31  

    Lungo la riva

    Guido Grimani Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
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    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Macugnaga

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Macugnaga

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Natura morta con fiori

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lotto 31  

    Natura morta con fiori

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Nudo femminile

    Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 31  

    Nudo femminile

    Many Benner Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 31  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Cavallo solitario

    Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
    Clicca per espandere

    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    Cavallo solitario

    Ernesto Giuliano Armani Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
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    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 31  

    Giornata di sole 1945

    Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
    Clicca per espandere



    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 31  

    Giornata di sole 1945

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Nell'estuario

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
    Clicca per espandere



    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 32  

    Nell'estuario

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Porto di Livorno

    Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
    Clicca per espandere

    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Porto di Livorno

    Ulvi Liegi Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
    Clicca per espandere

    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Bozzetto

    artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 32  

    Bozzetto

    artista anonimo del XIX secolo artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 32  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
    Clicca per espandere

    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Silvio Albertini Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
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    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Pesca con rete

    Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 32  

    Pesca con rete

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giovanni Apollonio Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Passeggiando

    Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
    Clicca per espandere

    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 32  

    Passeggiando

    Bartolomeo Gianelli Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
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    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Passeggiata nel parco

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 32  

    Passeggiata nel parco

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Paesaggio di campagna

    Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
    Clicca per espandere

    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 32  

    Paesaggio di campagna

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
    Clicca per espandere

    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.



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  • Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
    Clicca per espandere

    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Muzzioli Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
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    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    1959

    Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 32  

    1959

    Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Ritorno a casa

    Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 32  

    Ritorno a casa

    Giuseppe Chiagich Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Pensieri

    Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
    Clicca per espandere

    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 32  

    Pensieri

    Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.



    12 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Pescatore a Istria

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 32  

    Pescatore a Istria

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Amori pastorali

    Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 32  

    Amori pastorali

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896


    10 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Quiete azzurrina

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 32  

    Quiete azzurrina

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Cane e Gatto

    Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto
    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lotto 32  

    Cane e Gatto

    Eugenio De Blaas Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Maternita

    Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Maternita

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Bellagio, Lago di Como

    Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 32  

    Bellagio, Lago di Como

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Fanciulla

    Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 32  

    Fanciulla

    Achille Beltrame Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi
    STIMA min € 800 - max € 900

    Pietro Leidi Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Lago di Como

    Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 32  

    Lago di Como

    Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Calar del sole

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Calar del sole

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Paesaggio montano

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 32  

    Paesaggio montano

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Giardino fiorito

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 32  

    Giardino fiorito

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 32  

    Cucendo le reti

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan
    STIMA min € 200 - max € 300

    Lotto 32  

    Cucendo le reti

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Il porto di Nizza

    Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 33  

    Il porto di Nizza

    Massimiliano Gallelli Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri
    STIMA min € 500 - max € 600

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Prime luci

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 33  

    Prime luci

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Francesco Arata Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Veduta lacustre

    Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 33  

    Veduta lacustre

    Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Gardone Riviera

    Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 33  

    Gardone Riviera

    Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Ritratto femminile

    Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 33  

    Ritratto femminile

    Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Il Duomo di Monza 1860

    Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 33  

    Il Duomo di Monza 1860

    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    La madre

    Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc
    STIMA min € 50000 - max € 60000

    Lotto 33  

    La madre

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia


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  • Lotto 33  

    Dopo la Messa

    Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 33  

    Dopo la Messa

    Erma Zago Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa


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  • Lotto 33  

    Il barboncino bianco

    Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 33  

    Il barboncino bianco

    Theodoros Ralli Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara
    STIMA min € 400 - max € 500

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    La ballerina

    Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 33  

    La ballerina

    Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.



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  • Lotto 33  

    La slitta

    Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff
    STIMA min € 900 - max € 1000

    Lotto 33  

    La slitta

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Mareggiata

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 33  

    Mareggiata

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    1959

    Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 33  

    1959

    Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile


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  • Lotto 33  

    Paesaggio di montagna

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 33  

    Paesaggio di montagna

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 33  

    Sentiero

    Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
    Clicca per espandere

    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 33  

    Sentiero

    Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
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    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.



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  • Lotto 33  

    Interno di Chiesa

    Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    STIMA min € 1600 - max € 1800

    Lotto 33  

    Interno di Chiesa

    Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.



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  • Lotto 33  

    Il Duomo

    Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 33  

    Il Duomo

    Ernesto Armani Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.


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  • Lotto 33  

    Cirri purpurei

    Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
    Clicca per espandere

    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 33  

    Cirri purpurei

    Guido Zuccaro Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
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    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.



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  • Lotto 33  

    Il pascolo

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 33  

    Il pascolo

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi
    STIMA min € 500 - max € 600

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Ritratto 1884

    Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 33  

    Ritratto 1884

    Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Capri

    Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto
    STIMA min € 1600 - max € 1800

    Lotto 33  

    Capri

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Scorcio a Livorno

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
    Clicca per espandere



    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 33  

    Scorcio a Livorno

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 33  

    Venezia

    Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
    Clicca per espandere



    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.

    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 33  

    Venezia

    Fioravante Seibezzi Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
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    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    La Grande Roche

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    La Grande Roche

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Sulla spiaggia

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Sulla spiaggia

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto
    STIMA min € 700 - max € 800

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
    Clicca per espandere

    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Ritratto di nobildonna

    Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
    Clicca per espandere

    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Ritratto di nobildonna

    Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.



    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Rapallo

    Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Rapallo

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Sulla via di casa

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Sulla via di casa

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.
    STIMA min € 2000 - max € 2200

    Italo Nunes Vais Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Paesaggio Emiliano

    Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
    Clicca per espandere


    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.

    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 34  

    Paesaggio Emiliano

    Giuseppe Viscardi Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
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    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Il vestito rosa

    Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Il vestito rosa

    Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Sulla panchina

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    Sulla panchina

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Il cappello blu

    Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    Il cappello blu

    Emilio Rizzi Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Sergio Manfredi Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Arena di Verona

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
    Clicca per espandere

    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 34  

    Arena di Verona

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
    Clicca per espandere

    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara
    STIMA min € 400 - max € 500

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    La ricreazione

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 34  

    La ricreazione

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 34  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Pescatori

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 34  

    Pescatori

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Battaglia

    Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Battaglia

    Giulio Carlini Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Venezia

    Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 34  

    Venezia

    Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Il cacciatore

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    Il cacciatore

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Castello di Brescia

    Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 34  

    Castello di Brescia

    Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    1920

    Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    1920

    Luigi Serralunga Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Mareggiata a Nervi

    Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    Mareggiata a Nervi

    Saverio Seassaro Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro


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  • Lotto 34  

    Veduta paesana

    Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Veduta paesana

    Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Lungo il torrente

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 34  

    Lungo il torrente

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 34  

    Canale a Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 34  

    Canale a Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri


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  • Lotto 34  

    Figure nel parco

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 34  

    Figure nel parco

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Nei giardini

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 35  

    Nei giardini

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    (difetti)

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia
    STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lotto 35  

    (difetti)

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Carlo Pittara Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi
    STIMA min € 700 - max € 900

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Mare agitato

    Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 35  

    Mare agitato

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Scena settecentesca

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 35  

    Scena settecentesca

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    L'aragosta

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 35  

    L'aragosta

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Ercole Calvi Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Giuseppe Sartori Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Parigi

    Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury
    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 35  

    Parigi

    Leo Lesser Ury Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Prati alpini con baite

    Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 35  

    Prati alpini con baite

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
    Clicca per espandere

    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
    Clicca per espandere

    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    1929

    Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 35  

    1929

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Costa ligure

    Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 35  

    Costa ligure

    Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Datato 1905

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 35  

    Datato 1905

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile


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  • Lotto 35  

    Passeggiata al parco

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 35  

    Passeggiata al parco

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 35  

    La posta

    Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    La posta

    Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889



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  • Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Odoardo Lalli Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
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    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Archimede Gruden Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.


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  • Lotto 35  

    Pace sullo stagno

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 35  

    Pace sullo stagno

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.



    9 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    La Dama

    Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    La Dama

    Anonimo del XIX Secolo Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 35  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giovanni Battista Vicari Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Vista sulla valle 1924

    Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
    Clicca per espandere

    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 35  

    Vista sulla valle 1924

    Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Firma Indecifrata Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Pascolando 1915

    Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
    Clicca per espandere

    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    Pascolando 1915

    Giovanni Bartolena Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
    Clicca per espandere

    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 35  

    Nevicata

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 35  

    Nevicata

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    La passeggiata

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
    Clicca per espandere

    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 36  

    La passeggiata

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Paesaggio toscano

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    Paesaggio toscano

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Paesaggio montano

    Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 36  

    Paesaggio montano

    Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.



    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Le oche

    Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
    Clicca per espandere



    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 36  

    Le oche

    Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.



    10 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Sentiero a Montenero

    Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 36  

    Sentiero a Montenero

    Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Studio di paese

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
    Clicca per espandere

    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 36  

    Studio di paese

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Ritratto femminile

    Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Ritratto femminile

    Anonimo Siglato Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
    Clicca per espandere

    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
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    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 36  

    Tra i papaveri

    Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
    Clicca per espandere

    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 36  

    Tra i papaveri

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 36  

    Al parco

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 36  

    Al parco

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 36  

    Neve a Milano

    Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 36  

    Neve a Milano

    Lucio Todeschini Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini


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  • Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .



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  • Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain


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  • Lotto 36  

    L'acquerellista

    E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    L'acquerellista

    E. Tommasi E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista


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  • Lotto 36  

    Barche a Venezia

    Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    Barche a Venezia

    Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia


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  • Lotto 36  

    Piazza San Marco

    Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227
    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 36  

    Piazza San Marco

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227


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  • Lotto 36  

    Giardini pubblici

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 36  

    Giardini pubblici

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n


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  • Lotto 36  

    Il granchio

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Il granchio

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani


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  • Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA min € 400 - max € 500

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti
    STIMA min € 600 - max € 700

    Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti


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  • Lotto 36  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 36  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione


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  • Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste


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  • Lotto 36  

    All'ombra del Monte

    Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    All'ombra del Monte

    Felice Giuseppe Vertua Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua


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  • Lotto 36  

    Cane da caccia

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Cane da caccia

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi


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  • Lotto 36  

    In gondola

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 36  

    In gondola

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago


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  • Lotto 37  

    Paesaggio

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 37  

    Paesaggio

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli


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  • Lotto 37  

    Via di paese

    Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 37  

    Via di paese

    Sallustio Fornara Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara


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  • Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi


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  • Lotto 37  

    Festa di paese

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 37  

    Festa di paese

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento


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  • Lotto 37  

    Palazzo Ducale

    Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Palazzo Ducale

    Bruno Martini Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini


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  • Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta


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  • Lotto 37  

    Pastore sull'Oise

    Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Pastore sull'Oise

    Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi


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  • Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Vittorio Emanuele Bressanin Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86


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  • Lotto 37  

    Interno con figure

    Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 37  

    Interno con figure

    Pietro Pajetta Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure


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  • Lotto 37  

    Interno con figura

    Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 37  

    Interno con figura

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura


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  • Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
    Clicca per espandere

    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.



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  • Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli


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  • Lotto 37  

    Paesaggio

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Paesaggio

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 37  

    Dintorni di Firenze

    Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 37  

    Dintorni di Firenze

    Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui



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  • Lotto 37  

    Golfo di Napoli

    Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
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    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Golfo di Napoli

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
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    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Montagne valdostane

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 37  

    Montagne valdostane

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Lavandaie al fiume

    Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 37  

    Lavandaie al fiume

    Adolfo Dal Besio Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
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    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Tempio di Dendur

    Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 37  

    Tempio di Dendur

    Raffaele Mainella Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Tra le pecorelle

    Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
    Clicca per espandere



    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Tra le pecorelle

    Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
    Clicca per espandere



    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 37  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    In montagna

    Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    In montagna

    Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Marina a Livorno

    Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
    Clicca per espandere

    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Marina a Livorno

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
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    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 37  

    Il broncio

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
    Clicca per espandere

    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 37  

    Il broncio

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Mattina d'inverno

    Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
    Clicca per espandere



    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.

    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 38  

    Mattina d'inverno

    Vespasiano Quarenghi Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
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    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
    Clicca per espandere

    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giovanni Governato Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
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    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Canal grande Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Canal grande Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
    Clicca per espandere



    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Lungo il canale

    Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Lungo il canale

    Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Autunno in campagne

    Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 38  

    Autunno in campagne

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
    Clicca per espandere

    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Cavalli da tiro

    Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Cavalli da tiro

    Carlo Balestrini Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
    Clicca per espandere

    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Campagna romana

    Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 38  

    Campagna romana

    Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 38  

    Paese Ligure

    Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
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    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 38  

    Paese Ligure

    Pasquale D. Cambiaso Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
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    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.



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  • Lotto 38  

    Neve a Milano

    Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 38  

    Neve a Milano

    Giovanni Colombo Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo


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  • Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.

    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Horace Fisher Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.



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  • Lotto 38  

    Natura morta

    Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Natura morta

    Luigi Mantovani Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani


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  • Lotto 38  

    La Pastorella

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 38  

    La Pastorella

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella


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  • Lotto 38  

    San Vidal Venezia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 38  

    San Vidal Venezia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia


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  • Lotto 38  

    Il mercato dei fiori

    Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 38  

    Il mercato dei fiori

    Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena


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  • Lotto 38  

    Parco a Parigi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Parco a Parigi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta


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  • Lotto 38  

    (difetti)

    Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 38  

    (difetti)

    Giuseppe Pogna Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA min € 500 - max € 600

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari


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  • Lotto 38  

    1924

    Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile
    STIMA min € 900 - max € 1000

    Lotto 38  

    1924

    Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile


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  • Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Amleto Montevecchi Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi


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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci


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  • Lotto 38  

    Larzey (Courmayeur)

    Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 38  

    Larzey (Courmayeur)

    Carlo Coppo Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo


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  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    STIMA min € 800 - max € 900

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi


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  • Lotto 38  

    Veduta lacustre

    Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 38  

    Veduta lacustre

    Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .


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  • Lotto 39  

    Paesaggio

    Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 39  

    Paesaggio

    Anacleto Moiraghi Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi


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  • Lotto 39  

    Il Tamigi a Londra

    Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 39  

    Il Tamigi a Londra

    Adriano Spilimbergo Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo


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  • Lotto 39  

    Macugnaga

    Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 39  

    Macugnaga

    Luigi Roncaglia Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia


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  • Lotto 39  

    Ardenza Baracchina

    Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali
    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 39  

    Ardenza Baracchina

    Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali


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  • Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA min € 700 - max € 900

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini


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  • Lotto 39  

    1922

    Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 39  

    1922

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella


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  • Lotto 39  

    Vita di campagna

    Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 39  

    Vita di campagna

    Mario Fenocchio Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio


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  • Lotto 39  

    Venezia

    Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 39  

    Venezia

    Carlo Ostrogovich Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich


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  • Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta


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  • Lotto 39  

    Nubi sulla Laguna

    Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 39  

    Nubi sulla Laguna

    Camillo Bortoluzzi Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini


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  • Lotto 39  

    Amalfi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 39  

    Amalfi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi


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  • Lotto 39  

    Natura morta

    Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 39  

    Natura morta

    Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti


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  • Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Giuseppe Palizzi Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Neve alta

    Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 39  

    Neve alta

    Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Il carretto rosso

    Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.








    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 39  

    Il carretto rosso

    Anonimo firmato G.M. Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.










    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    In canonica

    Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 39  

    In canonica

    Artista Toscano XIX - XX Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Nella stalla

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
    Clicca per espandere

    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 39  

    Nella stalla

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Hermann Handl Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
    Clicca per espandere

    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Pietro Scanabissi Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
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    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Romualdo Locatelli Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Primavera 1922

    Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
    Clicca per espandere

    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 39  

    Primavera 1922

    Clifford Holmead Phillips Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
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    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
    Clicca per espandere

    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giovanni March Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
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    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 39  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    Canale Chioggiotto

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
    Clicca per espandere

    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.

    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 39  

    Canale Chioggiotto

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
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    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 39  

    All'imbrunire

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
    Clicca per espandere



    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.

    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 39  

    All'imbrunire

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
    Clicca per espandere



    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    Paesaggio Alpino

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 40  

    Paesaggio Alpino

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    Giardino fiorito

    Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    Giardino fiorito

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    Canale Veneziano

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 40  

    Canale Veneziano

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    I capricci 1930

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
    Clicca per espandere

    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    I capricci 1930

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
    Clicca per espandere

    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    Ritratto 1932

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus
    STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lotto 40  

    Ritratto 1932

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
    Clicca per espandere

    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Guerrino Guardabassi Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
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    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.



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  • Lotto 40  

    Temporale imminente

    August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 40  

    Temporale imminente

    August Von Rentzell August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 40  

    Napoli 1921

    Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
    Clicca per espandere



    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 40  

    Napoli 1921

    Francesco Paolo Diodati Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
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    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.



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  • Lotto 40  

    Meditazione

    Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
    Clicca per espandere

    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    Meditazione

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.



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  • Lotto 40  

    Marina livornese

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 40  

    Marina livornese

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 40  

    Neve lungo il fiume

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 40  

    Neve lungo il fiume

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro


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  • Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
    Clicca per espandere

    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​



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  • Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan


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  • Lotto 40  

    Dintorni di Positano

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 40  

    Dintorni di Positano

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano


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  • Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri


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  • Lotto 40  

    La statuina bianca

    Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 40  

    La statuina bianca

    Mariano Pajetta Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886


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  • Lotto 40  

    Frutta e Vetri

    Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 40  

    Frutta e Vetri

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta


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  • Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus


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  • Lotto 40  

    In malga

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 40  

    In malga

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.


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  • Lotto 40  

    Nobildonna

    Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 40  

    Nobildonna

    Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino


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  • Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Mario Vellani Marchi Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM


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  • Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Carlo Adolfo Barone Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone


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  • Lotto 40  

    Pascolo al tramonto

    Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 40  

    Pascolo al tramonto

    Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici


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  • Lotto 40  

    La mucca

    Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 40  

    La mucca

    Francesco Londonio Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro


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  • Lotto 40  

    Venezia

    Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 40  

    Venezia

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs


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  • Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Tranquillo Tagliapietra Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra


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  • Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Luigi Portaluri Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri


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  • Lotto 41  

    Canale di Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 41  

    Canale di Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri


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  • Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese


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  • Lotto 41  

    Via di paese

    Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 41  

    Via di paese

    Paride Castellan Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan


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  • Lotto 41  

    Primi sintomi

    Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.
    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 41  

    Primi sintomi

    Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.


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  • Lotto 41  

    La Gabrigiana II

    Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II
    STIMA min € 25000 - max € 30000

    Lotto 41  

    La Gabrigiana II

    Silvestro Lega Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II


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  • Lotto 41  

    La chioccia

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 41  

    La chioccia

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 41  

    Piazza di Roma

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 41  

    Piazza di Roma

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 41  

    Amazzone alle cascine

    Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
    Clicca per espandere

    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 41  

    Amazzone alle cascine

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 41  

    Riflessi

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 41  

    Riflessi

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    In laguna

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 42  

    In laguna

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    Tramonto

    Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
    Clicca per espandere

    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 42  

    Tramonto

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 42  

    Chiesetta di paese

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 42  

    Chiesetta di paese

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 42  

    Portatrice dell'acqua

    Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua
    STIMA min € 13000 - max € 15000

    Lotto 42  

    Portatrice dell'acqua

    Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    Il barcaiolo in laguna

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301
    STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lotto 42  

    Il barcaiolo in laguna

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    1922

    Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 42  

    1922

    Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    Chioggia

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 42  

    Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    I sacrifici del lavoro

    Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 42  

    I sacrifici del lavoro

    Simone Salassa Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 42  

    Via cittadina

    Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 42  

    Via cittadina

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi
    STIMA min € 700 - max € 800

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Felice Zennaro Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Canale a Chioggia

    Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 43  

    Canale a Chioggia

    Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Paesaggio montano

    Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 43  

    Paesaggio montano

    Aldo Voltolin Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Chiesetta montana

    Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 43  

    Chiesetta montana

    Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Umberto Moggioli Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Il ruscello

    Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 43  

    Il ruscello

    Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Vicolo

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Vicolo

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Vestizione

    Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Vestizione

    Augusto Daini Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 43  

    Trittico di paesaggi

    Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
    Clicca per espandere

    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Trittico di paesaggi

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
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    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.



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  • Lotto 43  

    Canale di Venezia

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 43  

    Canale di Venezia

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 44  

    L'Adige a Verona

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 44  

    L'Adige a Verona

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 44  

    Riflessi sul mare

    Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
    Clicca per espandere

    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 44  

    Riflessi sul mare

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 44  

    Il pescatore

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
    Clicca per espandere

    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 44  

    Il pescatore

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.



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  • Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
    Clicca per espandere

    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.



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  • Lotto 44  

    Signora in rosso

    Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 44  

    Signora in rosso

    Cristiano Banti Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso


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  • Lotto 44  

    Giardino di Villa

    Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 44  

    Giardino di Villa

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi


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  • Lotto 44  

    La preghiera

    Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 44  

    La preghiera

    Ezechiele Acerbi Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi


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  • Lotto 44  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 44  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 44  

    Casolare a Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 44  

    Casolare a Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri


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  • Lotto 44  

    L'Amore

    Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate
    STIMA min € 25000 - max € 30000

    Lotto 44  

    L'Amore

    Sabino Ojero De Romarate Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate


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  • Lotto 44  

    Ragazza nel bosco

    Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 44  

    Ragazza nel bosco

    Alessandro Durini Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro
    STIMA min € 600 - max € 800

    Edgardo Rossaro Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro


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  • Lotto 45  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 45  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede


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  • Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella


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  • Lotto 45  

    Dolomiti

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 45  

    Dolomiti

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti


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  • Lotto 45  

    Nudo femminile

    Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 45  

    Nudo femminile

    Pablo Salinas Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 45  

    Tremezzo

    Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 45  

    Tremezzo

    Pierre Henri Tetar Van Elven Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven


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  • Lotto 45  

    Sulla terrazza

    Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 45  

    Sulla terrazza

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza


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  • Lotto 45  

    La raccolta

    Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 45  

    La raccolta

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 45  

    Lungo il fiume

    Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
    Clicca per espandere

    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 45  

    Lungo il fiume

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
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    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.



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  • Lotto 45  

    Bagnanti a Livorno

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 45  

    Bagnanti a Livorno

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto
    STIMA min € 700 - max € 800

    Ulderico Marotto Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Giornata di sole

    Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 46  

    Giornata di sole

    Mario Cavalla Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla


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  • Lotto 46  

    Pomeriggio di sole

    Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
    Clicca per espandere

    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 46  

    Pomeriggio di sole

    Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
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    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Datato 8 Agosto 1899

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 46  

    Datato 8 Agosto 1899

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Arabo

    Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
    Clicca per espandere

    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 46  

    Arabo

    Stefano Ussi Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
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    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Profilo di fanciulla

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 46  

    Profilo di fanciulla

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Canale a Venezia

    Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 46  

    Canale a Venezia

    Neno Mori Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 46  

    Studio per la Venere

    Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 46  

    Studio per la Venere

    Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 47  

    Nell'aia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 47  

    Nell'aia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Alessandro Pomi Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)


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  • Lotto 47  

    Pianoro montano

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 47  

    Pianoro montano

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 47  

    Pescatori ad Amalfi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lotto 47  

    Pescatori ad Amalfi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi


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  • Lotto 47  

    Datato 1880

    Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
    Clicca per espandere

    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 47  

    Datato 1880

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.



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  • Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
    Clicca per espandere

    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
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    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.



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  • Lotto 47  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
    Clicca per espandere

    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 47  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
    Clicca per espandere

    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 47  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 47  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    Il raccolto del grano

    Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
    Clicca per espandere

    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 48  

    Il raccolto del grano

    Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
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    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    Nel parco

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Nel parco

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.



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  • Lotto 48  

    Nobiluomo

    Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
    Clicca per espandere

    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    STIMA min € 1000 - max € 1300

    Lotto 48  

    Nobiluomo

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.



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  • Lotto 48  

    Pastorella Abruzzese

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Pastorella Abruzzese

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    Sentiero di montagna

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 48  

    Sentiero di montagna

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    Vita a Venezia 1915

    Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 48  

    Vita a Venezia 1915

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    Nudo di schiena

    Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Nudo di schiena

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 48  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 48  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 49  

    Il battello

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 49  

    Il battello

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 49  

    Contemplazione

    Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 49  

    Contemplazione

    Enrico Fanfani Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro
    STIMA min € 700 - max € 900

    Angiolo D'Andrea Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli


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  • Lotto 49  

    Il rimprovero

    Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 49  

    Il rimprovero

    Vincenzo Montefusco Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 49  

    Al pianoforte

    Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 49  

    Al pianoforte

    Gustavo Pisani Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
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    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.



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  • Lotto 49  

    Datato 1912 New York

    Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 49  

    Datato 1912 New York

    Eugenio Buono Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
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    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.



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  • Lotto 49  

    Via di paese

    Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
    Clicca per espandere

    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 49  

    Via di paese

    Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
    Clicca per espandere

    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.



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  • Lotto 49  

    Pesca Al Tramonto

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 49  

    Pesca Al Tramonto

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 50  

    Gentiluomo

    Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 50  

    Gentiluomo

    Raimondo Tusquets Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 50  

    Capri

    Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
    Clicca per espandere

    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 50  

    Capri

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
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    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.



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  • Lotto 50  

    Luci in citta'

    Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
    Clicca per espandere

    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.

    STIMA min € 900 - max € 1000

    Lotto 50  

    Luci in citta'

    Giuseppe De Sanctis Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
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    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.



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  • Lotto 50  

    Campagna

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.


    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 50  

    Campagna

    Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.




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  • Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli


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  • Lotto 50  

    Paesaggio montano

    Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 50  

    Paesaggio montano

    Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici


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  • Lotto 50  

    1922

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 50  

    1922

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )


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  • Lotto 50  

    Ultima cena

    Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 50  

    Ultima cena

    Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri


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  • Lotto 50  

    Nel porto

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 50  

    Nel porto

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani
    STIMA min € 700 - max € 800

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani


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  • Lotto 51  

    1923

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 51  

    1923

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo


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  • Lotto 51  

    Viale alberato

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 51  

    Viale alberato

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.



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  • Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
    Clicca per espandere

    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
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    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.



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  • Lotto 51  

    Sottobosco

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 51  

    Sottobosco

    Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.



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  • Lotto 52  

    Rue d'alger

    Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 52  

    Rue d'alger

    Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.



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  • Lotto 52  

    Capri

    Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 52  

    Capri

    Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.



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  • Lotto 52  

    La finestra

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 52  

    La finestra

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.



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  • Lotto 52  

    Fine del giorno 1940

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 52  

    Fine del giorno 1940

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue


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  • Lotto 52  

    Nel cortile

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 52  

    Nel cortile

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma


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  • Lotto 53  

    Porto Ligure

    Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 53  

    Porto Ligure

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi


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  • Lotto 53  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 53  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • Lotto 53  

    Vicolo a Napoli

    Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
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    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 53  

    Vicolo a Napoli

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
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    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.



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  • Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.



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  • Lotto 53  

    Le oche

    Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 53  

    Le oche

    Rafael Senet Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 54  

    Sole d'inverno

    Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 54  

    Sole d'inverno

    Piotr Konchalovsky Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 54  

    Paesaggio

    Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
    Clicca per espandere

    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 54  

    Paesaggio

    Pietro De Francisco Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
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    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.



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  • Lotto 54  

    Paesaggio Mediterraneo

    Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
    Clicca per espandere

    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 54  

    Paesaggio Mediterraneo

    Arnaldo De Lisio Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
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    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 54  

    All'ombra del pagliaio

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 54  

    All'ombra del pagliaio

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 54  

    Venditrice ambulante

    Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 54  

    Venditrice ambulante

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 55  

    Interno con figura

    Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 55  

    Interno con figura

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti


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  • Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Alfredo Meschi Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi


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  • Lotto 55  

    Chiesa monastero

    Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
    Clicca per espandere

    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 55  

    Chiesa monastero

    Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.



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  • Lotto 55  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
    Clicca per espandere

    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 55  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
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    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.



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  • Lotto 55  

    Natura morta

    Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
    Clicca per espandere

    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.

    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 55  

    Natura morta

    Igor Grabar Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
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    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.



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  • Lotto 56  

    Mimose

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 56  

    Mimose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • Lotto 56  

    Natura morta

    Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 56  

    Natura morta

    Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera


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  • Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi
    STIMA min € 1700 - max € 1800

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi


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  • Lotto 57  

    Natura morta

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 57  

    Natura morta

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • Lotto 58  

    Natura morta

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 58  

    Natura morta

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti


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  • Lotto 58  

    Lavatoio di paese

    Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 58  

    Lavatoio di paese

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus


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  • Lotto 59  

    Pascolo

    Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 59  

    Pascolo

    Luois Marie Dominique Robbe Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe


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  • Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio
    STIMA min € 700 - max € 900

    Oreste Pizio Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio


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  • Lotto 60  

    Madonna col Bambino

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 60  

    Madonna col Bambino

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia


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  • Lotto 60  

    Scena Pompeiana

    Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 60  

    Scena Pompeiana

    Stefan Bakalowicz Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz


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