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  • Leon Giuseppe Buono Leon Giuseppe Buono
    Napoli 1887 - Pozzuoli NA 1975
    Olio su tela cm 77,5x67 firmato in basso a sx L.Buono
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Mosè Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Tempera su carta cm 65x41 firmato in basso a dx Mose Bianchi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tela cm 42x30 firmato in basso a dx Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Raffaele Giannetti Raffaele Giannetti
    Imperia 1837 - Genova 1915
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx R.Giannetti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 71x102 firmato in basso a sx A.B.

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tavola cm 55x38 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x30,5 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Cosenza Giuseppe Cosenza
    Luzzi (CS) 1846 - New York 1922
    Olio su tela cm 38x78 firmato in basso a dx Cosenza

    Giuseppe Cosenza nacque a Luzzi, in Calabria, nel 1846, e fu uno dei pittori italiani legati alla vivace stagione artistica della Napoli di fine Ottocento. Rimasto orfano in giovane età, si avvicinò alla pittura grazie a una precoce inclinazione naturale, che lo portò rapidamente a distinguersi come decoratore e autore di opere a carattere religioso.
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    Trasferitosi a Napoli, entrò in contatto con l’ambiente dell’Accademia di Belle Arti, assorbendo le influenze della scuola pittorica napoletana. In questo contesto maturò un linguaggio figurativo attento alla realtà quotidiana, alla luce e al colore, in linea con la sensibilità naturalistica dell’epoca.

    La sua produzione si ampliò presto oltre la pittura sacra, includendo paesaggi, marine, scene di vita popolare e ritratti. Le vedute costiere e i momenti di vita lungo il mare divennero tra i suoi soggetti più riconoscibili: opere in cui la luce mediterranea e l’atmosfera delle località campane emergono con immediatezza e freschezza espressiva.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni in Italia, consolidando una reputazione solida come pittore di paesaggio e di genere. Negli anni Ottanta dell’Ottocento intraprese un percorso internazionale che lo portò prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove si stabilì definitivamente a New York.

    Qui continuò a dipingere e a inserirsi nel contesto artistico locale, affiancando all’attività pittorica anche quella di scrittore e divulgatore culturale. Negli ultimi anni fu colpito da problemi alla vista che ne limitarono progressivamente il lavoro.

    Morì a New York nel 1922Giuseppe Cosenza nacque a Luzzi, in Calabria, nel 1846, e fu uno dei pittori italiani legati alla vivace stagione artistica della Napoli di fine Ottocento. Rimasto orfano in giovane età, si avvicinò alla pittura grazie a una precoce inclinazione naturale, che lo portò rapidamente a distinguersi come decoratore e autore di opere a carattere religioso.

    Trasferitosi a Napoli, entrò in contatto con l’ambiente dell’Accademia di Belle Arti, assorbendo le influenze della scuola pittorica napoletana. In questo contesto maturò un linguaggio figurativo attento alla realtà quotidiana, alla luce e al colore, in linea con la sensibilità naturalistica dell’epoca.

    La sua produzione si ampliò presto oltre la pittura sacra, includendo paesaggi, marine, scene di vita popolare e ritratti. Le vedute costiere e i momenti di vita lungo il mare divennero tra i suoi soggetti più riconoscibili: opere in cui la luce mediterranea e l’atmosfera delle località campane emergono con immediatezza e freschezza espressiva.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni in Italia, consolidando una reputazione solida come pittore di paesaggio e di genere. Negli anni Ottanta dell’Ottocento intraprese un percorso internazionale che lo portò prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove si stabilì definitivamente a New York.

    Qui continuò a dipingere e a inserirsi nel contesto artistico locale, affiancando all’attività pittorica anche quella di scrittore e divulgatore culturale. Negli ultimi anni fu colpito da problemi alla vista che ne limitarono progressivamente il lavoro.

    Morì a New York nel 1922.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 5000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 64,5x109,5 firmato in basso a sx Preda
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Matteo Roversi Matteo Roversi
    La singolarita' del tordo
    STIMA:
    min € 3000 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 99x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Tito Pellicciotti Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 38x23 firmato in basso a sx T.Pelliccioti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Moreno Carbonero Moreno Carbonero
    Malaga ( Spagna ) 1858 -1940
    Bel visino, 1878
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Achille Vertunni Achille Vertunni
    Napoli 1826 - Roma 1897
    Olio su tela cm 64x92 firmato in basso a sx A.Vertunni
    STIMA:
    min € 4000 - max € 4500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 49x59 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Sampietro Francesco Sampietro
    Garlasco (PV) 1815 - 1896
    Olio su tela cm 46x37,5 firmato in basso a dx Sampietro
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gaetano Spinelli Gaetano Spinelli
    Bitonto 1877 - Firenze 1945
    Olio su cartone cm 5,5x37,5 firmato in basso a dx G.Spinelli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 68,5x88 firmato in basso a dx C.Brancaccio
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Gio Bartolena Gio Bartolena
    Livorno 1866 - Livorno 1942
    Campagna Livornese
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Mose' Bianchi Mose' Bianchi
    Monza 1840 - Monza 1904
    Tempera su carta cm 47,5x27,5
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888 - 1946
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx Pajetta
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Gaetano De Martini Gaetano De Martini
    Benevento 1840 - Napoli 1917
    Olio su tela cm 34x25,5 firmato in basso a sx G.Martini
    STIMA:
    min € 3000 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ugo Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 39,5x30 firmato in basso a dx A.Catti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    Italia XIX-XX
    Bronzo cm 52x26x62, riproduzione scultura di Donatello
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Ettore De Maria Bergler Ettore De Maria Bergler
    Napoli 1850 - Palermo 1938
    Olio su tavola cm 73,5x54,5 firmato in basso a dx E.Bergler
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Baite nella neve
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 148x74 firmato in basso a dx Lancerotto
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 20x22 firmato in basso a dx Gino Romiti 1930
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 14x21 firmato in alto a dx C.Maggi

    Cesare Maggi, nato a Roma il 13 gennaio 1881, proveniva da una famiglia di attori. Dopo gli studi classici tra Firenze e Lucca, intraprese la sua formazione artistica presso gli studi di Vittorio Corcos e Gaetano Esposito.
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    Esordì pubblicamente nel 1898 a Firenze e successivamente si recò a Parigi per frequentare l'accademia di Fernand Cormon. La sua carriera artistica fu influenzata dalla luce della pittura di Giovanni Segantini, e nel 1899 si trasferì nell'Engadina per seguire le sue tracce.

    Dopo la morte della madre nel 1900, Maggi si stabilì a Torino e iniziò le sue sperimentazioni artistiche a Forno Alpi Graie. Nel 1900, firmò un contratto esclusivo con il mercante Alberto Grubicy, diventando parte del gruppo divisionista. Nel 1904, si trasferì a La Thuile in Val d'Aosta per approfondire lo studio dal vero. Nel 1905, presentò il dipinto "Mattino di festa" all'Esposizione internazionale di Venezia, segnando un momento significativo nella sua carriera.

    Dal 1907 in poi, Maggi partecipò a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e successi. Nel 1913 lasciò La Thuile per stabilirsi a Torino, chiudendo la sua fase divisionista. La Biennale di Venezia del 1914 mostrò ancora opere influenzate da Segantini. La chiamata alle armi nel 1915 non interruppe la sua ricerca artistica, e il suo stile si perfezionò durante il servizio militare.

    Congedato nel 1919, tornò a Torino e riprese intensa attività espositiva, ottenendo successi e acquisizioni importanti. Nel 1926, il dipinto "Neve" fu acquistato dalla Galleria civica di Torino. La sua pittura subì l'influenza del movimento Novecento, senza una vera adesione. Nel 1935 divenne supplente di Cesare Ferro all'Accademia Albertina di Torino, iniziando una prolifica carriera di insegnante fino al 1951.

    Nel corso degli anni, Maggi partecipò a numerose mostre nazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Nel 1947 fu nominato accademico di S. Luca. Negli anni successivi, la sua attività espositiva si diradò a causa di problemi di salute e depressione legata alla morte della moglie nel 1957. Nel 1959, una retrospettiva a Torino segnò la sua consacrazione pubblica.

    Cesare Maggi morì a Torino il 11 maggio 1961.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastelli su carta cm 27x31 firmato in basso a dx A. Tavernier

    Andrea Tavernier, pittore nato a Torino il 23 dicembre 1858, si distinse come artista indipendente e appassionato del paesaggio fin dai suoi primi anni di formazione all'Accademia Albertina sotto la guida di A. Gastaldi.
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    Contrariamente alla maniera del suo maestro, Tavernier si dedicò fin da principio alla rappresentazione del paesaggio e a scene di genere all'aperto.

    Il suo esordio artistico avvenne nel 1884 alla Promotrice di Torino, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto a Roma, dove si stabilì. Qui trasse ispirazione dalla suggestiva Campagna Romana e trascorse periodi significativi anche lungo la costa adriatica. Tavernier, tuttavia, non si legò a una singola località e, nel corso della sua vita, visse anche a Torino e infine a Grottaferrata, dove si spense il 15 novembre 1932.

    La sua produzione artistica fu ampiamente esposta a Torino e Roma, oltre che alle biennali veneziane e ad altre importanti mostre in Italia. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino, testimonianza del riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca.

    Il tratto distintivo di Tavernier risiede nella vivacità della sua tavolozza, che talvolta si avvicinò al gusto dei divisionisti senza tuttavia riprodurre pedissequamente i loro rapporti cromatici. I suoi paesaggi sono animati da figure umane, dotati di uno spirito aneddotico che aggiunge profondità e interesse alle sue opere. In questo modo, Tavernier ha contribuito a arricchire il panorama artistico italiano del suo tempo con la sua visione personale e la sua sensibilità alla bellezza della natura e della vita quotidiana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Giacomo Grosso (Autori del dipinto Chessa, Carpanetto e Saccaggi), regalato dagli amici del Circolo degli Artisti a Giacomo Grosso per il suo cavalierato mauriziano, 1894. Sul retro, tutte le firme dei donatori. Pub. a pag. 140 del catalogo Giacomo Grosso a cura di Giuseppe Luigi Marini.
    Giacomo Grosso
    Cambiano (TO) 1860 - Torino 1938
    San Gross

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 21x22,5 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Filippo Vacchetti Filippo Vacchetti
    Carru (CN) 1873 - 1945 Torino
    Olio su tavola cm 49x50 firmato in basso a dx F.Vacchetti

    Filippo Vacchetti nacque il 28 maggio 1873 a Carrù, in provincia di Cuneo, e morì nel 1945 a Torino. Fu un pittore italiano che si distinse per la sua abilità nella rappresentazione di nature morte e paesaggi, ma anche per la sua attenzione alla luce e ai dettagli.
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    La sua formazione avvenne principalmente a Torino, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, che in quegli anni stava vivendo una stagione di grande fermento culturale.

    Nel corso della sua carriera, Vacchetti si fece apprezzare per la sua maestria nell'uso del colore e per la capacità di rendere con finezza la bellezza degli oggetti e dei paesaggi, trattati con un realismo preciso ma al contempo affascinante. La sua pittura non era solo un’esercizio tecnico, ma un modo per trasmettere emozioni e sensazioni attraverso la resa accurata delle atmosfere.

    Pur non appartenendo a una scuola specifica, Vacchetti fu influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo, ma seppe rimanere fedele alla propria visione, facendo della luce e dei particolari il punto di forza delle sue opere. La sua produzione fu ampiamente apprezzata e le sue opere furono esposte in numerose gallerie e mostre, guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama artistico piemontese.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Toro Attilio Toro
    Italia 1892 - 1982
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a dx A.Toro

    Attilio Toro nacque a Napoli il 4 dicembre 1892. Fin da giovane si avvicinò al mondo dell’arte, apprendendo i primi rudimenti della pittura nell’atelier del padre, Carmine Toro.
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    La sua formazione proseguì all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Vincenzo Volpe e attirò l’attenzione del direttore Carlo Siviero, che gli offrì un incarico come assistente, proposta che Toro rifiutò per dedicarsi interamente alla sua produzione artistica.

    La pittura di Attilio Toro si sviluppò seguendo la grande tradizione ottocentesca napoletana, ma con uno stile personale caratterizzato da pennellate dense, colori sapientemente impastati e una particolare luminosità che dava vitalità ai soggetti. Realizzò ritratti di grande sensibilità, nudi femminili carichi di grazia e paesaggi semplici ma vibranti.

    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Prima Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli del 1921, dove presentò l’opera "Redenta". Raggiunse importanti riconoscimenti, come il premio della Columbus Association nel 1940 e la medaglia d’oro alla Mostra Nazionale di Caserta nel 1961 per il dipinto "San Gregorio d’Alife". Tra le sue opere più apprezzate si annovera anche il "Generale Clark", considerato un punto alto della sua produzione.

    Attilio Toro visse gli ultimi anni a Portici, dove si spense nel 1982. Attilio Toro nacque a Napoli il 4 dicembre 1892. Fin da giovane si avvicinò al mondo dell’arte, apprendendo i primi rudimenti della pittura nell’atelier del padre, Carmine Toro. La sua formazione proseguì all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Vincenzo Volpe e attirò l’attenzione del direttore Carlo Siviero, che gli offrì un incarico come assistente, proposta che Toro rifiutò per dedicarsi interamente alla sua produzione artistica.

    La pittura di Attilio Toro si sviluppò seguendo la grande tradizione ottocentesca napoletana, ma con uno stile personale caratterizzato da pennellate dense, colori sapientemente impastati e una particolare luminosità che dava vitalità ai soggetti. Realizzò ritratti di grande sensibilità, nudi femminili carichi di grazia e paesaggi semplici ma vibranti.

    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Prima Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli del 1921, dove presentò l’opera "Redenta". Raggiunse importanti riconoscimenti, come il premio della Columbus Association nel 1940 e la medaglia d’oro alla Mostra Nazionale di Caserta nel 1961 per il dipinto "San Gregorio d’Alife". Tra le sue opere più apprezzate si annovera anche il "Generale Clark", considerato un punto alto della sua produzione.

    Attilio Toro visse gli ultimi anni a Portici, dove si spense nel 1982.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Giacomo Casa Giacomo Casa
    Conegliano Veneto, Treviso 1827 - Roma 1887
    Olio su tela cm 32x24,5 firmato in basso a dx G.Casa

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Matteo Roversi Matteo Roversi
    Mamma
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 69x99 firmato in basso a dx A.Bozzato
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Mazzola Giuseppe Mazzola
    Attivo in Lombardia tra il

    Giuseppe Mazzola fu un pittore milanese attivo nella metà dell’Ottocento, documentato tra il 1845 e il 1868, figura oggi poco nota ma di notevole interesse nel contesto della pittura lombarda del tempo. La scarsità delle opere conservate, non più di una ventina, e l’omonimia con artisti più celebri hanno contribuito a offuscarne la fortuna critica, senza tuttavia diminuire la qualità della sua produzione.
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    Formatosi nell’ambiente milanese legato all’Accademia di Brera, Mazzola operò in un periodo caratterizzato da una forte attenzione per la pittura di genere e di veduta, ambiti nei quali sviluppò una sensibilità autonoma. La sua opera si distingue per la capacità di costruire scene articolate, spesso ambientate in contesti urbani o pubblici, nelle quali la dimensione narrativa si unisce a un’attenta osservazione del reale.

    Particolarmente felice risulta la sua attitudine nel rappresentare episodi di carattere storico e collettivo, restituiti con equilibrio compositivo e ricchezza di dettagli. Le sue scene, animate da figure numerose ma sempre ben calibrate nello spazio, rivelano una mano sicura e una notevole padronanza del disegno. Mazzola dimostra infatti una capacità non comune nel gestire la complessità narrativa senza perdere chiarezza visiva, mantenendo sempre leggibile il fulcro dell’azione.

    Dal punto di vista stilistico, il suo linguaggio mostra affinità con la tradizione della veduta lombarda della prima metà del secolo, con richiami all’ambiente dei Canella, pur declinati in una chiave più narrativa e meno puramente descrittiva. La luce, spesso chiara e diffusa, contribuisce a dare unità alle composizioni, valorizzando architetture e figure senza appesantire la scena.

    Artista di raffinata sensibilità e di solida tecnica, Giuseppe Mazzola si rivela dunque interprete attento della realtà e della storia, capace di tradurre episodi complessi in immagini vive e coerenti. La sua produzione, sebbene limitata, testimonia una qualità esecutiva elevata e una mano particolarmente felice nel rendere scene articolate e ricche di vita, rendendolo una figura meritevole di maggiore attenzione nel panorama artistico dell’Ottocento lombardo.


    Olio su tela cm 90x150 firmato in basso a dx G.Mazzola
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Eugenio Cecconi Eugenio Cecconi
    Livorno 1842 - Firenze 1903
    Olio su tavola cm 18x31 firmato in basso a sx E.Cecconi

    Eugenio Cecconi (Livorno, 8 settembre 1842 – Firenze, 19 dicembre 1903) fu un pittore toscano legato all’area dei Macchiaioli, oggi ricordato soprattutto per le sue scene di caccia, per i paesaggi della Maremma e per una pittura capace di unire osservazione diretta, sensibilità luministica e una vivace immediatezza narrativa. La sua figura, tuttavia, non si esaurisce nel solo ambito pittorico: fu anche disegnatore, incisore, scrittore e uomo di cultura, animato da una personalità schiva ma brillante, che seppe trasformare la propria passione per la natura e per il mondo venatorio in una cifra artistica assolutamente personale.
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    Nato in una famiglia livornese di solida formazione patriottica, visse in un ambiente attraversato dagli ideali risorgimentali, che contribuirono a formare il suo carattere e il suo sguardo. Dopo gli studi al Collegio Nazionale di Torino, fu indirizzato verso la carriera giuridica e si laureò in legge all’Università di Pisa. Parallelamente, però, coltivò con crescente intensità l’interesse per il disegno e la pittura, studiando paesaggio e frequentando poi Firenze, dove, pur avviato alla pratica legale, entrò in contatto con l’ambiente artistico e con gli insegnamenti accademici. La morte del padre e l’esperienza del volontariato nel 1866 segnarono un momento di svolta: abbandonata definitivamente la professione forense, Cecconi decise di consacrarsi interamente all’arte.

    La sua vera maturazione avvenne nel clima libero e sperimentale di Castiglioncello, crocevia fondamentale della cultura macchiaiola. Qui frequentò Diego Martelli e conobbe figure decisive della pittura toscana dell’Ottocento, tra cui Giovanni Fattori, Giovanni Boldini e Giuseppe Abbati. In questo contesto, lontano dalle rigidità dell’accademia, si consolidò la sua predilezione per lo studio dal vero, per il paesaggio osservato senza filtri e per una pittura che cogliesse la vita nella sua evidenza concreta. Pur orbitando nell’area dei Macchiaioli, Cecconi sviluppò una voce autonoma: se nei maestri del gruppo prevaleva spesso la costruzione sintetica della “macchia”, in lui si avverte un gusto più narrativo, più incline al racconto visivo e alla resa psicologica del mondo naturale.

    I soggetti che più lo resero celebre furono le scene di caccia, i cani, gli animali in movimento e i paesaggi della Maremma toscana. Non si trattava di semplici quadri di genere, ma di opere nelle quali la passione personale per la caccia diventava strumento di conoscenza del territorio, del comportamento animale e della luce. Cecconi possedeva una rara abilità nel rendere l’energia dei cani da ferma, la tensione dell’attesa, lo slancio improvviso verso la preda, il rapporto quasi simbiotico tra uomo, animale e ambiente. Questa attitudine, riconosciuta già dai contemporanei, lo rese uno dei più originali interpreti della pittura venatoria italiana dell’Ottocento. Accanto a tale filone, coltivò anche un’attenzione sincera per il mondo popolare livornese, come dimostra il celebre Cenciaiole livornesi del 1880, opera in cui la vita quotidiana della città viene osservata con realismo partecipe, senza retorica sociale ma con notevole finezza descrittiva.

    Importante fu anche il viaggio in Tunisia, compiuto negli anni Settanta, che introdusse nella sua produzione una parentesi di gusto orientalista. Le vedute urbane, i cortili, i mercati, le figure arabe e gli scorci di Tunisi gli offrirono l’occasione di approfondire lo studio della luce intensa, dei contrasti cromatici e di una tavolozza più vibrante. Questa esperienza non snaturò la sua poetica, ma ne ampliò il respiro, confermando la sua capacità di assorbire suggestioni nuove senza perdere il legame con il vero.

    Nel corso della carriera partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, da Torino a Firenze, da Milano a Roma, consolidando una presenza costante nel panorama artistico nazionale. Visse e lavorò tra Livorno, la campagna pisana, Torre del Lago e soprattutto Firenze, mantenendo però sempre un rapporto profondo con la Maremma e con il paesaggio toscano. Negli anni maturi si dedicò sempre di più anche alla scrittura: compose prose, racconti, versi, articoli di critica d’arte e lasciò pagine ispirate in particolare al mondo maremmano. Fu inoltre un buon incisore, autore di acqueforti di notevole qualità, e si interessò perfino alla traduzione letteraria, segno di una cultura ampia e non confinata entro i limiti della sola pratica pittorica.

    Sul piano stilistico, Eugenio Cecconi occupa una posizione singolare nel secondo Ottocento italiano. Pur vicino alla sensibilità macchiaiola, non fu un semplice epigono del movimento. La sua pittura conserva il valore della visione immediata e della luce naturale, ma vi aggiunge un gusto narrativo, una capacità di osservazione minuta e una tenerezza quasi affettiva nei confronti degli animali e dei paesaggi. Nei suoi quadri la natura non è sfondo, ma presenza viva; non è scenario, ma teatro di una relazione autentica tra uomo, terra e istinto. Anche per questo la sua opera continua a esercitare un fascino particolare sul collezionismo e sulla critica, soprattutto quando si tratta dei dipinti venatori, oggi tra i più riconoscibili e apprezzati della sua produzione.

    Morì a Firenze nel 1903, dopo aver trascorso gli ultimi anni tra attività artistica e letteraria, lontano da ogni clamore mondano.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 42x33 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 19,5x11,5 firmato in basso a dx F.Fabbi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tela cm 24,5x33 firmato in basso a sx V.Avondo

    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia colta e ben inserita nell’ambiente cittadino. Sebbene avviato agli studi giuridici, mostrò molto presto una forte inclinazione per la pittura.
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    Dopo un primo periodo all’Accademia di Pisa, si trasferì a Ginevra, dove si formò nello studio del paesaggista Alexandre Calame. Qui affinò il gusto per la rappresentazione della natura, inizialmente ancora legata a una sensibilità romantica.

    Negli anni successivi intraprese un lungo viaggio di formazione tra Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Il contatto diretto con i paesisti della Scuola di Barbizon, che privilegiavano la pittura dal vero e un approccio più naturale alla luce, lo spinse verso un linguaggio sobrio, essenziale, fondato sulla resa atmosferica e su un uso delicato del colore. Questo cambiamento segnò la sua maturità artistica.

    Nel 1857 si stabilì per alcuni anni a Roma. Le campagne laziali, il paesaggio rustico e i grandi cieli luminosi divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Tornato poi in Piemonte, continuò su questa linea dipingendo vedute silenziose e meditate di laghi, fiumi, pianure e montagne. I suoi paesaggi si distinguono per l’equilibrio composto, per l’attenzione agli effetti di luce e per un sentimento di quiete che attraversa tutta la sua produzione. È in questa fase che il suo nome si lega al gruppo di artisti riuniti nella cosiddetta Scuola di Rivara, ambiente fertile per lo sviluppo del paesaggismo piemontese.

    Accanto all’attività pittorica coltivò un profondo interesse per il medioevo, l’antiquariato e la conservazione del patrimonio artistico. Acquistò e restaurò il Castello di Issogne, partecipò al progetto del Borgo Medievale di Torino e contribuì a interventi su importanti edifici storici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua competenza come collezionista e conoscitore d’arte lo rese una figura di primo piano nel dibattito culturale dell’Italia postunitaria.

    Dal 1863 fu coinvolto nella gestione delle collezioni civiche di Torino e nel 1890 divenne direttore del Museo Civico, ruolo che svolse con rigore e visione, favorendo l’ampliamento e la sistemazione organica delle raccolte. Negli ultimi anni dipinse meno a causa delle condizioni di salute, ma continuò a impegnarsi nella tutela del patrimonio.

    Morì a Torino il 14 dicembre 1910.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 65,5x111 firmato in basso a sx Ciardi
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 4000

  • Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx E.Tonti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Antonio Milone Antonio Milone
    Napoli 1934-1919
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx A.Milone
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Carlo Ferrari detto il Ferrarin Carlo Ferrari detto il Ferrarin
    Verona 1813 - Verona 1871
    Olio su cartone cm 20,5x20,5 firmato in basso a dx Ferrari

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 39x30 firmato in basso a dx V.Irolli

    Nato a Napoli il 30 settembre 1860, l'artista studiò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli tra il 1877 e il 1880, avendo come maestri G. Toma, F.
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    Maldarelli e lo scultore S. Lista. Fu profondamente influenzato dalle opere di F. P. Michetti, A. D'Orsi e A. Mancini viste all'Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877. Debuttò alla XV Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1879 con "Felice rimembranza", vincendo il primo premio.

    Negli anni successivi, espose varie opere di ispirazione storica e ritratti, come "Sesto Tarquinio" e "L'attentato all'onore di Lucrezia". Il suo ritratto di Francesco Netti del 1884 esemplifica la sua abilità nel catturare il carattere e l'individualità delle figure. Tra il 1880 e il 1883, durante il servizio militare a Pavia, continuò a dipingere, realizzando opere come "Povera madre".

    Tornato a Napoli, frequentò artisti come Michetti e Sartorio e partecipò a varie esposizioni, ottenendo riconoscimenti per opere come "Amore e dovere" e "Maddalena moderna". Tra il 1889 e il 1890, partecipò alla decorazione della birreria Gambrinus di Napoli. Verso la fine degli anni '80, si dedicò al "secondo realismo", specializzandosi in scene di vita domestica e realismo popolare, influenzato da artisti come A. Cefaly e F. Palizzi.

    Le sue opere descrivono spesso interni rustici e scene familiari, come "Focolare domestico", "Il bacio della mamma" e "Bella lavandaia", esibendo una tecnica pittorica vivace e dettagliata. Le sue pitture di genere riscossero successo nei mercati internazionali di Parigi, Londra e Berlino, sebbene l'artista stesso considerasse quel periodo come uno dei più gravosi della sua vita, dovendo produrre opere accattivanti per motivi economici.

    Nel corso del Novecento, il suo stile divenne più fluido e rapido, con composizioni all'aperto e scene cittadine. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per opere come "Primavera", "La prediletta", "Sogno primaverile" e "Spannocchiatrici". Le sue ultime partecipazioni espositive risalgono agli anni '30 e '40, culminando con la sua presenza alla I Annuale Nazionale del 1948 a Cava de' Tirreni.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2200
    Base Asta:
    € 800

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 66x90,5 firmato in basso a dx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Como il 4 dicembre 1944. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 17,5x23 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Ciao mamina ( Tignet Valsavarenche )

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4500

  • Andrea Marchisio Andrea Marchisio
    Torino 1850 - 1927
    Olio su cartone cm 28x17,5 firmato in basso a sx Marchisio

    Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.

    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.

    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.

    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa. Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti. Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.
    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.
    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.
    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Gino Romiti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tela cm 114x82 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
  • Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 44x54 firmato in basso a sx A.Abrate 1946
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su cartoncino cm 28,5x45 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 15x15x45
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Ottorino Caracciolo Ottorino Caracciolo
    Bari 1855 - Parigi 1880
    Olio su tela cm 54x28,5 firmato in basso a dx Caracciolo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Gino Piccioni Gino Piccioni
    Foligno 1873 - Biella 1941
    Pastello su carta cm centrale 107x140 - laterali 107x66 firmato in basso a sx G.Piccioni
    STIMA:
    min € 8000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Nicolas De Corsi Nicolas De Corsi
    Odessa 1882 - Torre del Greco 1956
    Olio su tavola cm 52,5x64 firmato in basso a dx N.Decorsi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Cap Martin
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000 offerta libera
  • Lot 2  

    Marina

    Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Marina
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Francesco Peluso Francesco Peluso
    Napoli 1836 - dopo il 1916
    Olio su tela cm 50x76 firmato in basso a dx Peluso
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a dx G.Carelli
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tavola cm 16x8 firmato in basso a dx G.Esposito
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 69,5x100 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Enrico Coleman Enrico Coleman
    Roma 1846 - 1911
    Olio su tela cm 38x67 firmato in basso a dx C.Enrico
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 16x28 firmato in basso a sx G.C.
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lot 2  

    1903

    Francesco Mancini detto Lord Napoli 1830 - 1905
    Porto di Casamicciola
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Riccardo Pollastrini Roma 1883 - 1956
    Olio su tavola cm 29x48,5 firmato in basso a sx R.Pollastrini
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Pastello su carta cm 35x39 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Emilio Notte Emilio Notte
    Ceglie Messapica 1891 - Napoli 1982
    Olio su tavola cm 33x25 firmato in alto a dx E.Notte
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 71,5x100 firmato in basso a dx L.Bazzaro
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22 firmato in basso a sx A.Formis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 56x60 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 87x38 firmato in basso a dx C.Brancaccio

    Inizialmente aveva studiato matematica, ma a 22 anni abbandonò questi studi per dedicarsi alla pittura. Fu allievo di Eduardo Dalbono.
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    I suoi soggetti principali erano le strade cittadine, i paesaggi marini e terrestri, principalmente vedute di Napoli. Alla Promotrice di Napoli del 1887 espose "Passe-partout" e molti schizzi della città, inclusi gli interni delle chiese. Nel 1888 espose un grande Paesaggio marino di Capri; nel 1889, "Toledo sotto la pioggia"; e nello stesso anno all'Esposizione di Brera a Milano, presentò la "Piazza del Carmine di Napoli".

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 500

  • Giovanni Costa (Detto Nino) Giovanni Costa
    Roma 1826 - Marina di Pisa 1903
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx G.Costa

    Giovanni Costa, universalmente noto come Nino Costa, è una delle figure più affascinanti e originali della pittura italiana dell’Ottocento. Nato a Roma il 15 ottobre 1826 e morto a Marina di Pisa il 31 gennaio 1903, fu non soltanto un pittore di altissimo livello, ma anche un patriota risorgimentale, un intellettuale inquieto e un promotore instancabile di un’idea nuova di arte, fondata sul rapporto diretto con la natura, sulla sincerità dello sguardo e sul rifiuto delle convenzioni accademiche.
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    La sua vicenda umana e artistica si colloca in un momento cruciale della cultura italiana, quando il paesaggio smette progressivamente di essere semplice sfondo e diventa luogo di meditazione, verità e sentimento.

    Formatosi a Roma in un ambiente ancora fortemente segnato dal classicismo e dalla tradizione accademica, Costa studiò dapprima sotto l’influenza di maestri come Vincenzo Camuccini, Francesco Coghetti e Francesco Podesti. Tuttavia, già nei primi anni, si avvertì in lui una profonda insofferenza verso la rigidità dell’insegnamento ufficiale. Più che le grandi composizioni storiche o mitologiche, lo attirava la realtà viva del paesaggio, la campagna romana, la luce che muta, la verità semplice delle figure immerse nella natura. Questa inclinazione lo rese presto un artista anomalo rispetto al gusto dominante, e proprio in tale scarto si trova la radice della sua grandezza.

    Alla vocazione pittorica si unì molto presto l’impegno politico. Costa partecipò con convinzione alle vicende del Risorgimento, arruolandosi volontario nella prima guerra d’indipendenza e prendendo parte anche alla stagione della Repubblica Romana del 1849. Il suo patriottismo non fu episodico né ornamentale: fu una componente strutturale del suo carattere, un riflesso della stessa esigenza morale che guidava la sua pittura. Dopo la caduta della Repubblica, come molti democratici e garibaldini, fu costretto a una vita irregolare, fatta di spostamenti, periodi lontani da Roma e relazioni intellettuali che si sarebbero rivelate decisive per la sua maturazione.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta il suo linguaggio si consolidò attraverso soggiorni e contatti fondamentali. Il rapporto con la campagna romana, con Ariccia, con Anzio, con il litorale laziale e con i paesaggi toscani alimentò una pittura dal vero sempre più intensa e consapevole. Allo stesso tempo, Costa strinse legami con artisti e intellettuali stranieri, soprattutto inglesi, e fu vicino a figure come Frederic Leighton e John Ruskin. Ebbe inoltre rapporti con l’ambiente francese, e la sua sensibilità si arricchì grazie all’incontro con la lezione di Camille Corot e della scuola di Barbizon. Queste esperienze non lo trasformarono in un imitatore, ma gli offrirono strumenti per raffinare una poetica già personale: il paesaggio come visione morale, come armonia interiore, come verità colta nella sua essenza.

    Il suo soggiorno a Firenze e i contatti con i Macchiaioli furono altrettanto importanti. Costa non fu propriamente un macchiaiolo in senso stretto, ma fu certamente una figura vicina a quel clima di rinnovamento e, per certi versi, persino anticipatrice. Condivideva con loro l’esigenza di abbandonare la pittura di storia accademica e di tornare all’osservazione diretta del vero; tuttavia, il suo paesaggio conservò sempre una dimensione più lirica, più meditativa, meno costruita sul contrasto tonale puro e più tesa a una sintesi spirituale. Nelle sue opere il dato naturale non è mai soltanto percezione ottica: è memoria, silenzio, atmosfera, risonanza interiore.

    Questa posizione autonoma spiega il suo ruolo di promotore culturale. Costa fu un uomo di idee, un artista capace di creare intorno a sé una vera comunità di sensibilità. Fondò o animò importanti sodalizi come il Golden Club nel 1875, la Scuola Etrusca nel 1883 e soprattutto In Arte Libertas nel 1887, associazione destinata ad avere un peso rilevante nella vita artistica italiana di fine secolo. In queste iniziative si rifletteva la sua convinzione che l’arte dovesse tornare libera, sincera, fondata sulla natura ma anche nutrita di sentimento, poesia e coscienza morale. In questo senso Costa fu non solo un pittore, ma un vero maestro spirituale per molti artisti italiani e stranieri.

    La sua produzione è in larga parte dedicata al paesaggio, spesso popolato da figure umili, contadine, pastori, animali, donne colte in gesti quotidiani. Tra i suoi soggetti più celebri si ricordano le scene della campagna romana, le vedute di Anzio, i paesaggi toscani, le marine, i tramonti e le opere di tono più intimamente poetico, spesso accompagnate da titoli evocativi e quasi letterari. Dipinti come Donne che imbarcano legna a Porto d’Anzio, Donne sulla spiaggia d’Anzio o Il bacio del sole morente alla pineta odorosa mostrano bene la sua capacità di trasformare la scena reale in una visione sospesa, pervasa da un sentimento musicale della luce e del tempo. Accanto al paesaggio puro, esistono poi opere di gusto simbolico o idealizzante, come la celebre Ninfa, nelle quali affiora un dialogo con la sensibilità preraffaellita e con un immaginario più raffinato, quasi decadente.

    Dal punto di vista stilistico, Giovanni Costa occupa un posto singolare nella storia dell’arte italiana. Egli rappresenta un ponte tra la cultura romantica del paesaggio, il naturalismo riformatore di metà secolo, la sensibilità macchiaiola e certe aperture simboliste e internazionali del tardo Ottocento. La sua pittura non cerca l’effetto clamoroso né la teatralità: preferisce la misura, l’intonazione sottile, la poesia dei toni, la compostezza del ritmo. Anche quando dipinge figure, esse sembrano appartenere organicamente al respiro del paesaggio, come se natura e presenza umana partecipassero di una stessa armonia segreta. Per questo Costa è spesso considerato non solo un grande paesista, ma uno dei più alti interpreti italiani di un paesaggio “morale”, cioè capace di esprimere insieme realtà visibile e sentimento interiore.

    Negli ultimi decenni della sua vita, tornato stabilmente nell’Italia unita e attivo anche nella vita pubblica romana, continuò a dipingere, a esporre, a influenzare generazioni di artisti e a difendere con coerenza la propria idea di bellezza. La sua figura fu rispettata anche all’estero, soprattutto in Inghilterra, dove ebbe estimatori, amici e allievi. La sua fama internazionale, pur non sempre clamorosa, fu solida e colta, legata a un pubblico capace di cogliere la finezza spirituale della sua pittura. Morì a Marina di Pisa nel 1903, lasciando un’eredità che non coincide soltanto con le opere, ma con un modo di intendere l’arte come fedeltà al vero, libertà interiore e disciplina poetica.

    Oggi Giovanni Costa, o Nino Costa, appare come una figura capitale ma ancora troppo poco conosciuta dal grande pubblico. Se i Macchiaioli hanno conquistato una più ampia fortuna critica e collezionistica, Costa merita di essere considerato uno dei protagonisti più alti e sottili di quel vasto processo di rinnovamento che trasformò la pittura italiana dell’Ottocento.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Giuseppe Mazzola Giuseppe Mazzola
    Attivo in Lombardia tra il 1845-1868
    Olio su tela cm 70x72 firmato in basso a dx G.Mazzola

    Giuseppe Mazzola fu un pittore milanese attivo nella metà dell’Ottocento, documentato tra il 1845 e il 1868, figura oggi poco nota ma di notevole interesse nel contesto della pittura lombarda del tempo. La scarsità delle opere conservate, non più di una ventina, e l’omonimia con artisti più celebri hanno contribuito a offuscarne la fortuna critica, senza tuttavia diminuire la qualità della sua produzione.
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    Formatosi nell’ambiente milanese legato all’Accademia di Brera, Mazzola operò in un periodo caratterizzato da una forte attenzione per la pittura di genere e di veduta, ambiti nei quali sviluppò una sensibilità autonoma. La sua opera si distingue per la capacità di costruire scene articolate, spesso ambientate in contesti urbani o pubblici, nelle quali la dimensione narrativa si unisce a un’attenta osservazione del reale.

    Particolarmente felice risulta la sua attitudine nel rappresentare episodi di carattere storico e collettivo, restituiti con equilibrio compositivo e ricchezza di dettagli. Le sue scene, animate da figure numerose ma sempre ben calibrate nello spazio, rivelano una mano sicura e una notevole padronanza del disegno. Mazzola dimostra infatti una capacità non comune nel gestire la complessità narrativa senza perdere chiarezza visiva, mantenendo sempre leggibile il fulcro dell’azione.

    Dal punto di vista stilistico, il suo linguaggio mostra affinità con la tradizione della veduta lombarda della prima metà del secolo, con richiami all’ambiente dei Canella, pur declinati in una chiave più narrativa e meno puramente descrittiva. La luce, spesso chiara e diffusa, contribuisce a dare unità alle composizioni, valorizzando architetture e figure senza appesantire la scena.

    Artista di raffinata sensibilità e di solida tecnica, Giuseppe Mazzola si rivela dunque interprete attento della realtà e della storia, capace di tradurre episodi complessi in immagini vive e coerenti. La sua produzione, sebbene limitata, testimonia una qualità esecutiva elevata e una mano particolarmente felice nel rendere scene articolate e ricche di vita, rendendolo una figura meritevole di maggiore attenzione nel panorama artistico dell’Ottocento lombardo.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 2000

  • Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su cartone cm 69,5x99,5 firmato in basso a sx A.Oberto
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Matteo Roversi Matteo Roversi
    Poltrona
    STIMA:
    min € 500 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Carlo Passigli Carlo Passigli
    Firenze 1881-1953
    Primavera
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Lot 3  

    Baruffa

    Renato Natali Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 43x53 firmato in basso a sx R.Natali
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Alfonso Simonetti Alfonso Simonetti
    Napoli 1840 - Castrocielo 1892
    Olio su tela cm 39x81 firmato in basso a dx A.Simonetti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 52,5x35,5 firmato in basso a sx Paolo Sala
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 48x58 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
  • Lot 3  

    1877

    Enrico Gaeta Enrico Gaeta
    Castellammare di Stabia NA 1840-1887
    Strada di campagna, Napoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a sx G.Carelli
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Giacomo Moretti Giacomo Moretti
    Napoli 1939
    Olio su tela cm 100x120 firmato in basso a dx G.Moretti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Paesaggio
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819 - 1886
    Nella stalla
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Carlo Cazzaniga Giancarlo Cazzaniga
    Monza 1930 - Milano 2013
    Olio su tela cm 95x70 firmato in basso a dx G.Cazzaniga
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1200

  • Alfredo Tominz Alfredo Tominz
    Trieste 1854 - 1936
    Olio su tavola cm 60x114 firmato in basso a dx Alfredo Tominz 1905
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1800

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 28x59,5 firmato in basso a dx Formis
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Scultore Anonimo XIX - XX Scultore Anonimo XIX - XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 11x10x40
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 80x46 firmato in basso a sx G.Chiarolanza
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 33x44,5 firmato in basso a sx A.Abrate
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 61,5x48,5 firmato Opera non firmata
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tavola cm 37x27 firmato in basso a dx Tommasi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 10x17,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Giuseppe Sauli d'Igliano Giuseppe Sauli d'Igliano
    Torino 1853 - 1908
    Vicolo a San Remo

    Giuseppe Sauli d’Igliano nacque a Torino il 6 giugno 1853 da una famiglia di origini genovesi. La sua formazione artistica si svolse sotto la guida di Celestino Turletti, noto pittore piemontese specializzato in scene di genere, che influenzò profondamente l’impostazione stilistica e narrativa del giovane artista.
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    Fin dagli esordi, infatti, Sauli d’Igliano si distinse per una pittura attenta ai dettagli della vita quotidiana, ispirandosi al linguaggio visivo di Turletti e di Pier Celestino Gilardi.
    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali, ottenendo una discreta notorietà. Tra le sue prime apparizioni pubbliche si segnala quella del 1880 alla Mostra Nazionale di Torino, dove espose Offesa dal baffone. A Roma, nel 1883, presentò La lezione, mentre nel 1886 fu la volta di Asperges me Domine, esposta a Livorno. Due anni prima, all’Esposizione di Belle Arti di Torino del 1884, aveva presentato opere come Storielle di gioventù e Funerali e danze, testimonianza di un linguaggio pittorico già maturo e consapevole.
    Accanto alla pittura di genere, Sauli d’Igliano si dedicò con passione al paesaggio, rappresentando in particolare i monti della Val di Viù, i borghi di Usseglio e le vedute costiere della Liguria. Le sue composizioni naturalistiche, popolate spesso da figure intente nelle attività quotidiane, offrono uno spaccato genuino della vita rurale del tempo. Attraverso un tratto fluido e una palette calda e naturale, riusciva a coniugare l’osservazione del reale con una sottile vena lirica e simbolica.
    Giuseppe Sauli d’Igliano si spense il 14 gennaio 1928. La sua opera rimane significativa per la capacità di fondere sensibilità narrativa e rigore compositivo, restituendo con autenticità lo spirito di un’epoca e di un territorio.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Chiesetta montana

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
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    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x13,5 firmato in basso a dx P.Joris
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Alfio Paolo Graziani Alfio Paolo Graziani
    Roncoferraro (MN) 1900 - Gavirate (VA) 1981
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx A.Graziani

    Alfio Paolo Graziani nacque il 29 ottobre 1900 a Roncoferraro, in provincia di Mantova, e morì il 28 novembre 1981 a Gavirate, nel Varesotto. La sua formazione artistica iniziò presto, grazie a borse di studio che gli permisero di frequentare il Corso di pittura all'Istituto G.
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    Franchetti di Mantova e, successivamente, l'Accademia Cignaroli di Verona. Si trasferì poi a Milano, dove proseguì gli studi all'Accademia di Brera, entrando in contatto con maestri come Cesare Tallone e Ambrogio Alciati.

    Durante la sua carriera, Graziani partecipò a numerose esposizioni di grande rilevanza, tra cui l'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera a Milano e varie mostre organizzate dalla Società per le Belle Arti di Milano. Il suo talento fu riconosciuto anche a livello internazionale, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Mostra d'Arte Italiana di Barcellona.

    Le sue opere si distinsero per la qualità e la delicatezza, in particolare nei ritratti e nelle composizioni di figure femminili, che gli garantirono numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1933, per esempio, ottenne una medaglia d'argento per l'affresco "Il Mercato" e una medaglia d'oro per il dipinto "Fanciulla in verde".

    Dal 1931 al 1942, Graziani si dedicò anche all'insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti all'Umanitaria di Milano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Francesco Sagliano Francesco Sagliano
    Santa Maria Capua Vetere, Caserta 1826 - Napoli 1890
    Olio su tela cm 58,5x56

    Francesco Sagliano nacque il 17 novembre 1826 a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che coltivò inizialmente sotto la guida di Nicola Palizzi, approfondendo soprattutto il genere del paesaggio, e successivamente con Giuseppe Bonolis.
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    La sua formazione venne interrotta nel 1848, quando partecipò ai moti rivoluzionari, un impegno politico che lo costrinse ad abbandonare temporaneamente Napoli per sfuggire alla repressione borbonica.

    Tornato alla vita artistica, Sagliano riprese gli studi nel 1853 presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, entrando in contatto con personalità di spicco come Domenico Morelli e Achille Vertunni. La sua pittura si caratterizzò per una fusione tra istanze storiche, religiose e di genere, trattate sempre con uno sguardo attento alla dimensione umana e naturale dei soggetti.

    Tra le opere più celebrate vi sono "Cristo presentato al popolo", premiato con la medaglia d'oro e oggi conservato nella Pinacoteca di Capodimonte, ed "Episodio del brigantaggio nelle provincie meridionali", che suscitò grande interesse e fu acquistato direttamente dal sovrano. Il suo repertorio include anche scene storiche come "Margherita di Svevia fa seppellire gli avanzi del figlio Corradino", "L'infanzia di Corradino" e "Vittorio Emanuele a Roma il 1° luglio 1871", quest'ultima premiata in importanti esposizioni nazionali e internazionali.

    Parallelamente alla pittura, Sagliano si dedicò alla modellazione dell'argilla e alla didattica, dirigendo una Scuola di disegno applicato all'industria a Napoli. Le sue opere, spesso caratterizzate da un naturalismo vibrante e da una forte attenzione alla luce e alla resa atmosferica, mostrano un legame profondo con la tradizione e la storia italiana, come si nota nel dipinto "Zingarelle", ambientato in una rigogliosa natura mediterranea.

    Francesco Sagliano morì a Napoli il 26 gennaio 1890

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x22 firmato in basso a sx U.Zannoni

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Vann Gregory Vann Gregory
    L'eco visibile
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 49x48 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 700

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su masonite cm 50x70 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1800

  • Pasquale Ruggiero Pasquale Ruggiero
    San Marzano sul Sarno (Salerno) 1851 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 20x29 firmato in basso a dx P.Ruggiero (

    Pasquale Ruggiero, talvolta indicato anche come Pasquale Ruggiero di San Marzano, è una figura interessante e relativamente appartata della pittura napoletana tra Otto e Novecento. Nato a San Marzano sul Sarno il 20 dicembre 1851 e morto a Napoli l’11 settembre 1915 (alcune fonti riportano il 1916, ma la data del 1915 ricorre con maggiore coerenza nelle schede biografiche italiane), appartenne a quella generazione di artisti meridionali che operarono all’ombra dei grandi nomi della scuola napoletana, costruendosi tuttavia una propria fisionomia nel campo della pittura di genere e della rappresentazione della vita quotidiana.
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    La sua vicenda, meno celebre rispetto a quella di altri maestri campani, merita attenzione proprio perché testimonia la vitalità diffusa dell’ambiente artistico napoletano di fine Ottocento, fatto non solo di capiscuola, ma anche di pittori operosi, versatili e spesso molto apprezzati dal pubblico e dal collezionismo del tempo.

    Le notizie sulla sua formazione convergono nel delineare un avvio precoce e promettente. Fu incoraggiato da Giovan Battista Amendola, che ne riconobbe il talento e lo aiutò a entrare nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, ambiente nel quale Ruggiero poté assimilare la disciplina del disegno e i fondamenti della tradizione accademica partenopea. Successivamente proseguì il proprio apprendistato nella scuola privata di Vincenzo Petrocelli, pittore noto per la sua inclinazione narrativa e per la capacità di animare scene di costume e d’interno: un passaggio importante, perché proprio in quella direzione sembra consolidarsi la sensibilità di Ruggiero, portato a privilegiare il racconto visivo, il gesto umano, l’episodio domestico e la piccola teatralità della vita popolare.

    Stabilitosi e attivo soprattutto a Napoli, Ruggiero si dedicò in prevalenza alla pittura di genere, ai soggetti campestri, alle scene di costume e a composizioni di gusto realistico, spesso attraversate da un tono narrativo immediato e da una vena affettuosa nei confronti del mondo popolare. Le opere note attraverso i cataloghi d’esposizione e il mercato antiquario mostrano un artista attratto dai momenti ordinari dell’esistenza: bambini, famiglie, pescatori, scene d’interno, piccoli riti civili e familiari, episodi di vita napoletana. In alcuni titoli emerge anche una componente aneddotica o moraleggiante, tipica di molta pittura ottocentesca destinata a un pubblico borghese, mentre in altri prevale la freschezza descrittiva e il gusto per il colore locale. È significativo che tra i soggetti a lui attribuiti compaiano anche scene come La Tarantella o immagini di sapore mediterraneo e orientaleggiante, segno di un repertorio piuttosto ampio e di una curiosità visiva che non si limitava al solo quotidiano domestico.

    La sua carriera espositiva appare tutt’altro che marginale. Partecipò a numerose rassegne in Italia e all’estero, segno di una presenza costante e di una certa reputazione nel circuito artistico del tempo. A Napoli, nel 1877, espose L’ascensione del pallone e Il primo saluto; a Milano, nel 1881, presentò Trastulli d’infanzia e Costumi napoletani; a Berlino, nel 1883, figurò con opere quali La domenica in campagna, Pescatori napoletani e Crudeltà della stolidezza. Negli anni successivi la sua attività proseguì con partecipazioni a Genova, Rotterdam e Bologna, mentre alla Promotrice napoletana “Salvator Rosa” comparvero titoli che restituiscono bene il tono della sua poetica: Un povero, Cure materne, Il giorno delle nozze, Mestizia, Gioia, Il canto del nostro popolo, La primavera della vita, Voglio vedere se mi ami, Rosa la maestra. Questo elenco, al di là del valore puntuale di ogni singola opera, suggerisce un artista capace di muoversi tra sentimento, osservazione sociale, bozzetto narrativo e costume, con una predilezione per i temi accessibili e comunicativi.

    Un tratto biografico particolarmente notevole è la sua intensa mobilità. Le fonti ricordano che Ruggiero viaggiò spesso all’estero, toccando città come Londra, Ostenda, Rotterdam, Smirne e perfino New York. Per un artista della sua generazione e del suo profilo, questa dimensione itinerante non è un dettaglio secondario: indica apertura, desiderio di confronto e forse anche la volontà di intercettare un mercato più ampio rispetto a quello locale. Pur restando profondamente legato al mondo figurativo napoletano, la sua esperienza non sembra dunque confinata in un orizzonte provinciale; al contrario, rivela una certa elasticità professionale e una capacità di inserirsi in reti espositive e commerciali più vaste.

    Negli ultimi anni la sua vicenda assunse anche un tono umano particolarmente toccante. Nel 1905 fu colpito da una paralisi del lato destro, evento che avrebbe potuto porre fine alla sua attività. Invece, secondo le testimonianze tramandate, affrontò la menomazione con straordinaria tenacia, esercitando il braccio sinistro fino a tornare a dipingere. L’anno successivo riuscì persino a presentare alla Promotrice napoletana un’opera eseguita in quelle nuove e difficilissime condizioni. Questo episodio, più ancora dei dati di carriera, restituisce la statura morale dell’uomo: non un artista di rottura o di scandalo, ma un lavoratore dell’arte nel senso più pieno del termine, sorretto da disciplina, ostinazione e fedeltà assoluta al proprio mestiere.

    Dal punto di vista stilistico, Pasquale Ruggiero si colloca nell’alveo del realismo narrativo napoletano di secondo Ottocento. La sua pittura non punta alla monumentalità né all’innovazione radicale, ma si fonda su una solida leggibilità, sulla chiarezza del racconto, sulla cura del dettaglio figurativo e su una sensibilità pronta a cogliere gli aspetti umani e sentimentali della scena. È il tipo di artista che lavora nel punto d’incontro tra tradizione accademica, gusto borghese e osservazione del vero, con risultati che potevano incontrare favore sia nelle esposizioni ufficiali sia nel mercato privato. Proprio per questo, oggi, le sue opere conservano un interesse particolare per chi studia il tessuto diffuso della pittura meridionale dell’epoca: non soltanto i grandi nomi, ma anche quei protagonisti “di seconda linea” che resero ricchissimo il panorama artistico dell’Italia postunitaria.

    Pasquale Ruggiero morì a Napoli nel 1915Pasquale Ruggiero, talvolta indicato anche come Pasquale Ruggiero di San Marzano, è una figura interessante e relativamente appartata della pittura napoletana tra Otto e Novecento. Nato a San Marzano sul Sarno il 20 dicembre 1851 e morto a Napoli l’11 settembre 1915 (alcune fonti riportano il 1916, ma la data del 1915 ricorre con maggiore coerenza nelle schede biografiche italiane), appartenne a quella generazione di artisti meridionali che operarono all’ombra dei grandi nomi della scuola napoletana, costruendosi tuttavia una propria fisionomia nel campo della pittura di genere e della rappresentazione della vita quotidiana. La sua vicenda, meno celebre rispetto a quella di altri maestri campani, merita attenzione proprio perché testimonia la vitalità diffusa dell’ambiente artistico napoletano di fine Ottocento, fatto non solo di capiscuola, ma anche di pittori operosi, versatili e spesso molto apprezzati dal pubblico e dal collezionismo del tempo.

    Le notizie sulla sua formazione convergono nel delineare un avvio precoce e promettente. Fu incoraggiato da Giovan Battista Amendola, che ne riconobbe il talento e lo aiutò a entrare nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, ambiente nel quale Ruggiero poté assimilare la disciplina del disegno e i fondamenti della tradizione accademica partenopea. Successivamente proseguì il proprio apprendistato nella scuola privata di Vincenzo Petrocelli, pittore noto per la sua inclinazione narrativa e per la capacità di animare scene di costume e d’interno: un passaggio importante, perché proprio in quella direzione sembra consolidarsi la sensibilità di Ruggiero, portato a privilegiare il racconto visivo, il gesto umano, l’episodio domestico e la piccola teatralità della vita popolare.

    Stabilitosi e attivo soprattutto a Napoli, Ruggiero si dedicò in prevalenza alla pittura di genere, ai soggetti campestri, alle scene di costume e a composizioni di gusto realistico, spesso attraversate da un tono narrativo immediato e da una vena affettuosa nei confronti del mondo popolare. Le opere note attraverso i cataloghi d’esposizione e il mercato antiquario mostrano un artista attratto dai momenti ordinari dell’esistenza: bambini, famiglie, pescatori, scene d’interno, piccoli riti civili e familiari, episodi di vita napoletana. In alcuni titoli emerge anche una componente aneddotica o moraleggiante, tipica di molta pittura ottocentesca destinata a un pubblico borghese, mentre in altri prevale la freschezza descrittiva e il gusto per il colore locale. È significativo che tra i soggetti a lui attribuiti compaiano anche scene come La Tarantella o immagini di sapore mediterraneo e orientaleggiante, segno di un repertorio piuttosto ampio e di una curiosità visiva che non si limitava al solo quotidiano domestico.

    La sua carriera espositiva appare tutt’altro che marginale. Partecipò a numerose rassegne in Italia e all’estero, segno di una presenza costante e di una certa reputazione nel circuito artistico del tempo. A Napoli, nel 1877, espose L’ascensione del pallone e Il primo saluto; a Milano, nel 1881, presentò Trastulli d’infanzia e Costumi napoletani; a Berlino, nel 1883, figurò con opere quali La domenica in campagna, Pescatori napoletani e Crudeltà della stolidezza. Negli anni successivi la sua attività proseguì con partecipazioni a Genova, Rotterdam e Bologna, mentre alla Promotrice napoletana “Salvator Rosa” comparvero titoli che restituiscono bene il tono della sua poetica: Un povero, Cure materne, Il giorno delle nozze, Mestizia, Gioia, Il canto del nostro popolo, La primavera della vita, Voglio vedere se mi ami, Rosa la maestra. Questo elenco, al di là del valore puntuale di ogni singola opera, suggerisce un artista capace di muoversi tra sentimento, osservazione sociale, bozzetto narrativo e costume, con una predilezione per i temi accessibili e comunicativi.

    Un tratto biografico particolarmente notevole è la sua intensa mobilità. Le fonti ricordano che Ruggiero viaggiò spesso all’estero, toccando città come Londra, Ostenda, Rotterdam, Smirne e perfino New York. Per un artista della sua generazione e del suo profilo, questa dimensione itinerante non è un dettaglio secondario: indica apertura, desiderio di confronto e forse anche la volontà di intercettare un mercato più ampio rispetto a quello locale. Pur restando profondamente legato al mondo figurativo napoletano, la sua esperienza non sembra dunque confinata in un orizzonte provinciale; al contrario, rivela una certa elasticità professionale e una capacità di inserirsi in reti espositive e commerciali più vaste.

    Negli ultimi anni la sua vicenda assunse anche un tono umano particolarmente toccante. Nel 1905 fu colpito da una paralisi del lato destro, evento che avrebbe potuto porre fine alla sua attività. Invece, secondo le testimonianze tramandate, affrontò la menomazione con straordinaria tenacia, esercitando il braccio sinistro fino a tornare a dipingere. L’anno successivo riuscì persino a presentare alla Promotrice napoletana un’opera eseguita in quelle nuove e difficilissime condizioni. Questo episodio, più ancora dei dati di carriera, restituisce la statura morale dell’uomo: non un artista di rottura o di scandalo, ma un lavoratore dell’arte nel senso più pieno del termine, sorretto da disciplina, ostinazione e fedeltà assoluta al proprio mestiere.

    Dal punto di vista stilistico, Pasquale Ruggiero si colloca nell’alveo del realismo narrativo napoletano di secondo Ottocento. La sua pittura non punta alla monumentalità né all’innovazione radicale, ma si fonda su una solida leggibilità, sulla chiarezza del racconto, sulla cura del dettaglio figurativo e su una sensibilità pronta a cogliere gli aspetti umani e sentimentali della scena. È il tipo di artista che lavora nel punto d’incontro tra tradizione accademica, gusto borghese e osservazione del vero, con risultati che potevano incontrare favore sia nelle esposizioni ufficiali sia nel mercato privato. Proprio per questo, oggi, le sue opere conservano un interesse particolare per chi studia il tessuto diffuso della pittura meridionale dell’epoca: non soltanto i grandi nomi, ma anche quei protagonisti “di seconda linea” che resero ricchissimo il panorama artistico dell’Italia postunitaria.

    Pasquale Ruggiero morì a Napoli nel 1915.

    difetti)
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 36x25 firmato in basso a dx C.Besana

    amillo Besana nacque a Malesco, in Valle Vigezzo, il 4 agosto 1887, e si affermò come uno dei principali interpreti del paesaggio alpino italiano dei primi decenni del Novecento. Figlio di Ferrario Balbina e Davide, sin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura e frequentò la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore, dove ebbe come maestri figure di rilievo come Pietro Maria Gennari, Dario Giorgis ed Enrico Cavalli.
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    Qui assimilò le tecniche del vero e l’influenza dell’impressionismo francese, sviluppando uno stile personale basato sulla sensibilità cromatica e sulla contemplazione della natura.

    Dopo gli studi, Besana lavorò come decoratore a Bologna e Torino, esperienze che arricchirono la sua formazione artistica, prima di tornare stabilmente in Valle Vigezzo, dove aprì il proprio studio. La sua produzione si concentrò principalmente sui paesaggi alpini, dalle vallate ai boschi, dai borghi montani ai riflessi mutevoli delle stagioni. Le sue tele trasmettono una calma contemplativa, in cui la natura non è semplicemente rappresentata ma vissuta con intensità emotiva, spesso con una lieve malinconia che ne accentua la poeticità.

    Oltre ai paesaggi, Besana si dedicò anche agli affreschi e ai ritratti, decorando cappelle votive sparse nella Valle Vigezzo, dove univa la devozione religiosa alla sensibilità artistica. La vita personale dell’artista fu segnata da difficoltà, tra cui la malattia della giovane moglie, che influenzò la sua produzione e il tono delle opere. Nonostante ciò, continuò a esporre con successo in Piemonte e Lombardia, in città come Milano, Torino, Varese, Busto Arsizio, Gallarate e Novara, nonché in località del vicino Canton Ticino.

    Camillo Besana morì a Malesco il 7 febbraio 1941

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 45x60 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 13,5x34,5 firmato in basso a dx C.Jotti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Pastello su carta cm 68x48 firmato in basso a sx Adolfo FeraguttiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 44,5x34,5 firmato in basso a dx L.Nono
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Attribuito a Federico Rossano Attribuito a Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tela cm 78x64 firmato in basso a dx A.R.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 500

  • Luigi Bertolingrande Luigi Bertolingrande
    Napoli 1903 - 1977
    Olio su tela cm 55x100 firmato in basso a sx L.Bertolingrande
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x21,5 firmato in basso a dx U.Zannoni

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Edoardo Dalbono Edoardo Dalbono
    Napoli 1841 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 39x31 firmato in basso a dx E.Dalbono

    Edoardo Dalbono nacque a Napoli il 10 dicembre 1841 in una famiglia profondamente immersa nel mondo culturale: il padre, Carlo Tito, era scrittore e critico d'arte, mentre la madre, Virginia Carelli, era poetessa. Fin da giovane, Edoardo fu incoraggiato a coltivare la letteratura romantica, la musica e le tradizioni popolari napoletane.
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    La sua formazione artistica iniziò a Roma, dove studiò disegno con l'incisore Augusto Marchetti. Tornato a Napoli, proseguì gli studi con Giuseppe Mancinelli e Nicola Palizzi, avvicinandosi alla Scuola di Posillipo e alla Scuola di Resina. ​
    Dalbono esordì con dipinti di soggetto storico, ma ben presto si dedicò con passione alla pittura di paesaggio e alle scene di genere. Le sue opere si distinguono per l'uso sapiente della luce e per la capacità di evocare atmosfere poetiche e suggestive. Tra i suoi soggetti prediletti vi erano le vedute del Golfo di Napoli, le marine e le scene di vita quotidiana. Nel 1866 partecipò a un concorso con la tela "Scomunica di re Manfredi", che fu esposta alla Società Promotrice di Belle Arti di Napoli nel 1868 e successivamente all'Esposizione Nazionale di Parma nel 1870. Nel 1871 presentò "La leggenda delle sirene" alla Società Promotrice.
    Tra il 1878 e il 1888, Dalbono soggiornò a Parigi, dove, grazie all'amico Giuseppe De Nittis, entrò in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di elementi simbolici e sensuali, influenzata anche dall'incontro con Mariano Fortuny y Marsal. Al suo ritorno in Italia, si dedicò alla rappresentazione di Venezia e della laguna veneta, temi che divennero ricorrenti nella sua produzione.
    Nel 1897 fu nominato professore di pittura presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove ebbe tra i suoi allievi Roberto Carignani. Nel 1905 divenne curatore della Pinacoteca del Museo Nazionale di Napoli, oggi Museo di Capodimonte. Oltre alla pittura, Dalbono si dedicò all'illustrazione di libri e riviste, collaborando con "L'Illustrazione Italiana" e la parigina "Le Grand Monde". Realizzò anche decorazioni murali per chiese e palazzi, tra cui le tempere per il teatro municipale di Salerno e pale d'altare per la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta a Napoli e per una chiesa di Gragnano.
    Edoardo Dalbono morì a Napoli il 23 agosto 1915.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ugo Celada da Virgilio Ugo Celada da Virgilio
    Cerese (MN) 1895 - Varese 1995
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx Ugo Celada

    Ugo Celada da Virgilio nacque il 25 maggio 1895 a Virgilio, un piccolo comune della provincia di Mantova. Sin da giovane dimostrò un talento eccezionale per l'arte, esponendo già all'età di tredici anni alla mostra di fine corso a Palazzo Ducale di Mantova.
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    Fu proprio in quella occasione che il suo lavoro attirò l'attenzione di importanti critici e intellettuali, tra cui Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti, che ne lodarono la maestria.

    Nel 1914, grazie a una borsa di studio Franchetti, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone. Fu in quegli anni che il suo stile pittorico si affinò e divenne sempre più riconoscibile. La sua carriera decollò nel 1920, quando partecipò alla XII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, conquistando un posto di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale.

    Nel 1926 sposò Teresa e, nel 1932, ottenne uno studio presso il Teatro alla Scala di Milano, grazie al sostegno del sovrintendente Jenner Mataloni. Tuttavia, la sua carriera subì un colpo devastante nel 1943, quando durante un bombardamento aereo, il suo studio fu distrutto, insieme a tutte le sue opere. Nonostante questa tragedia, Celada continuò a lavorare e a partecipare a importanti mostre, sebbene la sua adesione al manifesto antinovecentista lo isolò ulteriormente dal panorama artistico ufficiale.

    Gli anni successivi videro una diminuzione della sua visibilità, ma nel 1959 partecipò alla Prima Mostra di Pittori Oggettivi a Milano. Nel 1985, il Comune di Cerese di Virgilio gli rese omaggio con l'inaugurazione della Galleria Ugo Celada, dedicata alle sue opere, in cui vennero esposte cinquanta delle sue creazioni donate dall'artista. Questo atto contribuì alla riscoperta del suo talento, che, seppur dimenticato per un lungo periodo, rimane un'importante testimonianza della pittura italiana del XX secolo.

    Celada morì il 9 agosto 1995 a Varese, all'età di 100 anni. La sua produzione spaziò dal ritratto alla natura morta, passando per il nudo. I suoi ritratti si caratterizzano per un'attenzione minuziosa ai dettagli e per la capacità di rappresentare i soggetti con un'idealizzazione che li rendeva quasi fuori dal tempo. Le sue nature morte, così come i paesaggi dipinti en plein air, testimoniano un equilibrato incontro tra classicismo e modernità, avvicinandosi per certi versi alla sensibilità di artisti come Giorgio Morandi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tela cm 25,5x31 firmato in basso a sx Bucci
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Porto Ligure

    Enrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855 da Luigi, libraio di origini francesi, e Marianna Savi. Fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per la pittura, che lo condusse a frequentare l’Accademia Albertina di Torino fino al 1872, sebbene non conseguì mai il diploma.
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    La sua formazione proseguì poi attraverso lezioni private con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Enrico Ghisolfi, Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Il viaggio a Parigi del 1878 fu per lui decisivo: l’incontro con le opere di Camille Corot e degli impressionisti francesi segnò profondamente la sua visione artistica, orientandolo verso una pittura più sensibile alla luce e alla resa atmosferica.
    A partire dal 1873, Reycend partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1874 al 1920 fu presenza costante al Circolo degli Artisti della città. Le sue opere furono esposte anche in altre importanti rassegne italiane, come quelle di Brera, Genova, Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Tra il 1885 e il 1886 si stabilì temporaneamente a Genova, dove realizzò una serie di vedute marine e portuali, ispirate alle mutevoli condizioni atmosferiche della costa ligure, tra cui spiccano lavori come Tempo grigio nel porto di Genova e Pioggia nel porto di Genova.
    Nel 1894 ottenne un importante riconoscimento: fu nominato socio onorario dell’Accademia di Brera, grazie al successo del dipinto Cantuccio quieto. La sua fama varcò anche i confini nazionali e le sue opere vennero esposte a Dresda, Monaco di Baviera, Londra, Barcellona, San Francisco, Saint Louis, Santiago del Cile e Buenos Aires. Tuttavia, con l’avvento del Novecento e il mutamento del gusto artistico, la sua pittura, ancora legata alla tradizione tardo ottocentesca, iniziò a essere marginalizzata. A ciò si aggiunsero gravi lutti familiari e difficoltà economiche, che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
    Enrico Reycend morì a Torino il 21 febbraio 1928.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    Contadini

    Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. La sua formazione artistica ebbe luogo all’Accademia di Belle Arti di Ginevra, dove fu allievo di Léon Gaud, figura di riferimento della pittura svizzera di fine Ottocento.
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    Dotato di un talento precoce, Ferrero ottenne, a soli ventitré anni, la cattedra di insegnamento del nudo nella stessa accademia, incarico che testimonia il riconoscimento del suo valore da parte dell’ambiente accademico ginevrino.
    Durante il soggiorno in Svizzera, si distinse anche come autore di importanti opere murali: tra queste, gli affreschi realizzati per la Banca di Stato di Friburgo e per il teatro Kursaal di Ginevra. Tra i suoi lavori più rappresentativi di questo periodo si annovera anche la grande tela allegorica intitolata L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, commissionata dal Circolo degli Stranieri di Montreux.
    Tornato in Italia, Ferrero proseguì con successo la propria attività artistica, partecipando alle principali esposizioni nazionali, incluse la Biennale e la Triennale di Milano. Nel 1916 presentò alla Biennale di Brera Il dramma, opera che fu poi esposta anche a Vercelli nel 1922. L’anno successivo vinse il concorso per celebrare il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde con il dipinto La Beneficenza, oggi conservato presso la sede dell’istituto a Milano.
    L’opera di Ferrero si colloca in prossimità del linguaggio divisionista, sia per la tecnica che per l’impegno nei temi affrontati. I suoi dipinti trattano spesso soggetti sociali e morali, come nel caso de La guerra, Calvario della madre o Il vitello d’oro, rivelando una visione critica e partecipe della realtà contemporanea. Tale approccio lo portò ad assumere una posizione di isolamento durante il regime fascista, a causa delle sue convinzioni etiche e politiche.
    Alberto Ferrero morì a Roma nel 1963. La sua produzione pittorica, articolata tra grandi composizioni allegoriche, affreschi pubblici e opere a forte contenuto sociale, resta un’importante testimonianza della pittura italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 350

  • Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 10,5x7 firmato in basso a sx L.Ajmone

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    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Luigi Venturi Luigi Venturi
    Bologna XIX secolo
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx L.Venturi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Lucius Rossi Lucius Rossi
    Roma 1846 - Parigi 1913
    Olio su tavola cm 35x26,5 firmato in basso a destra L.Rossi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
  • Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a dx G.Sobrile
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Giuseppe Laezza Giuseppe Laezza
    Napoli 1835-1905
    Olio su tela cm 52,5x94 firmato in basso a sx Giuseppe Laezza
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
    Base Asta:
    € 6000

  • Attribuito Jose' Cardona Jose' Cardona
    Barcellona 1878 - Moia' 1922
    Bronzo cm 13x8x22 firmato sul giornale in basso a sx
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Olio su cartone cm 27,5x38 firmato in basso a sx R.Panerai 1920
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tela cm 62x103 firmato in basso a dx Tommasi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giuseppe Ghiringhelli Giuseppe Ghiringhelli
    Milano 1874 - Varese 1944
    Olio su tela cm 100x71 firmato in basso a sx G.Ghiringhelli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Nel cortile della masseria
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Fortezza Vecchia a Livorno
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Giovanni Fattori Giovanni Fattori
    Livorno 1825 - Firenze 1908
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx G.Fattori
    STIMA:
    min € 90000 - max € 100000
    Base Asta:
    € 60000

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 17x11,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Ettore Tito Ettore Tito
    Castellamare di Stabia (NA) 1859 - Venezia 1941
    Olio su cartone cm 16x20,5 firmato in basso a dx Tito
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Torri di Vajolet Val di Fassa (TN)
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
  • John Linton Chapman John Linton Chapman
    Washington, DC 1839 - Westchester, NY 1905
    Castello di Nemi
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 20,5x29,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ferruccio Rontini Firenze 1893 - Livorno 1964
    Pascolo a Vicchio
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su cartone cm 50x70 firmato in basso a sx Cesare Maggi
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Filiberto Petiti Filiberto Petiti
    Torino 1845 - Roma 1924
    Olio su tavola cm 37,5x25 firmato in basso a sx F.Petiti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 350

  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 16,5x15 firmato in basso a dx V.Irolli
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tavola cm 21x32,5 firmato in basso a sx L.Nono
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Edoardo Gioia Edoardo Gioia
    Roma 1862 - Londra 1937
    Olio su tavola cm 48,5x28 firmato in basso a dx E.Gioia

    Edoardo Gioia nacque a Roma il 27 settembre 1862 in una famiglia in cui l’arte era già presente, poiché il padre era pittore. Dopo una formazione classica in un istituto di lingua francese, decise di seguire la vocazione artistica, inizialmente lavorando nello studio paterno.
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    Giovanissimo iniziò a viaggiare tra Italia ed Europa, soggiornando in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: queste esperienze, ricche di visite a musei e gallerie, ampliarono il suo linguaggio pittorico e lo avvicinarono alle correnti europee contemporanee.

    Gli anni Ottanta dell’Ottocento furono fondamentali per la sua affermazione. Partecipò a esposizioni a Roma con dipinti e acquerelli che suscitarono consensi e lo portarono a entrare nel gruppo In arte libertas, formato da artisti che cercavano una pittura più moderna e libera dalle convenzioni accademiche. In questo periodo alternò soggetti storici e letterari, scene di caccia, paesaggi e vedute naturalistiche, mostrando una notevole versatilità.

    Nel 1889 sposò Eugenia Vasio e formò una famiglia con tre figlie. La sua attività si ampliò con numerose commissioni di ritratti destinati ad ambienti aristocratici e borghesi. Parallelamente approfondì con grande competenza il campo delle arti applicate: studiò pigmenti e vernici, progettò vetrate artistiche, realizzò decorazioni per interni, disegni per mobili e ambientazioni dallo stile raffinato e ornamentale.

    Una parte importante della sua carriera si svolse anche a Londra, dove lavorò per committenze di prestigio decorando sale, soffitti e ambienti privati, oltre a ideare cartoni per vetrate. Pur impegnato nel campo decorativo, continuò a dipingere con costanza ritratti, scene di campagna, animali e marine, caratterizzati da un equilibrio tra realismo e gusto elegante.

    Nel corso del Novecento consolidò la propria reputazione sia come pittore sia come decoratore, partecipando a esposizioni e ricevendo nuove commissioni. Scelse infine di stabilirsi definitivamente a Londra, dove morì il 30 maggio 1937.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1200

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 19x21 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

    Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita.
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    Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tela cm 39x27 firmato in basso a sx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Francesco Didioni (Attribuito) Francesco Didioni
    Milano 1839 - Stresa (NO) 1895
    Olio su tela cm 36x21 firmato no

    Francesco Didioni è una figura appartata ma tutt’altro che trascurabile della pittura lombarda dell’Ottocento. Nato a Milano nel 1839 e morto a Stresa il 26 o 27 luglio 1895 (le fonti oscillano leggermente sul giorno, ma concordano sull’anno e sul luogo), appartenne a quella generazione di artisti formatisi nell’ambiente milanese di Brera, ancora profondamente segnato dall’eredità romantica e accademica, ma già aperto alle trasformazioni del gusto che avrebbero portato verso una pittura più intima, narrativa e psicologicamente attenta.
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    La sua vicenda artistica si colloca proprio in questo spazio di passaggio: da un lato la solidità del mestiere accademico, dall’altro una sensibilità moderna che lo porta a distinguersi soprattutto nel ritratto, dove seppe esprimere una finezza d’osservazione e una delicatezza di tono che ancora oggi rendono riconoscibili le sue opere.

    La sua formazione si svolse presso la Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Hayez e Raffaele Casnedi, due nomi fondamentali per comprendere il suo linguaggio. Da Hayez derivò verosimilmente il senso della nobiltà formale, la costruzione salda dell’immagine e una certa inclinazione per il soggetto storico; da Casnedi, invece, un’attenzione più misurata alla compostezza narrativa e alla disciplina del disegno. Già nel 1861, quando era ancora studente, ottenne un primo importante riconoscimento vincendo un concorso di disegno con Un’ambulanza militare, episodio che segnala precocemente la qualità del suo talento e la considerazione di cui godeva nell’ambiente accademico milanese. Nei primi anni della carriera, infatti, Didioni si mosse lungo il solco della grande pittura storica, genere ancora molto apprezzato in quegli anni, realizzando opere come La morte di Gian Maria Visconti, duca di Milano del 1862 e I funerali di Giuda Maccabeo del 1864, nelle quali emerge un gusto narrativo colto e una chiara adesione ai modelli formativi ricevuti.

    Con il tempo, tuttavia, la sua personalità artistica si orientò sempre più decisamente verso il ritratto e verso una pittura di figura più raccolta, meno enfatica e più incline all’indagine psicologica. È proprio in questo ambito che Francesco Didioni sembra raggiungere i risultati più alti. La critica storica e il collezionismo hanno infatti spesso sottolineato come il suo talento si esprima al meglio nella resa del volto, dell’atteggiamento, della vibrazione affettiva e della presenza interiore dei soggetti. In lui la tradizione accademica non si traduce mai in freddezza: il disegno resta saldo, la composizione equilibrata, ma la pittura si anima di una sensibilità gentile e di una partecipazione umana che avvicinano alcuni suoi esiti alla stagione lombarda del secondo Ottocento più raffinato. In questa direzione si colloca anche il rapporto, spesso ricordato, con l’atmosfera culturale vicina a Tranquillo Cremona, il cui influsso, pur non trasformandolo in un pittore scapigliato in senso stretto, sembra aver ammorbidito la sua visione, rendendola più morbida e intima nella trattazione della figura.

    Tra le opere più note della sua maturità spicca il Ritratto di giovane donna bionda del 1888, oggi conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, dipinto che viene spesso indicato come uno dei vertici della sua produzione. In questo lavoro si coglie bene la sua capacità di unire eleganza formale, misura tonale e intensità psicologica, senza mai indulgere in artifici eccessivi. Ma il nome di Didioni è legato anche a un altro quadro celebre, di carattere storico: Ragione di Stato (o Il divorzio di Napoleone I e Giuseppina), esposto nel 1881, incentrato sul drammatico episodio della separazione tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais. L’opera conobbe una notevole fortuna e fu tanto apprezzata da essere divulgata anche attraverso incisioni e riproduzioni. Non è un caso che proprio questo dipinto venga ricordato come la sua composizione storica più rappresentativa: in esso confluiscono infatti le due anime del pittore, quella formata alla grande macchina narrativa ottocentesca e quella più sottile, capace di restituire il dramma umano dietro l’evento storico.

    La sua attività espositiva documenta una presenza viva e continua nel panorama artistico del tempo. Le fonti ricordano partecipazioni a Parma nel 1870 con L’artista, a Milano nel 1872 con Pittrice e Amore e libertà, a Torino nel 1880 con Attrazione, e ancora a Milano nel 1881 con il già citato Ragione di Stato. Questi dati, pur frammentari, mostrano un artista inserito nei principali circuiti espositivi dell’Italia settentrionale, attento sia alla pittura di soggetto sia alla costruzione di una reputazione pubblica. Accanto alle grandi composizioni, realizzò anche numerosi ritratti privati e opere di genere, oltre a bozzetti e studi che testimoniano un’attività laboriosa e costante. Alcuni studi per Ragione di Stato, insieme ad interni di Palazzo Stanga a Cremona, sono ricordati nelle raccolte milanesi, mentre diversi ritratti, tra cui quelli della madre e della moglie, furono anch’essi conservati nella Galleria d’Arte Moderna di Milano, segno di un riconoscimento istituzionale non secondario.

    La critica coeva e successiva ha insistito soprattutto sul suo valore di ritrattista. In una testimonianza spesso citata, Carlo Bozzi sottolineava come una mostra retrospettiva dell’artista restituisse “la misura del suo alto valore come ritrattista”, ricordando in particolare i vivacissimi e memorabili ritratti della madre anziana, colti con affetto, naturalezza e intensità. In tali giudizi si coglie bene il tratto più autentico della sua pittura: una gentilezza espressiva che non è debolezza, ma capacità di penetrare il carattere del soggetto senza forzature teatrali. Talvolta il suo nome viene accostato a pittori lombardi come Pietro Bouvier o Roberto Fontana, ma sempre con la precisazione che Didioni possedeva una tonalità personale, fatta di equilibrio, sensibilità e una certa eleganza trattenuta. Anche nei soggetti di genere o storici, infatti, non prevale mai il gesto declamatorio: tutto tende a una misura composta, quasi domestica, che rende la scena leggibile e umanamente credibile.

    Sul piano stilistico, Francesco Didioni occupa una posizione interessante all’interno della pittura lombarda del secondo Ottocento. Non fu un innovatore radicale, né un protagonista di rottura come alcuni esponenti più avanzati della Scapigliatura, ma seppe interpretare con intelligenza e qualità il passaggio da una pittura accademica di matrice hayeziana a una figurazione più sensibile all’intimità borghese, al ritratto psicologico, alla verità del volto e alla narrazione misurata. La sua tavolozza appare generalmente equilibrata, la composizione chiara, il disegno accurato; eppure, dentro questa disciplina, si avverte un desiderio di vita, un’attenzione al dato umano che impedisce alla sua arte di ridursi a esercizio scolastico. È proprio questo equilibrio fra mestiere solido e delicatezza emotiva a rendere oggi Didioni un artista degno di riconsiderazione, soprattutto per chi si occupa non soltanto dei grandi nomi, ma del tessuto più ricco e articolato della cultura figurativa ottocentesca.

    Francesco Didioni morì a Stresa nell’estate del 1895 e fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, luogo simbolico della memoria borghese e artistica della città.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Viti Eugenio Viti
    Napoli 1881 - Napoli 1952
    Olio su tela cm 71x77 firmato in basso a sx Eugenio Viti

    Eugenio Viti nacque a Napoli il 28 giugno 1881, in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a orientare precocemente la sua vocazione artistica. Si formò presso il Regio Istituto di Belle Arti della città partenopea, dove fu allievo di Michele Cammarano e Vincenzo Volpe, assimilando una solida base accademica unita a una particolare attenzione per il valore costruttivo del colore e della forma.
    Clicca per espandere

    Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue qualità pittoriche, ottenendo riconoscimenti che ne segnalarono il talento.

    Conclusi gli studi, si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con ambienti artistici più aggiornati e con le ricerche che animavano il panorama italiano del primo Novecento. In questa fase elaborò un linguaggio personale inizialmente influenzato da suggestioni secessioniste, che si evolse progressivamente verso una pittura più moderna e strutturata, capace di recepire le tensioni innovative del tempo senza rinunciare a un saldo impianto figurativo.

    Rientrato a Napoli, intraprese una lunga attività didattica che lo portò prima a insegnare all’Accademia di Belle Arti e poi a ricoprire la cattedra di pittura presso l’Istituto d’Arte, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Parallelamente sviluppò un’intensa attività espositiva, partecipando alle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali romane, e presentando le sue opere anche in contesti internazionali, a conferma della sua crescente notorietà.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una continua evoluzione stilistica. Dalle prime prove ancora legate alla tradizione ottocentesca, Viti giunse a una pittura più sintetica ed essenziale, in cui la costruzione volumetrica e la ricerca cromatica rivelano una rinnovata attenzione per la lezione di Cézanne. I suoi soggetti prediletti furono i paesaggi, in particolare quelli della costiera sorrentina, i ritratti femminili e le nature morte, affrontati con equilibrio compositivo e una sensibilità luministica capace di restituire atmosfere sospese e armoniose.

    Accanto alla pittura, si dedicò anche alla scenografia cinematografica, lavorando nel 1940 alla realizzazione di apparati scenici per il cinema, e partecipò attivamente alla vita culturale napoletana, contribuendo nel 1944 alla fondazione della Libera Associazione degli Artisti Napoletani, di cui fu anche presidente. Il riconoscimento ufficiale del suo valore giunse nel 1950 con l’assegnazione del Premio Einaudi per la pittura, consacrazione di una carriera ormai matura e pienamente riconosciuta.

    Morì a Napoli l’8 marzo 1952Eugenio Viti nacque a Napoli il 28 giugno 1881, in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a orientare precocemente la sua vocazione artistica. Si formò presso il Regio Istituto di Belle Arti della città partenopea, dove fu allievo di Michele Cammarano e Vincenzo Volpe, assimilando una solida base accademica unita a una particolare attenzione per il valore costruttivo del colore e della forma. Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue qualità pittoriche, ottenendo riconoscimenti che ne segnalarono il talento.

    Conclusi gli studi, si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con ambienti artistici più aggiornati e con le ricerche che animavano il panorama italiano del primo Novecento. In questa fase elaborò un linguaggio personale inizialmente influenzato da suggestioni secessioniste, che si evolse progressivamente verso una pittura più moderna e strutturata, capace di recepire le tensioni innovative del tempo senza rinunciare a un saldo impianto figurativo.

    Rientrato a Napoli, intraprese una lunga attività didattica che lo portò prima a insegnare all’Accademia di Belle Arti e poi a ricoprire la cattedra di pittura presso l’Istituto d’Arte, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Parallelamente sviluppò un’intensa attività espositiva, partecipando alle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali romane, e presentando le sue opere anche in contesti internazionali, a conferma della sua crescente notorietà.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una continua evoluzione stilistica. Dalle prime prove ancora legate alla tradizione ottocentesca, Viti giunse a una pittura più sintetica ed essenziale, in cui la costruzione volumetrica e la ricerca cromatica rivelano una rinnovata attenzione per la lezione di Cézanne. I suoi soggetti prediletti furono i paesaggi, in particolare quelli della costiera sorrentina, i ritratti femminili e le nature morte, affrontati con equilibrio compositivo e una sensibilità luministica capace di restituire atmosfere sospese e armoniose.

    Accanto alla pittura, si dedicò anche alla scenografia cinematografica, lavorando nel 1940 alla realizzazione di apparati scenici per il cinema, e partecipò attivamente alla vita culturale napoletana, contribuendo nel 1944 alla fondazione della Libera Associazione degli Artisti Napoletani, di cui fu anche presidente. Il riconoscimento ufficiale del suo valore giunse nel 1950 con l’assegnazione del Premio Einaudi per la pittura, consacrazione di una carriera ormai matura e pienamente riconosciuta.

    Morì a Napoli l’8 marzo 1952.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1800

  • Sergio Innocenti Sergio Innocenti
    Biella 1925 -
    Olio su tela cm 71x100 firmato in basso a dx S.Innocenti
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 2
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

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  • Lot 5  

    Conigli

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 27x40 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Licinio Barzanti Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x41,5 firmato in basso a sx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Lago di Antermoia Val di Fassa (TN)
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Romolo Garrone Romolo Garrone
    Torino 1891 - 1959
    Olio su tela cm 39,5x49,5 firmato in basso a dx R.Garrone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vincenzo Migliaro Vincenzo Migliaro
    Napoli 1858 - Napoli 1938
    Acquarello su carta cm 22x18 firmato in alto a sx V.Migliaro
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su cartone cm 25,5x17 firmato in basso a dx Rubens Santoro
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tela cm 33x61,5 firmato in basso a dx F.Gioli
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Soldato che cuce
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Vele a Venezia
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Pompeo Massani Pompeo Massani
    Firenze 1850-1920
    Olio su tela cm 45x74 firmato in basso a dx P.Massani
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Annibale Scaroni Annibale Scaroni
    Brescia 1891 - Milano 1983
    Olio su tela cm 107x77 firmato in basso a dx Scaroni
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
    Base Asta:
    € 900

  • Plinio Nomellini Plinio Nomellini
    Livorno 1866 - Firenze 1943
    acquarello su carta cm 65x100 firmato in basso a sx Plinio Nomellini
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Gilberto Petrelli Gilberto Petrelli
    Firenze 1922 - 1986
    Olio su tela cm 97,5x74 firmato in basso a dx G.Petrelli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Giovanni De Martino Giovanni De Martino
    Napoli 1870-1935
    Bronzo cm 15x18x52 firmato in basso a dx G.Martino
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tela cm 50x40 firmato in alto a dx Spadini
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Licinio Campagnari Licinio Campagnari
    Favaro Veneto (VE) 1920 - Andora (SV) 1981
    Olio su tela cm 49x69 firmato in basso a dx L.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tela cm 159x50 firmato in basso a dx
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquerello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tavola cm 18x12,5 firmato in basso a dx S. Ferraris

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi.
    Clicca per espandere

    Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 14x24,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Camino Giuseppe Camino
    Torino 1818 - Caluso (TO) 1890
    Olio su cartone cm 34x45,5 firmato in basso a dx G.Camino

    Giuseppe Camino nacque a Torino il 28 ottobre 1818. Dopo aver completato gli studi classici, intraprese inizialmente una carriera amministrativa su richiesta del padre, ma ben presto seguì la sua passione per l'arte, diventando uno dei più apprezzati paesaggisti piemontesi dell'Ottocento.
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    Si formò sotto la guida dello scultore Giuseppe Bogliani e condivise lo studio con Angelo Beccaria. Iniziò la sua carriera artistica realizzando opere di carattere religioso, tra cui una pala d'altare raffigurante San Vincenzo de' Paoli per la chiesa di Rocciamelone e una Via Crucis per il Convento della Visitazione a Torino. ​
    Successivamente, si dedicò alla pittura di paesaggio, ispirato dai suoi viaggi di studio nella campagna romana e napoletana tra il 1845 e il 1846. Espose sei paesaggi alla Promotrice di Torino nel 1846, tra cui "Campagna romana vista dalla villa d’Este in Tivoli" e "Marina sulla costa di Savona". Tra il 1851 e il 1852, viaggiò a Parigi, Ginevra e Londra, ospite di Emanuele Tapparelli d’Azeglio, aggiornando il suo linguaggio pittorico sull'esempio del grande paesaggismo nordico. Negli anni successivi, si concentrò su paesaggi montani piemontesi e valdostani, nonché sulla campagna canavesana. Camino fu socio fondatore della "Società Promotrice delle Belle Arti" e del "Circolo degli Artisti" di Torino. Lavorò come scenografo per il Teatro Regio di Torino e divenne professore all'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1864, si ritirò nella villa che si fece costruire a Caluso, dove continuò a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1890. Tra i suoi allievi si ricordano Giuseppe Falchetti, Carlo Pittara e Giacinto Bo.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 30x23,5 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lino Baccarini Lino Baccarini
    Gonzaga ( MN ) 1893 - Milano 1973
    Olio su tavola diametro cm 65 firmato in basso a dx L.Baccarini

    Lino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.
    Clicca per espandere



    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a MilanoLino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.

    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a Milano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tela cm 30,5x67 firmato in basso a sx E.Tonti

    Egidio Tonti nacque nel 1887 a Presicce, un piccolo borgo del Salento, in provincia di Lecce. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l'arte, che lo spinse a trasferirsi nel 1905 a Napoli.
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    Qui ebbe l’opportunità di formarsi nello studio di Giuseppe Casciaro, maestro apprezzato per i suoi paesaggi, da cui apprese la padronanza del colore e la sensibilità per le atmosfere naturali.

    Dopo l’esperienza napoletana, nel 1907 Tonti si stabilì a Firenze, dove aprì un proprio studio e si immerse nell’ambiente culturale della città. La sua carriera fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come soldato. Terminato il conflitto, riprese a dipingere ed esporre, presentando le sue opere in mostre personali a Firenze, Roma, Bruxelles e Bari.

    La sua pittura, improntata a un verismo delicato, si distingue per l’uso di ampie pennellate e una tavolozza raffinata, capace di cogliere la poesia delle vedute urbane e dei paesaggi. Tra i suoi soggetti preferiti si annoverano scorci veneziani, canali silenziosi e atmosfere sospese, interpretati con grande sensibilità luministica.

    Nel 1922 Tonti emigrò negli Stati Uniti, continuando la sua attività di pittore. Da quel momento le notizie su di lui si fanno più rade, sebbene alcune fonti riportino una sua presenza a Roma negli anni Cinquanta.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Colombarolli Giuseppe Colombarolli
    Verona 1891 - Verona 1961
    Olio su tavola cm 30x24 firmato in basso a dx G.Colombarolli

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 1
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a sx A.Abrate
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tela cm 70x89,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1400

  • Lot 6  

    Carrozze

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14,5x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Graziosi Giuseppe Graziosi
    Savignano sul Panaro 1879 - Firenze 1942
    Olio su tavola cm 47x57 firmato in basso a sx G.Graziosi

    Giuseppe Graziosi nacque il 25 gennaio 1879 a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, da Pietro e Angela Marchi. Fin da giovane manifestò una forte vocazione artistica, sostenuta dai mecenati locali, e intraprese gli studi al Regio Istituto di Belle Arti di Modena sotto la guida di Giuseppe Gibellini.
    Clicca per espandere

    Nel 1898 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondì la scultura con Augusto Rivalta e la pittura e l’incisione con Giovanni Fattori, entrando in contatto con artisti come Ardengo Soffici, Oscar Ghiglia, Enrico Sacchetti e Libero Andreotti. Qui maturò uno stile personale che univa la lezione impressionista francese all’osservazione attenta della realtà italiana.

    La sua carriera fu intensa e poliedrica: parallelamente all’attività di scultore, che gli valse fin da giovane premi importanti e la partecipazione regolare alla Biennale di Venezia, coltivò la pittura e l’incisione, prediligendo temi agresti, scene di vita contadina e ritratti di figure immerse nel paesaggio. La sua arte, aperta alle novità europee ma profondamente radicata nella tradizione italiana, trasmette una vitalità poetica e una sensibilità intensa, in cui la semplicità della vita quotidiana assume valore universale.

    Negli anni, Graziosi affrontò anche la dimensione monumentale e l’insegnamento, consolidando il suo ruolo nel panorama artistico nazionale della prima metà del Novecento. Le sue opere, caratterizzate da armonia formale e forza espressiva, mostrano l’influenza delle correnti rinascimentali unite a un linguaggio moderno e personale. Molte delle sue creazioni sono oggi conservate nella Gipsoteca “Giuseppe Graziosi” di Modena, che raccoglie sculture, dipinti e incisioni e testimonia la varietà del suo talento.

    Giuseppe Graziosi morì a Firenze il 2 luglio 1942Giuseppe Graziosi nacque il 25 gennaio 1879 a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, da Pietro e Angela Marchi. Fin da giovane manifestò una forte vocazione artistica, sostenuta dai mecenati locali, e intraprese gli studi al Regio Istituto di Belle Arti di Modena sotto la guida di Giuseppe Gibellini. Nel 1898 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondì la scultura con Augusto Rivalta e la pittura e l’incisione con Giovanni Fattori, entrando in contatto con artisti come Ardengo Soffici, Oscar Ghiglia, Enrico Sacchetti e Libero Andreotti. Qui maturò uno stile personale che univa la lezione impressionista francese all’osservazione attenta della realtà italiana.

    La sua carriera fu intensa e poliedrica: parallelamente all’attività di scultore, che gli valse fin da giovane premi importanti e la partecipazione regolare alla Biennale di Venezia, coltivò la pittura e l’incisione, prediligendo temi agresti, scene di vita contadina e ritratti di figure immerse nel paesaggio. La sua arte, aperta alle novità europee ma profondamente radicata nella tradizione italiana, trasmette una vitalità poetica e una sensibilità intensa, in cui la semplicità della vita quotidiana assume valore universale.

    Negli anni, Graziosi affrontò anche la dimensione monumentale e l’insegnamento, consolidando il suo ruolo nel panorama artistico nazionale della prima metà del Novecento. Le sue opere, caratterizzate da armonia formale e forza espressiva, mostrano l’influenza delle correnti rinascimentali unite a un linguaggio moderno e personale. Molte delle sue creazioni sono oggi conservate nella Gipsoteca “Giuseppe Graziosi” di Modena, che raccoglie sculture, dipinti e incisioni e testimonia la varietà del suo talento.

    Giuseppe Graziosi morì a Firenze il 2 luglio 1942.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Acquarello su carta cm 56,5x75 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
    Clicca per espandere

    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 20x21,5 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 25x52 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Salvatore Balsamo Salvatore Balsamo
    Napoli 1894 - 1922
    Olio su tela cm 75,5x88 firmato in basso a dx S.Balsamo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 600

  • Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 32x21,5 firmato in basso a sx G.Micheli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Luciano Albertini Luciano Albertini
    Verona 1910 - 1985
    Olio su tavola cm 18,5x24 firmato in basso a dx Albertini

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Luca Albino Luca Albino
    Maiori 1884 - Maiori 1952
    Olio su tela cm 34,5x50 firmato in basso a sx L.Albino

    Luca Albino nacque il 14 febbraio 1884 a Maiori, nel cuore della Costiera Amalfitana, e vi morì nell’aprile del 1952. Fin da giovane dimostrò un talento naturale per la pittura, che lo condusse prima nello studio di Raffaele D’Amato e poi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove perfezionò la sua formazione artistica.
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    Nel 1910, spinto dalla necessità e dalla voglia di nuove esperienze, Albino si trasferì in Argentina. A Buenos Aires rimase affascinato dai colori intensi dei tramonti sudamericani, che influenzarono profondamente la sua tavolozza e il suo stile. Organizzò numerose esposizioni personali, riscuotendo successo e riuscendo a vendere gran parte delle opere realizzate durante il soggiorno.

    Rientrato a Maiori nel 1920, si dedicò con passione a immortalare la sua terra natale. Le sue tele, che lui stesso definiva "bombe di sole", raccontano scene di vita quotidiana, mercati, pescatori, angoli nascosti della costiera, sempre colti nella loro luce più viva e autentica. La sua pittura è caratterizzata da pennellate vibranti e colori brillanti, capaci di restituire l’atmosfera calda e avvolgente del Mediterraneo.

    Albino partecipò a diverse mostre collettive e personali, tra cui esposizioni a Salerno, Milano e Positano, e prese parte più volte alle Mostre del Sindacato Provinciale Fascista Belle Arti di Salerno. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano “Barche”, “Il mio paese”, “La Chiesa dell’Annunziata di Ravello”, “Mercato”, “Cortile” e “Torre Normanna di Maiori”.

    Fu anche maestro della pittrice Pia Galise, alla quale trasmise la sua passione per la pittura e per i colori della sua terra. L’opera di Luca Albino resta ancora oggi una testimonianza luminosa della bellezza e della vitalità della Costiera Amalfitana.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Bogoni

    Adriano Bogoni nacque il 16 luglio 1896 a Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona. Si formò presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente nello studio di Angelo Dall'Oca Bianca.
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    Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, si stabilì a Milano, dove iniziò la sua attività artistica, partecipando a diverse esposizioni.
    Nel 1919, Bogoni espose per la prima volta alla Quadriennale di Torino, e l'anno successivo partecipò alla XII Biennale di Venezia. Nel 1925, presentò una mostra personale a Sanremo, seguita da un'altra a Torino nel 1926. Nel 1927, espose a Gardone Riviera, e nel 1931 partecipò alla "Famegia Veneziana" a Milano, ottenendo un buon successo.
    La sua pittura iniziale era di natura analitica, con ritratti che evidenziavano una forte carica psicologica e introspettiva. Successivamente, negli anni '50, si dedicò a nature morte e paesaggi, in particolare del mare ligure, trasferendo nelle sue opere la passione per l'analisi delle emozioni e dei sentimenti.
    Nel Castello scaligero di Malcesine, sul Lago di Garda, Bogoni fondò l'Accademia Internazionale del Paesaggio, riconosciuta dallo Stato. Nel periodo 1937-1939, l'Accademia accolse circa novanta allievi provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Russia, Francia e Polonia. Nel corso della sua carriera, l'artista ricevette numerosi premi nazionali e internazionali.
    Le sue opere sono presenti in raccolte private e in gallerie d'arte moderna di città come Roma, Milano, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona e New York. Nel 1976, la moglie Maria Pia donò tredici sue opere alla Pinacoteca Comunale di Malcesine. ​
    Adriano Bogoni morì a Milano nel 1970.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 16,5x20 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Angelo Beccaria Angelo Beccaria
    Torino 1820 - 1897
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a sx A.Beccaria datato 54

    Angelo Beccaria nacque a Torino nel maggio del 1820. All'età di diciotto anni, si iscrisse all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove studiò sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra.
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    Inizialmente orientato verso la pittura di figura, dovette abbandonarla a causa di problemi alla vista, dedicandosi così esclusivamente alla pittura di paesaggio. Fu influenzato da artisti come Massimo d'Azeglio e Alexandre Calame, sviluppando uno stile che, sebbene legato a un certo manierismo, mostrava una profonda sensibilità verso la natura.
    A partire dal 1843, Beccaria espose regolarmente le sue opere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando alle esposizioni annuali fino al 1860 e, successivamente, con alcune interruzioni, fino al 1896. Le sue opere, come "La raccolta del fieno" (1864), "Paese d'invenzione" (1870) e "L'ora del pasto", riflettono una predilezione per le scene agresti e montane, spesso ambientate nelle vallate piemontesi e valdostane. Accanto ai dipinti ad olio, realizzò numerosi studi, disegni e incisioni, tra cui una serie di sei tavolette con vedute di campagna caratterizzate da colori tenui e una notevole freschezza espressiva. ​
    Oltre alla sua attività artistica, Beccaria si dedicò all'insegnamento del disegno presso importanti famiglie nobili e borghesi torinesi, tra cui la famiglia reale. Fu maestro dei principi Amedeo e Oddone, nonché delle principesse Clotilde e Maria Pia. Tra i suoi allievi si annovera Giuseppe Camino. Angelo Beccaria morì a Torino il 14 gennaio 1897

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 22,5x32 firmato in basso a sx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 8,5x15 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tavola cm 26x38 firmato in basso a sx G.Carelli
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 55,5x48,5 firmato in alto a dx U.Caputo Paris
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Federico Schianchi Federico Schianchi
    Modena 1858 - Roma 1918
    Olio su tavola cm 34x54,5 firmato in basso a dx Federico Schianchi

    Federico Schianchi nacque a Modena il 6 ottobre 1858 da Ludovico Schianchi e Matilde Baroni. La sua formazione artistica ebbe inizio nel 1878 presso l'Istituto Modenese di Belle Arti, dove fu allievo di Antonio Simonazzi, docente di disegno, e di Ferdinando Manzini, insegnante di ornamento.
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    Nel 1887 si trasferì a Roma, città che divenne il fulcro della sua attività artistica.

    Schianchi si specializzò nella pittura di vedute, realizzate principalmente ad acquerello e olio, raffiguranti scorci di Roma e della campagna italiana. Le sue opere si distinguono per la precisione prospettica e la delicatezza cromatica, elementi che conferiscono alle sue scene un'atmosfera serena e contemplativa. Tra i soggetti più ricorrenti vi sono il Tevere con Castel Sant'Angelo, il Foro Romano, Piazza San Pietro, Villa Borghese, l'Isola Tiberina e il Tempio della Sibilla a Tivoli.
    Ponti Art
    Nel 1883 partecipò all'Esposizione Nazionale di Belle Arti al Palazzo delle Esposizioni di Roma, presentando il dipinto Aristide che abbandona la Patria. Intorno al 1910, collaborò alla pubblicazione della Raccolta di vedute romane con le Edizioni Daneu & C. , contribuendo con una serie di vedute della città eterna.

    Le sue opere sono state esposte in numerose aste internazionali, tra cui Christie's, dove dipinti come Roma al Foro di Nerva e Capri dalla Costiera Sorrentina hanno ottenuto significativi riconoscimenti. La sua produzione artistica continua a essere apprezzata per la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati, offrendo uno sguardo intimo e poetico sull'Italia del suo tempo.
    Federico Schianchi morì a Roma il 28 dicembre 1918.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Theodoro Doriota Theodoro Doriota
    Francia XIX-XX
    Bronzo cm 28x13,5x30
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 74x94,5 firmato in basso a sx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Raoul Viviani Raoul Viviani
    Firenze 1883 - Rapallo 1965
    Olio su tela cm 121x164 firmato in basso a dx Viviani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 71x50,5 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Olio su cartone cm 34,5x44 firmato in basso a dx G.Pizzirani
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880 - 1958
    Santa Maria maggiore Verbania
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Lot 6  

    Pensieri

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Pensieri
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Arturo Moradei Arturo Moradei
    Firenze 1840 - Ravenna 1901
    Olio su tela cm 95x66 firmato in basso a sx Moradei
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3000

  • Franz Richard Unterberger Franz Richard Unterberger
    1838 - 1902
    Olio su tavola cm 32x30 firmato in basso a sx F.Unterberger
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 18x28 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 51x33 firmato in basso a sx N.Gradi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 28,5x38,5 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Luigi Steffani Luigi Steffani
    San Giovanni Bianco (BG) 1827 - Milano 1898
    Tirando le reti
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Lot 6  

    Le scale

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a dx V.Caprile
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Emanuele Brugnoli Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 35x48 firmato in basso a dx E.Brugnoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Toro Attilio Toro
    Napoli 1892 - 1982
    Olio su tavola cm 40x29,5 firmato in basso a dx A.Toro
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Giulio Da Vicchio Giulio Da Vicchio
    Livorno 1925 - 2004
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a sx G.Vicchio
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Nicola Biondi Nicola Biondi
    Capua (CE) 1866 - Napoli 1929
    Olio su tela cm 40x46,5 firmato in basso a dx N.Biondi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Francesco Ballesio Francesco Ballesio
    Torino 1860 - Tivoli 1923
    Olio su tela cm 70x130.5 firmato in basso dx F.Ballesio Roma
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 5000

  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 37x56,5 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tavola cm 12,5x19 firmato in basso a sx C.Ciani
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 53,5x78 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x64 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20,5x14 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa 1860 - Belluno 1944
    Olio su tela cm 40x59 firmato in basso a dx L.Cima

    Luigi Cima nacque il 5 gennaio 1860 a Villa di Villa, nel territorio bellunese, in un contesto rurale che avrebbe profondamente influenzato la sua sensibilità artistica. Dopo un primo percorso di studi tecnici a Feltre, si trasferì a Venezia per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si formò sotto la guida di maestri come Eugenio De Blaas e dove entrò in contatto con un ambiente vivace e stimolante, legato alle ricerche pittoriche del secondo Ottocento.
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    Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue capacità, ottenendo premi e riconoscimenti che ne favorirono l’avvio della carriera.

    Inseritosi nella vita artistica veneziana, lavorò anche come disegnatore nello studio dello scultore Dal Zotto e strinse rapporti con artisti quali Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono, condividendo con loro un orientamento verso una pittura attenta al vero e alla rappresentazione della vita quotidiana. Il suo esordio avvenne nel 1881 alla Permanente di Venezia, dove presentò opere che ottennero immediato consenso; da quel momento iniziò una fitta attività espositiva che lo portò a partecipare alle principali rassegne italiane tra Venezia, Milano, Torino, Firenze e Roma.

    Nel corso degli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, Cima consolidò la propria fama grazie a dipinti ispirati alla vita contadina e montana del territorio feltrino, caratterizzati da un linguaggio verista, attento all’osservazione diretta della realtà. Opere come scene di lavoro nei campi, interni di chiese e vedute veneziane testimoniano una pittura solida, costruita su un equilibrato rapporto tra figura e ambiente. Il successo fu tale che alcune sue opere vennero acquistate da importanti istituzioni pubbliche, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, segnando un riconoscimento significativo già in giovane età.

    Parallelamente all’attività espositiva, continuò a sviluppare una ricerca pittorica coerente, dedicandosi anche al ritratto, alla natura morta e alla pittura sacra, ambiti nei quali seppe mantenere una costante attenzione al dato reale e alla resa luministica. Partecipò alle prime edizioni della Biennale di Venezia, ottenendo apprezzamenti e consolidando la propria posizione nel panorama artistico italiano del tempo.

    Tuttavia, all’inizio del Novecento, in seguito a contrasti con l’ambiente espositivo ufficiale, decise progressivamente di ritirarsi dalle grandi rassegne nazionali. Dopo il 1902, pur continuando a dipingere con continuità, scelse una dimensione più appartata, tornando stabilmente nel paese natale. Qui proseguì la sua attività fino alla morte, avvenuta il 1º gennaio 1944, approfondendo temi già affrontati e sviluppando una pittura sempre fedele al vero, radicata nella memoria dei luoghi e nella quotidianità della vita rurale.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 48x37,5 firmato in alto a sx Melarangelo
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Apoka' Lypsis 2
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Pastello su carta cm 47x31 firmato in basso a dx Consadori
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Noel Quintavalle Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 45x65 firmato in basso a destra Noequil 1941
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 78x150 firmato in basso a sx V.Zanetti Zilla
    STIMA:
    min € 4000 - max € 4500
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 51x26 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Signorini Giuseppe Signorini
    Roma 1857-1932
    Olio su tavola cm 28x44 firmato in basso a dx Giuseppe Signorini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 30x32 firmato in basso a sx V.Irolli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 75x144,5 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1800

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Maternita'
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pascolo in alta valle
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su masonite cm 47x59 firmato in basso a dx A.Corradi
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Carlo Mezzadra Carlo Mezzadra
    Broni 1901 - Milano 1978
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx C.Mezzadra
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1839 - San Pier d'Arena 1908
    Olio su tela cm 65,5x95 firmato in basso a dx Imerio Venturini
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
    Base Asta:
    € 8000

  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Karpoff
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Attribuito Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 7,5x9x22 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Filippo Indoni Filippo Indoni
    Roma 1842 - 1908
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a dx Indoni

    Filippo Indoni nacque a Roma nel 1842 e si affermò come uno dei più apprezzati pittori di genere della seconda metà dell'Ottocento. La sua formazione si sviluppò seguendo i modelli degli artisti coevi dell'Italia centrale e meridionale, con particolare attenzione alla tradizione napoletana.
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    Fin dai primi anni della sua carriera, si dedicò alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi popolari, immortalando scene di contadini, artigiani e popolani in ambientazioni rurali o urbane, spesso vestiti con costumi tradizionali.
    Indoni predilesse la tecnica dell'acquerello, ma lavorò anche con l'olio su tela, adottando uno stile realistico e meticoloso, capace di cogliere con sensibilità i dettagli della vita semplice e dei paesaggi italiani. Le sue opere, come "Il corteggiamento", "Pastorelli al pozzo" e "Le gitane", sono esempi emblematici della sua produzione, caratterizzata da una narrazione visiva che esalta la dignità e la serenità delle persone comuni.

    La sua arte fu particolarmente apprezzata dal mercato straniero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove le sue opere venivano spesso acquistate da collezionisti attratti dalla rappresentazione idealizzata e romantica dell'Italia rurale. Partecipò a numerose esposizioni, ottenendo consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tra i suoi lavori più noti figura anche il ritratto di Alessandro Torlonia, realizzato per il Collegio Nazareno di Roma.

    Oltre alla sua attività artistica, Indoni ebbe un ruolo significativo nella formazione del giovane Umberto Coromaldi, figlio della sua seconda moglie, che divenne anch'egli un noto pittore. Filippo Indoni morì a Roma nel 1908.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su tela cm 77x123 firmato in basso a dx G.Giani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tavola cm 55x65 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su carta cm 14,5x11 firmato in basso a dx S. Mazza

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    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 250

  • Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in alto a sx R.Fontana

    Roberto Fontana nacque a Milano il 10 aprile 1844. Dopo aver abbandonato gli studi classici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò incisione sotto la guida di Antonio Bramati e pittura con Giuseppe Bertini e Carlo Notaris.
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    Esordì nel 1866 alla XXV Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Torino con l'opera "Geltrude confusa scorge la lettera in mano al principe suo padre", ispirata ai Promessi Sposi. Successivamente, si dedicò a soggetti di genere, presentando nel 1872 all'Esposizione di Belle Arti di Brera il dipinto "Ispezione alla persona della fidanzata. Costume russo", che gli valse l'apprezzamento della critica e del pubblico. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti a Filadelfia nel 1876 e a Parigi nel 1889. La sua produzione comprende ritratti, paesaggi e scene di genere, caratterizzati da una notevole attenzione ai dettagli e una raffinata tecnica pittorica. Morì a Milano il 25 novembre 1907. ​

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Zago Luigi Zago
    Villafranca di Verona (VR) 1894 - Mendoza 1952
    Olio su cartone cm 48x68 firmato in basso a dx Luigi Zago

    ​Luigi Zago nacque il 14 febbraio 1894 a Villafranca di Verona, in Italia. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, iniziando a dipingere come autodidatta.
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    Nel 1924, sotto la guida del pittore Vettore Zanetti Zilla, affinò ulteriormente le sue capacità artistiche.
    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1924 al Lyceum di Milano, dove le sue opere catturarono l'attenzione di critici e artisti, tra cui Carlo Carrà. Nel 1925, partecipò alla Biennale di Roma, ottenendo riconoscimenti significativi. Continuò a esporre in importanti sedi come la Quadriennale di Torino e in altre città italiane, tra cui Milano, Firenze e Bologna. ​Nel 1926, in occasione del Centenario Francescano, Zago realizzò ottanta opere dedicate ai luoghi legati a San Francesco d'Assisi. Questi dipinti furono pubblicati nei tre volumi dei "Santuari Francescani" di Padre Vittorino Facchinetti. L'anno successivo, dipinse una serie di cinquanta opere ispirate ai luoghi e alle atmosfere dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, raffigurando scene come quelle di Don Abbondio e Pescarenico. ​
    Nel 1928, Zago allestì una mostra personale alla Galleria Micheli di Milano, presentando opere che ritraevano i luoghi della Prima Guerra Mondiale. Nello stesso anno, partecipò alla Biennale di Venezia con i dipinti "La Fonte" e "Finestra". Per il ventennale della Vittoria, intraprese un viaggio a piedi attraverso i luoghi dove aveva combattuto, creando una serie di opere esposte nella "Mostra dei campi di battaglia – dal Timavo all'Adamello" a Milano. Queste opere gli valsero il titolo di "pittore delle visioni di pace sui luoghi di guerra".
    Nel 1929, Zago vinse il primo premio alla Mostra del Paesaggio di Baveno e, nel 1942, ottenne lo stesso riconoscimento alla Mostra Sindacale di Milano con il dipinto "Alto Lago di Como", successivamente acquisito dalla Provincia di Milano. Tuttavia, nel 1943, un bombardamento distrusse gran parte del suo studio a Milano, perdendo numerose opere. Nonostante ciò, organizzò una mostra con i lavori rimasti e continuò a esporre in città come Biella, Bergamo e Como.
    Nel 1946, Zago ricevette il primo premio alla "Mostra del Mare" di San Remo. L'anno seguente, la moglie Magda Martinelli portò alcune sue opere in Sud America, presentandole in musei e gallerie. Nel 1949, Zago si trasferì a Buenos Aires, in Argentina, dove lavorò per il Ministero delle Belle Arti. In Sud America, ottenne numerosi successi, esponendo in città come Rosario, Mendoza, Cordoba, Punta del Este e Montevideo. Il governo della provincia di Cordoba gli commissionò cinquanta tele raffiguranti la città e i suoi paesaggi, pubblicate nel catalogo "Cordoba y sus Sierras en su poesía de colores".
    Noto anche come "il pittore di Evita Perón", Zago morì improvvisamente a Buenos Aires l'8 luglio 1952, prima di poter completare un ulteriore incarico a Posadas, nella provincia di Misiones. Nel 1953, Villafranca di Verona gli rese omaggio con una grande mostra postuma, seguita nel 1954 dalla posa di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in via Pace. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all'estero, tra cui musei a Buenos Aires, Montevideo, Rosario e Santiago. ​

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 45x90 firmato in basso a sx L.Gignous

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 20,5x27 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 2
    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 47x39 firmato in alto a dx Giovanni Melarangelo
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela cartonata cm 96x58 firmato in basso a dx L.Serena

    Luigi Serena è stato un pittore italiano tra i più significativi interpreti della pittura verista veneta tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. La sua produzione artistica si distingue per la capacità di rappresentare con immediatezza e naturalezza la vita quotidiana del mondo popolare, in particolare quello contadino e urbano della Marca trevigiana, trasformando scene semplici in immagini dense di osservazione sociale e sensibilità pittorica.
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    Nato a Montebelluna il 1° agosto 1855, Serena trascorse l’infanzia in un ambiente rurale che contribuì profondamente alla formazione del suo immaginario artistico. Successivamente la famiglia si trasferì a Murano, dove il padre lavorava nel settore del vetro artistico. In questo contesto il giovane Luigi iniziò a frequentare la Scuola di disegno applicato all’arte vetraria, sviluppando le prime competenze tecniche che lo avrebbero avviato alla carriera artistica.

    Nel 1870, grazie a una borsa di studio, entrò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si formò fino al 1877. Durante questo periodo ebbe modo di affinare la propria tecnica sotto la guida di maestri importanti e di entrare in contatto con un ambiente culturale vivace, condividendo gli anni di studio con artisti come Giacomo Favretto, Ettore Tito, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono. Questa esperienza accademica fu fondamentale per orientare il suo stile verso un realismo attento e partecipe.

    Conclusi gli studi, nel 1878 si trasferì a Treviso, città che divenne il centro stabile della sua attività artistica. Qui Serena sviluppò pienamente la sua poetica verista, dedicandosi principalmente alla rappresentazione di scene di genere e momenti di vita quotidiana: mercati, lavori domestici, ambienti rurali e figure popolari. La sua pittura si caratterizza per un linguaggio diretto, una grande attenzione alla luce e una spiccata sensibilità narrativa, elementi che gli valsero una discreta notorietà nell’ambiente artistico dell’epoca.

    Partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo riconoscimenti soprattutto per la sua capacità di cogliere la realtà senza idealizzazioni, ma con uno sguardo umano e partecipe. Nonostante il successo critico, negli ultimi anni della sua vita dovette affrontare difficoltà economiche e problemi di salute, che lo portarono a una progressiva marginalizzazione.

    Morì a Treviso il 12 marzo 1911

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 5000

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 12x19 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 88x51,5 firmato in basso a sx V.Zilla

    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 27x18 firmato in alto a sx C.Ciani
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Camona Giuseppe Camona
    Milano 1886 - 1917
    Olio su tela cm 60x91 firmato in basso a dx Camona

    Giuseppe Camona nacque a Milano il 9 maggio 1886 e crebbe in un ambiente sensibile alle arti, immerso nella vivace realtà culturale lombarda di inizio Novecento. La sua formazione lo portò presto a incontrare figure di rilievo del panorama artistico milanese e nel 1908 divenne allievo di Vittore Grubicy de Dragon, maestro attento alla luce, al colore e alle nuove ricerche sul paesaggio.
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    Questo incontro segnò profondamente il suo stile e il suo modo di osservare la natura.

    Nei primi anni della sua attività Camona si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando atmosfere pacate, sospese, ricche di sfumature cromatiche delicate. Le sue opere trasmettono un senso di quiete e di armonia, con una particolare attenzione alla luminosità e all’equilibrio tonale. Nel 1914 presentò due paesaggi all’Accademia di Brera e partecipò alla Biennale di Venezia, confermando il suo crescente riconoscimento tra i giovani artisti lombardi.

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe il suo percorso artistico. Chiamato alle armi, Camona visse direttamente le difficoltà e il dramma del fronte. In quell’esperienza, tuttavia, continuò a disegnare: nacquero così le opere riunite sotto il titolo “Impressioni di guerra”. Si tratta di fogli rapidi ma intensi, privi di enfasi celebrativa, capaci di restituire la vita quotidiana dei soldati, le attese, le fatiche, i momenti di silenzio e di inquietudine. Pur immersi nella tragedia, questi lavori conservano una finezza osservativa che testimonia la sua sensibilità artistica.

    La sua vita si concluse prematuramente il 15 agosto 1917 a Thiene, in provincia di Vicenza, a causa di una malattia contratta durante il servizio militare.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Angelo Protti Angelo Protti
    Attivo a Milano tra il 1835 - 1875
    Olio su tela cm 140x84.5 firmato in bassso sx Protti Ang.1872
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000
    Base Asta:
    € 6000

  • Marcello Iras Baldessari Marcello Iras Baldessari
    Innsbruck 1894 - Roma 1965
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx Baldessari
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Nello Giovvanelli Nello Giovvanelli
    Livorno 1922 - 1996
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx N.Giovvanelli
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Costantino Rosa Costantino Rosa
    Bergamo 1803 - Bergamo 1878
    Olio su tavola cm 23,5x32,5 firmato in basso a sx C.Rosa

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 900

  • Remo Wolf Remo Wolf
    Trento 1912 - Trento 2009
    Pastello su carta cm 24x31 firmato in basso a dx Wolf

    ​Remo Wolf nacque il 29 febbraio 1912 a Trento, in Italia. Fin da giovane, dimostrò una passione per l'arte che lo portò a intraprendere studi in diverse città italiane.
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    Nel 1928, frequentò l'Istituto d'Arte di Parma, dove si diplomò nel 1930. Successivamente, si iscrisse all'Istituto di Magistero d'Arte di Firenze, concludendo gli studi con l'abilitazione all'insegnamento del "disegno e storia dell'arte" a Roma.
    La carriera di Wolf come insegnante iniziò a Bolzano e Merano. Nel 1935, tenne la sua prima mostra personale a Merano. Nel 1939, fu richiamato alle armi, prestando servizio prima sul fronte francese e successivamente in Africa Settentrionale. Dopo la sconfitta di El Alamein nel 1942, fu fatto prigioniero e trascorse diversi anni nei campi di prigionia in Egitto. Decorato al valor militare, tornò in patria nel 1946.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Carlo Prada Carlo Prada
    Milano 1884-1960
    Olio su tavola cm 32,5x44 firmato in basso a sx C.Prada

    Carlo Prada nacque a Milano il 13 ottobre 1884, figlio dell'avvocato Isnardo, che inizialmente lo indirizzò verso studi classici. Tuttavia, la precoce inclinazione artistica del giovane Carlo lo spinse a intraprendere un percorso differente: nel 1902 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.
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    In questi anni si avvicinò al Divisionismo, movimento che lo affascinò per la sua resa luministica ottenuta attraverso pennellate spezzate e colori puri.

    Il debutto ufficiale avvenne nel 1906 all’Esposizione Nazionale di Milano con il dipinto Ultime nevi, che gli valse l’attenzione del mercante d’arte Alberto Grubicy, figura di riferimento per la promozione del Divisionismo in Italia. Grazie a questa collaborazione, Prada riuscì a esporre le proprie opere anche a livello internazionale, partecipando a importanti rassegne a Parigi nel 1907, 1912 e 1921.

    Col passare degli anni, l’artista sentì l’esigenza di evolvere il proprio linguaggio espressivo, allontanandosi progressivamente dal Divisionismo. Abbracciò così i principi del movimento “Novecento”, che proponeva un ritorno all’ordine classico e alla solidità della forma. Negli anni Trenta, la sua adesione al Chiarismo segnò un ulteriore passaggio stilistico: le sue tele si riempirono di tonalità leggere e luminose, rifiutando i contrasti forti e privilegiando atmosfere diafane e serene.

    La produzione pittorica di questo periodo si concentrò soprattutto sui paesaggi liguri, in particolare le vedute di Portofino e dell’entroterra, dipinte con delicatezza e sensibilità. Al paesaggio si affiancò anche una produzione ritrattistica raffinata, in cui l’artista dimostrò una notevole capacità introspettiva nel cogliere la psicologia dei soggetti.

    Le opere di Carlo Prada furono esposte in numerose mostre, tra cui si ricordano la Società degli Amici delle Belle Arti a Cracovia nel 1935 e la Mostra d'Arte Italiana a Varsavia e Praga nello stesso anno. Morì nella sua città natale, Milano, nel 1960.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853 - 1923
    Olio su carta su tavola cm 27x22 firmato in basso a sx L. Rossi

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su cartone cm 14x11 firmato in basso a dx S.Mazza

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    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx L.Bazzaro
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone cm 37x29 firmato in basso a dx Emma Ciardi
    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
  • Baldassare Longoni Baldassare Longoni
    Dizzasco Intelvi (Co) 1876 - Camerlata (Co) 1956
    Olio su tela cm 65x80 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Federico Faruffini Federico Faruffini
    Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869
    Olio su tela cm 74,5x111 firmato in basso a dx F.Faruffini

    Federico Faruffini nacque il 12 agosto 1833 a Sesto San Giovanni, allora parte del Ducato di Milano. Figlio di Paolo, farmacista, e di Giuseppa Albini, intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza presso l'Università di Pavia nel 1848.
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    Parallelamente, coltivò la sua passione per l'arte frequentando la Civica Scuola di Pittura di Pavia, dove fu allievo di Cesare Ferreri e Luigi Trecourt. Durante questo periodo, entrò in contatto con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali condivise un interesse per una pittura più libera e meno accademica.

    La sua produzione iniziale si concentrò su soggetti storici e religiosi, influenzata dalla pittura antiaccademica di Giovanni Carnovali, detto il Piccio. Nel 1856 si trasferì a Roma, dove risiedette fino al 1858, per poi soggiornare brevemente a Venezia tra il 1859 e il 1860, studiando i maestri della pittura rinascimentale veneziana. Nel 1861 si stabilì a Milano, partecipando attivamente alla vita artistica della città.
    Faruffini espose le sue opere in diverse occasioni, tra cui l'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove presentò dipinti come "Cesare Borgia che ascolta Machiavelli" e "Morte di Ernesto Cairoli". Nel 1864 partecipò all'esposizione di Brera con opere quali "Coro della Certosa di Pavia", "Scolari di Alciato", "Annunciazione", "Sordello e Cunizza" e "Machiavelli e Borgia", ricevendo una medaglia nel 1866 per quest'ultima.
    Il suo stile combinava elementi del realismo con contorni sfumati e colori vivaci, anticipando le tematiche e le tecniche della Scapigliatura lombarda. Tra le sue opere più note si annoverano "La gondola di Tiziano" (1861), "Lettrice" (1865) e "Il sacrificio della Vergine al Nilo" (1865), conservate in importanti gallerie d'arte italiane.

    Nonostante il talento riconosciuto, Faruffini visse una vita travagliata, segnata da difficoltà economiche e personali. Nel 1869 si trasferì a Perugia, dove, sopraffatto dalle avversità, si tolse la vita il 15 dicembre dello stesso anno.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 15x16x32 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Romeo Borgognoni Romeo Borgognoni
    Ravenna 1875 - Pavia 1944
    Olio su tela cm 83x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 2000

  • Hans Alexander Brunner Hans Alexander Brunner
    Vienna 1895 - 1968
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a sx HansAlexander Brunner
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 800

  • Attilio Andreoli Attilio Andreoli
    Chiari ( BS ) 1877 - Cavaglio Spoccia ( VB ) 1950
    Gioa e dolore
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Lot 8  

    La pausa

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    La pausa
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Arturo Faldi Arturo Faldi
    Firenze 1856-1911
    Olio su tela cm 50x85 firmato in basso a dx A.Faldi
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 9000

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 43x29,5 firmato in basso a sx F.Netti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su cartone cm 11x14,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 41x29 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 25x34 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Marina a Torre del Greco
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ernesto Giacobbi Mortizza (PC) 1891 - Piacenza 1964
    Olio su tavola cm 28,5x56 firmato in basso a dx E.Giacobbi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Acquarello su carta cm 50x34 firmato in basso a sx E.Zampighi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 38,5x22,5 firmato in basso a sx Micheli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su cartone cm 24x32,5 firmato in basso a dx A.Rey
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 75x60 firmato in basso a sx A.Formis
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 40x60 firmato in basso a sx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 20x32 firmato in basso a dx L.Ciani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 24x45,5 firmato in basso a dx S.Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 23x12 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Gerolamo Navarra Gerolamo Navarra
    Verona 1852 - Milano 1920
    Olio su tela cm 104x70 firmato in basso a dx G.Navarra

    Gerolamo Navarra (Verona, 1852 – Milano, 1920) è stato un pittore italiano attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, inserito nel contesto della tradizione figurativa veneta e lombarda. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo in cui la pittura italiana stava attraversando una fase di transizione tra accademismo e nuove sensibilità legate al realismo e alle correnti di fine secolo.
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    Nato a Verona, Navarra mostrò fin da giovane una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, che lo portarono a intraprendere studi artistici probabilmente in ambito accademico. Nel corso della sua carriera si spostò e operò in diversi contesti del Nord Italia, trovando infine in Milano il centro della sua attività matura e della sua produzione artistica. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, continuando a dedicarsi alla pittura fino alla morte, avvenuta nel 1920.

    La sua opera si colloca all’interno della tradizione pittorica ottocentesca italiana, con un linguaggio legato alla rappresentazione figurativa e a un gusto ancora radicato nella resa realistica dei soggetti. Pur non essendo tra i nomi più noti della sua epoca, Navarra rappresenta una figura significativa del panorama artistico regionale, espressione di quella vasta schiera di pittori che contribuirono a mantenere viva la cultura figurativa italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 48x37,5 firmato in basso a sx Melarangelo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 1
    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Carlo Stratta Carlo Stratta
    Torino 1852 - 1936
    Acquarello su carta cm 29x19 firmato in basso a dx C.Stratta
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Sacheri Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 21x27,5 firmato in basso a dx Pellicciotti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Olio su cartone cm 64x94 firmato in basso a dx Alebardi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Lot 9  

    Nubi

    Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a sx C.Cressini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx Moretti Foggia
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Galileo Chini Galileo Chini
    Firenze 1873 - Firenze 1956
    Olio su cartone cm 21x17 firmato in basso a sx G.Chini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Olio su tavola cm 36x25,5 firmato in alto a sx E.Zampighi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Marchini Giovanni Marchini
    Forli' 1877 - Forli' 1946
    Olio su tela cm 75,5x139,5 firmato in basso a dx G.Marchini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1400

  • Ruggero Focardi Ruggero Focardi
    Firenze 1864 - Quercianella (LI) 1934
    Fasano verso Vallombrosa
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    La fanciulla dai capelli biondi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Stefano Donadoni Stefano Donadoni
    Somasca ( BG ) 1844 - Roma 1911
    Olio su cartone cm 57x44 firmato in basso a dx Donadoni
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano, 1889 - Torino, 1957
    Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    pcar cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 70x100 firmato in basso a sx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 94x132,5 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    La fioraia di Verona
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Mancini Carlo Mancini
    Milano 1829 - 1910
    Olio su cartone cm 11x17 firmato in basso a sx C.Mancini

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.
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    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Gioacchino Galbusera Gioacchino Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tela cm 30x20 firmato in basso a dx Galbusera

    Gioacchino Galbusera nacque a Milano il 2 aprile 1870 e si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di importanti maestri quali Giuseppe Mentessi, Camillo Rapetti e Riccardo Brambilla. Sin dai primi anni, la sua pittura rivelò un’inclinazione per la solidità della composizione e la brillantezza cromatica, caratteristiche che avrebbero accompagnato tutta la sua carriera.
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    Intorno al 1890 si trasferì a Lugano, in Svizzera, dove sposò Elisa, figlia dello scultore Raimondo Pereda, figura ben nota nel panorama artistico ticinese. Questo legame familiare, unito alla fervente attività culturale della zona, contribuì a radicare profondamente Galbusera nel contesto artistico locale. Nel 1896 fondò infatti una scuola di pittura proprio a Lugano, offrendo un contributo significativo allo sviluppo dell’ambiente artistico della regione.
    La sua attività espositiva fu intensa: partecipò a numerose mostre sia in Svizzera sia all’estero, esponendo a Milano, Roma, Bruxelles e persino a San Pietroburgo. Le sue opere vennero particolarmente apprezzate per le nature morte, in particolare le composizioni floreali, al punto da essergli attribuito l’epiteto di “Raffaello dei fiori”. Accanto ai fiori, però, non mancavano vedute paesaggistiche, soprattutto scorci del Luganese e delle valli del San Bernardino, rese con un’attenta osservazione della luce e della resa atmosferica.
    Galbusera unì sensibilità pittorica e rigore formale, lasciando un segno tangibile nella pittura tra Otto e Novecento, in un equilibrio tra naturalismo e decorativismo. Morì a Lugano il 27 ottobre 1944, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi è riconosciuta e valorizzata tanto in Italia quanto in Svizzera.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 200

  • Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Olio su tela cm 49,5x44,5 fir

    Lazzaro Pasini nacque a Reggio Emilia il 28 settembre 1861. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per il disegno, che coltivò sotto la guida dell'incisore Romualdo Belloli.
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    Grazie a una borsa di studio, ebbe l’opportunità di trasferirsi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Qui studiò con Giovanni Fattori e si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, da cui assimilò l’interesse per la vita quotidiana e per il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua poetica pittorica.

    Il suo debutto ufficiale risale al 1884, quando presentò l’opera In soffitta all’Esposizione Nazionale di Torino. Il dipinto, una scena di genere ispirata a temi sociali, fu molto apprezzato per la sua sincerità e profondità emotiva, tanto da entrare nelle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia. Due anni dopo, Pasini si stabilì a Milano, città che gli offrì nuovi stimoli e lo mise in contatto con gli ambienti del naturalismo lombardo, influenzando ulteriormente il suo stile in direzione di un realismo più attento alla resa luministica e alla verità della scena.

    Nel corso della sua lunga carriera, Pasini partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1912, il pastello Accordi fu acquistato dalla regina madre, testimonianza della stima che godeva anche presso l’ambiente aristocratico. Nel 1918, fu insignito della medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per il valore della sua opera artistica.

    Negli anni maturi, la sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio, trattato con delicata sensibilità cromatica e con una pennellata morbida, quasi musicale. Le sue vedute, spesso ispirate alla Liguria e alla campagna lombarda, riflettono una profonda osservazione della natura e delle sue atmosfere mutevoli.

    Lazzaro Pasini morì a Milano il 29 aprile 1949.

    mato in basso a dx Laz.Pasini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 47X48 firmato in basso a dx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

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    min € 1200 - max € 1400
  • Nazzareno Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 38x29 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Tecnica mista su cartone cm 30x18,5 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Lotti Lotti
    Autoritratto 5
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 34x33 firmato in alto a dx Melarangelo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 80x52,5 firmato in basso a sx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1800

  • Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 15x22,5 firmato in basso a sx L.Ajmone

    Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina.
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    Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.

    Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.

    Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.

    Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara

    Luigi Clara nacque probabilmente tra il 1870 e il 1875 nella zona del Canavese, con molta probabilità a Montanaro Canavese o Torino, e si affermò come pittore sensibile e attento alla natura tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Fin da giovane dimostrò una spiccata vocazione artistica e iniziò a esporre i suoi primi lavori alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando con regolarità alle mostre locali e consolidando una reputazione nella scena piemontese.
    Clicca per espandere

    Clara si formò in gran parte da autodidatta, pur restando ben inserito nel vivace ambiente artistico italiano, e si confrontò con le influenze della tradizione ottocentesca piemontese e della cosiddetta Scuola Grigia Genovese, sviluppando uno stile personale fondato sull’osservazione attenta del paesaggio e della vita quotidiana.

    All’inizio del Novecento si trasferì stabilmente a Genova, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui ampliò la gamma dei soggetti trattati, dedicandosi ai paesaggi marini, agli scorci dell’entroterra ligure e alle vedute urbane, rappresentati con delicatezza, atmosfere luminose e un senso di serenità contemplativa. La sua pittura si caratterizza per la cura dei dettagli naturali, per la resa della luce e delle sfumature del cielo, e per la capacità di trasmettere quiete e armonia, qualità che resero le sue opere apprezzate sia dal pubblico sia dai collezionisti.

    Nonostante la documentazione sulla sua vita e sulla sua produzione sia limitata, Luigi Clara partecipò regolarmente a mostre e rassegne artistiche in Piemonte e Liguria, consolidando la sua presenza nella cultura artistica del tempo. Morì a Genova nel 1925Luigi Clara nacque probabilmente tra il 1870 e il 1875 nella zona del Canavese, con molta probabilità a Montanaro Canavese o Torino, e si affermò come pittore sensibile e attento alla natura tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Fin da giovane dimostrò una spiccata vocazione artistica e iniziò a esporre i suoi primi lavori alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando con regolarità alle mostre locali e consolidando una reputazione nella scena piemontese. Clara si formò in gran parte da autodidatta, pur restando ben inserito nel vivace ambiente artistico italiano, e si confrontò con le influenze della tradizione ottocentesca piemontese e della cosiddetta Scuola Grigia Genovese, sviluppando uno stile personale fondato sull’osservazione attenta del paesaggio e della vita quotidiana.

    All’inizio del Novecento si trasferì stabilmente a Genova, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui ampliò la gamma dei soggetti trattati, dedicandosi ai paesaggi marini, agli scorci dell’entroterra ligure e alle vedute urbane, rappresentati con delicatezza, atmosfere luminose e un senso di serenità contemplativa. La sua pittura si caratterizza per la cura dei dettagli naturali, per la resa della luce e delle sfumature del cielo, e per la capacità di trasmettere quiete e armonia, qualità che resero le sue opere apprezzate sia dal pubblico sia dai collezionisti.

    Nonostante la documentazione sulla sua vita e sulla sua produzione sia limitata, Luigi Clara partecipò regolarmente a mostre e rassegne artistiche in Piemonte e Liguria, consolidando la sua presenza nella cultura artistica del tempo. Morì a Genova nel 1925.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 80x60 firmato in alto a sx Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
    Clicca per espandere

    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 19,5x12,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Cesare Uva Cesare Uva
    Avellino 1828 - Napoli 1886
    Olio su tela cm 48x65 firmato in basso a dx C.Uva ( difetti )

    Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 in una famiglia semplice. Il padre, decoratore d’interni, gli trasmise fin da bambino il gusto per il disegno e lo introdusse alle prime tecniche pittoriche.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Uva mostrò un talento precoce: un premio ottenuto nel 1848 gli permise di proseguire gli studi a Napoli, dove si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti. In quell’ambiente entrò in contatto con il paesaggismo romantico e affinò la capacità di osservare la natura con attenzione luministica e sensibilità poetica.

    Terminata la formazione, tornò per un periodo ad Avellino, dove aprì una piccola bottega e impartì lezioni di pittura. Ben presto però si stabilì definitivamente a Napoli, città nella quale trovò un pubblico sensibile alle sue vedute e un ambiente artistico più stimolante. Con un collega aprì uno studio in via Riviera di Chiaia, luogo in cui produsse molte delle opere oggi considerate rappresentative della sua attività.

    La sua pittura si concentrò soprattutto sul paesaggio: marine, vedute campane, scorci di Napoli, di Pompei e dell’Irpinia costituiscono il nucleo centrale della sua produzione. Uva prediligeva la tempera e il guazzo su carta o cartoncino, tecniche che gli consentivano di ottenere effetti di luce rapidi, freschi e vibranti. Le sue scene sono spesso immerse in una atmosfera quieta e armoniosa, con cieli morbidi, colori delicati e un senso di pacata poesia.

    Accanto alla pittura svolse anche attività di restauro e scenografia, contribuendo alla valorizzazione di alcuni edifici pubblici della sua città natale. Fu apprezzato da committenti aristocratici e da un pubblico che riconosceva nelle sue opere una rappresentazione immediata e sincera della bellezza del paesaggio meridionale.

    Cesare Uva morì a Napoli il 16 febbraio 1886.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tela cm 71x43 firmato in basso a sx Milesi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Cafiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Ernesto Fontana Ernesto Fontana
    Milano 1837 - Milano 1918
    Olio su tela cm 17x22,5 firmato in basso a sx E.Fontana

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Eduardo Galli Edoardo Galli
    Savona 1852 - Firenze 1933
    Olio su cartone cm 96x68 firmato in basso a sx E.Galli

    Edoardo Galli nacque a Napoli nel 1854 e divenne uno dei pittori italiani più apprezzati del suo tempo. Si formò sotto la guida di Antonio Licata e Domenico Morelli, due maestri che gli trasmisero la solidità accademica e un profondo legame con la tradizione artistica.
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    Tuttavia, Galli seppe coniugare questa formazione classica con un'interpretazione personale della realtà, rendendo la sua pittura distintiva per la luminosità e il realismo poetico.

    La sua produzione artistica spaziò tra ritratti, scene di genere e paesaggi, con una particolare attenzione ai dettagli e alla vita quotidiana. Nei ritratti, Galli riuscì a cogliere non solo l’aspetto esteriore dei suoi soggetti, ma anche le loro sfumature psicologiche, dando una dimensione emotiva profonda alle sue opere. Le scene di genere, invece, erano vivaci e piene di narrazione, sempre intrise di una sottile sensibilità verso la vita popolare. Una delle sue opere più note, "Trionfo del Tasso", si ispira alla letteratura rinascimentale, mentre “Scorcio di Napoli” è un omaggio alla sua città, catturata con maestria nella sua luce e atmosfera uniche.

    Galli partecipò attivamente alla vita artistica del suo tempo, esponendo in numerose mostre e ricevendo diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Nonostante le sue radici nella tradizione, la sua pittura mostrava anche una sensibilità moderna, capace di trasmettere le emozioni più intime dei soggetti che ritraeva.

    Morì nel 1920Edoardo Galli nacque a Napoli nel 1854 e divenne uno dei pittori italiani più apprezzati del suo tempo. Si formò sotto la guida di Antonio Licata e Domenico Morelli, due maestri che gli trasmisero la solidità accademica e un profondo legame con la tradizione artistica. Tuttavia, Galli seppe coniugare questa formazione classica con un'interpretazione personale della realtà, rendendo la sua pittura distintiva per la luminosità e il realismo poetico.

    La sua produzione artistica spaziò tra ritratti, scene di genere e paesaggi, con una particolare attenzione ai dettagli e alla vita quotidiana. Nei ritratti, Galli riuscì a cogliere non solo l’aspetto esteriore dei suoi soggetti, ma anche le loro sfumature psicologiche, dando una dimensione emotiva profonda alle sue opere. Le scene di genere, invece, erano vivaci e piene di narrazione, sempre intrise di una sottile sensibilità verso la vita popolare. Una delle sue opere più note, "Trionfo del Tasso", si ispira alla letteratura rinascimentale, mentre “Scorcio di Napoli” è un omaggio alla sua città, catturata con maestria nella sua luce e atmosfera uniche.

    Galli partecipò attivamente alla vita artistica del suo tempo, esponendo in numerose mostre e ricevendo diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Nonostante le sue radici nella tradizione, la sua pittura mostrava anche una sensibilità moderna, capace di trasmettere le emozioni più intime dei soggetti che ritraeva.

    Morì nel 1920.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 42x56,5 firmato in basso a sx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Acquerello su carta cm 42x61 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini

    Riccardo Pellegrini nacque a Milano l'11 marzo 1863 e morì a Crescenzago il 31 marzo 1934. Cresciuto in un ambiente fortemente influenzato dal romanticismo milanese, proseguì i suoi studi artistici a Roma e Napoli, sotto la guida di Domenico Morelli.
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    I suoi viaggi in Inghilterra, Francia e, soprattutto, in Spagna, arricchirono la sua arte, ispirandolo a rappresentare scene rustiche e paesaggi di grande intensità emotiva, spesso intrisi di un’atmosfera mediterranea.

    Oltre alla pittura, Pellegrini si distinse anche come illustratore, collaborando con importanti riviste del suo tempo e realizzando illustrazioni per opere letterarie come Don Chisciotte di Cervantes e Gil Blas di Alain-René Lesage. Le sue creazioni per cartoline d’epoca sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano Scene di pesca (1887), Domenica all'aperto (1890), Donne eleganti in riva al lago (1897), oltre a dipinti come A Siviglia, Bolero Andaluso e Mercato Arabo (circa 1890). Le sue tele sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Camuno di Breno. Pellegrini partecipò a numerose mostre, tra cui una a Pisa, dove espose ben diciannove opere. Il suo stile è caratterizzato da un uso vibrante dei colori e dalla capacità di catturare con grande dettaglio scene di vita quotidiana, che ne fanno un pittore amato per la sua abilità nel rappresentare la realtà in maniera vivida e coinvolgente.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

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    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 48,5x69 firmato in basso a dx G.Bo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Mario Borgoni Mario Borgoni
    Pesaro 1869 - Napoli 1936
    Olio su tela cm 80,5x49,5 firmato in alto a sx M.Borgoni
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Francesco Vinea Francesco Vinea
    Forli 1845 - Firenze 1902
    Olio su tavola cm 30x5x22,5 firmato in alto a sx F.Vinea

    Francesco Vinea nacque a Forlì il 10 agosto 1845. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a trasferirsi a Firenze, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti.
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    Tuttavia, difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi, affrontando un periodo di precarietà durante il quale lavorò come fotografo e illustratore per riviste. Successivamente, riuscì a riprendere la formazione artistica sotto la guida di Enrico Pollastrini, sebbene per un solo anno.

    Contrariamente alla tendenza accademica dell'epoca, che privilegiava soggetti storici o naturalistici, Vinea sviluppò uno stile personale, caratterizzato da scene di genere ambientate in epoche passate, con personaggi in costumi settecenteschi o rococò, ritratti in interni sontuosamente arredati. Le sue opere, spesso intrise di eleganza e ironia, raffigurano momenti di vita quotidiana con un tocco teatrale e decorativo.

    Il successo delle sue opere fu notevole, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove vennero apprezzate per la raffinatezza e la vivacità cromatica. Questo gli permise di condurre una vita agiata, stabilendosi in una villa a Pracchia, località appenninica, e mantenendo uno studio a Firenze, descritto come un ambiente ricco di oggetti d'arte e arredi eclettici, che spesso comparivano nei suoi dipinti.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Baccanale di soldati", "Alla più bella", "La visita alla nonna", "Un rapimento", "Una bagnante", "Il Vescovo" e "Un appuntamento". Vinea si dedicò anche alla tecnica dell'acquerello, dimostrando versatilità e padronanza in diverse modalità espressive.

    Francesco Vinea morì a Firenze il 22 ottobre 1902.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su tela cm 64x49 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 450

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 35x51 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Nogaro Carlo Nogaro
    Asti 1837 - Francia Choisy au Bac 1931
    Olio su tela cm 104x79 firmato in basso a sx
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Fausto Antonioli Fausto Antonioli
    Bergamo 1822 - Udine 1882
    Composizione floreale
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a destra Pier Focardi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 121x80,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Carlo Costantino Barbavara Carlo Costantino Barbavara
    Torino XIX
    Olio su tavola cm 30x19 firmato in basso a sx CarloCostantino Barbavara
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Lot 10  

    1923

    Giovanni Malesci Giovanni Malesci
    Vespignano 1884 - Milano 1969
    Campagna
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Lorenzo Kirchmayr Lorenzo Kirchmayr
    Torino 1869 - 1933
    Olio su cartone cm 35x52,5
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47,5x64 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 2200 - max € 2400
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tavola cm 31x41 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 14x19 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Leonardo Roda Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x63 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Carolina
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    Firenze 1860 - Firenze 1920
    Olio su tavola cm 25x19,5 firmato in basso a sx L.Bertelli
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Federico Zandomeneghi Federico Zandomeneghi
    Venezia 1841 - Parigi 1917
    Olio su tela cm 58,5x50 firmato in basso a dx F.Zandomeneghi
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 3500

  • Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 48x41 firmato in basso a sx A.Protti

    Alfredo Protti nacque a Bologna il 26 aprile 1882 in una famiglia di umili origini: il padre era staderaio. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Ferri.
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    Tuttavia Protti rifiutò i rigidi schemi accademici e preferì percorrere una propria strada creativa, profondamente influenzata dalle nuove sensibilità europee e da un gusto per la pennellata libera, la luce e l’atmosfera piuttosto che per la definizione precisa dei contorni.

    Già nei primi anni del Novecento iniziò a partecipare alle principali rassegne bolognesi. Tra il 1906 e il 1911 vinse per sei volte consecutive il premio dell’Associazione artistica cittadina, a conferma del talento precoce e della riconoscibilità del suo linguaggio pittorico. Nel 1909 fece il suo esordio alla Biennale di Venezia e negli anni successivi portò le sue opere in importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui salette a Milano, Roma e manifestazioni all’estero.

    La sua pittura si distinse per un interesse marcato verso interni eleganti, figure femminili colte in momenti di intimità e quotidianità, nudi delicati o scene cariche di sensualità sottile. Attrasse l’attenzione di una borghesia raffinata e desiderosa di opere che unissero grazia, eleganza e una modernità discreta. In queste sue composizioni la luce, i riflessi e l’ambiente giocano un ruolo centrale: la tavolozza morbida e le pennellate ampie creano ambienti soffusi, carichi di un fascino elegiaco e di intimità domestica. È un realismo di sentimento, una reinterpretazione tardo-impressionista della vita borghese, lontana da accademismi rigidi e da eccessi decorativi.

    Nel corso degli anni Venti la sua produzione continuò, ma con toni più meditativi. Sempre affascinato dall’intimità domestica, ritratte giovani donne, scene di vita quotidiana, pose di grazia, a volte accompagnate dalla presenza discreta di oggetti, tessuti, riflessi. Sul finire di quel decennio la sua visibilità fu un po’ offuscata da nuove tendenze artistiche che emergevano, ma egli, pur lavorando con meno clamore, continuò a dipingere in modo coerente con la propria poetica.

    Tra gli anni Trenta e la sua scomparsa si dedicò anche a soggetti meno frequenti nella sua carriera fino a quel momento, come nature morte e paesaggi, spesso caratterizzati da una sensibilità più raccolta e intimista. In questi lavori traspare un artista che non cerca il colpo di scena, ma la delicatezza del quotidiano, la quiete, la luce soft del ricordo.

    Protti concluse la sua vita il 29 aprile 1949.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 12,5x19,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Gilda Pansiotti Cambon D'Amico Gilda Pansiotti Cambon D'Amico
    Milano 1891 - Castropignano 1986
    Olio su tavola cm 51x61 firmato in basso a sx G.Pansiotti

    Gilda Pansiotti Cambon d’Amico fu una pittrice italiana di notevole rilievo nel panorama artistico del Novecento, capace di unire solidità formale, sensibilità cromatica e una profonda attenzione alla dimensione umana dei suoi soggetti. Nacque a Milano il 16 febbraio 1891 in una famiglia colta e benestante, contesto che le permise di intraprendere fin da giovane un percorso di formazione artistica strutturato.
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    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove assimilò una preparazione rigorosa sotto la guida di maestri di primo piano e dove maturò una pittura consapevole, attenta tanto al disegno quanto al colore. Il legame con Brera rimase forte nel tempo, al punto che venne riconosciuta come socia onoraria dell’Accademia, segno della stima di cui godeva nell’ambiente artistico milanese.

    Fin dagli anni Dieci iniziò a partecipare con continuità alle principali esposizioni italiane, imponendosi come una voce autorevole e autonoma. Espose più volte alle Biennali di Venezia e ad altre rassegne nazionali, presentando opere che spaziavano dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alle composizioni di ambiente. La sua pittura si distingueva per una pennellata decisa, per l’uso intenso e vibrante del colore e per una particolare capacità di cogliere l’atmosfera emotiva dei soggetti, senza mai indulgere nel decorativismo fine a se stesso.

    Nel corso della sua vita personale e artistica, il nome con cui firmò le opere mutò seguendo le vicende familiari. Sposata inizialmente con il pittore Glauco Cambon, adottò per un periodo il cognome del marito, con il quale condivise una parte importante del suo percorso umano e creativo. Rimasta vedova nel 1930, in seguito si unì al magistrato Tommaso D’Amico, assumendo definitivamente il nome di Gilda Pansiotti D’Amico, con cui è oggi maggiormente conosciuta.

    Un momento decisivo della sua maturità artistica fu il legame con il Molise, dove trascorse lunghi periodi a partire dalla fine degli anni Trenta. I paesaggi di Duronia e Castropignano, la vita contadina, le figure umili e i ritmi della quotidianità rurale divennero temi centrali della sua pittura. In queste opere la luce si fa più calda, il colore più libero e la composizione più immediata, rivelando una pittura partecipe, intensa e profondamente empatica. La sua attenzione per il mondo rurale non fu mai descrittiva, ma sempre filtrata da uno sguardo sensibile, capace di trasformare la realtà in racconto pittorico.

    Parallelamente all’attività espositiva in Italia, la sua opera fu apprezzata anche all’estero, con mostre personali e collettive in diverse città europee e negli Stati Uniti. Critici e intellettuali del tempo ne sottolinearono la forza espressiva, la coerenza stilistica e l’autonomia del linguaggio, riconoscendole un ruolo significativo in un contesto artistico ancora fortemente dominato da figure maschili.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, dividendosi tra Roma e il Molise, fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1986 a Castropignano.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37,5x44,4 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
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    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 200

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su cartone cm 37,5x36,5 firmato in basso a dx B.Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1800

  • Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 83,5x119 firmato in basso a dx A.Bogoni
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Lotti Lotti
    Autoritratto 4
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Manolo Ruiz Pipo Manolo Ruiz Pipo
    Spagna 1929 - 1999
    Olio su tela cm 35x27,5 firmato in basso a sx Pipo
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su tela cm 59,5x73 firmato in basso a dx A.Garino
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2500

  • Raffaele Pontremoli Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 45x36,5 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx Gino Romiti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 43x59 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a sx L.Rodw
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 53x38 firmato in basso a dx A.Milesi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Lot 11  

    Gentiluomo

    Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Cesena 1857 - 1903
    Olio su tavola cm 29,5x12 firmato al retro Anselmo Gianfanti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Montiano 1857 - Cesena 1903
    Olio su tela cm 34x31 firmato in basso a dx A.Gianfanti
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Tallone Cesare Tallone
    Savona 1853 - Milano 1919
    Olio su tela cm 101x66,5 firmato in basso a dx C.Tallone
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 4000

  • Luigi Bechi Luigi Bechi
    Firenze 1830 - 1919
    Scena famigliare
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Lugano da Cureggia
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500 offerta libera
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 34x38 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx G.Legora
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tela cm 95x150,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 32x20 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 300

  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 38x34 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 57,5x42 firmato in basso a dx Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 35x45 firmato in basso a dx C.Bossone
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Francesco Longo Mancini Francesco Longo Mancini
    Catania 1880 - Roma 1948
    Olio su tela cm 78x62,5 firmato in basso a dx F.Longo Mancini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 34x44 firmato in basso a dx G.Colmo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

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    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 17,5x28 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale. ​
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo. ​
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque. ​
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento. ​

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 49,5x95,5 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 3000

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 51,5x76 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 31

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Glauco Cambon Glauco Cambon
    Trieste 1875 - Biella 1930
    Olio su tela cm 99,5x100 firmato in basso a dx Cambon

    Glauco Cambon nacque a Trieste il 13 agosto 1875, in una famiglia benestante e culturalmente stimolante. Suo padre, Luigi Cambon, era un avvocato e deputato, mentre la madre, Elisa Tagliapietra, era una figura di spicco nei salotti culturali della città.
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    La sua formazione artistica ebbe inizio durante gli anni del liceo classico, ma ben presto abbandonò gli studi scolastici per dedicarsi completamente alla pittura.

    Nel 1892, Cambon si trasferì a Monaco di Baviera, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti. Qui, il suo talento emerse rapidamente: dopo pochi mesi, ottenne una menzione d'onore al concorso di composizione con il dipinto "La Musica". Al termine del suo periodo di studi, nel 1895, tornò a Trieste, dove iniziò la sua carriera artistica partecipando alla seconda Esposizione Internazionale di Venezia. Fu l'inizio di una lunga serie di esposizioni che lo avrebbero visto protagonista della Biennale di Venezia fino al 1924.

    Oltre alla pittura, Cambon si dedicò anche alla cartellonistica pubblicitaria, rivelando una grande versatilità che lo portò a lavorare anche nel campo della grafica. Nonostante gli inviti da parte di Tommaso Marinetti ad aderire al movimento futurista, Cambon preferì restare fedele alla tradizione, ispirandosi a un linguaggio più classico e passato rispetto alle avanguardie del suo tempo.

    Nel 1914 si trasferì a Milano, dove sposò la pittrice Gilda Pansiotti. La sua carriera, segnata da un continuo impegno artistico e da un raffinato approccio pittorico, si concluse tragicamente il 7 marzo 1930, quando morì improvvisamente a Biella, dove si era recato per eseguire un ritratto.

    Le opere di Cambon, che spaziano dal ritratto alla pittura di genere, rimangono testimonianze di un talento che seppe fondere la tradizione pittorica con un linguaggio personale, ricco di eleganza e raffinatezza.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 16x32 firmato in basso a dx A.Visconti

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Lot 12  

    L.

    Lotti Lotti
    L.
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 32x47 firmato in basso a sx A.Landi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1100

  • Roberto Basilici Roberto Basilici
    Roma 1882 - Berlino 1929
    Olio su tela cm 70x70 firmato in basso a dx R.Basilici

    Roberto Basilici è stato un pittore italiano attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la cui produzione si inserisce nel più ampio contesto della pittura figurativa italiana di area romana. La sua figura rimane oggi poco documentata nelle fonti storico-critiche principali, ma le opere a lui attribuite permettono di ricostruire almeno in parte un percorso artistico legato alla tradizione del realismo e alla rappresentazione del quotidiano.
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    Formatosi presumibilmente nell’ambiente artistico romano, Basilici sviluppò un linguaggio pittorico centrato sulla resa immediata del dato reale, con particolare attenzione a soggetti di genere, scene popolari e momenti di vita rurale o urbana. La sua pittura si caratterizza per una costruzione semplice e diretta dell’immagine, in cui il valore narrativo prevale su sperimentazioni formali più complesse, collocandolo in una linea di continuità con quella tradizione figurativa che, tra Otto e Novecento, mantenne saldo il legame con la rappresentazione naturalistica.

    Le poche informazioni disponibili suggeriscono una carriera svolta in ambito italiano, probabilmente senza una forte esposizione internazionale, e una produzione che ha trovato circolazione soprattutto in collezioni private. La mancanza di una bibliografia critica strutturata rende difficile delineare con precisione la sua evoluzione stilistica, ma il corpus delle opere attribuite testimonia una coerenza di fondo e un interesse costante per la rappresentazione della realtà quotidiana.

    Roberto Basilici morì nei primi decenni del Novecento, lasciando un insieme di lavori che, pur non avendo ricevuto ampia attenzione storiografica, contribuiscono a documentare la diffusione capillare della pittura figurativa italiana in ambito minore, al di fuori dei grandi nomi canonici.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 22,5x16,5 firmato in basso a dx G.Sacheri

    Giuseppe Sacheri fu una figura di primo piano nel paesaggismo ligure tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, interprete sensibile e colto di una pittura profondamente legata alla luce, al mare e alla dimensione lirica del paesaggio. Nato a Genova l’8 dicembre 1863, crebbe in un ambiente familiare agiato e culturalmente stimolante, che gli consentì una formazione accurata e numerose occasioni di viaggio, elementi che avrebbero inciso in modo decisivo sulla sua sensibilità artistica.
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    Ancora giovanissimo seguì la famiglia a Ravenna, dove iniziò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Arturo Moradei, maturando fin da subito una chiara inclinazione per l’osservazione del vero e per la resa atmosferica della natura. Iniziň poi la sua formazione superiore a Torino, all’Accademia Albertina, dove frequentò i corsi di Lorenzo Delleani e si inserì in un ambiente particolarmente vivace sul piano culturale ed espositivo. Gli anni torinesi furono fondamentali per la definizione del suo linguaggio: qui si consolidò il suo interesse per il paesaggio, inteso non come semplice veduta descrittiva, ma come spazio emotivo, come occasione di meditazione e di sintesi tra percezione naturale e sentimento interiore.

    Fin dagli esordi, Sacheri mostrò una notevole coerenza di ricerca, dedicandosi con costanza a marine, vedute costiere, scorci di campagna e paesaggi di ampio respiro, in cui la figura umana rimane quasi sempre secondaria rispetto al protagonismo assoluto della natura. Il suo nome si impose con maggiore decisione nel 1892, quando vinse il primo premio al concorso indetto dal Comune di Genova per le celebrazioni colombiane, grazie a un grande dipinto celebrativo dedicato al porto di Genova durante le feste in onore di Cristoforo Colombo. Questo successo gli diede prestigio e visibilità, ma soprattutto rafforzò il suo legame con la città natale, che da quel momento divenne sempre più il centro ideale della sua esperienza pittorica. Il mare ligure, con le sue variazioni luminose, le insenature, i promontori, i porti e le atmosfere mutevoli della costa, divenne infatti il nucleo poetico della sua produzione, tanto da farne uno dei più riconoscibili e apprezzati interpreti della pittura di paesaggio genovese.

    La sua attività si svolse in stretta relazione con l’ambiente artistico ligure, dove fu vicino ai cosiddetti Pittori di Sturla e partecipò attivamente alla vita culturale cittadina, anche attraverso la fondazione, nel 1896, del gruppo degli Amici dell’Arte. Pur mantenendo sempre una posizione autonoma e schiva, fu un artista molto presente nel panorama espositivo italiano e internazionale. Partecipò più volte alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali torinesi e a numerose rassegne in Italia e all’estero, esponendo in città come Monaco di Baviera, Parigi, Dresda, Vienna, Praga, Bruxelles, Buenos Aires e San Francisco. La sua pittura, infatti, seppe incontrare il favore di un pubblico colto e sensibile, attratto dalla sua capacità di fondere rigore formale e vibrazione poetica. In lui non vi è alcuna ricerca di effetto spettacolare o di rottura programmatica: il suo linguaggio si fonda piuttosto su una continuità di visione, su una fedeltà quasi morale alla natura, osservata con partecipazione, silenzio e profondità.

    Un elemento determinante nella maturazione del suo stile fu il viaggio. Sacheri si spostò spesso, sia in Italia sia soprattutto nel Nord Europa, dove soggiornò a lungo e dove entrò in contatto con paesaggi, atmosfere e tradizioni pittoriche diverse da quelle mediterranee. I Paesi Bassi, la Danimarca, la Finlandia e altri territori nordici lasciarono un’impronta importante sulla sua tavolozza, che in certe opere si fa più densa, più raccolta, più incline ai cieli ampi, alle acque immobili, alle terre umide, alle ombre profonde. L’ammirazione per la grande pittura fiamminga e olandese, antica e moderna, contribuì a rafforzare in lui una sensibilità atmosferica e tonale che si tradusse in una pittura di rara finezza, capace di restituire non solo un luogo, ma uno stato d’animo. È proprio questa qualità a distinguere Giuseppe Sacheri da molti paesisti del suo tempo: la natura, nei suoi dipinti, non è mai puro motivo decorativo, ma si fa esperienza interiore, memoria, malinconia, quiete, attesa.

    La sua lunga carriera si sviluppò dunque all’insegna di una costanza espressiva ammirevole. Dalle prime prove accademiche fino agli ultimi anni trascorsi a Pianfei, nel Cuneese, dove si trasferì stabilmente nel 1927, Sacheri rimase fedele a una pittura intimamente poetica, nutrita di osservazione e di sentimento. Anche lontano da Genova, continuò a dipingere e a esporre, trovando nei paesaggi piemontesi nuovi motivi di meditazione, senza mai tradire la propria vocazione di interprete della natura. Morì a Pianfei il 16 ottobre 1950Giuseppe Sacheri fu una figura di primo piano nel paesaggismo ligure tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, interprete sensibile e colto di una pittura profondamente legata alla luce, al mare e alla dimensione lirica del paesaggio. Nato a Genova l’8 dicembre 1863, crebbe in un ambiente familiare agiato e culturalmente stimolante, che gli consentì una formazione accurata e numerose occasioni di viaggio, elementi che avrebbero inciso in modo decisivo sulla sua sensibilità artistica. Ancora giovanissimo seguì la famiglia a Ravenna, dove iniziò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Arturo Moradei, maturando fin da subito una chiara inclinazione per l’osservazione del vero e per la resa atmosferica della natura. Iniziň poi la sua formazione superiore a Torino, all’Accademia Albertina, dove frequentò i corsi di Lorenzo Delleani e si inserì in un ambiente particolarmente vivace sul piano culturale ed espositivo. Gli anni torinesi furono fondamentali per la definizione del suo linguaggio: qui si consolidò il suo interesse per il paesaggio, inteso non come semplice veduta descrittiva, ma come spazio emotivo, come occasione di meditazione e di sintesi tra percezione naturale e sentimento interiore.

    Fin dagli esordi, Sacheri mostrò una notevole coerenza di ricerca, dedicandosi con costanza a marine, vedute costiere, scorci di campagna e paesaggi di ampio respiro, in cui la figura umana rimane quasi sempre secondaria rispetto al protagonismo assoluto della natura. Il suo nome si impose con maggiore decisione nel 1892, quando vinse il primo premio al concorso indetto dal Comune di Genova per le celebrazioni colombiane, grazie a un grande dipinto celebrativo dedicato al porto di Genova durante le feste in onore di Cristoforo Colombo. Questo successo gli diede prestigio e visibilità, ma soprattutto rafforzò il suo legame con la città natale, che da quel momento divenne sempre più il centro ideale della sua esperienza pittorica. Il mare ligure, con le sue variazioni luminose, le insenature, i promontori, i porti e le atmosfere mutevoli della costa, divenne infatti il nucleo poetico della sua produzione, tanto da farne uno dei più riconoscibili e apprezzati interpreti della pittura di paesaggio genovese.

    La sua attività si svolse in stretta relazione con l’ambiente artistico ligure, dove fu vicino ai cosiddetti Pittori di Sturla e partecipò attivamente alla vita culturale cittadina, anche attraverso la fondazione, nel 1896, del gruppo degli Amici dell’Arte. Pur mantenendo sempre una posizione autonoma e schiva, fu un artista molto presente nel panorama espositivo italiano e internazionale. Partecipò più volte alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali torinesi e a numerose rassegne in Italia e all’estero, esponendo in città come Monaco di Baviera, Parigi, Dresda, Vienna, Praga, Bruxelles, Buenos Aires e San Francisco. La sua pittura, infatti, seppe incontrare il favore di un pubblico colto e sensibile, attratto dalla sua capacità di fondere rigore formale e vibrazione poetica. In lui non vi è alcuna ricerca di effetto spettacolare o di rottura programmatica: il suo linguaggio si fonda piuttosto su una continuità di visione, su una fedeltà quasi morale alla natura, osservata con partecipazione, silenzio e profondità.

    Un elemento determinante nella maturazione del suo stile fu il viaggio. Sacheri si spostò spesso, sia in Italia sia soprattutto nel Nord Europa, dove soggiornò a lungo e dove entrò in contatto con paesaggi, atmosfere e tradizioni pittoriche diverse da quelle mediterranee. I Paesi Bassi, la Danimarca, la Finlandia e altri territori nordici lasciarono un’impronta importante sulla sua tavolozza, che in certe opere si fa più densa, più raccolta, più incline ai cieli ampi, alle acque immobili, alle terre umide, alle ombre profonde. L’ammirazione per la grande pittura fiamminga e olandese, antica e moderna, contribuì a rafforzare in lui una sensibilità atmosferica e tonale che si tradusse in una pittura di rara finezza, capace di restituire non solo un luogo, ma uno stato d’animo. È proprio questa qualità a distinguere Giuseppe Sacheri da molti paesisti del suo tempo: la natura, nei suoi dipinti, non è mai puro motivo decorativo, ma si fa esperienza interiore, memoria, malinconia, quiete, attesa.

    La sua lunga carriera si sviluppò dunque all’insegna di una costanza espressiva ammirevole. Dalle prime prove accademiche fino agli ultimi anni trascorsi a Pianfei, nel Cuneese, dove si trasferì stabilmente nel 1927, Sacheri rimase fedele a una pittura intimamente poetica, nutrita di osservazione e di sentimento. Anche lontano da Genova, continuò a dipingere e a esporre, trovando nei paesaggi piemontesi nuovi motivi di meditazione, senza mai tradire la propria vocazione di interprete della natura. Morì a Pianfei il 16 ottobre 1950.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a sx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Leo Masinelli Leo Masinelli
    Modena 1902 - Venezia 1983
    Olio su tela cm 67x49 firmato in basso a sx L.Masinelli

    Leo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.
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    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a VeneziaLeo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.

    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a Venezia.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx B.Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 47,5x75 firmato in basso a sx B.Giuliano
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 57x34 firmato in basso a dx G.Piana
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Tecnica mista su cartone cm 24x34 firmato in basso a dx A.Visconti

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 600

  • Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tela cm 55x80 firmato in basso a dx G.Cavalli

    Giovanni Cavalli nacque a Torino nel 1865 e si spense a Milano il 6 settembre 1932. Allievo di Filippo Carcano, pittore noto per la sua attenzione al paesaggio e alla luce, Cavalli sviluppò uno stile che rifletteva l'influenza del maestro, pur mantenendo una sua personalità artistica distintiva.
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    La sua produzione si concentrò principalmente su paesaggi, con particolare attenzione a vedute costiere e scorci cittadini. Opere come "Scorcio portuale", che ritrae il porto di Genova con la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, testimoniano la sua abilità nel catturare l'atmosfera e la luce dei luoghi rappresentati. Altre sue opere includono "Piccola valle", "Alla marina", "Pioggia", "Viottolo al sole", "Marina", "Viale in pieno sole" e "Fra gli ulivi". ​

    Sebbene meno conosciuto in Italia, Cavalli ottenne riconoscimenti all'estero, partecipando a diverse esposizioni internazionali. Le sue opere sono state vendute in aste internazionali, con prezzi che variano in base alla dimensione e al mezzo utilizzato. Nel 2022, il suo dipinto "Il Porto di Genova" è stato venduto per 2. 111 USD presso Casa d’Aste Santa Giulia. ​

    Giovanni Cavalli morì a Milano nel 1932Giovanni Cavalli nacque a Torino nel 1865 e si spense a Milano il 6 settembre 1932. Allievo di Filippo Carcano, pittore noto per la sua attenzione al paesaggio e alla luce, Cavalli sviluppò uno stile che rifletteva l'influenza del maestro, pur mantenendo una sua personalità artistica distintiva. ​

    La sua produzione si concentrò principalmente su paesaggi, con particolare attenzione a vedute costiere e scorci cittadini. Opere come "Scorcio portuale", che ritrae il porto di Genova con la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, testimoniano la sua abilità nel catturare l'atmosfera e la luce dei luoghi rappresentati. Altre sue opere includono "Piccola valle", "Alla marina", "Pioggia", "Viottolo al sole", "Marina", "Viale in pieno sole" e "Fra gli ulivi". ​

    Sebbene meno conosciuto in Italia, Cavalli ottenne riconoscimenti all'estero, partecipando a diverse esposizioni internazionali. Le sue opere sono state vendute in aste internazionali, con prezzi che variano in base alla dimensione e al mezzo utilizzato. Nel 2022, il suo dipinto "Il Porto di Genova" è stato venduto per 2. 111 USD presso Casa d’Aste Santa Giulia. ​

    Giovanni Cavalli morì a Milano nel 1932.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 51x47,5 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 28

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Firenze 1889 - Cannes 1945
    Olio su cartone cm 23,5x33,5 firmato in basso a dx Pier Focardi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Isola bella, Lago Maggiore

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1500

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22,5 firmato in basso a dx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Anonimo firmato G.M. Anonimo firmato G.M.
    XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12 firmato in alto a dx G.M.

    eof
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su cartone cm 30,5x40 firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 69x55 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx P. Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Luigi Boffa Tarlatta Luigi Boffa Tarlatta
    Rialmosso ( VC ) 1889 - Quittengo ( VC ) 1965
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx LuigiBoffa Tarlatta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 23,5x32 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 46x69 firmato in basso a sx G.Giani
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Hans Maurus Hans Maurus
    Monaco 1901 - Monaco 1942
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Hans Maurus
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Pascolo all'abbeverata
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Studio pittorico
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 98x138 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3500

  • Salvatore Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su cartone cm 25,5x24 firmato in basso a dx L.Postiglione
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 9x15 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Lot 12  

    1918

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Zona di guerra in Albania
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a sx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - 1958
    Olio su tela cm 41x65 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Lot 12  

    1885

    Enrico Gamba Torino 1831 - ivi 1883
    Scolaretta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 43x59 firmato in basso a dx B.Giuliano
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2500

  • Nicola Arduino Nicola Arduino
    Grugliasco (To) 1887 - Torino 1974
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a sx N.Arduino
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 35x54 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 60x46 firmato in basso a sx G.Piana
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tavola cm 29,5x45 firmato in basso a dx F.Filippini
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 6000

  • Tito Conti Tito Conti
    Firenze 1842 - Firenze 1924
    Olio su tela cm 52x42 firmato in basso a dx Tito Conti

    Tito Conti nacque a Firenze nel 1842 e mostrò fin da ragazzo un talento naturale per il disegno. Intorno ai tredici anni entrò all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove ricevette una formazione solida e rigorosa.
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    Nel 1861, ancora giovane, esordì alla Esposizione Nazionale con un dipinto ispirato a Cristoforo Colombo, segno di un precoce interesse per i soggetti storici e letterari.

    Nella prima fase della sua carriera si dedicò infatti a temi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla tradizione classica. Con il tempo però la sua attenzione si spostò verso la pittura di genere, che gli offriva maggiore libertà narrativa. In questo ambito produsse opere ambientate in interni raffinati, popolate da figure eleganti, dame e gentiluomini, servitori, musici e personaggi in costume. I suoi quadri, spesso ricchi di dettagli minuti, riflettono un gusto per l’eleganza, per gli arredi preziosi, per i tessuti, per la definizione accurata dei volti e per la ricostruzione di atmosfere intime e brillanti.

    Conti sviluppò una tecnica precisa e raffinata, caratterizzata da una tavolozza morbida e da una cura minuziosa per ogni elemento dell’immagine. Le sue composizioni, costruite con equilibrio, raccontano piccole storie e momenti di vita quotidiana filtrati attraverso una sensibilità elegante e misurata. Proprio questa combinazione di realismo, grazia e gusto decorativo gli garantì un notevole successo presso la borghesia e l’aristocrazia italiana ed europea.

    Accanto all’attività di pittore svolse anche il ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, contribuendo alla formazione di giovani artisti e alla diffusione di un linguaggio pittorico attento al dettaglio e alla qualità formale.

    Tito Conti morì a Firenze nel 1924.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su tela cm 41x62 firmato in basso a sx G.Ricci

    Guido Ricci fu un pittore italiano dell’Ottocento, tra i più sensibili interpreti del paesaggio lombardo, capace di coniugare osservazione diretta della natura e rigore formale. Nacque a Casorate Primo, in provincia di Pavia, il 6 ottobre 1836 e manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura.
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    La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove assimilò i principi della pittura dal vero e maturò un interesse profondo per la resa atmosferica del paesaggio, sotto l’influenza di un insegnamento che privilegiava il contatto diretto con la natura.

    Il suo esordio pubblico risale ai primi anni Sessanta dell’Ottocento, quando iniziò a partecipare alle esposizioni di Belle Arti, attirando l’attenzione per la freschezza della visione e la sincerità dell’impianto pittorico. I suoi primi lavori, dedicati soprattutto alla vita rurale e ai paesaggi di campagna, rivelavano già una particolare sensibilità per la luce e per l’equilibrio compositivo. Nel corso degli anni Ricci prese parte con continuità alle rassegne artistiche milanesi e nazionali, affermandosi come uno dei paesaggisti più apprezzati del suo tempo.

    La sua pittura si concentrò prevalentemente sui paesaggi della Lombardia e dell’Italia settentrionale: campagne, rive fluviali, pascoli alpini, boschi e scorci montani. A questi soggetti affiancò talvolta marine e scene di vita all’aperto, sempre caratterizzate da un approccio sobrio e meditato. Con il passare del tempo il suo stile si fece più libero e luminoso, abbandonando gradualmente l’impostazione più accademica per una pennellata più sciolta, capace di restituire l’atmosfera mutevole dei luoghi e delle stagioni.

    Ricci lavorò con costanza e dedizione per tutta la vita, mantenendo un legame profondo con la natura e con i luoghi che dipingeva. La sua ricerca non fu mai orientata alla spettacolarità, ma piuttosto alla verità del paesaggio, colto nei suoi aspetti più autentici e quotidiani. Questo atteggiamento gli valse il rispetto dei contemporanei e il favore di collezionisti e istituzioni.

    Morì il 20 agosto 1897 a Gurone, in provincia di Varese.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 29x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Augusto Von Siegen Augusto Von Siegen
    Monaco 1850 - Vienna 1910
    Olio su tavola cm 15,5x31,5 firmato in basso a dx A.Siegen

    Auguste von Siegen fu un pittore di area mitteleuropea attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, noto soprattutto per la qualità delle sue vedute urbane, dei paesaggi architettonici e delle scene di gusto orientalista. Nato a Vienna nel 1850 e morto nel 1910, viene generalmente indicato come artista di cultura tedesca o austro-tedesca, legato ai grandi centri artistici di Monaco e Vienna, nei quali sviluppò la propria sensibilità figurativa e consolidò la propria reputazione.
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    Sebbene le notizie biografiche su di lui non siano abbondanti né sempre perfettamente univoche, la sua figura emerge con chiarezza attraverso la costanza di un linguaggio pittorico raffinato, riconoscibile e assai apprezzato dal mercato antiquario.

    La sua produzione si colloca nel solco del vedutismo europeo ottocentesco, ma con un’impronta personale che unisce precisione descrittiva, gusto atmosferico e una particolare attenzione per il dato architettonico. Von Siegen fu infatti un interprete sensibile degli spazi urbani, delle marine, delle piazze, dei borghi e delle città storiche, affrontati con un taglio spesso limpido e ordinato, capace di restituire insieme il fascino monumentale dei luoghi e la vibrazione della luce. Le sue opere si distinguono per l’accuratezza del disegno, per la nitidezza delle prospettive e per quella pulizia visiva che rende immediatamente leggibili facciate, campanili, canali, moli e scorci di vita cittadina. In questa attenzione minuziosa ai dettagli costruttivi, ma mai fredda o meccanica, si coglie una sensibilità profondamente legata alla tradizione accademica centroeuropea, temperata tuttavia da una vena narrativa e luministica che dona ai dipinti eleganza e piacevolezza.

    Artista viaggiatore, von Siegen trasse ispirazione dai suoi spostamenti in numerose città europee. Le fonti ricordano in particolare soggiorni e interessi rivolti a località della Germania, dell’Olanda e dell’Italia, con una predilezione per Venezia e per Roma, oltre che per vedute di città e paesi dal forte carattere storico. A questo filone si affianca un aspetto particolarmente significativo della sua produzione: l’orientalismo. Durante i suoi viaggi nel Mediterraneo orientale e in area ottomana, soprattutto a Smirne, l’odierna Izmir, egli realizzò infatti opere ispirate ai paesaggi, ai porti e agli ambienti urbani dell’Oriente levantino, aderendo a quella vasta corrente di fascinazione ottocentesca per l’esotico che coinvolse molti artisti europei. Anche in questi soggetti, tuttavia, la sua pittura non si abbandona mai all’enfasi teatrale: prevale piuttosto un interesse per l’architettura, per la struttura dello spazio e per la resa luminosa delle atmosfere.

    Dal punto di vista stilistico, Auguste von Siegen si distingue per una pittura salda e leggibile, fondata su un equilibrio tra rigore costruttivo e resa poetica del paesaggio. Le sue vedute non sono semplici trascrizioni topografiche, ma composizioni pensate con attenzione, nelle quali l’ordine prospettico e la disposizione degli elementi guidano lo sguardo dell’osservatore. L’acqua dei canali o del mare, i riflessi, i cieli limpidi, le architetture descritte con precisione e la presenza discreta della vita umana contribuiscono a creare scene armoniose, spesso animate da una luminosità chiara e cristallina. È proprio questa combinazione di eleganza formale, perizia tecnica e gradevolezza visiva ad aver reso le sue opere particolarmente ricercate in ambito collezionistico.

    Se la sua vicenda biografica rimane oggi in parte sfuggente, la fortuna delle sue opere sul mercato testimonia invece una persistente attenzione verso il suo lavoro. I dipinti di Auguste von Siegen compaiono regolarmente nelle aste e sono apprezzati soprattutto per la qualità decorativa, per il carattere internazionale dei soggetti e per la loro capacità di rappresentare con fascino il gusto europeo della veduta ottocentesca.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tela cm 70,5x95 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 50x30,5 firmato in basso a dx A.Landi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 2
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Paolo Alberto Marchini Paolo Alberto Marchini
    Torino 1929 - 1977
    Olio su masonite cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx P.Marchini
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Pietro Verzetti Vercelli 1886 - Como 1958
    Olio su tela cm 59x39 firmato in basso a dx P.Verzetti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Amos Cassioli Amos Cassioli
    Asciano (Siena) 1832 - Firenze 1891
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in alto a dx A.C.
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Lot 13  

    Tramonto

    Francois Auguste Ravier Francois Auguste Ravier
    Lione 1814 - Morestel 1895
    Olio su tela cm 31,5x22 firmato in basso a dx F.Ravier
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Serafino Verazzi Serafino Verazzi
    Meina (NO) 1875 - Novara 1945
    Olio su tela cm 40x70 firmato in basso a dx S.Verazzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Lot 13  

    Venezia

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Olio su tavola cm 26x21,5 firmato in basso a sx Bologna
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda 1856 - 1915
    Olio su tavola firmato in basso a dx A.Torchi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Barabino Angelo Barabino
    Tortona 1883 - Milano 1950
    Olio su tela cm 24x26 firmato in basso a dx A.B.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Chitto Giuseppe Chitto
    Ferrara 1817 - 1900
    Abside dei Frari Venezia
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Lot 13  

    Le Rose

    Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Le Rose
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x101 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 33x23 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Alessandro La Volpe Alessandro La Volpe
    Lucera 1820 - Roma 1887
    Olio su tela cm 24x35 firmato in basso a dx A.L.Volpe
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2200

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Giovanni Toeschi Giovanni Toeschi
    Italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 84x49 firmato in basso a dx G.Toeschi
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - Pavia 1961
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx A.Tallone
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Coppia firma indecifrata Coppia firma indecifrata
    Italia XIX-XX secolo
    Acquarelli su carta cm 3,5x7 firmato in basso a dx

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 32x22,5 firmato in basso a dx

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Villa Melzi, Lago di Como

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 22x26,5 firmato in basso a sx Sacheri
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 4 - 56

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giovanni Giulio Maria Depetris Giovanni Giulio Maria Depetris
    Torino 1890 - Brescia 1940
    Olio su tela cm 35x49,5 firmato in basso a dx G.Depetris

    Giovanni Giulio Maria Depetris nacque a Torino il 28 luglio 1890 da Bartolomeo e Mossetti Maggiorina. Iniziò la sua formazione artistica presso la Scuola di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
    Clicca per espandere

    Successivamente, proseguì gli studi all'Accademia Albertina di Torino, approfondendo le tecniche pittoriche e sviluppando uno stile personale che lo avrebbe contraddistinto nel panorama artistico del Novecento italiano. ​

    La sua produzione artistica spaziò principalmente tra paesaggi e scene di genere, con una particolare attenzione alla resa luministica e atmosferica. Le sue opere sono caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità che cattura l'essenza dei luoghi e dei momenti rappresentati. Partecipò attivamente alle principali esposizioni artistiche dell'epoca, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti sia in Italia che all'estero. ​

    Nel corso della sua carriera, Depetris collaborò con diverse gallerie e istituzioni culturali, contribuendo alla diffusione dell'arte italiana del Novecento. La sua opera riflette l'evoluzione del gusto e delle tendenze artistiche del periodo, mantenendo sempre una forte identità personale. ​

    Giovanni Giulio Maria Depetris morì a Torino nel 1940Giovanni Giulio Maria Depetris nacque a Torino il 28 luglio 1890 da Bartolomeo e Mossetti Maggiorina. Iniziò la sua formazione artistica presso la Scuola di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione. Successivamente, proseguì gli studi all'Accademia Albertina di Torino, approfondendo le tecniche pittoriche e sviluppando uno stile personale che lo avrebbe contraddistinto nel panorama artistico del Novecento italiano. ​

    La sua produzione artistica spaziò principalmente tra paesaggi e scene di genere, con una particolare attenzione alla resa luministica e atmosferica. Le sue opere sono caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità che cattura l'essenza dei luoghi e dei momenti rappresentati. Partecipò attivamente alle principali esposizioni artistiche dell'epoca, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti sia in Italia che all'estero. ​

    Nel corso della sua carriera, Depetris collaborò con diverse gallerie e istituzioni culturali, contribuendo alla diffusione dell'arte italiana del Novecento. La sua opera riflette l'evoluzione del gusto e delle tendenze artistiche del periodo, mantenendo sempre una forte identità personale. ​

    Giovanni Giulio Maria Depetris morì a Torino nel 1940.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 3
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Vincenzo Ghirardelli Vincenzo Ghirardelli
    Bergamo 1894-1967
    Olio su tela cm 35x45 firmato in basso a sx Ghirardelli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 84x69,5 firmato in alto a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Lot 14  

    Il treno

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16x23 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20,5x16 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Pietro Gaudenzi Pietro Gaudenzi
    Genova 1880 - Anticoli Corrado 1955
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a dx P.Gaudenzi

    Pietro Gaudenzi fu un pittore italiano di grande rilievo nella prima metà del Novecento, noto per la sua raffinata sensibilità figurativa e per la versatilità dei soggetti trattati, che spaziarono dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alla pittura sacra. Nacque a Genova il 18 gennaio 1880, figlio di un musicista, e fin da giovane dimostrò un forte interesse per l’arte.
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    Dopo i primi studi con Felice Del Santo a La Spezia, proseguì la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Cesare Viazzi, approfondendo le tecniche pittoriche e consolidando una solida preparazione accademica.

    Nel 1903 vinse il premio‑pensionato “Duchessa di Galliera”, che gli permise di trasferirsi a Roma, dove visse per cinque anni studiando i grandi maestri del Rinascimento e confrontandosi con la vivace scena artistica della capitale. A Roma entrò in contatto con artisti come Antonio Mancini, Armando Spadini e Francesco Paolo Michetti e sposò Candida Toppi, modella di Anticoli Corrado, con la quale ebbe diversi figli. Le esperienze personali, tra gioie e lutti, influenzarono profondamente il tono e i soggetti della sua pittura, rendendola più intima e riflessiva.

    Nei decenni successivi Gaudenzi consolidò la sua carriera espositiva: partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia e alle principali Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti anche all’estero. Tra le sue opere più note si ricordano scene familiari, maternità, nature morte e lavori di carattere narrativo, tra cui I priori, acquistata dal Comune di Roma per la Galleria d’Arte Moderna. Durante gli anni Trenta la sua pittura si avvicinò ai modi del Novecento Italiano, pur mantenendo un linguaggio chiaro e una forte adesione alla realtà osservata. In questo periodo si dedicò anche a importanti affreschi e pitture sacre, come quelli realizzati per il Castello dei Cavalieri a Rodi.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, pur di fronte al mutamento dei gusti artistici, Gaudenzi continuò a lavorare con passione, assumendo nel 1951 la direzione della Scuola vaticana di mosaico, contribuendo con le sue competenze a decorazioni in diverse chiese italiane. Negli ultimi anni visse ad Anticoli Corrado, borgo amato dagli artisti, dove continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre 1955.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Turulo Luigi Turulo
    1875 Monselice - 1957 Venezia
    Olio su cartone cm 65x64 firmato in basso a sx L.Turulo

    Luigi Turolo nacque a Monselice nel 1875 e si formò come pittore tra il Veneto e Venezia, città nella quale trascorse gran parte della sua vita e dove si spense nel 1957. La sua carriera si sviluppò in un periodo di intensa vitalità artistica, nel quale i linguaggi figurativi oscillavano tra tradizione e modernità.
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    In questo contesto Turolo costruì un percorso personale, discreto ma costante, che lo portò a esporre in alcune importanti rassegne nazionali, in particolare mostre milanesi del primo Novecento.

    La sua produzione comprende paesaggi, nudi e scene intime. Nei paesaggi emerge una sensibilità attenta alla luce e alle atmosfere serene: campi, colline, specchi d’acqua e scorci rurali sono rappresentati con equilibrio cromatico e un senso di quiete che restituisce la semplicità del mondo naturale. Nei nudi e nelle figure femminili la sua pittura si fa più morbida e raccolta, con una resa delicata dei volumi e una ricerca di armonia nelle pose. Anche le scene di vita quotidiana, a volte ambientate in interni, riflettono un gusto per la compostezza, per il silenzio e per un realismo misurato.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Renica Giovanni Renica
    Montirone 1808 - Brescia 1884
    Olio su tela cm 35x47,5 firmato in basso a dx G.Renica
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su cartone cm 16,5x24 firmato in basso a sx G.Piana
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tela cm 47x41 firmato in basso a dx C.Ciani
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su cartone cm 18x24 firmato in basso a sx Casanova

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tavola cm 38x53 firmato in basso a sx Giulio Boetto

    Giulio Boetto è nato a Torino il 13 febbraio 1894, crescendo in un periodo di profondi cambiamenti e trasformazioni del XX secolo. La sua formazione artistica è avvenuta presso l'Accademia Albertina di Torino, rinomata istituzione frequentata da molti artisti emergenti dell'epoca.
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    Il pittore ha fatto il suo esordio nel 1919 presso una delle esposizioni più significative di Torino, la Quadriennale. Da questo momento in poi, Boetto ha presentato una serie di opere, principalmente incentrate sul paesaggio e la natura. La sua particolare attenzione è rivolta alle campagne piemontesi, con una predilezione per le zone di Saluzzo, che hanno ispirato molti dei suoi dipinti più noti.

    Tra i temi prediletti di Boetto figurano le scene di paese e di piazza, evidenziando la sua abilità nel rappresentare soggetti semplici ma incisivi, che sottolineano la sua tradizione paesaggistica. Le opere di Boetto sono state esposte in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Genova, Firenze e Venezia, ma ha ottenuto riconoscimenti anche all'estero, soprattutto a Londra e Barcellona.

    Gli appassionati delle sue opere possono ammirare alcuni dei suoi dipinti nei musei piemontesi, con una presenza significativa a Torino presso la Galleria d’Arte Moderna e a Saluzzo, nel Museo Civico. Boetto ha ricevuto anche l'apprezzamento del pubblico con varie mostre dedicate a Saluzzo, anche negli anni più recenti.

    Giulio Boetto si spense a Torino il 6 aprile 1967, lasciando un'eredità artistica che continua a essere apprezzata e esibita in diverse istituzioni culturali.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2200
    Base Asta:
    € 700

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 20x29,5 firmato in basso a dx O.Sogaro

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 24x29 firmato in basso a sx L.Ajmone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Agustin Salinas Teruel Agustin Salinas Teruel
    Zaragoza (Spagna) 1861 - Roma 1915
    Lago Maggiore

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Luigi Bianchi Luigi Bianchi
    Milano 1827 - 1914
    Olio su tela cm 33,5x25 firmato in basso a dx L. Bianchi

    Luigi Bianchi nacque a Milano il 30 dicembre 1827. In gioventù intraprese gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Pavia, ma fu costretto a interromperli per partecipare alle guerre di indipendenza, un periodo che segnò profondamente la sua vita.
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    Dopo queste esperienze, si dedicò interamente alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre maestro Francesco Hayez. Questa solida preparazione gli permise di sviluppare una tecnica pittorica raffinata, che lo portò a distinguersi come ritrattista e pittore di scene di genere e di costume.

    Nel 1861, il suo dipinto "Alla vigilia della liberazione" ottenne un importante riconoscimento, venendo premiato e acquistato dal Principe di Carignano. L'anno successivo, nel 1877, l'opera "Un Carnevale a Roma" fu venduta a Parigi, mentre "La benedizione dei fanciulli" divenne un affresco per la chiesa parrocchiale di Carate Brianza, un ulteriore segno della sua affermazione nel panorama artistico dell'epoca.

    Le opere di Luigi Bianchi sono apprezzate per la loro sapienza cromatica e disegnativa, che cattura con maestria scene di vita quotidiana, tanto in interni quanto in esterni. La sua capacità di rappresentare la contemporaneità, unita alla profondità psicologica dei suoi soggetti, ha reso i suoi lavori particolarmente ammirati. Bianchi morì a Milano il 14 novembre 1914, lasciando un'importante eredità nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 24x37 firmato in basso a dx L.D.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giovanni Lentini Giovanni Lentini
    Palermo 1882 - Milano 1948
    Olio su tela cm 93,5x140,5 firmato in basso a dx G.Lentini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano BO 1889 Torino 1957
    Olio su tavola cm 41,5x50 firmato in basso a dx Giuseppe Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Achille Vianelli Achille Vianello
    Porto Maurizio 1803 - Benevento 1894
    Acquarello su carta cm 24,5x,42,5 firmato in basso a sx Vianello
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 34x29 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Olio su tela cm 67x88,5 firmato in basso a dx Reycend
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giordano Felice Giordano Felice
    Napoli 1880 - Capri 1964
    Olio su tela cm 65x99 firmato in basso a dx Giordano Felice
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Vindizio Nodari Pesenti Vindizio Nodari Pesenti
    Medole 1879 - Mantova 1961
    Olio su cartone cm 49x57 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Il Monte San Salvatore Lago di Lugano
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Una fuga di ladri
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 49,5x90 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30,5 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Lot 14  

    1926

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Carnevale
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 48x60 firmato in basso a dx
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 115x82 firmato in basso a sx G. Sottocornola
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
  • Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a sx Giacomo Moretti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Boffa Tarlatta Rialmosso 1889 - 1965
    Olio su cartone cm 25,5x34 firmato in basso a sx Boffa.T
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 82,5x123 firmato in basso a dx S.Ferraris
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 42x43,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 20,5x28,5 firmato no
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Augusto Levis Giuseppe Augusto Levis
    Chiomonte (TO) 1873 - Racconigi ( CN) 1926
    Olio su tavola cm 44,5x31 firmato in basso a sx G.Levis
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Ademollo Carlo Ademollo
    Firenze 1824 - 1911
    Olio su tela cm 78x50 firmato in basso a dx C.Ademollo
    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 1500

  • Alberto Cecconi Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a sx A.Cecconi

    Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica.
    Clicca per espandere

    Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    otm cm 16x16 firmato in basso a sx S.Allason
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 350

  • Alfonso Muzii Alfonso Muzii
    Castellammare Adriatico (PS) 1856 - Pescara 1946
    Olio su tela cm 31x48 firmato in basso a sx A.Muzii

    Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.
    Clicca per espandere



    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
    Clicca per espandere

    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1200

  • Verdiano Quigliati Verdiano Quigliati
    Novara 1915 - Domodossola (VB) 2009
    Olio su tela cm 45x54 firmato in basso a dx V.Quigliati
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Connessioni 6
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga (VB) 1954
    Olio su tavola cm 40x34,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx A.Tallone
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Adolfo Polaroli Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Lot 15  

    Paesaggio

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13x30 firmato in basso a dx L.Gioli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Cacciatori sul Cervino
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Lot 15  

    1948

    Achille Parachini Achille Parachini
    Torino 1888-1970
    Frazione di Ghigo ( Prali Torino )
    STIMA:
    min € 400 - max € 600
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 37,5x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 88x61 firmato in basso a sx B.Giuliano
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 7000

  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Nudo Orientale
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Giovanni Battista Lelli Giovanni Battista Lelli
    Milano 1827 - 1887
    Veduta di Omegna (lago d'Orta)
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 39,5x50 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Agazzi Carlo Agazzi
    Milano 1870 - Milano 1922
    Olio su tela cm 45x80 firmato in basso a dx Carlo Agazzi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx S.Ferraris
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tavola cm 52x58 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 30,5x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Vincenzo Volpe Vincenzo Volpe
    Grottaminarda (AV) 1855 - Napoli 1929
    Spensieratezze
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su cartone cm 31x40 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Il venditore lungo il Naviglio a Milano

    Alfredo Scocchera, nato nel 1887 a Baselice, in provincia di Benevento, fu un pittore italiano che si distinse per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato dall’uso di pennellate pastose e rapide, che gli permisero di catturare con grande efficacia paesaggi e vedute cittadine. Si formò artisticamente prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia e successivamente alla Scuola di Arti Decorative e Industriali di Firenze, esperienza che gli permise di sviluppare una solida preparazione tecnica.
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    Nel 1921 si trasferì a Milano, dove intraprese una carriera artistica che lo portò a partecipare attivamente alle mostre organizzate dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Le sue opere ebbero un buon riscontro, tanto che Scocchera allestì diverse esposizioni personali in gallerie prestigiose, tra cui la Galleria Micheli nel 1928 e nel 1932, la Galleria Bolzani nel 1945 e la Galleria Ranzini nel 1952.
    Tra le sue opere più note, spicca "La filatrice" del 1934, un dipinto che raffigura una donna anziana intenta a filare in un interno popolare, oggi conservato presso la Pinacoteca di Varese. Un altro lavoro significativo è "Il Naviglio di Via Senato" (1927), che si trova nella collezione della Fondazione Cariplo. Il suo stile, pur mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica, riuscì a esprimere una visione personale e moderna della realtà milanese.
    Alfredo Scocchera morì a Milano il 25 gennaio 1955.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 57x82 firmato in basso a dx Emilio Borsa datato 84

    Emilio Borsa nacque a Milano il 6 maggio 1857 e morì a Monza l'11 ottobre 1931. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato all'arte, era figlio di Paolo Borsa, professore di disegno, e di Regina Bianchi, sorella del pittore Mosè Bianchi.
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    Fin da giovane, ricevette i suoi primi insegnamenti artistici dal padre e dallo zio, per poi frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre pittore Francesco Hayez.

    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi, scene di genere e ritratti, caratterizzati da una pennellata ampia e da una tavolozza di colori smorzati. La sua abilità nel rappresentare la natura con grande sensibilità gli permise di ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 e il Premio Principe Umberto nel 1901 con il dipinto Foglie morte. Le sue opere furono esposte in diverse città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, e Buenos Aires, ottenendo l'apprezzamento di critici e collezionisti.

    Tra le sue opere più importanti si trovano Bosco d'estate, conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Bosco, esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Molte sue tele sono tuttavia conservate in collezioni private, rendendole meno accessibili al pubblico. Oggi, Emilio Borsa è ricordato come uno dei pittori italiani di rilievo del XIX secolo, capace di catturare l'anima della natura e della vita quotidiana con grande maestria.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1400

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Amedeo Bianchi Amedeo Bianchi
    Rovigo 1882 - Venezia 1949
    Olio su tavola cm 30x36 firmato in basso a dx A.Bianchi

    Amedeo Bianchi nacque a Badia Polesine nel 1882 e morì a Venezia nel 1949. Allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino, Bianchi si distinse come ritrattista e paesaggista.
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    Nel 1913, durante un soggiorno a Catania, ebbe l'opportunità di ritrarre lo scrittore Giovanni Verga. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia, contribuendo al panorama artistico dell'epoca.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a sx G.Sobrile

    Giuseppe Sobrile nacque a Torino il 13 maggio 1879 e morì a Forno Alpi Graie nel 1956. Si formò all'Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Pier Celestino Gilardi e Giacomo Grosso, sviluppando una solida tecnica pittorica.
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    Nel corso della sua carriera, Sobrile si distinse per la rappresentazione di paesaggi alpini, scorci rustici e nature morte, con particolare attenzione ai fiori di campo. La sua pittura si caratterizzò per l'uso di tonalità delicate e una resa luminosa dei soggetti. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui l'Esposizione Italiana di Londra nel 1904, dove presentò l'opera "Mother". Nel 1992, una retrospettiva a lui dedicata fu allestita presso la Mole Antonelliana di Torino.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Frattura
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

  • Pio Ramponi Pio Ramponi
    Vocogno 1929 - 2018
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx P.Ramponi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 71x120 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Alfonso Hollaender Alfonso Hollaender
    Ratisbona 1845 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 26x20 firmato in basso a dx A.Hollaender

    Alfonso Hollaender fu un pittore di origine tedesca naturalizzato italiano, attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la cui vicenda artistica si intreccia profondamente con l’ambiente figurativo toscano e, in particolare, con la cultura della Firenze postmacchiaiola. Nato a Ratisbona, in Baviera, nel 1845, e morto a Firenze nel 1923, Hollaender rappresenta una figura di notevole interesse nel panorama della pittura italiana del tempo: pur provenendo da una formazione mitteleuropea, seppe infatti assimilare con sensibilità personale il linguaggio del naturalismo toscano, facendo dell’Italia non solo la propria patria d’adozione, ma anche il luogo in cui maturò pienamente la sua identità artistica.
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    Dopo aver compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Berlino, dove espose le sue prime opere già nel 1868, Hollaender scelse di trasferirsi in Italia nel 1870, in un momento storico segnato dalle tensioni europee e, in particolare, dallo scoppio della guerra franco-prussiana. Quello che inizialmente poteva apparire come un soggiorno temporaneo si trasformò invece in una scelta di vita definitiva: stabilitosi a Firenze, egli vi rimase fino alla morte, ottenendo anche la cittadinanza italiana nel 1872. Questo radicamento non fu soltanto anagrafico o geografico, ma soprattutto culturale e spirituale. Hollaender trovò infatti nella Toscana un ambiente congeniale, ricco di stimoli artistici e di suggestioni paesaggistiche, che ne orientarono in modo decisivo la pittura.

    Giunto a Firenze quando l’esperienza più eroica del Caffè Michelangiolo era ormai conclusa, Hollaender entrò comunque in contatto con l’eredità viva dei Macchiaioli e con alcuni dei loro protagonisti, in particolare con maestri come Silvestro Lega e Telemaco Signorini, dai quali ricevette incoraggiamento verso lo studio dal vero e verso un’osservazione attenta e sincera della realtà. Pur non appartenendo in senso stretto alla generazione storica della “macchia”, ne assorbì alcuni elementi essenziali, reinterpretandoli in una maniera del tutto personale: una pennellata più sintetica e immediata, una predilezione per la luce naturale, il gusto per gli scorci colti con freschezza e un’attenzione concreta alla vita quotidiana, lontana da ogni enfasi accademica.

    La sua produzione si caratterizza per una notevole varietà di soggetti, ma anche per una coerenza di sguardo. Hollaender fu infatti autore di paesaggi, marine, vedute urbane, scene agresti, ritratti e soprattutto celebri interni di chiesa, che costituiscono uno dei nuclei più riconoscibili e apprezzati della sua opera. Le sue tele dedicate agli ambienti sacri rivelano una particolare fascinazione per la liturgia e per l’atmosfera raccolta delle navate, dei cori, degli altari illuminati, dei confessionali e delle figure dei fedeli colte in momenti di preghiera o di raccoglimento. In queste opere emerge una sensibilità quasi intimista, capace di trasformare lo spazio religioso in un luogo di silenzio, luce e umanità quotidiana. Accanto a questi soggetti, Hollaender dipinse con grande partecipazione anche marine toscane e liguri, scorci veneziani, paesaggi rurali e scene di vita popolare, sempre animati da una pittura sciolta, luminosa e sincera.

    La sua attività espositiva fu costante e significativa. Partecipò regolarmente alle mostre della Promotrice fiorentina a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, presentando opere che testimoniano bene l’ampiezza dei suoi interessi: vedute, interni, scene di devozione, paesaggi costieri e figure. Tra i titoli ricordati dalle fonti figurano opere come Mare calmo, Interno di chiesa, Veduta di Venezia, La confessione, Vecchio marinaio, Or San Michele, Crepuscolo, Burrasca, Sestri Levante, Due chierici e Il coro di Santa Maria. Fu presente anche in esposizioni milanesi e genovesi, segno di una reputazione che oltrepassava l’ambito esclusivamente fiorentino. Nel 1917 gli fu dedicata anche una mostra personale presso la Galleria Geri di Milano, mentre una delle sue ultime partecipazioni documentate risale alla Fiorentina Primaverile del 1922, poco prima della scomparsa.

    Dal punto di vista stilistico, Hollaender si colloca in una posizione interessante tra tradizione accademica e naturalismo moderno. Alla solidità della formazione tedesca unì infatti una libertà esecutiva sempre più vicina al clima toscano di fine secolo, senza tuttavia perdere una certa compostezza costruttiva. Le sue opere mostrano una pennellata rapida ma controllata, una resa luminosa attenta agli effetti atmosferici e una predilezione per i toni sobri, spesso capaci di restituire con immediatezza l’umidità delle marine, la penombra vibrante degli interni sacri o il carattere autentico dei paesaggi italiani. Non vi è in lui il gesto sperimentale dell’avanguardia, ma piuttosto una fedeltà profonda al vero, filtrata da un sentimento lirico e da una sensibilità discreta. Proprio questa misura, unita alla sincerità del suo sguardo, costituisce il fascino duraturo della sua pittura.

    Anche sul piano della memoria collezionistica, Alfonso Hollaender ha lasciato tracce importanti. Le fonti ricordano che alla città di Firenze lasciò un nucleo consistente di opere, mentre presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano è segnalata la presenza del dipinto Canal Grande a Venezia. Il mercato antiquario continua a registrare con regolarità la comparsa dei suoi lavori, segno di un interesse costante verso una produzione che unisce piacevolezza visiva, qualità tecnica e un saldo inserimento nella tradizione del realismo toscano tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 39x32 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lot 16  

    Studio

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Acquarello su carta cm 16,5x10,5 firmato in basso a dx Spadini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 69,5x100 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Olio su tela cm 160x98 firmato in alto a dx C.Laurenti
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 4000

  • Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 23,5x31 firmato in basso a dx A.Rizzi
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x38

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1300

  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 33,5x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti

    Emo Mazzetti nacque a Treviso nel 1870 e morì a Venezia nel 1955. Dopo aver studiato agricoltura a Schio e Varese, si trasferì a Venezia nel 1897 per dedicarsi alla pittura.
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    La sua arte si concentrò principalmente su paesaggi e nature morte, con una particolare predilezione per scene che ritraevano la laguna veneziana e le Dolomiti. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui la Biennale di Venezia, e sono conservate in collezioni pubbliche e private.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 6x17,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano, Svizzera 1853 - 1923
    Il bacio

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

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    min € 20000 - max € 25000
    Base Asta:
    € 6000

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 21,5x17 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Bettinelli Luigi Bettinelli
    Bergamo 1824 - 1892
    Olio su cartone cm 13x16 firmato in basso a sx Bettinelli

    Luigi Bettinelli nacque a Bergamo il 25 ottobre 1824 e morì nella stessa città il 20 giugno 1892. Allievo dell'Accademia Carrara a partire dal 1841, studiò pittura sotto la guida del bergamasco Pietro Ronzoni.
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    Su suggerimento del maestro, si recò a Roma tra il 1857 e il 1862 per approfondire lo studio delle antichità. Durante il soggiorno romano, abitò in via dei Greci e strinse amicizia con il pittore conterraneo Enrico Coghetti.

    Nel 1861, Bettinelli partecipò all'Esposizione Italiana di Firenze, entrando in contatto con la scena artistica nazionale. Questo incontro influenzò la sua evoluzione stilistica, spingendolo a dedicarsi alla pittura en plein air e a rappresentare la natura con maggiore immediatezza. Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove rimase colpito dalle opere di artisti come Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Théodore Rousseau. Questa esperienza rafforzò il suo interesse per la pittura naturalista e per la rappresentazione diretta della realtà.

    Tra il 1870 e il 1912, le opere di Bettinelli furono esposte in diverse mostre collettive in città come Parma, Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia e Bologna, ottenendo riconoscimenti come la medaglia d'argento alla Mostra Italiana di Arti Belle di Parma nel 1870 e la medaglia d'oro all'Esposizione d'Arte Sacra di Roma nel 1883. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di una formazione accademica ufficiale, Bettinelli riuscì a ritagliarsi un posto significativo nel panorama artistico dell'epoca, influenzando le generazioni future di pittori bolognesi.

    La sua arte si caratterizza per un realismo profondo e una rappresentazione autentica della natura, lontana dalle convenzioni accademiche. La sua solitudine esistenziale e la ricerca di una connessione genuina con il mondo naturale emergono chiaramente nelle sue opere, rendendolo una figura distintiva nel panorama artistico dell'Ottocento italiano.

    Luigi Bettinelli è sepolto nella tomba di famiglia nella sala della Madonna delle Assi della Certosa di Bologna.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x30 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 64x46,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx C.Musso
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    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

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    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888-1964
    Olio su tela cm 48x74 firmato in basso a dx Fausto Pratella
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tela cm 100x50 firmato in basso a dx Bo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 100x85,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano (BS) 1896 - Gardone Riviera (BS) 1962
    Olio su cartone cm 49,5x69,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Mario Tantardini Mario Tantardini
    Tavellasco (Co) 1887 - ?
    Olio su tavola cm 47,5x63 firmato in basso a sx M.Tantardini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Lot 16  

    Amore

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Amore
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    min € 12000 - max € 14000 offerta libera
  • Lot 16  

    1864

    Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    Grande Mulette sul Monte Bianco (Grands Mulets)
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Giovanni Battista Ciolina Giovanni Battista Ciolina
    Toceno 1870 - 1955 (Verbano-Cusio-Ossola)
    Olio su tela cm 72x88 firmato in basso a dx G.B. Ciolina
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    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21,5x38 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su tela cm 27,5x75 firmato in basso a sinistra G.F.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Lot 16  

    1902

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Alta val d'Aosta
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lot 16  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 23,5x63,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 9x15 firmato in basso a sx F.Andreotti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Casimiro Ottone Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su cartone cm 23x31 firmato in basso a dx C8
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 68x121 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su tavola cm 29x36,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia
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    min € 500 - max € 600
  • Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Giornata estiva
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx F.Netti
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    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    1872 - 1931
    Olio su tela cm 43x56,5 firmato in basso a dx V.Carniel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

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    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx Spadini
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    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 30,5x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

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    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su tavola cm 27x44,5 firmato in basso a sx C.Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
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    € 200

  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 35x26 firmato in basso a sx A.ViscontiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 150x110 firmato in basso a dx E.Gignous

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tela cm 29x39 firmato in basso a dx G.Menozzi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Studio di fiore
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 900

  • Mario Ornati Vigevano 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 41x34,5 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giovanni Lessi Giovanni Lessi
    Firenze 1852 - 1922
    Olio su tela cm 7,5x13,5 firmato in basso a sx Gio. Lessi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Lot 17  

    Pascoli

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 37,5x53,5 firmato in basso a sx G.Buscaglione
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 34,5x50 firmato in basso a dx MorettiFoggia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Giovanni Battista Quadrone Giovanni Battista Quadrone
    Mondovi' 1844 - Torino 1898
    Olio su tela applicata cm 18x26,8 firmato in basso a sx G.Quadrone
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21x37 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su tela cm 59x34 firmato in basso a dx A.Oberto
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    La cima del Monte Bianco
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Lot 17  

    Bel viso

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Bel viso
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 140x50 ( difetti )firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Elena Giuseppe Elena
    Codogno 1801 - Milano 1867
    Olio su tela cm 104,5x84,5 firmato in basso a dx G.Elena
    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tavola cm 96x47 firmato in basso a dx Bo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Ferdinando Silvani Ferdinando Silvani
    1823 - 1899
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx Silvani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x37 firmato in basso a dx L.Raymond

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 36x30,5 firmato in basso a sx F.Vellan
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su cartone cm 49x37 firmato in basso a sx A.Milesi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x34,5 firmato in basso a sx Ercole Garavaglia
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in basso a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede Lomellina (PV) 1881 - Portofino (GE) 1941
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a sx G.Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 13x30,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova 1872 - Treviso 1924
    Fiori
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Achille Formis Befani Achille Formis Befani
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 57,5x36,5 firmato in basso a dx Befani

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Studio con fiore 2
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tela cm 29x39 firmato in basso a sx G.Menozzi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Eugenio Perego Eugenio Perego
    Milano 1876 - Roma 1944
    Olio su tela cm 64,5x51 firmato in basso a sx Perego

    Eugenio Perego (Milano, 1876 – Roma, 1944) è stato un regista e sceneggiatore italiano attivo soprattutto nel periodo del cinema muto, figura significativa della prima stagione dell’industria cinematografica nazionale. La sua attività si sviluppò a partire dagli anni Dieci del Novecento, quando il cinema italiano stava conoscendo una rapida espansione e una progressiva strutturazione produttiva.
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    Formatosi inizialmente come soggettista e riduzionista per alcune case cinematografiche del Nord Italia, Perego avviò la sua carriera alla Milano Film, dove maturò le competenze che lo portarono rapidamente alla regia. In seguito lavorò anche per altre produzioni, tra cui realtà torinesi e romane, contribuendo alla realizzazione di numerosi film in un’epoca in cui il linguaggio cinematografico era ancora in piena definizione.

    Un momento centrale della sua carriera fu il periodo trascorso a Napoli, dove collaborò con la Lombardo Film e realizzò diversi film interpretati da Leda Gys, una delle dive più note del cinema muto italiano. Questa collaborazione segnò una fase particolarmente intensa della sua produzione, caratterizzata da opere di genere prevalentemente comico e drammatico leggero, in linea con i gusti del pubblico dell’epoca.

    Nel corso degli anni Dieci e Venti, Perego firmò una filmografia piuttosto ampia, che comprende titoli come Il ciclone, Così è la vita e Il padrone delle ferriere, mostrando una versatilità che gli consentì di adattarsi alle esigenze narrative e produttive del cinema muto. Il suo lavoro si inserisce pienamente nel contesto della nascente industria cinematografica italiana, contribuendo alla diffusione del linguaggio filmico prima dell’avvento del sonoro.

    Con il progressivo declino del cinema muto e le trasformazioni dell’industria cinematografica, la sua attività si ridusse fino a interrompersi alla fine degli anni Venti. Eugenio Perego morì a Roma nel 1944.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1800

  • Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su cartone cm 30x15 firmato in basso a dx Argenter

    Joaquim de Miró y Argenter fu un pittore spagnolo di origine catalana, considerato uno dei principali esponenti della scuola luminista di Sitges, attiva tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Nato a Sitges il 3 febbraio 1849, proveniva da una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi all’arte con libertà, sviluppando sin dalla giovinezza una sensibilità per il paesaggio e per le atmosfere quotidiane.
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    Sebbene in parte autodidatta, ricevette anche l’insegnamento di pittori locali, tra cui Arcadi Mas i Fondevila, e collaborò alla decorazione del Casino Prado Suburense, centro culturale di Sitges che contribuì alla formazione della comunità artistica luminista.

    La sua produzione si caratterizza per l’attenzione alla luce mediterranea, alle marine, ai paesaggi rurali, agli orti, ai masi e alle scene di vita locale, rappresentati con una tavolozza luminosa e composizioni equilibrate. Le sue opere documentano la vita e l’ambiente di Sitges tra Ottocento e Novecento, celebrando al contempo il legame tra natura, tradizione e cultura locale. Tra i lavori più significativi si ricordano La malvasia (1895), oggi conservata al Museu Cau Ferrat di Sitges, e numerose vedute urbane e rurali che testimoniano la sua fedeltà al vero osservato dal vivo.

    Miró y Argenter partecipò a concorsi e mostre a Barcellona e nelle città vicine, ottenendo riconoscimenti e premi, pur mantenendo il proprio radicamento a Sitges. La sua opera ebbe influenza anche sulle generazioni successive, tra cui il celebre nipote Joaquim Sunyer, figura di spicco del movimento noucentista. La pittura di Miró y Argenter coniuga rigore osservativo e sensibilità poetica, rendendo vivi paesaggi e scene quotidiane attraverso la luce, il colore e la composizione. Morì nella sua città natale il 18 febbraio 1914Joaquim de Miró y Argenter fu un pittore spagnolo di origine catalana, considerato uno dei principali esponenti della scuola luminista di Sitges, attiva tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Nato a Sitges il 3 febbraio 1849, proveniva da una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi all’arte con libertà, sviluppando sin dalla giovinezza una sensibilità per il paesaggio e per le atmosfere quotidiane. Sebbene in parte autodidatta, ricevette anche l’insegnamento di pittori locali, tra cui Arcadi Mas i Fondevila, e collaborò alla decorazione del Casino Prado Suburense, centro culturale di Sitges che contribuì alla formazione della comunità artistica luminista.

    La sua produzione si caratterizza per l’attenzione alla luce mediterranea, alle marine, ai paesaggi rurali, agli orti, ai masi e alle scene di vita locale, rappresentati con una tavolozza luminosa e composizioni equilibrate. Le sue opere documentano la vita e l’ambiente di Sitges tra Ottocento e Novecento, celebrando al contempo il legame tra natura, tradizione e cultura locale. Tra i lavori più significativi si ricordano La malvasia (1895), oggi conservata al Museu Cau Ferrat di Sitges, e numerose vedute urbane e rurali che testimoniano la sua fedeltà al vero osservato dal vivo.

    Miró y Argenter partecipò a concorsi e mostre a Barcellona e nelle città vicine, ottenendo riconoscimenti e premi, pur mantenendo il proprio radicamento a Sitges. La sua opera ebbe influenza anche sulle generazioni successive, tra cui il celebre nipote Joaquim Sunyer, figura di spicco del movimento noucentista. La pittura di Miró y Argenter coniuga rigore osservativo e sensibilità poetica, rendendo vivi paesaggi e scene quotidiane attraverso la luce, il colore e la composizione. Morì nella sua città natale il 18 febbraio 1914.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Carozzi Giuseppe Carozzi
    MIlano 1864-1938
    Olio su cartone cm 50x79,5 firmato in basso a dx G.Carozzi

    Giuseppe Carozzi nacque a Milano il 29 giugno 1864 e sin da giovane manifestò una spiccata attitudine per la pittura, coltivata parallelamente agli studi classici e universitari. Dopo aver frequentato il liceo Beccaria e aver intrapreso studi in medicina e giurisprudenza, decise di dedicarsi completamente all’arte, affascinato dai paesaggi osservati nei musei e dalla pittura di Antonio Fontanesi.
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    A Milano entrò in contatto con artisti come Leonardo Bazzaro e Filippo Carcano, consolidando la propria formazione e partecipando alle prime esposizioni della Società Promotrice delle Belle Arti, dove fin da giovane si fece notare per la sensibilità e la qualità del disegno.

    Carozzi sviluppò una carriera poliedrica che lo portò a esporre regolarmente alla Triennale di Brera e alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione del 1895, partecipando anche a mostre all’estero, tra cui Monaco di Baviera, Berlino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la capacità di rappresentare la natura con fedeltà e poesia. La sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio: lagune, montagne, scene agresti e scorci urbani, resi con cura della luce, dei riflessi e delle atmosfere, in cui traspariva una profonda partecipazione emotiva al vero. Accanto ai paesaggi, Carozzi affrontò anche soggetti intimisti e effetti di luce particolari, come vedute notturne, innevate e sul mare, dimostrando una costante attenzione al mutare delle stagioni e all’armonia dei colori.

    Attivo anche nella vita culturale milanese, nel 1900 fu nominato direttore della Famiglia artistica di Milano e organizzò importanti esposizioni, promuovendo la pittura lombarda e contribuendo al fermento artistico della città. Nel primo dopoguerra continuò a dipingere, ispirandosi ai paesaggi alpini e alle atmosfere naturali che lo avevano accompagnato fin dall’inizio della carriera. Giuseppe Carozzi morì a Montecarlo il 17 febbraio 1938Giuseppe Carozzi nacque a Milano il 29 giugno 1864 e sin da giovane manifestò una spiccata attitudine per la pittura, coltivata parallelamente agli studi classici e universitari. Dopo aver frequentato il liceo Beccaria e aver intrapreso studi in medicina e giurisprudenza, decise di dedicarsi completamente all’arte, affascinato dai paesaggi osservati nei musei e dalla pittura di Antonio Fontanesi. A Milano entrò in contatto con artisti come Leonardo Bazzaro e Filippo Carcano, consolidando la propria formazione e partecipando alle prime esposizioni della Società Promotrice delle Belle Arti, dove fin da giovane si fece notare per la sensibilità e la qualità del disegno.

    Carozzi sviluppò una carriera poliedrica che lo portò a esporre regolarmente alla Triennale di Brera e alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione del 1895, partecipando anche a mostre all’estero, tra cui Monaco di Baviera, Berlino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la capacità di rappresentare la natura con fedeltà e poesia. La sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio: lagune, montagne, scene agresti e scorci urbani, resi con cura della luce, dei riflessi e delle atmosfere, in cui traspariva una profonda partecipazione emotiva al vero. Accanto ai paesaggi, Carozzi affrontò anche soggetti intimisti e effetti di luce particolari, come vedute notturne, innevate e sul mare, dimostrando una costante attenzione al mutare delle stagioni e all’armonia dei colori.

    Attivo anche nella vita culturale milanese, nel 1900 fu nominato direttore della Famiglia artistica di Milano e organizzò importanti esposizioni, promuovendo la pittura lombarda e contribuendo al fermento artistico della città. Nel primo dopoguerra continuò a dipingere, ispirandosi ai paesaggi alpini e alle atmosfere naturali che lo avevano accompagnato fin dall’inizio della carriera. Giuseppe Carozzi morì a Montecarlo il 17 febbraio 1938.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 27,5x36 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Acquarello su carta cm 1x1 firmato in basso a dx C.Casanova
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 300

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 50x59,5 firmato in basso a sx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in basso a sx Netti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su cartone cm 34x44,5 firmato in basso a dx C.Vittori
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su tavola cm 25x42 firmato in basso a dx A.Soressi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Osvaldo Bignami Osvaldo Bignami
    Lodi 1856 - Civate 1936
    Olio su tavola cm 39x24 firmato in basso a dx O.Bignami

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela applicata cm 39x29,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 600

  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 - Tauriano di Spilimbergo (PN) 1945
    Olio su tela cm 39,5x50 firmato in basso a dx Martina

    Umberto Martina nacque il 12 luglio 1880 a Dardago di Budoia, in provincia di Pordenone, da una famiglia di contadini. La sua passione per l'arte si manifestò fin da giovane, e nel 1895 si trasferì con la famiglia a Venezia, dove il padre gestiva il "Caffè Cavallo".
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    Nonostante le resistenze familiari, il giovane Umberto riuscì a seguire la sua vocazione, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1895 al 1900, sotto la guida del maestro Ettore Tito. Qui si distinse nello studio della figura, sviluppando un talento che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

    Nel 1904, desideroso di ampliare la sua formazione, Martina si trasferì a Monaco di Baviera per studiare all'Accademia locale, dove poté perfezionarsi con il pittore Carl von Marr. Al suo ritorno a Venezia nel 1906, partecipò alla Mostra nazionale di belle arti di Milano, con opere che includevano "Cappello rosso", "Ritratto di bambina" e "Ritratto di signorina", segnando il suo ingresso nel panorama artistico. La sua carriera si consolidò a Venezia, dove divenne noto come ritrattista di grande talento, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e prendendo parte alle mostre di Ca' Pesaro organizzate da Nino Barbantini.

    Oltre ai ritratti, Martina fu anche richiesto per lavori di arte sacra, e le sue opere trovarono spazio in molte chiese del Friuli, del Veneto e del Trentino. La sua pittura, caratterizzata da un approccio vivace e profondo alla psicologia dei soggetti, lo rese un artista di rilievo nel panorama artistico del suo tempo. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifugiò a Tauriano di Spilimbergo, dove morì il 14 gennaio 1945.

    Nel cinquantenario della sua morte, nel 1995-1996, gli fu dedicata una mostra a Tauriano, esponendo numerosi lavori inediti, tra cui diversi ritratti che ne confermarono la maestria.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 20,5x50 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela su tavola cm 144x119 firmato in basso a dx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA:
    min € 9000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su cartone cm 21x12,5 firmato in alto a dx A.D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 24x29,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Modesto Faustini Modesto Faustini
    Brescia 1839 - Roma 1891
    Olio su tela cm 50x37,5 firmato in basso a sx M.Faustini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 74,5x115 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 64,5x100 firmato in basso a dx E.Gignous
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Zangli Fortunato Zangli Fortunato
    Milano 1899 - 1972
    Olio su tavola cm 39,5x29,5 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lot 18  

    Ricordi

    Luigi Sorio Luigi Sorio
    Cerea 1835 - Milano 1909
    Ricordi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Veduta lacustre
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Garzia Fioresi Garzia Fioresi
    Vigevano (Pv) 1898 - Bologna 1968
    Olio su tela cm 100x100 firmato in basso a sx G.Fioresi
    STIMA:
    min € 9000 - max € 11000
    Base Asta:
    € 6000

  • Massimo D Azeglio Massimo D Azeglio
    Torino 1798-1866
    ocat cm 28x40,5 firmato in basso a sx Azeglio sotto cornice
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Donnino Pozzi Donnino Pozzi
    Fontanellato (PR) 1894 - Parma 1946
    Olio su tela cm 28x34,5 firmato in basso a dx D.Pozzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880-1958
    Olio su tavola cm 56,5x68 firmato in basso a sx D.Comelli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Paesaggio alpino
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ferdinando Piana Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 26x19,5 firmato in basso a dx F.Piana
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su cartone cm 22,5x31,5 firmato in basso a sx M.Acerbi
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 34x46,5 firmato e datato sul retro
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su cartone cm 29x17 firmato in basso a sx A.Gallotti

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Paolo Vincenzo Rizzetti Paolo Vincenzo Rizzetti
    orino 1872 - Bordighera (Porto Maurizio) 1922
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx P.Rizzetti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 60x29 firmato in basso a sx A.Formis
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Enrico Castellaneta Enrico Castellaneta
    Gioia del Colle 1862 - Bari 1953
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Castellaneta
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 48x49 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Michele De Simone Michele De Simone
    Barletta (BA) 1893 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 24x19,5 firmato in basso a dx M.Simone
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 24x29 siglato in basso a sx A.D.B 1920

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 53x36 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
    Clicca per espandere

    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Filadelfo Simi Filadelfo Simi
    Levigliani (LU) 1849 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 11,5x7,5 firmato in basso a dx F.Simi

    Filadelfo Simi fu un pittoriee scultori italiani tra Ottocento e Novecento, esponente di rilievo del naturalismo toscano e della pittura post‑macchiaiola. Fin da giovane dimostrò un talento straordinario, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diplomò nel 1873.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno del mecenate Angiolo Vegni poté perfezionarsi a Parigi nello studio del celebre Jean‑Léon Gérôme e compiere viaggi di formazione in Spagna, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità artistica.

    Rientrato in Italia nel 1878, Simi si affermò nelle principali esposizioni nazionali, ottenendo premi e riconoscimenti sia in patria sia all’estero. La sua produzione spazia dai ritratti intimisti, caratterizzati da introspezione psicologica, ai paesaggi e alle scene di vita quotidiana, tutti trattati con una fusione armoniosa tra rigore formale e sensibilità poetica. Opere come La tisica, Neruccia e Riposo illustrano la sua capacità di cogliere atmosfere e sentimenti, unendo osservazione attenta e resa luminosa.

    Oltre all’attività artistica, Simi fu un dedicato insegnante. Nel 1886 aprì a Firenze la sua Scuola Internazionale d’Arte, che attrasse allievi italiani e stranieri, e collaborò alla Scuola del Nudo dell’Accademia fiorentina, continuando la tradizione con la figlia Nerina “Nera” Simi. La sua esperienza si estese anche alla scultura, con opere importanti come il Monumento a Garibaldi e Anita a Porto Alegre e statue marmoree destinate a cappelle in Canada.

    Profondamente legato alla Versilia, dove costruì il suo studio artistico a Stazzema, Simi mantenne per tutta la vita un rapporto intimo con la natura e le atmosfere locali, elementi che traspaiono in molte delle sue opere. Morì a Firenze nel 1923.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Harry Brooker Harry Brooker
    Inghilterra 1848 - 1940
    Olio su tela cm 71,5x92 firmato in basso a sx Harry Brooker

    Harry Brooker (1848–1940) è stato un pittore britannico specializzato nella pittura di genere, attivo soprattutto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La sua produzione si inserisce pienamente nel gusto vittoriano per la rappresentazione della vita domestica e dell’infanzia, con scene spesso ambientate in interni borghesi o in contesti quotidiani, caratterizzate da un tono narrativo semplice e da una forte attenzione al dettaglio realistico.
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    Nato a Londra nel 1848 in una famiglia legata al mondo artistico, Brooker si formò probabilmente anche grazie all’influenza del suo ambiente familiare, in particolare dello zio Charles Hunt, anch’egli pittore. Fin da giovane si dedicò alla pittura di soggetti di genere, trovando presto una propria collocazione nel circuito espositivo britannico. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento iniziò infatti a esporre presso importanti istituzioni come la Royal Academy e la Royal Society of British Artists, ottenendo una discreta visibilità.

    La sua carriera fu segnata da una costante attenzione per il mondo dell’infanzia, che rappresentò il nucleo centrale della sua produzione. Bambini impegnati nel gioco, momenti di vita familiare e scene domestiche costituiscono i soggetti più ricorrenti delle sue opere, trattati con un linguaggio pittorico misurato e narrativo, vicino alla tradizione della cosiddetta Cranbrook Colony, un gruppo di artisti che celebrava la vita familiare idealizzata dell’Inghilterra vittoriana. In questo contesto, Brooker sviluppò uno stile riconoscibile per la sua capacità di combinare realismo descrittivo e sentimento affettuoso, spesso con una sottile vena narrativa o moraleggiante.

    Nel corso della sua vita si sposò e si trasferì per un periodo a Southport, lavorando anche come insegnante privato di disegno prima di tornare a Londra, dove continuò la sua attività artistica ed espositiva fino ai primi decenni del Novecento. Le sue opere furono esposte anche in sedi provinciali e continuarono a circolare nel mercato dell’arte anche dopo la sua morte.

    Harry Brooker morì a Londra nel 1940, lasciando un corpus di opere che oggi viene ricordato soprattutto per la sua capacità di restituire con sensibilità e precisione l’immaginario domestico e infantile dell’età vittoriana, contribuendo alla tradizione della pittura di genere inglese.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a dx G.Menozzi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    Diurno e Notturno (Dittico)
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 36x48 firmato in basso a sx Brugnoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44x54 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su cartone cm 39x33 firmato in basso a sx A.E. Campestrini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Lot 19  

    Al pascolo

    Guido Di Montezemolo Guido Di Montezemolo
    Mondovi 1878 - Torino 1941
    Olio su tavola cm 15x24 firmato in basso a dx G.Montezemolo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tela cm 110x79 firmato in alto a sx C.Maggi
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 48x34 firmato in basso a sx L.Gignous
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Lot 19  

    1914

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Villa la Quiete
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su cartone cm 15,5x40 firmato in basso a dx D.Pesenti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx Bazzaro
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Una via di Milano
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Bagnanti a Maderno, lago di Garda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 41x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 89x132 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 111x90 firmato in basso a sx. Emilio Borsa
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Silvestri Oreste Silvestri
    Pollone 1858 - Milano 1936
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx O.Silvestri
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giovan Battista Crema Giovan Battista Crema
    Ferrara 1883 - Roma 1964
    Olio su tavola cm 49,5x60 firmato in basso a sx G.Crema
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x100 firmato in basso a dx Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su masonite cm 41,5x52,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500 offerta libera
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastello su carta cm 28x30 firmato in basso a dx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in alto a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Zannoni Giuseppe Zannoni
    Verona 1849 - Monteforte d'Alpone (VR) 1903
    Olio su tela cm 39,5x60,5 firmato in basso a sx G.Zannoni

    Giuseppe Zannoni nacque a Verona il 13 gennaio 1849 e morì il 28 maggio 1903 a Monteforte d'Alpone, a causa di una caduta da un'impalcatura mentre dipingeva la volta di una chiesa. Studiò all'Accademia Cignaroli di Verona, dove ricevette premi in mostre locali dal 1865 al 1871.
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    Successivamente, si trasferì a Milano con il cugino, lo scultore Ugo Zannoni, e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Zannoni partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Napoli nel 1877, Milano nel 1881, Roma nel 1884 e Venezia nel 1887, presentando opere come "Marco Antonio rivela al popolo romano il mantello insanguinato di Cesare" e "Cacciatore e volpe". Oltre alla pittura di genere, si dedicò anche a lavori di pittura sacra, realizzando affreschi e pale d'altare in diverse chiese, principalmente a Verona. Tra le sue opere religiose si ricordano "Il buon Samaritano" e gli affreschi nella chiesa dei Filippini a Verona. La sua carriera fu tragicamente interrotta da un incidente durante i lavori di decorazione della chiesa parrocchiale di Monteforte d'Alpone. ​

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1400

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 7x4 firmato in basso a dx Albertis
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • E.Cavalli E.Cavalli
    Artista del XX secolo
    Olio su cartone cm 26x34 firmato in basso a sx E.Cavalli

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 50x59 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    Non ho nulla da nascondere
    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 34x50 firmato in basso a sx Carlo Cressini
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Bruno Croatto Bruno Croatto
    Trieste 1875 - Roma 1948
    Olio su tavola cm 62,5x50 firmato in basso a sx Bruno Croatto

    ttività si colloca tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. La sua formazione e il suo percorso artistico si sviluppano in un contesto culturale ampio e stratificato, che lo porta a muoversi tra l’ambiente mitteleuropeo delle origini e la scena artistica italiana, contribuendo a definire una ricerca personale basata su equilibrio formale e raffinatezza tecnica.
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    Fin da giovane Croatto si avvicina al disegno e alla pittura nella sua città natale, dove cresce in un ambiente culturalmente influenzato dalla vicinanza con il mondo austro-ungarico. Questo contesto iniziale contribuisce a sviluppare in lui una sensibilità attenta alla precisione del segno e alla costruzione rigorosa dell’immagine. Successivamente si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e entra in contatto con una formazione accademica solida, ma anche con le correnti simboliste e impressioniste che circolavano nell’ambiente artistico tedesco di fine secolo. Questa esperienza risulta fondamentale per la definizione del suo linguaggio pittorico.

    Rientrato in Italia, Croatto inizia a esporre molto giovane e partecipa a importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Biennale di Venezia, consolidando progressivamente la sua presenza nel panorama nazionale. Le sue prime opere sono caratterizzate da soggetti figurativi e scene di genere, affrontati con un’impostazione attenta al disegno e alla resa atmosferica, in cui la costruzione della luce gioca un ruolo centrale.

    Un momento decisivo della sua evoluzione artistica avviene con il trasferimento a Orvieto, dove si dedica con particolare intensità all’incisione, soprattutto all’acquaforte. In questa tecnica raggiunge risultati di notevole qualità, sviluppando un linguaggio basato su contrasti delicati e su una descrizione minuziosa del paesaggio e dell’architettura urbana. Le sue vedute italiane, realizzate in questo periodo, restituiscono una dimensione sospesa e contemplativa, in cui il dato reale si trasforma in immagine poetica.

    Negli anni successivi si stabilisce a Roma, dove la sua produzione pittorica si orienta verso una maggiore essenzialità formale. In questa fase matura sviluppa nature morte e composizioni costruite con grande equilibrio, nelle quali oggetti e spazi sono organizzati con rigore e una particolare attenzione alla luce. La sua pittura si avvicina così a una sensibilità più moderna, in dialogo con il clima del Realismo magico italiano, pur mantenendo una forte continuità con la tradizione figurativa.

    Bruno Croatto continua a lavorare e a esporre fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo una coerenza stilistica e una riconoscibilità che lo collocano tra gli interpreti più interessanti della pittura figurativa tra Otto e Novecento. Muore a Roma nel 1948ttività si colloca tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. La sua formazione e il suo percorso artistico si sviluppano in un contesto culturale ampio e stratificato, che lo porta a muoversi tra l’ambiente mitteleuropeo delle origini e la scena artistica italiana, contribuendo a definire una ricerca personale basata su equilibrio formale e raffinatezza tecnica.

    Fin da giovane Croatto si avvicina al disegno e alla pittura nella sua città natale, dove cresce in un ambiente culturalmente influenzato dalla vicinanza con il mondo austro-ungarico. Questo contesto iniziale contribuisce a sviluppare in lui una sensibilità attenta alla precisione del segno e alla costruzione rigorosa dell’immagine. Successivamente si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e entra in contatto con una formazione accademica solida, ma anche con le correnti simboliste e impressioniste che circolavano nell’ambiente artistico tedesco di fine secolo. Questa esperienza risulta fondamentale per la definizione del suo linguaggio pittorico.

    Rientrato in Italia, Croatto inizia a esporre molto giovane e partecipa a importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Biennale di Venezia, consolidando progressivamente la sua presenza nel panorama nazionale. Le sue prime opere sono caratterizzate da soggetti figurativi e scene di genere, affrontati con un’impostazione attenta al disegno e alla resa atmosferica, in cui la costruzione della luce gioca un ruolo centrale.

    Un momento decisivo della sua evoluzione artistica avviene con il trasferimento a Orvieto, dove si dedica con particolare intensità all’incisione, soprattutto all’acquaforte. In questa tecnica raggiunge risultati di notevole qualità, sviluppando un linguaggio basato su contrasti delicati e su una descrizione minuziosa del paesaggio e dell’architettura urbana. Le sue vedute italiane, realizzate in questo periodo, restituiscono una dimensione sospesa e contemplativa, in cui il dato reale si trasforma in immagine poetica.

    Negli anni successivi si stabilisce a Roma, dove la sua produzione pittorica si orienta verso una maggiore essenzialità formale. In questa fase matura sviluppa nature morte e composizioni costruite con grande equilibrio, nelle quali oggetti e spazi sono organizzati con rigore e una particolare attenzione alla luce. La sua pittura si avvicina così a una sensibilità più moderna, in dialogo con il clima del Realismo magico italiano, pur mantenendo una forte continuità con la tradizione figurativa.

    Bruno Croatto continua a lavorare e a esporre fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo una coerenza stilistica e una riconoscibilità che lo collocano tra gli interpreti più interessanti della pittura figurativa tra Otto e Novecento. Muore a Roma nel 1948.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Lot 20  

    L'autunno

    Filadelfo Simi Filadelfo Simi
    Levigliani (LU) 1849 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 11,5x7,5 firmato in basso a sx F.Simi

    Filadelfo Simi fu un pittoriee scultori italiani tra Ottocento e Novecento, esponente di rilievo del naturalismo toscano e della pittura post‑macchiaiola. Fin da giovane dimostrò un talento straordinario, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diplomò nel 1873.
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    Grazie al sostegno del mecenate Angiolo Vegni poté perfezionarsi a Parigi nello studio del celebre Jean‑Léon Gérôme e compiere viaggi di formazione in Spagna, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità artistica.

    Rientrato in Italia nel 1878, Simi si affermò nelle principali esposizioni nazionali, ottenendo premi e riconoscimenti sia in patria sia all’estero. La sua produzione spazia dai ritratti intimisti, caratterizzati da introspezione psicologica, ai paesaggi e alle scene di vita quotidiana, tutti trattati con una fusione armoniosa tra rigore formale e sensibilità poetica. Opere come La tisica, Neruccia e Riposo illustrano la sua capacità di cogliere atmosfere e sentimenti, unendo osservazione attenta e resa luminosa.

    Oltre all’attività artistica, Simi fu un dedicato insegnante. Nel 1886 aprì a Firenze la sua Scuola Internazionale d’Arte, che attrasse allievi italiani e stranieri, e collaborò alla Scuola del Nudo dell’Accademia fiorentina, continuando la tradizione con la figlia Nerina “Nera” Simi. La sua esperienza si estese anche alla scultura, con opere importanti come il Monumento a Garibaldi e Anita a Porto Alegre e statue marmoree destinate a cappelle in Canada.

    Profondamente legato alla Versilia, dove costruì il suo studio artistico a Stazzema, Simi mantenne per tutta la vita un rapporto intimo con la natura e le atmosfere locali, elementi che traspaiono in molte delle sue opere. Morì a Firenze nel 1923.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela applicata cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 100

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su tavola cm 14x22 firmato in basso a dx C.Vittori
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su tavola cm 39,5x50,5 firmato in basso a dx C.Tallone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Luigi Arbarello Luigi Arbarello
    Borgaro, 1860 - Torino, 1923
    Olio su tela cm 81,5x111 firmato in basso a dx L.Arbarello
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 37x49 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36,5x62 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortello 1863 -

    Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici.
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    Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre. Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici. Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre.
    Giuseppe Casciaro morì a Napoli nel 1945.


    Olio su tela cm 23,8x31,3 firmato in basso a sx G.Casciaro datato 30 Giugno 22
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9x22 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 18,5x30,5 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx Vittore Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 58,5x44,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle 1940
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a dx S.N.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 75x50 firmato in basso a dx E.Gignous

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 69,5x99,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 45,5x32,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - 1886
    Olio su tela cm 41x54 firmato in basso a sx Bisi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1932 -
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx G.Luxardo
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 23x21 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Sulla spiaggia di Bordighera
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Temporale
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500 offerta libera
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Pastello su carta cm 46,5x74 firmato in basso a sx G.Sottocornola
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Niccolo Cannicci Niccolo Cannicci
    Firenze 1846 - 1906
    Olio su tavola cm 28x46,5 firmato in basso a sx Cannicci
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x33,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 45x43 firmato in basso a dx L.Tommasi
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Lot 20  

    1915

    Cesare Fratino Cesare Fratino
    Milano 1886 -1969
    Mattino a Druogno, Val Vigezzo
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 83x98 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 14000 - max € 15000
  • Cesare Bentivoglio Cesare Bentivoglio
    Genova 1868-1952
    Olio su tela cm 14,5x27 firmato in basso a sx C.Bentivoglio
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alcide Ernesto Campestrini Milano 1897 - 1983
    Olio su masonite cm 29,5x50 firmato in basso a destra A.E.Campestrini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Zeno
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Olio su rame cm 36x25,5 firmato in basso a sx Angelo Inganni

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Mario Lisa Mario Lisa
    Torino 1908 - 1992
    Olio su tela cm 55,5x58 firmato in basso a sx Lisa
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Clemente Pugliese Levi Clemente Pugliese Levi
    Vercelli 1855 - Milano 1936
    Olio su tela cm 102x74 firmato in basso a dx C.Levi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Rodolfo Morgari Rodolfo Morgari
    Torino 1827 - 1909
    Olio su tela cm 162x85 firmato in basso a sx R.Morgari
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 2500

  • Adolfo Rolla Adolfo Rolla
    Buenos Aires 1899 - Torino 1967
    Olio su tavola cm 36x47 firmato in basso a dx A.Rolla

    Adolfo Rolla nacque a Buenos Aires nel 1899, ma si trasferì in giovane età in Italia, dove intraprese la sua formazione artistica. Scelse Torino come punto di riferimento e frequentò l’Accademia Albertina, dove ebbe come maestri personalità di rilievo della pittura piemontese.
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    In questo ambiente assimilò una solida tecnica figurativa e un’attenzione particolare per la resa naturale della luce, qualità che sarebbero diventate caratteristiche centrali del suo linguaggio pittorico.

    Il suo debutto espositivo avvenne nel 1924 alla Promotrice di Torino, evento che segnò l’inizio di una carriera costellata da partecipazioni a mostre in numerose città italiane, tra cui Milano, Bologna, Firenze e Genova. Spesso soggiornò e lavorò anche in Liguria, regione nella quale i suoi paesaggi trovarono nuovi spunti di luce e colore.

    La sua produzione si orientò soprattutto verso il paesaggio. Rolla amava rappresentare scenari montani, boschi, vallate e soprattutto vedute invernali, nelle quali la neve diventa elemento poetico, capace di riflettere la luce e creare atmosfere silenziose e contemplative. La sua pittura ricerca sempre una dimensione pacata: paesaggi tranquilli, cieli soffusi, riflessi delicati, un uso misurato dei toni che suggerisce quiete più che spettacolarità.

    Accanto ai paesaggi produsse anche nature morte, figure e scene di genere, opere nelle quali si ritrova la stessa attenzione per l’armonia compositiva e per una luminosità controllata. Lo stile di Rolla resta legato a una figurazione sensibile e ordinata, che unisce osservazione del vero e un’attitudine meditativa.

    Adolfo Rolla morì a Torino nel 1967.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Lucio Lecchi Lucio Lecchi
    Viconago 1913 - Ivi 1985
    Olio su masonite cm 60x50 firmato in basso a dx L.Lecchi

    Lucio Lecchi fu un pittore italiano nato a Viconago, in provincia di Varese, nel 1913 e scomparso nel 1985, noto soprattutto per le sue vedute urbane, paesaggistiche e scene di vita quotidiana. Fin dai primi anni della sua attività, Lecchi si dedicò alla pittura figurativa con grande attenzione al reale, prediligendo soggetti che gli permettessero di studiare la luce, i dettagli architettonici e le atmosfere dei luoghi.
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    Le sue opere spaziano dai tetti di Milano ai paesaggi lacustri del Lago di Lugano, fino a scorci di città europee come Basilea, rivelando una capacità di osservazione acuta e un equilibrio tra precisione descrittiva e resa atmosferica.

    Pur non essendo un artista di grande notorietà nazionale, Lecchi partecipò con regolarità a mostre e le sue opere sono oggi apprezzate sul mercato dell’arte, dove emergono per la qualità del disegno, la misura della tavolozza e la sensibilità nel rappresentare la vita quotidiana. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare rigore tecnico e poesia visiva, trasformando soggetti apparentemente ordinari in composizioni armoniose e suggestive.

    Lucio Lecchi trascorse tutta la sua vita dedicandosi alla pittura e studiando i paesaggi e le città che amava ritrarre, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lodovico Zambelletti Lodovico Zambelletti
    Calolziocorte 1841 - Milano 1890
    Olio su tela cm 42x65 firmato in basso a dx L.Zambelletti

    Lodovico Zambelletti nacque a Milano nel 1881 in una famiglia benestante, nipote dell’imprenditore fondatore della nota casa farmaceutica che porta lo stesso cognome. Fin da giovane manifestò una forte inclinazione per le arti, dedicandosi alla pittura dopo aver completato gli studi classici e intrapreso un percorso di formazione accademica all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone, Camillo Rapetti, Vespasiano Bignami e Giuseppe Mentessi.
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    Qui Zambelletti sviluppò un linguaggio personale che, pur radicato nella tradizione accademica, si apriva alle suggestioni del primo Novecento, combinando sensibilità formale e attenzione all’atmosfera.

    Nel corso della sua carriera esplorò diverse tecniche e soggetti, spaziando dalla ritrattistica alla figura di genere, dai paesaggi alle scene di vita quotidiana. La sua opera, eseguita con olio, acquerello, pastello e carboncino, si distingue per la cura della luce, dei dettagli e dell’atmosfera, qualità che gli valsero ampi consensi sia in ambito nazionale sia internazionale. Partecipò regolarmente a esposizioni di rilievo, tra cui la XIV Biennale di Venezia nel 1924, e alla Società Permanente di Milano, consolidando la propria presenza nel panorama artistico italiano e distinguendosi soprattutto come ritrattista.

    Tra i suoi lavori più significativi si ricordano paesaggi come Riva Valdobbia – Mercato e numerosi ritratti di figure della borghesia milanese, molti dei quali oggi conservati nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano, in linea con la volontà testamentaria dell’artista di lasciare un’eredità alla città e alla comunità che lo aveva formato. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare solidità formale e leggerezza luministica, catturando l’essenza dei soggetti con equilibrio tra realismo e sensibilità poetica.

    Lodovico Zambelletti morì a Milano nel 1966, all’età di 85 anniLodovico Zambelletti nacque a Milano nel 1881 in una famiglia benestante, nipote dell’imprenditore fondatore della nota casa farmaceutica che porta lo stesso cognome. Fin da giovane manifestò una forte inclinazione per le arti, dedicandosi alla pittura dopo aver completato gli studi classici e intrapreso un percorso di formazione accademica all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone, Camillo Rapetti, Vespasiano Bignami e Giuseppe Mentessi. Qui Zambelletti sviluppò un linguaggio personale che, pur radicato nella tradizione accademica, si apriva alle suggestioni del primo Novecento, combinando sensibilità formale e attenzione all’atmosfera.

    Nel corso della sua carriera esplorò diverse tecniche e soggetti, spaziando dalla ritrattistica alla figura di genere, dai paesaggi alle scene di vita quotidiana. La sua opera, eseguita con olio, acquerello, pastello e carboncino, si distingue per la cura della luce, dei dettagli e dell’atmosfera, qualità che gli valsero ampi consensi sia in ambito nazionale sia internazionale. Partecipò regolarmente a esposizioni di rilievo, tra cui la XIV Biennale di Venezia nel 1924, e alla Società Permanente di Milano, consolidando la propria presenza nel panorama artistico italiano e distinguendosi soprattutto come ritrattista.

    Tra i suoi lavori più significativi si ricordano paesaggi come Riva Valdobbia – Mercato e numerosi ritratti di figure della borghesia milanese, molti dei quali oggi conservati nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano, in linea con la volontà testamentaria dell’artista di lasciare un’eredità alla città e alla comunità che lo aveva formato. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare solidità formale e leggerezza luministica, catturando l’essenza dei soggetti con equilibrio tra realismo e sensibilità poetica.

    Lodovico Zambelletti morì a Milano nel 1966, all’età di 85 anni.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lot 21  

    La rosa

    Domenico Morelli Domenico Morelli
    Napoli 1823 - Napoli 1901
    Olio su tela cm 14x17 firmato in basso a sx D.Morelli

    Domenico Morelli fu una delle voci più originali e influenti della pittura italiana dell’Ottocento, artista profondamente radicato nella tradizione napoletana ma aperto ai fermenti delle avanguardie europee. Sin dai primi anni mostrò un talento straordinario, che lo condusse a una formazione rigorosa senza però piegarsi ai canoni accademici, cercando sempre una propria libertà espressiva.
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    La sua pittura si caratterizza per la fusione di romanticismo, realismo e suggestioni simboliche, capace di tradurre in immagini l’intensità dei sentimenti e la profondità della contemplazione.

    La sua opera abbraccia soggetti storici, religiosi, orientalistici e intimisti, con una straordinaria capacità di rendere l’atmosfera e la psicologia dei personaggi. Nei ritratti emerge la sensibilità per l’interiorità umana, mentre nei temi religiosi e simbolici la luce e il colore diventano strumenti di narrazione emotiva e spirituale. L’interesse per culture lontane si manifesta in opere orientaliste, in cui l’osservazione dettagliata e la fantasia si intrecciano per creare scenari esotici ma sempre meditativi e poetici.

    Morelli fu anche maestro e guida per intere generazioni di artisti, promuovendo il rinnovamento delle istituzioni artistiche e dell’insegnamento. La sua influenza si percepisce non solo nella tecnica, ma anche nell’idea stessa di arte come esperienza culturale e umana, capace di coniugare memoria e innovazione, rigore e intuizione. L’insieme della sua produzione rivela una coerenza interna straordinaria: ogni opera testimonia la sua visione del mondo, in cui la forma si mette al servizio dell’emozione, e la realtà dialoga con il simbolo.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 60x76,5 firmato in basso a dx Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 42x52,5 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    L'intravisto
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Stefano Bersani Stefano Bersani
    Melegnano (MI) 1872 - Lora (CO) 1914
    Olio su tela cm 46x60 firmato in basso a sx S.Bersani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Lot 21  

    Nell'aia

    Giovanni Borgonovo Milano 1881-1975
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a dx G.Borgonovo
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 18x29 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tavola cm 25,5x39,5 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Lot 21  

    Verso sera

    Guido Meineri Guido Meineri
    Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944
    Olio su tela cm 74x84,5 firmato in basso a dx G.Meineri
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 49x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 64x31 firmato in basso a sx L.Nono
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Luigi Conconi Luigi Conconi
    Milano 1852 - Milano 1917
    Olio su tela cm 48x122 - 32.5x13.5 32x74 33x13.5 firmato in basso a dx Conconi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Riccardo Salvadori Riccardo Salvadori
    Piacenza 1866 - Milano 1927
    Contadinella sull'albero
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Antonio Fontanesi Antonio Fontanesi
    Reggio nell'Emilia 1818 - Torino 1882
    Paesaggio a Creys
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000 offerta libera
  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 42x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Piero Vaccari Piero Vaccari
    Livorno 1926-1997
    Olio su tela cm 40x50
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Camillo Cima Camillo Cima
    Milano 1827 - Milano 1908
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx C.Cima
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Nello Alessandrini Nello Alessandrini
    Empoli 1885 - Firenze 1957
    Olio su tela cm 71x70,5 firmato in basso a sx N.Alessandrini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tavola cm 23,5x34 firmato in basso a dx Carlo Casanova
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Acquarello su carta cm 42x21 firmato in basso a sx F.Fabbi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Luigi Zuccoli Luigi Zuccoli
    Milano 1815 - 1876
    Olio su tavola cm 35x49 firmato in basso a dx L.Zuccoli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone e tavola cm 8,5x15,8 firmato in basso a dx

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin ) Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin )
    Verona 1813 - 1871
    Olio su cartone cm 18,5x28,5 firmato in basso a dx Carlo Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo. ​
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo. ​
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9,5x13 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 250

  • Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 30x54,5 firmato in basso sul sasso a dx G.Fasanotti

    Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi.
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    La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano,Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Al di la' del blu
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su cartone cm 44x54 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 100

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 48x64 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Eduardo Forlenza Eduardo Forlenza
    Napoli 1861 - 1934
    Olio su tavola cm 26,5x16,5 firmato in basso a dx Forlenza

    Eduardo Forlenza fu un pittore italiano appartenente alla scuola napoletana, noto soprattutto per la sua abilità nel ritrarre figure umane e scene di genere con spontaneità e freschezza. Nato a Torre del Greco, nei dintorni di Napoli, visse e lavorò in un ambiente culturale ricco di stimoli, che lo portò a confrontarsi con la tradizione della pittura partenopea e con le influenze del realismo europeo.
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    Allievo di Vincenzo Irolli, uno dei maestri più apprezzati della sua generazione, Forlenza sviluppò una predilezione per il ritratto e per le scene di vita quotidiana, in particolare per la rappresentazione di popolane, pescatori e figure femminili catturate in momenti di quieto splendore e autenticità. La sua pittura si caratterizza per un gusto figurativo diretto e sensibile, capace di coniugare una resa attenta del volto e del carattere con un uso vibrante della luce e del colore. Oltre ai ritratti, eseguì paesaggi e scene di genere, mostrando sempre uno sguardo attento alla realtà sociale e umana dell’Italia meridionale.

    Forlenza operò soprattutto a Napoli, collaborando con artisti come Tito Pelliccioli e Luca Postiglione, e partecipò con regolarità alle principali esposizioni d’arte in Italia, tra cui le Promotrici di Belle Arti e importanti rassegne a Firenze. La sua arte, pur inserita nel solco della scuola napoletana, si distingué per una vena personale e immediata, capace di catturare il fascino e la dignità delle persone comuni, restituendo con naturalezza la loro presenza sulla tela.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Ascano Chiericati Ascano Chiericati
    Vicenza 1866 - Roma 1913
    Olio su tavola cm 23,5x39,5 firmato in basso a dx A.Chiericati

    Ascanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano.
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    Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anniAscanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano. Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anni.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Giovanni Scolari Giovanni Scolari
    Seniga 1882 - Milano 1956
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx G.Scolari

    Giovanni Scolari fu un artista e illustratore italiano nato il 26 novembre 1882 a Seniga, in provincia di Brescia, e morto a Milano il 25 marzo 1956. La sua carriera artistica ebbe inizio nel campo dell’illustrazione grafica: nei primi anni lavorò per libri per ragazzi e realizzò disegni pubblicitari, manifestando fin da subito una spiccata abilità nel tratto e nella narrazione visiva.
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    Negli anni Trenta Scolari fece il suo ingresso nel mondo dei fumetti, collaborando con case editrici come Cartoccino di Monza e, soprattutto, con Arnoldo Mondadori Editore. Per Mondadori iniziò a disegnare la saga di fantascienza Saturno contro la Terra, pubblicata tra il 1936 e il 1946 su riviste e supplementi per ragazzi quali I tre porcellini, Topolino e Paperino. Questa serie, con soggetti ideati da Federico Pedrocchi e sviluppati con sceneggiature e contributi di Cesare Zavattini, lo rese celebre nel panorama italiano dei fumetti e influenzò poi generazioni successive di autori del genere.

    Oltre a Saturno contro la Terra, Scolari realizzò numerose altre storie a fumetti negli anni prebellici e durante la guerra, con titoli come La galea dalle vele d’argento, L’aquila fulva, Nelle viscere della Terra e La nube di gelo, tutti caratterizzati da un linguaggio grafico narrativo e avventuroso. Dopo la Seconda guerra mondiale tornò brevemente al fumetto con lavori quali Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini su soggetto di Zavattini, e proseguì la saga di Saturno contro la Terra con gli episodi conclusivi.

    Scolari firmò anche alcune vignette con lo pseudonimo “G. Da Brescia” per pubblicazioni della casa editrice Alpe, dimostrando versatilità tra illustrazione e fumetto. Pur non essendo noto primariamente come pittore nel senso tradizionale della parola, la sua attività grafica pone Giovanni Scolari tra gli artisti italiani che seppero fondere abilità narrativa e capacità visiva, contribuendo allo sviluppo delle prime avventure a fumetti in Italia e lasciando nella memoria di appassionati e collezionisti un segno riconoscibile nel periodo pionieristico del medium.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx C.Bossone

    Carlo Bossone nacque a Savona il 20 maggio 1904. Fin da giovane mostrò grande propensione per il disegno e la pittura.
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    Per seguire la sua vocazione si trasferì a Torino, dove frequentò l’Accademia Albertina, accompagnando gli studi anche con esperienze pratiche in atelier privati e apprendistato in studi di pittura. Durante questi anni maturò un profondo legame con la natura e con il paesaggio alpino, che diventeranno il centro del suo immaginario artistico.

    Dopo un periodo di esperienze anche all’estero, Bossone si stabilì nella regione dell’Ossola, ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Qui trovò il suo “luogo dell’anima”: la montagna, le valli, i boschi, i laghi e i paesini alpini divennero soggetti privilegiati delle sue opere. Negli anni maturi si dedicò soprattutto alla pittura “en plein air”, catturando atmosfere, luci, stagioni e silenzi di quelle terre con sensibilità e rispetto. Nella sua tavolozza prevalgono toni naturali, un uso attento della luce e una pennellata che privilegia l’intensità emotiva del paesaggio piuttosto che la pura resa descrittiva.

    Parallelamente al paesaggio, Bossone ritrasse con delicatezza figure umane, nature morte e scorci di vita quotidiana nelle valli. Per lui la natura non era solo sfondo ma protagonista, testimonianza di un legame profondo tra uomo e territorio. Il suo tratto sobriamente realistico, talvolta toccato da sfumature impressioniste, riusciva a evocare la solitudine delle montagne, il fresco delle acque alpine, la quiete dei boschi.

    Negli anni la sua pittura attirò l’attenzione non solo di collezionisti privati ma anche di appassionati e istituzioni. Fu riconosciuto come punto di riferimento per una “scuola” che raccoglieva allievi, seguaci e ammiratori del suo modo di interpretare la montagna come soggetto artistico privilegiato. Le sue opere vennero esposte in varie sedi, a volte accanto a quelle dei suoi allievi, confermando il valore del suo impegno artistico e la coerenza del suo percorso.

    Carlo Bossone visse a lungo, dedicandosi con passione e costanza alla pittura e all’insegnamento artistico. Morì nel 1991, a quasi 87 anni.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 37x25 firmato in basso a dx L.Delleani
    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a dx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx G.MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Lodovico Zambeletti Lodovico Zambeletti
    Milano 1881 - 1966
    Olio su tela cm 41,5x64 firmato in basso a dx L.Zambeletti

    Lodovico Zambeletti nacque a Milano il 19 aprile 1881 in una famiglia di industriali. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò alla pittura, frequentando l'Accademia di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami e Camillo Rapetti.
    Clicca per espandere

    Durante il suo percorso accademico, dimostrò fin da subito un notevole talento, ottenendo numerose medaglie e distinguendosi per la sua versatilità artistica.

    La sua carriera si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale, e nel corso della sua vita espose in molte città italiane e internazionali, tra cui Roma, Torino, Milano, Genova, Napoli, Amsterdam, Gand e l'Aja, guadagnandosi il riconoscimento per la qualità delle sue opere. Uno dei suoi traguardi più significativi fu la partecipazione alla XIV Biennale di Venezia nel 1924, un importante appuntamento che confermò la sua rilevanza nel panorama artistico dell'epoca.

    Zambeletti si distinse per la sua ecletticità, spaziando tra paesaggi, figure di genere e ritratti. La sua attività di ritrattista fu particolarmente apprezzata, con numerosi ritratti conservati in istituzioni prestigiose come la Ca' Granda di Milano, l'Istituto dei Ciechi e il Teatro dei Filodrammatici. Oltre alla sua attività artistica, fu anche socio della Società Artistica Permanente di Milano, dove partecipò attivamente alla vita culturale della città.

    Nel 1957, la sua partecipazione alla XX Biennale Nazionale di Milano confermò ancora una volta il suo ruolo di rilievo nell'arte del Novecento. Zambeletti morì celibe nel 1966 a MilanoLodovico Zambeletti nacque a Milano il 19 aprile 1881 in una famiglia di industriali. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò alla pittura, frequentando l'Accademia di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami e Camillo Rapetti. Durante il suo percorso accademico, dimostrò fin da subito un notevole talento, ottenendo numerose medaglie e distinguendosi per la sua versatilità artistica.

    La sua carriera si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale, e nel corso della sua vita espose in molte città italiane e internazionali, tra cui Roma, Torino, Milano, Genova, Napoli, Amsterdam, Gand e l'Aja, guadagnandosi il riconoscimento per la qualità delle sue opere. Uno dei suoi traguardi più significativi fu la partecipazione alla XIV Biennale di Venezia nel 1924, un importante appuntamento che confermò la sua rilevanza nel panorama artistico dell'epoca.

    Zambeletti si distinse per la sua ecletticità, spaziando tra paesaggi, figure di genere e ritratti. La sua attività di ritrattista fu particolarmente apprezzata, con numerosi ritratti conservati in istituzioni prestigiose come la Ca' Granda di Milano, l'Istituto dei Ciechi e il Teatro dei Filodrammatici. Oltre alla sua attività artistica, fu anche socio della Società Artistica Permanente di Milano, dove partecipò attivamente alla vita culturale della città.

    Nel 1957, la sua partecipazione alla XX Biennale Nazionale di Milano confermò ancora una volta il suo ruolo di rilievo nell'arte del Novecento. Zambeletti morì nel 1966 a Milano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Baldassarre Longoni Baldassarre Longoni
    Dizzasco d'Intelvi (CO) 1876 - Camerlata (CO) 1956
    Olio su tela cm 44,5x32,5 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giulio Giusti Giulio Giusti
    Verona 1863 - Padova 1918
    Laguna di Chioggia

    Giulio Giusti nacque a Verona nel 1836 e morì a Padova nel 1918. Considerato un paesaggista di talento, si distinse per la sua capacità di catturare le bellezze della laguna veneta.
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    Nel 1884 partecipò all'esposizione di Torino presentando un'opera intitolata "La laguna di Venezia". Due anni dopo, a Milano, espose "Le Zattere a Venezia", e nel 1887 a Venezia presentò "Sulla spiaggia", un dipinto che ricevette elogi dalla critica per la sua sensibilità artistica. Le sue opere sono apprezzate per la fedeltà con cui rappresentano l'atmosfera e la luce tipiche dei paesaggi veneziani. ​

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1500

  • Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Olio su tavola cm 19,5x31 firmato in basso a dx L.Pastega

    Luigi Pastega, nato a Venezia nel 1858, fu un pittore italiano noto per le sue opere di genere e per le vedute cittadine. Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiò sotto la guida di artisti come Pompeo Marino Molmenti e Napoleone Nani, la cui influenza si riflette nella sua arte.
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    Durante la sua carriera, Pastega si avvicinò alla tradizione pittorica di Giacomo Favretto, distillando nella sua produzione un amore per la vita quotidiana e per l'atmosfera veneziana.
    L'esordio ufficiale di Pastega avvenne nel 1880 alla Mostra di Torino con il quadro "Il pasto della gallina". Il suo talento fu subito riconosciuto, tanto che continuò a partecipare alle principali esposizioni italiane, come quelle di Milano e Venezia, dove presentò opere come "Sulle fondamenta" e "Dame un baso". La sua arte si caratterizzava per la vivacità cromatica e la fine rappresentazione delle scene quotidiane, che spaziavano dalle semplici attività domestiche a momenti di intimità familiare.
    Nel corso degli anni, Pastega consolidò la sua posizione nel panorama artistico italiano, partecipando a numerose mostre, tra cui quelle di Firenze, Roma e Torino. Tra le sue opere più celebri si ricordano "Una lettera interessante" e "Amore materno", che furono esposte in contesti prestigiosi e gli garantirono una buona fama anche all'estero, in particolare in Inghilterra.
    Pastega fu apprezzato per la capacità di rendere con grazia e affetto i soggetti che ritraeva, trattando con sensibilità temi legati alla vita familiare e alla tradizione veneziana. La sua produzione artistica fu vasta e diversificata, ma sempre legata ad un'idea di bellezza semplice, che evocava la quotidianità in modo vibrante e poetico.
    Luigi Pastega morì a Venezia nel 1927.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17,5x10 firmato in basso a dx P.F.

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 11,5x25 firmato in basso a dx S.Albertis
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Antonio Alciati Ambrogio Antonio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 44,5x27,5 firmato in basso a sx Alciati
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Ludovico Cavaleri Ludovico Cavaleri
    Milano 1867 - Cuvio ( VA ) 1942
    Olio su tavola cm 20x29 firmato in basso a dx L.Cavaleri
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela cm 101,5x166,5 firmato in basso a sx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3000

  • Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su tela cm 31x37,5 firmato in basso a sx R.Fontana
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Luigi Scrosati Luigi Scrosati
    Milano 1815 - Milano 1869
    Olio su tavola cm 75x61 firmato in basso a sx L.Scrosati
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su carta cm 72x47,5 firmato in basso a dx P.Mariani datato
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 52x35 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Galline sull'aia
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Pomeriggio soleggiato
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 40x62 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su tavola cm 22x11 firmato in basso a sx P.Mariani
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 19x31,5 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tela cm 45x64,5 firmato in basso a dx G.Omio
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Lot 22  

    Nell'aia

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 49x99 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luigi Chialiva Luigi Chialiva
    Lugano 1841 - Parigi 1914
    pastelli su carta cm 25,5x35 firmato in basso a dx L.Chialiva
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Lot 22  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 21x31 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ivan Karpoff Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 80x100 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19x26 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Leopoldo Burlando Leopoldo Burlando
    Milano 1841-1915
    Olio su tavola cm 26x19 firmato in basso a dx L.Burlando

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 63,5x70,5 firmato in basso a sx Venanzio Zolla
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 49x79 firmato in basso a sx G.Sottocornola
    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Aleksandr Gerasimov Aleksandr Gerasimov
    Kozlov 1881 - Mosca 1963
    Olio su cartone cm 22x33,5 firmato in basso a dx Aleksandr Gerasimov

    Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.
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    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.

    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Ascano Chiericati Ascano Chiericati
    Vicenza 1866 - Roma 1913
    Olio su tavola cm 24x39 firmato in basso a sx A.Chiericati

    Ascanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano.
    Clicca per espandere

    Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anniAscanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano. Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anni.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Lot 23  

    Papaveri

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey ( difetti )

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su tela cm 64,5x90 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Riccardo Galli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Lost in the sky
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Augusto Laforet Augusto Laforet
    Milano 1881 - Ghiffa 1970 ( Verbano-Cusio-Ossola )
    Olio su tela cm 44,5x60 firmato in basso a dx Augusto Laforet
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 800

  • Mario Bezzola Milano 1881 - 1968
    Pastello su carta cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Mario Bezzola
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Paesaggio alpestre
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Lot 23  

    Pascolo

    Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tela cm 90x160 firmato in basso a dx Giulio Boetto
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Cavalleri Vittorio Cavalleri
    Torino 1860 - Gerbido 1938
    Olio su tavola cm 43x34 firmato in basso a sx V.Cavalleri
    STIMA:
    min € 900 - max € 1100
  • Mario Gheduzzi Mario Gheduzzi
    Crespellano (Bo) 1891 - Torino 1970
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a sx M.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 15x20 firmato in alto a sx Cesare Maggi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Amero Cagnoni Amero Cagnoni
    Milano 1853 - 1923
    Olio su tavola cm 19,5x33,5 firmato in basso a sx A.Cagnoni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 27x48 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 900

  • Lot 23  

    Zelata

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera (IM) 1927
    Zelata
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Il gregge nel bosco
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000 offerta libera
  • Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bogoni
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • S.Campanile S.Campanile
    Italia XX secolo
    Olio su tavola cm 28x40 firmato in basso a sx S.Campanile
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Emilio longoni Emilio longoni
    Barlassina 1859 - Milano 1932
    Olio su masonite cm 36x46,5 firmato in basso a dx E.longoni
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Rinaldo Agazzi Rinaldo Agazzi
    Mapello (BG) 1857 - Bergamo 1939
    Olio su tela cm 59x49 firmato in basso a dx R.Agazzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx R.Valori
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1400

  • Tranquillo Cremona Tranquillo Cremona
    Pavia 1837 - Milano 1878
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx T.C.

    Tranquillo Cremona nacque a Pavia il 10 aprile 1837 in una famiglia di origini ebraiche. Rimasto orfano in giovane età, intraprese gli studi artistici frequentando la Civica scuola di pittura di Pavia, dove fu allievo di Giacomo Trecourt.
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    Nel 1852 si trasferì a Venezia per studiare all'Accademia di Belle Arti, dove fu influenzato dalla pittura veneta del Quattro e Cinquecento, in particolare dalla dissoluzione della linea di contorno tipica dell'ultimo Tiziano .

    Nel 1859 si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu orientato verso la pittura storica sotto la guida di Hayez. In questo periodo entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, un movimento culturale che comprendeva artisti, poeti e musicisti con tendenze anticonformiste e antiaccademiche .

    Lo stile di Cremona si caratterizzò per l'uso di pennellate morbide e sfumate, influenzato dalla pittura veneta e dalla ricerca di effetti atmosferici. Le sue opere più note includono "Il bacio" (1870), "L'edera" (1878) e "Melodia" (1874), tutte caratterizzate da una resa sensibile delle emozioni e da una ricerca sulla luce e sull'atmosfera .

    Tranquillo Cremona morì a Milano il 10 giugno 1878 all'età di 41 anni, probabilmente a causa di avvelenamento da piombo, sostanza contenuta nei pigmenti che utilizzava.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 16000
    Base Asta:
    € 6000

  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a sx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 28,5x18,5 firmato in basso a sx G.Amisani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tela cm 59,5x49 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    San giorgio dal bacino Venezia

    Emma Ciardi nacque a Venezia il 13 gennaio 1879, figlia del pittore Guglielmo Ciardi e della pittrice Linda Locatelli, in una famiglia profondamente legata all'arte. Cresciuta nell'ambiente culturale e artistico di Venezia, iniziò a dipingere fin da giovane, ricevendo insegnamenti dal padre, noto esponente della Scuola veneziana del vero.
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    La sua carriera artistica iniziò a prendere forma con una serie di esposizioni che la resero una figura centrale nel panorama pittorico dell'epoca.

    Nel 1903, Emma partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Fra ombra e sole", che le permise di guadagnarsi un riconoscimento immediato. La sua passione per la luce e l'atmosfera veneziana si rifletteva in ogni sua opera, caratterizzata da un evidente influsso impressionista. Nel 1911, aprì uno studio proprio accanto a quello del padre nel sestiere di Santa Barnaba, a Venezia, continuando a dipingere scene di vita quotidiana e vedute della laguna.

    Il successo di Emma non si limitò all'Italia: nel 1910 organizzò una mostra personale a Londra presso le Leicester Galleries, seguita da un’altra nel 1913. Le sue opere furono successivamente esposte anche a New York, attraverso la Howard Young Gallery. Il suo stile, che univa la tradizione del vedutismo veneziano con una sensibilità moderna, le consentì di guadagnarsi un pubblico internazionale. Le sue opere, che catturavano l’essenza di Venezia, erano caratterizzate da una delicata attenzione alla luce e alle ombre, diventando così un simbolo della città.

    Emma Ciardi morì a Venezia nel 1933.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 21,5x28 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - Milano 1886
    Olio su tela cm 27x39,5 firmato in basso a dx L.Bisi

    Luigi Bisi nacque a Milano il 10 maggio 1814 in una famiglia di artisti: suo padre Michele e suo zio Giuseppe erano anch'essi pittori. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del padre e dello zio, per poi perfezionarsi all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Durelli.
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    La sua carriera si distinse per una specializzazione nella pittura prospettica, un'arte che lo portò a dedicarsi principalmente alla rappresentazione di interni ed esterni di chiese, con una particolare predilezione per il Duomo di Milano. La precisione tecnica e l'uso sapiente della luce caratterizzarono le sue opere, che riscuosero apprezzamenti in tutta Europa.

    Nel 1851, Luigi Bisi succedette a Francesco Durelli nella cattedra di prospettiva all'Accademia di Brera, un incarico che mantenne fino alla morte. Oltre alla sua attività artistica, collaborò anche ai restauri del Duomo di Milano, lavorando insieme all'architetto Giovanni Brocca. La sua attività di insegnante e la qualità delle sue opere contribuirono a consolidare il suo nome nel panorama artistico dell'epoca.

    Morì a Milano l'11 settembre 1886Luigi Bisi nacque a Milano il 10 maggio 1814 in una famiglia di artisti: suo padre Michele e suo zio Giuseppe erano anch'essi pittori. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del padre e dello zio, per poi perfezionarsi all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Durelli. La sua carriera si distinse per una specializzazione nella pittura prospettica, un'arte che lo portò a dedicarsi principalmente alla rappresentazione di interni ed esterni di chiese, con una particolare predilezione per il Duomo di Milano. La precisione tecnica e l'uso sapiente della luce caratterizzarono le sue opere, che riscuosero apprezzamenti in tutta Europa.

    Nel 1851, Luigi Bisi succedette a Francesco Durelli nella cattedra di prospettiva all'Accademia di Brera, un incarico che mantenne fino alla morte. Oltre alla sua attività artistica, collaborò anche ai restauri del Duomo di Milano, lavorando insieme all'architetto Giovanni Brocca. La sua attività di insegnante e la qualità delle sue opere contribuirono a consolidare il suo nome nel panorama artistico dell'epoca.

    Morì a Milano l'11 settembre 1886.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 450

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Land of fire
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Mario Broggi Mario Broggi
    Milano 1890 - Somma Lombardo 1952
    Olio su tavola cm 41,5x41,5 firmato in basso a dx Mario Broggi
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tavola cm 56x39 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 900

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx Giuseppe MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Guido Somelli Guido Somelli
    Firenze 1881 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 42,5x58 firmato in basso a dx G.Somelli

    Guido Somelli nacque a Firenze nel 1881 e qui morì nel 1940, dedicando la sua vita alla pittura figurativa con particolare attenzione ai paesaggi, alle vedute urbane e alle scene di vita quotidiana. Fin da giovane dimostrò talento e passione per l’arte, iniziando a dipingere nella sua città natale e partecipando presto a mostre e rassegne che gli permisero di farsi conoscere, sia in Italia sia, occasionalmente, all’estero.
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    La sua produzione spaziò tra paesaggi della campagna toscana, scorci di Firenze e del suo territorio, nature morte e scene di vita quotidiana, sempre caratterizzate da un’attenzione alla luce, all’atmosfera e ai dettagli. Nel 1913 Somelli partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione a Roma, presentando una figura femminile nuda che rivelava la sua apertura verso i linguaggi artistici più ampi e il confronto con i fermenti culturali italiani ed europei.

    Negli anni Venti e Trenta espose in varie manifestazioni artistiche in Toscana, presentando opere che spaziavano dai paesaggi di campagna a scene di vita rurale, con uno stile che univa precisione descrittiva e sensibilità poetica. Le sue opere mostrano una tavolozza misurata, un tratto sicuro e la capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, dalle sponde dell’Arno ai borghi e alle colline toscane, sempre con grande rispetto per l’atmosfera naturale e urbana.

    Somelli rimase coerente nella sua ricerca di una pittura figurativa radicata nella realtà osservata, convinto che la verità visiva fosse anche espressione di bellezza e poesia.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Luca Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx L.Postiglione
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 18,5x24 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 147x109 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a sx V.Zilla
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su cartone cm 14x30,5 firmato in alto a sx G.Solenghi

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Frigerio Luigi Frigerio
    Milano 1873 - 1936
    Olio su tavola cm 44,5x60 firmato in basso a sx Frigerio

    Luigi Frigerio nacque a Milano il 28 dicembre 1873 e si distinse come pittore autodidatta, sviluppando una particolare predilezione per il paesaggio. La sua arte si caratterizzò per la rappresentazione di scene di vita quotidiana, paesaggi marini e vedute urbane, spesso ispirate dalla luce e dall'atmosfera dei luoghi che dipingeva.
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    L’uso di tecniche come l'olio, la tempera e il pastello gli permise di esplorare vari effetti di luce e colore, dando vita a opere vibranti e ricche di dettagli.

    Frigerio partecipò a numerose esposizioni artistiche, ottenendo il riconoscimento del pubblico e della critica. Le sue opere furono esposte a Brera, a Venezia e in altre importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Mostra dell'Angelicum. La sua arte non si limitò solo alla partecipazione a mostre collettive, ma ottenne anche l'opportunità di tenere una personale alla Galleria della Rotonda di Bergamo nel 1949, consolidando ulteriormente la sua reputazione.

    Frigerio morì a Milano nel 1936Luigi Frigerio nacque a Milano il 28 dicembre 1873 e si distinse come pittore autodidatta, sviluppando una particolare predilezione per il paesaggio. La sua arte si caratterizzò per la rappresentazione di scene di vita quotidiana, paesaggi marini e vedute urbane, spesso ispirate dalla luce e dall'atmosfera dei luoghi che dipingeva. L’uso di tecniche come l'olio, la tempera e il pastello gli permise di esplorare vari effetti di luce e colore, dando vita a opere vibranti e ricche di dettagli.

    Frigerio partecipò a numerose esposizioni artistiche, ottenendo il riconoscimento del pubblico e della critica. Le sue opere furono esposte a Brera, a Venezia e in altre importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Mostra dell'Angelicum. La sua arte non si limitò solo alla partecipazione a mostre collettive, ma ottenne anche l'opportunità di tenere una personale alla Galleria della Rotonda di Bergamo nel 1949, consolidando ulteriormente la sua reputazione.

    Frigerio morì a Milano nel 1936.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 30,5x25 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 250

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Arnaldo Soldini Arnaldo Soldini
    Brescia 1862 - Val Trompia 1936
    Olio su tela cm 42,5x62,5 firmato in basso a dx A.Soldini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Pastelli su carta cm 75x86 firmato in basso a dx A.Landi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Raffaele De Grada Raffaele De Grada
    Milano 1885 - Milano 1957
    Olio su tela cm 70x90 firmato in basso a dx R.Grada

    Raffaele De Grada nacque a Milano il 2 marzo 1885, primogenito di Antonio, pittore decoratore, e di Teresa Amelotti. La sua famiglia, radicata nella tradizione artistica, si trasferì in Argentina nel 1889 e successivamente in Svizzera nel 1895.
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    Giovanissimo, assistette il padre nei lavori di decorazione di chiese e case nobili .

    Dal 1902 al 1908, De Grada studiò presso le Accademie di Dresda e di Karlsruhe, dove fu influenzato dalla pittura paesaggistica tedesca e dalla Secessione viennese. Nel 1913 esordì con una personale a Zurigo, città in cui si stabilì definitivamente nel 1915, sposando Magda Ceccarelli. Nel 1916 nacque a Zurigo il figlio Raffaele, che in seguito si dedicherà alla critica d'arte e alla politica .

    Nel 1919, De Grada decise di stabilirsi definitivamente in Italia. Nel 1920 si trasferì a San Gimignano, dove nacque la figlia Lidia, per poi stabilirsi a Settignano, vicino a Firenze. La sua prima personale italiana si tenne nel 1921 a Firenze, presso il Palazzo Antinori, ottenendo l'attenzione della critica e dell'ambiente artistico fiorentino. Nel 1922 partecipò alla Biennale di Venezia e divenne membro del movimento Novecento Italiano, esponendo alle sue mostre del 1926 e 1929 a Milano .

    Nel 1930 si trasferì a Milano e nel 1931 fu chiamato a insegnare all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, incarico che mantenne fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggio, rappresentando le periferie milanesi, la Brianza e la Toscana, influenzato dalla pittura di Corot e Cézanne.

    Raffaele De Grada morì a Milano il 10 aprile 1957.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 59x74,5 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 31x36 firmato in basso a dx A.Piatti 1918
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 55x74 firmato in basso a sx S.Poma
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Marcello Scuffi Marcello Scuffi
    Tizzana (PT) 1948 - 2021
    Olio su tela cm 50x36 firmato in basso a dx Scuffi
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Angolo Ligure
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Emilio Gola Emilio Gola
    Milano 1851 - 1923
    Stendendo i panni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 30x49 firmato in basso a sx A. Preda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 29x40,5 firmato in alto a dx C.Maggi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ambrogio Raffele Ambrogio Raffele
    Vigevano (PV) 1845-1928
    Olio su tavola cm 17x26 firmato in basso a dx A.Raffele
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Arturo Albertazzi Arturo Albertazzi
    Vogogna (NO) 1881- Ghiffa (VB) 1917
    Olio su tela cm 64x114 firmato in basso a sx A.Albertazzi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 37x55 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Il Cervino
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Mario Acerbi Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su tela applicata cm 35x40 firmato in basso a dx M.Acerbi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su tela cm 69x146 firmato in basso a sinistra Amus
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone (VR) 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 25x34 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Carlo Stragliati Carlo Stragliati
    Milano 1867 - Milano 1925
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx C.Stragliati

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx M.Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 54x73 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Arpini Carlo Arpini
    Ancona 1866 Monza 1922
    Olio su tela cm 62x102 firmato in basso a dx C.Arpini
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 900

  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16,5x22 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Lot 25  

    Studio

    Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tavola cm 14x14 firmato in basso a dx A.Campriani
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 30x21,5 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 41x51 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Mario Broggi Mario Broggi
    Milano 1890 - Somma Lombardo 1952
    Olio su tavola cm 40,5x40,5 firmato in basso a dx Mario Broggi
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Drawbeats Drawbeats
    Healing People

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Lot 25  

    Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su cartone cm 35x47 firmato in basso a sx Z. Dal Bo
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Eugenio Bonzanini Eugenio Bonzanini
    Verona 1871 - Milano 1932
    Olio su tela cm 30x52 firmato in basso a sx E.Bonzanini
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Lot 25  

    Paesaggio

    Camillo Rapetti Milano 1859 - 1929
    Olio su tavola cm 22x49 firmato in basso a sx C.Rapetti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Nubi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 43,5x58 firmato in basso a dx Fabbi
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su tavola cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 35x65 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 900

  • A. Maria Reyna Manescau A. Maria Reyna Manescau
    Coin 1859 - Roma 1937
    Squero San Trovaso Venezia
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Alessio Jssupoff Alessio Jssupoff
    Vjatka, Russia 1889 - Roma 1957
    Il Ventaglio bianco
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su carta cm 39x46 firmato in basso a sx Amisani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 75x131 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 29x40 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Giovanni Battista Barbieri Giovanni Battista Barbieri
    Salo' (Brescia) 1854 - 1926
    Olio su tavola cm 40x62 firmato in basso a sx Barbieri
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 80x150 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Corradi XIX - XX secolo Corradi XIX - XX secolo
    Italia del nord XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 54,5x61 firmato in basso a sx Corradi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 21x39 firmato in basso a dx G.Danieli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 8,3x8,3 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a dx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 250

  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 18x28 n firmato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Dino Rossi Dino Rossi
    Bernareggio 1904 - 1982
    Olio su tela cm 30x73 firmato in basso a sx Dino Rossi

    Dino Rossi, nato a Bernareggio nel 1904, è stato uno dei pittori italiani più rappresentativi del Novecento. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, dedicandosi sin dai primi anni alla pittura en plein air, una tecnica che lo portò a catturare la bellezza della natura attraverso la luce naturale.
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    La sua formazione artistica lo vide impegnato in città come Londra e Parigi, dove approfondì il suo stile, immergendosi nelle influenze dell'arte europea moderna.

    Nel corso della sua carriera, Rossi intraprese numerosi viaggi che lo portarono in vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile. Questi spostamenti arricchirono la sua pittura, che si arricchì di nuove prospettive e tematiche ispirate ai paesaggi e alle culture locali. Tra il 1947 e il 1950, il pittore visse in Svizzera, dove continuò la sua attività, partecipando a numerose esposizioni che lo resero conosciuto anche a livello internazionale.

    Le sue opere si caratterizzano per la luminosità e la resa atmosferica, con una particolare attenzione ai dettagli. Tra i suoi soggetti preferiti, Rossi prediligeva i paesaggi marini e le scene di vita quotidiana, ma non mancarono lavori dedicati a interni ricchi di oggetti e colori, come il celebre "La bottega dell'antiquario". L'uso della luce e il contrasto tra luci e ombre sono tratti distintivi del suo stile, che si ispira in parte all'impressionismo.

    Dino Rossi morì nel 1982Dino Rossi, nato a Bernareggio nel 1904, è stato uno dei pittori italiani più rappresentativi del Novecento. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, dedicandosi sin dai primi anni alla pittura en plein air, una tecnica che lo portò a catturare la bellezza della natura attraverso la luce naturale. La sua formazione artistica lo vide impegnato in città come Londra e Parigi, dove approfondì il suo stile, immergendosi nelle influenze dell'arte europea moderna.

    Nel corso della sua carriera, Rossi intraprese numerosi viaggi che lo portarono in vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile. Questi spostamenti arricchirono la sua pittura, che si arricchì di nuove prospettive e tematiche ispirate ai paesaggi e alle culture locali. Tra il 1947 e il 1950, il pittore visse in Svizzera, dove continuò la sua attività, partecipando a numerose esposizioni che lo resero conosciuto anche a livello internazionale.

    Le sue opere si caratterizzano per la luminosità e la resa atmosferica, con una particolare attenzione ai dettagli. Tra i suoi soggetti preferiti, Rossi prediligeva i paesaggi marini e le scene di vita quotidiana, ma non mancarono lavori dedicati a interni ricchi di oggetti e colori, come il celebre "La bottega dell'antiquario". L'uso della luce e il contrasto tra luci e ombre sono tratti distintivi del suo stile, che si ispira in parte all'impressionismo.

    Dino Rossi morì nel 1982.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Drawbeats Drawbeats
    buenos dã¬as

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 300

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Narciso Malatesta Narciso Malatesta
    Venezia 1835 - Sassuolo ( MO ) 1896
    Olio su tela cm 40x51,5 firmato in basso a dx N.Malatesta
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Canella Giuseppe Canella
    Verona 1788 - Firenze 1847
    Olio su lastra di zinco cm 34x26,5 firmato in basso a sx G.Canella

    Giuseppe Canella è stato un pittore italiano nato a Verona nel 1788 e morto a Firenze nel 1847, considerato uno dei più importanti vedutisti dell’Ottocento italiano. La sua formazione avvenne inizialmente all’interno dell’ambiente familiare, poiché il padre Giovanni era architetto e scenografo, e fu proprio da lui che ricevette i primi insegnamenti legati al disegno e alla scenografia teatrale.
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    Questo primo contatto con la rappresentazione dello spazio e della prospettiva influenzò profondamente tutta la sua successiva attività artistica.

    Dopo un periodo di apprendistato tra Verona e altre città del Nord Italia, Canella si avvicinò progressivamente alla pittura di paesaggio, sviluppando un interesse sempre più marcato per la rappresentazione dal vero e per la resa atmosferica dei luoghi. Questo passaggio segnò l’abbandono delle scenografie per dedicarsi completamente alla veduta, genere nel quale avrebbe poi raggiunto i risultati più significativi. Le sue prime opere mostrano già una forte attenzione per la costruzione prospettica e per la descrizione dettagliata dell’ambiente urbano e naturale.

    Un momento decisivo della sua carriera fu il soggiorno a Venezia, dove entrò in contatto con la grande tradizione vedutista settecentesca, da cui trasse importanti stimoli, pur sviluppando uno stile personale più moderno e attento alla vita contemporanea. Nel 1818 esordì ufficialmente all’Accademia di Brera, presentando alcune vedute che attirarono subito l’attenzione della critica.

    Successivamente intraprese un lungo periodo di viaggi che lo portarono prima in Spagna e poi a Parigi. Proprio nella capitale francese Canella raggiunse la piena affermazione artistica, partecipando ai Salon e ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui una medaglia d’oro. Le sue vedute parigine si distinguono per la capacità di unire la precisione architettonica alla rappresentazione vivace della vita cittadina, con figure inserite in modo naturale all’interno della scena.

    Rientrato in Italia negli anni Trenta dell’Ottocento, si stabilì a Milano, dove fu accolto come accademico di Brera e continuò la sua attività con grande intensità. In questa fase la sua pittura si concentrò sulle città italiane e sui paesaggi lombardi, mantenendo sempre un equilibrio tra descrizione realistica e sensibilità luministica. Le sue opere di questo periodo mostrano una maturità stilistica consolidata, in cui la veduta diventa anche racconto della vita quotidiana.

    Negli ultimi anni si dedicò soprattutto ai paesaggi della campagna e dei laghi del Nord Italia, continuando a perfezionare il suo linguaggio pittorico fino alla morte, avvenuta a Firenze nel 1847.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Cesare Lugaro Cesare Lugaro
    Genova XIX
    Olio su tavola cm 32x18 firmato in basso a dx C.Lugaro ( difetti )

    Cesare Lugaro fu un pittore italiano legato alla scuola ligure dell’Ottocento, noto per la sua capacità di rappresentare scene di genere e soggetti militari con precisione narrativa e sensibilità artistica. La sua opera si concentra soprattutto sulla vita dei soldati, sulle scene di caserma e sui piccoli gesti quotidiani, catturati con una spontaneità che unisce documentazione e resa pittorica raffinata.
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    Le figure dei suoi dipinti emergono sempre vive e autonome, inserite in spazi attentamente composti, in cui la luce, il colore e il dettaglio contribuiscono a restituire la realtà con intensità e armonia. Accanto alle scene di genere militare, Lugaro realizzò anche paesaggi e studi di figura, mostrando padronanza tecnica e sensibilità nel rendere atmosfere e psicologie dei personaggi.

    Espositore attivo nelle principali rassegne italiane dell’epoca, seppe farsi notare per la coerenza stilistica e per la capacità di coniugare osservazione attenta e resa pittorica poetica. La sua produzione, pur inserita nel solco della tradizione ligure e della pittura di genere ottocentesca, rivela uno sguardo personale e immediato, capace di restituire dignità e vitalità alle persone e agli ambienti che ritrae.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 100

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Guindani Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia.
    Clicca per espandere

    Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 17x10,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 400

  • Emilio Parma Emilio Parma
    Monza 1874 - 1950
    Olio su tavola cm 27,5x40,5 firmato in basso a dx E.Parma

    Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.
    Clicca per espandere



    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.

    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 33x52 firmato in basso a dx G.Fasanotti
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 34,5x47 firmato in basso a sx Marcello Broggi
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Erminio Rossi Erminio Rossi
    Sannazzaro de' Burgondi 1871 - Pavia 1942
    Olio su tela cm 65x65 firmato in basso a dx E.Rossi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Modorati Giuseppe Modorati
    Milano 1827 - Carate Brianza 1923
    Olio su tavola cm 18x13 firmato in basso a sx G.Modorati

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su cartone cm 46x66,5 firmato in basso a dx A.Piatti

    Antonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni.
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    Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.

    Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.

    Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.

    L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.

    La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a ViggiùAntonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni. Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.

    Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.

    Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.

    L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.

    La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a Viggiù.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento ( E.Zeno )
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 90,5x76 firmato in basso a dx E.Zeno
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Craffonara
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Emilio Pasini Emilio Pasini
    Brescia 1872 - 1953
    Olio su tela cm 47,5x39 firmato in alto a dx E.Pasini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Mario Fumia Mario Fumia
    Torino 1931 - 2013
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Mario Fumia
    STIMA:
    min € 500 - max € 600 offerta libera
  • Pietro Ronzoni Pietro Ronzoni
    Sedrina 1781 - Bergamo 1862
    Olio su tela cm 52x75 firmato in basso a sx Manzini

    Pietro Ronzoni nacque a Sedrina, in provincia di Bergamo, il 28 novembre 1781. Fin da giovane, dimostrò una spiccata inclinazione per l'arte, studiando disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Pietro Saltini.
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    Nel 1802 si trasferì a Roma per completare la sua formazione, dove fu allievo del paesaggista Luigi Campovecchio e del pittore François Marius Granet. Durante il suo soggiorno romano, entrò in contatto con artisti come Angelica Kauffmann, Antonio Canova, Pelagio Palagi e Hendrik Voogd, arricchendo così la sua esperienza artistica.

    Nel 1809 tornò a Bergamo, dove lavorò come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale. In questo periodo, fu nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara, allora diretta da Giuseppe Diotti, con il quale collaborò strettamente. Nel 1815 si trasferì a Verona, dove si affermò come paesaggista di successo, realizzando opere per una committenza internazionale colta. Nel 1819, l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nominò accademico d'onore.

    Nel 1824 tornò a Bergamo, dove sposò Giacinta Ceresoli e divenne socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti della città. Partecipò alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara nel 1834. A partire dal 1840, la sua pittura si rinnovò, adottando una pennellata più morbida e atmosferica, influenzata dai modelli di Giuseppe Canella e dall'innovativa pittura dell'amico Piccio Carnovali.

    Ronzoni partecipò alla Prima Esposizione Italiana tenuta a Firenze nel 1861, ma evitò sistematicamente le esposizioni organizzate dall'Accademia di Brera. Morì a Bergamo il 26 aprile 1862 e fu sepolto nell'antico cimitero di Valtesse.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a sx F.Scattola
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 70x69 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tela cm 130x50 firmato in basso a dx A.Pavan
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x120 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Pascolo in Lessinia Verona
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Vele a Venezia
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Giuseppe Barbaglia Giuseppe Barbaglia
    Milano 1841 - Vedano al Lambro (MB) 1910
    Olio su tela cm 120x80
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 5000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 37x58 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 1  

    Marina di Pozzuoli

    Leon Giuseppe Buono Leon Giuseppe Buono
    Napoli 1887 - Pozzuoli NA 1975
    Olio su tela cm 77,5x67 firmato in basso a sx L.Buono


    4 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 1  

    Giardino fiorito

    Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Mosè Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Tempera su carta cm 65x41 firmato in basso a dx Mose Bianchi


    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 1  

    Il gendarme

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tela cm 42x30 firmato in basso a dx Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.



    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 1  

    Profumo di rosa

    Raffaele Giannetti Raffaele Giannetti
    Imperia 1837 - Genova 1915
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx R.Giannetti


    13 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 1  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 71x102 firmato in basso a sx A.B.

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 1  

    Lavoro pomeridiano

    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tavola cm 55x38 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 1  

    Lungo il fiume

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x30,5 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Giuseppe Cosenza Giuseppe Cosenza
    Luzzi (CS) 1846 - New York 1922
    Olio su tela cm 38x78 firmato in basso a dx Cosenza

    Giuseppe Cosenza nacque a Luzzi, in Calabria, nel 1846, e fu uno dei pittori italiani legati alla vivace stagione artistica della Napoli di fine Ottocento. Rimasto orfano in giovane età, si avvicinò alla pittura grazie a una precoce inclinazione naturale, che lo portò rapidamente a distinguersi come decoratore e autore di opere a carattere religioso.
    Clicca per espandere



    Trasferitosi a Napoli, entrò in contatto con l’ambiente dell’Accademia di Belle Arti, assorbendo le influenze della scuola pittorica napoletana. In questo contesto maturò un linguaggio figurativo attento alla realtà quotidiana, alla luce e al colore, in linea con la sensibilità naturalistica dell’epoca.

    La sua produzione si ampliò presto oltre la pittura sacra, includendo paesaggi, marine, scene di vita popolare e ritratti. Le vedute costiere e i momenti di vita lungo il mare divennero tra i suoi soggetti più riconoscibili: opere in cui la luce mediterranea e l’atmosfera delle località campane emergono con immediatezza e freschezza espressiva.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni in Italia, consolidando una reputazione solida come pittore di paesaggio e di genere. Negli anni Ottanta dell’Ottocento intraprese un percorso internazionale che lo portò prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove si stabilì definitivamente a New York.

    Qui continuò a dipingere e a inserirsi nel contesto artistico locale, affiancando all’attività pittorica anche quella di scrittore e divulgatore culturale. Negli ultimi anni fu colpito da problemi alla vista che ne limitarono progressivamente il lavoro.

    Morì a New York nel 1922Giuseppe Cosenza nacque a Luzzi, in Calabria, nel 1846, e fu uno dei pittori italiani legati alla vivace stagione artistica della Napoli di fine Ottocento. Rimasto orfano in giovane età, si avvicinò alla pittura grazie a una precoce inclinazione naturale, che lo portò rapidamente a distinguersi come decoratore e autore di opere a carattere religioso.

    Trasferitosi a Napoli, entrò in contatto con l’ambiente dell’Accademia di Belle Arti, assorbendo le influenze della scuola pittorica napoletana. In questo contesto maturò un linguaggio figurativo attento alla realtà quotidiana, alla luce e al colore, in linea con la sensibilità naturalistica dell’epoca.

    La sua produzione si ampliò presto oltre la pittura sacra, includendo paesaggi, marine, scene di vita popolare e ritratti. Le vedute costiere e i momenti di vita lungo il mare divennero tra i suoi soggetti più riconoscibili: opere in cui la luce mediterranea e l’atmosfera delle località campane emergono con immediatezza e freschezza espressiva.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni in Italia, consolidando una reputazione solida come pittore di paesaggio e di genere. Negli anni Ottanta dell’Ottocento intraprese un percorso internazionale che lo portò prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove si stabilì definitivamente a New York.

    Qui continuò a dipingere e a inserirsi nel contesto artistico locale, affiancando all’attività pittorica anche quella di scrittore e divulgatore culturale. Negli ultimi anni fu colpito da problemi alla vista che ne limitarono progressivamente il lavoro.

    Morì a New York nel 1922.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 1  

    Paesaggio ticinese

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 64,5x109,5 firmato in basso a sx Preda


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 3000 - max € 4000

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    La singolarita' del tordo


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx L.Barzanti


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 99x70 firmato in basso a dx I.Mus


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 1  

    Asino e pecore

    Tito Pellicciotti Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 38x23 firmato in basso a sx T.Pelliccioti


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Moreno Carbonero Moreno Carbonero
    Malaga ( Spagna ) 1858 -1940
    Bel visino, 1878


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  • STIMA min € 4000 - max € 4500

    Achille Vertunni Achille Vertunni
    Napoli 1826 - Roma 1897
    Olio su tela cm 64x92 firmato in basso a sx A.Vertunni


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 49x59 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 1  

    Lungo il sentiero

    Francesco Sampietro Francesco Sampietro
    Garlasco (PV) 1815 - 1896
    Olio su tela cm 46x37,5 firmato in basso a dx Sampietro


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 1  

    La vendemmia

    Gaetano Spinelli Gaetano Spinelli
    Bitonto 1877 - Firenze 1945
    Olio su cartone cm 5,5x37,5 firmato in basso a dx G.Spinelli


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 1  

    Canale a Venezia

    Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 68,5x88 firmato in basso a dx C.Brancaccio


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 1  

    Campagna Livornese

    Gio Bartolena Gio Bartolena
    Livorno 1866 - Livorno 1942
    Campagna Livornese


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 1  

    La pastorella

    Mose' Bianchi Mose' Bianchi
    Monza 1840 - Monza 1904
    Tempera su carta cm 47,5x27,5


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888 - 1946
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx Pajetta


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 1  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3000 - max € 4000

    Lot 1  

    Lettura

    Gaetano De Martini Gaetano De Martini
    Benevento 1840 - Napoli 1917
    Olio su tela cm 34x25,5 firmato in basso a sx G.Martini


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 1  

    Fermata del tram

    Ugo Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 39,5x30 firmato in basso a dx A.Catti


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 1  

    Il Gattamelata

    Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    Italia XIX-XX
    Bronzo cm 52x26x62, riproduzione scultura di Donatello


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 1  

    Innocenza (1918)

    Ettore De Maria Bergler Ettore De Maria Bergler
    Napoli 1850 - Palermo 1938
    Olio su tavola cm 73,5x54,5 firmato in basso a dx E.Bergler


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lot 1  

    Baite nella neve

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Baite nella neve


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  • STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lot 1  

    Le tre sorelle

    Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 148x74 firmato in basso a dx Lancerotto


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 1  

    Oleandri

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 20x22 firmato in basso a dx Gino Romiti 1930


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 1  

    Marina ligure

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 14x21 firmato in alto a dx C.Maggi

    Cesare Maggi, nato a Roma il 13 gennaio 1881, proveniva da una famiglia di attori. Dopo gli studi classici tra Firenze e Lucca, intraprese la sua formazione artistica presso gli studi di Vittorio Corcos e Gaetano Esposito.
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    Esordì pubblicamente nel 1898 a Firenze e successivamente si recò a Parigi per frequentare l'accademia di Fernand Cormon. La sua carriera artistica fu influenzata dalla luce della pittura di Giovanni Segantini, e nel 1899 si trasferì nell'Engadina per seguire le sue tracce.

    Dopo la morte della madre nel 1900, Maggi si stabilì a Torino e iniziò le sue sperimentazioni artistiche a Forno Alpi Graie. Nel 1900, firmò un contratto esclusivo con il mercante Alberto Grubicy, diventando parte del gruppo divisionista. Nel 1904, si trasferì a La Thuile in Val d'Aosta per approfondire lo studio dal vero. Nel 1905, presentò il dipinto "Mattino di festa" all'Esposizione internazionale di Venezia, segnando un momento significativo nella sua carriera.

    Dal 1907 in poi, Maggi partecipò a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e successi. Nel 1913 lasciò La Thuile per stabilirsi a Torino, chiudendo la sua fase divisionista. La Biennale di Venezia del 1914 mostrò ancora opere influenzate da Segantini. La chiamata alle armi nel 1915 non interruppe la sua ricerca artistica, e il suo stile si perfezionò durante il servizio militare.

    Congedato nel 1919, tornò a Torino e riprese intensa attività espositiva, ottenendo successi e acquisizioni importanti. Nel 1926, il dipinto "Neve" fu acquistato dalla Galleria civica di Torino. La sua pittura subì l'influenza del movimento Novecento, senza una vera adesione. Nel 1935 divenne supplente di Cesare Ferro all'Accademia Albertina di Torino, iniziando una prolifica carriera di insegnante fino al 1951.

    Nel corso degli anni, Maggi partecipò a numerose mostre nazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Nel 1947 fu nominato accademico di S. Luca. Negli anni successivi, la sua attività espositiva si diradò a causa di problemi di salute e depressione legata alla morte della moglie nel 1957. Nel 1959, una retrospettiva a Torino segnò la sua consacrazione pubblica.

    Cesare Maggi morì a Torino il 11 maggio 1961.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 1  

    Raccolta di fiori

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastelli su carta cm 27x31 firmato in basso a dx A. Tavernier

    Andrea Tavernier, pittore nato a Torino il 23 dicembre 1858, si distinse come artista indipendente e appassionato del paesaggio fin dai suoi primi anni di formazione all'Accademia Albertina sotto la guida di A. Gastaldi.
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    Contrariamente alla maniera del suo maestro, Tavernier si dedicò fin da principio alla rappresentazione del paesaggio e a scene di genere all'aperto.

    Il suo esordio artistico avvenne nel 1884 alla Promotrice di Torino, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto a Roma, dove si stabilì. Qui trasse ispirazione dalla suggestiva Campagna Romana e trascorse periodi significativi anche lungo la costa adriatica. Tavernier, tuttavia, non si legò a una singola località e, nel corso della sua vita, visse anche a Torino e infine a Grottaferrata, dove si spense il 15 novembre 1932.

    La sua produzione artistica fu ampiamente esposta a Torino e Roma, oltre che alle biennali veneziane e ad altre importanti mostre in Italia. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino, testimonianza del riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca.

    Il tratto distintivo di Tavernier risiede nella vivacità della sua tavolozza, che talvolta si avvicinò al gusto dei divisionisti senza tuttavia riprodurre pedissequamente i loro rapporti cromatici. I suoi paesaggi sono animati da figure umane, dotati di uno spirito aneddotico che aggiunge profondità e interesse alle sue opere. In questo modo, Tavernier ha contribuito a arricchire il panorama artistico italiano del suo tempo con la sua visione personale e la sua sensibilità alla bellezza della natura e della vita quotidiana.



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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giacomo Grosso (Autori del dipinto Chessa, Carpanetto e Saccaggi), regalato dagli amici del Circolo degli Artisti a Giacomo Grosso per il suo cavalierato mauriziano, 1894. Sul retro, tutte le firme dei donatori. Pub. a pag. 140 del catalogo Giacomo Grosso a cura di Giuseppe Luigi Marini.
    Giacomo Grosso
    Cambiano (TO) 1860 - Torino 1938
    San Gross



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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Lot 1  

    Cane Da Caccia

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 21x22,5 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 1  

    Pesche

    Filippo Vacchetti Filippo Vacchetti
    Carru (CN) 1873 - 1945 Torino
    Olio su tavola cm 49x50 firmato in basso a dx F.Vacchetti

    Filippo Vacchetti nacque il 28 maggio 1873 a Carrù, in provincia di Cuneo, e morì nel 1945 a Torino. Fu un pittore italiano che si distinse per la sua abilità nella rappresentazione di nature morte e paesaggi, ma anche per la sua attenzione alla luce e ai dettagli.
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    La sua formazione avvenne principalmente a Torino, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, che in quegli anni stava vivendo una stagione di grande fermento culturale.

    Nel corso della sua carriera, Vacchetti si fece apprezzare per la sua maestria nell'uso del colore e per la capacità di rendere con finezza la bellezza degli oggetti e dei paesaggi, trattati con un realismo preciso ma al contempo affascinante. La sua pittura non era solo un’esercizio tecnico, ma un modo per trasmettere emozioni e sensazioni attraverso la resa accurata delle atmosfere.

    Pur non appartenendo a una scuola specifica, Vacchetti fu influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo, ma seppe rimanere fedele alla propria visione, facendo della luce e dei particolari il punto di forza delle sue opere. La sua produzione fu ampiamente apprezzata e le sue opere furono esposte in numerose gallerie e mostre, guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama artistico piemontese.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 1  

    Allo specchio

    Attilio Toro Attilio Toro
    Italia 1892 - 1982
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a dx A.Toro

    Attilio Toro nacque a Napoli il 4 dicembre 1892. Fin da giovane si avvicinò al mondo dell’arte, apprendendo i primi rudimenti della pittura nell’atelier del padre, Carmine Toro.
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    La sua formazione proseguì all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Vincenzo Volpe e attirò l’attenzione del direttore Carlo Siviero, che gli offrì un incarico come assistente, proposta che Toro rifiutò per dedicarsi interamente alla sua produzione artistica.

    La pittura di Attilio Toro si sviluppò seguendo la grande tradizione ottocentesca napoletana, ma con uno stile personale caratterizzato da pennellate dense, colori sapientemente impastati e una particolare luminosità che dava vitalità ai soggetti. Realizzò ritratti di grande sensibilità, nudi femminili carichi di grazia e paesaggi semplici ma vibranti.

    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Prima Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli del 1921, dove presentò l’opera "Redenta". Raggiunse importanti riconoscimenti, come il premio della Columbus Association nel 1940 e la medaglia d’oro alla Mostra Nazionale di Caserta nel 1961 per il dipinto "San Gregorio d’Alife". Tra le sue opere più apprezzate si annovera anche il "Generale Clark", considerato un punto alto della sua produzione.

    Attilio Toro visse gli ultimi anni a Portici, dove si spense nel 1982. Attilio Toro nacque a Napoli il 4 dicembre 1892. Fin da giovane si avvicinò al mondo dell’arte, apprendendo i primi rudimenti della pittura nell’atelier del padre, Carmine Toro. La sua formazione proseguì all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Vincenzo Volpe e attirò l’attenzione del direttore Carlo Siviero, che gli offrì un incarico come assistente, proposta che Toro rifiutò per dedicarsi interamente alla sua produzione artistica.

    La pittura di Attilio Toro si sviluppò seguendo la grande tradizione ottocentesca napoletana, ma con uno stile personale caratterizzato da pennellate dense, colori sapientemente impastati e una particolare luminosità che dava vitalità ai soggetti. Realizzò ritratti di grande sensibilità, nudi femminili carichi di grazia e paesaggi semplici ma vibranti.

    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Prima Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli del 1921, dove presentò l’opera "Redenta". Raggiunse importanti riconoscimenti, come il premio della Columbus Association nel 1940 e la medaglia d’oro alla Mostra Nazionale di Caserta nel 1961 per il dipinto "San Gregorio d’Alife". Tra le sue opere più apprezzate si annovera anche il "Generale Clark", considerato un punto alto della sua produzione.

    Attilio Toro visse gli ultimi anni a Portici, dove si spense nel 1982.



    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giacomo Casa Giacomo Casa
    Conegliano Veneto, Treviso 1827 - Roma 1887
    Olio su tela cm 32x24,5 firmato in basso a dx G.Casa



    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1400

    Lot 2  

    Mamma

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    Mamma


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 2  

    Portici a Chioggia

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 69x99 firmato in basso a dx A.Bozzato


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 2  

    Il battesimo

    Giuseppe Mazzola Giuseppe Mazzola
    Attivo in Lombardia tra il

    Giuseppe Mazzola fu un pittore milanese attivo nella metà dell’Ottocento, documentato tra il 1845 e il 1868, figura oggi poco nota ma di notevole interesse nel contesto della pittura lombarda del tempo. La scarsità delle opere conservate, non più di una ventina, e l’omonimia con artisti più celebri hanno contribuito a offuscarne la fortuna critica, senza tuttavia diminuire la qualità della sua produzione.
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    Formatosi nell’ambiente milanese legato all’Accademia di Brera, Mazzola operò in un periodo caratterizzato da una forte attenzione per la pittura di genere e di veduta, ambiti nei quali sviluppò una sensibilità autonoma. La sua opera si distingue per la capacità di costruire scene articolate, spesso ambientate in contesti urbani o pubblici, nelle quali la dimensione narrativa si unisce a un’attenta osservazione del reale.

    Particolarmente felice risulta la sua attitudine nel rappresentare episodi di carattere storico e collettivo, restituiti con equilibrio compositivo e ricchezza di dettagli. Le sue scene, animate da figure numerose ma sempre ben calibrate nello spazio, rivelano una mano sicura e una notevole padronanza del disegno. Mazzola dimostra infatti una capacità non comune nel gestire la complessità narrativa senza perdere chiarezza visiva, mantenendo sempre leggibile il fulcro dell’azione.

    Dal punto di vista stilistico, il suo linguaggio mostra affinità con la tradizione della veduta lombarda della prima metà del secolo, con richiami all’ambiente dei Canella, pur declinati in una chiave più narrativa e meno puramente descrittiva. La luce, spesso chiara e diffusa, contribuisce a dare unità alle composizioni, valorizzando architetture e figure senza appesantire la scena.

    Artista di raffinata sensibilità e di solida tecnica, Giuseppe Mazzola si rivela dunque interprete attento della realtà e della storia, capace di tradurre episodi complessi in immagini vive e coerenti. La sua produzione, sebbene limitata, testimonia una qualità esecutiva elevata e una mano particolarmente felice nel rendere scene articolate e ricche di vita, rendendolo una figura meritevole di maggiore attenzione nel panorama artistico dell’Ottocento lombardo.


    Olio su tela cm 90x150 firmato in basso a dx G.Mazzola


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 2  

    Bagno Romano

    Eugenio Cecconi Eugenio Cecconi
    Livorno 1842 - Firenze 1903
    Olio su tavola cm 18x31 firmato in basso a sx E.Cecconi

    Eugenio Cecconi (Livorno, 8 settembre 1842 – Firenze, 19 dicembre 1903) fu un pittore toscano legato all’area dei Macchiaioli, oggi ricordato soprattutto per le sue scene di caccia, per i paesaggi della Maremma e per una pittura capace di unire osservazione diretta, sensibilità luministica e una vivace immediatezza narrativa. La sua figura, tuttavia, non si esaurisce nel solo ambito pittorico: fu anche disegnatore, incisore, scrittore e uomo di cultura, animato da una personalità schiva ma brillante, che seppe trasformare la propria passione per la natura e per il mondo venatorio in una cifra artistica assolutamente personale.
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    Nato in una famiglia livornese di solida formazione patriottica, visse in un ambiente attraversato dagli ideali risorgimentali, che contribuirono a formare il suo carattere e il suo sguardo. Dopo gli studi al Collegio Nazionale di Torino, fu indirizzato verso la carriera giuridica e si laureò in legge all’Università di Pisa. Parallelamente, però, coltivò con crescente intensità l’interesse per il disegno e la pittura, studiando paesaggio e frequentando poi Firenze, dove, pur avviato alla pratica legale, entrò in contatto con l’ambiente artistico e con gli insegnamenti accademici. La morte del padre e l’esperienza del volontariato nel 1866 segnarono un momento di svolta: abbandonata definitivamente la professione forense, Cecconi decise di consacrarsi interamente all’arte.

    La sua vera maturazione avvenne nel clima libero e sperimentale di Castiglioncello, crocevia fondamentale della cultura macchiaiola. Qui frequentò Diego Martelli e conobbe figure decisive della pittura toscana dell’Ottocento, tra cui Giovanni Fattori, Giovanni Boldini e Giuseppe Abbati. In questo contesto, lontano dalle rigidità dell’accademia, si consolidò la sua predilezione per lo studio dal vero, per il paesaggio osservato senza filtri e per una pittura che cogliesse la vita nella sua evidenza concreta. Pur orbitando nell’area dei Macchiaioli, Cecconi sviluppò una voce autonoma: se nei maestri del gruppo prevaleva spesso la costruzione sintetica della “macchia”, in lui si avverte un gusto più narrativo, più incline al racconto visivo e alla resa psicologica del mondo naturale.

    I soggetti che più lo resero celebre furono le scene di caccia, i cani, gli animali in movimento e i paesaggi della Maremma toscana. Non si trattava di semplici quadri di genere, ma di opere nelle quali la passione personale per la caccia diventava strumento di conoscenza del territorio, del comportamento animale e della luce. Cecconi possedeva una rara abilità nel rendere l’energia dei cani da ferma, la tensione dell’attesa, lo slancio improvviso verso la preda, il rapporto quasi simbiotico tra uomo, animale e ambiente. Questa attitudine, riconosciuta già dai contemporanei, lo rese uno dei più originali interpreti della pittura venatoria italiana dell’Ottocento. Accanto a tale filone, coltivò anche un’attenzione sincera per il mondo popolare livornese, come dimostra il celebre Cenciaiole livornesi del 1880, opera in cui la vita quotidiana della città viene osservata con realismo partecipe, senza retorica sociale ma con notevole finezza descrittiva.

    Importante fu anche il viaggio in Tunisia, compiuto negli anni Settanta, che introdusse nella sua produzione una parentesi di gusto orientalista. Le vedute urbane, i cortili, i mercati, le figure arabe e gli scorci di Tunisi gli offrirono l’occasione di approfondire lo studio della luce intensa, dei contrasti cromatici e di una tavolozza più vibrante. Questa esperienza non snaturò la sua poetica, ma ne ampliò il respiro, confermando la sua capacità di assorbire suggestioni nuove senza perdere il legame con il vero.

    Nel corso della carriera partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, da Torino a Firenze, da Milano a Roma, consolidando una presenza costante nel panorama artistico nazionale. Visse e lavorò tra Livorno, la campagna pisana, Torre del Lago e soprattutto Firenze, mantenendo però sempre un rapporto profondo con la Maremma e con il paesaggio toscano. Negli anni maturi si dedicò sempre di più anche alla scrittura: compose prose, racconti, versi, articoli di critica d’arte e lasciò pagine ispirate in particolare al mondo maremmano. Fu inoltre un buon incisore, autore di acqueforti di notevole qualità, e si interessò perfino alla traduzione letteraria, segno di una cultura ampia e non confinata entro i limiti della sola pratica pittorica.

    Sul piano stilistico, Eugenio Cecconi occupa una posizione singolare nel secondo Ottocento italiano. Pur vicino alla sensibilità macchiaiola, non fu un semplice epigono del movimento. La sua pittura conserva il valore della visione immediata e della luce naturale, ma vi aggiunge un gusto narrativo, una capacità di osservazione minuta e una tenerezza quasi affettiva nei confronti degli animali e dei paesaggi. Nei suoi quadri la natura non è sfondo, ma presenza viva; non è scenario, ma teatro di una relazione autentica tra uomo, terra e istinto. Anche per questo la sua opera continua a esercitare un fascino particolare sul collezionismo e sulla critica, soprattutto quando si tratta dei dipinti venatori, oggi tra i più riconoscibili e apprezzati della sua produzione.

    Morì a Firenze nel 1903, dopo aver trascorso gli ultimi anni tra attività artistica e letteraria, lontano da ogni clamore mondano.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 2  

    Albicocco fiorifo

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 42x33 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.



    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
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    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.



    11 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 2  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 19,5x11,5 firmato in basso a dx F.Fabbi


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tela cm 24,5x33 firmato in basso a sx V.Avondo

    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia colta e ben inserita nell’ambiente cittadino. Sebbene avviato agli studi giuridici, mostrò molto presto una forte inclinazione per la pittura.
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    Dopo un primo periodo all’Accademia di Pisa, si trasferì a Ginevra, dove si formò nello studio del paesaggista Alexandre Calame. Qui affinò il gusto per la rappresentazione della natura, inizialmente ancora legata a una sensibilità romantica.

    Negli anni successivi intraprese un lungo viaggio di formazione tra Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Il contatto diretto con i paesisti della Scuola di Barbizon, che privilegiavano la pittura dal vero e un approccio più naturale alla luce, lo spinse verso un linguaggio sobrio, essenziale, fondato sulla resa atmosferica e su un uso delicato del colore. Questo cambiamento segnò la sua maturità artistica.

    Nel 1857 si stabilì per alcuni anni a Roma. Le campagne laziali, il paesaggio rustico e i grandi cieli luminosi divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Tornato poi in Piemonte, continuò su questa linea dipingendo vedute silenziose e meditate di laghi, fiumi, pianure e montagne. I suoi paesaggi si distinguono per l’equilibrio composto, per l’attenzione agli effetti di luce e per un sentimento di quiete che attraversa tutta la sua produzione. È in questa fase che il suo nome si lega al gruppo di artisti riuniti nella cosiddetta Scuola di Rivara, ambiente fertile per lo sviluppo del paesaggismo piemontese.

    Accanto all’attività pittorica coltivò un profondo interesse per il medioevo, l’antiquariato e la conservazione del patrimonio artistico. Acquistò e restaurò il Castello di Issogne, partecipò al progetto del Borgo Medievale di Torino e contribuì a interventi su importanti edifici storici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua competenza come collezionista e conoscitore d’arte lo rese una figura di primo piano nel dibattito culturale dell’Italia postunitaria.

    Dal 1863 fu coinvolto nella gestione delle collezioni civiche di Torino e nel 1890 divenne direttore del Museo Civico, ruolo che svolse con rigore e visione, favorendo l’ampliamento e la sistemazione organica delle raccolte. Negli ultimi anni dipinse meno a causa delle condizioni di salute, ma continuò a impegnarsi nella tutela del patrimonio.

    Morì a Torino il 14 dicembre 1910.



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  • STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lot 2  

    In Laguna

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 65,5x111 firmato in basso a sx Ciardi


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 2  

    Strada d'inverno

    Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx E.Tonti


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 2  

    Scena familiare

    Antonio Milone Antonio Milone
    Napoli 1934-1919
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx A.Milone


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Carlo Ferrari detto il Ferrarin Carlo Ferrari detto il Ferrarin
    Verona 1813 - Verona 1871
    Olio su cartone cm 20,5x20,5 firmato in basso a dx Ferrari



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  • STIMA min € 2000 - max € 2200

    Lot 2  

    Bel visetto

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 39x30 firmato in basso a dx V.Irolli

    Nato a Napoli il 30 settembre 1860, l'artista studiò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli tra il 1877 e il 1880, avendo come maestri G. Toma, F.
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    Maldarelli e lo scultore S. Lista. Fu profondamente influenzato dalle opere di F. P. Michetti, A. D'Orsi e A. Mancini viste all'Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877. Debuttò alla XV Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1879 con "Felice rimembranza", vincendo il primo premio.

    Negli anni successivi, espose varie opere di ispirazione storica e ritratti, come "Sesto Tarquinio" e "L'attentato all'onore di Lucrezia". Il suo ritratto di Francesco Netti del 1884 esemplifica la sua abilità nel catturare il carattere e l'individualità delle figure. Tra il 1880 e il 1883, durante il servizio militare a Pavia, continuò a dipingere, realizzando opere come "Povera madre".

    Tornato a Napoli, frequentò artisti come Michetti e Sartorio e partecipò a varie esposizioni, ottenendo riconoscimenti per opere come "Amore e dovere" e "Maddalena moderna". Tra il 1889 e il 1890, partecipò alla decorazione della birreria Gambrinus di Napoli. Verso la fine degli anni '80, si dedicò al "secondo realismo", specializzandosi in scene di vita domestica e realismo popolare, influenzato da artisti come A. Cefaly e F. Palizzi.

    Le sue opere descrivono spesso interni rustici e scene familiari, come "Focolare domestico", "Il bacio della mamma" e "Bella lavandaia", esibendo una tecnica pittorica vivace e dettagliata. Le sue pitture di genere riscossero successo nei mercati internazionali di Parigi, Londra e Berlino, sebbene l'artista stesso considerasse quel periodo come uno dei più gravosi della sua vita, dovendo produrre opere accattivanti per motivi economici.

    Nel corso del Novecento, il suo stile divenne più fluido e rapido, con composizioni all'aperto e scene cittadine. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per opere come "Primavera", "La prediletta", "Sogno primaverile" e "Spannocchiatrici". Le sue ultime partecipazioni espositive risalgono agli anni '30 e '40, culminando con la sua presenza alla I Annuale Nazionale del 1948 a Cava de' Tirreni.



    15 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 66x90,5 firmato in basso a dx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Como il 4 dicembre 1944. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 2  

    I due Gattini

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 17,5x23 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Ciao mamina ( Tignet Valsavarenche )

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 2  

    L'Amore

    Andrea Marchisio Andrea Marchisio
    Torino 1850 - 1927
    Olio su cartone cm 28x17,5 firmato in basso a sx Marchisio

    Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti.
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    Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.

    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.

    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.

    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa. Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti. Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.
    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.
    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.
    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa.



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    Lot 2  

    Baite montane

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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    Lot 2  

    Giornata d'estate

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Gino Romiti


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  • STIMA min € 12000 - max € 14000

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    I due levrieri

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tela cm 114x82 firmato in basso a dx Amisani


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 2  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 44x54 firmato in basso a sx A.Abrate 1946


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    Lot 2  

    Mergellina

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su cartoncino cm 28,5x45 firmato in basso a dx A.Pratella


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Lot 2  

    Manzoni

    Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 15x15x45


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Ottorino Caracciolo Ottorino Caracciolo
    Bari 1855 - Parigi 1880
    Olio su tela cm 54x28,5 firmato in basso a dx Caracciolo


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  • STIMA min € 8000 - max € 12000

    Gino Piccioni Gino Piccioni
    Foligno 1873 - Biella 1941
    Pastello su carta cm centrale 107x140 - laterali 107x66 firmato in basso a sx G.Piccioni


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 2  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Nicolas De Corsi Nicolas De Corsi
    Odessa 1882 - Torre del Greco 1956
    Olio su tavola cm 52,5x64 firmato in basso a dx N.Decorsi


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

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    Cap Martin

    Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Cap Martin


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

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    Marina

    Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Marina


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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Francesco Peluso Francesco Peluso
    Napoli 1836 - dopo il 1916
    Olio su tela cm 50x76 firmato in basso a dx Peluso


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a dx G.Carelli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tavola cm 16x8 firmato in basso a dx G.Esposito


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 69,5x100 firmato in basso a dx A.Lozzia


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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    Enrico Coleman Enrico Coleman
    Roma 1846 - 1911
    Olio su tela cm 38x67 firmato in basso a dx C.Enrico


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    Lot 2  

    Paesaggio

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 16x28 firmato in basso a sx G.C.


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    Lot 2  

    1903

    Francesco Mancini detto Lord Napoli 1830 - 1905
    Porto di Casamicciola


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 2  

    Marina a Sanremo

    Riccardo Pollastrini Roma 1883 - 1956
    Olio su tavola cm 29x48,5 firmato in basso a sx R.Pollastrini


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 3  

    Giardino sul mare

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Pastello su carta cm 35x39 firmato in basso a sx G.Casciaro


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Emilio Notte Emilio Notte
    Ceglie Messapica 1891 - Napoli 1982
    Olio su tavola cm 33x25 firmato in alto a dx E.Notte


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 71,5x100 firmato in basso a dx L.Bazzaro


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    Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.



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    Lot 3  

    Alla fontana

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22 firmato in basso a sx A.Formis


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 56x60 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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    Via di Napoli

    Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 87x38 firmato in basso a dx C.Brancaccio

    Inizialmente aveva studiato matematica, ma a 22 anni abbandonò questi studi per dedicarsi alla pittura. Fu allievo di Eduardo Dalbono.
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    I suoi soggetti principali erano le strade cittadine, i paesaggi marini e terrestri, principalmente vedute di Napoli. Alla Promotrice di Napoli del 1887 espose "Passe-partout" e molti schizzi della città, inclusi gli interni delle chiese. Nel 1888 espose un grande Paesaggio marino di Capri; nel 1889, "Toledo sotto la pioggia"; e nello stesso anno all'Esposizione di Brera a Milano, presentò la "Piazza del Carmine di Napoli".



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    Lot 3  

    Viandanti

    Giovanni Costa (Detto Nino) Giovanni Costa
    Roma 1826 - Marina di Pisa 1903
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx G.Costa

    Giovanni Costa, universalmente noto come Nino Costa, è una delle figure più affascinanti e originali della pittura italiana dell’Ottocento. Nato a Roma il 15 ottobre 1826 e morto a Marina di Pisa il 31 gennaio 1903, fu non soltanto un pittore di altissimo livello, ma anche un patriota risorgimentale, un intellettuale inquieto e un promotore instancabile di un’idea nuova di arte, fondata sul rapporto diretto con la natura, sulla sincerità dello sguardo e sul rifiuto delle convenzioni accademiche.
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    La sua vicenda umana e artistica si colloca in un momento cruciale della cultura italiana, quando il paesaggio smette progressivamente di essere semplice sfondo e diventa luogo di meditazione, verità e sentimento.

    Formatosi a Roma in un ambiente ancora fortemente segnato dal classicismo e dalla tradizione accademica, Costa studiò dapprima sotto l’influenza di maestri come Vincenzo Camuccini, Francesco Coghetti e Francesco Podesti. Tuttavia, già nei primi anni, si avvertì in lui una profonda insofferenza verso la rigidità dell’insegnamento ufficiale. Più che le grandi composizioni storiche o mitologiche, lo attirava la realtà viva del paesaggio, la campagna romana, la luce che muta, la verità semplice delle figure immerse nella natura. Questa inclinazione lo rese presto un artista anomalo rispetto al gusto dominante, e proprio in tale scarto si trova la radice della sua grandezza.

    Alla vocazione pittorica si unì molto presto l’impegno politico. Costa partecipò con convinzione alle vicende del Risorgimento, arruolandosi volontario nella prima guerra d’indipendenza e prendendo parte anche alla stagione della Repubblica Romana del 1849. Il suo patriottismo non fu episodico né ornamentale: fu una componente strutturale del suo carattere, un riflesso della stessa esigenza morale che guidava la sua pittura. Dopo la caduta della Repubblica, come molti democratici e garibaldini, fu costretto a una vita irregolare, fatta di spostamenti, periodi lontani da Roma e relazioni intellettuali che si sarebbero rivelate decisive per la sua maturazione.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta il suo linguaggio si consolidò attraverso soggiorni e contatti fondamentali. Il rapporto con la campagna romana, con Ariccia, con Anzio, con il litorale laziale e con i paesaggi toscani alimentò una pittura dal vero sempre più intensa e consapevole. Allo stesso tempo, Costa strinse legami con artisti e intellettuali stranieri, soprattutto inglesi, e fu vicino a figure come Frederic Leighton e John Ruskin. Ebbe inoltre rapporti con l’ambiente francese, e la sua sensibilità si arricchì grazie all’incontro con la lezione di Camille Corot e della scuola di Barbizon. Queste esperienze non lo trasformarono in un imitatore, ma gli offrirono strumenti per raffinare una poetica già personale: il paesaggio come visione morale, come armonia interiore, come verità colta nella sua essenza.

    Il suo soggiorno a Firenze e i contatti con i Macchiaioli furono altrettanto importanti. Costa non fu propriamente un macchiaiolo in senso stretto, ma fu certamente una figura vicina a quel clima di rinnovamento e, per certi versi, persino anticipatrice. Condivideva con loro l’esigenza di abbandonare la pittura di storia accademica e di tornare all’osservazione diretta del vero; tuttavia, il suo paesaggio conservò sempre una dimensione più lirica, più meditativa, meno costruita sul contrasto tonale puro e più tesa a una sintesi spirituale. Nelle sue opere il dato naturale non è mai soltanto percezione ottica: è memoria, silenzio, atmosfera, risonanza interiore.

    Questa posizione autonoma spiega il suo ruolo di promotore culturale. Costa fu un uomo di idee, un artista capace di creare intorno a sé una vera comunità di sensibilità. Fondò o animò importanti sodalizi come il Golden Club nel 1875, la Scuola Etrusca nel 1883 e soprattutto In Arte Libertas nel 1887, associazione destinata ad avere un peso rilevante nella vita artistica italiana di fine secolo. In queste iniziative si rifletteva la sua convinzione che l’arte dovesse tornare libera, sincera, fondata sulla natura ma anche nutrita di sentimento, poesia e coscienza morale. In questo senso Costa fu non solo un pittore, ma un vero maestro spirituale per molti artisti italiani e stranieri.

    La sua produzione è in larga parte dedicata al paesaggio, spesso popolato da figure umili, contadine, pastori, animali, donne colte in gesti quotidiani. Tra i suoi soggetti più celebri si ricordano le scene della campagna romana, le vedute di Anzio, i paesaggi toscani, le marine, i tramonti e le opere di tono più intimamente poetico, spesso accompagnate da titoli evocativi e quasi letterari. Dipinti come Donne che imbarcano legna a Porto d’Anzio, Donne sulla spiaggia d’Anzio o Il bacio del sole morente alla pineta odorosa mostrano bene la sua capacità di trasformare la scena reale in una visione sospesa, pervasa da un sentimento musicale della luce e del tempo. Accanto al paesaggio puro, esistono poi opere di gusto simbolico o idealizzante, come la celebre Ninfa, nelle quali affiora un dialogo con la sensibilità preraffaellita e con un immaginario più raffinato, quasi decadente.

    Dal punto di vista stilistico, Giovanni Costa occupa un posto singolare nella storia dell’arte italiana. Egli rappresenta un ponte tra la cultura romantica del paesaggio, il naturalismo riformatore di metà secolo, la sensibilità macchiaiola e certe aperture simboliste e internazionali del tardo Ottocento. La sua pittura non cerca l’effetto clamoroso né la teatralità: preferisce la misura, l’intonazione sottile, la poesia dei toni, la compostezza del ritmo. Anche quando dipinge figure, esse sembrano appartenere organicamente al respiro del paesaggio, come se natura e presenza umana partecipassero di una stessa armonia segreta. Per questo Costa è spesso considerato non solo un grande paesista, ma uno dei più alti interpreti italiani di un paesaggio “morale”, cioè capace di esprimere insieme realtà visibile e sentimento interiore.

    Negli ultimi decenni della sua vita, tornato stabilmente nell’Italia unita e attivo anche nella vita pubblica romana, continuò a dipingere, a esporre, a influenzare generazioni di artisti e a difendere con coerenza la propria idea di bellezza. La sua figura fu rispettata anche all’estero, soprattutto in Inghilterra, dove ebbe estimatori, amici e allievi. La sua fama internazionale, pur non sempre clamorosa, fu solida e colta, legata a un pubblico capace di cogliere la finezza spirituale della sua pittura. Morì a Marina di Pisa nel 1903, lasciando un’eredità che non coincide soltanto con le opere, ma con un modo di intendere l’arte come fedeltà al vero, libertà interiore e disciplina poetica.

    Oggi Giovanni Costa, o Nino Costa, appare come una figura capitale ma ancora troppo poco conosciuta dal grande pubblico. Se i Macchiaioli hanno conquistato una più ampia fortuna critica e collezionistica, Costa merita di essere considerato uno dei protagonisti più alti e sottili di quel vasto processo di rinnovamento che trasformò la pittura italiana dell’Ottocento.



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  • STIMA min € 5000 - max € 7000

    Giuseppe Mazzola Giuseppe Mazzola
    Attivo in Lombardia tra il 1845-1868
    Olio su tela cm 70x72 firmato in basso a dx G.Mazzola

    Giuseppe Mazzola fu un pittore milanese attivo nella metà dell’Ottocento, documentato tra il 1845 e il 1868, figura oggi poco nota ma di notevole interesse nel contesto della pittura lombarda del tempo. La scarsità delle opere conservate, non più di una ventina, e l’omonimia con artisti più celebri hanno contribuito a offuscarne la fortuna critica, senza tuttavia diminuire la qualità della sua produzione.
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    Formatosi nell’ambiente milanese legato all’Accademia di Brera, Mazzola operò in un periodo caratterizzato da una forte attenzione per la pittura di genere e di veduta, ambiti nei quali sviluppò una sensibilità autonoma. La sua opera si distingue per la capacità di costruire scene articolate, spesso ambientate in contesti urbani o pubblici, nelle quali la dimensione narrativa si unisce a un’attenta osservazione del reale.

    Particolarmente felice risulta la sua attitudine nel rappresentare episodi di carattere storico e collettivo, restituiti con equilibrio compositivo e ricchezza di dettagli. Le sue scene, animate da figure numerose ma sempre ben calibrate nello spazio, rivelano una mano sicura e una notevole padronanza del disegno. Mazzola dimostra infatti una capacità non comune nel gestire la complessità narrativa senza perdere chiarezza visiva, mantenendo sempre leggibile il fulcro dell’azione.

    Dal punto di vista stilistico, il suo linguaggio mostra affinità con la tradizione della veduta lombarda della prima metà del secolo, con richiami all’ambiente dei Canella, pur declinati in una chiave più narrativa e meno puramente descrittiva. La luce, spesso chiara e diffusa, contribuisce a dare unità alle composizioni, valorizzando architetture e figure senza appesantire la scena.

    Artista di raffinata sensibilità e di solida tecnica, Giuseppe Mazzola si rivela dunque interprete attento della realtà e della storia, capace di tradurre episodi complessi in immagini vive e coerenti. La sua produzione, sebbene limitata, testimonia una qualità esecutiva elevata e una mano particolarmente felice nel rendere scene articolate e ricche di vita, rendendolo una figura meritevole di maggiore attenzione nel panorama artistico dell’Ottocento lombardo.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su cartone cm 69,5x99,5 firmato in basso a sx A.Oberto


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 500 - max € 800

    Lot 3  

    Poltrona

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    Poltrona


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 3  

    Dipinto al retro.

    Carlo Passigli Carlo Passigli
    Firenze 1881-1953
    Primavera


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 3  

    Baruffa

    Renato Natali Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 43x53 firmato in basso a sx R.Natali


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 3  

    Marina, 1916

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx G.Casciaro


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 3  

    La partenza

    Alfonso Simonetti Alfonso Simonetti
    Napoli 1840 - Castrocielo 1892
    Olio su tela cm 39x81 firmato in basso a dx A.Simonetti


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 3  

    Paesaggio montano

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 52,5x35,5 firmato in basso a sx Paolo Sala


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  • STIMA min € 1200 - max € 1500

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 48x58 firmato in basso a dx C.Tagliabue


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lot 3  

    1877

    Enrico Gaeta Enrico Gaeta
    Castellammare di Stabia NA 1840-1887
    Strada di campagna, Napoli


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a sx G.Carelli


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giacomo Moretti Giacomo Moretti
    Napoli 1939
    Olio su tela cm 100x120 firmato in basso a dx G.Moretti


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 3  

    Paesaggio

    Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Paesaggio


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 3  

    Nella stalla

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819 - 1886
    Nella stalla


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a sx L.Barzanti


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 3  

    Infanzia 1926

    Carlo Cazzaniga Giancarlo Cazzaniga
    Monza 1930 - Milano 2013
    Olio su tela cm 95x70 firmato in basso a dx G.Cazzaniga


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 3  

    La battaglia

    Alfredo Tominz Alfredo Tominz
    Trieste 1854 - 1936
    Olio su tavola cm 60x114 firmato in basso a dx Alfredo Tominz 1905


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 3  

    Paesaggio rurale

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 28x59,5 firmato in basso a dx Formis


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 3  

    Dante Alighieri

    Scultore Anonimo XIX - XX Scultore Anonimo XIX - XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 11x10x40


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 3  

    Festa di paese

    Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 80x46 firmato in basso a sx G.Chiarolanza


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 3  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 33x44,5 firmato in basso a sx A.Abrate


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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lot 3  

    Il piumino

    Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 61,5x48,5 firmato Opera non firmata


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 3  

    Al crepuscolo

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tavola cm 37x27 firmato in basso a dx Tommasi


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 10x17,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 3  

    Datato 1891

    Giuseppe Sauli d'Igliano Giuseppe Sauli d'Igliano
    Torino 1853 - 1908
    Vicolo a San Remo

    Giuseppe Sauli d’Igliano nacque a Torino il 6 giugno 1853 da una famiglia di origini genovesi. La sua formazione artistica si svolse sotto la guida di Celestino Turletti, noto pittore piemontese specializzato in scene di genere, che influenzò profondamente l’impostazione stilistica e narrativa del giovane artista.
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    Fin dagli esordi, infatti, Sauli d’Igliano si distinse per una pittura attenta ai dettagli della vita quotidiana, ispirandosi al linguaggio visivo di Turletti e di Pier Celestino Gilardi.
    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali, ottenendo una discreta notorietà. Tra le sue prime apparizioni pubbliche si segnala quella del 1880 alla Mostra Nazionale di Torino, dove espose Offesa dal baffone. A Roma, nel 1883, presentò La lezione, mentre nel 1886 fu la volta di Asperges me Domine, esposta a Livorno. Due anni prima, all’Esposizione di Belle Arti di Torino del 1884, aveva presentato opere come Storielle di gioventù e Funerali e danze, testimonianza di un linguaggio pittorico già maturo e consapevole.
    Accanto alla pittura di genere, Sauli d’Igliano si dedicò con passione al paesaggio, rappresentando in particolare i monti della Val di Viù, i borghi di Usseglio e le vedute costiere della Liguria. Le sue composizioni naturalistiche, popolate spesso da figure intente nelle attività quotidiane, offrono uno spaccato genuino della vita rurale del tempo. Attraverso un tratto fluido e una palette calda e naturale, riusciva a coniugare l’osservazione del reale con una sottile vena lirica e simbolica.
    Giuseppe Sauli d’Igliano si spense il 14 gennaio 1928. La sua opera rimane significativa per la capacità di fondere sensibilità narrativa e rigore compositivo, restituendo con autenticità lo spirito di un’epoca e di un territorio.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Chiesetta montana

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
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    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.



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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x13,5 firmato in basso a dx P.Joris


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 3  

    Fiori

    Alfio Paolo Graziani Alfio Paolo Graziani
    Roncoferraro (MN) 1900 - Gavirate (VA) 1981
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx A.Graziani

    Alfio Paolo Graziani nacque il 29 ottobre 1900 a Roncoferraro, in provincia di Mantova, e morì il 28 novembre 1981 a Gavirate, nel Varesotto. La sua formazione artistica iniziò presto, grazie a borse di studio che gli permisero di frequentare il Corso di pittura all'Istituto G.
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    Franchetti di Mantova e, successivamente, l'Accademia Cignaroli di Verona. Si trasferì poi a Milano, dove proseguì gli studi all'Accademia di Brera, entrando in contatto con maestri come Cesare Tallone e Ambrogio Alciati.

    Durante la sua carriera, Graziani partecipò a numerose esposizioni di grande rilevanza, tra cui l'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera a Milano e varie mostre organizzate dalla Società per le Belle Arti di Milano. Il suo talento fu riconosciuto anche a livello internazionale, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Mostra d'Arte Italiana di Barcellona.

    Le sue opere si distinsero per la qualità e la delicatezza, in particolare nei ritratti e nelle composizioni di figure femminili, che gli garantirono numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1933, per esempio, ottenne una medaglia d'argento per l'affresco "Il Mercato" e una medaglia d'oro per il dipinto "Fanciulla in verde".

    Dal 1931 al 1942, Graziani si dedicò anche all'insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti all'Umanitaria di Milano.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Francesco Sagliano Francesco Sagliano
    Santa Maria Capua Vetere, Caserta 1826 - Napoli 1890
    Olio su tela cm 58,5x56

    Francesco Sagliano nacque il 17 novembre 1826 a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che coltivò inizialmente sotto la guida di Nicola Palizzi, approfondendo soprattutto il genere del paesaggio, e successivamente con Giuseppe Bonolis.
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    La sua formazione venne interrotta nel 1848, quando partecipò ai moti rivoluzionari, un impegno politico che lo costrinse ad abbandonare temporaneamente Napoli per sfuggire alla repressione borbonica.

    Tornato alla vita artistica, Sagliano riprese gli studi nel 1853 presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, entrando in contatto con personalità di spicco come Domenico Morelli e Achille Vertunni. La sua pittura si caratterizzò per una fusione tra istanze storiche, religiose e di genere, trattate sempre con uno sguardo attento alla dimensione umana e naturale dei soggetti.

    Tra le opere più celebrate vi sono "Cristo presentato al popolo", premiato con la medaglia d'oro e oggi conservato nella Pinacoteca di Capodimonte, ed "Episodio del brigantaggio nelle provincie meridionali", che suscitò grande interesse e fu acquistato direttamente dal sovrano. Il suo repertorio include anche scene storiche come "Margherita di Svevia fa seppellire gli avanzi del figlio Corradino", "L'infanzia di Corradino" e "Vittorio Emanuele a Roma il 1° luglio 1871", quest'ultima premiata in importanti esposizioni nazionali e internazionali.

    Parallelamente alla pittura, Sagliano si dedicò alla modellazione dell'argilla e alla didattica, dirigendo una Scuola di disegno applicato all'industria a Napoli. Le sue opere, spesso caratterizzate da un naturalismo vibrante e da una forte attenzione alla luce e alla resa atmosferica, mostrano un legame profondo con la tradizione e la storia italiana, come si nota nel dipinto "Zingarelle", ambientato in una rigogliosa natura mediterranea.

    Francesco Sagliano morì a Napoli il 26 gennaio 1890



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 3  

    Scena di battaglia

    Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x22 firmato in basso a sx U.Zannoni



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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 4  

    L'eco visibile

    Vann Gregory Vann Gregory
    L'eco visibile


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 4  

    Avenostyles alpina

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 49x48 firmato in basso a dx L.Roda


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lot 4  

    La benedizione

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su masonite cm 50x70 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 4  

    Fanciulle 1883

    Pasquale Ruggiero Pasquale Ruggiero
    San Marzano sul Sarno (Salerno) 1851 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 20x29 firmato in basso a dx P.Ruggiero (

    Pasquale Ruggiero, talvolta indicato anche come Pasquale Ruggiero di San Marzano, è una figura interessante e relativamente appartata della pittura napoletana tra Otto e Novecento. Nato a San Marzano sul Sarno il 20 dicembre 1851 e morto a Napoli l’11 settembre 1915 (alcune fonti riportano il 1916, ma la data del 1915 ricorre con maggiore coerenza nelle schede biografiche italiane), appartenne a quella generazione di artisti meridionali che operarono all’ombra dei grandi nomi della scuola napoletana, costruendosi tuttavia una propria fisionomia nel campo della pittura di genere e della rappresentazione della vita quotidiana.
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    La sua vicenda, meno celebre rispetto a quella di altri maestri campani, merita attenzione proprio perché testimonia la vitalità diffusa dell’ambiente artistico napoletano di fine Ottocento, fatto non solo di capiscuola, ma anche di pittori operosi, versatili e spesso molto apprezzati dal pubblico e dal collezionismo del tempo.

    Le notizie sulla sua formazione convergono nel delineare un avvio precoce e promettente. Fu incoraggiato da Giovan Battista Amendola, che ne riconobbe il talento e lo aiutò a entrare nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, ambiente nel quale Ruggiero poté assimilare la disciplina del disegno e i fondamenti della tradizione accademica partenopea. Successivamente proseguì il proprio apprendistato nella scuola privata di Vincenzo Petrocelli, pittore noto per la sua inclinazione narrativa e per la capacità di animare scene di costume e d’interno: un passaggio importante, perché proprio in quella direzione sembra consolidarsi la sensibilità di Ruggiero, portato a privilegiare il racconto visivo, il gesto umano, l’episodio domestico e la piccola teatralità della vita popolare.

    Stabilitosi e attivo soprattutto a Napoli, Ruggiero si dedicò in prevalenza alla pittura di genere, ai soggetti campestri, alle scene di costume e a composizioni di gusto realistico, spesso attraversate da un tono narrativo immediato e da una vena affettuosa nei confronti del mondo popolare. Le opere note attraverso i cataloghi d’esposizione e il mercato antiquario mostrano un artista attratto dai momenti ordinari dell’esistenza: bambini, famiglie, pescatori, scene d’interno, piccoli riti civili e familiari, episodi di vita napoletana. In alcuni titoli emerge anche una componente aneddotica o moraleggiante, tipica di molta pittura ottocentesca destinata a un pubblico borghese, mentre in altri prevale la freschezza descrittiva e il gusto per il colore locale. È significativo che tra i soggetti a lui attribuiti compaiano anche scene come La Tarantella o immagini di sapore mediterraneo e orientaleggiante, segno di un repertorio piuttosto ampio e di una curiosità visiva che non si limitava al solo quotidiano domestico.

    La sua carriera espositiva appare tutt’altro che marginale. Partecipò a numerose rassegne in Italia e all’estero, segno di una presenza costante e di una certa reputazione nel circuito artistico del tempo. A Napoli, nel 1877, espose L’ascensione del pallone e Il primo saluto; a Milano, nel 1881, presentò Trastulli d’infanzia e Costumi napoletani; a Berlino, nel 1883, figurò con opere quali La domenica in campagna, Pescatori napoletani e Crudeltà della stolidezza. Negli anni successivi la sua attività proseguì con partecipazioni a Genova, Rotterdam e Bologna, mentre alla Promotrice napoletana “Salvator Rosa” comparvero titoli che restituiscono bene il tono della sua poetica: Un povero, Cure materne, Il giorno delle nozze, Mestizia, Gioia, Il canto del nostro popolo, La primavera della vita, Voglio vedere se mi ami, Rosa la maestra. Questo elenco, al di là del valore puntuale di ogni singola opera, suggerisce un artista capace di muoversi tra sentimento, osservazione sociale, bozzetto narrativo e costume, con una predilezione per i temi accessibili e comunicativi.

    Un tratto biografico particolarmente notevole è la sua intensa mobilità. Le fonti ricordano che Ruggiero viaggiò spesso all’estero, toccando città come Londra, Ostenda, Rotterdam, Smirne e perfino New York. Per un artista della sua generazione e del suo profilo, questa dimensione itinerante non è un dettaglio secondario: indica apertura, desiderio di confronto e forse anche la volontà di intercettare un mercato più ampio rispetto a quello locale. Pur restando profondamente legato al mondo figurativo napoletano, la sua esperienza non sembra dunque confinata in un orizzonte provinciale; al contrario, rivela una certa elasticità professionale e una capacità di inserirsi in reti espositive e commerciali più vaste.

    Negli ultimi anni la sua vicenda assunse anche un tono umano particolarmente toccante. Nel 1905 fu colpito da una paralisi del lato destro, evento che avrebbe potuto porre fine alla sua attività. Invece, secondo le testimonianze tramandate, affrontò la menomazione con straordinaria tenacia, esercitando il braccio sinistro fino a tornare a dipingere. L’anno successivo riuscì persino a presentare alla Promotrice napoletana un’opera eseguita in quelle nuove e difficilissime condizioni. Questo episodio, più ancora dei dati di carriera, restituisce la statura morale dell’uomo: non un artista di rottura o di scandalo, ma un lavoratore dell’arte nel senso più pieno del termine, sorretto da disciplina, ostinazione e fedeltà assoluta al proprio mestiere.

    Dal punto di vista stilistico, Pasquale Ruggiero si colloca nell’alveo del realismo narrativo napoletano di secondo Ottocento. La sua pittura non punta alla monumentalità né all’innovazione radicale, ma si fonda su una solida leggibilità, sulla chiarezza del racconto, sulla cura del dettaglio figurativo e su una sensibilità pronta a cogliere gli aspetti umani e sentimentali della scena. È il tipo di artista che lavora nel punto d’incontro tra tradizione accademica, gusto borghese e osservazione del vero, con risultati che potevano incontrare favore sia nelle esposizioni ufficiali sia nel mercato privato. Proprio per questo, oggi, le sue opere conservano un interesse particolare per chi studia il tessuto diffuso della pittura meridionale dell’epoca: non soltanto i grandi nomi, ma anche quei protagonisti “di seconda linea” che resero ricchissimo il panorama artistico dell’Italia postunitaria.

    Pasquale Ruggiero morì a Napoli nel 1915Pasquale Ruggiero, talvolta indicato anche come Pasquale Ruggiero di San Marzano, è una figura interessante e relativamente appartata della pittura napoletana tra Otto e Novecento. Nato a San Marzano sul Sarno il 20 dicembre 1851 e morto a Napoli l’11 settembre 1915 (alcune fonti riportano il 1916, ma la data del 1915 ricorre con maggiore coerenza nelle schede biografiche italiane), appartenne a quella generazione di artisti meridionali che operarono all’ombra dei grandi nomi della scuola napoletana, costruendosi tuttavia una propria fisionomia nel campo della pittura di genere e della rappresentazione della vita quotidiana. La sua vicenda, meno celebre rispetto a quella di altri maestri campani, merita attenzione proprio perché testimonia la vitalità diffusa dell’ambiente artistico napoletano di fine Ottocento, fatto non solo di capiscuola, ma anche di pittori operosi, versatili e spesso molto apprezzati dal pubblico e dal collezionismo del tempo.

    Le notizie sulla sua formazione convergono nel delineare un avvio precoce e promettente. Fu incoraggiato da Giovan Battista Amendola, che ne riconobbe il talento e lo aiutò a entrare nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, ambiente nel quale Ruggiero poté assimilare la disciplina del disegno e i fondamenti della tradizione accademica partenopea. Successivamente proseguì il proprio apprendistato nella scuola privata di Vincenzo Petrocelli, pittore noto per la sua inclinazione narrativa e per la capacità di animare scene di costume e d’interno: un passaggio importante, perché proprio in quella direzione sembra consolidarsi la sensibilità di Ruggiero, portato a privilegiare il racconto visivo, il gesto umano, l’episodio domestico e la piccola teatralità della vita popolare.

    Stabilitosi e attivo soprattutto a Napoli, Ruggiero si dedicò in prevalenza alla pittura di genere, ai soggetti campestri, alle scene di costume e a composizioni di gusto realistico, spesso attraversate da un tono narrativo immediato e da una vena affettuosa nei confronti del mondo popolare. Le opere note attraverso i cataloghi d’esposizione e il mercato antiquario mostrano un artista attratto dai momenti ordinari dell’esistenza: bambini, famiglie, pescatori, scene d’interno, piccoli riti civili e familiari, episodi di vita napoletana. In alcuni titoli emerge anche una componente aneddotica o moraleggiante, tipica di molta pittura ottocentesca destinata a un pubblico borghese, mentre in altri prevale la freschezza descrittiva e il gusto per il colore locale. È significativo che tra i soggetti a lui attribuiti compaiano anche scene come La Tarantella o immagini di sapore mediterraneo e orientaleggiante, segno di un repertorio piuttosto ampio e di una curiosità visiva che non si limitava al solo quotidiano domestico.

    La sua carriera espositiva appare tutt’altro che marginale. Partecipò a numerose rassegne in Italia e all’estero, segno di una presenza costante e di una certa reputazione nel circuito artistico del tempo. A Napoli, nel 1877, espose L’ascensione del pallone e Il primo saluto; a Milano, nel 1881, presentò Trastulli d’infanzia e Costumi napoletani; a Berlino, nel 1883, figurò con opere quali La domenica in campagna, Pescatori napoletani e Crudeltà della stolidezza. Negli anni successivi la sua attività proseguì con partecipazioni a Genova, Rotterdam e Bologna, mentre alla Promotrice napoletana “Salvator Rosa” comparvero titoli che restituiscono bene il tono della sua poetica: Un povero, Cure materne, Il giorno delle nozze, Mestizia, Gioia, Il canto del nostro popolo, La primavera della vita, Voglio vedere se mi ami, Rosa la maestra. Questo elenco, al di là del valore puntuale di ogni singola opera, suggerisce un artista capace di muoversi tra sentimento, osservazione sociale, bozzetto narrativo e costume, con una predilezione per i temi accessibili e comunicativi.

    Un tratto biografico particolarmente notevole è la sua intensa mobilità. Le fonti ricordano che Ruggiero viaggiò spesso all’estero, toccando città come Londra, Ostenda, Rotterdam, Smirne e perfino New York. Per un artista della sua generazione e del suo profilo, questa dimensione itinerante non è un dettaglio secondario: indica apertura, desiderio di confronto e forse anche la volontà di intercettare un mercato più ampio rispetto a quello locale. Pur restando profondamente legato al mondo figurativo napoletano, la sua esperienza non sembra dunque confinata in un orizzonte provinciale; al contrario, rivela una certa elasticità professionale e una capacità di inserirsi in reti espositive e commerciali più vaste.

    Negli ultimi anni la sua vicenda assunse anche un tono umano particolarmente toccante. Nel 1905 fu colpito da una paralisi del lato destro, evento che avrebbe potuto porre fine alla sua attività. Invece, secondo le testimonianze tramandate, affrontò la menomazione con straordinaria tenacia, esercitando il braccio sinistro fino a tornare a dipingere. L’anno successivo riuscì persino a presentare alla Promotrice napoletana un’opera eseguita in quelle nuove e difficilissime condizioni. Questo episodio, più ancora dei dati di carriera, restituisce la statura morale dell’uomo: non un artista di rottura o di scandalo, ma un lavoratore dell’arte nel senso più pieno del termine, sorretto da disciplina, ostinazione e fedeltà assoluta al proprio mestiere.

    Dal punto di vista stilistico, Pasquale Ruggiero si colloca nell’alveo del realismo narrativo napoletano di secondo Ottocento. La sua pittura non punta alla monumentalità né all’innovazione radicale, ma si fonda su una solida leggibilità, sulla chiarezza del racconto, sulla cura del dettaglio figurativo e su una sensibilità pronta a cogliere gli aspetti umani e sentimentali della scena. È il tipo di artista che lavora nel punto d’incontro tra tradizione accademica, gusto borghese e osservazione del vero, con risultati che potevano incontrare favore sia nelle esposizioni ufficiali sia nel mercato privato. Proprio per questo, oggi, le sue opere conservano un interesse particolare per chi studia il tessuto diffuso della pittura meridionale dell’epoca: non soltanto i grandi nomi, ma anche quei protagonisti “di seconda linea” che resero ricchissimo il panorama artistico dell’Italia postunitaria.

    Pasquale Ruggiero morì a Napoli nel 1915.

    difetti)


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    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 36x25 firmato in basso a dx C.Besana

    amillo Besana nacque a Malesco, in Valle Vigezzo, il 4 agosto 1887, e si affermò come uno dei principali interpreti del paesaggio alpino italiano dei primi decenni del Novecento. Figlio di Ferrario Balbina e Davide, sin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura e frequentò la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore, dove ebbe come maestri figure di rilievo come Pietro Maria Gennari, Dario Giorgis ed Enrico Cavalli.
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    Qui assimilò le tecniche del vero e l’influenza dell’impressionismo francese, sviluppando uno stile personale basato sulla sensibilità cromatica e sulla contemplazione della natura.

    Dopo gli studi, Besana lavorò come decoratore a Bologna e Torino, esperienze che arricchirono la sua formazione artistica, prima di tornare stabilmente in Valle Vigezzo, dove aprì il proprio studio. La sua produzione si concentrò principalmente sui paesaggi alpini, dalle vallate ai boschi, dai borghi montani ai riflessi mutevoli delle stagioni. Le sue tele trasmettono una calma contemplativa, in cui la natura non è semplicemente rappresentata ma vissuta con intensità emotiva, spesso con una lieve malinconia che ne accentua la poeticità.

    Oltre ai paesaggi, Besana si dedicò anche agli affreschi e ai ritratti, decorando cappelle votive sparse nella Valle Vigezzo, dove univa la devozione religiosa alla sensibilità artistica. La vita personale dell’artista fu segnata da difficoltà, tra cui la malattia della giovane moglie, che influenzò la sua produzione e il tono delle opere. Nonostante ciò, continuò a esporre con successo in Piemonte e Lombardia, in città come Milano, Torino, Varese, Busto Arsizio, Gallarate e Novara, nonché in località del vicino Canton Ticino.

    Camillo Besana morì a Malesco il 7 febbraio 1941



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    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 45x60 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.



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    Lot 4  

    Sulla Spiaggia

    Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 13,5x34,5 firmato in basso a dx C.Jotti


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 4  

    Meditazione

    Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Pastello su carta cm 68x48 firmato in basso a sx Adolfo FeraguttiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.



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    Lot 4  

    Alba mistica

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 44,5x34,5 firmato in basso a dx L.Nono


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 4  

    In campagna

    Attribuito a Federico Rossano Attribuito a Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tela cm 78x64 firmato in basso a dx A.R.


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 4  

    La pesca

    Luigi Bertolingrande Luigi Bertolingrande
    Napoli 1903 - 1977
    Olio su tela cm 55x100 firmato in basso a sx L.Bertolingrande


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 4  

    Naufragio

    Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x21,5 firmato in basso a dx U.Zannoni



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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Edoardo Dalbono Edoardo Dalbono
    Napoli 1841 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 39x31 firmato in basso a dx E.Dalbono

    Edoardo Dalbono nacque a Napoli il 10 dicembre 1841 in una famiglia profondamente immersa nel mondo culturale: il padre, Carlo Tito, era scrittore e critico d'arte, mentre la madre, Virginia Carelli, era poetessa. Fin da giovane, Edoardo fu incoraggiato a coltivare la letteratura romantica, la musica e le tradizioni popolari napoletane.
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    La sua formazione artistica iniziò a Roma, dove studiò disegno con l'incisore Augusto Marchetti. Tornato a Napoli, proseguì gli studi con Giuseppe Mancinelli e Nicola Palizzi, avvicinandosi alla Scuola di Posillipo e alla Scuola di Resina. ​
    Dalbono esordì con dipinti di soggetto storico, ma ben presto si dedicò con passione alla pittura di paesaggio e alle scene di genere. Le sue opere si distinguono per l'uso sapiente della luce e per la capacità di evocare atmosfere poetiche e suggestive. Tra i suoi soggetti prediletti vi erano le vedute del Golfo di Napoli, le marine e le scene di vita quotidiana. Nel 1866 partecipò a un concorso con la tela "Scomunica di re Manfredi", che fu esposta alla Società Promotrice di Belle Arti di Napoli nel 1868 e successivamente all'Esposizione Nazionale di Parma nel 1870. Nel 1871 presentò "La leggenda delle sirene" alla Società Promotrice.
    Tra il 1878 e il 1888, Dalbono soggiornò a Parigi, dove, grazie all'amico Giuseppe De Nittis, entrò in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di elementi simbolici e sensuali, influenzata anche dall'incontro con Mariano Fortuny y Marsal. Al suo ritorno in Italia, si dedicò alla rappresentazione di Venezia e della laguna veneta, temi che divennero ricorrenti nella sua produzione.
    Nel 1897 fu nominato professore di pittura presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove ebbe tra i suoi allievi Roberto Carignani. Nel 1905 divenne curatore della Pinacoteca del Museo Nazionale di Napoli, oggi Museo di Capodimonte. Oltre alla pittura, Dalbono si dedicò all'illustrazione di libri e riviste, collaborando con "L'Illustrazione Italiana" e la parigina "Le Grand Monde". Realizzò anche decorazioni murali per chiese e palazzi, tra cui le tempere per il teatro municipale di Salerno e pale d'altare per la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta a Napoli e per una chiesa di Gragnano.
    Edoardo Dalbono morì a Napoli il 23 agosto 1915.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 4  

    Anfora

    Ugo Celada da Virgilio Ugo Celada da Virgilio
    Cerese (MN) 1895 - Varese 1995
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx Ugo Celada

    Ugo Celada da Virgilio nacque il 25 maggio 1895 a Virgilio, un piccolo comune della provincia di Mantova. Sin da giovane dimostrò un talento eccezionale per l'arte, esponendo già all'età di tredici anni alla mostra di fine corso a Palazzo Ducale di Mantova.
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    Fu proprio in quella occasione che il suo lavoro attirò l'attenzione di importanti critici e intellettuali, tra cui Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti, che ne lodarono la maestria.

    Nel 1914, grazie a una borsa di studio Franchetti, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone. Fu in quegli anni che il suo stile pittorico si affinò e divenne sempre più riconoscibile. La sua carriera decollò nel 1920, quando partecipò alla XII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, conquistando un posto di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale.

    Nel 1926 sposò Teresa e, nel 1932, ottenne uno studio presso il Teatro alla Scala di Milano, grazie al sostegno del sovrintendente Jenner Mataloni. Tuttavia, la sua carriera subì un colpo devastante nel 1943, quando durante un bombardamento aereo, il suo studio fu distrutto, insieme a tutte le sue opere. Nonostante questa tragedia, Celada continuò a lavorare e a partecipare a importanti mostre, sebbene la sua adesione al manifesto antinovecentista lo isolò ulteriormente dal panorama artistico ufficiale.

    Gli anni successivi videro una diminuzione della sua visibilità, ma nel 1959 partecipò alla Prima Mostra di Pittori Oggettivi a Milano. Nel 1985, il Comune di Cerese di Virgilio gli rese omaggio con l'inaugurazione della Galleria Ugo Celada, dedicata alle sue opere, in cui vennero esposte cinquanta delle sue creazioni donate dall'artista. Questo atto contribuì alla riscoperta del suo talento, che, seppur dimenticato per un lungo periodo, rimane un'importante testimonianza della pittura italiana del XX secolo.

    Celada morì il 9 agosto 1995 a Varese, all'età di 100 anni. La sua produzione spaziò dal ritratto alla natura morta, passando per il nudo. I suoi ritratti si caratterizzano per un'attenzione minuziosa ai dettagli e per la capacità di rappresentare i soggetti con un'idealizzazione che li rendeva quasi fuori dal tempo. Le sue nature morte, così come i paesaggi dipinti en plein air, testimoniano un equilibrato incontro tra classicismo e modernità, avvicinandosi per certi versi alla sensibilità di artisti come Giorgio Morandi.



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    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tela cm 25,5x31 firmato in basso a sx Bucci


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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Porto Ligure

    Enrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855 da Luigi, libraio di origini francesi, e Marianna Savi. Fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per la pittura, che lo condusse a frequentare l’Accademia Albertina di Torino fino al 1872, sebbene non conseguì mai il diploma.
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    La sua formazione proseguì poi attraverso lezioni private con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Enrico Ghisolfi, Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Il viaggio a Parigi del 1878 fu per lui decisivo: l’incontro con le opere di Camille Corot e degli impressionisti francesi segnò profondamente la sua visione artistica, orientandolo verso una pittura più sensibile alla luce e alla resa atmosferica.
    A partire dal 1873, Reycend partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1874 al 1920 fu presenza costante al Circolo degli Artisti della città. Le sue opere furono esposte anche in altre importanti rassegne italiane, come quelle di Brera, Genova, Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Tra il 1885 e il 1886 si stabilì temporaneamente a Genova, dove realizzò una serie di vedute marine e portuali, ispirate alle mutevoli condizioni atmosferiche della costa ligure, tra cui spiccano lavori come Tempo grigio nel porto di Genova e Pioggia nel porto di Genova.
    Nel 1894 ottenne un importante riconoscimento: fu nominato socio onorario dell’Accademia di Brera, grazie al successo del dipinto Cantuccio quieto. La sua fama varcò anche i confini nazionali e le sue opere vennero esposte a Dresda, Monaco di Baviera, Londra, Barcellona, San Francisco, Saint Louis, Santiago del Cile e Buenos Aires. Tuttavia, con l’avvento del Novecento e il mutamento del gusto artistico, la sua pittura, ancora legata alla tradizione tardo ottocentesca, iniziò a essere marginalizzata. A ciò si aggiunsero gravi lutti familiari e difficoltà economiche, che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
    Enrico Reycend morì a Torino il 21 febbraio 1928.



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    Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    Contadini

    Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. La sua formazione artistica ebbe luogo all’Accademia di Belle Arti di Ginevra, dove fu allievo di Léon Gaud, figura di riferimento della pittura svizzera di fine Ottocento.
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    Dotato di un talento precoce, Ferrero ottenne, a soli ventitré anni, la cattedra di insegnamento del nudo nella stessa accademia, incarico che testimonia il riconoscimento del suo valore da parte dell’ambiente accademico ginevrino.
    Durante il soggiorno in Svizzera, si distinse anche come autore di importanti opere murali: tra queste, gli affreschi realizzati per la Banca di Stato di Friburgo e per il teatro Kursaal di Ginevra. Tra i suoi lavori più rappresentativi di questo periodo si annovera anche la grande tela allegorica intitolata L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, commissionata dal Circolo degli Stranieri di Montreux.
    Tornato in Italia, Ferrero proseguì con successo la propria attività artistica, partecipando alle principali esposizioni nazionali, incluse la Biennale e la Triennale di Milano. Nel 1916 presentò alla Biennale di Brera Il dramma, opera che fu poi esposta anche a Vercelli nel 1922. L’anno successivo vinse il concorso per celebrare il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde con il dipinto La Beneficenza, oggi conservato presso la sede dell’istituto a Milano.
    L’opera di Ferrero si colloca in prossimità del linguaggio divisionista, sia per la tecnica che per l’impegno nei temi affrontati. I suoi dipinti trattano spesso soggetti sociali e morali, come nel caso de La guerra, Calvario della madre o Il vitello d’oro, rivelando una visione critica e partecipe della realtà contemporanea. Tale approccio lo portò ad assumere una posizione di isolamento durante il regime fascista, a causa delle sue convinzioni etiche e politiche.
    Alberto Ferrero morì a Roma nel 1963. La sua produzione pittorica, articolata tra grandi composizioni allegoriche, affreschi pubblici e opere a forte contenuto sociale, resta un’importante testimonianza della pittura italiana tra Otto e Novecento.



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    Lot 4  

    Tramonto sul mare

    Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 10,5x7 firmato in basso a sx L.Ajmone

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    Lot 4  

    Il pescatore

    Luigi Venturi Luigi Venturi
    Bologna XIX secolo
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx L.Venturi


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    Lot 4  

    Galanteria

    Lucius Rossi Lucius Rossi
    Roma 1846 - Parigi 1913
    Olio su tavola cm 35x26,5 firmato in basso a destra L.Rossi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 4  

    Ultima neve

    Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a dx G.Sobrile


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  • STIMA min € 12000 - max € 14000

    Giuseppe Laezza Giuseppe Laezza
    Napoli 1835-1905
    Olio su tela cm 52,5x94 firmato in basso a sx Giuseppe Laezza


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Attribuito Jose' Cardona Jose' Cardona
    Barcellona 1878 - Moia' 1922
    Bronzo cm 13x8x22 firmato sul giornale in basso a sx


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 4  

    Pascolo

    Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Olio su cartone cm 27,5x38 firmato in basso a sx R.Panerai 1920


    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 4  

    Lavorando la terra

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tela cm 62x103 firmato in basso a dx Tommasi


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 4  

    Melodie

    Giuseppe Ghiringhelli Giuseppe Ghiringhelli
    Milano 1874 - Varese 1944
    Olio su tela cm 100x71 firmato in basso a sx G.Ghiringhelli


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx L.Barzanti


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Nel cortile della masseria


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Fortezza Vecchia a Livorno


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  • STIMA min € 90000 - max € 100000

    Giovanni Fattori Giovanni Fattori
    Livorno 1825 - Firenze 1908
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx G.Fattori


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 17x11,5 firmato in basso a dx A.Pratella


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 4  

    Porto veneziano

    Ettore Tito Ettore Tito
    Castellamare di Stabia (NA) 1859 - Venezia 1941
    Olio su cartone cm 16x20,5 firmato in basso a dx Tito


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 900 - max € 1000

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Torri di Vajolet Val di Fassa (TN)


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    John Linton Chapman John Linton Chapman
    Washington, DC 1839 - Westchester, NY 1905
    Castello di Nemi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 20,5x29,5 firmato in basso a dx G.Casciaro


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ferruccio Rontini Firenze 1893 - Livorno 1964
    Pascolo a Vicchio


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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su cartone cm 50x70 firmato in basso a sx Cesare Maggi


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 4  

    Per il sentiero

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 5  

    Alla fontana

    Filiberto Petiti Filiberto Petiti
    Torino 1845 - Roma 1924
    Olio su tavola cm 37,5x25 firmato in basso a sx F.Petiti


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 16,5x15 firmato in basso a dx V.Irolli


    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tavola cm 21x32,5 firmato in basso a sx L.Nono


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 5  

    Visita Al Colosseo

    Edoardo Gioia Edoardo Gioia
    Roma 1862 - Londra 1937
    Olio su tavola cm 48,5x28 firmato in basso a dx E.Gioia

    Edoardo Gioia nacque a Roma il 27 settembre 1862 in una famiglia in cui l’arte era già presente, poiché il padre era pittore. Dopo una formazione classica in un istituto di lingua francese, decise di seguire la vocazione artistica, inizialmente lavorando nello studio paterno.
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    Giovanissimo iniziò a viaggiare tra Italia ed Europa, soggiornando in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: queste esperienze, ricche di visite a musei e gallerie, ampliarono il suo linguaggio pittorico e lo avvicinarono alle correnti europee contemporanee.

    Gli anni Ottanta dell’Ottocento furono fondamentali per la sua affermazione. Partecipò a esposizioni a Roma con dipinti e acquerelli che suscitarono consensi e lo portarono a entrare nel gruppo In arte libertas, formato da artisti che cercavano una pittura più moderna e libera dalle convenzioni accademiche. In questo periodo alternò soggetti storici e letterari, scene di caccia, paesaggi e vedute naturalistiche, mostrando una notevole versatilità.

    Nel 1889 sposò Eugenia Vasio e formò una famiglia con tre figlie. La sua attività si ampliò con numerose commissioni di ritratti destinati ad ambienti aristocratici e borghesi. Parallelamente approfondì con grande competenza il campo delle arti applicate: studiò pigmenti e vernici, progettò vetrate artistiche, realizzò decorazioni per interni, disegni per mobili e ambientazioni dallo stile raffinato e ornamentale.

    Una parte importante della sua carriera si svolse anche a Londra, dove lavorò per committenze di prestigio decorando sale, soffitti e ambienti privati, oltre a ideare cartoni per vetrate. Pur impegnato nel campo decorativo, continuò a dipingere con costanza ritratti, scene di campagna, animali e marine, caratterizzati da un equilibrio tra realismo e gusto elegante.

    Nel corso del Novecento consolidò la propria reputazione sia come pittore sia come decoratore, partecipando a esposizioni e ricevendo nuove commissioni. Scelse infine di stabilirsi definitivamente a Londra, dove morì il 30 maggio 1937.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 19x21 firmato in basso a dx R.Renucci


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 5  

    Arando i campi

    Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

    Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita.
    Clicca per espandere

    Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 5  

    Primavera 1908

    Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tela cm 39x27 firmato in basso a sx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.



    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 5  

    Passeggiata

    Francesco Didioni (Attribuito) Francesco Didioni
    Milano 1839 - Stresa (NO) 1895
    Olio su tela cm 36x21 firmato no

    Francesco Didioni è una figura appartata ma tutt’altro che trascurabile della pittura lombarda dell’Ottocento. Nato a Milano nel 1839 e morto a Stresa il 26 o 27 luglio 1895 (le fonti oscillano leggermente sul giorno, ma concordano sull’anno e sul luogo), appartenne a quella generazione di artisti formatisi nell’ambiente milanese di Brera, ancora profondamente segnato dall’eredità romantica e accademica, ma già aperto alle trasformazioni del gusto che avrebbero portato verso una pittura più intima, narrativa e psicologicamente attenta.
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    La sua vicenda artistica si colloca proprio in questo spazio di passaggio: da un lato la solidità del mestiere accademico, dall’altro una sensibilità moderna che lo porta a distinguersi soprattutto nel ritratto, dove seppe esprimere una finezza d’osservazione e una delicatezza di tono che ancora oggi rendono riconoscibili le sue opere.

    La sua formazione si svolse presso la Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Hayez e Raffaele Casnedi, due nomi fondamentali per comprendere il suo linguaggio. Da Hayez derivò verosimilmente il senso della nobiltà formale, la costruzione salda dell’immagine e una certa inclinazione per il soggetto storico; da Casnedi, invece, un’attenzione più misurata alla compostezza narrativa e alla disciplina del disegno. Già nel 1861, quando era ancora studente, ottenne un primo importante riconoscimento vincendo un concorso di disegno con Un’ambulanza militare, episodio che segnala precocemente la qualità del suo talento e la considerazione di cui godeva nell’ambiente accademico milanese. Nei primi anni della carriera, infatti, Didioni si mosse lungo il solco della grande pittura storica, genere ancora molto apprezzato in quegli anni, realizzando opere come La morte di Gian Maria Visconti, duca di Milano del 1862 e I funerali di Giuda Maccabeo del 1864, nelle quali emerge un gusto narrativo colto e una chiara adesione ai modelli formativi ricevuti.

    Con il tempo, tuttavia, la sua personalità artistica si orientò sempre più decisamente verso il ritratto e verso una pittura di figura più raccolta, meno enfatica e più incline all’indagine psicologica. È proprio in questo ambito che Francesco Didioni sembra raggiungere i risultati più alti. La critica storica e il collezionismo hanno infatti spesso sottolineato come il suo talento si esprima al meglio nella resa del volto, dell’atteggiamento, della vibrazione affettiva e della presenza interiore dei soggetti. In lui la tradizione accademica non si traduce mai in freddezza: il disegno resta saldo, la composizione equilibrata, ma la pittura si anima di una sensibilità gentile e di una partecipazione umana che avvicinano alcuni suoi esiti alla stagione lombarda del secondo Ottocento più raffinato. In questa direzione si colloca anche il rapporto, spesso ricordato, con l’atmosfera culturale vicina a Tranquillo Cremona, il cui influsso, pur non trasformandolo in un pittore scapigliato in senso stretto, sembra aver ammorbidito la sua visione, rendendola più morbida e intima nella trattazione della figura.

    Tra le opere più note della sua maturità spicca il Ritratto di giovane donna bionda del 1888, oggi conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, dipinto che viene spesso indicato come uno dei vertici della sua produzione. In questo lavoro si coglie bene la sua capacità di unire eleganza formale, misura tonale e intensità psicologica, senza mai indulgere in artifici eccessivi. Ma il nome di Didioni è legato anche a un altro quadro celebre, di carattere storico: Ragione di Stato (o Il divorzio di Napoleone I e Giuseppina), esposto nel 1881, incentrato sul drammatico episodio della separazione tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais. L’opera conobbe una notevole fortuna e fu tanto apprezzata da essere divulgata anche attraverso incisioni e riproduzioni. Non è un caso che proprio questo dipinto venga ricordato come la sua composizione storica più rappresentativa: in esso confluiscono infatti le due anime del pittore, quella formata alla grande macchina narrativa ottocentesca e quella più sottile, capace di restituire il dramma umano dietro l’evento storico.

    La sua attività espositiva documenta una presenza viva e continua nel panorama artistico del tempo. Le fonti ricordano partecipazioni a Parma nel 1870 con L’artista, a Milano nel 1872 con Pittrice e Amore e libertà, a Torino nel 1880 con Attrazione, e ancora a Milano nel 1881 con il già citato Ragione di Stato. Questi dati, pur frammentari, mostrano un artista inserito nei principali circuiti espositivi dell’Italia settentrionale, attento sia alla pittura di soggetto sia alla costruzione di una reputazione pubblica. Accanto alle grandi composizioni, realizzò anche numerosi ritratti privati e opere di genere, oltre a bozzetti e studi che testimoniano un’attività laboriosa e costante. Alcuni studi per Ragione di Stato, insieme ad interni di Palazzo Stanga a Cremona, sono ricordati nelle raccolte milanesi, mentre diversi ritratti, tra cui quelli della madre e della moglie, furono anch’essi conservati nella Galleria d’Arte Moderna di Milano, segno di un riconoscimento istituzionale non secondario.

    La critica coeva e successiva ha insistito soprattutto sul suo valore di ritrattista. In una testimonianza spesso citata, Carlo Bozzi sottolineava come una mostra retrospettiva dell’artista restituisse “la misura del suo alto valore come ritrattista”, ricordando in particolare i vivacissimi e memorabili ritratti della madre anziana, colti con affetto, naturalezza e intensità. In tali giudizi si coglie bene il tratto più autentico della sua pittura: una gentilezza espressiva che non è debolezza, ma capacità di penetrare il carattere del soggetto senza forzature teatrali. Talvolta il suo nome viene accostato a pittori lombardi come Pietro Bouvier o Roberto Fontana, ma sempre con la precisazione che Didioni possedeva una tonalità personale, fatta di equilibrio, sensibilità e una certa eleganza trattenuta. Anche nei soggetti di genere o storici, infatti, non prevale mai il gesto declamatorio: tutto tende a una misura composta, quasi domestica, che rende la scena leggibile e umanamente credibile.

    Sul piano stilistico, Francesco Didioni occupa una posizione interessante all’interno della pittura lombarda del secondo Ottocento. Non fu un innovatore radicale, né un protagonista di rottura come alcuni esponenti più avanzati della Scapigliatura, ma seppe interpretare con intelligenza e qualità il passaggio da una pittura accademica di matrice hayeziana a una figurazione più sensibile all’intimità borghese, al ritratto psicologico, alla verità del volto e alla narrazione misurata. La sua tavolozza appare generalmente equilibrata, la composizione chiara, il disegno accurato; eppure, dentro questa disciplina, si avverte un desiderio di vita, un’attenzione al dato umano che impedisce alla sua arte di ridursi a esercizio scolastico. È proprio questo equilibrio fra mestiere solido e delicatezza emotiva a rendere oggi Didioni un artista degno di riconsiderazione, soprattutto per chi si occupa non soltanto dei grandi nomi, ma del tessuto più ricco e articolato della cultura figurativa ottocentesca.

    Francesco Didioni morì a Stresa nell’estate del 1895 e fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, luogo simbolico della memoria borghese e artistica della città.



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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lot 5  

    Studio pomeridiano

    Eugenio Viti Eugenio Viti
    Napoli 1881 - Napoli 1952
    Olio su tela cm 71x77 firmato in basso a sx Eugenio Viti

    Eugenio Viti nacque a Napoli il 28 giugno 1881, in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a orientare precocemente la sua vocazione artistica. Si formò presso il Regio Istituto di Belle Arti della città partenopea, dove fu allievo di Michele Cammarano e Vincenzo Volpe, assimilando una solida base accademica unita a una particolare attenzione per il valore costruttivo del colore e della forma.
    Clicca per espandere

    Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue qualità pittoriche, ottenendo riconoscimenti che ne segnalarono il talento.

    Conclusi gli studi, si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con ambienti artistici più aggiornati e con le ricerche che animavano il panorama italiano del primo Novecento. In questa fase elaborò un linguaggio personale inizialmente influenzato da suggestioni secessioniste, che si evolse progressivamente verso una pittura più moderna e strutturata, capace di recepire le tensioni innovative del tempo senza rinunciare a un saldo impianto figurativo.

    Rientrato a Napoli, intraprese una lunga attività didattica che lo portò prima a insegnare all’Accademia di Belle Arti e poi a ricoprire la cattedra di pittura presso l’Istituto d’Arte, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Parallelamente sviluppò un’intensa attività espositiva, partecipando alle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali romane, e presentando le sue opere anche in contesti internazionali, a conferma della sua crescente notorietà.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una continua evoluzione stilistica. Dalle prime prove ancora legate alla tradizione ottocentesca, Viti giunse a una pittura più sintetica ed essenziale, in cui la costruzione volumetrica e la ricerca cromatica rivelano una rinnovata attenzione per la lezione di Cézanne. I suoi soggetti prediletti furono i paesaggi, in particolare quelli della costiera sorrentina, i ritratti femminili e le nature morte, affrontati con equilibrio compositivo e una sensibilità luministica capace di restituire atmosfere sospese e armoniose.

    Accanto alla pittura, si dedicò anche alla scenografia cinematografica, lavorando nel 1940 alla realizzazione di apparati scenici per il cinema, e partecipò attivamente alla vita culturale napoletana, contribuendo nel 1944 alla fondazione della Libera Associazione degli Artisti Napoletani, di cui fu anche presidente. Il riconoscimento ufficiale del suo valore giunse nel 1950 con l’assegnazione del Premio Einaudi per la pittura, consacrazione di una carriera ormai matura e pienamente riconosciuta.

    Morì a Napoli l’8 marzo 1952Eugenio Viti nacque a Napoli il 28 giugno 1881, in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a orientare precocemente la sua vocazione artistica. Si formò presso il Regio Istituto di Belle Arti della città partenopea, dove fu allievo di Michele Cammarano e Vincenzo Volpe, assimilando una solida base accademica unita a una particolare attenzione per il valore costruttivo del colore e della forma. Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue qualità pittoriche, ottenendo riconoscimenti che ne segnalarono il talento.

    Conclusi gli studi, si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con ambienti artistici più aggiornati e con le ricerche che animavano il panorama italiano del primo Novecento. In questa fase elaborò un linguaggio personale inizialmente influenzato da suggestioni secessioniste, che si evolse progressivamente verso una pittura più moderna e strutturata, capace di recepire le tensioni innovative del tempo senza rinunciare a un saldo impianto figurativo.

    Rientrato a Napoli, intraprese una lunga attività didattica che lo portò prima a insegnare all’Accademia di Belle Arti e poi a ricoprire la cattedra di pittura presso l’Istituto d’Arte, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Parallelamente sviluppò un’intensa attività espositiva, partecipando alle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali romane, e presentando le sue opere anche in contesti internazionali, a conferma della sua crescente notorietà.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una continua evoluzione stilistica. Dalle prime prove ancora legate alla tradizione ottocentesca, Viti giunse a una pittura più sintetica ed essenziale, in cui la costruzione volumetrica e la ricerca cromatica rivelano una rinnovata attenzione per la lezione di Cézanne. I suoi soggetti prediletti furono i paesaggi, in particolare quelli della costiera sorrentina, i ritratti femminili e le nature morte, affrontati con equilibrio compositivo e una sensibilità luministica capace di restituire atmosfere sospese e armoniose.

    Accanto alla pittura, si dedicò anche alla scenografia cinematografica, lavorando nel 1940 alla realizzazione di apparati scenici per il cinema, e partecipò attivamente alla vita culturale napoletana, contribuendo nel 1944 alla fondazione della Libera Associazione degli Artisti Napoletani, di cui fu anche presidente. Il riconoscimento ufficiale del suo valore giunse nel 1950 con l’assegnazione del Premio Einaudi per la pittura, consacrazione di una carriera ormai matura e pienamente riconosciuta.

    Morì a Napoli l’8 marzo 1952.



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    Lot 5  

    Gli alpinisti

    Sergio Innocenti Sergio Innocenti
    Biella 1925 -
    Olio su tela cm 71x100 firmato in basso a dx S.Innocenti


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 2


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 5  

    Conigli

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 27x40 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 5  

    Pascolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

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    Vaso con fiori

    Licinio Barzanti Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 5  

    Scogliera, 1921

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx G.Casciaro


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 5  

    Sulla spiaggia

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x41,5 firmato in basso a sx P.Fragiacomo


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Lago di Antermoia Val di Fassa (TN)


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 5  

    Paese montano

    Romolo Garrone Romolo Garrone
    Torino 1891 - 1959
    Olio su tela cm 39,5x49,5 firmato in basso a dx R.Garrone


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 5  

    Carnevale

    Vincenzo Migliaro Vincenzo Migliaro
    Napoli 1858 - Napoli 1938
    Acquarello su carta cm 22x18 firmato in alto a sx V.Migliaro


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su cartone cm 25,5x17 firmato in basso a dx Rubens Santoro


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 5  

    La pastorella 1894

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tela cm 33x61,5 firmato in basso a dx F.Gioli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 5  

    Soldato che cuce

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Soldato che cuce


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 5  

    Vele a Venezia

    Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Vele a Venezia


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Pompeo Massani Pompeo Massani
    Firenze 1850-1920
    Olio su tela cm 45x74 firmato in basso a dx P.Massani


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

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    Maternità 1939

    Annibale Scaroni Annibale Scaroni
    Brescia 1891 - Milano 1983
    Olio su tela cm 107x77 firmato in basso a dx Scaroni


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Plinio Nomellini Plinio Nomellini
    Livorno 1866 - Firenze 1943
    acquarello su carta cm 65x100 firmato in basso a sx Plinio Nomellini


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Gilberto Petrelli Gilberto Petrelli
    Firenze 1922 - 1986
    Olio su tela cm 97,5x74 firmato in basso a dx G.Petrelli


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    Scugnizzo

    Giovanni De Martino Giovanni De Martino
    Napoli 1870-1935
    Bronzo cm 15x18x52 firmato in basso a dx G.Martino


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    Lot 5  

    La damigella

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tela cm 50x40 firmato in alto a dx Spadini


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Licinio Campagnari Licinio Campagnari
    Favaro Veneto (VE) 1920 - Andora (SV) 1981
    Olio su tela cm 49x69 firmato in basso a dx L.Campagnari


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    Il ventaglio

    Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tela cm 159x50 firmato in basso a dx


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    Viale cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquerello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti


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    Sole di Aprile

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tavola cm 18x12,5 firmato in basso a dx S. Ferraris

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi.
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    Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.



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    Giornata ventosa

    Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 14x24,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.



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    Paesaggio

    Giuseppe Camino Giuseppe Camino
    Torino 1818 - Caluso (TO) 1890
    Olio su cartone cm 34x45,5 firmato in basso a dx G.Camino

    Giuseppe Camino nacque a Torino il 28 ottobre 1818. Dopo aver completato gli studi classici, intraprese inizialmente una carriera amministrativa su richiesta del padre, ma ben presto seguì la sua passione per l'arte, diventando uno dei più apprezzati paesaggisti piemontesi dell'Ottocento.
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    Si formò sotto la guida dello scultore Giuseppe Bogliani e condivise lo studio con Angelo Beccaria. Iniziò la sua carriera artistica realizzando opere di carattere religioso, tra cui una pala d'altare raffigurante San Vincenzo de' Paoli per la chiesa di Rocciamelone e una Via Crucis per il Convento della Visitazione a Torino. ​
    Successivamente, si dedicò alla pittura di paesaggio, ispirato dai suoi viaggi di studio nella campagna romana e napoletana tra il 1845 e il 1846. Espose sei paesaggi alla Promotrice di Torino nel 1846, tra cui "Campagna romana vista dalla villa d’Este in Tivoli" e "Marina sulla costa di Savona". Tra il 1851 e il 1852, viaggiò a Parigi, Ginevra e Londra, ospite di Emanuele Tapparelli d’Azeglio, aggiornando il suo linguaggio pittorico sull'esempio del grande paesaggismo nordico. Negli anni successivi, si concentrò su paesaggi montani piemontesi e valdostani, nonché sulla campagna canavesana. Camino fu socio fondatore della "Società Promotrice delle Belle Arti" e del "Circolo degli Artisti" di Torino. Lavorò come scenografo per il Teatro Regio di Torino e divenne professore all'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1864, si ritirò nella villa che si fece costruire a Caluso, dove continuò a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1890. Tra i suoi allievi si ricordano Giuseppe Falchetti, Carlo Pittara e Giacinto Bo.



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    Lot 5  

    Figura femminile

    Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 30x23,5 firmato in basso a sx C.Filippelli


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 5  

    Rose

    Lino Baccarini Lino Baccarini
    Gonzaga ( MN ) 1893 - Milano 1973
    Olio su tavola diametro cm 65 firmato in basso a dx L.Baccarini

    Lino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.
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    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a MilanoLino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.

    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a Milano.



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    Sulla spiaggia

    Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tela cm 30,5x67 firmato in basso a sx E.Tonti

    Egidio Tonti nacque nel 1887 a Presicce, un piccolo borgo del Salento, in provincia di Lecce. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l'arte, che lo spinse a trasferirsi nel 1905 a Napoli.
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    Qui ebbe l’opportunità di formarsi nello studio di Giuseppe Casciaro, maestro apprezzato per i suoi paesaggi, da cui apprese la padronanza del colore e la sensibilità per le atmosfere naturali.

    Dopo l’esperienza napoletana, nel 1907 Tonti si stabilì a Firenze, dove aprì un proprio studio e si immerse nell’ambiente culturale della città. La sua carriera fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come soldato. Terminato il conflitto, riprese a dipingere ed esporre, presentando le sue opere in mostre personali a Firenze, Roma, Bruxelles e Bari.

    La sua pittura, improntata a un verismo delicato, si distingue per l’uso di ampie pennellate e una tavolozza raffinata, capace di cogliere la poesia delle vedute urbane e dei paesaggi. Tra i suoi soggetti preferiti si annoverano scorci veneziani, canali silenziosi e atmosfere sospese, interpretati con grande sensibilità luministica.

    Nel 1922 Tonti emigrò negli Stati Uniti, continuando la sua attività di pittore. Da quel momento le notizie su di lui si fanno più rade, sebbene alcune fonti riportino una sua presenza a Roma negli anni Cinquanta.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 5  

    Arena di Verona

    Giuseppe Colombarolli Giuseppe Colombarolli
    Verona 1891 - Verona 1961
    Olio su tavola cm 30x24 firmato in basso a dx G.Colombarolli



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    Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 1


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a sx A.Abrate


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  • STIMA min € 5000 - max € 7000

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    La folgore 1919

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tela cm 70x89,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 6  

    Carrozze

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14,5x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 6  

    Il porto di Genova

    Giuseppe Graziosi Giuseppe Graziosi
    Savignano sul Panaro 1879 - Firenze 1942
    Olio su tavola cm 47x57 firmato in basso a sx G.Graziosi

    Giuseppe Graziosi nacque il 25 gennaio 1879 a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, da Pietro e Angela Marchi. Fin da giovane manifestò una forte vocazione artistica, sostenuta dai mecenati locali, e intraprese gli studi al Regio Istituto di Belle Arti di Modena sotto la guida di Giuseppe Gibellini.
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    Nel 1898 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondì la scultura con Augusto Rivalta e la pittura e l’incisione con Giovanni Fattori, entrando in contatto con artisti come Ardengo Soffici, Oscar Ghiglia, Enrico Sacchetti e Libero Andreotti. Qui maturò uno stile personale che univa la lezione impressionista francese all’osservazione attenta della realtà italiana.

    La sua carriera fu intensa e poliedrica: parallelamente all’attività di scultore, che gli valse fin da giovane premi importanti e la partecipazione regolare alla Biennale di Venezia, coltivò la pittura e l’incisione, prediligendo temi agresti, scene di vita contadina e ritratti di figure immerse nel paesaggio. La sua arte, aperta alle novità europee ma profondamente radicata nella tradizione italiana, trasmette una vitalità poetica e una sensibilità intensa, in cui la semplicità della vita quotidiana assume valore universale.

    Negli anni, Graziosi affrontò anche la dimensione monumentale e l’insegnamento, consolidando il suo ruolo nel panorama artistico nazionale della prima metà del Novecento. Le sue opere, caratterizzate da armonia formale e forza espressiva, mostrano l’influenza delle correnti rinascimentali unite a un linguaggio moderno e personale. Molte delle sue creazioni sono oggi conservate nella Gipsoteca “Giuseppe Graziosi” di Modena, che raccoglie sculture, dipinti e incisioni e testimonia la varietà del suo talento.

    Giuseppe Graziosi morì a Firenze il 2 luglio 1942Giuseppe Graziosi nacque il 25 gennaio 1879 a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, da Pietro e Angela Marchi. Fin da giovane manifestò una forte vocazione artistica, sostenuta dai mecenati locali, e intraprese gli studi al Regio Istituto di Belle Arti di Modena sotto la guida di Giuseppe Gibellini. Nel 1898 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondì la scultura con Augusto Rivalta e la pittura e l’incisione con Giovanni Fattori, entrando in contatto con artisti come Ardengo Soffici, Oscar Ghiglia, Enrico Sacchetti e Libero Andreotti. Qui maturò uno stile personale che univa la lezione impressionista francese all’osservazione attenta della realtà italiana.

    La sua carriera fu intensa e poliedrica: parallelamente all’attività di scultore, che gli valse fin da giovane premi importanti e la partecipazione regolare alla Biennale di Venezia, coltivò la pittura e l’incisione, prediligendo temi agresti, scene di vita contadina e ritratti di figure immerse nel paesaggio. La sua arte, aperta alle novità europee ma profondamente radicata nella tradizione italiana, trasmette una vitalità poetica e una sensibilità intensa, in cui la semplicità della vita quotidiana assume valore universale.

    Negli anni, Graziosi affrontò anche la dimensione monumentale e l’insegnamento, consolidando il suo ruolo nel panorama artistico nazionale della prima metà del Novecento. Le sue opere, caratterizzate da armonia formale e forza espressiva, mostrano l’influenza delle correnti rinascimentali unite a un linguaggio moderno e personale. Molte delle sue creazioni sono oggi conservate nella Gipsoteca “Giuseppe Graziosi” di Modena, che raccoglie sculture, dipinti e incisioni e testimonia la varietà del suo talento.

    Giuseppe Graziosi morì a Firenze il 2 luglio 1942.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 6  

    Chiacchiere

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Acquarello su carta cm 56,5x75 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
    Clicca per espandere

    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    Porto di Livorno

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 20x21,5 firmato in basso a dx R.Renucci


    4 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lot 6  

    Il Corteggiamento

    Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.



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  • STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lot 6  

    Venezia

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 25x52 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lot 6  

    In preghiera

    Salvatore Balsamo Salvatore Balsamo
    Napoli 1894 - 1922
    Olio su tela cm 75,5x88 firmato in basso a dx S.Balsamo


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 32x21,5 firmato in basso a sx G.Micheli


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    Piazza delle Erbe

    Luciano Albertini Luciano Albertini
    Verona 1910 - 1985
    Olio su tavola cm 18,5x24 firmato in basso a dx Albertini



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Luca Albino Luca Albino
    Maiori 1884 - Maiori 1952
    Olio su tela cm 34,5x50 firmato in basso a sx L.Albino

    Luca Albino nacque il 14 febbraio 1884 a Maiori, nel cuore della Costiera Amalfitana, e vi morì nell’aprile del 1952. Fin da giovane dimostrò un talento naturale per la pittura, che lo condusse prima nello studio di Raffaele D’Amato e poi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove perfezionò la sua formazione artistica.
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    Nel 1910, spinto dalla necessità e dalla voglia di nuove esperienze, Albino si trasferì in Argentina. A Buenos Aires rimase affascinato dai colori intensi dei tramonti sudamericani, che influenzarono profondamente la sua tavolozza e il suo stile. Organizzò numerose esposizioni personali, riscuotendo successo e riuscendo a vendere gran parte delle opere realizzate durante il soggiorno.

    Rientrato a Maiori nel 1920, si dedicò con passione a immortalare la sua terra natale. Le sue tele, che lui stesso definiva "bombe di sole", raccontano scene di vita quotidiana, mercati, pescatori, angoli nascosti della costiera, sempre colti nella loro luce più viva e autentica. La sua pittura è caratterizzata da pennellate vibranti e colori brillanti, capaci di restituire l’atmosfera calda e avvolgente del Mediterraneo.

    Albino partecipò a diverse mostre collettive e personali, tra cui esposizioni a Salerno, Milano e Positano, e prese parte più volte alle Mostre del Sindacato Provinciale Fascista Belle Arti di Salerno. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano “Barche”, “Il mio paese”, “La Chiesa dell’Annunziata di Ravello”, “Mercato”, “Cortile” e “Torre Normanna di Maiori”.

    Fu anche maestro della pittrice Pia Galise, alla quale trasmise la sua passione per la pittura e per i colori della sua terra. L’opera di Luca Albino resta ancora oggi una testimonianza luminosa della bellezza e della vitalità della Costiera Amalfitana.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 6  

    Vaso di fiori

    Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Bogoni

    Adriano Bogoni nacque il 16 luglio 1896 a Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona. Si formò presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente nello studio di Angelo Dall'Oca Bianca.
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    Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, si stabilì a Milano, dove iniziò la sua attività artistica, partecipando a diverse esposizioni.
    Nel 1919, Bogoni espose per la prima volta alla Quadriennale di Torino, e l'anno successivo partecipò alla XII Biennale di Venezia. Nel 1925, presentò una mostra personale a Sanremo, seguita da un'altra a Torino nel 1926. Nel 1927, espose a Gardone Riviera, e nel 1931 partecipò alla "Famegia Veneziana" a Milano, ottenendo un buon successo.
    La sua pittura iniziale era di natura analitica, con ritratti che evidenziavano una forte carica psicologica e introspettiva. Successivamente, negli anni '50, si dedicò a nature morte e paesaggi, in particolare del mare ligure, trasferendo nelle sue opere la passione per l'analisi delle emozioni e dei sentimenti.
    Nel Castello scaligero di Malcesine, sul Lago di Garda, Bogoni fondò l'Accademia Internazionale del Paesaggio, riconosciuta dallo Stato. Nel periodo 1937-1939, l'Accademia accolse circa novanta allievi provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Russia, Francia e Polonia. Nel corso della sua carriera, l'artista ricevette numerosi premi nazionali e internazionali.
    Le sue opere sono presenti in raccolte private e in gallerie d'arte moderna di città come Roma, Milano, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona e New York. Nel 1976, la moglie Maria Pia donò tredici sue opere alla Pinacoteca Comunale di Malcesine. ​
    Adriano Bogoni morì a Milano nel 1970.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 6  

    Carrozze a Firenze

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 16,5x20 firmato in basso a dx G.Lomi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 6  

    Pastorello

    Angelo Beccaria Angelo Beccaria
    Torino 1820 - 1897
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a sx A.Beccaria datato 54

    Angelo Beccaria nacque a Torino nel maggio del 1820. All'età di diciotto anni, si iscrisse all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove studiò sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra.
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    Inizialmente orientato verso la pittura di figura, dovette abbandonarla a causa di problemi alla vista, dedicandosi così esclusivamente alla pittura di paesaggio. Fu influenzato da artisti come Massimo d'Azeglio e Alexandre Calame, sviluppando uno stile che, sebbene legato a un certo manierismo, mostrava una profonda sensibilità verso la natura.
    A partire dal 1843, Beccaria espose regolarmente le sue opere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando alle esposizioni annuali fino al 1860 e, successivamente, con alcune interruzioni, fino al 1896. Le sue opere, come "La raccolta del fieno" (1864), "Paese d'invenzione" (1870) e "L'ora del pasto", riflettono una predilezione per le scene agresti e montane, spesso ambientate nelle vallate piemontesi e valdostane. Accanto ai dipinti ad olio, realizzò numerosi studi, disegni e incisioni, tra cui una serie di sei tavolette con vedute di campagna caratterizzate da colori tenui e una notevole freschezza espressiva. ​
    Oltre alla sua attività artistica, Beccaria si dedicò all'insegnamento del disegno presso importanti famiglie nobili e borghesi torinesi, tra cui la famiglia reale. Fu maestro dei principi Amedeo e Oddone, nonché delle principesse Clotilde e Maria Pia. Tra i suoi allievi si annovera Giuseppe Camino. Angelo Beccaria morì a Torino il 14 gennaio 1897



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    Pascolo sul mare

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 22,5x32 firmato in basso a sx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 6  

    Paesaggio

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 8,5x15 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 6  

    Amalfi

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tavola cm 26x38 firmato in basso a sx G.Carelli


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 6  

    L'ora del the

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 55,5x48,5 firmato in alto a dx U.Caputo Paris


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx C.Besana


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Federico Schianchi Federico Schianchi
    Modena 1858 - Roma 1918
    Olio su tavola cm 34x54,5 firmato in basso a dx Federico Schianchi

    Federico Schianchi nacque a Modena il 6 ottobre 1858 da Ludovico Schianchi e Matilde Baroni. La sua formazione artistica ebbe inizio nel 1878 presso l'Istituto Modenese di Belle Arti, dove fu allievo di Antonio Simonazzi, docente di disegno, e di Ferdinando Manzini, insegnante di ornamento.
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    Nel 1887 si trasferì a Roma, città che divenne il fulcro della sua attività artistica.

    Schianchi si specializzò nella pittura di vedute, realizzate principalmente ad acquerello e olio, raffiguranti scorci di Roma e della campagna italiana. Le sue opere si distinguono per la precisione prospettica e la delicatezza cromatica, elementi che conferiscono alle sue scene un'atmosfera serena e contemplativa. Tra i soggetti più ricorrenti vi sono il Tevere con Castel Sant'Angelo, il Foro Romano, Piazza San Pietro, Villa Borghese, l'Isola Tiberina e il Tempio della Sibilla a Tivoli.
    Ponti Art
    Nel 1883 partecipò all'Esposizione Nazionale di Belle Arti al Palazzo delle Esposizioni di Roma, presentando il dipinto Aristide che abbandona la Patria. Intorno al 1910, collaborò alla pubblicazione della Raccolta di vedute romane con le Edizioni Daneu & C. , contribuendo con una serie di vedute della città eterna.

    Le sue opere sono state esposte in numerose aste internazionali, tra cui Christie's, dove dipinti come Roma al Foro di Nerva e Capri dalla Costiera Sorrentina hanno ottenuto significativi riconoscimenti. La sua produzione artistica continua a essere apprezzata per la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati, offrendo uno sguardo intimo e poetico sull'Italia del suo tempo.
    Federico Schianchi morì a Roma il 28 dicembre 1918.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 6  

    Profeta

    Theodoro Doriota Theodoro Doriota
    Francia XIX-XX
    Bronzo cm 28x13,5x30


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 74x94,5 firmato in basso a sx E.Bonivento


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 6  

    Il barcaiolo

    Raoul Viviani Raoul Viviani
    Firenze 1883 - Rapallo 1965
    Olio su tela cm 121x164 firmato in basso a dx Viviani


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Lot 6  

    Il cacciatore

    Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 71x50,5 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    Campagna Bolognese

    Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Olio su cartone cm 34,5x44 firmato in basso a dx G.Pizzirani


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880 - 1958
    Santa Maria maggiore Verbania


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 6  

    Pensieri

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Pensieri


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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Arturo Moradei Arturo Moradei
    Firenze 1840 - Ravenna 1901
    Olio su tela cm 95x66 firmato in basso a sx Moradei


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 6  

    Processione

    Franz Richard Unterberger Franz Richard Unterberger
    1838 - 1902
    Olio su tavola cm 32x30 firmato in basso a sx F.Unterberger


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 6  

    La mungitura

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 18x28 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 6  

    Il ruscello

    Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 51x33 firmato in basso a sx N.Gradi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 28,5x38,5 firmato in basso a sx P.Punzo


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Luigi Steffani Luigi Steffani
    San Giovanni Bianco (BG) 1827 - Milano 1898
    Tirando le reti


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 6  

    Le scale

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a dx V.Caprile


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lot 6  

    Palazzo Ducale

    Emanuele Brugnoli Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 35x48 firmato in basso a dx E.Brugnoli


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 6  

    valâ germanasca

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 6  

    Allo specchio

    Attilio Toro Attilio Toro
    Napoli 1892 - 1982
    Olio su tavola cm 40x29,5 firmato in basso a dx A.Toro


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 7  

    Sicilia

    Giulio Da Vicchio Giulio Da Vicchio
    Livorno 1925 - 2004
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a sx G.Vicchio


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 7  

    Scena familiare

    Nicola Biondi Nicola Biondi
    Capua (CE) 1866 - Napoli 1929
    Olio su tela cm 40x46,5 firmato in basso a dx N.Biondi


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  • STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lot 7  

    Famiglia romana

    Francesco Ballesio Francesco Ballesio
    Torino 1860 - Tivoli 1923
    Olio su tela cm 70x130.5 firmato in basso dx F.Ballesio Roma


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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 37x56,5 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.



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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 7  

    Cavalli da tiro

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tavola cm 12,5x19 firmato in basso a sx C.Ciani


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 7  

    Il Parco

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 53,5x78 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x64 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 7  

    Primi incontri

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20,5x14 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 7  

    Rimirando

    Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa 1860 - Belluno 1944
    Olio su tela cm 40x59 firmato in basso a dx L.Cima

    Luigi Cima nacque il 5 gennaio 1860 a Villa di Villa, nel territorio bellunese, in un contesto rurale che avrebbe profondamente influenzato la sua sensibilità artistica. Dopo un primo percorso di studi tecnici a Feltre, si trasferì a Venezia per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si formò sotto la guida di maestri come Eugenio De Blaas e dove entrò in contatto con un ambiente vivace e stimolante, legato alle ricerche pittoriche del secondo Ottocento.
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    Fin dagli anni della formazione si distinse per le sue capacità, ottenendo premi e riconoscimenti che ne favorirono l’avvio della carriera.

    Inseritosi nella vita artistica veneziana, lavorò anche come disegnatore nello studio dello scultore Dal Zotto e strinse rapporti con artisti quali Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono, condividendo con loro un orientamento verso una pittura attenta al vero e alla rappresentazione della vita quotidiana. Il suo esordio avvenne nel 1881 alla Permanente di Venezia, dove presentò opere che ottennero immediato consenso; da quel momento iniziò una fitta attività espositiva che lo portò a partecipare alle principali rassegne italiane tra Venezia, Milano, Torino, Firenze e Roma.

    Nel corso degli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, Cima consolidò la propria fama grazie a dipinti ispirati alla vita contadina e montana del territorio feltrino, caratterizzati da un linguaggio verista, attento all’osservazione diretta della realtà. Opere come scene di lavoro nei campi, interni di chiese e vedute veneziane testimoniano una pittura solida, costruita su un equilibrato rapporto tra figura e ambiente. Il successo fu tale che alcune sue opere vennero acquistate da importanti istituzioni pubbliche, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, segnando un riconoscimento significativo già in giovane età.

    Parallelamente all’attività espositiva, continuò a sviluppare una ricerca pittorica coerente, dedicandosi anche al ritratto, alla natura morta e alla pittura sacra, ambiti nei quali seppe mantenere una costante attenzione al dato reale e alla resa luministica. Partecipò alle prime edizioni della Biennale di Venezia, ottenendo apprezzamenti e consolidando la propria posizione nel panorama artistico italiano del tempo.

    Tuttavia, all’inizio del Novecento, in seguito a contrasti con l’ambiente espositivo ufficiale, decise progressivamente di ritirarsi dalle grandi rassegne nazionali. Dopo il 1902, pur continuando a dipingere con continuità, scelse una dimensione più appartata, tornando stabilmente nel paese natale. Qui proseguì la sua attività fino alla morte, avvenuta il 1º gennaio 1944, approfondendo temi già affrontati e sviluppando una pittura sempre fedele al vero, radicata nella memoria dei luoghi e nella quotidianità della vita rurale.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 7  

    Fanciulla

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 48x37,5 firmato in alto a sx Melarangelo


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 7  

    Apokà Lypsis 2

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Apoka' Lypsis 2


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  • STIMA min € 300 - max € 400

    Lot 7  

    Nudo femminile

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Pastello su carta cm 47x31 firmato in basso a dx Consadori


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 7  

    Tre grazie

    Noel Quintavalle Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 45x65 firmato in basso a destra Noequil 1941


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 7  

    Vicolo di Napoli

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi


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  • STIMA min € 4000 - max € 4500

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 78x150 firmato in basso a sx V.Zanetti Zilla


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 51x26 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 7  

    Balme - Val d'Ala

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Signorini Giuseppe Signorini
    Roma 1857-1932
    Olio su tavola cm 28x44 firmato in basso a dx Giuseppe Signorini


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 7  

    Stanchezza

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 30x32 firmato in basso a sx V.Irolli


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 75x144,5 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 7  

    Maternita'

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Maternita'


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pascolo in alta valle


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 7  

    Via di paese1930

    Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su masonite cm 47x59 firmato in basso a dx A.Corradi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 7  

    Filando la lana

    Carlo Mezzadra Carlo Mezzadra
    Broni 1901 - Milano 1978
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx C.Mezzadra


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  • STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lot 7  

    Ventimiglia 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1839 - San Pier d'Arena 1908
    Olio su tela cm 65,5x95 firmato in basso a dx Imerio Venturini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 7  

    Venezia

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Karpoff


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 7  

    Portatrice d'acqua

    Attribuito Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 7,5x9x22 firmato in basso a dx V.Gemito


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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Filippo Indoni Filippo Indoni
    Roma 1842 - 1908
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a dx Indoni

    Filippo Indoni nacque a Roma nel 1842 e si affermò come uno dei più apprezzati pittori di genere della seconda metà dell'Ottocento. La sua formazione si sviluppò seguendo i modelli degli artisti coevi dell'Italia centrale e meridionale, con particolare attenzione alla tradizione napoletana.
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    Fin dai primi anni della sua carriera, si dedicò alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi popolari, immortalando scene di contadini, artigiani e popolani in ambientazioni rurali o urbane, spesso vestiti con costumi tradizionali.
    Indoni predilesse la tecnica dell'acquerello, ma lavorò anche con l'olio su tela, adottando uno stile realistico e meticoloso, capace di cogliere con sensibilità i dettagli della vita semplice e dei paesaggi italiani. Le sue opere, come "Il corteggiamento", "Pastorelli al pozzo" e "Le gitane", sono esempi emblematici della sua produzione, caratterizzata da una narrazione visiva che esalta la dignità e la serenità delle persone comuni.

    La sua arte fu particolarmente apprezzata dal mercato straniero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove le sue opere venivano spesso acquistate da collezionisti attratti dalla rappresentazione idealizzata e romantica dell'Italia rurale. Partecipò a numerose esposizioni, ottenendo consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tra i suoi lavori più noti figura anche il ritratto di Alessandro Torlonia, realizzato per il Collegio Nazareno di Roma.

    Oltre alla sua attività artistica, Indoni ebbe un ruolo significativo nella formazione del giovane Umberto Coromaldi, figlio della sua seconda moglie, che divenne anch'egli un noto pittore. Filippo Indoni morì a Roma nel 1908.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su tela cm 77x123 firmato in basso a dx G.Giani


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tavola cm 55x65 firmato in basso a dx Cisari


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 7  

    Scorcio sul lago

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su carta cm 14,5x11 firmato in basso a dx S. Mazza

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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 7  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 7  

    Bel visetto

    Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in alto a sx R.Fontana

    Roberto Fontana nacque a Milano il 10 aprile 1844. Dopo aver abbandonato gli studi classici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò incisione sotto la guida di Antonio Bramati e pittura con Giuseppe Bertini e Carlo Notaris.
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    Esordì nel 1866 alla XXV Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Torino con l'opera "Geltrude confusa scorge la lettera in mano al principe suo padre", ispirata ai Promessi Sposi. Successivamente, si dedicò a soggetti di genere, presentando nel 1872 all'Esposizione di Belle Arti di Brera il dipinto "Ispezione alla persona della fidanzata. Costume russo", che gli valse l'apprezzamento della critica e del pubblico. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti a Filadelfia nel 1876 e a Parigi nel 1889. La sua produzione comprende ritratti, paesaggi e scene di genere, caratterizzati da una notevole attenzione ai dettagli e una raffinata tecnica pittorica. Morì a Milano il 25 novembre 1907. ​



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 7  

    Natura morta

    Luigi Zago Luigi Zago
    Villafranca di Verona (VR) 1894 - Mendoza 1952
    Olio su cartone cm 48x68 firmato in basso a dx Luigi Zago

    ​Luigi Zago nacque il 14 febbraio 1894 a Villafranca di Verona, in Italia. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, iniziando a dipingere come autodidatta.
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    Nel 1924, sotto la guida del pittore Vettore Zanetti Zilla, affinò ulteriormente le sue capacità artistiche.
    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1924 al Lyceum di Milano, dove le sue opere catturarono l'attenzione di critici e artisti, tra cui Carlo Carrà. Nel 1925, partecipò alla Biennale di Roma, ottenendo riconoscimenti significativi. Continuò a esporre in importanti sedi come la Quadriennale di Torino e in altre città italiane, tra cui Milano, Firenze e Bologna. ​Nel 1926, in occasione del Centenario Francescano, Zago realizzò ottanta opere dedicate ai luoghi legati a San Francesco d'Assisi. Questi dipinti furono pubblicati nei tre volumi dei "Santuari Francescani" di Padre Vittorino Facchinetti. L'anno successivo, dipinse una serie di cinquanta opere ispirate ai luoghi e alle atmosfere dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, raffigurando scene come quelle di Don Abbondio e Pescarenico. ​
    Nel 1928, Zago allestì una mostra personale alla Galleria Micheli di Milano, presentando opere che ritraevano i luoghi della Prima Guerra Mondiale. Nello stesso anno, partecipò alla Biennale di Venezia con i dipinti "La Fonte" e "Finestra". Per il ventennale della Vittoria, intraprese un viaggio a piedi attraverso i luoghi dove aveva combattuto, creando una serie di opere esposte nella "Mostra dei campi di battaglia – dal Timavo all'Adamello" a Milano. Queste opere gli valsero il titolo di "pittore delle visioni di pace sui luoghi di guerra".
    Nel 1929, Zago vinse il primo premio alla Mostra del Paesaggio di Baveno e, nel 1942, ottenne lo stesso riconoscimento alla Mostra Sindacale di Milano con il dipinto "Alto Lago di Como", successivamente acquisito dalla Provincia di Milano. Tuttavia, nel 1943, un bombardamento distrusse gran parte del suo studio a Milano, perdendo numerose opere. Nonostante ciò, organizzò una mostra con i lavori rimasti e continuò a esporre in città come Biella, Bergamo e Como.
    Nel 1946, Zago ricevette il primo premio alla "Mostra del Mare" di San Remo. L'anno seguente, la moglie Magda Martinelli portò alcune sue opere in Sud America, presentandole in musei e gallerie. Nel 1949, Zago si trasferì a Buenos Aires, in Argentina, dove lavorò per il Ministero delle Belle Arti. In Sud America, ottenne numerosi successi, esponendo in città come Rosario, Mendoza, Cordoba, Punta del Este e Montevideo. Il governo della provincia di Cordoba gli commissionò cinquanta tele raffiguranti la città e i suoi paesaggi, pubblicate nel catalogo "Cordoba y sus Sierras en su poesía de colores".
    Noto anche come "il pittore di Evita Perón", Zago morì improvvisamente a Buenos Aires l'8 luglio 1952, prima di poter completare un ulteriore incarico a Posadas, nella provincia di Misiones. Nel 1953, Villafranca di Verona gli rese omaggio con una grande mostra postuma, seguita nel 1954 dalla posa di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in via Pace. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all'estero, tra cui musei a Buenos Aires, Montevideo, Rosario e Santiago. ​



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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 45x90 firmato in basso a sx L.Gignous

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 20,5x27 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.



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  • STIMA min € 400 - max € 600

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 2


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 47x39 firmato in alto a dx Giovanni Melarangelo


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela cartonata cm 96x58 firmato in basso a dx L.Serena

    Luigi Serena è stato un pittore italiano tra i più significativi interpreti della pittura verista veneta tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. La sua produzione artistica si distingue per la capacità di rappresentare con immediatezza e naturalezza la vita quotidiana del mondo popolare, in particolare quello contadino e urbano della Marca trevigiana, trasformando scene semplici in immagini dense di osservazione sociale e sensibilità pittorica.
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    Nato a Montebelluna il 1° agosto 1855, Serena trascorse l’infanzia in un ambiente rurale che contribuì profondamente alla formazione del suo immaginario artistico. Successivamente la famiglia si trasferì a Murano, dove il padre lavorava nel settore del vetro artistico. In questo contesto il giovane Luigi iniziò a frequentare la Scuola di disegno applicato all’arte vetraria, sviluppando le prime competenze tecniche che lo avrebbero avviato alla carriera artistica.

    Nel 1870, grazie a una borsa di studio, entrò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si formò fino al 1877. Durante questo periodo ebbe modo di affinare la propria tecnica sotto la guida di maestri importanti e di entrare in contatto con un ambiente culturale vivace, condividendo gli anni di studio con artisti come Giacomo Favretto, Ettore Tito, Guglielmo Ciardi e Luigi Nono. Questa esperienza accademica fu fondamentale per orientare il suo stile verso un realismo attento e partecipe.

    Conclusi gli studi, nel 1878 si trasferì a Treviso, città che divenne il centro stabile della sua attività artistica. Qui Serena sviluppò pienamente la sua poetica verista, dedicandosi principalmente alla rappresentazione di scene di genere e momenti di vita quotidiana: mercati, lavori domestici, ambienti rurali e figure popolari. La sua pittura si caratterizza per un linguaggio diretto, una grande attenzione alla luce e una spiccata sensibilità narrativa, elementi che gli valsero una discreta notorietà nell’ambiente artistico dell’epoca.

    Partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo riconoscimenti soprattutto per la sua capacità di cogliere la realtà senza idealizzazioni, ma con uno sguardo umano e partecipe. Nonostante il successo critico, negli ultimi anni della sua vita dovette affrontare difficoltà economiche e problemi di salute, che lo portarono a una progressiva marginalizzazione.

    Morì a Treviso il 12 marzo 1911



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 8  

    Le donne del paese

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 12x19 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 8  

    Canale Veneziano

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 88x51,5 firmato in basso a sx V.Zilla

    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.



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  • STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lot 8  

    Maternita

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 27x18 firmato in alto a sx C.Ciani


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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Giuseppe Camona Giuseppe Camona
    Milano 1886 - 1917
    Olio su tela cm 60x91 firmato in basso a dx Camona

    Giuseppe Camona nacque a Milano il 9 maggio 1886 e crebbe in un ambiente sensibile alle arti, immerso nella vivace realtà culturale lombarda di inizio Novecento. La sua formazione lo portò presto a incontrare figure di rilievo del panorama artistico milanese e nel 1908 divenne allievo di Vittore Grubicy de Dragon, maestro attento alla luce, al colore e alle nuove ricerche sul paesaggio.
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    Questo incontro segnò profondamente il suo stile e il suo modo di osservare la natura.

    Nei primi anni della sua attività Camona si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando atmosfere pacate, sospese, ricche di sfumature cromatiche delicate. Le sue opere trasmettono un senso di quiete e di armonia, con una particolare attenzione alla luminosità e all’equilibrio tonale. Nel 1914 presentò due paesaggi all’Accademia di Brera e partecipò alla Biennale di Venezia, confermando il suo crescente riconoscimento tra i giovani artisti lombardi.

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe il suo percorso artistico. Chiamato alle armi, Camona visse direttamente le difficoltà e il dramma del fronte. In quell’esperienza, tuttavia, continuò a disegnare: nacquero così le opere riunite sotto il titolo “Impressioni di guerra”. Si tratta di fogli rapidi ma intensi, privi di enfasi celebrativa, capaci di restituire la vita quotidiana dei soldati, le attese, le fatiche, i momenti di silenzio e di inquietudine. Pur immersi nella tragedia, questi lavori conservano una finezza osservativa che testimonia la sua sensibilità artistica.

    La sua vita si concluse prematuramente il 15 agosto 1917 a Thiene, in provincia di Vicenza, a causa di una malattia contratta durante il servizio militare.



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  • STIMA min € 18000 - max € 20000

    Angelo Protti Angelo Protti
    Attivo a Milano tra il 1835 - 1875
    Olio su tela cm 140x84.5 firmato in bassso sx Protti Ang.1872


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 8  

    Venezia

    Marcello Iras Baldessari Marcello Iras Baldessari
    Innsbruck 1894 - Roma 1965
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx Baldessari


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 8  

    Porto a Livorno

    Nello Giovvanelli Nello Giovvanelli
    Livorno 1922 - 1996
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx N.Giovvanelli


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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Costantino Rosa Costantino Rosa
    Bergamo 1803 - Bergamo 1878
    Olio su tavola cm 23,5x32,5 firmato in basso a sx C.Rosa



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  • STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lot 8  

    Pescatori

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 8  

    Vaso

    Remo Wolf Remo Wolf
    Trento 1912 - Trento 2009
    Pastello su carta cm 24x31 firmato in basso a dx Wolf

    ​Remo Wolf nacque il 29 febbraio 1912 a Trento, in Italia. Fin da giovane, dimostrò una passione per l'arte che lo portò a intraprendere studi in diverse città italiane.
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    Nel 1928, frequentò l'Istituto d'Arte di Parma, dove si diplomò nel 1930. Successivamente, si iscrisse all'Istituto di Magistero d'Arte di Firenze, concludendo gli studi con l'abilitazione all'insegnamento del "disegno e storia dell'arte" a Roma.
    La carriera di Wolf come insegnante iniziò a Bolzano e Merano. Nel 1935, tenne la sua prima mostra personale a Merano. Nel 1939, fu richiamato alle armi, prestando servizio prima sul fronte francese e successivamente in Africa Settentrionale. Dopo la sconfitta di El Alamein nel 1942, fu fatto prigioniero e trascorse diversi anni nei campi di prigionia in Egitto. Decorato al valor militare, tornò in patria nel 1946.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 8  

    Paesaggio Ligure

    Carlo Prada Carlo Prada
    Milano 1884-1960
    Olio su tavola cm 32,5x44 firmato in basso a sx C.Prada

    Carlo Prada nacque a Milano il 13 ottobre 1884, figlio dell'avvocato Isnardo, che inizialmente lo indirizzò verso studi classici. Tuttavia, la precoce inclinazione artistica del giovane Carlo lo spinse a intraprendere un percorso differente: nel 1902 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.
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    In questi anni si avvicinò al Divisionismo, movimento che lo affascinò per la sua resa luministica ottenuta attraverso pennellate spezzate e colori puri.

    Il debutto ufficiale avvenne nel 1906 all’Esposizione Nazionale di Milano con il dipinto Ultime nevi, che gli valse l’attenzione del mercante d’arte Alberto Grubicy, figura di riferimento per la promozione del Divisionismo in Italia. Grazie a questa collaborazione, Prada riuscì a esporre le proprie opere anche a livello internazionale, partecipando a importanti rassegne a Parigi nel 1907, 1912 e 1921.

    Col passare degli anni, l’artista sentì l’esigenza di evolvere il proprio linguaggio espressivo, allontanandosi progressivamente dal Divisionismo. Abbracciò così i principi del movimento “Novecento”, che proponeva un ritorno all’ordine classico e alla solidità della forma. Negli anni Trenta, la sua adesione al Chiarismo segnò un ulteriore passaggio stilistico: le sue tele si riempirono di tonalità leggere e luminose, rifiutando i contrasti forti e privilegiando atmosfere diafane e serene.

    La produzione pittorica di questo periodo si concentrò soprattutto sui paesaggi liguri, in particolare le vedute di Portofino e dell’entroterra, dipinte con delicatezza e sensibilità. Al paesaggio si affiancò anche una produzione ritrattistica raffinata, in cui l’artista dimostrò una notevole capacità introspettiva nel cogliere la psicologia dei soggetti.

    Le opere di Carlo Prada furono esposte in numerose mostre, tra cui si ricordano la Società degli Amici delle Belle Arti a Cracovia nel 1935 e la Mostra d'Arte Italiana a Varsavia e Praga nello stesso anno. Morì nella sua città natale, Milano, nel 1960.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 8  

    Nella stalla

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853 - 1923
    Olio su carta su tavola cm 27x22 firmato in basso a sx L. Rossi

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 8  

    La fuga

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su cartone cm 14x11 firmato in basso a dx S.Mazza

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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx L.Bazzaro


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  • STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lot 8  

    Invito in villa

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone cm 37x29 firmato in basso a dx Emma Ciardi


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    Lot 8  

    Paesaggio innevato

    Baldassare Longoni Baldassare Longoni
    Dizzasco Intelvi (Co) 1876 - Camerlata (Co) 1956
    Olio su tela cm 65x80 firmato in basso a dx Longoni


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 8  

    Adele (1865)

    Federico Faruffini Federico Faruffini
    Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869
    Olio su tela cm 74,5x111 firmato in basso a dx F.Faruffini

    Federico Faruffini nacque il 12 agosto 1833 a Sesto San Giovanni, allora parte del Ducato di Milano. Figlio di Paolo, farmacista, e di Giuseppa Albini, intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza presso l'Università di Pavia nel 1848.
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    Parallelamente, coltivò la sua passione per l'arte frequentando la Civica Scuola di Pittura di Pavia, dove fu allievo di Cesare Ferreri e Luigi Trecourt. Durante questo periodo, entrò in contatto con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali condivise un interesse per una pittura più libera e meno accademica.

    La sua produzione iniziale si concentrò su soggetti storici e religiosi, influenzata dalla pittura antiaccademica di Giovanni Carnovali, detto il Piccio. Nel 1856 si trasferì a Roma, dove risiedette fino al 1858, per poi soggiornare brevemente a Venezia tra il 1859 e il 1860, studiando i maestri della pittura rinascimentale veneziana. Nel 1861 si stabilì a Milano, partecipando attivamente alla vita artistica della città.
    Faruffini espose le sue opere in diverse occasioni, tra cui l'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove presentò dipinti come "Cesare Borgia che ascolta Machiavelli" e "Morte di Ernesto Cairoli". Nel 1864 partecipò all'esposizione di Brera con opere quali "Coro della Certosa di Pavia", "Scolari di Alciato", "Annunciazione", "Sordello e Cunizza" e "Machiavelli e Borgia", ricevendo una medaglia nel 1866 per quest'ultima.
    Il suo stile combinava elementi del realismo con contorni sfumati e colori vivaci, anticipando le tematiche e le tecniche della Scapigliatura lombarda. Tra le sue opere più note si annoverano "La gondola di Tiziano" (1861), "Lettrice" (1865) e "Il sacrificio della Vergine al Nilo" (1865), conservate in importanti gallerie d'arte italiane.

    Nonostante il talento riconosciuto, Faruffini visse una vita travagliata, segnata da difficoltà economiche e personali. Nel 1869 si trasferì a Perugia, dove, sopraffatto dalle avversità, si tolse la vita il 15 dicembre dello stesso anno.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 15x16x32 firmato in basso a dx V.Gemito


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 8  

    Canale Chioggiotto

    Romeo Borgognoni Romeo Borgognoni
    Ravenna 1875 - Pavia 1944
    Olio su tela cm 83x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Hans Alexander Brunner Hans Alexander Brunner
    Vienna 1895 - 1968
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a sx HansAlexander Brunner


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 8  

    Il cervino 1919

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 8  

    Gioa e dolore

    Attilio Andreoli Attilio Andreoli
    Chiari ( BS ) 1877 - Cavaglio Spoccia ( VB ) 1950
    Gioa e dolore


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 8  

    La pausa

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    La pausa


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  • STIMA min € 15000 - max € 18000

    Arturo Faldi Arturo Faldi
    Firenze 1856-1911
    Olio su tela cm 50x85 firmato in basso a dx A.Faldi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 8  

    Donna in rosa

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 43x29,5 firmato in basso a sx F.Netti


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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Lot 8  

    Paesaggio

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su cartone cm 11x14,5 firmato in basso a dx A.Pratella


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 8  

    Temporale

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 41x29 firmato in basso a dx G.Falchetti


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    Lot 8  

    Paesaggio montano

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 25x34 firmato in basso a dx C.Besana


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Marina a Torre del Greco


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 8  

    Per la via

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 8  

    Riposo all'ombra

    Ernesto Giacobbi Mortizza (PC) 1891 - Piacenza 1964
    Olio su tavola cm 28,5x56 firmato in basso a dx E.Giacobbi


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 8  

    Sole sul Cervino

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 8  

    Menestrella

    Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Acquarello su carta cm 50x34 firmato in basso a sx E.Zampighi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 9  

    Vicolo di paese

    Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 38,5x22,5 firmato in basso a sx Micheli


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su cartone cm 24x32,5 firmato in basso a dx A.Rey


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 75x60 firmato in basso a sx A.Formis


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 40x60 firmato in basso a sx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 20x32 firmato in basso a dx L.Ciani


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Lot 9  

    Sotto i portici

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 9  

    Giornata di caccia

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 24x45,5 firmato in basso a dx S.Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 9  

    Il nuovo arrivato

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 23x12 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • STIMA min € 5000 - max € 7000

    Lot 9  

    L'attesa

    Gerolamo Navarra Gerolamo Navarra
    Verona 1852 - Milano 1920
    Olio su tela cm 104x70 firmato in basso a dx G.Navarra

    Gerolamo Navarra (Verona, 1852 – Milano, 1920) è stato un pittore italiano attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, inserito nel contesto della tradizione figurativa veneta e lombarda. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo in cui la pittura italiana stava attraversando una fase di transizione tra accademismo e nuove sensibilità legate al realismo e alle correnti di fine secolo.
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    Nato a Verona, Navarra mostrò fin da giovane una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, che lo portarono a intraprendere studi artistici probabilmente in ambito accademico. Nel corso della sua carriera si spostò e operò in diversi contesti del Nord Italia, trovando infine in Milano il centro della sua attività matura e della sua produzione artistica. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, continuando a dedicarsi alla pittura fino alla morte, avvenuta nel 1920.

    La sua opera si colloca all’interno della tradizione pittorica ottocentesca italiana, con un linguaggio legato alla rappresentazione figurativa e a un gusto ancora radicato nella resa realistica dei soggetti. Pur non essendo tra i nomi più noti della sua epoca, Navarra rappresenta una figura significativa del panorama artistico regionale, espressione di quella vasta schiera di pittori che contribuirono a mantenere viva la cultura figurativa italiana tra Otto e Novecento.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 9  

    Corteggiamento

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 48x37,5 firmato in basso a sx Melarangelo


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 400 - max € 600

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 1


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 9  

    Giovinezza

    Carlo Stratta Carlo Stratta
    Torino 1852 - 1936
    Acquarello su carta cm 29x19 firmato in basso a dx C.Stratta


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 9  

    La grande Roche '

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Sacheri Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 9  

    Cani da caccia

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 21x27,5 firmato in basso a dx Pellicciotti


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Olio su cartone cm 64x94 firmato in basso a dx Alebardi


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 9  

    Nubi

    Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a sx C.Cressini


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 9  

    Il monte Rosa

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx Moretti Foggia


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 9  

    Natura morta

    Galileo Chini Galileo Chini
    Firenze 1873 - Firenze 1956
    Olio su cartone cm 21x17 firmato in basso a sx G.Chini


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Olio su tavola cm 36x25,5 firmato in alto a sx E.Zampighi


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 9  

    Ninfe al bagno

    Giovanni Marchini Giovanni Marchini
    Forli' 1877 - Forli' 1946
    Olio su tela cm 75,5x139,5 firmato in basso a dx G.Marchini


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Ruggero Focardi Ruggero Focardi
    Firenze 1864 - Quercianella (LI) 1934
    Fasano verso Vallombrosa


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    La fanciulla dai capelli biondi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 9  

    Al rifugio

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Stefano Donadoni Stefano Donadoni
    Somasca ( BG ) 1844 - Roma 1911
    Olio su cartone cm 57x44 firmato in basso a dx Donadoni


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano, 1889 - Torino, 1957
    Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Gheduzzi


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 9  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    pcar cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 9  

    Transumanza

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 70x100 firmato in basso a sx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.



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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lot 9  

    Vigilia di Natale

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 94x132,5 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    La fioraia di Verona


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 9  

    Marina

    Carlo Mancini Carlo Mancini
    Milano 1829 - 1910
    Olio su cartone cm 11x17 firmato in basso a sx C.Mancini

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.
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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 9  

    La famiglia

    Gioacchino Galbusera Gioacchino Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tela cm 30x20 firmato in basso a dx Galbusera

    Gioacchino Galbusera nacque a Milano il 2 aprile 1870 e si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di importanti maestri quali Giuseppe Mentessi, Camillo Rapetti e Riccardo Brambilla. Sin dai primi anni, la sua pittura rivelò un’inclinazione per la solidità della composizione e la brillantezza cromatica, caratteristiche che avrebbero accompagnato tutta la sua carriera.
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    Intorno al 1890 si trasferì a Lugano, in Svizzera, dove sposò Elisa, figlia dello scultore Raimondo Pereda, figura ben nota nel panorama artistico ticinese. Questo legame familiare, unito alla fervente attività culturale della zona, contribuì a radicare profondamente Galbusera nel contesto artistico locale. Nel 1896 fondò infatti una scuola di pittura proprio a Lugano, offrendo un contributo significativo allo sviluppo dell’ambiente artistico della regione.
    La sua attività espositiva fu intensa: partecipò a numerose mostre sia in Svizzera sia all’estero, esponendo a Milano, Roma, Bruxelles e persino a San Pietroburgo. Le sue opere vennero particolarmente apprezzate per le nature morte, in particolare le composizioni floreali, al punto da essergli attribuito l’epiteto di “Raffaello dei fiori”. Accanto ai fiori, però, non mancavano vedute paesaggistiche, soprattutto scorci del Luganese e delle valli del San Bernardino, rese con un’attenta osservazione della luce e della resa atmosferica.
    Galbusera unì sensibilità pittorica e rigore formale, lasciando un segno tangibile nella pittura tra Otto e Novecento, in un equilibrio tra naturalismo e decorativismo. Morì a Lugano il 27 ottobre 1944, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi è riconosciuta e valorizzata tanto in Italia quanto in Svizzera.



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    Lot 9  

    Ombre sul lago

    Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Olio su tela cm 49,5x44,5 fir

    Lazzaro Pasini nacque a Reggio Emilia il 28 settembre 1861. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per il disegno, che coltivò sotto la guida dell'incisore Romualdo Belloli.
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    Grazie a una borsa di studio, ebbe l’opportunità di trasferirsi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Qui studiò con Giovanni Fattori e si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, da cui assimilò l’interesse per la vita quotidiana e per il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua poetica pittorica.

    Il suo debutto ufficiale risale al 1884, quando presentò l’opera In soffitta all’Esposizione Nazionale di Torino. Il dipinto, una scena di genere ispirata a temi sociali, fu molto apprezzato per la sua sincerità e profondità emotiva, tanto da entrare nelle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia. Due anni dopo, Pasini si stabilì a Milano, città che gli offrì nuovi stimoli e lo mise in contatto con gli ambienti del naturalismo lombardo, influenzando ulteriormente il suo stile in direzione di un realismo più attento alla resa luministica e alla verità della scena.

    Nel corso della sua lunga carriera, Pasini partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1912, il pastello Accordi fu acquistato dalla regina madre, testimonianza della stima che godeva anche presso l’ambiente aristocratico. Nel 1918, fu insignito della medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per il valore della sua opera artistica.

    Negli anni maturi, la sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio, trattato con delicata sensibilità cromatica e con una pennellata morbida, quasi musicale. Le sue vedute, spesso ispirate alla Liguria e alla campagna lombarda, riflettono una profonda osservazione della natura e delle sue atmosfere mutevoli.

    Lazzaro Pasini morì a Milano il 29 aprile 1949.

    mato in basso a dx Laz.Pasini


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 9  

    Frutti

    Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 47X48 firmato in basso a dx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.



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  • STIMA min € 500 - max € 700

    Lot 9  

    Il bouquet

    Nazzareno Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 38x29 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 9  

    Madre e figlia

    Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Tecnica mista su cartone cm 30x18,5 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi



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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 10  

    Autoritratto 5

    Lotti Lotti
    Autoritratto 5


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 10  

    Natura morta

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 34x33 firmato in alto a dx Melarangelo


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lot 10  

    Lo scialle rosso

    Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 80x52,5 firmato in basso a sx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 15x22,5 firmato in basso a sx L.Ajmone

    Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina.
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    Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.

    Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.

    Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.

    Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.



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    Lot 10  

    Liguria

    Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara

    Luigi Clara nacque probabilmente tra il 1870 e il 1875 nella zona del Canavese, con molta probabilità a Montanaro Canavese o Torino, e si affermò come pittore sensibile e attento alla natura tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Fin da giovane dimostrò una spiccata vocazione artistica e iniziò a esporre i suoi primi lavori alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando con regolarità alle mostre locali e consolidando una reputazione nella scena piemontese.
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    Clara si formò in gran parte da autodidatta, pur restando ben inserito nel vivace ambiente artistico italiano, e si confrontò con le influenze della tradizione ottocentesca piemontese e della cosiddetta Scuola Grigia Genovese, sviluppando uno stile personale fondato sull’osservazione attenta del paesaggio e della vita quotidiana.

    All’inizio del Novecento si trasferì stabilmente a Genova, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui ampliò la gamma dei soggetti trattati, dedicandosi ai paesaggi marini, agli scorci dell’entroterra ligure e alle vedute urbane, rappresentati con delicatezza, atmosfere luminose e un senso di serenità contemplativa. La sua pittura si caratterizza per la cura dei dettagli naturali, per la resa della luce e delle sfumature del cielo, e per la capacità di trasmettere quiete e armonia, qualità che resero le sue opere apprezzate sia dal pubblico sia dai collezionisti.

    Nonostante la documentazione sulla sua vita e sulla sua produzione sia limitata, Luigi Clara partecipò regolarmente a mostre e rassegne artistiche in Piemonte e Liguria, consolidando la sua presenza nella cultura artistica del tempo. Morì a Genova nel 1925Luigi Clara nacque probabilmente tra il 1870 e il 1875 nella zona del Canavese, con molta probabilità a Montanaro Canavese o Torino, e si affermò come pittore sensibile e attento alla natura tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Fin da giovane dimostrò una spiccata vocazione artistica e iniziò a esporre i suoi primi lavori alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando con regolarità alle mostre locali e consolidando una reputazione nella scena piemontese. Clara si formò in gran parte da autodidatta, pur restando ben inserito nel vivace ambiente artistico italiano, e si confrontò con le influenze della tradizione ottocentesca piemontese e della cosiddetta Scuola Grigia Genovese, sviluppando uno stile personale fondato sull’osservazione attenta del paesaggio e della vita quotidiana.

    All’inizio del Novecento si trasferì stabilmente a Genova, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui ampliò la gamma dei soggetti trattati, dedicandosi ai paesaggi marini, agli scorci dell’entroterra ligure e alle vedute urbane, rappresentati con delicatezza, atmosfere luminose e un senso di serenità contemplativa. La sua pittura si caratterizza per la cura dei dettagli naturali, per la resa della luce e delle sfumature del cielo, e per la capacità di trasmettere quiete e armonia, qualità che resero le sue opere apprezzate sia dal pubblico sia dai collezionisti.

    Nonostante la documentazione sulla sua vita e sulla sua produzione sia limitata, Luigi Clara partecipò regolarmente a mostre e rassegne artistiche in Piemonte e Liguria, consolidando la sua presenza nella cultura artistica del tempo. Morì a Genova nel 1925.



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    Lot 10  

    Vaso di fiori 1958

    Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 80x60 firmato in alto a sx Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
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    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 10  

    Pomeriggio di sole

    Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 19,5x12,5 firmato in basso a dx A.Piatti


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Cesare Uva Cesare Uva
    Avellino 1828 - Napoli 1886
    Olio su tela cm 48x65 firmato in basso a dx C.Uva ( difetti )

    Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 in una famiglia semplice. Il padre, decoratore d’interni, gli trasmise fin da bambino il gusto per il disegno e lo introdusse alle prime tecniche pittoriche.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Uva mostrò un talento precoce: un premio ottenuto nel 1848 gli permise di proseguire gli studi a Napoli, dove si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti. In quell’ambiente entrò in contatto con il paesaggismo romantico e affinò la capacità di osservare la natura con attenzione luministica e sensibilità poetica.

    Terminata la formazione, tornò per un periodo ad Avellino, dove aprì una piccola bottega e impartì lezioni di pittura. Ben presto però si stabilì definitivamente a Napoli, città nella quale trovò un pubblico sensibile alle sue vedute e un ambiente artistico più stimolante. Con un collega aprì uno studio in via Riviera di Chiaia, luogo in cui produsse molte delle opere oggi considerate rappresentative della sua attività.

    La sua pittura si concentrò soprattutto sul paesaggio: marine, vedute campane, scorci di Napoli, di Pompei e dell’Irpinia costituiscono il nucleo centrale della sua produzione. Uva prediligeva la tempera e il guazzo su carta o cartoncino, tecniche che gli consentivano di ottenere effetti di luce rapidi, freschi e vibranti. Le sue scene sono spesso immerse in una atmosfera quieta e armoniosa, con cieli morbidi, colori delicati e un senso di pacata poesia.

    Accanto alla pittura svolse anche attività di restauro e scenografia, contribuendo alla valorizzazione di alcuni edifici pubblici della sua città natale. Fu apprezzato da committenti aristocratici e da un pubblico che riconosceva nelle sue opere una rappresentazione immediata e sincera della bellezza del paesaggio meridionale.

    Cesare Uva morì a Napoli il 16 febbraio 1886.



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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tela cm 71x43 firmato in basso a sx Milesi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Cafiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a sx C.Filippelli


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 10  

    La purezza

    Ernesto Fontana Ernesto Fontana
    Milano 1837 - Milano 1918
    Olio su tela cm 17x22,5 firmato in basso a sx E.Fontana



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 10  

    Ragazza Lecchese

    Eduardo Galli Edoardo Galli
    Savona 1852 - Firenze 1933
    Olio su cartone cm 96x68 firmato in basso a sx E.Galli

    Edoardo Galli nacque a Napoli nel 1854 e divenne uno dei pittori italiani più apprezzati del suo tempo. Si formò sotto la guida di Antonio Licata e Domenico Morelli, due maestri che gli trasmisero la solidità accademica e un profondo legame con la tradizione artistica.
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    Tuttavia, Galli seppe coniugare questa formazione classica con un'interpretazione personale della realtà, rendendo la sua pittura distintiva per la luminosità e il realismo poetico.

    La sua produzione artistica spaziò tra ritratti, scene di genere e paesaggi, con una particolare attenzione ai dettagli e alla vita quotidiana. Nei ritratti, Galli riuscì a cogliere non solo l’aspetto esteriore dei suoi soggetti, ma anche le loro sfumature psicologiche, dando una dimensione emotiva profonda alle sue opere. Le scene di genere, invece, erano vivaci e piene di narrazione, sempre intrise di una sottile sensibilità verso la vita popolare. Una delle sue opere più note, "Trionfo del Tasso", si ispira alla letteratura rinascimentale, mentre “Scorcio di Napoli” è un omaggio alla sua città, catturata con maestria nella sua luce e atmosfera uniche.

    Galli partecipò attivamente alla vita artistica del suo tempo, esponendo in numerose mostre e ricevendo diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Nonostante le sue radici nella tradizione, la sua pittura mostrava anche una sensibilità moderna, capace di trasmettere le emozioni più intime dei soggetti che ritraeva.

    Morì nel 1920Edoardo Galli nacque a Napoli nel 1854 e divenne uno dei pittori italiani più apprezzati del suo tempo. Si formò sotto la guida di Antonio Licata e Domenico Morelli, due maestri che gli trasmisero la solidità accademica e un profondo legame con la tradizione artistica. Tuttavia, Galli seppe coniugare questa formazione classica con un'interpretazione personale della realtà, rendendo la sua pittura distintiva per la luminosità e il realismo poetico.

    La sua produzione artistica spaziò tra ritratti, scene di genere e paesaggi, con una particolare attenzione ai dettagli e alla vita quotidiana. Nei ritratti, Galli riuscì a cogliere non solo l’aspetto esteriore dei suoi soggetti, ma anche le loro sfumature psicologiche, dando una dimensione emotiva profonda alle sue opere. Le scene di genere, invece, erano vivaci e piene di narrazione, sempre intrise di una sottile sensibilità verso la vita popolare. Una delle sue opere più note, "Trionfo del Tasso", si ispira alla letteratura rinascimentale, mentre “Scorcio di Napoli” è un omaggio alla sua città, catturata con maestria nella sua luce e atmosfera uniche.

    Galli partecipò attivamente alla vita artistica del suo tempo, esponendo in numerose mostre e ricevendo diversi riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Nonostante le sue radici nella tradizione, la sua pittura mostrava anche una sensibilità moderna, capace di trasmettere le emozioni più intime dei soggetti che ritraeva.

    Morì nel 1920.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 10  

    I funghi porcini

    Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 42x56,5 firmato in basso a sx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 10  

    L'arrivo a Mandello

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Acquerello su carta cm 42x61 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini

    Riccardo Pellegrini nacque a Milano l'11 marzo 1863 e morì a Crescenzago il 31 marzo 1934. Cresciuto in un ambiente fortemente influenzato dal romanticismo milanese, proseguì i suoi studi artistici a Roma e Napoli, sotto la guida di Domenico Morelli.
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    I suoi viaggi in Inghilterra, Francia e, soprattutto, in Spagna, arricchirono la sua arte, ispirandolo a rappresentare scene rustiche e paesaggi di grande intensità emotiva, spesso intrisi di un’atmosfera mediterranea.

    Oltre alla pittura, Pellegrini si distinse anche come illustratore, collaborando con importanti riviste del suo tempo e realizzando illustrazioni per opere letterarie come Don Chisciotte di Cervantes e Gil Blas di Alain-René Lesage. Le sue creazioni per cartoline d’epoca sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano Scene di pesca (1887), Domenica all'aperto (1890), Donne eleganti in riva al lago (1897), oltre a dipinti come A Siviglia, Bolero Andaluso e Mercato Arabo (circa 1890). Le sue tele sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Camuno di Breno. Pellegrini partecipò a numerose mostre, tra cui una a Pisa, dove espose ben diciannove opere. Il suo stile è caratterizzato da un uso vibrante dei colori e dalla capacità di catturare con grande dettaglio scene di vita quotidiana, che ne fanno un pittore amato per la sua abilità nel rappresentare la realtà in maniera vivida e coinvolgente.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 10  

    Paesaggio svizzero

    Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.



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  • STIMA min € 300 - max € 400

    Lot 10  

    Paesaggio

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 10  

    Lungo il sentiero

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 48,5x69 firmato in basso a dx G.Bo


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Mario Borgoni Mario Borgoni
    Pesaro 1869 - Napoli 1936
    Olio su tela cm 80,5x49,5 firmato in alto a sx M.Borgoni


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 10  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a sx P.Punzo


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 10  

    Ritratto femminile

    Francesco Vinea Francesco Vinea
    Forli 1845 - Firenze 1902
    Olio su tavola cm 30x5x22,5 firmato in alto a sx F.Vinea

    Francesco Vinea nacque a Forlì il 10 agosto 1845. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a trasferirsi a Firenze, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti.
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    Tuttavia, difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi, affrontando un periodo di precarietà durante il quale lavorò come fotografo e illustratore per riviste. Successivamente, riuscì a riprendere la formazione artistica sotto la guida di Enrico Pollastrini, sebbene per un solo anno.

    Contrariamente alla tendenza accademica dell'epoca, che privilegiava soggetti storici o naturalistici, Vinea sviluppò uno stile personale, caratterizzato da scene di genere ambientate in epoche passate, con personaggi in costumi settecenteschi o rococò, ritratti in interni sontuosamente arredati. Le sue opere, spesso intrise di eleganza e ironia, raffigurano momenti di vita quotidiana con un tocco teatrale e decorativo.

    Il successo delle sue opere fu notevole, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove vennero apprezzate per la raffinatezza e la vivacità cromatica. Questo gli permise di condurre una vita agiata, stabilendosi in una villa a Pracchia, località appenninica, e mantenendo uno studio a Firenze, descritto come un ambiente ricco di oggetti d'arte e arredi eclettici, che spesso comparivano nei suoi dipinti.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Baccanale di soldati", "Alla più bella", "La visita alla nonna", "Un rapimento", "Una bagnante", "Il Vescovo" e "Un appuntamento". Vinea si dedicò anche alla tecnica dell'acquerello, dimostrando versatilità e padronanza in diverse modalità espressive.

    Francesco Vinea morì a Firenze il 22 ottobre 1902.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 10  

    Il desto del cucire

    Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su tela cm 64x49 firmato in basso a dx L.Balestrieri


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 10  

    In Posa 1925

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 35x51 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 10  

    la processione 1872

    Carlo Nogaro Carlo Nogaro
    Asti 1837 - Francia Choisy au Bac 1931
    Olio su tela cm 104x79 firmato in basso a sx


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 10  

    Isola Pescatori

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a sx G.Legora


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 10  

    Il Monviso

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a sx A.Beisone


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Fausto Antonioli Fausto Antonioli
    Bergamo 1822 - Udine 1882
    Composizione floreale


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a destra Pier Focardi


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lot 10  

    Adorazione

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 121x80,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 10  

    Confidenze1890

    Carlo Costantino Barbavara Carlo Costantino Barbavara
    Torino XIX
    Olio su tavola cm 30x19 firmato in basso a sx CarloCostantino Barbavara


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  • STIMA min € 500 - max € 600

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    1923

    Giovanni Malesci Giovanni Malesci
    Vespignano 1884 - Milano 1969
    Campagna


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 10  

    Nei pressi di Cogne

    Lorenzo Kirchmayr Lorenzo Kirchmayr
    Torino 1869 - 1933
    Olio su cartone cm 35x52,5


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  • STIMA min € 2200 - max € 2400

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    Sole sul Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47,5x64 firmato in basso a sx L.Roda


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tavola cm 31x41 firmato in basso a dx Brugnoli


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  • STIMA min € 600 - max € 700

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    Interno con figura

    Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 14x19 firmato in basso a sx C.Filippelli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

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    Colori d'estate

    Leonardo Roda Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x63 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

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    Temporale imminente

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx G.Falchetti


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Carolina


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 11  

    Lungo il fiume 1926

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    Firenze 1860 - Firenze 1920
    Olio su tavola cm 25x19,5 firmato in basso a sx L.Bertelli


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Federico Zandomeneghi Federico Zandomeneghi
    Venezia 1841 - Parigi 1917
    Olio su tela cm 58,5x50 firmato in basso a dx F.Zandomeneghi


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 11  

    A Gustavo

    Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 48x41 firmato in basso a sx A.Protti

    Alfredo Protti nacque a Bologna il 26 aprile 1882 in una famiglia di umili origini: il padre era staderaio. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Ferri.
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    Tuttavia Protti rifiutò i rigidi schemi accademici e preferì percorrere una propria strada creativa, profondamente influenzata dalle nuove sensibilità europee e da un gusto per la pennellata libera, la luce e l’atmosfera piuttosto che per la definizione precisa dei contorni.

    Già nei primi anni del Novecento iniziò a partecipare alle principali rassegne bolognesi. Tra il 1906 e il 1911 vinse per sei volte consecutive il premio dell’Associazione artistica cittadina, a conferma del talento precoce e della riconoscibilità del suo linguaggio pittorico. Nel 1909 fece il suo esordio alla Biennale di Venezia e negli anni successivi portò le sue opere in importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui salette a Milano, Roma e manifestazioni all’estero.

    La sua pittura si distinse per un interesse marcato verso interni eleganti, figure femminili colte in momenti di intimità e quotidianità, nudi delicati o scene cariche di sensualità sottile. Attrasse l’attenzione di una borghesia raffinata e desiderosa di opere che unissero grazia, eleganza e una modernità discreta. In queste sue composizioni la luce, i riflessi e l’ambiente giocano un ruolo centrale: la tavolozza morbida e le pennellate ampie creano ambienti soffusi, carichi di un fascino elegiaco e di intimità domestica. È un realismo di sentimento, una reinterpretazione tardo-impressionista della vita borghese, lontana da accademismi rigidi e da eccessi decorativi.

    Nel corso degli anni Venti la sua produzione continuò, ma con toni più meditativi. Sempre affascinato dall’intimità domestica, ritratte giovani donne, scene di vita quotidiana, pose di grazia, a volte accompagnate dalla presenza discreta di oggetti, tessuti, riflessi. Sul finire di quel decennio la sua visibilità fu un po’ offuscata da nuove tendenze artistiche che emergevano, ma egli, pur lavorando con meno clamore, continuò a dipingere in modo coerente con la propria poetica.

    Tra gli anni Trenta e la sua scomparsa si dedicò anche a soggetti meno frequenti nella sua carriera fino a quel momento, come nature morte e paesaggi, spesso caratterizzati da una sensibilità più raccolta e intimista. In questi lavori traspare un artista che non cerca il colpo di scena, ma la delicatezza del quotidiano, la quiete, la luce soft del ricordo.

    Protti concluse la sua vita il 29 aprile 1949.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 11  

    Lungo il fiume

    Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 12,5x19,5 firmato in basso a dx A.Piatti


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 11  

    Ortaglia 1928

    Gilda Pansiotti Cambon D'Amico Gilda Pansiotti Cambon D'Amico
    Milano 1891 - Castropignano 1986
    Olio su tavola cm 51x61 firmato in basso a sx G.Pansiotti

    Gilda Pansiotti Cambon d’Amico fu una pittrice italiana di notevole rilievo nel panorama artistico del Novecento, capace di unire solidità formale, sensibilità cromatica e una profonda attenzione alla dimensione umana dei suoi soggetti. Nacque a Milano il 16 febbraio 1891 in una famiglia colta e benestante, contesto che le permise di intraprendere fin da giovane un percorso di formazione artistica strutturato.
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    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove assimilò una preparazione rigorosa sotto la guida di maestri di primo piano e dove maturò una pittura consapevole, attenta tanto al disegno quanto al colore. Il legame con Brera rimase forte nel tempo, al punto che venne riconosciuta come socia onoraria dell’Accademia, segno della stima di cui godeva nell’ambiente artistico milanese.

    Fin dagli anni Dieci iniziò a partecipare con continuità alle principali esposizioni italiane, imponendosi come una voce autorevole e autonoma. Espose più volte alle Biennali di Venezia e ad altre rassegne nazionali, presentando opere che spaziavano dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alle composizioni di ambiente. La sua pittura si distingueva per una pennellata decisa, per l’uso intenso e vibrante del colore e per una particolare capacità di cogliere l’atmosfera emotiva dei soggetti, senza mai indulgere nel decorativismo fine a se stesso.

    Nel corso della sua vita personale e artistica, il nome con cui firmò le opere mutò seguendo le vicende familiari. Sposata inizialmente con il pittore Glauco Cambon, adottò per un periodo il cognome del marito, con il quale condivise una parte importante del suo percorso umano e creativo. Rimasta vedova nel 1930, in seguito si unì al magistrato Tommaso D’Amico, assumendo definitivamente il nome di Gilda Pansiotti D’Amico, con cui è oggi maggiormente conosciuta.

    Un momento decisivo della sua maturità artistica fu il legame con il Molise, dove trascorse lunghi periodi a partire dalla fine degli anni Trenta. I paesaggi di Duronia e Castropignano, la vita contadina, le figure umili e i ritmi della quotidianità rurale divennero temi centrali della sua pittura. In queste opere la luce si fa più calda, il colore più libero e la composizione più immediata, rivelando una pittura partecipe, intensa e profondamente empatica. La sua attenzione per il mondo rurale non fu mai descrittiva, ma sempre filtrata da uno sguardo sensibile, capace di trasformare la realtà in racconto pittorico.

    Parallelamente all’attività espositiva in Italia, la sua opera fu apprezzata anche all’estero, con mostre personali e collettive in diverse città europee e negli Stati Uniti. Critici e intellettuali del tempo ne sottolinearono la forza espressiva, la coerenza stilistica e l’autonomia del linguaggio, riconoscendole un ruolo significativo in un contesto artistico ancora fortemente dominato da figure maschili.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, dividendosi tra Roma e il Molise, fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1986 a Castropignano.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 11  

    Toscana

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37,5x44,4 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.



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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lot 11  

    La pastorella

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su cartone cm 37,5x36,5 firmato in basso a dx B.Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 83,5x119 firmato in basso a dx A.Bogoni


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 11  

    Autoritratto 4

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    Autoritratto 4


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 600 - max € 700

    Manolo Ruiz Pipo Manolo Ruiz Pipo
    Spagna 1929 - 1999
    Olio su tela cm 35x27,5 firmato in basso a sx Pipo


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 11  

    Ritorno dall'alpe

    Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su tela cm 59,5x73 firmato in basso a dx A.Garino


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 11  

    Cucendo, 1872

    Raffaele Pontremoli Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 45x36,5 firmato in basso a dx R.Pontremoli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 11  

    Verso la sera, 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx Gino Romiti


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 11  

    Carnevale a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 43x59 firmato in basso a sx E.Zago


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a sx L.Rodw


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 11  

    Il gondoliere

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 53x38 firmato in basso a dx A.Milesi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 11  

    Gentiluomo

    Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Cesena 1857 - 1903
    Olio su tavola cm 29,5x12 firmato al retro Anselmo Gianfanti


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 11  

    Bel viso

    Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Montiano 1857 - Cesena 1903
    Olio su tela cm 34x31 firmato in basso a dx A.Gianfanti


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 11  

    Maddalena

    Cesare Tallone Cesare Tallone
    Savona 1853 - Milano 1919
    Olio su tela cm 101x66,5 firmato in basso a dx C.Tallone


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 11  

    Scena famigliare

    Luigi Bechi Luigi Bechi
    Firenze 1830 - 1919
    Scena famigliare


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 11  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Lugano da Cureggia


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

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    Val Paradiso

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 34x38 firmato in basso a dx A.Lupo


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx G.Legora


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tela cm 95x150,5 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 32x20 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 11  

    La ballerina

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 38x34 firmato in basso a sx Noel Quintavalle


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 11  

    Nudo femminile

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 57,5x42 firmato in basso a dx Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 35x45 firmato in basso a dx C.Bossone


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 11  

    Il bagno

    Francesco Longo Mancini Francesco Longo Mancini
    Catania 1880 - Roma 1948
    Olio su tela cm 78x62,5 firmato in basso a dx F.Longo Mancini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 11  

    Alle falde del Rosa

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 34x44 firmato in basso a dx G.Colmo


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  • STIMA min € 300 - max € 400

    Lot 11  

    Paesaggio montano

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 11  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 17,5x28 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale. ​
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo. ​
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque. ​
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento. ​



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  • STIMA min € 15000 - max € 18000

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 49,5x95,5 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 11  

    Natura morta

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 51,5x76 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 31

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Glauco Cambon Glauco Cambon
    Trieste 1875 - Biella 1930
    Olio su tela cm 99,5x100 firmato in basso a dx Cambon

    Glauco Cambon nacque a Trieste il 13 agosto 1875, in una famiglia benestante e culturalmente stimolante. Suo padre, Luigi Cambon, era un avvocato e deputato, mentre la madre, Elisa Tagliapietra, era una figura di spicco nei salotti culturali della città.
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    La sua formazione artistica ebbe inizio durante gli anni del liceo classico, ma ben presto abbandonò gli studi scolastici per dedicarsi completamente alla pittura.

    Nel 1892, Cambon si trasferì a Monaco di Baviera, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti. Qui, il suo talento emerse rapidamente: dopo pochi mesi, ottenne una menzione d'onore al concorso di composizione con il dipinto "La Musica". Al termine del suo periodo di studi, nel 1895, tornò a Trieste, dove iniziò la sua carriera artistica partecipando alla seconda Esposizione Internazionale di Venezia. Fu l'inizio di una lunga serie di esposizioni che lo avrebbero visto protagonista della Biennale di Venezia fino al 1924.

    Oltre alla pittura, Cambon si dedicò anche alla cartellonistica pubblicitaria, rivelando una grande versatilità che lo portò a lavorare anche nel campo della grafica. Nonostante gli inviti da parte di Tommaso Marinetti ad aderire al movimento futurista, Cambon preferì restare fedele alla tradizione, ispirandosi a un linguaggio più classico e passato rispetto alle avanguardie del suo tempo.

    Nel 1914 si trasferì a Milano, dove sposò la pittrice Gilda Pansiotti. La sua carriera, segnata da un continuo impegno artistico e da un raffinato approccio pittorico, si concluse tragicamente il 7 marzo 1930, quando morì improvvisamente a Biella, dove si era recato per eseguire un ritratto.

    Le opere di Cambon, che spaziano dal ritratto alla pittura di genere, rimangono testimonianze di un talento che seppe fondere la tradizione pittorica con un linguaggio personale, ricco di eleganza e raffinatezza.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 11  

    Nudo femminile

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 16x32 firmato in basso a dx A.Visconti



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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 12  

    L.

    Lotti Lotti
    L.


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 12  

    Imbarcazioni

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 32x47 firmato in basso a sx A.Landi


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 5000 - max € 7000

    Lot 12  

    Lavoro nei campi

    Roberto Basilici Roberto Basilici
    Roma 1882 - Berlino 1929
    Olio su tela cm 70x70 firmato in basso a dx R.Basilici

    Roberto Basilici è stato un pittore italiano attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la cui produzione si inserisce nel più ampio contesto della pittura figurativa italiana di area romana. La sua figura rimane oggi poco documentata nelle fonti storico-critiche principali, ma le opere a lui attribuite permettono di ricostruire almeno in parte un percorso artistico legato alla tradizione del realismo e alla rappresentazione del quotidiano.
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    Formatosi presumibilmente nell’ambiente artistico romano, Basilici sviluppò un linguaggio pittorico centrato sulla resa immediata del dato reale, con particolare attenzione a soggetti di genere, scene popolari e momenti di vita rurale o urbana. La sua pittura si caratterizza per una costruzione semplice e diretta dell’immagine, in cui il valore narrativo prevale su sperimentazioni formali più complesse, collocandolo in una linea di continuità con quella tradizione figurativa che, tra Otto e Novecento, mantenne saldo il legame con la rappresentazione naturalistica.

    Le poche informazioni disponibili suggeriscono una carriera svolta in ambito italiano, probabilmente senza una forte esposizione internazionale, e una produzione che ha trovato circolazione soprattutto in collezioni private. La mancanza di una bibliografia critica strutturata rende difficile delineare con precisione la sua evoluzione stilistica, ma il corpus delle opere attribuite testimonia una coerenza di fondo e un interesse costante per la rappresentazione della realtà quotidiana.

    Roberto Basilici morì nei primi decenni del Novecento, lasciando un insieme di lavori che, pur non avendo ricevuto ampia attenzione storiografica, contribuiscono a documentare la diffusione capillare della pittura figurativa italiana in ambito minore, al di fuori dei grandi nomi canonici.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 12  

    Sera in montagna

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 22,5x16,5 firmato in basso a dx G.Sacheri

    Giuseppe Sacheri fu una figura di primo piano nel paesaggismo ligure tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, interprete sensibile e colto di una pittura profondamente legata alla luce, al mare e alla dimensione lirica del paesaggio. Nato a Genova l’8 dicembre 1863, crebbe in un ambiente familiare agiato e culturalmente stimolante, che gli consentì una formazione accurata e numerose occasioni di viaggio, elementi che avrebbero inciso in modo decisivo sulla sua sensibilità artistica.
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    Ancora giovanissimo seguì la famiglia a Ravenna, dove iniziò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Arturo Moradei, maturando fin da subito una chiara inclinazione per l’osservazione del vero e per la resa atmosferica della natura. Iniziň poi la sua formazione superiore a Torino, all’Accademia Albertina, dove frequentò i corsi di Lorenzo Delleani e si inserì in un ambiente particolarmente vivace sul piano culturale ed espositivo. Gli anni torinesi furono fondamentali per la definizione del suo linguaggio: qui si consolidò il suo interesse per il paesaggio, inteso non come semplice veduta descrittiva, ma come spazio emotivo, come occasione di meditazione e di sintesi tra percezione naturale e sentimento interiore.

    Fin dagli esordi, Sacheri mostrò una notevole coerenza di ricerca, dedicandosi con costanza a marine, vedute costiere, scorci di campagna e paesaggi di ampio respiro, in cui la figura umana rimane quasi sempre secondaria rispetto al protagonismo assoluto della natura. Il suo nome si impose con maggiore decisione nel 1892, quando vinse il primo premio al concorso indetto dal Comune di Genova per le celebrazioni colombiane, grazie a un grande dipinto celebrativo dedicato al porto di Genova durante le feste in onore di Cristoforo Colombo. Questo successo gli diede prestigio e visibilità, ma soprattutto rafforzò il suo legame con la città natale, che da quel momento divenne sempre più il centro ideale della sua esperienza pittorica. Il mare ligure, con le sue variazioni luminose, le insenature, i promontori, i porti e le atmosfere mutevoli della costa, divenne infatti il nucleo poetico della sua produzione, tanto da farne uno dei più riconoscibili e apprezzati interpreti della pittura di paesaggio genovese.

    La sua attività si svolse in stretta relazione con l’ambiente artistico ligure, dove fu vicino ai cosiddetti Pittori di Sturla e partecipò attivamente alla vita culturale cittadina, anche attraverso la fondazione, nel 1896, del gruppo degli Amici dell’Arte. Pur mantenendo sempre una posizione autonoma e schiva, fu un artista molto presente nel panorama espositivo italiano e internazionale. Partecipò più volte alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali torinesi e a numerose rassegne in Italia e all’estero, esponendo in città come Monaco di Baviera, Parigi, Dresda, Vienna, Praga, Bruxelles, Buenos Aires e San Francisco. La sua pittura, infatti, seppe incontrare il favore di un pubblico colto e sensibile, attratto dalla sua capacità di fondere rigore formale e vibrazione poetica. In lui non vi è alcuna ricerca di effetto spettacolare o di rottura programmatica: il suo linguaggio si fonda piuttosto su una continuità di visione, su una fedeltà quasi morale alla natura, osservata con partecipazione, silenzio e profondità.

    Un elemento determinante nella maturazione del suo stile fu il viaggio. Sacheri si spostò spesso, sia in Italia sia soprattutto nel Nord Europa, dove soggiornò a lungo e dove entrò in contatto con paesaggi, atmosfere e tradizioni pittoriche diverse da quelle mediterranee. I Paesi Bassi, la Danimarca, la Finlandia e altri territori nordici lasciarono un’impronta importante sulla sua tavolozza, che in certe opere si fa più densa, più raccolta, più incline ai cieli ampi, alle acque immobili, alle terre umide, alle ombre profonde. L’ammirazione per la grande pittura fiamminga e olandese, antica e moderna, contribuì a rafforzare in lui una sensibilità atmosferica e tonale che si tradusse in una pittura di rara finezza, capace di restituire non solo un luogo, ma uno stato d’animo. È proprio questa qualità a distinguere Giuseppe Sacheri da molti paesisti del suo tempo: la natura, nei suoi dipinti, non è mai puro motivo decorativo, ma si fa esperienza interiore, memoria, malinconia, quiete, attesa.

    La sua lunga carriera si sviluppò dunque all’insegna di una costanza espressiva ammirevole. Dalle prime prove accademiche fino agli ultimi anni trascorsi a Pianfei, nel Cuneese, dove si trasferì stabilmente nel 1927, Sacheri rimase fedele a una pittura intimamente poetica, nutrita di osservazione e di sentimento. Anche lontano da Genova, continuò a dipingere e a esporre, trovando nei paesaggi piemontesi nuovi motivi di meditazione, senza mai tradire la propria vocazione di interprete della natura. Morì a Pianfei il 16 ottobre 1950Giuseppe Sacheri fu una figura di primo piano nel paesaggismo ligure tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, interprete sensibile e colto di una pittura profondamente legata alla luce, al mare e alla dimensione lirica del paesaggio. Nato a Genova l’8 dicembre 1863, crebbe in un ambiente familiare agiato e culturalmente stimolante, che gli consentì una formazione accurata e numerose occasioni di viaggio, elementi che avrebbero inciso in modo decisivo sulla sua sensibilità artistica. Ancora giovanissimo seguì la famiglia a Ravenna, dove iniziò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Arturo Moradei, maturando fin da subito una chiara inclinazione per l’osservazione del vero e per la resa atmosferica della natura. Iniziň poi la sua formazione superiore a Torino, all’Accademia Albertina, dove frequentò i corsi di Lorenzo Delleani e si inserì in un ambiente particolarmente vivace sul piano culturale ed espositivo. Gli anni torinesi furono fondamentali per la definizione del suo linguaggio: qui si consolidò il suo interesse per il paesaggio, inteso non come semplice veduta descrittiva, ma come spazio emotivo, come occasione di meditazione e di sintesi tra percezione naturale e sentimento interiore.

    Fin dagli esordi, Sacheri mostrò una notevole coerenza di ricerca, dedicandosi con costanza a marine, vedute costiere, scorci di campagna e paesaggi di ampio respiro, in cui la figura umana rimane quasi sempre secondaria rispetto al protagonismo assoluto della natura. Il suo nome si impose con maggiore decisione nel 1892, quando vinse il primo premio al concorso indetto dal Comune di Genova per le celebrazioni colombiane, grazie a un grande dipinto celebrativo dedicato al porto di Genova durante le feste in onore di Cristoforo Colombo. Questo successo gli diede prestigio e visibilità, ma soprattutto rafforzò il suo legame con la città natale, che da quel momento divenne sempre più il centro ideale della sua esperienza pittorica. Il mare ligure, con le sue variazioni luminose, le insenature, i promontori, i porti e le atmosfere mutevoli della costa, divenne infatti il nucleo poetico della sua produzione, tanto da farne uno dei più riconoscibili e apprezzati interpreti della pittura di paesaggio genovese.

    La sua attività si svolse in stretta relazione con l’ambiente artistico ligure, dove fu vicino ai cosiddetti Pittori di Sturla e partecipò attivamente alla vita culturale cittadina, anche attraverso la fondazione, nel 1896, del gruppo degli Amici dell’Arte. Pur mantenendo sempre una posizione autonoma e schiva, fu un artista molto presente nel panorama espositivo italiano e internazionale. Partecipò più volte alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali torinesi e a numerose rassegne in Italia e all’estero, esponendo in città come Monaco di Baviera, Parigi, Dresda, Vienna, Praga, Bruxelles, Buenos Aires e San Francisco. La sua pittura, infatti, seppe incontrare il favore di un pubblico colto e sensibile, attratto dalla sua capacità di fondere rigore formale e vibrazione poetica. In lui non vi è alcuna ricerca di effetto spettacolare o di rottura programmatica: il suo linguaggio si fonda piuttosto su una continuità di visione, su una fedeltà quasi morale alla natura, osservata con partecipazione, silenzio e profondità.

    Un elemento determinante nella maturazione del suo stile fu il viaggio. Sacheri si spostò spesso, sia in Italia sia soprattutto nel Nord Europa, dove soggiornò a lungo e dove entrò in contatto con paesaggi, atmosfere e tradizioni pittoriche diverse da quelle mediterranee. I Paesi Bassi, la Danimarca, la Finlandia e altri territori nordici lasciarono un’impronta importante sulla sua tavolozza, che in certe opere si fa più densa, più raccolta, più incline ai cieli ampi, alle acque immobili, alle terre umide, alle ombre profonde. L’ammirazione per la grande pittura fiamminga e olandese, antica e moderna, contribuì a rafforzare in lui una sensibilità atmosferica e tonale che si tradusse in una pittura di rara finezza, capace di restituire non solo un luogo, ma uno stato d’animo. È proprio questa qualità a distinguere Giuseppe Sacheri da molti paesisti del suo tempo: la natura, nei suoi dipinti, non è mai puro motivo decorativo, ma si fa esperienza interiore, memoria, malinconia, quiete, attesa.

    La sua lunga carriera si sviluppò dunque all’insegna di una costanza espressiva ammirevole. Dalle prime prove accademiche fino agli ultimi anni trascorsi a Pianfei, nel Cuneese, dove si trasferì stabilmente nel 1927, Sacheri rimase fedele a una pittura intimamente poetica, nutrita di osservazione e di sentimento. Anche lontano da Genova, continuò a dipingere e a esporre, trovando nei paesaggi piemontesi nuovi motivi di meditazione, senza mai tradire la propria vocazione di interprete della natura. Morì a Pianfei il 16 ottobre 1950.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 12  

    Tra gli ulivi

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a sx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 12  

    Natura morta 1932

    Leo Masinelli Leo Masinelli
    Modena 1902 - Venezia 1983
    Olio su tela cm 67x49 firmato in basso a sx L.Masinelli

    Leo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.
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    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a VeneziaLeo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.

    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a Venezia.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 12  

    In riva al lago

    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx B.Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 12  

    Lago di Como 1885

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 47,5x75 firmato in basso a sx B.Giuliano


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    Lot 12  

    Scogliera sul mare

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 57x34 firmato in basso a dx G.Piana


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    Lot 12  

    Caccia al cinghiale

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a dx C.Domenici


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    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Tecnica mista su cartone cm 24x34 firmato in basso a dx A.Visconti



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    Lot 12  

    La massaia

    Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tela cm 55x80 firmato in basso a dx G.Cavalli

    Giovanni Cavalli nacque a Torino nel 1865 e si spense a Milano il 6 settembre 1932. Allievo di Filippo Carcano, pittore noto per la sua attenzione al paesaggio e alla luce, Cavalli sviluppò uno stile che rifletteva l'influenza del maestro, pur mantenendo una sua personalità artistica distintiva.
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    La sua produzione si concentrò principalmente su paesaggi, con particolare attenzione a vedute costiere e scorci cittadini. Opere come "Scorcio portuale", che ritrae il porto di Genova con la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, testimoniano la sua abilità nel catturare l'atmosfera e la luce dei luoghi rappresentati. Altre sue opere includono "Piccola valle", "Alla marina", "Pioggia", "Viottolo al sole", "Marina", "Viale in pieno sole" e "Fra gli ulivi". ​

    Sebbene meno conosciuto in Italia, Cavalli ottenne riconoscimenti all'estero, partecipando a diverse esposizioni internazionali. Le sue opere sono state vendute in aste internazionali, con prezzi che variano in base alla dimensione e al mezzo utilizzato. Nel 2022, il suo dipinto "Il Porto di Genova" è stato venduto per 2. 111 USD presso Casa d’Aste Santa Giulia. ​

    Giovanni Cavalli morì a Milano nel 1932Giovanni Cavalli nacque a Torino nel 1865 e si spense a Milano il 6 settembre 1932. Allievo di Filippo Carcano, pittore noto per la sua attenzione al paesaggio e alla luce, Cavalli sviluppò uno stile che rifletteva l'influenza del maestro, pur mantenendo una sua personalità artistica distintiva. ​

    La sua produzione si concentrò principalmente su paesaggi, con particolare attenzione a vedute costiere e scorci cittadini. Opere come "Scorcio portuale", che ritrae il porto di Genova con la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, testimoniano la sua abilità nel catturare l'atmosfera e la luce dei luoghi rappresentati. Altre sue opere includono "Piccola valle", "Alla marina", "Pioggia", "Viottolo al sole", "Marina", "Viale in pieno sole" e "Fra gli ulivi". ​

    Sebbene meno conosciuto in Italia, Cavalli ottenne riconoscimenti all'estero, partecipando a diverse esposizioni internazionali. Le sue opere sono state vendute in aste internazionali, con prezzi che variano in base alla dimensione e al mezzo utilizzato. Nel 2022, il suo dipinto "Il Porto di Genova" è stato venduto per 2. 111 USD presso Casa d’Aste Santa Giulia. ​

    Giovanni Cavalli morì a Milano nel 1932.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 12  

    Vasi

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 51x47,5 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 28

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Piero Focardi Piero Focardi
    Firenze 1889 - Cannes 1945
    Olio su cartone cm 23,5x33,5 firmato in basso a dx Pier Focardi


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 12  

    1870

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Isola bella, Lago Maggiore

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 12  

    Nel cortile

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22,5 firmato in basso a dx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.



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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 12  

    Paesaggio autunnale

    Anonimo firmato G.M. Anonimo firmato G.M.
    XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12 firmato in alto a dx G.M.

    eof


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 12  

    Sottobosco

    Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su cartone cm 30,5x40 firmato in basso a sx M.Calderini


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 12  

    Il fiocco rosso

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 69x55 firmato in basso a dx Amisani


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 12  

    Le due suore

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx P. Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 12  

    Giovinezza

    Luigi Boffa Tarlatta Luigi Boffa Tarlatta
    Rialmosso ( VC ) 1889 - Quittengo ( VC ) 1965
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx LuigiBoffa Tarlatta


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 23,5x32 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 46x69 firmato in basso a sx G.Giani


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 12  

    Alpi Rosenstein

    Hans Maurus Hans Maurus
    Monaco 1901 - Monaco 1942
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Hans Maurus


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 12  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Pascolo all'abbeverata


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 12  

    Studio pittorico

    Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Studio pittorico


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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lot 12  

    Il Cervino 1928

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 98x138 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 12  

    Fanciulla

    Salvatore Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su cartone cm 25,5x24 firmato in basso a dx L.Postiglione


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 12  

    Vele in Laguna

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 9x15 firmato in basso a dx Brugnoli


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 12  

    1918

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Zona di guerra in Albania


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 12  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a sx Carlo Musso


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 12  

    Figure Veneziane

    Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - 1958
    Olio su tela cm 41x65 firmato in basso a dx F.Castegnaro


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 12  

    Ginestre in fiore

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 12  

    1885

    Enrico Gamba Torino 1831 - ivi 1883
    Scolaretta


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 43x59 firmato in basso a dx B.Giuliano


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Nicola Arduino Nicola Arduino
    Grugliasco (To) 1887 - Torino 1974
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a sx N.Arduino


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 13  

    Veliero

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 35x54 firmato in basso a dx C.Domenici


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 13  

    Natura morta

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 60x46 firmato in basso a sx G.Piana


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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tavola cm 29,5x45 firmato in basso a dx F.Filippini


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 13  

    Bel viso

    Tito Conti Tito Conti
    Firenze 1842 - Firenze 1924
    Olio su tela cm 52x42 firmato in basso a dx Tito Conti

    Tito Conti nacque a Firenze nel 1842 e mostrò fin da ragazzo un talento naturale per il disegno. Intorno ai tredici anni entrò all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove ricevette una formazione solida e rigorosa.
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    Nel 1861, ancora giovane, esordì alla Esposizione Nazionale con un dipinto ispirato a Cristoforo Colombo, segno di un precoce interesse per i soggetti storici e letterari.

    Nella prima fase della sua carriera si dedicò infatti a temi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla tradizione classica. Con il tempo però la sua attenzione si spostò verso la pittura di genere, che gli offriva maggiore libertà narrativa. In questo ambito produsse opere ambientate in interni raffinati, popolate da figure eleganti, dame e gentiluomini, servitori, musici e personaggi in costume. I suoi quadri, spesso ricchi di dettagli minuti, riflettono un gusto per l’eleganza, per gli arredi preziosi, per i tessuti, per la definizione accurata dei volti e per la ricostruzione di atmosfere intime e brillanti.

    Conti sviluppò una tecnica precisa e raffinata, caratterizzata da una tavolozza morbida e da una cura minuziosa per ogni elemento dell’immagine. Le sue composizioni, costruite con equilibrio, raccontano piccole storie e momenti di vita quotidiana filtrati attraverso una sensibilità elegante e misurata. Proprio questa combinazione di realismo, grazia e gusto decorativo gli garantì un notevole successo presso la borghesia e l’aristocrazia italiana ed europea.

    Accanto all’attività di pittore svolse anche il ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, contribuendo alla formazione di giovani artisti e alla diffusione di un linguaggio pittorico attento al dettaglio e alla qualità formale.

    Tito Conti morì a Firenze nel 1924.



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    Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 13  

    Nuvole sul mare

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su tela cm 41x62 firmato in basso a sx G.Ricci

    Guido Ricci fu un pittore italiano dell’Ottocento, tra i più sensibili interpreti del paesaggio lombardo, capace di coniugare osservazione diretta della natura e rigore formale. Nacque a Casorate Primo, in provincia di Pavia, il 6 ottobre 1836 e manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura.
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    La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove assimilò i principi della pittura dal vero e maturò un interesse profondo per la resa atmosferica del paesaggio, sotto l’influenza di un insegnamento che privilegiava il contatto diretto con la natura.

    Il suo esordio pubblico risale ai primi anni Sessanta dell’Ottocento, quando iniziò a partecipare alle esposizioni di Belle Arti, attirando l’attenzione per la freschezza della visione e la sincerità dell’impianto pittorico. I suoi primi lavori, dedicati soprattutto alla vita rurale e ai paesaggi di campagna, rivelavano già una particolare sensibilità per la luce e per l’equilibrio compositivo. Nel corso degli anni Ricci prese parte con continuità alle rassegne artistiche milanesi e nazionali, affermandosi come uno dei paesaggisti più apprezzati del suo tempo.

    La sua pittura si concentrò prevalentemente sui paesaggi della Lombardia e dell’Italia settentrionale: campagne, rive fluviali, pascoli alpini, boschi e scorci montani. A questi soggetti affiancò talvolta marine e scene di vita all’aperto, sempre caratterizzate da un approccio sobrio e meditato. Con il passare del tempo il suo stile si fece più libero e luminoso, abbandonando gradualmente l’impostazione più accademica per una pennellata più sciolta, capace di restituire l’atmosfera mutevole dei luoghi e delle stagioni.

    Ricci lavorò con costanza e dedizione per tutta la vita, mantenendo un legame profondo con la natura e con i luoghi che dipingeva. La sua ricerca non fu mai orientata alla spettacolarità, ma piuttosto alla verità del paesaggio, colto nei suoi aspetti più autentici e quotidiani. Questo atteggiamento gli valse il rispetto dei contemporanei e il favore di collezionisti e istituzioni.

    Morì il 20 agosto 1897 a Gurone, in provincia di Varese.



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    Lot 13  

    Maternita'

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 29x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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    Augusto Von Siegen Augusto Von Siegen
    Monaco 1850 - Vienna 1910
    Olio su tavola cm 15,5x31,5 firmato in basso a dx A.Siegen

    Auguste von Siegen fu un pittore di area mitteleuropea attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, noto soprattutto per la qualità delle sue vedute urbane, dei paesaggi architettonici e delle scene di gusto orientalista. Nato a Vienna nel 1850 e morto nel 1910, viene generalmente indicato come artista di cultura tedesca o austro-tedesca, legato ai grandi centri artistici di Monaco e Vienna, nei quali sviluppò la propria sensibilità figurativa e consolidò la propria reputazione.
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    Sebbene le notizie biografiche su di lui non siano abbondanti né sempre perfettamente univoche, la sua figura emerge con chiarezza attraverso la costanza di un linguaggio pittorico raffinato, riconoscibile e assai apprezzato dal mercato antiquario.

    La sua produzione si colloca nel solco del vedutismo europeo ottocentesco, ma con un’impronta personale che unisce precisione descrittiva, gusto atmosferico e una particolare attenzione per il dato architettonico. Von Siegen fu infatti un interprete sensibile degli spazi urbani, delle marine, delle piazze, dei borghi e delle città storiche, affrontati con un taglio spesso limpido e ordinato, capace di restituire insieme il fascino monumentale dei luoghi e la vibrazione della luce. Le sue opere si distinguono per l’accuratezza del disegno, per la nitidezza delle prospettive e per quella pulizia visiva che rende immediatamente leggibili facciate, campanili, canali, moli e scorci di vita cittadina. In questa attenzione minuziosa ai dettagli costruttivi, ma mai fredda o meccanica, si coglie una sensibilità profondamente legata alla tradizione accademica centroeuropea, temperata tuttavia da una vena narrativa e luministica che dona ai dipinti eleganza e piacevolezza.

    Artista viaggiatore, von Siegen trasse ispirazione dai suoi spostamenti in numerose città europee. Le fonti ricordano in particolare soggiorni e interessi rivolti a località della Germania, dell’Olanda e dell’Italia, con una predilezione per Venezia e per Roma, oltre che per vedute di città e paesi dal forte carattere storico. A questo filone si affianca un aspetto particolarmente significativo della sua produzione: l’orientalismo. Durante i suoi viaggi nel Mediterraneo orientale e in area ottomana, soprattutto a Smirne, l’odierna Izmir, egli realizzò infatti opere ispirate ai paesaggi, ai porti e agli ambienti urbani dell’Oriente levantino, aderendo a quella vasta corrente di fascinazione ottocentesca per l’esotico che coinvolse molti artisti europei. Anche in questi soggetti, tuttavia, la sua pittura non si abbandona mai all’enfasi teatrale: prevale piuttosto un interesse per l’architettura, per la struttura dello spazio e per la resa luminosa delle atmosfere.

    Dal punto di vista stilistico, Auguste von Siegen si distingue per una pittura salda e leggibile, fondata su un equilibrio tra rigore costruttivo e resa poetica del paesaggio. Le sue vedute non sono semplici trascrizioni topografiche, ma composizioni pensate con attenzione, nelle quali l’ordine prospettico e la disposizione degli elementi guidano lo sguardo dell’osservatore. L’acqua dei canali o del mare, i riflessi, i cieli limpidi, le architetture descritte con precisione e la presenza discreta della vita umana contribuiscono a creare scene armoniose, spesso animate da una luminosità chiara e cristallina. È proprio questa combinazione di eleganza formale, perizia tecnica e gradevolezza visiva ad aver reso le sue opere particolarmente ricercate in ambito collezionistico.

    Se la sua vicenda biografica rimane oggi in parte sfuggente, la fortuna delle sue opere sul mercato testimonia invece una persistente attenzione verso il suo lavoro. I dipinti di Auguste von Siegen compaiono regolarmente nelle aste e sono apprezzati soprattutto per la qualità decorativa, per il carattere internazionale dei soggetti e per la loro capacità di rappresentare con fascino il gusto europeo della veduta ottocentesca.



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    Lot 13  

    Arando i campi

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tela cm 70,5x95 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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    Lot 13  

    Al focolare

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 50x30,5 firmato in basso a dx A.Landi


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 13  

    Al lago 2

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 2


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  • STIMA min € 300 - max € 400

    Lot 13  

    Case sul Sesia

    Paolo Alberto Marchini Paolo Alberto Marchini
    Torino 1929 - 1977
    Olio su masonite cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx P.Marchini


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    Monte Bianco

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone


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    Lot 13  

    Interno con figura

    Pietro Verzetti Vercelli 1886 - Como 1958
    Olio su tela cm 59x39 firmato in basso a dx P.Verzetti


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    Lot 13  

    I fratellini

    Amos Cassioli Amos Cassioli
    Asciano (Siena) 1832 - Firenze 1891
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in alto a dx A.C.


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    Lot 13  

    Tramonto

    Francois Auguste Ravier Francois Auguste Ravier
    Lione 1814 - Morestel 1895
    Olio su tela cm 31,5x22 firmato in basso a dx F.Ravier


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    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 13  

    Le lavandaie

    Serafino Verazzi Serafino Verazzi
    Meina (NO) 1875 - Novara 1945
    Olio su tela cm 40x70 firmato in basso a dx S.Verazzi


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 13  

    Venezia

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Olio su tavola cm 26x21,5 firmato in basso a sx Bologna


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 13  

    Autoritratto

    Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda 1856 - 1915
    Olio su tavola firmato in basso a dx A.Torchi


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 13  

    Primavera 1928

    Angelo Barabino Angelo Barabino
    Tortona 1883 - Milano 1950
    Olio su tela cm 24x26 firmato in basso a dx A.B.


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giuseppe Chitto Giuseppe Chitto
    Ferrara 1817 - 1900
    Abside dei Frari Venezia


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 13  

    Le Rose

    Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Le Rose


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 13  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 13  

    Al mercato

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x101 firmato in basso a dx A.Lupo


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 33x23 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

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    La casa del Tasso

    Alessandro La Volpe Alessandro La Volpe
    Lucera 1820 - Roma 1887
    Olio su tela cm 24x35 firmato in basso a dx A.L.Volpe


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 13  

    Il coniglietto

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 13  

    Cima del Monte Rosa

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giovanni Toeschi Giovanni Toeschi
    Italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 84x49 firmato in basso a dx G.Toeschi


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 13  

    Nebbia sul Cervino

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - Pavia 1961
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx A.Tallone


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 13  

    Paesaggi

    Coppia firma indecifrata Coppia firma indecifrata
    Italia XIX-XX secolo
    Acquarelli su carta cm 3,5x7 firmato in basso a dx



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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 13  

    Via di paese

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 32x22,5 firmato in basso a dx

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.



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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lot 13  

    1870

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Villa Melzi, Lago di Como

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 13  

    Scogliera Ligure

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 22x26,5 firmato in basso a sx Sacheri


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    Lot 13  

    Tulipani a Venezia

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 4 - 56

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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    Giovanni Giulio Maria Depetris Giovanni Giulio Maria Depetris
    Torino 1890 - Brescia 1940
    Olio su tela cm 35x49,5 firmato in basso a dx G.Depetris

    Giovanni Giulio Maria Depetris nacque a Torino il 28 luglio 1890 da Bartolomeo e Mossetti Maggiorina. Iniziò la sua formazione artistica presso la Scuola di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    Successivamente, proseguì gli studi all'Accademia Albertina di Torino, approfondendo le tecniche pittoriche e sviluppando uno stile personale che lo avrebbe contraddistinto nel panorama artistico del Novecento italiano. ​

    La sua produzione artistica spaziò principalmente tra paesaggi e scene di genere, con una particolare attenzione alla resa luministica e atmosferica. Le sue opere sono caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità che cattura l'essenza dei luoghi e dei momenti rappresentati. Partecipò attivamente alle principali esposizioni artistiche dell'epoca, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti sia in Italia che all'estero. ​

    Nel corso della sua carriera, Depetris collaborò con diverse gallerie e istituzioni culturali, contribuendo alla diffusione dell'arte italiana del Novecento. La sua opera riflette l'evoluzione del gusto e delle tendenze artistiche del periodo, mantenendo sempre una forte identità personale. ​

    Giovanni Giulio Maria Depetris morì a Torino nel 1940Giovanni Giulio Maria Depetris nacque a Torino il 28 luglio 1890 da Bartolomeo e Mossetti Maggiorina. Iniziò la sua formazione artistica presso la Scuola di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione. Successivamente, proseguì gli studi all'Accademia Albertina di Torino, approfondendo le tecniche pittoriche e sviluppando uno stile personale che lo avrebbe contraddistinto nel panorama artistico del Novecento italiano. ​

    La sua produzione artistica spaziò principalmente tra paesaggi e scene di genere, con una particolare attenzione alla resa luministica e atmosferica. Le sue opere sono caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità che cattura l'essenza dei luoghi e dei momenti rappresentati. Partecipò attivamente alle principali esposizioni artistiche dell'epoca, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti sia in Italia che all'estero. ​

    Nel corso della sua carriera, Depetris collaborò con diverse gallerie e istituzioni culturali, contribuendo alla diffusione dell'arte italiana del Novecento. La sua opera riflette l'evoluzione del gusto e delle tendenze artistiche del periodo, mantenendo sempre una forte identità personale. ​

    Giovanni Giulio Maria Depetris morì a Torino nel 1940.



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    Lot 13  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi



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    Lot 14  

    Al lago 3

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 3


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    Lot 14  

    Parigi 1952

    Vincenzo Ghirardelli Vincenzo Ghirardelli
    Bergamo 1894-1967
    Olio su tela cm 35x45 firmato in basso a sx Ghirardelli


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    Lot 14  

    Maternita'

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 84x69,5 firmato in alto a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



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    Lot 14  

    Il treno

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16x23 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.



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    Lot 14  

    A passeggio

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20,5x16 firmato in basso a dx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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    Lot 14  

    Maternita'

    Pietro Gaudenzi Pietro Gaudenzi
    Genova 1880 - Anticoli Corrado 1955
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a dx P.Gaudenzi

    Pietro Gaudenzi fu un pittore italiano di grande rilievo nella prima metà del Novecento, noto per la sua raffinata sensibilità figurativa e per la versatilità dei soggetti trattati, che spaziarono dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alla pittura sacra. Nacque a Genova il 18 gennaio 1880, figlio di un musicista, e fin da giovane dimostrò un forte interesse per l’arte.
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    Dopo i primi studi con Felice Del Santo a La Spezia, proseguì la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Cesare Viazzi, approfondendo le tecniche pittoriche e consolidando una solida preparazione accademica.

    Nel 1903 vinse il premio‑pensionato “Duchessa di Galliera”, che gli permise di trasferirsi a Roma, dove visse per cinque anni studiando i grandi maestri del Rinascimento e confrontandosi con la vivace scena artistica della capitale. A Roma entrò in contatto con artisti come Antonio Mancini, Armando Spadini e Francesco Paolo Michetti e sposò Candida Toppi, modella di Anticoli Corrado, con la quale ebbe diversi figli. Le esperienze personali, tra gioie e lutti, influenzarono profondamente il tono e i soggetti della sua pittura, rendendola più intima e riflessiva.

    Nei decenni successivi Gaudenzi consolidò la sua carriera espositiva: partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia e alle principali Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti anche all’estero. Tra le sue opere più note si ricordano scene familiari, maternità, nature morte e lavori di carattere narrativo, tra cui I priori, acquistata dal Comune di Roma per la Galleria d’Arte Moderna. Durante gli anni Trenta la sua pittura si avvicinò ai modi del Novecento Italiano, pur mantenendo un linguaggio chiaro e una forte adesione alla realtà osservata. In questo periodo si dedicò anche a importanti affreschi e pitture sacre, come quelli realizzati per il Castello dei Cavalieri a Rodi.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, pur di fronte al mutamento dei gusti artistici, Gaudenzi continuò a lavorare con passione, assumendo nel 1951 la direzione della Scuola vaticana di mosaico, contribuendo con le sue competenze a decorazioni in diverse chiese italiane. Negli ultimi anni visse ad Anticoli Corrado, borgo amato dagli artisti, dove continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre 1955.



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    Lot 14  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo


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    Luigi Turulo Luigi Turulo
    1875 Monselice - 1957 Venezia
    Olio su cartone cm 65x64 firmato in basso a sx L.Turulo

    Luigi Turolo nacque a Monselice nel 1875 e si formò come pittore tra il Veneto e Venezia, città nella quale trascorse gran parte della sua vita e dove si spense nel 1957. La sua carriera si sviluppò in un periodo di intensa vitalità artistica, nel quale i linguaggi figurativi oscillavano tra tradizione e modernità.
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    In questo contesto Turolo costruì un percorso personale, discreto ma costante, che lo portò a esporre in alcune importanti rassegne nazionali, in particolare mostre milanesi del primo Novecento.

    La sua produzione comprende paesaggi, nudi e scene intime. Nei paesaggi emerge una sensibilità attenta alla luce e alle atmosfere serene: campi, colline, specchi d’acqua e scorci rurali sono rappresentati con equilibrio cromatico e un senso di quiete che restituisce la semplicità del mondo naturale. Nei nudi e nelle figure femminili la sua pittura si fa più morbida e raccolta, con una resa delicata dei volumi e una ricerca di armonia nelle pose. Anche le scene di vita quotidiana, a volte ambientate in interni, riflettono un gusto per la compostezza, per il silenzio e per un realismo misurato.



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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Giovanni Renica Giovanni Renica
    Montirone 1808 - Brescia 1884
    Olio su tela cm 35x47,5 firmato in basso a dx G.Renica


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 14  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su cartone cm 16,5x24 firmato in basso a sx G.Piana


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    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tela cm 47x41 firmato in basso a dx C.Ciani


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su cartone cm 18x24 firmato in basso a sx Casanova



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  • STIMA min € 2000 - max € 2200

    Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tavola cm 38x53 firmato in basso a sx Giulio Boetto

    Giulio Boetto è nato a Torino il 13 febbraio 1894, crescendo in un periodo di profondi cambiamenti e trasformazioni del XX secolo. La sua formazione artistica è avvenuta presso l'Accademia Albertina di Torino, rinomata istituzione frequentata da molti artisti emergenti dell'epoca.
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    Il pittore ha fatto il suo esordio nel 1919 presso una delle esposizioni più significative di Torino, la Quadriennale. Da questo momento in poi, Boetto ha presentato una serie di opere, principalmente incentrate sul paesaggio e la natura. La sua particolare attenzione è rivolta alle campagne piemontesi, con una predilezione per le zone di Saluzzo, che hanno ispirato molti dei suoi dipinti più noti.

    Tra i temi prediletti di Boetto figurano le scene di paese e di piazza, evidenziando la sua abilità nel rappresentare soggetti semplici ma incisivi, che sottolineano la sua tradizione paesaggistica. Le opere di Boetto sono state esposte in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Genova, Firenze e Venezia, ma ha ottenuto riconoscimenti anche all'estero, soprattutto a Londra e Barcellona.

    Gli appassionati delle sue opere possono ammirare alcuni dei suoi dipinti nei musei piemontesi, con una presenza significativa a Torino presso la Galleria d’Arte Moderna e a Saluzzo, nel Museo Civico. Boetto ha ricevuto anche l'apprezzamento del pubblico con varie mostre dedicate a Saluzzo, anche negli anni più recenti.

    Giulio Boetto si spense a Torino il 6 aprile 1967, lasciando un'eredità artistica che continua a essere apprezzata e esibita in diverse istituzioni culturali.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 14  

    Vaso di fiori

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 20x29,5 firmato in basso a dx O.Sogaro

    ​Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 14  

    Sugli Scogli

    Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 24x29 firmato in basso a sx L.Ajmone


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 14  

    1912

    Agustin Salinas Teruel Agustin Salinas Teruel
    Zaragoza (Spagna) 1861 - Roma 1915
    Lago Maggiore



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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 14  

    Le curiose

    Luigi Bianchi Luigi Bianchi
    Milano 1827 - 1914
    Olio su tela cm 33,5x25 firmato in basso a dx L. Bianchi

    Luigi Bianchi nacque a Milano il 30 dicembre 1827. In gioventù intraprese gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Pavia, ma fu costretto a interromperli per partecipare alle guerre di indipendenza, un periodo che segnò profondamente la sua vita.
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    Dopo queste esperienze, si dedicò interamente alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre maestro Francesco Hayez. Questa solida preparazione gli permise di sviluppare una tecnica pittorica raffinata, che lo portò a distinguersi come ritrattista e pittore di scene di genere e di costume.

    Nel 1861, il suo dipinto "Alla vigilia della liberazione" ottenne un importante riconoscimento, venendo premiato e acquistato dal Principe di Carignano. L'anno successivo, nel 1877, l'opera "Un Carnevale a Roma" fu venduta a Parigi, mentre "La benedizione dei fanciulli" divenne un affresco per la chiesa parrocchiale di Carate Brianza, un ulteriore segno della sua affermazione nel panorama artistico dell'epoca.

    Le opere di Luigi Bianchi sono apprezzate per la loro sapienza cromatica e disegnativa, che cattura con maestria scene di vita quotidiana, tanto in interni quanto in esterni. La sua capacità di rappresentare la contemporaneità, unita alla profondità psicologica dei suoi soggetti, ha reso i suoi lavori particolarmente ammirati. Bianchi morì a Milano il 14 novembre 1914, lasciando un'importante eredità nel panorama della pittura italiana.



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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 14  

    Fiume Serio

    Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 14  

    All'imbrunire

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 24x37 firmato in basso a dx L.D.


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 14  

    Le lavandaie

    Giovanni Lentini Giovanni Lentini
    Palermo 1882 - Milano 1948
    Olio su tela cm 93,5x140,5 firmato in basso a dx G.Lentini


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano BO 1889 Torino 1957
    Olio su tavola cm 41,5x50 firmato in basso a dx Giuseppe Gheduzzi


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 14  

    In carrozza

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Achille Vianelli Achille Vianello
    Porto Maurizio 1803 - Benevento 1894
    Acquarello su carta cm 24,5x,42,5 firmato in basso a sx Vianello


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 34x29 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 14  

    Spiaggia d'inverno

    Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Olio su tela cm 67x88,5 firmato in basso a dx Reycend


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 14  

    Capri

    Giordano Felice Giordano Felice
    Napoli 1880 - Capri 1964
    Olio su tela cm 65x99 firmato in basso a dx Giordano Felice


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 14  

    Lago di Mantova

    Vindizio Nodari Pesenti Vindizio Nodari Pesenti
    Medole 1879 - Mantova 1961
    Olio su cartone cm 49x57 firmato in basso a dx Pesenti


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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Il Monte San Salvatore Lago di Lugano


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 14  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Una fuga di ladri


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 14  

    Giorno di Mercato

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 49,5x90 firmato in basso a dx A.Lupo


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 14  

    La Casa del Tasso

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30,5 firmato in basso a dx G.Bisi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 14  

    1926

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Carnevale


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 14  

    Porticiolo di lago

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 48x60 firmato in basso a dx


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 14  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 14  

    La pecora solitaria

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 115x82 firmato in basso a sx G. Sottocornola


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a sx Giacomo Moretti


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 14  

    Duomo di Vigevano

    Boffa Tarlatta Rialmosso 1889 - 1965
    Olio su cartone cm 25,5x34 firmato in basso a sx Boffa.T


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 14  

    Pascolo alpino

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 82,5x123 firmato in basso a dx S.Ferraris


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 14  

    Alberi fioriti 1921

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 42x43,5 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Lot 15  

    Campagna fiorentina

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 20,5x28,5 firmato no


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 15  

    Lavorando nei campi

    Giuseppe Augusto Levis Giuseppe Augusto Levis
    Chiomonte (TO) 1873 - Racconigi ( CN) 1926
    Olio su tavola cm 44,5x31 firmato in basso a sx G.Levis


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  • STIMA min € 7000 - max € 9000

    Lot 15  

    Gruppo di soldati

    Carlo Ademollo Carlo Ademollo
    Firenze 1824 - 1911
    Olio su tela cm 78x50 firmato in basso a dx C.Ademollo


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 15  

    Giovane Violinista

    Alberto Cecconi Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a sx A.Cecconi

    Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica.
    Clicca per espandere

    Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.



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  • STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lot 15  

    Veduta di Roma

    Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    otm cm 16x16 firmato in basso a sx S.Allason


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 15  

    Il porto

    Alfonso Muzii Alfonso Muzii
    Castellammare Adriatico (PS) 1856 - Pescara 1946
    Olio su tela cm 31x48 firmato in basso a sx A.Muzii

    Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.
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    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 15  

    Pinerolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 15  

    Quiete pomeridiana

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
    Clicca per espandere

    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 15  

    Paesaggio Vigezzino

    Verdiano Quigliati Verdiano Quigliati
    Novara 1915 - Domodossola (VB) 2009
    Olio su tela cm 45x54 firmato in basso a dx V.Quigliati


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 15  

    Connessioni 6

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Connessioni 6


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 15  

    Rustico montano

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga (VB) 1954
    Olio su tavola cm 40x34,5 firmato in basso a dx Foggia


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  • STIMA min € 900 - max € 1000

    Lot 15  

    Nevicata 1932

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx A.Tallone


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 15  

    Verso il pascolo

    Adolfo Polaroli Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx A.Polaroli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 15  

    Paesaggio

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13x30 firmato in basso a dx L.Gioli


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  • STIMA min € 14000 - max € 16000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Cacciatori sul Cervino


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  • STIMA min € 400 - max € 600

    Lot 15  

    1948

    Achille Parachini Achille Parachini
    Torino 1888-1970
    Frazione di Ghigo ( Prali Torino )


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 37,5x46 firmato in basso a dx Piero Focardi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 15  

    Paese Ligure

    Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30 firmato in basso a dx G.Bisi


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  • STIMA min € 15000 - max € 18000

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 88x61 firmato in basso a sx B.Giuliano


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 15  

    Nudo Orientale

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Nudo Orientale


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Battista Lelli Giovanni Battista Lelli
    Milano 1827 - 1887
    Veduta di Omegna (lago d'Orta)


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lot 15  

    Paesaggio

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 39,5x50 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 15  

    Lavando i panni

    Carlo Agazzi Carlo Agazzi
    Milano 1870 - Milano 1922
    Olio su tela cm 45x80 firmato in basso a dx Carlo Agazzi


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx S.Ferraris


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tavola cm 52x58 firmato in basso a sx L.Barzanti


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 30,5x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 15  

    Il pifferaio

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 15  

    1895

    Vincenzo Volpe Vincenzo Volpe
    Grottaminarda (AV) 1855 - Napoli 1929
    Spensieratezze


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su cartone cm 31x40 firmato in basso a dx Foggia


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 15  

    Paesaggio

    Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 15  

    Datato 1926

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Il venditore lungo il Naviglio a Milano

    Alfredo Scocchera, nato nel 1887 a Baselice, in provincia di Benevento, fu un pittore italiano che si distinse per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato dall’uso di pennellate pastose e rapide, che gli permisero di catturare con grande efficacia paesaggi e vedute cittadine. Si formò artisticamente prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia e successivamente alla Scuola di Arti Decorative e Industriali di Firenze, esperienza che gli permise di sviluppare una solida preparazione tecnica.
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    Nel 1921 si trasferì a Milano, dove intraprese una carriera artistica che lo portò a partecipare attivamente alle mostre organizzate dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Le sue opere ebbero un buon riscontro, tanto che Scocchera allestì diverse esposizioni personali in gallerie prestigiose, tra cui la Galleria Micheli nel 1928 e nel 1932, la Galleria Bolzani nel 1945 e la Galleria Ranzini nel 1952.
    Tra le sue opere più note, spicca "La filatrice" del 1934, un dipinto che raffigura una donna anziana intenta a filare in un interno popolare, oggi conservato presso la Pinacoteca di Varese. Un altro lavoro significativo è "Il Naviglio di Via Senato" (1927), che si trova nella collezione della Fondazione Cariplo. Il suo stile, pur mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica, riuscì a esprimere una visione personale e moderna della realtà milanese.
    Alfredo Scocchera morì a Milano il 25 gennaio 1955.



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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 15  

    Raccolta dei fiori

    Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 57x82 firmato in basso a dx Emilio Borsa datato 84

    Emilio Borsa nacque a Milano il 6 maggio 1857 e morì a Monza l'11 ottobre 1931. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato all'arte, era figlio di Paolo Borsa, professore di disegno, e di Regina Bianchi, sorella del pittore Mosè Bianchi.
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    Fin da giovane, ricevette i suoi primi insegnamenti artistici dal padre e dallo zio, per poi frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre pittore Francesco Hayez.

    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi, scene di genere e ritratti, caratterizzati da una pennellata ampia e da una tavolozza di colori smorzati. La sua abilità nel rappresentare la natura con grande sensibilità gli permise di ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 e il Premio Principe Umberto nel 1901 con il dipinto Foglie morte. Le sue opere furono esposte in diverse città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, e Buenos Aires, ottenendo l'apprezzamento di critici e collezionisti.

    Tra le sue opere più importanti si trovano Bosco d'estate, conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Bosco, esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Molte sue tele sono tuttavia conservate in collezioni private, rendendole meno accessibili al pubblico. Oggi, Emilio Borsa è ricordato come uno dei pittori italiani di rilievo del XIX secolo, capace di catturare l'anima della natura e della vita quotidiana con grande maestria.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx Foggia


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 15  

    Natura morta

    Amedeo Bianchi Amedeo Bianchi
    Rovigo 1882 - Venezia 1949
    Olio su tavola cm 30x36 firmato in basso a dx A.Bianchi

    Amedeo Bianchi nacque a Badia Polesine nel 1882 e morì a Venezia nel 1949. Allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino, Bianchi si distinse come ritrattista e paesaggista.
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    Nel 1913, durante un soggiorno a Catania, ebbe l'opportunità di ritrarre lo scrittore Giovanni Verga. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia, contribuendo al panorama artistico dell'epoca.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a sx G.Sobrile

    Giuseppe Sobrile nacque a Torino il 13 maggio 1879 e morì a Forno Alpi Graie nel 1956. Si formò all'Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Pier Celestino Gilardi e Giacomo Grosso, sviluppando una solida tecnica pittorica.
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    Nel corso della sua carriera, Sobrile si distinse per la rappresentazione di paesaggi alpini, scorci rustici e nature morte, con particolare attenzione ai fiori di campo. La sua pittura si caratterizzò per l'uso di tonalità delicate e una resa luminosa dei soggetti. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui l'Esposizione Italiana di Londra nel 1904, dove presentò l'opera "Mother". Nel 1992, una retrospettiva a lui dedicata fu allestita presso la Mole Antonelliana di Torino.



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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 15  

    Lo stagno

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 16  

    Frattura

    Elisa Benini Elisa Benini
    Frattura


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    Laghetto Alpino

    Pio Ramponi Pio Ramponi
    Vocogno 1929 - 2018
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx P.Ramponi


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 16  

    La pastorella

    Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 71x120 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    Il chirichetto

    Alfonso Hollaender Alfonso Hollaender
    Ratisbona 1845 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 26x20 firmato in basso a dx A.Hollaender

    Alfonso Hollaender fu un pittore di origine tedesca naturalizzato italiano, attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la cui vicenda artistica si intreccia profondamente con l’ambiente figurativo toscano e, in particolare, con la cultura della Firenze postmacchiaiola. Nato a Ratisbona, in Baviera, nel 1845, e morto a Firenze nel 1923, Hollaender rappresenta una figura di notevole interesse nel panorama della pittura italiana del tempo: pur provenendo da una formazione mitteleuropea, seppe infatti assimilare con sensibilità personale il linguaggio del naturalismo toscano, facendo dell’Italia non solo la propria patria d’adozione, ma anche il luogo in cui maturò pienamente la sua identità artistica.
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    Dopo aver compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Berlino, dove espose le sue prime opere già nel 1868, Hollaender scelse di trasferirsi in Italia nel 1870, in un momento storico segnato dalle tensioni europee e, in particolare, dallo scoppio della guerra franco-prussiana. Quello che inizialmente poteva apparire come un soggiorno temporaneo si trasformò invece in una scelta di vita definitiva: stabilitosi a Firenze, egli vi rimase fino alla morte, ottenendo anche la cittadinanza italiana nel 1872. Questo radicamento non fu soltanto anagrafico o geografico, ma soprattutto culturale e spirituale. Hollaender trovò infatti nella Toscana un ambiente congeniale, ricco di stimoli artistici e di suggestioni paesaggistiche, che ne orientarono in modo decisivo la pittura.

    Giunto a Firenze quando l’esperienza più eroica del Caffè Michelangiolo era ormai conclusa, Hollaender entrò comunque in contatto con l’eredità viva dei Macchiaioli e con alcuni dei loro protagonisti, in particolare con maestri come Silvestro Lega e Telemaco Signorini, dai quali ricevette incoraggiamento verso lo studio dal vero e verso un’osservazione attenta e sincera della realtà. Pur non appartenendo in senso stretto alla generazione storica della “macchia”, ne assorbì alcuni elementi essenziali, reinterpretandoli in una maniera del tutto personale: una pennellata più sintetica e immediata, una predilezione per la luce naturale, il gusto per gli scorci colti con freschezza e un’attenzione concreta alla vita quotidiana, lontana da ogni enfasi accademica.

    La sua produzione si caratterizza per una notevole varietà di soggetti, ma anche per una coerenza di sguardo. Hollaender fu infatti autore di paesaggi, marine, vedute urbane, scene agresti, ritratti e soprattutto celebri interni di chiesa, che costituiscono uno dei nuclei più riconoscibili e apprezzati della sua opera. Le sue tele dedicate agli ambienti sacri rivelano una particolare fascinazione per la liturgia e per l’atmosfera raccolta delle navate, dei cori, degli altari illuminati, dei confessionali e delle figure dei fedeli colte in momenti di preghiera o di raccoglimento. In queste opere emerge una sensibilità quasi intimista, capace di trasformare lo spazio religioso in un luogo di silenzio, luce e umanità quotidiana. Accanto a questi soggetti, Hollaender dipinse con grande partecipazione anche marine toscane e liguri, scorci veneziani, paesaggi rurali e scene di vita popolare, sempre animati da una pittura sciolta, luminosa e sincera.

    La sua attività espositiva fu costante e significativa. Partecipò regolarmente alle mostre della Promotrice fiorentina a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, presentando opere che testimoniano bene l’ampiezza dei suoi interessi: vedute, interni, scene di devozione, paesaggi costieri e figure. Tra i titoli ricordati dalle fonti figurano opere come Mare calmo, Interno di chiesa, Veduta di Venezia, La confessione, Vecchio marinaio, Or San Michele, Crepuscolo, Burrasca, Sestri Levante, Due chierici e Il coro di Santa Maria. Fu presente anche in esposizioni milanesi e genovesi, segno di una reputazione che oltrepassava l’ambito esclusivamente fiorentino. Nel 1917 gli fu dedicata anche una mostra personale presso la Galleria Geri di Milano, mentre una delle sue ultime partecipazioni documentate risale alla Fiorentina Primaverile del 1922, poco prima della scomparsa.

    Dal punto di vista stilistico, Hollaender si colloca in una posizione interessante tra tradizione accademica e naturalismo moderno. Alla solidità della formazione tedesca unì infatti una libertà esecutiva sempre più vicina al clima toscano di fine secolo, senza tuttavia perdere una certa compostezza costruttiva. Le sue opere mostrano una pennellata rapida ma controllata, una resa luminosa attenta agli effetti atmosferici e una predilezione per i toni sobri, spesso capaci di restituire con immediatezza l’umidità delle marine, la penombra vibrante degli interni sacri o il carattere autentico dei paesaggi italiani. Non vi è in lui il gesto sperimentale dell’avanguardia, ma piuttosto una fedeltà profonda al vero, filtrata da un sentimento lirico e da una sensibilità discreta. Proprio questa misura, unita alla sincerità del suo sguardo, costituisce il fascino duraturo della sua pittura.

    Anche sul piano della memoria collezionistica, Alfonso Hollaender ha lasciato tracce importanti. Le fonti ricordano che alla città di Firenze lasciò un nucleo consistente di opere, mentre presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano è segnalata la presenza del dipinto Canal Grande a Venezia. Il mercato antiquario continua a registrare con regolarità la comparsa dei suoi lavori, segno di un interesse costante verso una produzione che unisce piacevolezza visiva, qualità tecnica e un saldo inserimento nella tradizione del realismo toscano tra Otto e Novecento.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 16  

    Paesaggio innevato

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    Via di paese

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 39x32 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 16  

    Studio

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Acquarello su carta cm 16,5x10,5 firmato in basso a dx Spadini


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 69,5x100 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lot 16  

    La poppata 1905

    Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Olio su tela cm 160x98 firmato in alto a dx C.Laurenti


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 16  

    Scena di cortile

    Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 16  

    Pianura di Vallate

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 23,5x31 firmato in basso a dx A.Rizzi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    Veduta di lago

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 16  

    Nel convento

    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x38

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​



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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 16  

    Ciliegie

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 33,5x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti

    Emo Mazzetti nacque a Treviso nel 1870 e morì a Venezia nel 1955. Dopo aver studiato agricoltura a Schio e Varese, si trasferì a Venezia nel 1897 per dedicarsi alla pittura.
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    La sua arte si concentrò principalmente su paesaggi e nature morte, con una particolare predilezione per scene che ritraevano la laguna veneziana e le Dolomiti. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui la Biennale di Venezia, e sono conservate in collezioni pubbliche e private.



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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 6x17,5 firmato in basso a sx Albertis


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  • STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lot 16  

    Il bacio

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano, Svizzera 1853 - 1923
    Il bacio

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 16  

    Rientro a casa

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 21,5x17 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 16  

    Chiaro di Luna

    Luigi Bettinelli Luigi Bettinelli
    Bergamo 1824 - 1892
    Olio su cartone cm 13x16 firmato in basso a sx Bettinelli

    Luigi Bettinelli nacque a Bergamo il 25 ottobre 1824 e morì nella stessa città il 20 giugno 1892. Allievo dell'Accademia Carrara a partire dal 1841, studiò pittura sotto la guida del bergamasco Pietro Ronzoni.
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    Su suggerimento del maestro, si recò a Roma tra il 1857 e il 1862 per approfondire lo studio delle antichità. Durante il soggiorno romano, abitò in via dei Greci e strinse amicizia con il pittore conterraneo Enrico Coghetti.

    Nel 1861, Bettinelli partecipò all'Esposizione Italiana di Firenze, entrando in contatto con la scena artistica nazionale. Questo incontro influenzò la sua evoluzione stilistica, spingendolo a dedicarsi alla pittura en plein air e a rappresentare la natura con maggiore immediatezza. Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove rimase colpito dalle opere di artisti come Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Théodore Rousseau. Questa esperienza rafforzò il suo interesse per la pittura naturalista e per la rappresentazione diretta della realtà.

    Tra il 1870 e il 1912, le opere di Bettinelli furono esposte in diverse mostre collettive in città come Parma, Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia e Bologna, ottenendo riconoscimenti come la medaglia d'argento alla Mostra Italiana di Arti Belle di Parma nel 1870 e la medaglia d'oro all'Esposizione d'Arte Sacra di Roma nel 1883. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di una formazione accademica ufficiale, Bettinelli riuscì a ritagliarsi un posto significativo nel panorama artistico dell'epoca, influenzando le generazioni future di pittori bolognesi.

    La sua arte si caratterizza per un realismo profondo e una rappresentazione autentica della natura, lontana dalle convenzioni accademiche. La sua solitudine esistenziale e la ricerca di una connessione genuina con il mondo naturale emergono chiaramente nelle sue opere, rendendolo una figura distintiva nel panorama artistico dell'Ottocento italiano.

    Luigi Bettinelli è sepolto nella tomba di famiglia nella sala della Madonna delle Assi della Certosa di Bologna.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x30 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 16  

    Pensieri

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 64x46,5 firmato in basso a dx Amisani


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 16  

    Neve di montagna

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx C.Musso


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx P.Morando

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 16  

    Marina

    Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888-1964
    Olio su tela cm 48x74 firmato in basso a dx Fausto Pratella


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    La zelada

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tela cm 100x50 firmato in basso a dx Bo


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  • STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lot 16  

    Risveglio

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 100x85,5 firmato in basso a dx Amisani


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 16  

    Il lago di Garda

    Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano (BS) 1896 - Gardone Riviera (BS) 1962
    Olio su cartone cm 49,5x69,5 firmato in basso a dx A.Lozzia


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Mario Tantardini Mario Tantardini
    Tavellasco (Co) 1887 - ?
    Olio su tavola cm 47,5x63 firmato in basso a sx M.Tantardini


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  • STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lot 16  

    Amore

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Amore


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 16  

    1864

    Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    Grande Mulette sul Monte Bianco (Grands Mulets)


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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Giovanni Battista Ciolina Giovanni Battista Ciolina
    Toceno 1870 - 1955 (Verbano-Cusio-Ossola)
    Olio su tela cm 72x88 firmato in basso a dx G.B. Ciolina


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 16  

    Nel Porto 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21,5x38 firmato in basso a dx A.Varni


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 16  

    Processione

    Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 16  

    Natura morta

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su tela cm 27,5x75 firmato in basso a sinistra G.F.


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 16  

    1902

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Alta val d'Aosta


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  • STIMA min € 14000 - max € 16000

    Lot 16  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 23,5x63,5 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 9x15 firmato in basso a sx F.Andreotti


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 16  

    Lago Maggiore

    Casimiro Ottone Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su cartone cm 23x31 firmato in basso a dx C8


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 16  

    Paesaggio lacustre

    Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 68x121 firmato in basso a sx A.Polaroli


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 16  

    Lago di Lecco

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su tavola cm 29x36,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 17  

    Giornata estiva

    Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Giornata estiva


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 17  

    Giornata di caccia

    Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx F.Netti


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 17  

    Paesaggio Bellunese

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    1872 - 1931
    Olio su tela cm 43x56,5 firmato in basso a dx V.Carniel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



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    Lot 17  

    Lungo il fiume

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx Spadini


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    Lot 17  

    Casa padronale

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 30,5x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



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    Lot 17  

    Paesaggio rurale

    Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su tavola cm 27x44,5 firmato in basso a sx C.Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.



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    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 35x26 firmato in basso a sx A.ViscontiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.



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    Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 150x110 firmato in basso a dx E.Gignous

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.



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    Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tela cm 29x39 firmato in basso a dx G.Menozzi


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    Place Bid Track Lot
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    Lot 17  

    Studio di fiore

    Elisa Benini Elisa Benini
    Studio di fiore


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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Lot 17  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a sx P.Punzo


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    Lot 17  

    Pecetto Macugnaga

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia


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    Lot 17  

    Via di paese - 1932

    Mario Ornati Vigevano 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 41x34,5 firmato in basso a dx M.Ornati


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 17  

    Chiacchiere

    Giovanni Lessi Giovanni Lessi
    Firenze 1852 - 1922
    Olio su tela cm 7,5x13,5 firmato in basso a sx Gio. Lessi


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx C.Tagliabue


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    Lot 17  

    Pascoli

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 37,5x53,5 firmato in basso a sx G.Buscaglione


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 34,5x50 firmato in basso a dx MorettiFoggia


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    Giovanni Battista Quadrone Giovanni Battista Quadrone
    Mondovi' 1844 - Torino 1898
    Olio su tela applicata cm 18x26,8 firmato in basso a sx G.Quadrone


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    Lot 17  

    Imbarcazioni 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21x37 firmato in basso a dx A.Varni


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  • STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lot 17  

    Al pozzo

    Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su tela cm 59x34 firmato in basso a dx A.Oberto


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    La cima del Monte Bianco


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 17  

    Bel viso

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Bel viso


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    Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 17  

    Lago Lombardo

    Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 140x50 ( difetti )firmato in basso a sx M.Calderini


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  • STIMA min € 7000 - max € 9000

    Giuseppe Elena Giuseppe Elena
    Codogno 1801 - Milano 1867
    Olio su tela cm 104,5x84,5 firmato in basso a dx G.Elena


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 17  

    Paesaggio Montano

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tavola cm 96x47 firmato in basso a dx Bo


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 17  

    Pescatori in Laguna

    Ferdinando Silvani Ferdinando Silvani
    1823 - 1899
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx Silvani


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    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x37 firmato in basso a dx L.Raymond

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 17  

    Paesaggio innevato

    Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 36x30,5 firmato in basso a sx F.Vellan


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 17  

    Aspettando

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su cartone cm 49x37 firmato in basso a sx A.Milesi


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  • STIMA min € 500 - max € 700

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x34,5 firmato in basso a sx Ercole Garavaglia


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 17  

    Cavalli alla stanga

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.



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    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in basso a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 17  

    Paesaggio orientale

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede Lomellina (PV) 1881 - Portofino (GE) 1941
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a sx G.Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 17  

    La carica

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 13x30,5 firmato in basso a sx Albertis


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova 1872 - Treviso 1924
    Fiori


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    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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    Lot 17  

    Antica corte

    Achille Formis Befani Achille Formis Befani
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 57,5x36,5 firmato in basso a dx Befani



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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 18  

    Studio con fiore 2

    Elisa Benini Elisa Benini
    Studio con fiore 2


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    Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tela cm 29x39 firmato in basso a sx G.Menozzi


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    Le chiacchiere 1878

    Eugenio Perego Eugenio Perego
    Milano 1876 - Roma 1944
    Olio su tela cm 64,5x51 firmato in basso a sx Perego

    Eugenio Perego (Milano, 1876 – Roma, 1944) è stato un regista e sceneggiatore italiano attivo soprattutto nel periodo del cinema muto, figura significativa della prima stagione dell’industria cinematografica nazionale. La sua attività si sviluppò a partire dagli anni Dieci del Novecento, quando il cinema italiano stava conoscendo una rapida espansione e una progressiva strutturazione produttiva.
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    Formatosi inizialmente come soggettista e riduzionista per alcune case cinematografiche del Nord Italia, Perego avviò la sua carriera alla Milano Film, dove maturò le competenze che lo portarono rapidamente alla regia. In seguito lavorò anche per altre produzioni, tra cui realtà torinesi e romane, contribuendo alla realizzazione di numerosi film in un’epoca in cui il linguaggio cinematografico era ancora in piena definizione.

    Un momento centrale della sua carriera fu il periodo trascorso a Napoli, dove collaborò con la Lombardo Film e realizzò diversi film interpretati da Leda Gys, una delle dive più note del cinema muto italiano. Questa collaborazione segnò una fase particolarmente intensa della sua produzione, caratterizzata da opere di genere prevalentemente comico e drammatico leggero, in linea con i gusti del pubblico dell’epoca.

    Nel corso degli anni Dieci e Venti, Perego firmò una filmografia piuttosto ampia, che comprende titoli come Il ciclone, Così è la vita e Il padrone delle ferriere, mostrando una versatilità che gli consentì di adattarsi alle esigenze narrative e produttive del cinema muto. Il suo lavoro si inserisce pienamente nel contesto della nascente industria cinematografica italiana, contribuendo alla diffusione del linguaggio filmico prima dell’avvento del sonoro.

    Con il progressivo declino del cinema muto e le trasformazioni dell’industria cinematografica, la sua attività si ridusse fino a interrompersi alla fine degli anni Venti. Eugenio Perego morì a Roma nel 1944.



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    Lot 18  

    Rue d'Alger

    Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su cartone cm 30x15 firmato in basso a dx Argenter

    Joaquim de Miró y Argenter fu un pittore spagnolo di origine catalana, considerato uno dei principali esponenti della scuola luminista di Sitges, attiva tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Nato a Sitges il 3 febbraio 1849, proveniva da una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi all’arte con libertà, sviluppando sin dalla giovinezza una sensibilità per il paesaggio e per le atmosfere quotidiane.
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    Sebbene in parte autodidatta, ricevette anche l’insegnamento di pittori locali, tra cui Arcadi Mas i Fondevila, e collaborò alla decorazione del Casino Prado Suburense, centro culturale di Sitges che contribuì alla formazione della comunità artistica luminista.

    La sua produzione si caratterizza per l’attenzione alla luce mediterranea, alle marine, ai paesaggi rurali, agli orti, ai masi e alle scene di vita locale, rappresentati con una tavolozza luminosa e composizioni equilibrate. Le sue opere documentano la vita e l’ambiente di Sitges tra Ottocento e Novecento, celebrando al contempo il legame tra natura, tradizione e cultura locale. Tra i lavori più significativi si ricordano La malvasia (1895), oggi conservata al Museu Cau Ferrat di Sitges, e numerose vedute urbane e rurali che testimoniano la sua fedeltà al vero osservato dal vivo.

    Miró y Argenter partecipò a concorsi e mostre a Barcellona e nelle città vicine, ottenendo riconoscimenti e premi, pur mantenendo il proprio radicamento a Sitges. La sua opera ebbe influenza anche sulle generazioni successive, tra cui il celebre nipote Joaquim Sunyer, figura di spicco del movimento noucentista. La pittura di Miró y Argenter coniuga rigore osservativo e sensibilità poetica, rendendo vivi paesaggi e scene quotidiane attraverso la luce, il colore e la composizione. Morì nella sua città natale il 18 febbraio 1914Joaquim de Miró y Argenter fu un pittore spagnolo di origine catalana, considerato uno dei principali esponenti della scuola luminista di Sitges, attiva tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Nato a Sitges il 3 febbraio 1849, proveniva da una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi all’arte con libertà, sviluppando sin dalla giovinezza una sensibilità per il paesaggio e per le atmosfere quotidiane. Sebbene in parte autodidatta, ricevette anche l’insegnamento di pittori locali, tra cui Arcadi Mas i Fondevila, e collaborò alla decorazione del Casino Prado Suburense, centro culturale di Sitges che contribuì alla formazione della comunità artistica luminista.

    La sua produzione si caratterizza per l’attenzione alla luce mediterranea, alle marine, ai paesaggi rurali, agli orti, ai masi e alle scene di vita locale, rappresentati con una tavolozza luminosa e composizioni equilibrate. Le sue opere documentano la vita e l’ambiente di Sitges tra Ottocento e Novecento, celebrando al contempo il legame tra natura, tradizione e cultura locale. Tra i lavori più significativi si ricordano La malvasia (1895), oggi conservata al Museu Cau Ferrat di Sitges, e numerose vedute urbane e rurali che testimoniano la sua fedeltà al vero osservato dal vivo.

    Miró y Argenter partecipò a concorsi e mostre a Barcellona e nelle città vicine, ottenendo riconoscimenti e premi, pur mantenendo il proprio radicamento a Sitges. La sua opera ebbe influenza anche sulle generazioni successive, tra cui il celebre nipote Joaquim Sunyer, figura di spicco del movimento noucentista. La pittura di Miró y Argenter coniuga rigore osservativo e sensibilità poetica, rendendo vivi paesaggi e scene quotidiane attraverso la luce, il colore e la composizione. Morì nella sua città natale il 18 febbraio 1914.



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    Lot 18  

    Vetta innevata

    Giuseppe Carozzi Giuseppe Carozzi
    MIlano 1864-1938
    Olio su cartone cm 50x79,5 firmato in basso a dx G.Carozzi

    Giuseppe Carozzi nacque a Milano il 29 giugno 1864 e sin da giovane manifestò una spiccata attitudine per la pittura, coltivata parallelamente agli studi classici e universitari. Dopo aver frequentato il liceo Beccaria e aver intrapreso studi in medicina e giurisprudenza, decise di dedicarsi completamente all’arte, affascinato dai paesaggi osservati nei musei e dalla pittura di Antonio Fontanesi.
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    A Milano entrò in contatto con artisti come Leonardo Bazzaro e Filippo Carcano, consolidando la propria formazione e partecipando alle prime esposizioni della Società Promotrice delle Belle Arti, dove fin da giovane si fece notare per la sensibilità e la qualità del disegno.

    Carozzi sviluppò una carriera poliedrica che lo portò a esporre regolarmente alla Triennale di Brera e alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione del 1895, partecipando anche a mostre all’estero, tra cui Monaco di Baviera, Berlino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la capacità di rappresentare la natura con fedeltà e poesia. La sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio: lagune, montagne, scene agresti e scorci urbani, resi con cura della luce, dei riflessi e delle atmosfere, in cui traspariva una profonda partecipazione emotiva al vero. Accanto ai paesaggi, Carozzi affrontò anche soggetti intimisti e effetti di luce particolari, come vedute notturne, innevate e sul mare, dimostrando una costante attenzione al mutare delle stagioni e all’armonia dei colori.

    Attivo anche nella vita culturale milanese, nel 1900 fu nominato direttore della Famiglia artistica di Milano e organizzò importanti esposizioni, promuovendo la pittura lombarda e contribuendo al fermento artistico della città. Nel primo dopoguerra continuò a dipingere, ispirandosi ai paesaggi alpini e alle atmosfere naturali che lo avevano accompagnato fin dall’inizio della carriera. Giuseppe Carozzi morì a Montecarlo il 17 febbraio 1938Giuseppe Carozzi nacque a Milano il 29 giugno 1864 e sin da giovane manifestò una spiccata attitudine per la pittura, coltivata parallelamente agli studi classici e universitari. Dopo aver frequentato il liceo Beccaria e aver intrapreso studi in medicina e giurisprudenza, decise di dedicarsi completamente all’arte, affascinato dai paesaggi osservati nei musei e dalla pittura di Antonio Fontanesi. A Milano entrò in contatto con artisti come Leonardo Bazzaro e Filippo Carcano, consolidando la propria formazione e partecipando alle prime esposizioni della Società Promotrice delle Belle Arti, dove fin da giovane si fece notare per la sensibilità e la qualità del disegno.

    Carozzi sviluppò una carriera poliedrica che lo portò a esporre regolarmente alla Triennale di Brera e alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione del 1895, partecipando anche a mostre all’estero, tra cui Monaco di Baviera, Berlino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la capacità di rappresentare la natura con fedeltà e poesia. La sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio: lagune, montagne, scene agresti e scorci urbani, resi con cura della luce, dei riflessi e delle atmosfere, in cui traspariva una profonda partecipazione emotiva al vero. Accanto ai paesaggi, Carozzi affrontò anche soggetti intimisti e effetti di luce particolari, come vedute notturne, innevate e sul mare, dimostrando una costante attenzione al mutare delle stagioni e all’armonia dei colori.

    Attivo anche nella vita culturale milanese, nel 1900 fu nominato direttore della Famiglia artistica di Milano e organizzò importanti esposizioni, promuovendo la pittura lombarda e contribuendo al fermento artistico della città. Nel primo dopoguerra continuò a dipingere, ispirandosi ai paesaggi alpini e alle atmosfere naturali che lo avevano accompagnato fin dall’inizio della carriera. Giuseppe Carozzi morì a Montecarlo il 17 febbraio 1938.



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    Lot 18  

    Colline Toscane

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 27,5x36 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • STIMA min € 1400 - max € 1500

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Acquarello su carta cm 1x1 firmato in basso a dx C.Casanova


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 18  

    Paese Friulano

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 50x59,5 firmato in basso a sx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in basso a sx Netti


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su cartone cm 34x44,5 firmato in basso a dx C.Vittori


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 18  

    Cavalli da tiro

    Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su tavola cm 25x42 firmato in basso a dx A.Soressi


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Osvaldo Bignami Osvaldo Bignami
    Lodi 1856 - Civate 1936
    Olio su tavola cm 39x24 firmato in basso a dx O.Bignami



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 18  

    Scorcio di lago

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela applicata cm 39x29,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 18  

    Selvaggina

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 - Tauriano di Spilimbergo (PN) 1945
    Olio su tela cm 39,5x50 firmato in basso a dx Martina

    Umberto Martina nacque il 12 luglio 1880 a Dardago di Budoia, in provincia di Pordenone, da una famiglia di contadini. La sua passione per l'arte si manifestò fin da giovane, e nel 1895 si trasferì con la famiglia a Venezia, dove il padre gestiva il "Caffè Cavallo".
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    Nonostante le resistenze familiari, il giovane Umberto riuscì a seguire la sua vocazione, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1895 al 1900, sotto la guida del maestro Ettore Tito. Qui si distinse nello studio della figura, sviluppando un talento che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

    Nel 1904, desideroso di ampliare la sua formazione, Martina si trasferì a Monaco di Baviera per studiare all'Accademia locale, dove poté perfezionarsi con il pittore Carl von Marr. Al suo ritorno a Venezia nel 1906, partecipò alla Mostra nazionale di belle arti di Milano, con opere che includevano "Cappello rosso", "Ritratto di bambina" e "Ritratto di signorina", segnando il suo ingresso nel panorama artistico. La sua carriera si consolidò a Venezia, dove divenne noto come ritrattista di grande talento, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e prendendo parte alle mostre di Ca' Pesaro organizzate da Nino Barbantini.

    Oltre ai ritratti, Martina fu anche richiesto per lavori di arte sacra, e le sue opere trovarono spazio in molte chiese del Friuli, del Veneto e del Trentino. La sua pittura, caratterizzata da un approccio vivace e profondo alla psicologia dei soggetti, lo rese un artista di rilievo nel panorama artistico del suo tempo. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifugiò a Tauriano di Spilimbergo, dove morì il 14 gennaio 1945.

    Nel cinquantenario della sua morte, nel 1995-1996, gli fu dedicata una mostra a Tauriano, esponendo numerosi lavori inediti, tra cui diversi ritratti che ne confermarono la maestria.



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    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 20,5x50 firmato in basso a sx Albertis


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  • STIMA min € 9000 - max € 10000

    Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela su tavola cm 144x119 firmato in basso a dx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
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    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.



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    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su cartone cm 21x12,5 firmato in alto a dx A.D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



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    Lot 18  

    Paesaggio

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 24x29,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 18  

    Pompeiana

    Modesto Faustini Modesto Faustini
    Brescia 1839 - Roma 1891
    Olio su tela cm 50x37,5 firmato in basso a sx M.Faustini


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 18  

    Val Vigezzo

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 74,5x115 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 18  

    Costiera ligure

    Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 18  

    Bellagio

    Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 64,5x100 firmato in basso a dx E.Gignous


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  • STIMA min € 300 - max € 400

    Zangli Fortunato Zangli Fortunato
    Milano 1899 - 1972
    Olio su tavola cm 39,5x29,5 firmato in basso a dx Rossi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 18  

    Il Duomo di Como

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 18  

    Ricordi

    Luigi Sorio Luigi Sorio
    Cerea 1835 - Milano 1909
    Ricordi


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 18  

    Veduta lacustre

    Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Veduta lacustre


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  • STIMA min € 9000 - max € 11000

    Lot 18  

    Ie Sorelline

    Garzia Fioresi Garzia Fioresi
    Vigevano (Pv) 1898 - Bologna 1968
    Olio su tela cm 100x100 firmato in basso a sx G.Fioresi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 18  

    Battaglia

    Massimo D Azeglio Massimo D Azeglio
    Torino 1798-1866
    ocat cm 28x40,5 firmato in basso a sx Azeglio sotto cornice


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 18  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Donnino Pozzi Donnino Pozzi
    Fontanellato (PR) 1894 - Parma 1946
    Olio su tela cm 28x34,5 firmato in basso a dx D.Pozzi


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880-1958
    Olio su tavola cm 56,5x68 firmato in basso a sx D.Comelli


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Paesaggio alpino


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 18  

    Vicolo di Sanremo

    Ferdinando Piana Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 26x19,5 firmato in basso a dx F.Piana


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 18  

    Scorcio di Pavia

    Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su cartone cm 22,5x31,5 firmato in basso a sx M.Acerbi


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 18  

    Nevica

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 18  

    Chiesa Lombarda

    Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 34x46,5 firmato e datato sul retro


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su cartone cm 29x17 firmato in basso a sx A.Gallotti



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Paolo Vincenzo Rizzetti Paolo Vincenzo Rizzetti
    orino 1872 - Bordighera (Porto Maurizio) 1922
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx P.Rizzetti


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 19  

    Via di paese

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 60x29 firmato in basso a sx A.Formis


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 19  

    Scena d'interno

    Enrico Castellaneta Enrico Castellaneta
    Gioia del Colle 1862 - Bari 1953
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Castellaneta


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    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 48x49 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 19  

    La guardiana

    Michele De Simone Michele De Simone
    Barletta (BA) 1893 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 24x19,5 firmato in basso a dx M.Simone


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 19  

    Cantiere 1920

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 24x29 siglato in basso a sx A.D.B 1920

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.



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    Lot 19  

    Sentiero montano

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 53x36 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
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    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.



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    Filadelfo Simi Filadelfo Simi
    Levigliani (LU) 1849 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 11,5x7,5 firmato in basso a dx F.Simi

    Filadelfo Simi fu un pittoriee scultori italiani tra Ottocento e Novecento, esponente di rilievo del naturalismo toscano e della pittura post‑macchiaiola. Fin da giovane dimostrò un talento straordinario, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diplomò nel 1873.
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    Grazie al sostegno del mecenate Angiolo Vegni poté perfezionarsi a Parigi nello studio del celebre Jean‑Léon Gérôme e compiere viaggi di formazione in Spagna, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità artistica.

    Rientrato in Italia nel 1878, Simi si affermò nelle principali esposizioni nazionali, ottenendo premi e riconoscimenti sia in patria sia all’estero. La sua produzione spazia dai ritratti intimisti, caratterizzati da introspezione psicologica, ai paesaggi e alle scene di vita quotidiana, tutti trattati con una fusione armoniosa tra rigore formale e sensibilità poetica. Opere come La tisica, Neruccia e Riposo illustrano la sua capacità di cogliere atmosfere e sentimenti, unendo osservazione attenta e resa luminosa.

    Oltre all’attività artistica, Simi fu un dedicato insegnante. Nel 1886 aprì a Firenze la sua Scuola Internazionale d’Arte, che attrasse allievi italiani e stranieri, e collaborò alla Scuola del Nudo dell’Accademia fiorentina, continuando la tradizione con la figlia Nerina “Nera” Simi. La sua esperienza si estese anche alla scultura, con opere importanti come il Monumento a Garibaldi e Anita a Porto Alegre e statue marmoree destinate a cappelle in Canada.

    Profondamente legato alla Versilia, dove costruì il suo studio artistico a Stazzema, Simi mantenne per tutta la vita un rapporto intimo con la natura e le atmosfere locali, elementi che traspaiono in molte delle sue opere. Morì a Firenze nel 1923.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 19  

    Mosca cieca 1890

    Harry Brooker Harry Brooker
    Inghilterra 1848 - 1940
    Olio su tela cm 71,5x92 firmato in basso a sx Harry Brooker

    Harry Brooker (1848–1940) è stato un pittore britannico specializzato nella pittura di genere, attivo soprattutto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La sua produzione si inserisce pienamente nel gusto vittoriano per la rappresentazione della vita domestica e dell’infanzia, con scene spesso ambientate in interni borghesi o in contesti quotidiani, caratterizzate da un tono narrativo semplice e da una forte attenzione al dettaglio realistico.
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    Nato a Londra nel 1848 in una famiglia legata al mondo artistico, Brooker si formò probabilmente anche grazie all’influenza del suo ambiente familiare, in particolare dello zio Charles Hunt, anch’egli pittore. Fin da giovane si dedicò alla pittura di soggetti di genere, trovando presto una propria collocazione nel circuito espositivo britannico. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento iniziò infatti a esporre presso importanti istituzioni come la Royal Academy e la Royal Society of British Artists, ottenendo una discreta visibilità.

    La sua carriera fu segnata da una costante attenzione per il mondo dell’infanzia, che rappresentò il nucleo centrale della sua produzione. Bambini impegnati nel gioco, momenti di vita familiare e scene domestiche costituiscono i soggetti più ricorrenti delle sue opere, trattati con un linguaggio pittorico misurato e narrativo, vicino alla tradizione della cosiddetta Cranbrook Colony, un gruppo di artisti che celebrava la vita familiare idealizzata dell’Inghilterra vittoriana. In questo contesto, Brooker sviluppò uno stile riconoscibile per la sua capacità di combinare realismo descrittivo e sentimento affettuoso, spesso con una sottile vena narrativa o moraleggiante.

    Nel corso della sua vita si sposò e si trasferì per un periodo a Southport, lavorando anche come insegnante privato di disegno prima di tornare a Londra, dove continuò la sua attività artistica ed espositiva fino ai primi decenni del Novecento. Le sue opere furono esposte anche in sedi provinciali e continuarono a circolare nel mercato dell’arte anche dopo la sua morte.

    Harry Brooker morì a Londra nel 1940, lasciando un corpus di opere che oggi viene ricordato soprattutto per la sua capacità di restituire con sensibilità e precisione l’immaginario domestico e infantile dell’età vittoriana, contribuendo alla tradizione della pittura di genere inglese.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 19  

    Il pagliaio 1940

    Giuseppe Menozzi Giuseppe Menozzi
    Reggio Emilia 1897 - 1969
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a dx G.Menozzi


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 700 - max € 900

    Alice Galizzi Alice Galizzi
    Diurno e Notturno (Dittico)


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 36x48 firmato in basso a sx Brugnoli


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44x54 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su cartone cm 39x33 firmato in basso a sx A.E. Campestrini


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 19  

    Al pascolo

    Guido Di Montezemolo Guido Di Montezemolo
    Mondovi 1878 - Torino 1941
    Olio su tavola cm 15x24 firmato in basso a dx G.Montezemolo


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  • STIMA min € 14000 - max € 16000

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tela cm 110x79 firmato in alto a sx C.Maggi


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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 19  

    Via di paese 1920

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 48x34 firmato in basso a sx L.Gignous


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 19  

    1914

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Villa la Quiete


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 19  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su cartone cm 15,5x40 firmato in basso a dx D.Pesenti


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 19  

    Chioggia

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx Bazzaro


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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lot 19  

    Una via di Milano

    Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Una via di Milano


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Bagnanti a Maderno, lago di Garda


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 41x48 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 89x132 firmato in basso a dx R.Pontremoli


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 19  

    Sentiero innevato

    Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 111x90 firmato in basso a sx. Emilio Borsa


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Oreste Silvestri Oreste Silvestri
    Pollone 1858 - Milano 1936
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx O.Silvestri


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 19  

    Notturno

    Giovan Battista Crema Giovan Battista Crema
    Ferrara 1883 - Roma 1964
    Olio su tavola cm 49,5x60 firmato in basso a sx G.Crema


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 6000 - max € 8000

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x100 firmato in basso a dx Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana


    0 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lot 19  

    Dolce riposo

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su masonite cm 41,5x52,5 firmato in basso a dx Amisani


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 19  

    Leggerezza

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastello su carta cm 28x30 firmato in basso a dx A.Tavernier


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 19  

    Casolare

    Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in alto a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



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  • STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lot 19  

    La bella contadina

    Giuseppe Zannoni Giuseppe Zannoni
    Verona 1849 - Monteforte d'Alpone (VR) 1903
    Olio su tela cm 39,5x60,5 firmato in basso a sx G.Zannoni

    Giuseppe Zannoni nacque a Verona il 13 gennaio 1849 e morì il 28 maggio 1903 a Monteforte d'Alpone, a causa di una caduta da un'impalcatura mentre dipingeva la volta di una chiesa. Studiò all'Accademia Cignaroli di Verona, dove ricevette premi in mostre locali dal 1865 al 1871.
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    Successivamente, si trasferì a Milano con il cugino, lo scultore Ugo Zannoni, e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Zannoni partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Napoli nel 1877, Milano nel 1881, Roma nel 1884 e Venezia nel 1887, presentando opere come "Marco Antonio rivela al popolo romano il mantello insanguinato di Cesare" e "Cacciatore e volpe". Oltre alla pittura di genere, si dedicò anche a lavori di pittura sacra, realizzando affreschi e pale d'altare in diverse chiese, principalmente a Verona. Tra le sue opere religiose si ricordano "Il buon Samaritano" e gli affreschi nella chiesa dei Filippini a Verona. La sua carriera fu tragicamente interrotta da un incidente durante i lavori di decorazione della chiesa parrocchiale di Monteforte d'Alpone. ​



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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 19  

    Galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 7x4 firmato in basso a dx Albertis


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 19  

    Natura morta

    E.Cavalli E.Cavalli
    Artista del XX secolo
    Olio su cartone cm 26x34 firmato in basso a sx E.Cavalli



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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 19  

    Nevicata a Besano

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 50x59 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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    Alice Galizzi Alice Galizzi
    Non ho nulla da nascondere


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 20  

    Paesaggio innevato

    Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 34x50 firmato in basso a sx Carlo Cressini


    1 offerte pre-asta
    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 20  

    Natura morta

    Bruno Croatto Bruno Croatto
    Trieste 1875 - Roma 1948
    Olio su tavola cm 62,5x50 firmato in basso a sx Bruno Croatto

    ttività si colloca tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. La sua formazione e il suo percorso artistico si sviluppano in un contesto culturale ampio e stratificato, che lo porta a muoversi tra l’ambiente mitteleuropeo delle origini e la scena artistica italiana, contribuendo a definire una ricerca personale basata su equilibrio formale e raffinatezza tecnica.
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    Fin da giovane Croatto si avvicina al disegno e alla pittura nella sua città natale, dove cresce in un ambiente culturalmente influenzato dalla vicinanza con il mondo austro-ungarico. Questo contesto iniziale contribuisce a sviluppare in lui una sensibilità attenta alla precisione del segno e alla costruzione rigorosa dell’immagine. Successivamente si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e entra in contatto con una formazione accademica solida, ma anche con le correnti simboliste e impressioniste che circolavano nell’ambiente artistico tedesco di fine secolo. Questa esperienza risulta fondamentale per la definizione del suo linguaggio pittorico.

    Rientrato in Italia, Croatto inizia a esporre molto giovane e partecipa a importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Biennale di Venezia, consolidando progressivamente la sua presenza nel panorama nazionale. Le sue prime opere sono caratterizzate da soggetti figurativi e scene di genere, affrontati con un’impostazione attenta al disegno e alla resa atmosferica, in cui la costruzione della luce gioca un ruolo centrale.

    Un momento decisivo della sua evoluzione artistica avviene con il trasferimento a Orvieto, dove si dedica con particolare intensità all’incisione, soprattutto all’acquaforte. In questa tecnica raggiunge risultati di notevole qualità, sviluppando un linguaggio basato su contrasti delicati e su una descrizione minuziosa del paesaggio e dell’architettura urbana. Le sue vedute italiane, realizzate in questo periodo, restituiscono una dimensione sospesa e contemplativa, in cui il dato reale si trasforma in immagine poetica.

    Negli anni successivi si stabilisce a Roma, dove la sua produzione pittorica si orienta verso una maggiore essenzialità formale. In questa fase matura sviluppa nature morte e composizioni costruite con grande equilibrio, nelle quali oggetti e spazi sono organizzati con rigore e una particolare attenzione alla luce. La sua pittura si avvicina così a una sensibilità più moderna, in dialogo con il clima del Realismo magico italiano, pur mantenendo una forte continuità con la tradizione figurativa.

    Bruno Croatto continua a lavorare e a esporre fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo una coerenza stilistica e una riconoscibilità che lo collocano tra gli interpreti più interessanti della pittura figurativa tra Otto e Novecento. Muore a Roma nel 1948ttività si colloca tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. La sua formazione e il suo percorso artistico si sviluppano in un contesto culturale ampio e stratificato, che lo porta a muoversi tra l’ambiente mitteleuropeo delle origini e la scena artistica italiana, contribuendo a definire una ricerca personale basata su equilibrio formale e raffinatezza tecnica.

    Fin da giovane Croatto si avvicina al disegno e alla pittura nella sua città natale, dove cresce in un ambiente culturalmente influenzato dalla vicinanza con il mondo austro-ungarico. Questo contesto iniziale contribuisce a sviluppare in lui una sensibilità attenta alla precisione del segno e alla costruzione rigorosa dell’immagine. Successivamente si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e entra in contatto con una formazione accademica solida, ma anche con le correnti simboliste e impressioniste che circolavano nell’ambiente artistico tedesco di fine secolo. Questa esperienza risulta fondamentale per la definizione del suo linguaggio pittorico.

    Rientrato in Italia, Croatto inizia a esporre molto giovane e partecipa a importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Biennale di Venezia, consolidando progressivamente la sua presenza nel panorama nazionale. Le sue prime opere sono caratterizzate da soggetti figurativi e scene di genere, affrontati con un’impostazione attenta al disegno e alla resa atmosferica, in cui la costruzione della luce gioca un ruolo centrale.

    Un momento decisivo della sua evoluzione artistica avviene con il trasferimento a Orvieto, dove si dedica con particolare intensità all’incisione, soprattutto all’acquaforte. In questa tecnica raggiunge risultati di notevole qualità, sviluppando un linguaggio basato su contrasti delicati e su una descrizione minuziosa del paesaggio e dell’architettura urbana. Le sue vedute italiane, realizzate in questo periodo, restituiscono una dimensione sospesa e contemplativa, in cui il dato reale si trasforma in immagine poetica.

    Negli anni successivi si stabilisce a Roma, dove la sua produzione pittorica si orienta verso una maggiore essenzialità formale. In questa fase matura sviluppa nature morte e composizioni costruite con grande equilibrio, nelle quali oggetti e spazi sono organizzati con rigore e una particolare attenzione alla luce. La sua pittura si avvicina così a una sensibilità più moderna, in dialogo con il clima del Realismo magico italiano, pur mantenendo una forte continuità con la tradizione figurativa.

    Bruno Croatto continua a lavorare e a esporre fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo una coerenza stilistica e una riconoscibilità che lo collocano tra gli interpreti più interessanti della pittura figurativa tra Otto e Novecento. Muore a Roma nel 1948.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 20  

    L'autunno

    Filadelfo Simi Filadelfo Simi
    Levigliani (LU) 1849 - Firenze 1923
    Olio su tavola cm 11,5x7,5 firmato in basso a sx F.Simi

    Filadelfo Simi fu un pittoriee scultori italiani tra Ottocento e Novecento, esponente di rilievo del naturalismo toscano e della pittura post‑macchiaiola. Fin da giovane dimostrò un talento straordinario, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diplomò nel 1873.
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    Grazie al sostegno del mecenate Angiolo Vegni poté perfezionarsi a Parigi nello studio del celebre Jean‑Léon Gérôme e compiere viaggi di formazione in Spagna, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità artistica.

    Rientrato in Italia nel 1878, Simi si affermò nelle principali esposizioni nazionali, ottenendo premi e riconoscimenti sia in patria sia all’estero. La sua produzione spazia dai ritratti intimisti, caratterizzati da introspezione psicologica, ai paesaggi e alle scene di vita quotidiana, tutti trattati con una fusione armoniosa tra rigore formale e sensibilità poetica. Opere come La tisica, Neruccia e Riposo illustrano la sua capacità di cogliere atmosfere e sentimenti, unendo osservazione attenta e resa luminosa.

    Oltre all’attività artistica, Simi fu un dedicato insegnante. Nel 1886 aprì a Firenze la sua Scuola Internazionale d’Arte, che attrasse allievi italiani e stranieri, e collaborò alla Scuola del Nudo dell’Accademia fiorentina, continuando la tradizione con la figlia Nerina “Nera” Simi. La sua esperienza si estese anche alla scultura, con opere importanti come il Monumento a Garibaldi e Anita a Porto Alegre e statue marmoree destinate a cappelle in Canada.

    Profondamente legato alla Versilia, dove costruì il suo studio artistico a Stazzema, Simi mantenne per tutta la vita un rapporto intimo con la natura e le atmosfere locali, elementi che traspaiono in molte delle sue opere. Morì a Firenze nel 1923.



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  • STIMA min € 500 - max € 700

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela applicata cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

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    Varese

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su tavola cm 14x22 firmato in basso a dx C.Vittori


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 20  

    Cervino al tramonto

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su tavola cm 39,5x50,5 firmato in basso a dx C.Tallone


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 20  

    Filando la lana

    Luigi Arbarello Luigi Arbarello
    Borgaro, 1860 - Torino, 1923
    Olio su tela cm 81,5x111 firmato in basso a dx L.Arbarello


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 20  

    Chiaro di luna

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 37x49 firmato in basso a dx C.Tagliabue


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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 20  

    Campagna lombarda

    Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 20  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36,5x62 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 20  

    Vaso di fiori

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortello 1863 -

    Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici.
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    Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre. Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici. Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre.
    Giuseppe Casciaro morì a Napoli nel 1945.


    Olio su tela cm 23,8x31,3 firmato in basso a sx G.Casciaro datato 30 Giugno 22


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    Lot 20  

    Carrozze e Cavalli

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9x22 firmato in basso a sx Albertis


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 20  

    Colline veronesi

    Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 18,5x30,5 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx Vittore Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 20  

    Vaso di fiori

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 58,5x44,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle 1940


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 20  

    Ragazza Veneziana

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a dx S.N.


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a dx C.Besana


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    Lot 20  

    Nel pascolo

    Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 75x50 firmato in basso a dx E.Gignous

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 20  

    Covoni di fieno

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 69,5x99,5 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 20  

    Baita fiorita

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 45,5x32,5 firmato in basso a dx Foggia


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - 1886
    Olio su tela cm 41x54 firmato in basso a sx Bisi


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1932 -
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx G.Luxardo


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  • STIMA min € 500 - max € 600

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    Mercatino a Palermo

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 23x21 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 8000 - max € 9000

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Sulla spiaggia di Bordighera


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Temporale


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 20  

    Preghiera

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Pastello su carta cm 46,5x74 firmato in basso a sx G.Sottocornola


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 20  

    Contadini

    Niccolo Cannicci Niccolo Cannicci
    Firenze 1846 - 1906
    Olio su tavola cm 28x46,5 firmato in basso a sx Cannicci


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 20  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x33,5 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lot 20  

    Colori d'autunno

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 45x43 firmato in basso a dx L.Tommasi


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 20  

    1915

    Cesare Fratino Cesare Fratino
    Milano 1886 -1969
    Mattino a Druogno, Val Vigezzo


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  • STIMA min € 14000 - max € 15000

    Lot 20  

    Rosengarten

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 83x98 firmato in basso a dx A.Lupo


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 20  

    Costa Ligure

    Cesare Bentivoglio Cesare Bentivoglio
    Genova 1868-1952
    Olio su tela cm 14,5x27 firmato in basso a sx C.Bentivoglio


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 20  

    Mattino in Laguna

    Alcide Ernesto Campestrini Milano 1897 - 1983
    Olio su masonite cm 29,5x50 firmato in basso a destra A.E.Campestrini


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 20  

    La botte

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Zeno


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 21  

    Il brigante

    Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Olio su rame cm 36x25,5 firmato in basso a sx Angelo Inganni



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Mario Lisa Mario Lisa
    Torino 1908 - 1992
    Olio su tela cm 55,5x58 firmato in basso a sx Lisa


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 21  

    Ritorno dal lavoro

    Clemente Pugliese Levi Clemente Pugliese Levi
    Vercelli 1855 - Milano 1936
    Olio su tela cm 102x74 firmato in basso a dx C.Levi


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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lot 21  

    Scena pompeiana

    Rodolfo Morgari Rodolfo Morgari
    Torino 1827 - 1909
    Olio su tela cm 162x85 firmato in basso a sx R.Morgari


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 21  

    Pilas val d'Ayas

    Adolfo Rolla Adolfo Rolla
    Buenos Aires 1899 - Torino 1967
    Olio su tavola cm 36x47 firmato in basso a dx A.Rolla

    Adolfo Rolla nacque a Buenos Aires nel 1899, ma si trasferì in giovane età in Italia, dove intraprese la sua formazione artistica. Scelse Torino come punto di riferimento e frequentò l’Accademia Albertina, dove ebbe come maestri personalità di rilievo della pittura piemontese.
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    In questo ambiente assimilò una solida tecnica figurativa e un’attenzione particolare per la resa naturale della luce, qualità che sarebbero diventate caratteristiche centrali del suo linguaggio pittorico.

    Il suo debutto espositivo avvenne nel 1924 alla Promotrice di Torino, evento che segnò l’inizio di una carriera costellata da partecipazioni a mostre in numerose città italiane, tra cui Milano, Bologna, Firenze e Genova. Spesso soggiornò e lavorò anche in Liguria, regione nella quale i suoi paesaggi trovarono nuovi spunti di luce e colore.

    La sua produzione si orientò soprattutto verso il paesaggio. Rolla amava rappresentare scenari montani, boschi, vallate e soprattutto vedute invernali, nelle quali la neve diventa elemento poetico, capace di riflettere la luce e creare atmosfere silenziose e contemplative. La sua pittura ricerca sempre una dimensione pacata: paesaggi tranquilli, cieli soffusi, riflessi delicati, un uso misurato dei toni che suggerisce quiete più che spettacolarità.

    Accanto ai paesaggi produsse anche nature morte, figure e scene di genere, opere nelle quali si ritrova la stessa attenzione per l’armonia compositiva e per una luminosità controllata. Lo stile di Rolla resta legato a una figurazione sensibile e ordinata, che unisce osservazione del vero e un’attitudine meditativa.

    Adolfo Rolla morì a Torino nel 1967.



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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 21  

    Scorcio di lago

    Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 21  

    Vista da Viconago

    Lucio Lecchi Lucio Lecchi
    Viconago 1913 - Ivi 1985
    Olio su masonite cm 60x50 firmato in basso a dx L.Lecchi

    Lucio Lecchi fu un pittore italiano nato a Viconago, in provincia di Varese, nel 1913 e scomparso nel 1985, noto soprattutto per le sue vedute urbane, paesaggistiche e scene di vita quotidiana. Fin dai primi anni della sua attività, Lecchi si dedicò alla pittura figurativa con grande attenzione al reale, prediligendo soggetti che gli permettessero di studiare la luce, i dettagli architettonici e le atmosfere dei luoghi.
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    Le sue opere spaziano dai tetti di Milano ai paesaggi lacustri del Lago di Lugano, fino a scorci di città europee come Basilea, rivelando una capacità di osservazione acuta e un equilibrio tra precisione descrittiva e resa atmosferica.

    Pur non essendo un artista di grande notorietà nazionale, Lecchi partecipò con regolarità a mostre e le sue opere sono oggi apprezzate sul mercato dell’arte, dove emergono per la qualità del disegno, la misura della tavolozza e la sensibilità nel rappresentare la vita quotidiana. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare rigore tecnico e poesia visiva, trasformando soggetti apparentemente ordinari in composizioni armoniose e suggestive.

    Lucio Lecchi trascorse tutta la sua vita dedicandosi alla pittura e studiando i paesaggi e le città che amava ritrarre, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lodovico Zambelletti Lodovico Zambelletti
    Calolziocorte 1841 - Milano 1890
    Olio su tela cm 42x65 firmato in basso a dx L.Zambelletti

    Lodovico Zambelletti nacque a Milano nel 1881 in una famiglia benestante, nipote dell’imprenditore fondatore della nota casa farmaceutica che porta lo stesso cognome. Fin da giovane manifestò una forte inclinazione per le arti, dedicandosi alla pittura dopo aver completato gli studi classici e intrapreso un percorso di formazione accademica all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone, Camillo Rapetti, Vespasiano Bignami e Giuseppe Mentessi.
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    Qui Zambelletti sviluppò un linguaggio personale che, pur radicato nella tradizione accademica, si apriva alle suggestioni del primo Novecento, combinando sensibilità formale e attenzione all’atmosfera.

    Nel corso della sua carriera esplorò diverse tecniche e soggetti, spaziando dalla ritrattistica alla figura di genere, dai paesaggi alle scene di vita quotidiana. La sua opera, eseguita con olio, acquerello, pastello e carboncino, si distingue per la cura della luce, dei dettagli e dell’atmosfera, qualità che gli valsero ampi consensi sia in ambito nazionale sia internazionale. Partecipò regolarmente a esposizioni di rilievo, tra cui la XIV Biennale di Venezia nel 1924, e alla Società Permanente di Milano, consolidando la propria presenza nel panorama artistico italiano e distinguendosi soprattutto come ritrattista.

    Tra i suoi lavori più significativi si ricordano paesaggi come Riva Valdobbia – Mercato e numerosi ritratti di figure della borghesia milanese, molti dei quali oggi conservati nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano, in linea con la volontà testamentaria dell’artista di lasciare un’eredità alla città e alla comunità che lo aveva formato. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare solidità formale e leggerezza luministica, catturando l’essenza dei soggetti con equilibrio tra realismo e sensibilità poetica.

    Lodovico Zambelletti morì a Milano nel 1966, all’età di 85 anniLodovico Zambelletti nacque a Milano nel 1881 in una famiglia benestante, nipote dell’imprenditore fondatore della nota casa farmaceutica che porta lo stesso cognome. Fin da giovane manifestò una forte inclinazione per le arti, dedicandosi alla pittura dopo aver completato gli studi classici e intrapreso un percorso di formazione accademica all’Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone, Camillo Rapetti, Vespasiano Bignami e Giuseppe Mentessi. Qui Zambelletti sviluppò un linguaggio personale che, pur radicato nella tradizione accademica, si apriva alle suggestioni del primo Novecento, combinando sensibilità formale e attenzione all’atmosfera.

    Nel corso della sua carriera esplorò diverse tecniche e soggetti, spaziando dalla ritrattistica alla figura di genere, dai paesaggi alle scene di vita quotidiana. La sua opera, eseguita con olio, acquerello, pastello e carboncino, si distingue per la cura della luce, dei dettagli e dell’atmosfera, qualità che gli valsero ampi consensi sia in ambito nazionale sia internazionale. Partecipò regolarmente a esposizioni di rilievo, tra cui la XIV Biennale di Venezia nel 1924, e alla Società Permanente di Milano, consolidando la propria presenza nel panorama artistico italiano e distinguendosi soprattutto come ritrattista.

    Tra i suoi lavori più significativi si ricordano paesaggi come Riva Valdobbia – Mercato e numerosi ritratti di figure della borghesia milanese, molti dei quali oggi conservati nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano, in linea con la volontà testamentaria dell’artista di lasciare un’eredità alla città e alla comunità che lo aveva formato. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare solidità formale e leggerezza luministica, catturando l’essenza dei soggetti con equilibrio tra realismo e sensibilità poetica.

    Lodovico Zambelletti morì a Milano nel 1966, all’età di 85 anni.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 21  

    La rosa

    Domenico Morelli Domenico Morelli
    Napoli 1823 - Napoli 1901
    Olio su tela cm 14x17 firmato in basso a sx D.Morelli

    Domenico Morelli fu una delle voci più originali e influenti della pittura italiana dell’Ottocento, artista profondamente radicato nella tradizione napoletana ma aperto ai fermenti delle avanguardie europee. Sin dai primi anni mostrò un talento straordinario, che lo condusse a una formazione rigorosa senza però piegarsi ai canoni accademici, cercando sempre una propria libertà espressiva.
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    La sua pittura si caratterizza per la fusione di romanticismo, realismo e suggestioni simboliche, capace di tradurre in immagini l’intensità dei sentimenti e la profondità della contemplazione.

    La sua opera abbraccia soggetti storici, religiosi, orientalistici e intimisti, con una straordinaria capacità di rendere l’atmosfera e la psicologia dei personaggi. Nei ritratti emerge la sensibilità per l’interiorità umana, mentre nei temi religiosi e simbolici la luce e il colore diventano strumenti di narrazione emotiva e spirituale. L’interesse per culture lontane si manifesta in opere orientaliste, in cui l’osservazione dettagliata e la fantasia si intrecciano per creare scenari esotici ma sempre meditativi e poetici.

    Morelli fu anche maestro e guida per intere generazioni di artisti, promuovendo il rinnovamento delle istituzioni artistiche e dell’insegnamento. La sua influenza si percepisce non solo nella tecnica, ma anche nell’idea stessa di arte come esperienza culturale e umana, capace di coniugare memoria e innovazione, rigore e intuizione. L’insieme della sua produzione rivela una coerenza interna straordinaria: ogni opera testimonia la sua visione del mondo, in cui la forma si mette al servizio dell’emozione, e la realtà dialoga con il simbolo.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 60x76,5 firmato in basso a dx Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 21  

    Pascolo

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 42x52,5 firmato in basso a dx O.Campagnari


    2 offerte pre-asta
    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 21  

    L'intravisto

    Alice Galizzi Alice Galizzi
    L'intravisto


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 21  

    Pescatori in Laguna

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Stefano Bersani Stefano Bersani
    Melegnano (MI) 1872 - Lora (CO) 1914
    Olio su tela cm 46x60 firmato in basso a sx S.Bersani


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 21  

    Nell'aia

    Giovanni Borgonovo Milano 1881-1975
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a dx G.Borgonovo


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 18x29 firmato in basso a dx Brugnoli


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 21  

    Il bagno sul fiume

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tavola cm 25,5x39,5 firmato in basso a dx S.Poma


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 21  

    Verso sera

    Guido Meineri Guido Meineri
    Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944
    Olio su tela cm 74x84,5 firmato in basso a dx G.Meineri


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 49x70 firmato in basso a dx I.Mus


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx A.Beisone


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 21  

    Il vestito bianco

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 64x31 firmato in basso a sx L.Nono


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Luigi Conconi Luigi Conconi
    Milano 1852 - Milano 1917
    Olio su tela cm 48x122 - 32.5x13.5 32x74 33x13.5 firmato in basso a dx Conconi


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Riccardo Salvadori Riccardo Salvadori
    Piacenza 1866 - Milano 1927
    Contadinella sull'albero


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  • STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lot 21  

    Paesaggio a Creys

    Antonio Fontanesi Antonio Fontanesi
    Reggio nell'Emilia 1818 - Torino 1882
    Paesaggio a Creys


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 21  

    foro Trajano

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 42x48 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Piero Vaccari Piero Vaccari
    Livorno 1926-1997
    Olio su tela cm 40x50


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Camillo Cima Camillo Cima
    Milano 1827 - Milano 1908
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx C.Cima


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 21  

    Cure Materne

    Nello Alessandrini Nello Alessandrini
    Empoli 1885 - Firenze 1957
    Olio su tela cm 71x70,5 firmato in basso a sx N.Alessandrini


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x32 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 21  

    L'isola Bella

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 21  

    Ultima neve

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tavola cm 23,5x34 firmato in basso a dx Carlo Casanova


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 21  

    Passeggiata

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Acquarello su carta cm 42x21 firmato in basso a sx F.Fabbi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 21  

    Gioie familiari

    Luigi Zuccoli Luigi Zuccoli
    Milano 1815 - 1876
    Olio su tavola cm 35x49 firmato in basso a dx L.Zuccoli


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lot 21  

    Vele a Venezia

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone e tavola cm 8,5x15,8 firmato in basso a dx

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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    Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin ) Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin )
    Verona 1813 - 1871
    Olio su cartone cm 18,5x28,5 firmato in basso a dx Carlo Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo. ​
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo. ​
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.



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    Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.



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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Lot 21  

    Carrozza al Galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9,5x13 firmato in basso a sx Albertis


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    Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 30x54,5 firmato in basso sul sasso a dx G.Fasanotti

    Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi.
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    La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano,Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano.



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    Lot 22  

    Al di là del blu

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Al di la' del blu


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    Lot 22  

    Paesaggio montano

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su cartone cm 44x54 firmato in basso a dx O.Campagnari


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 22  

    Il cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 48x64 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 22  

    Ritratto di ragazza

    Eduardo Forlenza Eduardo Forlenza
    Napoli 1861 - 1934
    Olio su tavola cm 26,5x16,5 firmato in basso a dx Forlenza

    Eduardo Forlenza fu un pittore italiano appartenente alla scuola napoletana, noto soprattutto per la sua abilità nel ritrarre figure umane e scene di genere con spontaneità e freschezza. Nato a Torre del Greco, nei dintorni di Napoli, visse e lavorò in un ambiente culturale ricco di stimoli, che lo portò a confrontarsi con la tradizione della pittura partenopea e con le influenze del realismo europeo.
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    Allievo di Vincenzo Irolli, uno dei maestri più apprezzati della sua generazione, Forlenza sviluppò una predilezione per il ritratto e per le scene di vita quotidiana, in particolare per la rappresentazione di popolane, pescatori e figure femminili catturate in momenti di quieto splendore e autenticità. La sua pittura si caratterizza per un gusto figurativo diretto e sensibile, capace di coniugare una resa attenta del volto e del carattere con un uso vibrante della luce e del colore. Oltre ai ritratti, eseguì paesaggi e scene di genere, mostrando sempre uno sguardo attento alla realtà sociale e umana dell’Italia meridionale.

    Forlenza operò soprattutto a Napoli, collaborando con artisti come Tito Pelliccioli e Luca Postiglione, e partecipò con regolarità alle principali esposizioni d’arte in Italia, tra cui le Promotrici di Belle Arti e importanti rassegne a Firenze. La sua arte, pur inserita nel solco della scuola napoletana, si distingué per una vena personale e immediata, capace di catturare il fascino e la dignità delle persone comuni, restituendo con naturalezza la loro presenza sulla tela.



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    Lot 22  

    Venezia 1902

    Ascano Chiericati Ascano Chiericati
    Vicenza 1866 - Roma 1913
    Olio su tavola cm 23,5x39,5 firmato in basso a dx A.Chiericati

    Ascanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano.
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    Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anniAscanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano. Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anni.



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    Giovanni Scolari Giovanni Scolari
    Seniga 1882 - Milano 1956
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx G.Scolari

    Giovanni Scolari fu un artista e illustratore italiano nato il 26 novembre 1882 a Seniga, in provincia di Brescia, e morto a Milano il 25 marzo 1956. La sua carriera artistica ebbe inizio nel campo dell’illustrazione grafica: nei primi anni lavorò per libri per ragazzi e realizzò disegni pubblicitari, manifestando fin da subito una spiccata abilità nel tratto e nella narrazione visiva.
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    Negli anni Trenta Scolari fece il suo ingresso nel mondo dei fumetti, collaborando con case editrici come Cartoccino di Monza e, soprattutto, con Arnoldo Mondadori Editore. Per Mondadori iniziò a disegnare la saga di fantascienza Saturno contro la Terra, pubblicata tra il 1936 e il 1946 su riviste e supplementi per ragazzi quali I tre porcellini, Topolino e Paperino. Questa serie, con soggetti ideati da Federico Pedrocchi e sviluppati con sceneggiature e contributi di Cesare Zavattini, lo rese celebre nel panorama italiano dei fumetti e influenzò poi generazioni successive di autori del genere.

    Oltre a Saturno contro la Terra, Scolari realizzò numerose altre storie a fumetti negli anni prebellici e durante la guerra, con titoli come La galea dalle vele d’argento, L’aquila fulva, Nelle viscere della Terra e La nube di gelo, tutti caratterizzati da un linguaggio grafico narrativo e avventuroso. Dopo la Seconda guerra mondiale tornò brevemente al fumetto con lavori quali Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini su soggetto di Zavattini, e proseguì la saga di Saturno contro la Terra con gli episodi conclusivi.

    Scolari firmò anche alcune vignette con lo pseudonimo “G. Da Brescia” per pubblicazioni della casa editrice Alpe, dimostrando versatilità tra illustrazione e fumetto. Pur non essendo noto primariamente come pittore nel senso tradizionale della parola, la sua attività grafica pone Giovanni Scolari tra gli artisti italiani che seppero fondere abilità narrativa e capacità visiva, contribuendo allo sviluppo delle prime avventure a fumetti in Italia e lasciando nella memoria di appassionati e collezionisti un segno riconoscibile nel periodo pionieristico del medium.



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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 22  

    Per il sentiero

    Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili


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    Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx C.Bossone

    Carlo Bossone nacque a Savona il 20 maggio 1904. Fin da giovane mostrò grande propensione per il disegno e la pittura.
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    Per seguire la sua vocazione si trasferì a Torino, dove frequentò l’Accademia Albertina, accompagnando gli studi anche con esperienze pratiche in atelier privati e apprendistato in studi di pittura. Durante questi anni maturò un profondo legame con la natura e con il paesaggio alpino, che diventeranno il centro del suo immaginario artistico.

    Dopo un periodo di esperienze anche all’estero, Bossone si stabilì nella regione dell’Ossola, ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Qui trovò il suo “luogo dell’anima”: la montagna, le valli, i boschi, i laghi e i paesini alpini divennero soggetti privilegiati delle sue opere. Negli anni maturi si dedicò soprattutto alla pittura “en plein air”, catturando atmosfere, luci, stagioni e silenzi di quelle terre con sensibilità e rispetto. Nella sua tavolozza prevalgono toni naturali, un uso attento della luce e una pennellata che privilegia l’intensità emotiva del paesaggio piuttosto che la pura resa descrittiva.

    Parallelamente al paesaggio, Bossone ritrasse con delicatezza figure umane, nature morte e scorci di vita quotidiana nelle valli. Per lui la natura non era solo sfondo ma protagonista, testimonianza di un legame profondo tra uomo e territorio. Il suo tratto sobriamente realistico, talvolta toccato da sfumature impressioniste, riusciva a evocare la solitudine delle montagne, il fresco delle acque alpine, la quiete dei boschi.

    Negli anni la sua pittura attirò l’attenzione non solo di collezionisti privati ma anche di appassionati e istituzioni. Fu riconosciuto come punto di riferimento per una “scuola” che raccoglieva allievi, seguaci e ammiratori del suo modo di interpretare la montagna come soggetto artistico privilegiato. Le sue opere vennero esposte in varie sedi, a volte accanto a quelle dei suoi allievi, confermando il valore del suo impegno artistico e la coerenza del suo percorso.

    Carlo Bossone visse a lungo, dedicandosi con passione e costanza alla pittura e all’insegnamento artistico. Morì nel 1991, a quasi 87 anni.



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    Lot 22  

    Tevere a Roma 1886

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 37x25 firmato in basso a dx L.Delleani


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 22  

    Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a dx E.Bonivento


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 22  

    Alta Val d'Aosta

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx G.MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.



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    Lodovico Zambeletti Lodovico Zambeletti
    Milano 1881 - 1966
    Olio su tela cm 41,5x64 firmato in basso a dx L.Zambeletti

    Lodovico Zambeletti nacque a Milano il 19 aprile 1881 in una famiglia di industriali. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò alla pittura, frequentando l'Accademia di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami e Camillo Rapetti.
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    Durante il suo percorso accademico, dimostrò fin da subito un notevole talento, ottenendo numerose medaglie e distinguendosi per la sua versatilità artistica.

    La sua carriera si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale, e nel corso della sua vita espose in molte città italiane e internazionali, tra cui Roma, Torino, Milano, Genova, Napoli, Amsterdam, Gand e l'Aja, guadagnandosi il riconoscimento per la qualità delle sue opere. Uno dei suoi traguardi più significativi fu la partecipazione alla XIV Biennale di Venezia nel 1924, un importante appuntamento che confermò la sua rilevanza nel panorama artistico dell'epoca.

    Zambeletti si distinse per la sua ecletticità, spaziando tra paesaggi, figure di genere e ritratti. La sua attività di ritrattista fu particolarmente apprezzata, con numerosi ritratti conservati in istituzioni prestigiose come la Ca' Granda di Milano, l'Istituto dei Ciechi e il Teatro dei Filodrammatici. Oltre alla sua attività artistica, fu anche socio della Società Artistica Permanente di Milano, dove partecipò attivamente alla vita culturale della città.

    Nel 1957, la sua partecipazione alla XX Biennale Nazionale di Milano confermò ancora una volta il suo ruolo di rilievo nell'arte del Novecento. Zambeletti morì celibe nel 1966 a MilanoLodovico Zambeletti nacque a Milano il 19 aprile 1881 in una famiglia di industriali. Dopo aver completato gli studi classici, si dedicò alla pittura, frequentando l'Accademia di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami e Camillo Rapetti. Durante il suo percorso accademico, dimostrò fin da subito un notevole talento, ottenendo numerose medaglie e distinguendosi per la sua versatilità artistica.

    La sua carriera si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale, e nel corso della sua vita espose in molte città italiane e internazionali, tra cui Roma, Torino, Milano, Genova, Napoli, Amsterdam, Gand e l'Aja, guadagnandosi il riconoscimento per la qualità delle sue opere. Uno dei suoi traguardi più significativi fu la partecipazione alla XIV Biennale di Venezia nel 1924, un importante appuntamento che confermò la sua rilevanza nel panorama artistico dell'epoca.

    Zambeletti si distinse per la sua ecletticità, spaziando tra paesaggi, figure di genere e ritratti. La sua attività di ritrattista fu particolarmente apprezzata, con numerosi ritratti conservati in istituzioni prestigiose come la Ca' Granda di Milano, l'Istituto dei Ciechi e il Teatro dei Filodrammatici. Oltre alla sua attività artistica, fu anche socio della Società Artistica Permanente di Milano, dove partecipò attivamente alla vita culturale della città.

    Nel 1957, la sua partecipazione alla XX Biennale Nazionale di Milano confermò ancora una volta il suo ruolo di rilievo nell'arte del Novecento. Zambeletti morì nel 1966 a Milano.



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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Baldassarre Longoni Baldassarre Longoni
    Dizzasco d'Intelvi (CO) 1876 - Camerlata (CO) 1956
    Olio su tela cm 44,5x32,5 firmato in basso a dx Longoni


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  • STIMA min € 6000 - max € 7000

    Giulio Giusti Giulio Giusti
    Verona 1863 - Padova 1918
    Laguna di Chioggia

    Giulio Giusti nacque a Verona nel 1836 e morì a Padova nel 1918. Considerato un paesaggista di talento, si distinse per la sua capacità di catturare le bellezze della laguna veneta.
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    Nel 1884 partecipò all'esposizione di Torino presentando un'opera intitolata "La laguna di Venezia". Due anni dopo, a Milano, espose "Le Zattere a Venezia", e nel 1887 a Venezia presentò "Sulla spiaggia", un dipinto che ricevette elogi dalla critica per la sua sensibilità artistica. Le sue opere sono apprezzate per la fedeltà con cui rappresentano l'atmosfera e la luce tipiche dei paesaggi veneziani. ​



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    Carnevale a Venezia

    Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Olio su tavola cm 19,5x31 firmato in basso a dx L.Pastega

    Luigi Pastega, nato a Venezia nel 1858, fu un pittore italiano noto per le sue opere di genere e per le vedute cittadine. Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiò sotto la guida di artisti come Pompeo Marino Molmenti e Napoleone Nani, la cui influenza si riflette nella sua arte.
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    Durante la sua carriera, Pastega si avvicinò alla tradizione pittorica di Giacomo Favretto, distillando nella sua produzione un amore per la vita quotidiana e per l'atmosfera veneziana.
    L'esordio ufficiale di Pastega avvenne nel 1880 alla Mostra di Torino con il quadro "Il pasto della gallina". Il suo talento fu subito riconosciuto, tanto che continuò a partecipare alle principali esposizioni italiane, come quelle di Milano e Venezia, dove presentò opere come "Sulle fondamenta" e "Dame un baso". La sua arte si caratterizzava per la vivacità cromatica e la fine rappresentazione delle scene quotidiane, che spaziavano dalle semplici attività domestiche a momenti di intimità familiare.
    Nel corso degli anni, Pastega consolidò la sua posizione nel panorama artistico italiano, partecipando a numerose mostre, tra cui quelle di Firenze, Roma e Torino. Tra le sue opere più celebri si ricordano "Una lettera interessante" e "Amore materno", che furono esposte in contesti prestigiosi e gli garantirono una buona fama anche all'estero, in particolare in Inghilterra.
    Pastega fu apprezzato per la capacità di rendere con grazia e affetto i soggetti che ritraeva, trattando con sensibilità temi legati alla vita familiare e alla tradizione veneziana. La sua produzione artistica fu vasta e diversificata, ma sempre legata ad un'idea di bellezza semplice, che evocava la quotidianità in modo vibrante e poetico.
    Luigi Pastega morì a Venezia nel 1927.



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

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    In malga

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17,5x10 firmato in basso a dx P.F.

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 22  

    Soldato al galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 11,5x25 firmato in basso a dx S.Albertis


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  • STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lot 22  

    Nudo femminile

    Ambrogio Antonio Alciati Ambrogio Antonio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 44,5x27,5 firmato in basso a sx Alciati


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Ludovico Cavaleri Ludovico Cavaleri
    Milano 1867 - Cuvio ( VA ) 1942
    Olio su tavola cm 20x29 firmato in basso a dx L.Cavaleri


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 22  

    Lungo il Ticino

    Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela cm 101,5x166,5 firmato in basso a sx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 22  

    La sosta

    Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su tela cm 31x37,5 firmato in basso a sx R.Fontana


    3 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 22  

    Vergine Beata

    Luigi Scrosati Luigi Scrosati
    Milano 1815 - Milano 1869
    Olio su tavola cm 75x61 firmato in basso a sx L.Scrosati


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 22  

    Nobildonna

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su carta cm 72x47,5 firmato in basso a dx P.Mariani datato


    4 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Lot 22  

    La carovana

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx C.Domenici


    4 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 52x35 firmato in basso a sx G.Menato


    6 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lot 22  

    Galline sull'aia

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Galline sull'aia


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Pomeriggio soleggiato


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 22  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 40x62 firmato in basso a dx A.Preda


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 22  

    Festa da ballo

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su tavola cm 22x11 firmato in basso a sx P.Mariani


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 22  

    Paesaggio uggioso

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 19x31,5 firmato in basso a sx A.Tavernier


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 22  

    Vallata montana

    Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tela cm 45x64,5 firmato in basso a dx G.Omio


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 22  

    Nell'aia

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 49x99 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lot 22  

    Spensieratezza

    Luigi Chialiva Luigi Chialiva
    Lugano 1841 - Parigi 1914
    pastelli su carta cm 25,5x35 firmato in basso a dx L.Chialiva


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 22  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 21x31 firmato in basso a dx L.Roda


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 22  

    Natura morta

    Ivan Karpoff Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a sx Karpoff


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 22  

    Nevicata in pianura

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 80x100 firmato in basso a sx Karpoff


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19x26 firmato in basso a dx E.Zago


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Leopoldo Burlando Leopoldo Burlando
    Milano 1841-1915
    Olio su tavola cm 26x19 firmato in basso a dx L.Burlando



    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 23  

    Scena familiare

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 63,5x70,5 firmato in basso a sx Venanzio Zolla


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 23  

    Val Vigezzo 1873

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Ferrari


    5 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 7000 - max € 9000

    Lot 23  

    Rose

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 49x79 firmato in basso a sx G.Sottocornola


    1 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 23  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi


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    Aleksandr Gerasimov Aleksandr Gerasimov
    Kozlov 1881 - Mosca 1963
    Olio su cartone cm 22x33,5 firmato in basso a dx Aleksandr Gerasimov

    Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.
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    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.

    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963.



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    Lot 23  

    Venezia 1902

    Ascano Chiericati Ascano Chiericati
    Vicenza 1866 - Roma 1913
    Olio su tavola cm 24x39 firmato in basso a sx A.Chiericati

    Ascanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano.
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    Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anniAscanio Chiericati nacque a Vicenza nel 1866 e fu un pittore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Appartenente all’ambiente artistico veneto, compì i suoi studi nella città natale e sviluppò un linguaggio pittorico radicato nella tradizione italiana dell’epoca, pur mantenendo un proprio interesse per le prospettive moderne che si affermavano nel panorama culturale italiano. Dopo la formazione vicentina si trasferì a Roma, città in cui trascorse alcuni anni della sua vita artistica, confrontandosi con l’ambiente artistico della capitale e con le tendenze pittoriche che lambivano le nuove correnti europee.

    Chiericati espose le sue opere in diverse sedi importanti, partecipando alle Esposizioni Nazionali d’Arte e alle biennali della sua epoca. Tra le sue partecipazioni più rilevanti vi è quella alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, dove presentò opere di genere figurativo incentrate su fantasia e rappresentazioni realistiche, segno della sua capacità di spaziare nei soggetti pur mantenendo sempre un forte legame con la scuola pittorica italiana.

    Le sue opere, oggi conosciute anche attraverso passaggi in aste e collezioni private, mostrano una particolare attenzione alla figura umana e alle composizioni narrative, spesso accompagnate da una sensibilità per il colore e la forma che riflette la tensione tra la tradizione locale e le novità espressive dell’arte italiana di quell’epoca. Diversi dipinti attribuiti a Chiericati — tra cui ritratti e studi di figura — compaiono ancora sul mercato dell’arte, testimoniando l’interesse duraturo per la sua produzione.

    Nelle Raccolte Civiche del Comune di Vicenza è inoltre conservata un’opera che lo ritrae realizzata nel 1910 dal pittore Alessandro Milesi, segno della sua presenza nell’ambiente culturale dei suoi contemporanei. Chiericati morì nel 1913 all’età di 47 anni.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 23  

    Papaveri

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey ( difetti )

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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    Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su tela cm 64,5x90 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.



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    Lot 23  

    Alassio

    Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Riccardo Galli


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 23  

    Lost in the sky

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Lost in the sky


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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 23  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx E.Zago


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    Augusto Laforet Augusto Laforet
    Milano 1881 - Ghiffa 1970 ( Verbano-Cusio-Ossola )
    Olio su tela cm 44,5x60 firmato in basso a dx Augusto Laforet


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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Lot 23  

    Lago Lombardo

    Mario Bezzola Milano 1881 - 1968
    Pastello su carta cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Mario Bezzola


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    Lot 23  

    Cartolina postale

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Paesaggio alpestre


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 23  

    Pascolo

    Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tela cm 90x160 firmato in basso a dx Giulio Boetto


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  • STIMA min € 900 - max € 1100

    Lot 23  

    Chiesa a Susa

    Vittorio Cavalleri Vittorio Cavalleri
    Torino 1860 - Gerbido 1938
    Olio su tavola cm 43x34 firmato in basso a sx V.Cavalleri


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Mario Gheduzzi Mario Gheduzzi
    Crespellano (Bo) 1891 - Torino 1970
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a sx M.Gheduzzi


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 15x20 firmato in alto a sx Cesare Maggi


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  • STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lot 23  

    Giocando a golf

    Amero Cagnoni Amero Cagnoni
    Milano 1853 - 1923
    Olio su tavola cm 19,5x33,5 firmato in basso a sx A.Cagnoni


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 27x48 firmato in basso a dx A.Preda


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 23  

    Zelata

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera (IM) 1927
    Zelata


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  • STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lot 23  

    Il gregge nel bosco

    Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Il gregge nel bosco


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 23  

    Lungo mare

    Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bogoni


    7 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Lot 23  

    L'aratura

    S.Campanile S.Campanile
    Italia XX secolo
    Olio su tavola cm 28x40 firmato in basso a sx S.Campanile


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Emilio longoni Emilio longoni
    Barlassina 1859 - Milano 1932
    Olio su masonite cm 36x46,5 firmato in basso a dx E.longoni


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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lot 23  

    La fanciulla

    Rinaldo Agazzi Rinaldo Agazzi
    Mapello (BG) 1857 - Bergamo 1939
    Olio su tela cm 59x49 firmato in basso a dx R.Agazzi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx R.Valori


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  • STIMA min € 15000 - max € 16000

    Lot 23  

    Il bel sorriso

    Tranquillo Cremona Tranquillo Cremona
    Pavia 1837 - Milano 1878
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx T.C.

    Tranquillo Cremona nacque a Pavia il 10 aprile 1837 in una famiglia di origini ebraiche. Rimasto orfano in giovane età, intraprese gli studi artistici frequentando la Civica scuola di pittura di Pavia, dove fu allievo di Giacomo Trecourt.
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    Nel 1852 si trasferì a Venezia per studiare all'Accademia di Belle Arti, dove fu influenzato dalla pittura veneta del Quattro e Cinquecento, in particolare dalla dissoluzione della linea di contorno tipica dell'ultimo Tiziano .

    Nel 1859 si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu orientato verso la pittura storica sotto la guida di Hayez. In questo periodo entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, un movimento culturale che comprendeva artisti, poeti e musicisti con tendenze anticonformiste e antiaccademiche .

    Lo stile di Cremona si caratterizzò per l'uso di pennellate morbide e sfumate, influenzato dalla pittura veneta e dalla ricerca di effetti atmosferici. Le sue opere più note includono "Il bacio" (1870), "L'edera" (1878) e "Melodia" (1874), tutte caratterizzate da una resa sensibile delle emozioni e da una ricerca sulla luce e sull'atmosfera .

    Tranquillo Cremona morì a Milano il 10 giugno 1878 all'età di 41 anni, probabilmente a causa di avvelenamento da piombo, sostanza contenuta nei pigmenti che utilizzava.



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    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a sx Fregonara


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    Lot 23  

    La lettura

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 28,5x18,5 firmato in basso a sx G.Amisani


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    Lot 23  

    La pittrice

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tela cm 59,5x49 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni


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    Lot 23  

    Vaporetto a Venezia

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill



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    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



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    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    San giorgio dal bacino Venezia

    Emma Ciardi nacque a Venezia il 13 gennaio 1879, figlia del pittore Guglielmo Ciardi e della pittrice Linda Locatelli, in una famiglia profondamente legata all'arte. Cresciuta nell'ambiente culturale e artistico di Venezia, iniziò a dipingere fin da giovane, ricevendo insegnamenti dal padre, noto esponente della Scuola veneziana del vero.
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    La sua carriera artistica iniziò a prendere forma con una serie di esposizioni che la resero una figura centrale nel panorama pittorico dell'epoca.

    Nel 1903, Emma partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Fra ombra e sole", che le permise di guadagnarsi un riconoscimento immediato. La sua passione per la luce e l'atmosfera veneziana si rifletteva in ogni sua opera, caratterizzata da un evidente influsso impressionista. Nel 1911, aprì uno studio proprio accanto a quello del padre nel sestiere di Santa Barnaba, a Venezia, continuando a dipingere scene di vita quotidiana e vedute della laguna.

    Il successo di Emma non si limitò all'Italia: nel 1910 organizzò una mostra personale a Londra presso le Leicester Galleries, seguita da un’altra nel 1913. Le sue opere furono successivamente esposte anche a New York, attraverso la Howard Young Gallery. Il suo stile, che univa la tradizione del vedutismo veneziano con una sensibilità moderna, le consentì di guadagnarsi un pubblico internazionale. Le sue opere, che catturavano l’essenza di Venezia, erano caratterizzate da una delicata attenzione alla luce e alle ombre, diventando così un simbolo della città.

    Emma Ciardi morì a Venezia nel 1933.



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    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 21,5x28 firmato in basso a sx G.Menato


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    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - Milano 1886
    Olio su tela cm 27x39,5 firmato in basso a dx L.Bisi

    Luigi Bisi nacque a Milano il 10 maggio 1814 in una famiglia di artisti: suo padre Michele e suo zio Giuseppe erano anch'essi pittori. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del padre e dello zio, per poi perfezionarsi all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Durelli.
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    La sua carriera si distinse per una specializzazione nella pittura prospettica, un'arte che lo portò a dedicarsi principalmente alla rappresentazione di interni ed esterni di chiese, con una particolare predilezione per il Duomo di Milano. La precisione tecnica e l'uso sapiente della luce caratterizzarono le sue opere, che riscuosero apprezzamenti in tutta Europa.

    Nel 1851, Luigi Bisi succedette a Francesco Durelli nella cattedra di prospettiva all'Accademia di Brera, un incarico che mantenne fino alla morte. Oltre alla sua attività artistica, collaborò anche ai restauri del Duomo di Milano, lavorando insieme all'architetto Giovanni Brocca. La sua attività di insegnante e la qualità delle sue opere contribuirono a consolidare il suo nome nel panorama artistico dell'epoca.

    Morì a Milano l'11 settembre 1886Luigi Bisi nacque a Milano il 10 maggio 1814 in una famiglia di artisti: suo padre Michele e suo zio Giuseppe erano anch'essi pittori. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del padre e dello zio, per poi perfezionarsi all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Francesco Durelli. La sua carriera si distinse per una specializzazione nella pittura prospettica, un'arte che lo portò a dedicarsi principalmente alla rappresentazione di interni ed esterni di chiese, con una particolare predilezione per il Duomo di Milano. La precisione tecnica e l'uso sapiente della luce caratterizzarono le sue opere, che riscuosero apprezzamenti in tutta Europa.

    Nel 1851, Luigi Bisi succedette a Francesco Durelli nella cattedra di prospettiva all'Accademia di Brera, un incarico che mantenne fino alla morte. Oltre alla sua attività artistica, collaborò anche ai restauri del Duomo di Milano, lavorando insieme all'architetto Giovanni Brocca. La sua attività di insegnante e la qualità delle sue opere contribuirono a consolidare il suo nome nel panorama artistico dell'epoca.

    Morì a Milano l'11 settembre 1886.



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    Lot 24  

    Land of fire

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Land of fire


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    Mario Broggi Mario Broggi
    Milano 1890 - Somma Lombardo 1952
    Olio su tavola cm 41,5x41,5 firmato in basso a dx Mario Broggi


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    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tavola cm 56x39 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



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    Lot 24  

    Lungo la strada

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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    Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx Giuseppe MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.



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    Guido Somelli Guido Somelli
    Firenze 1881 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 42,5x58 firmato in basso a dx G.Somelli

    Guido Somelli nacque a Firenze nel 1881 e qui morì nel 1940, dedicando la sua vita alla pittura figurativa con particolare attenzione ai paesaggi, alle vedute urbane e alle scene di vita quotidiana. Fin da giovane dimostrò talento e passione per l’arte, iniziando a dipingere nella sua città natale e partecipando presto a mostre e rassegne che gli permisero di farsi conoscere, sia in Italia sia, occasionalmente, all’estero.
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    La sua produzione spaziò tra paesaggi della campagna toscana, scorci di Firenze e del suo territorio, nature morte e scene di vita quotidiana, sempre caratterizzate da un’attenzione alla luce, all’atmosfera e ai dettagli. Nel 1913 Somelli partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione a Roma, presentando una figura femminile nuda che rivelava la sua apertura verso i linguaggi artistici più ampi e il confronto con i fermenti culturali italiani ed europei.

    Negli anni Venti e Trenta espose in varie manifestazioni artistiche in Toscana, presentando opere che spaziavano dai paesaggi di campagna a scene di vita rurale, con uno stile che univa precisione descrittiva e sensibilità poetica. Le sue opere mostrano una tavolozza misurata, un tratto sicuro e la capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, dalle sponde dell’Arno ai borghi e alle colline toscane, sempre con grande rispetto per l’atmosfera naturale e urbana.

    Somelli rimase coerente nella sua ricerca di una pittura figurativa radicata nella realtà osservata, convinto che la verità visiva fosse anche espressione di bellezza e poesia.



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    Luca Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx L.Postiglione


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    Lot 24  

    Paesaggio Montano

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 18,5x24 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lot 24  

    Le rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 147x109 firmato in basso a sx L.Barzanti


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 24  

    Riva di...

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a sx V.Zilla


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 24  

    Passera'

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx G.Legora


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Lot 24  

    Lago di Como

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su cartone cm 14x30,5 firmato in alto a sx G.Solenghi



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 24  

    Paesaggio innevato

    Luigi Frigerio Luigi Frigerio
    Milano 1873 - 1936
    Olio su tavola cm 44,5x60 firmato in basso a sx Frigerio

    Luigi Frigerio nacque a Milano il 28 dicembre 1873 e si distinse come pittore autodidatta, sviluppando una particolare predilezione per il paesaggio. La sua arte si caratterizzò per la rappresentazione di scene di vita quotidiana, paesaggi marini e vedute urbane, spesso ispirate dalla luce e dall'atmosfera dei luoghi che dipingeva.
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    L’uso di tecniche come l'olio, la tempera e il pastello gli permise di esplorare vari effetti di luce e colore, dando vita a opere vibranti e ricche di dettagli.

    Frigerio partecipò a numerose esposizioni artistiche, ottenendo il riconoscimento del pubblico e della critica. Le sue opere furono esposte a Brera, a Venezia e in altre importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Mostra dell'Angelicum. La sua arte non si limitò solo alla partecipazione a mostre collettive, ma ottenne anche l'opportunità di tenere una personale alla Galleria della Rotonda di Bergamo nel 1949, consolidando ulteriormente la sua reputazione.

    Frigerio morì a Milano nel 1936Luigi Frigerio nacque a Milano il 28 dicembre 1873 e si distinse come pittore autodidatta, sviluppando una particolare predilezione per il paesaggio. La sua arte si caratterizzò per la rappresentazione di scene di vita quotidiana, paesaggi marini e vedute urbane, spesso ispirate dalla luce e dall'atmosfera dei luoghi che dipingeva. L’uso di tecniche come l'olio, la tempera e il pastello gli permise di esplorare vari effetti di luce e colore, dando vita a opere vibranti e ricche di dettagli.

    Frigerio partecipò a numerose esposizioni artistiche, ottenendo il riconoscimento del pubblico e della critica. Le sue opere furono esposte a Brera, a Venezia e in altre importanti manifestazioni artistiche, tra cui la Mostra dell'Angelicum. La sua arte non si limitò solo alla partecipazione a mostre collettive, ma ottenne anche l'opportunità di tenere una personale alla Galleria della Rotonda di Bergamo nel 1949, consolidando ulteriormente la sua reputazione.

    Frigerio morì a Milano nel 1936.



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  • STIMA min € 800 - max € 900

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 30,5x25 firmato in basso a dx G.Menato


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    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 24  

    Carnevale Veneziano

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill



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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 24  

    Attorno al fuoco

    Arnaldo Soldini Arnaldo Soldini
    Brescia 1862 - Val Trompia 1936
    Olio su tela cm 42,5x62,5 firmato in basso a dx A.Soldini


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 24  

    Nobildonna

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Pastelli su carta cm 75x86 firmato in basso a dx A.Landi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara


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  • STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lot 24  

    Paesaggio rurale

    Raffaele De Grada Raffaele De Grada
    Milano 1885 - Milano 1957
    Olio su tela cm 70x90 firmato in basso a dx R.Grada

    Raffaele De Grada nacque a Milano il 2 marzo 1885, primogenito di Antonio, pittore decoratore, e di Teresa Amelotti. La sua famiglia, radicata nella tradizione artistica, si trasferì in Argentina nel 1889 e successivamente in Svizzera nel 1895.
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    Giovanissimo, assistette il padre nei lavori di decorazione di chiese e case nobili .

    Dal 1902 al 1908, De Grada studiò presso le Accademie di Dresda e di Karlsruhe, dove fu influenzato dalla pittura paesaggistica tedesca e dalla Secessione viennese. Nel 1913 esordì con una personale a Zurigo, città in cui si stabilì definitivamente nel 1915, sposando Magda Ceccarelli. Nel 1916 nacque a Zurigo il figlio Raffaele, che in seguito si dedicherà alla critica d'arte e alla politica .

    Nel 1919, De Grada decise di stabilirsi definitivamente in Italia. Nel 1920 si trasferì a San Gimignano, dove nacque la figlia Lidia, per poi stabilirsi a Settignano, vicino a Firenze. La sua prima personale italiana si tenne nel 1921 a Firenze, presso il Palazzo Antinori, ottenendo l'attenzione della critica e dell'ambiente artistico fiorentino. Nel 1922 partecipò alla Biennale di Venezia e divenne membro del movimento Novecento Italiano, esponendo alle sue mostre del 1926 e 1929 a Milano .

    Nel 1930 si trasferì a Milano e nel 1931 fu chiamato a insegnare all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, incarico che mantenne fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggio, rappresentando le periferie milanesi, la Brianza e la Toscana, influenzato dalla pittura di Corot e Cézanne.

    Raffaele De Grada morì a Milano il 10 aprile 1957.



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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 59x74,5 firmato in basso a sx C.Tagliabue


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 31x36 firmato in basso a dx A.Piatti 1918


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    Lot 24  

    Mercato a Como

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 55x74 firmato in basso a sx S.Poma


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  • STIMA min € 700 - max € 900

    Marcello Scuffi Marcello Scuffi
    Tizzana (PT) 1948 - 2021
    Olio su tela cm 50x36 firmato in basso a dx Scuffi


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 24  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto


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  • STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lot 24  

    Angolo Ligure

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Angolo Ligure


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 24  

    Stendendo i panni

    Emilio Gola Emilio Gola
    Milano 1851 - 1923
    Stendendo i panni


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  • STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lot 24  

    L'isola Bella

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 30x49 firmato in basso a sx A. Preda


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 24  

    Neve in Val d'Aosta

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 29x40,5 firmato in alto a dx C.Maggi


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 24  

    Lungo il fiume

    Ambrogio Raffele Ambrogio Raffele
    Vigevano (PV) 1845-1928
    Olio su tavola cm 17x26 firmato in basso a dx A.Raffele


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 24  

    Chierichetti

    Arturo Albertazzi Arturo Albertazzi
    Vogogna (NO) 1881- Ghiffa (VB) 1917
    Olio su tela cm 64x114 firmato in basso a sx A.Albertazzi


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  • STIMA min € 5000 - max € 6000

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 37x55 firmato in basso a dx Rossi


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  • STIMA min € 400 - max € 500

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Il Cervino


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 24  

    Il ponte di Pavia

    Mario Acerbi Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su tela applicata cm 35x40 firmato in basso a dx M.Acerbi


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  • STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lot 24  

    Catena alpina

    Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su tela cm 69x146 firmato in basso a sinistra Amus


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 24  

    Scorcio di Venezia

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone (VR) 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 25x34 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Stragliati Carlo Stragliati
    Milano 1867 - Milano 1925
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx C.Stragliati



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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 25  

    Balcone fiorito

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx M.Foggia


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 54x73 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • STIMA min € 3000 - max € 3500

    Carlo Arpini Carlo Arpini
    Ancona 1866 Monza 1922
    Olio su tela cm 62x102 firmato in basso a dx C.Arpini


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 25  

    Campagna 1946

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16,5x22 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 25  

    Studio

    Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tavola cm 14x14 firmato in basso a dx A.Campriani


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  • STIMA min € 500 - max € 700

    Lot 25  

    Rustici a Poffabro

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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    Lot 25  

    paesaggio

    Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.



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    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 30x21,5 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 25  

    Feltre 1891

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 41x51 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.



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  • STIMA min € 600 - max € 700

    Mario Broggi Mario Broggi
    Milano 1890 - Somma Lombardo 1952
    Olio su tavola cm 40,5x40,5 firmato in basso a dx Mario Broggi


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 400 - max € 600

    Lot 25  

    Healing People

    Drawbeats Drawbeats
    Healing People



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  • STIMA min € 600 - max € 800

    Lot 25  

    Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su cartone cm 35x47 firmato in basso a sx Z. Dal Bo


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    Eugenio Bonzanini Eugenio Bonzanini
    Verona 1871 - Milano 1932
    Olio su tela cm 30x52 firmato in basso a sx E.Bonzanini


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 25  

    Paesaggio

    Camillo Rapetti Milano 1859 - 1929
    Olio su tavola cm 22x49 firmato in basso a sx C.Rapetti


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Nubi


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 25  

    Capricci di bimbi

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 43,5x58 firmato in basso a dx Fabbi


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lot 25  

    Colori d'autunno

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Mus


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 25  

    Interno di chiesa

    Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su tavola cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx Pesenti


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 25  

    Processione

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 25  

    Veduta di lago

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 35x65 firmato in basso a dx A.Preda


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    A. Maria Reyna Manescau A. Maria Reyna Manescau
    Coin 1859 - Roma 1937
    Squero San Trovaso Venezia


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  • STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lot 25  

    Il Ventaglio bianco

    Alessio Jssupoff Alessio Jssupoff
    Vjatka, Russia 1889 - Roma 1957
    Il Ventaglio bianco


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 25  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto


    2 offerte pre-asta
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  • STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su carta cm 39x46 firmato in basso a sx Amisani


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 25  

    Una pastorella

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 75x131 firmato in basso a dx S.Poma


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 29x40 firmato in basso a dx Cisari


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Battista Barbieri Giovanni Battista Barbieri
    Salo' (Brescia) 1854 - 1926
    Olio su tavola cm 40x62 firmato in basso a sx Barbieri


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 25  

    Tramonto sui campi

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 80x150 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 25  

    Paesaggio innevato

    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 25  

    Donne al lavoro

    Corradi XIX - XX secolo Corradi XIX - XX secolo
    Italia del nord XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 54,5x61 firmato in basso a sx Corradi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 25  

    Paesaggio Bellunese

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 21x39 firmato in basso a dx G.Danieli


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 8,3x8,3 firmato in basso a dx Jwill



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a dx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 18x28 n firmato


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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Lot 25  

    Venezia

    Dino Rossi Dino Rossi
    Bernareggio 1904 - 1982
    Olio su tela cm 30x73 firmato in basso a sx Dino Rossi

    Dino Rossi, nato a Bernareggio nel 1904, è stato uno dei pittori italiani più rappresentativi del Novecento. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, dedicandosi sin dai primi anni alla pittura en plein air, una tecnica che lo portò a catturare la bellezza della natura attraverso la luce naturale.
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    La sua formazione artistica lo vide impegnato in città come Londra e Parigi, dove approfondì il suo stile, immergendosi nelle influenze dell'arte europea moderna.

    Nel corso della sua carriera, Rossi intraprese numerosi viaggi che lo portarono in vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile. Questi spostamenti arricchirono la sua pittura, che si arricchì di nuove prospettive e tematiche ispirate ai paesaggi e alle culture locali. Tra il 1947 e il 1950, il pittore visse in Svizzera, dove continuò la sua attività, partecipando a numerose esposizioni che lo resero conosciuto anche a livello internazionale.

    Le sue opere si caratterizzano per la luminosità e la resa atmosferica, con una particolare attenzione ai dettagli. Tra i suoi soggetti preferiti, Rossi prediligeva i paesaggi marini e le scene di vita quotidiana, ma non mancarono lavori dedicati a interni ricchi di oggetti e colori, come il celebre "La bottega dell'antiquario". L'uso della luce e il contrasto tra luci e ombre sono tratti distintivi del suo stile, che si ispira in parte all'impressionismo.

    Dino Rossi morì nel 1982Dino Rossi, nato a Bernareggio nel 1904, è stato uno dei pittori italiani più rappresentativi del Novecento. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, dedicandosi sin dai primi anni alla pittura en plein air, una tecnica che lo portò a catturare la bellezza della natura attraverso la luce naturale. La sua formazione artistica lo vide impegnato in città come Londra e Parigi, dove approfondì il suo stile, immergendosi nelle influenze dell'arte europea moderna.

    Nel corso della sua carriera, Rossi intraprese numerosi viaggi che lo portarono in vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile. Questi spostamenti arricchirono la sua pittura, che si arricchì di nuove prospettive e tematiche ispirate ai paesaggi e alle culture locali. Tra il 1947 e il 1950, il pittore visse in Svizzera, dove continuò la sua attività, partecipando a numerose esposizioni che lo resero conosciuto anche a livello internazionale.

    Le sue opere si caratterizzano per la luminosità e la resa atmosferica, con una particolare attenzione ai dettagli. Tra i suoi soggetti preferiti, Rossi prediligeva i paesaggi marini e le scene di vita quotidiana, ma non mancarono lavori dedicati a interni ricchi di oggetti e colori, come il celebre "La bottega dell'antiquario". L'uso della luce e il contrasto tra luci e ombre sono tratti distintivi del suo stile, che si ispira in parte all'impressionismo.

    Dino Rossi morì nel 1982.



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  • STIMA min € 400 - max € 600

    Lot 26  

    Buonos Dìas

    Drawbeats Drawbeats
    buenos dã¬as



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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 26  

    Natura morta 1869

    Narciso Malatesta Narciso Malatesta
    Venezia 1835 - Sassuolo ( MO ) 1896
    Olio su tela cm 40x51,5 firmato in basso a dx N.Malatesta


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    Place Bid Track Lot
  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lot 26  

    Piazza a Firenze

    Giuseppe Canella Giuseppe Canella
    Verona 1788 - Firenze 1847
    Olio su lastra di zinco cm 34x26,5 firmato in basso a sx G.Canella

    Giuseppe Canella è stato un pittore italiano nato a Verona nel 1788 e morto a Firenze nel 1847, considerato uno dei più importanti vedutisti dell’Ottocento italiano. La sua formazione avvenne inizialmente all’interno dell’ambiente familiare, poiché il padre Giovanni era architetto e scenografo, e fu proprio da lui che ricevette i primi insegnamenti legati al disegno e alla scenografia teatrale.
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    Questo primo contatto con la rappresentazione dello spazio e della prospettiva influenzò profondamente tutta la sua successiva attività artistica.

    Dopo un periodo di apprendistato tra Verona e altre città del Nord Italia, Canella si avvicinò progressivamente alla pittura di paesaggio, sviluppando un interesse sempre più marcato per la rappresentazione dal vero e per la resa atmosferica dei luoghi. Questo passaggio segnò l’abbandono delle scenografie per dedicarsi completamente alla veduta, genere nel quale avrebbe poi raggiunto i risultati più significativi. Le sue prime opere mostrano già una forte attenzione per la costruzione prospettica e per la descrizione dettagliata dell’ambiente urbano e naturale.

    Un momento decisivo della sua carriera fu il soggiorno a Venezia, dove entrò in contatto con la grande tradizione vedutista settecentesca, da cui trasse importanti stimoli, pur sviluppando uno stile personale più moderno e attento alla vita contemporanea. Nel 1818 esordì ufficialmente all’Accademia di Brera, presentando alcune vedute che attirarono subito l’attenzione della critica.

    Successivamente intraprese un lungo periodo di viaggi che lo portarono prima in Spagna e poi a Parigi. Proprio nella capitale francese Canella raggiunse la piena affermazione artistica, partecipando ai Salon e ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui una medaglia d’oro. Le sue vedute parigine si distinguono per la capacità di unire la precisione architettonica alla rappresentazione vivace della vita cittadina, con figure inserite in modo naturale all’interno della scena.

    Rientrato in Italia negli anni Trenta dell’Ottocento, si stabilì a Milano, dove fu accolto come accademico di Brera e continuò la sua attività con grande intensità. In questa fase la sua pittura si concentrò sulle città italiane e sui paesaggi lombardi, mantenendo sempre un equilibrio tra descrizione realistica e sensibilità luministica. Le sue opere di questo periodo mostrano una maturità stilistica consolidata, in cui la veduta diventa anche racconto della vita quotidiana.

    Negli ultimi anni si dedicò soprattutto ai paesaggi della campagna e dei laghi del Nord Italia, continuando a perfezionare il suo linguaggio pittorico fino alla morte, avvenuta a Firenze nel 1847.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Cesare Lugaro Cesare Lugaro
    Genova XIX
    Olio su tavola cm 32x18 firmato in basso a dx C.Lugaro ( difetti )

    Cesare Lugaro fu un pittore italiano legato alla scuola ligure dell’Ottocento, noto per la sua capacità di rappresentare scene di genere e soggetti militari con precisione narrativa e sensibilità artistica. La sua opera si concentra soprattutto sulla vita dei soldati, sulle scene di caserma e sui piccoli gesti quotidiani, catturati con una spontaneità che unisce documentazione e resa pittorica raffinata.
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    Le figure dei suoi dipinti emergono sempre vive e autonome, inserite in spazi attentamente composti, in cui la luce, il colore e il dettaglio contribuiscono a restituire la realtà con intensità e armonia. Accanto alle scene di genere militare, Lugaro realizzò anche paesaggi e studi di figura, mostrando padronanza tecnica e sensibilità nel rendere atmosfere e psicologie dei personaggi.

    Espositore attivo nelle principali rassegne italiane dell’epoca, seppe farsi notare per la coerenza stilistica e per la capacità di coniugare osservazione attenta e resa pittorica poetica. La sua produzione, pur inserita nel solco della tradizione ligure e della pittura di genere ottocentesca, rivela uno sguardo personale e immediato, capace di restituire dignità e vitalità alle persone e agli ambienti che ritrae.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 26  

    Paesaggio montano

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Guindani Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia.
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    Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.



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  • STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lot 26  

    Pescatori in laguna

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 17x10,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • STIMA min € 800 - max € 1000

    Lot 26  

    Besana Brianza 1940

    Emilio Parma Emilio Parma
    Monza 1874 - 1950
    Olio su tavola cm 27,5x40,5 firmato in basso a dx E.Parma

    Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.
    Clicca per espandere



    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.

    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950.



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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 33x52 firmato in basso a dx G.Fasanotti


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 34,5x47 firmato in basso a sx Marcello Broggi


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lot 26  

    Notturno a Pavia

    Erminio Rossi Erminio Rossi
    Sannazzaro de' Burgondi 1871 - Pavia 1942
    Olio su tela cm 65x65 firmato in basso a dx E.Rossi


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giuseppe Modorati Giuseppe Modorati
    Milano 1827 - Carate Brianza 1923
    Olio su tavola cm 18x13 firmato in basso a sx G.Modorati



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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su cartone cm 46x66,5 firmato in basso a dx A.Piatti

    Antonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni.
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    Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.

    Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.

    Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.

    L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.

    La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a ViggiùAntonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni. Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.

    Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.

    Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.

    L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.

    La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a Viggiù.



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lot 26  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento ( E.Zeno )
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 90,5x76 firmato in basso a dx E.Zeno


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.



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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill



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  • STIMA min € 700 - max € 800

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Craffonara


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  • STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lot 26  

    Il velo

    Emilio Pasini Emilio Pasini
    Brescia 1872 - 1953
    Olio su tela cm 47,5x39 firmato in alto a dx E.Pasini


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  • STIMA min € 500 - max € 600

    Lot 26  

    Casolari al Verrand

    Mario Fumia Mario Fumia
    Torino 1931 - 2013
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Mario Fumia


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  • STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lot 26  

    Al pozzo (1850)

    Pietro Ronzoni Pietro Ronzoni
    Sedrina 1781 - Bergamo 1862
    Olio su tela cm 52x75 firmato in basso a sx Manzini

    Pietro Ronzoni nacque a Sedrina, in provincia di Bergamo, il 28 novembre 1781. Fin da giovane, dimostrò una spiccata inclinazione per l'arte, studiando disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Pietro Saltini.
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    Nel 1802 si trasferì a Roma per completare la sua formazione, dove fu allievo del paesaggista Luigi Campovecchio e del pittore François Marius Granet. Durante il suo soggiorno romano, entrò in contatto con artisti come Angelica Kauffmann, Antonio Canova, Pelagio Palagi e Hendrik Voogd, arricchendo così la sua esperienza artistica.

    Nel 1809 tornò a Bergamo, dove lavorò come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale. In questo periodo, fu nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara, allora diretta da Giuseppe Diotti, con il quale collaborò strettamente. Nel 1815 si trasferì a Verona, dove si affermò come paesaggista di successo, realizzando opere per una committenza internazionale colta. Nel 1819, l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nominò accademico d'onore.

    Nel 1824 tornò a Bergamo, dove sposò Giacinta Ceresoli e divenne socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti della città. Partecipò alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara nel 1834. A partire dal 1840, la sua pittura si rinnovò, adottando una pennellata più morbida e atmosferica, influenzata dai modelli di Giuseppe Canella e dall'innovativa pittura dell'amico Piccio Carnovali.

    Ronzoni partecipò alla Prima Esposizione Italiana tenuta a Firenze nel 1861, ma evitò sistematicamente le esposizioni organizzate dall'Accademia di Brera. Morì a Bergamo il 26 aprile 1862 e fu sepolto nell'antico cimitero di Valtesse.



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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a sx F.Scattola


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  • STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 70x69 firmato in basso a dx G.Menato


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  • STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lot 26  

    Vaso di fiori

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tela cm 130x50 firmato in basso a dx A.Pavan


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  • STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x120 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • STIMA min € 18000 - max € 20000

    Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Pascolo in Lessinia Verona


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  • STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lot 26  

    Vele a Venezia

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Vele a Venezia


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  • STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lot 26  

    Migranti

    Giuseppe Barbaglia Giuseppe Barbaglia
    Milano 1841 - Vedano al Lambro (MB) 1910
    Olio su tela cm 120x80


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  • STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lot 26  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 37x58 firmato in basso a dx A.Preda


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