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  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 99x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 38x23 firmato in basso a sx T.Pelliccioti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Moreno Carbonero Moreno Carbonero
    Malaga ( Spagna ) 1858 -1940
    Bel visino, 1878
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Achille Vertunni Achille Vertunni
    Napoli 1826 - Roma 1897
    Olio su tela cm 64x92 firmato in basso a sx A.Vertunni
    STIMA:
    min € 4000 - max € 4500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 49x59 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Sampietro Francesco Sampietro
    Garlasco (PV) 1815 - 1896
    Olio su tela cm 46x37,5 firmato in basso a dx Sampietro
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gaetano Spinelli Gaetano Spinelli
    Bitonto 1877 - Firenze 1945
    Olio su cartone cm 5,5x37,5 firmato in basso a dx G.Spinelli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    Pubb. Catalogo asta Christie’s Roma 1997 pag. 187
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 68,5x88 firmato in basso a dx C.Brancaccio
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Gio Bartolena Gio Bartolena
    Livorno 1866 - Livorno 1942
    Campagna Livornese
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Mose' Bianchi Mose' Bianchi
    Monza 1840 - Monza 1904
    Tempera su carta cm 47,5x27,5
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888 - 1946
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx Pratella
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Gaetano De Martini Gaetano De Martini
    Benevento 1840 - Napoli 1917
    Olio su tela cm 34x25,5 firmato in basso a sx G.Martini
    STIMA:
    min € 3000 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ugo Catti Ugo Catti
    Palermo XX Secolo
    Olio su tavola cm 39,5x30 firmato in basso a dx U.Catti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    Italia XIX-XX
    Bronzo cm 52x26x62, riproduzione scultura di Donatello
    Blocco unico vuoto all'interno. A cera persa.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Ettore De Maria Bergler Ettore De Maria Bergler
    Napoli 1850 - Palermo 1938
    Olio su tavola cm 73,5x54,5 firmato in basso a dx E.Bergler.

    Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica. Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Baite nella neve
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 148x74 firmato in basso a dx Lancerotto
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 20x22 firmato in basso a dx Gino Romiti 1930.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 14x21 firmato in alto a dx C.Maggi

    Cesare Maggi, nato a Roma il 13 gennaio 1881, proveniva da una famiglia di attori. Dopo gli studi classici tra Firenze e Lucca, intraprese la sua formazione artistica presso gli studi di Vittorio Corcos e Gaetano Esposito.
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    Esordì pubblicamente nel 1898 a Firenze e successivamente si recò a Parigi per frequentare l'accademia di Fernand Cormon. La sua carriera artistica fu influenzata dalla luce della pittura di Giovanni Segantini, e nel 1899 si trasferì nell'Engadina per seguire le sue tracce.

    Dopo la morte della madre nel 1900, Maggi si stabilì a Torino e iniziò le sue sperimentazioni artistiche a Forno Alpi Graie. Nel 1900, firmò un contratto esclusivo con il mercante Alberto Grubicy, diventando parte del gruppo divisionista. Nel 1904, si trasferì a La Thuile in Val d'Aosta per approfondire lo studio dal vero. Nel 1905, presentò il dipinto "Mattino di festa" all'Esposizione internazionale di Venezia, segnando un momento significativo nella sua carriera.

    Dal 1907 in poi, Maggi partecipò a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e successi. Nel 1913 lasciò La Thuile per stabilirsi a Torino, chiudendo la sua fase divisionista. La Biennale di Venezia del 1914 mostrò ancora opere influenzate da Segantini. La chiamata alle armi nel 1915 non interruppe la sua ricerca artistica, e il suo stile si perfezionò durante il servizio militare.

    Congedato nel 1919, tornò a Torino e riprese intensa attività espositiva, ottenendo successi e acquisizioni importanti. Nel 1926, il dipinto "Neve" fu acquistato dalla Galleria civica di Torino. La sua pittura subì l'influenza del movimento Novecento, senza una vera adesione. Nel 1935 divenne supplente di Cesare Ferro all'Accademia Albertina di Torino, iniziando una prolifica carriera di insegnante fino al 1951.

    Nel corso degli anni, Maggi partecipò a numerose mostre nazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Nel 1947 fu nominato accademico di S. Luca. Negli anni successivi, la sua attività espositiva si diradò a causa di problemi di salute e depressione legata alla morte della moglie nel 1957. Nel 1959, una retrospettiva a Torino segnò la sua consacrazione pubblica.

    Cesare Maggi morì a Torino il 11 maggio 1961.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastelli su carta cm 27x31 firmato in basso a dx A. Tavernier

    Andrea Tavernier, pittore nato a Torino il 23 dicembre 1858, si distinse come artista indipendente e appassionato del paesaggio fin dai suoi primi anni di formazione all'Accademia Albertina sotto la guida di A. Gastaldi.
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    Contrariamente alla maniera del suo maestro, Tavernier si dedicò fin da principio alla rappresentazione del paesaggio e a scene di genere all'aperto.

    Il suo esordio artistico avvenne nel 1884 alla Promotrice di Torino, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto a Roma, dove si stabilì. Qui trasse ispirazione dalla suggestiva Campagna Romana e trascorse periodi significativi anche lungo la costa adriatica. Tavernier, tuttavia, non si legò a una singola località e, nel corso della sua vita, visse anche a Torino e infine a Grottaferrata, dove si spense il 15 novembre 1932.

    La sua produzione artistica fu ampiamente esposta a Torino e Roma, oltre che alle biennali veneziane e ad altre importanti mostre in Italia. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino, testimonianza del riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca.

    Il tratto distintivo di Tavernier risiede nella vivacità della sua tavolozza, che talvolta si avvicinò al gusto dei divisionisti senza tuttavia riprodurre pedissequamente i loro rapporti cromatici. I suoi paesaggi sono animati da figure umane, dotati di uno spirito aneddotico che aggiunge profondità e interesse alle sue opere. In questo modo, Tavernier ha contribuito a arricchire il panorama artistico italiano del suo tempo con la sua visione personale e la sua sensibilità alla bellezza della natura e della vita quotidiana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Giacomo Grosso Giacomo Grosso
    Cambiano (TO) 1860 - Torino 1938
    (Autori del dipinto Chessa, Carpanetto e Saccaggi), regalato dagli amici del Circolo degli Artisti a Giacomo Grosso per il suo cavalierato mauriziano, 1894. Sul retro, tutte le firme dei donatori. Pub. a pag. 140 del catalogo Giacomo Grosso a cura di Giuseppe Luigi Marini.
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 21x22,5 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Filippo Vacchetti Filippo Vacchetti
    Carru (CN) 1873 - 1945 Torino
    Olio su tavola cm 49x50 firmato in basso a dx F.Vacchetti

    Filippo Vacchetti nacque il 28 maggio 1873 a Carrù, in provincia di Cuneo, e morì nel 1945 a Torino. Fu un pittore italiano che si distinse per la sua abilità nella rappresentazione di nature morte e paesaggi, ma anche per la sua attenzione alla luce e ai dettagli.
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    La sua formazione avvenne principalmente a Torino, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, che in quegli anni stava vivendo una stagione di grande fermento culturale.

    Nel corso della sua carriera, Vacchetti si fece apprezzare per la sua maestria nell'uso del colore e per la capacità di rendere con finezza la bellezza degli oggetti e dei paesaggi, trattati con un realismo preciso ma al contempo affascinante. La sua pittura non era solo un’esercizio tecnico, ma un modo per trasmettere emozioni e sensazioni attraverso la resa accurata delle atmosfere.

    Pur non appartenendo a una scuola specifica, Vacchetti fu influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo, ma seppe rimanere fedele alla propria visione, facendo della luce e dei particolari il punto di forza delle sue opere. La sua produzione fu ampiamente apprezzata e le sue opere furono esposte in numerose gallerie e mostre, guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama artistico piemontese.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Toro Attilio Toro
    Italia 1892 - 1982
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a dx A.Toro.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Giacomo Casa Giacomo Casa
    Conegliano Veneto, Treviso 1827 - Roma 1887
    Olio su tela cm 32x24,5 firmato in basso a dx G.Casa

    Giacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.
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    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatileGiacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.

    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatile.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Matteo Roversi Matteo Roversi
    La singolarita' del tordo
    Matita su carta cm 100x70

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
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    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Leon Giuseppe Buono Leon Giuseppe Buono
    Napoli 1887 - Pozzuoli NA 1975
    Olio su tela cm 77,5x67 firmato in basso a sx L.Buono
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.
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    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice. Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.

    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Mosè Bianchi Mosè Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Tempera su carta cm 65x41 firmato in basso a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
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    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tela cm 42x30 firmato in basso a dx Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Raffaele Giannetti Raffaele Giannetti
    Imperia 1837 - Genova 1915
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx R.Giannetti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 71x102 firmato in basso a sx A.B.

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Carlo Ferrari detto il Ferrarin Carlo Ferrari detto il Ferrarin
    Verona 1813 - Verona 1871
    Olio su cartone cm 20,5x20,5 firmato in basso a dx Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo. ​
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo. ​
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 39x30 firmato in basso a dx V.Irolli.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2200
    Base Asta:
    € 800

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 66x90,5 firmato in basso a dx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Como il 4 dicembre 1944. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 17,5x23 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Ciao mamina ( Tignet Valsavarenche )

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4500

  • Andrea Marchisio Andrea Marchisio
    Torino 1850 - 1927
    Olio su cartone cm 28x17,5 firmato in basso a sx Marchisio

    Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.

    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.

    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.

    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa. Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti. Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.
    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.
    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.
    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Gino Romiti.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tela cm 114x82 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
  • Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 44x54 firmato in basso a sx A.Abrate 1946
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su cartoncino cm 28,5x45 firmato in basso a dx A.Pratella.

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 15x15x45
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Ottorino Caracciolo Ottorino Caracciolo
    Bari 1855 - Parigi 1880
    Olio su tela cm 54x28,5 firmato in basso a dx Caracciolo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Gino Piccioni Gino Piccioni
    Foligno 1873 - Biella 1941
    Pastello su carta cm centrale 107x140 - laterali 107x66 firmato in basso a sx G.Piccioni
    STIMA:
    min € 8000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Nicolas De Corsi Nicolas De Corsi
    Odessa 1882 - Torre del Greco 1956
    Olio su tavola cm 52,5x64 firmato in basso a dx N.Decorsi, datato 1942
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Cap Martin
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000 offerta libera
  • Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Marina
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Francesco Peluso Francesco Peluso
    Napoli 1836 - dopo il 1916
    Olio su tela cm 50x76 firmato in basso a dx Peluso
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a dx G.Carelli
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tavola cm 16x8 firmato in basso a dx G.Esposito
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 69,5x100 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Enrico Coleman Enrico Coleman
    Roma 1846 - 1911
    Olio su tela cm 38x67 firmato in basso a dx C.Enrico
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 16x28 firmato in basso a sx G.C.
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Mancini detto Lord Francesco Mancini detto Lord
    Napoli 1830 - 1905
    Porto di Casamicciola
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Riccardo Pollastrini Riccardo Pollastrini
    Roma 1883 - 1956
    Olio su tavola cm 29x48,5 firmato in basso a sx R.Pollastrini
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
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    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 19,5x11,5 firmato in basso a dx F.Fabbi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tela cm 24,5x33 firmato in basso a sx V.Avondo

    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia colta e ben inserita nell’ambiente cittadino. Sebbene avviato agli studi giuridici, mostrò molto presto una forte inclinazione per la pittura.
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    Dopo un primo periodo all’Accademia di Pisa, si trasferì a Ginevra, dove si formò nello studio del paesaggista Alexandre Calame. Qui affinò il gusto per la rappresentazione della natura, inizialmente ancora legata a una sensibilità romantica.

    Negli anni successivi intraprese un lungo viaggio di formazione tra Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Il contatto diretto con i paesisti della Scuola di Barbizon, che privilegiavano la pittura dal vero e un approccio più naturale alla luce, lo spinse verso un linguaggio sobrio, essenziale, fondato sulla resa atmosferica e su un uso delicato del colore. Questo cambiamento segnò la sua maturità artistica.

    Nel 1857 si stabilì per alcuni anni a Roma. Le campagne laziali, il paesaggio rustico e i grandi cieli luminosi divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Tornato poi in Piemonte, continuò su questa linea dipingendo vedute silenziose e meditate di laghi, fiumi, pianure e montagne. I suoi paesaggi si distinguono per l’equilibrio composto, per l’attenzione agli effetti di luce e per un sentimento di quiete che attraversa tutta la sua produzione. È in questa fase che il suo nome si lega al gruppo di artisti riuniti nella cosiddetta Scuola di Rivara, ambiente fertile per lo sviluppo del paesaggismo piemontese.

    Accanto all’attività pittorica coltivò un profondo interesse per il medioevo, l’antiquariato e la conservazione del patrimonio artistico. Acquistò e restaurò il Castello di Issogne, partecipò al progetto del Borgo Medievale di Torino e contribuì a interventi su importanti edifici storici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua competenza come collezionista e conoscitore d’arte lo rese una figura di primo piano nel dibattito culturale dell’Italia postunitaria.

    Dal 1863 fu coinvolto nella gestione delle collezioni civiche di Torino e nel 1890 divenne direttore del Museo Civico, ruolo che svolse con rigore e visione, favorendo l’ampliamento e la sistemazione organica delle raccolte. Negli ultimi anni dipinse meno a causa delle condizioni di salute, ma continuò a impegnarsi nella tutela del patrimonio.

    Morì a Torino il 14 dicembre 1910.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 65,5x111 firmato in basso a sx Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 4000

  • Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx E.Tonti

    Egidio Tonti nacque nel 1887 a Presicce, un piccolo borgo del Salento, in provincia di Lecce. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l'arte, che lo spinse a trasferirsi nel 1905 a Napoli.
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    Qui ebbe l’opportunità di formarsi nello studio di Giuseppe Casciaro, maestro apprezzato per i suoi paesaggi, da cui apprese la padronanza del colore e la sensibilità per le atmosfere naturali.

    Dopo l’esperienza napoletana, nel 1907 Tonti si stabilì a Firenze, dove aprì un proprio studio e si immerse nell’ambiente culturale della città. La sua carriera fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come soldato. Terminato il conflitto, riprese a dipingere ed esporre, presentando le sue opere in mostre personali a Firenze, Roma, Bruxelles e Bari.

    La sua pittura, improntata a un verismo delicato, si distingue per l’uso di ampie pennellate e una tavolozza raffinata, capace di cogliere la poesia delle vedute urbane e dei paesaggi. Tra i suoi soggetti preferiti si annoverano scorci veneziani, canali silenziosi e atmosfere sospese, interpretati con grande sensibilità luministica.

    Nel 1922 Tonti emigrò negli Stati Uniti, continuando la sua attività di pittore. Da quel momento le notizie su di lui si fanno più rade, sebbene alcune fonti riportino una sua presenza a Roma negli anni Cinquanta.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Antonio Milone Antonio Milone
    Napoli 1934-1919
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx A.Milone
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Lotto 2  

    Mamma

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    Mamma
    Olio su cartoncino cm 9x20

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
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    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Carlo Passigli Carlo Passigli
    Firenze 1881-1953
    Primavera
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 43x53 firmato in basso a sx R.Natali
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Alfonso Simonetti Alfonso Simonetti
    Napoli 1840 - Castrocielo 1892
    Olio su tela cm 39x81 firmato in basso a dx A.Simonetti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 52,5x35,5 firmato in basso a sx Paolo Sala
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 48x58 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
  • Enrico Gaeta Enrico Gaeta
    Castellammare di Stabia NA 1840-1887
    Strada di campagna, Napoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a sx G.Carelli
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Giacomo Moretti Giacomo Moretti
    Napoli 1939
    Olio su tela cm 100x120 firmato in basso a dx G.Moretti
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Paesaggio
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819 - 1886
    Nella stalla
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 600

  • Carlo Cazzaniga Giancarlo Cazzaniga
    Milano 1883 - Milano 1936
    Olio su tela cm 95x70 firmato in basso a dx C.Cazzaniga
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1200

  • Alfredo Tominz Alfredo Tominz
    Trieste 1854 - 1936
    Olio su tavola cm 60x114 firmato in basso a dx Alfredo Tominz 1905
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1800

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 28x59,5 firmato in basso a dx Formis
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Scultore Anonimo XIX - XX Scultore Anonimo XIX - XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 11x10x40
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tela cm 80x46 firmato in basso a sx G.Chiarolanza.

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 33x44,5 firmato in basso a sx A.Abrate
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 61,5x48,5 firmato Opera non firmata
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tavola cm 37x27 firmato in basso a dx Tommasi.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 10x17,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Giuseppe Sauli d'Igliano Giuseppe Sauli d'Igliano
    Torino 1853 - 1908
    Vicolo a San Remo

    Giuseppe Sauli d’Igliano nacque a Torino il 6 giugno 1853 da una famiglia di origini genovesi. La sua formazione artistica si svolse sotto la guida di Celestino Turletti, noto pittore piemontese specializzato in scene di genere, che influenzò profondamente l’impostazione stilistica e narrativa del giovane artista.
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    Fin dagli esordi, infatti, Sauli d’Igliano si distinse per una pittura attenta ai dettagli della vita quotidiana, ispirandosi al linguaggio visivo di Turletti e di Pier Celestino Gilardi.
    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali, ottenendo una discreta notorietà. Tra le sue prime apparizioni pubbliche si segnala quella del 1880 alla Mostra Nazionale di Torino, dove espose Offesa dal baffone. A Roma, nel 1883, presentò La lezione, mentre nel 1886 fu la volta di Asperges me Domine, esposta a Livorno. Due anni prima, all’Esposizione di Belle Arti di Torino del 1884, aveva presentato opere come Storielle di gioventù e Funerali e danze, testimonianza di un linguaggio pittorico già maturo e consapevole.
    Accanto alla pittura di genere, Sauli d’Igliano si dedicò con passione al paesaggio, rappresentando in particolare i monti della Val di Viù, i borghi di Usseglio e le vedute costiere della Liguria. Le sue composizioni naturalistiche, popolate spesso da figure intente nelle attività quotidiane, offrono uno spaccato genuino della vita rurale del tempo. Attraverso un tratto fluido e una palette calda e naturale, riusciva a coniugare l’osservazione del reale con una sottile vena lirica e simbolica.
    Giuseppe Sauli d’Igliano si spense il 14 gennaio 1928. La sua opera rimane significativa per la capacità di fondere sensibilità narrativa e rigore compositivo, restituendo con autenticità lo spirito di un’epoca e di un territorio.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Chiesetta montana

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
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    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x13,5 firmato in basso a dx P.Joris
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Alfio Paolo Graziani Alfio Paolo Graziani
    Roncoferraro (MN) 1900 - Gavirate (VA) 1981
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx A.Graziani

    Alfio Paolo Graziani nacque il 29 ottobre 1900 a Roncoferraro, in provincia di Mantova, e morì il 28 novembre 1981 a Gavirate, nel Varesotto. La sua formazione artistica iniziò presto, grazie a borse di studio che gli permisero di frequentare il Corso di pittura all'Istituto G.
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    Franchetti di Mantova e, successivamente, l'Accademia Cignaroli di Verona. Si trasferì poi a Milano, dove proseguì gli studi all'Accademia di Brera, entrando in contatto con maestri come Cesare Tallone e Ambrogio Alciati.

    Durante la sua carriera, Graziani partecipò a numerose esposizioni di grande rilevanza, tra cui l'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera a Milano e varie mostre organizzate dalla Società per le Belle Arti di Milano. Il suo talento fu riconosciuto anche a livello internazionale, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Mostra d'Arte Italiana di Barcellona.

    Le sue opere si distinsero per la qualità e la delicatezza, in particolare nei ritratti e nelle composizioni di figure femminili, che gli garantirono numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1933, per esempio, ottenne una medaglia d'argento per l'affresco "Il Mercato" e una medaglia d'oro per il dipinto "Fanciulla in verde".

    Dal 1931 al 1942, Graziani si dedicò anche all'insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti all'Umanitaria di Milano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Francesco Sagliano Francesco Sagliano
    Santa Maria Capua Vetere, Caserta 1826 - Napoli 1890
    Olio su tela cm 58,5x56.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x22 firmato in basso a sx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
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    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Matteo Roversi Matteo Roversi
    Poltrona
    Matita su carta cm 19x28

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
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    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA:
    min € 500 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Pastello su carta cm 35x39 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Emilio Notte Emilio Notte
    Ceglie Messapica 1891 - Napoli 1982
    Olio su tavola cm 33x25 firmato in alto a dx E.Notte
    Esposto alla Biennale di Venezia del 1912.



    Emilio Notte nacque a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, il 30 gennaio 1891, da genitori veneti. In seguito ai trasferimenti dovuti all’impiego del padre, la famiglia si spostò in varie località del Sud Italia, esperienze che segnarono la sua formazione giovanile e la sua sensibilità artistica.
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    Dopo aver studiato dapprima nel ginnasio locale, si trasferì a Napoli e poi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti e si formò alla scuola di maestri come Adolfo De Carolis e, indirettamente, Giovanni Fattori.

    Già durante gli anni di formazione emergente Notte manifestò un talento precoce: in età ancora molto giovane partecipò a importanti esposizioni e venne a contatto con l’ambiente delle avanguardie italiane. A Firenze trovò amicizie decisive — con scrittori, poeti e artisti legati all’ambiente de “La Giovine Etruria” — e fu introdotto al mondo futurista dalla cerchia di figure come Ardengo Soffici.

    Tra il 1914 e il 1918 Notte aderì formalmente al movimento futurista, anche se con una visione personale rispetto ai temi dominanti dell’epoca: pur partecipando al dinamismo plastico tipico del movimento, coltivò un’attenzione autentica per la figura, per la sofferenza umana e per la rappresentazione della vita quotidiana, anziché per la mera celebrazione della macchina o del progresso tecnico. Durante la Prima guerra mondiale prestò servizio sul fronte, dove rimase ferito, e ciò influenzò profondamente la sua pittura post-bellica.

    Nel corso degli anni Venti il suo stile conobbe una svolta: Notte progressivamente si allontanò dalle forme più radicali dell’avanguardia per avvicinarsi a un “ritorno all’ordine”, dialogando con la pittura rinascimentale, con la tradizione veneta e con un realismo magico sottile. Nel 1923 vinse un concorso per una cattedra presso il Liceo Artistico di Venezia, iniziando una lunga carriera didattica che lo vide insegnante a Roma e poi, dalla fine degli anni Venti, all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui, pur in un contesto spesso ostile e critico, svolse un ruolo importante nella diffusione della pittura moderna nel Meridione, influenzando generazioni di allievi.

    Durante gli anni Trenta e Quaranta la sua opera continuò a esplorare tematiche di impegno civile — come il lavoro, la guerra, la condizione umana — con un linguaggio pittorico sempre più personale e meditativo. Le sue composizioni grandi, intense e a volte allegoriche, testimoniano una profonda riflessione sul tempo, sul destino, sul sociale. Dagli anni Cinque alla fine della sua vita, Notte intraprese ulteriori percorsi di sperimentazione: la serie dei «neri» ispirata alle isole Eolie, la successiva serie dei «bianchi» con motivi simbolici-ermetici, e addirittura lavori che guardano allo spazio e all’astrofuturismo, segno della sua capacità di restare aperto alle trasformazioni culturali.

    Emilio Notte morì a Napoli il 7 luglio 1982, lasciando un’eredità artistica che attraversa il futurismo, il ritorno all’ordine, la riflessione sul contemporaneo e, infine, una sorta di poesia visiva unica nel panorama italiano del Novecento.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 71,5x100 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22 firmato in basso a sx A.Formis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 56x60 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 700

  • Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x21,5 firmato in basso a dx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
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    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Edoardo Dalbono Edoardo Dalbono
    Napoli 1841 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 39x31 firmato in basso a dx E.Dalbono.
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ugo Celada da Virgilio Ugo Celada da Virgilio
    Cerese (MN) 1895 - Varese 1995
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx Ugo Celada

    Ugo Celada da Virgilio nacque il 25 maggio 1895 a Virgilio, un piccolo comune della provincia di Mantova. Sin da giovane dimostrò un talento eccezionale per l'arte, esponendo già all'età di tredici anni alla mostra di fine corso a Palazzo Ducale di Mantova.
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    Fu proprio in quella occasione che il suo lavoro attirò l'attenzione di importanti critici e intellettuali, tra cui Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti, che ne lodarono la maestria.

    Nel 1914, grazie a una borsa di studio Franchetti, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone. Fu in quegli anni che il suo stile pittorico si affinò e divenne sempre più riconoscibile. La sua carriera decollò nel 1920, quando partecipò alla XII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, conquistando un posto di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale.

    Nel 1926 sposò Teresa e, nel 1932, ottenne uno studio presso il Teatro alla Scala di Milano, grazie al sostegno del sovrintendente Jenner Mataloni. Tuttavia, la sua carriera subì un colpo devastante nel 1943, quando durante un bombardamento aereo, il suo studio fu distrutto, insieme a tutte le sue opere. Nonostante questa tragedia, Celada continuò a lavorare e a partecipare a importanti mostre, sebbene la sua adesione al manifesto antinovecentista lo isolò ulteriormente dal panorama artistico ufficiale.

    Gli anni successivi videro una diminuzione della sua visibilità, ma nel 1959 partecipò alla Prima Mostra di Pittori Oggettivi a Milano. Nel 1985, il Comune di Cerese di Virgilio gli rese omaggio con l'inaugurazione della Galleria Ugo Celada, dedicata alle sue opere, in cui vennero esposte cinquanta delle sue creazioni donate dall'artista. Questo atto contribuì alla riscoperta del suo talento, che, seppur dimenticato per un lungo periodo, rimane un'importante testimonianza della pittura italiana del XX secolo.

    Celada morì il 9 agosto 1995 a Varese, all'età di 100 anni. La sua produzione spaziò dal ritratto alla natura morta, passando per il nudo. I suoi ritratti si caratterizzano per un'attenzione minuziosa ai dettagli e per la capacità di rappresentare i soggetti con un'idealizzazione che li rendeva quasi fuori dal tempo. Le sue nature morte, così come i paesaggi dipinti en plein air, testimoniano un equilibrato incontro tra classicismo e modernità, avvicinandosi per certi versi alla sensibilità di artisti come Giorgio Morandi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tela cm 25,5x31 firmato in basso a sx Bucci
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Porto Ligure

    Enrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855 da Luigi, libraio di origini francesi, e Marianna Savi. Fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per la pittura, che lo condusse a frequentare l’Accademia Albertina di Torino fino al 1872, sebbene non conseguì mai il diploma.
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    La sua formazione proseguì poi attraverso lezioni private con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Enrico Ghisolfi, Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Il viaggio a Parigi del 1878 fu per lui decisivo: l’incontro con le opere di Camille Corot e degli impressionisti francesi segnò profondamente la sua visione artistica, orientandolo verso una pittura più sensibile alla luce e alla resa atmosferica.
    A partire dal 1873, Reycend partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1874 al 1920 fu presenza costante al Circolo degli Artisti della città. Le sue opere furono esposte anche in altre importanti rassegne italiane, come quelle di Brera, Genova, Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Tra il 1885 e il 1886 si stabilì temporaneamente a Genova, dove realizzò una serie di vedute marine e portuali, ispirate alle mutevoli condizioni atmosferiche della costa ligure, tra cui spiccano lavori come Tempo grigio nel porto di Genova e Pioggia nel porto di Genova.
    Nel 1894 ottenne un importante riconoscimento: fu nominato socio onorario dell’Accademia di Brera, grazie al successo del dipinto Cantuccio quieto. La sua fama varcò anche i confini nazionali e le sue opere vennero esposte a Dresda, Monaco di Baviera, Londra, Barcellona, San Francisco, Saint Louis, Santiago del Cile e Buenos Aires. Tuttavia, con l’avvento del Novecento e il mutamento del gusto artistico, la sua pittura, ancora legata alla tradizione tardo ottocentesca, iniziò a essere marginalizzata. A ciò si aggiunsero gravi lutti familiari e difficoltà economiche, che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
    Enrico Reycend morì a Torino il 21 febbraio 1928.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    Contadini

    Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. La sua formazione artistica ebbe luogo all’Accademia di Belle Arti di Ginevra, dove fu allievo di Léon Gaud, figura di riferimento della pittura svizzera di fine Ottocento.
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    Dotato di un talento precoce, Ferrero ottenne, a soli ventitré anni, la cattedra di insegnamento del nudo nella stessa accademia, incarico che testimonia il riconoscimento del suo valore da parte dell’ambiente accademico ginevrino.
    Durante il soggiorno in Svizzera, si distinse anche come autore di importanti opere murali: tra queste, gli affreschi realizzati per la Banca di Stato di Friburgo e per il teatro Kursaal di Ginevra. Tra i suoi lavori più rappresentativi di questo periodo si annovera anche la grande tela allegorica intitolata L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, commissionata dal Circolo degli Stranieri di Montreux.
    Tornato in Italia, Ferrero proseguì con successo la propria attività artistica, partecipando alle principali esposizioni nazionali, incluse la Biennale e la Triennale di Milano. Nel 1916 presentò alla Biennale di Brera Il dramma, opera che fu poi esposta anche a Vercelli nel 1922. L’anno successivo vinse il concorso per celebrare il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde con il dipinto La Beneficenza, oggi conservato presso la sede dell’istituto a Milano.
    L’opera di Ferrero si colloca in prossimità del linguaggio divisionista, sia per la tecnica che per l’impegno nei temi affrontati. I suoi dipinti trattano spesso soggetti sociali e morali, come nel caso de La guerra, Calvario della madre o Il vitello d’oro, rivelando una visione critica e partecipe della realtà contemporanea. Tale approccio lo portò ad assumere una posizione di isolamento durante il regime fascista, a causa delle sue convinzioni etiche e politiche.
    Alberto Ferrero morì a Roma nel 1963. La sua produzione pittorica, articolata tra grandi composizioni allegoriche, affreschi pubblici e opere a forte contenuto sociale, resta un’importante testimonianza della pittura italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 350

  • Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 10,5x7 firmato in basso a sx L.Ajmone

    Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina.
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    Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.

    Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.

    Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.

    Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Luigi Venturi Luigi Venturi
    Bologna XIX secolo
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx L.Venturi.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Lucius Rossi Lucius Rossi
    Roma 1846 - Parigi 1913
    Olio su tavola cm 35x26,5 firmato in basso a destra L.Rossi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
  • Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a dx G.Sobrile
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Giuseppe Laezza Giuseppe Laezza
    Napoli 1835-1905
    Olio su tela cm 52,5x94 firmato in basso a sx Giuseppe Laezza.

    Giuseppe Laezza nacque a Napoli nel 1835 e si affermò come uno dei pittori più rappresentativi della tradizione paesaggistica napoletana dell'Ottocento. La sua formazione artistica si sviluppò nell'ambito della Scuola di Posillipo, corrente pittorica che privilegiava la rappresentazione dal vero dei paesaggi e delle vedute costiere, ispirandosi alla luce e ai colori del Golfo di Napoli.
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    Seguendo le orme di artisti come Giacinto Gigante, Laezza adottò uno stile realistico, caratterizzato da una resa attenta dei dettagli e da una palette cromatica luminosa.
    Nel corso della sua carriera, Laezza partecipò a numerose esposizioni, sia in Italia che all'estero. Esordì nel 1877 all'Esposizione Nazionale di Napoli con opere quali Dopo il tramonto, San Germano, Cassino e Una mala pesca alla Marinella. L'anno successivo, prese parte all'Esposizione Universale di Parigi del 1878, presentando il dipinto Processione di bambini in una festa di campagna. Nel 1884 espose Un bagno pubblico a San Giovanni a Teduccio alla Mostra Nazionale di Torino. Le sue opere furono frequentemente presentate anche alle Promotrici napoletane, con titoli come Reminescenza d'autunno, Vallata del Cavone ai Ponti Rossi, Il ritorno dalla vendemmia, Casamicciola, Panorama di Pompei, Resina, Una Marina, La pioggia, Campagna di Canneto, Un cattivo tempo, Licola e Alle Paludi.
    Oltre alla pittura, Laezza si dedicò all'insegnamento: a partire dal 1880 fu docente presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. La sua produzione artistica spaziò tra paesaggi, scene di genere e nature morte, sempre mantenendo una coerenza stilistica improntata al realismo e a una profonda osservazione della realtà quotidiana.
    Nonostante il riconoscimento ottenuto in vita, Laezza morì in povertà a Napoli nel 1905, lasciando un corpus di opere che testimoniano la sua dedizione all'arte e alla rappresentazione della vita e dei paesaggi della sua terra natale.

    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
    Base Asta:
    € 6000

  • Attribuito Jose' Cardona Attribuito Jose' Cardona
    Barcellona 1878 - Moia' 1922
    Bronzo cm 13x8x22
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Olio su cartone cm 27,5x38 firmato in basso a sx R.Panerai 1920
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tela cm 62x103 firmato in basso a dx Tommasi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giuseppe Ghiringhelli Giuseppe Ghiringhelli
    Milano 1874 - Varese 1944
    Olio su tela cm 100x71 firmato in basso a sx G.Ghiringhelli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Nel cortile della masseria
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Fortezza Vecchia a Livorno
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Giovanni Fattori Giovanni Fattori
    Livorno 1825 - Firenze 1908
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx G.Fattori

    Autentiche: Archivio prof. Andrea Baboni – Correggio (RE) per la pittura Italiana del XIX secolo

    Provenienza: Raccolta Giovanni Teront, Esp. Centenario 1925 - Promotrice FI - 1884

    Bibliografia:

    Società delle Belle Arti di Firenze “Onoranze a Giovanni Fattori nel I° centenario della nascita”, catalogo n. 40 pag. 20; Firenze novembre-dicembre MCMXXV
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volume IX anno 1991-92 pag. 140 tavola a colori
    STIMA:
    min € 90000 - max € 100000
    Base Asta:
    € 60000

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 17x11,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Ettore Tito Ettore Tito
    Castellamare di Stabia (NA) 1859 - Venezia 1941
    Olio su cartone cm 16x20,5 firmato in basso a dx Tito
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Torri di Vajolet Val di Fassa (TN)
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
  • John Linton Chapman John Linton Chapman
    Washington, DC 1839 - Westchester, NY 1905
    Castello di Nemi
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 20,5x29,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Pascolo a Vicchio
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su cartone cm 50x70 firmato in basso a sx Cesare Maggi
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 45x60 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 13,5x34,5 firmato in basso a dx C.Jotti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Pastello su carta cm 68x48 firmato in basso a sx Adolfo FeraguttiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 44,5x34,5 firmato in basso a dx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
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    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Attribuito a Federico Rossano Attribuito a Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tela cm 78x64 firmato in basso a dx A.R.



    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, da Vincenzo e Elisabetta. Fin da giovane si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, inizialmente per frequentare la scuola di architettura, ma ben presto indirizzò il suo interesse verso la pittura, contro la volontà paterna.
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    Durante la sua formazione venne influenzato da maestri quali Giacinto Gigante e Filippo Palizzi, figure di spicco del paesaggismo napoletano, e coltivò una vocazione al paesaggio che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nei primi anni Sessanta partecipò a importanti esposizioni in Italia, entrando in contatto con un ambiente pittorico in fermento.

    Intorno al 1858 si trasferì a Portici (o comunque alla zona della Villa Favorita nei pressi di Napoli) dove si aggregò, insieme ad artisti come Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni, al gruppo che passò alla storia come la cosiddetta “Scuola di Resìna”. In questo contesto Rossano partecipò all’elaborazione di un’idea di paesaggio più reale, spontanea e “per macchie”, denunciando l’eccessiva finitura e accademismo della pittura tradizionale.

    Nel 1872 prese parte all’Esposizione di belle arti di Milano; un anno dopo vinse una medaglia di seconda classe all’Esposizione universale di Vienna. A partire dalla metà degli anni Settanta si trasferì a Parigi, grazie anche all’invito di De Nittis, dove rimase per circa vent’anni. In Francia ampliò i suoi orizzonti pittorici: si fece influenzare dalla pittura della scuola di Barbizon e dall’impressionismo nascente, pur mantenendo un approccio personale e non del tutto imitatore. I suoi paesaggi parigini e delle campagne francesi sono caratterizzati da una resa luminosa e atmosferica, dove la natura sembra avvolta da una luce sognante piuttosto che descritta in modo minuzioso.

    Nel 1880 sposò Zélie Brocheton, figlia di un notaio di Soissons, stabilendo così un legame affettivo e personale che lo ancorò alla Francia. Tuttavia, dopo circa vent’anni di permanenza parigina, Rossano fece ritorno in Italia intorno al 1893, stabilendosi a Portici e successivamente a Napoli. Qui ottenne, per interessamento del pittore Domenico Morelli, la cattedra di paesaggio alla Regia Accademia di Belle Arti di Napoli, incarico che ricoprì con continuità. Partecipò anche a manifestazioni come la Biennale di Venezia (nel 1899, 1905, 1910).

    Artisticamente, Rossano si distingue per la sua fusione tra realismo verista e sensibilità luministica. Le sue opere paesaggistiche non puntano alla mera cronaca ma a cogliere l’atmosfera: la luce che pervade un campo, i riflessi sull’acqua, il taglio del cielo al tramonto. Pur dentro l’orizzonte della Scuola di Resìna, Rossano non aderì alla vita mondana o urbana con l’intensità dei suoi contemporanei: la sua scelta fu più contemplativa, legata alla natura e all’ambiente più quieto.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 500

  • Luigi Bertolingrande Luigi Bertolingrande
    Napoli 1903 - 1977
    Olio su tela cm 55x100 firmato in basso a sx L.Bertolingrande
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Vann Gregory Vann Gregory
    L'eco visibile
    Grafite su carta schoellershammer cm 70x50

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 27x40 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x41,5 firmato in basso a sx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Lago di Antermoia Val di Fassa (TN)
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Romolo Garrone Romolo Garrone
    Torino 1891 - 1959
    Olio su tela cm 39,5x49,5 firmato in basso a dx R.Garrone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vincenzo Migliaro Vincenzo Migliaro
    Napoli 1858 - Napoli 1938
    Acquarello su carta cm 22x18 firmato in alto a sx V.Migliaro
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su cartone cm 25,5x17 firmato in basso a dx Rubens Santoro
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tela cm 33x61,5 firmato in basso a dx F.Gioli

    Pubblicato sul catalogo Allemandi anno 2007 – 2008 volume XXV tavola a colori pag. 320
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Soldato che cuce
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Vele a Venezia
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Pompeo Massani Pompeo Massani
    Firenze 1850-1920
    Olio su tela cm 45x74 firmato in basso a dx P.Massani
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Annibale Scaroni Annibale Scaroni
    Brescia 1891 - Milano 1983
    Olio su tela cm 107x77 firmato in basso a dx Scaroni
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
    Base Asta:
    € 900

  • Plinio Nomellini Plinio Nomellini
    Livorno 1866 - Firenze 1943
    acquarello su carta cm 65x100 firmato in basso a sx Plinio Nomellini
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Gilberto Petrelli Gilberto Petrelli
    Firenze 1922 - 1986
    Olio su tela cm 97,5x74 firmato in basso a dx G.Petrelli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Giovanni De Martino Giovanni De Martino
    Napoli 1870-1935
    Bronzo cm 15x18x52 firmato in basso a dx G.Martino
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tela cm 50x40 firmato in alto a dx Spadini.

    Armando Spadini nacque a Firenze il 29 luglio 1883, figlio di Luigi, ottico, e di Maria Rigacci, sarta originaria di Poggio a Caiano. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò, nel 1893, a lavorare come apprendista decoratore nella fabbrica di terrecotte e maioliche artistiche di Jafet Torelli.
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    Successivamente, frequentò la scuola professionale delle arti decorative industriali di Firenze, dove si formò come incisore litografo e pittore sotto la guida di Giacomo Lolli, ottenendo la qualifica di pittore nel 1900.
    Tra il 1900 e il 1902, e poi nel 1910, frequentò la Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove conobbe artisti come Ardengo Soffici e Adolfo De Carolis. Quest'ultimo lo coinvolse in progetti decorativi e lo introdusse nel vivace ambiente culturale fiorentino, dove Spadini collaborò con xilografie e disegni alle riviste "Leonardo" di Giovanni Papini e "Hermes" di Giuseppe Antonio Borgese.
    Nel 1908 sposò Pasqualina Cervone, pittrice conosciuta presso la scuola di Giovanni Fattori e sua principale musa. Nel 1910 si trasferì a Roma, inizialmente con diffidenza, ma ben presto si integrò grazie all'amicizia con il critico Emilio Cecchi e alla frequentazione del caffè Aragno, punto di ritrovo di artisti e letterati. In questo periodo, nacquero i figli Anna, futura moglie dello scrittore Leo Longanesi, e Andrea, che divenne scultore e ceramista.
    Spadini partecipò a diverse esposizioni, tra cui le Secessioni Romane del 1913 e del 1915, riscuotendo i primi successi. Nel 1917, a causa dei primi sintomi di nefrite cronica, fu riformato dal servizio militare e si trasferì con la famiglia in una villetta nel quartiere Parioli, che divenne un luogo di incontro per amici artisti e letterati come Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Papini, Giuseppe Ungaretti, Giorgio De Chirico e Amerigo Bartoli.
    Nel 1918 espose alla mostra d'Arte Italiana di Zurigo e gli fu dedicata una personale presso la Casina Valadier. Nel 1920, grazie all'interessamento di Ugo Ojetti, che pubblicò una monografia a lui dedicata, fu nominato accademico di San Luca e ricevette un vitalizio da parte dello scrittore Olindo Malagodi, che alleviò le sue difficoltà economiche. Dal 1921 al 1925 fece parte del comitato per le Biennali romane.
    Wikipedia
    Nel 1921 partecipò con il gruppo "Valori Plastici" alla Fiorentina Primaverile, esponendo opere come "Ritratto di bambina", "Paese" e "Bovi nella stalla". Nel 1923 partecipò all'esposizione di arte italiana a Buenos Aires. Il culmine della sua carriera arrivò nel 1924, quando la XIV Biennale di Venezia gli dedicò una sala personale con trentasette opere, consacrandolo tra gli artisti di maggiore rilievo.
    Spadini morì a Roma il 31 marzo 1925.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Licinio Campagnari Licinio Campagnari
    Favaro Veneto (VE) 1920 - Andora (SV) 1981
    Olio su tela cm 49x69 firmato in basso a dx L.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tela cm 159x50 firmato in basso a dx
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquerello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti.
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tavola cm 18x12,5 firmato in basso a dx S. Ferraris

    Severino Ferraris, pittore italiano, nacque il 5 settembre 1903 a Craveggia Prestinone, in provincia di Novara, dove risiede. Fin dalla giovane età, si dedicò con impegno allo studio dell’arte, frequentando la scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore.
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    La sua formazione fu arricchita dall’influenza familiare, essendo nipote del celebre pittore Carlo Fornara, il cui esempio contribuì a plasmare la sua visione artistica.

    La carriera di Ferraris si sviluppò in un contesto di vivace partecipazione a mostre regionali e nazionali. Egli espose le proprie opere in importanti sedi espositive quali la Nazionale di Milano, la Promotrice di Torino e le sindacali di Novara, riscuotendo apprezzamenti anche al Premio Bognanco del 1953 e alla I Nazionale d’Arte pura a Napoli. La sensibilità con cui interpretava la luce e il colore gli permise di sviluppare uno stile personale e raffinato, capace di catturare l’essenza dei paesaggi e delle atmosfere quotidiane.

    Le opere di Severino Ferraris sono oggi custodite in istituzioni di rilievo, come la Pinacoteca Galletti di Domodossola, il Museo del Paesaggio di Pallanza e il Museo di Latina, oltre a far parte di numerose collezioni private. Non meno importante fu il suo contributo nel campo dell’arte sacra: egli realizzò le pale d'altare per le chiese di S. Biagio in Domodossola e di Stella Maris in Cervia, lasciando un segno indelebile nel patrimonio artistico religioso.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 14x24,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giuseppe Camino Giuseppe Camino
    Torino 1818 - Caluso (TO) 1890
    Olio su cartone cm 34x45,5 firmato in basso a dx G.Camino

    Giuseppe Camino nacque a Torino il 28 ottobre 1818. Dopo aver completato gli studi classici, intraprese inizialmente una carriera amministrativa su richiesta del padre, ma ben presto seguì la sua passione per l'arte, diventando uno dei più apprezzati paesaggisti piemontesi dell'Ottocento.
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    Si formò sotto la guida dello scultore Giuseppe Bogliani e condivise lo studio con Angelo Beccaria. Iniziò la sua carriera artistica realizzando opere di carattere religioso, tra cui una pala d'altare raffigurante San Vincenzo de' Paoli per la chiesa di Rocciamelone e una Via Crucis per il Convento della Visitazione a Torino.
    Successivamente, si dedicò alla pittura di paesaggio, ispirato dai suoi viaggi di studio nella campagna romana e napoletana tra il 1845 e il 1846. Espose sei paesaggi alla Promotrice di Torino nel 1846, tra cui "Campagna romana vista dalla villa d’Este in Tivoli" e "Marina sulla costa di Savona". Tra il 1851 e il 1852, viaggiò a Parigi, Ginevra e Londra, ospite di Emanuele Tapparelli d’Azeglio, aggiornando il suo linguaggio pittorico sull'esempio del grande paesaggismo nordico. Negli anni successivi, si concentrò su paesaggi montani piemontesi e valdostani, nonché sulla campagna canavesana. Camino fu socio fondatore della "Società Promotrice delle Belle Arti" e del "Circolo degli Artisti" di Torino. Lavorò come scenografo per il Teatro Regio di Torino e divenne professore all'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1864, si ritirò nella villa che si fece costruire a Caluso, dove continuò a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1890. Tra i suoi allievi si ricordano Giuseppe Falchetti, Carlo Pittara e Giacinto Bo.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 30x23,5 firmato in basso a sx C.Filippelli
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    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lino Baccarini Lino Baccarini
    Gonzaga ( MN ) 1893 - Milano 1973
    Olio su tavola diametro cm 65 firmato in basso a dx L.Baccarini

    Lino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.
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    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a MilanoLino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.

    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a Milano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tela cm 30,5x67 firmato in basso a sx E.Tonti.
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Colombarolli Giuseppe Colombarolli
    Verona 1891 - Verona 1961
    Olio su tavola cm 30x24 firmato in basso a dx G.Colombarolli











    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 2
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Filiberto Petiti Filiberto Petiti
    Torino 1845 - Roma 1924
    Olio su tavola cm 37,5x25 firmato in basso a sx F.Petiti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 350

  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 16,5x15 firmato in basso a dx V.Irolli

    Nato a Napoli il 30 settembre 1860, l'artista studiò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli tra il 1877 e il 1880, avendo come maestri G. Toma, F.
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    Maldarelli e lo scultore S. Lista. Fu profondamente influenzato dalle opere di F. P. Michetti, A. D'Orsi e A. Mancini viste all'Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877. Debuttò alla XV Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1879 con "Felice rimembranza", vincendo il primo premio.

    Negli anni successivi, espose varie opere di ispirazione storica e ritratti, come "Sesto Tarquinio" e "L'attentato all'onore di Lucrezia". Il suo ritratto di Francesco Netti del 1884 esemplifica la sua abilità nel catturare il carattere e l'individualità delle figure. Tra il 1880 e il 1883, durante il servizio militare a Pavia, continuò a dipingere, realizzando opere come "Povera madre".

    Tornato a Napoli, frequentò artisti come Michetti e Sartorio e partecipò a varie esposizioni, ottenendo riconoscimenti per opere come "Amore e dovere" e "Maddalena moderna". Tra il 1889 e il 1890, partecipò alla decorazione della birreria Gambrinus di Napoli. Verso la fine degli anni '80, si dedicò al "secondo realismo", specializzandosi in scene di vita domestica e realismo popolare, influenzato da artisti come A. Cefaly e F. Palizzi.

    Le sue opere descrivono spesso interni rustici e scene familiari, come "Focolare domestico", "Il bacio della mamma" e "Bella lavandaia", esibendo una tecnica pittorica vivace e dettagliata. Le sue pitture di genere riscossero successo nei mercati internazionali di Parigi, Londra e Berlino, sebbene l'artista stesso considerasse quel periodo come uno dei più gravosi della sua vita, dovendo produrre opere accattivanti per motivi economici.

    Nel corso del Novecento, il suo stile divenne più fluido e rapido, con composizioni all'aperto e scene cittadine. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per opere come "Primavera", "La prediletta", "Sogno primaverile" e "Spannocchiatrici". Le sue ultime partecipazioni espositive risalgono agli anni '30 e '40, culminando con la sua presenza alla I Annuale Nazionale del 1948 a Cava de' Tirreni.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tavola cm 21x32,5 firmato in basso a sx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
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    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Edoardo Gioia Edoardo Gioia
    Roma 1862 - Londra 1937
    Olio su tavola cm 48,5x28 firmato in basso a dx E.Gioia

    Edoardo Gioia nacque a Roma il 27 settembre 1862 in una famiglia in cui l’arte era già presente, poiché il padre era pittore. Dopo una formazione classica in un istituto di lingua francese, decise di seguire la vocazione artistica, inizialmente lavorando nello studio paterno.
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    Giovanissimo iniziò a viaggiare tra Italia ed Europa, soggiornando in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: queste esperienze, ricche di visite a musei e gallerie, ampliarono il suo linguaggio pittorico e lo avvicinarono alle correnti europee contemporanee.

    Gli anni Ottanta dell’Ottocento furono fondamentali per la sua affermazione. Partecipò a esposizioni a Roma con dipinti e acquerelli che suscitarono consensi e lo portarono a entrare nel gruppo In arte libertas, formato da artisti che cercavano una pittura più moderna e libera dalle convenzioni accademiche. In questo periodo alternò soggetti storici e letterari, scene di caccia, paesaggi e vedute naturalistiche, mostrando una notevole versatilità.

    Nel 1889 sposò Eugenia Vasio e formò una famiglia con tre figlie. La sua attività si ampliò con numerose commissioni di ritratti destinati ad ambienti aristocratici e borghesi. Parallelamente approfondì con grande competenza il campo delle arti applicate: studiò pigmenti e vernici, progettò vetrate artistiche, realizzò decorazioni per interni, disegni per mobili e ambientazioni dallo stile raffinato e ornamentale.

    Una parte importante della sua carriera si svolse anche a Londra, dove lavorò per committenze di prestigio decorando sale, soffitti e ambienti privati, oltre a ideare cartoni per vetrate. Pur impegnato nel campo decorativo, continuò a dipingere con costanza ritratti, scene di campagna, animali e marine, caratterizzati da un equilibrio tra realismo e gusto elegante.

    Nel corso del Novecento consolidò la propria reputazione sia come pittore sia come decoratore, partecipando a esposizioni e ricevendo nuove commissioni. Scelse infine di stabilirsi definitivamente a Londra, dove morì il 30 maggio 1937.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1200

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 19x21 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

    Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita.
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    Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Luciano Albertini Luciano Albertini
    Verona 1910 - 1985
    Olio su tavola cm 18,5x24 firmato in basso a dx Albertini



    Luciano Albertini nacque il 13 dicembre 1910 a Cadidavid, una frazione di Verona, in una famiglia benestante. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, che poté coltivare grazie al sostegno dei genitori durante gli studi presso il collegio di Desenzano del Garda.
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    Dopo aver assolto il servizio militare, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti "G. B. Cignaroli" di Verona, dove fu allievo di Guido Trentini e Antonio Nardi. Successivamente, si trasferì a Roma per approfondire la sua formazione sotto la guida di Giacomo Balla, maestro del Futurismo, che ebbe un'influenza determinante sul suo stile. Balla lo incoraggiò a sperimentare una pittura più rapida e istintiva, orientata all'espressione del movimento e dell'impressione immediata.

    Negli anni '30, Albertini iniziò a esporre le sue opere in importanti rassegne artistiche, tra cui le Quadriennali di Roma e le Biennali di Verona. Le sue mostre personali si tennero in diverse città italiane ed europee, tra cui Milano, Roma, Brescia, Palermo, Perugia, Rovereto, Riva del Garda, Stoccolma, Zurigo, Parigi, Amsterdam e Salisburgo. Le sue opere entrarono a far parte di collezioni pubbliche e private.

    Negli anni '50, frequentò per diversi anni i corsi estivi della Sommerakademie di Salisburgo, tenuti dal pittore austriaco Oskar Kokoschka. Questa esperienza contribuì al suo distacco dallo stile accademico e lo avvicinò a una pittura più libera e gestuale, pur mantenendo l'uso del cavalletto per la pittura "en plein air".

    Nel 1950, a seguito di un incidente stradale che lo costrinse a interrompere temporaneamente il lavoro all'aria aperta, iniziò a lavorare nel suo studio in via Sottoriva a Verona e nella casa di famiglia a Cadidavid, dedicandosi alla ritrattistica con modelle.

    Il suo stile pittorico spaziava dalla ritrattistica al paesaggio e alla natura morta. Utilizzò diverse tecniche, tra cui olio, acquerello, tempera, china e tecnica mista, su supporti vari come tela, cartoncino, carta e faesite. I suoi primi lavori mostrano l'influenza della pittura veronese di Trentini e di Angelo Dall'Oca Bianca, soprattutto nella paesaggistica e nella ritrattistica. Con il tempo, sviluppò una ricerca personale volta a esprimere il movimento attraverso pennellate rapide e dense, fondali che spesso si avvicinano al fantastico e una rielaborazione interna delle immagini.

    Tra le sue opere più ammirate si annoverano "Mare", "Natività", "La Salute", "Strada di Salisburgo", "Gente di paese", "Sobborgo di Parigi" e "Cristo". Nel 1957, espose a Verona venticinque opere illustranti Venezia, secondo una sua interpretazione personale e poetica.

    Negli ultimi anni della sua vita, la produzione artistica di Albertini divenne più intensa, con una vasta quantità di dipinti che, pur mantenendo una qualità elevata, tendevano a ripetere schemi consolidati, soprattutto nelle "cartoline" e negli acquerelli.

    Luciano Albertini morì il 1º febbraio 1985 a Verona, dopo una lunga degenza ospedaliera seguita a una caduta.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Luca Albino Luca Albino
    Maiori 1884 - Maiori 1952
    Olio su tela cm 34,5x50 firmato in basso a sx L.Albino.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Bogoni

    Adriano Bogoni nacque il 16 luglio 1896 a Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona. Si formò presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente nello studio di Angelo Dall'Oca Bianca.
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    Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, si stabilì a Milano, dove iniziò la sua attività artistica, partecipando a diverse esposizioni.
    Nel 1919, Bogoni espose per la prima volta alla Quadriennale di Torino, e l'anno successivo partecipò alla XII Biennale di Venezia. Nel 1925, presentò una mostra personale a Sanremo, seguita da un'altra a Torino nel 1926. Nel 1927, espose a Gardone Riviera, e nel 1931 partecipò alla "Famegia Veneziana" a Milano, ottenendo un buon successo.
    La sua pittura iniziale era di natura analitica, con ritratti che evidenziavano una forte carica psicologica e introspettiva. Successivamente, negli anni '50, si dedicò a nature morte e paesaggi, in particolare del mare ligure, trasferendo nelle sue opere la passione per l'analisi delle emozioni e dei sentimenti.
    Nel Castello scaligero di Malcesine, sul Lago di Garda, Bogoni fondò l'Accademia Internazionale del Paesaggio, riconosciuta dallo Stato. Nel periodo 1937-1939, l'Accademia accolse circa novanta allievi provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Russia, Francia e Polonia. Nel corso della sua carriera, l'artista ricevette numerosi premi nazionali e internazionali.
    Le sue opere sono presenti in raccolte private e in gallerie d'arte moderna di città come Roma, Milano, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona e New York. Nel 1976, la moglie Maria Pia donò tredici sue opere alla Pinacoteca Comunale di Malcesine.
    Adriano Bogoni morì a Milano nel 1970.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 16,5x20 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Angelo Beccaria Angelo Beccaria
    Torino 1820 - 1897
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a sx A.Beccaria datato 54

    Angelo Beccaria nacque a Torino nel maggio del 1820. All'età di diciotto anni, si iscrisse all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove studiò sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra.
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    Inizialmente orientato verso la pittura di figura, dovette abbandonarla a causa di problemi alla vista, dedicandosi così esclusivamente alla pittura di paesaggio. Fu influenzato da artisti come Massimo d'Azeglio e Alexandre Calame, sviluppando uno stile che, sebbene legato a un certo manierismo, mostrava una profonda sensibilità verso la natura.
    A partire dal 1843, Beccaria espose regolarmente le sue opere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando alle esposizioni annuali fino al 1860 e, successivamente, con alcune interruzioni, fino al 1896. Le sue opere, come "La raccolta del fieno" (1864), "Paese d'invenzione" (1870) e "L'ora del pasto", riflettono una predilezione per le scene agresti e montane, spesso ambientate nelle vallate piemontesi e valdostane. Accanto ai dipinti ad olio, realizzò numerosi studi, disegni e incisioni, tra cui una serie di sei tavolette con vedute di campagna caratterizzate da colori tenui e una notevole freschezza espressiva.
    Oltre alla sua attività artistica, Beccaria si dedicò all'insegnamento del disegno presso importanti famiglie nobili e borghesi torinesi, tra cui la famiglia reale. Fu maestro dei principi Amedeo e Oddone, nonché delle principesse Clotilde e Maria Pia. Tra i suoi allievi si annovera Giuseppe Camino. Angelo Beccaria morì a Torino il 14 gennaio 1897

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 22,5x32 firmato in basso a sx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 8,5x15 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tavola cm 26x38 firmato in basso a sx G.Carelli.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 55,5x48,5 firmato in alto a dx U.Caputo Paris
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Federico Schianchi Federico Schianchi
    Modena 1858 - Roma 1918
    Olio su tavola cm 34x54,5 firmato in basso a dx Federico Schianchi

    Pubblicato in bianco e nero su "Il valore dei dipinti dell'ottocento" a pag. 697

    Federico Schianchi nacque a Modena il 6 ottobre 1858 da Ludovico Schianchi e Matilde Baroni. La sua formazione artistica ebbe inizio nel 1878 presso l'Istituto Modenese di Belle Arti, dove fu allievo di Antonio Simonazzi, docente di disegno, e di Ferdinando Manzini, insegnante di ornamento.
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    Nel 1887 si trasferì a Roma, città che divenne il fulcro della sua attività artistica. .

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Theodoro Doriota Theodoro Doriota
    Francia XIX-XX
    Bronzo cm 28x13,5x30
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 74x94,5 firmato in basso a sx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Raoul Viviani Raoul Viviani
    Firenze 1883 - Rapallo 1965
    Olio su tela cm 121x164 firmato in basso a dx Viviani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 71x50,5 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Olio su cartone cm 34,5x44 firmato in basso a dx G.Pizzirani
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880 - 1958
    Santa Maria maggiore Verbania
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Pensieri
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Arturo Moradei Arturo Moradei
    Firenze 1840 - Ravenna 1901
    Olio su tela cm 95x66 firmato in basso a sx Moradei
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3000

  • Franz Richard Unterberger Franz Richard Unterberger
    Innsbruck 1838 - Neuilly sur Seine1902
    Olio su tavola cm 32x30 firmato in basso a sx F.Unterberger
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 18x28 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 51x33 firmato in basso a sx N.Gradi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 28,5x38,5 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Luigi Steffani Luigi Steffani
    San Giovanni Bianco (BG) 1827 - Milano 1898
    Tirando le reti
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a dx V.Caprile
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 35x48 firmato in basso a dx E.Brugnoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Toro Attilio Toro
    Napoli 1892 - 1982
    Olio su tavola cm 40x29,5 firmato in basso a dx A.Toro
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Acquarello su carta cm 56,5x75 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
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    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 20x21,5 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 25x52 firmato in basso a dx P.Fragiacomo

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Salvatore Balsamo Salvatore Balsamo
    Napoli 1894 - 1922
    Olio su tela cm 75,5x88 firmato in basso a dx S.Balsamo



    Salvatore Balsamo nacque a Napoli nel 1894 e vi morì nel 1922, a soli 28 anni. Durante la sua breve esistenza riuscì comunque a distinguersi come pittore partenopeo dalla mano vigorosa e dalla tavolozza corposa.
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    Formatosi nella città natale, fu allievo di importanti maestri della pittura napoletana come Vincenzo Irolli, Giuseppe Casciaro e Eugenio Scorzelli, che gli trasmisero la sensibilità per il paesaggio e la luce mediterranea.

    La produzione di Balsamo si concentra principalmente su vedute e scene di vita napoletana, con predilezione per il Golfo, il lungomare, la marina e gli scorci popolari che evocano l’atmosfera vivace della città. Nel suo repertorio compaiono anche figure, contadine o ordinarie, immerse in ambienti che raccontano la quotidianità più che la grandezza eroica.

    Stile e linguaggio del pittore evidenziano un gusto per la pittura «per macchie», con pennellate energiche e una resa della luce che tende al tonale e all’atmosferico. L’influenza del maestro Casciaro è percepibile nella ricerca di coloriti brillanti, mentre l’immediatezza della scena e la scelta di soggetti familiari richiamano l’ambiente verista-napoletano.

    La sua carriera, pur breve, ha lasciato tracce in collezioni e mercati d’arte: alcune sue opere sono riconosciute per la loro qualità e ricercatezza sul mercato, soprattutto le vedute ambientate a Napoli, che ne sottolineano la capacità di cogliere con spontaneità e forza cromatica il paesaggio urbano e marino del capoluogo campano.

    La cesura della sua vita prematura ha probabilmente impedito un’evoluzione più ampia del suo linguaggio artistico; tuttavia, ciò che resta del suo lavoro testimonia l’esistenza di un talento autentico, intimamente legato al contesto partenopeo e capace di tradurlo in pittura con vigore e sincerità.

    In definitiva, Salvatore Balsamo si pone come un interprete della Napoli del primo Novecento, con uno sguardo diretto e una pittura che privilegia il tono, la luce e la sensibilità locale più che le avanguardie. Anche se la sua produzione è limitata per via della breve vita, il suo contributo alla pittura di paesaggio campana rappresenta un piccolo ma significativo tassello del panorama artistico napoletano del suo tempo.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 600

  • Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 32x21,5 firmato in basso a sx G.Micheli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 1
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Pastello su carta cm 47x31 firmato in basso a dx Consadori
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 45x65 firmato in basso a destra Noequil 1941
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 78x150 firmato in basso a sx V.Zanetti Zilla
    STIMA:
    min € 4000 - max € 4500
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 51x26 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Signorini Giuseppe Signorini
    Roma 1857-1932
    Olio su tavola cm 28x44 firmato in basso a dx Giuseppe Signorini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 30x32 firmato in basso a sx V.Irolli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 75x144,5 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1800

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Maternita'
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pascolo in alta valle
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su masonite cm 47x59 firmato in basso a dx A.Corradi
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Carlo Mezzadra Carlo Mezzadra
    Broni 1901 - Milano 1978
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx C.Mezzadra
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1839 - San Pier d'Arena 1908
    Olio su tela cm 65,5x95 firmato in basso a dx Imerio Venturini
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000
    Base Asta:
    € 8000

  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Karpoff
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Attribuito Vincenzo Gemito Attribuito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 7,5x9x22 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Filippo Indoni Filippo Indoni
    Roma 1842 - 1908
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a dx Indoni.

    Filippo Indoni nacque a Roma nel 1842 e si affermò come uno dei più apprezzati pittori di genere della seconda metà dell'Ottocento. La sua formazione si sviluppò seguendo i modelli degli artisti coevi dell'Italia centrale e meridionale, con particolare attenzione alla tradizione napoletana.
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    Fin dai primi anni della sua carriera, si dedicò alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi popolari, immortalando scene di contadini, artigiani e popolani in ambientazioni rurali o urbane, spesso vestiti con costumi tradizionali.
    Indoni predilesse la tecnica dell'acquerello, ma lavorò anche con l'olio su tela, adottando uno stile realistico e meticoloso, capace di cogliere con sensibilità i dettagli della vita semplice e dei paesaggi italiani. Le sue opere, come "Il corteggiamento", "Pastorelli al pozzo" e "Le gitane", sono esempi emblematici della sua produzione, caratterizzata da una narrazione visiva che esalta la dignità e la serenità delle persone comuni.

    La sua arte fu particolarmente apprezzata dal mercato straniero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove le sue opere venivano spesso acquistate da collezionisti attratti dalla rappresentazione idealizzata e romantica dell'Italia rurale. Partecipò a numerose esposizioni, ottenendo consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tra i suoi lavori più noti figura anche il ritratto di Alessandro Torlonia, realizzato per il Collegio Nazareno di Roma.

    Oltre alla sua attività artistica, Indoni ebbe un ruolo significativo nella formazione del giovane Umberto Coromaldi, figlio della sua seconda moglie, che divenne anch'egli un noto pittore. Filippo Indoni morì a Roma nel 1908.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su tela cm 77x123 firmato in basso a dx G.Giani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tavola cm 55x65 firmato in basso a dx Cisari.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su carta cm 14,5x11 firmato in basso a dx S. Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
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    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 250

  • Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in alto a sx R.Fontana

    Roberto Fontana nacque a Milano il 10 aprile 1844. Dopo aver abbandonato gli studi classici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò incisione sotto la guida di Antonio Bramati e pittura con Giuseppe Bertini e Carlo Notaris.
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    Esordì nel 1866 alla XXV Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Torino con l'opera "Geltrude confusa scorge la lettera in mano al principe suo padre", ispirata ai Promessi Sposi. Successivamente, si dedicò a soggetti di genere, presentando nel 1872 all'Esposizione di Belle Arti di Brera il dipinto "Ispezione alla persona della fidanzata. Costume russo", che gli valse l'apprezzamento della critica e del pubblico. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti a Filadelfia nel 1876 e a Parigi nel 1889. La sua produzione comprende ritratti, paesaggi e scene di genere, caratterizzati da una notevole attenzione ai dettagli e una raffinata tecnica pittorica. Morì a Milano il 25 novembre 1907.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Zago Luigi Zago
    Villafranca di Verona (VR) 1894 - Mendoza 1952
    Olio su cartone cm 48x68 firmato in basso a dx Luigi Zago

    Luigi Zago nacque il 14 febbraio 1894 a Villafranca di Verona, in Italia. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, iniziando a dipingere come autodidatta.
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    Nel 1924, sotto la guida del pittore Vettore Zanetti Zilla, affinò ulteriormente le sue capacità artistiche.
    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1924 al Lyceum di Milano, dove le sue opere catturarono l'attenzione di critici e artisti, tra cui Carlo Carrà. Nel 1925, partecipò alla Biennale di Roma, ottenendo riconoscimenti significativi. Continuò a esporre in importanti sedi come la Quadriennale di Torino e in altre città italiane, tra cui Milano, Firenze e Bologna. Nel 1926, in occasione del Centenario Francescano, Zago realizzò ottanta opere dedicate ai luoghi legati a San Francesco d'Assisi. Questi dipinti furono pubblicati nei tre volumi dei "Santuari Francescani" di Padre Vittorino Facchinetti. L'anno successivo, dipinse una serie di cinquanta opere ispirate ai luoghi e alle atmosfere dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, raffigurando scene come quelle di Don Abbondio e Pescarenico.
    Nel 1928, Zago allestì una mostra personale alla Galleria Micheli di Milano, presentando opere che ritraevano i luoghi della Prima Guerra Mondiale. Nello stesso anno, partecipò alla Biennale di Venezia con i dipinti "La Fonte" e "Finestra". Per il ventennale della Vittoria, intraprese un viaggio a piedi attraverso i luoghi dove aveva combattuto, creando una serie di opere esposte nella "Mostra dei campi di battaglia – dal Timavo all'Adamello" a Milano. Queste opere gli valsero il titolo di "pittore delle visioni di pace sui luoghi di guerra".
    Nel 1929, Zago vinse il primo premio alla Mostra del Paesaggio di Baveno e, nel 1942, ottenne lo stesso riconoscimento alla Mostra Sindacale di Milano con il dipinto "Alto Lago di Como", successivamente acquisito dalla Provincia di Milano. Tuttavia, nel 1943, un bombardamento distrusse gran parte del suo studio a Milano, perdendo numerose opere. Nonostante ciò, organizzò una mostra con i lavori rimasti e continuò a esporre in città come Biella, Bergamo e Como.
    Nel 1946, Zago ricevette il primo premio alla "Mostra del Mare" di San Remo. L'anno seguente, la moglie Magda Martinelli portò alcune sue opere in Sud America, presentandole in musei e gallerie. Nel 1949, Zago si trasferì a Buenos Aires, in Argentina, dove lavorò per il Ministero delle Belle Arti. In Sud America, ottenne numerosi successi, esponendo in città come Rosario, Mendoza, Cordoba, Punta del Este e Montevideo. Il governo della provincia di Cordoba gli commissionò cinquanta tele raffiguranti la città e i suoi paesaggi, pubblicate nel catalogo "Cordoba y sus Sierras en su poesía de colores".
    Noto anche come "il pittore di Evita Perón", Zago morì improvvisamente a Buenos Aires l'8 luglio 1952, prima di poter completare un ulteriore incarico a Posadas, nella provincia di Misiones. Nel 1953, Villafranca di Verona gli rese omaggio con una grande mostra postuma, seguita nel 1954 dalla posa di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in via Pace. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all'estero, tra cui musei a Buenos Aires, Montevideo, Rosario e Santiago.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 45x90 firmato in basso a sx L.Gignous.
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 20,5x27 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Apokàlypsis 2
    Tecnica mista su carta cm 40x30 firmato al retro

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
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    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

  • Giulio Da Vicchio Giulio Da Vicchio
    Livorno 1925 - 2004
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a sx G.Vicchio
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Nicola Biondi Nicola Biondi
    Capua (CE) 1866 - Napoli 1929
    Olio su tela cm 40x46,5 firmato in basso a dx N.Biondi



    Nicola Biondi nacque a Capua il 7 ottobre 1866 e si spense a Napoli il 25 novembre 1929. Allievo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentò inizialmente la scuola guida di Antonio Licata per poi trasferirsi nella classe di Gioacchino Toma, entrando così in contatto con la tradizione pittorica partenopea e con una formazione solida dal punto di vista tecnico.
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    Ben presto Biondi si cimentò nella pittura di figure, scene di genere e ritratti ambientati in contesti quotidiani: tra i suoi soggetti ricorrenti troviamo contadini, figure in abiti semplici, momenti di vita domestica. La sua produzione risente dei fermenti artistici dell’Ottocento italiano, senza tuttavia aderire a sperimentalismi radicali: privilegia una resa nitida della figura, una tavolozza equilibrata e una composizione che mira a cogliere con immediatezza la realtà che lo circonda.

    Tra le opere più note si cita “Una partita a carte”, presentata alla Promotrice di Napoli, che ben esemplifica l’interesse dell’artista per il quotidiano e per il racconto pittorico nella chiave della scena intima. Le esposizioni cui partecipò costantemente testimoniano una carriera regolare: dal 1883 al 1911 prese parte con continuità alle mostre della Promotrice “Salvator Rosa” a Napoli, e più avanti alla Società degli Artisti Italiani a Firenze e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali.

    Stile e linguaggio di Biondi mostrano un’artista che, pur inserito in una tradizione regionale, seppe accostarsi con fiducia al mercato artistico e alle esigenze dell’epoca. Non fu un innovatore nella forma, ma un pittore sensibile alla luce, all’atmosfera, al carattere umano: nelle sue tele, la figura emerge con dignità, e la scena spesso semplice — acquista pregnanza tramite pennellate calibrate e attenzione al colore.

    Nel corso della carriera Biondi attrasse l’interesse del collezionismo: numerose sue opere sono comparsi sul mercato d’arte e continuano a circolare in aste e mostre; questo testimonia la persistenza del suo nome e dell’apprezzamento per una pittura che unisce mestiere e senso narrativo.

    In sintesi, Nicola Biondi rappresenta un interprete della pittura di genere italiana tra Ottocento e Novecento: ancorato al Sud, alla formazione partenopea, ma aperto al mondo della mostra e del mercato, riuscì a dar voce con sincerità e misura ad un repertorio di figure, momenti quotidiani e ambientazioni tranquille, con un tocco che valorizzava la verità della scena senza rinunciare alla qualità pittorica.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Francesco Ballesio Francesco Ballesio
    Torino 1860 - Tivoli 1923
    Olio su tela cm 70x130.5 firmato in basso dx F.Ballesio Roma

    Francesco Ballesio nacque a Torino nel 1860 in una famiglia borghese e mostrò fin da giovane una forte inclinazione per il disegno e la pittura. Studiò all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove ricevette una solida formazione accademica, per poi trasferirsi a Roma, città nella quale completò gli studi e si stabilì definitivamente.
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    Nella capitale, aprì inizialmente uno studio in via Ripetta e successivamente in via Flaminia, entrando in contatto con l’ambiente artistico romano di fine Ottocento, vivace e cosmopolita.

    La sua prima affermazione pubblica avvenne nel 1884, quando partecipò all’Esposizione Generale di Torino con l’opera Ancora onesta. . . , che ricevette consensi per l’eleganza compositiva e la finezza dell’esecuzione. Da quel momento la sua produzione si concentrò su due filoni principali: le scene di genere ambientate nella vita quotidiana borghese e i soggetti di ispirazione orientalista, all’epoca molto richiesti dal mercato.

    Ballesio fu particolarmente apprezzato per la sua abilità nel rappresentare figure femminili in interni raffinati, momenti domestici, o piccoli episodi animati da un senso di grazia e leggerezza. Parallelamente, le sue opere di gusto orientale – raffiguranti mercanti, musicisti o danzatrici in ambienti esotici – rivelano un interesse più estetico che documentario, costruito attraverso uno sguardo colto e decorativo piuttosto che attraverso l’esperienza diretta dei luoghi. Nonostante non avesse viaggiato in Oriente, Ballesio riuscì a creare ambientazioni convincenti grazie all’uso di fotografie e incisioni, restituendo con equilibrio e maestria il fascino dell’esotico.

    Accanto alla pittura a olio, coltivò con particolare successo la tecnica dell’acquerello, che gli permise di rendere con leggerezza cromatica e precisione formale la delicatezza delle sue scene. Il suo stile, limpido e controllato, rispecchia il gusto borghese dell’epoca: una pittura elegante, narrativamente misurata, attenta ai dettagli e alla piacevolezza visiva.

    Nel 1874 sposò una donna piemontese e, trasferitosi poi a Tivoli nel 1912, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi alla famiglia e alla pittura fino alla morte, avvenuta nel 1923. Ebbe dodici figli, e la sua casa divenne un luogo sereno dove continuò a lavorare in un clima domestico e raccolto.

    Le opere di Francesco Ballesio, molto apprezzate dal collezionismo inglese e americano, circolarono a lungo sul mercato internazionale.

    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 5000

  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 37x56,5 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tavola cm 12,5x19 firmato in basso a sx C.Ciani
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 53,5x78 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Costantino Rosa Costantino Rosa
    Bergamo 1803 - Bergamo 1878
    Olio su tavola cm 23,5x32,5 firmato in basso a sx C.Rosa



    Costantino Rosa nacque a Bergamo il 17 giugno 1803 e vi morì il 4 agosto 1878. La sua carriera artistica ebbe un inizio atipico: prima di dedicarsi alla pittura, esercitò la professione di orafo, mestiere che gli procurò lodi e apprezzamenti.
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    Fu l'amico Enrico Scuri a notare le sue doti disegnative e a spingerlo verso lo studio della pittura. Nel 1821, Rosa si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo del direttore Giuseppe Diotti, che ne riconobbe le potenzialità. Frequentò l'Accademia per dieci anni, fino al 1831.

    Negli anni successivi, Rosa iniziò a esporre le sue opere presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, risentendo notevolmente dell'influenza di paesaggisti come Massimo d'Azeglio e Giovanni Migliara. Seguendo la loro strada, acquisì una discreta fama anche nel capoluogo lombardo. Nel frattempo, si sposò con una concittadina di nome Teresa, di professione cucitrice. Tuttavia, la sua esuberanza sentimentale lo rese protagonista di fughe d'amore con altre donne, scandali che lo esposero al pubblico giudizio e gli valsero il ripudio da parte del suo maestro Diotti.

    Si trasferì quindi a Roma per un paio d'anni, per poi soggiornare anche a Napoli. Nel capoluogo partenopeo entrò in contatto con la Scuola di Posillipo, frequentata da artisti dediti all'esecuzione di paesaggi, arte nella quale Rosa rivestiva un ruolo di primo piano. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, portandolo a una maggiore libertà compositiva e a una sensibilità atmosferica che si distaccava dalla rigida impostazione classica.

    Al ritorno a Bergamo, Rosa presentò all'Esposizione del 1838 diversi panorami di Roma e della campagna romana, oltre a vedute istoriate che combinavano personaggi storici o letterari con paesaggi classici. Le sue opere riscossero unanimi consensi sia all'Accademia Carrara che a quella milanese di Brera. Nel 1862, sposò in seconde nozze Ester Zambelli, che lo accompagnò fino alla morte.

    Le opere di Rosa riguardano principalmente paesaggi naturalistici di stampo romantico, con scorci montani delle valli bergamasche e non. La sua mano dipingeva con estrema naturalezza, infondendo un senso di immedesimazione nel contesto paesaggistico dipinto con grande realismo. Tra le sue opere più rinomate si annoverano "La piazza grande di Bergamo", "La rocca di Urgnano", "Il seminario nuovo", "Cortile di cascina con animali" e "Prato di Bergamo nel tempo della fiera". Il suo messaggio romantico-naturalistico si estese anche a scorci situati nei dintorni di Roma e in altre zone da lui visitate, tra cui la riviera ligure.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 900

  • Remo Wolf Remo Wolf
    Trento 1912 - Trento 2009
    Pastello su carta cm 24x31 firmato in basso a dx Wolf

    Remo Wolf nacque il 29 febbraio 1912 a Trento, in Italia. Fin da giovane, dimostrò una passione per l'arte che lo portò a intraprendere studi in diverse città italiane.
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    Nel 1928, frequentò l'Istituto d'Arte di Parma, dove si diplomò nel 1930. Successivamente, si iscrisse all'Istituto di Magistero d'Arte di Firenze, concludendo gli studi con l'abilitazione all'insegnamento del "disegno e storia dell'arte" a Roma.
    La carriera di Wolf come insegnante iniziò a Bolzano e Merano. Nel 1935, tenne la sua prima mostra personale a Merano. Nel 1939, fu richiamato alle armi, prestando servizio prima sul fronte francese e successivamente in Africa Settentrionale. Dopo la sconfitta di El Alamein nel 1942, fu fatto prigioniero e trascorse diversi anni nei campi di prigionia in Egitto. Decorato al valor militare, tornò in patria nel 1946.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Carlo Prada Carlo Prada
    Milano 1884-1960
    Olio su tavola cm 32,5x44 firmato in basso a sx C.Prada

    Carlo Prada nacque a Milano il 13 ottobre 1884, figlio dell'avvocato Isnardo, che inizialmente lo indirizzò verso studi classici. Tuttavia, la precoce inclinazione artistica del giovane Carlo lo spinse a intraprendere un percorso differente: nel 1902 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.
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    In questi anni si avvicinò al Divisionismo, movimento che lo affascinò per la sua resa luministica ottenuta attraverso pennellate spezzate e colori puri.

    Il debutto ufficiale avvenne nel 1906 all’Esposizione Nazionale di Milano con il dipinto Ultime nevi, che gli valse l’attenzione del mercante d’arte Alberto Grubicy, figura di riferimento per la promozione del Divisionismo in Italia. Grazie a questa collaborazione, Prada riuscì a esporre le proprie opere anche a livello internazionale, partecipando a importanti rassegne a Parigi nel 1907, 1912 e 1921.

    Col passare degli anni, l’artista sentì l’esigenza di evolvere il proprio linguaggio espressivo, allontanandosi progressivamente dal Divisionismo. Abbracciò così i principi del movimento “Novecento”, che proponeva un ritorno all’ordine classico e alla solidità della forma. Negli anni Trenta, la sua adesione al Chiarismo segnò un ulteriore passaggio stilistico: le sue tele si riempirono di tonalità leggere e luminose, rifiutando i contrasti forti e privilegiando atmosfere diafane e serene.

    La produzione pittorica di questo periodo si concentrò soprattutto sui paesaggi liguri, in particolare le vedute di Portofino e dell’entroterra, dipinte con delicatezza e sensibilità. Al paesaggio si affiancò anche una produzione ritrattistica raffinata, in cui l’artista dimostrò una notevole capacità introspettiva nel cogliere la psicologia dei soggetti.

    Le opere di Carlo Prada furono esposte in numerose mostre, tra cui si ricordano la Società degli Amici delle Belle Arti a Cracovia nel 1935 e la Mostra d'Arte Italiana a Varsavia e Praga nello stesso anno. Morì nella sua città natale, Milano, nel 1960.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853 - 1923
    Olio su carta su tavola cm 27x22 firmato in basso a sx L. Rossi

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su cartone cm 14x11 firmato in basso a dx S.Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
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    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a sx L.Bazzaro.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone cm 37x29 firmato in basso a dx Emma Ciardi
    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
  • Baldassare Longoni Baldassare Longoni
    Dizzasco Intelvi (Co) 1876 - Camerlata (Co) 1956
    Olio su tela cm 65x80 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Federico Faruffini Federico Faruffini
    Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869
    Olio su tela cm 74,5x111 firmato in basso a dx F.Faruffini.

    Federico Faruffini nacque il 12 agosto 1833 a Sesto San Giovanni, allora parte del Ducato di Milano. Figlio di Paolo, farmacista, e di Giuseppa Albini, intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza presso l'Università di Pavia nel 1848.
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    Parallelamente, coltivò la sua passione per l'arte frequentando la Civica Scuola di Pittura di Pavia, dove fu allievo di Cesare Ferreri e Luigi Trecourt. Durante questo periodo, entrò in contatto con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali condivise un interesse per una pittura più libera e meno accademica.

    La sua produzione iniziale si concentrò su soggetti storici e religiosi, influenzata dalla pittura antiaccademica di Giovanni Carnovali, detto il Piccio. Nel 1856 si trasferì a Roma, dove risiedette fino al 1858, per poi soggiornare brevemente a Venezia tra il 1859 e il 1860, studiando i maestri della pittura rinascimentale veneziana. Nel 1861 si stabilì a Milano, partecipando attivamente alla vita artistica della città.
    Faruffini espose le sue opere in diverse occasioni, tra cui l'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove presentò dipinti come "Cesare Borgia che ascolta Machiavelli" e "Morte di Ernesto Cairoli". Nel 1864 partecipò all'esposizione di Brera con opere quali "Coro della Certosa di Pavia", "Scolari di Alciato", "Annunciazione", "Sordello e Cunizza" e "Machiavelli e Borgia", ricevendo una medaglia nel 1866 per quest'ultima.
    Il suo stile combinava elementi del realismo con contorni sfumati e colori vivaci, anticipando le tematiche e le tecniche della Scapigliatura lombarda. Tra le sue opere più note si annoverano "La gondola di Tiziano" (1861), "Lettrice" (1865) e "Il sacrificio della Vergine al Nilo" (1865), conservate in importanti gallerie d'arte italiane.

    Nonostante il talento riconosciuto, Faruffini visse una vita travagliata, segnata da difficoltà economiche e personali. Nel 1869 si trasferì a Perugia, dove, sopraffatto dalle avversità, si tolse la vita il 15 dicembre dello stesso anno.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 3000

  • Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 15x16x32 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Romeo Borgognoni Romeo Borgognoni
    Ravenna 1875 - Pavia 1944
    Olio su tela cm 83x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 2000

  • Hans Alexander Brunner Hans Alexander Brunner
    Vienna 1895 - 1968
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a sx HansAlexander Brunner
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 800

  • Attilio Andreoli Attilio Andreoli
    Chiari ( BS ) 1877 - Cavaglio Spoccia ( VB ) 1950
    Gioa e dolore
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    La pausa
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Arturo Faldi Arturo Faldi
    Firenze 1856-1911
    Olio su tela cm 50x85 firmato in basso a dx A.Faldi

    Provenienza: Collezione privata venduto da Christie’s asta n. 5816 del 8 giugno 2005
    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 34 pag. 239
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXIV pag. 283

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 9000

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 43x29,5 firmato in basso a sx F.Netti
    Pubb. Asta Sotheby’s Milano 127/132 del 19/03/1997
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV ed 1997/98 pag. 475 / n. XXII ed. 2004/05 pag. 581/ n. XXIX ed 2011/12 pag.553
    Pubb. La pittura Italiana dell’800 ed. De Agostini volume n. 8 pag. 194
    Pubb. Ottocento Italiano ed. De Agostini anno 1997/1998 pag. 182
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su cartone cm 11x14,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 41x29 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 25x34 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Marina a Torre del Greco
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ernesto Giacobbi Ernesto Giacobbi
    Mortizza (PC) 1891 - Piacenza 1964
    Olio su tavola cm 28,5x56 firmato in basso a dx E.Giacobbi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Acquarello su carta cm 50x34 firmato in basso a sx E.Zampighi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 88x51,5 firmato in basso a sx V.Zilla

    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 27x18 firmato in basso a sx C.Ciani
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Camona Giuseppe Camona
    Milano 1886 - 1917
    Olio su tela cm 60x91 firmato in basso a dx Camona

    Giuseppe Camona nacque a Milano il 9 maggio 1886 e crebbe in un ambiente sensibile alle arti, immerso nella vivace realtà culturale lombarda di inizio Novecento. La sua formazione lo portò presto a incontrare figure di rilievo del panorama artistico milanese e nel 1908 divenne allievo di Vittore Grubicy de Dragon, maestro attento alla luce, al colore e alle nuove ricerche sul paesaggio.
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    Questo incontro segnò profondamente il suo stile e il suo modo di osservare la natura.

    Nei primi anni della sua attività Camona si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando atmosfere pacate, sospese, ricche di sfumature cromatiche delicate. Le sue opere trasmettono un senso di quiete e di armonia, con una particolare attenzione alla luminosità e all’equilibrio tonale. Nel 1914 presentò due paesaggi all’Accademia di Brera e partecipò alla Biennale di Venezia, confermando il suo crescente riconoscimento tra i giovani artisti lombardi.

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe il suo percorso artistico. Chiamato alle armi, Camona visse direttamente le difficoltà e il dramma del fronte. In quell’esperienza, tuttavia, continuò a disegnare: nacquero così le opere riunite sotto il titolo “Impressioni di guerra”. Si tratta di fogli rapidi ma intensi, privi di enfasi celebrativa, capaci di restituire la vita quotidiana dei soldati, le attese, le fatiche, i momenti di silenzio e di inquietudine. Pur immersi nella tragedia, questi lavori conservano una finezza osservativa che testimonia la sua sensibilità artistica.

    La sua vita si concluse prematuramente il 15 agosto 1917 a Thiene, in provincia di Vicenza, a causa di una malattia contratta durante il servizio militare.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2400

  • Angelo Protti Angelo Protti
    Attivo a Milano tra il 1835 - 1875
    Olio su tela cm 84.5x140 firmato in basso sx Protti Ang.1872

    Esposto e pubblicato catalogo: Esposizione di Belle Arti di Milano
    Angelo Protti fu un pittore lombardo attivo tra la metà e la fine dell’Ottocento, la cui figura, pur poco documentata, occupa un posto interessante nella tradizione del paesaggio italiano. Nato e formatosi con ogni probabilità a Milano, è attestato in attività tra il 1835 e il 1875.
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    I primi lavori noti mostrano una spiccata attenzione per la prospettiva e l’architettura, segno di un’influenza esercitata dalla scuola dei “Migliaristi”, pittori lombardi specializzati in vedute urbane e in interni prospettici.

    Con il passare degli anni, Protti si orientò verso una pittura più legata all’osservazione della natura. Le sue vedute dei laghi e delle campagne lombarde rivelano un interesse crescente per la luce e per la resa atmosferica, senza tuttavia abbandonare il rigore costruttivo appreso nella formazione accademica. Le opere dedicate ai paesaggi di Lecco, Pescarenico e Garlate testimoniano la capacità dell’artista di unire precisione descrittiva e sensibilità lirica, offrendo immagini tranquille e armoniose della Lombardia di metà secolo.

    Nel 1872 partecipò all’Esposizione di Belle Arti di Milano con i dipinti Veduta di Pescarenico, Veduta di Lecco e con un disegno a matita raffigurante Beatrice Cenci, opere che gli valsero l’attenzione della critica locale. La sua produzione, tuttavia, rimase lontana dalle correnti più sperimentali dell’epoca, conservando un tono sobrio e misurato, in linea con la tradizione brianzola e milanese del paesaggio realistico.

    Un piccolo ma significativo autoritratto, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, mostra un volto attento e riflessivo, coerente con la discrezione della sua figura artistica. Di lui non si conoscono con certezza le date di nascita e di morte, ma la sua attività è documentata a Milano fino agli anni successivi al 1873, segno di una carriera coerente e legata all’ambiente lombardo.

    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000
    Base Asta:
    € 6000

  • Marcello Iras Baldessari Marcello Iras Baldessari
    Innsbruck 1894 - Roma 1965
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx Baldessari



    Roberto Marcello Iras Baldessari nacque il 23 marzo 1894 a Innsbruck, ma la sua famiglia si trasferì subito a Rovereto (Trentino), dove egli visse l’infanzia e gli anni giovanili. Frequentò gli studi presso la Scuola Reale Elisabettina di Rovereto e poi intraprese la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1908 al 1914, accrescendo le competenze tecniche e maturando contatti con le avanguardie del tempo.
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    Durante la prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, Baldessari aderì con entusiasmo al movimento futurista: si trasferì a Firenze nel 1915, entrò in contatto con le riviste e le correnti del futurismo e realizzò incisioni, oli e disegni dove la velocità, il dinamismo delle macchine e la fusione tra figura e ambiente divennero temi centrali. L’esperienza della guerra e gli spostamenti contribuirono a dare un segno forte alla sua sensibilità, che pur aperta alle sperimentazioni non dimenticò un richiamo al paesaggio e alla sua terra d’origine.

    Nel corso degli anni venti Baldessari soggiornò in vari Paesi europei (Francia, Spagna, Svizzera) e visse una fase di intensa sperimentazione che lo portò ad avvicinarsi al dadaismo e all’astrattismo. In questo periodo assunse anche il nome «Iras», pseudonimo con cui volle distinguersi da altri artisti Baldessari e che rappresenta la sua volontà di autonomia creativa. Dal 1936 si stabilì definitivamente a Rovereto, dove continuò a operare affiancando l’attività pittorica a quella incisoria.

    Il linguaggio di Baldessari si distingue per la coesistenza tra la lezione futurista — con i suoi versi di movimento, linee spezzate, colori intensi — e un amore per la natura, per il paesaggio alpino e urbano del Trentino e del Nord Italia. Le sue opere mostrano una tensione tra meccanismo e natura, tra la modernità tecnologica e il richiamo alla terra, restituendo un universo visivo dove la luce, la linea e la materia dialogano con forza.

    Roberto Marcello Iras Baldessari morì a Roma il 22 giugno 1965, lasciando un’eredità artistica che oggi è oggetto di studi e di mostre retrospettive, testimone di un percorso che attraversa alcune delle principali correnti del XX secolo in Italia senza perdere mai una cifra individuale e autentica.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Nello Giovvanelli Nello Giovvanelli
    Livorno 1922 - 1996
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx N.Giovvanelli
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 2
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
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    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Carlo Stratta Carlo Stratta
    Torino 1852 - 1936
    Acquarello su carta cm 29x19 firmato in basso a dx C.Stratta
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 21x27,5 firmato in basso a dx Pellicciotti
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Olio su cartone cm 64x94 firmato in basso a dx Alebardi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a sx C.Cressini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx Moretti Foggia
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Galileo Chini Galileo Chini
    Firenze 1873 - Firenze 1956
    Olio su cartone cm 21x17 firmato in basso a sx G.Chini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Olio su tavola cm 36x25,5 firmato in alto a sx E.Zampighi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Marchini Giovanni Marchini
    Forli' 1877 - Forli' 1946
    Olio su tela cm 75,5x139,5 firmato in basso a dx G.Marchini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1400

  • Ruggero Focardi Ruggero Focardi
    Firenze 1864 - Quercianella (LI) 1934
    Fasano verso Vallombrosa
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    La fanciulla dai capelli biondi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda, datato 1919
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Stefano Donadoni Stefano Donadoni
    Somasca ( BG ) 1844 - Roma 1911
    Olio su cartone cm 57x44 firmato in basso a dx Donadoni
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano, 1889 - Torino, 1957
    Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 70x100 firmato in basso a sx C.Domenici.

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 94x132,5 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    La fioraia di Verona
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37 firmato in basso a dx A.Beisone.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Mancini Carlo Mancini
    Milano 1829 - 1910
    Olio su cartone cm 11x17 firmato in basso a sx C.Mancini

    Carlo Mancini nacque a Milano il 28 febbraio 1829, figlio di Lorenzo e della contessa Lucrezia Barbiano di Belgioioso. L’ambiente familiare fu cruciale per la sua formazione personale e artistica.
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    Crescendo in un contesto che alimentò un profondo amore per la patria, nel 1859 si arruolò con i volontari piemontesi, insieme al fratello Ludovico. Parallelamente, entrò in contatto con il mondo musicale attorno alla villa di famiglia a Merate, dove si esibivano compositori come Rossini, Verdi, Bellini e Donizetti, e si dedicò anche al pianoforte. La sua amicizia con il compositore Arrigo Boito fu significativa, e fu proprio attraverso Mancini che Boito mise in musica parte del suo Mefistofele.

    Non si conoscono con certezza le modalità con cui Mancini si avvicinò alla pittura di paesaggio, né la sua formazione accademica. Tuttavia, è documentato un viaggio in Bretagna e Normandia, che lo ispirò per alcune delle sue prime opere esposte dal 1857. Sebbene si tramandi che abbia frequentato l'Accademia di Brera, non esistono prove documentarie a conferma di ciò. È possibile che Mancini abbia avuto una formazione privata con Giovanni Bisi, docente di paesaggio a Brera, a partire dal 1838. Alcune sue opere, come il dipinto Paesaggio (Milano, Accademia di Brera), risalente agli anni Cinquanta, suggeriscono che abbia intrapreso un percorso d’apprendimento con Bisi, forse in modo informale.

    Mancini fu uno dei principali esponenti della riforma della pittura di paesaggio che si sviluppò a Milano verso la fine degli anni Sessanta, condividendo con altri artisti lombardi un approccio verista e naturalista. La sua pittura si caratterizzò per l'accurata osservazione della natura, con una composizione semplice e una particolare attenzione alla luce e agli effetti atmosferici. Tra le sue opere più apprezzate, Fattoria presso Yport (Milano, Accademia di Brera), esposto nel 1862, ottenne il favore del pubblico e venne acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione.

    Nel 1867, Mancini fu nominato accademico di Brera. Nella seconda metà degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, realizzò una serie di opere di grande qualità, come Ave Maria della sera (Milano, Accademia di Brera) e il dipinto del Lago di Como, che evidenziavano la sua abilità nel rendere l’atmosfera e la luce. La sua tecnica si affinò con il tempo, raggiungendo una precisione disegnativa quasi fotografica. Dopo il 1875, Mancini smise di esporre, partecipando solo sporadicamente alle attività dell’Accademia. Negli anni successivi, viaggiò in Inghilterra, Egitto, India, Birmania, Siam e Cina, realizzando numerosi schizzi, considerati da alcuni critici la sua produzione migliore.

    Morì a Milano il 10 marzo 1910.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Gioacchino Galbusera Gioacchino Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tela cm 30x20 firmato in basso a dx Galbusera

    Gioacchino Galbusera nacque a Milano il 2 aprile 1870 e si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di importanti maestri quali Giuseppe Mentessi, Camillo Rapetti e Riccardo Brambilla. Sin dai primi anni, la sua pittura rivelò un’inclinazione per la solidità della composizione e la brillantezza cromatica, caratteristiche che avrebbero accompagnato tutta la sua carriera.
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    Intorno al 1890 si trasferì a Lugano, in Svizzera, dove sposò Elisa, figlia dello scultore Raimondo Pereda, figura ben nota nel panorama artistico ticinese. Questo legame familiare, unito alla fervente attività culturale della zona, contribuì a radicare profondamente Galbusera nel contesto artistico locale. Nel 1896 fondò infatti una scuola di pittura proprio a Lugano, offrendo un contributo significativo allo sviluppo dell’ambiente artistico della regione.
    La sua attività espositiva fu intensa: partecipò a numerose mostre sia in Svizzera sia all’estero, esponendo a Milano, Roma, Bruxelles e persino a San Pietroburgo. Le sue opere vennero particolarmente apprezzate per le nature morte, in particolare le composizioni floreali, al punto da essergli attribuito l’epiteto di “Raffaello dei fiori”. Accanto ai fiori, però, non mancavano vedute paesaggistiche, soprattutto scorci del Luganese e delle valli del San Bernardino, rese con un’attenta osservazione della luce e della resa atmosferica.
    Galbusera unì sensibilità pittorica e rigore formale, lasciando un segno tangibile nella pittura tra Otto e Novecento, in un equilibrio tra naturalismo e decorativismo. Morì a Lugano il 27 ottobre 1944, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi è riconosciuta e valorizzata tanto in Italia quanto in Svizzera.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 200

  • Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Olio su tela cm 49,5x44,5 fir

    Lazzaro Pasini nacque a Reggio Emilia il 28 settembre 1861. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per il disegno, che coltivò sotto la guida dell'incisore Romualdo Belloli.
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    Grazie a una borsa di studio, ebbe l’opportunità di trasferirsi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Qui studiò con Giovanni Fattori e si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, da cui assimilò l’interesse per la vita quotidiana e per il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua poetica pittorica.

    Il suo debutto ufficiale risale al 1884, quando presentò l’opera In soffitta all’Esposizione Nazionale di Torino. Il dipinto, una scena di genere ispirata a temi sociali, fu molto apprezzato per la sua sincerità e profondità emotiva, tanto da entrare nelle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia. Due anni dopo, Pasini si stabilì a Milano, città che gli offrì nuovi stimoli e lo mise in contatto con gli ambienti del naturalismo lombardo, influenzando ulteriormente il suo stile in direzione di un realismo più attento alla resa luministica e alla verità della scena.

    Nel corso della sua lunga carriera, Pasini partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1912, il pastello Accordi fu acquistato dalla regina madre, testimonianza della stima che godeva anche presso l’ambiente aristocratico. Nel 1918, fu insignito della medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per il valore della sua opera artistica.

    Negli anni maturi, la sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio, trattato con delicata sensibilità cromatica e con una pennellata morbida, quasi musicale. Le sue vedute, spesso ispirate alla Liguria e alla campagna lombarda, riflettono una profonda osservazione della natura e delle sue atmosfere mutevoli.

    Lazzaro Pasini morì a Milano il 29 aprile 1949.

    mato in basso a dx Laz.Pasini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 47X48 firmato in basso a dx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Nazzareno Sidoli Nazzareno Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1879 - Piacenza 1969
    Olio su tavola cm 38x29 firmato in basso a dx N.Sidoli.
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Olio su cartone cm 30x18,5 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi



    Ermenegildo Agazzi nacque il 24 luglio 1866 a Mapello, un piccolo centro in provincia di Bergamo, da Francesco e Pierina Moscheni, proprietari di un'osteria. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, ricevendo i primi insegnamenti dal fratello maggiore Rinaldo, anch'egli pittore, e dal maestro Giovanni Cavalleri.
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    Nel 1885, si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone.

    Nel 1886, esordì con l'opera "Ritratto della zia", che attirò l'attenzione della critica. Tuttavia, a causa di alcune ostilità nell'ambiente artistico locale, decise di trasferirsi a Milano, dove poté approfondire la sua formazione e avvicinarsi ai movimenti artistici emergenti dell'epoca. Nella città meneghina, entrò in contatto con gli ambienti della Scapigliatura e del Divisionismo, sviluppando uno stile personale caratterizzato da un uso brillante del colore e da una forte componente emotiva.

    La sua carriera fu costellata di successi e riconoscimenti. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia dal 1899 al 1912, la Triennale di Milano nel 1894, l'Esposizione Universale di Parigi nel 1900, dove ottenne una medaglia d'oro, e l'Esposizione Internazionale di Bruxelles nel 1910, dove fu nuovamente premiato con una medaglia d'oro. Nel 1938, ricevette la medaglia d'oro dal Ministero dell'Educazione Nazionale per il "Ritratto dell'architetto Gattermayer".

    Nel 1931, trascorse un breve periodo a Saint-Brevin, in Francia, dedicandosi alla rappresentazione dei paesaggi della Bretagna. Nel 1942, a causa dei bombardamenti su Milano che distrussero la sua abitazione e il suo studio, si trasferì nuovamente a Bergamo. Qui, il 25 ottobre 1945, fu tragicamente ucciso durante una rapina.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 1
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
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    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 38,5x22,5 firmato in basso a sx Micheli
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    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su cartone cm 24x32,5 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

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    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 75x60 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
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    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.

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    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1500

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 40x60 firmato in basso a sx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 20x32 firmato in basso a dx C.Ciani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Ernesto Fontana Ernesto Fontana
    Milano 1837 - Milano 1918
    Olio su tela cm 17x22,5 firmato in basso a sx E.Fontana

    Ernesto Fontana nacque il 12 febbraio 1837 a Milano. Fin da giovane mostrò un talento artistico che lo portò a frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giuseppe Bertini e Francesco Hayez, due figure di spicco del Romanticismo italiano.
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    Completò i suoi studi nel 1863, distinguendosi per la sua abilità tecnica e la sensibilità artistica.

    Inizialmente, Fontana si dedicò alla pittura storica, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1860 vinse il concorso Canonica con l'opera "Gerolamo Morone, gran cancelliere del duca Francesco Sforza, nel momento che viene arrestato in Novara da Antonio Leyva capitano di Carlo V", attualmente conservata presso la Pinacoteca di Brera a Milano. Questo successo gli aprì le porte a una carriera promettente nel panorama artistico italiano.

    Con il passare del tempo, Fontana ampliò il suo repertorio, avvicinandosi alla pittura di genere e assorbendo influenze dalla Scapigliatura, movimento artistico e letterario milanese. Le sue opere si caratterizzarono per un tono leggero e sentimentale, spesso raffigurando scene di vita quotidiana e figure femminili aggraziate e maliziose. Tra i suoi lavori più noti vi sono "Civetteria" (1869), "Dolce far niente" e "Un ricordo del padre confessore", esposti in diverse mostre nazionali e apprezzati dal pubblico e dalla critica.

    Oltre alla pittura su tela, Fontana si dedicò con successo all'affresco, decorando palazzi e chiese, e lavorò come illustratore per numerosi periodici dell'epoca. La sua versatilità artistica gli permise di ottenere commissioni importanti sia in Italia che all'estero. Nel 1873-74 partecipò alle esposizioni nazionali di Londra, dove le sue opere furono molto apprezzate dai collezionisti britannici.

    Tra le sue opere più celebri si annoverano "Maria Stuarda ai piedi di Elisabetta d'Inghilterra", premiata con medaglia d'oro alla Mostra Nazionale di Milano nel 1872 e successivamente acquisita dal British Museum di Londra, e le due versioni de "L'Odalisca", entrambe premiate e vendute a collezionisti londinesi. Altre opere degne di nota includono "Fortuna", "Carmen", "Mignon", "Una lezione d'amore" e "Ritratto di signora", quest'ultima conservata presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Ernesto Fontana trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cureglia, nel Canton Ticino, dove si spense il 25 luglio 1918.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Eduardo Galli Edoardo Galli
    Napoli 1854 - 1920
    Olio su cartone cm 96x68 firmato in basso a sx E.Galli.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 42x56,5 firmato in basso a sx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Acquerello su carta cm 42x61 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini

    Riccardo Pellegrini nacque a Milano l'11 marzo 1863 e morì a Crescenzago il 31 marzo 1934. Cresciuto in un ambiente fortemente influenzato dal romanticismo milanese, proseguì i suoi studi artistici a Roma e Napoli, sotto la guida di Domenico Morelli.
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    I suoi viaggi in Inghilterra, Francia e, soprattutto, in Spagna, arricchirono la sua arte, ispirandolo a rappresentare scene rustiche e paesaggi di grande intensità emotiva, spesso intrisi di un’atmosfera mediterranea.

    Oltre alla pittura, Pellegrini si distinse anche come illustratore, collaborando con importanti riviste del suo tempo e realizzando illustrazioni per opere letterarie come Don Chisciotte di Cervantes e Gil Blas di Alain-René Lesage. Le sue creazioni per cartoline d’epoca sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano Scene di pesca (1887), Domenica all'aperto (1890), Donne eleganti in riva al lago (1897), oltre a dipinti come A Siviglia, Bolero Andaluso e Mercato Arabo (circa 1890). Le sue tele sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Camuno di Breno. Pellegrini partecipò a numerose mostre, tra cui una a Pisa, dove espose ben diciannove opere. Il suo stile è caratterizzato da un uso vibrante dei colori e dalla capacità di catturare con grande dettaglio scene di vita quotidiana, che ne fanno un pittore amato per la sua abilità nel rappresentare la realtà in maniera vivida e coinvolgente.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 48,5x69 firmato in basso a dx G.Bo.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Mario Borgoni Mario Borgoni
    Pesaro 1869 - Napoli 1936
    Olio su tela cm 80,5x49,5 firmato in alto a sx M.Borgoni
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Francesco Vinea Francesco Vinea
    Forli 1845 - Firenze 1902
    Olio su tavola cm 30x5x22,5 firmato in alto a sx F.Vinea.

    Francesco Vinea nacque a Forlì il 10 agosto 1845. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a trasferirsi a Firenze, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti.
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    Tuttavia, difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi, affrontando un periodo di precarietà durante il quale lavorò come fotografo e illustratore per riviste. Successivamente, riuscì a riprendere la formazione artistica sotto la guida di Enrico Pollastrini, sebbene per un solo anno.

    Contrariamente alla tendenza accademica dell'epoca, che privilegiava soggetti storici o naturalistici, Vinea sviluppò uno stile personale, caratterizzato da scene di genere ambientate in epoche passate, con personaggi in costumi settecenteschi o rococò, ritratti in interni sontuosamente arredati. Le sue opere, spesso intrise di eleganza e ironia, raffigurano momenti di vita quotidiana con un tocco teatrale e decorativo.

    Il successo delle sue opere fu notevole, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove vennero apprezzate per la raffinatezza e la vivacità cromatica. Questo gli permise di condurre una vita agiata, stabilendosi in una villa a Pracchia, località appenninica, e mantenendo uno studio a Firenze, descritto come un ambiente ricco di oggetti d'arte e arredi eclettici, che spesso comparivano nei suoi dipinti.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Baccanale di soldati", "Alla più bella", "La visita alla nonna", "Un rapimento", "Una bagnante", "Il Vescovo" e "Un appuntamento". Vinea si dedicò anche alla tecnica dell'acquerello, dimostrando versatilità e padronanza in diverse modalità espressive.

    Francesco Vinea morì a Firenze il 22 ottobre 1902.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su tela cm 64x49 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 450

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 35x51 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Nogaro Carlo Nogaro
    Asti 1837 - Francia Choisy au Bac 1931
    Olio su tela cm 104x79 firmato in basso a sx
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Fausto Antonioli Fausto Antonioli
    Bergamo 1822 - Udine 1882
    Composizione floreale
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a destra Pier Focardi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 121x80,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Carlo Costantino Barbavara Carlo Costantino Barbavara
    Torino XIX
    Olio su tavola cm 30x19 firmato in basso a sx CarloCostantino Barbavara
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Malesci Giovanni Malesci
    Vespignano 1884 - Milano 1969
    Campagna
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Lorenzo Kirchmayr Lorenzo Kirchmayr
    Torino 1869 - 1933
    Olio su cartone cm 35x52,5
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47,5x64 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 2200 - max € 2400
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tavola cm 31x41 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 14x19 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x63 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Carolina
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 80x60 firmato in alto a sx Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
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    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 19,5x12,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Cesare Uva Cesare Uva
    Avellino 1828 - Napoli 1886
    Olio su tela cm 48x65 firmato in basso a dx C.Uva ( difetti )

    Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 in una famiglia semplice. Il padre, decoratore d’interni, gli trasmise fin da bambino il gusto per il disegno e lo introdusse alle prime tecniche pittoriche.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Uva mostrò un talento precoce: un premio ottenuto nel 1848 gli permise di proseguire gli studi a Napoli, dove si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti. In quell’ambiente entrò in contatto con il paesaggismo romantico e affinò la capacità di osservare la natura con attenzione luministica e sensibilità poetica.

    Terminata la formazione, tornò per un periodo ad Avellino, dove aprì una piccola bottega e impartì lezioni di pittura. Ben presto però si stabilì definitivamente a Napoli, città nella quale trovò un pubblico sensibile alle sue vedute e un ambiente artistico più stimolante. Con un collega aprì uno studio in via Riviera di Chiaia, luogo in cui produsse molte delle opere oggi considerate rappresentative della sua attività.

    La sua pittura si concentrò soprattutto sul paesaggio: marine, vedute campane, scorci di Napoli, di Pompei e dell’Irpinia costituiscono il nucleo centrale della sua produzione. Uva prediligeva la tempera e il guazzo su carta o cartoncino, tecniche che gli consentivano di ottenere effetti di luce rapidi, freschi e vibranti. Le sue scene sono spesso immerse in una atmosfera quieta e armoniosa, con cieli morbidi, colori delicati e un senso di pacata poesia.

    Accanto alla pittura svolse anche attività di restauro e scenografia, contribuendo alla valorizzazione di alcuni edifici pubblici della sua città natale. Fu apprezzato da committenti aristocratici e da un pubblico che riconosceva nelle sue opere una rappresentazione immediata e sincera della bellezza del paesaggio meridionale.

    Cesare Uva morì a Napoli il 16 febbraio 1886.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tela cm 71x43 firmato in basso a sx Milesi

    Alessandro Milesi, figlio di Giovanni Maria, un commerciante all'ingrosso di granaglie, e della sua seconda moglie Lucia Viola, vide la luce a Venezia il 29 aprile 1856. Fu battezzato il 4 maggio nella parrocchia di S.
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    Trovaso, contribuendo così alla ricca tradizione artistica di questa città lagunare.

    La sua giovinezza fu segnata da sfide economiche a causa della malattia del padre, che lo spinsero a iniziare a lavorare come tabaccaio nei pressi di S. Simeone. Tuttavia, la sua passione per l'arte lo spinse a perseguire una carriera artistica.

    A soli tredici anni, il 15 novembre 1869, Alessandro si iscrisse all'Accademia di belle arti di Venezia, un importante passo nella sua formazione. Qui studiò con impegno e ottenne risultati lodevoli, come attestato dai documenti conservati negli Archivi dell'Accademia.

    Il suo percorso artistico lo portò successivamente a Verona, dove seguì il suo insegnante Napoleone Nani. Grazie all'aiuto di Nani, ottenne commissioni importanti, tra cui il dipinto del soffitto di una chiesa a Isola della Scala e altri lavori significativi.

    Tornato a Venezia, Alessandro Milesi creò opere notevoli, tra cui i ritratti del padre e della madre, esposti in importanti gallerie d'arte. Espose in diverse mostre nazionali ed internazionali, guadagnandosi una crescente reputazione.

    Le sue opere spesso rappresentavano scene di vita quotidiana veneziana, con gruppi di persone intente al lavoro o alla conversazione, influenzate dalla tendenza artistica di quegli anni. Le sue composizioni richiamavano l'attenzione di collezionisti e artisti stranieri.

    Nel 1886, Alessandro Milesi si sposò con Maria Ciardi, anch'essa proveniente da una famiglia di artisti. Continuò a dipingere con passione, realizzando ritratti e opere di grande impegno sociale.

    Partecipò regolarmente alla Biennale di Venezia, esponendo diverse opere che ottennero apprezzamento e premi. Il suo contributo all'arte veneziana fu significativo, con opere che riflettevano la vita e la cultura della città.

    Nel 1934, realizzò una pala d'altare per la chiesa di S. Teresa a Venezia, una delle rare opere a soggetto religioso della sua carriera.

    Alessandro Milesi trascorse gran parte della sua vita a Venezia, contribuendo in modo significativo alla scena artistica della città. Morì il 29 ottobre 1945 a Venezia, lasciando un eredità duratura nel mondo dell'arte veneziana. Le sue opere continuano a essere ammirate e studiate per la loro bellezza e autenticità.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a sx C.Filippelli



    Cafiero Filippelli nacque a Livorno il 4 dicembre 1889 e vi morì nel febbraio del 1973. Appartenente al vivace panorama artistico della città labronica, formò la propria sensibilità pittorica entrando in contatto con la Scuola di Livorno e con gli ambienti toscani della fine dell’Ottocento e del primo Novecento.
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    Compì gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove incontrò maestri come Giovanni Fattori e Galileo Chini, grazie ai quali poté assorbire tanto l’eredità della macchia marinara quanto le suggestioni liberty.

    Allievo dello scultore Lorenzo Gori e dell’acquarellista Lorenzo Cecchi, Filippelli sviluppò un linguaggio che si colloca tra la tradizione post-macchiaiola e un più moderno senso dell’intimità domestica. È noto soprattutto per le sue “scene di interno” – ambienti familiari e quotidiani illuminati da luci artificiali, come lampade o candele, in cui l’illuminazione gioca un ruolo centrale nella resa atmosferica. Accanto a questi soggetti più raccolti, Filippelli dimostrò anche dimestichezza con la pittura en plein air, realizzando marine, paesaggi e figure femminili immerse nel panorama costiero o urbano di Livorno e dintorni.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni fra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, consolidando la sua presenza nel circuito dell’arte italiana del XX secolo. Filippelli fu inoltre membro del Gruppo Labronico, importante associazione di artisti livornesi che operava negli anni d’oro della città. La sua opera conobbe ampia diffusione sul mercato dell’arte, in particolare grazie al riconoscimento delle sue vedute e degli interni familiari, benché a partire dagli anni Cinquanta la sua produzione e la sua quotazione abbiano subito una graduale flessione.

    Dal punto di vista stilistico, Filippelli si distingue per un saldo mestiere pittorico, una tavolozza calibrata e una luce intimista che conferisce alle sue composizioni un tono raccolto, quasi meditativo. Le figure, quando presenti, paiono assorte in gesti quotidiani: un padre che legge, una madre che veglia sul bimbo, una famiglia riunita attorno al focolare. Non mancano tuttavia i soggetti più “esteriori” come vedute marine, barche ormeggiate, momenti di vita sul lungomare di Ardenza o in altri scorci livornesi, in cui l’artista sa tradurre la brezza, il riflesso dell’acqua, la luce della sera.

    Cafiero Filippelli rimane oggi un interprete significativo del gusto sostenuto della Livorno del suo tempo: un pittore che, pur non spingendosi verso le sperimentazioni radicali, seppe cogliere con sincerità e sensibilità il mondo che lo circondava – la famiglia, la casa, il mare, la luce – e tradurlo in immagini di intima verità.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Lotti Lotti
    Autoritratto 5
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
    Clicca per espandere


    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Manolo Ruiz Pipo Manolo Ruiz Pipo
    Spagna 1929 - 1999
    Olio su tela cm 35x27,5 firmato in basso a sx Pipo
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su tela cm 59,5x73 firmato in basso a dx A.Garino
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2500

  • Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 45x36,5 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx Gino Romiti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 43x59 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a sx L.Rodw
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 53x38 firmato in basso a dx A.Milesi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Cesena 1857 - 1903
    Olio su tavola cm 29,5x12 firmato al retro Anselmo Gianfanti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Montiano 1857 - Cesena 1903
    Olio su tela cm 34x31 firmato in basso a dx A.Gianfanti
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Tallone Cesare Tallone
    Savona 1853 - Milano 1919
    Olio su tela cm 101x66,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Pubblicato a colori su Cesare Tallone. Ritratti di società
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 4000

  • Luigi Bechi Luigi Bechi
    Firenze 1830 - 1919
    Scena famigliare
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Lugano da Cureggia
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500 offerta libera
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 34x38 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx G.Legora
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tela cm 95x150,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 32x20 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 300

  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 38x34 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 57,5x42 firmato in basso a dx Amisani.

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 35x45 firmato in basso a dx C.Bossone
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Francesco Longo Mancini Francesco Longo Mancini
    Catania 1880 - Roma 1948
    Olio su tela cm 78x62,5 firmato in basso a dx F.Longo Mancini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 34x44 firmato in basso a dx G.Colmo.
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 17,5x28 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 49,5x95,5 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 3000

  • Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 51,5x76 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 31

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Glauco Cambon Glauco Cambon
    Trieste 1875 - Biella 1930
    Olio su tela cm 99,5x100 firmato in basso a dx Cambon.
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 16x32 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Lotti Lotti
    Autoritratto 4
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

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  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    Firenze 1860 - Firenze 1920
    Olio su tavola cm 25x19,5 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio.
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    Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio. Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Federico Zandomeneghi Federico Zandomeneghi
    Venezia 1841 - Parigi 1917
    Olio su tela cm 58,5x50 firmato in basso a dx F.Zandomeneghi

    Federico Zandomeneghi nacque a Venezia il 2 giugno 1841 in una famiglia d’artisti: il padre Pietro e il nonno Luigi erano scultori di fama, ma lui, fin da giovane, mostrò una naturale inclinazione per la pittura. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, la sua carriera fu segnata dagli eventi storici del tempo.
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    Nel 1859, per sfuggire alla leva dell’esercito austriaco, lasciò la città natale e, l’anno successivo, partecipò come volontario all’impresa dei Mille di Garibaldi in Sicilia, esperienza che gli conferì un profondo senso di libertà e indipendenza.

    Nel 1862 si trasferì a Firenze, dove entrò in contatto con gli artisti del gruppo dei Macchiaioli, tra cui Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Giuseppe Abbati. L’incontro con questa cerchia fu decisivo: Zandomeneghi iniziò a dipingere all’aperto, a studiare la luce naturale e a usare il colore in modo più diretto e vibrante. La sua pittura di questi anni si caratterizza per l’attenzione alla vita quotidiana e per la rappresentazione realistica del paesaggio toscano, elementi che prefigurano la sua futura adesione all’Impressionismo.

    Nel 1874 partì per Parigi, città che divenne la sua nuova patria artistica. Lì frequentò gli ambienti più innovativi dell’epoca, incontrando Edgar Degas, con cui instaurò un’amicizia duratura, e partecipando alle mostre del gruppo impressionista tra il 1879 e il 1886. In Francia, Zandomeneghi trovò la piena maturità stilistica: la sua pittura si fece più luminosa, attenta agli effetti ottici e alle sfumature atmosferiche, ma mantenne sempre una compostezza e un equilibrio tipicamente italiani.

    I soggetti prediletti divennero le figure femminili colte nella vita di ogni giorno: donne che leggono, si pettinano, lavorano, conversano. In queste scene intime e silenziose, spesso realizzate con la tecnica del pastello, l’artista esprimeva una sensibilità poetica e un’osservazione acuta della realtà borghese. Il colore, morbido e trasparente, divenne il veicolo principale delle sue emozioni, conferendo alle sue opere un tono di dolcezza e di introspezione.

    Pur vivendo a Parigi, Zandomeneghi conservò sempre un legame profondo con le sue origini italiane. Nella luce delle sue tele e nella compostezza delle figure si ritrova l’eredità veneziana, unita alla libertà cromatica appresa in Francia. Questa fusione di discipline e culture fa di lui un ponte ideale tra la tradizione pittorica italiana e l’avanguardia europea.

    Morì a Parigi il 31 dicembre 1917, dopo una vita interamente dedicata alla pittura.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 3500

  • Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 48x41 firmato in basso a sx A.Protti

    Alfredo Protti nacque a Bologna il 26 aprile 1882 in una famiglia di umili origini: il padre era staderaio. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Ferri.
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    Tuttavia Protti rifiutò i rigidi schemi accademici e preferì percorrere una propria strada creativa, profondamente influenzata dalle nuove sensibilità europee e da un gusto per la pennellata libera, la luce e l’atmosfera piuttosto che per la definizione precisa dei contorni.

    Già nei primi anni del Novecento iniziò a partecipare alle principali rassegne bolognesi. Tra il 1906 e il 1911 vinse per sei volte consecutive il premio dell’Associazione artistica cittadina, a conferma del talento precoce e della riconoscibilità del suo linguaggio pittorico. Nel 1909 fece il suo esordio alla Biennale di Venezia e negli anni successivi portò le sue opere in importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui salette a Milano, Roma e manifestazioni all’estero.

    La sua pittura si distinse per un interesse marcato verso interni eleganti, figure femminili colte in momenti di intimità e quotidianità, nudi delicati o scene cariche di sensualità sottile. Attrasse l’attenzione di una borghesia raffinata e desiderosa di opere che unissero grazia, eleganza e una modernità discreta. In queste sue composizioni la luce, i riflessi e l’ambiente giocano un ruolo centrale: la tavolozza morbida e le pennellate ampie creano ambienti soffusi, carichi di un fascino elegiaco e di intimità domestica. È un realismo di sentimento, una reinterpretazione tardo-impressionista della vita borghese, lontana da accademismi rigidi e da eccessi decorativi.

    Nel corso degli anni Venti la sua produzione continuò, ma con toni più meditativi. Sempre affascinato dall’intimità domestica, ritratte giovani donne, scene di vita quotidiana, pose di grazia, a volte accompagnate dalla presenza discreta di oggetti, tessuti, riflessi. Sul finire di quel decennio la sua visibilità fu un po’ offuscata da nuove tendenze artistiche che emergevano, ma egli, pur lavorando con meno clamore, continuò a dipingere in modo coerente con la propria poetica.

    Tra gli anni Trenta e la sua scomparsa si dedicò anche a soggetti meno frequenti nella sua carriera fino a quel momento, come nature morte e paesaggi, spesso caratterizzati da una sensibilità più raccolta e intimista. In questi lavori traspare un artista che non cerca il colpo di scena, ma la delicatezza del quotidiano, la quiete, la luce soft del ricordo.

    Protti concluse la sua vita il 29 aprile 1949.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 12,5x19,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Gilda Pansiotti Cambon D'Amico Gilda Pansiotti Cambon D'Amico
    Milano 1891 - Castropignano 1986
    Olio su tavola cm 51x61 firmato in basso a sx G.Pansiotti

    Gilda Pansiotti Cambon d’Amico fu una pittrice italiana di notevole rilievo nel panorama artistico del Novecento, capace di unire solidità formale, sensibilità cromatica e una profonda attenzione alla dimensione umana dei suoi soggetti. Nacque a Milano il 16 febbraio 1891 in una famiglia colta e benestante, contesto che le permise di intraprendere fin da giovane un percorso di formazione artistica strutturato.
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    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove assimilò una preparazione rigorosa sotto la guida di maestri di primo piano e dove maturò una pittura consapevole, attenta tanto al disegno quanto al colore. Il legame con Brera rimase forte nel tempo, al punto che venne riconosciuta come socia onoraria dell’Accademia, segno della stima di cui godeva nell’ambiente artistico milanese.

    Fin dagli anni Dieci iniziò a partecipare con continuità alle principali esposizioni italiane, imponendosi come una voce autorevole e autonoma. Espose più volte alle Biennali di Venezia e ad altre rassegne nazionali, presentando opere che spaziavano dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alle composizioni di ambiente. La sua pittura si distingueva per una pennellata decisa, per l’uso intenso e vibrante del colore e per una particolare capacità di cogliere l’atmosfera emotiva dei soggetti, senza mai indulgere nel decorativismo fine a se stesso.

    Nel corso della sua vita personale e artistica, il nome con cui firmò le opere mutò seguendo le vicende familiari. Sposata inizialmente con il pittore Glauco Cambon, adottò per un periodo il cognome del marito, con il quale condivise una parte importante del suo percorso umano e creativo. Rimasta vedova nel 1930, in seguito si unì al magistrato Tommaso D’Amico, assumendo definitivamente il nome di Gilda Pansiotti D’Amico, con cui è oggi maggiormente conosciuta.

    Un momento decisivo della sua maturità artistica fu il legame con il Molise, dove trascorse lunghi periodi a partire dalla fine degli anni Trenta. I paesaggi di Duronia e Castropignano, la vita contadina, le figure umili e i ritmi della quotidianità rurale divennero temi centrali della sua pittura. In queste opere la luce si fa più calda, il colore più libero e la composizione più immediata, rivelando una pittura partecipe, intensa e profondamente empatica. La sua attenzione per il mondo rurale non fu mai descrittiva, ma sempre filtrata da uno sguardo sensibile, capace di trasformare la realtà in racconto pittorico.

    Parallelamente all’attività espositiva in Italia, la sua opera fu apprezzata anche all’estero, con mostre personali e collettive in diverse città europee e negli Stati Uniti. Critici e intellettuali del tempo ne sottolinearono la forza espressiva, la coerenza stilistica e l’autonomia del linguaggio, riconoscendole un ruolo significativo in un contesto artistico ancora fortemente dominato da figure maschili.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, dividendosi tra Roma e il Molise, fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1986 a Castropignano.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 400

  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Tecnica mista su cartone cm 24x34 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 600

  • Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tela cm 55x80 firmato in basso a dx G.Cavalli.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 51x47,5 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 28

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Firenze 1889 - Cannes 1945
    Olio su cartone cm 23,5x33,5 firmato in basso a dx Pier Focardi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Isola bella, Lago Maggiore

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1500

  • Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22,5 firmato in basso a dx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Anonimo firmato G.M. Anonimo firmato G.M.
    XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12 firmato in alto a dx G.M.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su cartone cm 30,5x40 firmato in basso a sx M.Calderini.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 69x55 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx P. Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Luigi Boffa Tarlatta Luigi Boffa Tarlatta
    Rialmosso ( VC ) 1889 - Quittengo ( VC ) 1965
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx LuigiBoffa Tarlatta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 23,5x32 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 46x69 firmato in basso a sx G.Giani
    Biennale di Venezia 1912
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Hans Maurus Hans Maurus
    Monaco 1901 - Monaco 1942
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Hans Maurus
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Pascolo all'abbeverata
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Studio pittorico
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 98x138 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3500

  • Salvatore Postiglione Salvatore Postiglione
    Napoli 1861 - 1906
    Olio su cartone cm 25,5x24 firmato in basso a dx Sal. Postiglione
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 9x15 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Zona di guerra in Albania
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a sx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - 1958
    Olio su tela cm 41x65 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Enrico Gamba Enrico Gamba
    Torino 1831 - ivi 1883
    Scolaretta
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 43x59 firmato in basso a dx B.Giuliano
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2500

  • Nicola Arduino Nicola Arduino
    Grugliasco (To) 1887 - Torino 1974
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a sx N.Arduino
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Leo Masinelli Leo Masinelli
    Modena 1902 - Venezia 1983
    Olio su tela cm 67x49 firmato in basso a sx L.Masinelli

    Leo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.
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    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a VeneziaLeo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.

    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a Venezia.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx B.Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 47,5x75 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Bartolomeo Giuliano è stato un pittore italiano del XIX secolo, nato a Susa il 15 agosto 1825 e morto a Milano il 12 aprile 1909. La sua biografia rivela una carriera ricca di esperienze e riconoscimenti nel panorama artistico italiano.
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    Giuliano iniziò la sua formazione a Torino presso l'Accademia Albertina, dove fu allievo di artisti come G. B. Biscarra e C. Arienti. Dopo aver lavorato in Sardegna con il padre, medico, e aver prodotto disegni e acquerelli ispirati al paesaggio locale, si trasferì a Firenze e successivamente a Milano. Questi spostamenti geografici influenzarono profondamente il suo stile pittorico, che si evolse da una pittura di storia e paesaggio di impronta romantica a una più variegata esplorazione dei generi pittorici.

    Nel 1860 o 1861, Giuliano sposò Federica Giuseppina Gervasoni, anch'essa pittrice, e si trasferì definitivamente a Milano grazie all'incarico accademico del suocero. Qui, divenne primo aggiunto di R. Casnedi all'Accademia di Brera, insegnando fino al 1883 e partecipando attivamente alla vita accademica.

    La sua produzione artistica comprende dipinti di storia, paesaggi, ritratti e scene di genere. Tra le opere più celebri si annoverano "Passaggio travaglioso per Susa dell'imperatore Federico Barbarossa" e "Van Dyck dipinge i figli di Carlo I". Nel corso della sua carriera, Giuliano partecipò regolarmente alle esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo un notevole successo anche all'estero.

    Giuliano si distinse per un approccio pittorico che si adattava ai cambiamenti di gusto del suo tempo, spaziando dal romanticismo iniziale a un realismo più marcato verso la fine della sua carriera. Fu anche attivo nella ritrattistica e nella pittura decorativa, contribuendo anche con opere murali alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

    La sua eredità artistica è oggi conservata in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo ruolo significativo nel panorama artistico italiano dell'Ottocento.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 57x34 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Lotto 12  

    L.

    Lotti Lotti
    L.
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

  • Paolo Alberto Marchini Paolo Alberto Marchini
    Torino 1929 - 1977
    Olio su masonite cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx P.Marchini
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Pietro Verzetti Pietro Verzetti
    Vercelli 1886 - Como 1958
    Olio su tela cm 59x39 firmato in basso a dx P.Verzetti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Amos Cassioli Amos Cassioli
    Asciano (Siena) 1832 - Firenze 1891
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in alto a dx A.C.
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Francois Auguste Ravier Francois Auguste Ravier
    Lione 1814 - Morestel 1895
    Olio su tela cm 31,5x22 firmato in basso a dx F.Ravier
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Serafino Verazzi Serafino Verazzi
    Meina (NO) 1875 - Novara 1945
    Olio su tela cm 40x70 firmato in basso a dx S.Verazzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Olio su tavola cm 26x21,5 firmato in basso a sx Bologna
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 32x19 firmato in basso a dx A.Torchi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Barabino Angelo Barabino
    Tortona 1883 - Milano 1950
    Olio su tela cm 24x26 firmato in basso a dx A.B.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Chitto Giuseppe Chitto
    Ferrara 1817 - 1900
    Abside dei Frari Venezia
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Le Rose
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x101 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 33x23 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Alessandro La Volpe Alessandro La Volpe
    Lucera 1820 - Roma 1887
    Olio su tela cm 24x35 firmato in basso a dx A.L.Volpe
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2200

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Giovanni Toeschi Giovanni Toeschi
    Italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 84x49 firmato in basso a dx G.Toeschi
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - Pavia 1961
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx A.Tallone.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Coppia firma indecifrata Coppia firma indecifrata
    Italia XIX-XX secolo
    Acquarelli su carta cm 3,5x7 firmato in basso a dx

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 32x22,5 firmato in basso a dx

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Villa Melzi, Lago di Como

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
    Clicca per espandere

    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 22x26,5 firmato in basso a sx Sacheri
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 4 - 56

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giovanni Giulio Maria Depetris Giovanni Giulio Maria Depetris
    Torino 1890 - Brescia 1940
    Olio su tela cm 35x49,5 firmato in basso a dx G.Depetris.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi



    Carlo Pizzi nacque a Lecco nel 1842, in una famiglia di umili origini. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove fu allievo di maestri come Gaetano Fasanotti, Luigi Ricciardi e Raffaele Casnedi.
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    Durante gli anni di studio, Pizzi si distinse per il suo talento nel dipingere paesaggi, una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Fu influenzato da Eugenio Gignous e Silvio Poma, compagni di studi che condivisero con lui l'esperienza accademica.

    La Lombardia, con i suoi paesaggi naturali e i suoi cambiamenti stagionali, divenne la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Pizzi fu particolarmente affascinato dalle montagne lecchesi, come il Monte Resegone e il Monte Medale, e dai paesaggi lungo il fiume Adda. Le sue tele, caratterizzate da una tavolozza chiara e una pennellata fluida, catturano con grande nitidezza i dettagli della natura, spesso illuminata dalla luce calda del tramonto.

    Nel corso della sua carriera, Carlo Pizzi partecipò a numerose esposizioni nazionali, inviando le sue opere a mostre importanti in diverse città italiane. Nel 1872, a Milano, espose "Lungo l'Adda presso Brivio" e "La Molgora in Brianza". Cinque anni dopo, a Napoli, presentò "Le Alpi" e "Una mattina". Le sue opere furono nuovamente esposte a Milano nel 1881 e nel 1883, dove presentò "L'Autunno", "Un vano nel Ticino", "Fiori", "Maggino sulle Prealpi" e "Breglia presso il Lago di Como". Il dipinto del Ticino fu esposto anche a Roma nel 1883. Nel 1884, alla mostra di Torino, inviò "Pescarenico" e "Monte Resegone" e "La palude". Due anni dopo, a Milano, espose "Viottola fra i castani", "Un guado", "Un fiume", "Una palude" (litografia) e "Un torrente". A Venezia, nel 1887, presentò "Rimorchiatore" e "Mare", mentre a Bologna, nel 1888, espose una tela raffigurante "L'Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore".

    Le sue opere sono state vendute in aste d'arte, raggiungendo prezzi che variano a seconda delle dimensioni e del medium utilizzato. Il record di prezzo per un'opera di Pizzi è stato stabilito nel 2000 presso Christie's South Kensington, dove "Lake Garda; Lake Como" fu venduto per 21. 310 dollari.

    Oltre alla pittura, Carlo Pizzi si dedicò anche alla scultura, come dimostrano alcune sue opere in bronzo e altorilievo. Tuttavia, è per i suoi paesaggi che è maggiormente ricordato, opere che catturano l'essenza della Lombardia con una sensibilità che riflette il verismo e il naturalismo italiano dell'epoca. Pizzi morì nel 1909 a Lecco.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 2
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 35x54 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 60x46 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tavola cm 29,5x45 firmato in basso a dx F.Filippini

    Francesco Filippini nacque a Brescia il 18 settembre 1853 da Lorenzo, falegname, e Silvia Signoria, operaia cucitrice. A causa delle difficili condizioni familiari, sin da giovane iniziò a lavorare, dapprima come garzone in una pasticceria cittadina e successivamente come scrivano presso lo studio di un notaio.
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    Tuttavia, già da giovane manifestò il suo talento artistico realizzando alcuni ritratti della famiglia Chiappa, proprietaria della pasticceria dove lavorava (Nicodemi, 1933, p. 4).

    Per approfondire le sue competenze artistiche, si iscrisse alla civica scuola di disegno presso la Pinacoteca Tosio di Brescia, dove studiava Giuseppe Ariassi, un artista seguace dell'accademia classica. Il suo apprendistato presso Luigi Campini contribuì a solidificare le sue capacità nel rappresentare figure realistiche integrate nel paesaggio, uno stile che avrebbe caratterizzato tutto il suo percorso artistico.

    Il suo impegno negli studi e il suo talento attirarono l'attenzione della commissione di tutela della scuola, che nel 1872 propose un sussidio del Comune per lui e per l'amico coetaneo Luigi Lombardi. Questo sostegno finanziario permise a Filippini di continuare i suoi studi e di entrare nell'ambito dell'artista bresciano Benedetto Schermini, da cui acquisì un approccio sobrio alla pittura.

    Nel 1875, grazie all'aiuto di Paolo Da Ponte, ottenne una pensione che lo portò a Milano, dove studiò con Giuseppe Bertini e venne influenzato dalle opere di Tranquillo Cremona, Ottone Silvestri e Leonardo Bistolfi. Nonostante le speranze di entrare nel corpo delle guardie di finanza, Filippini non fu accettato per motivi di salute, decidendo così di concentrarsi completamente sulla pittura.

    A Milano, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1880, Filippini divenne parte integrante della scena artistica, esponendo regolarmente alla mostra annuale dell'Accademia di Brera. La sua produzione artistica comprendeva principalmente paesaggi ispirati dalle sue estati trascorse a Gardone Val Trompia e altri luoghi naturali italiani.

    Il successo di Filippini lo portò a frequentare salotti e circoli mondani, dove fu apprezzato non solo per la sua arte, ma anche per il suo stile elegante e per i ritratti vivaci che dipinse. Espose con successo in numerose esposizioni nazionali e internazionali, guadagnandosi riconoscimenti come il premio Fumagalli per il paesaggio nel 1887 e diventando socio onorario dell'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1888.

    Nel corso della sua carriera, Filippini mantenne legami con la sua città natale di Brescia e con altri artisti lombardi, inclusi i maestri del divisionismo come Giovanni Segantini. La sua pittura, influenzata dal realismo e dalle nuove tendenze impressioniste, si distinse per la sua tecnica sottile e lirica nel ritrarre l'atmosfera dei paesaggi naturali e urbani.

    Francesco Filippini morì a Milano il 6 marzo 1895, lasciando un'impronta significativa nella pittura italiana dell'Ottocento.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 6000

  • Tito Conti Tito Conti
    Firenze 1842 - Firenze 1924
    Olio su tela cm 52x42 firmato in basso a dx Tito Conti

    Tito Conti nacque a Firenze nel 1842 e mostrò fin da ragazzo un talento naturale per il disegno. Intorno ai tredici anni entrò all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove ricevette una formazione solida e rigorosa.
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    Nel 1861, ancora giovane, esordì alla Esposizione Nazionale con un dipinto ispirato a Cristoforo Colombo, segno di un precoce interesse per i soggetti storici e letterari.

    Nella prima fase della sua carriera si dedicò infatti a temi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla tradizione classica. Con il tempo però la sua attenzione si spostò verso la pittura di genere, che gli offriva maggiore libertà narrativa. In questo ambito produsse opere ambientate in interni raffinati, popolate da figure eleganti, dame e gentiluomini, servitori, musici e personaggi in costume. I suoi quadri, spesso ricchi di dettagli minuti, riflettono un gusto per l’eleganza, per gli arredi preziosi, per i tessuti, per la definizione accurata dei volti e per la ricostruzione di atmosfere intime e brillanti.

    Conti sviluppò una tecnica precisa e raffinata, caratterizzata da una tavolozza morbida e da una cura minuziosa per ogni elemento dell’immagine. Le sue composizioni, costruite con equilibrio, raccontano piccole storie e momenti di vita quotidiana filtrati attraverso una sensibilità elegante e misurata. Proprio questa combinazione di realismo, grazia e gusto decorativo gli garantì un notevole successo presso la borghesia e l’aristocrazia italiana ed europea.

    Accanto all’attività di pittore svolse anche il ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, contribuendo alla formazione di giovani artisti e alla diffusione di un linguaggio pittorico attento al dettaglio e alla qualità formale.

    Tito Conti morì a Firenze nel 1924.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su tela cm 41x62 firmato in basso a sx G.Ricci

    Guido Ricci fu un pittore italiano dell’Ottocento, tra i più sensibili interpreti del paesaggio lombardo, capace di coniugare osservazione diretta della natura e rigore formale. Nacque a Casorate Primo, in provincia di Pavia, il 6 ottobre 1836 e manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura.
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    La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove assimilò i principi della pittura dal vero e maturò un interesse profondo per la resa atmosferica del paesaggio, sotto l’influenza di un insegnamento che privilegiava il contatto diretto con la natura.

    Il suo esordio pubblico risale ai primi anni Sessanta dell’Ottocento, quando iniziò a partecipare alle esposizioni di Belle Arti, attirando l’attenzione per la freschezza della visione e la sincerità dell’impianto pittorico. I suoi primi lavori, dedicati soprattutto alla vita rurale e ai paesaggi di campagna, rivelavano già una particolare sensibilità per la luce e per l’equilibrio compositivo. Nel corso degli anni Ricci prese parte con continuità alle rassegne artistiche milanesi e nazionali, affermandosi come uno dei paesaggisti più apprezzati del suo tempo.

    La sua pittura si concentrò prevalentemente sui paesaggi della Lombardia e dell’Italia settentrionale: campagne, rive fluviali, pascoli alpini, boschi e scorci montani. A questi soggetti affiancò talvolta marine e scene di vita all’aperto, sempre caratterizzate da un approccio sobrio e meditato. Con il passare del tempo il suo stile si fece più libero e luminoso, abbandonando gradualmente l’impostazione più accademica per una pennellata più sciolta, capace di restituire l’atmosfera mutevole dei luoghi e delle stagioni.

    Ricci lavorò con costanza e dedizione per tutta la vita, mantenendo un legame profondo con la natura e con i luoghi che dipingeva. La sua ricerca non fu mai orientata alla spettacolarità, ma piuttosto alla verità del paesaggio, colto nei suoi aspetti più autentici e quotidiani. Questo atteggiamento gli valse il rispetto dei contemporanei e il favore di collezionisti e istituzioni.

    Morì il 20 agosto 1897 a Gurone, in provincia di Varese.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su cartone cm 18x24 firmato in basso a sx Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tavola cm 38x53 firmato in basso a sx Giulio Boetto.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2200
    Base Asta:
    € 700

  • Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 20x29,5 firmato in basso a dx O.Sogaro

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 24x29 firmato in basso a sx L.Ajmone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Agustin Salinas Teruel Agustin Salinas Teruel
    Zaragoza (Spagna) 1861 - Roma 1915
    Lago Maggiore

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Luigi Bianchi Luigi Bianchi
    Milano 1827 - 1914
    Olio su tela cm 33,5x25 firmato in basso a dx L. Bianchi

    Luigi Bianchi nacque a Milano il 30 dicembre 1827. In gioventù intraprese gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Pavia, ma fu costretto a interromperli per partecipare alle guerre di indipendenza, un periodo che segnò profondamente la sua vita.
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    Dopo queste esperienze, si dedicò interamente alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre maestro Francesco Hayez. Questa solida preparazione gli permise di sviluppare una tecnica pittorica raffinata, che lo portò a distinguersi come ritrattista e pittore di scene di genere e di costume.

    Nel 1861, il suo dipinto "Alla vigilia della liberazione" ottenne un importante riconoscimento, venendo premiato e acquistato dal Principe di Carignano. L'anno successivo, nel 1877, l'opera "Un Carnevale a Roma" fu venduta a Parigi, mentre "La benedizione dei fanciulli" divenne un affresco per la chiesa parrocchiale di Carate Brianza, un ulteriore segno della sua affermazione nel panorama artistico dell'epoca.

    Le opere di Luigi Bianchi sono apprezzate per la loro sapienza cromatica e disegnativa, che cattura con maestria scene di vita quotidiana, tanto in interni quanto in esterni. La sua capacità di rappresentare la contemporaneità, unita alla profondità psicologica dei suoi soggetti, ha reso i suoi lavori particolarmente ammirati. Bianchi morì a Milano il 14 novembre 1914, lasciando un'importante eredità nel panorama della pittura italiana.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 24x37 firmato in basso a dx LD.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giovanni Lentini Giovanni Lentini
    Palermo 1882 - Milano 1948
    Olio su tela cm 93,5x140,5 firmato in basso a dx G.Lentini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano BO 1889 Torino 1957
    Olio su tavola cm 41,5x50 firmato in basso a dx Giuseppe Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Achille Vianelli Achille Vianelli
    Porto Maurizio 1803 - Benevento 1894
    Acquarello su carta cm 24,5x,42,5 firmato in basso a sx Vianelli
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 34x29 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Olio su tela cm 67x88,5 firmato in basso a dx Reycend
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giordano Felice Giordano Felice
    Napoli 1880 - Capri 1964
    Olio su tela cm 65x99 firmato in basso a dx Giordano Felice
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Vindizio Nodari Pesenti Vindizio Nodari Pesenti
    Medole 1879 - Mantova 1961
    Olio su cartone cm 49x57 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Il Monte San Salvatore Lago di Lugano
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Una fuga di ladri
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 49,5x90 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30,5 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Carnevale
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 48x60 firmato in basso a dx
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 115x82 firmato in basso a sx G. Sottocornola
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
  • Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a sx Giacomo Moretti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Boffa Tarlatta Boffa Tarlatta
    Rialmosso 1889 - 1965
    Olio su cartone cm 25,5x34 firmato in basso a sx Boffa.T
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 82,5x123 firmato in basso a dx S.Ferraris
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 42x43,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Gaudenzi Pietro Gaudenzi
    Genova 1880 - Anticoli Corrado 1955
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a dx P.Gaudenzi

    Pietro Gaudenzi fu un pittore italiano di grande rilievo nella prima metà del Novecento, noto per la sua raffinata sensibilità figurativa e per la versatilità dei soggetti trattati, che spaziarono dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alla pittura sacra. Nacque a Genova il 18 gennaio 1880, figlio di un musicista, e fin da giovane dimostrò un forte interesse per l’arte.
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    Dopo i primi studi con Felice Del Santo a La Spezia, proseguì la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Cesare Viazzi, approfondendo le tecniche pittoriche e consolidando una solida preparazione accademica.

    Nel 1903 vinse il premio‑pensionato “Duchessa di Galliera”, che gli permise di trasferirsi a Roma, dove visse per cinque anni studiando i grandi maestri del Rinascimento e confrontandosi con la vivace scena artistica della capitale. A Roma entrò in contatto con artisti come Antonio Mancini, Armando Spadini e Francesco Paolo Michetti e sposò Candida Toppi, modella di Anticoli Corrado, con la quale ebbe diversi figli. Le esperienze personali, tra gioie e lutti, influenzarono profondamente il tono e i soggetti della sua pittura, rendendola più intima e riflessiva.

    Nei decenni successivi Gaudenzi consolidò la sua carriera espositiva: partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia e alle principali Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti anche all’estero. Tra le sue opere più note si ricordano scene familiari, maternità, nature morte e lavori di carattere narrativo, tra cui I priori, acquistata dal Comune di Roma per la Galleria d’Arte Moderna. Durante gli anni Trenta la sua pittura si avvicinò ai modi del Novecento Italiano, pur mantenendo un linguaggio chiaro e una forte adesione alla realtà osservata. In questo periodo si dedicò anche a importanti affreschi e pitture sacre, come quelli realizzati per il Castello dei Cavalieri a Rodi.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, pur di fronte al mutamento dei gusti artistici, Gaudenzi continuò a lavorare con passione, assumendo nel 1951 la direzione della Scuola vaticana di mosaico, contribuendo con le sue competenze a decorazioni in diverse chiese italiane. Negli ultimi anni visse ad Anticoli Corrado, borgo amato dagli artisti, dove continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre 1955.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Turulo Luigi Turulo
    1875 Monselice - 1957 Venezia
    Olio su cartone cm 65x64 firmato in basso a sx L.Turulo

    Luigi Turolo nacque a Monselice nel 1875 e si formò come pittore tra il Veneto e Venezia, città nella quale trascorse gran parte della sua vita e dove si spense nel 1957. La sua carriera si sviluppò in un periodo di intensa vitalità artistica, nel quale i linguaggi figurativi oscillavano tra tradizione e modernità.
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    In questo contesto Turolo costruì un percorso personale, discreto ma costante, che lo portò a esporre in alcune importanti rassegne nazionali, in particolare mostre milanesi del primo Novecento.

    La sua produzione comprende paesaggi, nudi e scene intime. Nei paesaggi emerge una sensibilità attenta alla luce e alle atmosfere serene: campi, colline, specchi d’acqua e scorci rurali sono rappresentati con equilibrio cromatico e un senso di quiete che restituisce la semplicità del mondo naturale. Nei nudi e nelle figure femminili la sua pittura si fa più morbida e raccolta, con una resa delicata dei volumi e una ricerca di armonia nelle pose. Anche le scene di vita quotidiana, a volte ambientate in interni, riflettono un gusto per la compostezza, per il silenzio e per un realismo misurato.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Renica Giovanni Renica
    Montirone 1808 - Brescia 1884
    Olio su tela cm 35x47,5 firmato in basso a dx G.Renica

    Giovanni Renica nacque a Montirone (Brescia) nel marzo 1808 e mostrò sin da giovane una forte inclinazione per la pittura, allontanandosi presto da una formazione limitata al disegno tecnico. Grazie all’intervento dell’architetto Rodolfo Vantini poté trasferirsi a Milano, dove frequentò la scuola del maestro Giovanni Migliara e affinò il suo linguaggio pittorico.
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    Negli anni Trenta dell’Ottocento Renica iniziò a farsi conoscere grazie a vedute panoramiche e urbane destinate alle esposizioni milanesi e bresciane e a committenze private. La sua sensibilità per la prospettiva e la luce lo collocava saldamente nella tradizione lombarda del vedutismo romantico, ma allo stesso tempo egli intraprese un viaggio straordinario che avrebbe segnato la sua produzione. Tra il 1839 e il 1840 attraversò il Mediterraneo: toccò la Grecia, l’Egitto, la Palestina, la Turchia e la Libia, annotando schizzi e impressioni da cui trasse poi tele di ambientazione orientale. Questa esperienza lo collocò tra i primi pittori italiani a esplorare visivamente il Medio Oriente, e lasciò tracce evidenti nella sua opera.

    Dopo il suo rientro in Italia continuò a lavorare prevalentemente come paesaggista, alternando vedute della Lombardia, laghi, campagne e scorci urbani a scene “esotiche” di ambientazione medio­orientale. Il suo stile, pur fondato sul rigore prospettico e sulla descrizione, si fece via via più attento alla luce, all’atmosfera e alla resa dei dettagli “visti dal vero”. Negli anni maturi lavorò anche a insegnare e a produrre numerosi studi, schizzi e bozzetti, segno di una produzione molto legata all’osservazione diretta.

    Verso la fine della sua vita, nel 1879 fece ritorno stabilmente a Brescia, dove assunse un ruolo di rilievo nella vita culturale cittadina e cedette agli Atenei locali una vasta raccolta di studi, tavole e opere donate alla sua città natale. Colpito da una progressiva perdita della vista, dovette ritirarsi dall'attività attiva e morì il 27 agosto 1884.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su cartone cm 16,5x24 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tela cm 47x41 firmato in basso a dx C.Ciani
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 3
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga (VB) 1954
    Olio su tavola cm 40x34,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx A.Tallone
    STIMA:
    min € 900 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13x30 firmato in basso a dx L.Gioli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Cacciatori sul Cervino
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Achille Parachini Achille Parachini
    Torino 1888-1970
    Frazione di Ghigo ( Prali Torino )
    STIMA:
    min € 400 - max € 600
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 37,5x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 88x61 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 29 tavola a colori pag. 192
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volumi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 320 e n. XX ed. 2003-2004 pag. 405
    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 7000

  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Nudo Orientale
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Giovanni Battista Lelli Giovanni Battista Lelli
    Milano 1827 - 1887
    Veduta di Omegna (lago d'Orta)
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 39,5x50 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Agazzi Carlo Agazzi
    Milano 1870 - Milano 1922
    Olio su tela cm 45x80 firmato in basso a dx Carlo Agazzi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx S.Ferraris
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tavola cm 52x58 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 30,5x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Vincenzo Volpe Vincenzo Volpe
    Grottaminarda (AV) 1855 - Napoli 1929
    Spensieratezze
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su cartone cm 31x40 firmato in basso a dx Foggia.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Il venditore lungo il Naviglio a Milano

    Alfredo Scocchera, nato nel 1887 a Baselice, in provincia di Benevento, fu un pittore italiano che si distinse per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato dall’uso di pennellate pastose e rapide, che gli permisero di catturare con grande efficacia paesaggi e vedute cittadine. Si formò artisticamente prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia e successivamente alla Scuola di Arti Decorative e Industriali di Firenze, esperienza che gli permise di sviluppare una solida preparazione tecnica.
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    Nel 1921 si trasferì a Milano, dove intraprese una carriera artistica che lo portò a partecipare attivamente alle mostre organizzate dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Le sue opere ebbero un buon riscontro, tanto che Scocchera allestì diverse esposizioni personali in gallerie prestigiose, tra cui la Galleria Micheli nel 1928 e nel 1932, la Galleria Bolzani nel 1945 e la Galleria Ranzini nel 1952.
    Tra le sue opere più note, spicca "La filatrice" del 1934, un dipinto che raffigura una donna anziana intenta a filare in un interno popolare, oggi conservato presso la Pinacoteca di Varese. Un altro lavoro significativo è "Il Naviglio di Via Senato" (1927), che si trova nella collezione della Fondazione Cariplo. Il suo stile, pur mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica, riuscì a esprimere una visione personale e moderna della realtà milanese.
    Alfredo Scocchera morì a Milano il 25 gennaio 1955.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 57x82 firmato in basso a dx Emilio Borsa datato 84

    Emilio Borsa nacque a Milano il 6 maggio 1857 e morì a Monza l'11 ottobre 1931. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato all'arte, era figlio di Paolo Borsa, professore di disegno, e di Regina Bianchi, sorella del pittore Mosè Bianchi.
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    Fin da giovane, ricevette i suoi primi insegnamenti artistici dal padre e dallo zio, per poi frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre pittore Francesco Hayez.

    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi, scene di genere e ritratti, caratterizzati da una pennellata ampia e da una tavolozza di colori smorzati. La sua abilità nel rappresentare la natura con grande sensibilità gli permise di ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 e il Premio Principe Umberto nel 1901 con il dipinto Foglie morte. Le sue opere furono esposte in diverse città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, e Buenos Aires, ottenendo l'apprezzamento di critici e collezionisti.

    Tra le sue opere più importanti si trovano Bosco d'estate, conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Bosco, esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Molte sue tele sono tuttavia conservate in collezioni private, rendendole meno accessibili al pubblico. Oggi, Emilio Borsa è ricordato come uno dei pittori italiani di rilievo del XIX secolo, capace di catturare l'anima della natura e della vita quotidiana con grande maestria.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 1400

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Amedeo Bianchi Amedeo Bianchi
    Rovigo 1882 - Venezia 1949
    Olio su tavola cm 30x36 firmato in basso a dx A.Bianchi

    Amedeo Bianchi nacque a Badia Polesine nel 1882 e morì a Venezia nel 1949. Allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino, Bianchi si distinse come ritrattista e paesaggista.
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    Nel 1913, durante un soggiorno a Catania, ebbe l'opportunità di ritrarre lo scrittore Giovanni Verga. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia, contribuendo al panorama artistico dell'epoca.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a sx G.Sobrile.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Connessioni 6
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro

    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 20,5x28,5 firmato no
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Augusto Levis Giuseppe Augusto Levis
    Chiomonte (TO) 1873 - Racconigi ( CN) 1926
    Olio su tavola cm 44,5x31 firmato in basso a sx G.Levis



    Giuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.
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    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a RacconigiGiuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.

    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a Racconigi.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Ademollo Carlo Ademollo
    Firenze 1824 - 1911
    Olio su tela cm 78x50 firmato in basso a dx C.Ademollo

    Carlo Ademollo nacque a Firenze il 9 ottobre 1824 in una famiglia d’artisti: era nipote del celebre pittore neoclassico Luigi Ademollo, che ne incoraggiò fin da subito la vocazione artistica. Nel 1838 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, maestro di storia e di composizione, che gli trasmise una pittura rigorosa, saldamente ancorata ai principi accademici ma aperta all’osservazione del vero.
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    Fin dagli esordi Ademollo mostrò interesse per la rappresentazione della vita contemporanea e per i grandi temi della storia nazionale. Nel 1848 partecipò alla Promotrice fiorentina con scene di genere e soggetti di vita quotidiana, caratterizzati da una narrazione vivace e da un gusto realistico che lo distingueva all’interno della pittura toscana dell’epoca. Pur frequentando gli ambienti del “Caffè Michelangelo”, centro del dibattito artistico da cui nacque la scuola dei Macchiaioli, Ademollo non aderì pienamente a quella corrente. Rimase legato a una visione più tradizionale della pittura, basata sulla chiarezza compositiva, la precisione disegnativa e la costruzione narrativa dell’immagine.

    Il periodo del Risorgimento rappresentò per lui una svolta decisiva. Animato da forte spirito patriottico, seguì da vicino le campagne militari dell’indipendenza italiana, documentandone i momenti salienti con attenzione da cronista e sensibilità da artista. Le sue tele, come L’ultimo assalto di San Martino e La breccia di Porta Pia, restituiscono con partecipazione emotiva la tensione e l’eroismo di quegli eventi, diventando testimonianze visive della nascita dell’Italia unita. In queste opere la pittura si fa racconto storico, fondendo rigore compositivo e intensità drammatica.

    Oltre alle scene belliche, Ademollo dipinse ritratti, paesaggi dell’Appennino toscano e quadri di costume, mantenendo sempre una pittura attenta al disegno e alla resa realistica dei dettagli. Negli anni maturi ottenne importanti riconoscimenti e incarichi accademici: divenne professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze e membro di diverse istituzioni artistiche italiane, consolidando la sua fama di pittore colto e coerente.

    Carlo Ademollo morì a Firenze il 15 luglio 1911

    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 1500

  • Alberto Cecconi Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a sx A.Cecconi

    Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica.
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    Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Olio su mattonella cm 16x16 firmato in basso a sx S.Allason
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 350

  • Alfonso Muzii Alfonso Muzii
    Castellammare Adriatico (PS) 1856 - Pescara 1946
    Olio su tela cm 31x48 firmato in basso a sx A.Muzii

    Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.
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    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x38.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1300

  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 33,5x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti

    Emo Mazzetti nacque a Treviso nel 1870 e morì a Venezia nel 1955. Dopo aver studiato agricoltura a Schio e Varese, si trasferì a Venezia nel 1897 per dedicarsi alla pittura.
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    La sua arte si concentrò principalmente su paesaggi e nature morte, con una particolare predilezione per scene che ritraevano la laguna veneziana e le Dolomiti. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui la Biennale di Venezia, e sono conservate in collezioni pubbliche e private.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 6x17,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano, Svizzera 1853 - 1923
    Il bacio

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000
    Base Asta:
    € 6000

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 21,5x17 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Bettinelli Luigi Bettinelli
    Bergamo 1824 - 1892
    Olio su cartone cm 13x16 firmato in basso a sx Bettinelli

    Luigi Bettinelli nacque a Bergamo il 25 ottobre 1824 e morì nella stessa città il 20 giugno 1892. Allievo dell'Accademia Carrara a partire dal 1841, studiò pittura sotto la guida del bergamasco Pietro Ronzoni.
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    Su suggerimento del maestro, si recò a Roma tra il 1857 e il 1862 per approfondire lo studio delle antichità. Durante il soggiorno romano, abitò in via dei Greci e strinse amicizia con il pittore conterraneo Enrico Coghetti.

    Nel 1861, Bettinelli partecipò all'Esposizione Italiana di Firenze, entrando in contatto con la scena artistica nazionale. Questo incontro influenzò la sua evoluzione stilistica, spingendolo a dedicarsi alla pittura en plein air e a rappresentare la natura con maggiore immediatezza. Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove rimase colpito dalle opere di artisti come Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Théodore Rousseau. Questa esperienza rafforzò il suo interesse per la pittura naturalista e per la rappresentazione diretta della realtà.

    Tra il 1870 e il 1912, le opere di Bettinelli furono esposte in diverse mostre collettive in città come Parma, Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia e Bologna, ottenendo riconoscimenti come la medaglia d'argento alla Mostra Italiana di Arti Belle di Parma nel 1870 e la medaglia d'oro all'Esposizione d'Arte Sacra di Roma nel 1883. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di una formazione accademica ufficiale, Bettinelli riuscì a ritagliarsi un posto significativo nel panorama artistico dell'epoca, influenzando le generazioni future di pittori bolognesi.

    La sua arte si caratterizza per un realismo profondo e una rappresentazione autentica della natura, lontana dalle convenzioni accademiche. La sua solitudine esistenziale e la ricerca di una connessione genuina con il mondo naturale emergono chiaramente nelle sue opere, rendendolo una figura distintiva nel panorama artistico dell'Ottocento italiano.

    Luigi Bettinelli è sepolto nella tomba di famiglia nella sala della Madonna delle Assi della Certosa di Bologna.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x30 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 64x46,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx C.Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888-1964
    Olio su tela cm 48x74 firmato in basso a dx Fausto Pratella
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tela cm 100x50 firmato in basso a dx Bo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 100x85,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 7000

  • Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano (BS) 1896 - Gardone Riviera (BS) 1962
    Olio su cartone cm 49,5x69,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Mario Tantardini Mario Tantardini
    Tavellasco (Co) 1887 - ?
    Olio su tavola cm 47,5x63 firmato in basso a sx M.Tantardini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Amore
    STIMA:
    min € 12000 - max € 14000 offerta libera
  • Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    Grande Mulette sul Monte Bianco (Grands Mulets)
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Giovanni Battista Ciolina Giovanni Battista Ciolina
    Toceno 1870 - 1955 (Verbano-Cusio-Ossola)
    Olio su tela cm 72x88 firmato in basso a dx G.B. Ciolina
    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2500

  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21,5x38 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su tela cm 27,5x75 firmato in basso a sinistra G.F.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Alta val d'Aosta
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 23,5x63,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 9x15 firmato in basso a sx F.Andreotti
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su cartone cm 23x31 firmato in basso a dx C8
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 68x121 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su tavola cm 29x36,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia
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    min € 500 - max € 600
  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 39x32 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Acquarello su carta cm 16,5x10,5 firmato in basso a dx Spadini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 69,5x100 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Olio su tela cm 160x98 firmato in alto a dx C.Laurenti

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    STIMA:
    min € 12000 - max € 15000
    Base Asta:
    € 4000

  • Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
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    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 23,5x31 firmato in basso a dx A.Rizzi
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Frattura
    Olio su tela cm 80x75 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 250

  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 900

  • Mario Ornati Mario Ornati
    Vigevano 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 41x34,5 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Giovanni Lessi Giovanni Lessi
    Firenze 1852 - 1922
    Olio su tela cm 7,5x13,5 firmato in basso a sx Gio. Lessi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 37,5x53,5 firmato in basso a sx G.Buscaglione
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 34,5x50 firmato in basso a dx MorettiFoggia
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Giovanni Battista Quadrone Giovanni Battista Quadrone
    Mondovi' 1844 - Torino 1898
    Olio su tela applicata cm 18x26,8 firmato in basso a sx G.Quadrone
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21x37 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su tela cm 59x34 firmato in basso a dx A.Oberto
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    La cima del Monte Bianco
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Bel viso
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 140x50 ( difetti )firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Elena Giuseppe Elena
    Codogno 1801 - Milano 1867
    Olio su tela cm 104,5x84,5 firmato in basso a dx G.Elena
    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tavola cm 96x47 firmato in basso a dx Bo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Ferdinando Silvani Ferdinando Silvani
    1823 - 1899
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx Silvani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x37 firmato in basso a dx L.Raymond.

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 36x30,5 firmato in basso a sx F.Vellan
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su cartone cm 49x37 firmato in basso a sx A.Milesi
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x34,5 firmato in basso a sx Ercole Garavaglia.
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 150

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in basso a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede Lomellina (PV) 1881 - Portofino (GE) 1941
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a sx G.Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 900

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 13x30,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova 1872 - Treviso 1924
    Fiori

    Lino Selvatico, figlio di Riccardo rinomato promotore delle mostre veneziane, nacque e crebbe sotto l'influenza e la guida del padre. Grazie a lui, fu introdotto agli studi giuridici e artistici, avendo anche l'opportunità di apprendere sotto la tutela di Cesare Laurenti.
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    Questa formazione eclettica segnò l'inizio di una carriera artistica promettente.

    La sua opera inaugurale, il "Ritratto del professor G. Bordiga," fu presentata alla III Internazionale d'Arte veneziana nel 1899, evidenziando fin da subito il suo talento emergente. Selvatico, attento osservatore dell'arte veneziana del suo tempo, iniziò la sua carriera ispirandosi a due eminenti artisti locali, Giacomo Favretto ed Ettore Tito. Mentre si distanziò dal filone aneddotico di Favretto, abbracciò la tecnica ritrattistica di Tito, modellando le sue opere su eleganti e mondani stili. Questa scelta artistica si rivelò un successo, guadagnandogli il favore dell'aristocrazia e dell'alta borghesia veneziana.

    La sua partecipazione attiva alle Internazionali veneziane, inclusi due spettacoli individuali nel 1912 e nel 1922, contribuì a consolidare la sua reputazione nel panorama artistico. Nonostante la sua prematura scomparsa il 25 luglio 1924, a seguito di un tragico incidente stradale mentre guidava la sua motocicletta, il suo lascito artistico perdurò.

    Il riconoscimento postumo di Lino Selvatico si manifestò nel 1926, con l'organizzazione di una retrospettiva che presentava ben 45 delle sue opere. Questo evento sottolineò la sua significativa contribuzione all'arte veneziana, celebrando la sua abilità nel ritratto e il suo impatto duraturo sulla scena artistica locale. La sua eredità artistica continuò a ispirare generazioni successive di artisti, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte veneziana del XX secolo.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Achille Formis Befani Achille Formis Befani
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 57,5x36,5 firmato in basso a dx Befani



    Achille Befani, noto artisticamente come Achille Formis, nacque a Napoli il 15 settembre 1832 da Vincenzo Befani, di origini romane, e Antonia Formis, napoletana. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per le arti, intraprendendo inizialmente la carriera di cantante lirico.
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    Utilizzando il cognome materno come pseudonimo, si esibì come basso nei principali teatri italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Parallelamente, coltivò la passione per la pittura, frequentando i corsi di Gabriele Smargiassi presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli e successivamente quelli di Gaetano Fasanotti all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

    Nel 1848 esordì alle Biennali Borboniche con l'opera "Il Vesuvio veduto da Posillipo", ottenendo nel 1851 una medaglia d'argento per il dipinto "Paesaggio". Dopo la morte della prima moglie, Teresa Notari, sposò nel 1859 la ballerina milanese Teresa Bellini, dalla quale ebbe una figlia, Luigia.

    Negli anni Sessanta del XIX secolo, Formis partecipò a diverse esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera e l'Esposizione di Torino del 1864. Nel 1868 intraprese un viaggio tra Egitto e Turchia, che influenzò profondamente la sua produzione artistica, portandolo a realizzare opere di soggetto orientalista. Durante questo periodo, strinse amicizia con Giuseppe Verdi, per il quale realizzò un dipinto raffigurante la casa natale del compositore e diverse litografie ispirate all'opera "Aida".

    Artista poliedrico e autonomo, Formis fu uno dei principali interpreti del Naturalismo lombardo, accanto all'amico Eugenio Gignous. Le sue opere si caratterizzano per la riproduzione dal vero di paesaggi lacustri e fluviali lombardi, marine, lagune venete e scene di genere campestri, con una pittura originale ed equilibrata, lontana dalle correnti artistiche dominanti dell'epoca.

    Tra le sue opere più significative si annoverano: "Ritorno al piano" (1880), considerato il suo maggior successo, "Nella valle" (1880), conservato presso la Galleria civica d'arte moderna di Torino, e "Lavori agricoli nel mantovano", che affronta con sensibilità il tema sociale del lavoro femminile. Negli ultimi anni della sua attività, la sua pittura si arricchì di tocchi di colore rapidi e tagli prospettici innovativi, come testimoniano opere quali "La montanara" e "Erica in fiore".
    Achille Formis morì a Milano il 28 ottobre 1906.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Studio di fiore
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Giornata estiva
    Olio su tela cm 60x78 firmato in basso a sinistra G. Pizzirani
    Esposto alla biennale di Venezia
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
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    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx F.Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
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    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2000

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    1872 - 1931
    Olio su tela cm 43x56,5 firmato in basso a dx V.Carniel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx Spadini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 30,5x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Osvaldo Bignami Osvaldo Bignami
    Lodi 1856 - Civate 1936
    Olio su tavola cm 39x24 firmato in basso a dx O.Bignami



    Osvaldo Bignami nacque a Lodi il 3 agosto 1856 e si spense a Civate, in provincia di Lecco, il 15 maggio 1936. Fratello minore del noto artista Vespasiano Bignami, Osvaldo intraprese sin da giovane un percorso artistico che lo portò a trasferirsi a Milano nei suoi vent'anni, dove iniziò come apprendista presso un decoratore e successivamente frequentò i corsi serali della Scuola di Disegno, per poi iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Fin dalle prime prove, Bignami si orientò verso la decorazione ad affresco, tecnica nella quale eccelse. Nel 1893 e 1894 vinse il prestigioso Premio Mylius con due ritratti a fresco di Masaccio e Giovanni Bellini, originariamente collocati nei loggiati del Palazzo di Brera a Milano. Partecipò regolarmente alle esposizioni braidensi fino al 1900, presentando opere che spaziavano dai soggetti sacri alle scene di genere, fino ai ritratti di personalità come Luigi Sabatelli, Giacomo Mantegazza ed Enrico Zanoni.

    Negli anni successivi, Bignami si dedicò alla decorazione pittorica di edifici civili e religiosi. Tra i suoi lavori più significativi si annoverano gli affreschi per il Teatro Fraschini di Pavia (1909), le cappelle del Cimitero Monumentale di Lodi (1902-1914) e la chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano (1904, 1909). Inoltre, realizzò opere per la cappella del Collegio Borromeo a Pavia e per diverse chiese della Brianza, di Lodi, Novara e Vigevano. Nel campo della pittura civile, si ricordano le "Sei figure allegoriche" che adornano la facciata di un palazzo in via Monforte a Milano.

    Bignami fu anche un abile litografo. Nel 1895 pubblicò una raccolta di 14 tavole intitolata "Modelli di nudo e studi anatomici", disegnate dal vero e incise in litografia, che testimoniano la sua padronanza del disegno e dell'anatomia artistica.

    Tra le sue opere più tarde, si segnalano gli affreschi realizzati nel Tempio Civico dell'Incoronata a Lodi, tra cui "Carlo Pallavicino benedice la posa della prima pietra" e "Miracolo della Vergine", eseguiti probabilmente verso la fine della sua vita, quando era ormai quasi cieco.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela applicata cm 39x29,5 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 600

  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 - Tauriano di Spilimbergo (PN) 1945
    Olio su tela cm 39,5x50 firmato in basso a dx Martina

    Umberto Martina nacque il 12 luglio 1880 a Dardago di Budoia, in provincia di Pordenone, da una famiglia di contadini. La sua passione per l'arte si manifestò fin da giovane, e nel 1895 si trasferì con la famiglia a Venezia, dove il padre gestiva il "Caffè Cavallo".
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    Nonostante le resistenze familiari, il giovane Umberto riuscì a seguire la sua vocazione, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1895 al 1900, sotto la guida del maestro Ettore Tito. Qui si distinse nello studio della figura, sviluppando un talento che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

    Nel 1904, desideroso di ampliare la sua formazione, Martina si trasferì a Monaco di Baviera per studiare all'Accademia locale, dove poté perfezionarsi con il pittore Carl von Marr. Al suo ritorno a Venezia nel 1906, partecipò alla Mostra nazionale di belle arti di Milano, con opere che includevano "Cappello rosso", "Ritratto di bambina" e "Ritratto di signorina", segnando il suo ingresso nel panorama artistico. La sua carriera si consolidò a Venezia, dove divenne noto come ritrattista di grande talento, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e prendendo parte alle mostre di Ca' Pesaro organizzate da Nino Barbantini.

    Oltre ai ritratti, Martina fu anche richiesto per lavori di arte sacra, e le sue opere trovarono spazio in molte chiese del Friuli, del Veneto e del Trentino. La sua pittura, caratterizzata da un approccio vivace e profondo alla psicologia dei soggetti, lo rese un artista di rilievo nel panorama artistico del suo tempo. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifugiò a Tauriano di Spilimbergo, dove morì il 14 gennaio 1945.

    Nel cinquantenario della sua morte, nel 1995-1996, gli fu dedicata una mostra a Tauriano, esponendo numerosi lavori inediti, tra cui diversi ritratti che ne confermarono la maestria.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 20,5x50 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela su tavola cm 144x119 firmato in basso a dx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA:
    min € 9000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 2500

  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su cartone cm 21x12,5 firmato in alto a dx A.D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 24x29,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Modesto Faustini Modesto Faustini
    Brescia 1839 - Roma 1891
    Olio su tela cm 50x37,5 firmato in basso a sx M.Faustini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 74,5x115 firmato in basso a dx L.Roda.

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 500

  • Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 64,5x100 firmato in basso a dx E.Gignous
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Zangli Fortunato Zangli Fortunato
    Milano 1899 - 1972
    Olio su tavola cm 39,5x29,5 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Sorio Luigi Sorio
    Cerea 1835 - Milano 1909
    Ricordi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000 offerta libera
  • Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Veduta lacustre
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500 offerta libera
  • Garzia Fioresi Garzia Fioresi
    Vigevano (Pv) 1898 - Bologna 1968
    Olio su tela cm 100x100 firmato in basso a sx G.Fioresi

    Pubblicato su Garzia Fioresi 1888-1968 a cura di Franco Solmi pag. 97
    STIMA:
    min € 9000 - max € 11000
    Base Asta:
    € 6000

  • Massimo D Azeglio Massimo D Azeglio
    Torino 1798-1866
    Olio su cartone cm 28x40,5 firmato in basso a sx Azeglio sotto cornice
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Donnino Pozzi Donnino Pozzi
    Fontanellato (PR) 1894 - Parma 1946
    Olio su tela cm 28x34,5 firmato in basso a dx D.Pozzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880-1958
    Olio su tavola cm 56,5x68 firmato in basso a sx D.Comelli
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Paesaggio alpino
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ferdinando Piana Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 26x19,5 firmato in basso a dx F.Piana
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su cartone cm 22,5x31,5 firmato in basso a sx M.Acerbi
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 34x46,5 firmato e datato sul retro
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 27,5x36 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Acquarelli su carta
    Lago di Garda: cm 16x32
    Rose: cm 17x24.5
    Larici: cm 22x17
    Natura morta: cm 16x12
    firmati C.Casanova
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1500
    Base Asta:
    € 300

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 50x59,5 firmato in basso a sx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in basso a sx Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
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    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su cartone cm 34x44,5 firmato in basso a dx C.Vittori



    Carlo Vittori nacque a Cremona nel 1881 e vi morì nel 1943. La sua vita e la sua opera restano legate in modo profondo alla terra lombarda, ai paesaggi del Po e alla vita silenziosa della campagna padana, che rappresentò con sensibilità e fedeltà poetica.
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    Fin dagli inizi mostrò un talento naturale per il disegno e la pittura, che lo condussero a dedicarsi soprattutto al paesaggio e alle scene rurali. I soggetti più ricorrenti nelle sue opere sono le rive dei fiumi, i mulini, le case contadine, gli argini immersi nella nebbia o nella luce dorata del tramonto. Vittori fu un osservatore attento del mondo che lo circondava: nelle sue tele la natura non è sfondo, ma protagonista, animata dalla presenza discreta di figure umane o animali che si integrano armoniosamente nell’ambiente.

    La sua pittura si distingue per un realismo poetico, lontano da ogni artificio accademico. Nei suoi quadri la luce si diffonde morbida, il colore è caldo e modulato, la pennellata rapida ma controllata restituisce la vibrazione dell’aria e delle stagioni. Vittori non inseguì le avanguardie del suo tempo, preferendo rimanere fedele a un linguaggio intimo e personale, in cui il paesaggio diventa anche metafora dell’animo umano: solitudine, fatica, serenità e malinconia convivono in equilibrio.

    Artista schivo e riservato, lavorò perlopiù lontano dai centri artistici maggiori, trovando nella provincia lombarda la sua ispirazione più autentica. I suoi dipinti, pur non appartenendo ai grandi movimenti dell’epoca, sono stati spesso accostati a quelli dei pittori veristi e postmacchiaioli per l’attenzione al vero e per la profondità emotiva con cui riesce a trasmettere il senso del tempo e della natura.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su tavola cm 25x42 firmato in basso a dx A.Soressi
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Elisa Benini Elisa Benini
    Studio con fiore 2
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 36x48 firmato in basso a sx Brugnoli
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44x54 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su cartone cm 39x33 firmato in basso a sx A.E. Campestrini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Guido Di Montezemolo Guido Di Montezemolo
    Mondovi 1878 - Torino 1941
    Olio su tavola cm 15x24 firmato in basso a dx G.Montezemolo
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tela cm 110x79 firmato in alto a sx C.Maggi
    STIMA:
    min € 14000 - max € 16000
  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 48x34 firmato in basso a sx L.Gignous
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Villa la Quiete
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su cartone cm 15,5x40 firmato in basso a dx D.Pesenti, datato 1901
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx Bazzaro
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1500

  • Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Una via di Milano
    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000 offerta libera
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Bagnanti a Maderno, lago di Garda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 41x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 89x132 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 500

  • Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 111x90 firmato in basso a sx. Emilio Borsa
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Silvestri Oreste Silvestri
    Pollone 1858 - Milano 1936
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx O.Silvestri
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 250

  • Giovan Battista Crema Giovan Battista Crema
    Ferrara 1883 - Roma 1964
    Olio su tavola cm 49,5x60 firmato in basso a sx G.Crema
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x100 firmato in basso a dx Lupo.

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su masonite cm 41,5x52,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500 offerta libera
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastello su carta cm 28x30 firmato in basso a dx A.Tavernier
    Pubblicato in B/N su "Bolaffi CATALOGO DELLA PITTURA ITALIANA DELL'OTTOCENTO Numero II" a pag 231.
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in alto a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Zannoni Giuseppe Zannoni
    Verona 1849 - Monteforte d'Alpone (VR) 1903
    Olio su tela cm 39,5x60,5 firmato in basso a sx G.Zannoni

    Giuseppe Zannoni nacque a Verona il 13 gennaio 1849 e morì il 28 maggio 1903 a Monteforte d'Alpone, a causa di una caduta da un'impalcatura mentre dipingeva la volta di una chiesa. Studiò all'Accademia Cignaroli di Verona, dove ricevette premi in mostre locali dal 1865 al 1871.
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    Successivamente, si trasferì a Milano con il cugino, lo scultore Ugo Zannoni, e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Zannoni partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Napoli nel 1877, Milano nel 1881, Roma nel 1884 e Venezia nel 1887, presentando opere come "Marco Antonio rivela al popolo romano il mantello insanguinato di Cesare" e "Cacciatore e volpe". Oltre alla pittura di genere, si dedicò anche a lavori di pittura sacra, realizzando affreschi e pale d'altare in diverse chiese, principalmente a Verona. Tra le sue opere religiose si ricordano "Il buon Samaritano" e gli affreschi nella chiesa dei Filippini a Verona. La sua carriera fu tragicamente interrotta da un incidente durante i lavori di decorazione della chiesa parrocchiale di Monteforte d'Alpone.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1400

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 7x4 firmato in basso a dx Albertis
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • E.Cavalli E.Cavalli
    Artista del XX secolo
    Olio su cartone cm 26x34 firmato in basso a sx E.Cavalli

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 50x59 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su cartone cm 29x17 firmato in basso a sx A.Gallotti



    Alessandro Gallotti nacque a Pavia il 21 gennaio 1879. Dopo un iniziale percorso negli studi classici, decise di seguire la sua vocazione artistica iscrivendosi alla Civica Scuola di Pittura della sua città, dove fu allievo di Pietro Michis, pittore storicista e docente fino al 1899.
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    Nel 1900, dopo il servizio militare, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu presentato a Cesare Tallone, che lo ospitò per un periodo nella propria abitazione.

    Nei primi anni del Novecento, Gallotti aprì uno studio in via Oriani a Milano, dove rimase fino al 1910. Durante questo periodo, iniziò a esporre le sue opere in varie mostre, tra cui la "Famiglia Artistica", la "Patriottica" e la "Permanente" di Milano, nonché alle "Mostre d'Arte Pavese". Nel 1906 partecipò all'Esposizione Internazionale del Sempione a Milano con tre dipinti. Fu invitato alla Biennale di Venezia nel 1908 e nelle edizioni successive fino al 1914, anno in cui presentò il dipinto "Lago di Misurina", oggi conservato alla Galleria d'Arte Moderna di Milano, insieme a un autoritratto giovanile del 1904. Nel 1909, alla "periodica" pavese, gli fu assegnata una Medaglia d'Oro. Espose anche alla Quadriennale Internazionale di Monaco di Baviera nello stesso anno.

    Nel 1910, in occasione del centenario dell'indipendenza nazionale argentina, partecipò all'"Exposiciòn de Bellas Artes Italianas" a Buenos Aires. Nel 1914 fu presente all'Esposizione Internazionale di Roma e, l'anno successivo, alla "Permanente di Milano" con il dipinto "Il Cervino", già esposto alla Biennale di Venezia del 1912.

    Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Gallotti fu richiamato in servizio come sergente, nominato sottotenente e inviato sul fronte del Carso. Durante il conflitto, realizzò numerosi schizzi e dipinti ispirati alle scene belliche e ai paesaggi del teatro di guerra. Nel 1924, alla Villa Reale di Monza, gli fu dedicata un'intera sala nella "Mostra di Guerra degli Artisti Combattenti e Mutilati". Nel 1927 partecipò a un'altra mostra di artisti combattenti alla "Permanente" di Milano, dove diverse sue opere furono acquistate dal Ministero della Guerra, dal Corpo d'Armata di Milano e da istituzioni bancarie.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Museo del Risorgimento di Milano e la Pinacoteca Malaspina di Pavia. Due suoi ritratti fanno parte della quadreria dell'Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1920, l'onorevole Guido Marangoni lo presentò nel catalogo della sua mostra personale alla Galleria Vinciana di Milano. Nel 1942 tenne un'altra personale alla Galleria Bolzani. Negli anni successivi, pur continuando a dipingere, si ritirò dalla scena espositiva. Morì a Milano il 25 novembre 1961.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    Diurno e Notturno (Dittico)
    2 Olio su tela cm 48x32, firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
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    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Paolo Vincenzo Rizzetti Paolo Vincenzo Rizzetti
    orino 1872 - Bordighera (Porto Maurizio) 1922
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx P.Rizzetti
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 60x29 firmato in basso a sx A.Formis



    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
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    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Enrico Castellaneta Enrico Castellaneta
    Gioia del Colle 1862 - Bari 1953
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Castellaneta

    Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura.
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura. Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 48x49 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Michele De Simone Michele De Simone
    Barletta (BA) 1893 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 24x19,5 firmato in basso a dx M.Simone
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 24x29 siglato in basso a sx A.D.B 1920

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari



    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia con una solida tradizione artistica. Il padre, Cesare Ferrari, decoratore che aveva collaborato alla realizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II, introdusse il giovane Arturo al mondo dell'arte.
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    I primi passi della sua formazione avvennero nello studio del pittore Mosè Bianchi da Lodi.

    Dal 1877 al 1884, Ferrari frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Durante questo periodo, si distinse anche nella scuola di prospettiva, vincendo premi per la copia dal monumento nel 1878-79 e nel 1880. Nel 1884, con il dipinto "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", ottenne il prestigioso premio Fumagalli. Parallelamente, frequentò lo studio di Gerolamo Induno, dal quale assimilò un gusto bozzettistico e un approccio sentimentale alla pittura, rimanendo fedele alla tradizione romantica del primo Ottocento lombardo.

    Fin dagli esordi, Ferrari si dedicò quasi esclusivamente alla veduta architettonica di monumenti e angoli caratteristici di Milano. Seguendo la tradizione iconografica iniziata da Giovanni Migliara e Angelo Inganni, e proseguita da Luigi Bisi, professore di prospettiva a Brera, Ferrari si affermò come uno dei principali interpreti della "vecchia Milano". La sua opera si caratterizza per una rievocazione poetica e sentimentale della città, soprattutto durante il periodo di radicale trasformazione urbanistica a cavallo tra Ottocento e Novecento.

    Artista prolifico, Ferrari fu presente alle principali esposizioni artistiche fino al 1932, anno della sua morte. Ottenne numerosi riconoscimenti ufficiali e godette di un notevole successo di pubblico, nonché dell'apprezzamento della critica conservatrice. Tra le sue opere più significative si annoverano "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", esposto alla Prima Quadriennale di Torino nel 1902, e "Cortile dell'ex convento di Santa Maria delle Grazie in Milano". Molte delle sue opere sono conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.
    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36,5x62 firmato in basso a dx A.Preda.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortello 1863 -

    Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici.
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    Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre. Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici. Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre.
    Giuseppe Casciaro morì a Napoli nel 1945.


    Olio su tela cm 23,8x31,3 firmato in basso a sx G.Casciaro datato 30 Giugno 22
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9x22 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 18,5x30,5 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx Vittore Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 58,5x44,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle 1940.
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a dx S.N.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 75x50 firmato in basso a dx E.Gignous.

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 69,5x99,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1200

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 45,5x32,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - 1886
    Olio su tela cm 41x54 firmato in basso a sx Bisi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1932 -
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx G.Luxardo
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 23x21 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Sulla spiaggia di Bordighera
    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000 offerta libera
  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Temporale
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500 offerta libera
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Pastello su carta cm 46,5x74 firmato in basso a sx G.Sottocornola
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Niccolo Cannicci Niccolo Cannicci
    Firenze 1846 - 1906
    Olio su tavola cm 28x46,5 firmato in basso a sx Cannicci
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 900

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x33,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 45x43 firmato in basso a dx L.Tommasi
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Cesare Fratino Cesare Fratino
    Milano 1886 -1969
    Mattino a Druogno, Val Vigezzo
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 83x98 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA:
    min € 14000 - max € 15000
  • Cesare Bentivoglio Cesare Bentivoglio
    Genova 1868-1952
    Olio su tela cm 14,5x27 firmato in basso a sx C.Bentivoglio
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su masonite cm 29,5x50 firmato in basso a destra A.E.Campestrini
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Zeno
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su tavola cm 14x22 firmato in basso a dx C.Vittori
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 150

  • Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su tavola cm 39,5x50,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Anna Nascimbene Tallone è stata una pittrice italiana. Si formò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia e successivamente all'Accademia di Brera a Milano, dove conseguì il diploma.
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    A partire dal 1923, partecipò alle principali mostre d'arte italiane, ottenendo riconoscimenti per la sua poetica di suggestione femminile. Ha tenuto personali in città come Genova, Milano, Parma e Torino, oltre che in Argentina. Sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Roma.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Luigi Arbarello Luigi Arbarello
    Borgaro, 1860 - Torino, 1923
    Olio su tela cm 81,5x111 firmato in basso a dx L.Arbarello

    Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato.
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    Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923,Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato. Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923.

    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1500

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 37x49 firmato in basso a dx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 1000

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 250

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    Non ho nulla da nascondere
    Tecnica mista su tela cm 54x46 firmato al retro


    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
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    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Stefano Bersani Stefano Bersani
    Melegnano (MI) 1872 - Lora (CO) 1914
    Olio su tela cm 46x60 firmato in basso a sx S.Bersani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giovanni Borgonovo Giovanni Borgonovo
    Milano 1881-1975
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a dx G.Borgonovo
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 18x29 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tavola cm 25,5x39,5 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Guido Meineri Guido Meineri
    Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944
    Olio su tela cm 74x84,5 firmato in basso a dx G.Meineri
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 49x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 64x31 firmato in basso a sx L.Nono
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 4000

  • Luigi Conconi Luigi Conconi
    Milano 1852 - Milano 1917
    Olio su tela cm 48x122 - 32.5x13.5 32x74 33x13.5 firmato in basso a dx Conconi
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Riccardo Salvadori Riccardo Salvadori
    Piacenza 1866 - Milano 1927
    Contadinella sull'albero
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Antonio Fontanesi Antonio Fontanesi
    Reggio nell'Emilia 1818 - Torino 1882
    Paesaggio a Creys
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000 offerta libera
  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 42x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Piero Vaccari Piero Vaccari
    Livorno 1926-1997
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Camillo Cima Camillo Cima
    Milano 1827 - Milano 1908
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx C.Cima
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Nello Alessandrini Nello Alessandrini
    Empoli 1885 - Firenze 1957
    Olio su tela cm 71x70,5 firmato in basso a sx N.Alessandrini
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a dx G.Legora.

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tavola cm 23,5x34 firmato in basso a dx Carlo Casanova
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Acquarello su carta cm 42x21 firmato in basso a sx F.Fabbi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Luigi Zuccoli Luigi Zuccoli
    Milano 1815 - 1876
    Olio su tavola cm 35x49 firmato in basso a dx L.Zuccoli.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone e tavola cm 8,5x15,8 firmato in basso a dx

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin ) Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin )
    Verona 1813 - 1871
    Olio su cartone cm 18,5x28,5 firmato in basso a dx Carlo Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo.
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo.
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 4000

  • Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 800

  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9,5x13 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 250

  • Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 30x54,5 firmato in basso sul sasso a dx G.Fasanotti.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Olio su rame cm 36x25,5 firmato in basso a sx Angelo Inganni



    Angelo Inganni nacque a Brescia il 24 novembre 1807 in una famiglia di artisti: il padre, Giovanni Battista Bartolomeo, era un pittore di prospettiva, e anche i suoi fratelli intrapresero la carriera pittorica. Fin da giovane, Angelo fu avviato alla pittura nella bottega paterna, collaborando alla realizzazione di opere a soggetto sacro destinate alle chiese della campagna bresciana.
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    Nel 1827 fu chiamato alle armi e assegnato al battaglione Cacciatori a Milano. Durante il servizio militare, nei momenti di libertà, si dedicava alla pittura di vedute, attirando l'attenzione del maresciallo Radetzky, che gli commissionò un ritratto. Impressionato dal talento di Inganni, Radetzky lo esonerò dal servizio militare e favorì la sua iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giovanni Migliara e Francesco Hayez.

    A partire dal 1834, Inganni partecipò regolarmente alle esposizioni dell'Accademia di Brera, presentando vedute urbane di Milano caratterizzate da un realismo dettagliato e da una vivace animazione delle scene quotidiane. Le sue opere, che ritraevano con precisione architettonica e attenzione ai particolari la vita cittadina, riscossero grande successo presso il pubblico e la critica, portandolo a ricevere commissioni da parte della nobiltà e della borghesia del Lombardo-Veneto, nonché da Vienna.

    Negli anni Quaranta del XIX secolo, Inganni tornò frequentemente a Brescia, dove espose le sue opere presso l'Ateneo locale. Durante i soggiorni a Gussago, ospite del mecenate Paolo Richiedei, si ispirò alla vita contadina, realizzando dipinti che raffiguravano scene rurali con un tocco di realismo e sensibilità.

    Tra il 1845 e il 1865, Inganni si dedicò alla decorazione di importanti edifici religiosi a Milano, affrescando la lunetta esterna della porta centrale della chiesa di San Marco con l'opera "San Marco evangelista" e la cupola della chiesa di San Carlo al Corso con la "Gloria di San Carlo e I quattro Evangelisti".

    Dopo la morte della prima moglie, si trasferì definitivamente a Gussago, dove sposò la sua allieva e pittrice francese Amanzia Guérillot. Insieme, vissero presso l'ex convento domenicano della Santissima, continuando a dipingere e collaborando in alcune opere.

    Nel 1853 partecipò a un'esposizione a Parigi, e nel 1874 fu nuovamente presente alle mostre milanesi con vedute di Milano e Brescia. Due mesi prima della sua morte, avvenuta a Gussago il 2 dicembre 1880, scrisse un'autobiografia per difendersi dalle accuse di essere un "austriacante", dovute al suo passato di pittore al servizio dell'alta gerarchia militare austriaca.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Alice Galizzi Alice Galizzi
    L'intravisto
    Tecnica mista su tela cm 45x45 firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
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    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

  • Mario Lisa Mario Lisa
    Torino 1908 - 1992
    Olio su tela cm 55,5x58 firmato in basso a sx Lisa
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Clemente Pugliese Levi Clemente Pugliese Levi
    Vercelli 1855 - Milano 1936
    Olio su tela cm 102x74 firmato in basso a dx C.Levi



    Clemente Pugliese Levi nacque a Vercelli nel 1855, in una famiglia della borghesia piemontese che lo avviò agli studi classici; inizialmente si iscrisse all’Università nella Facoltà di Scienze Naturali, ma dopo poco scelse di dedicarsi completamente all’arte, trasferendosi a Torino e frequentando l’Accademia Albertina di Belle Arti. Il suo primo maestro fu Enrico Gamba, cui fece seguito l’incontro decisivo con Antonio Fontanesi, figura centrale della pittura di paesaggio piemontese, che divenne per lui riferimento e amico.
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    Negli anni Ottanta del XIX secolo Pugliese Levi cominciò a partecipare regolarmente a esposizioni d’arte a Torino, a Milano, a Venezia e altrove; nel contempo avviò viaggi artistici in Europa, toccando Parigi e restando in contatto con le suggestioni dell’impressionismo francese, senza tuttavia tradire la lezione italiana del paesaggio e del naturalismo. Gradualmente la sua pittura mutò da soggetti di genere e rappresentazioni più accademiche – come mercati o figure rurali – verso una riflessione più poetica della natura: i prati allagati, i canali irrigui della pianura vercellese, i riflessi dell’acqua, le stagioni luminose diventarono soggetti ricorrenti della sua tela.

    Lo stile di Pugliese Levi riflette una fusione di sensibilità: da un lato la tradizione del paesaggismo piemontese, dall’altro una attenzione più moderna alla luce, all’atmosfera e al colore. Le sue opere sono note per i verdi intensi dei prati, i toni grigi e azzurri dell’acqua, la linea dell’orizzonte che si dilata e invita lo sguardo a perdersi. Un dipinto celebre di quel periodo, “Una marcita”, lo consacrò: in esso la campagna irrigata diventa motivo di meditazione e non solo di descrizione. Con ciò gli fu attribuito il soprannome di “pittore del prato e dell’acqua”.

    Nel 1906 si trasferì a Milano dove rimase a lungo, soggiornando spesso anche nelle valli alpine, sul Lago d’Orta, a Macugnaga e Courmayeur; i paesaggi montani e lacustri arricchirono il suo repertorio artistico. In quegli anni adottò soluzioni più libere, proponendo pennellate più rapide e una luce più vibrante, senza tuttavia abbandonare la figura o la figurazione. Continuò a esporre fino agli anni Venti, quando l’età cominciò a ridurre la sua attività; tenne una grande antologica a Milano attorno al 1933, e l’ultima traccia della sua presenza pubblica risale al 1935.

    Morì a Milano l’8 luglio 1936.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 600

  • Rodolfo Morgari Rodolfo Morgari
    Torino 1827 - 1909
    Olio su tela cm 162x85 firmato in basso a sx R.Morgari

    Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento.
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    Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento. Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909.

    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 2500

  • Adolfo Rolla Adolfo Rolla
    Buenos Aires 1899 - Torino 1967
    Olio su tavola cm 36x47 firmato in basso a dx A.Rolla

    Adolfo Rolla nacque a Buenos Aires nel 1899, ma si trasferì in giovane età in Italia, dove intraprese la sua formazione artistica. Scelse Torino come punto di riferimento e frequentò l’Accademia Albertina, dove ebbe come maestri personalità di rilievo della pittura piemontese.
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    In questo ambiente assimilò una solida tecnica figurativa e un’attenzione particolare per la resa naturale della luce, qualità che sarebbero diventate caratteristiche centrali del suo linguaggio pittorico.

    Il suo debutto espositivo avvenne nel 1924 alla Promotrice di Torino, evento che segnò l’inizio di una carriera costellata da partecipazioni a mostre in numerose città italiane, tra cui Milano, Bologna, Firenze e Genova. Spesso soggiornò e lavorò anche in Liguria, regione nella quale i suoi paesaggi trovarono nuovi spunti di luce e colore.

    La sua produzione si orientò soprattutto verso il paesaggio. Rolla amava rappresentare scenari montani, boschi, vallate e soprattutto vedute invernali, nelle quali la neve diventa elemento poetico, capace di riflettere la luce e creare atmosfere silenziose e contemplative. La sua pittura ricerca sempre una dimensione pacata: paesaggi tranquilli, cieli soffusi, riflessi delicati, un uso misurato dei toni che suggerisce quiete più che spettacolarità.

    Accanto ai paesaggi produsse anche nature morte, figure e scene di genere, opere nelle quali si ritrova la stessa attenzione per l’armonia compositiva e per una luminosità controllata. Lo stile di Rolla resta legato a una figurazione sensibile e ordinata, che unisce osservazione del vero e un’attitudine meditativa.

    Adolfo Rolla morì a Torino nel 1967.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Lucio Lecchi Lucio Lecchi
    Viconago 1913 - Ivi 1985
    Olio su masonite cm 60x50 firmato in basso a dx L.Lecchi

    Lucio Lecchi fu un pittore italiano nato a Viconago, in provincia di Varese, nel 1913 e scomparso nel 1985, noto soprattutto per le sue vedute urbane, paesaggistiche e scene di vita quotidiana. Fin dai primi anni della sua attività, Lecchi si dedicò alla pittura figurativa con grande attenzione al reale, prediligendo soggetti che gli permettessero di studiare la luce, i dettagli architettonici e le atmosfere dei luoghi.
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    Le sue opere spaziano dai tetti di Milano ai paesaggi lacustri del Lago di Lugano, fino a scorci di città europee come Basilea, rivelando una capacità di osservazione acuta e un equilibrio tra precisione descrittiva e resa atmosferica.

    Pur non essendo un artista di grande notorietà nazionale, Lecchi partecipò con regolarità a mostre e le sue opere sono oggi apprezzate sul mercato dell’arte, dove emergono per la qualità del disegno, la misura della tavolozza e la sensibilità nel rappresentare la vita quotidiana. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare rigore tecnico e poesia visiva, trasformando soggetti apparentemente ordinari in composizioni armoniose e suggestive.

    Lucio Lecchi trascorse tutta la sua vita dedicandosi alla pittura e studiando i paesaggi e le città che amava ritrarre, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx G.MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.

    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Lodovico Zambeletti Lodovico Zambeletti
    Milano 1881 - 1966
    Olio su tela cm 41,5x64 firmato in basso a dx L.Zambeletti.
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Baldassarre Longoni Baldassarre Longoni
    Dizzasco d'Intelvi (CO) 1876 - Camerlata (CO) 1956
    Olio su tela cm 44,5x32,5 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Giulio Giusti Giulio Giusti
    Verona 1863 - Padova 1918
    Laguna di Chioggia

    Giulio Giusti nacque a Verona nel 1836 e morì a Padova nel 1918. Considerato un paesaggista di talento, si distinse per la sua capacità di catturare le bellezze della laguna veneta.
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    Nel 1884 partecipò all'esposizione di Torino presentando un'opera intitolata "La laguna di Venezia". Due anni dopo, a Milano, espose "Le Zattere a Venezia", e nel 1887 a Venezia presentò "Sulla spiaggia", un dipinto che ricevette elogi dalla critica per la sua sensibilità artistica. Le sue opere sono apprezzate per la fedeltà con cui rappresentano l'atmosfera e la luce tipiche dei paesaggi veneziani.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1500

  • Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Olio su tavola cm 19,5x31 firmato in basso a dx L.Pastega

    Luigi Pastega, nato a Venezia nel 1858, fu un pittore italiano noto per le sue opere di genere e per le vedute cittadine. Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiò sotto la guida di artisti come Pompeo Marino Molmenti e Napoleone Nani, la cui influenza si riflette nella sua arte.
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    Durante la sua carriera, Pastega si avvicinò alla tradizione pittorica di Giacomo Favretto, distillando nella sua produzione un amore per la vita quotidiana e per l'atmosfera veneziana.
    L'esordio ufficiale di Pastega avvenne nel 1880 alla Mostra di Torino con il quadro "Il pasto della gallina". Il suo talento fu subito riconosciuto, tanto che continuò a partecipare alle principali esposizioni italiane, come quelle di Milano e Venezia, dove presentò opere come "Sulle fondamenta" e "Dame un baso". La sua arte si caratterizzava per la vivacità cromatica e la fine rappresentazione delle scene quotidiane, che spaziavano dalle semplici attività domestiche a momenti di intimità familiare.
    Nel corso degli anni, Pastega consolidò la sua posizione nel panorama artistico italiano, partecipando a numerose mostre, tra cui quelle di Firenze, Roma e Torino. Tra le sue opere più celebri si ricordano "Una lettera interessante" e "Amore materno", che furono esposte in contesti prestigiosi e gli garantirono una buona fama anche all'estero, in particolare in Inghilterra.
    Pastega fu apprezzato per la capacità di rendere con grazia e affetto i soggetti che ritraeva, trattando con sensibilità temi legati alla vita familiare e alla tradizione veneziana. La sua produzione artistica fu vasta e diversificata, ma sempre legata ad un'idea di bellezza semplice, che evocava la quotidianità in modo vibrante e poetico.
    Luigi Pastega morì a Venezia nel 1927.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17,5x10 firmato in basso a dx P.F.

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 11,5x25 firmato in basso a dx S.Albertis.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Antonio Alciati Ambrogio Antonio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 44,5x27,5 firmato in basso a sx Alciati
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Ludovico Cavaleri Ludovico Cavaleri
    Milano 1867 - Cuvio ( VA ) 1942
    Olio su tavola cm 20x29 firmato in basso a dx L.Cavaleri
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela cm 101,5x166,5 firmato in basso a sx L.Bocca.

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
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    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 3000

  • Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su tela cm 31x37,5 firmato in basso a sx R.Fontana
    Bibliografia: AA.VV. La raccolta Augusto Lurati, moderni e antichi, Industrie grafiche Amedeo Nicola & C, 1929, Milano, p. 145, tav. 47
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Luigi Scrosati Luigi Scrosati
    Milano 1815 - Milano 1869
    Olio su tavola cm 75x61 firmato in basso a sx L.Scrosati
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su carta cm 72x47,5 firmato in basso a dx P.Mariani datato
    Esposizioni:
    2014 Milano, Bottegantica, Pompeo Mariani. Impressionista italiano, n 102;
    2014-2015 Genova, Accademia Linguistica di Belle Arti, Pompeo Mariani.
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 52x35 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 700

  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Galline sull'aia
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Pomeriggio soleggiato
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 40x62 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 2000

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su tavola cm 22x11 firmato in basso a sx P.Mariani
    Finarte asta n. 999 del 18/12/1996
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV anno 1997-1998 pag. 431
    Pubb. Catalogo Mondadori volume 36 pag. 337
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 19x31,5 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tela cm 45x64,5 firmato in basso a dx G.Omio
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 49x99 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luigi Chialiva Luigi Chialiva
    Lugano 1841 - Parigi 1914
    pastelli su carta cm 25,5x35 firmato in basso a dx L.Chialiva
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 21x31 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 80x100 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19x26 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Scolari Giovanni Scolari
    Seniga 1882 - Milano 1956
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx G.Scolari

    Giovanni Scolari fu un artista e illustratore italiano nato il 26 novembre 1882 a Seniga, in provincia di Brescia, e morto a Milano il 25 marzo 1956. La sua carriera artistica ebbe inizio nel campo dell’illustrazione grafica: nei primi anni lavorò per libri per ragazzi e realizzò disegni pubblicitari, manifestando fin da subito una spiccata abilità nel tratto e nella narrazione visiva.
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    Negli anni Trenta Scolari fece il suo ingresso nel mondo dei fumetti, collaborando con case editrici come Cartoccino di Monza e, soprattutto, con Arnoldo Mondadori Editore. Per Mondadori iniziò a disegnare la saga di fantascienza Saturno contro la Terra, pubblicata tra il 1936 e il 1946 su riviste e supplementi per ragazzi quali I tre porcellini, Topolino e Paperino. Questa serie, con soggetti ideati da Federico Pedrocchi e sviluppati con sceneggiature e contributi di Cesare Zavattini, lo rese celebre nel panorama italiano dei fumetti e influenzò poi generazioni successive di autori del genere.

    Oltre a Saturno contro la Terra, Scolari realizzò numerose altre storie a fumetti negli anni prebellici e durante la guerra, con titoli come La galea dalle vele d’argento, L’aquila fulva, Nelle viscere della Terra e La nube di gelo, tutti caratterizzati da un linguaggio grafico narrativo e avventuroso. Dopo la Seconda guerra mondiale tornò brevemente al fumetto con lavori quali Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini su soggetto di Zavattini, e proseguì la saga di Saturno contro la Terra con gli episodi conclusivi.

    Scolari firmò anche alcune vignette con lo pseudonimo “G. Da Brescia” per pubblicazioni della casa editrice Alpe, dimostrando versatilità tra illustrazione e fumetto. Pur non essendo noto primariamente come pittore nel senso tradizionale della parola, la sua attività grafica pone Giovanni Scolari tra gli artisti italiani che seppero fondere abilità narrativa e capacità visiva, contribuendo allo sviluppo delle prime avventure a fumetti in Italia e lasciando nella memoria di appassionati e collezionisti un segno riconoscibile nel periodo pionieristico del medium.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx C.Bossone

    Carlo Bossone nacque a Savona il 20 maggio 1904. Fin da giovane mostrò grande propensione per il disegno e la pittura.
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    Per seguire la sua vocazione si trasferì a Torino, dove frequentò l’Accademia Albertina, accompagnando gli studi anche con esperienze pratiche in atelier privati e apprendistato in studi di pittura. Durante questi anni maturò un profondo legame con la natura e con il paesaggio alpino, che diventeranno il centro del suo immaginario artistico.

    Dopo un periodo di esperienze anche all’estero, Bossone si stabilì nella regione dell’Ossola, ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Qui trovò il suo “luogo dell’anima”: la montagna, le valli, i boschi, i laghi e i paesini alpini divennero soggetti privilegiati delle sue opere. Negli anni maturi si dedicò soprattutto alla pittura “en plein air”, catturando atmosfere, luci, stagioni e silenzi di quelle terre con sensibilità e rispetto. Nella sua tavolozza prevalgono toni naturali, un uso attento della luce e una pennellata che privilegia l’intensità emotiva del paesaggio piuttosto che la pura resa descrittiva.

    Parallelamente al paesaggio, Bossone ritrasse con delicatezza figure umane, nature morte e scorci di vita quotidiana nelle valli. Per lui la natura non era solo sfondo ma protagonista, testimonianza di un legame profondo tra uomo e territorio. Il suo tratto sobriamente realistico, talvolta toccato da sfumature impressioniste, riusciva a evocare la solitudine delle montagne, il fresco delle acque alpine, la quiete dei boschi.

    Negli anni la sua pittura attirò l’attenzione non solo di collezionisti privati ma anche di appassionati e istituzioni. Fu riconosciuto come punto di riferimento per una “scuola” che raccoglieva allievi, seguaci e ammiratori del suo modo di interpretare la montagna come soggetto artistico privilegiato. Le sue opere vennero esposte in varie sedi, a volte accanto a quelle dei suoi allievi, confermando il valore del suo impegno artistico e la coerenza del suo percorso.

    Carlo Bossone visse a lungo, dedicandosi con passione e costanza alla pittura e all’insegnamento artistico. Morì nel 1991, a quasi 87 anni.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 37x25 firmato in basso a dx L.Delleani

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
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    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a dx E.Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 400

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Al di la' del blu
    Tecnica mista su tela cm 77x96 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Augusto Laforet Augusto Laforet
    Milano 1881 - Ghiffa 1970 ( Verbano-Cusio-Ossola )
    Olio su tela cm 44,5x60 firmato in basso a dx Augusto Laforet
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 800

  • Mario Bezzola Mario Bezzola
    Milano 1881 - 1968
    Pastello su carta cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Mario Bezzola
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Paesaggio alpestre
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tela cm 90x160 firmato in basso a dx Giulio Boetto
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Cavalleri Vittorio Cavalleri
    Torino 1860 - Gerbido 1938
    Olio su tavola cm 43x34 firmato in basso a sx V.Cavalleri
    STIMA:
    min € 900 - max € 1100
  • Mario Gheduzzi Mario Gheduzzi
    Crespellano (Bo) 1891 - Torino 1970
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a sx M.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 15x20 firmato in alto a sx Cesare Maggi
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
  • Amero Cagnoni Amero Cagnoni
    Milano 1853 - 1923
    Olio su tavola cm 19,5x33,5 firmato in basso a sx A.Cagnoni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1500
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 27x48 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 900

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera (IM) 1927
    Zelata
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Il gregge nel bosco
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000 offerta libera
  • Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bogoni
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • S.Campanile S.Campanile
    Italia XX secolo
    Olio su tavola cm 28x40 firmato in basso a sx S.Campanile
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 100

  • Emilio longoni Emilio longoni
    Barlassina 1859 - Milano 1932
    Olio su masonite cm 36x46,5 firmato in basso a dx E.longoni
    137-Studio. Lago Alpino e ombre di nubi. Bernina
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 2000

  • Rinaldo Agazzi Rinaldo Agazzi
    Mapello (BG) 1857 - Bergamo 1939
    Olio su tela cm 59x49 firmato in basso a dx R.Agazzi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 400

  • Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx R.Valori
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1400

  • Tranquillo Cremona Tranquillo Cremona
    Pavia 1837 - Milano 1878
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx T.C.

    Tranquillo Cremona nacque a Pavia il 10 aprile 1837 in una famiglia di origini ebraiche. Rimasto orfano in giovane età, intraprese gli studi artistici frequentando la Civica scuola di pittura di Pavia, dove fu allievo di Giacomo Trecourt.
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    Nel 1852 si trasferì a Venezia per studiare all'Accademia di Belle Arti, dove fu influenzato dalla pittura veneta del Quattro e Cinquecento, in particolare dalla dissoluzione della linea di contorno tipica dell'ultimo Tiziano .

    Nel 1859 si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu orientato verso la pittura storica sotto la guida di Hayez. In questo periodo entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, un movimento culturale che comprendeva artisti, poeti e musicisti con tendenze anticonformiste e antiaccademiche .

    Lo stile di Cremona si caratterizzò per l'uso di pennellate morbide e sfumate, influenzato dalla pittura veneta e dalla ricerca di effetti atmosferici. Le sue opere più note includono "Il bacio" (1870), "L'edera" (1878) e "Melodia" (1874), tutte caratterizzate da una resa sensibile delle emozioni e da una ricerca sulla luce e sull'atmosfera .

    Tranquillo Cremona morì a Milano il 10 giugno 1878 all'età di 41 anni, probabilmente a causa di avvelenamento da piombo, sostanza contenuta nei pigmenti che utilizzava.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 16000
    Base Asta:
    € 6000

  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a sx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 28,5x18,5 firmato in basso a sx G.Amisani
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tela cm 59,5x49 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 600

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    San giorgio dal bacino Venezia

    Emma Ciardi nacque a Venezia il 13 gennaio 1879, figlia del pittore Guglielmo Ciardi e della pittrice Linda Locatelli, in una famiglia profondamente legata all'arte. Cresciuta nell'ambiente culturale e artistico di Venezia, iniziò a dipingere fin da giovane, ricevendo insegnamenti dal padre, noto esponente della Scuola veneziana del vero.
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    La sua carriera artistica iniziò a prendere forma con una serie di esposizioni che la resero una figura centrale nel panorama pittorico dell'epoca.

    Nel 1903, Emma partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Fra ombra e sole", che le permise di guadagnarsi un riconoscimento immediato. La sua passione per la luce e l'atmosfera veneziana si rifletteva in ogni sua opera, caratterizzata da un evidente influsso impressionista. Nel 1911, aprì uno studio proprio accanto a quello del padre nel sestiere di Santa Barnaba, a Venezia, continuando a dipingere scene di vita quotidiana e vedute della laguna.

    Il successo di Emma non si limitò all'Italia: nel 1910 organizzò una mostra personale a Londra presso le Leicester Galleries, seguita da un’altra nel 1913. Le sue opere furono successivamente esposte anche a New York, attraverso la Howard Young Gallery. Il suo stile, che univa la tradizione del vedutismo veneziano con una sensibilità moderna, le consentì di guadagnarsi un pubblico internazionale. Le sue opere, che catturavano l’essenza di Venezia, erano caratterizzate da una delicata attenzione alla luce e alle ombre, diventando così un simbolo della città.

    Emma Ciardi morì a Venezia nel 1933.

    STIMA:
    min € 8000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 21,5x28 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - Milano 1886
    Olio su tela cm 27x39,5 firmato in basso a dx L.Bisi.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 450

  • Leopoldo Burlando Leopoldo Burlando
    Milano 1841-1915
    Olio su tavola cm 26x19 firmato in basso a dx L.Burlando



    Leopoldo Burlando nacque a Milano il 3 luglio 1841 e morì nella stessa città il 15 aprile 1915. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per le arti visive, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Luigi Bisi, rinomato pittore e prospettico.
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    Sotto la guida di Bisi, Burlando approfondì lo studio dell'architettura e della prospettiva, discipline che influenzarono profondamente la sua produzione artistica.

    Inizialmente, Burlando si dedicò all'architettura e alla prospettiva, ma successivamente si orientò verso la pittura, utilizzando sia la tecnica dell'olio sia quella dell'acquerello. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. I suoi soggetti preferiti includevano vedute urbane e interni architettonici, con particolare attenzione al Duomo di Milano, alla Certosa di Pavia, alla Rocca d'Angera e agli interni dell'Ambrosiana. Le sue rappresentazioni di Venezia, in particolare della Basilica di San Marco, sono apprezzate per la precisione prospettica e la resa luminosa.

    Oltre alla sua attività pittorica, Burlando fu anche un apprezzato docente. Per oltre quarant'anni, insegnò disegno industriale presso l'orfanotrofio maschile di Milano, contribuendo alla formazione artistica di numerosi giovani. Per il suo impegno, fu nominato socio onorario dell'Accademia di Brera. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1915, fu commemorato con una lapide che ne celebrava il contributo all'arte e all'educazione.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Lost in the sky
    Tecnica mista su tela cm 70x100 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 63,5x70,5 firmato in basso a sx Venanzio Zolla
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari


    Giovanni Battista Ferrari nacque a Brescia il 13 ottobre 1829, nella contrada delle Grazie, primo di sei figli. Fin dalla giovinezza mostrò inclinazione per il disegno e la pittura, e nel 1855 si iscrisse alla scuola della civica Pinacoteca di Brescia, diretta da Gabriele Rottini, dove seguì i corsi di paesaggio e figura.
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    Nel 1856 ottenne una pensione che gli permise di trasferirsi a Milano per frequentare i corsi dell’Accademia di Brera, in particolare quelli di paesaggio diretti da Albert Zimmermann.

    Durante gli anni ’60 intraprese anche viaggi all’estero, toccando Londra e gli Stati Uniti, ma questi spostamenti non modificarono la sua vocazione principale: la pittura del paesaggio lombardo e trentino. Tornato in Italia, si stabilì a Milano intorno al 1872 pur mantenendo forti legami con Brescia e con la valle del Quel suo padre era originario, la Val di Sole.

    Ferrari dedicò l’intera carriera al paesaggio: laghi, valli, corsi d’acqua, campagne lombarde e alpine, e la presenza dell’uomo e della natura laboriosa vi è spesso richiamata attraverso contadini all’opera, mietitrici, aratori, scene rurali immerse in una luce vibrante e nitida. Pur radicato nella tradizione naturalista della seconda metà del XIX secolo, egli non aderì alle avanguardie del periodo, preferendo un linguaggio diretto, leggibile e coerente.

    Nel 1870 vinse il prestigioso premio Mylius alla Brera con un’opera rappresentante una veduta di Brescia, riconoscimento che confermò il suo ruolo tra i paesaggisti lombardi. Continuò a esporre regolarmente nelle sale milanesi, torinesi e genovesi, e la sua pittura venne apprezzata per la capacità di cogliere la luce, l’atmosfera dei laghi e delle montagne, senza stravolgere la scena ma rivelandola con sincerità.

    Giovanni Battista Ferrari morì a Milano il 26 aprile 1906, all’età di 76 anni.


    Olio su tela cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Ferrari

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 49x79 firmato in basso a sx G.Sottocornola

    Giovanni Sottocornola, nato a Milano il 1° agosto 1855, proveniva da umili origini e, rimasto orfano di padre, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Brera nel 1875. In questo periodo, influenzato dal divisionismo, dipinse ritratti e nature morte.
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    La cultura italiana viveva un periodo di cambiamento, e Sottocornola si unì a un gruppo di innovatori che vedeva nel divisionismo una via di rinnovamento tecnico e linguistico.

    Nei primi anni Ottanta, l'artista eseguì opere divisioniste, ma la sua attenzione ai temi sociali crebbe negli anni successivi. Nel 1886, all'Esposizione nazionale di belle arti, presentò la "Frutera", testimonianza della sua transizione dalle influenze accademiche al realismo sociale. L'interesse per il lavoro divenne centrale nella sua produzione, ma senza intenti di denuncia evidenti.

    Il decennio tra il 1888 e le cannonate di Bava Beccaris (1898) fu il periodo più creativo per Sottocornola, evidenziato dalla sua partecipazione alla Triennale di Brera del 1891. Qui espose opere divisioniste come "Fuori porta" e "Il muratore". La sua pittura abbracciò un "divisionismo ideista", influenzato da Segantini e Previati, con un focus coraggioso sui temi sociali.

    La sua attenzione al lavoro femminile, evidente in opere come "Le operaie" e "Chiacchiere a Corso Garibaldi", caratterizzò la sua produzione. Sottocornola mantenne un approccio centrato sulla luce e le sue vibrazioni tonali, anche quando si avvicinò alla pittura a fresco e al restauro.

    Dopo le repressioni del 1898, Sottocornola si orientò verso l'intimismo familiare e paesaggistico, con un'evoluzione stilistica verso un divisionismo più delicato. Morì nel 1917, e la sua eredità artistica fu onorata con una mostra postuma. La sua carriera riflette il passaggio da influenze accademiche al realismo sociale e al divisionismo, con una sensibilità particolare verso i temi sociali e l'evoluzione delle condizioni di vita nella Milano industriale.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 9000
    Base Asta:
    € 2000

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Aleksandr Gerasimov Aleksandr Gerasimov
    Kozlov 1881 - Mosca 1963
    Olio su cartone cm 22x33,5 firmato in basso a dx Aleksandr Gerasimov

    Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.
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    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.

    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su cartone cm 14x30,5 firmato in alto a sx G.Solenghi



    Giuseppe Solenghi nacque a Milano il 3 maggio 1879. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò dal 1892 al 1895.
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    Durante il suo percorso formativo, fu allievo di illustri maestri come Cesare Tallone per la pittura, Ernesto Bazzaro per la scultura e l'incisione, e Giuseppe Mentessi per la prospettiva.

    Nei primi anni della sua carriera, tra il 1895 e il 1900, Solenghi si dedicò alla riproduzione di manoscritti miniati, affinando la sua tecnica e il suo senso del dettaglio. Tuttavia, fu nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale che iniziò a esporre regolarmente le sue opere, concentrandosi principalmente su paesaggi urbani e vedute della "vecchia Milano". Le sue rappresentazioni della città, spesso avvolte in atmosfere umide e nebbiose, catturavano scorci dei Navigli, delle strade e delle piazze milanesi, offrendo una testimonianza visiva della trasformazione urbana dell'epoca.

    Oltre a Milano, Solenghi mostrò un particolare interesse per la laguna veneta, in particolare per Chioggia, che ritrasse in diverse opere. La sua predilezione per paesaggi acquatici e atmosfere brumose gli valse il soprannome dialettale di "El Brumista", ovvero "il pittore della bruma".

    Nel corso della sua carriera, Solenghi utilizzò diverse tecniche pittoriche, tra cui l'olio, l'acquerello e il pastello, dimostrando una notevole versatilità. Si dedicò anche al ritratto, realizzando numerosi dipinti di cantanti del Teatro alla Scala nei costumi dei personaggi da loro interpretati.

    Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Fondazione Cariplo di Milano, che possiede il dipinto su tavola "Antico ponte di Porta Romana" (1920), e la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, che ospita diverse sue vedute urbane.

    Giuseppe Solenghi morì l'8 marzo 1944 a Cernobbio, sul Lago di Como. Fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, e in suo onore, il Comune di Milano gli ha intitolato una via.

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 200

  • Luigi Frigerio Luigi Frigerio
    Milano 1873 - 1936
    Olio su tavola cm 44,5x60 firmato in basso a sx Frigerio.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 30,5x25 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 800 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 250

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Arnaldo Soldini Arnaldo Soldini
    Brescia 1862 - Val Trompia 1936
    Olio su tela cm 42,5x62,5 firmato in basso a dx A.Soldini.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Pastelli su carta cm 75x86 firmato in basso a dx A.Landi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Raffaele De Grada Raffaele De Grada
    Milano 1885 - Milano 1957
    Olio su tela cm 70x90 firmato in basso a dx R.Grada.

    Raffaele De Grada nacque a Milano il 2 marzo 1885, primogenito di Antonio, pittore decoratore, e di Teresa Amelotti. La sua famiglia, radicata nella tradizione artistica, si trasferì in Argentina nel 1889 e successivamente in Svizzera nel 1895.
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    Giovanissimo, assistette il padre nei lavori di decorazione di chiese e case nobili .

    Dal 1902 al 1908, De Grada studiò presso le Accademie di Dresda e di Karlsruhe, dove fu influenzato dalla pittura paesaggistica tedesca e dalla Secessione viennese. Nel 1913 esordì con una personale a Zurigo, città in cui si stabilì definitivamente nel 1915, sposando Magda Ceccarelli. Nel 1916 nacque a Zurigo il figlio Raffaele, che in seguito si dedicherà alla critica d'arte e alla politica .

    Nel 1919, De Grada decise di stabilirsi definitivamente in Italia. Nel 1920 si trasferì a San Gimignano, dove nacque la figlia Lidia, per poi stabilirsi a Settignano, vicino a Firenze. La sua prima personale italiana si tenne nel 1921 a Firenze, presso il Palazzo Antinori, ottenendo l'attenzione della critica e dell'ambiente artistico fiorentino. Nel 1922 partecipò alla Biennale di Venezia e divenne membro del movimento Novecento Italiano, esponendo alle sue mostre del 1926 e 1929 a Milano .

    Nel 1930 si trasferì a Milano e nel 1931 fu chiamato a insegnare all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, incarico che mantenne fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggio, rappresentando le periferie milanesi, la Brianza e la Toscana, influenzato dalla pittura di Corot e Cézanne.

    Raffaele De Grada morì a Milano il 10 aprile 1957.

    STIMA:
    min € 4500 - max € 5000
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 59x74,5 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 800

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 31x36 firmato in basso a dx A.Piatti 1918
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 55x74 firmato in basso a sx S.Poma
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Marcello Scuffi Marcello Scuffi
    Tizzana (PT) 1948 - 2021
    Olio su tela cm 50x36 firmato in basso a dx Scuffi
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Angolo Ligure
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000 offerta libera
  • Emilio Gola Emilio Gola
    Milano 1851 - 1923
    Stendendo i panni
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 30x49 firmato in basso a sx A. Preda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
    Base Asta:
    € 900

  • Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 29x40,5 firmato in alto a dx C.Maggi
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Ambrogio Raffele Ambrogio Raffele
    Vigevano (PV) 1845-1928
    Olio su tavola cm 17x26 firmato in basso a dx A.Raffele
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Arturo Albertazzi Arturo Albertazzi
    Vogogna (NO) 1881- Ghiffa (VB) 1917
    Olio su tela cm 64x114 firmato in basso a sx A.Albertazzi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 37x55 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Il Cervino
    STIMA:
    min € 400 - max € 500
  • Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su tela applicata cm 35x40 firmato in basso a dx M.Acerbi
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su tela cm 69x146 firmato in basso a sinistra Amus
    STIMA:
    min € 8000 - max € 10000
    Base Asta:
    € 5000

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone (VR) 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 25x34 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Guido Somelli Guido Somelli
    Firenze 1881 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 42,5x58 firmato in basso a dx G.Somelli

    Guido Somelli nacque a Firenze nel 1881 e qui morì nel 1940, dedicando la sua vita alla pittura figurativa con particolare attenzione ai paesaggi, alle vedute urbane e alle scene di vita quotidiana. Fin da giovane dimostrò talento e passione per l’arte, iniziando a dipingere nella sua città natale e partecipando presto a mostre e rassegne che gli permisero di farsi conoscere, sia in Italia sia, occasionalmente, all’estero.
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    La sua produzione spaziò tra paesaggi della campagna toscana, scorci di Firenze e del suo territorio, nature morte e scene di vita quotidiana, sempre caratterizzate da un’attenzione alla luce, all’atmosfera e ai dettagli. Nel 1913 Somelli partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione a Roma, presentando una figura femminile nuda che rivelava la sua apertura verso i linguaggi artistici più ampi e il confronto con i fermenti culturali italiani ed europei.

    Negli anni Venti e Trenta espose in varie manifestazioni artistiche in Toscana, presentando opere che spaziavano dai paesaggi di campagna a scene di vita rurale, con uno stile che univa precisione descrittiva e sensibilità poetica. Le sue opere mostrano una tavolozza misurata, un tratto sicuro e la capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, dalle sponde dell’Arno ai borghi e alle colline toscane, sempre con grande rispetto per l’atmosfera naturale e urbana.

    Somelli rimase coerente nella sua ricerca di una pittura figurativa radicata nella realtà osservata, convinto che la verità visiva fosse anche espressione di bellezza e poesia.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Luca Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx L.Postiglione
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 18,5x24 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 147x109 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a sx V.Zilla



    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 350

  • Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Land of fire
    Acrilico su tela cm 20x20 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA:
    min € 400 - max € 500
    Base Asta:
    € 200

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su cartone cm 35x47 firmato in basso a sx Z. Dal Bo
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Eugenio Bonzanini Eugenio Bonzanini
    Verona 1871 - Milano 1932
    Olio su tela cm 30x52 firmato in basso a sx E.Bonzanini
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Camillo Rapetti Camillo Rapetti
    Milano 1859 - 1929
    Olio su tavola cm 22x49 firmato in basso a sx C.Rapetti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Nubi
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 43,5x58 firmato in basso a dx Fabbi
    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su tavola cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 700

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 35x65 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 900

  • A. Maria Reyna Manescau A. Maria Reyna Manescau
    Coin 1859 - Roma 1937
    Squero San Trovaso Venezia
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000 offerta libera
  • Alessio Jssupoff Alessio Jssupoff
    Vjatka, Russia 1889 - Roma 1957
    Il Ventaglio bianco
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su carta cm 39x46 firmato in basso a sx Amisani
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 800

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 75x131 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1500

  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 29x40 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 100

  • Giovanni Battista Barbieri Giovanni Battista Barbieri
    Salo' (Brescia) 1854 - 1926
    Olio su tavola cm 40x62 firmato in basso a sx Barbieri
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 1000

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 80x150 firmato in basso a sx C.Tagliabue.

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000 offerta libera
  • Corradi XIX - XX secolo Corradi XIX - XX secolo
    Italia del nord XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 54,5x61 firmato in basso a sx Corradi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 21x39 firmato in basso a dx G.Danieli.
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 8,3x8,3 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a dx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 250

  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 18x28 firmato NO
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Dino Rossi Dino Rossi
    Bernareggio 1904 - 1982
    Olio su tela cm 30x73 firmato in basso a sx Dino Rossi.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Carlo Stragliati Carlo Stragliati
    Milano 1867 - Milano 1925
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx C.Stragliati



    Carlo Stragliati nacque a Milano il 7 luglio 1868, figlio di Giuseppe Stragliati. La sua formazione artistica si svolse presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini.
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    Nel 1892, grazie al conseguimento del Pensionato Oggioni, ebbe l'opportunità di soggiornare a Roma e Venezia, esperienze che arricchirono la sua visione artistica.

    Nel 1898, Stragliati presentò a Torino il dipinto "Mater derelicta", che fu acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. L'anno successivo, espose a Brera l'opera "La Croce del prossimo", confermando il suo interesse per tematiche sociali e religiose.

    Stragliati si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di personalità del mondo musicale e dell'alta società. Tra i suoi soggetti figurano il celebre tenore Enrico Caruso, i cantanti lirici Emilio De Marchi, Edoardo Garbin e Giuseppe Borgatti, nonché la soprano Hariclea Darclée. Particolarmente noto è il ritratto di Giuseppe Verdi, eseguito il 27 gennaio 1901 presso il letto di morte del compositore.

    Parallelamente alla ritrattistica, Stragliati si dedicò a opere di carattere storico e sociale. Il dipinto "Episodio delle Cinque Giornate di Milano in piazza Sant'Alessandro", conservato al Museo del Risorgimento di Milano, raffigura due giovani donne che sventolano il tricolore da una finestra, simbolo della partecipazione femminile alle lotte risorgimentali. L'immagine di quest'opera è stata scelta per un francobollo commemorativo emesso dalle Poste Italiane nel 2022, in occasione del 150º anniversario della morte di Giuseppe Mazzini.

    Durante la sua carriera, Stragliati partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle organizzate dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Tra le opere esposte si ricordano "Testa" (1896), "Ingenuità" (1908), "Ritratto di Caruso" (1910), "Testa di fanciulla" (1912), "Riflessi d'oro" (1914), "Ritratto di signora" (1922) e "Nudo di donna" (1925).

    Stragliati visse anche a Gallarate, città natale della madre, dove realizzò numerosi ritratti per notabili locali e per istituzioni pubbliche. Trascorse inoltre lunghi periodi nella Villa La Collina a Griante, sul Lago di Como, residenza costruita dal suocero Emanuele Suardi nel 1899. Dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 28 giugno 1925, fu sepolto nel cimitero di Griante accanto alla moglie.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Drawbeats Drawbeats
    Healing People
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x40 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx M.Foggia
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 54x73 firmato in basso a dx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 700

  • Carlo Arpini Carlo Arpini
    Ancona 1866 Monza 1922
    Olio su tela cm 62x102 firmato in basso a dx C.Arpini

    Carlo Arpini nacque ad Ancona il 10 marzo 1866 e, dopo un primo avvio agli studi commerciali, decise di seguire la sua inclinazione per l’arte iscrivendosi all’Accademia di Brera a Milano. In questo ambiente formativo ricco di stimoli affinò il proprio linguaggio pittorico e iniziò presto a esporre alle mostre milanesi, ottenendo già negli anni Novanta dell’Ottocento i primi riconoscimenti con opere come Inverno, I reietti e Il figlio della colpa.
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    La sua carriera fu segnata da numerosi soggiorni all’estero, che gli consentirono di ampliare la propria visione artistica. Il contatto con differenti paesaggi e atmosfere influenzò profondamente la sua pittura, rendendola sempre più attenta alla luce, al colore e alle variazioni atmosferiche. Arpini si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando soggetti come fiumi, rive innevate, barche da pesca, cieli crepuscolari e scorci immersi nel silenzio. La sua tavolozza, spesso fredda e velata, restituisce sensazioni di quiete contemplativa.

    Tra le esposizioni più significative della sua carriera si ricordano quella torinese del 1908, in cui presentò Barche da pesca, Pace e Vespero, e la mostra di Brera dello stesso anno con Prima neve. Nel 1910 espose a Milano Ora mistica, una delle opere che meglio esprimono la sua maturità stilistica, fatta di equilibrio compositivo e intensa resa luminosa.

    Arpini mostrò nel corso degli anni una costante ricerca espressiva, lontana dalle avanguardie più radicali ma capace di evolvere verso un linguaggio personale, in bilico tra la tradizione del paesaggismo ottocentesco e le nuove sensibilità atmosferiche del primo Novecento.

    Morì a Monza il 1 aprile 1922, lasciando una produzione coerente e poetica, in cui la natura è osservata con partecipazione emotiva e restituita attraverso una pittura silenziosa, fatta di luci soffuse e di paesaggi sospesi nel tempo.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 900

  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16,5x22 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 350

  • Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tavola cm 14x14 firmato in basso a dx A.Campriani
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Giuseppe Modorati Giuseppe Modorati
    Milano 1827 - Carate Brianza 1923
    Olio su tavola cm 18x13 firmato in basso a sx G.Modorati



    Giuseppe Modorati nacque a Milano il 2 settembre 1827 e morì a Carate Brianza il 21 marzo 1905. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, fu allievo di maestri che contribuirono a plasmare il suo stile eclettico e versatile.
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    Nel corso della sua carriera, Modorati si distinse per la produzione di opere di soggetto storico, religioso, di genere e ritratti, dimostrando una notevole abilità tecnica e una profonda sensibilità artistica.

    Oltre alla sua attività pittorica, Modorati ricoprì il ruolo di custode delle Gallerie del Museo di Brera, dove si dedicò anche al restauro di opere d'arte, contribuendo alla conservazione del patrimonio artistico milanese.

    La sua partecipazione a importanti esposizioni testimonia il riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca. Nel 1880, espose a Torino il dipinto "Cristo al Getsemani". Nel 1883, presentò a Milano "I Garibaldini e i Bersaglieri di Manara difendono la breccia di Roma nel 1849" e "Pensierosa", una mezza figura. Nel 1886, all'Esposizione Nazionale, espose "Troppo tardi", "Rifugio d'amore", "Placido sonno" e "Le sirene", quest'ultimo un disegno a carboncino.

    Tra le sue opere più significative si annoverano anche "Soldati, io esco da Roma. . . Roma 1849", un olio su tela che ritrae la partenza dei sopravvissuti dopo la battaglia per la difesa della città, e "Palazzo nobiliare" (1875), un olio su tavola che evidenzia la sua attenzione per i dettagli architettonici.

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su cartone cm 46x66,5 firmato in basso a dx A.Piatti.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento ( E.Zeno )
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 90,5x76 firmato in basso a dx E.Zeno

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1300

  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Craffonara.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Emilio Pasini Emilio Pasini
    Brescia 1872 - 1953
    Olio su tela cm 47,5x39 firmato in alto a dx E.Pasini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Mario Fumia Mario Fumia
    Torino 1931 - 2013
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Mario Fumia
    STIMA:
    min € 500 - max € 600 offerta libera
  • Pietro Ronzoni Pietro Ronzoni
    Sedrina 1781 - Bergamo 1862
    Olio su tela cm 52x75 firmato in basso a sx Ronzoni.

    Pietro Ronzoni nacque a Sedrina, in provincia di Bergamo, il 28 novembre 1781. Fin da giovane, dimostrò una spiccata inclinazione per l'arte, studiando disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Pietro Saltini.
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    Nel 1802 si trasferì a Roma per completare la sua formazione, dove fu allievo del paesaggista Luigi Campovecchio e del pittore François Marius Granet. Durante il suo soggiorno romano, entrò in contatto con artisti come Angelica Kauffmann, Antonio Canova, Pelagio Palagi e Hendrik Voogd, arricchendo così la sua esperienza artistica.

    Nel 1809 tornò a Bergamo, dove lavorò come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale. In questo periodo, fu nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara, allora diretta da Giuseppe Diotti, con il quale collaborò strettamente. Nel 1815 si trasferì a Verona, dove si affermò come paesaggista di successo, realizzando opere per una committenza internazionale colta. Nel 1819, l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nominò accademico d'onore.

    Nel 1824 tornò a Bergamo, dove sposò Giacinta Ceresoli e divenne socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti della città. Partecipò alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara nel 1834. A partire dal 1840, la sua pittura si rinnovò, adottando una pennellata più morbida e atmosferica, influenzata dai modelli di Giuseppe Canella e dall'innovativa pittura dell'amico Piccio Carnovali.

    Ronzoni partecipò alla Prima Esposizione Italiana tenuta a Firenze nel 1861, ma evitò sistematicamente le esposizioni organizzate dall'Accademia di Brera. Morì a Bergamo il 26 aprile 1862 e fu sepolto nell'antico cimitero di Valtesse.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 700

  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a sx F.Scattola
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 70x69 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tela cm 130x50 firmato in basso a dx A.Pavan
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1700
    Base Asta:
    € 500

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x120 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Pascolo in Lessinia Verona
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Vele a Venezia
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Giuseppe Barbaglia Giuseppe Barbaglia
    Milano 1841 - Vedano al Lambro (MB) 1910
    Olio su tela cm 120x80 firmato in basso al centro

    Pubblicato in bianco e nero su La pittura lombarda del Secondo Ottocento. Itinerario artistico di Giuseppe Barbaglia
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000
    Base Asta:
    € 5000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 37x58 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su cartone cm 13x20,5 firmato in basso a dx G.Fasanotti
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 39x29,5 firmato in basso a sx C.Gheduzzi
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Andrea Favero Andrea Favero
    San Zenone Degli Ezzelini 1837 - Como 1914
    Olio su tela cm 34x63 firmato in basso a dx A.Favero
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
  • Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su cartone cm 16x21 firmato in basso a dx A.Soressi
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
  • Mario Capuzzo Mario Capuzzo
    Badia Polesine, 1902 - 1972
    Olio su tela cm 65x50 firmato in basso a dx Mario Capuzzo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 300

  • Cosimo Privato Cosimo Privato
    Venezia 1899-1971
    Gioco di fanciulli
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
  • Giuseppe Guindani Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia.
    Clicca per espandere

    Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 200

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 17x10,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA:
    min € 1500 - max € 1800
    Base Asta:
    € 400

  • Emilio Parma Emilio Parma
    Monza 1874 - 1950
    Olio su tavola cm 27,5x40,5 firmato in basso a dx E.Parma

    Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.
    Clicca per espandere



    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.

    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 33x52 firmato in basso a dx G.Fasanotti

    Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi.
    Clicca per espandere

    La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano,Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1000

  • Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 34,5x47 firmato in basso a sx Marcello Broggi



    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Erminio Rossi Erminio Rossi
    Sannazzaro de' Burgondi 1871 - Pavia 1942
    Olio su tela cm 65x65 firmato in basso a dx E.Rossi
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Drawbeats Drawbeats
    Buenos Dìas
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 70x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
    Clicca per espandere


    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 300

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Alberto Prosdocimi Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Daniele Ranzoni Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni
    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giuseppe Magni Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 900

  • Enrico Crespi Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1400

  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000 offerta libera
  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale
    STIMA:
    min € 18000 - max € 20000 offerta libera
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

  • Giovanni Pirovano Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano
    STIMA:
    min € 300 - max € 400
    Base Asta:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Ottorino Davoli Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA:
    min € 7000 - max € 8000
    Base Asta:
    € 2000

  • Giovanni Rovero Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Donato Frisia Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
    Clicca per espandere

    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 1800

  • Giuseppe Menato Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 600

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA:
    min € 3500 - max € 4000
    Base Asta:
    € 1800

  • Drawbeats Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA:
    min € 400 - max € 600
    Base Asta:
    € 250

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Dante Bertini Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini
    STIMA:
    min € 600 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 700

  • Giovanni Battista Carpanetto Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
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    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Ambrogio Alciati Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.

    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 300

  • Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
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    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.

    STIMA:
    min € 600 - max € 800
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
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    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.

    STIMA:
    min € 2000 - max € 2500
    Base Asta:
    € 800

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 500

  • Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 200

  • Gonzalo Bilbao Martinez Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Vittorio Tessari Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
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    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.

    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Camillo Merlo Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo
    STIMA:
    min € 700 - max € 900 offerta libera
  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
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    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.

    STIMA:
    min € 6000 - max € 7000
    Base Asta:
    € 2000

  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Tirelli Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
    Base Asta:
    € 600

  • Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi
    STIMA:
    min € 4000 - max € 5000
    Base Asta:
    € 2000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 300

  • Giuseppe Coen Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara
    STIMA:
    min € 20000 - max € 25000 offerta libera
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000 offerta libera
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010
    STIMA:
    min € 9000 - max € 11000
    Base Asta:
    € 5000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 700

  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera
    STIMA:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti
    STIMA:
    min € 600 - max € 800
  • Angelo Dall' Oca Bianca Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso
    STIMA:
    min € 5000 - max € 6000
  • Luigi Calderini Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari
    STIMA:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 500

  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla
    STIMA:
    min € 700 - max € 900
  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 300

  • Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400
    Base Asta:
    € 400

  • Giuseppe Costantini Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
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    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 800

  • Nazareno Orlandi Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
    Clicca per espandere

    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.

    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 800

  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 150

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA:
    min € 700 - max € 900
    Base Asta:
    € 400

    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

  • Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
  • Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    STIMA:
    min € 1500 - max € 2000
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1500

  • Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200 offerta libera
  • Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    STIMA:
    min € 10000 - max € 12000 offerta libera
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
    Base Asta:
    € 300

  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA:
    min € 500 - max € 700
    Base Asta:
    € 200

  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    STIMA:
    min € 3000 - max € 3500
    Base Asta:
    € 1000

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 400

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 200

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 1000

  • Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    STIMA:
    min € 1200 - max € 1400 offerta libera
  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    STIMA:
    min € 1800 - max € 2000
    Base Asta:
    € 500

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA:
    min € 500 - max € 600
    Base Asta:
    € 100

  • Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
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    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    STIMA:
    min € 15000 - max € 18000
    Base Asta:
    € 3000

  • Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 250

  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    STIMA:
    min € 2500 - max € 3000
    Base Asta:
    € 800

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA:
    min € 800 - max € 1000
    Base Asta:
    € 600

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA:
    min € 700 - max € 800
    Base Asta:
    € 150

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Pagina 1 di 2. Elementi totali 1455
  • Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx L.Barzanti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 99x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 99x70 firmato in basso a dx I.Mus


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Asino e pecore

    Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 38x23 firmato in basso a sx T.Pelliccioti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 1  

    Asino e pecore

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 38x23 firmato in basso a sx T.Pelliccioti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Ritratto

    Moreno Carbonero
    Malaga ( Spagna ) 1858 -1940
    Bel visino, 1878
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 1  

    Ritratto

    Moreno Carbonero Moreno Carbonero
    Malaga ( Spagna ) 1858 -1940
    Bel visino, 1878


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Achille Vertunni
    Napoli 1826 - Roma 1897
    Olio su tela cm 64x92 firmato in basso a sx A.Vertunni
    STIMA min € 4000 - max € 4500

    Achille Vertunni Achille Vertunni
    Napoli 1826 - Roma 1897
    Olio su tela cm 64x92 firmato in basso a sx A.Vertunni


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 49x59 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 49x59 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Lungo il sentiero

    Francesco Sampietro
    Garlasco (PV) 1815 - 1896
    Olio su tela cm 46x37,5 firmato in basso a dx Sampietro
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 1  

    Lungo il sentiero

    Francesco Sampietro Francesco Sampietro
    Garlasco (PV) 1815 - 1896
    Olio su tela cm 46x37,5 firmato in basso a dx Sampietro


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  • Lotto 1  

    La vendemmia

    Gaetano Spinelli
    Bitonto 1877 - Firenze 1945
    Olio su cartone cm 5,5x37,5 firmato in basso a dx G.Spinelli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 1  

    La vendemmia

    Gaetano Spinelli Gaetano Spinelli
    Bitonto 1877 - Firenze 1945
    Olio su cartone cm 5,5x37,5 firmato in basso a dx G.Spinelli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Signora in giardino

    Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    Pubb. Catalogo asta Christie’s Roma 1997 pag. 187
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 1  

    Signora in giardino

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    Pubb. Catalogo asta Christie’s Roma 1997 pag. 187


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Canale a Venezia

    Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 68,5x88 firmato in basso a dx C.Brancaccio
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 1  

    Canale a Venezia

    Carlo Brancaccio Carlo Brancaccio
    Napoli 1861 - 1920
    Olio su tela cm 68,5x88 firmato in basso a dx C.Brancaccio


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Campagna Livornese

    Gio Bartolena
    Livorno 1866 - Livorno 1942
    Campagna Livornese
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 1  

    Campagna Livornese

    Gio Bartolena Gio Bartolena
    Livorno 1866 - Livorno 1942
    Campagna Livornese


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    La pastorella

    Mose' Bianchi
    Monza 1840 - Monza 1904
    Tempera su carta cm 47,5x27,5
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 1  

    La pastorella

    Mose' Bianchi Mose' Bianchi
    Monza 1840 - Monza 1904
    Tempera su carta cm 47,5x27,5


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Porto all'imbrunire

    Fausto Pratella
    Napoli 1888 - 1946
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx Pratella
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 1  

    Porto all'imbrunire

    Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888 - 1946
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx Pratella


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 1  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Lettura

    Gaetano De Martini
    Benevento 1840 - Napoli 1917
    Olio su tela cm 34x25,5 firmato in basso a sx G.Martini
    STIMA min € 3000 - max € 4000

    Lotto 1  

    Lettura

    Gaetano De Martini Gaetano De Martini
    Benevento 1840 - Napoli 1917
    Olio su tela cm 34x25,5 firmato in basso a sx G.Martini


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Fermata del tram

    Ugo Catti
    Palermo XX Secolo
    Olio su tavola cm 39,5x30 firmato in basso a dx U.Catti
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 1  

    Fermata del tram

    Ugo Catti Ugo Catti
    Palermo XX Secolo
    Olio su tavola cm 39,5x30 firmato in basso a dx U.Catti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Il Gattamelata

    Scultore Anonimo XIX XX
    Italia XIX-XX
    Bronzo cm 52x26x62, riproduzione scultura di Donatello
    Blocco unico vuoto all'interno. A cera persa.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 1  

    Il Gattamelata

    Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    Italia XIX-XX
    Bronzo cm 52x26x62, riproduzione scultura di Donatello
    Blocco unico vuoto all'interno. A cera persa.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Innocenza (1918)

    Ettore De Maria Bergler
    Napoli 1850 - Palermo 1938
    Olio su tavola cm 73,5x54,5 firmato in basso a dx E.Bergler.

    Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica. Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 1  

    Innocenza (1918)

    Ettore De Maria Bergler Ettore De Maria Bergler
    Napoli 1850 - Palermo 1938
    Olio su tavola cm 73,5x54,5 firmato in basso a dx E.Bergler.

    Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938Ettore De Maria Bergler nacque a Napoli il 25 dicembre 1850, da padre siciliano e madre viennese. La sua formazione artistica ebbe inizio a Palermo, dove, tra il 1875 e il 1877, fu allievo di Francesco Lojacono, noto per i suoi paesaggi e marine di accurata resa realistica. Grazie al sostegno del barone Giovanni Riso di Colobria, mecenate illuminato, De Maria Bergler poté approfondire i suoi studi a Napoli e Firenze, entrando in contatto con artisti di spicco come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e i Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori e Giuseppe De Nittis. Questo periodo fu fondamentale per la sua crescita artistica, permettendogli di assimilare diverse influenze stilistiche e tecniche.

    Negli anni successivi, De Maria Bergler si affermò come pittore di paesaggi e scene di genere tipicamente siciliane, partecipando a numerose esposizioni regionali e nazionali, tra cui l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 e diverse edizioni della Biennale di Venezia dal 1901 al 1912. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata morbida e luminosa, riflettono un naturalismo evocativo che spesso si traduce in eleganti ritratti e paesaggi vibranti di luce mediterranea.

    Parallelamente alla pittura da cavalletto, De Maria Bergler si distinse come decoratore, contribuendo significativamente al movimento Liberty in Italia. Collaborò con l'architetto Ernesto Basile e il mobilista Vittorio Ducrot in importanti progetti decorativi a Palermo, tra cui gli affreschi del soffitto del Teatro Massimo (1893) e la sala da pranzo del Grand Hotel Villa Igiea (1900), dove realizzò opere di puro gusto floreale, perfettamente integrate negli ambienti progettati da Basile. Inoltre, decorò interni di piroscafi come il "Giulio Cesare", il "Roma", il "Dux" e il "Caio Duilio", portando l'estetica Liberty anche nel design navale.

    Dal 1913 al 1931, De Maria Bergler insegnò pittura figurativa all'Accademia di Belle Arti di Palermo, influenzando una nuova generazione di artisti. Tra i suoi allievi si annovera Michele Dixitdomino. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e la Galleria d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

    Ettore De Maria Bergler morì a Palermo il 28 febbraio 1938.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Baite nella neve

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Baite nella neve
    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 1  

    Baite nella neve

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Baite nella neve


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Le tre sorelle

    Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 148x74 firmato in basso a dx Lancerotto
    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lotto 1  

    Le tre sorelle

    Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 148x74 firmato in basso a dx Lancerotto


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Oleandri

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 20x22 firmato in basso a dx Gino Romiti 1930.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 1  

    Oleandri

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 20x22 firmato in basso a dx Gino Romiti 1930.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Marina ligure

    Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 14x21 firmato in alto a dx C.Maggi

    Cesare Maggi, nato a Roma il 13 gennaio 1881, proveniva da una famiglia di attori. Dopo gli studi classici tra Firenze e Lucca, intraprese la sua formazione artistica presso gli studi di Vittorio Corcos e Gaetano Esposito.
    Clicca per espandere

    Esordì pubblicamente nel 1898 a Firenze e successivamente si recò a Parigi per frequentare l'accademia di Fernand Cormon. La sua carriera artistica fu influenzata dalla luce della pittura di Giovanni Segantini, e nel 1899 si trasferì nell'Engadina per seguire le sue tracce.

    Dopo la morte della madre nel 1900, Maggi si stabilì a Torino e iniziò le sue sperimentazioni artistiche a Forno Alpi Graie. Nel 1900, firmò un contratto esclusivo con il mercante Alberto Grubicy, diventando parte del gruppo divisionista. Nel 1904, si trasferì a La Thuile in Val d'Aosta per approfondire lo studio dal vero. Nel 1905, presentò il dipinto "Mattino di festa" all'Esposizione internazionale di Venezia, segnando un momento significativo nella sua carriera.

    Dal 1907 in poi, Maggi partecipò a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e successi. Nel 1913 lasciò La Thuile per stabilirsi a Torino, chiudendo la sua fase divisionista. La Biennale di Venezia del 1914 mostrò ancora opere influenzate da Segantini. La chiamata alle armi nel 1915 non interruppe la sua ricerca artistica, e il suo stile si perfezionò durante il servizio militare.

    Congedato nel 1919, tornò a Torino e riprese intensa attività espositiva, ottenendo successi e acquisizioni importanti. Nel 1926, il dipinto "Neve" fu acquistato dalla Galleria civica di Torino. La sua pittura subì l'influenza del movimento Novecento, senza una vera adesione. Nel 1935 divenne supplente di Cesare Ferro all'Accademia Albertina di Torino, iniziando una prolifica carriera di insegnante fino al 1951.

    Nel corso degli anni, Maggi partecipò a numerose mostre nazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Nel 1947 fu nominato accademico di S. Luca. Negli anni successivi, la sua attività espositiva si diradò a causa di problemi di salute e depressione legata alla morte della moglie nel 1957. Nel 1959, una retrospettiva a Torino segnò la sua consacrazione pubblica.

    Cesare Maggi morì a Torino il 11 maggio 1961.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 1  

    Marina ligure

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 14x21 firmato in alto a dx C.Maggi

    Cesare Maggi, nato a Roma il 13 gennaio 1881, proveniva da una famiglia di attori. Dopo gli studi classici tra Firenze e Lucca, intraprese la sua formazione artistica presso gli studi di Vittorio Corcos e Gaetano Esposito.
    Clicca per espandere

    Esordì pubblicamente nel 1898 a Firenze e successivamente si recò a Parigi per frequentare l'accademia di Fernand Cormon. La sua carriera artistica fu influenzata dalla luce della pittura di Giovanni Segantini, e nel 1899 si trasferì nell'Engadina per seguire le sue tracce.

    Dopo la morte della madre nel 1900, Maggi si stabilì a Torino e iniziò le sue sperimentazioni artistiche a Forno Alpi Graie. Nel 1900, firmò un contratto esclusivo con il mercante Alberto Grubicy, diventando parte del gruppo divisionista. Nel 1904, si trasferì a La Thuile in Val d'Aosta per approfondire lo studio dal vero. Nel 1905, presentò il dipinto "Mattino di festa" all'Esposizione internazionale di Venezia, segnando un momento significativo nella sua carriera.

    Dal 1907 in poi, Maggi partecipò a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e successi. Nel 1913 lasciò La Thuile per stabilirsi a Torino, chiudendo la sua fase divisionista. La Biennale di Venezia del 1914 mostrò ancora opere influenzate da Segantini. La chiamata alle armi nel 1915 non interruppe la sua ricerca artistica, e il suo stile si perfezionò durante il servizio militare.

    Congedato nel 1919, tornò a Torino e riprese intensa attività espositiva, ottenendo successi e acquisizioni importanti. Nel 1926, il dipinto "Neve" fu acquistato dalla Galleria civica di Torino. La sua pittura subì l'influenza del movimento Novecento, senza una vera adesione. Nel 1935 divenne supplente di Cesare Ferro all'Accademia Albertina di Torino, iniziando una prolifica carriera di insegnante fino al 1951.

    Nel corso degli anni, Maggi partecipò a numerose mostre nazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Nel 1947 fu nominato accademico di S. Luca. Negli anni successivi, la sua attività espositiva si diradò a causa di problemi di salute e depressione legata alla morte della moglie nel 1957. Nel 1959, una retrospettiva a Torino segnò la sua consacrazione pubblica.

    Cesare Maggi morì a Torino il 11 maggio 1961.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Raccolta di fiori

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastelli su carta cm 27x31 firmato in basso a dx A. Tavernier

    Andrea Tavernier, pittore nato a Torino il 23 dicembre 1858, si distinse come artista indipendente e appassionato del paesaggio fin dai suoi primi anni di formazione all'Accademia Albertina sotto la guida di A. Gastaldi.
    Clicca per espandere

    Contrariamente alla maniera del suo maestro, Tavernier si dedicò fin da principio alla rappresentazione del paesaggio e a scene di genere all'aperto.

    Il suo esordio artistico avvenne nel 1884 alla Promotrice di Torino, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto a Roma, dove si stabilì. Qui trasse ispirazione dalla suggestiva Campagna Romana e trascorse periodi significativi anche lungo la costa adriatica. Tavernier, tuttavia, non si legò a una singola località e, nel corso della sua vita, visse anche a Torino e infine a Grottaferrata, dove si spense il 15 novembre 1932.

    La sua produzione artistica fu ampiamente esposta a Torino e Roma, oltre che alle biennali veneziane e ad altre importanti mostre in Italia. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino, testimonianza del riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca.

    Il tratto distintivo di Tavernier risiede nella vivacità della sua tavolozza, che talvolta si avvicinò al gusto dei divisionisti senza tuttavia riprodurre pedissequamente i loro rapporti cromatici. I suoi paesaggi sono animati da figure umane, dotati di uno spirito aneddotico che aggiunge profondità e interesse alle sue opere. In questo modo, Tavernier ha contribuito a arricchire il panorama artistico italiano del suo tempo con la sua visione personale e la sua sensibilità alla bellezza della natura e della vita quotidiana.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 1  

    Raccolta di fiori

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastelli su carta cm 27x31 firmato in basso a dx A. Tavernier

    Andrea Tavernier, pittore nato a Torino il 23 dicembre 1858, si distinse come artista indipendente e appassionato del paesaggio fin dai suoi primi anni di formazione all'Accademia Albertina sotto la guida di A. Gastaldi.
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    Contrariamente alla maniera del suo maestro, Tavernier si dedicò fin da principio alla rappresentazione del paesaggio e a scene di genere all'aperto.

    Il suo esordio artistico avvenne nel 1884 alla Promotrice di Torino, ma la sua carriera si sviluppò soprattutto a Roma, dove si stabilì. Qui trasse ispirazione dalla suggestiva Campagna Romana e trascorse periodi significativi anche lungo la costa adriatica. Tavernier, tuttavia, non si legò a una singola località e, nel corso della sua vita, visse anche a Torino e infine a Grottaferrata, dove si spense il 15 novembre 1932.

    La sua produzione artistica fu ampiamente esposta a Torino e Roma, oltre che alle biennali veneziane e ad altre importanti mostre in Italia. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino, testimonianza del riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca.

    Il tratto distintivo di Tavernier risiede nella vivacità della sua tavolozza, che talvolta si avvicinò al gusto dei divisionisti senza tuttavia riprodurre pedissequamente i loro rapporti cromatici. I suoi paesaggi sono animati da figure umane, dotati di uno spirito aneddotico che aggiunge profondità e interesse alle sue opere. In questo modo, Tavernier ha contribuito a arricchire il panorama artistico italiano del suo tempo con la sua visione personale e la sua sensibilità alla bellezza della natura e della vita quotidiana.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giacomo Grosso
    Cambiano (TO) 1860 - Torino 1938
    (Autori del dipinto Chessa, Carpanetto e Saccaggi), regalato dagli amici del Circolo degli Artisti a Giacomo Grosso per il suo cavalierato mauriziano, 1894. Sul retro, tutte le firme dei donatori. Pub. a pag. 140 del catalogo Giacomo Grosso a cura di Giuseppe Luigi Marini.
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giacomo Grosso Giacomo Grosso
    Cambiano (TO) 1860 - Torino 1938
    (Autori del dipinto Chessa, Carpanetto e Saccaggi), regalato dagli amici del Circolo degli Artisti a Giacomo Grosso per il suo cavalierato mauriziano, 1894. Sul retro, tutte le firme dei donatori. Pub. a pag. 140 del catalogo Giacomo Grosso a cura di Giuseppe Luigi Marini.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Cane Da Caccia

    Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 21x22,5 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 1  

    Cane Da Caccia

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 21x22,5 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Pesche

    Filippo Vacchetti
    Carru (CN) 1873 - 1945 Torino
    Olio su tavola cm 49x50 firmato in basso a dx F.Vacchetti

    Filippo Vacchetti nacque il 28 maggio 1873 a Carrù, in provincia di Cuneo, e morì nel 1945 a Torino. Fu un pittore italiano che si distinse per la sua abilità nella rappresentazione di nature morte e paesaggi, ma anche per la sua attenzione alla luce e ai dettagli.
    Clicca per espandere

    La sua formazione avvenne principalmente a Torino, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, che in quegli anni stava vivendo una stagione di grande fermento culturale.

    Nel corso della sua carriera, Vacchetti si fece apprezzare per la sua maestria nell'uso del colore e per la capacità di rendere con finezza la bellezza degli oggetti e dei paesaggi, trattati con un realismo preciso ma al contempo affascinante. La sua pittura non era solo un’esercizio tecnico, ma un modo per trasmettere emozioni e sensazioni attraverso la resa accurata delle atmosfere.

    Pur non appartenendo a una scuola specifica, Vacchetti fu influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo, ma seppe rimanere fedele alla propria visione, facendo della luce e dei particolari il punto di forza delle sue opere. La sua produzione fu ampiamente apprezzata e le sue opere furono esposte in numerose gallerie e mostre, guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama artistico piemontese.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 1  

    Pesche

    Filippo Vacchetti Filippo Vacchetti
    Carru (CN) 1873 - 1945 Torino
    Olio su tavola cm 49x50 firmato in basso a dx F.Vacchetti

    Filippo Vacchetti nacque il 28 maggio 1873 a Carrù, in provincia di Cuneo, e morì nel 1945 a Torino. Fu un pittore italiano che si distinse per la sua abilità nella rappresentazione di nature morte e paesaggi, ma anche per la sua attenzione alla luce e ai dettagli.
    Clicca per espandere

    La sua formazione avvenne principalmente a Torino, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, che in quegli anni stava vivendo una stagione di grande fermento culturale.

    Nel corso della sua carriera, Vacchetti si fece apprezzare per la sua maestria nell'uso del colore e per la capacità di rendere con finezza la bellezza degli oggetti e dei paesaggi, trattati con un realismo preciso ma al contempo affascinante. La sua pittura non era solo un’esercizio tecnico, ma un modo per trasmettere emozioni e sensazioni attraverso la resa accurata delle atmosfere.

    Pur non appartenendo a una scuola specifica, Vacchetti fu influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo, ma seppe rimanere fedele alla propria visione, facendo della luce e dei particolari il punto di forza delle sue opere. La sua produzione fu ampiamente apprezzata e le sue opere furono esposte in numerose gallerie e mostre, guadagnandosi un posto di rilievo nel panorama artistico piemontese.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Allo specchio

    Attilio Toro
    Italia 1892 - 1982
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a dx A.Toro.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 1  

    Allo specchio

    Attilio Toro Attilio Toro
    Italia 1892 - 1982
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a dx A.Toro.


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giacomo Casa
    Conegliano Veneto, Treviso 1827 - Roma 1887
    Olio su tela cm 32x24,5 firmato in basso a dx G.Casa

    Giacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.
    Clicca per espandere



    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatileGiacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.

    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatile.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giacomo Casa Giacomo Casa
    Conegliano Veneto, Treviso 1827 - Roma 1887
    Olio su tela cm 32x24,5 firmato in basso a dx G.Casa

    Giacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.
    Clicca per espandere



    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatileGiacomo Casa, nato a Conegliano Veneto nel 1827 e scomparso a Roma nel 1887, fu un artista poliedrico del XIX secolo, distintosi come pittore, incisore e decoratore. La sua formazione artistica ebbe luogo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 1845 fu premiato per il suo talento emergente.

    Dotato di una creatività fervida e di una personalità spiccata, Casa si caratterizzava per la rapidità e la sicurezza nell'esecuzione delle sue opere, che realizzava senza ripensamenti. La sua carriera fu segnata da una partecipazione attiva a numerose esposizioni: nel 1846 presentò a Venezia "Donna in riposo" e "La seduzione di Dalila"; nel 1861, alla Prima Mostra Italiana di Firenze, espose "Soggetto dei Promessi Sposi" e "Michelangelo che dirige i lavori di fortificazione a Firenze"; nel 1862, alla Mostra di Venezia, presentò "Episodio del diluvio universale" e "La beneficenza".

    Casa fu anche un apprezzato decoratore: affrescò la volta del Teatro Verdi di Padova, le chiese di San Moisè e Santa Maria Formosa a Venezia, il soffitto dei Filippini a Chioggia e le sale Apollinee del Teatro La Fenice. Tra le sue opere su tela si ricordano "Venezia accoglie Vittorio Emanuele II", conservata nel Museo di Udine, "L'adultera" e "L'aurora" nel Museo di Padova, e il "Ritratto dell'abate Cogo" nel Museo di Bassano.

    Patriota convinto, Casa partecipò ai moti del 1848-1849 per la libertà di Venezia, evento che lo costrinse a rifugiarsi a Bassano per evitare la repressione. La sua vita fu segnata da numerosi spostamenti: visse a Padova, Napoli, Roma, Pompei, Bassano, Catania, e soggiornò anche a Parigi e Londra. Dopo un lungo viaggio in Oriente, durante il quale realizzò diverse opere a tema orientale, si stabilì definitivamente a Roma nel 1883, dove visse fino alla sua morte.

    La sua produzione artistica include anche opere di carattere allegorico e patriottico, come il dipinto "Raffigurante l'Unità d'Italia", in cui Vittorio Emanuele II è affiancato da Garibaldi e Cavour, con allegorie della Lombardia e del Veneto, e "Allegoria di Venezia", un olio su tela conservato al Museo Civico di Vicenza.

    Giacomo Casa è ricordato come un artista prolifico e versatile.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Matteo Roversi
    La singolarita' del tordo
    Matita su carta cm 100x70

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA min € 3000 - max € 4000

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    La singolarita' del tordo
    Matita su carta cm 100x70

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Lotto 1  

    Marina di Pozzuoli

    Leon Giuseppe Buono
    Napoli 1887 - Pozzuoli NA 1975
    Olio su tela cm 77,5x67 firmato in basso a sx L.Buono
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 1  

    Marina di Pozzuoli

    Leon Giuseppe Buono Leon Giuseppe Buono
    Napoli 1887 - Pozzuoli NA 1975
    Olio su tela cm 77,5x67 firmato in basso a sx L.Buono


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Giardino fiorito

    Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.
    Clicca per espandere



    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice. Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.

    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 1  

    Giardino fiorito

    Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.
    Clicca per espandere



    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice. Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1° novembre 1928. Fin da giovanissimo manifestò una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, frequentando corsi d’arte a Napoli e a Roma nei primi anni della sua formazione.

    Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Reggio Calabria, e tre anni dopo, nel 1949, espose a Roma, segnando l’inizio di una carriera artistica che avrebbe presto varcato i confini nazionali. Durante gli anni Cinquanta la sua presenza si consolidò anche all’estero: nel 1952 espose a Stoccolma e Oslo, nel 1954 nuovamente a Stoccolma e a Helsinki, nel 1957 a Milano e Torino, nel 1958 a Genova e Gallarate, e nel 1959 a Londra.

    Con il passare degli anni Pesa trovò in Liguria — in particolare nella località di Camogli — una sorta di seconda patria. Qui visse a lungo, traendo ispirazione dal paesaggio marino, dalle case colorate a picco sul mare, dalle barche ormeggiate e dai riflessi cangianti della luce mediterranea. La sua pittura, caratterizzata da una luminosità intensa e da una tavolozza vibrante, rivelava una sensibilità capace di fondere il realismo del paesaggio tradizionale con una visione più istintiva e immediata della vita quotidiana. Le figure umane inserite nei panorami costieri, le architetture affacciate sull’acqua e gli scorci urbani diventavano, nelle sue tele, strumenti per esprimere armonia e sentimento.

    Sul piano stilistico, Pesa mantenne una figurazione riconoscibile, fedele a una pittura di luce e colore, senza aderire alle avanguardie più radicali. Le sue opere privilegiano la limpidezza cromatica e la costruzione equilibrata della composizione, con un linguaggio che predilige la poesia del quotidiano e la vibrazione emotiva delle cose semplici.

    Numerose sue opere figurano oggi in collezioni private e in aste internazionali, dove il suo nome è citato tra gli artisti del secondo dopoguerra italiano. La documentazione biografica su di lui rimane tuttavia frammentaria, e persino la data della sua morte è oggetto di incertezza: alcune fonti indicano il 1992, altre il 20 maggio 2000, nella sua città natale di Polistena. Ciò che rimane certo è il valore di un artista che, attraverso la luce e il colore, seppe raccontare con autenticità il respiro del Mediterraneo e la malinconica bellezza della vita semplice.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Mosè Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Tempera su carta cm 65x41 firmato in basso a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
    Clicca per espandere

    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Mosè Bianchi Mosè Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Tempera su carta cm 65x41 firmato in basso a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
    Clicca per espandere

    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Il gendarme

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tela cm 42x30 firmato in basso a dx Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
    Clicca per espandere

    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 1  

    Il gendarme

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tela cm 42x30 firmato in basso a dx Albertis

    Nato a Milano il 14 gennaio 1828, Sebastiano De Albertis si formò all’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando gli studi dei pittori di storia Domenico Induno, Gerolamo Induno e Roberto Focosi. All’inizio la sua partecipazione alle esposizioni di Brera fu irregolare, perché in quegli anni prese parte come volontario ai moti risorgimentali e alle guerre d’indipendenza.
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    Nel 1855 decise di dedicarsi con decisione al genere militare e patriottico: scene di battaglie, assalti, cariche, soldati e eserciti divennero il fulcro della sua produzione artistica.

    Dopo il ritorno a Milano aderì alla “Società della Confusion”, che nel 1875 si trasformò nell’Circolo degli Artisti, trovando in quel contesto un clima culturale vivace e propenso al rinnovamento: in quegli anni sperimentò l’acquerello e realizzò scene meno solenni, legate alla vita quotidiana, alle corse di cavalli, a momenti di costume.

    Nel 1874 un evento tragico lo segnò profondamente: la morte del suo unico figlio lo spinse a tornare con forza alla pittura patriottica, a una rappresentazione della storia e del conflitto più intensa e meditata. Tra le sue opere più celebri figura La Carica di Pastrengo, dipinta nel 1880, che testimonia la sua capacità di rendere con realismo e drammaticità le vicende delle guerre d’indipendenza.

    La sua reputazione in ambito militare-storico gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali e nel 1884 fu nominato membro della commissione incaricata di istituire il futuro Museo del Risorgimento di Milano. Continuò a dipingere fino agli ultimi anni di vita: nel 1887 realizzò una scena militare ora conservata al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, e nel 1896 portò a termine un ritratto per l’Ospedale Maggiore di Milano.

    Morì a Milano il 29 novembre 1897.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Profumo di rosa

    Raffaele Giannetti
    Imperia 1837 - Genova 1915
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx R.Giannetti
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 1  

    Profumo di rosa

    Raffaele Giannetti Raffaele Giannetti
    Imperia 1837 - Genova 1915
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx R.Giannetti


    13 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 1  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 71x102 firmato in basso a sx A.B.

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
    Clicca per espandere



    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 1  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 71x102 firmato in basso a sx A.B.

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Ferrari detto il Ferrarin
    Verona 1813 - Verona 1871
    Olio su cartone cm 20,5x20,5 firmato in basso a dx Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
    Clicca per espandere


    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo. ​
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo. ​
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Carlo Ferrari detto il Ferrarin Carlo Ferrari detto il Ferrarin
    Verona 1813 - Verona 1871
    Olio su cartone cm 20,5x20,5 firmato in basso a dx Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo. ​
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo. ​
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Bel visetto

    Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 39x30 firmato in basso a dx V.Irolli.
    STIMA min € 2000 - max € 2200

    Lotto 2  

    Bel visetto

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 39x30 firmato in basso a dx V.Irolli.


    15 offerte pre-asta Dettaglio
  • Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 66x90,5 firmato in basso a dx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Como il 4 dicembre 1944. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 66x90,5 firmato in basso a dx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Como il 4 dicembre 1944. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    I due Gattini

    Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 17,5x23 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 2  

    I due Gattini

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano 1871 - Aquila 1950
    Olio su tavola cm 17,5x23 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Ciao mamina ( Tignet Valsavarenche )

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Ciao mamina ( Tignet Valsavarenche )

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



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  • Lotto 2  

    L'Amore

    Andrea Marchisio
    Torino 1850 - 1927
    Olio su cartone cm 28x17,5 firmato in basso a sx Marchisio

    Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.

    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.

    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.

    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa. Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti. Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.
    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.
    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.
    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 2  

    L'Amore

    Andrea Marchisio Andrea Marchisio
    Torino 1850 - 1927
    Olio su cartone cm 28x17,5 firmato in basso a sx Marchisio

    Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti.
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    Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.

    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.

    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.

    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa. Andrea Marchisio nacque a Torino il 15 maggio 1850 da Antonio e Caterina Ferri. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, tanto che nel 1864, a soli quattordici anni, fu ammesso all’Accademia Albertina di Belle Arti. Qui studiò sotto la guida di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, due tra le figure più rappresentative del panorama artistico torinese dell’epoca. Durante il percorso accademico ottenne numerose menzioni d’onore, a testimonianza del suo talento precoce e della solidità della sua formazione.
    Completati gli studi nel 1869, esordì alla mostra annuale della Promotrice di Torino con un dipinto di genere intitolato Una bolla di sapone, che anticipava l’interesse dell’artista per scene dal carattere intimo e narrativo. In un primo momento, infatti, Marchisio si dedicò prevalentemente alla pittura di genere, per poi orientarsi progressivamente verso soggetti storici, in particolare scene in costume e ricostruzioni memoriali. Queste opere si distinguevano per la precisione del disegno e per una palette cromatica equilibrata, che ne esaltava la raffinatezza formale.
    Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1878 con il dipinto Amore e patria, acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, che ne consacrò il successo nel panorama artistico italiano. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, Marchisio ampliò ulteriormente il proprio repertorio artistico, dedicandosi anche alla pittura su vetro. In questo ambito realizzò pregevoli vetrate per edifici religiosi, tra cui le chiese di Quarniento e Cossano Canavese, consolidando così la sua versatilità tecnica.
    Andrea Marchisio continuò a esporre con regolarità, soprattutto alla Promotrice torinese, fino alla fine del secolo. Morì nella sua città natale il 23 luglio 1927, lasciando un segno tangibile nella pittura piemontese tra Otto e Novecento, grazie a un’opera caratterizzata da rigore compositivo e sensibilità narrativa.



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  • Lotto 2  

    Baite montane

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 2  

    Baite montane

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • Lotto 2  

    Giornata d'estate

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Gino Romiti.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 2  

    Giornata d'estate

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Gino Romiti.


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    I due levrieri

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tela cm 114x82 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lotto 2  

    I due levrieri

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tela cm 114x82 firmato in basso a dx Amisani


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  • Lotto 2  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 44x54 firmato in basso a sx A.Abrate 1946
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 2  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 44x54 firmato in basso a sx A.Abrate 1946


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Mergellina

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su cartoncino cm 28,5x45 firmato in basso a dx A.Pratella.

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 2  

    Mergellina

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su cartoncino cm 28,5x45 firmato in basso a dx A.Pratella.

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Manzoni

    Scultore Anonimo XIX XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 15x15x45
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 2  

    Manzoni

    Scultore Anonimo XIX XX Scultore Anonimo XIX XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 15x15x45


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Caracciolo
    Bari 1855 - Parigi 1880
    Olio su tela cm 54x28,5 firmato in basso a dx Caracciolo
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Ottorino Caracciolo Ottorino Caracciolo
    Bari 1855 - Parigi 1880
    Olio su tela cm 54x28,5 firmato in basso a dx Caracciolo


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gino Piccioni
    Foligno 1873 - Biella 1941
    Pastello su carta cm centrale 107x140 - laterali 107x66 firmato in basso a sx G.Piccioni
    STIMA min € 8000 - max € 12000

    Gino Piccioni Gino Piccioni
    Foligno 1873 - Biella 1941
    Pastello su carta cm centrale 107x140 - laterali 107x66 firmato in basso a sx G.Piccioni


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 2  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Nicolas De Corsi
    Odessa 1882 - Torre del Greco 1956
    Olio su tavola cm 52,5x64 firmato in basso a dx N.Decorsi, datato 1942
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Nicolas De Corsi Nicolas De Corsi
    Odessa 1882 - Torre del Greco 1956
    Olio su tavola cm 52,5x64 firmato in basso a dx N.Decorsi, datato 1942


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Cap Martin

    Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Cap Martin
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 2  

    Cap Martin

    Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Cap Martin


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Marina

    Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Marina
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 2  

    Marina

    Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Marina


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  • Lotto 2  

    Lezione di Pianoforte

    Francesco Peluso
    Napoli 1836 - dopo il 1916
    Olio su tela cm 50x76 firmato in basso a dx Peluso
    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 2  

    Lezione di Pianoforte

    Francesco Peluso Francesco Peluso
    Napoli 1836 - dopo il 1916
    Olio su tela cm 50x76 firmato in basso a dx Peluso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a dx G.Carelli
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a dx G.Carelli


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Pescatore di Amalfi

    Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tavola cm 16x8 firmato in basso a dx G.Esposito
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 2  

    Pescatore di Amalfi

    Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tavola cm 16x8 firmato in basso a dx G.Esposito


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Augusto Lozzia
    Sangiano 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 69,5x100 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 69,5x100 firmato in basso a dx A.Lozzia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Enrico Coleman
    Roma 1846 - 1911
    Olio su tela cm 38x67 firmato in basso a dx C.Enrico
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Enrico Coleman Enrico Coleman
    Roma 1846 - 1911
    Olio su tela cm 38x67 firmato in basso a dx C.Enrico


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Paesaggio

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 16x28 firmato in basso a sx G.C.
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 2  

    Paesaggio

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 16x28 firmato in basso a sx G.C.


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  • Lotto 2  

    1903

    Francesco Mancini detto Lord
    Napoli 1830 - 1905
    Porto di Casamicciola
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 2  

    1903

    Francesco Mancini detto Lord Francesco Mancini detto Lord
    Napoli 1830 - 1905
    Porto di Casamicciola


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  • Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Marina a Sanremo

    Riccardo Pollastrini
    Roma 1883 - 1956
    Olio su tavola cm 29x48,5 firmato in basso a sx R.Pollastrini
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 2  

    Marina a Sanremo

    Riccardo Pollastrini Riccardo Pollastrini
    Roma 1883 - 1956
    Olio su tavola cm 29x48,5 firmato in basso a sx R.Pollastrini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx I.Mus

    Italo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega.
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    Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-VincentItalo Mus nacque il 4 aprile 1892 a Châtillon, un piccolo villaggio della Valle d'Aosta. Cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre Eugenio Mus era uno scultore che lo avviò sin da giovane allo studio del disegno e della scultura in legno nella sua bottega. Sebbene inizialmente si dedicasse all'intaglio, il giovane Italo si orientò verso la pittura, grazie anche all'incoraggiamento di Lorenzo Delleani, pittore di fama, che lo indirizzò verso una formazione accademica.

    Frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondì la sua preparazione sotto la guida di maestri come Paolo Gaidano, Andrea Marchisio, Giacomo Grosso e Luigi Onetti. La sua carriera artistica ebbe una svolta importante nel 1912, quando partecipò al Salone dei Giovani Pittori, ottenendo il primo premio, un riconoscimento che segnò l'inizio di una carriera brillante.

    Nel 1913, Mus ampliò la sua esperienza artistica collaborando alla realizzazione di decorazioni a fresco in città come Lione e Losanna. Ma fu la sua Valle d'Aosta, con i suoi paesaggi montani e le tradizioni rurali, a diventare la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Le sue tele spesso raccontano scene di vita quotidiana, come il lavoro dei pastori, dei contadini e le peculiarità degli antichi edifici rurali come i rascard, tipiche costruzioni in legno e pietra delle Alpi.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano "Pastore al lavoro", "Contadini: la semina" e "Rascard", che testimoniano la sua capacità di catturare la bellezza e la semplicità della vita montana. Con una tavolozza che riflette i toni caldi e terrosi dei paesaggi alpini, Mus riusciva a trasmettere un forte senso di identità e appartenenza alla sua terra.

    Italo Mus morì il 15 maggio 1967 a Saint-Vincent.



    11 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 19,5x11,5 firmato in basso a dx F.Fabbi
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 2  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 19,5x11,5 firmato in basso a dx F.Fabbi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Pascolo al tramonto

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tela cm 24,5x33 firmato in basso a sx V.Avondo

    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia colta e ben inserita nell’ambiente cittadino. Sebbene avviato agli studi giuridici, mostrò molto presto una forte inclinazione per la pittura.
    Clicca per espandere

    Dopo un primo periodo all’Accademia di Pisa, si trasferì a Ginevra, dove si formò nello studio del paesaggista Alexandre Calame. Qui affinò il gusto per la rappresentazione della natura, inizialmente ancora legata a una sensibilità romantica.

    Negli anni successivi intraprese un lungo viaggio di formazione tra Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Il contatto diretto con i paesisti della Scuola di Barbizon, che privilegiavano la pittura dal vero e un approccio più naturale alla luce, lo spinse verso un linguaggio sobrio, essenziale, fondato sulla resa atmosferica e su un uso delicato del colore. Questo cambiamento segnò la sua maturità artistica.

    Nel 1857 si stabilì per alcuni anni a Roma. Le campagne laziali, il paesaggio rustico e i grandi cieli luminosi divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Tornato poi in Piemonte, continuò su questa linea dipingendo vedute silenziose e meditate di laghi, fiumi, pianure e montagne. I suoi paesaggi si distinguono per l’equilibrio composto, per l’attenzione agli effetti di luce e per un sentimento di quiete che attraversa tutta la sua produzione. È in questa fase che il suo nome si lega al gruppo di artisti riuniti nella cosiddetta Scuola di Rivara, ambiente fertile per lo sviluppo del paesaggismo piemontese.

    Accanto all’attività pittorica coltivò un profondo interesse per il medioevo, l’antiquariato e la conservazione del patrimonio artistico. Acquistò e restaurò il Castello di Issogne, partecipò al progetto del Borgo Medievale di Torino e contribuì a interventi su importanti edifici storici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua competenza come collezionista e conoscitore d’arte lo rese una figura di primo piano nel dibattito culturale dell’Italia postunitaria.

    Dal 1863 fu coinvolto nella gestione delle collezioni civiche di Torino e nel 1890 divenne direttore del Museo Civico, ruolo che svolse con rigore e visione, favorendo l’ampliamento e la sistemazione organica delle raccolte. Negli ultimi anni dipinse meno a causa delle condizioni di salute, ma continuò a impegnarsi nella tutela del patrimonio.

    Morì a Torino il 14 dicembre 1910.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 2  

    Pascolo al tramonto

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tela cm 24,5x33 firmato in basso a sx V.Avondo

    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia colta e ben inserita nell’ambiente cittadino. Sebbene avviato agli studi giuridici, mostrò molto presto una forte inclinazione per la pittura.
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    Dopo un primo periodo all’Accademia di Pisa, si trasferì a Ginevra, dove si formò nello studio del paesaggista Alexandre Calame. Qui affinò il gusto per la rappresentazione della natura, inizialmente ancora legata a una sensibilità romantica.

    Negli anni successivi intraprese un lungo viaggio di formazione tra Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Il contatto diretto con i paesisti della Scuola di Barbizon, che privilegiavano la pittura dal vero e un approccio più naturale alla luce, lo spinse verso un linguaggio sobrio, essenziale, fondato sulla resa atmosferica e su un uso delicato del colore. Questo cambiamento segnò la sua maturità artistica.

    Nel 1857 si stabilì per alcuni anni a Roma. Le campagne laziali, il paesaggio rustico e i grandi cieli luminosi divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Tornato poi in Piemonte, continuò su questa linea dipingendo vedute silenziose e meditate di laghi, fiumi, pianure e montagne. I suoi paesaggi si distinguono per l’equilibrio composto, per l’attenzione agli effetti di luce e per un sentimento di quiete che attraversa tutta la sua produzione. È in questa fase che il suo nome si lega al gruppo di artisti riuniti nella cosiddetta Scuola di Rivara, ambiente fertile per lo sviluppo del paesaggismo piemontese.

    Accanto all’attività pittorica coltivò un profondo interesse per il medioevo, l’antiquariato e la conservazione del patrimonio artistico. Acquistò e restaurò il Castello di Issogne, partecipò al progetto del Borgo Medievale di Torino e contribuì a interventi su importanti edifici storici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua competenza come collezionista e conoscitore d’arte lo rese una figura di primo piano nel dibattito culturale dell’Italia postunitaria.

    Dal 1863 fu coinvolto nella gestione delle collezioni civiche di Torino e nel 1890 divenne direttore del Museo Civico, ruolo che svolse con rigore e visione, favorendo l’ampliamento e la sistemazione organica delle raccolte. Negli ultimi anni dipinse meno a causa delle condizioni di salute, ma continuò a impegnarsi nella tutela del patrimonio.

    Morì a Torino il 14 dicembre 1910.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    In Laguna

    Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 65,5x111 firmato in basso a sx Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
    Clicca per espandere

    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 2  

    In Laguna

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tela cm 65,5x111 firmato in basso a sx Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Strada d'inverno

    Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx E.Tonti

    Egidio Tonti nacque nel 1887 a Presicce, un piccolo borgo del Salento, in provincia di Lecce. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l'arte, che lo spinse a trasferirsi nel 1905 a Napoli.
    Clicca per espandere

    Qui ebbe l’opportunità di formarsi nello studio di Giuseppe Casciaro, maestro apprezzato per i suoi paesaggi, da cui apprese la padronanza del colore e la sensibilità per le atmosfere naturali.

    Dopo l’esperienza napoletana, nel 1907 Tonti si stabilì a Firenze, dove aprì un proprio studio e si immerse nell’ambiente culturale della città. La sua carriera fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come soldato. Terminato il conflitto, riprese a dipingere ed esporre, presentando le sue opere in mostre personali a Firenze, Roma, Bruxelles e Bari.

    La sua pittura, improntata a un verismo delicato, si distingue per l’uso di ampie pennellate e una tavolozza raffinata, capace di cogliere la poesia delle vedute urbane e dei paesaggi. Tra i suoi soggetti preferiti si annoverano scorci veneziani, canali silenziosi e atmosfere sospese, interpretati con grande sensibilità luministica.

    Nel 1922 Tonti emigrò negli Stati Uniti, continuando la sua attività di pittore. Da quel momento le notizie su di lui si fanno più rade, sebbene alcune fonti riportino una sua presenza a Roma negli anni Cinquanta.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 2  

    Strada d'inverno

    Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx E.Tonti

    Egidio Tonti nacque nel 1887 a Presicce, un piccolo borgo del Salento, in provincia di Lecce. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l'arte, che lo spinse a trasferirsi nel 1905 a Napoli.
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    Qui ebbe l’opportunità di formarsi nello studio di Giuseppe Casciaro, maestro apprezzato per i suoi paesaggi, da cui apprese la padronanza del colore e la sensibilità per le atmosfere naturali.

    Dopo l’esperienza napoletana, nel 1907 Tonti si stabilì a Firenze, dove aprì un proprio studio e si immerse nell’ambiente culturale della città. La sua carriera fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come soldato. Terminato il conflitto, riprese a dipingere ed esporre, presentando le sue opere in mostre personali a Firenze, Roma, Bruxelles e Bari.

    La sua pittura, improntata a un verismo delicato, si distingue per l’uso di ampie pennellate e una tavolozza raffinata, capace di cogliere la poesia delle vedute urbane e dei paesaggi. Tra i suoi soggetti preferiti si annoverano scorci veneziani, canali silenziosi e atmosfere sospese, interpretati con grande sensibilità luministica.

    Nel 1922 Tonti emigrò negli Stati Uniti, continuando la sua attività di pittore. Da quel momento le notizie su di lui si fanno più rade, sebbene alcune fonti riportino una sua presenza a Roma negli anni Cinquanta.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Scena familiare

    Antonio Milone
    Napoli 1934-1919
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx A.Milone
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 2  

    Scena familiare

    Antonio Milone Antonio Milone
    Napoli 1934-1919
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx A.Milone


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 2  

    Mamma

    Matteo Roversi
    Mamma
    Olio su cartoncino cm 9x20

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA min € 1000 - max € 1400

    Lotto 2  

    Mamma

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    Mamma
    Olio su cartoncino cm 9x20

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
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    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Lotto 3  

    Dipinto al retro.

    Carlo Passigli
    Firenze 1881-1953
    Primavera
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 3  

    Dipinto al retro.

    Carlo Passigli Carlo Passigli
    Firenze 1881-1953
    Primavera


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Baruffa

    Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 43x53 firmato in basso a sx R.Natali
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 3  

    Baruffa

    Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 43x53 firmato in basso a sx R.Natali


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Marina, 1916

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 3  

    Marina, 1916

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx G.Casciaro


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    La partenza

    Alfonso Simonetti
    Napoli 1840 - Castrocielo 1892
    Olio su tela cm 39x81 firmato in basso a dx A.Simonetti
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 3  

    La partenza

    Alfonso Simonetti Alfonso Simonetti
    Napoli 1840 - Castrocielo 1892
    Olio su tela cm 39x81 firmato in basso a dx A.Simonetti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Paesaggio montano

    Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 52,5x35,5 firmato in basso a sx Paolo Sala
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 3  

    Paesaggio montano

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su cartone cm 52,5x35,5 firmato in basso a sx Paolo Sala


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 48x58 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 48x58 firmato in basso a dx C.Tagliabue


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    1877

    Enrico Gaeta
    Castellammare di Stabia NA 1840-1887
    Strada di campagna, Napoli
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 3  

    1877

    Enrico Gaeta Enrico Gaeta
    Castellammare di Stabia NA 1840-1887
    Strada di campagna, Napoli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a sx G.Carelli
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 19x35 firmato in basso a sx G.Carelli


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    L'amore di una madre

    Giacomo Moretti
    Napoli 1939
    Olio su tela cm 100x120 firmato in basso a dx G.Moretti
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 3  

    L'amore di una madre

    Giacomo Moretti Giacomo Moretti
    Napoli 1939
    Olio su tela cm 100x120 firmato in basso a dx G.Moretti


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Paesaggio

    Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Paesaggio
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 3  

    Paesaggio

    Caffiero Filippelli Caffiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Paesaggio


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Nella stalla

    Salvatore Mazza
    Milano 1819 - 1886
    Nella stalla
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 3  

    Nella stalla

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819 - 1886
    Nella stalla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 3  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 50x35 firmato in basso a sx L.Barzanti


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Infanzia 1926

    Giancarlo Cazzaniga
    Milano 1883 - Milano 1936
    Olio su tela cm 95x70 firmato in basso a dx C.Cazzaniga
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 3  

    Infanzia 1926

    Carlo Cazzaniga Giancarlo Cazzaniga
    Milano 1883 - Milano 1936
    Olio su tela cm 95x70 firmato in basso a dx C.Cazzaniga


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    La battaglia

    Alfredo Tominz
    Trieste 1854 - 1936
    Olio su tavola cm 60x114 firmato in basso a dx Alfredo Tominz 1905
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 3  

    La battaglia

    Alfredo Tominz Alfredo Tominz
    Trieste 1854 - 1936
    Olio su tavola cm 60x114 firmato in basso a dx Alfredo Tominz 1905


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Paesaggio rurale

    Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 28x59,5 firmato in basso a dx Formis
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 3  

    Paesaggio rurale

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 28x59,5 firmato in basso a dx Formis


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Dante Alighieri

    Scultore Anonimo XIX - XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 11x10x40
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 3  

    Dante Alighieri

    Scultore Anonimo XIX - XX Scultore Anonimo XIX - XX
    XIX-XX
    Bronzo cm 11x10x40


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Festa di paese

    Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tela cm 80x46 firmato in basso a sx G.Chiarolanza.

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
    Clicca per espandere

    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 3  

    Festa di paese

    Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tela cm 80x46 firmato in basso a sx G.Chiarolanza.

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 33x44,5 firmato in basso a sx A.Abrate
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 3  

    Les Arnauds

    Angelo Abrate Angelo Abrate
    Torino 1900 - Sallanches 1985
    Olio su tela cm 33x44,5 firmato in basso a sx A.Abrate


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Il piumino

    Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 61,5x48,5 firmato Opera non firmata
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 3  

    Il piumino

    Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 61,5x48,5 firmato Opera non firmata


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Al crepuscolo

    Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tavola cm 37x27 firmato in basso a dx Tommasi.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 3  

    Al crepuscolo

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tavola cm 37x27 firmato in basso a dx Tommasi.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Paesaggio con figura

    Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 10x17,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
    Clicca per espandere

    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 3  

    Paesaggio con figura

    Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 10x17,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
    Clicca per espandere

    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Datato 1891

    Giuseppe Sauli d'Igliano
    Torino 1853 - 1908
    Vicolo a San Remo

    Giuseppe Sauli d’Igliano nacque a Torino il 6 giugno 1853 da una famiglia di origini genovesi. La sua formazione artistica si svolse sotto la guida di Celestino Turletti, noto pittore piemontese specializzato in scene di genere, che influenzò profondamente l’impostazione stilistica e narrativa del giovane artista.
    Clicca per espandere

    Fin dagli esordi, infatti, Sauli d’Igliano si distinse per una pittura attenta ai dettagli della vita quotidiana, ispirandosi al linguaggio visivo di Turletti e di Pier Celestino Gilardi.
    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali, ottenendo una discreta notorietà. Tra le sue prime apparizioni pubbliche si segnala quella del 1880 alla Mostra Nazionale di Torino, dove espose Offesa dal baffone. A Roma, nel 1883, presentò La lezione, mentre nel 1886 fu la volta di Asperges me Domine, esposta a Livorno. Due anni prima, all’Esposizione di Belle Arti di Torino del 1884, aveva presentato opere come Storielle di gioventù e Funerali e danze, testimonianza di un linguaggio pittorico già maturo e consapevole.
    Accanto alla pittura di genere, Sauli d’Igliano si dedicò con passione al paesaggio, rappresentando in particolare i monti della Val di Viù, i borghi di Usseglio e le vedute costiere della Liguria. Le sue composizioni naturalistiche, popolate spesso da figure intente nelle attività quotidiane, offrono uno spaccato genuino della vita rurale del tempo. Attraverso un tratto fluido e una palette calda e naturale, riusciva a coniugare l’osservazione del reale con una sottile vena lirica e simbolica.
    Giuseppe Sauli d’Igliano si spense il 14 gennaio 1928. La sua opera rimane significativa per la capacità di fondere sensibilità narrativa e rigore compositivo, restituendo con autenticità lo spirito di un’epoca e di un territorio.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 3  

    Datato 1891

    Giuseppe Sauli d'Igliano Giuseppe Sauli d'Igliano
    Torino 1853 - 1908
    Vicolo a San Remo

    Giuseppe Sauli d’Igliano nacque a Torino il 6 giugno 1853 da una famiglia di origini genovesi. La sua formazione artistica si svolse sotto la guida di Celestino Turletti, noto pittore piemontese specializzato in scene di genere, che influenzò profondamente l’impostazione stilistica e narrativa del giovane artista.
    Clicca per espandere

    Fin dagli esordi, infatti, Sauli d’Igliano si distinse per una pittura attenta ai dettagli della vita quotidiana, ispirandosi al linguaggio visivo di Turletti e di Pier Celestino Gilardi.
    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali, ottenendo una discreta notorietà. Tra le sue prime apparizioni pubbliche si segnala quella del 1880 alla Mostra Nazionale di Torino, dove espose Offesa dal baffone. A Roma, nel 1883, presentò La lezione, mentre nel 1886 fu la volta di Asperges me Domine, esposta a Livorno. Due anni prima, all’Esposizione di Belle Arti di Torino del 1884, aveva presentato opere come Storielle di gioventù e Funerali e danze, testimonianza di un linguaggio pittorico già maturo e consapevole.
    Accanto alla pittura di genere, Sauli d’Igliano si dedicò con passione al paesaggio, rappresentando in particolare i monti della Val di Viù, i borghi di Usseglio e le vedute costiere della Liguria. Le sue composizioni naturalistiche, popolate spesso da figure intente nelle attività quotidiane, offrono uno spaccato genuino della vita rurale del tempo. Attraverso un tratto fluido e una palette calda e naturale, riusciva a coniugare l’osservazione del reale con una sottile vena lirica e simbolica.
    Giuseppe Sauli d’Igliano si spense il 14 gennaio 1928. La sua opera rimane significativa per la capacità di fondere sensibilità narrativa e rigore compositivo, restituendo con autenticità lo spirito di un’epoca e di un territorio.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Chiesetta montana

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
    Clicca per espandere



    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Chiesetta montana

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
    Clicca per espandere



    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x13,5 firmato in basso a dx P.Joris
    STIMA min € 600 - max € 700

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x13,5 firmato in basso a dx P.Joris


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Fiori

    Alfio Paolo Graziani
    Roncoferraro (MN) 1900 - Gavirate (VA) 1981
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx A.Graziani

    Alfio Paolo Graziani nacque il 29 ottobre 1900 a Roncoferraro, in provincia di Mantova, e morì il 28 novembre 1981 a Gavirate, nel Varesotto. La sua formazione artistica iniziò presto, grazie a borse di studio che gli permisero di frequentare il Corso di pittura all'Istituto G.
    Clicca per espandere

    Franchetti di Mantova e, successivamente, l'Accademia Cignaroli di Verona. Si trasferì poi a Milano, dove proseguì gli studi all'Accademia di Brera, entrando in contatto con maestri come Cesare Tallone e Ambrogio Alciati.

    Durante la sua carriera, Graziani partecipò a numerose esposizioni di grande rilevanza, tra cui l'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera a Milano e varie mostre organizzate dalla Società per le Belle Arti di Milano. Il suo talento fu riconosciuto anche a livello internazionale, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Mostra d'Arte Italiana di Barcellona.

    Le sue opere si distinsero per la qualità e la delicatezza, in particolare nei ritratti e nelle composizioni di figure femminili, che gli garantirono numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1933, per esempio, ottenne una medaglia d'argento per l'affresco "Il Mercato" e una medaglia d'oro per il dipinto "Fanciulla in verde".

    Dal 1931 al 1942, Graziani si dedicò anche all'insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti all'Umanitaria di Milano.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 3  

    Fiori

    Alfio Paolo Graziani Alfio Paolo Graziani
    Roncoferraro (MN) 1900 - Gavirate (VA) 1981
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx A.Graziani

    Alfio Paolo Graziani nacque il 29 ottobre 1900 a Roncoferraro, in provincia di Mantova, e morì il 28 novembre 1981 a Gavirate, nel Varesotto. La sua formazione artistica iniziò presto, grazie a borse di studio che gli permisero di frequentare il Corso di pittura all'Istituto G.
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    Franchetti di Mantova e, successivamente, l'Accademia Cignaroli di Verona. Si trasferì poi a Milano, dove proseguì gli studi all'Accademia di Brera, entrando in contatto con maestri come Cesare Tallone e Ambrogio Alciati.

    Durante la sua carriera, Graziani partecipò a numerose esposizioni di grande rilevanza, tra cui l'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera a Milano e varie mostre organizzate dalla Società per le Belle Arti di Milano. Il suo talento fu riconosciuto anche a livello internazionale, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Mostra d'Arte Italiana di Barcellona.

    Le sue opere si distinsero per la qualità e la delicatezza, in particolare nei ritratti e nelle composizioni di figure femminili, che gli garantirono numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1933, per esempio, ottenne una medaglia d'argento per l'affresco "Il Mercato" e una medaglia d'oro per il dipinto "Fanciulla in verde".

    Dal 1931 al 1942, Graziani si dedicò anche all'insegnamento, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti all'Umanitaria di Milano.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Francesco Sagliano
    Santa Maria Capua Vetere, Caserta 1826 - Napoli 1890
    Olio su tela cm 58,5x56.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Francesco Sagliano Francesco Sagliano
    Santa Maria Capua Vetere, Caserta 1826 - Napoli 1890
    Olio su tela cm 58,5x56.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Scena di battaglia

    Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x22 firmato in basso a sx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 3  

    Scena di battaglia

    Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x22 firmato in basso a sx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
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    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Poltrona

    Matteo Roversi
    Poltrona
    Matita su carta cm 19x28

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.

    STIMA min € 500 - max € 800

    Lotto 3  

    Poltrona

    Matteo Roversi Matteo Roversi
    Poltrona
    Matita su carta cm 19x28

    Matteo Roversi, nato a Brescia il 19 Giugno 1997, ha frequentato il liceo artistico Maffeo Olivieri conseguendo il diploma nel 2017. Successivamente decide di iscriversi al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
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    Nel 2021 consegue la laurea.
    Il lavoro si focalizza sull'elaborazione di disegni su carta, un processo che trae ispirazione da fotografie scattate durante istanti di vita quotidiana, offrendo non solo una semplice raffigurazione della realtà, ma un’esplorazione intima, soggettiva e al contempo universale dei soggetti rappresentati. Ogni dettaglio, ogni linea tracciata, diviene un punto di partenza per un viaggio alla ricerca della semplicità della vita, del mondo circostante e dell'esistenza stessa; le cose che ci circondano svolgono la funzione di racchiudere e amplificare le pulsioni vitali e primitive di ognuno di noi.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Giardino sul mare

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Pastello su carta cm 35x39 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 3  

    Giardino sul mare

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Pastello su carta cm 35x39 firmato in basso a sx G.Casciaro


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Emilio Notte
    Ceglie Messapica 1891 - Napoli 1982
    Olio su tavola cm 33x25 firmato in alto a dx E.Notte
    Esposto alla Biennale di Venezia del 1912.



    Emilio Notte nacque a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, il 30 gennaio 1891, da genitori veneti. In seguito ai trasferimenti dovuti all’impiego del padre, la famiglia si spostò in varie località del Sud Italia, esperienze che segnarono la sua formazione giovanile e la sua sensibilità artistica.
    Clicca per espandere

    Dopo aver studiato dapprima nel ginnasio locale, si trasferì a Napoli e poi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti e si formò alla scuola di maestri come Adolfo De Carolis e, indirettamente, Giovanni Fattori.

    Già durante gli anni di formazione emergente Notte manifestò un talento precoce: in età ancora molto giovane partecipò a importanti esposizioni e venne a contatto con l’ambiente delle avanguardie italiane. A Firenze trovò amicizie decisive — con scrittori, poeti e artisti legati all’ambiente de “La Giovine Etruria” — e fu introdotto al mondo futurista dalla cerchia di figure come Ardengo Soffici.

    Tra il 1914 e il 1918 Notte aderì formalmente al movimento futurista, anche se con una visione personale rispetto ai temi dominanti dell’epoca: pur partecipando al dinamismo plastico tipico del movimento, coltivò un’attenzione autentica per la figura, per la sofferenza umana e per la rappresentazione della vita quotidiana, anziché per la mera celebrazione della macchina o del progresso tecnico. Durante la Prima guerra mondiale prestò servizio sul fronte, dove rimase ferito, e ciò influenzò profondamente la sua pittura post-bellica.

    Nel corso degli anni Venti il suo stile conobbe una svolta: Notte progressivamente si allontanò dalle forme più radicali dell’avanguardia per avvicinarsi a un “ritorno all’ordine”, dialogando con la pittura rinascimentale, con la tradizione veneta e con un realismo magico sottile. Nel 1923 vinse un concorso per una cattedra presso il Liceo Artistico di Venezia, iniziando una lunga carriera didattica che lo vide insegnante a Roma e poi, dalla fine degli anni Venti, all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui, pur in un contesto spesso ostile e critico, svolse un ruolo importante nella diffusione della pittura moderna nel Meridione, influenzando generazioni di allievi.

    Durante gli anni Trenta e Quaranta la sua opera continuò a esplorare tematiche di impegno civile — come il lavoro, la guerra, la condizione umana — con un linguaggio pittorico sempre più personale e meditativo. Le sue composizioni grandi, intense e a volte allegoriche, testimoniano una profonda riflessione sul tempo, sul destino, sul sociale. Dagli anni Cinque alla fine della sua vita, Notte intraprese ulteriori percorsi di sperimentazione: la serie dei «neri» ispirata alle isole Eolie, la successiva serie dei «bianchi» con motivi simbolici-ermetici, e addirittura lavori che guardano allo spazio e all’astrofuturismo, segno della sua capacità di restare aperto alle trasformazioni culturali.

    Emilio Notte morì a Napoli il 7 luglio 1982, lasciando un’eredità artistica che attraversa il futurismo, il ritorno all’ordine, la riflessione sul contemporaneo e, infine, una sorta di poesia visiva unica nel panorama italiano del Novecento.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Emilio Notte Emilio Notte
    Ceglie Messapica 1891 - Napoli 1982
    Olio su tavola cm 33x25 firmato in alto a dx E.Notte
    Esposto alla Biennale di Venezia del 1912.



    Emilio Notte nacque a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, il 30 gennaio 1891, da genitori veneti. In seguito ai trasferimenti dovuti all’impiego del padre, la famiglia si spostò in varie località del Sud Italia, esperienze che segnarono la sua formazione giovanile e la sua sensibilità artistica.
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    Dopo aver studiato dapprima nel ginnasio locale, si trasferì a Napoli e poi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti e si formò alla scuola di maestri come Adolfo De Carolis e, indirettamente, Giovanni Fattori.

    Già durante gli anni di formazione emergente Notte manifestò un talento precoce: in età ancora molto giovane partecipò a importanti esposizioni e venne a contatto con l’ambiente delle avanguardie italiane. A Firenze trovò amicizie decisive — con scrittori, poeti e artisti legati all’ambiente de “La Giovine Etruria” — e fu introdotto al mondo futurista dalla cerchia di figure come Ardengo Soffici.

    Tra il 1914 e il 1918 Notte aderì formalmente al movimento futurista, anche se con una visione personale rispetto ai temi dominanti dell’epoca: pur partecipando al dinamismo plastico tipico del movimento, coltivò un’attenzione autentica per la figura, per la sofferenza umana e per la rappresentazione della vita quotidiana, anziché per la mera celebrazione della macchina o del progresso tecnico. Durante la Prima guerra mondiale prestò servizio sul fronte, dove rimase ferito, e ciò influenzò profondamente la sua pittura post-bellica.

    Nel corso degli anni Venti il suo stile conobbe una svolta: Notte progressivamente si allontanò dalle forme più radicali dell’avanguardia per avvicinarsi a un “ritorno all’ordine”, dialogando con la pittura rinascimentale, con la tradizione veneta e con un realismo magico sottile. Nel 1923 vinse un concorso per una cattedra presso il Liceo Artistico di Venezia, iniziando una lunga carriera didattica che lo vide insegnante a Roma e poi, dalla fine degli anni Venti, all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui, pur in un contesto spesso ostile e critico, svolse un ruolo importante nella diffusione della pittura moderna nel Meridione, influenzando generazioni di allievi.

    Durante gli anni Trenta e Quaranta la sua opera continuò a esplorare tematiche di impegno civile — come il lavoro, la guerra, la condizione umana — con un linguaggio pittorico sempre più personale e meditativo. Le sue composizioni grandi, intense e a volte allegoriche, testimoniano una profonda riflessione sul tempo, sul destino, sul sociale. Dagli anni Cinque alla fine della sua vita, Notte intraprese ulteriori percorsi di sperimentazione: la serie dei «neri» ispirata alle isole Eolie, la successiva serie dei «bianchi» con motivi simbolici-ermetici, e addirittura lavori che guardano allo spazio e all’astrofuturismo, segno della sua capacità di restare aperto alle trasformazioni culturali.

    Emilio Notte morì a Napoli il 7 luglio 1982, lasciando un’eredità artistica che attraversa il futurismo, il ritorno all’ordine, la riflessione sul contemporaneo e, infine, una sorta di poesia visiva unica nel panorama italiano del Novecento.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 71,5x100 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
    Clicca per espandere

    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 71,5x100 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
    Clicca per espandere

    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Achille Tominetti Achille Tominetti
    Milano 1848 - Miazzina 1917
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx A.Tominetti

    Achille Tominetti nacque a Milano nel 1848, in una famiglia che aveva origini a Miazzina, un villaggio sulle alture del Lago Maggiore. Verso il 1866 si iscrisse all’Accademia di Brera, frequentando la “Scuola del Paesaggio” sotto la direzione del paesaggista Luigi Riccardi.
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    In quegli anni conobbe artisti come Eugenio Gignous, con il quale instaurò rapporti di amicizia e condivisione artistica. Nel 1871 espose per la prima volta a Brera e nel 1872, a causa di difficoltà economiche e della malattia del padre, fece ritorno con la famiglia a Miazzina. Qui iniziò a dedicarsi anche all’agricoltura, ma senza mai rinunciare all’amore per la pittura.

    Nonostante il lavoro nei campi, Tominetti continuò a dipingere e a inviare regolarmente le sue opere a importanti mostre: nelle città di Milano, Torino, Genova e in altri centri italiani. La sua produzione iniziale apparteneva al naturalismo lombardo, con paesaggi e scene rurali legate alla montagna e alla vita agreste, spesso ambientate nei territori attorno al Lago Maggiore.

    Negli anni Ottanta dell’Ottocento la sua carriera artistica subì una svolta decisiva grazie ai contatti con la famiglia aristocratica dei Troubetzkoy. Invitato come maestro di disegno e pittura per il figlio Pietro presso la loro villa di Ghiffa, entrò in contatto con ambienti aristocratici e altoborghesi, e conobbe il mercante e promotore d’arte Vittore Grubicy de Dragon. Questi incontri lo avvicinarono alle istanze del divisionismo, influenzando profondamente la sua tecnica e il suo approccio alla luce e all’atmosfera.

    Dal tardo XIX secolo in poi Tominetti divenne un interprete originale di scene di campagna, pascoli alpini, lavori agricoli e ambienti montani. Molti dei suoi dipinti trasmettono un sentimento di pathos e contemplazione, rendendo omaggio alla vita rurale e ai ritmi naturali. Tra i suoi temi ricorrenti figurano l’aratura, il pascolo, la raccolta, la fatica e la quiete della natura. Con l’uso del colore, della luce e dell’attenzione al dettaglio atmosferico, seppe evocare paesaggi lirici e realistici al tempo stesso.

    Grazie al sostegno della galleria dei Grubicy ottenne stabilità economica e visibilità internazionale: partecipò a esposizioni in Italia e all’estero, e le sue tele furono apprezzate da critici e collezionisti. Alcune sue opere furono tra le più significative del panorama paesaggistico lombardo e alpino della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

    Nella parte finale della sua vita visse stabilmente a Miazzina, continuando a dipingere paesaggi montani e agresti e talvolta utilizzando strumenti fotografici per fissare il reale e restituirne le atmosfere in tela. Morì nel 1917 nella sua casa di Miazzina.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 3  

    Alla fontana

    Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22 firmato in basso a sx A.Formis
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 3  

    Alla fontana

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22 firmato in basso a sx A.Formis


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 56x60 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 56x60 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Naufragio

    Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x21,5 firmato in basso a dx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 4  

    Naufragio

    Ugo Zannoni Ugo Zannoni
    Verona 1836 - Verona 1919
    Olio su tela cm 22x21,5 firmato in basso a dx U.Zannoni

    Ugo Zannoni, nato a Verona il 21 luglio 1836, fu una figura di spicco nell’ambito della scultura italiana dell’Ottocento. Terzo di otto figli di Antonio Giuseppe, artigiano del ferro, e Augusta Vanini, modista, Zannoni intraprese il suo percorso artistico nella bottega dello scultore Grazioso Spazzi.
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    Successivamente, si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Ferrari e, infine, all'Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di Pietro Bernasconi. Inizialmente interessato anche alla pittura, si dedicò poi esclusivamente alla scultura, sebbene continuasse a coltivare la pittura negli ultimi anni di vita.

    Nel 1865, Zannoni realizzò la celebre statua di Dante Alighieri, collocata in piazza dei Signori a Verona, in occasione del sesto centenario della nascita del poeta. Quest'opera gli conferì grande notorietà e segnò l'inizio di una brillante carriera. Trasferitosi a Milano, aprì uno studio e partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Le sue opere furono esposte a Vienna, Filadelfia, Parigi, Santiago del Cile e Dublino, e nel 1872 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona da Vittorio Emanuele II.

    Nel 1883, Zannoni fu nominato consigliere dell'Accademia di Brera, succedendo al pittore Francesco Hayez. Continuò a lavorare per la sua città natale, realizzando il monumento ad Aleardo Aleardi, busti per la Protomoteca veronese e numerose tombe nel Cimitero Monumentale di Verona. Verso la fine degli anni Ottanta, fece ritorno a Verona, dove proseguì la sua attività artistica, contribuendo con opere per il cimitero cittadino e per diverse chiese, tra cui il Duomo e la chiesa di San Tomaso Cantuariense.

    Tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi una vasta collezione di circa 200 opere d'arte, gettando le basi per la costituzione della Galleria d'Arte Moderna di Verona. La sua raccolta comprendeva opere di artisti contemporanei, tra cui Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono e il pittore divisionista Angelo Morbelli, oltre a opere di artisti veronesi come Angelo Dall'Oca Bianca e il cugino Giuseppe Zannoni.

    Ugo Zannoni morì a Verona il 3 giugno 1919 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città, accanto ai suoi familiari.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Edoardo Dalbono
    Napoli 1841 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 39x31 firmato in basso a dx E.Dalbono.
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Edoardo Dalbono Edoardo Dalbono
    Napoli 1841 - Napoli 1915
    Olio su tela cm 39x31 firmato in basso a dx E.Dalbono.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Anfora

    Ugo Celada da Virgilio
    Cerese (MN) 1895 - Varese 1995
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx Ugo Celada

    Ugo Celada da Virgilio nacque il 25 maggio 1895 a Virgilio, un piccolo comune della provincia di Mantova. Sin da giovane dimostrò un talento eccezionale per l'arte, esponendo già all'età di tredici anni alla mostra di fine corso a Palazzo Ducale di Mantova.
    Clicca per espandere

    Fu proprio in quella occasione che il suo lavoro attirò l'attenzione di importanti critici e intellettuali, tra cui Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti, che ne lodarono la maestria.

    Nel 1914, grazie a una borsa di studio Franchetti, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone. Fu in quegli anni che il suo stile pittorico si affinò e divenne sempre più riconoscibile. La sua carriera decollò nel 1920, quando partecipò alla XII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, conquistando un posto di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale.

    Nel 1926 sposò Teresa e, nel 1932, ottenne uno studio presso il Teatro alla Scala di Milano, grazie al sostegno del sovrintendente Jenner Mataloni. Tuttavia, la sua carriera subì un colpo devastante nel 1943, quando durante un bombardamento aereo, il suo studio fu distrutto, insieme a tutte le sue opere. Nonostante questa tragedia, Celada continuò a lavorare e a partecipare a importanti mostre, sebbene la sua adesione al manifesto antinovecentista lo isolò ulteriormente dal panorama artistico ufficiale.

    Gli anni successivi videro una diminuzione della sua visibilità, ma nel 1959 partecipò alla Prima Mostra di Pittori Oggettivi a Milano. Nel 1985, il Comune di Cerese di Virgilio gli rese omaggio con l'inaugurazione della Galleria Ugo Celada, dedicata alle sue opere, in cui vennero esposte cinquanta delle sue creazioni donate dall'artista. Questo atto contribuì alla riscoperta del suo talento, che, seppur dimenticato per un lungo periodo, rimane un'importante testimonianza della pittura italiana del XX secolo.

    Celada morì il 9 agosto 1995 a Varese, all'età di 100 anni. La sua produzione spaziò dal ritratto alla natura morta, passando per il nudo. I suoi ritratti si caratterizzano per un'attenzione minuziosa ai dettagli e per la capacità di rappresentare i soggetti con un'idealizzazione che li rendeva quasi fuori dal tempo. Le sue nature morte, così come i paesaggi dipinti en plein air, testimoniano un equilibrato incontro tra classicismo e modernità, avvicinandosi per certi versi alla sensibilità di artisti come Giorgio Morandi.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 4  

    Anfora

    Ugo Celada da Virgilio Ugo Celada da Virgilio
    Cerese (MN) 1895 - Varese 1995
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx Ugo Celada

    Ugo Celada da Virgilio nacque il 25 maggio 1895 a Virgilio, un piccolo comune della provincia di Mantova. Sin da giovane dimostrò un talento eccezionale per l'arte, esponendo già all'età di tredici anni alla mostra di fine corso a Palazzo Ducale di Mantova.
    Clicca per espandere

    Fu proprio in quella occasione che il suo lavoro attirò l'attenzione di importanti critici e intellettuali, tra cui Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti, che ne lodarono la maestria.

    Nel 1914, grazie a una borsa di studio Franchetti, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu allievo di Cesare Tallone. Fu in quegli anni che il suo stile pittorico si affinò e divenne sempre più riconoscibile. La sua carriera decollò nel 1920, quando partecipò alla XII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, conquistando un posto di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale.

    Nel 1926 sposò Teresa e, nel 1932, ottenne uno studio presso il Teatro alla Scala di Milano, grazie al sostegno del sovrintendente Jenner Mataloni. Tuttavia, la sua carriera subì un colpo devastante nel 1943, quando durante un bombardamento aereo, il suo studio fu distrutto, insieme a tutte le sue opere. Nonostante questa tragedia, Celada continuò a lavorare e a partecipare a importanti mostre, sebbene la sua adesione al manifesto antinovecentista lo isolò ulteriormente dal panorama artistico ufficiale.

    Gli anni successivi videro una diminuzione della sua visibilità, ma nel 1959 partecipò alla Prima Mostra di Pittori Oggettivi a Milano. Nel 1985, il Comune di Cerese di Virgilio gli rese omaggio con l'inaugurazione della Galleria Ugo Celada, dedicata alle sue opere, in cui vennero esposte cinquanta delle sue creazioni donate dall'artista. Questo atto contribuì alla riscoperta del suo talento, che, seppur dimenticato per un lungo periodo, rimane un'importante testimonianza della pittura italiana del XX secolo.

    Celada morì il 9 agosto 1995 a Varese, all'età di 100 anni. La sua produzione spaziò dal ritratto alla natura morta, passando per il nudo. I suoi ritratti si caratterizzano per un'attenzione minuziosa ai dettagli e per la capacità di rappresentare i soggetti con un'idealizzazione che li rendeva quasi fuori dal tempo. Le sue nature morte, così come i paesaggi dipinti en plein air, testimoniano un equilibrato incontro tra classicismo e modernità, avvicinandosi per certi versi alla sensibilità di artisti come Giorgio Morandi.



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  • Lotto 4  

    Il Porto Di Trieste

    Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tela cm 25,5x31 firmato in basso a sx Bucci
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 4  

    Il Porto Di Trieste

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tela cm 25,5x31 firmato in basso a sx Bucci


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Porto Ligure

    Enrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855 da Luigi, libraio di origini francesi, e Marianna Savi. Fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per la pittura, che lo condusse a frequentare l’Accademia Albertina di Torino fino al 1872, sebbene non conseguì mai il diploma.
    Clicca per espandere

    La sua formazione proseguì poi attraverso lezioni private con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Enrico Ghisolfi, Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Il viaggio a Parigi del 1878 fu per lui decisivo: l’incontro con le opere di Camille Corot e degli impressionisti francesi segnò profondamente la sua visione artistica, orientandolo verso una pittura più sensibile alla luce e alla resa atmosferica.
    A partire dal 1873, Reycend partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1874 al 1920 fu presenza costante al Circolo degli Artisti della città. Le sue opere furono esposte anche in altre importanti rassegne italiane, come quelle di Brera, Genova, Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Tra il 1885 e il 1886 si stabilì temporaneamente a Genova, dove realizzò una serie di vedute marine e portuali, ispirate alle mutevoli condizioni atmosferiche della costa ligure, tra cui spiccano lavori come Tempo grigio nel porto di Genova e Pioggia nel porto di Genova.
    Nel 1894 ottenne un importante riconoscimento: fu nominato socio onorario dell’Accademia di Brera, grazie al successo del dipinto Cantuccio quieto. La sua fama varcò anche i confini nazionali e le sue opere vennero esposte a Dresda, Monaco di Baviera, Londra, Barcellona, San Francisco, Saint Louis, Santiago del Cile e Buenos Aires. Tuttavia, con l’avvento del Novecento e il mutamento del gusto artistico, la sua pittura, ancora legata alla tradizione tardo ottocentesca, iniziò a essere marginalizzata. A ciò si aggiunsero gravi lutti familiari e difficoltà economiche, che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
    Enrico Reycend morì a Torino il 21 febbraio 1928.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Porto Ligure

    Enrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855 da Luigi, libraio di origini francesi, e Marianna Savi. Fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per la pittura, che lo condusse a frequentare l’Accademia Albertina di Torino fino al 1872, sebbene non conseguì mai il diploma.
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    La sua formazione proseguì poi attraverso lezioni private con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Enrico Ghisolfi, Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Il viaggio a Parigi del 1878 fu per lui decisivo: l’incontro con le opere di Camille Corot e degli impressionisti francesi segnò profondamente la sua visione artistica, orientandolo verso una pittura più sensibile alla luce e alla resa atmosferica.
    A partire dal 1873, Reycend partecipò regolarmente alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1874 al 1920 fu presenza costante al Circolo degli Artisti della città. Le sue opere furono esposte anche in altre importanti rassegne italiane, come quelle di Brera, Genova, Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Tra il 1885 e il 1886 si stabilì temporaneamente a Genova, dove realizzò una serie di vedute marine e portuali, ispirate alle mutevoli condizioni atmosferiche della costa ligure, tra cui spiccano lavori come Tempo grigio nel porto di Genova e Pioggia nel porto di Genova.
    Nel 1894 ottenne un importante riconoscimento: fu nominato socio onorario dell’Accademia di Brera, grazie al successo del dipinto Cantuccio quieto. La sua fama varcò anche i confini nazionali e le sue opere vennero esposte a Dresda, Monaco di Baviera, Londra, Barcellona, San Francisco, Saint Louis, Santiago del Cile e Buenos Aires. Tuttavia, con l’avvento del Novecento e il mutamento del gusto artistico, la sua pittura, ancora legata alla tradizione tardo ottocentesca, iniziò a essere marginalizzata. A ciò si aggiunsero gravi lutti familiari e difficoltà economiche, che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
    Enrico Reycend morì a Torino il 21 febbraio 1928.



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  • Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    Contadini

    Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. La sua formazione artistica ebbe luogo all’Accademia di Belle Arti di Ginevra, dove fu allievo di Léon Gaud, figura di riferimento della pittura svizzera di fine Ottocento.
    Clicca per espandere

    Dotato di un talento precoce, Ferrero ottenne, a soli ventitré anni, la cattedra di insegnamento del nudo nella stessa accademia, incarico che testimonia il riconoscimento del suo valore da parte dell’ambiente accademico ginevrino.
    Durante il soggiorno in Svizzera, si distinse anche come autore di importanti opere murali: tra queste, gli affreschi realizzati per la Banca di Stato di Friburgo e per il teatro Kursaal di Ginevra. Tra i suoi lavori più rappresentativi di questo periodo si annovera anche la grande tela allegorica intitolata L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, commissionata dal Circolo degli Stranieri di Montreux.
    Tornato in Italia, Ferrero proseguì con successo la propria attività artistica, partecipando alle principali esposizioni nazionali, incluse la Biennale e la Triennale di Milano. Nel 1916 presentò alla Biennale di Brera Il dramma, opera che fu poi esposta anche a Vercelli nel 1922. L’anno successivo vinse il concorso per celebrare il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde con il dipinto La Beneficenza, oggi conservato presso la sede dell’istituto a Milano.
    L’opera di Ferrero si colloca in prossimità del linguaggio divisionista, sia per la tecnica che per l’impegno nei temi affrontati. I suoi dipinti trattano spesso soggetti sociali e morali, come nel caso de La guerra, Calvario della madre o Il vitello d’oro, rivelando una visione critica e partecipe della realtà contemporanea. Tale approccio lo portò ad assumere una posizione di isolamento durante il regime fascista, a causa delle sue convinzioni etiche e politiche.
    Alberto Ferrero morì a Roma nel 1963. La sua produzione pittorica, articolata tra grandi composizioni allegoriche, affreschi pubblici e opere a forte contenuto sociale, resta un’importante testimonianza della pittura italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    Contadini

    Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. La sua formazione artistica ebbe luogo all’Accademia di Belle Arti di Ginevra, dove fu allievo di Léon Gaud, figura di riferimento della pittura svizzera di fine Ottocento.
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    Dotato di un talento precoce, Ferrero ottenne, a soli ventitré anni, la cattedra di insegnamento del nudo nella stessa accademia, incarico che testimonia il riconoscimento del suo valore da parte dell’ambiente accademico ginevrino.
    Durante il soggiorno in Svizzera, si distinse anche come autore di importanti opere murali: tra queste, gli affreschi realizzati per la Banca di Stato di Friburgo e per il teatro Kursaal di Ginevra. Tra i suoi lavori più rappresentativi di questo periodo si annovera anche la grande tela allegorica intitolata L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, commissionata dal Circolo degli Stranieri di Montreux.
    Tornato in Italia, Ferrero proseguì con successo la propria attività artistica, partecipando alle principali esposizioni nazionali, incluse la Biennale e la Triennale di Milano. Nel 1916 presentò alla Biennale di Brera Il dramma, opera che fu poi esposta anche a Vercelli nel 1922. L’anno successivo vinse il concorso per celebrare il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde con il dipinto La Beneficenza, oggi conservato presso la sede dell’istituto a Milano.
    L’opera di Ferrero si colloca in prossimità del linguaggio divisionista, sia per la tecnica che per l’impegno nei temi affrontati. I suoi dipinti trattano spesso soggetti sociali e morali, come nel caso de La guerra, Calvario della madre o Il vitello d’oro, rivelando una visione critica e partecipe della realtà contemporanea. Tale approccio lo portò ad assumere una posizione di isolamento durante il regime fascista, a causa delle sue convinzioni etiche e politiche.
    Alberto Ferrero morì a Roma nel 1963. La sua produzione pittorica, articolata tra grandi composizioni allegoriche, affreschi pubblici e opere a forte contenuto sociale, resta un’importante testimonianza della pittura italiana tra Otto e Novecento.



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  • Lotto 4  

    Tramonto sul mare

    Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 10,5x7 firmato in basso a sx L.Ajmone

    Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina.
    Clicca per espandere

    Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.

    Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.

    Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.

    Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 4  

    Tramonto sul mare

    Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 10,5x7 firmato in basso a sx L.Ajmone

    Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina.
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    Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.

    Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.

    Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.

    Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Il pescatore

    Luigi Venturi
    Bologna XIX secolo
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx L.Venturi.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 4  

    Il pescatore

    Luigi Venturi Luigi Venturi
    Bologna XIX secolo
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx L.Venturi.


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  • Lotto 4  

    Galanteria

    Lucius Rossi
    Roma 1846 - Parigi 1913
    Olio su tavola cm 35x26,5 firmato in basso a destra L.Rossi
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 4  

    Galanteria

    Lucius Rossi Lucius Rossi
    Roma 1846 - Parigi 1913
    Olio su tavola cm 35x26,5 firmato in basso a destra L.Rossi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Ultima neve

    Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a dx G.Sobrile
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 4  

    Ultima neve

    Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a dx G.Sobrile


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Laezza
    Napoli 1835-1905
    Olio su tela cm 52,5x94 firmato in basso a sx Giuseppe Laezza.

    Giuseppe Laezza nacque a Napoli nel 1835 e si affermò come uno dei pittori più rappresentativi della tradizione paesaggistica napoletana dell'Ottocento. La sua formazione artistica si sviluppò nell'ambito della Scuola di Posillipo, corrente pittorica che privilegiava la rappresentazione dal vero dei paesaggi e delle vedute costiere, ispirandosi alla luce e ai colori del Golfo di Napoli.
    Clicca per espandere

    Seguendo le orme di artisti come Giacinto Gigante, Laezza adottò uno stile realistico, caratterizzato da una resa attenta dei dettagli e da una palette cromatica luminosa.
    Nel corso della sua carriera, Laezza partecipò a numerose esposizioni, sia in Italia che all'estero. Esordì nel 1877 all'Esposizione Nazionale di Napoli con opere quali Dopo il tramonto, San Germano, Cassino e Una mala pesca alla Marinella. L'anno successivo, prese parte all'Esposizione Universale di Parigi del 1878, presentando il dipinto Processione di bambini in una festa di campagna. Nel 1884 espose Un bagno pubblico a San Giovanni a Teduccio alla Mostra Nazionale di Torino. Le sue opere furono frequentemente presentate anche alle Promotrici napoletane, con titoli come Reminescenza d'autunno, Vallata del Cavone ai Ponti Rossi, Il ritorno dalla vendemmia, Casamicciola, Panorama di Pompei, Resina, Una Marina, La pioggia, Campagna di Canneto, Un cattivo tempo, Licola e Alle Paludi.
    Oltre alla pittura, Laezza si dedicò all'insegnamento: a partire dal 1880 fu docente presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. La sua produzione artistica spaziò tra paesaggi, scene di genere e nature morte, sempre mantenendo una coerenza stilistica improntata al realismo e a una profonda osservazione della realtà quotidiana.
    Nonostante il riconoscimento ottenuto in vita, Laezza morì in povertà a Napoli nel 1905, lasciando un corpus di opere che testimoniano la sua dedizione all'arte e alla rappresentazione della vita e dei paesaggi della sua terra natale.

    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Giuseppe Laezza Giuseppe Laezza
    Napoli 1835-1905
    Olio su tela cm 52,5x94 firmato in basso a sx Giuseppe Laezza.

    Giuseppe Laezza nacque a Napoli nel 1835 e si affermò come uno dei pittori più rappresentativi della tradizione paesaggistica napoletana dell'Ottocento. La sua formazione artistica si sviluppò nell'ambito della Scuola di Posillipo, corrente pittorica che privilegiava la rappresentazione dal vero dei paesaggi e delle vedute costiere, ispirandosi alla luce e ai colori del Golfo di Napoli.
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    Seguendo le orme di artisti come Giacinto Gigante, Laezza adottò uno stile realistico, caratterizzato da una resa attenta dei dettagli e da una palette cromatica luminosa.
    Nel corso della sua carriera, Laezza partecipò a numerose esposizioni, sia in Italia che all'estero. Esordì nel 1877 all'Esposizione Nazionale di Napoli con opere quali Dopo il tramonto, San Germano, Cassino e Una mala pesca alla Marinella. L'anno successivo, prese parte all'Esposizione Universale di Parigi del 1878, presentando il dipinto Processione di bambini in una festa di campagna. Nel 1884 espose Un bagno pubblico a San Giovanni a Teduccio alla Mostra Nazionale di Torino. Le sue opere furono frequentemente presentate anche alle Promotrici napoletane, con titoli come Reminescenza d'autunno, Vallata del Cavone ai Ponti Rossi, Il ritorno dalla vendemmia, Casamicciola, Panorama di Pompei, Resina, Una Marina, La pioggia, Campagna di Canneto, Un cattivo tempo, Licola e Alle Paludi.
    Oltre alla pittura, Laezza si dedicò all'insegnamento: a partire dal 1880 fu docente presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli, contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. La sua produzione artistica spaziò tra paesaggi, scene di genere e nature morte, sempre mantenendo una coerenza stilistica improntata al realismo e a una profonda osservazione della realtà quotidiana.
    Nonostante il riconoscimento ottenuto in vita, Laezza morì in povertà a Napoli nel 1905, lasciando un corpus di opere che testimoniano la sua dedizione all'arte e alla rappresentazione della vita e dei paesaggi della sua terra natale.



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  • Attribuito Jose' Cardona
    Barcellona 1878 - Moia' 1922
    Bronzo cm 13x8x22
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Attribuito Jose' Cardona Attribuito Jose' Cardona
    Barcellona 1878 - Moia' 1922
    Bronzo cm 13x8x22


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  • Lotto 4  

    Pascolo

    Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Olio su cartone cm 27,5x38 firmato in basso a sx R.Panerai 1920
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 4  

    Pascolo

    Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Olio su cartone cm 27,5x38 firmato in basso a sx R.Panerai 1920


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Lavorando la terra

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tela cm 62x103 firmato in basso a dx Tommasi
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 4  

    Lavorando la terra

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su tela cm 62x103 firmato in basso a dx Tommasi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Melodie

    Giuseppe Ghiringhelli
    Milano 1874 - Varese 1944
    Olio su tela cm 100x71 firmato in basso a sx G.Ghiringhelli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 4  

    Melodie

    Giuseppe Ghiringhelli Giuseppe Ghiringhelli
    Milano 1874 - Varese 1944
    Olio su tela cm 100x71 firmato in basso a sx G.Ghiringhelli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 4  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx L.Barzanti


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Nel cortile della masseria
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Nel cortile della masseria


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Fortezza Vecchia a Livorno
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Fortezza Vecchia a Livorno


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  • Giovanni Fattori
    Livorno 1825 - Firenze 1908
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx G.Fattori

    Autentiche: Archivio prof. Andrea Baboni – Correggio (RE) per la pittura Italiana del XIX secolo

    Provenienza: Raccolta Giovanni Teront, Esp. Centenario 1925 - Promotrice FI - 1884

    Bibliografia:

    Società delle Belle Arti di Firenze “Onoranze a Giovanni Fattori nel I° centenario della nascita”, catalogo n. 40 pag. 20; Firenze novembre-dicembre MCMXXV
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volume IX anno 1991-92 pag. 140 tavola a colori
    STIMA min € 90000 - max € 100000

    Giovanni Fattori Giovanni Fattori
    Livorno 1825 - Firenze 1908
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx G.Fattori

    Autentiche: Archivio prof. Andrea Baboni – Correggio (RE) per la pittura Italiana del XIX secolo

    Provenienza: Raccolta Giovanni Teront, Esp. Centenario 1925 - Promotrice FI - 1884

    Bibliografia:

    Società delle Belle Arti di Firenze “Onoranze a Giovanni Fattori nel I° centenario della nascita”, catalogo n. 40 pag. 20; Firenze novembre-dicembre MCMXXV
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volume IX anno 1991-92 pag. 140 tavola a colori


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  • Lotto 4  

    Via Antignano Napoli

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 17x11,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 4  

    Via Antignano Napoli

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 17x11,5 firmato in basso a dx A.Pratella


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Porto veneziano

    Ettore Tito
    Castellamare di Stabia (NA) 1859 - Venezia 1941
    Olio su cartone cm 16x20,5 firmato in basso a dx Tito
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 4  

    Porto veneziano

    Ettore Tito Ettore Tito
    Castellamare di Stabia (NA) 1859 - Venezia 1941
    Olio su cartone cm 16x20,5 firmato in basso a dx Tito


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Torri di Vajolet Val di Fassa (TN)
    STIMA min € 900 - max € 1000

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Torri di Vajolet Val di Fassa (TN)


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • John Linton Chapman
    Washington, DC 1839 - Westchester, NY 1905
    Castello di Nemi
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    John Linton Chapman John Linton Chapman
    Washington, DC 1839 - Westchester, NY 1905
    Castello di Nemi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Barche tra gli scogli

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 20,5x29,5 firmato in basso a dx G.Casciaro
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 4  

    Barche tra gli scogli

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 20,5x29,5 firmato in basso a dx G.Casciaro


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Pascolo a Vicchio
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Pascolo a Vicchio


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  • Lotto 4  

    Alba in Carnia (1944)

    Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su cartone cm 50x70 firmato in basso a sx Cesare Maggi
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lotto 4  

    Alba in Carnia (1944)

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su cartone cm 50x70 firmato in basso a sx Cesare Maggi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Per il sentiero

    Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 4  

    Per il sentiero

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • Lotto 4  

    Lungo il Canal Grande

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 45x60 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
    Clicca per espandere



    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 4  

    Lungo il Canal Grande

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 45x60 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Sulla Spiaggia

    Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 13,5x34,5 firmato in basso a dx C.Jotti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 4  

    Sulla Spiaggia

    Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 13,5x34,5 firmato in basso a dx C.Jotti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Meditazione

    Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Pastello su carta cm 68x48 firmato in basso a sx Adolfo FeraguttiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
    Clicca per espandere



    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 4  

    Meditazione

    Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Pastello su carta cm 68x48 firmato in basso a sx Adolfo FeraguttiAdolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
    Clicca per espandere



    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 4  

    Alba mistica

    Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 44,5x34,5 firmato in basso a dx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
    Clicca per espandere

    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 4  

    Alba mistica

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 44,5x34,5 firmato in basso a dx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
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    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.



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  • Lotto 4  

    In campagna

    Attribuito a Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tela cm 78x64 firmato in basso a dx A.R.



    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, da Vincenzo e Elisabetta. Fin da giovane si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, inizialmente per frequentare la scuola di architettura, ma ben presto indirizzò il suo interesse verso la pittura, contro la volontà paterna.
    Clicca per espandere



    Durante la sua formazione venne influenzato da maestri quali Giacinto Gigante e Filippo Palizzi, figure di spicco del paesaggismo napoletano, e coltivò una vocazione al paesaggio che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nei primi anni Sessanta partecipò a importanti esposizioni in Italia, entrando in contatto con un ambiente pittorico in fermento.

    Intorno al 1858 si trasferì a Portici (o comunque alla zona della Villa Favorita nei pressi di Napoli) dove si aggregò, insieme ad artisti come Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni, al gruppo che passò alla storia come la cosiddetta “Scuola di Resìna”. In questo contesto Rossano partecipò all’elaborazione di un’idea di paesaggio più reale, spontanea e “per macchie”, denunciando l’eccessiva finitura e accademismo della pittura tradizionale.

    Nel 1872 prese parte all’Esposizione di belle arti di Milano; un anno dopo vinse una medaglia di seconda classe all’Esposizione universale di Vienna. A partire dalla metà degli anni Settanta si trasferì a Parigi, grazie anche all’invito di De Nittis, dove rimase per circa vent’anni. In Francia ampliò i suoi orizzonti pittorici: si fece influenzare dalla pittura della scuola di Barbizon e dall’impressionismo nascente, pur mantenendo un approccio personale e non del tutto imitatore. I suoi paesaggi parigini e delle campagne francesi sono caratterizzati da una resa luminosa e atmosferica, dove la natura sembra avvolta da una luce sognante piuttosto che descritta in modo minuzioso.

    Nel 1880 sposò Zélie Brocheton, figlia di un notaio di Soissons, stabilendo così un legame affettivo e personale che lo ancorò alla Francia. Tuttavia, dopo circa vent’anni di permanenza parigina, Rossano fece ritorno in Italia intorno al 1893, stabilendosi a Portici e successivamente a Napoli. Qui ottenne, per interessamento del pittore Domenico Morelli, la cattedra di paesaggio alla Regia Accademia di Belle Arti di Napoli, incarico che ricoprì con continuità. Partecipò anche a manifestazioni come la Biennale di Venezia (nel 1899, 1905, 1910).

    Artisticamente, Rossano si distingue per la sua fusione tra realismo verista e sensibilità luministica. Le sue opere paesaggistiche non puntano alla mera cronaca ma a cogliere l’atmosfera: la luce che pervade un campo, i riflessi sull’acqua, il taglio del cielo al tramonto. Pur dentro l’orizzonte della Scuola di Resìna, Rossano non aderì alla vita mondana o urbana con l’intensità dei suoi contemporanei: la sua scelta fu più contemplativa, legata alla natura e all’ambiente più quieto.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 4  

    In campagna

    Attribuito a Federico Rossano Attribuito a Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tela cm 78x64 firmato in basso a dx A.R.



    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, da Vincenzo e Elisabetta. Fin da giovane si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, inizialmente per frequentare la scuola di architettura, ma ben presto indirizzò il suo interesse verso la pittura, contro la volontà paterna.
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    Durante la sua formazione venne influenzato da maestri quali Giacinto Gigante e Filippo Palizzi, figure di spicco del paesaggismo napoletano, e coltivò una vocazione al paesaggio che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nei primi anni Sessanta partecipò a importanti esposizioni in Italia, entrando in contatto con un ambiente pittorico in fermento.

    Intorno al 1858 si trasferì a Portici (o comunque alla zona della Villa Favorita nei pressi di Napoli) dove si aggregò, insieme ad artisti come Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni, al gruppo che passò alla storia come la cosiddetta “Scuola di Resìna”. In questo contesto Rossano partecipò all’elaborazione di un’idea di paesaggio più reale, spontanea e “per macchie”, denunciando l’eccessiva finitura e accademismo della pittura tradizionale.

    Nel 1872 prese parte all’Esposizione di belle arti di Milano; un anno dopo vinse una medaglia di seconda classe all’Esposizione universale di Vienna. A partire dalla metà degli anni Settanta si trasferì a Parigi, grazie anche all’invito di De Nittis, dove rimase per circa vent’anni. In Francia ampliò i suoi orizzonti pittorici: si fece influenzare dalla pittura della scuola di Barbizon e dall’impressionismo nascente, pur mantenendo un approccio personale e non del tutto imitatore. I suoi paesaggi parigini e delle campagne francesi sono caratterizzati da una resa luminosa e atmosferica, dove la natura sembra avvolta da una luce sognante piuttosto che descritta in modo minuzioso.

    Nel 1880 sposò Zélie Brocheton, figlia di un notaio di Soissons, stabilendo così un legame affettivo e personale che lo ancorò alla Francia. Tuttavia, dopo circa vent’anni di permanenza parigina, Rossano fece ritorno in Italia intorno al 1893, stabilendosi a Portici e successivamente a Napoli. Qui ottenne, per interessamento del pittore Domenico Morelli, la cattedra di paesaggio alla Regia Accademia di Belle Arti di Napoli, incarico che ricoprì con continuità. Partecipò anche a manifestazioni come la Biennale di Venezia (nel 1899, 1905, 1910).

    Artisticamente, Rossano si distingue per la sua fusione tra realismo verista e sensibilità luministica. Le sue opere paesaggistiche non puntano alla mera cronaca ma a cogliere l’atmosfera: la luce che pervade un campo, i riflessi sull’acqua, il taglio del cielo al tramonto. Pur dentro l’orizzonte della Scuola di Resìna, Rossano non aderì alla vita mondana o urbana con l’intensità dei suoi contemporanei: la sua scelta fu più contemplativa, legata alla natura e all’ambiente più quieto.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912.



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  • Lotto 4  

    La pesca

    Luigi Bertolingrande
    Napoli 1903 - 1977
    Olio su tela cm 55x100 firmato in basso a sx L.Bertolingrande
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 4  

    La pesca

    Luigi Bertolingrande Luigi Bertolingrande
    Napoli 1903 - 1977
    Olio su tela cm 55x100 firmato in basso a sx L.Bertolingrande


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  • Lotto 4  

    L'eco visibile

    Vann Gregory
    L'eco visibile
    Grafite su carta schoellershammer cm 70x50

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
    Clicca per espandere


    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 4  

    L'eco visibile

    Vann Gregory Vann Gregory
    L'eco visibile
    Grafite su carta schoellershammer cm 70x50

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.



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  • Lotto 5  

    Conigli

    Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 27x40 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 5  

    Conigli

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 27x40 firmato in basso a dx F.Rontini


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  • Lotto 5  

    Pascolo

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Pascolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 5  

    Vaso con fiori

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Barzanti
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 5  

    Vaso con fiori

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • Lotto 5  

    Scogliera, 1921

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx G.Casciaro
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 5  

    Scogliera, 1921

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx G.Casciaro


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  • Lotto 5  

    Sulla spiaggia

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x41,5 firmato in basso a sx P.Fragiacomo
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 5  

    Sulla spiaggia

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x41,5 firmato in basso a sx P.Fragiacomo


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  • Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Lago di Antermoia Val di Fassa (TN)
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Lago di Antermoia Val di Fassa (TN)


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  • Lotto 5  

    Paese montano

    Romolo Garrone
    Torino 1891 - 1959
    Olio su tela cm 39,5x49,5 firmato in basso a dx R.Garrone
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 5  

    Paese montano

    Romolo Garrone Romolo Garrone
    Torino 1891 - 1959
    Olio su tela cm 39,5x49,5 firmato in basso a dx R.Garrone


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  • Lotto 5  

    Carnevale

    Vincenzo Migliaro
    Napoli 1858 - Napoli 1938
    Acquarello su carta cm 22x18 firmato in alto a sx V.Migliaro
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 5  

    Carnevale

    Vincenzo Migliaro Vincenzo Migliaro
    Napoli 1858 - Napoli 1938
    Acquarello su carta cm 22x18 firmato in alto a sx V.Migliaro


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  • Lotto 5  

    Il portone

    Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su cartone cm 25,5x17 firmato in basso a dx Rubens Santoro
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 5  

    Il portone

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su cartone cm 25,5x17 firmato in basso a dx Rubens Santoro


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  • Lotto 5  

    La pastorella 1894

    Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tela cm 33x61,5 firmato in basso a dx F.Gioli

    Pubblicato sul catalogo Allemandi anno 2007 – 2008 volume XXV tavola a colori pag. 320
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 5  

    La pastorella 1894

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tela cm 33x61,5 firmato in basso a dx F.Gioli

    Pubblicato sul catalogo Allemandi anno 2007 – 2008 volume XXV tavola a colori pag. 320


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  • Lotto 5  

    Soldato che cuce

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Soldato che cuce
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 5  

    Soldato che cuce

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Soldato che cuce


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  • Lotto 5  

    Vele a Venezia

    Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Vele a Venezia
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 5  

    Vele a Venezia

    Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Vele a Venezia


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  • Pompeo Massani
    Firenze 1850-1920
    Olio su tela cm 45x74 firmato in basso a dx P.Massani
    STIMA min € 600 - max € 800

    Pompeo Massani Pompeo Massani
    Firenze 1850-1920
    Olio su tela cm 45x74 firmato in basso a dx P.Massani


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  • Lotto 5  

    Maternità 1939

    Annibale Scaroni
    Brescia 1891 - Milano 1983
    Olio su tela cm 107x77 firmato in basso a dx Scaroni
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 5  

    Maternità 1939

    Annibale Scaroni Annibale Scaroni
    Brescia 1891 - Milano 1983
    Olio su tela cm 107x77 firmato in basso a dx Scaroni


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  • Lotto 5  

    Temporale imminente

    Plinio Nomellini
    Livorno 1866 - Firenze 1943
    acquarello su carta cm 65x100 firmato in basso a sx Plinio Nomellini
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 5  

    Temporale imminente

    Plinio Nomellini Plinio Nomellini
    Livorno 1866 - Firenze 1943
    acquarello su carta cm 65x100 firmato in basso a sx Plinio Nomellini


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gilberto Petrelli
    Firenze 1922 - 1986
    Olio su tela cm 97,5x74 firmato in basso a dx G.Petrelli
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Gilberto Petrelli Gilberto Petrelli
    Firenze 1922 - 1986
    Olio su tela cm 97,5x74 firmato in basso a dx G.Petrelli


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  • Lotto 5  

    Scugnizzo

    Giovanni De Martino
    Napoli 1870-1935
    Bronzo cm 15x18x52 firmato in basso a dx G.Martino
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 5  

    Scugnizzo

    Giovanni De Martino Giovanni De Martino
    Napoli 1870-1935
    Bronzo cm 15x18x52 firmato in basso a dx G.Martino


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  • Lotto 5  

    La damigella

    Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tela cm 50x40 firmato in alto a dx Spadini.

    Armando Spadini nacque a Firenze il 29 luglio 1883, figlio di Luigi, ottico, e di Maria Rigacci, sarta originaria di Poggio a Caiano. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò, nel 1893, a lavorare come apprendista decoratore nella fabbrica di terrecotte e maioliche artistiche di Jafet Torelli.
    Clicca per espandere

    Successivamente, frequentò la scuola professionale delle arti decorative industriali di Firenze, dove si formò come incisore litografo e pittore sotto la guida di Giacomo Lolli, ottenendo la qualifica di pittore nel 1900.
    Tra il 1900 e il 1902, e poi nel 1910, frequentò la Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove conobbe artisti come Ardengo Soffici e Adolfo De Carolis. Quest'ultimo lo coinvolse in progetti decorativi e lo introdusse nel vivace ambiente culturale fiorentino, dove Spadini collaborò con xilografie e disegni alle riviste "Leonardo" di Giovanni Papini e "Hermes" di Giuseppe Antonio Borgese.
    Nel 1908 sposò Pasqualina Cervone, pittrice conosciuta presso la scuola di Giovanni Fattori e sua principale musa. Nel 1910 si trasferì a Roma, inizialmente con diffidenza, ma ben presto si integrò grazie all'amicizia con il critico Emilio Cecchi e alla frequentazione del caffè Aragno, punto di ritrovo di artisti e letterati. In questo periodo, nacquero i figli Anna, futura moglie dello scrittore Leo Longanesi, e Andrea, che divenne scultore e ceramista.
    Spadini partecipò a diverse esposizioni, tra cui le Secessioni Romane del 1913 e del 1915, riscuotendo i primi successi. Nel 1917, a causa dei primi sintomi di nefrite cronica, fu riformato dal servizio militare e si trasferì con la famiglia in una villetta nel quartiere Parioli, che divenne un luogo di incontro per amici artisti e letterati come Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Papini, Giuseppe Ungaretti, Giorgio De Chirico e Amerigo Bartoli.
    Nel 1918 espose alla mostra d'Arte Italiana di Zurigo e gli fu dedicata una personale presso la Casina Valadier. Nel 1920, grazie all'interessamento di Ugo Ojetti, che pubblicò una monografia a lui dedicata, fu nominato accademico di San Luca e ricevette un vitalizio da parte dello scrittore Olindo Malagodi, che alleviò le sue difficoltà economiche. Dal 1921 al 1925 fece parte del comitato per le Biennali romane.
    Wikipedia
    Nel 1921 partecipò con il gruppo "Valori Plastici" alla Fiorentina Primaverile, esponendo opere come "Ritratto di bambina", "Paese" e "Bovi nella stalla". Nel 1923 partecipò all'esposizione di arte italiana a Buenos Aires. Il culmine della sua carriera arrivò nel 1924, quando la XIV Biennale di Venezia gli dedicò una sala personale con trentasette opere, consacrandolo tra gli artisti di maggiore rilievo.
    Spadini morì a Roma il 31 marzo 1925.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 5  

    La damigella

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tela cm 50x40 firmato in alto a dx Spadini.

    Armando Spadini nacque a Firenze il 29 luglio 1883, figlio di Luigi, ottico, e di Maria Rigacci, sarta originaria di Poggio a Caiano. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò, nel 1893, a lavorare come apprendista decoratore nella fabbrica di terrecotte e maioliche artistiche di Jafet Torelli.
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    Successivamente, frequentò la scuola professionale delle arti decorative industriali di Firenze, dove si formò come incisore litografo e pittore sotto la guida di Giacomo Lolli, ottenendo la qualifica di pittore nel 1900.
    Tra il 1900 e il 1902, e poi nel 1910, frequentò la Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove conobbe artisti come Ardengo Soffici e Adolfo De Carolis. Quest'ultimo lo coinvolse in progetti decorativi e lo introdusse nel vivace ambiente culturale fiorentino, dove Spadini collaborò con xilografie e disegni alle riviste "Leonardo" di Giovanni Papini e "Hermes" di Giuseppe Antonio Borgese.
    Nel 1908 sposò Pasqualina Cervone, pittrice conosciuta presso la scuola di Giovanni Fattori e sua principale musa. Nel 1910 si trasferì a Roma, inizialmente con diffidenza, ma ben presto si integrò grazie all'amicizia con il critico Emilio Cecchi e alla frequentazione del caffè Aragno, punto di ritrovo di artisti e letterati. In questo periodo, nacquero i figli Anna, futura moglie dello scrittore Leo Longanesi, e Andrea, che divenne scultore e ceramista.
    Spadini partecipò a diverse esposizioni, tra cui le Secessioni Romane del 1913 e del 1915, riscuotendo i primi successi. Nel 1917, a causa dei primi sintomi di nefrite cronica, fu riformato dal servizio militare e si trasferì con la famiglia in una villetta nel quartiere Parioli, che divenne un luogo di incontro per amici artisti e letterati come Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Papini, Giuseppe Ungaretti, Giorgio De Chirico e Amerigo Bartoli.
    Nel 1918 espose alla mostra d'Arte Italiana di Zurigo e gli fu dedicata una personale presso la Casina Valadier. Nel 1920, grazie all'interessamento di Ugo Ojetti, che pubblicò una monografia a lui dedicata, fu nominato accademico di San Luca e ricevette un vitalizio da parte dello scrittore Olindo Malagodi, che alleviò le sue difficoltà economiche. Dal 1921 al 1925 fece parte del comitato per le Biennali romane.
    Wikipedia
    Nel 1921 partecipò con il gruppo "Valori Plastici" alla Fiorentina Primaverile, esponendo opere come "Ritratto di bambina", "Paese" e "Bovi nella stalla". Nel 1923 partecipò all'esposizione di arte italiana a Buenos Aires. Il culmine della sua carriera arrivò nel 1924, quando la XIV Biennale di Venezia gli dedicò una sala personale con trentasette opere, consacrandolo tra gli artisti di maggiore rilievo.
    Spadini morì a Roma il 31 marzo 1925.



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  • Licinio Campagnari
    Favaro Veneto (VE) 1920 - Andora (SV) 1981
    Olio su tela cm 49x69 firmato in basso a dx L.Campagnari
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Licinio Campagnari Licinio Campagnari
    Favaro Veneto (VE) 1920 - Andora (SV) 1981
    Olio su tela cm 49x69 firmato in basso a dx L.Campagnari


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  • Lotto 5  

    Il ventaglio

    Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tela cm 159x50 firmato in basso a dx
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 5  

    Il ventaglio

    Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tela cm 159x50 firmato in basso a dx


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  • Lotto 5  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquerello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti.
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquerello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti.


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  • Lotto 5  

    Sole di Aprile

    Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tavola cm 18x12,5 firmato in basso a dx S. Ferraris

    Severino Ferraris, pittore italiano, nacque il 5 settembre 1903 a Craveggia Prestinone, in provincia di Novara, dove risiede. Fin dalla giovane età, si dedicò con impegno allo studio dell’arte, frequentando la scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore.
    Clicca per espandere

    La sua formazione fu arricchita dall’influenza familiare, essendo nipote del celebre pittore Carlo Fornara, il cui esempio contribuì a plasmare la sua visione artistica.

    La carriera di Ferraris si sviluppò in un contesto di vivace partecipazione a mostre regionali e nazionali. Egli espose le proprie opere in importanti sedi espositive quali la Nazionale di Milano, la Promotrice di Torino e le sindacali di Novara, riscuotendo apprezzamenti anche al Premio Bognanco del 1953 e alla I Nazionale d’Arte pura a Napoli. La sensibilità con cui interpretava la luce e il colore gli permise di sviluppare uno stile personale e raffinato, capace di catturare l’essenza dei paesaggi e delle atmosfere quotidiane.

    Le opere di Severino Ferraris sono oggi custodite in istituzioni di rilievo, come la Pinacoteca Galletti di Domodossola, il Museo del Paesaggio di Pallanza e il Museo di Latina, oltre a far parte di numerose collezioni private. Non meno importante fu il suo contributo nel campo dell’arte sacra: egli realizzò le pale d'altare per le chiese di S. Biagio in Domodossola e di Stella Maris in Cervia, lasciando un segno indelebile nel patrimonio artistico religioso.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 5  

    Sole di Aprile

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tavola cm 18x12,5 firmato in basso a dx S. Ferraris

    Severino Ferraris, pittore italiano, nacque il 5 settembre 1903 a Craveggia Prestinone, in provincia di Novara, dove risiede. Fin dalla giovane età, si dedicò con impegno allo studio dell’arte, frequentando la scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore.
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    La sua formazione fu arricchita dall’influenza familiare, essendo nipote del celebre pittore Carlo Fornara, il cui esempio contribuì a plasmare la sua visione artistica.

    La carriera di Ferraris si sviluppò in un contesto di vivace partecipazione a mostre regionali e nazionali. Egli espose le proprie opere in importanti sedi espositive quali la Nazionale di Milano, la Promotrice di Torino e le sindacali di Novara, riscuotendo apprezzamenti anche al Premio Bognanco del 1953 e alla I Nazionale d’Arte pura a Napoli. La sensibilità con cui interpretava la luce e il colore gli permise di sviluppare uno stile personale e raffinato, capace di catturare l’essenza dei paesaggi e delle atmosfere quotidiane.

    Le opere di Severino Ferraris sono oggi custodite in istituzioni di rilievo, come la Pinacoteca Galletti di Domodossola, il Museo del Paesaggio di Pallanza e il Museo di Latina, oltre a far parte di numerose collezioni private. Non meno importante fu il suo contributo nel campo dell’arte sacra: egli realizzò le pale d'altare per le chiese di S. Biagio in Domodossola e di Stella Maris in Cervia, lasciando un segno indelebile nel patrimonio artistico religioso.



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  • Lotto 5  

    Giornata ventosa

    Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 14x24,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
    Clicca per espandere

    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Giornata ventosa

    Carlo Follini Carlo Follini
    Domodossola 1848 - Pegli 1939
    Olio su cartone cm 14x24,5 firmato in basso a sx C. Follini

    Carlo Follini nacque a Domodossola il 24 agosto 1848, figlio di Giorgio, colonnello dell’esercito, e di Teresa Portis. Fin dalla giovane età, il futuro artista manifestò un vivo interesse per l’arte, dedicandosi in maniera autodidatta alla pittura e alla scultura.
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    Inizialmente impegnato negli studi matematici a Torino, ben presto decise di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi all’Accademia Albertina. Qui ebbe l’opportunità di apprendere i fondamenti dell’arte sotto la guida di Antonio Fontanesi, rinomato pittore paesaggista, che influenzò profondamente il suo percorso creativo.

    Durante la sua carriera, Follini si fece notare esponendo numerosi studi dal vero, tra cui rilevanti partecipazioni in rassegne artistiche sia in Italia che all’estero. Le sue opere, caratterizzate da una pennellata sciolta e da un tratto elegante, riescono a catturare la bellezza dei paesaggi, testimonianza dell’influenza della Scuola di Rivara e dei contemporanei artisti francesi. Tra le opere più celebri si ricordano “Campagna napoletana”, “La siesta”, “Sui monti”, “Guado”, “Canal grande a Venezia”, “Frasche dorate”, “Silenzio verde” e “La dent du Geant”.

    Negli ultimi anni della sua vita, Follini si stabilì a Pegli, un caratteristico quartiere di Genova, dove continuò a lavorare e a contribuire al panorama artistico nazionale fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1938. La sua eredità artistica rimane viva grazie alla presenza delle sue opere in importanti collezioni private e pubbliche, che testimoniano un percorso artistico segnato da passione, dedizione e talento.



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  • Lotto 5  

    Paesaggio

    Giuseppe Camino
    Torino 1818 - Caluso (TO) 1890
    Olio su cartone cm 34x45,5 firmato in basso a dx G.Camino

    Giuseppe Camino nacque a Torino il 28 ottobre 1818. Dopo aver completato gli studi classici, intraprese inizialmente una carriera amministrativa su richiesta del padre, ma ben presto seguì la sua passione per l'arte, diventando uno dei più apprezzati paesaggisti piemontesi dell'Ottocento.
    Clicca per espandere

    Si formò sotto la guida dello scultore Giuseppe Bogliani e condivise lo studio con Angelo Beccaria. Iniziò la sua carriera artistica realizzando opere di carattere religioso, tra cui una pala d'altare raffigurante San Vincenzo de' Paoli per la chiesa di Rocciamelone e una Via Crucis per il Convento della Visitazione a Torino.
    Successivamente, si dedicò alla pittura di paesaggio, ispirato dai suoi viaggi di studio nella campagna romana e napoletana tra il 1845 e il 1846. Espose sei paesaggi alla Promotrice di Torino nel 1846, tra cui "Campagna romana vista dalla villa d’Este in Tivoli" e "Marina sulla costa di Savona". Tra il 1851 e il 1852, viaggiò a Parigi, Ginevra e Londra, ospite di Emanuele Tapparelli d’Azeglio, aggiornando il suo linguaggio pittorico sull'esempio del grande paesaggismo nordico. Negli anni successivi, si concentrò su paesaggi montani piemontesi e valdostani, nonché sulla campagna canavesana. Camino fu socio fondatore della "Società Promotrice delle Belle Arti" e del "Circolo degli Artisti" di Torino. Lavorò come scenografo per il Teatro Regio di Torino e divenne professore all'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1864, si ritirò nella villa che si fece costruire a Caluso, dove continuò a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1890. Tra i suoi allievi si ricordano Giuseppe Falchetti, Carlo Pittara e Giacinto Bo.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 5  

    Paesaggio

    Giuseppe Camino Giuseppe Camino
    Torino 1818 - Caluso (TO) 1890
    Olio su cartone cm 34x45,5 firmato in basso a dx G.Camino

    Giuseppe Camino nacque a Torino il 28 ottobre 1818. Dopo aver completato gli studi classici, intraprese inizialmente una carriera amministrativa su richiesta del padre, ma ben presto seguì la sua passione per l'arte, diventando uno dei più apprezzati paesaggisti piemontesi dell'Ottocento.
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    Si formò sotto la guida dello scultore Giuseppe Bogliani e condivise lo studio con Angelo Beccaria. Iniziò la sua carriera artistica realizzando opere di carattere religioso, tra cui una pala d'altare raffigurante San Vincenzo de' Paoli per la chiesa di Rocciamelone e una Via Crucis per il Convento della Visitazione a Torino.
    Successivamente, si dedicò alla pittura di paesaggio, ispirato dai suoi viaggi di studio nella campagna romana e napoletana tra il 1845 e il 1846. Espose sei paesaggi alla Promotrice di Torino nel 1846, tra cui "Campagna romana vista dalla villa d’Este in Tivoli" e "Marina sulla costa di Savona". Tra il 1851 e il 1852, viaggiò a Parigi, Ginevra e Londra, ospite di Emanuele Tapparelli d’Azeglio, aggiornando il suo linguaggio pittorico sull'esempio del grande paesaggismo nordico. Negli anni successivi, si concentrò su paesaggi montani piemontesi e valdostani, nonché sulla campagna canavesana. Camino fu socio fondatore della "Società Promotrice delle Belle Arti" e del "Circolo degli Artisti" di Torino. Lavorò come scenografo per il Teatro Regio di Torino e divenne professore all'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1864, si ritirò nella villa che si fece costruire a Caluso, dove continuò a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1890. Tra i suoi allievi si ricordano Giuseppe Falchetti, Carlo Pittara e Giacinto Bo.



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  • Lotto 5  

    Figura femminile

    Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 30x23,5 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Figura femminile

    Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 30x23,5 firmato in basso a sx C.Filippelli


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 5  

    Rose

    Lino Baccarini
    Gonzaga ( MN ) 1893 - Milano 1973
    Olio su tavola diametro cm 65 firmato in basso a dx L.Baccarini

    Lino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.
    Clicca per espandere



    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a MilanoLino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.

    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a Milano.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Rose

    Lino Baccarini Lino Baccarini
    Gonzaga ( MN ) 1893 - Milano 1973
    Olio su tavola diametro cm 65 firmato in basso a dx L.Baccarini

    Lino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.
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    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a MilanoLino Baccarini nacque il 6 dicembre 1893 a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si trasferì a Milano nel 1908 per intraprendere gli studi presso l'Accademia di Brera. Qui fu allievo di Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi, distinguendosi fin da subito per il suo talento e ricevendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Bozzi-Caimi nel 1916-1917 e la pensione Hayez nel 1917-1918.

    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1915, quando partecipò alla Mostra Artistica Mantovana, e continuò con diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle a Brera e alla Permanente di Milano. Nel 1921 fu nominato socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti di Milano, e nel 1924 prese parte alla Mostra del Ritratto Femminile Contemporaneo a Monza, dove espose opere di grande valore come il "Ritratto delle signore Li Greci" e il "Ritratto di Salvioni".

    Nel corso degli anni, Baccarini espose in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, come quella di Buenos Aires nel 1930, e ottenne diversi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro e premi prestigiosi. Alcune delle sue opere furono acquisite dalla Galleria Civica di Milano e dall'Ospedale Maggiore di Milano, dove realizzò il celebre "Ritratto di Benefattore Benedetto Fossati" nel 1926.

    La sua produzione artistica spaziò dal ritratto alla natura morta, sempre con uno stile che combinava tradizione e modernità. La sua tecnica raffinata e la capacità di cogliere la psicologia dei suoi soggetti lo resero uno dei più apprezzati ritrattisti del suo tempo. Nel 1955 vinse una medaglia d'oro al Premio Amaro Ramazzotti e, nel corso della sua carriera, partecipò a importanti Biennali, come quella di Brera e quella di Milano.

    Lino Baccarini morì il 20 gennaio 1973 a Milano.



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  • Lotto 5  

    Sulla spiaggia

    Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tela cm 30,5x67 firmato in basso a sx E.Tonti.
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 5  

    Sulla spiaggia

    Egidio Tonti Egidio Tonti
    Presicce (LE) 1887 - 1922
    Olio su tela cm 30,5x67 firmato in basso a sx E.Tonti.


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  • Lotto 5  

    Arena di Verona

    Giuseppe Colombarolli
    Verona 1891 - Verona 1961
    Olio su tavola cm 30x24 firmato in basso a dx G.Colombarolli











    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 5  

    Arena di Verona

    Giuseppe Colombarolli Giuseppe Colombarolli
    Verona 1891 - Verona 1961
    Olio su tavola cm 30x24 firmato in basso a dx G.Colombarolli













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  • Lotto 5  

    Identità nascoste 2

    Vann Gregory
    Identita' nascoste 2
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
    Clicca per espandere


    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 5  

    Identità nascoste 2

    Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 2
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.



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  • Lotto 5  

    Alla fontana

    Filiberto Petiti
    Torino 1845 - Roma 1924
    Olio su tavola cm 37,5x25 firmato in basso a sx F.Petiti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 5  

    Alla fontana

    Filiberto Petiti Filiberto Petiti
    Torino 1845 - Roma 1924
    Olio su tavola cm 37,5x25 firmato in basso a sx F.Petiti


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  • Lotto 5  

    Ritratto di fanciulla

    Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 16,5x15 firmato in basso a dx V.Irolli

    Nato a Napoli il 30 settembre 1860, l'artista studiò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli tra il 1877 e il 1880, avendo come maestri G. Toma, F.
    Clicca per espandere

    Maldarelli e lo scultore S. Lista. Fu profondamente influenzato dalle opere di F. P. Michetti, A. D'Orsi e A. Mancini viste all'Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877. Debuttò alla XV Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1879 con "Felice rimembranza", vincendo il primo premio.

    Negli anni successivi, espose varie opere di ispirazione storica e ritratti, come "Sesto Tarquinio" e "L'attentato all'onore di Lucrezia". Il suo ritratto di Francesco Netti del 1884 esemplifica la sua abilità nel catturare il carattere e l'individualità delle figure. Tra il 1880 e il 1883, durante il servizio militare a Pavia, continuò a dipingere, realizzando opere come "Povera madre".

    Tornato a Napoli, frequentò artisti come Michetti e Sartorio e partecipò a varie esposizioni, ottenendo riconoscimenti per opere come "Amore e dovere" e "Maddalena moderna". Tra il 1889 e il 1890, partecipò alla decorazione della birreria Gambrinus di Napoli. Verso la fine degli anni '80, si dedicò al "secondo realismo", specializzandosi in scene di vita domestica e realismo popolare, influenzato da artisti come A. Cefaly e F. Palizzi.

    Le sue opere descrivono spesso interni rustici e scene familiari, come "Focolare domestico", "Il bacio della mamma" e "Bella lavandaia", esibendo una tecnica pittorica vivace e dettagliata. Le sue pitture di genere riscossero successo nei mercati internazionali di Parigi, Londra e Berlino, sebbene l'artista stesso considerasse quel periodo come uno dei più gravosi della sua vita, dovendo produrre opere accattivanti per motivi economici.

    Nel corso del Novecento, il suo stile divenne più fluido e rapido, con composizioni all'aperto e scene cittadine. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per opere come "Primavera", "La prediletta", "Sogno primaverile" e "Spannocchiatrici". Le sue ultime partecipazioni espositive risalgono agli anni '30 e '40, culminando con la sua presenza alla I Annuale Nazionale del 1948 a Cava de' Tirreni.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 5  

    Ritratto di fanciulla

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 16,5x15 firmato in basso a dx V.Irolli

    Nato a Napoli il 30 settembre 1860, l'artista studiò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli tra il 1877 e il 1880, avendo come maestri G. Toma, F.
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    Maldarelli e lo scultore S. Lista. Fu profondamente influenzato dalle opere di F. P. Michetti, A. D'Orsi e A. Mancini viste all'Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877. Debuttò alla XV Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1879 con "Felice rimembranza", vincendo il primo premio.

    Negli anni successivi, espose varie opere di ispirazione storica e ritratti, come "Sesto Tarquinio" e "L'attentato all'onore di Lucrezia". Il suo ritratto di Francesco Netti del 1884 esemplifica la sua abilità nel catturare il carattere e l'individualità delle figure. Tra il 1880 e il 1883, durante il servizio militare a Pavia, continuò a dipingere, realizzando opere come "Povera madre".

    Tornato a Napoli, frequentò artisti come Michetti e Sartorio e partecipò a varie esposizioni, ottenendo riconoscimenti per opere come "Amore e dovere" e "Maddalena moderna". Tra il 1889 e il 1890, partecipò alla decorazione della birreria Gambrinus di Napoli. Verso la fine degli anni '80, si dedicò al "secondo realismo", specializzandosi in scene di vita domestica e realismo popolare, influenzato da artisti come A. Cefaly e F. Palizzi.

    Le sue opere descrivono spesso interni rustici e scene familiari, come "Focolare domestico", "Il bacio della mamma" e "Bella lavandaia", esibendo una tecnica pittorica vivace e dettagliata. Le sue pitture di genere riscossero successo nei mercati internazionali di Parigi, Londra e Berlino, sebbene l'artista stesso considerasse quel periodo come uno dei più gravosi della sua vita, dovendo produrre opere accattivanti per motivi economici.

    Nel corso del Novecento, il suo stile divenne più fluido e rapido, con composizioni all'aperto e scene cittadine. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per opere come "Primavera", "La prediletta", "Sogno primaverile" e "Spannocchiatrici". Le sue ultime partecipazioni espositive risalgono agli anni '30 e '40, culminando con la sua presenza alla I Annuale Nazionale del 1948 a Cava de' Tirreni.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tavola cm 21x32,5 firmato in basso a sx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
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    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tavola cm 21x32,5 firmato in basso a sx L.Nono

    Luigi Nono nacque a Fusina (Venezia) l'8 dicembre 1850, figlio di Francesco Luigi, ricevitore di dogana, e Rosa Della Savia. Fu battezzato il 5 gennaio 1851 a Gambarare di Mira.
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    Nel 1851 la famiglia si trasferì a Sacile, sul Livenza in Friuli. Dopo aver iniziato studi tecnici a Treviso, nel 1865 fu iscritto dal padre all'Accademia di belle arti di Venezia, dove ottenne numerosi premi e si diplomò nel 1871 con un dipinto lodato da Camillo Boito.

    Nel 1873 espose con successo all'Esposizione di Brera, dove presentò opere come "Le sorgenti del Gorgazzo". Partecipò a numerose mostre braidensi e nel 1875 fu tra i fondatori del Circolo artistico veneziano. Nel 1876 fece un viaggio di studio tra Firenze, Roma e Napoli. Tra il 1877 e il 1878 partecipò a diverse esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per opere come "Il mattino della sagra".

    Dopo la morte del padre nel 1879, si trasferì definitivamente a Venezia. Nel 1881 iniziò le escursioni a Chioggia, dove creò capolavori come "Refugium peccatorum" e "Ave Maria". Partecipò a numerose esposizioni internazionali, vincendo premi e ottenendo grande successo, come la medaglia d'oro a Monaco di Baviera nel 1884 per "Refugium peccatorum".

    Nel 1887 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Sposò Rina Priuli Bon nel 1888, trasferendosi alle Zattere di Venezia. Nel 1891 fu nominato socio onorario di Brera. Partecipò alla prima Biennale di Venezia nel 1895 e ad altre mostre internazionali, continuando a produrre opere di grande successo.

    Durante la prima guerra mondiale, Nono si trasferì a Bologna e continuò a dipingere per mercanti d'arte. Nominato commendatore nel 1915, tornò a Venezia gravemente malato nel 1918 e morì il 15 ottobre nella sua casa alle Zattere. Le sue opere sono oggi conservate in varie collezioni e musei, segno del suo duraturo contributo all'arte italiana.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 5  

    Visita Al Colosseo

    Edoardo Gioia
    Roma 1862 - Londra 1937
    Olio su tavola cm 48,5x28 firmato in basso a dx E.Gioia

    Edoardo Gioia nacque a Roma il 27 settembre 1862 in una famiglia in cui l’arte era già presente, poiché il padre era pittore. Dopo una formazione classica in un istituto di lingua francese, decise di seguire la vocazione artistica, inizialmente lavorando nello studio paterno.
    Clicca per espandere

    Giovanissimo iniziò a viaggiare tra Italia ed Europa, soggiornando in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: queste esperienze, ricche di visite a musei e gallerie, ampliarono il suo linguaggio pittorico e lo avvicinarono alle correnti europee contemporanee.

    Gli anni Ottanta dell’Ottocento furono fondamentali per la sua affermazione. Partecipò a esposizioni a Roma con dipinti e acquerelli che suscitarono consensi e lo portarono a entrare nel gruppo In arte libertas, formato da artisti che cercavano una pittura più moderna e libera dalle convenzioni accademiche. In questo periodo alternò soggetti storici e letterari, scene di caccia, paesaggi e vedute naturalistiche, mostrando una notevole versatilità.

    Nel 1889 sposò Eugenia Vasio e formò una famiglia con tre figlie. La sua attività si ampliò con numerose commissioni di ritratti destinati ad ambienti aristocratici e borghesi. Parallelamente approfondì con grande competenza il campo delle arti applicate: studiò pigmenti e vernici, progettò vetrate artistiche, realizzò decorazioni per interni, disegni per mobili e ambientazioni dallo stile raffinato e ornamentale.

    Una parte importante della sua carriera si svolse anche a Londra, dove lavorò per committenze di prestigio decorando sale, soffitti e ambienti privati, oltre a ideare cartoni per vetrate. Pur impegnato nel campo decorativo, continuò a dipingere con costanza ritratti, scene di campagna, animali e marine, caratterizzati da un equilibrio tra realismo e gusto elegante.

    Nel corso del Novecento consolidò la propria reputazione sia come pittore sia come decoratore, partecipando a esposizioni e ricevendo nuove commissioni. Scelse infine di stabilirsi definitivamente a Londra, dove morì il 30 maggio 1937.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 5  

    Visita Al Colosseo

    Edoardo Gioia Edoardo Gioia
    Roma 1862 - Londra 1937
    Olio su tavola cm 48,5x28 firmato in basso a dx E.Gioia

    Edoardo Gioia nacque a Roma il 27 settembre 1862 in una famiglia in cui l’arte era già presente, poiché il padre era pittore. Dopo una formazione classica in un istituto di lingua francese, decise di seguire la vocazione artistica, inizialmente lavorando nello studio paterno.
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    Giovanissimo iniziò a viaggiare tra Italia ed Europa, soggiornando in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: queste esperienze, ricche di visite a musei e gallerie, ampliarono il suo linguaggio pittorico e lo avvicinarono alle correnti europee contemporanee.

    Gli anni Ottanta dell’Ottocento furono fondamentali per la sua affermazione. Partecipò a esposizioni a Roma con dipinti e acquerelli che suscitarono consensi e lo portarono a entrare nel gruppo In arte libertas, formato da artisti che cercavano una pittura più moderna e libera dalle convenzioni accademiche. In questo periodo alternò soggetti storici e letterari, scene di caccia, paesaggi e vedute naturalistiche, mostrando una notevole versatilità.

    Nel 1889 sposò Eugenia Vasio e formò una famiglia con tre figlie. La sua attività si ampliò con numerose commissioni di ritratti destinati ad ambienti aristocratici e borghesi. Parallelamente approfondì con grande competenza il campo delle arti applicate: studiò pigmenti e vernici, progettò vetrate artistiche, realizzò decorazioni per interni, disegni per mobili e ambientazioni dallo stile raffinato e ornamentale.

    Una parte importante della sua carriera si svolse anche a Londra, dove lavorò per committenze di prestigio decorando sale, soffitti e ambienti privati, oltre a ideare cartoni per vetrate. Pur impegnato nel campo decorativo, continuò a dipingere con costanza ritratti, scene di campagna, animali e marine, caratterizzati da un equilibrio tra realismo e gusto elegante.

    Nel corso del Novecento consolidò la propria reputazione sia come pittore sia come decoratore, partecipando a esposizioni e ricevendo nuove commissioni. Scelse infine di stabilirsi definitivamente a Londra, dove morì il 30 maggio 1937.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 5  

    Il porto di Livorno

    Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 19x21 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 5  

    Il porto di Livorno

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 19x21 firmato in basso a dx R.Renucci


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 5  

    Arando i campi

    Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

    Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita.
    Clicca per espandere

    Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 5  

    Arando i campi

    Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

    Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita.
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    Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.

    Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.

    Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.

    Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.

    La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.

    Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.

    Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.

    Morì a Napoli nel 1958.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Piazza delle Erbe

    Luciano Albertini
    Verona 1910 - 1985
    Olio su tavola cm 18,5x24 firmato in basso a dx Albertini



    Luciano Albertini nacque il 13 dicembre 1910 a Cadidavid, una frazione di Verona, in una famiglia benestante. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, che poté coltivare grazie al sostegno dei genitori durante gli studi presso il collegio di Desenzano del Garda.
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    Dopo aver assolto il servizio militare, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti "G. B. Cignaroli" di Verona, dove fu allievo di Guido Trentini e Antonio Nardi. Successivamente, si trasferì a Roma per approfondire la sua formazione sotto la guida di Giacomo Balla, maestro del Futurismo, che ebbe un'influenza determinante sul suo stile. Balla lo incoraggiò a sperimentare una pittura più rapida e istintiva, orientata all'espressione del movimento e dell'impressione immediata.

    Negli anni '30, Albertini iniziò a esporre le sue opere in importanti rassegne artistiche, tra cui le Quadriennali di Roma e le Biennali di Verona. Le sue mostre personali si tennero in diverse città italiane ed europee, tra cui Milano, Roma, Brescia, Palermo, Perugia, Rovereto, Riva del Garda, Stoccolma, Zurigo, Parigi, Amsterdam e Salisburgo. Le sue opere entrarono a far parte di collezioni pubbliche e private.

    Negli anni '50, frequentò per diversi anni i corsi estivi della Sommerakademie di Salisburgo, tenuti dal pittore austriaco Oskar Kokoschka. Questa esperienza contribuì al suo distacco dallo stile accademico e lo avvicinò a una pittura più libera e gestuale, pur mantenendo l'uso del cavalletto per la pittura "en plein air".

    Nel 1950, a seguito di un incidente stradale che lo costrinse a interrompere temporaneamente il lavoro all'aria aperta, iniziò a lavorare nel suo studio in via Sottoriva a Verona e nella casa di famiglia a Cadidavid, dedicandosi alla ritrattistica con modelle.

    Il suo stile pittorico spaziava dalla ritrattistica al paesaggio e alla natura morta. Utilizzò diverse tecniche, tra cui olio, acquerello, tempera, china e tecnica mista, su supporti vari come tela, cartoncino, carta e faesite. I suoi primi lavori mostrano l'influenza della pittura veronese di Trentini e di Angelo Dall'Oca Bianca, soprattutto nella paesaggistica e nella ritrattistica. Con il tempo, sviluppò una ricerca personale volta a esprimere il movimento attraverso pennellate rapide e dense, fondali che spesso si avvicinano al fantastico e una rielaborazione interna delle immagini.

    Tra le sue opere più ammirate si annoverano "Mare", "Natività", "La Salute", "Strada di Salisburgo", "Gente di paese", "Sobborgo di Parigi" e "Cristo". Nel 1957, espose a Verona venticinque opere illustranti Venezia, secondo una sua interpretazione personale e poetica.

    Negli ultimi anni della sua vita, la produzione artistica di Albertini divenne più intensa, con una vasta quantità di dipinti che, pur mantenendo una qualità elevata, tendevano a ripetere schemi consolidati, soprattutto nelle "cartoline" e negli acquerelli.

    Luciano Albertini morì il 1º febbraio 1985 a Verona, dopo una lunga degenza ospedaliera seguita a una caduta.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Piazza delle Erbe

    Luciano Albertini Luciano Albertini
    Verona 1910 - 1985
    Olio su tavola cm 18,5x24 firmato in basso a dx Albertini



    Luciano Albertini nacque il 13 dicembre 1910 a Cadidavid, una frazione di Verona, in una famiglia benestante. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, che poté coltivare grazie al sostegno dei genitori durante gli studi presso il collegio di Desenzano del Garda.
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    Dopo aver assolto il servizio militare, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti "G. B. Cignaroli" di Verona, dove fu allievo di Guido Trentini e Antonio Nardi. Successivamente, si trasferì a Roma per approfondire la sua formazione sotto la guida di Giacomo Balla, maestro del Futurismo, che ebbe un'influenza determinante sul suo stile. Balla lo incoraggiò a sperimentare una pittura più rapida e istintiva, orientata all'espressione del movimento e dell'impressione immediata.

    Negli anni '30, Albertini iniziò a esporre le sue opere in importanti rassegne artistiche, tra cui le Quadriennali di Roma e le Biennali di Verona. Le sue mostre personali si tennero in diverse città italiane ed europee, tra cui Milano, Roma, Brescia, Palermo, Perugia, Rovereto, Riva del Garda, Stoccolma, Zurigo, Parigi, Amsterdam e Salisburgo. Le sue opere entrarono a far parte di collezioni pubbliche e private.

    Negli anni '50, frequentò per diversi anni i corsi estivi della Sommerakademie di Salisburgo, tenuti dal pittore austriaco Oskar Kokoschka. Questa esperienza contribuì al suo distacco dallo stile accademico e lo avvicinò a una pittura più libera e gestuale, pur mantenendo l'uso del cavalletto per la pittura "en plein air".

    Nel 1950, a seguito di un incidente stradale che lo costrinse a interrompere temporaneamente il lavoro all'aria aperta, iniziò a lavorare nel suo studio in via Sottoriva a Verona e nella casa di famiglia a Cadidavid, dedicandosi alla ritrattistica con modelle.

    Il suo stile pittorico spaziava dalla ritrattistica al paesaggio e alla natura morta. Utilizzò diverse tecniche, tra cui olio, acquerello, tempera, china e tecnica mista, su supporti vari come tela, cartoncino, carta e faesite. I suoi primi lavori mostrano l'influenza della pittura veronese di Trentini e di Angelo Dall'Oca Bianca, soprattutto nella paesaggistica e nella ritrattistica. Con il tempo, sviluppò una ricerca personale volta a esprimere il movimento attraverso pennellate rapide e dense, fondali che spesso si avvicinano al fantastico e una rielaborazione interna delle immagini.

    Tra le sue opere più ammirate si annoverano "Mare", "Natività", "La Salute", "Strada di Salisburgo", "Gente di paese", "Sobborgo di Parigi" e "Cristo". Nel 1957, espose a Verona venticinque opere illustranti Venezia, secondo una sua interpretazione personale e poetica.

    Negli ultimi anni della sua vita, la produzione artistica di Albertini divenne più intensa, con una vasta quantità di dipinti che, pur mantenendo una qualità elevata, tendevano a ripetere schemi consolidati, soprattutto nelle "cartoline" e negli acquerelli.

    Luciano Albertini morì il 1º febbraio 1985 a Verona, dopo una lunga degenza ospedaliera seguita a una caduta.



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  • Luca Albino
    Maiori 1884 - Maiori 1952
    Olio su tela cm 34,5x50 firmato in basso a sx L.Albino.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Luca Albino Luca Albino
    Maiori 1884 - Maiori 1952
    Olio su tela cm 34,5x50 firmato in basso a sx L.Albino.


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  • Lotto 6  

    Vaso di fiori

    Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Bogoni

    Adriano Bogoni nacque il 16 luglio 1896 a Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona. Si formò presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente nello studio di Angelo Dall'Oca Bianca.
    Clicca per espandere

    Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, si stabilì a Milano, dove iniziò la sua attività artistica, partecipando a diverse esposizioni.
    Nel 1919, Bogoni espose per la prima volta alla Quadriennale di Torino, e l'anno successivo partecipò alla XII Biennale di Venezia. Nel 1925, presentò una mostra personale a Sanremo, seguita da un'altra a Torino nel 1926. Nel 1927, espose a Gardone Riviera, e nel 1931 partecipò alla "Famegia Veneziana" a Milano, ottenendo un buon successo.
    La sua pittura iniziale era di natura analitica, con ritratti che evidenziavano una forte carica psicologica e introspettiva. Successivamente, negli anni '50, si dedicò a nature morte e paesaggi, in particolare del mare ligure, trasferendo nelle sue opere la passione per l'analisi delle emozioni e dei sentimenti.
    Nel Castello scaligero di Malcesine, sul Lago di Garda, Bogoni fondò l'Accademia Internazionale del Paesaggio, riconosciuta dallo Stato. Nel periodo 1937-1939, l'Accademia accolse circa novanta allievi provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Russia, Francia e Polonia. Nel corso della sua carriera, l'artista ricevette numerosi premi nazionali e internazionali.
    Le sue opere sono presenti in raccolte private e in gallerie d'arte moderna di città come Roma, Milano, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona e New York. Nel 1976, la moglie Maria Pia donò tredici sue opere alla Pinacoteca Comunale di Malcesine.
    Adriano Bogoni morì a Milano nel 1970.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 6  

    Vaso di fiori

    Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Bogoni

    Adriano Bogoni nacque il 16 luglio 1896 a Monteforte d'Alpone, in provincia di Verona. Si formò presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente nello studio di Angelo Dall'Oca Bianca.
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    Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, si stabilì a Milano, dove iniziò la sua attività artistica, partecipando a diverse esposizioni.
    Nel 1919, Bogoni espose per la prima volta alla Quadriennale di Torino, e l'anno successivo partecipò alla XII Biennale di Venezia. Nel 1925, presentò una mostra personale a Sanremo, seguita da un'altra a Torino nel 1926. Nel 1927, espose a Gardone Riviera, e nel 1931 partecipò alla "Famegia Veneziana" a Milano, ottenendo un buon successo.
    La sua pittura iniziale era di natura analitica, con ritratti che evidenziavano una forte carica psicologica e introspettiva. Successivamente, negli anni '50, si dedicò a nature morte e paesaggi, in particolare del mare ligure, trasferendo nelle sue opere la passione per l'analisi delle emozioni e dei sentimenti.
    Nel Castello scaligero di Malcesine, sul Lago di Garda, Bogoni fondò l'Accademia Internazionale del Paesaggio, riconosciuta dallo Stato. Nel periodo 1937-1939, l'Accademia accolse circa novanta allievi provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Russia, Francia e Polonia. Nel corso della sua carriera, l'artista ricevette numerosi premi nazionali e internazionali.
    Le sue opere sono presenti in raccolte private e in gallerie d'arte moderna di città come Roma, Milano, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona e New York. Nel 1976, la moglie Maria Pia donò tredici sue opere alla Pinacoteca Comunale di Malcesine.
    Adriano Bogoni morì a Milano nel 1970.



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  • Lotto 6  

    Carrozze a Firenze

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 16,5x20 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 6  

    Carrozze a Firenze

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 16,5x20 firmato in basso a dx G.Lomi


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Pastorello

    Angelo Beccaria
    Torino 1820 - 1897
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a sx A.Beccaria datato 54

    Angelo Beccaria nacque a Torino nel maggio del 1820. All'età di diciotto anni, si iscrisse all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove studiò sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra.
    Clicca per espandere

    Inizialmente orientato verso la pittura di figura, dovette abbandonarla a causa di problemi alla vista, dedicandosi così esclusivamente alla pittura di paesaggio. Fu influenzato da artisti come Massimo d'Azeglio e Alexandre Calame, sviluppando uno stile che, sebbene legato a un certo manierismo, mostrava una profonda sensibilità verso la natura.
    A partire dal 1843, Beccaria espose regolarmente le sue opere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando alle esposizioni annuali fino al 1860 e, successivamente, con alcune interruzioni, fino al 1896. Le sue opere, come "La raccolta del fieno" (1864), "Paese d'invenzione" (1870) e "L'ora del pasto", riflettono una predilezione per le scene agresti e montane, spesso ambientate nelle vallate piemontesi e valdostane. Accanto ai dipinti ad olio, realizzò numerosi studi, disegni e incisioni, tra cui una serie di sei tavolette con vedute di campagna caratterizzate da colori tenui e una notevole freschezza espressiva.
    Oltre alla sua attività artistica, Beccaria si dedicò all'insegnamento del disegno presso importanti famiglie nobili e borghesi torinesi, tra cui la famiglia reale. Fu maestro dei principi Amedeo e Oddone, nonché delle principesse Clotilde e Maria Pia. Tra i suoi allievi si annovera Giuseppe Camino. Angelo Beccaria morì a Torino il 14 gennaio 1897

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 6  

    Pastorello

    Angelo Beccaria Angelo Beccaria
    Torino 1820 - 1897
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a sx A.Beccaria datato 54

    Angelo Beccaria nacque a Torino nel maggio del 1820. All'età di diciotto anni, si iscrisse all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove studiò sotto la guida di Giovanni Battista Biscarra.
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    Inizialmente orientato verso la pittura di figura, dovette abbandonarla a causa di problemi alla vista, dedicandosi così esclusivamente alla pittura di paesaggio. Fu influenzato da artisti come Massimo d'Azeglio e Alexandre Calame, sviluppando uno stile che, sebbene legato a un certo manierismo, mostrava una profonda sensibilità verso la natura.
    A partire dal 1843, Beccaria espose regolarmente le sue opere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, partecipando alle esposizioni annuali fino al 1860 e, successivamente, con alcune interruzioni, fino al 1896. Le sue opere, come "La raccolta del fieno" (1864), "Paese d'invenzione" (1870) e "L'ora del pasto", riflettono una predilezione per le scene agresti e montane, spesso ambientate nelle vallate piemontesi e valdostane. Accanto ai dipinti ad olio, realizzò numerosi studi, disegni e incisioni, tra cui una serie di sei tavolette con vedute di campagna caratterizzate da colori tenui e una notevole freschezza espressiva.
    Oltre alla sua attività artistica, Beccaria si dedicò all'insegnamento del disegno presso importanti famiglie nobili e borghesi torinesi, tra cui la famiglia reale. Fu maestro dei principi Amedeo e Oddone, nonché delle principesse Clotilde e Maria Pia. Tra i suoi allievi si annovera Giuseppe Camino. Angelo Beccaria morì a Torino il 14 gennaio 1897



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  • Lotto 6  

    Pascolo sul mare

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 22,5x32 firmato in basso a sx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Pascolo sul mare

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 22,5x32 firmato in basso a sx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • Lotto 6  

    Paesaggio

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 8,5x15 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 6  

    Paesaggio

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 8,5x15 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.



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  • Lotto 6  

    Amalfi

    Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tavola cm 26x38 firmato in basso a sx G.Carelli.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 6  

    Amalfi

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tavola cm 26x38 firmato in basso a sx G.Carelli.


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  • Lotto 6  

    L'ora del the

    Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 55,5x48,5 firmato in alto a dx U.Caputo Paris
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 6  

    L'ora del the

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tela cm 55,5x48,5 firmato in alto a dx U.Caputo Paris


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  • Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx C.Besana


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  • Federico Schianchi
    Modena 1858 - Roma 1918
    Olio su tavola cm 34x54,5 firmato in basso a dx Federico Schianchi

    Pubblicato in bianco e nero su "Il valore dei dipinti dell'ottocento" a pag. 697

    Federico Schianchi nacque a Modena il 6 ottobre 1858 da Ludovico Schianchi e Matilde Baroni. La sua formazione artistica ebbe inizio nel 1878 presso l'Istituto Modenese di Belle Arti, dove fu allievo di Antonio Simonazzi, docente di disegno, e di Ferdinando Manzini, insegnante di ornamento.
    Clicca per espandere

    Nel 1887 si trasferì a Roma, città che divenne il fulcro della sua attività artistica. .

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Federico Schianchi Federico Schianchi
    Modena 1858 - Roma 1918
    Olio su tavola cm 34x54,5 firmato in basso a dx Federico Schianchi

    Pubblicato in bianco e nero su "Il valore dei dipinti dell'ottocento" a pag. 697

    Federico Schianchi nacque a Modena il 6 ottobre 1858 da Ludovico Schianchi e Matilde Baroni. La sua formazione artistica ebbe inizio nel 1878 presso l'Istituto Modenese di Belle Arti, dove fu allievo di Antonio Simonazzi, docente di disegno, e di Ferdinando Manzini, insegnante di ornamento.
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    Nel 1887 si trasferì a Roma, città che divenne il fulcro della sua attività artistica. .



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  • Lotto 6  

    Profeta

    Theodoro Doriota
    Francia XIX-XX
    Bronzo cm 28x13,5x30
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 6  

    Profeta

    Theodoro Doriota Theodoro Doriota
    Francia XIX-XX
    Bronzo cm 28x13,5x30


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  • Lotto 6  

    Pescatori in laguna

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 74x94,5 firmato in basso a sx E.Bonivento
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 6  

    Pescatori in laguna

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 74x94,5 firmato in basso a sx E.Bonivento


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Il barcaiolo

    Raoul Viviani
    Firenze 1883 - Rapallo 1965
    Olio su tela cm 121x164 firmato in basso a dx Viviani
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 6  

    Il barcaiolo

    Raoul Viviani Raoul Viviani
    Firenze 1883 - Rapallo 1965
    Olio su tela cm 121x164 firmato in basso a dx Viviani


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  • Lotto 6  

    Il cacciatore

    Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 71x50,5 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 6  

    Il cacciatore

    Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 71x50,5 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini


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  • Lotto 6  

    Campagna Bolognese

    Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Olio su cartone cm 34,5x44 firmato in basso a dx G.Pizzirani
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Campagna Bolognese

    Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Olio su cartone cm 34,5x44 firmato in basso a dx G.Pizzirani


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Dante Comelli
    Bologna 1880 - 1958
    Santa Maria maggiore Verbania
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880 - 1958
    Santa Maria maggiore Verbania


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  • Lotto 6  

    Pensieri

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Pensieri
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 6  

    Pensieri

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Pensieri


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  • Arturo Moradei
    Firenze 1840 - Ravenna 1901
    Olio su tela cm 95x66 firmato in basso a sx Moradei
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Arturo Moradei Arturo Moradei
    Firenze 1840 - Ravenna 1901
    Olio su tela cm 95x66 firmato in basso a sx Moradei


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  • Lotto 6  

    Processione

    Franz Richard Unterberger
    Innsbruck 1838 - Neuilly sur Seine1902
    Olio su tavola cm 32x30 firmato in basso a sx F.Unterberger
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 6  

    Processione

    Franz Richard Unterberger Franz Richard Unterberger
    Innsbruck 1838 - Neuilly sur Seine1902
    Olio su tavola cm 32x30 firmato in basso a sx F.Unterberger


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  • Lotto 6  

    La mungitura

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 18x28 firmato in basso a dx T.Pellicciotti
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 6  

    La mungitura

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 18x28 firmato in basso a dx T.Pellicciotti


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  • Lotto 6  

    Il ruscello

    Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 51x33 firmato in basso a sx N.Gradi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 6  

    Il ruscello

    Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 51x33 firmato in basso a sx N.Gradi


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  • Lotto 6  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 28,5x38,5 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 28,5x38,5 firmato in basso a sx P.Punzo


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  • Luigi Steffani
    San Giovanni Bianco (BG) 1827 - Milano 1898
    Tirando le reti
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Luigi Steffani Luigi Steffani
    San Giovanni Bianco (BG) 1827 - Milano 1898
    Tirando le reti


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  • Lotto 6  

    Le scale

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a dx V.Caprile
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 6  

    Le scale

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a dx V.Caprile


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Palazzo Ducale

    Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 35x48 firmato in basso a dx E.Brugnoli
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 6  

    Palazzo Ducale

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 35x48 firmato in basso a dx E.Brugnoli


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  • Lotto 6  

    Valle Germanasca

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Valle Germanasca

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Allo specchio

    Attilio Toro
    Napoli 1892 - 1982
    Olio su tavola cm 40x29,5 firmato in basso a dx A.Toro
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 6  

    Allo specchio

    Attilio Toro Attilio Toro
    Napoli 1892 - 1982
    Olio su tavola cm 40x29,5 firmato in basso a dx A.Toro


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Chiacchiere

    Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Acquarello su carta cm 56,5x75 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
    Clicca per espandere

    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 6  

    Chiacchiere

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Acquarello su carta cm 56,5x75 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
    Clicca per espandere

    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.



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  • Lotto 6  

    Porto di Livorno

    Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 20x21,5 firmato in basso a dx R.Renucci
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 6  

    Porto di Livorno

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 20x21,5 firmato in basso a dx R.Renucci


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Il Corteggiamento

    Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
    Clicca per espandere



    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 6  

    Il Corteggiamento

    Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx G.Bellei

    Gaetano Bellei nacque a Modena il 22 gennaio 1857, figlio di Lorenzo Bellei e Vienna Molinari. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Modena sotto la guida del maestro Adeodato Malatesta.
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    Nel 1876, ancora studente, vinse il concorso per il “Premio Poletti” con un dipinto storico-figurativo che gli valse una borsa di studio; grazie a questa opportunità si trasferì a Roma per perfezionarsi, seguendo corsi presso l’Accademia di San Luca e frequentando anche accademie in Francia e in Spagna. In seguito visse un periodo di soggiorno a Firenze, dove entrò in contatto con collezionisti e committenti, in prevalenza inglesi, che commissionavano opere di genere e ritratti.

    Durante questi anni Bellei sviluppò un gusto per la “pittura di genere”: raffigurava scene di vita quotidiana, spesso con protagonisti bambini, anziani, famiglie modeste, contesti domestici o rurali. Le sue rappresentazioni di affetto, intimità, piccoli gesti familiari e momenti di gioco gli valsero ampia popolarità. I soggetti venivano talvolta riutilizzati in più varianti, per rispondere alla domanda di collezionisti sensibili a quelle atmosfere.

    Accanto a questi temi di genere Bellei si cimentò anche nella ritrattistica e nella pittura sacra, realizzando pale d’altare, dipinti religiosi e ritratti ufficiali e privati, dimostrando versatilità tecnica e sensibilità compositiva. Dopo il rientro a Modena assunse incarichi di insegnamento: dal 1893 fu docente presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, continuando però a partecipare a esposizioni importanti nelle principali città italiane e anche a livello internazionale.

    La sua tavolozza si distingueva per luminosità e delicatezza cromatica; la sua capacità di rappresentare con delicatezza e realismo le emozioni umane, la quotidianità semplice e gli affetti familiari lo resero un interprete apprezzato di una pittura “popolare-colta”, accessibile e insieme di qualità.

    Gaetano Bellei morì a Modena nel marzo del 1922.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Venezia

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 25x52 firmato in basso a dx P.Fragiacomo

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
    Clicca per espandere

    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 6  

    Venezia

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 25x52 firmato in basso a dx P.Fragiacomo

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.



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  • Lotto 6  

    In preghiera

    Salvatore Balsamo
    Napoli 1894 - 1922
    Olio su tela cm 75,5x88 firmato in basso a dx S.Balsamo



    Salvatore Balsamo nacque a Napoli nel 1894 e vi morì nel 1922, a soli 28 anni. Durante la sua breve esistenza riuscì comunque a distinguersi come pittore partenopeo dalla mano vigorosa e dalla tavolozza corposa.
    Clicca per espandere



    Formatosi nella città natale, fu allievo di importanti maestri della pittura napoletana come Vincenzo Irolli, Giuseppe Casciaro e Eugenio Scorzelli, che gli trasmisero la sensibilità per il paesaggio e la luce mediterranea.

    La produzione di Balsamo si concentra principalmente su vedute e scene di vita napoletana, con predilezione per il Golfo, il lungomare, la marina e gli scorci popolari che evocano l’atmosfera vivace della città. Nel suo repertorio compaiono anche figure, contadine o ordinarie, immerse in ambienti che raccontano la quotidianità più che la grandezza eroica.

    Stile e linguaggio del pittore evidenziano un gusto per la pittura «per macchie», con pennellate energiche e una resa della luce che tende al tonale e all’atmosferico. L’influenza del maestro Casciaro è percepibile nella ricerca di coloriti brillanti, mentre l’immediatezza della scena e la scelta di soggetti familiari richiamano l’ambiente verista-napoletano.

    La sua carriera, pur breve, ha lasciato tracce in collezioni e mercati d’arte: alcune sue opere sono riconosciute per la loro qualità e ricercatezza sul mercato, soprattutto le vedute ambientate a Napoli, che ne sottolineano la capacità di cogliere con spontaneità e forza cromatica il paesaggio urbano e marino del capoluogo campano.

    La cesura della sua vita prematura ha probabilmente impedito un’evoluzione più ampia del suo linguaggio artistico; tuttavia, ciò che resta del suo lavoro testimonia l’esistenza di un talento autentico, intimamente legato al contesto partenopeo e capace di tradurlo in pittura con vigore e sincerità.

    In definitiva, Salvatore Balsamo si pone come un interprete della Napoli del primo Novecento, con uno sguardo diretto e una pittura che privilegia il tono, la luce e la sensibilità locale più che le avanguardie. Anche se la sua produzione è limitata per via della breve vita, il suo contributo alla pittura di paesaggio campana rappresenta un piccolo ma significativo tassello del panorama artistico napoletano del suo tempo.

    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 6  

    In preghiera

    Salvatore Balsamo Salvatore Balsamo
    Napoli 1894 - 1922
    Olio su tela cm 75,5x88 firmato in basso a dx S.Balsamo



    Salvatore Balsamo nacque a Napoli nel 1894 e vi morì nel 1922, a soli 28 anni. Durante la sua breve esistenza riuscì comunque a distinguersi come pittore partenopeo dalla mano vigorosa e dalla tavolozza corposa.
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    Formatosi nella città natale, fu allievo di importanti maestri della pittura napoletana come Vincenzo Irolli, Giuseppe Casciaro e Eugenio Scorzelli, che gli trasmisero la sensibilità per il paesaggio e la luce mediterranea.

    La produzione di Balsamo si concentra principalmente su vedute e scene di vita napoletana, con predilezione per il Golfo, il lungomare, la marina e gli scorci popolari che evocano l’atmosfera vivace della città. Nel suo repertorio compaiono anche figure, contadine o ordinarie, immerse in ambienti che raccontano la quotidianità più che la grandezza eroica.

    Stile e linguaggio del pittore evidenziano un gusto per la pittura «per macchie», con pennellate energiche e una resa della luce che tende al tonale e all’atmosferico. L’influenza del maestro Casciaro è percepibile nella ricerca di coloriti brillanti, mentre l’immediatezza della scena e la scelta di soggetti familiari richiamano l’ambiente verista-napoletano.

    La sua carriera, pur breve, ha lasciato tracce in collezioni e mercati d’arte: alcune sue opere sono riconosciute per la loro qualità e ricercatezza sul mercato, soprattutto le vedute ambientate a Napoli, che ne sottolineano la capacità di cogliere con spontaneità e forza cromatica il paesaggio urbano e marino del capoluogo campano.

    La cesura della sua vita prematura ha probabilmente impedito un’evoluzione più ampia del suo linguaggio artistico; tuttavia, ciò che resta del suo lavoro testimonia l’esistenza di un talento autentico, intimamente legato al contesto partenopeo e capace di tradurlo in pittura con vigore e sincerità.

    In definitiva, Salvatore Balsamo si pone come un interprete della Napoli del primo Novecento, con uno sguardo diretto e una pittura che privilegia il tono, la luce e la sensibilità locale più che le avanguardie. Anche se la sua produzione è limitata per via della breve vita, il suo contributo alla pittura di paesaggio campana rappresenta un piccolo ma significativo tassello del panorama artistico napoletano del suo tempo.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Vicolo del Giardino

    Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 32x21,5 firmato in basso a sx G.Micheli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 6  

    Vicolo del Giardino

    Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 32x21,5 firmato in basso a sx G.Micheli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 6  

    Identità nascoste 1

    Vann Gregory
    Identita' nascoste 1
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
    Clicca per espandere


    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 6  

    Identità nascoste 1

    Vann Gregory Vann Gregory
    Identita' nascoste 1
    Grafite su carta schoellershammer cm 25x25

    La ricerca estetica di Andrea Perazzoli, in arte Vann Gregory, nato a Milano nel 1994, si addentra con decisione nei territori del macabro, del surreale e del tema del doppio. La sua pratica artistica, in costante evoluzione, mantiene un filo conduttore ben riconoscibile: l’esplorazione delle complessità della forma umana e delle sue perturbazioni, sia fisiche che simboliche, in un dialogo continuo tra bellezza e deformità, tra luce e ombra.
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    Durante i primi anni di formazione all’Accademia, Vann Gregory ha concentrato la propria indagine su malattie dermatologiche e malformazioni congenite, scegliendo coraggiosamente il proprio corpo come soggetto e strumento espressivo. In questo periodo iniziale, la sua produzione si è distinta per un’intensa carica introspettiva, in cui il corpo si fa superficie vulnerabile, veicolo di una riflessione cruda e poetica sulla devianza dalla norma, sulla fragilità e sull’identità.
    Negli ultimi anni, la sua attenzione si è rivolta verso figure solo apparentemente più leggere e celestiali: i cherubini. Attraverso questi soggetti, l’artista continua a esplorare il contrasto tra innocenza e grottesco, sacralità e inquietudine, proponendo una visione in cui il sublime si mescola all’orrido. Le sue opere diventano così dispositivi visivi che sfidano lo spettatore, lo provocano, lo costringono a interrogarsi sul confine sempre più labile tra l’estetica classica e l’anomalia contemporanea.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
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  • Lotto 7  

    Nudo femminile

    Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Pastello su carta cm 47x31 firmato in basso a dx Consadori
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 7  

    Nudo femminile

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Pastello su carta cm 47x31 firmato in basso a dx Consadori


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  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 7  

    Tre grazie

    Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 45x65 firmato in basso a destra Noequil 1941
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 7  

    Tre grazie

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 45x65 firmato in basso a destra Noequil 1941


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  • Lotto 7  

    Vicolo di Napoli

    Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 7  

    Vicolo di Napoli

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi


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  • Lotto 7  

    Pescatore in Laguna

    Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 78x150 firmato in basso a sx V.Zanetti Zilla
    STIMA min € 4000 - max € 4500

    Lotto 7  

    Pescatore in Laguna

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 78x150 firmato in basso a sx V.Zanetti Zilla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 51x26 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 51x26 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • Lotto 7  

    Balme - Val d'Ala

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 7  

    Balme - Val d'Ala

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Signorini
    Roma 1857-1932
    Olio su tavola cm 28x44 firmato in basso a dx Giuseppe Signorini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Signorini Giuseppe Signorini
    Roma 1857-1932
    Olio su tavola cm 28x44 firmato in basso a dx Giuseppe Signorini


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  • Lotto 7  

    Stanchezza

    Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 30x32 firmato in basso a sx V.Irolli
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 7  

    Stanchezza

    Vincenzo Irolli Vincenzo Irolli
    Napoli 1860-1949
    Olio su tavola cm 30x32 firmato in basso a sx V.Irolli


    11 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 75x144,5 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 75x144,5 firmato in basso a dx F.Rontini


    13 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Maternita'

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Maternita'
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 7  

    Maternita'

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Maternita'


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  • Lotto 7  

    Pascolo in alta valle

    Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pascolo in alta valle
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 7  

    Pascolo in alta valle

    Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pascolo in alta valle


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Via di paese1930

    Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su masonite cm 47x59 firmato in basso a dx A.Corradi
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 7  

    Via di paese1930

    Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su masonite cm 47x59 firmato in basso a dx A.Corradi


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Filando la lana

    Carlo Mezzadra
    Broni 1901 - Milano 1978
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx C.Mezzadra
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 7  

    Filando la lana

    Carlo Mezzadra Carlo Mezzadra
    Broni 1901 - Milano 1978
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx C.Mezzadra


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Ventimiglia 1888

    Antonio Varni
    Genova 1839 - San Pier d'Arena 1908
    Olio su tela cm 65,5x95 firmato in basso a dx Imerio Venturini
    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lotto 7  

    Ventimiglia 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1839 - San Pier d'Arena 1908
    Olio su tela cm 65,5x95 firmato in basso a dx Imerio Venturini


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  • Lotto 7  

    Venezia

    Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Karpoff
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 7  

    Venezia

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Karpoff


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Portatrice d'acqua

    Attribuito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 7,5x9x22 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 7  

    Portatrice d'acqua

    Attribuito Vincenzo Gemito Attribuito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 7,5x9x22 firmato in basso a dx V.Gemito


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Filippo Indoni
    Roma 1842 - 1908
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a dx Indoni.

    Filippo Indoni nacque a Roma nel 1842 e si affermò come uno dei più apprezzati pittori di genere della seconda metà dell'Ottocento. La sua formazione si sviluppò seguendo i modelli degli artisti coevi dell'Italia centrale e meridionale, con particolare attenzione alla tradizione napoletana.
    Clicca per espandere

    Fin dai primi anni della sua carriera, si dedicò alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi popolari, immortalando scene di contadini, artigiani e popolani in ambientazioni rurali o urbane, spesso vestiti con costumi tradizionali.
    Indoni predilesse la tecnica dell'acquerello, ma lavorò anche con l'olio su tela, adottando uno stile realistico e meticoloso, capace di cogliere con sensibilità i dettagli della vita semplice e dei paesaggi italiani. Le sue opere, come "Il corteggiamento", "Pastorelli al pozzo" e "Le gitane", sono esempi emblematici della sua produzione, caratterizzata da una narrazione visiva che esalta la dignità e la serenità delle persone comuni.

    La sua arte fu particolarmente apprezzata dal mercato straniero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove le sue opere venivano spesso acquistate da collezionisti attratti dalla rappresentazione idealizzata e romantica dell'Italia rurale. Partecipò a numerose esposizioni, ottenendo consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tra i suoi lavori più noti figura anche il ritratto di Alessandro Torlonia, realizzato per il Collegio Nazareno di Roma.

    Oltre alla sua attività artistica, Indoni ebbe un ruolo significativo nella formazione del giovane Umberto Coromaldi, figlio della sua seconda moglie, che divenne anch'egli un noto pittore. Filippo Indoni morì a Roma nel 1908.

    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Filippo Indoni Filippo Indoni
    Roma 1842 - 1908
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a dx Indoni.

    Filippo Indoni nacque a Roma nel 1842 e si affermò come uno dei più apprezzati pittori di genere della seconda metà dell'Ottocento. La sua formazione si sviluppò seguendo i modelli degli artisti coevi dell'Italia centrale e meridionale, con particolare attenzione alla tradizione napoletana.
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    Fin dai primi anni della sua carriera, si dedicò alla rappresentazione della vita quotidiana delle classi popolari, immortalando scene di contadini, artigiani e popolani in ambientazioni rurali o urbane, spesso vestiti con costumi tradizionali.
    Indoni predilesse la tecnica dell'acquerello, ma lavorò anche con l'olio su tela, adottando uno stile realistico e meticoloso, capace di cogliere con sensibilità i dettagli della vita semplice e dei paesaggi italiani. Le sue opere, come "Il corteggiamento", "Pastorelli al pozzo" e "Le gitane", sono esempi emblematici della sua produzione, caratterizzata da una narrazione visiva che esalta la dignità e la serenità delle persone comuni.

    La sua arte fu particolarmente apprezzata dal mercato straniero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove le sue opere venivano spesso acquistate da collezionisti attratti dalla rappresentazione idealizzata e romantica dell'Italia rurale. Partecipò a numerose esposizioni, ottenendo consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tra i suoi lavori più noti figura anche il ritratto di Alessandro Torlonia, realizzato per il Collegio Nazareno di Roma.

    Oltre alla sua attività artistica, Indoni ebbe un ruolo significativo nella formazione del giovane Umberto Coromaldi, figlio della sua seconda moglie, che divenne anch'egli un noto pittore. Filippo Indoni morì a Roma nel 1908.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su tela cm 77x123 firmato in basso a dx G.Giani
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su tela cm 77x123 firmato in basso a dx G.Giani


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  • Lotto 7  

    Porto di Savona 1954

    Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tavola cm 55x65 firmato in basso a dx Cisari.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 7  

    Porto di Savona 1954

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tavola cm 55x65 firmato in basso a dx Cisari.


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  • Lotto 7  

    Scorcio sul lago

    Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su carta cm 14,5x11 firmato in basso a dx S. Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 7  

    Scorcio sul lago

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su carta cm 14,5x11 firmato in basso a dx S. Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.



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  • Lotto 7  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 7  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32,5 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Bel visetto

    Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in alto a sx R.Fontana

    Roberto Fontana nacque a Milano il 10 aprile 1844. Dopo aver abbandonato gli studi classici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò incisione sotto la guida di Antonio Bramati e pittura con Giuseppe Bertini e Carlo Notaris.
    Clicca per espandere

    Esordì nel 1866 alla XXV Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Torino con l'opera "Geltrude confusa scorge la lettera in mano al principe suo padre", ispirata ai Promessi Sposi. Successivamente, si dedicò a soggetti di genere, presentando nel 1872 all'Esposizione di Belle Arti di Brera il dipinto "Ispezione alla persona della fidanzata. Costume russo", che gli valse l'apprezzamento della critica e del pubblico. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti a Filadelfia nel 1876 e a Parigi nel 1889. La sua produzione comprende ritratti, paesaggi e scene di genere, caratterizzati da una notevole attenzione ai dettagli e una raffinata tecnica pittorica. Morì a Milano il 25 novembre 1907.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 7  

    Bel visetto

    Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in alto a sx R.Fontana

    Roberto Fontana nacque a Milano il 10 aprile 1844. Dopo aver abbandonato gli studi classici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò incisione sotto la guida di Antonio Bramati e pittura con Giuseppe Bertini e Carlo Notaris.
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    Esordì nel 1866 alla XXV Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Torino con l'opera "Geltrude confusa scorge la lettera in mano al principe suo padre", ispirata ai Promessi Sposi. Successivamente, si dedicò a soggetti di genere, presentando nel 1872 all'Esposizione di Belle Arti di Brera il dipinto "Ispezione alla persona della fidanzata. Costume russo", che gli valse l'apprezzamento della critica e del pubblico. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti a Filadelfia nel 1876 e a Parigi nel 1889. La sua produzione comprende ritratti, paesaggi e scene di genere, caratterizzati da una notevole attenzione ai dettagli e una raffinata tecnica pittorica. Morì a Milano il 25 novembre 1907.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Natura morta

    Luigi Zago
    Villafranca di Verona (VR) 1894 - Mendoza 1952
    Olio su cartone cm 48x68 firmato in basso a dx Luigi Zago

    Luigi Zago nacque il 14 febbraio 1894 a Villafranca di Verona, in Italia. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, iniziando a dipingere come autodidatta.
    Clicca per espandere

    Nel 1924, sotto la guida del pittore Vettore Zanetti Zilla, affinò ulteriormente le sue capacità artistiche.
    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1924 al Lyceum di Milano, dove le sue opere catturarono l'attenzione di critici e artisti, tra cui Carlo Carrà. Nel 1925, partecipò alla Biennale di Roma, ottenendo riconoscimenti significativi. Continuò a esporre in importanti sedi come la Quadriennale di Torino e in altre città italiane, tra cui Milano, Firenze e Bologna. Nel 1926, in occasione del Centenario Francescano, Zago realizzò ottanta opere dedicate ai luoghi legati a San Francesco d'Assisi. Questi dipinti furono pubblicati nei tre volumi dei "Santuari Francescani" di Padre Vittorino Facchinetti. L'anno successivo, dipinse una serie di cinquanta opere ispirate ai luoghi e alle atmosfere dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, raffigurando scene come quelle di Don Abbondio e Pescarenico.
    Nel 1928, Zago allestì una mostra personale alla Galleria Micheli di Milano, presentando opere che ritraevano i luoghi della Prima Guerra Mondiale. Nello stesso anno, partecipò alla Biennale di Venezia con i dipinti "La Fonte" e "Finestra". Per il ventennale della Vittoria, intraprese un viaggio a piedi attraverso i luoghi dove aveva combattuto, creando una serie di opere esposte nella "Mostra dei campi di battaglia – dal Timavo all'Adamello" a Milano. Queste opere gli valsero il titolo di "pittore delle visioni di pace sui luoghi di guerra".
    Nel 1929, Zago vinse il primo premio alla Mostra del Paesaggio di Baveno e, nel 1942, ottenne lo stesso riconoscimento alla Mostra Sindacale di Milano con il dipinto "Alto Lago di Como", successivamente acquisito dalla Provincia di Milano. Tuttavia, nel 1943, un bombardamento distrusse gran parte del suo studio a Milano, perdendo numerose opere. Nonostante ciò, organizzò una mostra con i lavori rimasti e continuò a esporre in città come Biella, Bergamo e Como.
    Nel 1946, Zago ricevette il primo premio alla "Mostra del Mare" di San Remo. L'anno seguente, la moglie Magda Martinelli portò alcune sue opere in Sud America, presentandole in musei e gallerie. Nel 1949, Zago si trasferì a Buenos Aires, in Argentina, dove lavorò per il Ministero delle Belle Arti. In Sud America, ottenne numerosi successi, esponendo in città come Rosario, Mendoza, Cordoba, Punta del Este e Montevideo. Il governo della provincia di Cordoba gli commissionò cinquanta tele raffiguranti la città e i suoi paesaggi, pubblicate nel catalogo "Cordoba y sus Sierras en su poesía de colores".
    Noto anche come "il pittore di Evita Perón", Zago morì improvvisamente a Buenos Aires l'8 luglio 1952, prima di poter completare un ulteriore incarico a Posadas, nella provincia di Misiones. Nel 1953, Villafranca di Verona gli rese omaggio con una grande mostra postuma, seguita nel 1954 dalla posa di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in via Pace. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all'estero, tra cui musei a Buenos Aires, Montevideo, Rosario e Santiago.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 7  

    Natura morta

    Luigi Zago Luigi Zago
    Villafranca di Verona (VR) 1894 - Mendoza 1952
    Olio su cartone cm 48x68 firmato in basso a dx Luigi Zago

    Luigi Zago nacque il 14 febbraio 1894 a Villafranca di Verona, in Italia. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, iniziando a dipingere come autodidatta.
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    Nel 1924, sotto la guida del pittore Vettore Zanetti Zilla, affinò ulteriormente le sue capacità artistiche.
    La sua carriera espositiva ebbe inizio nel 1924 al Lyceum di Milano, dove le sue opere catturarono l'attenzione di critici e artisti, tra cui Carlo Carrà. Nel 1925, partecipò alla Biennale di Roma, ottenendo riconoscimenti significativi. Continuò a esporre in importanti sedi come la Quadriennale di Torino e in altre città italiane, tra cui Milano, Firenze e Bologna. Nel 1926, in occasione del Centenario Francescano, Zago realizzò ottanta opere dedicate ai luoghi legati a San Francesco d'Assisi. Questi dipinti furono pubblicati nei tre volumi dei "Santuari Francescani" di Padre Vittorino Facchinetti. L'anno successivo, dipinse una serie di cinquanta opere ispirate ai luoghi e alle atmosfere dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, raffigurando scene come quelle di Don Abbondio e Pescarenico.
    Nel 1928, Zago allestì una mostra personale alla Galleria Micheli di Milano, presentando opere che ritraevano i luoghi della Prima Guerra Mondiale. Nello stesso anno, partecipò alla Biennale di Venezia con i dipinti "La Fonte" e "Finestra". Per il ventennale della Vittoria, intraprese un viaggio a piedi attraverso i luoghi dove aveva combattuto, creando una serie di opere esposte nella "Mostra dei campi di battaglia – dal Timavo all'Adamello" a Milano. Queste opere gli valsero il titolo di "pittore delle visioni di pace sui luoghi di guerra".
    Nel 1929, Zago vinse il primo premio alla Mostra del Paesaggio di Baveno e, nel 1942, ottenne lo stesso riconoscimento alla Mostra Sindacale di Milano con il dipinto "Alto Lago di Como", successivamente acquisito dalla Provincia di Milano. Tuttavia, nel 1943, un bombardamento distrusse gran parte del suo studio a Milano, perdendo numerose opere. Nonostante ciò, organizzò una mostra con i lavori rimasti e continuò a esporre in città come Biella, Bergamo e Como.
    Nel 1946, Zago ricevette il primo premio alla "Mostra del Mare" di San Remo. L'anno seguente, la moglie Magda Martinelli portò alcune sue opere in Sud America, presentandole in musei e gallerie. Nel 1949, Zago si trasferì a Buenos Aires, in Argentina, dove lavorò per il Ministero delle Belle Arti. In Sud America, ottenne numerosi successi, esponendo in città come Rosario, Mendoza, Cordoba, Punta del Este e Montevideo. Il governo della provincia di Cordoba gli commissionò cinquanta tele raffiguranti la città e i suoi paesaggi, pubblicate nel catalogo "Cordoba y sus Sierras en su poesía de colores".
    Noto anche come "il pittore di Evita Perón", Zago morì improvvisamente a Buenos Aires l'8 luglio 1952, prima di poter completare un ulteriore incarico a Posadas, nella provincia di Misiones. Nel 1953, Villafranca di Verona gli rese omaggio con una grande mostra postuma, seguita nel 1954 dalla posa di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in via Pace. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all'estero, tra cui musei a Buenos Aires, Montevideo, Rosario e Santiago.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Sesto Calende (1910)

    Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 45x90 firmato in basso a sx L.Gignous.
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 7  

    Sesto Calende (1910)

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 45x90 firmato in basso a sx L.Gignous.


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 20,5x27 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
    Clicca per espandere



    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 20,5x27 firmato in basso a dx E.Zago

    Erma Zago, pittore tra '800 e '900, emerge come figura chiave nell'affermazione dell'arte moderna nel contesto di un secolo intriso di rivoluzionarie innovazioni in tutti i campi del sapere, della tecnica e dell'arte. La sua storia personale e artistica si snoda attraverso i momenti cruciali della formazione, del trasferimento a Milano e del prestigioso riconoscimento come Socio Onorario della Regia Accademia.
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    Nato in una famiglia che supporta con entusiasmo la sua inclinazione artistica, Erma Zago inizia il percorso formativo frequentando la scuola di disegno nel suo paese natale. Fin da giovane dimostra una straordinaria predisposizione artistica e, a tredici anni, decide di dedicarsi interamente alla pittura, superando con successo l'esame di ammissione all'Accademia Cignaroli di Verona, dove completa gli studi nel 1887.

    Il 1901 segna una svolta nella sua vita, quando Erma Zago decide di trasferirsi a Milano, epicentro culturale e artistico dell'epoca. Qui, la sua osservazione attenta e appassionata si manifesta quotidianamente nel disegno di volti ed espressioni umane sempre mutevoli. La sua tavolozza vivace e festosa trova espressione in dipinti che ritraggono con maestria balie e bambini, documentando con precisione l'evoluzione della moda sia femminile che maschile.

    Le opere di Erma Zago conquistano le sedi espositive più prestigiose di Milano, tra cui La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, le Esposizioni Annuali dell'Accademia di Brera e la Famiglia Artistica Milanese. Nel 1923, il Re Vittorio Emanuele III acquisisce uno dei suoi dipinti, "La vasca dei Giardini Pubblici di Milano", destinandolo alle collezioni d'arte del Quirinale.

    Per ampliare il proprio repertorio, l'artista intraprende viaggi in numerose città d'arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Napoli e Verona, catturando scorci e vedute in fotografie che poi trasforma in dipinti. Le commissioni per ritratti, sia a olio che fotografici, diventano sempre più numerose, testimonianza della crescente notorietà di Erma Zago.

    Il punto culminante della sua carriera arriva nel 1924, quando il Consiglio Accademico dell'Accademia di Brera lo elegge Socio Onorario della Regia Accademia, riconoscendone il valore artistico eccezionale. Questo prestigioso riconoscimento sottolinea il contributo significativo di Erma Zago al panorama artistico del '900, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte italiana.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Apokàlypsis 2

    Giulia Papetti
    Apokàlypsis 2
    Tecnica mista su carta cm 40x30 firmato al retro

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
    Clicca per espandere

    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 7  

    Apokàlypsis 2

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Apokàlypsis 2
    Tecnica mista su carta cm 40x30 firmato al retro

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
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    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Sicilia

    Giulio Da Vicchio
    Livorno 1925 - 2004
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a sx G.Vicchio
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 7  

    Sicilia

    Giulio Da Vicchio Giulio Da Vicchio
    Livorno 1925 - 2004
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a sx G.Vicchio


    11 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Scena familiare

    Nicola Biondi
    Capua (CE) 1866 - Napoli 1929
    Olio su tela cm 40x46,5 firmato in basso a dx N.Biondi



    Nicola Biondi nacque a Capua il 7 ottobre 1866 e si spense a Napoli il 25 novembre 1929. Allievo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentò inizialmente la scuola guida di Antonio Licata per poi trasferirsi nella classe di Gioacchino Toma, entrando così in contatto con la tradizione pittorica partenopea e con una formazione solida dal punto di vista tecnico.
    Clicca per espandere



    Ben presto Biondi si cimentò nella pittura di figure, scene di genere e ritratti ambientati in contesti quotidiani: tra i suoi soggetti ricorrenti troviamo contadini, figure in abiti semplici, momenti di vita domestica. La sua produzione risente dei fermenti artistici dell’Ottocento italiano, senza tuttavia aderire a sperimentalismi radicali: privilegia una resa nitida della figura, una tavolozza equilibrata e una composizione che mira a cogliere con immediatezza la realtà che lo circonda.

    Tra le opere più note si cita “Una partita a carte”, presentata alla Promotrice di Napoli, che ben esemplifica l’interesse dell’artista per il quotidiano e per il racconto pittorico nella chiave della scena intima. Le esposizioni cui partecipò costantemente testimoniano una carriera regolare: dal 1883 al 1911 prese parte con continuità alle mostre della Promotrice “Salvator Rosa” a Napoli, e più avanti alla Società degli Artisti Italiani a Firenze e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali.

    Stile e linguaggio di Biondi mostrano un’artista che, pur inserito in una tradizione regionale, seppe accostarsi con fiducia al mercato artistico e alle esigenze dell’epoca. Non fu un innovatore nella forma, ma un pittore sensibile alla luce, all’atmosfera, al carattere umano: nelle sue tele, la figura emerge con dignità, e la scena spesso semplice — acquista pregnanza tramite pennellate calibrate e attenzione al colore.

    Nel corso della carriera Biondi attrasse l’interesse del collezionismo: numerose sue opere sono comparsi sul mercato d’arte e continuano a circolare in aste e mostre; questo testimonia la persistenza del suo nome e dell’apprezzamento per una pittura che unisce mestiere e senso narrativo.

    In sintesi, Nicola Biondi rappresenta un interprete della pittura di genere italiana tra Ottocento e Novecento: ancorato al Sud, alla formazione partenopea, ma aperto al mondo della mostra e del mercato, riuscì a dar voce con sincerità e misura ad un repertorio di figure, momenti quotidiani e ambientazioni tranquille, con un tocco che valorizzava la verità della scena senza rinunciare alla qualità pittorica.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 7  

    Scena familiare

    Nicola Biondi Nicola Biondi
    Capua (CE) 1866 - Napoli 1929
    Olio su tela cm 40x46,5 firmato in basso a dx N.Biondi



    Nicola Biondi nacque a Capua il 7 ottobre 1866 e si spense a Napoli il 25 novembre 1929. Allievo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentò inizialmente la scuola guida di Antonio Licata per poi trasferirsi nella classe di Gioacchino Toma, entrando così in contatto con la tradizione pittorica partenopea e con una formazione solida dal punto di vista tecnico.
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    Ben presto Biondi si cimentò nella pittura di figure, scene di genere e ritratti ambientati in contesti quotidiani: tra i suoi soggetti ricorrenti troviamo contadini, figure in abiti semplici, momenti di vita domestica. La sua produzione risente dei fermenti artistici dell’Ottocento italiano, senza tuttavia aderire a sperimentalismi radicali: privilegia una resa nitida della figura, una tavolozza equilibrata e una composizione che mira a cogliere con immediatezza la realtà che lo circonda.

    Tra le opere più note si cita “Una partita a carte”, presentata alla Promotrice di Napoli, che ben esemplifica l’interesse dell’artista per il quotidiano e per il racconto pittorico nella chiave della scena intima. Le esposizioni cui partecipò costantemente testimoniano una carriera regolare: dal 1883 al 1911 prese parte con continuità alle mostre della Promotrice “Salvator Rosa” a Napoli, e più avanti alla Società degli Artisti Italiani a Firenze e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali.

    Stile e linguaggio di Biondi mostrano un’artista che, pur inserito in una tradizione regionale, seppe accostarsi con fiducia al mercato artistico e alle esigenze dell’epoca. Non fu un innovatore nella forma, ma un pittore sensibile alla luce, all’atmosfera, al carattere umano: nelle sue tele, la figura emerge con dignità, e la scena spesso semplice — acquista pregnanza tramite pennellate calibrate e attenzione al colore.

    Nel corso della carriera Biondi attrasse l’interesse del collezionismo: numerose sue opere sono comparsi sul mercato d’arte e continuano a circolare in aste e mostre; questo testimonia la persistenza del suo nome e dell’apprezzamento per una pittura che unisce mestiere e senso narrativo.

    In sintesi, Nicola Biondi rappresenta un interprete della pittura di genere italiana tra Ottocento e Novecento: ancorato al Sud, alla formazione partenopea, ma aperto al mondo della mostra e del mercato, riuscì a dar voce con sincerità e misura ad un repertorio di figure, momenti quotidiani e ambientazioni tranquille, con un tocco che valorizzava la verità della scena senza rinunciare alla qualità pittorica.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Famiglia romana

    Francesco Ballesio
    Torino 1860 - Tivoli 1923
    Olio su tela cm 70x130.5 firmato in basso dx F.Ballesio Roma

    Francesco Ballesio nacque a Torino nel 1860 in una famiglia borghese e mostrò fin da giovane una forte inclinazione per il disegno e la pittura. Studiò all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove ricevette una solida formazione accademica, per poi trasferirsi a Roma, città nella quale completò gli studi e si stabilì definitivamente.
    Clicca per espandere

    Nella capitale, aprì inizialmente uno studio in via Ripetta e successivamente in via Flaminia, entrando in contatto con l’ambiente artistico romano di fine Ottocento, vivace e cosmopolita.

    La sua prima affermazione pubblica avvenne nel 1884, quando partecipò all’Esposizione Generale di Torino con l’opera Ancora onesta. . . , che ricevette consensi per l’eleganza compositiva e la finezza dell’esecuzione. Da quel momento la sua produzione si concentrò su due filoni principali: le scene di genere ambientate nella vita quotidiana borghese e i soggetti di ispirazione orientalista, all’epoca molto richiesti dal mercato.

    Ballesio fu particolarmente apprezzato per la sua abilità nel rappresentare figure femminili in interni raffinati, momenti domestici, o piccoli episodi animati da un senso di grazia e leggerezza. Parallelamente, le sue opere di gusto orientale – raffiguranti mercanti, musicisti o danzatrici in ambienti esotici – rivelano un interesse più estetico che documentario, costruito attraverso uno sguardo colto e decorativo piuttosto che attraverso l’esperienza diretta dei luoghi. Nonostante non avesse viaggiato in Oriente, Ballesio riuscì a creare ambientazioni convincenti grazie all’uso di fotografie e incisioni, restituendo con equilibrio e maestria il fascino dell’esotico.

    Accanto alla pittura a olio, coltivò con particolare successo la tecnica dell’acquerello, che gli permise di rendere con leggerezza cromatica e precisione formale la delicatezza delle sue scene. Il suo stile, limpido e controllato, rispecchia il gusto borghese dell’epoca: una pittura elegante, narrativamente misurata, attenta ai dettagli e alla piacevolezza visiva.

    Nel 1874 sposò una donna piemontese e, trasferitosi poi a Tivoli nel 1912, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi alla famiglia e alla pittura fino alla morte, avvenuta nel 1923. Ebbe dodici figli, e la sua casa divenne un luogo sereno dove continuò a lavorare in un clima domestico e raccolto.

    Le opere di Francesco Ballesio, molto apprezzate dal collezionismo inglese e americano, circolarono a lungo sul mercato internazionale.

    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 7  

    Famiglia romana

    Francesco Ballesio Francesco Ballesio
    Torino 1860 - Tivoli 1923
    Olio su tela cm 70x130.5 firmato in basso dx F.Ballesio Roma

    Francesco Ballesio nacque a Torino nel 1860 in una famiglia borghese e mostrò fin da giovane una forte inclinazione per il disegno e la pittura. Studiò all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove ricevette una solida formazione accademica, per poi trasferirsi a Roma, città nella quale completò gli studi e si stabilì definitivamente.
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    Nella capitale, aprì inizialmente uno studio in via Ripetta e successivamente in via Flaminia, entrando in contatto con l’ambiente artistico romano di fine Ottocento, vivace e cosmopolita.

    La sua prima affermazione pubblica avvenne nel 1884, quando partecipò all’Esposizione Generale di Torino con l’opera Ancora onesta. . . , che ricevette consensi per l’eleganza compositiva e la finezza dell’esecuzione. Da quel momento la sua produzione si concentrò su due filoni principali: le scene di genere ambientate nella vita quotidiana borghese e i soggetti di ispirazione orientalista, all’epoca molto richiesti dal mercato.

    Ballesio fu particolarmente apprezzato per la sua abilità nel rappresentare figure femminili in interni raffinati, momenti domestici, o piccoli episodi animati da un senso di grazia e leggerezza. Parallelamente, le sue opere di gusto orientale – raffiguranti mercanti, musicisti o danzatrici in ambienti esotici – rivelano un interesse più estetico che documentario, costruito attraverso uno sguardo colto e decorativo piuttosto che attraverso l’esperienza diretta dei luoghi. Nonostante non avesse viaggiato in Oriente, Ballesio riuscì a creare ambientazioni convincenti grazie all’uso di fotografie e incisioni, restituendo con equilibrio e maestria il fascino dell’esotico.

    Accanto alla pittura a olio, coltivò con particolare successo la tecnica dell’acquerello, che gli permise di rendere con leggerezza cromatica e precisione formale la delicatezza delle sue scene. Il suo stile, limpido e controllato, rispecchia il gusto borghese dell’epoca: una pittura elegante, narrativamente misurata, attenta ai dettagli e alla piacevolezza visiva.

    Nel 1874 sposò una donna piemontese e, trasferitosi poi a Tivoli nel 1912, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi alla famiglia e alla pittura fino alla morte, avvenuta nel 1923. Ebbe dodici figli, e la sua casa divenne un luogo sereno dove continuò a lavorare in un clima domestico e raccolto.

    Le opere di Francesco Ballesio, molto apprezzate dal collezionismo inglese e americano, circolarono a lungo sul mercato internazionale.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 37x56,5 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 37x56,5 firmato in basso a sx G.Ciardi

    Guglielmo Ciardi nacque a Venezia il 13 settembre 1842 da Giuseppe, funzionario statale, e da Teresa De Bei. Dopo aver completato gli studi al collegio di Santa Caterina, decise di dedicarsi alla pittura e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Federico Moja per la prospettiva e di Domenico Bresolin per il paesaggio.
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    L’insegnamento di Bresolin, attento alla resa diretta della natura e all’osservazione dal vero, segnò profondamente la sua formazione.

    Nel 1868 intraprese un viaggio fondamentale che lo portò prima a Firenze, poi a Roma e a Napoli. A Firenze venne a contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e con artisti come Telemaco Signorini, che lo influenzarono nella ricerca di una pittura più libera e luminosa. A Napoli conobbe la Scuola di Posillipo e quella di Resina, che gli offrirono nuovi spunti per un naturalismo di impronta verista. Al suo ritorno a Venezia, Ciardi trovò nella laguna e nelle campagne del Veneto un inesauribile motivo d’ispirazione, ritraendo scorci di vita rurale, riflessi d’acqua, cieli ariosi e atmosfere vibranti di luce.

    Nel 1874 sposò Linda Locatelli, con la quale ebbe quattro figli, tra cui Beppe ed Emma, entrambi destinati a seguire la sua strada artistica. La sua carriera proseguì con grande successo: partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione di Nizza del 1883 e quella di Berlino nel 1886 con il dipinto Messidoro, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

    Nel 1894 fu nominato docente di vedute di paese e di mare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo al suo maestro Bresolin, e divenne membro della commissione della Biennale di Venezia, ruolo che ne consacrò l’autorevolezza nel panorama artistico italiano. La sua pittura, pur radicata nella tradizione veneta del vedutismo, seppe rinnovarsi attraverso una sensibilità luministica moderna: i suoi paesaggi della laguna, delle colline trevigiane e delle montagne venete si distinguono per la freschezza cromatica e la capacità di restituire la verità dell’atmosfera.

    Negli ultimi anni, nonostante problemi di salute che lo colpirono duramente, continuò a dipingere con coerenza e passione. Nel 1915 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di San Francisco, ulteriore riconoscimento alla sua lunga carriera. Morì a Venezia il 5 ottobre 1917, dopo una vita interamente dedicata all’arte e alla natura.

    Guglielmo Ciardi rimane una delle figure centrali della pittura veneta dell’Ottocento. La sua opera, sospesa tra tradizione e modernità, traduce con autenticità e poesia l’incontro fra la luce e l’acqua, tra l’osservazione quotidiana e la visione lirica del paesaggio. Le sue tele, oggi conservate nei principali musei e collezioni italiane, continuano a testimoniare la grandezza di un artista che seppe trasformare la laguna e la campagna veneta in un linguaggio universale di luce e silenzio.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Cavalli da tiro

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tavola cm 12,5x19 firmato in basso a sx C.Ciani
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 7  

    Cavalli da tiro

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tavola cm 12,5x19 firmato in basso a sx C.Ciani


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 7  

    Il Parco

    Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 53,5x78 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 7  

    Il Parco

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 53,5x78 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Costantino Rosa
    Bergamo 1803 - Bergamo 1878
    Olio su tavola cm 23,5x32,5 firmato in basso a sx C.Rosa



    Costantino Rosa nacque a Bergamo il 17 giugno 1803 e vi morì il 4 agosto 1878. La sua carriera artistica ebbe un inizio atipico: prima di dedicarsi alla pittura, esercitò la professione di orafo, mestiere che gli procurò lodi e apprezzamenti.
    Clicca per espandere

    Fu l'amico Enrico Scuri a notare le sue doti disegnative e a spingerlo verso lo studio della pittura. Nel 1821, Rosa si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo del direttore Giuseppe Diotti, che ne riconobbe le potenzialità. Frequentò l'Accademia per dieci anni, fino al 1831.

    Negli anni successivi, Rosa iniziò a esporre le sue opere presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, risentendo notevolmente dell'influenza di paesaggisti come Massimo d'Azeglio e Giovanni Migliara. Seguendo la loro strada, acquisì una discreta fama anche nel capoluogo lombardo. Nel frattempo, si sposò con una concittadina di nome Teresa, di professione cucitrice. Tuttavia, la sua esuberanza sentimentale lo rese protagonista di fughe d'amore con altre donne, scandali che lo esposero al pubblico giudizio e gli valsero il ripudio da parte del suo maestro Diotti.

    Si trasferì quindi a Roma per un paio d'anni, per poi soggiornare anche a Napoli. Nel capoluogo partenopeo entrò in contatto con la Scuola di Posillipo, frequentata da artisti dediti all'esecuzione di paesaggi, arte nella quale Rosa rivestiva un ruolo di primo piano. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, portandolo a una maggiore libertà compositiva e a una sensibilità atmosferica che si distaccava dalla rigida impostazione classica.

    Al ritorno a Bergamo, Rosa presentò all'Esposizione del 1838 diversi panorami di Roma e della campagna romana, oltre a vedute istoriate che combinavano personaggi storici o letterari con paesaggi classici. Le sue opere riscossero unanimi consensi sia all'Accademia Carrara che a quella milanese di Brera. Nel 1862, sposò in seconde nozze Ester Zambelli, che lo accompagnò fino alla morte.

    Le opere di Rosa riguardano principalmente paesaggi naturalistici di stampo romantico, con scorci montani delle valli bergamasche e non. La sua mano dipingeva con estrema naturalezza, infondendo un senso di immedesimazione nel contesto paesaggistico dipinto con grande realismo. Tra le sue opere più rinomate si annoverano "La piazza grande di Bergamo", "La rocca di Urgnano", "Il seminario nuovo", "Cortile di cascina con animali" e "Prato di Bergamo nel tempo della fiera". Il suo messaggio romantico-naturalistico si estese anche a scorci situati nei dintorni di Roma e in altre zone da lui visitate, tra cui la riviera ligure.

    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Costantino Rosa Costantino Rosa
    Bergamo 1803 - Bergamo 1878
    Olio su tavola cm 23,5x32,5 firmato in basso a sx C.Rosa



    Costantino Rosa nacque a Bergamo il 17 giugno 1803 e vi morì il 4 agosto 1878. La sua carriera artistica ebbe un inizio atipico: prima di dedicarsi alla pittura, esercitò la professione di orafo, mestiere che gli procurò lodi e apprezzamenti.
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    Fu l'amico Enrico Scuri a notare le sue doti disegnative e a spingerlo verso lo studio della pittura. Nel 1821, Rosa si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo del direttore Giuseppe Diotti, che ne riconobbe le potenzialità. Frequentò l'Accademia per dieci anni, fino al 1831.

    Negli anni successivi, Rosa iniziò a esporre le sue opere presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, risentendo notevolmente dell'influenza di paesaggisti come Massimo d'Azeglio e Giovanni Migliara. Seguendo la loro strada, acquisì una discreta fama anche nel capoluogo lombardo. Nel frattempo, si sposò con una concittadina di nome Teresa, di professione cucitrice. Tuttavia, la sua esuberanza sentimentale lo rese protagonista di fughe d'amore con altre donne, scandali che lo esposero al pubblico giudizio e gli valsero il ripudio da parte del suo maestro Diotti.

    Si trasferì quindi a Roma per un paio d'anni, per poi soggiornare anche a Napoli. Nel capoluogo partenopeo entrò in contatto con la Scuola di Posillipo, frequentata da artisti dediti all'esecuzione di paesaggi, arte nella quale Rosa rivestiva un ruolo di primo piano. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, portandolo a una maggiore libertà compositiva e a una sensibilità atmosferica che si distaccava dalla rigida impostazione classica.

    Al ritorno a Bergamo, Rosa presentò all'Esposizione del 1838 diversi panorami di Roma e della campagna romana, oltre a vedute istoriate che combinavano personaggi storici o letterari con paesaggi classici. Le sue opere riscossero unanimi consensi sia all'Accademia Carrara che a quella milanese di Brera. Nel 1862, sposò in seconde nozze Ester Zambelli, che lo accompagnò fino alla morte.

    Le opere di Rosa riguardano principalmente paesaggi naturalistici di stampo romantico, con scorci montani delle valli bergamasche e non. La sua mano dipingeva con estrema naturalezza, infondendo un senso di immedesimazione nel contesto paesaggistico dipinto con grande realismo. Tra le sue opere più rinomate si annoverano "La piazza grande di Bergamo", "La rocca di Urgnano", "Il seminario nuovo", "Cortile di cascina con animali" e "Prato di Bergamo nel tempo della fiera". Il suo messaggio romantico-naturalistico si estese anche a scorci situati nei dintorni di Roma e in altre zone da lui visitate, tra cui la riviera ligure.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Pescatori

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda.
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 8  

    Pescatori

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Vaso

    Remo Wolf
    Trento 1912 - Trento 2009
    Pastello su carta cm 24x31 firmato in basso a dx Wolf

    Remo Wolf nacque il 29 febbraio 1912 a Trento, in Italia. Fin da giovane, dimostrò una passione per l'arte che lo portò a intraprendere studi in diverse città italiane.
    Clicca per espandere

    Nel 1928, frequentò l'Istituto d'Arte di Parma, dove si diplomò nel 1930. Successivamente, si iscrisse all'Istituto di Magistero d'Arte di Firenze, concludendo gli studi con l'abilitazione all'insegnamento del "disegno e storia dell'arte" a Roma.
    La carriera di Wolf come insegnante iniziò a Bolzano e Merano. Nel 1935, tenne la sua prima mostra personale a Merano. Nel 1939, fu richiamato alle armi, prestando servizio prima sul fronte francese e successivamente in Africa Settentrionale. Dopo la sconfitta di El Alamein nel 1942, fu fatto prigioniero e trascorse diversi anni nei campi di prigionia in Egitto. Decorato al valor militare, tornò in patria nel 1946.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 8  

    Vaso

    Remo Wolf Remo Wolf
    Trento 1912 - Trento 2009
    Pastello su carta cm 24x31 firmato in basso a dx Wolf

    Remo Wolf nacque il 29 febbraio 1912 a Trento, in Italia. Fin da giovane, dimostrò una passione per l'arte che lo portò a intraprendere studi in diverse città italiane.
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    Nel 1928, frequentò l'Istituto d'Arte di Parma, dove si diplomò nel 1930. Successivamente, si iscrisse all'Istituto di Magistero d'Arte di Firenze, concludendo gli studi con l'abilitazione all'insegnamento del "disegno e storia dell'arte" a Roma.
    La carriera di Wolf come insegnante iniziò a Bolzano e Merano. Nel 1935, tenne la sua prima mostra personale a Merano. Nel 1939, fu richiamato alle armi, prestando servizio prima sul fronte francese e successivamente in Africa Settentrionale. Dopo la sconfitta di El Alamein nel 1942, fu fatto prigioniero e trascorse diversi anni nei campi di prigionia in Egitto. Decorato al valor militare, tornò in patria nel 1946.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Firenze La Cattedrale

    Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 8  

    Firenze La Cattedrale

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x16 firmato in basso a sx M.Garinei


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Paesaggio Ligure

    Carlo Prada
    Milano 1884-1960
    Olio su tavola cm 32,5x44 firmato in basso a sx C.Prada

    Carlo Prada nacque a Milano il 13 ottobre 1884, figlio dell'avvocato Isnardo, che inizialmente lo indirizzò verso studi classici. Tuttavia, la precoce inclinazione artistica del giovane Carlo lo spinse a intraprendere un percorso differente: nel 1902 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.
    Clicca per espandere

    In questi anni si avvicinò al Divisionismo, movimento che lo affascinò per la sua resa luministica ottenuta attraverso pennellate spezzate e colori puri.

    Il debutto ufficiale avvenne nel 1906 all’Esposizione Nazionale di Milano con il dipinto Ultime nevi, che gli valse l’attenzione del mercante d’arte Alberto Grubicy, figura di riferimento per la promozione del Divisionismo in Italia. Grazie a questa collaborazione, Prada riuscì a esporre le proprie opere anche a livello internazionale, partecipando a importanti rassegne a Parigi nel 1907, 1912 e 1921.

    Col passare degli anni, l’artista sentì l’esigenza di evolvere il proprio linguaggio espressivo, allontanandosi progressivamente dal Divisionismo. Abbracciò così i principi del movimento “Novecento”, che proponeva un ritorno all’ordine classico e alla solidità della forma. Negli anni Trenta, la sua adesione al Chiarismo segnò un ulteriore passaggio stilistico: le sue tele si riempirono di tonalità leggere e luminose, rifiutando i contrasti forti e privilegiando atmosfere diafane e serene.

    La produzione pittorica di questo periodo si concentrò soprattutto sui paesaggi liguri, in particolare le vedute di Portofino e dell’entroterra, dipinte con delicatezza e sensibilità. Al paesaggio si affiancò anche una produzione ritrattistica raffinata, in cui l’artista dimostrò una notevole capacità introspettiva nel cogliere la psicologia dei soggetti.

    Le opere di Carlo Prada furono esposte in numerose mostre, tra cui si ricordano la Società degli Amici delle Belle Arti a Cracovia nel 1935 e la Mostra d'Arte Italiana a Varsavia e Praga nello stesso anno. Morì nella sua città natale, Milano, nel 1960.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 8  

    Paesaggio Ligure

    Carlo Prada Carlo Prada
    Milano 1884-1960
    Olio su tavola cm 32,5x44 firmato in basso a sx C.Prada

    Carlo Prada nacque a Milano il 13 ottobre 1884, figlio dell'avvocato Isnardo, che inizialmente lo indirizzò verso studi classici. Tuttavia, la precoce inclinazione artistica del giovane Carlo lo spinse a intraprendere un percorso differente: nel 1902 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di maestri come Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.
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    In questi anni si avvicinò al Divisionismo, movimento che lo affascinò per la sua resa luministica ottenuta attraverso pennellate spezzate e colori puri.

    Il debutto ufficiale avvenne nel 1906 all’Esposizione Nazionale di Milano con il dipinto Ultime nevi, che gli valse l’attenzione del mercante d’arte Alberto Grubicy, figura di riferimento per la promozione del Divisionismo in Italia. Grazie a questa collaborazione, Prada riuscì a esporre le proprie opere anche a livello internazionale, partecipando a importanti rassegne a Parigi nel 1907, 1912 e 1921.

    Col passare degli anni, l’artista sentì l’esigenza di evolvere il proprio linguaggio espressivo, allontanandosi progressivamente dal Divisionismo. Abbracciò così i principi del movimento “Novecento”, che proponeva un ritorno all’ordine classico e alla solidità della forma. Negli anni Trenta, la sua adesione al Chiarismo segnò un ulteriore passaggio stilistico: le sue tele si riempirono di tonalità leggere e luminose, rifiutando i contrasti forti e privilegiando atmosfere diafane e serene.

    La produzione pittorica di questo periodo si concentrò soprattutto sui paesaggi liguri, in particolare le vedute di Portofino e dell’entroterra, dipinte con delicatezza e sensibilità. Al paesaggio si affiancò anche una produzione ritrattistica raffinata, in cui l’artista dimostrò una notevole capacità introspettiva nel cogliere la psicologia dei soggetti.

    Le opere di Carlo Prada furono esposte in numerose mostre, tra cui si ricordano la Società degli Amici delle Belle Arti a Cracovia nel 1935 e la Mostra d'Arte Italiana a Varsavia e Praga nello stesso anno. Morì nella sua città natale, Milano, nel 1960.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Nella stalla

    Luigi Rossi
    Lugano 1853 - 1923
    Olio su carta su tavola cm 27x22 firmato in basso a sx L. Rossi

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
    Clicca per espandere

    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 8  

    Nella stalla

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853 - 1923
    Olio su carta su tavola cm 27x22 firmato in basso a sx L. Rossi

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    La fuga

    Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su cartone cm 14x11 firmato in basso a dx S.Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 8  

    La fuga

    Salvatore Mazza Salvatore Mazza
    Milano 1819-1886
    Olio su cartone cm 14x11 firmato in basso a dx S.Mazza

    Salvatore Mazza nacque a Milano il 19 aprile 1819, figlio di Carlo, ragioniere alle dipendenze del marchese Giuseppe Arconati Visconti, e fratello di Giuseppe. Fin dalla giovane età il padre, già attento alla formazione artistica del figlio maggiore, lo indirizzò verso studi che avrebbero potuto garantire un futuro solido, tanto da iscriverlo alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia.
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    Tuttavia, dopo essersi laureato nel 1840, Mazza abbandonò quasi immediatamente il percorso giuridico, lasciandosi convincere dall’entusiasmo e dalle passioni suscitate nei circoli studenteschi e patriottici, dove conobbe artisti impegnati nella lotta antiaustriaca che lo introdussero alla pittura.

    Il suo esordio nelle esposizioni avvenne nel 1842 a Brera, dove presentò cinque dipinti di genere. Pur venendo apprezzato per il suo studio dal vero del paesaggio, ricevette critiche riguardo alla debolezza dell’impianto disegnativo. Seguendo le orme e le scelte stilistiche di artisti come D. Induno, Mazza si orientò, negli anni successivi, verso una pittura realista e moderna, in risposta alle sollecitazioni della critica militante, in particolare quella di Pietro Estense Selvatico, abbandonando così il tema aulico e legato al passato.

    Tra il 1843 e il 1847, assiduo partecipante delle rassegne braidensi, propose al pubblico soggetti di storia contemporanea e scene di ambientazione popolare. Alcuni viaggi, soprattutto nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, gli ispirarono opere quali “Un funerale nella Campagna romana”, “Briganti calabresi”, “La maliarda” (1845) e “Predica al santuario nelle vicinanze di Sora” (1847).

    Nel 1848 Mazza partecipò con ardore ai moti antiasburgici delle Cinque giornate di Milano, esperienza che lo segnò profondamente e che egli ripercorse dettagliatamente nel lungo racconto autobiografico “Le Cinque giornate di Milano” (Milano, 1885). In questo testo egli narra con passione la sua avventura tra le file dei partigiani, celebrando il coraggio di figure come L. Manara e A. Anfossi, lodando l’intelligenza e il sacrificio del popolo e condannando la viltà del clero e delle autorità dell’epoca. Le incisioni che accompagnano il racconto offrono un prezioso reportage visivo degli eventi, rendendo ancor più viva la memoria di quei giorni.

    Chiusa la parentesi rivoluzionaria, Mazza si dedicò alla scrittura e all’illustrazione di un romanzo storico, “Il memoriale di fra’ Luca d’Avellino”, in due volumi stampati a Milano per i tipi di C. Wilmant (1850). Ambientato nella Napoli settecentesca, il romanzo narra la storia di Gabriele Stefani, giovane borghese che, superando numerose avversità, conquista la stima del re per il coraggio e la moralità, culminando tragicamente con la sua morte nella battaglia di Velletri (agosto 1744). Tale iniziativa rappresentò un personale contributo al dibattito sull’integrazione di elementi figurativi nei testi letterari, tentando di conciliare le intenzioni del narratore con la loro traduzione in immagini.

    Nell’anno di pubblicazione del romanzo, Mazza riprese a esporre a Brera, e nel quinquennio 1850–1854 presentò ben 28 dipinti, molti dei quali commissionati dalle famiglie Cagnola e Litta. Tra questi spiccano “I bravi alla Malanotte”, ispirato dai Promessi sposi (1854), e due paesaggi montani, “Un uragano sull’Appennino” e “La caduta del sole”. Nel 1856 ottenne il premio Mylius con il dipinto “Una mandria in riposo”, riconoscimento che sancì la sua affermazione nel panorama artistico milanese.

    Con il tempo, Mazza decise di ridurre la produzione di scene di genere, orientandosi maggiormente verso la pittura di paesaggi e di animali di medie e piccole dimensioni, un ambito che incontrò il favore della borghesia imprenditoriale ambrosiana. Le opere esposte a Brera tra il 1857 e il 1884, pur oggi rintracciabili solo in parte, testimoniano una produzione in linea con quella di alcuni suoi contemporanei, come F. Inganni. Tra i lavori conservati si ricordano i paesaggi “La Grigna” (1860) e “A Mandello”, oltre a “La sorte di un compagno” (1879), che ritrae l’interno di una stalla abitata da una giovane contadina e dal bestiame. Dal genere animalista si distinguono “Animali all’abbeveratoio” (conservato alla Pinacoteca di Brera) e “Orgoglio e umiltà” (nella Galleria d’arte moderna). Le opere pastorali, che gli valsero maggiori riconoscimenti, comprendono “La sentinella morta” – celebrato per lo studio dal vero degli animali e l’intensità poetica – “La stalla di un albergo”, premiata all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, e altri lavori come “Il pensieroso”, “Il maniscalco” e “Stalla rustica”, esposti alla Esposizione universale di Parigi del 1867.

    Il metodo di lavoro di Mazza, che lo portava a dipingere en plein air a stretto contatto con la natura, è ben illustrato nei suoi scritti “Gite d’artista e studii dal vero: descrizioni e racconti”, pubblicati in due volumi a Milano nel 1872, in cui descrive le sue estese peregrinazioni nelle aree prealpine, alpine e appenniniche, seguendo una consuetudine comune ad altri paesaggisti lombardi.

    Nel ventennio della sua piena maturità artistica, Mazza si distinse anche come disegnatore e vignettista al servizio di giornali satirici, fornendo caricature a periodici come “Lo Spirito folletto” e “Il Pungolo”, tra i principali mezzi di propaganda antiasburgica. Sotto la supervisione di R. Focosi, realizzò inoltre alcune illustrazioni per l’ambiziosa impresa in quattro volumi “I misteri del Vaticano” (o “La Roma dei papi”, 1861–64), una rilettura anticlericale e libertaria della storia della Chiesa. In veste di critico d’arte e polemista, Mazza fu membro del consiglio accademico di Brera e contribuì con recensioni e saggi culturali su riviste come “Il Pungolo”, “Panorama” e “La Lombardia”. Partecipò attivamente alla vita della Società degli artisti e patriottica di Milano, fu socio d’onore delle accademie artistiche di Mantova e Urbino e venne insignito della Corona d’Italia.

    Salvatore Mazza morì a Milano il 24 ottobre 1886. Un ritratto giovanile, autografo del fratello Giuseppe, ne conserva la memoria presso il Centro nazionale di studi manzoniani della città.



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  • Lotto 8  

    Nei pressi di Cogne

    Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a sx L.Bazzaro.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 8  

    Nei pressi di Cogne

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 60x40 firmato in basso a sx L.Bazzaro.


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  • Lotto 8  

    Invito in villa

    Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone cm 37x29 firmato in basso a dx Emma Ciardi
    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lotto 8  

    Invito in villa

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone cm 37x29 firmato in basso a dx Emma Ciardi


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  • Lotto 8  

    Paesaggio innevato

    Baldassare Longoni
    Dizzasco Intelvi (Co) 1876 - Camerlata (Co) 1956
    Olio su tela cm 65x80 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 8  

    Paesaggio innevato

    Baldassare Longoni Baldassare Longoni
    Dizzasco Intelvi (Co) 1876 - Camerlata (Co) 1956
    Olio su tela cm 65x80 firmato in basso a dx Longoni


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  • Lotto 8  

    Adele (1865)

    Federico Faruffini
    Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869
    Olio su tela cm 74,5x111 firmato in basso a dx F.Faruffini.

    Federico Faruffini nacque il 12 agosto 1833 a Sesto San Giovanni, allora parte del Ducato di Milano. Figlio di Paolo, farmacista, e di Giuseppa Albini, intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza presso l'Università di Pavia nel 1848.
    Clicca per espandere

    Parallelamente, coltivò la sua passione per l'arte frequentando la Civica Scuola di Pittura di Pavia, dove fu allievo di Cesare Ferreri e Luigi Trecourt. Durante questo periodo, entrò in contatto con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali condivise un interesse per una pittura più libera e meno accademica.

    La sua produzione iniziale si concentrò su soggetti storici e religiosi, influenzata dalla pittura antiaccademica di Giovanni Carnovali, detto il Piccio. Nel 1856 si trasferì a Roma, dove risiedette fino al 1858, per poi soggiornare brevemente a Venezia tra il 1859 e il 1860, studiando i maestri della pittura rinascimentale veneziana. Nel 1861 si stabilì a Milano, partecipando attivamente alla vita artistica della città.
    Faruffini espose le sue opere in diverse occasioni, tra cui l'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove presentò dipinti come "Cesare Borgia che ascolta Machiavelli" e "Morte di Ernesto Cairoli". Nel 1864 partecipò all'esposizione di Brera con opere quali "Coro della Certosa di Pavia", "Scolari di Alciato", "Annunciazione", "Sordello e Cunizza" e "Machiavelli e Borgia", ricevendo una medaglia nel 1866 per quest'ultima.
    Il suo stile combinava elementi del realismo con contorni sfumati e colori vivaci, anticipando le tematiche e le tecniche della Scapigliatura lombarda. Tra le sue opere più note si annoverano "La gondola di Tiziano" (1861), "Lettrice" (1865) e "Il sacrificio della Vergine al Nilo" (1865), conservate in importanti gallerie d'arte italiane.

    Nonostante il talento riconosciuto, Faruffini visse una vita travagliata, segnata da difficoltà economiche e personali. Nel 1869 si trasferì a Perugia, dove, sopraffatto dalle avversità, si tolse la vita il 15 dicembre dello stesso anno.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 8  

    Adele (1865)

    Federico Faruffini Federico Faruffini
    Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869
    Olio su tela cm 74,5x111 firmato in basso a dx F.Faruffini.

    Federico Faruffini nacque il 12 agosto 1833 a Sesto San Giovanni, allora parte del Ducato di Milano. Figlio di Paolo, farmacista, e di Giuseppa Albini, intraprese inizialmente gli studi di giurisprudenza presso l'Università di Pavia nel 1848.
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    Parallelamente, coltivò la sua passione per l'arte frequentando la Civica Scuola di Pittura di Pavia, dove fu allievo di Cesare Ferreri e Luigi Trecourt. Durante questo periodo, entrò in contatto con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali condivise un interesse per una pittura più libera e meno accademica.

    La sua produzione iniziale si concentrò su soggetti storici e religiosi, influenzata dalla pittura antiaccademica di Giovanni Carnovali, detto il Piccio. Nel 1856 si trasferì a Roma, dove risiedette fino al 1858, per poi soggiornare brevemente a Venezia tra il 1859 e il 1860, studiando i maestri della pittura rinascimentale veneziana. Nel 1861 si stabilì a Milano, partecipando attivamente alla vita artistica della città.
    Faruffini espose le sue opere in diverse occasioni, tra cui l'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove presentò dipinti come "Cesare Borgia che ascolta Machiavelli" e "Morte di Ernesto Cairoli". Nel 1864 partecipò all'esposizione di Brera con opere quali "Coro della Certosa di Pavia", "Scolari di Alciato", "Annunciazione", "Sordello e Cunizza" e "Machiavelli e Borgia", ricevendo una medaglia nel 1866 per quest'ultima.
    Il suo stile combinava elementi del realismo con contorni sfumati e colori vivaci, anticipando le tematiche e le tecniche della Scapigliatura lombarda. Tra le sue opere più note si annoverano "La gondola di Tiziano" (1861), "Lettrice" (1865) e "Il sacrificio della Vergine al Nilo" (1865), conservate in importanti gallerie d'arte italiane.

    Nonostante il talento riconosciuto, Faruffini visse una vita travagliata, segnata da difficoltà economiche e personali. Nel 1869 si trasferì a Perugia, dove, sopraffatto dalle avversità, si tolse la vita il 15 dicembre dello stesso anno.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 15x16x32 firmato in basso a dx V.Gemito
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Vincenzo Gemito Vincenzo Gemito
    Napoli 1852 - Napoli 1929
    Bronzo cm 15x16x32 firmato in basso a dx V.Gemito


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Canale Chioggiotto

    Romeo Borgognoni
    Ravenna 1875 - Pavia 1944
    Olio su tela cm 83x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 8  

    Canale Chioggiotto

    Romeo Borgognoni Romeo Borgognoni
    Ravenna 1875 - Pavia 1944
    Olio su tela cm 83x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Pascoli Sul Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 8  

    Pascoli Sul Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx L.Roda


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Via Gaeta Roma 1928

    Hans Alexander Brunner
    Vienna 1895 - 1968
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a sx HansAlexander Brunner
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 8  

    Via Gaeta Roma 1928

    Hans Alexander Brunner Hans Alexander Brunner
    Vienna 1895 - 1968
    Olio su tela cm 100x75 firmato in basso a sx HansAlexander Brunner


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Il cervino 1919

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 8  

    Il cervino 1919

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Gioa e dolore

    Attilio Andreoli
    Chiari ( BS ) 1877 - Cavaglio Spoccia ( VB ) 1950
    Gioa e dolore
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 8  

    Gioa e dolore

    Attilio Andreoli Attilio Andreoli
    Chiari ( BS ) 1877 - Cavaglio Spoccia ( VB ) 1950
    Gioa e dolore


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    La pausa

    Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    La pausa
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 8  

    La pausa

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    La pausa


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Arturo Faldi
    Firenze 1856-1911
    Olio su tela cm 50x85 firmato in basso a dx A.Faldi

    Provenienza: Collezione privata venduto da Christie’s asta n. 5816 del 8 giugno 2005
    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 34 pag. 239
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXIV pag. 283

    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Arturo Faldi Arturo Faldi
    Firenze 1856-1911
    Olio su tela cm 50x85 firmato in basso a dx A.Faldi

    Provenienza: Collezione privata venduto da Christie’s asta n. 5816 del 8 giugno 2005
    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 34 pag. 239
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXIV pag. 283



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Donna in rosa

    Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 43x29,5 firmato in basso a sx F.Netti
    Pubb. Asta Sotheby’s Milano 127/132 del 19/03/1997
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV ed 1997/98 pag. 475 / n. XXII ed. 2004/05 pag. 581/ n. XXIX ed 2011/12 pag.553
    Pubb. La pittura Italiana dell’800 ed. De Agostini volume n. 8 pag. 194
    Pubb. Ottocento Italiano ed. De Agostini anno 1997/1998 pag. 182
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 8  

    Donna in rosa

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 43x29,5 firmato in basso a sx F.Netti
    Pubb. Asta Sotheby’s Milano 127/132 del 19/03/1997
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV ed 1997/98 pag. 475 / n. XXII ed. 2004/05 pag. 581/ n. XXIX ed 2011/12 pag.553
    Pubb. La pittura Italiana dell’800 ed. De Agostini volume n. 8 pag. 194
    Pubb. Ottocento Italiano ed. De Agostini anno 1997/1998 pag. 182


    20 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Paesaggio

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su cartone cm 11x14,5 firmato in basso a dx A.Pratella
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 8  

    Paesaggio

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su cartone cm 11x14,5 firmato in basso a dx A.Pratella


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Temporale

    Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 41x29 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 8  

    Temporale

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 41x29 firmato in basso a dx G.Falchetti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Paesaggio montano

    Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 25x34 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 8  

    Paesaggio montano

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 25x34 firmato in basso a dx C.Besana


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Marina a Torre del Greco
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Marina a Torre del Greco


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Per la via

    Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 8  

    Per la via

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30,5x16 firmato in basso a dx Ricciardi


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  • Lotto 8  

    Riposo all'ombra

    Ernesto Giacobbi
    Mortizza (PC) 1891 - Piacenza 1964
    Olio su tavola cm 28,5x56 firmato in basso a dx E.Giacobbi
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 8  

    Riposo all'ombra

    Ernesto Giacobbi Ernesto Giacobbi
    Mortizza (PC) 1891 - Piacenza 1964
    Olio su tavola cm 28,5x56 firmato in basso a dx E.Giacobbi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Sole sul Cervino

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 8  

    Sole sul Cervino

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 8  

    Menestrella

    Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Acquarello su carta cm 50x34 firmato in basso a sx E.Zampighi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 8  

    Menestrella

    Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Acquarello su carta cm 50x34 firmato in basso a sx E.Zampighi


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  • Lotto 8  

    Canale Veneziano

    Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 88x51,5 firmato in basso a sx V.Zilla

    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
    Clicca per espandere

    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 8  

    Canale Veneziano

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 88x51,5 firmato in basso a sx V.Zilla

    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Maternita

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 27x18 firmato in basso a sx C.Ciani
    STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lotto 8  

    Maternita

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 27x18 firmato in basso a sx C.Ciani


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Raccoglimento

    Giuseppe Camona
    Milano 1886 - 1917
    Olio su tela cm 60x91 firmato in basso a dx Camona

    Giuseppe Camona nacque a Milano il 9 maggio 1886 e crebbe in un ambiente sensibile alle arti, immerso nella vivace realtà culturale lombarda di inizio Novecento. La sua formazione lo portò presto a incontrare figure di rilievo del panorama artistico milanese e nel 1908 divenne allievo di Vittore Grubicy de Dragon, maestro attento alla luce, al colore e alle nuove ricerche sul paesaggio.
    Clicca per espandere

    Questo incontro segnò profondamente il suo stile e il suo modo di osservare la natura.

    Nei primi anni della sua attività Camona si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando atmosfere pacate, sospese, ricche di sfumature cromatiche delicate. Le sue opere trasmettono un senso di quiete e di armonia, con una particolare attenzione alla luminosità e all’equilibrio tonale. Nel 1914 presentò due paesaggi all’Accademia di Brera e partecipò alla Biennale di Venezia, confermando il suo crescente riconoscimento tra i giovani artisti lombardi.

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe il suo percorso artistico. Chiamato alle armi, Camona visse direttamente le difficoltà e il dramma del fronte. In quell’esperienza, tuttavia, continuò a disegnare: nacquero così le opere riunite sotto il titolo “Impressioni di guerra”. Si tratta di fogli rapidi ma intensi, privi di enfasi celebrativa, capaci di restituire la vita quotidiana dei soldati, le attese, le fatiche, i momenti di silenzio e di inquietudine. Pur immersi nella tragedia, questi lavori conservano una finezza osservativa che testimonia la sua sensibilità artistica.

    La sua vita si concluse prematuramente il 15 agosto 1917 a Thiene, in provincia di Vicenza, a causa di una malattia contratta durante il servizio militare.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 8  

    Raccoglimento

    Giuseppe Camona Giuseppe Camona
    Milano 1886 - 1917
    Olio su tela cm 60x91 firmato in basso a dx Camona

    Giuseppe Camona nacque a Milano il 9 maggio 1886 e crebbe in un ambiente sensibile alle arti, immerso nella vivace realtà culturale lombarda di inizio Novecento. La sua formazione lo portò presto a incontrare figure di rilievo del panorama artistico milanese e nel 1908 divenne allievo di Vittore Grubicy de Dragon, maestro attento alla luce, al colore e alle nuove ricerche sul paesaggio.
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    Questo incontro segnò profondamente il suo stile e il suo modo di osservare la natura.

    Nei primi anni della sua attività Camona si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando atmosfere pacate, sospese, ricche di sfumature cromatiche delicate. Le sue opere trasmettono un senso di quiete e di armonia, con una particolare attenzione alla luminosità e all’equilibrio tonale. Nel 1914 presentò due paesaggi all’Accademia di Brera e partecipò alla Biennale di Venezia, confermando il suo crescente riconoscimento tra i giovani artisti lombardi.

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe il suo percorso artistico. Chiamato alle armi, Camona visse direttamente le difficoltà e il dramma del fronte. In quell’esperienza, tuttavia, continuò a disegnare: nacquero così le opere riunite sotto il titolo “Impressioni di guerra”. Si tratta di fogli rapidi ma intensi, privi di enfasi celebrativa, capaci di restituire la vita quotidiana dei soldati, le attese, le fatiche, i momenti di silenzio e di inquietudine. Pur immersi nella tragedia, questi lavori conservano una finezza osservativa che testimonia la sua sensibilità artistica.

    La sua vita si concluse prematuramente il 15 agosto 1917 a Thiene, in provincia di Vicenza, a causa di una malattia contratta durante il servizio militare.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angelo Protti
    Attivo a Milano tra il 1835 - 1875
    Olio su tela cm 84.5x140 firmato in basso sx Protti Ang.1872

    Esposto e pubblicato catalogo: Esposizione di Belle Arti di Milano
    Angelo Protti fu un pittore lombardo attivo tra la metà e la fine dell’Ottocento, la cui figura, pur poco documentata, occupa un posto interessante nella tradizione del paesaggio italiano. Nato e formatosi con ogni probabilità a Milano, è attestato in attività tra il 1835 e il 1875.
    Clicca per espandere

    I primi lavori noti mostrano una spiccata attenzione per la prospettiva e l’architettura, segno di un’influenza esercitata dalla scuola dei “Migliaristi”, pittori lombardi specializzati in vedute urbane e in interni prospettici.

    Con il passare degli anni, Protti si orientò verso una pittura più legata all’osservazione della natura. Le sue vedute dei laghi e delle campagne lombarde rivelano un interesse crescente per la luce e per la resa atmosferica, senza tuttavia abbandonare il rigore costruttivo appreso nella formazione accademica. Le opere dedicate ai paesaggi di Lecco, Pescarenico e Garlate testimoniano la capacità dell’artista di unire precisione descrittiva e sensibilità lirica, offrendo immagini tranquille e armoniose della Lombardia di metà secolo.

    Nel 1872 partecipò all’Esposizione di Belle Arti di Milano con i dipinti Veduta di Pescarenico, Veduta di Lecco e con un disegno a matita raffigurante Beatrice Cenci, opere che gli valsero l’attenzione della critica locale. La sua produzione, tuttavia, rimase lontana dalle correnti più sperimentali dell’epoca, conservando un tono sobrio e misurato, in linea con la tradizione brianzola e milanese del paesaggio realistico.

    Un piccolo ma significativo autoritratto, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, mostra un volto attento e riflessivo, coerente con la discrezione della sua figura artistica. Di lui non si conoscono con certezza le date di nascita e di morte, ma la sua attività è documentata a Milano fino agli anni successivi al 1873, segno di una carriera coerente e legata all’ambiente lombardo.

    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Angelo Protti Angelo Protti
    Attivo a Milano tra il 1835 - 1875
    Olio su tela cm 84.5x140 firmato in basso sx Protti Ang.1872

    Esposto e pubblicato catalogo: Esposizione di Belle Arti di Milano
    Angelo Protti fu un pittore lombardo attivo tra la metà e la fine dell’Ottocento, la cui figura, pur poco documentata, occupa un posto interessante nella tradizione del paesaggio italiano. Nato e formatosi con ogni probabilità a Milano, è attestato in attività tra il 1835 e il 1875.
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    I primi lavori noti mostrano una spiccata attenzione per la prospettiva e l’architettura, segno di un’influenza esercitata dalla scuola dei “Migliaristi”, pittori lombardi specializzati in vedute urbane e in interni prospettici.

    Con il passare degli anni, Protti si orientò verso una pittura più legata all’osservazione della natura. Le sue vedute dei laghi e delle campagne lombarde rivelano un interesse crescente per la luce e per la resa atmosferica, senza tuttavia abbandonare il rigore costruttivo appreso nella formazione accademica. Le opere dedicate ai paesaggi di Lecco, Pescarenico e Garlate testimoniano la capacità dell’artista di unire precisione descrittiva e sensibilità lirica, offrendo immagini tranquille e armoniose della Lombardia di metà secolo.

    Nel 1872 partecipò all’Esposizione di Belle Arti di Milano con i dipinti Veduta di Pescarenico, Veduta di Lecco e con un disegno a matita raffigurante Beatrice Cenci, opere che gli valsero l’attenzione della critica locale. La sua produzione, tuttavia, rimase lontana dalle correnti più sperimentali dell’epoca, conservando un tono sobrio e misurato, in linea con la tradizione brianzola e milanese del paesaggio realistico.

    Un piccolo ma significativo autoritratto, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, mostra un volto attento e riflessivo, coerente con la discrezione della sua figura artistica. Di lui non si conoscono con certezza le date di nascita e di morte, ma la sua attività è documentata a Milano fino agli anni successivi al 1873, segno di una carriera coerente e legata all’ambiente lombardo.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Venezia

    Marcello Iras Baldessari
    Innsbruck 1894 - Roma 1965
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx Baldessari



    Roberto Marcello Iras Baldessari nacque il 23 marzo 1894 a Innsbruck, ma la sua famiglia si trasferì subito a Rovereto (Trentino), dove egli visse l’infanzia e gli anni giovanili. Frequentò gli studi presso la Scuola Reale Elisabettina di Rovereto e poi intraprese la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1908 al 1914, accrescendo le competenze tecniche e maturando contatti con le avanguardie del tempo.
    Clicca per espandere



    Durante la prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, Baldessari aderì con entusiasmo al movimento futurista: si trasferì a Firenze nel 1915, entrò in contatto con le riviste e le correnti del futurismo e realizzò incisioni, oli e disegni dove la velocità, il dinamismo delle macchine e la fusione tra figura e ambiente divennero temi centrali. L’esperienza della guerra e gli spostamenti contribuirono a dare un segno forte alla sua sensibilità, che pur aperta alle sperimentazioni non dimenticò un richiamo al paesaggio e alla sua terra d’origine.

    Nel corso degli anni venti Baldessari soggiornò in vari Paesi europei (Francia, Spagna, Svizzera) e visse una fase di intensa sperimentazione che lo portò ad avvicinarsi al dadaismo e all’astrattismo. In questo periodo assunse anche il nome «Iras», pseudonimo con cui volle distinguersi da altri artisti Baldessari e che rappresenta la sua volontà di autonomia creativa. Dal 1936 si stabilì definitivamente a Rovereto, dove continuò a operare affiancando l’attività pittorica a quella incisoria.

    Il linguaggio di Baldessari si distingue per la coesistenza tra la lezione futurista — con i suoi versi di movimento, linee spezzate, colori intensi — e un amore per la natura, per il paesaggio alpino e urbano del Trentino e del Nord Italia. Le sue opere mostrano una tensione tra meccanismo e natura, tra la modernità tecnologica e il richiamo alla terra, restituendo un universo visivo dove la luce, la linea e la materia dialogano con forza.

    Roberto Marcello Iras Baldessari morì a Roma il 22 giugno 1965, lasciando un’eredità artistica che oggi è oggetto di studi e di mostre retrospettive, testimone di un percorso che attraversa alcune delle principali correnti del XX secolo in Italia senza perdere mai una cifra individuale e autentica.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 8  

    Venezia

    Marcello Iras Baldessari Marcello Iras Baldessari
    Innsbruck 1894 - Roma 1965
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx Baldessari



    Roberto Marcello Iras Baldessari nacque il 23 marzo 1894 a Innsbruck, ma la sua famiglia si trasferì subito a Rovereto (Trentino), dove egli visse l’infanzia e gli anni giovanili. Frequentò gli studi presso la Scuola Reale Elisabettina di Rovereto e poi intraprese la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1908 al 1914, accrescendo le competenze tecniche e maturando contatti con le avanguardie del tempo.
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    Durante la prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, Baldessari aderì con entusiasmo al movimento futurista: si trasferì a Firenze nel 1915, entrò in contatto con le riviste e le correnti del futurismo e realizzò incisioni, oli e disegni dove la velocità, il dinamismo delle macchine e la fusione tra figura e ambiente divennero temi centrali. L’esperienza della guerra e gli spostamenti contribuirono a dare un segno forte alla sua sensibilità, che pur aperta alle sperimentazioni non dimenticò un richiamo al paesaggio e alla sua terra d’origine.

    Nel corso degli anni venti Baldessari soggiornò in vari Paesi europei (Francia, Spagna, Svizzera) e visse una fase di intensa sperimentazione che lo portò ad avvicinarsi al dadaismo e all’astrattismo. In questo periodo assunse anche il nome «Iras», pseudonimo con cui volle distinguersi da altri artisti Baldessari e che rappresenta la sua volontà di autonomia creativa. Dal 1936 si stabilì definitivamente a Rovereto, dove continuò a operare affiancando l’attività pittorica a quella incisoria.

    Il linguaggio di Baldessari si distingue per la coesistenza tra la lezione futurista — con i suoi versi di movimento, linee spezzate, colori intensi — e un amore per la natura, per il paesaggio alpino e urbano del Trentino e del Nord Italia. Le sue opere mostrano una tensione tra meccanismo e natura, tra la modernità tecnologica e il richiamo alla terra, restituendo un universo visivo dove la luce, la linea e la materia dialogano con forza.

    Roberto Marcello Iras Baldessari morì a Roma il 22 giugno 1965, lasciando un’eredità artistica che oggi è oggetto di studi e di mostre retrospettive, testimone di un percorso che attraversa alcune delle principali correnti del XX secolo in Italia senza perdere mai una cifra individuale e autentica.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 8  

    Porto a Livorno

    Nello Giovvanelli
    Livorno 1922 - 1996
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx N.Giovvanelli
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 8  

    Porto a Livorno

    Nello Giovvanelli Nello Giovvanelli
    Livorno 1922 - 1996
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx N.Giovvanelli


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 2
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
    Clicca per espandere

    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 2
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
    Clicca per espandere

    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.



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  • Lotto 9  

    Giovinezza

    Carlo Stratta
    Torino 1852 - 1936
    Acquarello su carta cm 29x19 firmato in basso a dx C.Stratta
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 9  

    Giovinezza

    Carlo Stratta Carlo Stratta
    Torino 1852 - 1936
    Acquarello su carta cm 29x19 firmato in basso a dx C.Stratta


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  • Lotto 9  

    La grande Roche '

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 9  

    La grande Roche '

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 9  

    Angolo della Liguria

    Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 9  

    Angolo della Liguria

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri


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  • Lotto 9  

    Cani da caccia

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 21x27,5 firmato in basso a dx Pellicciotti
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 9  

    Cani da caccia

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 21x27,5 firmato in basso a dx Pellicciotti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Olio su cartone cm 64x94 firmato in basso a dx Alebardi
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Angiolo Alebardi Angiolo Alebardi
    Seriate (BG) 1883 - Bergamo 1969
    Olio su cartone cm 64x94 firmato in basso a dx Alebardi


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  • Lotto 9  

    Nubi

    Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a sx C.Cressini
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 9  

    Nubi

    Carlo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 29x39 firmato in basso a sx C.Cressini


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  • Lotto 9  

    Il monte Rosa

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx Moretti Foggia
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 9  

    Il monte Rosa

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx Moretti Foggia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Natura morta

    Galileo Chini
    Firenze 1873 - Firenze 1956
    Olio su cartone cm 21x17 firmato in basso a sx G.Chini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 9  

    Natura morta

    Galileo Chini Galileo Chini
    Firenze 1873 - Firenze 1956
    Olio su cartone cm 21x17 firmato in basso a sx G.Chini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Olio su tavola cm 36x25,5 firmato in alto a sx E.Zampighi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Eugenio Zampighi Eugenio Zampighi
    Modena 1859 - Maranello 1944
    Olio su tavola cm 36x25,5 firmato in alto a sx E.Zampighi


    12 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Ninfe al bagno

    Giovanni Marchini
    Forli' 1877 - Forli' 1946
    Olio su tela cm 75,5x139,5 firmato in basso a dx G.Marchini
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 9  

    Ninfe al bagno

    Giovanni Marchini Giovanni Marchini
    Forli' 1877 - Forli' 1946
    Olio su tela cm 75,5x139,5 firmato in basso a dx G.Marchini


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ruggero Focardi
    Firenze 1864 - Quercianella (LI) 1934
    Fasano verso Vallombrosa
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Ruggero Focardi Ruggero Focardi
    Firenze 1864 - Quercianella (LI) 1934
    Fasano verso Vallombrosa


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    La fanciulla dai capelli biondi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Gaetano Bellei Gaetano Bellei
    Modena 1857 - Modena 1922
    La fanciulla dai capelli biondi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Al rifugio

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda, datato 1919
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 9  

    Al rifugio

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 45x45 firmato in basso a dx L.Roda, datato 1919


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Stefano Donadoni
    Somasca ( BG ) 1844 - Roma 1911
    Olio su cartone cm 57x44 firmato in basso a dx Donadoni
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Stefano Donadoni Stefano Donadoni
    Somasca ( BG ) 1844 - Roma 1911
    Olio su cartone cm 57x44 firmato in basso a dx Donadoni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano, 1889 - Torino, 1957
    Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Gheduzzi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano, 1889 - Torino, 1957
    Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Gheduzzi


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  • Lotto 9  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 9  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede


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  • Lotto 9  

    Transumanza

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 70x100 firmato in basso a sx C.Domenici.

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
    Clicca per espandere

    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 9  

    Transumanza

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 70x100 firmato in basso a sx C.Domenici.

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.



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  • Lotto 9  

    Vigilia di Natale

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 94x132,5 firmato in basso a dx V.Cargnel
    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 9  

    Vigilia di Natale

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 94x132,5 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • Lotto 9  

    La fioraia di Verona

    Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    La fioraia di Verona
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 9  

    La fioraia di Verona

    Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    La fioraia di Verona


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  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37 firmato in basso a dx A.Beisone.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37 firmato in basso a dx A.Beisone.


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  • Lotto 9  

    Marina

    Carlo Mancini
    Milano 1829 - 1910
    Olio su cartone cm 11x17 firmato in basso a sx C.Mancini

    Carlo Mancini nacque a Milano il 28 febbraio 1829, figlio di Lorenzo e della contessa Lucrezia Barbiano di Belgioioso. L’ambiente familiare fu cruciale per la sua formazione personale e artistica.
    Clicca per espandere

    Crescendo in un contesto che alimentò un profondo amore per la patria, nel 1859 si arruolò con i volontari piemontesi, insieme al fratello Ludovico. Parallelamente, entrò in contatto con il mondo musicale attorno alla villa di famiglia a Merate, dove si esibivano compositori come Rossini, Verdi, Bellini e Donizetti, e si dedicò anche al pianoforte. La sua amicizia con il compositore Arrigo Boito fu significativa, e fu proprio attraverso Mancini che Boito mise in musica parte del suo Mefistofele.

    Non si conoscono con certezza le modalità con cui Mancini si avvicinò alla pittura di paesaggio, né la sua formazione accademica. Tuttavia, è documentato un viaggio in Bretagna e Normandia, che lo ispirò per alcune delle sue prime opere esposte dal 1857. Sebbene si tramandi che abbia frequentato l'Accademia di Brera, non esistono prove documentarie a conferma di ciò. È possibile che Mancini abbia avuto una formazione privata con Giovanni Bisi, docente di paesaggio a Brera, a partire dal 1838. Alcune sue opere, come il dipinto Paesaggio (Milano, Accademia di Brera), risalente agli anni Cinquanta, suggeriscono che abbia intrapreso un percorso d’apprendimento con Bisi, forse in modo informale.

    Mancini fu uno dei principali esponenti della riforma della pittura di paesaggio che si sviluppò a Milano verso la fine degli anni Sessanta, condividendo con altri artisti lombardi un approccio verista e naturalista. La sua pittura si caratterizzò per l'accurata osservazione della natura, con una composizione semplice e una particolare attenzione alla luce e agli effetti atmosferici. Tra le sue opere più apprezzate, Fattoria presso Yport (Milano, Accademia di Brera), esposto nel 1862, ottenne il favore del pubblico e venne acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione.

    Nel 1867, Mancini fu nominato accademico di Brera. Nella seconda metà degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, realizzò una serie di opere di grande qualità, come Ave Maria della sera (Milano, Accademia di Brera) e il dipinto del Lago di Como, che evidenziavano la sua abilità nel rendere l’atmosfera e la luce. La sua tecnica si affinò con il tempo, raggiungendo una precisione disegnativa quasi fotografica. Dopo il 1875, Mancini smise di esporre, partecipando solo sporadicamente alle attività dell’Accademia. Negli anni successivi, viaggiò in Inghilterra, Egitto, India, Birmania, Siam e Cina, realizzando numerosi schizzi, considerati da alcuni critici la sua produzione migliore.

    Morì a Milano il 10 marzo 1910.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 9  

    Marina

    Carlo Mancini Carlo Mancini
    Milano 1829 - 1910
    Olio su cartone cm 11x17 firmato in basso a sx C.Mancini

    Carlo Mancini nacque a Milano il 28 febbraio 1829, figlio di Lorenzo e della contessa Lucrezia Barbiano di Belgioioso. L’ambiente familiare fu cruciale per la sua formazione personale e artistica.
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    Crescendo in un contesto che alimentò un profondo amore per la patria, nel 1859 si arruolò con i volontari piemontesi, insieme al fratello Ludovico. Parallelamente, entrò in contatto con il mondo musicale attorno alla villa di famiglia a Merate, dove si esibivano compositori come Rossini, Verdi, Bellini e Donizetti, e si dedicò anche al pianoforte. La sua amicizia con il compositore Arrigo Boito fu significativa, e fu proprio attraverso Mancini che Boito mise in musica parte del suo Mefistofele.

    Non si conoscono con certezza le modalità con cui Mancini si avvicinò alla pittura di paesaggio, né la sua formazione accademica. Tuttavia, è documentato un viaggio in Bretagna e Normandia, che lo ispirò per alcune delle sue prime opere esposte dal 1857. Sebbene si tramandi che abbia frequentato l'Accademia di Brera, non esistono prove documentarie a conferma di ciò. È possibile che Mancini abbia avuto una formazione privata con Giovanni Bisi, docente di paesaggio a Brera, a partire dal 1838. Alcune sue opere, come il dipinto Paesaggio (Milano, Accademia di Brera), risalente agli anni Cinquanta, suggeriscono che abbia intrapreso un percorso d’apprendimento con Bisi, forse in modo informale.

    Mancini fu uno dei principali esponenti della riforma della pittura di paesaggio che si sviluppò a Milano verso la fine degli anni Sessanta, condividendo con altri artisti lombardi un approccio verista e naturalista. La sua pittura si caratterizzò per l'accurata osservazione della natura, con una composizione semplice e una particolare attenzione alla luce e agli effetti atmosferici. Tra le sue opere più apprezzate, Fattoria presso Yport (Milano, Accademia di Brera), esposto nel 1862, ottenne il favore del pubblico e venne acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione.

    Nel 1867, Mancini fu nominato accademico di Brera. Nella seconda metà degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, realizzò una serie di opere di grande qualità, come Ave Maria della sera (Milano, Accademia di Brera) e il dipinto del Lago di Como, che evidenziavano la sua abilità nel rendere l’atmosfera e la luce. La sua tecnica si affinò con il tempo, raggiungendo una precisione disegnativa quasi fotografica. Dopo il 1875, Mancini smise di esporre, partecipando solo sporadicamente alle attività dell’Accademia. Negli anni successivi, viaggiò in Inghilterra, Egitto, India, Birmania, Siam e Cina, realizzando numerosi schizzi, considerati da alcuni critici la sua produzione migliore.

    Morì a Milano il 10 marzo 1910.



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  • Lotto 9  

    La famiglia

    Gioacchino Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tela cm 30x20 firmato in basso a dx Galbusera

    Gioacchino Galbusera nacque a Milano il 2 aprile 1870 e si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di importanti maestri quali Giuseppe Mentessi, Camillo Rapetti e Riccardo Brambilla. Sin dai primi anni, la sua pittura rivelò un’inclinazione per la solidità della composizione e la brillantezza cromatica, caratteristiche che avrebbero accompagnato tutta la sua carriera.
    Clicca per espandere


    Intorno al 1890 si trasferì a Lugano, in Svizzera, dove sposò Elisa, figlia dello scultore Raimondo Pereda, figura ben nota nel panorama artistico ticinese. Questo legame familiare, unito alla fervente attività culturale della zona, contribuì a radicare profondamente Galbusera nel contesto artistico locale. Nel 1896 fondò infatti una scuola di pittura proprio a Lugano, offrendo un contributo significativo allo sviluppo dell’ambiente artistico della regione.
    La sua attività espositiva fu intensa: partecipò a numerose mostre sia in Svizzera sia all’estero, esponendo a Milano, Roma, Bruxelles e persino a San Pietroburgo. Le sue opere vennero particolarmente apprezzate per le nature morte, in particolare le composizioni floreali, al punto da essergli attribuito l’epiteto di “Raffaello dei fiori”. Accanto ai fiori, però, non mancavano vedute paesaggistiche, soprattutto scorci del Luganese e delle valli del San Bernardino, rese con un’attenta osservazione della luce e della resa atmosferica.
    Galbusera unì sensibilità pittorica e rigore formale, lasciando un segno tangibile nella pittura tra Otto e Novecento, in un equilibrio tra naturalismo e decorativismo. Morì a Lugano il 27 ottobre 1944, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi è riconosciuta e valorizzata tanto in Italia quanto in Svizzera.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 9  

    La famiglia

    Gioacchino Galbusera Gioacchino Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tela cm 30x20 firmato in basso a dx Galbusera

    Gioacchino Galbusera nacque a Milano il 2 aprile 1870 e si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di importanti maestri quali Giuseppe Mentessi, Camillo Rapetti e Riccardo Brambilla. Sin dai primi anni, la sua pittura rivelò un’inclinazione per la solidità della composizione e la brillantezza cromatica, caratteristiche che avrebbero accompagnato tutta la sua carriera.
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    Intorno al 1890 si trasferì a Lugano, in Svizzera, dove sposò Elisa, figlia dello scultore Raimondo Pereda, figura ben nota nel panorama artistico ticinese. Questo legame familiare, unito alla fervente attività culturale della zona, contribuì a radicare profondamente Galbusera nel contesto artistico locale. Nel 1896 fondò infatti una scuola di pittura proprio a Lugano, offrendo un contributo significativo allo sviluppo dell’ambiente artistico della regione.
    La sua attività espositiva fu intensa: partecipò a numerose mostre sia in Svizzera sia all’estero, esponendo a Milano, Roma, Bruxelles e persino a San Pietroburgo. Le sue opere vennero particolarmente apprezzate per le nature morte, in particolare le composizioni floreali, al punto da essergli attribuito l’epiteto di “Raffaello dei fiori”. Accanto ai fiori, però, non mancavano vedute paesaggistiche, soprattutto scorci del Luganese e delle valli del San Bernardino, rese con un’attenta osservazione della luce e della resa atmosferica.
    Galbusera unì sensibilità pittorica e rigore formale, lasciando un segno tangibile nella pittura tra Otto e Novecento, in un equilibrio tra naturalismo e decorativismo. Morì a Lugano il 27 ottobre 1944, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi è riconosciuta e valorizzata tanto in Italia quanto in Svizzera.



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  • Lotto 9  

    Ombre sul lago

    Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Olio su tela cm 49,5x44,5 fir

    Lazzaro Pasini nacque a Reggio Emilia il 28 settembre 1861. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per il disegno, che coltivò sotto la guida dell'incisore Romualdo Belloli.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, ebbe l’opportunità di trasferirsi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Qui studiò con Giovanni Fattori e si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, da cui assimilò l’interesse per la vita quotidiana e per il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua poetica pittorica.

    Il suo debutto ufficiale risale al 1884, quando presentò l’opera In soffitta all’Esposizione Nazionale di Torino. Il dipinto, una scena di genere ispirata a temi sociali, fu molto apprezzato per la sua sincerità e profondità emotiva, tanto da entrare nelle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia. Due anni dopo, Pasini si stabilì a Milano, città che gli offrì nuovi stimoli e lo mise in contatto con gli ambienti del naturalismo lombardo, influenzando ulteriormente il suo stile in direzione di un realismo più attento alla resa luministica e alla verità della scena.

    Nel corso della sua lunga carriera, Pasini partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1912, il pastello Accordi fu acquistato dalla regina madre, testimonianza della stima che godeva anche presso l’ambiente aristocratico. Nel 1918, fu insignito della medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per il valore della sua opera artistica.

    Negli anni maturi, la sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio, trattato con delicata sensibilità cromatica e con una pennellata morbida, quasi musicale. Le sue vedute, spesso ispirate alla Liguria e alla campagna lombarda, riflettono una profonda osservazione della natura e delle sue atmosfere mutevoli.

    Lazzaro Pasini morì a Milano il 29 aprile 1949.

    mato in basso a dx Laz.Pasini
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 9  

    Ombre sul lago

    Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Olio su tela cm 49,5x44,5 fir

    Lazzaro Pasini nacque a Reggio Emilia il 28 settembre 1861. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per il disegno, che coltivò sotto la guida dell'incisore Romualdo Belloli.
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    Grazie a una borsa di studio, ebbe l’opportunità di trasferirsi a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Qui studiò con Giovanni Fattori e si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, da cui assimilò l’interesse per la vita quotidiana e per il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua poetica pittorica.

    Il suo debutto ufficiale risale al 1884, quando presentò l’opera In soffitta all’Esposizione Nazionale di Torino. Il dipinto, una scena di genere ispirata a temi sociali, fu molto apprezzato per la sua sincerità e profondità emotiva, tanto da entrare nelle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia. Due anni dopo, Pasini si stabilì a Milano, città che gli offrì nuovi stimoli e lo mise in contatto con gli ambienti del naturalismo lombardo, influenzando ulteriormente il suo stile in direzione di un realismo più attento alla resa luministica e alla verità della scena.

    Nel corso della sua lunga carriera, Pasini partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1912, il pastello Accordi fu acquistato dalla regina madre, testimonianza della stima che godeva anche presso l’ambiente aristocratico. Nel 1918, fu insignito della medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per il valore della sua opera artistica.

    Negli anni maturi, la sua pittura si concentrò principalmente sul paesaggio, trattato con delicata sensibilità cromatica e con una pennellata morbida, quasi musicale. Le sue vedute, spesso ispirate alla Liguria e alla campagna lombarda, riflettono una profonda osservazione della natura e delle sue atmosfere mutevoli.

    Lazzaro Pasini morì a Milano il 29 aprile 1949.

    mato in basso a dx Laz.Pasini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx M.Garinei


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Frutti

    Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 47X48 firmato in basso a dx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
    Clicca per espandere

    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 9  

    Frutti

    Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 47X48 firmato in basso a dx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
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    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.



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  • Lotto 9  

    Il bouquet

    Nazzareno Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1879 - Piacenza 1969
    Olio su tavola cm 38x29 firmato in basso a dx N.Sidoli.
    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 9  

    Il bouquet

    Nazzareno Sidoli Nazzareno Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1879 - Piacenza 1969
    Olio su tavola cm 38x29 firmato in basso a dx N.Sidoli.


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  • Lotto 9  

    Madre e figlia

    Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Olio su cartone cm 30x18,5 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi



    Ermenegildo Agazzi nacque il 24 luglio 1866 a Mapello, un piccolo centro in provincia di Bergamo, da Francesco e Pierina Moscheni, proprietari di un'osteria. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, ricevendo i primi insegnamenti dal fratello maggiore Rinaldo, anch'egli pittore, e dal maestro Giovanni Cavalleri.
    Clicca per espandere

    Nel 1885, si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone.

    Nel 1886, esordì con l'opera "Ritratto della zia", che attirò l'attenzione della critica. Tuttavia, a causa di alcune ostilità nell'ambiente artistico locale, decise di trasferirsi a Milano, dove poté approfondire la sua formazione e avvicinarsi ai movimenti artistici emergenti dell'epoca. Nella città meneghina, entrò in contatto con gli ambienti della Scapigliatura e del Divisionismo, sviluppando uno stile personale caratterizzato da un uso brillante del colore e da una forte componente emotiva.

    La sua carriera fu costellata di successi e riconoscimenti. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia dal 1899 al 1912, la Triennale di Milano nel 1894, l'Esposizione Universale di Parigi nel 1900, dove ottenne una medaglia d'oro, e l'Esposizione Internazionale di Bruxelles nel 1910, dove fu nuovamente premiato con una medaglia d'oro. Nel 1938, ricevette la medaglia d'oro dal Ministero dell'Educazione Nazionale per il "Ritratto dell'architetto Gattermayer".

    Nel 1931, trascorse un breve periodo a Saint-Brevin, in Francia, dedicandosi alla rappresentazione dei paesaggi della Bretagna. Nel 1942, a causa dei bombardamenti su Milano che distrussero la sua abitazione e il suo studio, si trasferì nuovamente a Bergamo. Qui, il 25 ottobre 1945, fu tragicamente ucciso durante una rapina.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 9  

    Madre e figlia

    Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Olio su cartone cm 30x18,5 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi



    Ermenegildo Agazzi nacque il 24 luglio 1866 a Mapello, un piccolo centro in provincia di Bergamo, da Francesco e Pierina Moscheni, proprietari di un'osteria. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l'arte, ricevendo i primi insegnamenti dal fratello maggiore Rinaldo, anch'egli pittore, e dal maestro Giovanni Cavalleri.
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    Nel 1885, si iscrisse all'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone.

    Nel 1886, esordì con l'opera "Ritratto della zia", che attirò l'attenzione della critica. Tuttavia, a causa di alcune ostilità nell'ambiente artistico locale, decise di trasferirsi a Milano, dove poté approfondire la sua formazione e avvicinarsi ai movimenti artistici emergenti dell'epoca. Nella città meneghina, entrò in contatto con gli ambienti della Scapigliatura e del Divisionismo, sviluppando uno stile personale caratterizzato da un uso brillante del colore e da una forte componente emotiva.

    La sua carriera fu costellata di successi e riconoscimenti. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia dal 1899 al 1912, la Triennale di Milano nel 1894, l'Esposizione Universale di Parigi nel 1900, dove ottenne una medaglia d'oro, e l'Esposizione Internazionale di Bruxelles nel 1910, dove fu nuovamente premiato con una medaglia d'oro. Nel 1938, ricevette la medaglia d'oro dal Ministero dell'Educazione Nazionale per il "Ritratto dell'architetto Gattermayer".

    Nel 1931, trascorse un breve periodo a Saint-Brevin, in Francia, dedicandosi alla rappresentazione dei paesaggi della Bretagna. Nel 1942, a causa dei bombardamenti su Milano che distrussero la sua abitazione e il suo studio, si trasferì nuovamente a Bergamo. Qui, il 25 ottobre 1945, fu tragicamente ucciso durante una rapina.



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  • Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 1
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
    Clicca per espandere

    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Giulia Papetti Giulia Papetti
    Ritratti/Connessioni 1
    Grafite su carta cm 17x12

    Giulia Papetti nasce nella provincia di Milano nel 1997. Fin da piccola manifesta un interesse per il disegno e per la rappresentazione della figura umana; in particolare, il volto attira da sempre la sua attenzione.
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    Ogni singolo dettaglio del viso diventa oggetto di osservazione e studio.
    Sviluppa questa inclinazione attraverso gli studi al Liceo Artistico Caravaggio di Milano, dove affina la propria educazione artistica, proseguendo poi il percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Negli ultimi anni, oltre alla costante attenzione per la figura umana, matura un’esigenza espressiva legata al dissenso nei confronti dell’Antropocene. Alcuni dei suoi lavori prendono così forma in collage di fotografie vintage e immagini proiettate in un futuro immaginario, che uniscono il passato a un ipotetico scenario apocalittico in cui l’essere umano è l’artefice della distruzione del pianeta.
    In questo dialogo tra tempi diversi emerge un velo di speranza, radicato nella riscoperta di alcuni valori fondamentali, come il rinnovato senso di contatto con la natura, che l’essere umano contemporaneo, accecato da un senso di superiorità specista, ha progressivamente smarrito. Questo ritorno alla natura si manifesta attraverso la comparsa di elementi animali nelle figure umane, specchio dell’animo selvaggio che vive in ogni individuo e che è stato nascosto dall’allontanamento dell’uomo dall’ambiente naturale. L’elemento animale diventa così parte integrante dell’identità umana, espressione di una riscoperta del proprio essere in relazione profonda con la natura.



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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Lotto 9  

    Vicolo di paese

    Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 38,5x22,5 firmato in basso a sx Micheli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 9  

    Vicolo di paese

    Guglielmo Micheli Guglielmo Micheli
    Livorno 1866-1926
    Olio su tavola cm 38,5x22,5 firmato in basso a sx Micheli


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  • Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su cartone cm 24x32,5 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su cartone cm 24x32,5 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 75x60 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
    Clicca per espandere



    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 75x60 firmato in basso a sx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
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    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 40x60 firmato in basso a sx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
    Clicca per espandere

    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 40x60 firmato in basso a sx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Il lavoro delle donne

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 20x32 firmato in basso a dx C.Ciani
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 9  

    Il lavoro delle donne

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su cartone cm 20x32 firmato in basso a dx C.Ciani


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 9  

    Sotto i portici

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
    Clicca per espandere



    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 9  

    Sotto i portici

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    La purezza

    Ernesto Fontana
    Milano 1837 - Milano 1918
    Olio su tela cm 17x22,5 firmato in basso a sx E.Fontana

    Ernesto Fontana nacque il 12 febbraio 1837 a Milano. Fin da giovane mostrò un talento artistico che lo portò a frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giuseppe Bertini e Francesco Hayez, due figure di spicco del Romanticismo italiano.
    Clicca per espandere

    Completò i suoi studi nel 1863, distinguendosi per la sua abilità tecnica e la sensibilità artistica.

    Inizialmente, Fontana si dedicò alla pittura storica, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1860 vinse il concorso Canonica con l'opera "Gerolamo Morone, gran cancelliere del duca Francesco Sforza, nel momento che viene arrestato in Novara da Antonio Leyva capitano di Carlo V", attualmente conservata presso la Pinacoteca di Brera a Milano. Questo successo gli aprì le porte a una carriera promettente nel panorama artistico italiano.

    Con il passare del tempo, Fontana ampliò il suo repertorio, avvicinandosi alla pittura di genere e assorbendo influenze dalla Scapigliatura, movimento artistico e letterario milanese. Le sue opere si caratterizzarono per un tono leggero e sentimentale, spesso raffigurando scene di vita quotidiana e figure femminili aggraziate e maliziose. Tra i suoi lavori più noti vi sono "Civetteria" (1869), "Dolce far niente" e "Un ricordo del padre confessore", esposti in diverse mostre nazionali e apprezzati dal pubblico e dalla critica.

    Oltre alla pittura su tela, Fontana si dedicò con successo all'affresco, decorando palazzi e chiese, e lavorò come illustratore per numerosi periodici dell'epoca. La sua versatilità artistica gli permise di ottenere commissioni importanti sia in Italia che all'estero. Nel 1873-74 partecipò alle esposizioni nazionali di Londra, dove le sue opere furono molto apprezzate dai collezionisti britannici.

    Tra le sue opere più celebri si annoverano "Maria Stuarda ai piedi di Elisabetta d'Inghilterra", premiata con medaglia d'oro alla Mostra Nazionale di Milano nel 1872 e successivamente acquisita dal British Museum di Londra, e le due versioni de "L'Odalisca", entrambe premiate e vendute a collezionisti londinesi. Altre opere degne di nota includono "Fortuna", "Carmen", "Mignon", "Una lezione d'amore" e "Ritratto di signora", quest'ultima conservata presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Ernesto Fontana trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cureglia, nel Canton Ticino, dove si spense il 25 luglio 1918.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 10  

    La purezza

    Ernesto Fontana Ernesto Fontana
    Milano 1837 - Milano 1918
    Olio su tela cm 17x22,5 firmato in basso a sx E.Fontana

    Ernesto Fontana nacque il 12 febbraio 1837 a Milano. Fin da giovane mostrò un talento artistico che lo portò a frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giuseppe Bertini e Francesco Hayez, due figure di spicco del Romanticismo italiano.
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    Completò i suoi studi nel 1863, distinguendosi per la sua abilità tecnica e la sensibilità artistica.

    Inizialmente, Fontana si dedicò alla pittura storica, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1860 vinse il concorso Canonica con l'opera "Gerolamo Morone, gran cancelliere del duca Francesco Sforza, nel momento che viene arrestato in Novara da Antonio Leyva capitano di Carlo V", attualmente conservata presso la Pinacoteca di Brera a Milano. Questo successo gli aprì le porte a una carriera promettente nel panorama artistico italiano.

    Con il passare del tempo, Fontana ampliò il suo repertorio, avvicinandosi alla pittura di genere e assorbendo influenze dalla Scapigliatura, movimento artistico e letterario milanese. Le sue opere si caratterizzarono per un tono leggero e sentimentale, spesso raffigurando scene di vita quotidiana e figure femminili aggraziate e maliziose. Tra i suoi lavori più noti vi sono "Civetteria" (1869), "Dolce far niente" e "Un ricordo del padre confessore", esposti in diverse mostre nazionali e apprezzati dal pubblico e dalla critica.

    Oltre alla pittura su tela, Fontana si dedicò con successo all'affresco, decorando palazzi e chiese, e lavorò come illustratore per numerosi periodici dell'epoca. La sua versatilità artistica gli permise di ottenere commissioni importanti sia in Italia che all'estero. Nel 1873-74 partecipò alle esposizioni nazionali di Londra, dove le sue opere furono molto apprezzate dai collezionisti britannici.

    Tra le sue opere più celebri si annoverano "Maria Stuarda ai piedi di Elisabetta d'Inghilterra", premiata con medaglia d'oro alla Mostra Nazionale di Milano nel 1872 e successivamente acquisita dal British Museum di Londra, e le due versioni de "L'Odalisca", entrambe premiate e vendute a collezionisti londinesi. Altre opere degne di nota includono "Fortuna", "Carmen", "Mignon", "Una lezione d'amore" e "Ritratto di signora", quest'ultima conservata presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Ernesto Fontana trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cureglia, nel Canton Ticino, dove si spense il 25 luglio 1918.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Ragazza Lecchese

    Edoardo Galli
    Napoli 1854 - 1920
    Olio su cartone cm 96x68 firmato in basso a sx E.Galli.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Ragazza Lecchese

    Eduardo Galli Edoardo Galli
    Napoli 1854 - 1920
    Olio su cartone cm 96x68 firmato in basso a sx E.Galli.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    I funghi porcini

    Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 42x56,5 firmato in basso a sx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
    Clicca per espandere

    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 10  

    I funghi porcini

    Casimiro Jodi Casimiro Jodi
    Modena 1886 - Rovigo 1948
    Olio su tavola cm 42x56,5 firmato in basso a sx Casimiro Jodi

    Casimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città.
    Clicca per espandere

    La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a RovigoCasimiro Jodi nacque a Modena il 30 ottobre 1886. Fin da giovane, si distinse per il suo talento artistico, iniziando a frequentare l'Istituto di Belle Arti della sua città. La sua formazione proseguì a Roma, dove studiò presso l'Accademia di San Luca, e a Firenze, dove perfezionò la sua tecnica. Durante gli anni di formazione, Jodi mostrò un'inclinazione per il ritratto, la natura morta e la pittura paesaggistica, con uno stile che combinava precisione tecnica e grande sensibilità per i dettagli.

    Nel 1910, partecipò alla IX Esposizione Internazionale di Venezia, presentando alcune delle sue prime opere, tra cui "Vecchio calciaiuolo" e "Impressione". Queste opere, così come quelle successive, riflettevano una poetica che fondeva il simbolismo e il realismo, con una particolare attenzione alla resa dei volumi e alla luce. La sua carriera espositiva fu costellata di successi, con mostre a Milano, Verona e Napoli, dove il suo lavoro suscitò l'apprezzamento di critica e pubblico.

    Nel 1913, Jodi tornò a Modena, dove intraprese la carriera di insegnante di disegno, prima come professore alla Scuola Normale Maschile, poi come docente presso il Liceo Artistico della città. Nonostante i suoi impegni didattici, continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando opere significative come il "Ritratto di donna con cappello nero", che ritraeva la sorella Camilla, scrittrice e giornalista.

    La sua arte spaziò tra temi diversi, ma la natura morta, il ritratto e il paesaggio rimasero i soggetti privilegiati. Il suo stile, sobrio e pacato, lo rese un artista apprezzato per la sua capacità di catturare l'anima delle cose e delle persone. Nelle mostre internazionali, come quelle della Biennale di Venezia, Jodi presentò lavori che si distinsero per la forza evocativa e la cura nei dettagli.

    Nel 1939, allestì una personale a Rovigo, dove espose opere come "I crisantemi sul tavolo" e "Ritratto di giovane convalescente". Queste opere rappresentano il culmine della sua ricerca stilistica, caratterizzata da una pittura che, pur nella sua meticolosità, riusciva ad esprimere una grande spontaneità.

    Casimiro Jodi morì il 26 agosto 1948 a Rovigo.



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  • Lotto 10  

    Via Ghibellina Firenze

    Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 10  

    Via Ghibellina Firenze

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a sx M.Garinei


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  • Lotto 10  

    L'arrivo a Mandello

    Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Acquerello su carta cm 42x61 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini

    Riccardo Pellegrini nacque a Milano l'11 marzo 1863 e morì a Crescenzago il 31 marzo 1934. Cresciuto in un ambiente fortemente influenzato dal romanticismo milanese, proseguì i suoi studi artistici a Roma e Napoli, sotto la guida di Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    I suoi viaggi in Inghilterra, Francia e, soprattutto, in Spagna, arricchirono la sua arte, ispirandolo a rappresentare scene rustiche e paesaggi di grande intensità emotiva, spesso intrisi di un’atmosfera mediterranea.

    Oltre alla pittura, Pellegrini si distinse anche come illustratore, collaborando con importanti riviste del suo tempo e realizzando illustrazioni per opere letterarie come Don Chisciotte di Cervantes e Gil Blas di Alain-René Lesage. Le sue creazioni per cartoline d’epoca sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano Scene di pesca (1887), Domenica all'aperto (1890), Donne eleganti in riva al lago (1897), oltre a dipinti come A Siviglia, Bolero Andaluso e Mercato Arabo (circa 1890). Le sue tele sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Camuno di Breno. Pellegrini partecipò a numerose mostre, tra cui una a Pisa, dove espose ben diciannove opere. Il suo stile è caratterizzato da un uso vibrante dei colori e dalla capacità di catturare con grande dettaglio scene di vita quotidiana, che ne fanno un pittore amato per la sua abilità nel rappresentare la realtà in maniera vivida e coinvolgente.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 10  

    L'arrivo a Mandello

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Acquerello su carta cm 42x61 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini

    Riccardo Pellegrini nacque a Milano l'11 marzo 1863 e morì a Crescenzago il 31 marzo 1934. Cresciuto in un ambiente fortemente influenzato dal romanticismo milanese, proseguì i suoi studi artistici a Roma e Napoli, sotto la guida di Domenico Morelli.
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    I suoi viaggi in Inghilterra, Francia e, soprattutto, in Spagna, arricchirono la sua arte, ispirandolo a rappresentare scene rustiche e paesaggi di grande intensità emotiva, spesso intrisi di un’atmosfera mediterranea.

    Oltre alla pittura, Pellegrini si distinse anche come illustratore, collaborando con importanti riviste del suo tempo e realizzando illustrazioni per opere letterarie come Don Chisciotte di Cervantes e Gil Blas di Alain-René Lesage. Le sue creazioni per cartoline d’epoca sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

    Tra le sue opere più celebri si ricordano Scene di pesca (1887), Domenica all'aperto (1890), Donne eleganti in riva al lago (1897), oltre a dipinti come A Siviglia, Bolero Andaluso e Mercato Arabo (circa 1890). Le sue tele sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Camuno di Breno. Pellegrini partecipò a numerose mostre, tra cui una a Pisa, dove espose ben diciannove opere. Il suo stile è caratterizzato da un uso vibrante dei colori e dalla capacità di catturare con grande dettaglio scene di vita quotidiana, che ne fanno un pittore amato per la sua abilità nel rappresentare la realtà in maniera vivida e coinvolgente.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Paesaggio svizzero

    Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
    Clicca per espandere

    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 10  

    Paesaggio svizzero

    Carlo Jotti Carlo Jotti
    Milano, 1826 - Milano, 1905
    Olio su cartone cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx C.Jotti

    Carlo Jotti nacque a Milano il 29 marzo 1826 e si formò artisticamente presso l'Accademia di Brera, dove ebbe come maestri Luigi Sabatelli e Giuseppe Bisi. Inizialmente orientato verso la pittura storica di stampo accademico sotto l'influenza di Sabatelli, successivamente si avvicinò al paesaggismo grazie all'insegnamento di Bisi, sviluppando una visione realistica basata sull'osservazione diretta della natura.
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    Questo approccio lo inserì nel gruppo dei paesaggisti lombardi, noti per l'attenzione alla luce e ai colori.
    A partire dal 1847, Jotti partecipò assiduamente alle mostre di Milano, Torino, Genova e Venezia, esponendo opere che ritraevano scorci del Lago Maggiore, del Lago di Como, della Riviera Ligure di Ponente e di altre località italiane come il Lazio e la Campania. Tra i suoi lavori più noti si annoverano "Monte Rosa", "Madonna del Monte", "Pescarenico (Lecco)" e "Acquedotto". La sua pittura si distingue per una rappresentazione vigorosa e appassionata del vero, con una particolare sensibilità verso le atmosfere e i dettagli del paesaggio italiano.
    Carlo Jotti morì a Milano il 21 giugno 1905. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, testimoniando il suo contributo significativo alla pittura paesaggistica dell'Ottocento italiano.



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  • Lotto 10  

    Paesaggio

    Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 10  

    Paesaggio

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi



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  • Lotto 10  

    Lungo il sentiero

    Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 48,5x69 firmato in basso a dx G.Bo.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 10  

    Lungo il sentiero

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 48,5x69 firmato in basso a dx G.Bo.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Ragazza tra le spighe

    Mario Borgoni
    Pesaro 1869 - Napoli 1936
    Olio su tela cm 80,5x49,5 firmato in alto a sx M.Borgoni
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 10  

    Ragazza tra le spighe

    Mario Borgoni Mario Borgoni
    Pesaro 1869 - Napoli 1936
    Olio su tela cm 80,5x49,5 firmato in alto a sx M.Borgoni


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  • Lotto 10  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a sx P.Punzo


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  • Lotto 10  

    Ritratto femminile

    Francesco Vinea
    Forli 1845 - Firenze 1902
    Olio su tavola cm 30x5x22,5 firmato in alto a sx F.Vinea.

    Francesco Vinea nacque a Forlì il 10 agosto 1845. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a trasferirsi a Firenze, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi, affrontando un periodo di precarietà durante il quale lavorò come fotografo e illustratore per riviste. Successivamente, riuscì a riprendere la formazione artistica sotto la guida di Enrico Pollastrini, sebbene per un solo anno.

    Contrariamente alla tendenza accademica dell'epoca, che privilegiava soggetti storici o naturalistici, Vinea sviluppò uno stile personale, caratterizzato da scene di genere ambientate in epoche passate, con personaggi in costumi settecenteschi o rococò, ritratti in interni sontuosamente arredati. Le sue opere, spesso intrise di eleganza e ironia, raffigurano momenti di vita quotidiana con un tocco teatrale e decorativo.

    Il successo delle sue opere fu notevole, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove vennero apprezzate per la raffinatezza e la vivacità cromatica. Questo gli permise di condurre una vita agiata, stabilendosi in una villa a Pracchia, località appenninica, e mantenendo uno studio a Firenze, descritto come un ambiente ricco di oggetti d'arte e arredi eclettici, che spesso comparivano nei suoi dipinti.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Baccanale di soldati", "Alla più bella", "La visita alla nonna", "Un rapimento", "Una bagnante", "Il Vescovo" e "Un appuntamento". Vinea si dedicò anche alla tecnica dell'acquerello, dimostrando versatilità e padronanza in diverse modalità espressive.

    Francesco Vinea morì a Firenze il 22 ottobre 1902.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 10  

    Ritratto femminile

    Francesco Vinea Francesco Vinea
    Forli 1845 - Firenze 1902
    Olio su tavola cm 30x5x22,5 firmato in alto a sx F.Vinea.

    Francesco Vinea nacque a Forlì il 10 agosto 1845. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a trasferirsi a Firenze, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti.
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    Tuttavia, difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi, affrontando un periodo di precarietà durante il quale lavorò come fotografo e illustratore per riviste. Successivamente, riuscì a riprendere la formazione artistica sotto la guida di Enrico Pollastrini, sebbene per un solo anno.

    Contrariamente alla tendenza accademica dell'epoca, che privilegiava soggetti storici o naturalistici, Vinea sviluppò uno stile personale, caratterizzato da scene di genere ambientate in epoche passate, con personaggi in costumi settecenteschi o rococò, ritratti in interni sontuosamente arredati. Le sue opere, spesso intrise di eleganza e ironia, raffigurano momenti di vita quotidiana con un tocco teatrale e decorativo.

    Il successo delle sue opere fu notevole, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove vennero apprezzate per la raffinatezza e la vivacità cromatica. Questo gli permise di condurre una vita agiata, stabilendosi in una villa a Pracchia, località appenninica, e mantenendo uno studio a Firenze, descritto come un ambiente ricco di oggetti d'arte e arredi eclettici, che spesso comparivano nei suoi dipinti.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Baccanale di soldati", "Alla più bella", "La visita alla nonna", "Un rapimento", "Una bagnante", "Il Vescovo" e "Un appuntamento". Vinea si dedicò anche alla tecnica dell'acquerello, dimostrando versatilità e padronanza in diverse modalità espressive.

    Francesco Vinea morì a Firenze il 22 ottobre 1902.



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  • Lotto 10  

    Il gesto del cucire

    Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su tela cm 64x49 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Il gesto del cucire

    Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su tela cm 64x49 firmato in basso a dx L.Balestrieri


    9 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    In Posa 1925

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 35x51 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 10  

    In Posa 1925

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 35x51 firmato in basso a dx G.Menato


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  • Lotto 10  

    la processione 1872

    Carlo Nogaro
    Asti 1837 - Francia Choisy au Bac 1931
    Olio su tela cm 104x79 firmato in basso a sx
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 10  

    la processione 1872

    Carlo Nogaro Carlo Nogaro
    Asti 1837 - Francia Choisy au Bac 1931
    Olio su tela cm 104x79 firmato in basso a sx


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Isola Pescatori

    Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Isola Pescatori

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a sx G.Legora


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  • Lotto 10  

    Il Monviso

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 10  

    Il Monviso

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37 firmato in basso a sx A.Beisone


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Composizione floreale

    Fausto Antonioli
    Bergamo 1822 - Udine 1882
    Composizione floreale
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 10  

    Composizione floreale

    Fausto Antonioli Fausto Antonioli
    Bergamo 1822 - Udine 1882
    Composizione floreale


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  • Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a destra Pier Focardi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Olio su tavola cm 23x34 firmato in basso a destra Pier Focardi


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  • Lotto 10  

    Adorazione

    Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 121x80,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 10  

    Adorazione

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 121x80,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle


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  • Lotto 10  

    Confidenze1890

    Carlo Costantino Barbavara
    Torino XIX
    Olio su tavola cm 30x19 firmato in basso a sx CarloCostantino Barbavara
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 10  

    Confidenze1890

    Carlo Costantino Barbavara Carlo Costantino Barbavara
    Torino XIX
    Olio su tavola cm 30x19 firmato in basso a sx CarloCostantino Barbavara


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  • Lotto 10  

    1923

    Giovanni Malesci
    Vespignano 1884 - Milano 1969
    Campagna
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 10  

    1923

    Giovanni Malesci Giovanni Malesci
    Vespignano 1884 - Milano 1969
    Campagna


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  • Lotto 10  

    Nei pressi di Cogne

    Lorenzo Kirchmayr
    Torino 1869 - 1933
    Olio su cartone cm 35x52,5
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Nei pressi di Cogne

    Lorenzo Kirchmayr Lorenzo Kirchmayr
    Torino 1869 - 1933
    Olio su cartone cm 35x52,5


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  • Lotto 10  

    Sole sul Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47,5x64 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA min € 2200 - max € 2400

    Lotto 10  

    Sole sul Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47,5x64 firmato in basso a sx L.Roda


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  • Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tavola cm 31x41 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tavola cm 31x41 firmato in basso a dx Brugnoli


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  • Lotto 10  

    Interno con figura

    Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 14x19 firmato in basso a sx C.Filippelli
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 10  

    Interno con figura

    Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 14x19 firmato in basso a sx C.Filippelli


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  • Lotto 10  

    Colori d'estate

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x63 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 10  

    Colori d'estate

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x63 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 10  

    Temporale imminente

    Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx G.Falchetti
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 10  

    Temporale imminente

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx G.Falchetti


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  • Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Carolina
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Carolina


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  • Lotto 10  

    Vaso di fiori 1958

    Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 80x60 firmato in alto a sx Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
    Clicca per espandere

    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 10  

    Vaso di fiori 1958

    Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 80x60 firmato in alto a sx Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
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    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.



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  • Lotto 10  

    Pomeriggio di sole

    Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 19,5x12,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 10  

    Pomeriggio di sole

    Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 19,5x12,5 firmato in basso a dx A.Piatti


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  • Cesare Uva
    Avellino 1828 - Napoli 1886
    Olio su tela cm 48x65 firmato in basso a dx C.Uva ( difetti )

    Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 in una famiglia semplice. Il padre, decoratore d’interni, gli trasmise fin da bambino il gusto per il disegno e lo introdusse alle prime tecniche pittoriche.
    Clicca per espandere

    Nonostante le difficoltà economiche, Uva mostrò un talento precoce: un premio ottenuto nel 1848 gli permise di proseguire gli studi a Napoli, dove si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti. In quell’ambiente entrò in contatto con il paesaggismo romantico e affinò la capacità di osservare la natura con attenzione luministica e sensibilità poetica.

    Terminata la formazione, tornò per un periodo ad Avellino, dove aprì una piccola bottega e impartì lezioni di pittura. Ben presto però si stabilì definitivamente a Napoli, città nella quale trovò un pubblico sensibile alle sue vedute e un ambiente artistico più stimolante. Con un collega aprì uno studio in via Riviera di Chiaia, luogo in cui produsse molte delle opere oggi considerate rappresentative della sua attività.

    La sua pittura si concentrò soprattutto sul paesaggio: marine, vedute campane, scorci di Napoli, di Pompei e dell’Irpinia costituiscono il nucleo centrale della sua produzione. Uva prediligeva la tempera e il guazzo su carta o cartoncino, tecniche che gli consentivano di ottenere effetti di luce rapidi, freschi e vibranti. Le sue scene sono spesso immerse in una atmosfera quieta e armoniosa, con cieli morbidi, colori delicati e un senso di pacata poesia.

    Accanto alla pittura svolse anche attività di restauro e scenografia, contribuendo alla valorizzazione di alcuni edifici pubblici della sua città natale. Fu apprezzato da committenti aristocratici e da un pubblico che riconosceva nelle sue opere una rappresentazione immediata e sincera della bellezza del paesaggio meridionale.

    Cesare Uva morì a Napoli il 16 febbraio 1886.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Cesare Uva Cesare Uva
    Avellino 1828 - Napoli 1886
    Olio su tela cm 48x65 firmato in basso a dx C.Uva ( difetti )

    Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 in una famiglia semplice. Il padre, decoratore d’interni, gli trasmise fin da bambino il gusto per il disegno e lo introdusse alle prime tecniche pittoriche.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Uva mostrò un talento precoce: un premio ottenuto nel 1848 gli permise di proseguire gli studi a Napoli, dove si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti. In quell’ambiente entrò in contatto con il paesaggismo romantico e affinò la capacità di osservare la natura con attenzione luministica e sensibilità poetica.

    Terminata la formazione, tornò per un periodo ad Avellino, dove aprì una piccola bottega e impartì lezioni di pittura. Ben presto però si stabilì definitivamente a Napoli, città nella quale trovò un pubblico sensibile alle sue vedute e un ambiente artistico più stimolante. Con un collega aprì uno studio in via Riviera di Chiaia, luogo in cui produsse molte delle opere oggi considerate rappresentative della sua attività.

    La sua pittura si concentrò soprattutto sul paesaggio: marine, vedute campane, scorci di Napoli, di Pompei e dell’Irpinia costituiscono il nucleo centrale della sua produzione. Uva prediligeva la tempera e il guazzo su carta o cartoncino, tecniche che gli consentivano di ottenere effetti di luce rapidi, freschi e vibranti. Le sue scene sono spesso immerse in una atmosfera quieta e armoniosa, con cieli morbidi, colori delicati e un senso di pacata poesia.

    Accanto alla pittura svolse anche attività di restauro e scenografia, contribuendo alla valorizzazione di alcuni edifici pubblici della sua città natale. Fu apprezzato da committenti aristocratici e da un pubblico che riconosceva nelle sue opere una rappresentazione immediata e sincera della bellezza del paesaggio meridionale.

    Cesare Uva morì a Napoli il 16 febbraio 1886.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tela cm 71x43 firmato in basso a sx Milesi

    Alessandro Milesi, figlio di Giovanni Maria, un commerciante all'ingrosso di granaglie, e della sua seconda moglie Lucia Viola, vide la luce a Venezia il 29 aprile 1856. Fu battezzato il 4 maggio nella parrocchia di S.
    Clicca per espandere

    Trovaso, contribuendo così alla ricca tradizione artistica di questa città lagunare.

    La sua giovinezza fu segnata da sfide economiche a causa della malattia del padre, che lo spinsero a iniziare a lavorare come tabaccaio nei pressi di S. Simeone. Tuttavia, la sua passione per l'arte lo spinse a perseguire una carriera artistica.

    A soli tredici anni, il 15 novembre 1869, Alessandro si iscrisse all'Accademia di belle arti di Venezia, un importante passo nella sua formazione. Qui studiò con impegno e ottenne risultati lodevoli, come attestato dai documenti conservati negli Archivi dell'Accademia.

    Il suo percorso artistico lo portò successivamente a Verona, dove seguì il suo insegnante Napoleone Nani. Grazie all'aiuto di Nani, ottenne commissioni importanti, tra cui il dipinto del soffitto di una chiesa a Isola della Scala e altri lavori significativi.

    Tornato a Venezia, Alessandro Milesi creò opere notevoli, tra cui i ritratti del padre e della madre, esposti in importanti gallerie d'arte. Espose in diverse mostre nazionali ed internazionali, guadagnandosi una crescente reputazione.

    Le sue opere spesso rappresentavano scene di vita quotidiana veneziana, con gruppi di persone intente al lavoro o alla conversazione, influenzate dalla tendenza artistica di quegli anni. Le sue composizioni richiamavano l'attenzione di collezionisti e artisti stranieri.

    Nel 1886, Alessandro Milesi si sposò con Maria Ciardi, anch'essa proveniente da una famiglia di artisti. Continuò a dipingere con passione, realizzando ritratti e opere di grande impegno sociale.

    Partecipò regolarmente alla Biennale di Venezia, esponendo diverse opere che ottennero apprezzamento e premi. Il suo contributo all'arte veneziana fu significativo, con opere che riflettevano la vita e la cultura della città.

    Nel 1934, realizzò una pala d'altare per la chiesa di S. Teresa a Venezia, una delle rare opere a soggetto religioso della sua carriera.

    Alessandro Milesi trascorse gran parte della sua vita a Venezia, contribuendo in modo significativo alla scena artistica della città. Morì il 29 ottobre 1945 a Venezia, lasciando un eredità duratura nel mondo dell'arte veneziana. Le sue opere continuano a essere ammirate e studiate per la loro bellezza e autenticità.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tela cm 71x43 firmato in basso a sx Milesi

    Alessandro Milesi, figlio di Giovanni Maria, un commerciante all'ingrosso di granaglie, e della sua seconda moglie Lucia Viola, vide la luce a Venezia il 29 aprile 1856. Fu battezzato il 4 maggio nella parrocchia di S.
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    Trovaso, contribuendo così alla ricca tradizione artistica di questa città lagunare.

    La sua giovinezza fu segnata da sfide economiche a causa della malattia del padre, che lo spinsero a iniziare a lavorare come tabaccaio nei pressi di S. Simeone. Tuttavia, la sua passione per l'arte lo spinse a perseguire una carriera artistica.

    A soli tredici anni, il 15 novembre 1869, Alessandro si iscrisse all'Accademia di belle arti di Venezia, un importante passo nella sua formazione. Qui studiò con impegno e ottenne risultati lodevoli, come attestato dai documenti conservati negli Archivi dell'Accademia.

    Il suo percorso artistico lo portò successivamente a Verona, dove seguì il suo insegnante Napoleone Nani. Grazie all'aiuto di Nani, ottenne commissioni importanti, tra cui il dipinto del soffitto di una chiesa a Isola della Scala e altri lavori significativi.

    Tornato a Venezia, Alessandro Milesi creò opere notevoli, tra cui i ritratti del padre e della madre, esposti in importanti gallerie d'arte. Espose in diverse mostre nazionali ed internazionali, guadagnandosi una crescente reputazione.

    Le sue opere spesso rappresentavano scene di vita quotidiana veneziana, con gruppi di persone intente al lavoro o alla conversazione, influenzate dalla tendenza artistica di quegli anni. Le sue composizioni richiamavano l'attenzione di collezionisti e artisti stranieri.

    Nel 1886, Alessandro Milesi si sposò con Maria Ciardi, anch'essa proveniente da una famiglia di artisti. Continuò a dipingere con passione, realizzando ritratti e opere di grande impegno sociale.

    Partecipò regolarmente alla Biennale di Venezia, esponendo diverse opere che ottennero apprezzamento e premi. Il suo contributo all'arte veneziana fu significativo, con opere che riflettevano la vita e la cultura della città.

    Nel 1934, realizzò una pala d'altare per la chiesa di S. Teresa a Venezia, una delle rare opere a soggetto religioso della sua carriera.

    Alessandro Milesi trascorse gran parte della sua vita a Venezia, contribuendo in modo significativo alla scena artistica della città. Morì il 29 ottobre 1945 a Venezia, lasciando un eredità duratura nel mondo dell'arte veneziana. Le sue opere continuano a essere ammirate e studiate per la loro bellezza e autenticità.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Scena familiare 1937

    Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a sx C.Filippelli



    Cafiero Filippelli nacque a Livorno il 4 dicembre 1889 e vi morì nel febbraio del 1973. Appartenente al vivace panorama artistico della città labronica, formò la propria sensibilità pittorica entrando in contatto con la Scuola di Livorno e con gli ambienti toscani della fine dell’Ottocento e del primo Novecento.
    Clicca per espandere

    Compì gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove incontrò maestri come Giovanni Fattori e Galileo Chini, grazie ai quali poté assorbire tanto l’eredità della macchia marinara quanto le suggestioni liberty.

    Allievo dello scultore Lorenzo Gori e dell’acquarellista Lorenzo Cecchi, Filippelli sviluppò un linguaggio che si colloca tra la tradizione post-macchiaiola e un più moderno senso dell’intimità domestica. È noto soprattutto per le sue “scene di interno” – ambienti familiari e quotidiani illuminati da luci artificiali, come lampade o candele, in cui l’illuminazione gioca un ruolo centrale nella resa atmosferica. Accanto a questi soggetti più raccolti, Filippelli dimostrò anche dimestichezza con la pittura en plein air, realizzando marine, paesaggi e figure femminili immerse nel panorama costiero o urbano di Livorno e dintorni.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni fra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, consolidando la sua presenza nel circuito dell’arte italiana del XX secolo. Filippelli fu inoltre membro del Gruppo Labronico, importante associazione di artisti livornesi che operava negli anni d’oro della città. La sua opera conobbe ampia diffusione sul mercato dell’arte, in particolare grazie al riconoscimento delle sue vedute e degli interni familiari, benché a partire dagli anni Cinquanta la sua produzione e la sua quotazione abbiano subito una graduale flessione.

    Dal punto di vista stilistico, Filippelli si distingue per un saldo mestiere pittorico, una tavolozza calibrata e una luce intimista che conferisce alle sue composizioni un tono raccolto, quasi meditativo. Le figure, quando presenti, paiono assorte in gesti quotidiani: un padre che legge, una madre che veglia sul bimbo, una famiglia riunita attorno al focolare. Non mancano tuttavia i soggetti più “esteriori” come vedute marine, barche ormeggiate, momenti di vita sul lungomare di Ardenza o in altri scorci livornesi, in cui l’artista sa tradurre la brezza, il riflesso dell’acqua, la luce della sera.

    Cafiero Filippelli rimane oggi un interprete significativo del gusto sostenuto della Livorno del suo tempo: un pittore che, pur non spingendosi verso le sperimentazioni radicali, seppe cogliere con sincerità e sensibilità il mondo che lo circondava – la famiglia, la casa, il mare, la luce – e tradurlo in immagini di intima verità.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 10  

    Scena familiare 1937

    Cafiero Filippelli Cafiero Filippelli
    Livorno 1889 - 1973
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a sx C.Filippelli



    Cafiero Filippelli nacque a Livorno il 4 dicembre 1889 e vi morì nel febbraio del 1973. Appartenente al vivace panorama artistico della città labronica, formò la propria sensibilità pittorica entrando in contatto con la Scuola di Livorno e con gli ambienti toscani della fine dell’Ottocento e del primo Novecento.
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    Compì gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove incontrò maestri come Giovanni Fattori e Galileo Chini, grazie ai quali poté assorbire tanto l’eredità della macchia marinara quanto le suggestioni liberty.

    Allievo dello scultore Lorenzo Gori e dell’acquarellista Lorenzo Cecchi, Filippelli sviluppò un linguaggio che si colloca tra la tradizione post-macchiaiola e un più moderno senso dell’intimità domestica. È noto soprattutto per le sue “scene di interno” – ambienti familiari e quotidiani illuminati da luci artificiali, come lampade o candele, in cui l’illuminazione gioca un ruolo centrale nella resa atmosferica. Accanto a questi soggetti più raccolti, Filippelli dimostrò anche dimestichezza con la pittura en plein air, realizzando marine, paesaggi e figure femminili immerse nel panorama costiero o urbano di Livorno e dintorni.

    Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni fra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, consolidando la sua presenza nel circuito dell’arte italiana del XX secolo. Filippelli fu inoltre membro del Gruppo Labronico, importante associazione di artisti livornesi che operava negli anni d’oro della città. La sua opera conobbe ampia diffusione sul mercato dell’arte, in particolare grazie al riconoscimento delle sue vedute e degli interni familiari, benché a partire dagli anni Cinquanta la sua produzione e la sua quotazione abbiano subito una graduale flessione.

    Dal punto di vista stilistico, Filippelli si distingue per un saldo mestiere pittorico, una tavolozza calibrata e una luce intimista che conferisce alle sue composizioni un tono raccolto, quasi meditativo. Le figure, quando presenti, paiono assorte in gesti quotidiani: un padre che legge, una madre che veglia sul bimbo, una famiglia riunita attorno al focolare. Non mancano tuttavia i soggetti più “esteriori” come vedute marine, barche ormeggiate, momenti di vita sul lungomare di Ardenza o in altri scorci livornesi, in cui l’artista sa tradurre la brezza, il riflesso dell’acqua, la luce della sera.

    Cafiero Filippelli rimane oggi un interprete significativo del gusto sostenuto della Livorno del suo tempo: un pittore che, pur non spingendosi verso le sperimentazioni radicali, seppe cogliere con sincerità e sensibilità il mondo che lo circondava – la famiglia, la casa, il mare, la luce – e tradurlo in immagini di intima verità.



    12 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 10  

    Autoritratto 5

    Lotti
    Autoritratto 5
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
    Clicca per espandere


    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 10  

    Autoritratto 5

    Lotti Lotti
    Autoritratto 5
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.



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  • Lotto 11  

    Ritratto di fanciulla

    Manolo Ruiz Pipo
    Spagna 1929 - 1999
    Olio su tela cm 35x27,5 firmato in basso a sx Pipo
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 11  

    Ritratto di fanciulla

    Manolo Ruiz Pipo Manolo Ruiz Pipo
    Spagna 1929 - 1999
    Olio su tela cm 35x27,5 firmato in basso a sx Pipo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Ritorno dall'alpe

    Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su tela cm 59,5x73 firmato in basso a dx A.Garino
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 11  

    Ritorno dall'alpe

    Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su tela cm 59,5x73 firmato in basso a dx A.Garino


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Cucendo, 1872

    Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 45x36,5 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 11  

    Cucendo, 1872

    Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 45x36,5 firmato in basso a dx R.Pontremoli


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  • Lotto 11  

    Verso la sera, 1925

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx Gino Romiti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 11  

    Verso la sera, 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx Gino Romiti


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  • Lotto 11  

    Carnevale a Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 43x59 firmato in basso a sx E.Zago
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 11  

    Carnevale a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 43x59 firmato in basso a sx E.Zago


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a sx L.Rodw
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a sx L.Rodw


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Il gondoliere

    Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 53x38 firmato in basso a dx A.Milesi
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 11  

    Il gondoliere

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 53x38 firmato in basso a dx A.Milesi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Gentiluomo

    Anselmo Gianfanti
    Cesena 1857 - 1903
    Olio su tavola cm 29,5x12 firmato al retro Anselmo Gianfanti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 11  

    Gentiluomo

    Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Cesena 1857 - 1903
    Olio su tavola cm 29,5x12 firmato al retro Anselmo Gianfanti


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  • Lotto 11  

    Bel viso

    Anselmo Gianfanti
    Montiano 1857 - Cesena 1903
    Olio su tela cm 34x31 firmato in basso a dx A.Gianfanti
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 11  

    Bel viso

    Anselmo Gianfanti Anselmo Gianfanti
    Montiano 1857 - Cesena 1903
    Olio su tela cm 34x31 firmato in basso a dx A.Gianfanti


    11 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Maddalena

    Cesare Tallone
    Savona 1853 - Milano 1919
    Olio su tela cm 101x66,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Pubblicato a colori su Cesare Tallone. Ritratti di società
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 11  

    Maddalena

    Cesare Tallone Cesare Tallone
    Savona 1853 - Milano 1919
    Olio su tela cm 101x66,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Pubblicato a colori su Cesare Tallone. Ritratti di società


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Scena famigliare

    Luigi Bechi
    Firenze 1830 - 1919
    Scena famigliare
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 11  

    Scena famigliare

    Luigi Bechi Luigi Bechi
    Firenze 1830 - 1919
    Scena famigliare


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Lugano da Cureggia
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 11  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Lugano da Cureggia


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  • Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 34x38 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 34x38 firmato in basso a dx A.Lupo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx G.Legora
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx G.Legora


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tela cm 95x150,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tela cm 95x150,5 firmato in basso a dx A.Beisone


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 32x20 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 600 - max € 700

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 32x20 firmato in basso a dx G.Menato


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    La ballerina

    Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 38x34 firmato in basso a sx Noel Quintavalle
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 11  

    La ballerina

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 38x34 firmato in basso a sx Noel Quintavalle


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Nudo femminile

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 57,5x42 firmato in basso a dx Amisani.

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 11  

    Nudo femminile

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 57,5x42 firmato in basso a dx Amisani.

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
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    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 35x45 firmato in basso a dx C.Bossone
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 35x45 firmato in basso a dx C.Bossone


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Il bagno

    Francesco Longo Mancini
    Catania 1880 - Roma 1948
    Olio su tela cm 78x62,5 firmato in basso a dx F.Longo Mancini
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 11  

    Il bagno

    Francesco Longo Mancini Francesco Longo Mancini
    Catania 1880 - Roma 1948
    Olio su tela cm 78x62,5 firmato in basso a dx F.Longo Mancini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Alle falde del Rosa

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 34x44 firmato in basso a dx G.Colmo.
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 11  

    Alle falde del Rosa

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 34x44 firmato in basso a dx G.Colmo.


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Paesaggio montano

    Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi

    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 11  

    Paesaggio montano

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 13,5x11 firmato in basso a dx Marcello Broggi



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  • Lotto 11  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 17,5x28 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
    Clicca per espandere


    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 11  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 17,5x28 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 49,5x95,5 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
    Clicca per espandere

    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 49,5x95,5 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei
    STIMA min € 700 - max € 800

    Michele Garinei Michele Garinei
    Firenze 1871 - Sesto Fiorentino 1960
    Olio su tavola cm 24x15,5 firmato in basso a sx M.Garinei


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Natura morta

    Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 51,5x76 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 31

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
    Clicca per espandere

    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 11  

    Natura morta

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 51,5x76 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 31

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Glauco Cambon
    Trieste 1875 - Biella 1930
    Olio su tela cm 99,5x100 firmato in basso a dx Cambon.
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Glauco Cambon Glauco Cambon
    Trieste 1875 - Biella 1930
    Olio su tela cm 99,5x100 firmato in basso a dx Cambon.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Nudo femminile

    Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 16x32 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 11  

    Nudo femminile

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su cartone cm 16x32 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.



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  • Lotto 11  

    Autoritratto 4

    Lotti
    Autoritratto 4
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 11  

    Autoritratto 4

    Lotti Lotti
    Autoritratto 4
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.



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  • Lotto 11  

    Lungo il fiume 1926

    Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 11  

    Lungo il fiume 1926

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 23x43 firmato in basso a sx F.Rontini


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  • Lotto 11  

    Giornata di sole 1898

    Luigi Bertelli
    Firenze 1860 - Firenze 1920
    Olio su tavola cm 25x19,5 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio.
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    Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio. Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 11  

    Giornata di sole 1898

    Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    Firenze 1860 - Firenze 1920
    Olio su tavola cm 25x19,5 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio.
    Clicca per espandere

    Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916Luigi Bertelli nacque a Caselle, frazione di San Lazzaro di Savena (Bologna) nei pressi dell’Appennino emiliano, il 19 dicembre 1833 (alcune fonti riportano il 27 dicembre 1832). Figlio di una famiglia contadina e legata al mondo della fornace, Bertelli crebbe in un ambiente semplice ma animato da una sorprendente sensibilità verso la natura e il paesaggio. Autodidatta, in assenza di una formazione accademica - o perlomeno senza che questa fosse preponderante - sviluppò fin da giovane una passione per la pittura, soprattutto per il paesaggio: le terre emiliane, le colline, le cave di gesso e le campagne attorno a Bologna divennero per lui materia viva da osservare e tradurre in pittura.

    Nel 1861 partecipò all’Esposizione italiana di Firenze, e ben presto si affacciò al panorama espositivo nazionale. Un viaggio a Parigi nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, si rivelò decisivo per la sua sensibilità: qui entrò in contatto con l’arte dei paesaggisti francesi, con la Scuola di Barbizon e con artisti quali Jean‑Francois Millet, Jean‑Baptiste‑Camille Corot e Gustave Courbet, trovando uno slancio – pur rielaborato – verso una pittura più autentica e meno convenzionalmente accademica. Tornato in Emilia, si dedicò con costanza a dipingere all’aperto: la campagna, i boschi, i calanchi e le cave divennero soggetti ricorrenti, nei quali emergeva una ricerca della “verità” della natura, della materia, della luce e del silenzio più che della mera descrizione.

    Durante gli anni maturi la sua opera si fece riconoscere per una personale visione: la densità della materia pittorica, l’attenzione al colore e alla luce, la resa spesso meditativa e solitaria della natura sono tratti che lo distinguono. Le cosiddette “Cave di Monte Donato” rappresentano un momento significativo della sua ricerca: in quelle ambientazioni scavate, deserte e cangianti alla luce lucida dell’Appennino, Bertelli dipinse, con piglio quasi ascetico, la natura come luogo interiore. La sua pittura evitava le mode di superficie o l’effetto spettacolare a favore di un linguaggio più misurato e sincero.

    Partecipò a numerose mostre: a Firenze, Torino, Parma, Milano, Roma e Bologna. Tuttavia, nonostante il suo impegno, visse spesso in condizioni economiche modeste e non sempre ottenne il riconoscimento che a posteriori la critica gli attribuì. Morì a Bologna nel 1916.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 11  

    Ritratto di Nobildonna

    Federico Zandomeneghi
    Venezia 1841 - Parigi 1917
    Olio su tela cm 58,5x50 firmato in basso a dx F.Zandomeneghi

    Federico Zandomeneghi nacque a Venezia il 2 giugno 1841 in una famiglia d’artisti: il padre Pietro e il nonno Luigi erano scultori di fama, ma lui, fin da giovane, mostrò una naturale inclinazione per la pittura. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, la sua carriera fu segnata dagli eventi storici del tempo.
    Clicca per espandere

    Nel 1859, per sfuggire alla leva dell’esercito austriaco, lasciò la città natale e, l’anno successivo, partecipò come volontario all’impresa dei Mille di Garibaldi in Sicilia, esperienza che gli conferì un profondo senso di libertà e indipendenza.

    Nel 1862 si trasferì a Firenze, dove entrò in contatto con gli artisti del gruppo dei Macchiaioli, tra cui Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Giuseppe Abbati. L’incontro con questa cerchia fu decisivo: Zandomeneghi iniziò a dipingere all’aperto, a studiare la luce naturale e a usare il colore in modo più diretto e vibrante. La sua pittura di questi anni si caratterizza per l’attenzione alla vita quotidiana e per la rappresentazione realistica del paesaggio toscano, elementi che prefigurano la sua futura adesione all’Impressionismo.

    Nel 1874 partì per Parigi, città che divenne la sua nuova patria artistica. Lì frequentò gli ambienti più innovativi dell’epoca, incontrando Edgar Degas, con cui instaurò un’amicizia duratura, e partecipando alle mostre del gruppo impressionista tra il 1879 e il 1886. In Francia, Zandomeneghi trovò la piena maturità stilistica: la sua pittura si fece più luminosa, attenta agli effetti ottici e alle sfumature atmosferiche, ma mantenne sempre una compostezza e un equilibrio tipicamente italiani.

    I soggetti prediletti divennero le figure femminili colte nella vita di ogni giorno: donne che leggono, si pettinano, lavorano, conversano. In queste scene intime e silenziose, spesso realizzate con la tecnica del pastello, l’artista esprimeva una sensibilità poetica e un’osservazione acuta della realtà borghese. Il colore, morbido e trasparente, divenne il veicolo principale delle sue emozioni, conferendo alle sue opere un tono di dolcezza e di introspezione.

    Pur vivendo a Parigi, Zandomeneghi conservò sempre un legame profondo con le sue origini italiane. Nella luce delle sue tele e nella compostezza delle figure si ritrova l’eredità veneziana, unita alla libertà cromatica appresa in Francia. Questa fusione di discipline e culture fa di lui un ponte ideale tra la tradizione pittorica italiana e l’avanguardia europea.

    Morì a Parigi il 31 dicembre 1917, dopo una vita interamente dedicata alla pittura.

    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 11  

    Ritratto di Nobildonna

    Federico Zandomeneghi Federico Zandomeneghi
    Venezia 1841 - Parigi 1917
    Olio su tela cm 58,5x50 firmato in basso a dx F.Zandomeneghi

    Federico Zandomeneghi nacque a Venezia il 2 giugno 1841 in una famiglia d’artisti: il padre Pietro e il nonno Luigi erano scultori di fama, ma lui, fin da giovane, mostrò una naturale inclinazione per la pittura. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, la sua carriera fu segnata dagli eventi storici del tempo.
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    Nel 1859, per sfuggire alla leva dell’esercito austriaco, lasciò la città natale e, l’anno successivo, partecipò come volontario all’impresa dei Mille di Garibaldi in Sicilia, esperienza che gli conferì un profondo senso di libertà e indipendenza.

    Nel 1862 si trasferì a Firenze, dove entrò in contatto con gli artisti del gruppo dei Macchiaioli, tra cui Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Giuseppe Abbati. L’incontro con questa cerchia fu decisivo: Zandomeneghi iniziò a dipingere all’aperto, a studiare la luce naturale e a usare il colore in modo più diretto e vibrante. La sua pittura di questi anni si caratterizza per l’attenzione alla vita quotidiana e per la rappresentazione realistica del paesaggio toscano, elementi che prefigurano la sua futura adesione all’Impressionismo.

    Nel 1874 partì per Parigi, città che divenne la sua nuova patria artistica. Lì frequentò gli ambienti più innovativi dell’epoca, incontrando Edgar Degas, con cui instaurò un’amicizia duratura, e partecipando alle mostre del gruppo impressionista tra il 1879 e il 1886. In Francia, Zandomeneghi trovò la piena maturità stilistica: la sua pittura si fece più luminosa, attenta agli effetti ottici e alle sfumature atmosferiche, ma mantenne sempre una compostezza e un equilibrio tipicamente italiani.

    I soggetti prediletti divennero le figure femminili colte nella vita di ogni giorno: donne che leggono, si pettinano, lavorano, conversano. In queste scene intime e silenziose, spesso realizzate con la tecnica del pastello, l’artista esprimeva una sensibilità poetica e un’osservazione acuta della realtà borghese. Il colore, morbido e trasparente, divenne il veicolo principale delle sue emozioni, conferendo alle sue opere un tono di dolcezza e di introspezione.

    Pur vivendo a Parigi, Zandomeneghi conservò sempre un legame profondo con le sue origini italiane. Nella luce delle sue tele e nella compostezza delle figure si ritrova l’eredità veneziana, unita alla libertà cromatica appresa in Francia. Questa fusione di discipline e culture fa di lui un ponte ideale tra la tradizione pittorica italiana e l’avanguardia europea.

    Morì a Parigi il 31 dicembre 1917, dopo una vita interamente dedicata alla pittura.



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  • Lotto 11  

    A Gustavo

    Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 48x41 firmato in basso a sx A.Protti

    Alfredo Protti nacque a Bologna il 26 aprile 1882 in una famiglia di umili origini: il padre era staderaio. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Ferri.
    Clicca per espandere

    Tuttavia Protti rifiutò i rigidi schemi accademici e preferì percorrere una propria strada creativa, profondamente influenzata dalle nuove sensibilità europee e da un gusto per la pennellata libera, la luce e l’atmosfera piuttosto che per la definizione precisa dei contorni.

    Già nei primi anni del Novecento iniziò a partecipare alle principali rassegne bolognesi. Tra il 1906 e il 1911 vinse per sei volte consecutive il premio dell’Associazione artistica cittadina, a conferma del talento precoce e della riconoscibilità del suo linguaggio pittorico. Nel 1909 fece il suo esordio alla Biennale di Venezia e negli anni successivi portò le sue opere in importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui salette a Milano, Roma e manifestazioni all’estero.

    La sua pittura si distinse per un interesse marcato verso interni eleganti, figure femminili colte in momenti di intimità e quotidianità, nudi delicati o scene cariche di sensualità sottile. Attrasse l’attenzione di una borghesia raffinata e desiderosa di opere che unissero grazia, eleganza e una modernità discreta. In queste sue composizioni la luce, i riflessi e l’ambiente giocano un ruolo centrale: la tavolozza morbida e le pennellate ampie creano ambienti soffusi, carichi di un fascino elegiaco e di intimità domestica. È un realismo di sentimento, una reinterpretazione tardo-impressionista della vita borghese, lontana da accademismi rigidi e da eccessi decorativi.

    Nel corso degli anni Venti la sua produzione continuò, ma con toni più meditativi. Sempre affascinato dall’intimità domestica, ritratte giovani donne, scene di vita quotidiana, pose di grazia, a volte accompagnate dalla presenza discreta di oggetti, tessuti, riflessi. Sul finire di quel decennio la sua visibilità fu un po’ offuscata da nuove tendenze artistiche che emergevano, ma egli, pur lavorando con meno clamore, continuò a dipingere in modo coerente con la propria poetica.

    Tra gli anni Trenta e la sua scomparsa si dedicò anche a soggetti meno frequenti nella sua carriera fino a quel momento, come nature morte e paesaggi, spesso caratterizzati da una sensibilità più raccolta e intimista. In questi lavori traspare un artista che non cerca il colpo di scena, ma la delicatezza del quotidiano, la quiete, la luce soft del ricordo.

    Protti concluse la sua vita il 29 aprile 1949.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 11  

    A Gustavo

    Alfredo Protti Alfredo Protti
    Bologna 1882 - 1949
    Olio su tela cm 48x41 firmato in basso a sx A.Protti

    Alfredo Protti nacque a Bologna il 26 aprile 1882 in una famiglia di umili origini: il padre era staderaio. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Ferri.
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    Tuttavia Protti rifiutò i rigidi schemi accademici e preferì percorrere una propria strada creativa, profondamente influenzata dalle nuove sensibilità europee e da un gusto per la pennellata libera, la luce e l’atmosfera piuttosto che per la definizione precisa dei contorni.

    Già nei primi anni del Novecento iniziò a partecipare alle principali rassegne bolognesi. Tra il 1906 e il 1911 vinse per sei volte consecutive il premio dell’Associazione artistica cittadina, a conferma del talento precoce e della riconoscibilità del suo linguaggio pittorico. Nel 1909 fece il suo esordio alla Biennale di Venezia e negli anni successivi portò le sue opere in importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui salette a Milano, Roma e manifestazioni all’estero.

    La sua pittura si distinse per un interesse marcato verso interni eleganti, figure femminili colte in momenti di intimità e quotidianità, nudi delicati o scene cariche di sensualità sottile. Attrasse l’attenzione di una borghesia raffinata e desiderosa di opere che unissero grazia, eleganza e una modernità discreta. In queste sue composizioni la luce, i riflessi e l’ambiente giocano un ruolo centrale: la tavolozza morbida e le pennellate ampie creano ambienti soffusi, carichi di un fascino elegiaco e di intimità domestica. È un realismo di sentimento, una reinterpretazione tardo-impressionista della vita borghese, lontana da accademismi rigidi e da eccessi decorativi.

    Nel corso degli anni Venti la sua produzione continuò, ma con toni più meditativi. Sempre affascinato dall’intimità domestica, ritratte giovani donne, scene di vita quotidiana, pose di grazia, a volte accompagnate dalla presenza discreta di oggetti, tessuti, riflessi. Sul finire di quel decennio la sua visibilità fu un po’ offuscata da nuove tendenze artistiche che emergevano, ma egli, pur lavorando con meno clamore, continuò a dipingere in modo coerente con la propria poetica.

    Tra gli anni Trenta e la sua scomparsa si dedicò anche a soggetti meno frequenti nella sua carriera fino a quel momento, come nature morte e paesaggi, spesso caratterizzati da una sensibilità più raccolta e intimista. In questi lavori traspare un artista che non cerca il colpo di scena, ma la delicatezza del quotidiano, la quiete, la luce soft del ricordo.

    Protti concluse la sua vita il 29 aprile 1949.



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    Lungo il fiume

    Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 12,5x19,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 11  

    Lungo il fiume

    Adolfo Piatti Adolfo Piatti
    Toscana 1909 - ?
    Olio su tavola cm 12,5x19,5 firmato in basso a dx A.Piatti


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    Ortaglia 1928

    Gilda Pansiotti Cambon D'Amico
    Milano 1891 - Castropignano 1986
    Olio su tavola cm 51x61 firmato in basso a sx G.Pansiotti

    Gilda Pansiotti Cambon d’Amico fu una pittrice italiana di notevole rilievo nel panorama artistico del Novecento, capace di unire solidità formale, sensibilità cromatica e una profonda attenzione alla dimensione umana dei suoi soggetti. Nacque a Milano il 16 febbraio 1891 in una famiglia colta e benestante, contesto che le permise di intraprendere fin da giovane un percorso di formazione artistica strutturato.
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    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove assimilò una preparazione rigorosa sotto la guida di maestri di primo piano e dove maturò una pittura consapevole, attenta tanto al disegno quanto al colore. Il legame con Brera rimase forte nel tempo, al punto che venne riconosciuta come socia onoraria dell’Accademia, segno della stima di cui godeva nell’ambiente artistico milanese.

    Fin dagli anni Dieci iniziò a partecipare con continuità alle principali esposizioni italiane, imponendosi come una voce autorevole e autonoma. Espose più volte alle Biennali di Venezia e ad altre rassegne nazionali, presentando opere che spaziavano dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alle composizioni di ambiente. La sua pittura si distingueva per una pennellata decisa, per l’uso intenso e vibrante del colore e per una particolare capacità di cogliere l’atmosfera emotiva dei soggetti, senza mai indulgere nel decorativismo fine a se stesso.

    Nel corso della sua vita personale e artistica, il nome con cui firmò le opere mutò seguendo le vicende familiari. Sposata inizialmente con il pittore Glauco Cambon, adottò per un periodo il cognome del marito, con il quale condivise una parte importante del suo percorso umano e creativo. Rimasta vedova nel 1930, in seguito si unì al magistrato Tommaso D’Amico, assumendo definitivamente il nome di Gilda Pansiotti D’Amico, con cui è oggi maggiormente conosciuta.

    Un momento decisivo della sua maturità artistica fu il legame con il Molise, dove trascorse lunghi periodi a partire dalla fine degli anni Trenta. I paesaggi di Duronia e Castropignano, la vita contadina, le figure umili e i ritmi della quotidianità rurale divennero temi centrali della sua pittura. In queste opere la luce si fa più calda, il colore più libero e la composizione più immediata, rivelando una pittura partecipe, intensa e profondamente empatica. La sua attenzione per il mondo rurale non fu mai descrittiva, ma sempre filtrata da uno sguardo sensibile, capace di trasformare la realtà in racconto pittorico.

    Parallelamente all’attività espositiva in Italia, la sua opera fu apprezzata anche all’estero, con mostre personali e collettive in diverse città europee e negli Stati Uniti. Critici e intellettuali del tempo ne sottolinearono la forza espressiva, la coerenza stilistica e l’autonomia del linguaggio, riconoscendole un ruolo significativo in un contesto artistico ancora fortemente dominato da figure maschili.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, dividendosi tra Roma e il Molise, fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1986 a Castropignano.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 11  

    Ortaglia 1928

    Gilda Pansiotti Cambon D'Amico Gilda Pansiotti Cambon D'Amico
    Milano 1891 - Castropignano 1986
    Olio su tavola cm 51x61 firmato in basso a sx G.Pansiotti

    Gilda Pansiotti Cambon d’Amico fu una pittrice italiana di notevole rilievo nel panorama artistico del Novecento, capace di unire solidità formale, sensibilità cromatica e una profonda attenzione alla dimensione umana dei suoi soggetti. Nacque a Milano il 16 febbraio 1891 in una famiglia colta e benestante, contesto che le permise di intraprendere fin da giovane un percorso di formazione artistica strutturato.
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    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove assimilò una preparazione rigorosa sotto la guida di maestri di primo piano e dove maturò una pittura consapevole, attenta tanto al disegno quanto al colore. Il legame con Brera rimase forte nel tempo, al punto che venne riconosciuta come socia onoraria dell’Accademia, segno della stima di cui godeva nell’ambiente artistico milanese.

    Fin dagli anni Dieci iniziò a partecipare con continuità alle principali esposizioni italiane, imponendosi come una voce autorevole e autonoma. Espose più volte alle Biennali di Venezia e ad altre rassegne nazionali, presentando opere che spaziavano dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alle composizioni di ambiente. La sua pittura si distingueva per una pennellata decisa, per l’uso intenso e vibrante del colore e per una particolare capacità di cogliere l’atmosfera emotiva dei soggetti, senza mai indulgere nel decorativismo fine a se stesso.

    Nel corso della sua vita personale e artistica, il nome con cui firmò le opere mutò seguendo le vicende familiari. Sposata inizialmente con il pittore Glauco Cambon, adottò per un periodo il cognome del marito, con il quale condivise una parte importante del suo percorso umano e creativo. Rimasta vedova nel 1930, in seguito si unì al magistrato Tommaso D’Amico, assumendo definitivamente il nome di Gilda Pansiotti D’Amico, con cui è oggi maggiormente conosciuta.

    Un momento decisivo della sua maturità artistica fu il legame con il Molise, dove trascorse lunghi periodi a partire dalla fine degli anni Trenta. I paesaggi di Duronia e Castropignano, la vita contadina, le figure umili e i ritmi della quotidianità rurale divennero temi centrali della sua pittura. In queste opere la luce si fa più calda, il colore più libero e la composizione più immediata, rivelando una pittura partecipe, intensa e profondamente empatica. La sua attenzione per il mondo rurale non fu mai descrittiva, ma sempre filtrata da uno sguardo sensibile, capace di trasformare la realtà in racconto pittorico.

    Parallelamente all’attività espositiva in Italia, la sua opera fu apprezzata anche all’estero, con mostre personali e collettive in diverse città europee e negli Stati Uniti. Critici e intellettuali del tempo ne sottolinearono la forza espressiva, la coerenza stilistica e l’autonomia del linguaggio, riconoscendole un ruolo significativo in un contesto artistico ancora fortemente dominato da figure maschili.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, dividendosi tra Roma e il Molise, fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1986 a Castropignano.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Tecnica mista su cartone cm 24x34 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Tecnica mista su cartone cm 24x34 firmato in basso a dx A.Visconti

    Adolfo Feragutti Visconti, nato il 25 marzo 1850 a Pura, presso Ponte Tresa, in Canton Ticino, da una famiglia di contadini, fu il primogenito di Lodovico e Maria Visconti. Per garantire un sostentamento dignitoso alla famiglia, composta anche da altri figli, Filippina, Amedeo Giuseppe, e Cesare Osvaldo, il padre esercitava saltuariamente il mestiere di imbianchino-decoratore, tradizionale fonte di guadagno nel Canton Ticino.
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    Negli anni 1875-1880, Adolfo cominciò a firmarsi con il cognome Feragutti, ma la similitudine con il pittore ferrarese Arnaldo Ferraguti lo portò a modificare la firma. Prima aggiunse il toponimo geografico di Milano e poi il cognome materno, diventando Adolfo Feragutti Visconti.

    È probabile che Feragutti abbia appreso i primi rudimenti artistici seguendo il padre e lo zio Clemente, un esperto stuccatore. Frequenta la scuola maggiore e di disegno di Curio, fondata nel 1850 per formare artigiani nel settore delle arti. Dopo la morte del padre nel 1864, Adolfo si assume il peso della situazione economica della famiglia e inizia a lavorare nel mestiere paterno sotto la guida dello zio Clemente.

    Nel 1868, si iscrive all'Accademia di Brera a Milano, seguendo corsi di disegno, figura, prospettiva e paesaggio. La sua arte, contrassegnata da una certa inquietudine, è giudicata dagli insegnanti come espressione dell'incostanza della sua vena artistica.

    Feragutti esplora varie città d'Italia, tra cui Firenze, seguendo il movimento macchiaiolo, ma ritorna a Milano nel 1874. Si unisce ai pittori G. Bertini e A. Barzaghi Cattaneo dell'Accademia di Brera e aderisce alla Famiglia artistica nel 1873, cercando di creare un crogiolo delle forze artistiche innovative a Milano.

    Dagli anni 1873 al 1879, partecipa alle esposizioni di Brera. I suoi dipinti, come "Studio dal vero," "Contadina lombarda," e "Testa di paggio," sono salutati positivamente dalla critica. Negli anni 1881-1884, dipinge tele a sfondo storico come "Ius primae noctis," "Alberigo denunzia le turpitudini di Ugo re di Lombardia," e "Acca Larentia," consolidando la sua posizione nel mondo artistico. Questi dipinti esprimono indirettamente gli ideali patriottici e religiosi della stagione risorgimentale.

    Nel 1880, il dipinto "Costume del XVI secolo" riceve elogi dal critico Ferdinando Fontana. Nel 1881, Feragutti sposa Giuseppina Riva, la sua modella, e nel 1891 vinse il prestigioso premio Principe Umberto con il "Ritratto di signora. "

    Dal 1888, a causa di difficoltà finanziarie, Feragutti abbandona la nazionalità svizzera per quella italiana. Negli anni successivi, partecipa a numerose esposizioni ottenendo riconoscimenti. Nel 1890, realizza l'affresco "12 ottobre 1492," rappresentante la scoperta dell'America, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

    Nel 1907, a 57 anni, Feragutti lascia Milano per l'Argentina a causa di problemi familiari ed economici. Durante il suo soggiorno, tiene una personale a Buenos Aires e si dedica al ritratto e ai paesaggi della pampa. Nel 1908, visita la Terra del Fuoco e dipinge paesaggi e figure luminose e colorate. Torna in Italia nel 1909, esponendo le opere realizzate in Argentina nel 1909 alla Permanente di Milano.

    Dalla metà del secolo, la sua pittura subisce una svolta simbolista. Nel 1911 partecipa alla Mostra degli indipendenti di Roma con opere come "Jagana" e "Confidenze. " Nei suoi ultimi anni, si ritira a Vanzago, partecipa a varie mostre milanesi e continua a dipingere, sperimentando uno stile basato sull'assoluta libertà cromatica. Feragutti muore improvvisamente a Milano il 10 marzo 1924, poco prima di una mostra prevista alla galleria Pesaro. La mostra postuma segna le tappe della sua prolificità artistica, esponendo circa ottanta opere.



    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    La massaia

    Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tela cm 55x80 firmato in basso a dx G.Cavalli.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 12  

    La massaia

    Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tela cm 55x80 firmato in basso a dx G.Cavalli.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Vasi

    Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 51x47,5 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 28

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
    Clicca per espandere

    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 12  

    Vasi

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 51x47,5 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 28

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • Piero Focardi
    Firenze 1889 - Cannes 1945
    Olio su cartone cm 23,5x33,5 firmato in basso a dx Pier Focardi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Piero Focardi Piero Focardi
    Firenze 1889 - Cannes 1945
    Olio su cartone cm 23,5x33,5 firmato in basso a dx Pier Focardi


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    1870

    Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Isola bella, Lago Maggiore

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
    Clicca per espandere

    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 12  

    1870

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Isola bella, Lago Maggiore

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.



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  • Lotto 12  

    Nel cortile

    Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22,5 firmato in basso a dx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 12  

    Nel cortile

    Achille Befani Formis Achille Befani Formis
    Napoli 1832 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 33,5x22,5 firmato in basso a dx A.Formis

    Achille Formis, nato Achille Befani il 15 settembre 1832 a Napoli, è stato un pittore italiano di grande rilievo nel XIX secolo. Figlio di Vincenzo Befani e Antonia Formis, iniziò la sua carriera come cantante lirico, esibendosi nei principali teatri italiani.
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    Tuttavia, negli anni '60 dell'Ottocento, abbandonò il canto per dedicarsi completamente alla pittura, trasferendosi a Milano, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera, assumendo lo pseudonimo di Formis.
    Il suo viaggio in Egitto e Turchia nel 1868 ebbe una notevole influenza sulla sua arte, portandolo a dipingere soggetti orientali che arricchirono il suo repertorio. Rientrato in Lombardia, si specializzò in paesaggi lacustri e fluviali, in particolare del Lago Maggiore, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui la medaglia di bronzo alla Mostra Nazionale di Parma nel 1870. Marcatamente attivo nell’ambito delle esposizioni, partecipò a eventi prestigiosi, tra cui l'Esposizione Universale di Vienna nel 1873.
    Accanto ai paesaggi, realizzò anche scene di genere, raffiguranti la vita rurale lombarda, come nel caso di "Lavori agricoli nel mantovano". Nel corso della sua carriera, collaborò con il compositore Giuseppe Verdi, creando dipinti e litografie ispirati alle sue opere, tra cui celebri scene tratte dall'opera "Aida". Nel 1899, partecipò ancora all'Esposizione Internazionale d'Arte con la sua celebre opera "Lavori agricoli nel mantovano".
    Achille Formis morì il 28 ottobre 1906 a Milano, lasciando un'importante eredità artistica che continua a essere apprezzata nel panorama artistico italiano del XIX secolo.



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  • Lotto 12  

    Paesaggio autunnale

    Anonimo firmato G.M.
    XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12 firmato in alto a dx G.M.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 12  

    Paesaggio autunnale

    Anonimo firmato G.M. Anonimo firmato G.M.
    XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12 firmato in alto a dx G.M.



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  • Lotto 12  

    Sottobosco

    Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su cartone cm 30,5x40 firmato in basso a sx M.Calderini.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 12  

    Sottobosco

    Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su cartone cm 30,5x40 firmato in basso a sx M.Calderini.


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  • Lotto 12  

    Il fiocco rosso

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 69x55 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 12  

    Il fiocco rosso

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 69x55 firmato in basso a dx Amisani


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  • Lotto 12  

    Macugnaga fondo valle

    Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 12  

    Macugnaga fondo valle

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Le due suore

    Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx P. Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 12  

    Le due suore

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx P. Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Giovinezza

    Luigi Boffa Tarlatta
    Rialmosso ( VC ) 1889 - Quittengo ( VC ) 1965
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx LuigiBoffa Tarlatta
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 12  

    Giovinezza

    Luigi Boffa Tarlatta Luigi Boffa Tarlatta
    Rialmosso ( VC ) 1889 - Quittengo ( VC ) 1965
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx LuigiBoffa Tarlatta


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 23,5x32 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 23,5x32 firmato in basso a dx G.Menato


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 46x69 firmato in basso a sx G.Giani
    Biennale di Venezia 1912
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 46x69 firmato in basso a sx G.Giani
    Biennale di Venezia 1912


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  • Lotto 12  

    Alpi Rosenstein

    Hans Maurus
    Monaco 1901 - Monaco 1942
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Hans Maurus
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 12  

    Alpi Rosenstein

    Hans Maurus Hans Maurus
    Monaco 1901 - Monaco 1942
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a dx Hans Maurus


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 12  

    Suora a riposo

    Virgilio Ripari Virgilio Ripari
    Asola (MN) 1843 - Milano 1902
    acquarello su carta cm 33x23 firmato in basso a sx V.Ripari


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  • Lotto 12  

    Pascolo all'abbeverata

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Pascolo all'abbeverata
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 12  

    Pascolo all'abbeverata

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Pascolo all'abbeverata


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  • Lotto 12  

    Studio pittorico

    Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Studio pittorico
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 12  

    Studio pittorico

    Ruggero Panerai Ruggero Panerai
    Firenze 1862 - Parigi 1923
    Studio pittorico


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Il Cervino 1928

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 98x138 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lotto 12  

    Il Cervino 1928

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 98x138 firmato in basso a dx L.Roda


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Fanciulla

    Salvatore Postiglione
    Napoli 1861 - 1906
    Olio su cartone cm 25,5x24 firmato in basso a dx Sal. Postiglione
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 12  

    Fanciulla

    Salvatore Postiglione Salvatore Postiglione
    Napoli 1861 - 1906
    Olio su cartone cm 25,5x24 firmato in basso a dx Sal. Postiglione


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 12  

    Vele in Laguna

    Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 9x15 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 12  

    Vele in Laguna

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 9x15 firmato in basso a dx Brugnoli


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  • Lotto 12  

    1918

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Zona di guerra in Albania
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 12  

    1918

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Zona di guerra in Albania


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  • Lotto 12  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a sx Carlo Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 12  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a sx Carlo Musso


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  • Lotto 12  

    Figure Veneziane

    Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - 1958
    Olio su tela cm 41x65 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 12  

    Figure Veneziane

    Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - 1958
    Olio su tela cm 41x65 firmato in basso a dx F.Castegnaro


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  • Lotto 12  

    Ginestre in fiore

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 12  

    Ginestre in fiore

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 14x19,5 firmato in basso a dx G.Lomi


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  • Lotto 12  

    1885

    Enrico Gamba
    Torino 1831 - ivi 1883
    Scolaretta
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 12  

    1885

    Enrico Gamba Enrico Gamba
    Torino 1831 - ivi 1883
    Scolaretta


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  • Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 43x59 firmato in basso a dx B.Giuliano
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 43x59 firmato in basso a dx B.Giuliano


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  • Nicola Arduino
    Grugliasco (To) 1887 - Torino 1974
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a sx N.Arduino
    STIMA min € 700 - max € 800

    Nicola Arduino Nicola Arduino
    Grugliasco (To) 1887 - Torino 1974
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a sx N.Arduino


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  • Lotto 12  

    Natura morta 1932

    Leo Masinelli
    Modena 1902 - Venezia 1983
    Olio su tela cm 67x49 firmato in basso a sx L.Masinelli

    Leo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.
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    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a VeneziaLeo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.

    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a Venezia.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 12  

    Natura morta 1932

    Leo Masinelli Leo Masinelli
    Modena 1902 - Venezia 1983
    Olio su tela cm 67x49 firmato in basso a sx L.Masinelli

    Leo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.
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    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a VeneziaLeo Masinelli nacque a Modena nel 1902 e dedicò la sua vita alla pittura con passione e sensibilità, lasciando un segno nel panorama artistico italiano del secolo scorso. Fin dalla giovinezza coltivò l’interesse per l’arte, sviluppando un linguaggio visivo che, pur radicato nella tradizione figurativa, seppe accogliere stimoli e rinnovamenti stilistici lungo l’arco della sua carriera.

    Negli anni Venti e Trenta la sua produzione si orientò verso forme di post-impressionismo in uso nella sua città natale, con opere che spaziavano dalle nature morte alle figure e alle vedute, caratterizzate da una tavolozza attenta alle variazioni luminose e a un equilibrio compositivo elegante. In questo periodo Masinelli partecipò attivamente a rassegne e mostre, esponendo le sue opere in contesti regionali e consolidando la sua presenza nella vita artistica dell’Emilia-Romagna.

    Nel corso degli anni Quaranta il suo stile si arricchì di influssi più luminosi e pastorali, dovuti in parte al suo dialogo con la cosiddetta “scuola di Burano”, corrente che privilegiava sfumature vibrazionali e atmosfere lagunari. Dopo il secondo dopoguerra Masinelli si trasferì stabilmente a Venezia, città che divenne la sua casa e il luogo principale della sua ispirazione; qui allestì il suo studio di fronte alla Chiesa della Salute, luogo simbolico da cui trasse suggestioni per molte delle sue vedute lagunari e marine.

    La pittura di Masinelli si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra struttura e colore, dove la solidità del disegno convive con una materia pittorica ricca e una luce vibrante che accende le superfici. Numerosi suoi dipinti ritraggono canali veneziani, barche al porto, scorci di città e scene di vita quotidiana, dimostrando una costante attenzione al rapporto tra uomo e paesaggio. Le sue opere sono state apprezzate sia in ambito locale che nel mercato delle aste, dove dipinti come “Canal a Chioggia” e altri scorci veneziani compaiono con regolarità, segno della continuità di interesse verso la sua produzione.

    Masinelli partecipò a mostre d’arte fin dagli anni Trenta, presentando opere anche in importanti esposizioni regionali e nazionali, e contribuì a diffondere la conoscenza della pittura emiliana del Novecento. Pur non essendo tra gli artisti più celebri a livello internazionale, la sua opera testimonia il lavoro di un pittore rigoroso, curioso e profondamente legato alle proprie radici artistiche e ai luoghi che lo ispirarono.

    Morì nel 1983 a Venezia.



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  • Lotto 12  

    Passeggiata nel parco

    Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 12  

    Passeggiata nel parco

    Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico


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  • Lotto 12  

    In riva al lago

    Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx B.Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
    Clicca per espandere

    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 12  

    In riva al lago

    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx B.Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



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  • Lotto 12  

    Lago di Como 1885

    Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 47,5x75 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Bartolomeo Giuliano è stato un pittore italiano del XIX secolo, nato a Susa il 15 agosto 1825 e morto a Milano il 12 aprile 1909. La sua biografia rivela una carriera ricca di esperienze e riconoscimenti nel panorama artistico italiano.
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    Giuliano iniziò la sua formazione a Torino presso l'Accademia Albertina, dove fu allievo di artisti come G. B. Biscarra e C. Arienti. Dopo aver lavorato in Sardegna con il padre, medico, e aver prodotto disegni e acquerelli ispirati al paesaggio locale, si trasferì a Firenze e successivamente a Milano. Questi spostamenti geografici influenzarono profondamente il suo stile pittorico, che si evolse da una pittura di storia e paesaggio di impronta romantica a una più variegata esplorazione dei generi pittorici.

    Nel 1860 o 1861, Giuliano sposò Federica Giuseppina Gervasoni, anch'essa pittrice, e si trasferì definitivamente a Milano grazie all'incarico accademico del suocero. Qui, divenne primo aggiunto di R. Casnedi all'Accademia di Brera, insegnando fino al 1883 e partecipando attivamente alla vita accademica.

    La sua produzione artistica comprende dipinti di storia, paesaggi, ritratti e scene di genere. Tra le opere più celebri si annoverano "Passaggio travaglioso per Susa dell'imperatore Federico Barbarossa" e "Van Dyck dipinge i figli di Carlo I". Nel corso della sua carriera, Giuliano partecipò regolarmente alle esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo un notevole successo anche all'estero.

    Giuliano si distinse per un approccio pittorico che si adattava ai cambiamenti di gusto del suo tempo, spaziando dal romanticismo iniziale a un realismo più marcato verso la fine della sua carriera. Fu anche attivo nella ritrattistica e nella pittura decorativa, contribuendo anche con opere murali alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

    La sua eredità artistica è oggi conservata in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo ruolo significativo nel panorama artistico italiano dell'Ottocento.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 12  

    Lago di Como 1885

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 47,5x75 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Bartolomeo Giuliano è stato un pittore italiano del XIX secolo, nato a Susa il 15 agosto 1825 e morto a Milano il 12 aprile 1909. La sua biografia rivela una carriera ricca di esperienze e riconoscimenti nel panorama artistico italiano.
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    Giuliano iniziò la sua formazione a Torino presso l'Accademia Albertina, dove fu allievo di artisti come G. B. Biscarra e C. Arienti. Dopo aver lavorato in Sardegna con il padre, medico, e aver prodotto disegni e acquerelli ispirati al paesaggio locale, si trasferì a Firenze e successivamente a Milano. Questi spostamenti geografici influenzarono profondamente il suo stile pittorico, che si evolse da una pittura di storia e paesaggio di impronta romantica a una più variegata esplorazione dei generi pittorici.

    Nel 1860 o 1861, Giuliano sposò Federica Giuseppina Gervasoni, anch'essa pittrice, e si trasferì definitivamente a Milano grazie all'incarico accademico del suocero. Qui, divenne primo aggiunto di R. Casnedi all'Accademia di Brera, insegnando fino al 1883 e partecipando attivamente alla vita accademica.

    La sua produzione artistica comprende dipinti di storia, paesaggi, ritratti e scene di genere. Tra le opere più celebri si annoverano "Passaggio travaglioso per Susa dell'imperatore Federico Barbarossa" e "Van Dyck dipinge i figli di Carlo I". Nel corso della sua carriera, Giuliano partecipò regolarmente alle esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo un notevole successo anche all'estero.

    Giuliano si distinse per un approccio pittorico che si adattava ai cambiamenti di gusto del suo tempo, spaziando dal romanticismo iniziale a un realismo più marcato verso la fine della sua carriera. Fu anche attivo nella ritrattistica e nella pittura decorativa, contribuendo anche con opere murali alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

    La sua eredità artistica è oggi conservata in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo ruolo significativo nel panorama artistico italiano dell'Ottocento.



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  • Lotto 12  

    Scogliera sul mare

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 57x34 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 12  

    Scogliera sul mare

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 57x34 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 12  

    Caccia al cinghiale

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 12  

    Caccia al cinghiale

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a dx C.Domenici


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  • Lotto 12  

    L.

    Lotti
    L.
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 12  

    L.

    Lotti Lotti
    L.
    Tecnica mista su stampa digitale cm 42x30 firmato in basso a dx

    La ricerca artistica di Carlotta Bontempi, in arte Lotti, affonda le sue radici nell’esigenza profonda di rendere visibili quei meccanismi interiori e viscerali che muovono il suo agire e il suo pensiero. Attraverso la pratica artistica, riesce a circoscrivere, comprendere e – mediante l’atto stesso del definire – arginare l’intensità emotiva che ne scaturisce.
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    Questa necessità si riflette in una grande varietà di scelte tecniche, con una predilezione per quelle capaci di restituire e riflettere su di sé l’azione trasformativa del tempo. I volti che emergono dalle sue opere non si discostano da questa tensione tematica: sono frammenti di un processo di continua mutazione, in cui il tempo e l’emotività del momento assumono il ruolo di protagonisti. Il volto, dunque, si consuma, si scioglie, cambia e si trasfigura, fino a giungere a un’astrazione totale.
    Le opere di Lotti si configurano così come testimonianze visive della metamorfosi interiore, dove il corpo e l’identità si fanno soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la materia e l’emozione.



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  • Lotto 13  

    Case sul Sesia

    Paolo Alberto Marchini
    Torino 1929 - 1977
    Olio su masonite cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx P.Marchini
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 13  

    Case sul Sesia

    Paolo Alberto Marchini Paolo Alberto Marchini
    Torino 1929 - 1977
    Olio su masonite cm 49,5x39,5 firmato in basso a dx P.Marchini


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  • Lotto 13  

    Monte Bianco

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 13  

    Monte Bianco

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 28x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 13  

    Interno con figura

    Pietro Verzetti
    Vercelli 1886 - Como 1958
    Olio su tela cm 59x39 firmato in basso a dx P.Verzetti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 13  

    Interno con figura

    Pietro Verzetti Pietro Verzetti
    Vercelli 1886 - Como 1958
    Olio su tela cm 59x39 firmato in basso a dx P.Verzetti


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  • Lotto 13  

    I fratellini

    Amos Cassioli
    Asciano (Siena) 1832 - Firenze 1891
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in alto a dx A.C.
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 13  

    I fratellini

    Amos Cassioli Amos Cassioli
    Asciano (Siena) 1832 - Firenze 1891
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in alto a dx A.C.


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  • Lotto 13  

    Tramonto

    Francois Auguste Ravier
    Lione 1814 - Morestel 1895
    Olio su tela cm 31,5x22 firmato in basso a dx F.Ravier
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 13  

    Tramonto

    Francois Auguste Ravier Francois Auguste Ravier
    Lione 1814 - Morestel 1895
    Olio su tela cm 31,5x22 firmato in basso a dx F.Ravier


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  • Lotto 13  

    Baite in alta montagna

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 13  

    Baite in alta montagna

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • Lotto 13  

    Le lavandaie

    Serafino Verazzi
    Meina (NO) 1875 - Novara 1945
    Olio su tela cm 40x70 firmato in basso a dx S.Verazzi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 13  

    Le lavandaie

    Serafino Verazzi Serafino Verazzi
    Meina (NO) 1875 - Novara 1945
    Olio su tela cm 40x70 firmato in basso a dx S.Verazzi


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  • Lotto 13  

    Venezia

    Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Olio su tavola cm 26x21,5 firmato in basso a sx Bologna
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 13  

    Venezia

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Olio su tavola cm 26x21,5 firmato in basso a sx Bologna


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  • Lotto 13  

    Il pittore

    Angelo Torchi
    Massa Lombarda 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 32x19 firmato in basso a dx A.Torchi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 13  

    Il pittore

    Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 32x19 firmato in basso a dx A.Torchi


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  • Lotto 13  

    Primavera 1928

    Angelo Barabino
    Tortona 1883 - Milano 1950
    Olio su tela cm 24x26 firmato in basso a dx A.B.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 13  

    Primavera 1928

    Angelo Barabino Angelo Barabino
    Tortona 1883 - Milano 1950
    Olio su tela cm 24x26 firmato in basso a dx A.B.


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  • Giuseppe Chitto
    Ferrara 1817 - 1900
    Abside dei Frari Venezia
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giuseppe Chitto Giuseppe Chitto
    Ferrara 1817 - 1900
    Abside dei Frari Venezia


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  • Lotto 13  

    Le Rose

    Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Le Rose
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 13  

    Le Rose

    Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Le Rose


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  • Lotto 13  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 13  

    Il vestito rosso

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 48x38,5 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni


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  • Lotto 13  

    Il Gruppo del Brenta

    Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 13  

    Il Gruppo del Brenta

    Gianfranco Campestrini Gianfranco Campestrini
    Milano 1901 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx Gianfranco Campestrini


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  • Lotto 13  

    Al mercato

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x101 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 13  

    Al mercato

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x101 firmato in basso a dx A.Lupo


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  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 33x23 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 33x23 firmato in basso a dx G.Menato


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  • Lotto 13  

    La casa del Tasso

    Alessandro La Volpe
    Lucera 1820 - Roma 1887
    Olio su tela cm 24x35 firmato in basso a dx A.L.Volpe
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 13  

    La casa del Tasso

    Alessandro La Volpe Alessandro La Volpe
    Lucera 1820 - Roma 1887
    Olio su tela cm 24x35 firmato in basso a dx A.L.Volpe


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  • Lotto 13  

    Il coniglietto

    Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 13  

    Il coniglietto

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • Lotto 13  

    Cima del Monte Rosa

    Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 13  

    Cima del Monte Rosa

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 27x43,5 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


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  • Giovanni Toeschi
    Italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 84x49 firmato in basso a dx G.Toeschi
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Giovanni Toeschi Giovanni Toeschi
    Italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 84x49 firmato in basso a dx G.Toeschi


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  • Lotto 13  

    Nebbia sul Cervino

    Anna Tallone
    Casteggio 1901 - Pavia 1961
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx A.Tallone.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 13  

    Nebbia sul Cervino

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - Pavia 1961
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx A.Tallone.


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  • Lotto 13  

    Paesaggi

    Coppia firma indecifrata
    Italia XIX-XX secolo
    Acquarelli su carta cm 3,5x7 firmato in basso a dx

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 13  

    Paesaggi

    Coppia firma indecifrata Coppia firma indecifrata
    Italia XIX-XX secolo
    Acquarelli su carta cm 3,5x7 firmato in basso a dx



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  • Lotto 13  

    Via di paese

    Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 32x22,5 firmato in basso a dx

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
    Clicca per espandere

    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 13  

    Via di paese

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 32x22,5 firmato in basso a dx

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.



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  • Lotto 13  

    1870

    Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Villa Melzi, Lago di Como

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
    Clicca per espandere

    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Lotto 13  

    1870

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Villa Melzi, Lago di Como

    Achille Dovera nacque a Milano nel 1838 e vi morì nel 1895. Formatosi all'Accademia di Brera, fu allievo di Francesco Hayez e si specializzò nella pittura di paesaggio e figura.
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    La sua arte fu fortemente influenzata dall'ambiente romantico, ma anche dalla sua esperienza diretta durante la campagna garibaldina nel Meridione d'Italia, che lasciò un'impronta indelebile nei temi delle sue opere, spesso legate al Risorgimento.

    Nel corso della sua carriera, Dovera intraprese numerosi viaggi, in Europa e nel Nord Africa, che arricchirono il suo linguaggio pittorico, e lo portarono a esporre le sue opere in importanti sedi italiane e internazionali. Le sue tele spaziano dai soggetti storici e risorgimentali a paesaggi e marine, nei quali si distingue per una grande attenzione al dettaglio naturalistico e per un uso sapiente della luce, che rendeva le sue scene particolarmente suggestive.

    Tra le sue opere più celebri figurano Bagnanti sulla spiaggia e Dopo la tempesta, che sono esempi della sua capacità di catturare la vita quotidiana e gli effetti atmosferici con un realismo vivido. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, tra cui quelle di Milano, Torino e Venezia, e sono oggi ricercate dai collezionisti. Le sue tele, conservate in collezioni pubbliche e private, continuano a testimoniare la sua importanza nell'arte italiana del XIX secolo.



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  • Lotto 13  

    Scogliera Ligure

    Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 22x26,5 firmato in basso a sx Sacheri
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 13  

    Scogliera Ligure

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su tavola cm 22x26,5 firmato in basso a sx Sacheri


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  • Lotto 13  

    Tulipani a Venezia

    Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 4 - 56

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
    Clicca per espandere

    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 13  

    Tulipani a Venezia

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a sx O.Sogaro datato 4 - 56

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • Lotto 13  

    Ponte Pietra a Verona

    Giovanni Giulio Maria Depetris
    Torino 1890 - Brescia 1940
    Olio su tela cm 35x49,5 firmato in basso a dx G.Depetris.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 13  

    Ponte Pietra a Verona

    Giovanni Giulio Maria Depetris Giovanni Giulio Maria Depetris
    Torino 1890 - Brescia 1940
    Olio su tela cm 35x49,5 firmato in basso a dx G.Depetris.


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  • Lotto 13  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi



    Carlo Pizzi nacque a Lecco nel 1842, in una famiglia di umili origini. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove fu allievo di maestri come Gaetano Fasanotti, Luigi Ricciardi e Raffaele Casnedi.
    Clicca per espandere

    Durante gli anni di studio, Pizzi si distinse per il suo talento nel dipingere paesaggi, una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Fu influenzato da Eugenio Gignous e Silvio Poma, compagni di studi che condivisero con lui l'esperienza accademica.

    La Lombardia, con i suoi paesaggi naturali e i suoi cambiamenti stagionali, divenne la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Pizzi fu particolarmente affascinato dalle montagne lecchesi, come il Monte Resegone e il Monte Medale, e dai paesaggi lungo il fiume Adda. Le sue tele, caratterizzate da una tavolozza chiara e una pennellata fluida, catturano con grande nitidezza i dettagli della natura, spesso illuminata dalla luce calda del tramonto.

    Nel corso della sua carriera, Carlo Pizzi partecipò a numerose esposizioni nazionali, inviando le sue opere a mostre importanti in diverse città italiane. Nel 1872, a Milano, espose "Lungo l'Adda presso Brivio" e "La Molgora in Brianza". Cinque anni dopo, a Napoli, presentò "Le Alpi" e "Una mattina". Le sue opere furono nuovamente esposte a Milano nel 1881 e nel 1883, dove presentò "L'Autunno", "Un vano nel Ticino", "Fiori", "Maggino sulle Prealpi" e "Breglia presso il Lago di Como". Il dipinto del Ticino fu esposto anche a Roma nel 1883. Nel 1884, alla mostra di Torino, inviò "Pescarenico" e "Monte Resegone" e "La palude". Due anni dopo, a Milano, espose "Viottola fra i castani", "Un guado", "Un fiume", "Una palude" (litografia) e "Un torrente". A Venezia, nel 1887, presentò "Rimorchiatore" e "Mare", mentre a Bologna, nel 1888, espose una tela raffigurante "L'Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore".

    Le sue opere sono state vendute in aste d'arte, raggiungendo prezzi che variano a seconda delle dimensioni e del medium utilizzato. Il record di prezzo per un'opera di Pizzi è stato stabilito nel 2000 presso Christie's South Kensington, dove "Lake Garda; Lake Como" fu venduto per 21. 310 dollari.

    Oltre alla pittura, Carlo Pizzi si dedicò anche alla scultura, come dimostrano alcune sue opere in bronzo e altorilievo. Tuttavia, è per i suoi paesaggi che è maggiormente ricordato, opere che catturano l'essenza della Lombardia con una sensibilità che riflette il verismo e il naturalismo italiano dell'epoca. Pizzi morì nel 1909 a Lecco.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 13  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi



    Carlo Pizzi nacque a Lecco nel 1842, in una famiglia di umili origini. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove fu allievo di maestri come Gaetano Fasanotti, Luigi Ricciardi e Raffaele Casnedi.
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    Durante gli anni di studio, Pizzi si distinse per il suo talento nel dipingere paesaggi, una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Fu influenzato da Eugenio Gignous e Silvio Poma, compagni di studi che condivisero con lui l'esperienza accademica.

    La Lombardia, con i suoi paesaggi naturali e i suoi cambiamenti stagionali, divenne la principale fonte di ispirazione per le sue opere. Pizzi fu particolarmente affascinato dalle montagne lecchesi, come il Monte Resegone e il Monte Medale, e dai paesaggi lungo il fiume Adda. Le sue tele, caratterizzate da una tavolozza chiara e una pennellata fluida, catturano con grande nitidezza i dettagli della natura, spesso illuminata dalla luce calda del tramonto.

    Nel corso della sua carriera, Carlo Pizzi partecipò a numerose esposizioni nazionali, inviando le sue opere a mostre importanti in diverse città italiane. Nel 1872, a Milano, espose "Lungo l'Adda presso Brivio" e "La Molgora in Brianza". Cinque anni dopo, a Napoli, presentò "Le Alpi" e "Una mattina". Le sue opere furono nuovamente esposte a Milano nel 1881 e nel 1883, dove presentò "L'Autunno", "Un vano nel Ticino", "Fiori", "Maggino sulle Prealpi" e "Breglia presso il Lago di Como". Il dipinto del Ticino fu esposto anche a Roma nel 1883. Nel 1884, alla mostra di Torino, inviò "Pescarenico" e "Monte Resegone" e "La palude". Due anni dopo, a Milano, espose "Viottola fra i castani", "Un guado", "Un fiume", "Una palude" (litografia) e "Un torrente". A Venezia, nel 1887, presentò "Rimorchiatore" e "Mare", mentre a Bologna, nel 1888, espose una tela raffigurante "L'Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore".

    Le sue opere sono state vendute in aste d'arte, raggiungendo prezzi che variano a seconda delle dimensioni e del medium utilizzato. Il record di prezzo per un'opera di Pizzi è stato stabilito nel 2000 presso Christie's South Kensington, dove "Lake Garda; Lake Como" fu venduto per 21. 310 dollari.

    Oltre alla pittura, Carlo Pizzi si dedicò anche alla scultura, come dimostrano alcune sue opere in bronzo e altorilievo. Tuttavia, è per i suoi paesaggi che è maggiormente ricordato, opere che catturano l'essenza della Lombardia con una sensibilità che riflette il verismo e il naturalismo italiano dell'epoca. Pizzi morì nel 1909 a Lecco.



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  • Lotto 13  

    Al lago 2

    Francesco Pegurri
    Al lago 2
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
    Clicca per espandere


    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 13  

    Al lago 2

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 2
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.



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  • Lotto 13  

    Veliero

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 35x54 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 13  

    Veliero

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 35x54 firmato in basso a dx C.Domenici


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  • Lotto 13  

    Natura morta

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 60x46 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 13  

    Natura morta

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 60x46 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tavola cm 29,5x45 firmato in basso a dx F.Filippini

    Francesco Filippini nacque a Brescia il 18 settembre 1853 da Lorenzo, falegname, e Silvia Signoria, operaia cucitrice. A causa delle difficili condizioni familiari, sin da giovane iniziò a lavorare, dapprima come garzone in una pasticceria cittadina e successivamente come scrivano presso lo studio di un notaio.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, già da giovane manifestò il suo talento artistico realizzando alcuni ritratti della famiglia Chiappa, proprietaria della pasticceria dove lavorava (Nicodemi, 1933, p. 4).

    Per approfondire le sue competenze artistiche, si iscrisse alla civica scuola di disegno presso la Pinacoteca Tosio di Brescia, dove studiava Giuseppe Ariassi, un artista seguace dell'accademia classica. Il suo apprendistato presso Luigi Campini contribuì a solidificare le sue capacità nel rappresentare figure realistiche integrate nel paesaggio, uno stile che avrebbe caratterizzato tutto il suo percorso artistico.

    Il suo impegno negli studi e il suo talento attirarono l'attenzione della commissione di tutela della scuola, che nel 1872 propose un sussidio del Comune per lui e per l'amico coetaneo Luigi Lombardi. Questo sostegno finanziario permise a Filippini di continuare i suoi studi e di entrare nell'ambito dell'artista bresciano Benedetto Schermini, da cui acquisì un approccio sobrio alla pittura.

    Nel 1875, grazie all'aiuto di Paolo Da Ponte, ottenne una pensione che lo portò a Milano, dove studiò con Giuseppe Bertini e venne influenzato dalle opere di Tranquillo Cremona, Ottone Silvestri e Leonardo Bistolfi. Nonostante le speranze di entrare nel corpo delle guardie di finanza, Filippini non fu accettato per motivi di salute, decidendo così di concentrarsi completamente sulla pittura.

    A Milano, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1880, Filippini divenne parte integrante della scena artistica, esponendo regolarmente alla mostra annuale dell'Accademia di Brera. La sua produzione artistica comprendeva principalmente paesaggi ispirati dalle sue estati trascorse a Gardone Val Trompia e altri luoghi naturali italiani.

    Il successo di Filippini lo portò a frequentare salotti e circoli mondani, dove fu apprezzato non solo per la sua arte, ma anche per il suo stile elegante e per i ritratti vivaci che dipinse. Espose con successo in numerose esposizioni nazionali e internazionali, guadagnandosi riconoscimenti come il premio Fumagalli per il paesaggio nel 1887 e diventando socio onorario dell'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1888.

    Nel corso della sua carriera, Filippini mantenne legami con la sua città natale di Brescia e con altri artisti lombardi, inclusi i maestri del divisionismo come Giovanni Segantini. La sua pittura, influenzata dal realismo e dalle nuove tendenze impressioniste, si distinse per la sua tecnica sottile e lirica nel ritrarre l'atmosfera dei paesaggi naturali e urbani.

    Francesco Filippini morì a Milano il 6 marzo 1895, lasciando un'impronta significativa nella pittura italiana dell'Ottocento.

    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tavola cm 29,5x45 firmato in basso a dx F.Filippini

    Francesco Filippini nacque a Brescia il 18 settembre 1853 da Lorenzo, falegname, e Silvia Signoria, operaia cucitrice. A causa delle difficili condizioni familiari, sin da giovane iniziò a lavorare, dapprima come garzone in una pasticceria cittadina e successivamente come scrivano presso lo studio di un notaio.
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    Tuttavia, già da giovane manifestò il suo talento artistico realizzando alcuni ritratti della famiglia Chiappa, proprietaria della pasticceria dove lavorava (Nicodemi, 1933, p. 4).

    Per approfondire le sue competenze artistiche, si iscrisse alla civica scuola di disegno presso la Pinacoteca Tosio di Brescia, dove studiava Giuseppe Ariassi, un artista seguace dell'accademia classica. Il suo apprendistato presso Luigi Campini contribuì a solidificare le sue capacità nel rappresentare figure realistiche integrate nel paesaggio, uno stile che avrebbe caratterizzato tutto il suo percorso artistico.

    Il suo impegno negli studi e il suo talento attirarono l'attenzione della commissione di tutela della scuola, che nel 1872 propose un sussidio del Comune per lui e per l'amico coetaneo Luigi Lombardi. Questo sostegno finanziario permise a Filippini di continuare i suoi studi e di entrare nell'ambito dell'artista bresciano Benedetto Schermini, da cui acquisì un approccio sobrio alla pittura.

    Nel 1875, grazie all'aiuto di Paolo Da Ponte, ottenne una pensione che lo portò a Milano, dove studiò con Giuseppe Bertini e venne influenzato dalle opere di Tranquillo Cremona, Ottone Silvestri e Leonardo Bistolfi. Nonostante le speranze di entrare nel corpo delle guardie di finanza, Filippini non fu accettato per motivi di salute, decidendo così di concentrarsi completamente sulla pittura.

    A Milano, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1880, Filippini divenne parte integrante della scena artistica, esponendo regolarmente alla mostra annuale dell'Accademia di Brera. La sua produzione artistica comprendeva principalmente paesaggi ispirati dalle sue estati trascorse a Gardone Val Trompia e altri luoghi naturali italiani.

    Il successo di Filippini lo portò a frequentare salotti e circoli mondani, dove fu apprezzato non solo per la sua arte, ma anche per il suo stile elegante e per i ritratti vivaci che dipinse. Espose con successo in numerose esposizioni nazionali e internazionali, guadagnandosi riconoscimenti come il premio Fumagalli per il paesaggio nel 1887 e diventando socio onorario dell'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1888.

    Nel corso della sua carriera, Filippini mantenne legami con la sua città natale di Brescia e con altri artisti lombardi, inclusi i maestri del divisionismo come Giovanni Segantini. La sua pittura, influenzata dal realismo e dalle nuove tendenze impressioniste, si distinse per la sua tecnica sottile e lirica nel ritrarre l'atmosfera dei paesaggi naturali e urbani.

    Francesco Filippini morì a Milano il 6 marzo 1895, lasciando un'impronta significativa nella pittura italiana dell'Ottocento.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 13  

    Bel viso

    Tito Conti
    Firenze 1842 - Firenze 1924
    Olio su tela cm 52x42 firmato in basso a dx Tito Conti

    Tito Conti nacque a Firenze nel 1842 e mostrò fin da ragazzo un talento naturale per il disegno. Intorno ai tredici anni entrò all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove ricevette una formazione solida e rigorosa.
    Clicca per espandere

    Nel 1861, ancora giovane, esordì alla Esposizione Nazionale con un dipinto ispirato a Cristoforo Colombo, segno di un precoce interesse per i soggetti storici e letterari.

    Nella prima fase della sua carriera si dedicò infatti a temi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla tradizione classica. Con il tempo però la sua attenzione si spostò verso la pittura di genere, che gli offriva maggiore libertà narrativa. In questo ambito produsse opere ambientate in interni raffinati, popolate da figure eleganti, dame e gentiluomini, servitori, musici e personaggi in costume. I suoi quadri, spesso ricchi di dettagli minuti, riflettono un gusto per l’eleganza, per gli arredi preziosi, per i tessuti, per la definizione accurata dei volti e per la ricostruzione di atmosfere intime e brillanti.

    Conti sviluppò una tecnica precisa e raffinata, caratterizzata da una tavolozza morbida e da una cura minuziosa per ogni elemento dell’immagine. Le sue composizioni, costruite con equilibrio, raccontano piccole storie e momenti di vita quotidiana filtrati attraverso una sensibilità elegante e misurata. Proprio questa combinazione di realismo, grazia e gusto decorativo gli garantì un notevole successo presso la borghesia e l’aristocrazia italiana ed europea.

    Accanto all’attività di pittore svolse anche il ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, contribuendo alla formazione di giovani artisti e alla diffusione di un linguaggio pittorico attento al dettaglio e alla qualità formale.

    Tito Conti morì a Firenze nel 1924.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 13  

    Bel viso

    Tito Conti Tito Conti
    Firenze 1842 - Firenze 1924
    Olio su tela cm 52x42 firmato in basso a dx Tito Conti

    Tito Conti nacque a Firenze nel 1842 e mostrò fin da ragazzo un talento naturale per il disegno. Intorno ai tredici anni entrò all’Accademia di Belle Arti della sua città, dove ricevette una formazione solida e rigorosa.
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    Nel 1861, ancora giovane, esordì alla Esposizione Nazionale con un dipinto ispirato a Cristoforo Colombo, segno di un precoce interesse per i soggetti storici e letterari.

    Nella prima fase della sua carriera si dedicò infatti a temi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla tradizione classica. Con il tempo però la sua attenzione si spostò verso la pittura di genere, che gli offriva maggiore libertà narrativa. In questo ambito produsse opere ambientate in interni raffinati, popolate da figure eleganti, dame e gentiluomini, servitori, musici e personaggi in costume. I suoi quadri, spesso ricchi di dettagli minuti, riflettono un gusto per l’eleganza, per gli arredi preziosi, per i tessuti, per la definizione accurata dei volti e per la ricostruzione di atmosfere intime e brillanti.

    Conti sviluppò una tecnica precisa e raffinata, caratterizzata da una tavolozza morbida e da una cura minuziosa per ogni elemento dell’immagine. Le sue composizioni, costruite con equilibrio, raccontano piccole storie e momenti di vita quotidiana filtrati attraverso una sensibilità elegante e misurata. Proprio questa combinazione di realismo, grazia e gusto decorativo gli garantì un notevole successo presso la borghesia e l’aristocrazia italiana ed europea.

    Accanto all’attività di pittore svolse anche il ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze, contribuendo alla formazione di giovani artisti e alla diffusione di un linguaggio pittorico attento al dettaglio e alla qualità formale.

    Tito Conti morì a Firenze nel 1924.



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  • Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Pennasilico Giuseppe Pennasilico
    Napoli 1861 - Genova 1940
    Olio su cartone cm 24x20 firmato in basso a sx G.Pennasilico


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  • Lotto 13  

    Nuvole sul mare

    Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su tela cm 41x62 firmato in basso a sx G.Ricci

    Guido Ricci fu un pittore italiano dell’Ottocento, tra i più sensibili interpreti del paesaggio lombardo, capace di coniugare osservazione diretta della natura e rigore formale. Nacque a Casorate Primo, in provincia di Pavia, il 6 ottobre 1836 e manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove assimilò i principi della pittura dal vero e maturò un interesse profondo per la resa atmosferica del paesaggio, sotto l’influenza di un insegnamento che privilegiava il contatto diretto con la natura.

    Il suo esordio pubblico risale ai primi anni Sessanta dell’Ottocento, quando iniziò a partecipare alle esposizioni di Belle Arti, attirando l’attenzione per la freschezza della visione e la sincerità dell’impianto pittorico. I suoi primi lavori, dedicati soprattutto alla vita rurale e ai paesaggi di campagna, rivelavano già una particolare sensibilità per la luce e per l’equilibrio compositivo. Nel corso degli anni Ricci prese parte con continuità alle rassegne artistiche milanesi e nazionali, affermandosi come uno dei paesaggisti più apprezzati del suo tempo.

    La sua pittura si concentrò prevalentemente sui paesaggi della Lombardia e dell’Italia settentrionale: campagne, rive fluviali, pascoli alpini, boschi e scorci montani. A questi soggetti affiancò talvolta marine e scene di vita all’aperto, sempre caratterizzate da un approccio sobrio e meditato. Con il passare del tempo il suo stile si fece più libero e luminoso, abbandonando gradualmente l’impostazione più accademica per una pennellata più sciolta, capace di restituire l’atmosfera mutevole dei luoghi e delle stagioni.

    Ricci lavorò con costanza e dedizione per tutta la vita, mantenendo un legame profondo con la natura e con i luoghi che dipingeva. La sua ricerca non fu mai orientata alla spettacolarità, ma piuttosto alla verità del paesaggio, colto nei suoi aspetti più autentici e quotidiani. Questo atteggiamento gli valse il rispetto dei contemporanei e il favore di collezionisti e istituzioni.

    Morì il 20 agosto 1897 a Gurone, in provincia di Varese.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 13  

    Nuvole sul mare

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su tela cm 41x62 firmato in basso a sx G.Ricci

    Guido Ricci fu un pittore italiano dell’Ottocento, tra i più sensibili interpreti del paesaggio lombardo, capace di coniugare osservazione diretta della natura e rigore formale. Nacque a Casorate Primo, in provincia di Pavia, il 6 ottobre 1836 e manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura.
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    La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove assimilò i principi della pittura dal vero e maturò un interesse profondo per la resa atmosferica del paesaggio, sotto l’influenza di un insegnamento che privilegiava il contatto diretto con la natura.

    Il suo esordio pubblico risale ai primi anni Sessanta dell’Ottocento, quando iniziò a partecipare alle esposizioni di Belle Arti, attirando l’attenzione per la freschezza della visione e la sincerità dell’impianto pittorico. I suoi primi lavori, dedicati soprattutto alla vita rurale e ai paesaggi di campagna, rivelavano già una particolare sensibilità per la luce e per l’equilibrio compositivo. Nel corso degli anni Ricci prese parte con continuità alle rassegne artistiche milanesi e nazionali, affermandosi come uno dei paesaggisti più apprezzati del suo tempo.

    La sua pittura si concentrò prevalentemente sui paesaggi della Lombardia e dell’Italia settentrionale: campagne, rive fluviali, pascoli alpini, boschi e scorci montani. A questi soggetti affiancò talvolta marine e scene di vita all’aperto, sempre caratterizzate da un approccio sobrio e meditato. Con il passare del tempo il suo stile si fece più libero e luminoso, abbandonando gradualmente l’impostazione più accademica per una pennellata più sciolta, capace di restituire l’atmosfera mutevole dei luoghi e delle stagioni.

    Ricci lavorò con costanza e dedizione per tutta la vita, mantenendo un legame profondo con la natura e con i luoghi che dipingeva. La sua ricerca non fu mai orientata alla spettacolarità, ma piuttosto alla verità del paesaggio, colto nei suoi aspetti più autentici e quotidiani. Questo atteggiamento gli valse il rispetto dei contemporanei e il favore di collezionisti e istituzioni.

    Morì il 20 agosto 1897 a Gurone, in provincia di Varese.



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  • Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su cartone cm 18x24 firmato in basso a sx Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
    Clicca per espandere

    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su cartone cm 18x24 firmato in basso a sx Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Giardino Villa Semenza

    Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tavola cm 38x53 firmato in basso a sx Giulio Boetto.
    STIMA min € 2000 - max € 2200

    Lotto 14  

    Giardino Villa Semenza

    Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tavola cm 38x53 firmato in basso a sx Giulio Boetto.


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  • Lotto 14  

    Vaso di fiori

    Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 20x29,5 firmato in basso a dx O.Sogaro

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
    Clicca per espandere

    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 14  

    Vaso di fiori

    Oscar Sogaro Oscar Sogaro
    Dolo 1888 - Venezia 1967
    Olio su cartone cm 20x29,5 firmato in basso a dx O.Sogaro

    Oscar Sogaro nacque il 14 settembre 1888 a Dolo, in provincia di Venezia. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del professor Domenico Ferri, diplomandosi con il premio ministeriale.
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    Durante la Prima Guerra Mondiale, espose alla Mostra dei Veneti a Bologna, iniziando a farsi conoscere nel panorama artistico.
    Nel 1900, Sogaro aderì al movimento dei "Ribelli di Cà Pesaro", un gruppo di pittori che includeva nomi come Umberto Moggioli, Felice Castegnaro, Mario Disertori e Pio Semeghini. Questo gruppo si distinse per la sua ricerca artistica innovativa e per l'approccio critico verso le tradizioni pittoriche consolidate.
    La sua partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia fu significativa: espose in questa sede dal 1922 al 1935, ottenendo riconoscimenti e consolidando la sua reputazione. Oltre a Venezia, le sue opere furono presentate in mostre a Milano, Roma, Padova, Bruxelles e Trieste, dimostrando la sua presenza attiva nel circuito artistico internazionale.
    Sogaro trattò vari generi pittorici, tra cui il ritratto psicologico, la natura morta e, in particolare, il paesaggio. Le sue rappresentazioni della laguna veneziana e del fiume Brenta sono note per la delicatezza e la profondità emotiva, catturando le sfumature di luce e atmosfera dei luoghi.
    Sue opere sono conservate presso il Municipio e la Cassa di Risparmio di Venezia, nelle collezioni D'Angelo di Venezia e Costantini di Padova, oltre che in numerose collezioni private. Oscar Sogaro morì il 13 dicembre 1967 a Venezia.



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  • Lotto 14  

    Sugli Scogli

    Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 24x29 firmato in basso a sx L.Ajmone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Sugli Scogli

    Lidio Ajmone Lidio Ajmone
    Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
    Olio su tavola cm 24x29 firmato in basso a sx L.Ajmone


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    1912

    Agustin Salinas Teruel
    Zaragoza (Spagna) 1861 - Roma 1915
    Lago Maggiore

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 14  

    1912

    Agustin Salinas Teruel Agustin Salinas Teruel
    Zaragoza (Spagna) 1861 - Roma 1915
    Lago Maggiore



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Le curiose

    Luigi Bianchi
    Milano 1827 - 1914
    Olio su tela cm 33,5x25 firmato in basso a dx L. Bianchi

    Luigi Bianchi nacque a Milano il 30 dicembre 1827. In gioventù intraprese gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Pavia, ma fu costretto a interromperli per partecipare alle guerre di indipendenza, un periodo che segnò profondamente la sua vita.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedicò interamente alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre maestro Francesco Hayez. Questa solida preparazione gli permise di sviluppare una tecnica pittorica raffinata, che lo portò a distinguersi come ritrattista e pittore di scene di genere e di costume.

    Nel 1861, il suo dipinto "Alla vigilia della liberazione" ottenne un importante riconoscimento, venendo premiato e acquistato dal Principe di Carignano. L'anno successivo, nel 1877, l'opera "Un Carnevale a Roma" fu venduta a Parigi, mentre "La benedizione dei fanciulli" divenne un affresco per la chiesa parrocchiale di Carate Brianza, un ulteriore segno della sua affermazione nel panorama artistico dell'epoca.

    Le opere di Luigi Bianchi sono apprezzate per la loro sapienza cromatica e disegnativa, che cattura con maestria scene di vita quotidiana, tanto in interni quanto in esterni. La sua capacità di rappresentare la contemporaneità, unita alla profondità psicologica dei suoi soggetti, ha reso i suoi lavori particolarmente ammirati. Bianchi morì a Milano il 14 novembre 1914, lasciando un'importante eredità nel panorama della pittura italiana.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 14  

    Le curiose

    Luigi Bianchi Luigi Bianchi
    Milano 1827 - 1914
    Olio su tela cm 33,5x25 firmato in basso a dx L. Bianchi

    Luigi Bianchi nacque a Milano il 30 dicembre 1827. In gioventù intraprese gli studi di Giurisprudenza presso l'Università di Pavia, ma fu costretto a interromperli per partecipare alle guerre di indipendenza, un periodo che segnò profondamente la sua vita.
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    Dopo queste esperienze, si dedicò interamente alla pittura, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre maestro Francesco Hayez. Questa solida preparazione gli permise di sviluppare una tecnica pittorica raffinata, che lo portò a distinguersi come ritrattista e pittore di scene di genere e di costume.

    Nel 1861, il suo dipinto "Alla vigilia della liberazione" ottenne un importante riconoscimento, venendo premiato e acquistato dal Principe di Carignano. L'anno successivo, nel 1877, l'opera "Un Carnevale a Roma" fu venduta a Parigi, mentre "La benedizione dei fanciulli" divenne un affresco per la chiesa parrocchiale di Carate Brianza, un ulteriore segno della sua affermazione nel panorama artistico dell'epoca.

    Le opere di Luigi Bianchi sono apprezzate per la loro sapienza cromatica e disegnativa, che cattura con maestria scene di vita quotidiana, tanto in interni quanto in esterni. La sua capacità di rappresentare la contemporaneità, unita alla profondità psicologica dei suoi soggetti, ha reso i suoi lavori particolarmente ammirati. Bianchi morì a Milano il 14 novembre 1914, lasciando un'importante eredità nel panorama della pittura italiana.



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  • Lotto 14  

    Fiume Serio

    Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
    Clicca per espandere



    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 14  

    Fiume Serio

    Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.



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  • Lotto 14  

    All'imbrunire

    Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 24x37 firmato in basso a dx LD.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 14  

    All'imbrunire

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 24x37 firmato in basso a dx LD.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Le lavandaie

    Giovanni Lentini
    Palermo 1882 - Milano 1948
    Olio su tela cm 93,5x140,5 firmato in basso a dx G.Lentini
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 14  

    Le lavandaie

    Giovanni Lentini Giovanni Lentini
    Palermo 1882 - Milano 1948
    Olio su tela cm 93,5x140,5 firmato in basso a dx G.Lentini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Neve in Valtournenche

    Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano BO 1889 Torino 1957
    Olio su tavola cm 41,5x50 firmato in basso a dx Giuseppe Gheduzzi
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 14  

    Neve in Valtournenche

    Giuseppe Gheduzzi Giuseppe Gheduzzi
    Crespellano BO 1889 Torino 1957
    Olio su tavola cm 41,5x50 firmato in basso a dx Giuseppe Gheduzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    In carrozza

    Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 14  

    In carrozza

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a sx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Golfo di Napoli 1898

    Achille Vianelli
    Porto Maurizio 1803 - Benevento 1894
    Acquarello su carta cm 24,5x,42,5 firmato in basso a sx Vianelli
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 14  

    Golfo di Napoli 1898

    Achille Vianelli Achille Vianelli
    Porto Maurizio 1803 - Benevento 1894
    Acquarello su carta cm 24,5x,42,5 firmato in basso a sx Vianelli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 34x29 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 34x29 firmato in basso a dx G.Menato


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Spiaggia d'inverno

    Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Olio su tela cm 67x88,5 firmato in basso a dx Reycend
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 14  

    Spiaggia d'inverno

    Enrico Reycend Enrico Reycend
    Torino 1855-1928
    Olio su tela cm 67x88,5 firmato in basso a dx Reycend


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Capri

    Giordano Felice
    Napoli 1880 - Capri 1964
    Olio su tela cm 65x99 firmato in basso a dx Giordano Felice
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Capri

    Giordano Felice Giordano Felice
    Napoli 1880 - Capri 1964
    Olio su tela cm 65x99 firmato in basso a dx Giordano Felice


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Lago di Mantova

    Vindizio Nodari Pesenti
    Medole 1879 - Mantova 1961
    Olio su cartone cm 49x57 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 14  

    Lago di Mantova

    Vindizio Nodari Pesenti Vindizio Nodari Pesenti
    Medole 1879 - Mantova 1961
    Olio su cartone cm 49x57 firmato in basso a dx Pesenti


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Il Monte San Salvatore Lago di Lugano
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Il Monte San Salvatore Lago di Lugano


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  • Lotto 14  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Una fuga di ladri
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 14  

    Una fuga di ladri

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Una fuga di ladri


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  • Lotto 14  

    Giorno di Mercato

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 49,5x90 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 14  

    Giorno di Mercato

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 49,5x90 firmato in basso a dx A.Lupo


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    La Casa del Tasso

    Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30,5 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 14  

    La Casa del Tasso

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30,5 firmato in basso a dx G.Bisi


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    1926

    Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Carnevale
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    1926

    Vittorio Petrella Da Bologna Vittorio Petrella Da Bologna
    Bologna 1886-1951
    Carnevale


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  • Lotto 14  

    Porticiolo di lago

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 48x60 firmato in basso a dx
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 14  

    Porticiolo di lago

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 48x60 firmato in basso a dx


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 14  

    Paesaggio montano

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    La pecora solitaria

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 115x82 firmato in basso a sx G. Sottocornola
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 14  

    La pecora solitaria

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 115x82 firmato in basso a sx G. Sottocornola


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  • Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a sx Giacomo Moretti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Gian Giacomo Moretti Gian Giacomo Moretti
    Spalato (Croazia) 1843 - ?
    Olio su tavola cm 30x17 firmato in basso a sx Giacomo Moretti


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  • Lotto 14  

    Duomo di Vigevano

    Boffa Tarlatta
    Rialmosso 1889 - 1965
    Olio su cartone cm 25,5x34 firmato in basso a sx Boffa.T
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Duomo di Vigevano

    Boffa Tarlatta Boffa Tarlatta
    Rialmosso 1889 - 1965
    Olio su cartone cm 25,5x34 firmato in basso a sx Boffa.T


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Pascolo alpino

    Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 82,5x123 firmato in basso a dx S.Ferraris
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 14  

    Pascolo alpino

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 82,5x123 firmato in basso a dx S.Ferraris


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Alberi fioriti 1921

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 42x43,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Alberi fioriti 1921

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 42x43,5 firmato in basso a dx O.Albertini


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  • Lotto 14  

    Maternita'

    Pietro Gaudenzi
    Genova 1880 - Anticoli Corrado 1955
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a dx P.Gaudenzi

    Pietro Gaudenzi fu un pittore italiano di grande rilievo nella prima metà del Novecento, noto per la sua raffinata sensibilità figurativa e per la versatilità dei soggetti trattati, che spaziarono dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alla pittura sacra. Nacque a Genova il 18 gennaio 1880, figlio di un musicista, e fin da giovane dimostrò un forte interesse per l’arte.
    Clicca per espandere

    Dopo i primi studi con Felice Del Santo a La Spezia, proseguì la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Cesare Viazzi, approfondendo le tecniche pittoriche e consolidando una solida preparazione accademica.

    Nel 1903 vinse il premio‑pensionato “Duchessa di Galliera”, che gli permise di trasferirsi a Roma, dove visse per cinque anni studiando i grandi maestri del Rinascimento e confrontandosi con la vivace scena artistica della capitale. A Roma entrò in contatto con artisti come Antonio Mancini, Armando Spadini e Francesco Paolo Michetti e sposò Candida Toppi, modella di Anticoli Corrado, con la quale ebbe diversi figli. Le esperienze personali, tra gioie e lutti, influenzarono profondamente il tono e i soggetti della sua pittura, rendendola più intima e riflessiva.

    Nei decenni successivi Gaudenzi consolidò la sua carriera espositiva: partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia e alle principali Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti anche all’estero. Tra le sue opere più note si ricordano scene familiari, maternità, nature morte e lavori di carattere narrativo, tra cui I priori, acquistata dal Comune di Roma per la Galleria d’Arte Moderna. Durante gli anni Trenta la sua pittura si avvicinò ai modi del Novecento Italiano, pur mantenendo un linguaggio chiaro e una forte adesione alla realtà osservata. In questo periodo si dedicò anche a importanti affreschi e pitture sacre, come quelli realizzati per il Castello dei Cavalieri a Rodi.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, pur di fronte al mutamento dei gusti artistici, Gaudenzi continuò a lavorare con passione, assumendo nel 1951 la direzione della Scuola vaticana di mosaico, contribuendo con le sue competenze a decorazioni in diverse chiese italiane. Negli ultimi anni visse ad Anticoli Corrado, borgo amato dagli artisti, dove continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre 1955.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 14  

    Maternita'

    Pietro Gaudenzi Pietro Gaudenzi
    Genova 1880 - Anticoli Corrado 1955
    Olio su tavola cm 50x60 firmato in basso a dx P.Gaudenzi

    Pietro Gaudenzi fu un pittore italiano di grande rilievo nella prima metà del Novecento, noto per la sua raffinata sensibilità figurativa e per la versatilità dei soggetti trattati, che spaziarono dal ritratto alla scena di genere, dalla natura morta alla pittura sacra. Nacque a Genova il 18 gennaio 1880, figlio di un musicista, e fin da giovane dimostrò un forte interesse per l’arte.
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    Dopo i primi studi con Felice Del Santo a La Spezia, proseguì la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Cesare Viazzi, approfondendo le tecniche pittoriche e consolidando una solida preparazione accademica.

    Nel 1903 vinse il premio‑pensionato “Duchessa di Galliera”, che gli permise di trasferirsi a Roma, dove visse per cinque anni studiando i grandi maestri del Rinascimento e confrontandosi con la vivace scena artistica della capitale. A Roma entrò in contatto con artisti come Antonio Mancini, Armando Spadini e Francesco Paolo Michetti e sposò Candida Toppi, modella di Anticoli Corrado, con la quale ebbe diversi figli. Le esperienze personali, tra gioie e lutti, influenzarono profondamente il tono e i soggetti della sua pittura, rendendola più intima e riflessiva.

    Nei decenni successivi Gaudenzi consolidò la sua carriera espositiva: partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia e alle principali Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti anche all’estero. Tra le sue opere più note si ricordano scene familiari, maternità, nature morte e lavori di carattere narrativo, tra cui I priori, acquistata dal Comune di Roma per la Galleria d’Arte Moderna. Durante gli anni Trenta la sua pittura si avvicinò ai modi del Novecento Italiano, pur mantenendo un linguaggio chiaro e una forte adesione alla realtà osservata. In questo periodo si dedicò anche a importanti affreschi e pitture sacre, come quelli realizzati per il Castello dei Cavalieri a Rodi.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, pur di fronte al mutamento dei gusti artistici, Gaudenzi continuò a lavorare con passione, assumendo nel 1951 la direzione della Scuola vaticana di mosaico, contribuendo con le sue competenze a decorazioni in diverse chiese italiane. Negli ultimi anni visse ad Anticoli Corrado, borgo amato dagli artisti, dove continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre 1955.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 14  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luigi Turulo
    1875 Monselice - 1957 Venezia
    Olio su cartone cm 65x64 firmato in basso a sx L.Turulo

    Luigi Turolo nacque a Monselice nel 1875 e si formò come pittore tra il Veneto e Venezia, città nella quale trascorse gran parte della sua vita e dove si spense nel 1957. La sua carriera si sviluppò in un periodo di intensa vitalità artistica, nel quale i linguaggi figurativi oscillavano tra tradizione e modernità.
    Clicca per espandere

    In questo contesto Turolo costruì un percorso personale, discreto ma costante, che lo portò a esporre in alcune importanti rassegne nazionali, in particolare mostre milanesi del primo Novecento.

    La sua produzione comprende paesaggi, nudi e scene intime. Nei paesaggi emerge una sensibilità attenta alla luce e alle atmosfere serene: campi, colline, specchi d’acqua e scorci rurali sono rappresentati con equilibrio cromatico e un senso di quiete che restituisce la semplicità del mondo naturale. Nei nudi e nelle figure femminili la sua pittura si fa più morbida e raccolta, con una resa delicata dei volumi e una ricerca di armonia nelle pose. Anche le scene di vita quotidiana, a volte ambientate in interni, riflettono un gusto per la compostezza, per il silenzio e per un realismo misurato.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Luigi Turulo Luigi Turulo
    1875 Monselice - 1957 Venezia
    Olio su cartone cm 65x64 firmato in basso a sx L.Turulo

    Luigi Turolo nacque a Monselice nel 1875 e si formò come pittore tra il Veneto e Venezia, città nella quale trascorse gran parte della sua vita e dove si spense nel 1957. La sua carriera si sviluppò in un periodo di intensa vitalità artistica, nel quale i linguaggi figurativi oscillavano tra tradizione e modernità.
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    In questo contesto Turolo costruì un percorso personale, discreto ma costante, che lo portò a esporre in alcune importanti rassegne nazionali, in particolare mostre milanesi del primo Novecento.

    La sua produzione comprende paesaggi, nudi e scene intime. Nei paesaggi emerge una sensibilità attenta alla luce e alle atmosfere serene: campi, colline, specchi d’acqua e scorci rurali sono rappresentati con equilibrio cromatico e un senso di quiete che restituisce la semplicità del mondo naturale. Nei nudi e nelle figure femminili la sua pittura si fa più morbida e raccolta, con una resa delicata dei volumi e una ricerca di armonia nelle pose. Anche le scene di vita quotidiana, a volte ambientate in interni, riflettono un gusto per la compostezza, per il silenzio e per un realismo misurato.



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  • Giovanni Renica
    Montirone 1808 - Brescia 1884
    Olio su tela cm 35x47,5 firmato in basso a dx G.Renica

    Giovanni Renica nacque a Montirone (Brescia) nel marzo 1808 e mostrò sin da giovane una forte inclinazione per la pittura, allontanandosi presto da una formazione limitata al disegno tecnico. Grazie all’intervento dell’architetto Rodolfo Vantini poté trasferirsi a Milano, dove frequentò la scuola del maestro Giovanni Migliara e affinò il suo linguaggio pittorico.
    Clicca per espandere



    Negli anni Trenta dell’Ottocento Renica iniziò a farsi conoscere grazie a vedute panoramiche e urbane destinate alle esposizioni milanesi e bresciane e a committenze private. La sua sensibilità per la prospettiva e la luce lo collocava saldamente nella tradizione lombarda del vedutismo romantico, ma allo stesso tempo egli intraprese un viaggio straordinario che avrebbe segnato la sua produzione. Tra il 1839 e il 1840 attraversò il Mediterraneo: toccò la Grecia, l’Egitto, la Palestina, la Turchia e la Libia, annotando schizzi e impressioni da cui trasse poi tele di ambientazione orientale. Questa esperienza lo collocò tra i primi pittori italiani a esplorare visivamente il Medio Oriente, e lasciò tracce evidenti nella sua opera.

    Dopo il suo rientro in Italia continuò a lavorare prevalentemente come paesaggista, alternando vedute della Lombardia, laghi, campagne e scorci urbani a scene “esotiche” di ambientazione medio­orientale. Il suo stile, pur fondato sul rigore prospettico e sulla descrizione, si fece via via più attento alla luce, all’atmosfera e alla resa dei dettagli “visti dal vero”. Negli anni maturi lavorò anche a insegnare e a produrre numerosi studi, schizzi e bozzetti, segno di una produzione molto legata all’osservazione diretta.

    Verso la fine della sua vita, nel 1879 fece ritorno stabilmente a Brescia, dove assunse un ruolo di rilievo nella vita culturale cittadina e cedette agli Atenei locali una vasta raccolta di studi, tavole e opere donate alla sua città natale. Colpito da una progressiva perdita della vista, dovette ritirarsi dall'attività attiva e morì il 27 agosto 1884.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Giovanni Renica Giovanni Renica
    Montirone 1808 - Brescia 1884
    Olio su tela cm 35x47,5 firmato in basso a dx G.Renica

    Giovanni Renica nacque a Montirone (Brescia) nel marzo 1808 e mostrò sin da giovane una forte inclinazione per la pittura, allontanandosi presto da una formazione limitata al disegno tecnico. Grazie all’intervento dell’architetto Rodolfo Vantini poté trasferirsi a Milano, dove frequentò la scuola del maestro Giovanni Migliara e affinò il suo linguaggio pittorico.
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    Negli anni Trenta dell’Ottocento Renica iniziò a farsi conoscere grazie a vedute panoramiche e urbane destinate alle esposizioni milanesi e bresciane e a committenze private. La sua sensibilità per la prospettiva e la luce lo collocava saldamente nella tradizione lombarda del vedutismo romantico, ma allo stesso tempo egli intraprese un viaggio straordinario che avrebbe segnato la sua produzione. Tra il 1839 e il 1840 attraversò il Mediterraneo: toccò la Grecia, l’Egitto, la Palestina, la Turchia e la Libia, annotando schizzi e impressioni da cui trasse poi tele di ambientazione orientale. Questa esperienza lo collocò tra i primi pittori italiani a esplorare visivamente il Medio Oriente, e lasciò tracce evidenti nella sua opera.

    Dopo il suo rientro in Italia continuò a lavorare prevalentemente come paesaggista, alternando vedute della Lombardia, laghi, campagne e scorci urbani a scene “esotiche” di ambientazione medio­orientale. Il suo stile, pur fondato sul rigore prospettico e sulla descrizione, si fece via via più attento alla luce, all’atmosfera e alla resa dei dettagli “visti dal vero”. Negli anni maturi lavorò anche a insegnare e a produrre numerosi studi, schizzi e bozzetti, segno di una produzione molto legata all’osservazione diretta.

    Verso la fine della sua vita, nel 1879 fece ritorno stabilmente a Brescia, dove assunse un ruolo di rilievo nella vita culturale cittadina e cedette agli Atenei locali una vasta raccolta di studi, tavole e opere donate alla sua città natale. Colpito da una progressiva perdita della vista, dovette ritirarsi dall'attività attiva e morì il 27 agosto 1884.



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  • Lotto 14  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su cartone cm 16,5x24 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 14  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su cartone cm 16,5x24 firmato in basso a sx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 14  

    Ritratto di nobiluomo

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tela cm 47x41 firmato in basso a dx C.Ciani
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Ritratto di nobiluomo

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Olio su tela cm 47x41 firmato in basso a dx C.Ciani


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  • Lotto 14  

    Al lago 3

    Francesco Pegurri
    Al lago 3
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
    Clicca per espandere


    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 14  

    Al lago 3

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Al lago 3
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro


    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.



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  • Lotto 15  

    Rustico montano

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga (VB) 1954
    Olio su tavola cm 40x34,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 15  

    Rustico montano

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga (VB) 1954
    Olio su tavola cm 40x34,5 firmato in basso a dx Foggia


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  • Lotto 15  

    Nevicata 1932

    Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx A.Tallone
    STIMA min € 900 - max € 1000

    Lotto 15  

    Nevicata 1932

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su cartone cm 35x50 firmato in basso a dx A.Tallone


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  • Lotto 15  

    Verso il pascolo

    Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 15  

    Verso il pascolo

    Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx A.Polaroli


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  • Lotto 15  

    Paesaggio

    Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13x30 firmato in basso a dx L.Gioli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 15  

    Paesaggio

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13x30 firmato in basso a dx L.Gioli


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  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Cacciatori sul Cervino
    STIMA min € 14000 - max € 16000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Cacciatori sul Cervino


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  • Lotto 15  

    1948

    Achille Parachini
    Torino 1888-1970
    Frazione di Ghigo ( Prali Torino )
    STIMA min € 400 - max € 600

    Lotto 15  

    1948

    Achille Parachini Achille Parachini
    Torino 1888-1970
    Frazione di Ghigo ( Prali Torino )


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  • Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 37,5x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 37,5x46 firmato in basso a dx Piero Focardi


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  • Lotto 15  

    Paese Ligure

    Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 15  

    Paese Ligure

    Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele


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  • Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30 firmato in basso a dx G.Bisi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tavola cm 22,5x30 firmato in basso a dx G.Bisi


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  • Lotto 15  

    Ragazza della Riviera

    Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 88x61 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 29 tavola a colori pag. 192
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volumi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 320 e n. XX ed. 2003-2004 pag. 405
    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 15  

    Ragazza della Riviera

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Olio su tela cm 88x61 firmato in basso a sx B.Giuliano

    Pubblicato sul catalogo Mondadori n. 29 tavola a colori pag. 192
    Pubblicato sul catalogo Allemandi volumi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 320 e n. XX ed. 2003-2004 pag. 405


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  • Lotto 15  

    Nudo Orientale

    Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Nudo Orientale
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 15  

    Nudo Orientale

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Nudo Orientale


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  • Giovanni Battista Lelli
    Milano 1827 - 1887
    Veduta di Omegna (lago d'Orta)
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Battista Lelli Giovanni Battista Lelli
    Milano 1827 - 1887
    Veduta di Omegna (lago d'Orta)


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  • Lotto 15  

    Paesaggio

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 39,5x50 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 15  

    Paesaggio

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 39,5x50 firmato in basso a dx O.Albertini


    9 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Lavando i panni

    Carlo Agazzi
    Milano 1870 - Milano 1922
    Olio su tela cm 45x80 firmato in basso a dx Carlo Agazzi
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 15  

    Lavando i panni

    Carlo Agazzi Carlo Agazzi
    Milano 1870 - Milano 1922
    Olio su tela cm 45x80 firmato in basso a dx Carlo Agazzi


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx S.Ferraris
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Severino Ferraris Severino Ferraris
    Prestinone (VB) 1903 - 1979
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx S.Ferraris


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tavola cm 52x58 firmato in basso a sx L.Barzanti
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tavola cm 52x58 firmato in basso a sx L.Barzanti


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 30,5x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Sacheri Giuseppe Sacheri
    Genova 1863 - Pianfei 1950
    Olio su cartone cm 30,5x43,5 firmato in basso a dx G.Sacheri


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Il pifferaio

    Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 15  

    Il pifferaio

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • Lotto 15  

    Camminata tra la neve

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 15  

    Camminata tra la neve

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x32 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 15  

    1895

    Vincenzo Volpe
    Grottaminarda (AV) 1855 - Napoli 1929
    Spensieratezze
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 15  

    1895

    Vincenzo Volpe Vincenzo Volpe
    Grottaminarda (AV) 1855 - Napoli 1929
    Spensieratezze


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  • Lotto 15  

    Pascolo all'imbrunire

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su cartone cm 31x40 firmato in basso a dx Foggia.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 15  

    Pascolo all'imbrunire

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su cartone cm 31x40 firmato in basso a dx Foggia.


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  • Lotto 15  

    Paesaggio

    Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 15  

    Paesaggio

    Luigi Brignoli Luigi Brignoli
    Palosco (Bg) 1881 - Bergamo 1952
    Olio su tavola cm 11x19,5 firmato in alto a sx L.Brignoli

    Luigi Brignoli nacque il 18 aprile 1881 a Palosco, in provincia di Bergamo, e morì a Bergamo nel 1952. Dopo aver frequentato l'Accademia Carrara di Bergamo, dove fu allievo di Cesare Tallone e Ponziano Loverini, proseguì la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano, che frequentò per due anni.
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    La sua carriera artistica lo vide partecipare a numerose esposizioni. Nel 1907 prese parte alla VII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Penombre". Nel 1918, durante la Biennale di Brera, presentò l'opera "1914", che gli valse la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Quest'opera, una rappresentazione simbolica dei lutti causati dall'invasione tedesca, fu acquistata dal governo belga e rimase esposta al Museo Reale di Bruxelles dal 1922 al 1930.

    Nel 1922, Brignoli intraprese un viaggio in Nord Africa, visitando l'Algeria e la Tunisia. Al suo ritorno, espose le opere realizzate durante il soggiorno africano al Circolo Artistico Bergamasco, ottenendo elogi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 1926, succedette al suo maestro Ponziano Loverini nella direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo, ruolo che mantenne fino al 1945, quando fu sostituito da Mario Sironi. Nello stesso anno, Brignoli sposò Anita Taramelli, compagna di viaggio in numerose sue esplorazioni artistiche, tra cui Belgio, Olanda, Sardegna e Africa.

    Oltre ai paesaggi, Brignoli si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di notabili arabi. La sua pittura "africana" lo posiziona come pioniere di un tema che influenzò molti altri artisti bergamaschi, tra cui Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò e Romualdo Locatelli. Questi artisti, affascinati dal suo lavoro, intrapresero viaggi simili in Nord Africa, contribuendo all'espansione del movimento orientalista.

    Nel 1934, Brignoli organizzò una mostra personale intitolata "Tripolitania" al Circolo Artistico Bergamasco, presentando opere ispirate ai suoi viaggi in Africa. Nel 1942, partecipò a una mostra alla Permanente di Milano insieme ad altri artisti, tra cui Cugusiini e Della Foglia.

    Le opere di Luigi Brignoli sono state esposte in diverse sedi prestigiose, tra cui la Galleria Pesaro di Milano nel 1926, e hanno ricevuto riconoscimenti in mostre internazionali come quelle di Bruxelles e Buenos Aires nel 1911. La sua arte continua a essere apprezzata per la profondità emotiva e la precisione tecnica, offrendo uno sguardo intimo sulle culture e i paesaggi che ha rappresentato.



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  • Lotto 15  

    Datato 1926

    Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Il venditore lungo il Naviglio a Milano

    Alfredo Scocchera, nato nel 1887 a Baselice, in provincia di Benevento, fu un pittore italiano che si distinse per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato dall’uso di pennellate pastose e rapide, che gli permisero di catturare con grande efficacia paesaggi e vedute cittadine. Si formò artisticamente prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia e successivamente alla Scuola di Arti Decorative e Industriali di Firenze, esperienza che gli permise di sviluppare una solida preparazione tecnica.
    Clicca per espandere


    Nel 1921 si trasferì a Milano, dove intraprese una carriera artistica che lo portò a partecipare attivamente alle mostre organizzate dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Le sue opere ebbero un buon riscontro, tanto che Scocchera allestì diverse esposizioni personali in gallerie prestigiose, tra cui la Galleria Micheli nel 1928 e nel 1932, la Galleria Bolzani nel 1945 e la Galleria Ranzini nel 1952.
    Tra le sue opere più note, spicca "La filatrice" del 1934, un dipinto che raffigura una donna anziana intenta a filare in un interno popolare, oggi conservato presso la Pinacoteca di Varese. Un altro lavoro significativo è "Il Naviglio di Via Senato" (1927), che si trova nella collezione della Fondazione Cariplo. Il suo stile, pur mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica, riuscì a esprimere una visione personale e moderna della realtà milanese.
    Alfredo Scocchera morì a Milano il 25 gennaio 1955.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 15  

    Datato 1926

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Il venditore lungo il Naviglio a Milano

    Alfredo Scocchera, nato nel 1887 a Baselice, in provincia di Benevento, fu un pittore italiano che si distinse per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato dall’uso di pennellate pastose e rapide, che gli permisero di catturare con grande efficacia paesaggi e vedute cittadine. Si formò artisticamente prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia e successivamente alla Scuola di Arti Decorative e Industriali di Firenze, esperienza che gli permise di sviluppare una solida preparazione tecnica.
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    Nel 1921 si trasferì a Milano, dove intraprese una carriera artistica che lo portò a partecipare attivamente alle mostre organizzate dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Le sue opere ebbero un buon riscontro, tanto che Scocchera allestì diverse esposizioni personali in gallerie prestigiose, tra cui la Galleria Micheli nel 1928 e nel 1932, la Galleria Bolzani nel 1945 e la Galleria Ranzini nel 1952.
    Tra le sue opere più note, spicca "La filatrice" del 1934, un dipinto che raffigura una donna anziana intenta a filare in un interno popolare, oggi conservato presso la Pinacoteca di Varese. Un altro lavoro significativo è "Il Naviglio di Via Senato" (1927), che si trova nella collezione della Fondazione Cariplo. Il suo stile, pur mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica, riuscì a esprimere una visione personale e moderna della realtà milanese.
    Alfredo Scocchera morì a Milano il 25 gennaio 1955.



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  • Lotto 15  

    Raccolta dei fiori

    Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 57x82 firmato in basso a dx Emilio Borsa datato 84

    Emilio Borsa nacque a Milano il 6 maggio 1857 e morì a Monza l'11 ottobre 1931. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato all'arte, era figlio di Paolo Borsa, professore di disegno, e di Regina Bianchi, sorella del pittore Mosè Bianchi.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, ricevette i suoi primi insegnamenti artistici dal padre e dallo zio, per poi frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre pittore Francesco Hayez.

    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi, scene di genere e ritratti, caratterizzati da una pennellata ampia e da una tavolozza di colori smorzati. La sua abilità nel rappresentare la natura con grande sensibilità gli permise di ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 e il Premio Principe Umberto nel 1901 con il dipinto Foglie morte. Le sue opere furono esposte in diverse città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, e Buenos Aires, ottenendo l'apprezzamento di critici e collezionisti.

    Tra le sue opere più importanti si trovano Bosco d'estate, conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Bosco, esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Molte sue tele sono tuttavia conservate in collezioni private, rendendole meno accessibili al pubblico. Oggi, Emilio Borsa è ricordato come uno dei pittori italiani di rilievo del XIX secolo, capace di catturare l'anima della natura e della vita quotidiana con grande maestria.

    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 15  

    Raccolta dei fiori

    Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 57x82 firmato in basso a dx Emilio Borsa datato 84

    Emilio Borsa nacque a Milano il 6 maggio 1857 e morì a Monza l'11 ottobre 1931. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato all'arte, era figlio di Paolo Borsa, professore di disegno, e di Regina Bianchi, sorella del pittore Mosè Bianchi.
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    Fin da giovane, ricevette i suoi primi insegnamenti artistici dal padre e dallo zio, per poi frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove si formò sotto la guida del celebre pittore Francesco Hayez.

    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi, scene di genere e ritratti, caratterizzati da una pennellata ampia e da una tavolozza di colori smorzati. La sua abilità nel rappresentare la natura con grande sensibilità gli permise di ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 e il Premio Principe Umberto nel 1901 con il dipinto Foglie morte. Le sue opere furono esposte in diverse città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, e Buenos Aires, ottenendo l'apprezzamento di critici e collezionisti.

    Tra le sue opere più importanti si trovano Bosco d'estate, conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Bosco, esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Molte sue tele sono tuttavia conservate in collezioni private, rendendole meno accessibili al pubblico. Oggi, Emilio Borsa è ricordato come uno dei pittori italiani di rilievo del XIX secolo, capace di catturare l'anima della natura e della vita quotidiana con grande maestria.



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  • Lotto 15  

    Autunno Sul Monte Rosa

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 15  

    Autunno Sul Monte Rosa

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx Foggia


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  • Lotto 15  

    Natura morta

    Amedeo Bianchi
    Rovigo 1882 - Venezia 1949
    Olio su tavola cm 30x36 firmato in basso a dx A.Bianchi

    Amedeo Bianchi nacque a Badia Polesine nel 1882 e morì a Venezia nel 1949. Allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino, Bianchi si distinse come ritrattista e paesaggista.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, durante un soggiorno a Catania, ebbe l'opportunità di ritrarre lo scrittore Giovanni Verga. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia, contribuendo al panorama artistico dell'epoca.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 15  

    Natura morta

    Amedeo Bianchi Amedeo Bianchi
    Rovigo 1882 - Venezia 1949
    Olio su tavola cm 30x36 firmato in basso a dx A.Bianchi

    Amedeo Bianchi nacque a Badia Polesine nel 1882 e morì a Venezia nel 1949. Allievo di Giacomo Grosso all'Accademia Albertina di Torino, Bianchi si distinse come ritrattista e paesaggista.
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    Nel 1913, durante un soggiorno a Catania, ebbe l'opportunità di ritrarre lo scrittore Giovanni Verga. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia, contribuendo al panorama artistico dell'epoca.



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  • Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a sx G.Sobrile.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giuseppe Sobrile Giuseppe Sobrile
    Torino 1879 - Forno Alpi Graie 1956
    Olio su tavola cm 41x50,5 firmato in basso a sx G.Sobrile.


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  • Lotto 15  

    Lo stagno

    Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
    Clicca per espandere

    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 15  

    Lo stagno

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.



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  • Lotto 15  

    Connessioni 6

    Francesco Pegurri
    Connessioni 6
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro

    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
    Clicca per espandere


    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 15  

    Connessioni 6

    Francesco Pegurri Francesco Pegurri
    Connessioni 6
    Acrilico su tela cm 50x40 firmato al retro

    Francesco Pegurri, artista italiano, nasce nel 1997 a Lovere, un borgo in provincia di Bergamo,
    Appassionato al disegno, si diploma presso il Liceo Artistico Decio Celeri di Lovere, dove comincia il suo interesse per la calligrafia e le arti visive.
    Approda nel mondo del tatuaggio e inizia un periodo di ricerca e di studio della materia calligrafica, soffermandosi sulla struttura dei caratteri e delle svariate forme.
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    II momento più caratterizzante del suo percorso è il passaggio da pelle a tela.
    Attraverso la pittura, Francesco sviluppa le sue capacità contribuendo così alla formazione del proprio stile artistico. !!!La ricerca artistica di Francesco Pegurri si sviluppa attraverso un'indagine approfondita sulla realtà, trasformando il gesto calligratico in scenari architettonici e paesaggi naturali.
    La sua tecnica unisce abilità, disciplina e immaginazione, dando vita a opere che fondono la precisione della scrittura con la fluidità delle forme visive.
    Uno degli elementi distintivi del suo lavoro è il rapporto complesso con il colore. Se inizialmente la sua espressione artistica sembrava evitare l'uso cromatico, nel suoi lavori più recenti il colore assume un ruolo centrale, interagendo con forme geometriche, luci e ombre per consolidare il suo stile unico. Questa evoluzione permette alle sue opere di acquisire una nuova profondità, dove il contrasto tra tonalità e strutture visive diventa parte integrante della narrazione artistica.
    Il suo stile personale richiama paesaggi naturali e ambientazioni di staticità scenografica, creando un equilibrio tra movimento e immobilità. I pattern calligrafici che caratterizzano le sue opere variano in direzione, spessore e protondita, adattandosi ai soggetti rappresentati e generando volumi, forme contrastanti e giochi di luce e ombra. Questo approccio conterisce alle sue creazioni un taglio contemporaneo e avanguardistico, in cui la tradizione della calligrafia si fonde con una visione moderna dell'arte.
    Il suo impegno nello studio della calligratia lo ha portato a collaborare con keaps, uno del più noti artisti calligrafici a livello internazionale. Grazie a questa esperienza, Pegurri ha affinato ulteriormente la sua tecnica, esplorando nuove possibilita espressive. Attualmente continua a collaborare con diversi artisti, partecipando a mostre collettive e contribuendo alla diffusione della calligrafia come forma d'arte contemporanea.



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  • Lotto 15  

    Campagna fiorentina

    Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 20,5x28,5 firmato no
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 15  

    Campagna fiorentina

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 20,5x28,5 firmato no


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  • Lotto 15  

    Lavorando nei campi

    Giuseppe Augusto Levis
    Chiomonte (TO) 1873 - Racconigi ( CN) 1926
    Olio su tavola cm 44,5x31 firmato in basso a sx G.Levis



    Giuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.
    Clicca per espandere



    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a RacconigiGiuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.

    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a Racconigi.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 15  

    Lavorando nei campi

    Giuseppe Augusto Levis Giuseppe Augusto Levis
    Chiomonte (TO) 1873 - Racconigi ( CN) 1926
    Olio su tavola cm 44,5x31 firmato in basso a sx G.Levis



    Giuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.
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    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a RacconigiGiuseppe Augusto Levis nacque a Chiomonte (in Val di Susa, Piemonte) nel 1873, da una famiglia di buone condizioni economiche: il padre era un impresario edile di origini biellesi, la madre una donna di famiglia agiata con proprietà nella valle. Dopo gli studi classici e alcuni anni iscritti alla facoltà di Giurisprudenza a Torino, Levis decise di dedicarsi alla pittura, appassionato della natura e del paesaggio alpino.

    Nel 1901 entrò a far parte della cerchia di allievi del pittore Lorenzo Delleani, dal quale apprese la pittura «dal vero», ossia fatta sul posto, lungo i boschi e le valli del Biellese e della Valle d’Aosta. Da quell’esperienza ereditò la capacità di cogliere la luce mutevole e i riflessi che animano gli ambienti naturali: pini, massi, ruscelli, atmosfere alpine.

    L’attività artistica di Levis si sviluppò in parallelo ­– e non separatamente – alla sua partecipazione alla vita pubblica: fu consigliere comunale nel suo paese, poi sindaco di Chiomonte, e mantenne cariche locali che testimoniano l’impegno civico dello stesso artista. Durante la Prima Guerra Mondiale partecipò volontario al Genio Ferrovieri, esperienza che lo segnò anche come uomo e come pittore.

    Nel suo lavoro pittorico gli anni ‘10 e ‘20 videro una produzione intensa: paesaggi montani, boschi carichi di luce, vallate inondati da sole o avvolti da nebbie, ma anche scene di vita contadina, processioni nelle valli alpine, momenti collettivi che s’immergono nel luogo. Lo stile di Levis è figurativo, radicato nella tradizione della pittura piemontese del paesaggio e dell’ambiente alpino, ma con una sensibilità personale che privilegia l’istantaneità della luce, la pennellata materica, la vibrazione cromatica. Non si trattava di una pittura di puro decoro, ma di una pittura che sente la natura, la vive, la interpreta.

    Sul piano tecnico, Levis usa tele e tavolette, segna spesso in basso la data precisa dell’esecuzione, e le sue composizioni mostrano una qualità «tattile»: la materia pittorica è visibile, le pennellate sono piene, il contorno non sempre raccolto al minimo dettaglio ma suggerito nella luce e nell’atmosfera. Il soggetto più ricorrente è il paesaggio montano: boschi, ruscelli, montagne, nevicate, accampamenti militari; secondo alcuni, anche aspetti della guerra stessa.

    Giuseppe Augusto Levis morì nel 1926 a Racconigi.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Gruppo di soldati

    Carlo Ademollo
    Firenze 1824 - 1911
    Olio su tela cm 78x50 firmato in basso a dx C.Ademollo

    Carlo Ademollo nacque a Firenze il 9 ottobre 1824 in una famiglia d’artisti: era nipote del celebre pittore neoclassico Luigi Ademollo, che ne incoraggiò fin da subito la vocazione artistica. Nel 1838 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, maestro di storia e di composizione, che gli trasmise una pittura rigorosa, saldamente ancorata ai principi accademici ma aperta all’osservazione del vero.
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    Fin dagli esordi Ademollo mostrò interesse per la rappresentazione della vita contemporanea e per i grandi temi della storia nazionale. Nel 1848 partecipò alla Promotrice fiorentina con scene di genere e soggetti di vita quotidiana, caratterizzati da una narrazione vivace e da un gusto realistico che lo distingueva all’interno della pittura toscana dell’epoca. Pur frequentando gli ambienti del “Caffè Michelangelo”, centro del dibattito artistico da cui nacque la scuola dei Macchiaioli, Ademollo non aderì pienamente a quella corrente. Rimase legato a una visione più tradizionale della pittura, basata sulla chiarezza compositiva, la precisione disegnativa e la costruzione narrativa dell’immagine.

    Il periodo del Risorgimento rappresentò per lui una svolta decisiva. Animato da forte spirito patriottico, seguì da vicino le campagne militari dell’indipendenza italiana, documentandone i momenti salienti con attenzione da cronista e sensibilità da artista. Le sue tele, come L’ultimo assalto di San Martino e La breccia di Porta Pia, restituiscono con partecipazione emotiva la tensione e l’eroismo di quegli eventi, diventando testimonianze visive della nascita dell’Italia unita. In queste opere la pittura si fa racconto storico, fondendo rigore compositivo e intensità drammatica.

    Oltre alle scene belliche, Ademollo dipinse ritratti, paesaggi dell’Appennino toscano e quadri di costume, mantenendo sempre una pittura attenta al disegno e alla resa realistica dei dettagli. Negli anni maturi ottenne importanti riconoscimenti e incarichi accademici: divenne professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze e membro di diverse istituzioni artistiche italiane, consolidando la sua fama di pittore colto e coerente.

    Carlo Ademollo morì a Firenze il 15 luglio 1911

    STIMA min € 7000 - max € 9000

    Lotto 15  

    Gruppo di soldati

    Carlo Ademollo Carlo Ademollo
    Firenze 1824 - 1911
    Olio su tela cm 78x50 firmato in basso a dx C.Ademollo

    Carlo Ademollo nacque a Firenze il 9 ottobre 1824 in una famiglia d’artisti: era nipote del celebre pittore neoclassico Luigi Ademollo, che ne incoraggiò fin da subito la vocazione artistica. Nel 1838 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, maestro di storia e di composizione, che gli trasmise una pittura rigorosa, saldamente ancorata ai principi accademici ma aperta all’osservazione del vero.
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    Fin dagli esordi Ademollo mostrò interesse per la rappresentazione della vita contemporanea e per i grandi temi della storia nazionale. Nel 1848 partecipò alla Promotrice fiorentina con scene di genere e soggetti di vita quotidiana, caratterizzati da una narrazione vivace e da un gusto realistico che lo distingueva all’interno della pittura toscana dell’epoca. Pur frequentando gli ambienti del “Caffè Michelangelo”, centro del dibattito artistico da cui nacque la scuola dei Macchiaioli, Ademollo non aderì pienamente a quella corrente. Rimase legato a una visione più tradizionale della pittura, basata sulla chiarezza compositiva, la precisione disegnativa e la costruzione narrativa dell’immagine.

    Il periodo del Risorgimento rappresentò per lui una svolta decisiva. Animato da forte spirito patriottico, seguì da vicino le campagne militari dell’indipendenza italiana, documentandone i momenti salienti con attenzione da cronista e sensibilità da artista. Le sue tele, come L’ultimo assalto di San Martino e La breccia di Porta Pia, restituiscono con partecipazione emotiva la tensione e l’eroismo di quegli eventi, diventando testimonianze visive della nascita dell’Italia unita. In queste opere la pittura si fa racconto storico, fondendo rigore compositivo e intensità drammatica.

    Oltre alle scene belliche, Ademollo dipinse ritratti, paesaggi dell’Appennino toscano e quadri di costume, mantenendo sempre una pittura attenta al disegno e alla resa realistica dei dettagli. Negli anni maturi ottenne importanti riconoscimenti e incarichi accademici: divenne professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze e membro di diverse istituzioni artistiche italiane, consolidando la sua fama di pittore colto e coerente.

    Carlo Ademollo morì a Firenze il 15 luglio 1911



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Giovane Violinista

    Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a sx A.Cecconi

    Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica.
    Clicca per espandere

    Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 15  

    Giovane Violinista

    Alberto Cecconi Alberto Cecconi
    Firenze 1897 - 1971
    Olio su tela cm 80x60 firmato in basso a sx A.Cecconi

    Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica.
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    Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971Alberto Cecconi nacque a Firenze il 21 febbraio 1897. Studiò pittura presso l’Accademia d’Arte della sua città natale e frequentò anche la scuola libera del nudo a Roma, affinando una formazione seria e classica. Il suo debutto espositivo risale al 1921, quando presentò a Firenze il dipinto «Giorno di festa», con il quale ottenne un’importante premialità.

    Negli anni Venti partì per l’America del Sud, dove visse e lavorò a lungo: soggiornò in paesi come Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Perù. In quelle terre tenne diverse mostre personali e guadagnò riconoscimenti, imponendosi come artista apprezzato anche oltre i confini europei. Al ritorno in Italia, verso la fine del decennio, riprese ad esporre con regolarità: le sue opere vennero presentate in mostre a Roma, Firenze, Milano, Torino e altre città, riscuotendo consenso fra critica e collezionisti.

    La sua produzione spazia su temi molteplici. Dipinse paesaggi, marine, scene rurali, scorci toscani e liguri, ma anche interni, figure, scene di genere e ritratti. Vi si riconosce una particolare sensibilità per la luce e per l’atmosfera: i paesaggi emanano quiete, i luoghi evocano memorie e la tecnica traduce con delicatezza le variazioni tonali. Fra le sue opere di rilievo c’è «Il paesetto di Manarola» del 1932, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Genova.

    Cecconi attraversò anche decenni turbolenti, tra guerre e mutamenti sociali, ma seppe mantenere coerenza stilistica e qualità espressiva. Continuò a dipingere per tutta la vita, evolvendo con sensibilità e senza aderire a mode passeggere: il suo tratto rimase figurativo, osservatore del reale e attento all’animo dei luoghi. Morì a Firenze nel 1971.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Veduta di Roma

    Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Olio su mattonella cm 16x16 firmato in basso a sx S.Allason
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 15  

    Veduta di Roma

    Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Olio su mattonella cm 16x16 firmato in basso a sx S.Allason


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 15  

    Il porto

    Alfonso Muzii
    Castellammare Adriatico (PS) 1856 - Pescara 1946
    Olio su tela cm 31x48 firmato in basso a sx A.Muzii

    Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.
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    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 15  

    Il porto

    Alfonso Muzii Alfonso Muzii
    Castellammare Adriatico (PS) 1856 - Pescara 1946
    Olio su tela cm 31x48 firmato in basso a sx A.Muzii

    Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.
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    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946Alfonso Muzii fu un pittore italiano nato a Castellammare Adriatico, in provincia di Pescara, nel 1856, e qui morì nel 1946, lasciando un’eredità artistica caratterizzata da profonda sensibilità figurativa e attenzione alla realtà quotidiana. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per la pittura, che lo portò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Stefano Ussi e a perfezionarsi a Napoli sotto l’influenza di Filippo Palizzi e Domenico Morelli, sviluppando una solida preparazione tecnica e una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Nei primi anni della sua carriera entrò in contatto con il cenacolo mchiettiano di Francavilla al Mare, fondato da Francesco Paolo Michetti, esperienza che segnò profondamente la sua maturazione artistica e lo spinse a un linguaggio pittorico figurativo, attento tanto al paesaggio quanto alle figure umane. La sua pittura si caratterizzò per un profilo verista, in cui i contadini, le scene di vita quotidiana e i paesaggi abruzzesi e liguri venivano rappresentati con autenticità e delicatezza tonale.

    Muzii partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche del tempo, dalle mostre della Società Amatori e Cultori d’Arte a Roma, alle Promotrici di Napoli, fino alla Biennale di Venezia, dove presentò opere come Le due sorelline. La sua ricerca pittorica si sviluppò in equilibrio tra naturalismo e attenzione al dettaglio, con pennellate misurate e una forte capacità narrativa che permetteva allo spettatore di immergersi nelle atmosfere rappresentate.

    Negli anni successivi visse anche in Liguria e in Piemonte, approfondendo la pittura di paesaggio, ma mantenendo sempre un legame stretto con le proprie radici abruzzesi, che continuarono a ispirarlo per tutta la vita. I suoi ultimi anni furono trascorsi nella sua terra natale, in una vita più appartata, ma sempre dedicata all’arte. Alfonso Muzii morì a Pescara nel 1946.



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  • Lotto 16  

    Veduta di lago

    Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
    Clicca per espandere

    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 16  

    Veduta di lago

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tela cm 15x22,5 firmato in basso a dx C.Casanova



    Carlo Casanova nacque a Crema il 21 giugno 1871, in una famiglia originaria del Lodigiano. Dopo gli studi al collegio dei Barnabiti "Carlo Alberto" di Moncalieri, si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, laureandosi poi a quella di Padova.
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    Nonostante la formazione tecnica, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura e all'incisione. Si trasferì a Milano, dove divenne amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio in corso Monforte.

    Casanova fu un artista poliedrico, noto per le sue acqueforti e oli su tela. Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, molte delle quali sono conservate in musei di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, le gallerie d'arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il Museo Imperiale di Tokyo e il Museo Civico di Lodi.

    Partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui le Biennali di Brera e di Venezia, e mostre a Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco. Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.

    Nel 1942 si trasferì a Quarna Sotto, vicino al Lago d'Orta, che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere. Rimase in questa località fino alla sua morte, avvenuta l'11 maggio 1950.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Nel convento

    Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x38.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 16  

    Nel convento

    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x38.


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  • Lotto 16  

    Ciliegie

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 33,5x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti

    Emo Mazzetti nacque a Treviso nel 1870 e morì a Venezia nel 1955. Dopo aver studiato agricoltura a Schio e Varese, si trasferì a Venezia nel 1897 per dedicarsi alla pittura.
    Clicca per espandere

    La sua arte si concentrò principalmente su paesaggi e nature morte, con una particolare predilezione per scene che ritraevano la laguna veneziana e le Dolomiti. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui la Biennale di Venezia, e sono conservate in collezioni pubbliche e private.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 16  

    Ciliegie

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 33,5x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti

    Emo Mazzetti nacque a Treviso nel 1870 e morì a Venezia nel 1955. Dopo aver studiato agricoltura a Schio e Varese, si trasferì a Venezia nel 1897 per dedicarsi alla pittura.
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    La sua arte si concentrò principalmente su paesaggi e nature morte, con una particolare predilezione per scene che ritraevano la laguna veneziana e le Dolomiti. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, tra cui la Biennale di Venezia, e sono conservate in collezioni pubbliche e private.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 6x17,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA min € 800 - max € 900

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 6x17,5 firmato in basso a sx Albertis


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Il bacio

    Luigi Rossi
    Lugano, Svizzera 1853 - 1923
    Il bacio

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
    Clicca per espandere

    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lotto 16  

    Il bacio

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano, Svizzera 1853 - 1923
    Il bacio

    Il pittore Luigi Rossi nacque a Castagnola presso Lugano il 10 marzo 1853. Morto a Sala Capriasca il 6 agosto 1923.
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    Studiò alla milanese Accademia di Brera, allievo diGiuseppe Bertini, di Francesco Valaperta e di Luigi Riccardi, e rapidamente si conquistò fama con "La questua infruttuosa", primo dipinto esposto (1874); "Una via di Milano"; "In assenza dei padroni"; "La scodella rotta"; "La distrazione" e "Il fratellino ammalato"; cosicchè i suoi quadri furono cercati e apprezzati. Il pittore Luigi Rossi trattò, con pennellata sicura, colore equilibrato, tecnica robusta, soggetti di genere secondo la moda del tempo; ma eseguì anche molti paesaggi di montagna, nei quali rievocò con nostalgia d'artista le Alpi native. Recatosi a Parigi nel 1885, si segnalò come brioso illustratore di romanzi francesi, come «Tartarin sur les Alpes» di Alfonso Daudet. Nel 1890 era a Berna. Sue opere figurarono, sino agli ultimi anni di vita dell'artista, alle principali mostre: a Parigi, nel 1889 "La polenta", riesposto a Londra nel 1916; nel 1892, "Alba"; nel 1898, "Il mosto", che attualmente è conservato con "La preghiera del mattino" nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Poi alla Esposizione Internazionale di Milano (1906) apparvero i suoi quadri "Casa abbandonata"; "La vita"; "L'alzaia"; "Ritratto di signora" e "Primi raggi", alla Mostra del Cinquantenario in Roma (1911), i due dipinti "Il mercato (Lago di Lugano)" e "Arcobaleno"; alla Biennale Veneziana del 1912, "Cerere" e "Plein air"; a quella del 1914, "Le ranette" e "La valle", alla Quadriennale di Torino del 1919, "Miraggio"; alla Biennale Veneziana del 1920, "La pianura"; alla successiva "Le castagne"; alla Quadriennale torinese del 1923, "La famiglia del contadino". Il Museo Civico di Torino conserva il suo lavoro "Passeggiata domenicale sulle coste dell'Atlantico". Altre opere sono nei Musei di Berna, di Ginevra e dl Berlino. Citansi anche del Rossi: "Ritratto del generale Sirtori"; "Dopo la luna di miele"; "La vigna del maestro"; "La carovana del pittore"; "Il giullare"; "L'abate galante"; "Sogni di giovinezza"; "Il ritorno al paese natio".
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • Lotto 16  

    Rientro a casa

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 21,5x17 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
    Clicca per espandere

    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 16  

    Rientro a casa

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 21,5x17 firmato in basso a dx S.Poma

    Silvio Poma nacque a Trescore Balneario, Bergamo e si distinse inizialmente come volontario durante la II Guerra di Indipendenza. Dopo aver intrapreso la vita militare, nel 1866 si congedò dall'esercito a causa della contrazione della malaria.
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    Il suo ritorno a Milano segnò l'inizio di un percorso artistico notevole.

    A Milano, Poma si immerse negli studi di due importanti pittori-soldati dell'epoca, Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, con i quali era entrato in contatto durante la campagna militare del 1859. Nel 1869, esordì all'Esposizione di Belle Arti di Brera, ma i riconoscimenti ufficiali arrivarono solo nella metà del decennio successivo.

    Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1876, quando vinse il prestigioso premio Mylius dell'Accademia di Belle Arti di Brera con la sua opera "Macbeth incontra nel bosco di Dunscinane le straghe che gli predicono il trono", un dipinto di soggetto storico ambientato in un contesto naturale di gusto romantico.

    Il successo continuò nel 1877, quando un suo paesaggio fu acquistato all'Esposizione Nazionale di Napoli da Vittorio Emanuele II, il che gli conferì grande visibilità. La fama internazionale di Poma crebbe ulteriormente quando Re Vittorio Emanuele II acquistò opere per la sua collezione privata.

    La sua presenza nelle esposizioni nazionali negli anni successivi consolidò ulteriormente la sua reputazione. Alla Esposizione Nazionale di Milano del 1881, presentò opere come "Veduta del lago di Lecco e la punta di Bellagio" e "Abbadia sul Lago di Lecco". Inoltre, partecipò alle esposizioni di Roma del 1883, Torino del 1884, Venezia del 1887 e Bologna del 1888, presentando una varietà di vedute paesaggistiche che includevano panorami lacustri e boschi.

    Silvio Poma è ricordato soprattutto come pittore di paesaggi, con un repertorio ricco di vedute lacustri. Il suo stile, di carattere intimista, mostrò influenze del realismo, con un approccio che rifletteva l'atmosfera e la bellezza naturale dei luoghi che dipingeva. Il periodo dal 1883 in poi vide un aumento significativo della sua attività artistica, con la presentazione sistematica di opere in mostre nazionali e un successo continuo sul mercato dell'arte. Silvio Poma fu sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, dove i suoi resti riposano in una celletta.



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  • Lotto 16  

    Chiaro di Luna

    Luigi Bettinelli
    Bergamo 1824 - 1892
    Olio su cartone cm 13x16 firmato in basso a sx Bettinelli

    Luigi Bettinelli nacque a Bergamo il 25 ottobre 1824 e morì nella stessa città il 20 giugno 1892. Allievo dell'Accademia Carrara a partire dal 1841, studiò pittura sotto la guida del bergamasco Pietro Ronzoni.
    Clicca per espandere

    Su suggerimento del maestro, si recò a Roma tra il 1857 e il 1862 per approfondire lo studio delle antichità. Durante il soggiorno romano, abitò in via dei Greci e strinse amicizia con il pittore conterraneo Enrico Coghetti.

    Nel 1861, Bettinelli partecipò all'Esposizione Italiana di Firenze, entrando in contatto con la scena artistica nazionale. Questo incontro influenzò la sua evoluzione stilistica, spingendolo a dedicarsi alla pittura en plein air e a rappresentare la natura con maggiore immediatezza. Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove rimase colpito dalle opere di artisti come Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Théodore Rousseau. Questa esperienza rafforzò il suo interesse per la pittura naturalista e per la rappresentazione diretta della realtà.

    Tra il 1870 e il 1912, le opere di Bettinelli furono esposte in diverse mostre collettive in città come Parma, Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia e Bologna, ottenendo riconoscimenti come la medaglia d'argento alla Mostra Italiana di Arti Belle di Parma nel 1870 e la medaglia d'oro all'Esposizione d'Arte Sacra di Roma nel 1883. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di una formazione accademica ufficiale, Bettinelli riuscì a ritagliarsi un posto significativo nel panorama artistico dell'epoca, influenzando le generazioni future di pittori bolognesi.

    La sua arte si caratterizza per un realismo profondo e una rappresentazione autentica della natura, lontana dalle convenzioni accademiche. La sua solitudine esistenziale e la ricerca di una connessione genuina con il mondo naturale emergono chiaramente nelle sue opere, rendendolo una figura distintiva nel panorama artistico dell'Ottocento italiano.

    Luigi Bettinelli è sepolto nella tomba di famiglia nella sala della Madonna delle Assi della Certosa di Bologna.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 16  

    Chiaro di Luna

    Luigi Bettinelli Luigi Bettinelli
    Bergamo 1824 - 1892
    Olio su cartone cm 13x16 firmato in basso a sx Bettinelli

    Luigi Bettinelli nacque a Bergamo il 25 ottobre 1824 e morì nella stessa città il 20 giugno 1892. Allievo dell'Accademia Carrara a partire dal 1841, studiò pittura sotto la guida del bergamasco Pietro Ronzoni.
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    Su suggerimento del maestro, si recò a Roma tra il 1857 e il 1862 per approfondire lo studio delle antichità. Durante il soggiorno romano, abitò in via dei Greci e strinse amicizia con il pittore conterraneo Enrico Coghetti.

    Nel 1861, Bettinelli partecipò all'Esposizione Italiana di Firenze, entrando in contatto con la scena artistica nazionale. Questo incontro influenzò la sua evoluzione stilistica, spingendolo a dedicarsi alla pittura en plein air e a rappresentare la natura con maggiore immediatezza. Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove rimase colpito dalle opere di artisti come Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Théodore Rousseau. Questa esperienza rafforzò il suo interesse per la pittura naturalista e per la rappresentazione diretta della realtà.

    Tra il 1870 e il 1912, le opere di Bettinelli furono esposte in diverse mostre collettive in città come Parma, Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia e Bologna, ottenendo riconoscimenti come la medaglia d'argento alla Mostra Italiana di Arti Belle di Parma nel 1870 e la medaglia d'oro all'Esposizione d'Arte Sacra di Roma nel 1883. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di una formazione accademica ufficiale, Bettinelli riuscì a ritagliarsi un posto significativo nel panorama artistico dell'epoca, influenzando le generazioni future di pittori bolognesi.

    La sua arte si caratterizza per un realismo profondo e una rappresentazione autentica della natura, lontana dalle convenzioni accademiche. La sua solitudine esistenziale e la ricerca di una connessione genuina con il mondo naturale emergono chiaramente nelle sue opere, rendendolo una figura distintiva nel panorama artistico dell'Ottocento italiano.

    Luigi Bettinelli è sepolto nella tomba di famiglia nella sala della Madonna delle Assi della Certosa di Bologna.



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  • Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x30 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x30 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Pensieri

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 64x46,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 16  

    Pensieri

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 64x46,5 firmato in basso a dx Amisani


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  • Lotto 16  

    Neve di montagna

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx C.Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 16  

    Neve di montagna

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su tavola cm 24x30 firmato in basso a dx C.Musso


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  • Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
    Clicca per espandere

    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Pietro Morando Pietro Morando
    Alessandria 1889 - Alessandria 1980
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx P.Morando.

    Pietro Morando nacque il 5 giugno 1889 nel quartiere Orti di Alessandria. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno, che coltivò frequentando saltuariamente l'Accademia Albertina di Torino.
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    Nel 1913, grazie a una borsa di studio, si iscrisse ai corsi di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, entrò in contatto con Angelo Morbelli, di cui frequentò lo studio, condividendo temporaneamente l'interesse per il divisionismo.

    La sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale fu determinante per la sua produzione artistica. Durante il conflitto, realizzò numerosi disegni, spesso con mezzi di fortuna, che documentavano la vita al fronte e la tragedia della guerra. Questi lavori furono successivamente raccolti nel volume "I Giganti", con una presentazione dello scultore Leonardo Bistolfi.

    Dopo la guerra, Morando si stabilì definitivamente ad Alessandria, pur effettuando lunghi viaggi in Francia e oltreoceano. Frequentò per decenni lo studio milanese di Carlo Carrà, con il quale condivise un'amicizia e un profondo scambio culturale. La sua pittura si caratterizzò per uno stile semplice e incisivo, con colori intensi e tratti decisi, che conferivano forza e poesia ai soggetti rappresentati, spesso ispirati alla vita quotidiana della povera gente, come facchini e contadini, oltre agli scorci della sua città e della campagna monferrina.

    Morando espose le sue opere in numerose mostre, tra cui la Promotrice di Torino dal 1920, la Quadriennale di Roma e la Triennale di Milano. Partecipò alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950 e 1956. Negli anni Cinquanta, le sue mostre alla Promotrice furono realizzate assieme al più giovane artista alessandrino Franco Sassi, suo estimatore. Le sue opere sono conservate presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e la Pinacoteca civica di Alessandria.

    Pietro Morando morì ad Alessandria il 24 settembre 1980.



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  • Lotto 16  

    Marina

    Fausto Pratella
    Napoli 1888-1964
    Olio su tela cm 48x74 firmato in basso a dx Fausto Pratella
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 16  

    Marina

    Fausto Pratella Fausto Pratella
    Napoli 1888-1964
    Olio su tela cm 48x74 firmato in basso a dx Fausto Pratella


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  • Lotto 16  

    La Zelada (La Zelata)

    Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tela cm 100x50 firmato in basso a dx Bo
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 16  

    La Zelada (La Zelata)

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tela cm 100x50 firmato in basso a dx Bo


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Risveglio

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 100x85,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 16  

    Risveglio

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 100x85,5 firmato in basso a dx Amisani


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  • Lotto 16  

    Il lago di Garda

    Agusto Lozzia
    Sangiano (BS) 1896 - Gardone Riviera (BS) 1962
    Olio su cartone cm 49,5x69,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 16  

    Il lago di Garda

    Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano (BS) 1896 - Gardone Riviera (BS) 1962
    Olio su cartone cm 49,5x69,5 firmato in basso a dx A.Lozzia


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  • Mario Tantardini
    Tavellasco (Co) 1887 - ?
    Olio su tavola cm 47,5x63 firmato in basso a sx M.Tantardini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Mario Tantardini Mario Tantardini
    Tavellasco (Co) 1887 - ?
    Olio su tavola cm 47,5x63 firmato in basso a sx M.Tantardini


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  • Lotto 16  

    Amore

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Amore
    STIMA min € 12000 - max € 14000

    Lotto 16  

    Amore

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Amore


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  • Lotto 16  

    1864

    Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    Grande Mulette sul Monte Bianco (Grands Mulets)
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 16  

    1864

    Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    Grande Mulette sul Monte Bianco (Grands Mulets)


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Ave Maria a Buttogno

    Giovanni Battista Ciolina
    Toceno 1870 - 1955 (Verbano-Cusio-Ossola)
    Olio su tela cm 72x88 firmato in basso a dx G.B. Ciolina
    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Lotto 16  

    Ave Maria a Buttogno

    Giovanni Battista Ciolina Giovanni Battista Ciolina
    Toceno 1870 - 1955 (Verbano-Cusio-Ossola)
    Olio su tela cm 72x88 firmato in basso a dx G.B. Ciolina


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Nel Porto 1888

    Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21,5x38 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 16  

    Nel Porto 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21,5x38 firmato in basso a dx A.Varni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Processione

    Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 16  

    Processione

    Bottino Emanuele Bottino Emanuele
    Genova XIX - XX secolo
    Olio su tavola cm 22x13 firmato in basso a sx Emanuele


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  • Lotto 16  

    Natura morta

    Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su tela cm 27,5x75 firmato in basso a sinistra G.F.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 16  

    Natura morta

    Giuseppe Falchetti Giuseppe Falchetti
    Torino 1843-1918
    Olio su tela cm 27,5x75 firmato in basso a sinistra G.F.


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  • Lotto 16  

    1902

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Alta val d'Aosta
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 16  

    1902

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Alta val d'Aosta


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 23,5x63,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 14000 - max € 16000

    Lotto 16  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 23,5x63,5 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 16  

    Scopetino Agosto, 1900

    Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 9x15 firmato in basso a sx F.Andreotti
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 16  

    Scopetino Agosto, 1900

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 9x15 firmato in basso a sx F.Andreotti


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  • Lotto 16  

    Lago Maggiore

    Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su cartone cm 23x31 firmato in basso a dx C8
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 16  

    Lago Maggiore

    Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su cartone cm 23x31 firmato in basso a dx C8


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Paesaggio lacustre

    Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 68x121 firmato in basso a sx A.Polaroli
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 16  

    Paesaggio lacustre

    Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 68x121 firmato in basso a sx A.Polaroli


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  • Lotto 16  

    Lago di Lecco

    Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su tavola cm 29x36,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 16  

    Lago di Lecco

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su tavola cm 29x36,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia


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  • Lotto 16  

    Via di paese

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 39x32 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
    Clicca per espandere

    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 16  

    Via di paese

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 39x32 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
    Clicca per espandere

    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Studio

    Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Acquarello su carta cm 16,5x10,5 firmato in basso a dx Spadini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 16  

    Studio

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Acquarello su carta cm 16,5x10,5 firmato in basso a dx Spadini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 69,5x100 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 69,5x100 firmato in basso a sx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    La poppata 1905

    Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Olio su tela cm 160x98 firmato in alto a dx C.Laurenti

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
    Clicca per espandere

    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    STIMA min € 12000 - max € 15000

    Lotto 16  

    La poppata 1905

    Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Olio su tela cm 160x98 firmato in alto a dx C.Laurenti

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Scena di cortile

    Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
    Clicca per espandere

    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 16  

    Scena di cortile

    Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
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    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Pianura di Vallate

    Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 23,5x31 firmato in basso a dx A.Rizzi
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 16  

    Pianura di Vallate

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su cartone cm 23,5x31 firmato in basso a dx A.Rizzi


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 16  

    Frattura

    Elisa Benini
    Frattura
    Olio su tela cm 80x75 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
    Clicca per espandere

    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 16  

    Frattura

    Elisa Benini Elisa Benini
    Frattura
    Olio su tela cm 80x75 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a sx P.Punzo
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 17  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a sx P.Punzo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Pecetto Macugnaga

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 17  

    Pecetto Macugnaga

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Via di paese - 1932

    Mario Ornati
    Vigevano 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 41x34,5 firmato in basso a dx M.Ornati
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 17  

    Via di paese - 1932

    Mario Ornati Mario Ornati
    Vigevano 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 41x34,5 firmato in basso a dx M.Ornati


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Chiacchiere

    Giovanni Lessi
    Firenze 1852 - 1922
    Olio su tela cm 7,5x13,5 firmato in basso a sx Gio. Lessi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Chiacchiere

    Giovanni Lessi Giovanni Lessi
    Firenze 1852 - 1922
    Olio su tela cm 7,5x13,5 firmato in basso a sx Gio. Lessi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx C.Tagliabue


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Pascoli

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 37,5x53,5 firmato in basso a sx G.Buscaglione
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 17  

    Pascoli

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 37,5x53,5 firmato in basso a sx G.Buscaglione


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Canale Vena a Chioggia

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 34,5x50 firmato in basso a dx MorettiFoggia
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 17  

    Canale Vena a Chioggia

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 34,5x50 firmato in basso a dx MorettiFoggia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Quadrone
    Mondovi' 1844 - Torino 1898
    Olio su tela applicata cm 18x26,8 firmato in basso a sx G.Quadrone
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giovanni Battista Quadrone Giovanni Battista Quadrone
    Mondovi' 1844 - Torino 1898
    Olio su tela applicata cm 18x26,8 firmato in basso a sx G.Quadrone


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Imbarcazioni 1888

    Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21x37 firmato in basso a dx A.Varni
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 17  

    Imbarcazioni 1888

    Antonio Varni Antonio Varni
    Genova 1841 - 1908 Sampierdarena (Genova)
    Olio su tavola cm 21x37 firmato in basso a dx A.Varni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Al pozzo

    Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su tela cm 59x34 firmato in basso a dx A.Oberto
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lotto 17  

    Al pozzo

    Antonio Oberto Antonio Oberto
    Baselica Bologna (Pavia) 1872 - Pavia 1954
    Olio su tela cm 59x34 firmato in basso a dx A.Oberto


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    La cima del Monte Bianco
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Pietro Sassi Pietro Sassi
    Alessandria 1834 - Roma 1905
    La cima del Monte Bianco


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Bel viso

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Bel viso
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 17  

    Bel viso

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Bel viso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Chioggia

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Lago Lombardo

    Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 140x50 ( difetti )firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Lago Lombardo

    Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 140x50 ( difetti )firmato in basso a sx M.Calderini


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Elena
    Codogno 1801 - Milano 1867
    Olio su tela cm 104,5x84,5 firmato in basso a dx G.Elena
    STIMA min € 7000 - max € 9000

    Giuseppe Elena Giuseppe Elena
    Codogno 1801 - Milano 1867
    Olio su tela cm 104,5x84,5 firmato in basso a dx G.Elena


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Paesaggio Montano

    Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tavola cm 96x47 firmato in basso a dx Bo
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 17  

    Paesaggio Montano

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su tavola cm 96x47 firmato in basso a dx Bo


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Pescatori in Laguna

    Ferdinando Silvani
    1823 - 1899
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx Silvani
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 17  

    Pescatori in Laguna

    Ferdinando Silvani Ferdinando Silvani
    1823 - 1899
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx Silvani


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Scena pompeiana (1873)

    Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x37 firmato in basso a dx L.Raymond.

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 17  

    Scena pompeiana (1873)

    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Olio su tela cm 46x37 firmato in basso a dx L.Raymond.

    Lodovico Raymond nacque a Torino nel 1825 e morì nel 1898. Si formò all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Carlo Arienti.
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    Successivamente, si trasferì a Firenze, dove soggiornò per cinque anni e venne in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, un movimento artistico che influenzò profondamente la sua produzione. Nel 1861 partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze con un'opera a carattere monastico, tema che avrebbe caratterizzato gran parte della sua carriera. Molti dei suoi lavori furono acquistati dalla Casa Reale, e negli anni '70 realizzò una serie di opere ambientate nell'atmosfera veneziana, città che visitò più volte. Oltre a dipingere paesaggi e vedute, si dedicò anche alla rappresentazione di scene storiche e letterarie. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, e continuano a essere apprezzate per la loro raffinatezza e sensibilità artistica. ​



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Paesaggio innevato

    Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 36x30,5 firmato in basso a sx F.Vellan
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 17  

    Paesaggio innevato

    Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 36x30,5 firmato in basso a sx F.Vellan


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Aspettando

    Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su cartone cm 49x37 firmato in basso a sx A.Milesi
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 17  

    Aspettando

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su cartone cm 49x37 firmato in basso a sx A.Milesi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x34,5 firmato in basso a sx Ercole Garavaglia.
    STIMA min € 500 - max € 700

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 25x34,5 firmato in basso a sx Ercole Garavaglia.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Cavalli alla stanga

    Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
    Clicca per espandere

    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 17  

    Cavalli alla stanga

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.



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  • Lotto 17  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in basso a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
    Clicca per espandere

    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 17  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in basso a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



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  • Lotto 17  

    Paesaggio orientale

    Giuseppe Amisani
    Mede Lomellina (PV) 1881 - Portofino (GE) 1941
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a sx G.Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 17  

    Paesaggio orientale

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede Lomellina (PV) 1881 - Portofino (GE) 1941
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a sx G.Amisani

    Giuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a PortofinoGiuseppe Amisani nacque il 7 dicembre 1881 a Mede Lomellina, un piccolo comune in provincia di Pavia. Dopo aver iniziato studi tecnici a Pavia, si trasferì a Milano nel 1895 per dedicarsi completamente alla pittura, sotto la guida dello scultore Ferdinando Bialetti. Successivamente, si iscrisse all'Accademia di Brera, dove affinò la sua arte con i maestri Cesare Tallone e Vespasiano Bignami. Nel 1908, con il dipinto L'Eroe, ottenne il Premio Mylius, che lo introdusse nel panorama artistico milanese, mentre nel 1912 il suo ritratto dell'attrice Lyda Borelli gli valse il Premio Fumagalli, consolidando la sua fama come ritrattista di talento.

    Nel 1920, partecipò alla Biennale di Venezia, dove espose il suo autoritratto, che venne successivamente acquisito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua arte spaziava dal ritratto femminile a paesaggi, in particolare vedute delle Alpi italiane, di Rodi e della Tunisia. Nel 1924, Amisani fu invitato in Egitto per decorare il palazzo reale di Ras al-Tin e per ritrarre il giovane re Farouk, ulteriore testimonianza del suo prestigio internazionale.

    Le sue opere sono oggi conservate in musei di diverse città, tra cui Bari, Piacenza e Lima, in Perù. Giuseppe Amisani morì l'8 settembre 1941 a Portofino.



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  • Lotto 17  

    La carica

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 13x30,5 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 17  

    La carica

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 13x30,5 firmato in basso a sx Albertis


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lino Selvatico
    Padova 1872 - Treviso 1924
    Fiori

    Lino Selvatico, figlio di Riccardo rinomato promotore delle mostre veneziane, nacque e crebbe sotto l'influenza e la guida del padre. Grazie a lui, fu introdotto agli studi giuridici e artistici, avendo anche l'opportunità di apprendere sotto la tutela di Cesare Laurenti.
    Clicca per espandere

    Questa formazione eclettica segnò l'inizio di una carriera artistica promettente.

    La sua opera inaugurale, il "Ritratto del professor G. Bordiga," fu presentata alla III Internazionale d'Arte veneziana nel 1899, evidenziando fin da subito il suo talento emergente. Selvatico, attento osservatore dell'arte veneziana del suo tempo, iniziò la sua carriera ispirandosi a due eminenti artisti locali, Giacomo Favretto ed Ettore Tito. Mentre si distanziò dal filone aneddotico di Favretto, abbracciò la tecnica ritrattistica di Tito, modellando le sue opere su eleganti e mondani stili. Questa scelta artistica si rivelò un successo, guadagnandogli il favore dell'aristocrazia e dell'alta borghesia veneziana.

    La sua partecipazione attiva alle Internazionali veneziane, inclusi due spettacoli individuali nel 1912 e nel 1922, contribuì a consolidare la sua reputazione nel panorama artistico. Nonostante la sua prematura scomparsa il 25 luglio 1924, a seguito di un tragico incidente stradale mentre guidava la sua motocicletta, il suo lascito artistico perdurò.

    Il riconoscimento postumo di Lino Selvatico si manifestò nel 1926, con l'organizzazione di una retrospettiva che presentava ben 45 delle sue opere. Questo evento sottolineò la sua significativa contribuzione all'arte veneziana, celebrando la sua abilità nel ritratto e il suo impatto duraturo sulla scena artistica locale. La sua eredità artistica continuò a ispirare generazioni successive di artisti, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte veneziana del XX secolo.

    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova 1872 - Treviso 1924
    Fiori

    Lino Selvatico, figlio di Riccardo rinomato promotore delle mostre veneziane, nacque e crebbe sotto l'influenza e la guida del padre. Grazie a lui, fu introdotto agli studi giuridici e artistici, avendo anche l'opportunità di apprendere sotto la tutela di Cesare Laurenti.
    Clicca per espandere

    Questa formazione eclettica segnò l'inizio di una carriera artistica promettente.

    La sua opera inaugurale, il "Ritratto del professor G. Bordiga," fu presentata alla III Internazionale d'Arte veneziana nel 1899, evidenziando fin da subito il suo talento emergente. Selvatico, attento osservatore dell'arte veneziana del suo tempo, iniziò la sua carriera ispirandosi a due eminenti artisti locali, Giacomo Favretto ed Ettore Tito. Mentre si distanziò dal filone aneddotico di Favretto, abbracciò la tecnica ritrattistica di Tito, modellando le sue opere su eleganti e mondani stili. Questa scelta artistica si rivelò un successo, guadagnandogli il favore dell'aristocrazia e dell'alta borghesia veneziana.

    La sua partecipazione attiva alle Internazionali veneziane, inclusi due spettacoli individuali nel 1912 e nel 1922, contribuì a consolidare la sua reputazione nel panorama artistico. Nonostante la sua prematura scomparsa il 25 luglio 1924, a seguito di un tragico incidente stradale mentre guidava la sua motocicletta, il suo lascito artistico perdurò.

    Il riconoscimento postumo di Lino Selvatico si manifestò nel 1926, con l'organizzazione di una retrospettiva che presentava ben 45 delle sue opere. Questo evento sottolineò la sua significativa contribuzione all'arte veneziana, celebrando la sua abilità nel ritratto e il suo impatto duraturo sulla scena artistica locale. La sua eredità artistica continuò a ispirare generazioni successive di artisti, confermando la sua posizione di rilievo nella storia dell'arte veneziana del XX secolo.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Pomeriggio d'autunno

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 17  

    Pomeriggio d'autunno

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tavola cm 28,5x38,5 firmato in basso a dx O.Albertini.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Antica corte

    Achille Formis Befani
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 57,5x36,5 firmato in basso a dx Befani



    Achille Befani, noto artisticamente come Achille Formis, nacque a Napoli il 15 settembre 1832 da Vincenzo Befani, di origini romane, e Antonia Formis, napoletana. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per le arti, intraprendendo inizialmente la carriera di cantante lirico.
    Clicca per espandere

    Utilizzando il cognome materno come pseudonimo, si esibì come basso nei principali teatri italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Parallelamente, coltivò la passione per la pittura, frequentando i corsi di Gabriele Smargiassi presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli e successivamente quelli di Gaetano Fasanotti all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

    Nel 1848 esordì alle Biennali Borboniche con l'opera "Il Vesuvio veduto da Posillipo", ottenendo nel 1851 una medaglia d'argento per il dipinto "Paesaggio". Dopo la morte della prima moglie, Teresa Notari, sposò nel 1859 la ballerina milanese Teresa Bellini, dalla quale ebbe una figlia, Luigia.

    Negli anni Sessanta del XIX secolo, Formis partecipò a diverse esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera e l'Esposizione di Torino del 1864. Nel 1868 intraprese un viaggio tra Egitto e Turchia, che influenzò profondamente la sua produzione artistica, portandolo a realizzare opere di soggetto orientalista. Durante questo periodo, strinse amicizia con Giuseppe Verdi, per il quale realizzò un dipinto raffigurante la casa natale del compositore e diverse litografie ispirate all'opera "Aida".

    Artista poliedrico e autonomo, Formis fu uno dei principali interpreti del Naturalismo lombardo, accanto all'amico Eugenio Gignous. Le sue opere si caratterizzano per la riproduzione dal vero di paesaggi lacustri e fluviali lombardi, marine, lagune venete e scene di genere campestri, con una pittura originale ed equilibrata, lontana dalle correnti artistiche dominanti dell'epoca.

    Tra le sue opere più significative si annoverano: "Ritorno al piano" (1880), considerato il suo maggior successo, "Nella valle" (1880), conservato presso la Galleria civica d'arte moderna di Torino, e "Lavori agricoli nel mantovano", che affronta con sensibilità il tema sociale del lavoro femminile. Negli ultimi anni della sua attività, la sua pittura si arricchì di tocchi di colore rapidi e tagli prospettici innovativi, come testimoniano opere quali "La montanara" e "Erica in fiore".
    Achille Formis morì a Milano il 28 ottobre 1906.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 17  

    Antica corte

    Achille Formis Befani Achille Formis Befani
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tela cm 57,5x36,5 firmato in basso a dx Befani



    Achille Befani, noto artisticamente come Achille Formis, nacque a Napoli il 15 settembre 1832 da Vincenzo Befani, di origini romane, e Antonia Formis, napoletana. Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per le arti, intraprendendo inizialmente la carriera di cantante lirico.
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    Utilizzando il cognome materno come pseudonimo, si esibì come basso nei principali teatri italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Parallelamente, coltivò la passione per la pittura, frequentando i corsi di Gabriele Smargiassi presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli e successivamente quelli di Gaetano Fasanotti all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

    Nel 1848 esordì alle Biennali Borboniche con l'opera "Il Vesuvio veduto da Posillipo", ottenendo nel 1851 una medaglia d'argento per il dipinto "Paesaggio". Dopo la morte della prima moglie, Teresa Notari, sposò nel 1859 la ballerina milanese Teresa Bellini, dalla quale ebbe una figlia, Luigia.

    Negli anni Sessanta del XIX secolo, Formis partecipò a diverse esposizioni, tra cui quelle dell'Accademia di Brera e l'Esposizione di Torino del 1864. Nel 1868 intraprese un viaggio tra Egitto e Turchia, che influenzò profondamente la sua produzione artistica, portandolo a realizzare opere di soggetto orientalista. Durante questo periodo, strinse amicizia con Giuseppe Verdi, per il quale realizzò un dipinto raffigurante la casa natale del compositore e diverse litografie ispirate all'opera "Aida".

    Artista poliedrico e autonomo, Formis fu uno dei principali interpreti del Naturalismo lombardo, accanto all'amico Eugenio Gignous. Le sue opere si caratterizzano per la riproduzione dal vero di paesaggi lacustri e fluviali lombardi, marine, lagune venete e scene di genere campestri, con una pittura originale ed equilibrata, lontana dalle correnti artistiche dominanti dell'epoca.

    Tra le sue opere più significative si annoverano: "Ritorno al piano" (1880), considerato il suo maggior successo, "Nella valle" (1880), conservato presso la Galleria civica d'arte moderna di Torino, e "Lavori agricoli nel mantovano", che affronta con sensibilità il tema sociale del lavoro femminile. Negli ultimi anni della sua attività, la sua pittura si arricchì di tocchi di colore rapidi e tagli prospettici innovativi, come testimoniano opere quali "La montanara" e "Erica in fiore".
    Achille Formis morì a Milano il 28 ottobre 1906.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Studio di fiore

    Elisa Benini
    Studio di fiore
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
    Clicca per espandere

    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 17  

    Studio di fiore

    Elisa Benini Elisa Benini
    Studio di fiore
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.



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  • Lotto 17  

    Giornata estiva

    Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Giornata estiva
    Olio su tela cm 60x78 firmato in basso a sinistra G. Pizzirani
    Esposto alla biennale di Venezia
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Giornata estiva

    Guglielmo Pizzirani Guglielmo Pizzirani
    Bologna 1886 - 1971
    Giornata estiva
    Olio su tela cm 60x78 firmato in basso a sinistra G. Pizzirani
    Esposto alla biennale di Venezia


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Giornata di caccia

    Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
    Clicca per espandere

    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Giornata di caccia

    Ernesto Pochintesta Ernesto Pochintesta
    Stradella 1840 - Torino 1892
    Olio su tela cm 37x45 firmato in basso a dx E.Pochintesta



    Ernesto Pochintesta nacque il 18 gennaio 1840 a Stradella (Pavia), in una famiglia di proprietari terrieri con origini nobiliari ferraresi. Sin da giovane mostrò una certa inclinazione per l’arte, pur avendo inizialmente intrapreso una carriera militare: partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza come sottotenente e successivamente servì nel 53º Reggimento di Fanteria “Umbria”.
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    Dopo il congedo dall’esercito intraprese la via della pittura, trasferendosi a Torino dove frequentò l’Accademia Albertina sotto la guida del pittore Antonio Fontanesi.

    Pochintesta si inserì nella corrente paesaggistica della seconda metà dell’Ottocento, dedicandosi quasi esclusivamente al paesaggio e alle vedute naturalistiche. Durante un soggiorno a Parigi nel 1875-77 ampliò i suoi orizzonti: espose al Salon del 1876 e 1877, venne in contatto con gli ambienti delle avanguardie e si interessò al paesaggismo francese, in particolare a figure come Camille Corot. Pur non riscuotendo in Francia il successo sperato, tornò in Italia verso il 1880 e si stabilì nuovamente a Torino, continuando a lavorare con costanza.

    Le sue opere – tra le quali “Rive del Po”, “Campagna ferrarese”, “A Issogne” – testimoniano un approccio realistico alla natura: Pochintesta predilige scenari fluviali, boschi, valli, carreggiate silenziose. La luce che pervade i suoi quadri è spesso morbida, il cielo carico di atmosfera, la scena vissuta più che idealizzata. Talvolta realizzò anche incisioni e acqueforti, pubblicate in Piemonte e Liguria, segno della sua versatilità.

    Nonostante la qualità della sua pittura, Pochintesta visse gli ultimi anni in condizioni economiche sempre più precarie a causa di investimenti infelici. Il 13 gennaio 1892 morì a Torino, meno di due settimane prima del suo 52º compleanno.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx F.Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
    Clicca per espandere

    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.

    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx F.Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
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    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Paesaggio Bellunese

    Vittore Antonio Cargnel
    1872 - 1931
    Olio su tela cm 43x56,5 firmato in basso a dx V.Carniel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
    Clicca per espandere

    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 17  

    Paesaggio Bellunese

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    1872 - 1931
    Olio su tela cm 43x56,5 firmato in basso a dx V.Carniel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Lungo il fiume

    Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx Spadini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Lungo il fiume

    Armando Spadini Armando Spadini
    Firenze 1883 - Roma 1925
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx Spadini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 17  

    Casa padronale

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 30,5x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
    Clicca per espandere

    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 17  

    Casa padronale

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 30,5x23 firmato in basso a dx Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Osvaldo Bignami
    Lodi 1856 - Civate 1936
    Olio su tavola cm 39x24 firmato in basso a dx O.Bignami



    Osvaldo Bignami nacque a Lodi il 3 agosto 1856 e si spense a Civate, in provincia di Lecco, il 15 maggio 1936. Fratello minore del noto artista Vespasiano Bignami, Osvaldo intraprese sin da giovane un percorso artistico che lo portò a trasferirsi a Milano nei suoi vent'anni, dove iniziò come apprendista presso un decoratore e successivamente frequentò i corsi serali della Scuola di Disegno, per poi iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera.
    Clicca per espandere



    Fin dalle prime prove, Bignami si orientò verso la decorazione ad affresco, tecnica nella quale eccelse. Nel 1893 e 1894 vinse il prestigioso Premio Mylius con due ritratti a fresco di Masaccio e Giovanni Bellini, originariamente collocati nei loggiati del Palazzo di Brera a Milano. Partecipò regolarmente alle esposizioni braidensi fino al 1900, presentando opere che spaziavano dai soggetti sacri alle scene di genere, fino ai ritratti di personalità come Luigi Sabatelli, Giacomo Mantegazza ed Enrico Zanoni.

    Negli anni successivi, Bignami si dedicò alla decorazione pittorica di edifici civili e religiosi. Tra i suoi lavori più significativi si annoverano gli affreschi per il Teatro Fraschini di Pavia (1909), le cappelle del Cimitero Monumentale di Lodi (1902-1914) e la chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano (1904, 1909). Inoltre, realizzò opere per la cappella del Collegio Borromeo a Pavia e per diverse chiese della Brianza, di Lodi, Novara e Vigevano. Nel campo della pittura civile, si ricordano le "Sei figure allegoriche" che adornano la facciata di un palazzo in via Monforte a Milano.

    Bignami fu anche un abile litografo. Nel 1895 pubblicò una raccolta di 14 tavole intitolata "Modelli di nudo e studi anatomici", disegnate dal vero e incise in litografia, che testimoniano la sua padronanza del disegno e dell'anatomia artistica.

    Tra le sue opere più tarde, si segnalano gli affreschi realizzati nel Tempio Civico dell'Incoronata a Lodi, tra cui "Carlo Pallavicino benedice la posa della prima pietra" e "Miracolo della Vergine", eseguiti probabilmente verso la fine della sua vita, quando era ormai quasi cieco.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Osvaldo Bignami Osvaldo Bignami
    Lodi 1856 - Civate 1936
    Olio su tavola cm 39x24 firmato in basso a dx O.Bignami



    Osvaldo Bignami nacque a Lodi il 3 agosto 1856 e si spense a Civate, in provincia di Lecco, il 15 maggio 1936. Fratello minore del noto artista Vespasiano Bignami, Osvaldo intraprese sin da giovane un percorso artistico che lo portò a trasferirsi a Milano nei suoi vent'anni, dove iniziò come apprendista presso un decoratore e successivamente frequentò i corsi serali della Scuola di Disegno, per poi iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Fin dalle prime prove, Bignami si orientò verso la decorazione ad affresco, tecnica nella quale eccelse. Nel 1893 e 1894 vinse il prestigioso Premio Mylius con due ritratti a fresco di Masaccio e Giovanni Bellini, originariamente collocati nei loggiati del Palazzo di Brera a Milano. Partecipò regolarmente alle esposizioni braidensi fino al 1900, presentando opere che spaziavano dai soggetti sacri alle scene di genere, fino ai ritratti di personalità come Luigi Sabatelli, Giacomo Mantegazza ed Enrico Zanoni.

    Negli anni successivi, Bignami si dedicò alla decorazione pittorica di edifici civili e religiosi. Tra i suoi lavori più significativi si annoverano gli affreschi per il Teatro Fraschini di Pavia (1909), le cappelle del Cimitero Monumentale di Lodi (1902-1914) e la chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano (1904, 1909). Inoltre, realizzò opere per la cappella del Collegio Borromeo a Pavia e per diverse chiese della Brianza, di Lodi, Novara e Vigevano. Nel campo della pittura civile, si ricordano le "Sei figure allegoriche" che adornano la facciata di un palazzo in via Monforte a Milano.

    Bignami fu anche un abile litografo. Nel 1895 pubblicò una raccolta di 14 tavole intitolata "Modelli di nudo e studi anatomici", disegnate dal vero e incise in litografia, che testimoniano la sua padronanza del disegno e dell'anatomia artistica.

    Tra le sue opere più tarde, si segnalano gli affreschi realizzati nel Tempio Civico dell'Incoronata a Lodi, tra cui "Carlo Pallavicino benedice la posa della prima pietra" e "Miracolo della Vergine", eseguiti probabilmente verso la fine della sua vita, quando era ormai quasi cieco.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Scorcio di lago

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela applicata cm 39x29,5 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 18  

    Scorcio di lago

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela applicata cm 39x29,5 firmato in basso a dx O.Albertini.


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  • Lotto 18  

    Selvaggina

    Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 - Tauriano di Spilimbergo (PN) 1945
    Olio su tela cm 39,5x50 firmato in basso a dx Martina

    Umberto Martina nacque il 12 luglio 1880 a Dardago di Budoia, in provincia di Pordenone, da una famiglia di contadini. La sua passione per l'arte si manifestò fin da giovane, e nel 1895 si trasferì con la famiglia a Venezia, dove il padre gestiva il "Caffè Cavallo".
    Clicca per espandere

    Nonostante le resistenze familiari, il giovane Umberto riuscì a seguire la sua vocazione, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1895 al 1900, sotto la guida del maestro Ettore Tito. Qui si distinse nello studio della figura, sviluppando un talento che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

    Nel 1904, desideroso di ampliare la sua formazione, Martina si trasferì a Monaco di Baviera per studiare all'Accademia locale, dove poté perfezionarsi con il pittore Carl von Marr. Al suo ritorno a Venezia nel 1906, partecipò alla Mostra nazionale di belle arti di Milano, con opere che includevano "Cappello rosso", "Ritratto di bambina" e "Ritratto di signorina", segnando il suo ingresso nel panorama artistico. La sua carriera si consolidò a Venezia, dove divenne noto come ritrattista di grande talento, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e prendendo parte alle mostre di Ca' Pesaro organizzate da Nino Barbantini.

    Oltre ai ritratti, Martina fu anche richiesto per lavori di arte sacra, e le sue opere trovarono spazio in molte chiese del Friuli, del Veneto e del Trentino. La sua pittura, caratterizzata da un approccio vivace e profondo alla psicologia dei soggetti, lo rese un artista di rilievo nel panorama artistico del suo tempo. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifugiò a Tauriano di Spilimbergo, dove morì il 14 gennaio 1945.

    Nel cinquantenario della sua morte, nel 1995-1996, gli fu dedicata una mostra a Tauriano, esponendo numerosi lavori inediti, tra cui diversi ritratti che ne confermarono la maestria.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 18  

    Selvaggina

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 - Tauriano di Spilimbergo (PN) 1945
    Olio su tela cm 39,5x50 firmato in basso a dx Martina

    Umberto Martina nacque il 12 luglio 1880 a Dardago di Budoia, in provincia di Pordenone, da una famiglia di contadini. La sua passione per l'arte si manifestò fin da giovane, e nel 1895 si trasferì con la famiglia a Venezia, dove il padre gestiva il "Caffè Cavallo".
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    Nonostante le resistenze familiari, il giovane Umberto riuscì a seguire la sua vocazione, frequentando l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1895 al 1900, sotto la guida del maestro Ettore Tito. Qui si distinse nello studio della figura, sviluppando un talento che avrebbe segnato il suo percorso artistico.

    Nel 1904, desideroso di ampliare la sua formazione, Martina si trasferì a Monaco di Baviera per studiare all'Accademia locale, dove poté perfezionarsi con il pittore Carl von Marr. Al suo ritorno a Venezia nel 1906, partecipò alla Mostra nazionale di belle arti di Milano, con opere che includevano "Cappello rosso", "Ritratto di bambina" e "Ritratto di signorina", segnando il suo ingresso nel panorama artistico. La sua carriera si consolidò a Venezia, dove divenne noto come ritrattista di grande talento, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e prendendo parte alle mostre di Ca' Pesaro organizzate da Nino Barbantini.

    Oltre ai ritratti, Martina fu anche richiesto per lavori di arte sacra, e le sue opere trovarono spazio in molte chiese del Friuli, del Veneto e del Trentino. La sua pittura, caratterizzata da un approccio vivace e profondo alla psicologia dei soggetti, lo rese un artista di rilievo nel panorama artistico del suo tempo. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifugiò a Tauriano di Spilimbergo, dove morì il 14 gennaio 1945.

    Nel cinquantenario della sua morte, nel 1995-1996, gli fu dedicata una mostra a Tauriano, esponendo numerosi lavori inediti, tra cui diversi ritratti che ne confermarono la maestria.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 20,5x50 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 20,5x50 firmato in basso a sx Albertis


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela su tavola cm 144x119 firmato in basso a dx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA min € 9000 - max € 10000

    Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela su tavola cm 144x119 firmato in basso a dx L.Bocca

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.



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  • Lotto 18  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su cartone cm 21x12,5 firmato in alto a dx A.D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
    Clicca per espandere

    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 18  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su cartone cm 21x12,5 firmato in alto a dx A.D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
    Clicca per espandere

    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Paesaggio

    Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
    Clicca per espandere

    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 18  

    Paesaggio

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' ( BS ) 1879 - 1944
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a destra A.Landi

    Angelo Ignazio Giuseppe Landi nacque a Salò il 17 giugno 1879. Proveniente da una nobile famiglia, discendeva direttamente dal doge Pietro Lando, che governò la Serenissima Repubblica di Venezia nel XVI secolo.
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    Nonostante le aspettative familiari lo indirizzassero verso gli studi universitari, Angelo si trasferì a Milano per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove poté esprimere appieno il suo talento artistico.

    Nel corso della sua carriera, Landi realizzò numerosi ritratti, tra cui "Il violinista", "Affanno" e "La giovinetta". In particolare, "Il violinista" venne esposto al Museo d'Arte Moderna di Madrid. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come caporale di artiglieria e lavorò presso l'Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo. In questo periodo, creò una serie di opere che documentavano la vita in trincea, tra cui "Taglio dei reticolati", "Cavalleggero ferito" e "Trincea nella neve".

    Una delle sue opere più celebri è l'affresco della cupola della Basilica di Pompei, un'impresa che gli valse la vittoria in un concorso per decorare la chiesa, dove dipinse 360 figure su una superficie di 509 m². Landi morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine a Salò, lasciando un'eredità artistica significativa che ha influenzato le generazioni future nel campo delle arti visive.



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  • Lotto 18  

    Cucinando (Magreglio)

    Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 24x29,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 18  

    Cucinando (Magreglio)

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Attivo in Lombardia tra XIX e XX secolo
    Olio su cartone cm 24x29,5 firmato in basso a dx Ercole Garavaglia.


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  • Lotto 18  

    Pompeiana

    Modesto Faustini
    Brescia 1839 - Roma 1891
    Olio su tela cm 50x37,5 firmato in basso a sx M.Faustini
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 18  

    Pompeiana

    Modesto Faustini Modesto Faustini
    Brescia 1839 - Roma 1891
    Olio su tela cm 50x37,5 firmato in basso a sx M.Faustini


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  • Lotto 18  

    Val Vigezzo

    Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 18  

    Val Vigezzo

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana


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  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 74,5x115 firmato in basso a dx L.Roda.

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 74,5x115 firmato in basso a dx L.Roda.

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x34,5 firmato in basso a sx A.Catti


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  • Lotto 18  

    Costiera ligure

    Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 18  

    Costiera ligure

    Luigi Clara Luigi Clara
    Torino ante 1875 - Genova 1925
    Olio su cartone cornice cm 54.5x154.5, sx cm 35x25.5, centro cm 35x70, dx 35x25.5 firmato in basso a sx L.Clara


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  • Lotto 18  

    Bellagio

    Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 64,5x100 firmato in basso a dx E.Gignous
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 18  

    Bellagio

    Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 64,5x100 firmato in basso a dx E.Gignous


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Il Naviglio a Milano

    Zangli Fortunato
    Milano 1899 - 1972
    Olio su tavola cm 39,5x29,5 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 18  

    Il Naviglio a Milano

    Zangli Fortunato Zangli Fortunato
    Milano 1899 - 1972
    Olio su tavola cm 39,5x29,5 firmato in basso a dx Rossi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Il Duomo di Como

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 18  

    Il Duomo di Como

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx G.Menato


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Ricordi

    Luigi Sorio
    Cerea 1835 - Milano 1909
    Ricordi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 18  

    Ricordi

    Luigi Sorio Luigi Sorio
    Cerea 1835 - Milano 1909
    Ricordi


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  • Lotto 18  

    Veduta lacustre

    Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Veduta lacustre
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 18  

    Veduta lacustre

    Silvio Allason Silvio Allason
    Torino 1845 - 1912
    Veduta lacustre


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  • Lotto 18  

    Ie Sorelline

    Garzia Fioresi
    Vigevano (Pv) 1898 - Bologna 1968
    Olio su tela cm 100x100 firmato in basso a sx G.Fioresi

    Pubblicato su Garzia Fioresi 1888-1968 a cura di Franco Solmi pag. 97
    STIMA min € 9000 - max € 11000

    Lotto 18  

    Ie Sorelline

    Garzia Fioresi Garzia Fioresi
    Vigevano (Pv) 1898 - Bologna 1968
    Olio su tela cm 100x100 firmato in basso a sx G.Fioresi

    Pubblicato su Garzia Fioresi 1888-1968 a cura di Franco Solmi pag. 97


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  • Lotto 18  

    Battaglia

    Massimo D Azeglio
    Torino 1798-1866
    Olio su cartone cm 28x40,5 firmato in basso a sx Azeglio sotto cornice
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 18  

    Battaglia

    Massimo D Azeglio Massimo D Azeglio
    Torino 1798-1866
    Olio su cartone cm 28x40,5 firmato in basso a sx Azeglio sotto cornice


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 18  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda


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  • Lotto 18  

    Dalla mia Altana Parma

    Donnino Pozzi
    Fontanellato (PR) 1894 - Parma 1946
    Olio su tela cm 28x34,5 firmato in basso a dx D.Pozzi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 18  

    Dalla mia Altana Parma

    Donnino Pozzi Donnino Pozzi
    Fontanellato (PR) 1894 - Parma 1946
    Olio su tela cm 28x34,5 firmato in basso a dx D.Pozzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Dante Comelli
    Bologna 1880-1958
    Olio su tavola cm 56,5x68 firmato in basso a sx D.Comelli
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Dante Comelli Dante Comelli
    Bologna 1880-1958
    Olio su tavola cm 56,5x68 firmato in basso a sx D.Comelli


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  • Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Paesaggio alpino
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Paesaggio alpino


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  • Lotto 18  

    Vicolo di Sanremo

    Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 26x19,5 firmato in basso a dx F.Piana
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 18  

    Vicolo di Sanremo

    Ferdinando Piana Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 26x19,5 firmato in basso a dx F.Piana


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Scorcio di Pavia

    Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su cartone cm 22,5x31,5 firmato in basso a sx M.Acerbi
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 18  

    Scorcio di Pavia

    Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su cartone cm 22,5x31,5 firmato in basso a sx M.Acerbi


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  • Lotto 18  

    Nevica

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 18  

    Nevica

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Foggia


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  • Lotto 18  

    Chiesa Lombarda

    Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 34x46,5 firmato e datato sul retro
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 18  

    Chiesa Lombarda

    Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 34x46,5 firmato e datato sul retro


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  • Lotto 18  

    Colline Toscane

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 27,5x36 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 18  

    Colline Toscane

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 27,5x36 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Raccolta di acquarelli

    Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Acquarelli su carta
    Lago di Garda: cm 16x32
    Rose: cm 17x24.5
    Larici: cm 22x17
    Natura morta: cm 16x12
    firmati C.Casanova
    STIMA min € 1400 - max € 1500

    Lotto 18  

    Raccolta di acquarelli

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Acquarelli su carta
    Lago di Garda: cm 16x32
    Rose: cm 17x24.5
    Larici: cm 22x17
    Natura morta: cm 16x12
    firmati C.Casanova


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  • Lotto 18  

    Paese Friulano

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 50x59,5 firmato in basso a sx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
    Clicca per espandere

    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 18  

    Paese Friulano

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 50x59,5 firmato in basso a sx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in basso a sx Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
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    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Olio su cartone cm 30x21 firmato in basso a sx Netti

    Nacque il 24 dicembre 1832 a Santeramo in Colle (Bari), figlio di Nicola, ricco possidente terriero, e di Giuseppa Vitale, originaria di Conversano.

    Dal 1843 frequentò a Napoli il collegio degli scolopi a S.
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    Carlo alle Mortelle, dove il rettore gli commissionò il primo quadro per la cappella dell’istituto, "La morte di s. Giuseppe Calasanzio", ancora oggi conservato lì. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita per volontà della famiglia, nel 1855 si iscrisse al Reale Istituto di belle arti di Napoli, dove rimase solo un anno, mostrando insofferenza verso l’insegnamento accademico. Studiava già da tempo pittura, prima con Giuseppe Bonolis, poi con Michele De Napoli e Tommaso De Vivo. Tra il 1856 e il 1859 soggiornò a Roma con l’amico Pasquale De Crescito. Tornato a Napoli, nel 1860 frequentò l’atelier di Domenico Morelli e dipinse il "Ritratto del fratello Antonio". Nel 1861 presentò "Follia di Haidée" alla I Esposizione italiana di Firenze, cercando di distanziarsi dall’influenza di Morelli per trovare una propria individualità artistica. Nel 1862 partecipò alla I Esposizione della Società promotrice di belle arti di Napoli con "Rimembranze del 15 maggio 1848".

    Da quell’anno, fino al 1866, prese parte a tutte le Promotrici napoletane e tra il 1862 e il 1864 frequentò la scuola di nudo di Filippo Palizzi. L’influenza dei macchiaioli toscani si riflette in opere come "La pioggia o Acquazzone" del 1864. Nel 1866 ottenne grande successo con "Una processione di penitenza al ponte della Maddalena durante l’eruzione del Vesuvio del 1794". Trasferitosi a Parigi nello stesso anno, vi rimase fino al 1871, soggiornando a Grez-sur-Loing, frequentato da vari artisti tra cui John Singer Sargent. In quel periodo dipinse opere en plein air come "Festa a Grez" e "L’onomastico".

    Durante la guerra franco-prussiana del 1870 fece ritorno a Parigi, aiutando la Croce Rossa Italiana e dipingendo poche opere come "Barricata in una strada". Altri lavori parigini includono "Orgia e lavoro" e "La sortie du bal, rue de l’Académie de Médecine", quest’ultimo concluso nel 1872 dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1871 tornò a Napoli, dove le opportunità artistiche erano scarse. Si dedicò alla preparazione del VII Congresso pedagogico e all’attività giornalistica. Nel 1874 intraprese un viaggio di studio a Padova, Ferrara e Venezia, che ispirò opere come "Suicidio nella calle". Negli anni napoletani, dipinse vari paesaggi ispirati a Santeramo e opere come "Sulla via di Santeramo". Tra il 1875 e il 1876 scrisse l’articolo "Il Vesuvio" e nel 1876 ricevette una commissione per una pala d’altare per la cattedrale di Altamura.

    Nel 1880 presentò "Lotta dei gladiatori durante una cena a Pompei" all’Esposizione artistica nazionale di Torino. Negli anni successivi, si concentrò su soggetti di storia contemporanea, come "In corte d’assise", ispirato al processo Fadda.

    Nel 1884, invitato in crociera da Giuseppe Caravita, principe di Sirignano, visitò Atene e la Turchia, realizzando numerosi disegni e acquerelli. Tornato a Napoli, arredò il suo studio in stile orientale. Nel 1885 iniziò a far uso della fotografia, influenzato da Francesco Paolo Michetti. Dal 1886 al 1890 lavorò a "Le ricamatrici levantine", mentre nel 1887, dopo la morte della cognata, dipinse "La crisi".

    Negli ultimi anni, partecipò solo alla Promotrice napoletana del 1888 e continuò a scrivere e tradurre opere di Schiller e Goethe. Si dedicò a scene agresti dipinte e fotografie, influenzato da Courbet e Millet. Dal 1890 alla morte dipinse quadri con protagonisti i mietitori, come "Riposo in mietitura" e "La messe".

    Nel 1891 eseguì decorazioni per il principe di Sirignano. Sofferente di malattia polmonare, visse perlopiù a Santeramo, dove morì il 28 agosto 1894.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Ultime luci del giorno

    Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su cartone cm 34x44,5 firmato in basso a dx C.Vittori



    Carlo Vittori nacque a Cremona nel 1881 e vi morì nel 1943. La sua vita e la sua opera restano legate in modo profondo alla terra lombarda, ai paesaggi del Po e alla vita silenziosa della campagna padana, che rappresentò con sensibilità e fedeltà poetica.
    Clicca per espandere



    Fin dagli inizi mostrò un talento naturale per il disegno e la pittura, che lo condussero a dedicarsi soprattutto al paesaggio e alle scene rurali. I soggetti più ricorrenti nelle sue opere sono le rive dei fiumi, i mulini, le case contadine, gli argini immersi nella nebbia o nella luce dorata del tramonto. Vittori fu un osservatore attento del mondo che lo circondava: nelle sue tele la natura non è sfondo, ma protagonista, animata dalla presenza discreta di figure umane o animali che si integrano armoniosamente nell’ambiente.

    La sua pittura si distingue per un realismo poetico, lontano da ogni artificio accademico. Nei suoi quadri la luce si diffonde morbida, il colore è caldo e modulato, la pennellata rapida ma controllata restituisce la vibrazione dell’aria e delle stagioni. Vittori non inseguì le avanguardie del suo tempo, preferendo rimanere fedele a un linguaggio intimo e personale, in cui il paesaggio diventa anche metafora dell’animo umano: solitudine, fatica, serenità e malinconia convivono in equilibrio.

    Artista schivo e riservato, lavorò perlopiù lontano dai centri artistici maggiori, trovando nella provincia lombarda la sua ispirazione più autentica. I suoi dipinti, pur non appartenendo ai grandi movimenti dell’epoca, sono stati spesso accostati a quelli dei pittori veristi e postmacchiaioli per l’attenzione al vero e per la profondità emotiva con cui riesce a trasmettere il senso del tempo e della natura.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 18  

    Ultime luci del giorno

    Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su cartone cm 34x44,5 firmato in basso a dx C.Vittori



    Carlo Vittori nacque a Cremona nel 1881 e vi morì nel 1943. La sua vita e la sua opera restano legate in modo profondo alla terra lombarda, ai paesaggi del Po e alla vita silenziosa della campagna padana, che rappresentò con sensibilità e fedeltà poetica.
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    Fin dagli inizi mostrò un talento naturale per il disegno e la pittura, che lo condussero a dedicarsi soprattutto al paesaggio e alle scene rurali. I soggetti più ricorrenti nelle sue opere sono le rive dei fiumi, i mulini, le case contadine, gli argini immersi nella nebbia o nella luce dorata del tramonto. Vittori fu un osservatore attento del mondo che lo circondava: nelle sue tele la natura non è sfondo, ma protagonista, animata dalla presenza discreta di figure umane o animali che si integrano armoniosamente nell’ambiente.

    La sua pittura si distingue per un realismo poetico, lontano da ogni artificio accademico. Nei suoi quadri la luce si diffonde morbida, il colore è caldo e modulato, la pennellata rapida ma controllata restituisce la vibrazione dell’aria e delle stagioni. Vittori non inseguì le avanguardie del suo tempo, preferendo rimanere fedele a un linguaggio intimo e personale, in cui il paesaggio diventa anche metafora dell’animo umano: solitudine, fatica, serenità e malinconia convivono in equilibrio.

    Artista schivo e riservato, lavorò perlopiù lontano dai centri artistici maggiori, trovando nella provincia lombarda la sua ispirazione più autentica. I suoi dipinti, pur non appartenendo ai grandi movimenti dell’epoca, sono stati spesso accostati a quelli dei pittori veristi e postmacchiaioli per l’attenzione al vero e per la profondità emotiva con cui riesce a trasmettere il senso del tempo e della natura.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Cavalli da tiro

    Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su tavola cm 25x42 firmato in basso a dx A.Soressi
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 18  

    Cavalli da tiro

    Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su tavola cm 25x42 firmato in basso a dx A.Soressi


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 18  

    Studio con fiore 2

    Elisa Benini
    Studio con fiore 2
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
    Clicca per espandere

    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 18  

    Studio con fiore 2

    Elisa Benini Elisa Benini
    Studio con fiore 2
    Olio su tela cm 30x25 firmato al retro


    Nata nel 1999 a Calcinate (BG), vive e lavora a Grumello del Monte (BG).
    Dopo aver frequentato la Scuola Superiore Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio (BS) dal 2014 al 2018, prosegue gli studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia (2018–2019), per poi dedicarsi completamente alla formazione artistica.
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    Dal 2020 al 2023 frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, e dal 2023 prosegue il suo percorso accademico all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
    Ha preso parte a diverse mostre collettive, tra cui Art-Drive (2022, Brescia), in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia e Peter Halley per Generali, e Arte in Vigna presso Cà del Bosco a Erbusco (BS). Nel 2023 è tra gli artisti selezionati per DIGITAL ATTITUDE, a cura di Paola Sacchini e Davide Sarchioni, promossa da Var Digital Art e Accademia SantaGiulia. Nel 2024 espone in Premio EQUITA per Brera – VII Edizione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Editoriale Domus, e in Luce, Occhio e Visione, a cura di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Sempre nel 2024 prende parte a Storie, a cura di M. Buelli, presso Palazzo Micheli a Grumello del Monte (BG). Nel 2025 espone in Quotidianità Deposte, a cura di V. Schito, alla Galleria Glenda Cinquegrana di Milano, e in Incontri fuori tema, ancora a Palazzo Micheli.
    Elemento ricorrente nei suoi lavori è il paesaggio, spesso attraversato dalla figura del fiore, mai intesi come oggetti, ma come presenze in movimento, immerse in uno spazio abitato dal tempo. Il colore si fa luogo instabile, dove la forma si dissolve nel tentativo di evocare, più che rappresentare: ciò che appare si manifesta solo in parte, lasciando al fruitore frammenti, tracce, segni di un passaggio che resta sempre inafferrabile.



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  • Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 36x48 firmato in basso a sx Brugnoli
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Acquarello su carta cm 36x48 firmato in basso a sx Brugnoli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44x54 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44x54 firmato in basso a dx MarioMoretti Foggia


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Ai margini del bosco

    Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su cartone cm 39x33 firmato in basso a sx A.E. Campestrini
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 19  

    Ai margini del bosco

    Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su cartone cm 39x33 firmato in basso a sx A.E. Campestrini


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  • Lotto 19  

    Al pascolo

    Guido Di Montezemolo
    Mondovi 1878 - Torino 1941
    Olio su tavola cm 15x24 firmato in basso a dx G.Montezemolo
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 19  

    Al pascolo

    Guido Di Montezemolo Guido Di Montezemolo
    Mondovi 1878 - Torino 1941
    Olio su tavola cm 15x24 firmato in basso a dx G.Montezemolo


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  • Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tela cm 110x79 firmato in alto a sx C.Maggi
    STIMA min € 14000 - max € 16000

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tela cm 110x79 firmato in alto a sx C.Maggi


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  • Lotto 19  

    Via di paese 1920

    Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 48x34 firmato in basso a sx L.Gignous
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 19  

    Via di paese 1920

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 48x34 firmato in basso a sx L.Gignous


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  • Lotto 19  

    1914

    Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Villa la Quiete
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 19  

    1914

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Villa la Quiete


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 19  

    Lavoro nei campi

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 13,5x18,5 firmato in basso a sx L.Roda


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  • Lotto 19  

    Veduta di Mantova

    Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su cartone cm 15,5x40 firmato in basso a dx D.Pesenti, datato 1901
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 19  

    Veduta di Mantova

    Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su cartone cm 15,5x40 firmato in basso a dx D.Pesenti, datato 1901


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Chioggia

    Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx Bazzaro
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 19  

    Chioggia

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx Bazzaro


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Una via di Milano

    Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Una via di Milano
    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 19  

    Una via di Milano

    Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Una via di Milano


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  • Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Bagnanti a Maderno, lago di Garda
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes (Francia) 1945
    Bagnanti a Maderno, lago di Garda


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 41x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 41x48 firmato in basso a dx G.Menato


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Alla festa del paese

    Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 89x132 firmato in basso a dx R.Pontremoli
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 19  

    Alla festa del paese

    Raffaele Pontremoli Raffaele Pontremoli
    Chieri 1832 - Milano 1906
    Olio su tela cm 89x132 firmato in basso a dx R.Pontremoli


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Sentiero innevato

    Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 111x90 firmato in basso a sx. Emilio Borsa
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 19  

    Sentiero innevato

    Emilio Borsa Emilio Borsa
    Milano 1857 - Monza 1931
    Olio su tela cm 111x90 firmato in basso a sx. Emilio Borsa


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Oreste Silvestri
    Pollone 1858 - Milano 1936
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx O.Silvestri
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Oreste Silvestri Oreste Silvestri
    Pollone 1858 - Milano 1936
    Olio su tavola cm 25x36 firmato in basso a dx O.Silvestri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Notturno

    Giovan Battista Crema
    Ferrara 1883 - Roma 1964
    Olio su tavola cm 49,5x60 firmato in basso a sx G.Crema
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 19  

    Notturno

    Giovan Battista Crema Giovan Battista Crema
    Ferrara 1883 - Roma 1964
    Olio su tavola cm 49,5x60 firmato in basso a sx G.Crema


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x100 firmato in basso a dx Lupo.

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    STIMA min € 6000 - max € 8000

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 85x100 firmato in basso a dx Lupo.

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Baite in Val Vigezzo

    Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 19  

    Baite in Val Vigezzo

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17,5 firmato in basso a dx C.Besana


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Dolce riposo

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su masonite cm 41,5x52,5 firmato in basso a dx Amisani
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lotto 19  

    Dolce riposo

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su masonite cm 41,5x52,5 firmato in basso a dx Amisani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Allegoria georgica

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastello su carta cm 28x30 firmato in basso a dx A.Tavernier
    Pubblicato in B/N su "Bolaffi CATALOGO DELLA PITTURA ITALIANA DELL'OTTOCENTO Numero II" a pag 231.
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 19  

    Allegoria georgica

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Pastello su carta cm 28x30 firmato in basso a dx A.Tavernier
    Pubblicato in B/N su "Bolaffi CATALOGO DELLA PITTURA ITALIANA DELL'OTTOCENTO Numero II" a pag 231.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Casolare

    Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 19  

    Casolare

    Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.



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  • Lotto 19  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in alto a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
    Clicca per espandere

    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 19  

    Bozzetto per affresco

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 12,5x21 firmato in alto a sx A. D. Campestrini

    Alcide Davide Campestrini, nato a Trento il 9 novembre 1863, fu un pittore italiano di grande rilievo, noto per la sua produzione artistica che spaziava dalla pittura sacra ai ritratti, dalle decorazioni murali ai paesaggi. Proveniente da una famiglia con forti radici patriottiche, il padre fu un garibaldino e il nonno partecipò ai moti trentini del 1848 contro il governo austriaco.
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    Per evitare l’arruolamento nelle truppe austriache, nel 1881 si trasferì a Milano, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida del celebre Giuseppe Bertini.
    Nel 1894, Campestrini divenne docente di figura presso la stessa Accademia, contribuendo alla formazione di molte generazioni di artisti. La sua attività pittorica lo portò a esporre in importanti mostre internazionali, tra cui quella al Glaspalast di Monaco di Baviera nel 1898, guadagnandosi un riconoscimento sia in Italia che all’estero.
    La sua arte rifletteva un forte spirito patriottico, celebrando l’irredentismo e la storia militare italiana. Tra i suoi lavori più noti vi sono i ritratti del "Signor Ambrosi", conservato nella Biblioteca Comunale di Trento, e degli "Avvocati Luteri" e "Gilli", nonché delle "Baronessine Salvatori" e dei "Conti Londron di Vienna". La sua carriera si distinse anche per la realizzazione di decorazioni murali e opere di pittura sacra.
    Campestrini morì a Milano il 9 gennaio 1940.



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  • Lotto 19  

    La bella contadina

    Giuseppe Zannoni
    Verona 1849 - Monteforte d'Alpone (VR) 1903
    Olio su tela cm 39,5x60,5 firmato in basso a sx G.Zannoni

    Giuseppe Zannoni nacque a Verona il 13 gennaio 1849 e morì il 28 maggio 1903 a Monteforte d'Alpone, a causa di una caduta da un'impalcatura mentre dipingeva la volta di una chiesa. Studiò all'Accademia Cignaroli di Verona, dove ricevette premi in mostre locali dal 1865 al 1871.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si trasferì a Milano con il cugino, lo scultore Ugo Zannoni, e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Zannoni partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Napoli nel 1877, Milano nel 1881, Roma nel 1884 e Venezia nel 1887, presentando opere come "Marco Antonio rivela al popolo romano il mantello insanguinato di Cesare" e "Cacciatore e volpe". Oltre alla pittura di genere, si dedicò anche a lavori di pittura sacra, realizzando affreschi e pale d'altare in diverse chiese, principalmente a Verona. Tra le sue opere religiose si ricordano "Il buon Samaritano" e gli affreschi nella chiesa dei Filippini a Verona. La sua carriera fu tragicamente interrotta da un incidente durante i lavori di decorazione della chiesa parrocchiale di Monteforte d'Alpone.

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lotto 19  

    La bella contadina

    Giuseppe Zannoni Giuseppe Zannoni
    Verona 1849 - Monteforte d'Alpone (VR) 1903
    Olio su tela cm 39,5x60,5 firmato in basso a sx G.Zannoni

    Giuseppe Zannoni nacque a Verona il 13 gennaio 1849 e morì il 28 maggio 1903 a Monteforte d'Alpone, a causa di una caduta da un'impalcatura mentre dipingeva la volta di una chiesa. Studiò all'Accademia Cignaroli di Verona, dove ricevette premi in mostre locali dal 1865 al 1871.
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    Successivamente, si trasferì a Milano con il cugino, lo scultore Ugo Zannoni, e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Zannoni partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Napoli nel 1877, Milano nel 1881, Roma nel 1884 e Venezia nel 1887, presentando opere come "Marco Antonio rivela al popolo romano il mantello insanguinato di Cesare" e "Cacciatore e volpe". Oltre alla pittura di genere, si dedicò anche a lavori di pittura sacra, realizzando affreschi e pale d'altare in diverse chiese, principalmente a Verona. Tra le sue opere religiose si ricordano "Il buon Samaritano" e gli affreschi nella chiesa dei Filippini a Verona. La sua carriera fu tragicamente interrotta da un incidente durante i lavori di decorazione della chiesa parrocchiale di Monteforte d'Alpone.



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  • Lotto 19  

    Galoppo

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 7x4 firmato in basso a dx Albertis
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 19  

    Galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 7x4 firmato in basso a dx Albertis


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Natura morta

    E.Cavalli
    Artista del XX secolo
    Olio su cartone cm 26x34 firmato in basso a sx E.Cavalli

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 19  

    Natura morta

    E.Cavalli E.Cavalli
    Artista del XX secolo
    Olio su cartone cm 26x34 firmato in basso a sx E.Cavalli



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  • Lotto 19  

    Nevicata a Besano

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 50x59 firmato in basso a dx O.Albertini.
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 19  

    Nevicata a Besano

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 50x59 firmato in basso a dx O.Albertini.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su cartone cm 29x17 firmato in basso a sx A.Gallotti



    Alessandro Gallotti nacque a Pavia il 21 gennaio 1879. Dopo un iniziale percorso negli studi classici, decise di seguire la sua vocazione artistica iscrivendosi alla Civica Scuola di Pittura della sua città, dove fu allievo di Pietro Michis, pittore storicista e docente fino al 1899.
    Clicca per espandere

    Nel 1900, dopo il servizio militare, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu presentato a Cesare Tallone, che lo ospitò per un periodo nella propria abitazione.

    Nei primi anni del Novecento, Gallotti aprì uno studio in via Oriani a Milano, dove rimase fino al 1910. Durante questo periodo, iniziò a esporre le sue opere in varie mostre, tra cui la "Famiglia Artistica", la "Patriottica" e la "Permanente" di Milano, nonché alle "Mostre d'Arte Pavese". Nel 1906 partecipò all'Esposizione Internazionale del Sempione a Milano con tre dipinti. Fu invitato alla Biennale di Venezia nel 1908 e nelle edizioni successive fino al 1914, anno in cui presentò il dipinto "Lago di Misurina", oggi conservato alla Galleria d'Arte Moderna di Milano, insieme a un autoritratto giovanile del 1904. Nel 1909, alla "periodica" pavese, gli fu assegnata una Medaglia d'Oro. Espose anche alla Quadriennale Internazionale di Monaco di Baviera nello stesso anno.

    Nel 1910, in occasione del centenario dell'indipendenza nazionale argentina, partecipò all'"Exposiciòn de Bellas Artes Italianas" a Buenos Aires. Nel 1914 fu presente all'Esposizione Internazionale di Roma e, l'anno successivo, alla "Permanente di Milano" con il dipinto "Il Cervino", già esposto alla Biennale di Venezia del 1912.

    Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Gallotti fu richiamato in servizio come sergente, nominato sottotenente e inviato sul fronte del Carso. Durante il conflitto, realizzò numerosi schizzi e dipinti ispirati alle scene belliche e ai paesaggi del teatro di guerra. Nel 1924, alla Villa Reale di Monza, gli fu dedicata un'intera sala nella "Mostra di Guerra degli Artisti Combattenti e Mutilati". Nel 1927 partecipò a un'altra mostra di artisti combattenti alla "Permanente" di Milano, dove diverse sue opere furono acquistate dal Ministero della Guerra, dal Corpo d'Armata di Milano e da istituzioni bancarie.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Museo del Risorgimento di Milano e la Pinacoteca Malaspina di Pavia. Due suoi ritratti fanno parte della quadreria dell'Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1920, l'onorevole Guido Marangoni lo presentò nel catalogo della sua mostra personale alla Galleria Vinciana di Milano. Nel 1942 tenne un'altra personale alla Galleria Bolzani. Negli anni successivi, pur continuando a dipingere, si ritirò dalla scena espositiva. Morì a Milano il 25 novembre 1961.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su cartone cm 29x17 firmato in basso a sx A.Gallotti



    Alessandro Gallotti nacque a Pavia il 21 gennaio 1879. Dopo un iniziale percorso negli studi classici, decise di seguire la sua vocazione artistica iscrivendosi alla Civica Scuola di Pittura della sua città, dove fu allievo di Pietro Michis, pittore storicista e docente fino al 1899.
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    Nel 1900, dopo il servizio militare, si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu presentato a Cesare Tallone, che lo ospitò per un periodo nella propria abitazione.

    Nei primi anni del Novecento, Gallotti aprì uno studio in via Oriani a Milano, dove rimase fino al 1910. Durante questo periodo, iniziò a esporre le sue opere in varie mostre, tra cui la "Famiglia Artistica", la "Patriottica" e la "Permanente" di Milano, nonché alle "Mostre d'Arte Pavese". Nel 1906 partecipò all'Esposizione Internazionale del Sempione a Milano con tre dipinti. Fu invitato alla Biennale di Venezia nel 1908 e nelle edizioni successive fino al 1914, anno in cui presentò il dipinto "Lago di Misurina", oggi conservato alla Galleria d'Arte Moderna di Milano, insieme a un autoritratto giovanile del 1904. Nel 1909, alla "periodica" pavese, gli fu assegnata una Medaglia d'Oro. Espose anche alla Quadriennale Internazionale di Monaco di Baviera nello stesso anno.

    Nel 1910, in occasione del centenario dell'indipendenza nazionale argentina, partecipò all'"Exposiciòn de Bellas Artes Italianas" a Buenos Aires. Nel 1914 fu presente all'Esposizione Internazionale di Roma e, l'anno successivo, alla "Permanente di Milano" con il dipinto "Il Cervino", già esposto alla Biennale di Venezia del 1912.

    Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Gallotti fu richiamato in servizio come sergente, nominato sottotenente e inviato sul fronte del Carso. Durante il conflitto, realizzò numerosi schizzi e dipinti ispirati alle scene belliche e ai paesaggi del teatro di guerra. Nel 1924, alla Villa Reale di Monza, gli fu dedicata un'intera sala nella "Mostra di Guerra degli Artisti Combattenti e Mutilati". Nel 1927 partecipò a un'altra mostra di artisti combattenti alla "Permanente" di Milano, dove diverse sue opere furono acquistate dal Ministero della Guerra, dal Corpo d'Armata di Milano e da istituzioni bancarie.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Museo del Risorgimento di Milano e la Pinacoteca Malaspina di Pavia. Due suoi ritratti fanno parte della quadreria dell'Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1920, l'onorevole Guido Marangoni lo presentò nel catalogo della sua mostra personale alla Galleria Vinciana di Milano. Nel 1942 tenne un'altra personale alla Galleria Bolzani. Negli anni successivi, pur continuando a dipingere, si ritirò dalla scena espositiva. Morì a Milano il 25 novembre 1961.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alice Galizzi
    Diurno e Notturno (Dittico)
    2 Olio su tela cm 48x32, firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
    Clicca per espandere


    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Alice Galizzi Alice Galizzi
    Diurno e Notturno (Dittico)
    2 Olio su tela cm 48x32, firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
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    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.



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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Paolo Vincenzo Rizzetti
    orino 1872 - Bordighera (Porto Maurizio) 1922
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx P.Rizzetti
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Paolo Vincenzo Rizzetti Paolo Vincenzo Rizzetti
    orino 1872 - Bordighera (Porto Maurizio) 1922
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a sx P.Rizzetti


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  • Lotto 19  

    Via di paese

    Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 60x29 firmato in basso a sx A.Formis



    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
    Clicca per espandere



    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 19  

    Via di paese

    Achille Formis Achille Formis
    Napoli 1830 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 60x29 firmato in basso a sx A.Formis



    Achille Formis, nato Achille Befani l’15 settembre 1832 a Napoli e morto il 28 ottobre 1906 a Milano, fu un pittore italiano che seppe coniugare una formazione legata al canto lirico con una successiva e profonda dedizione alla pittura del paesaggio e delle vedute. In giovane età frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizialmente coltivò la carriera di basso nei teatri italiani sotto lo pseudonimo “Formis” — cognome materno — prima di dedicarsi definitivamente all’arte visiva negli anni Sessanta.
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    Trasferitosi a Milano, intraprese un nuovo percorso iscrivendosi all’Accademia di Brera e immergendosi nell’ambiente milanese del paesaggismo lombardo. In quegli anni avviò un intenso lavoro “dal vero” nelle campagne, lungo laghi e fiumi del Nord Italia, in cui emergeva la sua predilezione per la natura osservata direttamente: boschi, rive, laghi, ma anche ambienti orientali che aveva visitato durante viaggi in Egitto e Turchia. Questi soggiorni nel Levante gli permisero di introdurre nella sua pittura tematiche esotiche — villaggi arabi, scene turche, la luce nord-africana — che accrebbero la varietà del suo repertorio.

    Lo stile di Formis si caratterizza per un’adesione sincera al paesaggio, con pennellate spesso rapide e tattili, tavolozza luminosa ma equilibrata e composizioni che alternano vasti spazi aperti a dettagli di vita quotidiana. Pur non aderendo alle correnti più radicali del suo tempo, egli fu riconosciuto come figura di spicco del naturalismo lombardo, collaborando e dialogando con artisti quali Eugenio Gignous. Le sue opere testimoniano una capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo: il riflesso luminoso sul lago, la nebbia mattutina sulla pianura, il fascino orientale di una luce sconosciuta.

    Formis partecipò con regolarità alle Esposizioni nazionali di Belle Arti, mostre della Permanente di Milano e manifestazioni internazionali, ottenendo apprezzamento per la freschezza della visione e per la tecnica matura. Tra le sue opere più note si segnalano paesaggi sul lago di Varese, scene agricole mantovane e marine lagunari. Nell’ultimo periodo della sua carriera si fece più sottile nella stesura della materia e più audace nei tagli prospettici, pur restando fedele al suo linguaggio visivo sobrio e ben calibrato.

    Morì a Milano nel 1906.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Scena d'interno

    Enrico Castellaneta
    Gioia del Colle 1862 - Bari 1953
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Castellaneta

    Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura.
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura. Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 19  

    Scena d'interno

    Enrico Castellaneta Enrico Castellaneta
    Gioia del Colle 1862 - Bari 1953
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Castellaneta

    Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura.
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953Enrico Castellaneta nacque a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 27 maggio 1862, in una famiglia colta e benestante: il padre Vincenzo, architetto e sindaco della città, e la madre Maria Labriola, originaria di Altamura. Fin da giovanissimo mostrò una naturale inclinazione per il disegno, tanto che, nonostante le aspettative paterne di una carriera tecnica, scelse di dedicarsi alla pittura. Dopo aver frequentato le scuole tecniche di Altamura e l’Istituto Tecnico della sua città, decise di proseguire gli studi artistici a Napoli, allora uno dei centri più vivaci della pittura italiana.

    All’Accademia di Belle Arti partenopea seguì i corsi di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, dai quali apprese l’importanza dell’osservazione diretta e la sensibilità luminosa tipica della scuola napoletana. Nel 1891 esordì alla Promotrice di Napoli con alcune opere di genere e d’interni, tra cui In chiesa e Interno, che furono accolte positivamente dalla critica. Due anni più tardi ottenne il diploma di insegnante di disegno, affermandosi come pittore maturo e tecnico competente.

    A partire dal 1894 si trasferì a Capri, dove rimase per oltre un decennio. L’isola esercitò su di lui un fascino profondo: la luce, i colori e la vita quotidiana di quel luogo divennero temi centrali della sua arte. Durante questo periodo realizzò numerosi oli e acquerelli che raffigurano scorci mediterranei, paesaggi costieri e scene di vita popolare. Le sue opere, dal tono poetico e luminoso, furono acquistate da collezionisti italiani e stranieri, tra i quali lo scrittore russo Maksim Gorkij e l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp. La pittura di Castellaneta si arricchì in questi anni di una tavolozza più vibrante e di una pennellata libera, attenta alle variazioni atmosferiche e alla resa del colore naturale.

    Nel 1906 tornò a Gioia del Colle, dove si dedicò non solo alla pittura ma anche alla promozione culturale. Fondò una scuola di disegno e nel 1911 organizzò la “Mostra d’Arte Moderna” del Comune, contribuendo alla crescita artistica del territorio. In questo periodo la sua produzione si concentrò sui paesaggi pugliesi, sui mercati, sui vicoli assolati e sulla vita contadina, raccontati con una delicatezza cromatica che unisce rigore formale e sentimento.

    La sua arte, fedele alla tradizione figurativa ma aperta a influssi moderni, si distingue per il senso di armonia e per l’intima attenzione alla luce. Attraverso la pittura a olio, il pastello e l’acquerello, Castellaneta riuscì a esprimere una visione pacata e poetica del mondo, in cui la natura e l’uomo convivono in equilibrio.

    Enrico Castellaneta morì a Bari nel 1953.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Breuile Cervinia 1926

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 48x49 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 19  

    Breuile Cervinia 1926

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 48x49 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    La guardiana

    Michele De Simone
    Barletta (BA) 1893 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 24x19,5 firmato in basso a dx M.Simone
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 19  

    La guardiana

    Michele De Simone Michele De Simone
    Barletta (BA) 1893 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 24x19,5 firmato in basso a dx M.Simone


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 19  

    Cantiere 1920

    Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 24x29 siglato in basso a sx A.D.B 1920

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
    Clicca per espandere

    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 19  

    Cantiere 1920

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 24x29 siglato in basso a sx A.D.B 1920

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
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    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Campagna lombarda

    Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari



    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia con una solida tradizione artistica. Il padre, Cesare Ferrari, decoratore che aveva collaborato alla realizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II, introdusse il giovane Arturo al mondo dell'arte.
    Clicca per espandere

    I primi passi della sua formazione avvennero nello studio del pittore Mosè Bianchi da Lodi.

    Dal 1877 al 1884, Ferrari frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Durante questo periodo, si distinse anche nella scuola di prospettiva, vincendo premi per la copia dal monumento nel 1878-79 e nel 1880. Nel 1884, con il dipinto "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", ottenne il prestigioso premio Fumagalli. Parallelamente, frequentò lo studio di Gerolamo Induno, dal quale assimilò un gusto bozzettistico e un approccio sentimentale alla pittura, rimanendo fedele alla tradizione romantica del primo Ottocento lombardo.

    Fin dagli esordi, Ferrari si dedicò quasi esclusivamente alla veduta architettonica di monumenti e angoli caratteristici di Milano. Seguendo la tradizione iconografica iniziata da Giovanni Migliara e Angelo Inganni, e proseguita da Luigi Bisi, professore di prospettiva a Brera, Ferrari si affermò come uno dei principali interpreti della "vecchia Milano". La sua opera si caratterizza per una rievocazione poetica e sentimentale della città, soprattutto durante il periodo di radicale trasformazione urbanistica a cavallo tra Ottocento e Novecento.

    Artista prolifico, Ferrari fu presente alle principali esposizioni artistiche fino al 1932, anno della sua morte. Ottenne numerosi riconoscimenti ufficiali e godette di un notevole successo di pubblico, nonché dell'apprezzamento della critica conservatrice. Tra le sue opere più significative si annoverano "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", esposto alla Prima Quadriennale di Torino nel 1902, e "Cortile dell'ex convento di Santa Maria delle Grazie in Milano". Molte delle sue opere sono conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.
    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 20  

    Campagna lombarda

    Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari



    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia con una solida tradizione artistica. Il padre, Cesare Ferrari, decoratore che aveva collaborato alla realizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II, introdusse il giovane Arturo al mondo dell'arte.
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    I primi passi della sua formazione avvennero nello studio del pittore Mosè Bianchi da Lodi.

    Dal 1877 al 1884, Ferrari frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Durante questo periodo, si distinse anche nella scuola di prospettiva, vincendo premi per la copia dal monumento nel 1878-79 e nel 1880. Nel 1884, con il dipinto "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", ottenne il prestigioso premio Fumagalli. Parallelamente, frequentò lo studio di Gerolamo Induno, dal quale assimilò un gusto bozzettistico e un approccio sentimentale alla pittura, rimanendo fedele alla tradizione romantica del primo Ottocento lombardo.

    Fin dagli esordi, Ferrari si dedicò quasi esclusivamente alla veduta architettonica di monumenti e angoli caratteristici di Milano. Seguendo la tradizione iconografica iniziata da Giovanni Migliara e Angelo Inganni, e proseguita da Luigi Bisi, professore di prospettiva a Brera, Ferrari si affermò come uno dei principali interpreti della "vecchia Milano". La sua opera si caratterizza per una rievocazione poetica e sentimentale della città, soprattutto durante il periodo di radicale trasformazione urbanistica a cavallo tra Ottocento e Novecento.

    Artista prolifico, Ferrari fu presente alle principali esposizioni artistiche fino al 1932, anno della sua morte. Ottenne numerosi riconoscimenti ufficiali e godette di un notevole successo di pubblico, nonché dell'apprezzamento della critica conservatrice. Tra le sue opere più significative si annoverano "Interno della chiesa di Sant'Antonio a Milano", esposto alla Prima Quadriennale di Torino nel 1902, e "Cortile dell'ex convento di Santa Maria delle Grazie in Milano". Molte delle sue opere sono conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano.
    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36,5x62 firmato in basso a dx A.Preda.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 20  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36,5x62 firmato in basso a dx A.Preda.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Vaso di fiori

    Giuseppe Casciaro
    Ortello 1863 -

    Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici.
    Clicca per espandere

    Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre. Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici. Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre.
    Giuseppe Casciaro morì a Napoli nel 1945.


    Olio su tela cm 23,8x31,3 firmato in basso a sx G.Casciaro datato 30 Giugno 22
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 20  

    Vaso di fiori

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortello 1863 -

    Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici.
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    Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre. Giuseppe Casciaro nacque il 9 marzo 1863 a Ortelle, un piccolo comune della Puglia. Rimasto orfano da giovane, fu accolto dallo zio sacerdote, che gli permise di frequentare il liceo classico, ma la sua passione per l'arte lo portò presto verso gli studi pittorici. Si iscrisse alla scuola di disegno di Paolo Emilio Stasi a Spongano, che riconobbe il suo talento e lo indirizzò a frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. A Napoli, studiò sotto la guida di Gioacchino Toma e dello scultore Stanislao Lista, ma fu l'incontro con Francesco Paolo Michetti a segnare un punto di svolta nella sua carriera, insegnandogli a usare il pastello.

    Il suo debutto artistico avvenne nel 1887 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli, dove espose undici paesaggi che gli valsero lodi e riconoscimenti. Da quel momento, partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Palermo, Roma, Torino, Milano, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna. Nel 1893, al Salon de Paris, vinse una medaglia d'oro, consolidando la sua fama. Tra il 1895 e il 1932, Casciaro partecipò quasi senza interruzione alla Biennale di Venezia, dove il suo talento fu ampiamente apprezzato.

    Nel 1906, presentò un ciclo di opere intitolato "Castro e dintorni" all'Esposizione internazionale di Milano, suscitando l'interesse della famiglia reale. La regina Elena, appassionata di pittura, lo nominò suo maestro, un riconoscimento che accrebbe ulteriormente la sua notorietà. Oltre alla pittura, Casciaro si dedicò all'insegnamento, ricoprendo ruoli accademici e contribuendo alla formazione di numerosi giovani artisti. Nel 1929 fu candidato alla Reale Accademia d'Italia, un altro traguardo significativo nella sua carriera.

    Nel 1934, partecipò alla mostra d'arte coloniale di Napoli, avendo l'opportunità di recarsi in Libia per realizzare un ciclo di opere ispirato a quelle terre.
    Giuseppe Casciaro morì a Napoli nel 1945.


    Olio su tela cm 23,8x31,3 firmato in basso a sx G.Casciaro datato 30 Giugno 22


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Carrozze e Cavalli

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9x22 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 20  

    Carrozze e Cavalli

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9x22 firmato in basso a sx Albertis


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
    Clicca per espandere

    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.



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  • Lotto 20  

    Colline veronesi

    Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 18,5x30,5 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 20  

    Colline veronesi

    Orazio Pigato Orazio Pigato
    Reggio Calabria 1896 - Verona 1966
    Olio su cartone cm 18,5x30,5 firmato in basso a dx Pigato

    Orazio Pigato nacque a Reggio Calabria il 6 marzo 1896 e si spense a Verona il 27 giugno 1966. Dopo essersi trasferito a Verona in giovane età, frequentò l'Accademia Cignaroli, dove sviluppò una forte passione per la pittura.
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    La sua carriera artistica iniziò nel 1918, quando partecipò a una mostra collettiva al Museo Civico di Verona. L'anno seguente, prese parte alla Quadriennale di Torino con l'opera "Mattino", segnando uno dei primi successi espositivi. Nel 1922, fu presente alla XIII Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia con il dipinto "Mattino d'inverno".

    La sua pittura si caratterizza per l'uso di colori vivaci e una rappresentazione sensibile della luce, elementi che conferiscono alle sue opere una particolare vivacità. Pigato trasse ispirazione da vari artisti, tra cui i veronesi Sartorari e Semeghini, ma anche da pittori francesi come Marquet, Sisley, Pissarro, e Corot, per i quali nutriva una profonda ammirazione.

    Nel 1935, oltre alla sua attività pittorica, Pigato iniziò a insegnare alla Regia Scuola d'Arte di Verona, oggi Liceo Artistico Boccioni-Nani, contribuendo così al panorama culturale veronese. Le sue opere, apprezzate per l'originalità e il contributo significativo all'arte italiana del XX secolo, sono state oggetto di numerosi successi nelle aste pubbliche, continuando a suscitare interesse nel mercato dell'arte.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx Vittore Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
    Clicca per espandere

    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx Vittore Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
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    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Vaso di fiori

    Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 58,5x44,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle 1940.
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 20  

    Vaso di fiori

    Noel Quintavalle Noel Quintavalle
    Ferrara 1893 - Alassio 1975
    Olio su tela cm 58,5x44,5 firmato in basso a sx Noel Quintavalle 1940.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Ragazza Veneziana

    Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a dx S.N.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 20  

    Ragazza Veneziana

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a dx S.N.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a dx C.Besana
    STIMA min € 700 - max € 900

    Camillo Besana Camillo Besana
    Malesco (VB) 1887 - 1941
    Olio su tavola cm 10,5x17 firmato in basso a dx C.Besana


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Nel pascolo

    Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 75x50 firmato in basso a dx E.Gignous.

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
    Clicca per espandere



    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 20  

    Nel pascolo

    Eugenio Gignous Eugenio Gignous
    Milano 1850 - Stresa (VB) 1906
    Olio su tela cm 75x50 firmato in basso a dx E.Gignous.

    Eugenio Gignous nacque a Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, un commerciante di seta originario del Delfinato, e da Maria Taveggia Brizzolara, milanese. Fin da giovane manifestò una spiccata inclinazione per il disegno, che lo portò a iscriversi nel 1864 all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequentò la scuola di ornato e successivamente quella di paesaggio sotto la guida di Luigi Riccardi e Gaetano Fasanotti .
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    Durante gli anni di formazione, Gignous entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo amicizia con artisti come Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Queste frequentazioni influenzarono il suo stile, portandolo a sperimentare una pittura en plein air caratterizzata da una vivace resa cromatica e da una ricerca sugli effetti della luce .

    Nel 1870 esordì alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con l'opera "Lavandaie della Magolfa". Negli anni successivi, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio, realizzando vedute delle campagne lombarde e piemontesi, spesso in compagnia di amici artisti come Luigi Rossi e Achille Tominetti .

    Verso la fine degli anni settanta, Gignous si orientò verso un naturalismo più marcato, influenzato dalle ricerche di Filippo Carcano. Insieme a quest'ultimo, nel 1879, iniziò a dipingere sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone e della Val d'Ossola .

    Nel 1887 si trasferì con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequentò l'ambiente culturale del Lago Maggiore e continuò a ritrarre paesaggi montani e lacustri. In questo periodo, aprì uno studio frequentato da giovani allieve, tra cui Camilla Bellorini e Maria Zinelli .

    Gignous partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui l'Esposizione nazionale di Milano del 1881, l'Esposizione di Roma del 1883 e la I Esposizione internazionale di Venezia del 1895. Alcune sue opere furono acquistate dal re Umberto I e dal Ministero della Pubblica Istruzione .

    Colpito da un tumore alla gola, Eugenio Gignous morì a Stresa il 30 agosto 1906.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Covoni di fieno

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 69,5x99,5 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 20  

    Covoni di fieno

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 69,5x99,5 firmato in basso a dx O.Albertini


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Baita fiorita

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 45,5x32,5 firmato in basso a dx Foggia
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 20  

    Baita fiorita

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 45,5x32,5 firmato in basso a dx Foggia


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Riva di Ripetta Roma

    Luigi Bisi
    Milano 1814 - 1886
    Olio su tela cm 41x54 firmato in basso a sx Bisi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 20  

    Riva di Ripetta Roma

    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - 1886
    Olio su tela cm 41x54 firmato in basso a sx Bisi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giorgio Luxardo
    Livorno 1932 -
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx G.Luxardo
    STIMA min € 400 - max € 500

    Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1932 -
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx G.Luxardo


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Mercatino a Palermo

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 23x21 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 20  

    Mercatino a Palermo

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 23x21 firmato in basso a dx G.Menato


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Sulla spiaggia di Bordighera
    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Sulla spiaggia di Bordighera


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  • Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Temporale
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Temporale


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  • Lotto 20  

    Preghiera

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Pastello su carta cm 46,5x74 firmato in basso a sx G.Sottocornola
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 20  

    Preghiera

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Pastello su carta cm 46,5x74 firmato in basso a sx G.Sottocornola


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Contadini

    Niccolo Cannicci
    Firenze 1846 - 1906
    Olio su tavola cm 28x46,5 firmato in basso a sx Cannicci
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 20  

    Contadini

    Niccolo Cannicci Niccolo Cannicci
    Firenze 1846 - 1906
    Olio su tavola cm 28x46,5 firmato in basso a sx Cannicci


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x33,5 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 20  

    Mercato a Torino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 22,5x33,5 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 20  

    Colori d'autunno

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 45x43 firmato in basso a dx L.Tommasi
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 20  

    Colori d'autunno

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 45x43 firmato in basso a dx L.Tommasi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    1915

    Cesare Fratino
    Milano 1886 -1969
    Mattino a Druogno, Val Vigezzo
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 20  

    1915

    Cesare Fratino Cesare Fratino
    Milano 1886 -1969
    Mattino a Druogno, Val Vigezzo


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  • Lotto 20  

    Rosengarten

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 83x98 firmato in basso a dx A.Lupo
    STIMA min € 14000 - max € 15000

    Lotto 20  

    Rosengarten

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tela cm 83x98 firmato in basso a dx A.Lupo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Costa Ligure

    Cesare Bentivoglio
    Genova 1868-1952
    Olio su tela cm 14,5x27 firmato in basso a sx C.Bentivoglio
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 20  

    Costa Ligure

    Cesare Bentivoglio Cesare Bentivoglio
    Genova 1868-1952
    Olio su tela cm 14,5x27 firmato in basso a sx C.Bentivoglio


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Mattino in Laguna

    Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su masonite cm 29,5x50 firmato in basso a destra A.E.Campestrini
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 20  

    Mattino in Laguna

    Alcide Ernesto Campestrini Alcide Ernesto Campestrini
    Milano 1897 - 1983
    Olio su masonite cm 29,5x50 firmato in basso a destra A.E.Campestrini


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  • Lotto 20  

    La botte

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Albertini
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 20  

    La botte

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx O.Albertini


    14 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Canal Grande a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Zeno
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 20  

    Canal Grande a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Zeno


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 20  

    Varese

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 20  

    Varese

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su tavola cm 14x22 firmato in basso a dx C.Vittori
    STIMA min € 400 - max € 500

    Carlo Vittori Carlo Vittori
    Cremona 1881 - 1943
    Olio su tavola cm 14x22 firmato in basso a dx C.Vittori


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  • Lotto 20  

    Cervino al tramonto

    Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su tavola cm 39,5x50,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Anna Nascimbene Tallone è stata una pittrice italiana. Si formò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia e successivamente all'Accademia di Brera a Milano, dove conseguì il diploma.
    Clicca per espandere

    A partire dal 1923, partecipò alle principali mostre d'arte italiane, ottenendo riconoscimenti per la sua poetica di suggestione femminile. Ha tenuto personali in città come Genova, Milano, Parma e Torino, oltre che in Argentina. Sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Roma.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 20  

    Cervino al tramonto

    Anna Tallone Anna Tallone
    Casteggio 1901 - 1961 Pavia
    Olio su tavola cm 39,5x50,5 firmato in basso a dx C.Tallone

    Anna Nascimbene Tallone è stata una pittrice italiana. Si formò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia e successivamente all'Accademia di Brera a Milano, dove conseguì il diploma.
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    A partire dal 1923, partecipò alle principali mostre d'arte italiane, ottenendo riconoscimenti per la sua poetica di suggestione femminile. Ha tenuto personali in città come Genova, Milano, Parma e Torino, oltre che in Argentina. Sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Roma.



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  • Lotto 20  

    Filando la lana

    Luigi Arbarello
    Borgaro, 1860 - Torino, 1923
    Olio su tela cm 81,5x111 firmato in basso a dx L.Arbarello

    Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923,Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato. Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923.

    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 20  

    Filando la lana

    Luigi Arbarello Luigi Arbarello
    Borgaro, 1860 - Torino, 1923
    Olio su tela cm 81,5x111 firmato in basso a dx L.Arbarello

    Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato.
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    Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923,Luigi Arbarello nacque a Borgaro Torinese nel 1860. Inizialmente intraprese gli studi giuridici e ottenne una laurea in legge, esercitando per un breve periodo la professione di avvocato. Tuttavia, parallelamente coltivava la passione per la pittura e, sentendosi sempre più attratto dall’arte, decise di dedicarsi completamente alla vita artistica.

    Avviato lo studio della pittura all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Giacomo Grosso, Arbarello volle ampliare i propri orizzonti formativi con viaggi nelle capitali europee: soggiornò a Parigi e a Londra, visitò mostre internazionali e assorbì stimoli dal panorama artistico continentale. Questo percorso contribuì a plasmare il suo stile, che si fece via via riconoscibile nel paesaggismo.

    Arbarello si affermò soprattutto come pittore di paesaggio, concentrandosi sulle valli alpine piemontesi, sul lago d’Orta e sulle vedute di Chioggia e Venezia. Alle esposizioni torinesi partecipò con opere quali Dintorni di Torino e Piove sul lago d’Orta, presentate alla Mostra Generale di Torino nel 1884. L’artista espose anche all’estero, tra cui Vienna, nel 1887, consolidando la propria presenza nel panorama ottocentesco italiano. Nelle sue opere emerge una sensibilità per la luce, l’atmosfera e la quiete del paesaggio, che egli tradusse con una pittura misurata, attenta ai riflessi sull’acqua, ai colori della sera e alle figure spesso integrate negli scorci naturali.

    Pur restando lontano dalle correnti più radicali del suo tempo, Arbarello seppe dare alla tradizione del paesaggio piemontese un’impronta personale, combinando rigore descrittivo e accenti lirici. La sua carriera, sebbene non ampiamente documentata nei dettagli, dimostra un impegno costante nell’osservazione del territorio e nella resa pittorica del "vero". Morì a Torino nel 1923.



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  • Lotto 20  

    Chiaro di luna

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 37x49 firmato in basso a dx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 20  

    Chiaro di luna

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 37x49 firmato in basso a dx C.Tagliabue

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
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    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • Lotto 20  

    Paese in Val d'Aosta

    Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 20  

    Paese in Val d'Aosta

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alice Galizzi
    Non ho nulla da nascondere
    Tecnica mista su tela cm 54x46 firmato al retro


    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
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    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Alice Galizzi Alice Galizzi
    Non ho nulla da nascondere
    Tecnica mista su tela cm 54x46 firmato al retro


    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
    Clicca per espandere


    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.



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    Lotto invenduto, clicca sul tasto per visualizzare i dettagli ed acquistare
  • Lotto 21  

    Pescatori in Laguna

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 21  

    Pescatori in Laguna

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Pagan


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Stefano Bersani
    Melegnano (MI) 1872 - Lora (CO) 1914
    Olio su tela cm 46x60 firmato in basso a sx S.Bersani
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Stefano Bersani Stefano Bersani
    Melegnano (MI) 1872 - Lora (CO) 1914
    Olio su tela cm 46x60 firmato in basso a sx S.Bersani


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  • Lotto 21  

    Nell'aia

    Giovanni Borgonovo
    Milano 1881-1975
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a dx G.Borgonovo
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 21  

    Nell'aia

    Giovanni Borgonovo Giovanni Borgonovo
    Milano 1881-1975
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a dx G.Borgonovo


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  • Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 18x29 firmato in basso a dx Brugnoli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su cartone cm 18x29 firmato in basso a dx Brugnoli


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Il bagno sul fiume

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tavola cm 25,5x39,5 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 21  

    Il bagno sul fiume

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tavola cm 25,5x39,5 firmato in basso a dx S.Poma


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  • Lotto 21  

    Verso sera

    Guido Meineri
    Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944
    Olio su tela cm 74x84,5 firmato in basso a dx G.Meineri
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 21  

    Verso sera

    Guido Meineri Guido Meineri
    Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944
    Olio su tela cm 74x84,5 firmato in basso a dx G.Meineri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 49x70 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 49x70 firmato in basso a dx I.Mus


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx A.Beisone
    STIMA min € 500 - max € 600

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx A.Beisone


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Il vestito bianco

    Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 64x31 firmato in basso a sx L.Nono
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 21  

    Il vestito bianco

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 64x31 firmato in basso a sx L.Nono


    10 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luigi Conconi
    Milano 1852 - Milano 1917
    Olio su tela cm 48x122 - 32.5x13.5 32x74 33x13.5 firmato in basso a dx Conconi
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Luigi Conconi Luigi Conconi
    Milano 1852 - Milano 1917
    Olio su tela cm 48x122 - 32.5x13.5 32x74 33x13.5 firmato in basso a dx Conconi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Riccardo Salvadori
    Piacenza 1866 - Milano 1927
    Contadinella sull'albero
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Riccardo Salvadori Riccardo Salvadori
    Piacenza 1866 - Milano 1927
    Contadinella sull'albero


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Paesaggio a Creys

    Antonio Fontanesi
    Reggio nell'Emilia 1818 - Torino 1882
    Paesaggio a Creys
    STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lotto 21  

    Paesaggio a Creys

    Antonio Fontanesi Antonio Fontanesi
    Reggio nell'Emilia 1818 - Torino 1882
    Paesaggio a Creys


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Foro Trajano

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 42x48 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 21  

    Foro Trajano

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 42x48 firmato in basso a dx G.Menato


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Piero Vaccari
    Livorno 1926-1997
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx
    STIMA min € 400 - max € 500

    Piero Vaccari Piero Vaccari
    Livorno 1926-1997
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Camillo Cima
    Milano 1827 - Milano 1908
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx C.Cima
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Camillo Cima Camillo Cima
    Milano 1827 - Milano 1908
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx C.Cima


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  • Lotto 21  

    Cure Materne

    Nello Alessandrini
    Empoli 1885 - Firenze 1957
    Olio su tela cm 71x70,5 firmato in basso a sx N.Alessandrini
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 21  

    Cure Materne

    Nello Alessandrini Nello Alessandrini
    Empoli 1885 - Firenze 1957
    Olio su tela cm 71x70,5 firmato in basso a sx N.Alessandrini


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  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x32 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 48x32 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 21  

    L'isola dei Pescatori

    Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a dx G.Legora.

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
    Clicca per espandere



    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 21  

    L'isola dei Pescatori

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a dx G.Legora.

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Ultima neve

    Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tavola cm 23,5x34 firmato in basso a dx Carlo Casanova
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 21  

    Ultima neve

    Carlo Casanova Carlo Casanova
    Crema (CR) 1871 - Quarna Sotto (NO) 1950
    Olio su tavola cm 23,5x34 firmato in basso a dx Carlo Casanova


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Passeggiata

    Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Acquarello su carta cm 42x21 firmato in basso a sx F.Fabbi
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 21  

    Passeggiata

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Acquarello su carta cm 42x21 firmato in basso a sx F.Fabbi


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  • Lotto 21  

    Gioie familiari

    Luigi Zuccoli
    Milano 1815 - 1876
    Olio su tavola cm 35x49 firmato in basso a dx L.Zuccoli.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 21  

    Gioie familiari

    Luigi Zuccoli Luigi Zuccoli
    Milano 1815 - 1876
    Olio su tavola cm 35x49 firmato in basso a dx L.Zuccoli.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Vele a Venezia

    Beppe Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone e tavola cm 8,5x15,8 firmato in basso a dx

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
    Clicca per espandere

    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 21  

    Vele a Venezia

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su cartone e tavola cm 8,5x15,8 firmato in basso a dx

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin )
    Verona 1813 - 1871
    Olio su cartone cm 18,5x28,5 firmato in basso a dx Carlo Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
    Clicca per espandere


    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo.
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo.
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.

    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin ) Carlo Ferrari ( detto il Ferrarin )
    Verona 1813 - 1871
    Olio su cartone cm 18,5x28,5 firmato in basso a dx Carlo Ferrari

    Carlo Ferrari, noto come il Ferrarin, nacque a Verona il 30 settembre 1813 e vi morì il 28 gennaio 1871. Figlio di Francesco Ferrari, stampatore di stoffe, e di Elisabetta Marziali, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Verona, dove sviluppò una particolare predilezione per la pittura di vedute urbane.
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    Il suo debutto avvenne nel 1837, quando partecipò a una mostra all'Accademia di Verona presentando una serie di vedute della città arricchite da scene di genere ispirate alla pittura fiamminga. Queste opere riscossero un notevole successo, consolidando la sua reputazione come abile vedutista. Nel corso degli anni successivi, Ferrari partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle di Venezia nel 1839, Brescia nel 1840 e Milano nel 1844, affermandosi come uno dei principali pittori veronesi del periodo.
    Grazie al suo talento, ottenne importanti commissioni da parte della nobiltà locale e degli ufficiali austriaci di stanza a Verona. Un incontro significativo fu quello con il feldmaresciallo Radetzky, che apprezzò le sue opere raffiguranti la laguna veneziana, contribuendo ad ampliare la sua clientela internazionale. La sua fama raggiunse l'apice intorno al 1851, quando l'imperatore Francesco Giuseppe visitò il suo studio, garantendogli riconoscimenti a livello europeo.
    Nella fase finale della sua carriera, Ferrari si dedicò alla pittura e all'incisione, specializzandosi nell'interpretazione delle opere rinascimentali. Collaborò strettamente con il collezionista veronese Cesare Bernasconi, approfondendo la sua conoscenza dell'arte antica. Morì a Verona nel 1871.



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  • Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
    Clicca per espandere

    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Giovanni Zoccatelli Giovanni Zoccatelli
    Verona 1866 - 1892
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in basso a dx Zoccatelli

    Giovanni Zoccatelli nacque a Verona nel 1866 e morì prematuramente nel 1892. Allievo dell'Accademia Cignaroli, fu influenzato dal realismo pittorico di Giacomo Favretto e Napoleone Nani.
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    La sua arte si distingue per l'attenzione al mondo rurale veronese, come evidenziato nel dipinto "Il capitale di Rosa" del 1891, dove una figura femminile si fonde con la campagna, esprimendo un'intima quotidianità agreste. Le sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona.



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  • Lotto 21  

    Carrozza al Galoppo

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9,5x13 firmato in basso a sx Albertis
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 21  

    Carrozza al Galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Acquarello su carta cm 9,5x13 firmato in basso a sx Albertis


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 30x54,5 firmato in basso sul sasso a dx G.Fasanotti.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 30x54,5 firmato in basso sul sasso a dx G.Fasanotti.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Il brigante

    Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Olio su rame cm 36x25,5 firmato in basso a sx Angelo Inganni



    Angelo Inganni nacque a Brescia il 24 novembre 1807 in una famiglia di artisti: il padre, Giovanni Battista Bartolomeo, era un pittore di prospettiva, e anche i suoi fratelli intrapresero la carriera pittorica. Fin da giovane, Angelo fu avviato alla pittura nella bottega paterna, collaborando alla realizzazione di opere a soggetto sacro destinate alle chiese della campagna bresciana.
    Clicca per espandere



    Nel 1827 fu chiamato alle armi e assegnato al battaglione Cacciatori a Milano. Durante il servizio militare, nei momenti di libertà, si dedicava alla pittura di vedute, attirando l'attenzione del maresciallo Radetzky, che gli commissionò un ritratto. Impressionato dal talento di Inganni, Radetzky lo esonerò dal servizio militare e favorì la sua iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giovanni Migliara e Francesco Hayez.

    A partire dal 1834, Inganni partecipò regolarmente alle esposizioni dell'Accademia di Brera, presentando vedute urbane di Milano caratterizzate da un realismo dettagliato e da una vivace animazione delle scene quotidiane. Le sue opere, che ritraevano con precisione architettonica e attenzione ai particolari la vita cittadina, riscossero grande successo presso il pubblico e la critica, portandolo a ricevere commissioni da parte della nobiltà e della borghesia del Lombardo-Veneto, nonché da Vienna.

    Negli anni Quaranta del XIX secolo, Inganni tornò frequentemente a Brescia, dove espose le sue opere presso l'Ateneo locale. Durante i soggiorni a Gussago, ospite del mecenate Paolo Richiedei, si ispirò alla vita contadina, realizzando dipinti che raffiguravano scene rurali con un tocco di realismo e sensibilità.

    Tra il 1845 e il 1865, Inganni si dedicò alla decorazione di importanti edifici religiosi a Milano, affrescando la lunetta esterna della porta centrale della chiesa di San Marco con l'opera "San Marco evangelista" e la cupola della chiesa di San Carlo al Corso con la "Gloria di San Carlo e I quattro Evangelisti".

    Dopo la morte della prima moglie, si trasferì definitivamente a Gussago, dove sposò la sua allieva e pittrice francese Amanzia Guérillot. Insieme, vissero presso l'ex convento domenicano della Santissima, continuando a dipingere e collaborando in alcune opere.

    Nel 1853 partecipò a un'esposizione a Parigi, e nel 1874 fu nuovamente presente alle mostre milanesi con vedute di Milano e Brescia. Due mesi prima della sua morte, avvenuta a Gussago il 2 dicembre 1880, scrisse un'autobiografia per difendersi dalle accuse di essere un "austriacante", dovute al suo passato di pittore al servizio dell'alta gerarchia militare austriaca.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 21  

    Il brigante

    Angelo Inganni Angelo Inganni
    Brescia 1807 - Gussago BS 1880
    Olio su rame cm 36x25,5 firmato in basso a sx Angelo Inganni



    Angelo Inganni nacque a Brescia il 24 novembre 1807 in una famiglia di artisti: il padre, Giovanni Battista Bartolomeo, era un pittore di prospettiva, e anche i suoi fratelli intrapresero la carriera pittorica. Fin da giovane, Angelo fu avviato alla pittura nella bottega paterna, collaborando alla realizzazione di opere a soggetto sacro destinate alle chiese della campagna bresciana.
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    Nel 1827 fu chiamato alle armi e assegnato al battaglione Cacciatori a Milano. Durante il servizio militare, nei momenti di libertà, si dedicava alla pittura di vedute, attirando l'attenzione del maresciallo Radetzky, che gli commissionò un ritratto. Impressionato dal talento di Inganni, Radetzky lo esonerò dal servizio militare e favorì la sua iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò sotto la guida di Giovanni Migliara e Francesco Hayez.

    A partire dal 1834, Inganni partecipò regolarmente alle esposizioni dell'Accademia di Brera, presentando vedute urbane di Milano caratterizzate da un realismo dettagliato e da una vivace animazione delle scene quotidiane. Le sue opere, che ritraevano con precisione architettonica e attenzione ai particolari la vita cittadina, riscossero grande successo presso il pubblico e la critica, portandolo a ricevere commissioni da parte della nobiltà e della borghesia del Lombardo-Veneto, nonché da Vienna.

    Negli anni Quaranta del XIX secolo, Inganni tornò frequentemente a Brescia, dove espose le sue opere presso l'Ateneo locale. Durante i soggiorni a Gussago, ospite del mecenate Paolo Richiedei, si ispirò alla vita contadina, realizzando dipinti che raffiguravano scene rurali con un tocco di realismo e sensibilità.

    Tra il 1845 e il 1865, Inganni si dedicò alla decorazione di importanti edifici religiosi a Milano, affrescando la lunetta esterna della porta centrale della chiesa di San Marco con l'opera "San Marco evangelista" e la cupola della chiesa di San Carlo al Corso con la "Gloria di San Carlo e I quattro Evangelisti".

    Dopo la morte della prima moglie, si trasferì definitivamente a Gussago, dove sposò la sua allieva e pittrice francese Amanzia Guérillot. Insieme, vissero presso l'ex convento domenicano della Santissima, continuando a dipingere e collaborando in alcune opere.

    Nel 1853 partecipò a un'esposizione a Parigi, e nel 1874 fu nuovamente presente alle mostre milanesi con vedute di Milano e Brescia. Due mesi prima della sua morte, avvenuta a Gussago il 2 dicembre 1880, scrisse un'autobiografia per difendersi dalle accuse di essere un "austriacante", dovute al suo passato di pittore al servizio dell'alta gerarchia militare austriaca.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    L'intravisto

    Alice Galizzi
    L'intravisto
    Tecnica mista su tela cm 45x45 firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
    Clicca per espandere


    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 21  

    L'intravisto

    Alice Galizzi Alice Galizzi
    L'intravisto
    Tecnica mista su tela cm 45x45 firmato al retro

    Alice Galizzi nasce a Bergamo il 17 gennaio 2000. Frequenta prima il liceo
    artistico statale di Bergamo Giacomo e Pio Manzù, e successivamente
    l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano in cui attualmente è iscritta al biennio
    di pittura.
    Clicca per espandere


    Dal 2023 inizia a partecipare ed esporre in diverse mostre sul territorio italiano:
    VII Premio Arte Acqua dell’Elba, Portoferraio (LI), 2023; VI Premio Equita,
    Milano (MI), 2024; Arte e design. Design è arte/HYPERDESIGN MAGA,
    Gallarate (VA), 2024; Luce, occhio, visione, Milano (MI), 2024; Superficies-quarta parete, Milano (MI), 2024; Alt_ra, Milano (MI), 2024-25; Quotidianità
    deposte, Milano (MI), 2025.
    La ricerca pittorica di Galizzi muove i primi passi dal reale e dalla cattura
    fotografica di elementi architettonici strutturali come palazzi, sedie e tavoli le
    cui forme vengono decantate e riportate su tela in sagome piatte e
    geometriche. Alle campiture di colore vengono accostate a pennellate più
    gestuali, texture e trasparenze che sottolineano l’ex natura tridimensionale degli
    oggetti annullandola. In un infinito gioco di rimbalzi, l’occhio si muove incerto
    sulla superficie della tela incapace di percepire nella sua totalità la profondità
    della rappresentazione.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Mario Lisa
    Torino 1908 - 1992
    Olio su tela cm 55,5x58 firmato in basso a sx Lisa
    STIMA min € 700 - max € 800

    Mario Lisa Mario Lisa
    Torino 1908 - 1992
    Olio su tela cm 55,5x58 firmato in basso a sx Lisa


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Ritorno dal lavoro

    Clemente Pugliese Levi
    Vercelli 1855 - Milano 1936
    Olio su tela cm 102x74 firmato in basso a dx C.Levi



    Clemente Pugliese Levi nacque a Vercelli nel 1855, in una famiglia della borghesia piemontese che lo avviò agli studi classici; inizialmente si iscrisse all’Università nella Facoltà di Scienze Naturali, ma dopo poco scelse di dedicarsi completamente all’arte, trasferendosi a Torino e frequentando l’Accademia Albertina di Belle Arti. Il suo primo maestro fu Enrico Gamba, cui fece seguito l’incontro decisivo con Antonio Fontanesi, figura centrale della pittura di paesaggio piemontese, che divenne per lui riferimento e amico.
    Clicca per espandere



    Negli anni Ottanta del XIX secolo Pugliese Levi cominciò a partecipare regolarmente a esposizioni d’arte a Torino, a Milano, a Venezia e altrove; nel contempo avviò viaggi artistici in Europa, toccando Parigi e restando in contatto con le suggestioni dell’impressionismo francese, senza tuttavia tradire la lezione italiana del paesaggio e del naturalismo. Gradualmente la sua pittura mutò da soggetti di genere e rappresentazioni più accademiche – come mercati o figure rurali – verso una riflessione più poetica della natura: i prati allagati, i canali irrigui della pianura vercellese, i riflessi dell’acqua, le stagioni luminose diventarono soggetti ricorrenti della sua tela.

    Lo stile di Pugliese Levi riflette una fusione di sensibilità: da un lato la tradizione del paesaggismo piemontese, dall’altro una attenzione più moderna alla luce, all’atmosfera e al colore. Le sue opere sono note per i verdi intensi dei prati, i toni grigi e azzurri dell’acqua, la linea dell’orizzonte che si dilata e invita lo sguardo a perdersi. Un dipinto celebre di quel periodo, “Una marcita”, lo consacrò: in esso la campagna irrigata diventa motivo di meditazione e non solo di descrizione. Con ciò gli fu attribuito il soprannome di “pittore del prato e dell’acqua”.

    Nel 1906 si trasferì a Milano dove rimase a lungo, soggiornando spesso anche nelle valli alpine, sul Lago d’Orta, a Macugnaga e Courmayeur; i paesaggi montani e lacustri arricchirono il suo repertorio artistico. In quegli anni adottò soluzioni più libere, proponendo pennellate più rapide e una luce più vibrante, senza tuttavia abbandonare la figura o la figurazione. Continuò a esporre fino agli anni Venti, quando l’età cominciò a ridurre la sua attività; tenne una grande antologica a Milano attorno al 1933, e l’ultima traccia della sua presenza pubblica risale al 1935.

    Morì a Milano l’8 luglio 1936.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 21  

    Ritorno dal lavoro

    Clemente Pugliese Levi Clemente Pugliese Levi
    Vercelli 1855 - Milano 1936
    Olio su tela cm 102x74 firmato in basso a dx C.Levi



    Clemente Pugliese Levi nacque a Vercelli nel 1855, in una famiglia della borghesia piemontese che lo avviò agli studi classici; inizialmente si iscrisse all’Università nella Facoltà di Scienze Naturali, ma dopo poco scelse di dedicarsi completamente all’arte, trasferendosi a Torino e frequentando l’Accademia Albertina di Belle Arti. Il suo primo maestro fu Enrico Gamba, cui fece seguito l’incontro decisivo con Antonio Fontanesi, figura centrale della pittura di paesaggio piemontese, che divenne per lui riferimento e amico.
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    Negli anni Ottanta del XIX secolo Pugliese Levi cominciò a partecipare regolarmente a esposizioni d’arte a Torino, a Milano, a Venezia e altrove; nel contempo avviò viaggi artistici in Europa, toccando Parigi e restando in contatto con le suggestioni dell’impressionismo francese, senza tuttavia tradire la lezione italiana del paesaggio e del naturalismo. Gradualmente la sua pittura mutò da soggetti di genere e rappresentazioni più accademiche – come mercati o figure rurali – verso una riflessione più poetica della natura: i prati allagati, i canali irrigui della pianura vercellese, i riflessi dell’acqua, le stagioni luminose diventarono soggetti ricorrenti della sua tela.

    Lo stile di Pugliese Levi riflette una fusione di sensibilità: da un lato la tradizione del paesaggismo piemontese, dall’altro una attenzione più moderna alla luce, all’atmosfera e al colore. Le sue opere sono note per i verdi intensi dei prati, i toni grigi e azzurri dell’acqua, la linea dell’orizzonte che si dilata e invita lo sguardo a perdersi. Un dipinto celebre di quel periodo, “Una marcita”, lo consacrò: in esso la campagna irrigata diventa motivo di meditazione e non solo di descrizione. Con ciò gli fu attribuito il soprannome di “pittore del prato e dell’acqua”.

    Nel 1906 si trasferì a Milano dove rimase a lungo, soggiornando spesso anche nelle valli alpine, sul Lago d’Orta, a Macugnaga e Courmayeur; i paesaggi montani e lacustri arricchirono il suo repertorio artistico. In quegli anni adottò soluzioni più libere, proponendo pennellate più rapide e una luce più vibrante, senza tuttavia abbandonare la figura o la figurazione. Continuò a esporre fino agli anni Venti, quando l’età cominciò a ridurre la sua attività; tenne una grande antologica a Milano attorno al 1933, e l’ultima traccia della sua presenza pubblica risale al 1935.

    Morì a Milano l’8 luglio 1936.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Scena pompeiana

    Rodolfo Morgari
    Torino 1827 - 1909
    Olio su tela cm 162x85 firmato in basso a sx R.Morgari

    Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento. Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909.

    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 21  

    Scena pompeiana

    Rodolfo Morgari Rodolfo Morgari
    Torino 1827 - 1909
    Olio su tela cm 162x85 firmato in basso a sx R.Morgari

    Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento.
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    Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909Rodolfo Morgari nacque a Torino nel 1827 in una famiglia interamente dedita all’arte. Il padre, Giuseppe Morgari, era pittore alla corte sabauda, mentre il fratello Paolo Emilio e il nipote Luigi seguirono anch’essi la carriera artistica, dando vita a una vera e propria dinastia di pittori piemontesi dell’Ottocento. Fin da giovane Rodolfo mostrò un grande talento per il disegno e si formò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove entrò in contatto con la tradizione accademica e con i maestri che avrebbero influenzato la sua produzione successiva.

    La sua carriera si sviluppò lungo due percorsi complementari: quello del pittore e quello del decoratore-restauratore. Nel 1858 Vittorio Emanuele II lo nominò “pittore e restauratore dei Regi Palazzi”, riconoscendone la competenza tecnica e l’affidabilità professionale. In tale veste, Morgari si occupò del restauro di affreschi e tele di importanti residenze sabaude, distinguendosi per l’equilibrio tra rispetto filologico e sensibilità pittorica. Parallelamente, portò avanti un’intensa attività artistica personale, dedicandosi a soggetti religiosi, storici e allegorici, ma anche al ritratto e alla pittura di genere.

    Le sue opere più note sono gli affreschi per il Palazzo del Quirinale a Roma, realizzati nel 1888, e le grandi tele per l’Ordine Mauriziano a Torino, dove rappresentò episodi legati alla storia della Casa Savoia. In questi lavori emerge il suo stile decorativo raffinato, caratterizzato da una tavolozza calda, un disegno preciso e un gusto per la monumentalità scenica. La sua pittura, pur saldamente ancorata ai principi accademici, mostra una capacità narrativa e una ricercatezza cromatica che lo collocano tra i principali interpreti del gusto ufficiale del secondo Ottocento piemontese.

    Nel 1884 ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale di Torino, riconoscimento che ne consacrò il prestigio come artista e restauratore. Negli ultimi anni continuò a operare con costanza, anche se con minore intensità, dedicandosi soprattutto a lavori di restauro e decorazione per chiese e palazzi.

    Rodolfo Morgari morì a Torino nel 1909.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Pilas val d'Ayas

    Adolfo Rolla
    Buenos Aires 1899 - Torino 1967
    Olio su tavola cm 36x47 firmato in basso a dx A.Rolla

    Adolfo Rolla nacque a Buenos Aires nel 1899, ma si trasferì in giovane età in Italia, dove intraprese la sua formazione artistica. Scelse Torino come punto di riferimento e frequentò l’Accademia Albertina, dove ebbe come maestri personalità di rilievo della pittura piemontese.
    Clicca per espandere

    In questo ambiente assimilò una solida tecnica figurativa e un’attenzione particolare per la resa naturale della luce, qualità che sarebbero diventate caratteristiche centrali del suo linguaggio pittorico.

    Il suo debutto espositivo avvenne nel 1924 alla Promotrice di Torino, evento che segnò l’inizio di una carriera costellata da partecipazioni a mostre in numerose città italiane, tra cui Milano, Bologna, Firenze e Genova. Spesso soggiornò e lavorò anche in Liguria, regione nella quale i suoi paesaggi trovarono nuovi spunti di luce e colore.

    La sua produzione si orientò soprattutto verso il paesaggio. Rolla amava rappresentare scenari montani, boschi, vallate e soprattutto vedute invernali, nelle quali la neve diventa elemento poetico, capace di riflettere la luce e creare atmosfere silenziose e contemplative. La sua pittura ricerca sempre una dimensione pacata: paesaggi tranquilli, cieli soffusi, riflessi delicati, un uso misurato dei toni che suggerisce quiete più che spettacolarità.

    Accanto ai paesaggi produsse anche nature morte, figure e scene di genere, opere nelle quali si ritrova la stessa attenzione per l’armonia compositiva e per una luminosità controllata. Lo stile di Rolla resta legato a una figurazione sensibile e ordinata, che unisce osservazione del vero e un’attitudine meditativa.

    Adolfo Rolla morì a Torino nel 1967.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 21  

    Pilas val d'Ayas

    Adolfo Rolla Adolfo Rolla
    Buenos Aires 1899 - Torino 1967
    Olio su tavola cm 36x47 firmato in basso a dx A.Rolla

    Adolfo Rolla nacque a Buenos Aires nel 1899, ma si trasferì in giovane età in Italia, dove intraprese la sua formazione artistica. Scelse Torino come punto di riferimento e frequentò l’Accademia Albertina, dove ebbe come maestri personalità di rilievo della pittura piemontese.
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    In questo ambiente assimilò una solida tecnica figurativa e un’attenzione particolare per la resa naturale della luce, qualità che sarebbero diventate caratteristiche centrali del suo linguaggio pittorico.

    Il suo debutto espositivo avvenne nel 1924 alla Promotrice di Torino, evento che segnò l’inizio di una carriera costellata da partecipazioni a mostre in numerose città italiane, tra cui Milano, Bologna, Firenze e Genova. Spesso soggiornò e lavorò anche in Liguria, regione nella quale i suoi paesaggi trovarono nuovi spunti di luce e colore.

    La sua produzione si orientò soprattutto verso il paesaggio. Rolla amava rappresentare scenari montani, boschi, vallate e soprattutto vedute invernali, nelle quali la neve diventa elemento poetico, capace di riflettere la luce e creare atmosfere silenziose e contemplative. La sua pittura ricerca sempre una dimensione pacata: paesaggi tranquilli, cieli soffusi, riflessi delicati, un uso misurato dei toni che suggerisce quiete più che spettacolarità.

    Accanto ai paesaggi produsse anche nature morte, figure e scene di genere, opere nelle quali si ritrova la stessa attenzione per l’armonia compositiva e per una luminosità controllata. Lo stile di Rolla resta legato a una figurazione sensibile e ordinata, che unisce osservazione del vero e un’attitudine meditativa.

    Adolfo Rolla morì a Torino nel 1967.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Scorcio di lago

    Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 21  

    Scorcio di lago

    Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 21  

    Vista da Viconago

    Lucio Lecchi
    Viconago 1913 - Ivi 1985
    Olio su masonite cm 60x50 firmato in basso a dx L.Lecchi

    Lucio Lecchi fu un pittore italiano nato a Viconago, in provincia di Varese, nel 1913 e scomparso nel 1985, noto soprattutto per le sue vedute urbane, paesaggistiche e scene di vita quotidiana. Fin dai primi anni della sua attività, Lecchi si dedicò alla pittura figurativa con grande attenzione al reale, prediligendo soggetti che gli permettessero di studiare la luce, i dettagli architettonici e le atmosfere dei luoghi.
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    Le sue opere spaziano dai tetti di Milano ai paesaggi lacustri del Lago di Lugano, fino a scorci di città europee come Basilea, rivelando una capacità di osservazione acuta e un equilibrio tra precisione descrittiva e resa atmosferica.

    Pur non essendo un artista di grande notorietà nazionale, Lecchi partecipò con regolarità a mostre e le sue opere sono oggi apprezzate sul mercato dell’arte, dove emergono per la qualità del disegno, la misura della tavolozza e la sensibilità nel rappresentare la vita quotidiana. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare rigore tecnico e poesia visiva, trasformando soggetti apparentemente ordinari in composizioni armoniose e suggestive.

    Lucio Lecchi trascorse tutta la sua vita dedicandosi alla pittura e studiando i paesaggi e le città che amava ritrarre, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 21  

    Vista da Viconago

    Lucio Lecchi Lucio Lecchi
    Viconago 1913 - Ivi 1985
    Olio su masonite cm 60x50 firmato in basso a dx L.Lecchi

    Lucio Lecchi fu un pittore italiano nato a Viconago, in provincia di Varese, nel 1913 e scomparso nel 1985, noto soprattutto per le sue vedute urbane, paesaggistiche e scene di vita quotidiana. Fin dai primi anni della sua attività, Lecchi si dedicò alla pittura figurativa con grande attenzione al reale, prediligendo soggetti che gli permettessero di studiare la luce, i dettagli architettonici e le atmosfere dei luoghi.
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    Le sue opere spaziano dai tetti di Milano ai paesaggi lacustri del Lago di Lugano, fino a scorci di città europee come Basilea, rivelando una capacità di osservazione acuta e un equilibrio tra precisione descrittiva e resa atmosferica.

    Pur non essendo un artista di grande notorietà nazionale, Lecchi partecipò con regolarità a mostre e le sue opere sono oggi apprezzate sul mercato dell’arte, dove emergono per la qualità del disegno, la misura della tavolozza e la sensibilità nel rappresentare la vita quotidiana. La sua pittura si caratterizza per la capacità di coniugare rigore tecnico e poesia visiva, trasformando soggetti apparentemente ordinari in composizioni armoniose e suggestive.

    Lucio Lecchi trascorse tutta la sua vita dedicandosi alla pittura e studiando i paesaggi e le città che amava ritrarre, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx G.MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
    Clicca per espandere

    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.

    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 24,5x33,5 firmato in basso a sx G.MentessiGiuseppe Mentessi, nato a Ferrara il 29 settembre 1857, proveniva da una famiglia di modesti commercianti, Michele e Teresa Bentini. La sua vita artistica fu segnata dalla povertà causata dalla morte del padre nel 1864, ma grazie ai sacrifici della madre, riuscì a avviare la propria formazione artistica.
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    Dal 1870 al 1872 frequentò la scuola d'ornato del Civico Ateneo ferrarese insieme a G. Previati, suo amico per tutta la vita. Nel 1872 ottenne una menzione onorevole in assonometria e collaborò con A. Barlaam nei corsi di disegno.

    Con il sostegno del Comune e dell'amministrazione provinciale di Ferrara, Mentessi continuò gli studi presso la Regia Accademia di Parma dal 1873 al 1876. Qui si dedicò anche al teatro Regio e nel 1876 vinse una medaglia d'oro per un saggio scenografico esposto a Parma. Nel 1878 si trasferì a Milano per studiare all'Accademia di Brera, vincendo una medaglia d'argento nel 1879.

    Durante il periodo milanese, Mentessi si unì al circolo artistico progressista, la Famiglia artistica, insieme a Previati, Longoni, Segantini e altri. Nel 1880 partecipò all'Esposizione nazionale di Torino e negli anni successivi espose regolarmente alle mostre dell'Accademia di Brera. Nel 1887 fu nominato professore di paesaggio presso la scuola di prospettiva di Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi esplorò tematiche simboliste e si avvicinò al socialismo umanitario di F. Turati. Nel 1895 presentò "Panem nostrum quotidianum" alla Biennale di Venezia, un'opera che affrontava la pellagra nelle campagne del Ferrarese. Partecipò regolarmente alla Biennale fino al 1914, ad eccezione del 1910.

    Il periodo del maggio 1898 a Milano influenzò profondamente Mentessi, che realizzò opere come "L'arrestato" e "Lagrime". Intorno al 1900, si avvicinò al divisionismo con "Ora triste". Dal 1907, oltre alla pittura, si dedicò all'insegnamento, dirigendo la Scuola festiva di disegno professionale e successivamente insegnando prospettiva e scenografia a Brera.

    Negli anni successivi, Mentessi partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti ufficiali per opere come "Madre operaia" e "Gloria!". Negli anni della prima guerra mondiale, dipinse opere ispirate al conflitto. Dopo il pensionamento nel 1924, ricevette la medaglia d'oro di benemerito dell'istruzione. Continuò a dipingere paesaggi e a dedicarsi all'istruzione fino alla sua morte il 14 giugno 1931 a Milano. Venne sepolto nel cimitero monumentale della certosa di Ferrara.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lodovico Zambeletti
    Milano 1881 - 1966
    Olio su tela cm 41,5x64 firmato in basso a dx L.Zambeletti.
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lodovico Zambeletti Lodovico Zambeletti
    Milano 1881 - 1966
    Olio su tela cm 41,5x64 firmato in basso a dx L.Zambeletti.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Vista dalla Scogliera

    Baldassarre Longoni
    Dizzasco d'Intelvi (CO) 1876 - Camerlata (CO) 1956
    Olio su tela cm 44,5x32,5 firmato in basso a dx Longoni
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 22  

    Vista dalla Scogliera

    Baldassarre Longoni Baldassarre Longoni
    Dizzasco d'Intelvi (CO) 1876 - Camerlata (CO) 1956
    Olio su tela cm 44,5x32,5 firmato in basso a dx Longoni


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giulio Giusti
    Verona 1863 - Padova 1918
    Laguna di Chioggia

    Giulio Giusti nacque a Verona nel 1836 e morì a Padova nel 1918. Considerato un paesaggista di talento, si distinse per la sua capacità di catturare le bellezze della laguna veneta.
    Clicca per espandere

    Nel 1884 partecipò all'esposizione di Torino presentando un'opera intitolata "La laguna di Venezia". Due anni dopo, a Milano, espose "Le Zattere a Venezia", e nel 1887 a Venezia presentò "Sulla spiaggia", un dipinto che ricevette elogi dalla critica per la sua sensibilità artistica. Le sue opere sono apprezzate per la fedeltà con cui rappresentano l'atmosfera e la luce tipiche dei paesaggi veneziani.

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Giulio Giusti Giulio Giusti
    Verona 1863 - Padova 1918
    Laguna di Chioggia

    Giulio Giusti nacque a Verona nel 1836 e morì a Padova nel 1918. Considerato un paesaggista di talento, si distinse per la sua capacità di catturare le bellezze della laguna veneta.
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    Nel 1884 partecipò all'esposizione di Torino presentando un'opera intitolata "La laguna di Venezia". Due anni dopo, a Milano, espose "Le Zattere a Venezia", e nel 1887 a Venezia presentò "Sulla spiaggia", un dipinto che ricevette elogi dalla critica per la sua sensibilità artistica. Le sue opere sono apprezzate per la fedeltà con cui rappresentano l'atmosfera e la luce tipiche dei paesaggi veneziani.



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  • Lotto 22  

    Carnevale a Venezia

    Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Olio su tavola cm 19,5x31 firmato in basso a dx L.Pastega

    Luigi Pastega, nato a Venezia nel 1858, fu un pittore italiano noto per le sue opere di genere e per le vedute cittadine. Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiò sotto la guida di artisti come Pompeo Marino Molmenti e Napoleone Nani, la cui influenza si riflette nella sua arte.
    Clicca per espandere

    Durante la sua carriera, Pastega si avvicinò alla tradizione pittorica di Giacomo Favretto, distillando nella sua produzione un amore per la vita quotidiana e per l'atmosfera veneziana.
    L'esordio ufficiale di Pastega avvenne nel 1880 alla Mostra di Torino con il quadro "Il pasto della gallina". Il suo talento fu subito riconosciuto, tanto che continuò a partecipare alle principali esposizioni italiane, come quelle di Milano e Venezia, dove presentò opere come "Sulle fondamenta" e "Dame un baso". La sua arte si caratterizzava per la vivacità cromatica e la fine rappresentazione delle scene quotidiane, che spaziavano dalle semplici attività domestiche a momenti di intimità familiare.
    Nel corso degli anni, Pastega consolidò la sua posizione nel panorama artistico italiano, partecipando a numerose mostre, tra cui quelle di Firenze, Roma e Torino. Tra le sue opere più celebri si ricordano "Una lettera interessante" e "Amore materno", che furono esposte in contesti prestigiosi e gli garantirono una buona fama anche all'estero, in particolare in Inghilterra.
    Pastega fu apprezzato per la capacità di rendere con grazia e affetto i soggetti che ritraeva, trattando con sensibilità temi legati alla vita familiare e alla tradizione veneziana. La sua produzione artistica fu vasta e diversificata, ma sempre legata ad un'idea di bellezza semplice, che evocava la quotidianità in modo vibrante e poetico.
    Luigi Pastega morì a Venezia nel 1927.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 22  

    Carnevale a Venezia

    Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Olio su tavola cm 19,5x31 firmato in basso a dx L.Pastega

    Luigi Pastega, nato a Venezia nel 1858, fu un pittore italiano noto per le sue opere di genere e per le vedute cittadine. Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiò sotto la guida di artisti come Pompeo Marino Molmenti e Napoleone Nani, la cui influenza si riflette nella sua arte.
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    Durante la sua carriera, Pastega si avvicinò alla tradizione pittorica di Giacomo Favretto, distillando nella sua produzione un amore per la vita quotidiana e per l'atmosfera veneziana.
    L'esordio ufficiale di Pastega avvenne nel 1880 alla Mostra di Torino con il quadro "Il pasto della gallina". Il suo talento fu subito riconosciuto, tanto che continuò a partecipare alle principali esposizioni italiane, come quelle di Milano e Venezia, dove presentò opere come "Sulle fondamenta" e "Dame un baso". La sua arte si caratterizzava per la vivacità cromatica e la fine rappresentazione delle scene quotidiane, che spaziavano dalle semplici attività domestiche a momenti di intimità familiare.
    Nel corso degli anni, Pastega consolidò la sua posizione nel panorama artistico italiano, partecipando a numerose mostre, tra cui quelle di Firenze, Roma e Torino. Tra le sue opere più celebri si ricordano "Una lettera interessante" e "Amore materno", che furono esposte in contesti prestigiosi e gli garantirono una buona fama anche all'estero, in particolare in Inghilterra.
    Pastega fu apprezzato per la capacità di rendere con grazia e affetto i soggetti che ritraeva, trattando con sensibilità temi legati alla vita familiare e alla tradizione veneziana. La sua produzione artistica fu vasta e diversificata, ma sempre legata ad un'idea di bellezza semplice, che evocava la quotidianità in modo vibrante e poetico.
    Luigi Pastega morì a Venezia nel 1927.



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  • Lotto 22  

    In malga

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17,5x10 firmato in basso a dx P.F.

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
    Clicca per espandere

    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 22  

    In malga

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17,5x10 firmato in basso a dx P.F.

    Pietro Fragiacomo, nato a Trieste nel 1856, si trasferì a Venezia da giovane e iniziò a lavorare presso la Società Veneta di Costruzioni Meccaniche. Dopo aver abbandonato gli studi all'Accademia di Belle Arti, continuò a dipingere sotto l'influenza di artisti come Giacomo Favretto ed Ettore Tito.
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    Nel 1880, espose alla mostra nazionale di Torino e successivamente partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua pittura si concentrò sul paesaggio dell'entroterra lagunare veneziano, privilegiando vedute meno convenzionali e popolari rispetto ai suoi contemporanei. Nei suoi dipinti, la veduta diventava un mezzo per esprimere il suo stato d'animo, come evidenziato nei titoli come "Pace" e "Riposo". Nel 1893, ottenne riconoscimento con "La campana della sera", un dipinto che rappresenta un suggestivo scorcio veneziano al tramonto.

    Negli anni Novanta, Fragiacomo cambiò il suo stile, adottando una pittura più materica e sperimentando l'uso della tempera con sovrapposizioni di velature a olio. Nel 1895, entrò nel comitato organizzatore della Biennale di Venezia, esponendo regolarmente alla manifestazione. Nel corso del Novecento, esplorò influenze dell'Art Nouveau e partecipò a esposizioni nazionali e internazionali.

    La sua vasta produzione, stimata in circa 500 opere, è oggi dispersa tra collezioni private e pubbliche. Pietro Fragiacomo morì a Venezia nel 1922. Anche sua sorella, Antonietta, fu una pittrice di paesaggi, partecipando attivamente alla Biennale di Venezia e continuando la sua carriera fino a data di morte sconosciuta.



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  • Lotto 22  

    Soldato al galoppo

    Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 11,5x25 firmato in basso a dx S.Albertis.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 22  

    Soldato al galoppo

    Sebastiano De Albertis Sebastiano De Albertis
    Milano 1828 - 1897
    Olio su tavola cm 11,5x25 firmato in basso a dx S.Albertis.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Nudo femminile

    Ambrogio Antonio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 44,5x27,5 firmato in basso a sx Alciati
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Lotto 22  

    Nudo femminile

    Ambrogio Antonio Alciati Ambrogio Antonio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 44,5x27,5 firmato in basso a sx Alciati


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  • Ludovico Cavaleri
    Milano 1867 - Cuvio ( VA ) 1942
    Olio su tavola cm 20x29 firmato in basso a dx L.Cavaleri
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Ludovico Cavaleri Ludovico Cavaleri
    Milano 1867 - Cuvio ( VA ) 1942
    Olio su tavola cm 20x29 firmato in basso a dx L.Cavaleri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Lungo il Fiume

    Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela cm 101,5x166,5 firmato in basso a sx L.Bocca.

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.

    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 22  

    Lungo il Fiume

    Luigi Bocca Luigi Bocca
    Vigevano (PV) 1872 - 1930
    Olio su tela cm 101,5x166,5 firmato in basso a sx L.Bocca.

    Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini.
    Clicca per espandere

    Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930Luigi Bocca nacque nell'aprile del 1872 a Vigevano, in provincia di Pavia, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Fin da giovane coltivò una passione per le arti visive, studiando alla Scuola di Disegno e Decorazione della Fondazione Roncalli sotto la guida di Gian Battista Garberini. Grazie al sostegno di una borsa di studio istituita da Domenico Pisani, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione all'Accademia di Brera, dove approfondì le sue conoscenze artistiche sotto la direzione di maestri come Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi.

    Nel 1898, al suo ritorno a Vigevano, Bocca presentò il dipinto Per tua dote all'Accademia nazionale di Torino, che venne acquistato per 2. 500 lire, un risultato che evidenziò la sua crescente fama. Successivamente, intraprese un viaggio a Roma e in Sicilia con l'amico pittore Emilio Galli, durante il quale si dedicò ad attività decorative. Partecipò anche alla IV Triennale di Milano nel 1900, consolidando ulteriormente la sua carriera.

    Negli anni successivi, Bocca si trasferì a Chiavari, dove per circa dieci anni si dedicò alla decorazione di chiese e ville, realizzando opere che riflettevano la sua sensibilità verso i paesaggi liguri, come Scorcio di paese. Tornato a Vigevano, si sposò con Caterina Pensa e si unì a un gruppo di artisti locali, tra cui Vincenzo Boniforti, Casimiro Ottone e Ambrogio Raffele.

    Nel 2016, la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone" di Vigevano gli ha dedicato una retrospettiva, intitolata Ritratti di famiglia, che ha messo in luce il legame dell'artista con la sua cerchia familiare. Luigi Bocca morì nel 1930.



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  • Lotto 22  

    La sosta

    Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su tela cm 31x37,5 firmato in basso a sx R.Fontana
    Bibliografia: AA.VV. La raccolta Augusto Lurati, moderni e antichi, Industrie grafiche Amedeo Nicola & C, 1929, Milano, p. 145, tav. 47
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 22  

    La sosta

    Roberto Fontana Roberto Fontana
    Milano 1844 - 1907
    Olio su tela cm 31x37,5 firmato in basso a sx R.Fontana
    Bibliografia: AA.VV. La raccolta Augusto Lurati, moderni e antichi, Industrie grafiche Amedeo Nicola & C, 1929, Milano, p. 145, tav. 47


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Vergine Beata

    Luigi Scrosati
    Milano 1815 - Milano 1869
    Olio su tavola cm 75x61 firmato in basso a sx L.Scrosati
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 22  

    Vergine Beata

    Luigi Scrosati Luigi Scrosati
    Milano 1815 - Milano 1869
    Olio su tavola cm 75x61 firmato in basso a sx L.Scrosati


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Nobildonna

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su carta cm 72x47,5 firmato in basso a dx P.Mariani datato
    Esposizioni:
    2014 Milano, Bottegantica, Pompeo Mariani. Impressionista italiano, n 102;
    2014-2015 Genova, Accademia Linguistica di Belle Arti, Pompeo Mariani.
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 22  

    Nobildonna

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su carta cm 72x47,5 firmato in basso a dx P.Mariani datato
    Esposizioni:
    2014 Milano, Bottegantica, Pompeo Mariani. Impressionista italiano, n 102;
    2014-2015 Genova, Accademia Linguistica di Belle Arti, Pompeo Mariani.


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    La carovana

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx C.Domenici
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 22  

    La carovana

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx C.Domenici


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Ponte Pietra a Verona

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 52x35 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 22  

    Ponte Pietra a Verona

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 52x35 firmato in basso a sx G.Menato


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Galline sull'aia

    Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Galline sull'aia
    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lotto 22  

    Galline sull'aia

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Galline sull'aia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Pomeriggio soleggiato

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Pomeriggio soleggiato
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 22  

    Pomeriggio soleggiato

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Pomeriggio soleggiato


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 40x62 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 22  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 40x62 firmato in basso a dx A.Preda


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Festa da ballo

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su tavola cm 22x11 firmato in basso a sx P.Mariani
    Finarte asta n. 999 del 18/12/1996
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV anno 1997-1998 pag. 431
    Pubb. Catalogo Mondadori volume 36 pag. 337
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 22  

    Festa da ballo

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su tavola cm 22x11 firmato in basso a sx P.Mariani
    Finarte asta n. 999 del 18/12/1996
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XV anno 1997-1998 pag. 431
    Pubb. Catalogo Mondadori volume 36 pag. 337


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Paesaggio uggioso

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 19x31,5 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 22  

    Paesaggio uggioso

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 19x31,5 firmato in basso a sx A.Tavernier


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Vallata montana

    Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tela cm 45x64,5 firmato in basso a dx G.Omio
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 22  

    Vallata montana

    Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tela cm 45x64,5 firmato in basso a dx G.Omio


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Nell'aia

    Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 49x99 firmato in basso a dx F.Rontini
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 22  

    Nell'aia

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tela cm 49x99 firmato in basso a dx F.Rontini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Spensieratezza

    Luigi Chialiva
    Lugano 1841 - Parigi 1914
    pastelli su carta cm 25,5x35 firmato in basso a dx L.Chialiva
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 22  

    Spensieratezza

    Luigi Chialiva Luigi Chialiva
    Lugano 1841 - Parigi 1914
    pastelli su carta cm 25,5x35 firmato in basso a dx L.Chialiva


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 21x31 firmato in basso a dx L.Roda
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 22  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 21x31 firmato in basso a dx L.Roda


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Natura morta

    Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 22  

    Natura morta

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a sx Karpoff


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Nevicata in pianura

    Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 80x100 firmato in basso a sx Karpoff
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 22  

    Nevicata in pianura

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tavola cm 80x100 firmato in basso a sx Karpoff


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  • Lotto 22  

    In gondola a Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19x26 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 22  

    In gondola a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19x26 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Giovanni Scolari
    Seniga 1882 - Milano 1956
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx G.Scolari

    Giovanni Scolari fu un artista e illustratore italiano nato il 26 novembre 1882 a Seniga, in provincia di Brescia, e morto a Milano il 25 marzo 1956. La sua carriera artistica ebbe inizio nel campo dell’illustrazione grafica: nei primi anni lavorò per libri per ragazzi e realizzò disegni pubblicitari, manifestando fin da subito una spiccata abilità nel tratto e nella narrazione visiva.
    Clicca per espandere



    Negli anni Trenta Scolari fece il suo ingresso nel mondo dei fumetti, collaborando con case editrici come Cartoccino di Monza e, soprattutto, con Arnoldo Mondadori Editore. Per Mondadori iniziò a disegnare la saga di fantascienza Saturno contro la Terra, pubblicata tra il 1936 e il 1946 su riviste e supplementi per ragazzi quali I tre porcellini, Topolino e Paperino. Questa serie, con soggetti ideati da Federico Pedrocchi e sviluppati con sceneggiature e contributi di Cesare Zavattini, lo rese celebre nel panorama italiano dei fumetti e influenzò poi generazioni successive di autori del genere.

    Oltre a Saturno contro la Terra, Scolari realizzò numerose altre storie a fumetti negli anni prebellici e durante la guerra, con titoli come La galea dalle vele d’argento, L’aquila fulva, Nelle viscere della Terra e La nube di gelo, tutti caratterizzati da un linguaggio grafico narrativo e avventuroso. Dopo la Seconda guerra mondiale tornò brevemente al fumetto con lavori quali Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini su soggetto di Zavattini, e proseguì la saga di Saturno contro la Terra con gli episodi conclusivi.

    Scolari firmò anche alcune vignette con lo pseudonimo “G. Da Brescia” per pubblicazioni della casa editrice Alpe, dimostrando versatilità tra illustrazione e fumetto. Pur non essendo noto primariamente come pittore nel senso tradizionale della parola, la sua attività grafica pone Giovanni Scolari tra gli artisti italiani che seppero fondere abilità narrativa e capacità visiva, contribuendo allo sviluppo delle prime avventure a fumetti in Italia e lasciando nella memoria di appassionati e collezionisti un segno riconoscibile nel periodo pionieristico del medium.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Giovanni Scolari Giovanni Scolari
    Seniga 1882 - Milano 1956
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a sx G.Scolari

    Giovanni Scolari fu un artista e illustratore italiano nato il 26 novembre 1882 a Seniga, in provincia di Brescia, e morto a Milano il 25 marzo 1956. La sua carriera artistica ebbe inizio nel campo dell’illustrazione grafica: nei primi anni lavorò per libri per ragazzi e realizzò disegni pubblicitari, manifestando fin da subito una spiccata abilità nel tratto e nella narrazione visiva.
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    Negli anni Trenta Scolari fece il suo ingresso nel mondo dei fumetti, collaborando con case editrici come Cartoccino di Monza e, soprattutto, con Arnoldo Mondadori Editore. Per Mondadori iniziò a disegnare la saga di fantascienza Saturno contro la Terra, pubblicata tra il 1936 e il 1946 su riviste e supplementi per ragazzi quali I tre porcellini, Topolino e Paperino. Questa serie, con soggetti ideati da Federico Pedrocchi e sviluppati con sceneggiature e contributi di Cesare Zavattini, lo rese celebre nel panorama italiano dei fumetti e influenzò poi generazioni successive di autori del genere.

    Oltre a Saturno contro la Terra, Scolari realizzò numerose altre storie a fumetti negli anni prebellici e durante la guerra, con titoli come La galea dalle vele d’argento, L’aquila fulva, Nelle viscere della Terra e La nube di gelo, tutti caratterizzati da un linguaggio grafico narrativo e avventuroso. Dopo la Seconda guerra mondiale tornò brevemente al fumetto con lavori quali Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini su soggetto di Zavattini, e proseguì la saga di Saturno contro la Terra con gli episodi conclusivi.

    Scolari firmò anche alcune vignette con lo pseudonimo “G. Da Brescia” per pubblicazioni della casa editrice Alpe, dimostrando versatilità tra illustrazione e fumetto. Pur non essendo noto primariamente come pittore nel senso tradizionale della parola, la sua attività grafica pone Giovanni Scolari tra gli artisti italiani che seppero fondere abilità narrativa e capacità visiva, contribuendo allo sviluppo delle prime avventure a fumetti in Italia e lasciando nella memoria di appassionati e collezionisti un segno riconoscibile nel periodo pionieristico del medium.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Per il sentiero

    Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 22  

    Per il sentiero

    Bernardo Gentili Bernardo Gentili
    Milano 1900 - 1963
    Olio su tela cm 15x30 firmato in basso a sx B.Gentili


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx C.Bossone

    Carlo Bossone nacque a Savona il 20 maggio 1904. Fin da giovane mostrò grande propensione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Per seguire la sua vocazione si trasferì a Torino, dove frequentò l’Accademia Albertina, accompagnando gli studi anche con esperienze pratiche in atelier privati e apprendistato in studi di pittura. Durante questi anni maturò un profondo legame con la natura e con il paesaggio alpino, che diventeranno il centro del suo immaginario artistico.

    Dopo un periodo di esperienze anche all’estero, Bossone si stabilì nella regione dell’Ossola, ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Qui trovò il suo “luogo dell’anima”: la montagna, le valli, i boschi, i laghi e i paesini alpini divennero soggetti privilegiati delle sue opere. Negli anni maturi si dedicò soprattutto alla pittura “en plein air”, catturando atmosfere, luci, stagioni e silenzi di quelle terre con sensibilità e rispetto. Nella sua tavolozza prevalgono toni naturali, un uso attento della luce e una pennellata che privilegia l’intensità emotiva del paesaggio piuttosto che la pura resa descrittiva.

    Parallelamente al paesaggio, Bossone ritrasse con delicatezza figure umane, nature morte e scorci di vita quotidiana nelle valli. Per lui la natura non era solo sfondo ma protagonista, testimonianza di un legame profondo tra uomo e territorio. Il suo tratto sobriamente realistico, talvolta toccato da sfumature impressioniste, riusciva a evocare la solitudine delle montagne, il fresco delle acque alpine, la quiete dei boschi.

    Negli anni la sua pittura attirò l’attenzione non solo di collezionisti privati ma anche di appassionati e istituzioni. Fu riconosciuto come punto di riferimento per una “scuola” che raccoglieva allievi, seguaci e ammiratori del suo modo di interpretare la montagna come soggetto artistico privilegiato. Le sue opere vennero esposte in varie sedi, a volte accanto a quelle dei suoi allievi, confermando il valore del suo impegno artistico e la coerenza del suo percorso.

    Carlo Bossone visse a lungo, dedicandosi con passione e costanza alla pittura e all’insegnamento artistico. Morì nel 1991, a quasi 87 anni.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Carlo Bossone Carlo Bossone
    Savona 1904 - Vanzone San Carlo (VB) 1991
    Olio su tavola cm 34x44 firmato in basso a dx C.Bossone

    Carlo Bossone nacque a Savona il 20 maggio 1904. Fin da giovane mostrò grande propensione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Per seguire la sua vocazione si trasferì a Torino, dove frequentò l’Accademia Albertina, accompagnando gli studi anche con esperienze pratiche in atelier privati e apprendistato in studi di pittura. Durante questi anni maturò un profondo legame con la natura e con il paesaggio alpino, che diventeranno il centro del suo immaginario artistico.

    Dopo un periodo di esperienze anche all’estero, Bossone si stabilì nella regione dell’Ossola, ai piedi del massiccio del Monte Rosa. Qui trovò il suo “luogo dell’anima”: la montagna, le valli, i boschi, i laghi e i paesini alpini divennero soggetti privilegiati delle sue opere. Negli anni maturi si dedicò soprattutto alla pittura “en plein air”, catturando atmosfere, luci, stagioni e silenzi di quelle terre con sensibilità e rispetto. Nella sua tavolozza prevalgono toni naturali, un uso attento della luce e una pennellata che privilegia l’intensità emotiva del paesaggio piuttosto che la pura resa descrittiva.

    Parallelamente al paesaggio, Bossone ritrasse con delicatezza figure umane, nature morte e scorci di vita quotidiana nelle valli. Per lui la natura non era solo sfondo ma protagonista, testimonianza di un legame profondo tra uomo e territorio. Il suo tratto sobriamente realistico, talvolta toccato da sfumature impressioniste, riusciva a evocare la solitudine delle montagne, il fresco delle acque alpine, la quiete dei boschi.

    Negli anni la sua pittura attirò l’attenzione non solo di collezionisti privati ma anche di appassionati e istituzioni. Fu riconosciuto come punto di riferimento per una “scuola” che raccoglieva allievi, seguaci e ammiratori del suo modo di interpretare la montagna come soggetto artistico privilegiato. Le sue opere vennero esposte in varie sedi, a volte accanto a quelle dei suoi allievi, confermando il valore del suo impegno artistico e la coerenza del suo percorso.

    Carlo Bossone visse a lungo, dedicandosi con passione e costanza alla pittura e all’insegnamento artistico. Morì nel 1991, a quasi 87 anni.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Tevere a Roma 1886

    Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 37x25 firmato in basso a dx L.Delleani

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
    Clicca per espandere



    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.

    STIMA min € 7000 - max € 9000

    Lotto 22  

    Tevere a Roma 1886

    Lorenzo Delleani Lorenzo Delleani
    Pollone (VC) 1840 - Torino 1908
    Olio su tavola cm 37x25 firmato in basso a dx L.Delleani

    Lorenzo Delleani nacque il 17 gennaio 1840 a Pollone Biellese, terzo figlio di Agostino, "misuratore competente" nel Corpo reale del genio civile, e di Maddalena Billotti. Durante gli anni di formazione presso il collegio di Saint-Jean-de-Maurienne sviluppò un interesse per la musica e il violino, ma fu lo zio materno, Pietro Antonio Billotti (1792-1878), a indirizzarlo verso la pittura, passione condivisa anche dal fratello minore Cesare.
    Clicca per espandere



    Nel 1854 si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, studiando con E. Gamba e successivamente con C. Arienti e A. Gastaldi. Esordì nel 1855 alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti con l'acquarello "Testa di vecchio". Durante questi anni, si distinse con opere di soggetto storico come "Episodio dell'assedio di Ancona" (1860) e "Ulisse riconosciuto dal suo vecchio cane Argo". Nel 1863 vinse il primo premio dell'Albertina con "Studio di figura dal vero rappresentante Sordello", consolidando la sua reputazione.

    Le sue prime opere rispecchiano uno stile accademico-romantico con tagli scenografici e attenzione alla ricostruzione storica. Tuttavia, dal 1868 si orientò verso il paesaggio en plein air, con opere come "Spiaggia presso Genova", caratterizzate da un approccio più immediato e da un tocco pittorico meno rigido.

    Attivo nella vita culturale torinese, nel 1869 aderì alla società d'artisti "L'Acquaforte" e strinse amicizia con il poeta G. Camerana. Il suo viaggio a Venezia nel 1873 rafforzò l'interesse per la pittura tonale e la lezione dei maestri veneziani, influenze che si riflettono nelle sue opere degli anni Settanta. Durante questo periodo produsse sia vedute paesaggistiche sia opere di gusto orientalista, come "Tappeti da vendere" (1880) e "Fuciliere arabo a cavallo" (1881), dimostrando un interesse per l'esotismo in linea con la moda dell'epoca.

    Nel 1883 visitò l'Olanda con Camerana, un'esperienza che influenzò la sua tavolozza e il suo approccio alla luce. Da allora, incrementò la produzione di tavolette e paesaggi ispirati alle campagne piemontesi e alle vedute liguri. Senza un netto distacco dalla pittura storica, si concentrò progressivamente su scene di vita quotidiana e paesaggi vibranti di luce.

    Partecipò a numerose esposizioni: la III Esposizione nazionale italiana di Napoli (1877), la I Triennale di Milano (1891) e la I Biennale di Venezia (1895), continuando a esporre fino al 1907. Nel 1900 due sue opere furono presentate alla Mostra Universale di Parigi. Nel 1902 fu tra i promotori dell'Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino.

    Morì a Torino il 13 novembre 1908. La sua ultima opera, "Cuneo dalla Madonna della Riva", fu autenticata dall'amico scultore Leonardo Bistolfi, che gli dedicò anche un ritratto in gesso e una lapide commemorativa nel cimitero di Pollone Biellese.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a dx E.Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
    Clicca per espandere

    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 22  

    Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 70x92 firmato in basso a dx E.Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



    13 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Alta Val d'Aosta

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 22  

    Alta Val d'Aosta

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 22  

    Al di là del blu

    Beatrice Rosmino
    Al di la' del blu
    Tecnica mista su tela cm 77x96 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 22  

    Al di là del blu

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Al di la' del blu
    Tecnica mista su tela cm 77x96 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.



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  • Lotto 23  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx E.Zago
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 23  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx E.Zago


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Augusto Laforet
    Milano 1881 - Ghiffa 1970 ( Verbano-Cusio-Ossola )
    Olio su tela cm 44,5x60 firmato in basso a dx Augusto Laforet
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Augusto Laforet Augusto Laforet
    Milano 1881 - Ghiffa 1970 ( Verbano-Cusio-Ossola )
    Olio su tela cm 44,5x60 firmato in basso a dx Augusto Laforet


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Lago Lombardo

    Mario Bezzola
    Milano 1881 - 1968
    Pastello su carta cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Mario Bezzola
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 23  

    Lago Lombardo

    Mario Bezzola Mario Bezzola
    Milano 1881 - 1968
    Pastello su carta cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Mario Bezzola


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  • Lotto 23  

    Cartolina postale

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Paesaggio alpestre
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 23  

    Cartolina postale

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Paesaggio alpestre


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Pascolo

    Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tela cm 90x160 firmato in basso a dx Giulio Boetto
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 23  

    Pascolo

    Giulio Boetto Giulio Boetto
    Torino 1894 - 1967
    Olio su tela cm 90x160 firmato in basso a dx Giulio Boetto


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Chiesa a Susa

    Vittorio Cavalleri
    Torino 1860 - Gerbido 1938
    Olio su tavola cm 43x34 firmato in basso a sx V.Cavalleri
    STIMA min € 900 - max € 1100

    Lotto 23  

    Chiesa a Susa

    Vittorio Cavalleri Vittorio Cavalleri
    Torino 1860 - Gerbido 1938
    Olio su tavola cm 43x34 firmato in basso a sx V.Cavalleri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Mario Gheduzzi
    Crespellano (Bo) 1891 - Torino 1970
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a sx M.Gheduzzi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Mario Gheduzzi Mario Gheduzzi
    Crespellano (Bo) 1891 - Torino 1970
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a sx M.Gheduzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 15x20 firmato in alto a sx Cesare Maggi
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 15x20 firmato in alto a sx Cesare Maggi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Giocando a golf

    Amero Cagnoni
    Milano 1853 - 1923
    Olio su tavola cm 19,5x33,5 firmato in basso a sx A.Cagnoni
    STIMA min € 1200 - max € 1500

    Lotto 23  

    Giocando a golf

    Amero Cagnoni Amero Cagnoni
    Milano 1853 - 1923
    Olio su tavola cm 19,5x33,5 firmato in basso a sx A.Cagnoni


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Il mercato di Magadino

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 27x48 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 23  

    Il mercato di Magadino

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 27x48 firmato in basso a dx A.Preda


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Zelata

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera (IM) 1927
    Zelata
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 23  

    Zelata

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera (IM) 1927
    Zelata


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Il gregge nel bosco

    Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Il gregge nel bosco
    STIMA min € 20000 - max € 25000

    Lotto 23  

    Il gregge nel bosco

    Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Il gregge nel bosco


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Lungo mare

    Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bogoni
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 23  

    Lungo mare

    Adriano Bogoni Adriano Bogoni
    Monteforte d'Alpone (VR) 1896 - Cesena 1970
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bogoni


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    L'aratura

    S.Campanile
    Italia XX secolo
    Olio su tavola cm 28x40 firmato in basso a sx S.Campanile
    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 23  

    L'aratura

    S.Campanile S.Campanile
    Italia XX secolo
    Olio su tavola cm 28x40 firmato in basso a sx S.Campanile


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Emilio longoni
    Barlassina 1859 - Milano 1932
    Olio su masonite cm 36x46,5 firmato in basso a dx E.longoni
    137-Studio. Lago Alpino e ombre di nubi. Bernina
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Emilio longoni Emilio longoni
    Barlassina 1859 - Milano 1932
    Olio su masonite cm 36x46,5 firmato in basso a dx E.longoni
    137-Studio. Lago Alpino e ombre di nubi. Bernina


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    La fanciulla

    Rinaldo Agazzi
    Mapello (BG) 1857 - Bergamo 1939
    Olio su tela cm 59x49 firmato in basso a dx R.Agazzi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 23  

    La fanciulla

    Rinaldo Agazzi Rinaldo Agazzi
    Mapello (BG) 1857 - Bergamo 1939
    Olio su tela cm 59x49 firmato in basso a dx R.Agazzi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx R.Valori
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx R.Valori


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  • Lotto 23  

    Il bel sorriso

    Tranquillo Cremona
    Pavia 1837 - Milano 1878
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx T.C.

    Tranquillo Cremona nacque a Pavia il 10 aprile 1837 in una famiglia di origini ebraiche. Rimasto orfano in giovane età, intraprese gli studi artistici frequentando la Civica scuola di pittura di Pavia, dove fu allievo di Giacomo Trecourt.
    Clicca per espandere

    Nel 1852 si trasferì a Venezia per studiare all'Accademia di Belle Arti, dove fu influenzato dalla pittura veneta del Quattro e Cinquecento, in particolare dalla dissoluzione della linea di contorno tipica dell'ultimo Tiziano .

    Nel 1859 si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu orientato verso la pittura storica sotto la guida di Hayez. In questo periodo entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, un movimento culturale che comprendeva artisti, poeti e musicisti con tendenze anticonformiste e antiaccademiche .

    Lo stile di Cremona si caratterizzò per l'uso di pennellate morbide e sfumate, influenzato dalla pittura veneta e dalla ricerca di effetti atmosferici. Le sue opere più note includono "Il bacio" (1870), "L'edera" (1878) e "Melodia" (1874), tutte caratterizzate da una resa sensibile delle emozioni e da una ricerca sulla luce e sull'atmosfera .

    Tranquillo Cremona morì a Milano il 10 giugno 1878 all'età di 41 anni, probabilmente a causa di avvelenamento da piombo, sostanza contenuta nei pigmenti che utilizzava.

    STIMA min € 15000 - max € 16000

    Lotto 23  

    Il bel sorriso

    Tranquillo Cremona Tranquillo Cremona
    Pavia 1837 - Milano 1878
    Olio su tela cm 62x50 firmato in basso a dx T.C.

    Tranquillo Cremona nacque a Pavia il 10 aprile 1837 in una famiglia di origini ebraiche. Rimasto orfano in giovane età, intraprese gli studi artistici frequentando la Civica scuola di pittura di Pavia, dove fu allievo di Giacomo Trecourt.
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    Nel 1852 si trasferì a Venezia per studiare all'Accademia di Belle Arti, dove fu influenzato dalla pittura veneta del Quattro e Cinquecento, in particolare dalla dissoluzione della linea di contorno tipica dell'ultimo Tiziano .

    Nel 1859 si trasferì a Milano per frequentare l'Accademia di Brera, dove fu orientato verso la pittura storica sotto la guida di Hayez. In questo periodo entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura milanese, un movimento culturale che comprendeva artisti, poeti e musicisti con tendenze anticonformiste e antiaccademiche .

    Lo stile di Cremona si caratterizzò per l'uso di pennellate morbide e sfumate, influenzato dalla pittura veneta e dalla ricerca di effetti atmosferici. Le sue opere più note includono "Il bacio" (1870), "L'edera" (1878) e "Melodia" (1874), tutte caratterizzate da una resa sensibile delle emozioni e da una ricerca sulla luce e sull'atmosfera .

    Tranquillo Cremona morì a Milano il 10 giugno 1878 all'età di 41 anni, probabilmente a causa di avvelenamento da piombo, sostanza contenuta nei pigmenti che utilizzava.



    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a sx Fregonara
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a sx Fregonara


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    La lettura

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 28,5x18,5 firmato in basso a sx G.Amisani
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 23  

    La lettura

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su tavola cm 28,5x18,5 firmato in basso a sx G.Amisani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    La pittrice

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tela cm 59,5x49 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 23  

    La pittrice

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tela cm 59,5x49 firmato in basso a sx Vittorio Gussoni.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Vaporetto a Venezia

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 23  

    Vaporetto a Venezia

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
    Clicca per espandere


    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



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  • Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    San giorgio dal bacino Venezia

    Emma Ciardi nacque a Venezia il 13 gennaio 1879, figlia del pittore Guglielmo Ciardi e della pittrice Linda Locatelli, in una famiglia profondamente legata all'arte. Cresciuta nell'ambiente culturale e artistico di Venezia, iniziò a dipingere fin da giovane, ricevendo insegnamenti dal padre, noto esponente della Scuola veneziana del vero.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica iniziò a prendere forma con una serie di esposizioni che la resero una figura centrale nel panorama pittorico dell'epoca.

    Nel 1903, Emma partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Fra ombra e sole", che le permise di guadagnarsi un riconoscimento immediato. La sua passione per la luce e l'atmosfera veneziana si rifletteva in ogni sua opera, caratterizzata da un evidente influsso impressionista. Nel 1911, aprì uno studio proprio accanto a quello del padre nel sestiere di Santa Barnaba, a Venezia, continuando a dipingere scene di vita quotidiana e vedute della laguna.

    Il successo di Emma non si limitò all'Italia: nel 1910 organizzò una mostra personale a Londra presso le Leicester Galleries, seguita da un’altra nel 1913. Le sue opere furono successivamente esposte anche a New York, attraverso la Howard Young Gallery. Il suo stile, che univa la tradizione del vedutismo veneziano con una sensibilità moderna, le consentì di guadagnarsi un pubblico internazionale. Le sue opere, che catturavano l’essenza di Venezia, erano caratterizzate da una delicata attenzione alla luce e alle ombre, diventando così un simbolo della città.

    Emma Ciardi morì a Venezia nel 1933.

    STIMA min € 8000 - max € 9000

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    San giorgio dal bacino Venezia

    Emma Ciardi nacque a Venezia il 13 gennaio 1879, figlia del pittore Guglielmo Ciardi e della pittrice Linda Locatelli, in una famiglia profondamente legata all'arte. Cresciuta nell'ambiente culturale e artistico di Venezia, iniziò a dipingere fin da giovane, ricevendo insegnamenti dal padre, noto esponente della Scuola veneziana del vero.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica iniziò a prendere forma con una serie di esposizioni che la resero una figura centrale nel panorama pittorico dell'epoca.

    Nel 1903, Emma partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Fra ombra e sole", che le permise di guadagnarsi un riconoscimento immediato. La sua passione per la luce e l'atmosfera veneziana si rifletteva in ogni sua opera, caratterizzata da un evidente influsso impressionista. Nel 1911, aprì uno studio proprio accanto a quello del padre nel sestiere di Santa Barnaba, a Venezia, continuando a dipingere scene di vita quotidiana e vedute della laguna.

    Il successo di Emma non si limitò all'Italia: nel 1910 organizzò una mostra personale a Londra presso le Leicester Galleries, seguita da un’altra nel 1913. Le sue opere furono successivamente esposte anche a New York, attraverso la Howard Young Gallery. Il suo stile, che univa la tradizione del vedutismo veneziano con una sensibilità moderna, le consentì di guadagnarsi un pubblico internazionale. Le sue opere, che catturavano l’essenza di Venezia, erano caratterizzate da una delicata attenzione alla luce e alle ombre, diventando così un simbolo della città.

    Emma Ciardi morì a Venezia nel 1933.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 21,5x28 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA min € 700 - max € 900

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 21,5x28 firmato in basso a sx G.Menato


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    La magna, Lago di Como

    Luigi Bisi
    Milano 1814 - Milano 1886
    Olio su tela cm 27x39,5 firmato in basso a dx L.Bisi.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 23  

    La magna, Lago di Como

    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano 1814 - Milano 1886
    Olio su tela cm 27x39,5 firmato in basso a dx L.Bisi.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Leopoldo Burlando
    Milano 1841-1915
    Olio su tavola cm 26x19 firmato in basso a dx L.Burlando



    Leopoldo Burlando nacque a Milano il 3 luglio 1841 e morì nella stessa città il 15 aprile 1915. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per le arti visive, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Luigi Bisi, rinomato pittore e prospettico.
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    Sotto la guida di Bisi, Burlando approfondì lo studio dell'architettura e della prospettiva, discipline che influenzarono profondamente la sua produzione artistica.

    Inizialmente, Burlando si dedicò all'architettura e alla prospettiva, ma successivamente si orientò verso la pittura, utilizzando sia la tecnica dell'olio sia quella dell'acquerello. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. I suoi soggetti preferiti includevano vedute urbane e interni architettonici, con particolare attenzione al Duomo di Milano, alla Certosa di Pavia, alla Rocca d'Angera e agli interni dell'Ambrosiana. Le sue rappresentazioni di Venezia, in particolare della Basilica di San Marco, sono apprezzate per la precisione prospettica e la resa luminosa.

    Oltre alla sua attività pittorica, Burlando fu anche un apprezzato docente. Per oltre quarant'anni, insegnò disegno industriale presso l'orfanotrofio maschile di Milano, contribuendo alla formazione artistica di numerosi giovani. Per il suo impegno, fu nominato socio onorario dell'Accademia di Brera. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1915, fu commemorato con una lapide che ne celebrava il contributo all'arte e all'educazione.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Leopoldo Burlando Leopoldo Burlando
    Milano 1841-1915
    Olio su tavola cm 26x19 firmato in basso a dx L.Burlando



    Leopoldo Burlando nacque a Milano il 3 luglio 1841 e morì nella stessa città il 15 aprile 1915. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per le arti visive, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Luigi Bisi, rinomato pittore e prospettico.
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    Sotto la guida di Bisi, Burlando approfondì lo studio dell'architettura e della prospettiva, discipline che influenzarono profondamente la sua produzione artistica.

    Inizialmente, Burlando si dedicò all'architettura e alla prospettiva, ma successivamente si orientò verso la pittura, utilizzando sia la tecnica dell'olio sia quella dell'acquerello. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. I suoi soggetti preferiti includevano vedute urbane e interni architettonici, con particolare attenzione al Duomo di Milano, alla Certosa di Pavia, alla Rocca d'Angera e agli interni dell'Ambrosiana. Le sue rappresentazioni di Venezia, in particolare della Basilica di San Marco, sono apprezzate per la precisione prospettica e la resa luminosa.

    Oltre alla sua attività pittorica, Burlando fu anche un apprezzato docente. Per oltre quarant'anni, insegnò disegno industriale presso l'orfanotrofio maschile di Milano, contribuendo alla formazione artistica di numerosi giovani. Per il suo impegno, fu nominato socio onorario dell'Accademia di Brera. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1915, fu commemorato con una lapide che ne celebrava il contributo all'arte e all'educazione.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Lost in the sky

    Beatrice Rosmino
    Lost in the sky
    Tecnica mista su tela cm 70x100 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 23  

    Lost in the sky

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Lost in the sky
    Tecnica mista su tela cm 70x100 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.



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  • Lotto 23  

    Scena familiare

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 63,5x70,5 firmato in basso a sx Venanzio Zolla
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 23  

    Scena familiare

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 63,5x70,5 firmato in basso a sx Venanzio Zolla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Paesaggio montano 1873

    Giovanni Battista Ferrari


    Giovanni Battista Ferrari nacque a Brescia il 13 ottobre 1829, nella contrada delle Grazie, primo di sei figli. Fin dalla giovinezza mostrò inclinazione per il disegno e la pittura, e nel 1855 si iscrisse alla scuola della civica Pinacoteca di Brescia, diretta da Gabriele Rottini, dove seguì i corsi di paesaggio e figura.
    Clicca per espandere

    Nel 1856 ottenne una pensione che gli permise di trasferirsi a Milano per frequentare i corsi dell’Accademia di Brera, in particolare quelli di paesaggio diretti da Albert Zimmermann.

    Durante gli anni ’60 intraprese anche viaggi all’estero, toccando Londra e gli Stati Uniti, ma questi spostamenti non modificarono la sua vocazione principale: la pittura del paesaggio lombardo e trentino. Tornato in Italia, si stabilì a Milano intorno al 1872 pur mantenendo forti legami con Brescia e con la valle del Quel suo padre era originario, la Val di Sole.

    Ferrari dedicò l’intera carriera al paesaggio: laghi, valli, corsi d’acqua, campagne lombarde e alpine, e la presenza dell’uomo e della natura laboriosa vi è spesso richiamata attraverso contadini all’opera, mietitrici, aratori, scene rurali immerse in una luce vibrante e nitida. Pur radicato nella tradizione naturalista della seconda metà del XIX secolo, egli non aderì alle avanguardie del periodo, preferendo un linguaggio diretto, leggibile e coerente.

    Nel 1870 vinse il prestigioso premio Mylius alla Brera con un’opera rappresentante una veduta di Brescia, riconoscimento che confermò il suo ruolo tra i paesaggisti lombardi. Continuò a esporre regolarmente nelle sale milanesi, torinesi e genovesi, e la sua pittura venne apprezzata per la capacità di cogliere la luce, l’atmosfera dei laghi e delle montagne, senza stravolgere la scena ma rivelandola con sincerità.

    Giovanni Battista Ferrari morì a Milano il 26 aprile 1906, all’età di 76 anni.


    Olio su tela cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Ferrari

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 23  

    Paesaggio montano 1873

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari


    Giovanni Battista Ferrari nacque a Brescia il 13 ottobre 1829, nella contrada delle Grazie, primo di sei figli. Fin dalla giovinezza mostrò inclinazione per il disegno e la pittura, e nel 1855 si iscrisse alla scuola della civica Pinacoteca di Brescia, diretta da Gabriele Rottini, dove seguì i corsi di paesaggio e figura.
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    Nel 1856 ottenne una pensione che gli permise di trasferirsi a Milano per frequentare i corsi dell’Accademia di Brera, in particolare quelli di paesaggio diretti da Albert Zimmermann.

    Durante gli anni ’60 intraprese anche viaggi all’estero, toccando Londra e gli Stati Uniti, ma questi spostamenti non modificarono la sua vocazione principale: la pittura del paesaggio lombardo e trentino. Tornato in Italia, si stabilì a Milano intorno al 1872 pur mantenendo forti legami con Brescia e con la valle del Quel suo padre era originario, la Val di Sole.

    Ferrari dedicò l’intera carriera al paesaggio: laghi, valli, corsi d’acqua, campagne lombarde e alpine, e la presenza dell’uomo e della natura laboriosa vi è spesso richiamata attraverso contadini all’opera, mietitrici, aratori, scene rurali immerse in una luce vibrante e nitida. Pur radicato nella tradizione naturalista della seconda metà del XIX secolo, egli non aderì alle avanguardie del periodo, preferendo un linguaggio diretto, leggibile e coerente.

    Nel 1870 vinse il prestigioso premio Mylius alla Brera con un’opera rappresentante una veduta di Brescia, riconoscimento che confermò il suo ruolo tra i paesaggisti lombardi. Continuò a esporre regolarmente nelle sale milanesi, torinesi e genovesi, e la sua pittura venne apprezzata per la capacità di cogliere la luce, l’atmosfera dei laghi e delle montagne, senza stravolgere la scena ma rivelandola con sincerità.

    Giovanni Battista Ferrari morì a Milano il 26 aprile 1906, all’età di 76 anni.


    Olio su tela cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Ferrari



    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Rose

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 49x79 firmato in basso a sx G.Sottocornola

    Giovanni Sottocornola, nato a Milano il 1° agosto 1855, proveniva da umili origini e, rimasto orfano di padre, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Brera nel 1875. In questo periodo, influenzato dal divisionismo, dipinse ritratti e nature morte.
    Clicca per espandere

    La cultura italiana viveva un periodo di cambiamento, e Sottocornola si unì a un gruppo di innovatori che vedeva nel divisionismo una via di rinnovamento tecnico e linguistico.

    Nei primi anni Ottanta, l'artista eseguì opere divisioniste, ma la sua attenzione ai temi sociali crebbe negli anni successivi. Nel 1886, all'Esposizione nazionale di belle arti, presentò la "Frutera", testimonianza della sua transizione dalle influenze accademiche al realismo sociale. L'interesse per il lavoro divenne centrale nella sua produzione, ma senza intenti di denuncia evidenti.

    Il decennio tra il 1888 e le cannonate di Bava Beccaris (1898) fu il periodo più creativo per Sottocornola, evidenziato dalla sua partecipazione alla Triennale di Brera del 1891. Qui espose opere divisioniste come "Fuori porta" e "Il muratore". La sua pittura abbracciò un "divisionismo ideista", influenzato da Segantini e Previati, con un focus coraggioso sui temi sociali.

    La sua attenzione al lavoro femminile, evidente in opere come "Le operaie" e "Chiacchiere a Corso Garibaldi", caratterizzò la sua produzione. Sottocornola mantenne un approccio centrato sulla luce e le sue vibrazioni tonali, anche quando si avvicinò alla pittura a fresco e al restauro.

    Dopo le repressioni del 1898, Sottocornola si orientò verso l'intimismo familiare e paesaggistico, con un'evoluzione stilistica verso un divisionismo più delicato. Morì nel 1917, e la sua eredità artistica fu onorata con una mostra postuma. La sua carriera riflette il passaggio da influenze accademiche al realismo sociale e al divisionismo, con una sensibilità particolare verso i temi sociali e l'evoluzione delle condizioni di vita nella Milano industriale.

    STIMA min € 7000 - max € 9000

    Lotto 23  

    Rose

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Olio su tela cm 49x79 firmato in basso a sx G.Sottocornola

    Giovanni Sottocornola, nato a Milano il 1° agosto 1855, proveniva da umili origini e, rimasto orfano di padre, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Brera nel 1875. In questo periodo, influenzato dal divisionismo, dipinse ritratti e nature morte.
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    La cultura italiana viveva un periodo di cambiamento, e Sottocornola si unì a un gruppo di innovatori che vedeva nel divisionismo una via di rinnovamento tecnico e linguistico.

    Nei primi anni Ottanta, l'artista eseguì opere divisioniste, ma la sua attenzione ai temi sociali crebbe negli anni successivi. Nel 1886, all'Esposizione nazionale di belle arti, presentò la "Frutera", testimonianza della sua transizione dalle influenze accademiche al realismo sociale. L'interesse per il lavoro divenne centrale nella sua produzione, ma senza intenti di denuncia evidenti.

    Il decennio tra il 1888 e le cannonate di Bava Beccaris (1898) fu il periodo più creativo per Sottocornola, evidenziato dalla sua partecipazione alla Triennale di Brera del 1891. Qui espose opere divisioniste come "Fuori porta" e "Il muratore". La sua pittura abbracciò un "divisionismo ideista", influenzato da Segantini e Previati, con un focus coraggioso sui temi sociali.

    La sua attenzione al lavoro femminile, evidente in opere come "Le operaie" e "Chiacchiere a Corso Garibaldi", caratterizzò la sua produzione. Sottocornola mantenne un approccio centrato sulla luce e le sue vibrazioni tonali, anche quando si avvicinò alla pittura a fresco e al restauro.

    Dopo le repressioni del 1898, Sottocornola si orientò verso l'intimismo familiare e paesaggistico, con un'evoluzione stilistica verso un divisionismo più delicato. Morì nel 1917, e la sua eredità artistica fu onorata con una mostra postuma. La sua carriera riflette il passaggio da influenze accademiche al realismo sociale e al divisionismo, con una sensibilità particolare verso i temi sociali e l'evoluzione delle condizioni di vita nella Milano industriale.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
    Clicca per espandere



    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.



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  • Lotto 23  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 23  

    Lago di Lecco

    Carlo Pizzi Carlo Pizzi
    Lecco 1842 - Milano 1909
    Olio su tela cm 18x32,5 firmato in basso a dx C.Pizzi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 23  

    Sul molo ( difetti )

    Aleksandr Gerasimov
    Kozlov 1881 - Mosca 1963
    Olio su cartone cm 22x33,5 firmato in basso a dx Aleksandr Gerasimov

    Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.
    Clicca per espandere



    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.

    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 23  

    Sul molo ( difetti )

    Aleksandr Gerasimov Aleksandr Gerasimov
    Kozlov 1881 - Mosca 1963
    Olio su cartone cm 22x33,5 firmato in basso a dx Aleksandr Gerasimov

    Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.
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    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963Aleksandr Mikhailovich Gerasimov nacque il 12 agosto 1881 a Kozlov, oggi Michurinsk, in Russia, e morì il 23 luglio 1963 a Mosca. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi alla prestigiosa Moscow School of Painting, Sculpture and Architecture, dove studiò sotto maestri come Abram Arkhipov, Konstantin Korovin e Valentin Serov, sviluppando una solida formazione tecnica e una profonda sensibilità per la figura e il paesaggio.

    Nei primi anni della sua carriera si dedicò a scenografie teatrali, paesaggi e nature morte, avvicinandosi inizialmente al realismo naturalistico e ricevendo influenze impressioniste. Con l’ascesa del nuovo regime sovietico, negli anni Venti e Trenta, Gerasimov abbracciò il linguaggio del realismo socialista, diventando uno dei principali interpreti ufficiali del movimento. Realizzò numerosi ritratti di Lenin, Stalin e altri leader sovietici, opere cariche di valore ideologico che ne consolidarono la fama e lo posero al centro della vita artistica dell’Unione Sovietica.

    Pur impegnato nella pittura ufficiale, Gerasimov continuò a lavorare anche su paesaggi, nature morte e scene di vita rurale, mantenendo una sensibilità personale nella resa della luce e della materia. La sua tecnica combinava rigore accademico e capacità narrativa, rendendo le sue opere riconoscibili e coerenti con la tradizione figurativa russa.

    Negli anni Trenta e Quaranta ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Stalin Prize, e nel 1947 fu nominato primo Presidente dell’Accademia delle Arti dell’URSS, incarico che mantenne fino al 1957, guidando la direzione ufficiale delle arti visive nel periodo postbellico. Gerasimov morì a Mosca nel 1963.



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  • Lotto 24  

    Lago di Como

    Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su cartone cm 14x30,5 firmato in alto a sx G.Solenghi



    Giuseppe Solenghi nacque a Milano il 3 maggio 1879. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò dal 1892 al 1895.
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    Durante il suo percorso formativo, fu allievo di illustri maestri come Cesare Tallone per la pittura, Ernesto Bazzaro per la scultura e l'incisione, e Giuseppe Mentessi per la prospettiva.

    Nei primi anni della sua carriera, tra il 1895 e il 1900, Solenghi si dedicò alla riproduzione di manoscritti miniati, affinando la sua tecnica e il suo senso del dettaglio. Tuttavia, fu nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale che iniziò a esporre regolarmente le sue opere, concentrandosi principalmente su paesaggi urbani e vedute della "vecchia Milano". Le sue rappresentazioni della città, spesso avvolte in atmosfere umide e nebbiose, catturavano scorci dei Navigli, delle strade e delle piazze milanesi, offrendo una testimonianza visiva della trasformazione urbana dell'epoca.

    Oltre a Milano, Solenghi mostrò un particolare interesse per la laguna veneta, in particolare per Chioggia, che ritrasse in diverse opere. La sua predilezione per paesaggi acquatici e atmosfere brumose gli valse il soprannome dialettale di "El Brumista", ovvero "il pittore della bruma".

    Nel corso della sua carriera, Solenghi utilizzò diverse tecniche pittoriche, tra cui l'olio, l'acquerello e il pastello, dimostrando una notevole versatilità. Si dedicò anche al ritratto, realizzando numerosi dipinti di cantanti del Teatro alla Scala nei costumi dei personaggi da loro interpretati.

    Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Fondazione Cariplo di Milano, che possiede il dipinto su tavola "Antico ponte di Porta Romana" (1920), e la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, che ospita diverse sue vedute urbane.

    Giuseppe Solenghi morì l'8 marzo 1944 a Cernobbio, sul Lago di Como. Fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, e in suo onore, il Comune di Milano gli ha intitolato una via.

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 24  

    Lago di Como

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su cartone cm 14x30,5 firmato in alto a sx G.Solenghi



    Giuseppe Solenghi nacque a Milano il 3 maggio 1879. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per l'arte, che lo portò a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò dal 1892 al 1895.
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    Durante il suo percorso formativo, fu allievo di illustri maestri come Cesare Tallone per la pittura, Ernesto Bazzaro per la scultura e l'incisione, e Giuseppe Mentessi per la prospettiva.

    Nei primi anni della sua carriera, tra il 1895 e il 1900, Solenghi si dedicò alla riproduzione di manoscritti miniati, affinando la sua tecnica e il suo senso del dettaglio. Tuttavia, fu nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale che iniziò a esporre regolarmente le sue opere, concentrandosi principalmente su paesaggi urbani e vedute della "vecchia Milano". Le sue rappresentazioni della città, spesso avvolte in atmosfere umide e nebbiose, catturavano scorci dei Navigli, delle strade e delle piazze milanesi, offrendo una testimonianza visiva della trasformazione urbana dell'epoca.

    Oltre a Milano, Solenghi mostrò un particolare interesse per la laguna veneta, in particolare per Chioggia, che ritrasse in diverse opere. La sua predilezione per paesaggi acquatici e atmosfere brumose gli valse il soprannome dialettale di "El Brumista", ovvero "il pittore della bruma".

    Nel corso della sua carriera, Solenghi utilizzò diverse tecniche pittoriche, tra cui l'olio, l'acquerello e il pastello, dimostrando una notevole versatilità. Si dedicò anche al ritratto, realizzando numerosi dipinti di cantanti del Teatro alla Scala nei costumi dei personaggi da loro interpretati.

    Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche, tra cui la Fondazione Cariplo di Milano, che possiede il dipinto su tavola "Antico ponte di Porta Romana" (1920), e la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, che ospita diverse sue vedute urbane.

    Giuseppe Solenghi morì l'8 marzo 1944 a Cernobbio, sul Lago di Como. Fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, e in suo onore, il Comune di Milano gli ha intitolato una via.



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  • Lotto 24  

    Paesaggio innevato

    Luigi Frigerio
    Milano 1873 - 1936
    Olio su tavola cm 44,5x60 firmato in basso a sx Frigerio.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 24  

    Paesaggio innevato

    Luigi Frigerio Luigi Frigerio
    Milano 1873 - 1936
    Olio su tavola cm 44,5x60 firmato in basso a sx Frigerio.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Verona Ponte Navi 1919

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 30,5x25 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 800 - max € 900

    Lotto 24  

    Verona Ponte Navi 1919

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 30,5x25 firmato in basso a dx G.Menato


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



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  • Lotto 24  

    Carnevale Veneziano

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
    Clicca per espandere

    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 24  

    Carnevale Veneziano

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



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  • Lotto 24  

    San Giorgio a Venezia

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 24  

    San Giorgio a Venezia

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su tavola cm 10x10 firmato in basso a dx Jwill



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  • Lotto 24  

    Attorno al fuoco

    Arnaldo Soldini
    Brescia 1862 - Val Trompia 1936
    Olio su tela cm 42,5x62,5 firmato in basso a dx A.Soldini.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 24  

    Attorno al fuoco

    Arnaldo Soldini Arnaldo Soldini
    Brescia 1862 - Val Trompia 1936
    Olio su tela cm 42,5x62,5 firmato in basso a dx A.Soldini.


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  • Lotto 24  

    Nobildonna

    Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Pastelli su carta cm 75x86 firmato in basso a dx A.Landi
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 24  

    Nobildonna

    Angelo Landi Angelo Landi
    Salo' (BS) 1879 - 1944
    Pastelli su carta cm 75x86 firmato in basso a dx A.Landi


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  • Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara


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  • Lotto 24  

    Paesaggio rurale

    Raffaele De Grada
    Milano 1885 - Milano 1957
    Olio su tela cm 70x90 firmato in basso a dx R.Grada.

    Raffaele De Grada nacque a Milano il 2 marzo 1885, primogenito di Antonio, pittore decoratore, e di Teresa Amelotti. La sua famiglia, radicata nella tradizione artistica, si trasferì in Argentina nel 1889 e successivamente in Svizzera nel 1895.
    Clicca per espandere

    Giovanissimo, assistette il padre nei lavori di decorazione di chiese e case nobili .

    Dal 1902 al 1908, De Grada studiò presso le Accademie di Dresda e di Karlsruhe, dove fu influenzato dalla pittura paesaggistica tedesca e dalla Secessione viennese. Nel 1913 esordì con una personale a Zurigo, città in cui si stabilì definitivamente nel 1915, sposando Magda Ceccarelli. Nel 1916 nacque a Zurigo il figlio Raffaele, che in seguito si dedicherà alla critica d'arte e alla politica .

    Nel 1919, De Grada decise di stabilirsi definitivamente in Italia. Nel 1920 si trasferì a San Gimignano, dove nacque la figlia Lidia, per poi stabilirsi a Settignano, vicino a Firenze. La sua prima personale italiana si tenne nel 1921 a Firenze, presso il Palazzo Antinori, ottenendo l'attenzione della critica e dell'ambiente artistico fiorentino. Nel 1922 partecipò alla Biennale di Venezia e divenne membro del movimento Novecento Italiano, esponendo alle sue mostre del 1926 e 1929 a Milano .

    Nel 1930 si trasferì a Milano e nel 1931 fu chiamato a insegnare all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, incarico che mantenne fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggio, rappresentando le periferie milanesi, la Brianza e la Toscana, influenzato dalla pittura di Corot e Cézanne.

    Raffaele De Grada morì a Milano il 10 aprile 1957.

    STIMA min € 4500 - max € 5000

    Lotto 24  

    Paesaggio rurale

    Raffaele De Grada Raffaele De Grada
    Milano 1885 - Milano 1957
    Olio su tela cm 70x90 firmato in basso a dx R.Grada.

    Raffaele De Grada nacque a Milano il 2 marzo 1885, primogenito di Antonio, pittore decoratore, e di Teresa Amelotti. La sua famiglia, radicata nella tradizione artistica, si trasferì in Argentina nel 1889 e successivamente in Svizzera nel 1895.
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    Giovanissimo, assistette il padre nei lavori di decorazione di chiese e case nobili .

    Dal 1902 al 1908, De Grada studiò presso le Accademie di Dresda e di Karlsruhe, dove fu influenzato dalla pittura paesaggistica tedesca e dalla Secessione viennese. Nel 1913 esordì con una personale a Zurigo, città in cui si stabilì definitivamente nel 1915, sposando Magda Ceccarelli. Nel 1916 nacque a Zurigo il figlio Raffaele, che in seguito si dedicherà alla critica d'arte e alla politica .

    Nel 1919, De Grada decise di stabilirsi definitivamente in Italia. Nel 1920 si trasferì a San Gimignano, dove nacque la figlia Lidia, per poi stabilirsi a Settignano, vicino a Firenze. La sua prima personale italiana si tenne nel 1921 a Firenze, presso il Palazzo Antinori, ottenendo l'attenzione della critica e dell'ambiente artistico fiorentino. Nel 1922 partecipò alla Biennale di Venezia e divenne membro del movimento Novecento Italiano, esponendo alle sue mostre del 1926 e 1929 a Milano .

    Nel 1930 si trasferì a Milano e nel 1931 fu chiamato a insegnare all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, incarico che mantenne fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggio, rappresentando le periferie milanesi, la Brianza e la Toscana, influenzato dalla pittura di Corot e Cézanne.

    Raffaele De Grada morì a Milano il 10 aprile 1957.



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  • Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 59x74,5 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 59x74,5 firmato in basso a sx C.Tagliabue


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 31x36 firmato in basso a dx A.Piatti 1918
    STIMA min € 700 - max € 800

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 31x36 firmato in basso a dx A.Piatti 1918


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  • Lotto 24  

    Mercato a Como

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 55x74 firmato in basso a sx S.Poma
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 24  

    Mercato a Como

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 55x74 firmato in basso a sx S.Poma


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  • Lotto 24  

    Natura morta con vasi

    Marcello Scuffi
    Tizzana (PT) 1948 - 2021
    Olio su tela cm 50x36 firmato in basso a dx Scuffi
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 24  

    Natura morta con vasi

    Marcello Scuffi Marcello Scuffi
    Tizzana (PT) 1948 - 2021
    Olio su tela cm 50x36 firmato in basso a dx Scuffi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 24  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Angolo Ligure

    Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Angolo Ligure
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 24  

    Angolo Ligure

    Bartolomeo Giuliano Bartolomeo Giuliano
    Susa 1825 - Milano 1909
    Angolo Ligure


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Stendendo i panni

    Emilio Gola
    Milano 1851 - 1923
    Stendendo i panni
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 24  

    Stendendo i panni

    Emilio Gola Emilio Gola
    Milano 1851 - 1923
    Stendendo i panni


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    L'isola Bella

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 30x49 firmato in basso a sx A. Preda
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 24  

    L'isola Bella

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 30x49 firmato in basso a sx A. Preda


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Neve in Val d'Aosta

    Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 29x40,5 firmato in alto a dx C.Maggi
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 24  

    Neve in Val d'Aosta

    Cesare Maggi Cesare Maggi
    Roma 1881 - Torino 1962
    Olio su tavola cm 29x40,5 firmato in alto a dx C.Maggi


    9 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Lungo il fiume

    Ambrogio Raffele
    Vigevano (PV) 1845-1928
    Olio su tavola cm 17x26 firmato in basso a dx A.Raffele
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 24  

    Lungo il fiume

    Ambrogio Raffele Ambrogio Raffele
    Vigevano (PV) 1845-1928
    Olio su tavola cm 17x26 firmato in basso a dx A.Raffele


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 24  

    Chierichetti

    Arturo Albertazzi
    Vogogna (NO) 1881- Ghiffa (VB) 1917
    Olio su tela cm 64x114 firmato in basso a sx A.Albertazzi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 24  

    Chierichetti

    Arturo Albertazzi Arturo Albertazzi
    Vogogna (NO) 1881- Ghiffa (VB) 1917
    Olio su tela cm 64x114 firmato in basso a sx A.Albertazzi


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  • Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 37x55 firmato in basso a dx Rossi
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 37x55 firmato in basso a dx Rossi


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  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Il Cervino
    STIMA min € 400 - max € 500

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Il Cervino


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  • Lotto 24  

    Il ponte di Pavia

    Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su tela applicata cm 35x40 firmato in basso a dx M.Acerbi
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 24  

    Il ponte di Pavia

    Mario Acerbi Mario Acerbi
    Milano 1887 - Pavia 1982
    Olio su tela applicata cm 35x40 firmato in basso a dx M.Acerbi


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  • Lotto 24  

    Catena alpina

    Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su tela cm 69x146 firmato in basso a sinistra Amus
    STIMA min € 8000 - max € 10000

    Lotto 24  

    Catena alpina

    Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su tela cm 69x146 firmato in basso a sinistra Amus


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  • Lotto 24  

    Scorcio di Venezia

    Giuseppe Menato
    Bovolone (VR) 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 25x34 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 24  

    Scorcio di Venezia

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone (VR) 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 25x34 firmato in basso a dx G.Menato


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  • Lotto 24  

    Vecchie case sul fiume

    Guido Somelli
    Firenze 1881 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 42,5x58 firmato in basso a dx G.Somelli

    Guido Somelli nacque a Firenze nel 1881 e qui morì nel 1940, dedicando la sua vita alla pittura figurativa con particolare attenzione ai paesaggi, alle vedute urbane e alle scene di vita quotidiana. Fin da giovane dimostrò talento e passione per l’arte, iniziando a dipingere nella sua città natale e partecipando presto a mostre e rassegne che gli permisero di farsi conoscere, sia in Italia sia, occasionalmente, all’estero.
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    La sua produzione spaziò tra paesaggi della campagna toscana, scorci di Firenze e del suo territorio, nature morte e scene di vita quotidiana, sempre caratterizzate da un’attenzione alla luce, all’atmosfera e ai dettagli. Nel 1913 Somelli partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione a Roma, presentando una figura femminile nuda che rivelava la sua apertura verso i linguaggi artistici più ampi e il confronto con i fermenti culturali italiani ed europei.

    Negli anni Venti e Trenta espose in varie manifestazioni artistiche in Toscana, presentando opere che spaziavano dai paesaggi di campagna a scene di vita rurale, con uno stile che univa precisione descrittiva e sensibilità poetica. Le sue opere mostrano una tavolozza misurata, un tratto sicuro e la capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, dalle sponde dell’Arno ai borghi e alle colline toscane, sempre con grande rispetto per l’atmosfera naturale e urbana.

    Somelli rimase coerente nella sua ricerca di una pittura figurativa radicata nella realtà osservata, convinto che la verità visiva fosse anche espressione di bellezza e poesia.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 24  

    Vecchie case sul fiume

    Guido Somelli Guido Somelli
    Firenze 1881 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 42,5x58 firmato in basso a dx G.Somelli

    Guido Somelli nacque a Firenze nel 1881 e qui morì nel 1940, dedicando la sua vita alla pittura figurativa con particolare attenzione ai paesaggi, alle vedute urbane e alle scene di vita quotidiana. Fin da giovane dimostrò talento e passione per l’arte, iniziando a dipingere nella sua città natale e partecipando presto a mostre e rassegne che gli permisero di farsi conoscere, sia in Italia sia, occasionalmente, all’estero.
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    La sua produzione spaziò tra paesaggi della campagna toscana, scorci di Firenze e del suo territorio, nature morte e scene di vita quotidiana, sempre caratterizzate da un’attenzione alla luce, all’atmosfera e ai dettagli. Nel 1913 Somelli partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione a Roma, presentando una figura femminile nuda che rivelava la sua apertura verso i linguaggi artistici più ampi e il confronto con i fermenti culturali italiani ed europei.

    Negli anni Venti e Trenta espose in varie manifestazioni artistiche in Toscana, presentando opere che spaziavano dai paesaggi di campagna a scene di vita rurale, con uno stile che univa precisione descrittiva e sensibilità poetica. Le sue opere mostrano una tavolozza misurata, un tratto sicuro e la capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, dalle sponde dell’Arno ai borghi e alle colline toscane, sempre con grande rispetto per l’atmosfera naturale e urbana.

    Somelli rimase coerente nella sua ricerca di una pittura figurativa radicata nella realtà osservata, convinto che la verità visiva fosse anche espressione di bellezza e poesia.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Il giovane pifferaio

    Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx L.Postiglione
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 24  

    Il giovane pifferaio

    Luca Postiglione Luca Postiglione
    Napoli 1876 - 1936
    Olio su tavola cm 14x22,5 firmato in basso a dx L.Postiglione


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Paesaggio Montano

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 18,5x24 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 24  

    Paesaggio Montano

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su cartone cm 18,5x24 firmato in basso a dx O.Albertini

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Le rose

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 147x109 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Lotto 24  

    Le rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 147x109 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



    9 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Riva di...

    Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a sx V.Zilla



    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
    Clicca per espandere

    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 24  

    Riva di...

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Olio su tavola cm 51x60 firmato in basso a sx V.Zilla



    Vittore Zanetti Zilla nacque a Venezia il 21 marzo 1864 in una famiglia agiata, e si spense a Milano il 6 febbraio 1946. Fin da giovane frequentò scuole tecniche nella città lagunare e, parallelamente, iniziò a coltivare l’interesse per la pittura, frequentando lo studio del pittore veneziano Giacomo Favretto, amico di famiglia.
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    Ottenuto il diploma di scuola superiore nel 1882, si avvicinò agli studi d’arte sotto la guida di Egisto Lancerotto, apprendendo le basi tecniche del disegno e della composizione. Successivamente visse per un periodo a Napoli e in Sicilia durante il servizio militare, per poi tornare a Venezia e trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, dove lavorò come insegnante pur senza mai abbandonare la sua ricerca artistica.

    Nel 1898 intraprese un viaggio europeo che lo mise in contatto con i paesaggisti francesi e con le tendenze decorative dell’arte internazionale: da questo momento la sua pittura mutò diventando sempre di più veicolo di atmosfere, luce e colore anziché mera descrizione. Fin dalla prima edizione della Biennale di Venezia, a partire dal 1895, Zanetti Zilla prese parte con assiduità alle grandi esposizioni d’arte, consolidando la propria fama nel panorama italiano e oltre­confine.

    La sua poetica visiva si concentra soprattutto sulla laguna veneziana, sui suoi canali, barche, albe e tramonti. Tuttavia la tradizione veneziana si fonde in lui con influssi post-impressionisti e con un gusto elegante per la decorazione: nei suoi dipinti emerge un uso del colore puro e intenso, una pennellata che talvolta sembra sfiorare la ceramica, e una resa luminosa che evoca la superficie riflettente dell’acqua, la bruma mattutina e la quiete del paesaggio lagunare. Sperimentiò anche acquerello e tempera verniciata, tecniche che gli permisero di ottenere cromie brillanti e un tratto leggero, quasi grafico.

    Negli anni della Prima guerra mondiale si trasferì a Milano, dove rimase stabilmente fino alla morte. Qui, nel contesto meneghino, partecipò a mostre personali e continuò a esporre alla Galleria Pesaro e in altre sedi, mantenendo una produzione regolare e coerente. Lo stile di Zanetti Zilla rifiutava l’esibizione di mode d’avanguardia, preferendo al contrario una via personale fatta di colore, atmosfera e modulazione della luce. Le sue vedute veneziane, pur non rompendo con la tradizione, ne rivelano una maturità stilistica che le rende riconoscibili: la laguna non è soltanto tema geografico, ma luogo mentale, riflesso visivo e meditazione silenziosa.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Passera'

    Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx G.Legora
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 24  

    Passera'

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198
    Olio su tela cm 30x45,5 firmato in basso a sx G.Legora


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 24  

    Land of fire

    Beatrice Rosmino
    Land of fire
    Acrilico su tela cm 20x20 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.

    STIMA min € 400 - max € 500

    Lotto 24  

    Land of fire

    Beatrice Rosmino Beatrice Rosmino
    Land of fire
    Acrilico su tela cm 20x20 firmato al retro

    Beatrice Rosmino, nata a Genova nel 2001, si diploma al Liceo Artistico Paul Klee di Genova con indirizzo Arti Figurative. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue la Laurea Triennale in Pittura e frequenta attualmente l’ultimo anno del Biennio Specialistico.
    Clicca per espandereDurante il percorso accademico partecipa a diverse esposizioni tra Milano e Genova: Mostra ‘Ritorno a Rodoy’ 2021-22 organizzata dal Collegio dei Maestri di sci del Veneto in collaborazione con l’AMSI del Veneto; Mostra ‘Luce, occhio, visione’ al congresso annuale VideoCatarattaRefrattiva e altri - ottobre 2024; Live Painting presso Ladidà Genova - novembre 2024; Esposizioni al locale Bottini - Milano Dicembre/Gennaio 2025.
    Nel 2024 lavora come mediatrice culturale presso la Fondazione Prada a Milano e prende parte all’edizione del Progetto BAU contenitore di Cultura Contemporanea – BAU 20.
    Realizza principalmente quadri astratti, traendo ispirazione dalla realtà per restituirla secondo una visione personale: un insieme di colori, sfumature e segni che si intrecciano, convivono e si completano a vicenda in un unico meccanismo. Le sue opere mirano a suscitare nell’osservatore una visione intima e soggettiva, capace di evocare esperienze vissute o luoghi carichi di emozione.



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  • Lotto 25  

    Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su cartone cm 35x47 firmato in basso a sx Z. Dal Bo
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 25  

    Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su cartone cm 35x47 firmato in basso a sx Z. Dal Bo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Eugenio Bonzanini
    Verona 1871 - Milano 1932
    Olio su tela cm 30x52 firmato in basso a sx E.Bonzanini
    STIMA min € 600 - max € 700

    Eugenio Bonzanini Eugenio Bonzanini
    Verona 1871 - Milano 1932
    Olio su tela cm 30x52 firmato in basso a sx E.Bonzanini


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Paesaggio

    Camillo Rapetti
    Milano 1859 - 1929
    Olio su tavola cm 22x49 firmato in basso a sx C.Rapetti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    Paesaggio

    Camillo Rapetti Camillo Rapetti
    Milano 1859 - 1929
    Olio su tavola cm 22x49 firmato in basso a sx C.Rapetti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Nubi
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Nubi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Capricci di bimbi

    Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 43,5x58 firmato in basso a dx Fabbi
    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 25  

    Capricci di bimbi

    Fabio Fabbi Fabio Fabbi
    Bologna 1861 - 1945
    Olio su tavola cm 43,5x58 firmato in basso a dx Fabbi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Colori d'autunno

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Mus
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 25  

    Colori d'autunno

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx I.Mus


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  • Lotto 25  

    Val Ferret, Courmayeur

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    Val Ferret, Courmayeur

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Interno di chiesa

    Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su tavola cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx Pesenti
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 25  

    Interno di chiesa

    Domenico Pesenti Domenico Pesenti
    Medole 1843 - Mantova 1918
    Olio su tavola cm 23,5x17,5 firmato in basso a dx Pesenti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Processione

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    Processione

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Veduta di lago

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 35x65 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 25  

    Veduta di lago

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 35x65 firmato in basso a dx A.Preda


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • A. Maria Reyna Manescau
    Coin 1859 - Roma 1937
    Squero San Trovaso Venezia
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    A. Maria Reyna Manescau A. Maria Reyna Manescau
    Coin 1859 - Roma 1937
    Squero San Trovaso Venezia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Il Ventaglio bianco

    Alessio Jssupoff
    Vjatka, Russia 1889 - Roma 1957
    Il Ventaglio bianco
    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lotto 25  

    Il Ventaglio bianco

    Alessio Jssupoff Alessio Jssupoff
    Vjatka, Russia 1889 - Roma 1957
    Il Ventaglio bianco


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  • Lotto 25  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 25  

    Studio a matita

    Giacomo Favretto Giacomo Favretto
    Venezia 1849 - 1887
    matita su carta cm 32x23 firmato in basso a dx G.Favretto


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Natura morta con fiori

    Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su carta cm 39x46 firmato in basso a sx Amisani
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 25  

    Natura morta con fiori

    Giuseppe Amisani Giuseppe Amisani
    Mede PV 1881 - Portofino GE 1941
    Olio su carta cm 39x46 firmato in basso a sx Amisani


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Una pastorella

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 75x131 firmato in basso a dx S.Poma
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 25  

    Una pastorella

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 75x131 firmato in basso a dx S.Poma


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 29x40 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA min € 700 - max € 800

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 29x40 firmato in basso a dx Cisari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Barbieri
    Salo' (Brescia) 1854 - 1926
    Olio su tavola cm 40x62 firmato in basso a sx Barbieri
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Battista Barbieri Giovanni Battista Barbieri
    Salo' (Brescia) 1854 - 1926
    Olio su tavola cm 40x62 firmato in basso a sx Barbieri


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Tramonto sui campi

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 80x150 firmato in basso a sx C.Tagliabue.

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 25  

    Tramonto sui campi

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tavola cm 80x150 firmato in basso a sx C.Tagliabue.

    Il pittore Carlo Costantino Tagliabue e' nato ad Affori (Milano) nel 1880 e morto a Milano nel 1960. Appreso il disegno nelle Scuole di decorazione di Milano, fu dapprima decoratore, poi copista nelle varie pinacoteche e gallerie studiando e riproducendo prevalentemente i maestri dell'antichita'.
    Clicca per espandere

    Dopo queste esperienze, si dedico' soltanto al paesaggio ed alle marine. Esordi' alla Permanente milanese, nel 1905; poi partecipo' frequentemente alle Biennali di Brera e ad altre esposizioni nazionali. Predilige il paesaggio di montagna, che rende con tendenza segantiniana, e due lavori di questo genere sono stati acquistati dalla Banca Commerciale Italiana; alcune marine, fra le quali "La mareggiata" furono acquistate dal Re. Altri dipinti sono conservati in Italia ed all'estero, presso enti e privati. Citansi di lui anche "Sotto le nubi", e parecchi affreschi di carattere religioso. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano esistono: "Notturno" e "Plenilunio a Venezia".

    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • Lotto 25  

    Paesaggio innevato

    Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 25  

    Paesaggio innevato

    Luciano Fregonara Luciano Fregonara
    Omegna 1932 -Torino ?
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Fregonara


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Donne al lavoro

    Corradi XIX - XX secolo
    Italia del nord XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 54,5x61 firmato in basso a sx Corradi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 25  

    Donne al lavoro

    Corradi XIX - XX secolo Corradi XIX - XX secolo
    Italia del nord XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 54,5x61 firmato in basso a sx Corradi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Paesaggio Bellunese

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 21x39 firmato in basso a dx G.Danieli.
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    Paesaggio Bellunese

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 21x39 firmato in basso a dx G.Danieli.


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 8,3x8,3 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 8,3x8,3 firmato in basso a dx Jwill



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    In gondola a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a dx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
    Clicca per espandere

    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    In gondola a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su cartone cm 17,5x22,5 firmato in basso a dx E. Bonivento

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
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    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
    Clicca per espandere


    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - Venezia 1910
    Olio su tela cm 25x16 firmato in basso a sx Marco Grubacs

    Marco Grubacs, nato a Venezia nel 1839 e deceduto nella stessa città nel 1910, fu un pittore specializzato nelle vedute cittadine e nei paesaggi. Proveniente da una famiglia di artisti, suo padre, Carlo Grubacs, era anch'egli pittore e lo introdusse fin da giovane nell'arte della rappresentazione di Venezia, una città che sarebbe stata il soggetto principale della sua produzione artistica.
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    Marco Grubacs si distinse per il suo stile caratterizzato da pennellate fluide e l'uso di colori tenui, che riuscivano a catturare l'atmosfera unica della città lagunare. Le sue opere, sebbene di piccole dimensioni, offrono vedute dettagliate di Venezia, immortalando scenari di vita quotidiana, monumenti e angoli caratteristici, sempre con una particolare attenzione alla luce e alle riflessioni sull'acqua.
    Nel corso della sua carriera, Grubacs partecipò a numerose mostre, tra cui quelle di Vienna e Monaco di Baviera, dove ottenne apprezzamenti per la qualità delle sue tele. La sua arte si inserisce nella tradizione delle vedute veneziane, influenzata dalle opere di maestri come Canaletto e Guardi, ma con una personalità che si distacca per la ricerca di un'espressività più intima e dettagliata.
    Le opere di Grubacs sono molto ricercate nel mercato dell'arte e sono state protagoniste di numerose aste internazionali, segno di un interesse che continua a crescere anche oggi.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 18x28 firmato NO
    STIMA min € 700 - max € 800

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 18x28 firmato NO


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Venezia

    Dino Rossi
    Bernareggio 1904 - 1982
    Olio su tela cm 30x73 firmato in basso a sx Dino Rossi.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 25  

    Venezia

    Dino Rossi Dino Rossi
    Bernareggio 1904 - 1982
    Olio su tela cm 30x73 firmato in basso a sx Dino Rossi.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Carlo Stragliati
    Milano 1867 - Milano 1925
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx C.Stragliati



    Carlo Stragliati nacque a Milano il 7 luglio 1868, figlio di Giuseppe Stragliati. La sua formazione artistica si svolse presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini.
    Clicca per espandere

    Nel 1892, grazie al conseguimento del Pensionato Oggioni, ebbe l'opportunità di soggiornare a Roma e Venezia, esperienze che arricchirono la sua visione artistica.

    Nel 1898, Stragliati presentò a Torino il dipinto "Mater derelicta", che fu acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. L'anno successivo, espose a Brera l'opera "La Croce del prossimo", confermando il suo interesse per tematiche sociali e religiose.

    Stragliati si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di personalità del mondo musicale e dell'alta società. Tra i suoi soggetti figurano il celebre tenore Enrico Caruso, i cantanti lirici Emilio De Marchi, Edoardo Garbin e Giuseppe Borgatti, nonché la soprano Hariclea Darclée. Particolarmente noto è il ritratto di Giuseppe Verdi, eseguito il 27 gennaio 1901 presso il letto di morte del compositore.

    Parallelamente alla ritrattistica, Stragliati si dedicò a opere di carattere storico e sociale. Il dipinto "Episodio delle Cinque Giornate di Milano in piazza Sant'Alessandro", conservato al Museo del Risorgimento di Milano, raffigura due giovani donne che sventolano il tricolore da una finestra, simbolo della partecipazione femminile alle lotte risorgimentali. L'immagine di quest'opera è stata scelta per un francobollo commemorativo emesso dalle Poste Italiane nel 2022, in occasione del 150º anniversario della morte di Giuseppe Mazzini.

    Durante la sua carriera, Stragliati partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle organizzate dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Tra le opere esposte si ricordano "Testa" (1896), "Ingenuità" (1908), "Ritratto di Caruso" (1910), "Testa di fanciulla" (1912), "Riflessi d'oro" (1914), "Ritratto di signora" (1922) e "Nudo di donna" (1925).

    Stragliati visse anche a Gallarate, città natale della madre, dove realizzò numerosi ritratti per notabili locali e per istituzioni pubbliche. Trascorse inoltre lunghi periodi nella Villa La Collina a Griante, sul Lago di Como, residenza costruita dal suocero Emanuele Suardi nel 1899. Dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 28 giugno 1925, fu sepolto nel cimitero di Griante accanto alla moglie.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Carlo Stragliati Carlo Stragliati
    Milano 1867 - Milano 1925
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx C.Stragliati



    Carlo Stragliati nacque a Milano il 7 luglio 1868, figlio di Giuseppe Stragliati. La sua formazione artistica si svolse presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini.
    Clicca per espandere

    Nel 1892, grazie al conseguimento del Pensionato Oggioni, ebbe l'opportunità di soggiornare a Roma e Venezia, esperienze che arricchirono la sua visione artistica.

    Nel 1898, Stragliati presentò a Torino il dipinto "Mater derelicta", che fu acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. L'anno successivo, espose a Brera l'opera "La Croce del prossimo", confermando il suo interesse per tematiche sociali e religiose.

    Stragliati si distinse come ritrattista, realizzando numerosi ritratti di personalità del mondo musicale e dell'alta società. Tra i suoi soggetti figurano il celebre tenore Enrico Caruso, i cantanti lirici Emilio De Marchi, Edoardo Garbin e Giuseppe Borgatti, nonché la soprano Hariclea Darclée. Particolarmente noto è il ritratto di Giuseppe Verdi, eseguito il 27 gennaio 1901 presso il letto di morte del compositore.

    Parallelamente alla ritrattistica, Stragliati si dedicò a opere di carattere storico e sociale. Il dipinto "Episodio delle Cinque Giornate di Milano in piazza Sant'Alessandro", conservato al Museo del Risorgimento di Milano, raffigura due giovani donne che sventolano il tricolore da una finestra, simbolo della partecipazione femminile alle lotte risorgimentali. L'immagine di quest'opera è stata scelta per un francobollo commemorativo emesso dalle Poste Italiane nel 2022, in occasione del 150º anniversario della morte di Giuseppe Mazzini.

    Durante la sua carriera, Stragliati partecipò a numerose esposizioni, tra cui quelle organizzate dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Tra le opere esposte si ricordano "Testa" (1896), "Ingenuità" (1908), "Ritratto di Caruso" (1910), "Testa di fanciulla" (1912), "Riflessi d'oro" (1914), "Ritratto di signora" (1922) e "Nudo di donna" (1925).

    Stragliati visse anche a Gallarate, città natale della madre, dove realizzò numerosi ritratti per notabili locali e per istituzioni pubbliche. Trascorse inoltre lunghi periodi nella Villa La Collina a Griante, sul Lago di Como, residenza costruita dal suocero Emanuele Suardi nel 1899. Dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 28 giugno 1925, fu sepolto nel cimitero di Griante accanto alla moglie.



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  • Lotto 25  

    Healing People

    Drawbeats
    Healing People
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x40 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
    Clicca per espandere


    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Lotto 25  

    Healing People

    Drawbeats Drawbeats
    Healing People
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x40 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Balcone fiorito

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx M.Foggia
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 25  

    Balcone fiorito

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a dx M.Foggia


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 54x73 firmato in basso a dx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
    Clicca per espandere

    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 54x73 firmato in basso a dx V.Cargnel

    Vittore Antonio Cargnel, nato a Venezia nel 1872, fu un pittore italiano il cui percorso artistico si sviluppò tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Nel 1888, si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma gran parte della sua formazione avvenne nello studio di Cesare Laurenti, noto pittore simbolista.
    Clicca per espandere

    Cargnel trasse ispirazione anche dalle opere di artisti come Ciardi, Favretto e Nono, dai quali trasse numerosi suggerimenti per il suo sviluppo artistico.

    Le sue capacità artistiche si manifestarono in opere sia di carattere simbolista, come "La sera di Ca’ Pesaro" del 1899, che in ritratti, tra cui il noto "Ritratto di Giuseppe Favaro" del 1905. Tuttavia, la sua vera natura artistica si rivelò come paesaggista, radicato nella tradizione del tardo Ottocento veneto. Questo filone tematico rimase costante in tutta la sua carriera, con la campagna veneta e friulana come principale soggetto delle sue opere.

    Cargnel partecipò alla I Biennale nel 1895 con l'opera "Averte faciem tuam, domine, a peccatis meis," fortemente influenzata da Nono e Laurenti. La sua partecipazione continuò anche nelle edizioni successive della Biennale e in mostre internazionali come il Salon di Parigi, San Pietroburgo e Lipsia. La sua pittura si evolse verso una maggiore attenzione alla vibrazione atmosferica, evidente nelle opere esposte all'VIII Mostra internazionale di Monaco di Baviera.

    Nel 1900, si trasferì vicino a Treviso, dove avviò una fonderia di campane, e nel 1910 si trasferì a Sacile, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Durante questo periodo, realizzò alcuni dei suoi migliori paesaggi della pedemontana pordenonese, come "Poffabro" del 1912. Dopo la guerra, tornò spesso al paesaggio pedemontano e friulano anche dopo il trasferimento a Milano nel 1918, dove trovò un ambiente favorevole alla diffusione della sua pittura. Nel 1924 divenne socio onorario della regia Accademia di belle arti di Brera.

    La sua attività espositiva continuò con successo, partecipando a mostre importanti in Italia e all'estero. Cargnel morì a Milano nel 1931, e l'anno successivo si tenne una vasta retrospettiva alla Galleria Milano. Il suo contributo artistico fu successivamente riconosciuto con la presenza di due sue opere alla mostra dei quarant'anni della Biennale nel 1935. La sua opera ricevette una nuova attenzione nel corso degli anni, con retrospettive significative nel 1968 a Pordenone, nel 1988 a Sacile e nel 1999 al Museo civico di Pordenone. Opere di Cargnel si trovano oggi presso il Museo civico d'arte e la provincia di Pordenone.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Giornata uggiosa 1918

    Carlo Arpini
    Ancona 1866 Monza 1922
    Olio su tela cm 62x102 firmato in basso a dx C.Arpini

    Carlo Arpini nacque ad Ancona il 10 marzo 1866 e, dopo un primo avvio agli studi commerciali, decise di seguire la sua inclinazione per l’arte iscrivendosi all’Accademia di Brera a Milano. In questo ambiente formativo ricco di stimoli affinò il proprio linguaggio pittorico e iniziò presto a esporre alle mostre milanesi, ottenendo già negli anni Novanta dell’Ottocento i primi riconoscimenti con opere come Inverno, I reietti e Il figlio della colpa.
    Clicca per espandere



    La sua carriera fu segnata da numerosi soggiorni all’estero, che gli consentirono di ampliare la propria visione artistica. Il contatto con differenti paesaggi e atmosfere influenzò profondamente la sua pittura, rendendola sempre più attenta alla luce, al colore e alle variazioni atmosferiche. Arpini si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando soggetti come fiumi, rive innevate, barche da pesca, cieli crepuscolari e scorci immersi nel silenzio. La sua tavolozza, spesso fredda e velata, restituisce sensazioni di quiete contemplativa.

    Tra le esposizioni più significative della sua carriera si ricordano quella torinese del 1908, in cui presentò Barche da pesca, Pace e Vespero, e la mostra di Brera dello stesso anno con Prima neve. Nel 1910 espose a Milano Ora mistica, una delle opere che meglio esprimono la sua maturità stilistica, fatta di equilibrio compositivo e intensa resa luminosa.

    Arpini mostrò nel corso degli anni una costante ricerca espressiva, lontana dalle avanguardie più radicali ma capace di evolvere verso un linguaggio personale, in bilico tra la tradizione del paesaggismo ottocentesco e le nuove sensibilità atmosferiche del primo Novecento.

    Morì a Monza il 1 aprile 1922, lasciando una produzione coerente e poetica, in cui la natura è osservata con partecipazione emotiva e restituita attraverso una pittura silenziosa, fatta di luci soffuse e di paesaggi sospesi nel tempo.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 25  

    Giornata uggiosa 1918

    Carlo Arpini Carlo Arpini
    Ancona 1866 Monza 1922
    Olio su tela cm 62x102 firmato in basso a dx C.Arpini

    Carlo Arpini nacque ad Ancona il 10 marzo 1866 e, dopo un primo avvio agli studi commerciali, decise di seguire la sua inclinazione per l’arte iscrivendosi all’Accademia di Brera a Milano. In questo ambiente formativo ricco di stimoli affinò il proprio linguaggio pittorico e iniziò presto a esporre alle mostre milanesi, ottenendo già negli anni Novanta dell’Ottocento i primi riconoscimenti con opere come Inverno, I reietti e Il figlio della colpa.
    Clicca per espandere



    La sua carriera fu segnata da numerosi soggiorni all’estero, che gli consentirono di ampliare la propria visione artistica. Il contatto con differenti paesaggi e atmosfere influenzò profondamente la sua pittura, rendendola sempre più attenta alla luce, al colore e alle variazioni atmosferiche. Arpini si dedicò soprattutto al paesaggio, privilegiando soggetti come fiumi, rive innevate, barche da pesca, cieli crepuscolari e scorci immersi nel silenzio. La sua tavolozza, spesso fredda e velata, restituisce sensazioni di quiete contemplativa.

    Tra le esposizioni più significative della sua carriera si ricordano quella torinese del 1908, in cui presentò Barche da pesca, Pace e Vespero, e la mostra di Brera dello stesso anno con Prima neve. Nel 1910 espose a Milano Ora mistica, una delle opere che meglio esprimono la sua maturità stilistica, fatta di equilibrio compositivo e intensa resa luminosa.

    Arpini mostrò nel corso degli anni una costante ricerca espressiva, lontana dalle avanguardie più radicali ma capace di evolvere verso un linguaggio personale, in bilico tra la tradizione del paesaggismo ottocentesco e le nuove sensibilità atmosferiche del primo Novecento.

    Morì a Monza il 1 aprile 1922, lasciando una produzione coerente e poetica, in cui la natura è osservata con partecipazione emotiva e restituita attraverso una pittura silenziosa, fatta di luci soffuse e di paesaggi sospesi nel tempo.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Campagna 1946

    Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16,5x22 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
    Clicca per espandere

    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 25  

    Campagna 1946

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su tavola cm 16,5x22 firmato in basso a sx D.Bernardi

    Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura.
    Clicca per espandere

    Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.

    Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.

    Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.

    De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.

    Morì a Besozzo il 13 luglio 1963.



    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Studio

    Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tavola cm 14x14 firmato in basso a dx A.Campriani
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 25  

    Studio

    Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tavola cm 14x14 firmato in basso a dx A.Campriani


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 25  

    Rustici a Poffabro

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 25  

    Rustici a Poffabro

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Modorati
    Milano 1827 - Carate Brianza 1923
    Olio su tavola cm 18x13 firmato in basso a sx G.Modorati



    Giuseppe Modorati nacque a Milano il 2 settembre 1827 e morì a Carate Brianza il 21 marzo 1905. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, fu allievo di maestri che contribuirono a plasmare il suo stile eclettico e versatile.
    Clicca per espandere

    Nel corso della sua carriera, Modorati si distinse per la produzione di opere di soggetto storico, religioso, di genere e ritratti, dimostrando una notevole abilità tecnica e una profonda sensibilità artistica.

    Oltre alla sua attività pittorica, Modorati ricoprì il ruolo di custode delle Gallerie del Museo di Brera, dove si dedicò anche al restauro di opere d'arte, contribuendo alla conservazione del patrimonio artistico milanese.

    La sua partecipazione a importanti esposizioni testimonia il riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca. Nel 1880, espose a Torino il dipinto "Cristo al Getsemani". Nel 1883, presentò a Milano "I Garibaldini e i Bersaglieri di Manara difendono la breccia di Roma nel 1849" e "Pensierosa", una mezza figura. Nel 1886, all'Esposizione Nazionale, espose "Troppo tardi", "Rifugio d'amore", "Placido sonno" e "Le sirene", quest'ultimo un disegno a carboncino.

    Tra le sue opere più significative si annoverano anche "Soldati, io esco da Roma. . . Roma 1849", un olio su tela che ritrae la partenza dei sopravvissuti dopo la battaglia per la difesa della città, e "Palazzo nobiliare" (1875), un olio su tavola che evidenzia la sua attenzione per i dettagli architettonici.

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Giuseppe Modorati Giuseppe Modorati
    Milano 1827 - Carate Brianza 1923
    Olio su tavola cm 18x13 firmato in basso a sx G.Modorati



    Giuseppe Modorati nacque a Milano il 2 settembre 1827 e morì a Carate Brianza il 21 marzo 1905. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, fu allievo di maestri che contribuirono a plasmare il suo stile eclettico e versatile.
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    Nel corso della sua carriera, Modorati si distinse per la produzione di opere di soggetto storico, religioso, di genere e ritratti, dimostrando una notevole abilità tecnica e una profonda sensibilità artistica.

    Oltre alla sua attività pittorica, Modorati ricoprì il ruolo di custode delle Gallerie del Museo di Brera, dove si dedicò anche al restauro di opere d'arte, contribuendo alla conservazione del patrimonio artistico milanese.

    La sua partecipazione a importanti esposizioni testimonia il riconoscimento ottenuto nel panorama artistico dell'epoca. Nel 1880, espose a Torino il dipinto "Cristo al Getsemani". Nel 1883, presentò a Milano "I Garibaldini e i Bersaglieri di Manara difendono la breccia di Roma nel 1849" e "Pensierosa", una mezza figura. Nel 1886, all'Esposizione Nazionale, espose "Troppo tardi", "Rifugio d'amore", "Placido sonno" e "Le sirene", quest'ultimo un disegno a carboncino.

    Tra le sue opere più significative si annoverano anche "Soldati, io esco da Roma. . . Roma 1849", un olio su tela che ritrae la partenza dei sopravvissuti dopo la battaglia per la difesa della città, e "Palazzo nobiliare" (1875), un olio su tavola che evidenzia la sua attenzione per i dettagli architettonici.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Vita semplice (191?)

    Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su cartone cm 46x66,5 firmato in basso a dx A.Piatti.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 26  

    Vita semplice (191?)

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su cartone cm 46x66,5 firmato in basso a dx A.Piatti.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 700 - max € 800

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx G.Menato


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento ( E.Zeno )
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 90,5x76 firmato in basso a dx E.Zeno

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
    Clicca per espandere

    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 26  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento ( E.Zeno )
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Olio su tela cm 90,5x76 firmato in basso a dx E.Zeno

    Eugenio Bonivento (1880-1956), nato a Chioggia, è stato un pittore italiano che ha dedicato la sua arte principalmente alla rappresentazione della laguna veneta e della campagna circostante. Allievo di Guglielmo Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Bonivento si distinse per la sua sensibilità nel catturare la luce e l'atmosfera nei paesaggi lagunari.
    Clicca per espandere

    Le sue opere più significative includono "Quiete lagunare" e "Venezia", che sono conservate nelle principali gallerie d'arte moderne. Partecipò a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, contribuendo alla diffusione della pittura paesaggistica veneta in Italia e all'estero.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Imbarcazioni a Venezia

    Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
    Clicca per espandere

    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 26  

    Imbarcazioni a Venezia

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
    Clicca per espandere

    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su ceramica cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Craffonara.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Craffonara.


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  • Lotto 26  

    Il velo

    Emilio Pasini
    Brescia 1872 - 1953
    Olio su tela cm 47,5x39 firmato in alto a dx E.Pasini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 26  

    Il velo

    Emilio Pasini Emilio Pasini
    Brescia 1872 - 1953
    Olio su tela cm 47,5x39 firmato in alto a dx E.Pasini


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  • Lotto 26  

    Casolari al Verrand

    Mario Fumia
    Torino 1931 - 2013
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Mario Fumia
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 26  

    Casolari al Verrand

    Mario Fumia Mario Fumia
    Torino 1931 - 2013
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx Mario Fumia


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  • Lotto 26  

    Al pozzo (1850)

    Pietro Ronzoni
    Sedrina 1781 - Bergamo 1862
    Olio su tela cm 52x75 firmato in basso a sx Ronzoni.

    Pietro Ronzoni nacque a Sedrina, in provincia di Bergamo, il 28 novembre 1781. Fin da giovane, dimostrò una spiccata inclinazione per l'arte, studiando disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Pietro Saltini.
    Clicca per espandere

    Nel 1802 si trasferì a Roma per completare la sua formazione, dove fu allievo del paesaggista Luigi Campovecchio e del pittore François Marius Granet. Durante il suo soggiorno romano, entrò in contatto con artisti come Angelica Kauffmann, Antonio Canova, Pelagio Palagi e Hendrik Voogd, arricchendo così la sua esperienza artistica.

    Nel 1809 tornò a Bergamo, dove lavorò come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale. In questo periodo, fu nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara, allora diretta da Giuseppe Diotti, con il quale collaborò strettamente. Nel 1815 si trasferì a Verona, dove si affermò come paesaggista di successo, realizzando opere per una committenza internazionale colta. Nel 1819, l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nominò accademico d'onore.

    Nel 1824 tornò a Bergamo, dove sposò Giacinta Ceresoli e divenne socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti della città. Partecipò alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara nel 1834. A partire dal 1840, la sua pittura si rinnovò, adottando una pennellata più morbida e atmosferica, influenzata dai modelli di Giuseppe Canella e dall'innovativa pittura dell'amico Piccio Carnovali.

    Ronzoni partecipò alla Prima Esposizione Italiana tenuta a Firenze nel 1861, ma evitò sistematicamente le esposizioni organizzate dall'Accademia di Brera. Morì a Bergamo il 26 aprile 1862 e fu sepolto nell'antico cimitero di Valtesse.

    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 26  

    Al pozzo (1850)

    Pietro Ronzoni Pietro Ronzoni
    Sedrina 1781 - Bergamo 1862
    Olio su tela cm 52x75 firmato in basso a sx Ronzoni.

    Pietro Ronzoni nacque a Sedrina, in provincia di Bergamo, il 28 novembre 1781. Fin da giovane, dimostrò una spiccata inclinazione per l'arte, studiando disegno di figura all'Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Pietro Saltini.
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    Nel 1802 si trasferì a Roma per completare la sua formazione, dove fu allievo del paesaggista Luigi Campovecchio e del pittore François Marius Granet. Durante il suo soggiorno romano, entrò in contatto con artisti come Angelica Kauffmann, Antonio Canova, Pelagio Palagi e Hendrik Voogd, arricchendo così la sua esperienza artistica.

    Nel 1809 tornò a Bergamo, dove lavorò come scenografo presso il teatro Riccardi e il teatro Sociale. In questo periodo, fu nominato professore di paesaggio all'Accademia Carrara, allora diretta da Giuseppe Diotti, con il quale collaborò strettamente. Nel 1815 si trasferì a Verona, dove si affermò come paesaggista di successo, realizzando opere per una committenza internazionale colta. Nel 1819, l'Accademia di Belle Arti di Verona lo nominò accademico d'onore.

    Nel 1824 tornò a Bergamo, dove sposò Giacinta Ceresoli e divenne socio onorario dell'Ateneo di scienze, lettere e arti della città. Partecipò alla prima delle esposizioni annuali dell'Accademia Carrara nel 1834. A partire dal 1840, la sua pittura si rinnovò, adottando una pennellata più morbida e atmosferica, influenzata dai modelli di Giuseppe Canella e dall'innovativa pittura dell'amico Piccio Carnovali.

    Ronzoni partecipò alla Prima Esposizione Italiana tenuta a Firenze nel 1861, ma evitò sistematicamente le esposizioni organizzate dall'Accademia di Brera. Morì a Bergamo il 26 aprile 1862 e fu sepolto nell'antico cimitero di Valtesse.



    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx C.Gheduzzi
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano BO 1894 - Torino 1944
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx C.Gheduzzi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a sx F.Scattola
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su tavola cm 33x23 firmato in basso a sx F.Scattola


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 70x69 firmato in basso a dx G.Menato
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su cartone cm 70x69 firmato in basso a dx G.Menato


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Vaso di fiori

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tela cm 130x50 firmato in basso a dx A.Pavan
    STIMA min € 1500 - max € 1700

    Lotto 26  

    Vaso di fiori

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tela cm 130x50 firmato in basso a dx A.Pavan


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x120 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 60x120 firmato in basso a dx O.Campagnari


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Pascolo in Lessinia Verona
    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Pascolo in Lessinia Verona


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  • Lotto 26  

    Vele a Venezia

    Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Vele a Venezia
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 26  

    Vele a Venezia

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Vele a Venezia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Migranti

    Giuseppe Barbaglia
    Milano 1841 - Vedano al Lambro (MB) 1910
    Olio su tela cm 120x80 firmato in basso al centro

    Pubblicato in bianco e nero su La pittura lombarda del Secondo Ottocento. Itinerario artistico di Giuseppe Barbaglia
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 26  

    Migranti

    Giuseppe Barbaglia Giuseppe Barbaglia
    Milano 1841 - Vedano al Lambro (MB) 1910
    Olio su tela cm 120x80 firmato in basso al centro

    Pubblicato in bianco e nero su La pittura lombarda del Secondo Ottocento. Itinerario artistico di Giuseppe Barbaglia


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 37x58 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 26  

    Paesaggio lacustre

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 37x58 firmato in basso a dx A.Preda


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Campagne Lombarde

    Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su cartone cm 13x20,5 firmato in basso a dx G.Fasanotti
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 26  

    Campagne Lombarde

    Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su cartone cm 13x20,5 firmato in basso a dx G.Fasanotti


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  • Lotto 26  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 26  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Paesaggio

    Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 39x29,5 firmato in basso a sx C.Gheduzzi
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 26  

    Paesaggio

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 39x29,5 firmato in basso a sx C.Gheduzzi


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  • Lotto 26  

    La sorella maggiore

    Andrea Favero
    San Zenone Degli Ezzelini 1837 - Como 1914
    Olio su tela cm 34x63 firmato in basso a dx A.Favero
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 26  

    La sorella maggiore

    Andrea Favero Andrea Favero
    San Zenone Degli Ezzelini 1837 - Como 1914
    Olio su tela cm 34x63 firmato in basso a dx A.Favero


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  • Lotto 26  

    I muli

    Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su cartone cm 16x21 firmato in basso a dx A.Soressi
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 26  

    I muli

    Alfredo Soressi Alfredo Soressi
    Piacenza 1897-1982
    Olio su cartone cm 16x21 firmato in basso a dx A.Soressi


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Cucendo i panni

    Mario Capuzzo
    Badia Polesine, 1902 - 1972
    Olio su tela cm 65x50 firmato in basso a dx Mario Capuzzo
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 26  

    Cucendo i panni

    Mario Capuzzo Mario Capuzzo
    Badia Polesine, 1902 - 1972
    Olio su tela cm 65x50 firmato in basso a dx Mario Capuzzo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 700 - max € 900

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Esposizione del Cairo

    Cosimo Privato
    Venezia 1899-1971
    Gioco di fanciulli
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 26  

    Esposizione del Cairo

    Cosimo Privato Cosimo Privato
    Venezia 1899-1971
    Gioco di fanciulli


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  • Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia.
    Clicca per espandere

    Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Giuseppe Guindani Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia.
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    Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.

    Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.

    La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.

    Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.



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  • Lotto 26  

    Pescatori in laguna

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 17x10,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    STIMA min € 1500 - max € 1800

    Lotto 26  

    Pescatori in laguna

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 17x10,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 26  

    Besana Brianza 1940

    Emilio Parma
    Monza 1874 - 1950
    Olio su tavola cm 27,5x40,5 firmato in basso a dx E.Parma

    Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.
    Clicca per espandere



    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.

    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 26  

    Besana Brianza 1940

    Emilio Parma Emilio Parma
    Monza 1874 - 1950
    Olio su tavola cm 27,5x40,5 firmato in basso a dx E.Parma

    Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.
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    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950Emilio Parma nacque a Monza il 30 giugno 1874 e fin da giovane mostrò una spiccata attitudine per la pittura. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove studiò presso la scuola di illustri artisti dell’epoca perfezionando tecnica e sensibilità cromatica.

    Il suo percorso artistico si sviluppò soprattutto nei campi del ritratto e del paesaggio. Ammirato per la capacità di cogliere la luce e le atmosfere con armonia, realizzò numerosi ritratti per la borghesia e l’alta società monzese e lombarda, molti dei quali confluirono nella raccolta nota come Quadreria dei Benefattori, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

    Parma non trascurò però il paesaggio: amava raffigurare scorci naturali, ville, angoli di tranquillità, fino a scene montane e vedute lacustri. In molte sue tele emerge una sensibilità attenta all’equilibrio visivo, alla resa dei riflessi, alla modulazione del colore e della luce, che conferiscono alle opere una qualità contemplativa e pacata.

    Accanto all’attività di artista fu anche educatore: per decenni diresse la scuola di disegno nella sua città natale e insegnò arte decorativa e disegno negli istituti locali. Questo impegno lo consacrò come figura di riferimento nella provincia, capace di trasmettere competenze e passione a generazioni di studenti.

    La sua carriera attraversò la prima metà del Novecento, un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, ma lui rimase fedele a un linguaggio figurativo classico, misurato e rispettoso della tradizione. Morì a Monza il 14 novembre 1950.



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  • Lotto 26  

    Il ritorno dalla pesca

    Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 33x52 firmato in basso a dx G.Fasanotti

    Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi.
    Clicca per espandere

    La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano,Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 26  

    Il ritorno dalla pesca

    Gaetano Fasanotti Gaetano Fasanotti
    Milano 1831 -1882
    Olio su tela cm 33x52 firmato in basso a dx G.Fasanotti

    Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi.
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    La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano,Gaetano Fasanotti nacque a Milano nel 1831 e si distinse nel panorama artistico del XIX secolo per la sua dedizione alla pittura di paesaggio. Inizialmente influenzato dalla pittura storica, a partire dal 1856 cominciò a orientarsi verso la rappresentazione della natura, un cambiamento che segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. La sua passione per il paesaggio lo portò a sviluppare uno stile che coniugava una resa naturale e luminosa dei soggetti con un approccio molto attento alla realtà.

    Nel 1860, Fasanotti divenne professore di pittura di paesaggio all'Accademia di Brera, dove ebbe un'influenza decisiva sulla formazione di nuove generazioni di artisti. Fu uno dei pionieri della pratica della pittura en plein air in Italia, insegnando ai suoi allievi l'importanza di dipingere all'aperto, direttamente dalla natura. Questa innovazione portò alla rinascita della scuola lombarda di paesaggio, contribuendo a un rinnovato interesse per le bellezze naturali italiane.

    Le sue opere più celebri includono vedute della Lombardia e delle Alpi, in cui riusciva a catturare l'atmosfera unica dei luoghi con una vivace resa dei colori e delle luci naturali. Opere come "Veduta dal vero nell'Oberland", "Un'Alpe in Lombardia" e "Marina con pescatori" sono ancora oggi testimonianze del suo talento e della sua capacità di fondere tradizione e modernità.

    Fasanotti morì nel 1882 a Milano.



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  • Lotto 26  

    Tramonto a Venezia

    Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 34,5x47 firmato in basso a sx Marcello Broggi



    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 26  

    Tramonto a Venezia

    Marcello Broggi Marcello Broggi
    Lombardia 1896-1954
    Olio su tavola cm 34,5x47 firmato in basso a sx Marcello Broggi





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  • Lotto 26  

    Notturno a Pavia

    Erminio Rossi
    Sannazzaro de' Burgondi 1871 - Pavia 1942
    Olio su tela cm 65x65 firmato in basso a dx E.Rossi
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 26  

    Notturno a Pavia

    Erminio Rossi Erminio Rossi
    Sannazzaro de' Burgondi 1871 - Pavia 1942
    Olio su tela cm 65x65 firmato in basso a dx E.Rossi


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  • Lotto 26  

    Buenos Dìas

    Drawbeats
    Buenos Dìas
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 70x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
    Clicca per espandere


    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Lotto 26  

    Buenos Dìas

    Drawbeats Drawbeats
    Buenos Dìas
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 70x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.



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  • Lotto 27  

    Tramonto sulla Laguna

    Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 27  

    Tramonto sulla Laguna

    Alberto Prosdocimi Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi


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  • Lotto 27  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Nel porto

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 27  

    Nel porto

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • Lotto 27  

    Tramonto invernale

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Tramonto invernale

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.


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  • Lotto 27  

    La spina nel piede

    Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni
    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 27  

    La spina nel piede

    Daniele Ranzoni Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni


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  • Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Magni Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni


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  • Lotto 27  

    Nubi sul Monte Rosa

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 27  

    Nubi sul Monte Rosa

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • Lotto 27  

    Per il sentiero

    Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 27  

    Per il sentiero

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini


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  • Lotto 27  

    Al guado

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Lotto 27  

    Al guado

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda


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  • Lotto 27  

    Il fratellino

    Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 27  

    Il fratellino

    Enrico Crespi Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi


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  • Lotto 27  

    Imbarcazioni a Venezia

    Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Lotto 27  

    Imbarcazioni a Venezia

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia


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  • Lotto 27  

    Pascolo sul Tonale

    Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale
    STIMA min € 18000 - max € 20000

    Lotto 27  

    Pascolo sul Tonale

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale


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  • Lotto 27  

    Pascolo in Val d'Ayas

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 27  

    Pascolo in Val d'Ayas

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 27  

    Strada di campagna

    Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano
    STIMA min € 300 - max € 400

    Lotto 27  

    Strada di campagna

    Giovanni Pirovano Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano


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  • Lotto 27  

    Verona Che Scompare

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 27  

    Verona Che Scompare

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato


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  • Lotto 27  

    Meriggio estivo

    Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Meriggio estivo

    Ottorino Davoli Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli


    6 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Bagnanti

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 27  

    Bagnanti

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier


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  • Lotto 27  

    Raccolta di paesaggi

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
    Clicca per espandere

    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    STIMA min € 7000 - max € 8000

    Lotto 27  

    Raccolta di paesaggi

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Lotto 27  

    Neve in campagna

    Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 27  

    Neve in campagna

    Giovanni Rovero Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Ritratto femminile

    Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Ritratto femminile

    Donato Frisia Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Mercato a Venezia

    Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Mercato a Venezia

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.


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  • Lotto 27  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 27  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill



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  • Lotto 27  

    Velieri a Venezia

    Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
    Clicca per espandere

    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Velieri a Venezia

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.



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  • Lotto 27  

    1916

    Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
    Clicca per espandere

    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lotto 27  

    1916

    Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.



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  • Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Menato Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Sera d'autunno

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Sera d'autunno

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Chioggia (maggio 1926)

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
    Clicca per espandere

    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    STIMA min € 3500 - max € 4000

    Lotto 27  

    Chioggia (maggio 1926)

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • Lotto 27  

    Little Things

    Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
    Clicca per espandere


    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    STIMA min € 400 - max € 600

    Lotto 27  

    Little Things

    Drawbeats Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.



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  • Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini
    STIMA min € 600 - max € 700

    Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Dante Bertini Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini


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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
    Clicca per espandere

    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
    Clicca per espandere

    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Carpanetto Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
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    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Il Risposo

    Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Clicca per espandere

    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.

    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Il Risposo

    Ambrogio Alciati Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.



    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Visto di Venezia

    Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Visto di Venezia

    Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 27  

    Come le foglie 1913

    Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
    Clicca per espandere



    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.

    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 27  

    Come le foglie 1913

    Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
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    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
    Clicca per espandere

    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.

    STIMA min € 2000 - max € 2500

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
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    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.



    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 28  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Nel Porto

    Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Nel Porto

    Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Canale in Laguna

    Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 28  

    Canale in Laguna

    Gonzalo Bilbao Martinez Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Dolce sorriso

    Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
    Clicca per espandere

    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.

    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 28  

    Dolce sorriso

    Vittorio Tessari Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
    Clicca per espandere

    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 28  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Chiar di luna

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    Chiar di luna

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Il cancello

    Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Il cancello

    Camillo Merlo Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Vita contadina

    Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.

    STIMA min € 6000 - max € 7000

    Lotto 28  

    Vita contadina

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
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    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.



    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Mattino a Portofino 55

    Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Mattino a Portofino 55

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Tirelli Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Lavorando i campi

    Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi
    STIMA min € 4000 - max € 5000

    Lotto 28  

    Lavorando i campi

    Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Lavorando la stoffa

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Lavorando la stoffa

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Valle di Gressoney

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Valle di Gressoney

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari


    1 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara
    STIMA min € 20000 - max € 25000

    Giuseppe Coen Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Chioggia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 28  

    Chioggia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010
    STIMA min € 9000 - max € 11000

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Pascolo

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    Pascolo

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Lungo la riva

    Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Lungo la riva

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera
    STIMA min € 1400 - max € 1600

    Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Figura nel parco

    Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti
    STIMA min € 600 - max € 800

    Lotto 28  

    Figura nel parco

    Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso
    STIMA min € 5000 - max € 6000

    Angelo Dall' Oca Bianca Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Ragazza sulla spiaggia

    Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Ragazza sulla spiaggia

    Luigi Calderini Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Quiete

    Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari
    STIMA min € 1300 - max € 1500

    Lotto 28  

    Quiete

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Cervia 1936

    Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla
    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Cervia 1936

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla


    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 28  

    Scena biblica

    Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
    Clicca per espandere

    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Scena biblica

    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



    0 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga


    2 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
    Clicca per espandere

    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Giuseppe Costantini Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
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    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.



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  • Lotto 28  

    In taverna

    Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
    Clicca per espandere

    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.

    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 28  

    In taverna

    Nazareno Orlandi Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
    Clicca per espandere

    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.



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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
    Clicca per espandere

    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.



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  • Lotto 28  

    Angolo ligure

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Angolo ligure

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue


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  • Lotto 28  

    Riposa in me

    Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Riposa in me

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    STIMA min € 700 - max € 800

    Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti


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  • Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari


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  • Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai


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  • Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier


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  • Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R


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  • Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    STIMA min € 1500 - max € 2000

    Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri


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  • Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana


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  • Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47


    5 offerte pre-asta Dettaglio
  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari


    3 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta


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  • Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    STIMA min € 10000 - max € 12000

    Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita


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  • Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini


    8 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    STIMA min € 500 - max € 700

    Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    STIMA min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel


    7 offerte pre-asta Dettaglio
  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    STIMA min € 800 - max € 1000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato


    4 offerte pre-asta Dettaglio
  • Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
    Clicca per espandere

    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    STIMA min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione


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  • Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla


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  • Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    STIMA min € 1800 - max € 2000

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.


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  • Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    STIMA min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill



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  • Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    STIMA min € 500 - max € 600

    Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.



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  • Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    STIMA min € 15000 - max € 18000

    Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.



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  • Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero


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  • Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    STIMA min € 2500 - max € 3000

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.


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  • Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    STIMA min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
    Clicca per espandere

    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    STIMA min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.



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