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  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Alberto Prosdocimi Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 400

  • Daniele Ranzoni Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
  • Giuseppe Magni Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 900

  • Enrico Crespi Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 1400

  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale
    ESTIMATE:
    min € 18000 - max € 20000 free offer
  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000 free offer
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 250

  • Giovanni Pirovano Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano
    ESTIMATE:
    min € 300 - max € 400
    Starting Price:
    € 100

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Ottorino Davoli Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE:
    min € 7000 - max € 8000
    Starting Price:
    € 2000

  • Giovanni Rovero Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900 free offer
  • Donato Frisia Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 150

  • Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 7000
    Starting Price:
    € 1800

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1800

  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Giuseppe Menato Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 600

  • Drawbeats Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 600
    Starting Price:
    € 250

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  • Dante Bertini Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 700

  • Giovanni Battista Carpanetto Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
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    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Ambrogio Alciati Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
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    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 300

  • Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari

    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia di artisti, e fin da ragazzo fu avviato alla pittura dal padre, che aveva lavorato come decoratore collaborando con pittori dell’epoca. Proseguì la sua formazione artistica all’Accademia di Brera a Milano dal 1877 al 1884 sotto la guida di Giuseppe Bertini, frequentando contemporaneamente lo studio di Gerolamo Induno, figura di spicco della pittura lombarda.
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    Debuttò nel 1879 all’Esposizione di Belle Arti di Brera con una veduta dell’interno del Duomo di Milano, dando avvio a un percorso artistico incentrato soprattutto sulla rappresentazione prospettica della città e dei suoi angoli caratteristici. Nel cuore della sua produzione si trovano soprattutto vedute architettoniche, scorci urbani, interni di chiese, navigli, piazze e paesaggi in cui rivive l’atmosfera poetica e sentimentale della “Vecchia Milano”, un volto della città destinato a scomparire con le profonde trasformazioni urbanistiche degli anni successivi. Questa capacità di coniugare rigore prospettico e sensibilità romantica lo rese presto tra i principali interpreti di questo filone pittorico.

    Ferrari mantenne uno stile coerente con la tradizione lombarda romantica, rimanendo sostanzialmente indifferente ai movimenti più avanguardisti dell’epoca e alle novità tecniche come il divisionismo, preferendo ritrarre il mondo con fedeltà e chiarezza narrativa. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche italiane fino al 1932, anno della sua morte, ottenendo numerosi riconoscimenti ufficiali e un costante apprezzamento da parte del pubblico e della critica conservatrice.

    Nel corso della sua lunga attività dipinse e acquerellò non solo vedute milanesi ma anche scorci di altre città italiane come Como, Pavia e Venezia, e paesaggi più ampi di campagna e di montagna. Opere significative come Interno della chiesa di Sant’Antonio in Milano, Una via di Milano e L’aperta vita operosa sono testimonianze dell’attenzione con cui Ferrari seppe cogliere e fissare sulla tela frammenti di vita e di architettura urbana. Diverse sue tele sono conservate in istituzioni museali, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Milano e raccolte civiche, mentre molte altre fanno parte di collezioni private.

    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932 all’età di 71 anni

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 150

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20x13 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 100

  • Angelo Dall'Oca Bianca Angelo Dall'Oca B

    Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.
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    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.

    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942.

    ianca

    Verona 1858 - 1942
    Olio su tavola cm 24x34.5 firmato in basso a sx A.Dall'Oca Bianca
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 10000
    Starting Price:
    € 2000

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su cartone cm 26x20,5 firmato in basso a dx B.Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 1000

  • Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 23,5x16,5 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 100

  • Luigi Lanza Luigi Lanza
    Venezia 1860-1913
    Olio su cartone cm 31,5x47,5 firmato in basso a dx Lanza

    Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.
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    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.

    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 100

  • Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 400

  • Giuseppe Costantini Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
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    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 800

  • Nazareno Orlandi Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
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    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 800

  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

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    min € 2500 - max € 3000
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    € 800

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue
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    min € 500 - max € 600
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    € 150

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

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    min € 700 - max € 900
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    € 400

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  • Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 200

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.
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    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
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    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Gonzalo Bilbao Martinez Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Vittorio Tessari Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
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    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.

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    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 300

  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Camillo Merlo Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900 free offer
  • Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
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    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.

    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 7000
    Starting Price:
    € 2000

  • Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Giuseppe Tirelli Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 600

  • Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi
    ESTIMATE:
    min € 4000 - max € 5000
    Starting Price:
    € 2000

  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 500

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 300

  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000 free offer
  • Giuseppe Coen Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara
    ESTIMATE:
    min € 20000 - max € 25000 free offer
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010
    ESTIMATE:
    min € 9000 - max € 11000
    Starting Price:
    € 5000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 700

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera
    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Angelo Dall' Oca Bianca Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso
    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 500

  • Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Luigi Calderini Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 600

  • Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1500

  • Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000 free offer
  • Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200 free offer
  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 1000

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 400

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400 free offer
  • Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 500

  • Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
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    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    ESTIMATE:
    min € 15000 - max € 18000
    Starting Price:
    € 3000

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 150

  • Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 600

  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
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    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 400

  • Carlo Facchinetti Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
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    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.

    ESTIMATE:
    min € 4000 - max € 5000
    Starting Price:
    € 1500

  • Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
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    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.

    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 500

  • Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Carlo Bonafedi Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
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    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 150

  • Giuseppe Sorgiani Giuseppe Sorgiani
    Veneto 1889 - 1952
    Olio su cartone cm 40x49,5 firmato in basso a dx Sorgiani

    Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana.
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    Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana. Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 100

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 100

  • Antonio Paoletti Antonio Paoletti
    Venezia 1834 - Venezia 1912
    Olio su cartone cm 24x34,5 firmato in basso a sx A.Paoletti

    Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.
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    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.

    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912.

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    min € 2500 - max € 3000
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  • Alessandro Zezzos Alessandro Zezzos
    Venezia 1848 - Vittorio Veneto 1914
    Olio su tela cm 45,5x25 firmato in basso a sx Zezzos

    Alessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.
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    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio VenetoAlessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.

    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio Veneto.

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  • Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Tempera su carta cm 27x17 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi

    Ermenegildo Agazzi fu un pittore italiano che seppe esprimere con decisione e originalità la pittura di genere, il ritratto e il paesaggio tra Otto e Novecento. Nato nella provincia bergamasca, ricevette i suoi primi stimoli artistici accanto al fratello maggiore Rinaldo, anch’egli pittore, e si perfezionò nei corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Cesare Tallone.
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    All’inizio della sua carriera si trasferì a Milano, città che divenne il centro della sua attività e dove sviluppò progressivamente una tavolozza ricca, brillante e personale.

    La sua pittura, nutrita di una solida cultura figurativa, unisce una preparazione tecnica accurata a un uso intenso del colore e della luce, rivelando una sensibilità capace di cogliere il carattere dei soggetti e la mutevolezza dell’ambiente naturale. Agazzi partecipò con regolarità alle più importanti esposizioni artistiche italiane e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e le grandi rassegne di Parigi e Bruxelles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Queste manifestazioni non solo gli valsero medaglie, premi e lusinghieri consensi critici, ma contribuirono a consolidare la sua reputazione in un clima culturale in cui l’arte italiana cercava nuove vie espressive tra tradizione e modernità.

    Nel corso della sua lunga carriera, Egli affrontò con coerenza sia ritratti di grande intensità, nei quali il colore e il segno si accordano in un’espressione psicologica penetrante, sia paesaggi e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una scrittura pittorica ricca e densa. La sua presenza fu costante nelle principali istituzioni artistiche milanesi e lombarde, e le sue opere vennero acquisite da collezioni pubbliche significative. Nonostante lo sviluppo di nuove correnti e la trasformazione del gusto artistico nel primo Novecento, Agazzi mantenne sempre una cifra personale, improntata a un equilibrio tra vigore cromatico e qualità narrativa.

    Negli anni difficili della seconda guerra mondiale, costretto a lasciare Milano a causa dei bombardamenti, si trasferì di nuovo nella sua terra d’origine, Bergamo, dove continuò a lavorare con la stessa passione. La sua esistenza si concluse tragicamente nel suo studio, vittima di una rapina, segnando la fine di una vicenda artistica intensa e segnata da continui riconoscimenti.

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    min € 800 - max € 1000
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    € 300

  • Anonimo Siglato Anonimo siglato
    italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 25x33 siglato in basso a dx F.R

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    min € 700 - max € 800
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  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

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    min € 700 - max € 800
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    € 200

  • Roberto Borsa Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa
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    min € 400 - max € 500
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    € 100

  • Mario Disertori Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
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    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.

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    min € 1200 - max € 1400
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    € 400

  • Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
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    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.

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    min € 2000 - max € 2500
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    € 800

  • G.Bertelli G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli



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    min € 800 - max € 1000
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    € 500

  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue
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    min € 700 - max € 800
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    € 200

  • Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

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    min € 400 - max € 600
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    € 300

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  • Carolo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini
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    min € 1000 - max € 1200
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    € 300

  • Achille Boschi Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.
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    min € 1200 - max € 1400
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    € 600

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

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    min € 700 - max € 900
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  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
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    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

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    min € 3500 - max € 4000
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  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.
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    min € 800 - max € 1000
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  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

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  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill

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    min € 1000 - max € 1200
  • Ludovico Marchetti Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti
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  • Giacomo Calderini Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini
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  • Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

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    min € 3500 - max € 4000
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  • Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Oreste Da Molin Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1500

  • Morando XX secolo. Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 500

  • Piero Todeschini Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1500
    Starting Price:
    € 600

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500 free offer
  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 9000 free offer
  • Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini
    ESTIMATE:
    min € 7000 - max € 8000
    Starting Price:
    € 4500

  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 800

  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Giacomo Mantegazza Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Luigi Verga Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
    Starting Price:
    € 400

  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan
    ESTIMATE:
    min € 350 - max € 400
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan
    ESTIMATE:
    min € 200 - max € 300
  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 700

  • Carlo Ferrari Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
  • Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
  • Augusto Sezanne Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1500

  • Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"
    ESTIMATE:
    min € 25000 - max € 30000
    Starting Price:
    € 15000

  • Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 18000 - max € 20000 free offer
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200 free offer
  • Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 10000
    Starting Price:
    € 3000

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Domenico Miotti Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
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    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Giulio Fiori Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500 free offer
  • Antonio Pagnotta Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
    Starting Price:
    € 150

  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1000

  • Umberto Ruini Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
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    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Guido Grimani Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
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    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1800

  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1500
    Starting Price:
    € 600

  • Many Benner Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Ernesto Giuliano Armani Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
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    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 150

  • Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 300

  • Flaminio Penco Flaminio Penco
    Borgoforte ( MN ) 1892 - Iseo ( BS ) 1987
    Olio su tavola cm 29x41,5 firmato in basso a dx Flaminio Penco

    Flaminio Penco nacque il 5 giugno 1892 a Borgoforte, in provincia di Mantova, e si affermò come uno dei pittori lombardi più interessanti della prima metà del Novecento. Fin da giovane dimostrò un forte temperamento artistico, che lo portò a studiare pittura presso l’Accademia di Brera a Milano, dove perfezionò la tecnica e ricevette riconoscimenti che gli permisero anche di insegnare.
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    La sua formazione, solida e attenta, gli consentì di sviluppare uno stile incentrato sulla resa realistica della luce e dell’atmosfera, con particolare sensibilità per paesaggi, marine, scorci urbani e ritratti.

    Negli anni Venti Penco partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti alla Permanente di Milano, presentando opere come il trittico “Paesaggi della Valsassina” e “Testa di ragazza”, che evidenziavano la sua capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità poetica. Fu invitato anche a mostre dedicate al ritratto femminile e presentò vedute di luoghi italiani come Camogli, Desenzano sul Garda e Milano, alternando dipinti a pastelli, e realizzando opere che catturavano la luce e l’atmosfera dei luoghi con precisione e delicatezza.

    La sua produzione si distingue per l’attenzione alla luce, ai riflessi sull’acqua e alla composizione spaziale, come si può osservare in opere quali Lago d’Iseo e Laguna veneta al tramonto e Milano – Vecchia Piazza della Stazione Nord. L’artista seppe trattare con uguale cura paesaggi e figure umane, rendendo la sua pittura varia, armoniosa e capace di evocare la realtà con vivida intensità.

    Flaminio Penco visse una lunga vita dedicata all’arte e morì nel 1987 a Iseo, in provincia di Brescia, all’età di 95 anni.

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    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 21x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
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    € 250

  • Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su tavola cm 30,5x22,5 firmato in alto a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
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    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.

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    min € 3500 - max € 4000
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    € 1300

  • Eugenio Spreafico Eugenio Spreafico
    Monza 1856 - Magreglio 1919
    Olio su tavola cm 18,5x36,5 firmato in basso a dx Spreafico

    Eugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.
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    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a MagreglioEugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.

    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a Magreglio.

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    min € 2500 - max € 3000
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    € 900

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 14,5x23,5 firmato in basso a sx P.Mariani (difetti)

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 200

  • Firma Indecifrata Firma indecifrata
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 22x32 firmato in basso a sx

    ESTIMATE:
    min € 300 - max € 400
    Starting Price:
    € 100

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 150

  • artista anonimo del XIX secolo artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 100

  • Ulvi Liegi Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
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    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 2500

  • Silvio Albertini Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
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    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 300

  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Bartolomeo Gianelli Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
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    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 1500

  • Giovanni Apollonio Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 700

  • Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
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    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.

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    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 150

  • Giovanni Muzzioli Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
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    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.

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    min € 2000 - max € 2500
  • Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza
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    min € 800 - max € 1000
  • Giuseppe Chiagich Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000 free offer
  • Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 1500

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 2000

  • Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 500

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000
    Starting Price:
    € 4000

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000 free offer
  • Eugenio De Blaas Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto
    ESTIMATE:
    min € 12000 - max € 14000 free offer
  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 1000

  • Achille Beltrame Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Pietro Leidi Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 900
  • Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
  • Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan
    ESTIMATE:
    min € 200 - max € 300
  • Massimiliano Gallelli Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Francesco Arata Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc
    ESTIMATE:
    min € 50000 - max € 60000
    Starting Price:
    € 25000

  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000 free offer
  • Erma Zago Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200 free offer
  • Theodoros Ralli Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000
    Starting Price:
    € 6000

  • Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 600

  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 150

  • Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff
    ESTIMATE:
    min € 900 - max € 1000 free offer
  • Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
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    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 400

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
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    € 250

  • Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    ESTIMATE:
    min € 1600 - max € 1800
    Starting Price:
    € 500

  • Guido Zuccaro Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
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    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
    Starting Price:
    € 200

  • Ernesto Armani Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1800
    Starting Price:
    € 700

  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 1300

  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1500

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto
    ESTIMATE:
    min € 1600 - max € 1800
    Starting Price:
    € 600

  • Fioravante Seibezzi Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
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    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 32,5x24,5 firmato in basso a dx G.Omio

    Giuseppe Omio nacque a Lovere, in provincia di Bergamo, nel 1881 e si affermò come pittore italiano attivo nella prima metà del Novecento, noto per le sue vedute paesaggistiche e i soggetti legati alla natura alpina. Cominciò la sua formazione artistica all’Accademia Carrara di Bergamo, sotto la guida di P.
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    Loverini, dove sviluppò solide basi tecniche, e proseguì gli studi all’Accademia di Brera a Milano con Cesare Tallone, affinando la padronanza del disegno e della pittura.

    Durante gli anni della sua attività espositiva partecipò con regolarità alle principali rassegne artistiche lombarde, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, presentando opere come Echi alpini e Fra i ghiacci, e fu presente anche alle esposizioni della Famiglia Artistica milanese con la serie Impressioni e con un autoritratto. La sua presenza si estese anche all’ambito internazionale: nel 1907 espose a Parigi al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens e nel 1912 partecipò a una mostra internazionale ad Amsterdam, consolidando la sua reputazione di pittore attento alla luce e all’atmosfera dei paesaggi.

    La pittura di Omio si distingue per la capacità di rendere con sensibilità le montagne, i laghi e le vedute alpine, combinando rigore tecnico e suggestione poetica. Le sue opere mostrano un uso luminoso della tavolozza e un’attenzione ai mutamenti stagionali e atmosferici, catturando la quiete e la bellezza meditativa dei luoghi. Dipinti come Lago d’Iseo e paesaggi alpini testimoniano la sua abilità nel fondere tradizione e sensibilità moderna, confermandolo come interprete della pittura paesaggistica italiana di inizio Novecento.

    Giuseppe Omio visse e lavorò a Milano, dedicandosi all’arte fino alla sua morte nel 1956.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 150

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x10 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 100

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 23x42 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1000

  • Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 22x40 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 600

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x11 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 100

  • Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a dx C.Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
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    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 900

  • Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 900

  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 500

  • Italo Nunes Vais Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2200
    Starting Price:
    € 500

  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Giuseppe Viscardi Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
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    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.

    ESTIMATE:
    min € 4500 - max € 5000
    Starting Price:
    € 1200

  • Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 600

  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Emilio Rizzi Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Sergio Manfredi Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000 free offer
  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
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    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.

    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1000

  • Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 150

  • Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 300

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella
    ESTIMATE:
    min € 4000 - max € 5000
    Starting Price:
    € 1500

  • Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000 free offer
  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 9000 free offer
  • Giulio Carlini Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1200

  • Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 2000

  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Serralunga Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Saverio Seassaro Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 800

  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1500
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
    Starting Price:
    € 900

  • Carlo Pittara Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo
    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1600
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Ercole Calvi Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 1500

  • Giuseppe Sartori Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori
    ESTIMATE:
    min € 7000 - max € 8000
    Starting Price:
    € 4000

  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000 free offer
  • Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000 free offer
  • Leo Lesser Ury Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury
    ESTIMATE:
    min € 15000 - max € 18000
    Starting Price:
    € 8000

  • Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 300

  • Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 600

  • Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
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    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500 free offer
  • Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 400

  • Anonimo del XIX Secolo Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 800

  • Odoardo Lalli Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
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    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.

    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 7000
    Starting Price:
    € 1500

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 800

  • Archimede Gruden Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 600

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 350

  • Giovanni Battista Vicari Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 400

  • Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 900

  • Giovanni Bartolena Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
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    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 400

  • Firma Indecifrata Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 400

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su masonite cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti

    Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano.
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    Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano. Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x9 firmato in basso a sx P.M.

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 100

  • Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su tavola cm 35,5x49,5 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
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    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 600

  • Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 41x60,5 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 600

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 17x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Francesco Speranza Francesco Speranza
    Bitonto 1902 - Bari 1984
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx Speranza

    Francesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura.
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    Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di BariFrancesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura. Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di Bari.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 500

  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 1000

  • Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 100

  • Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo
    ESTIMATE:
    min € 300 - max € 400
    Starting Price:
    € 100

  • Anonimo Siglato Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 700

  • Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 800

  • Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
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    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".

    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 7000
    Starting Price:
    € 2000

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 900

  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Lucio Todeschini Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200 free offer
  • Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .

    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 10000
    Starting Price:
    € 3000

  • Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • E. Tommasi E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500 free offer
  • Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500 free offer
  • Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227
    ESTIMATE:
    min € 12000 - max € 15000
    Starting Price:
    € 6000

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
  • Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
  • Felice Giuseppe Vertua Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 500

  • Sallustio Fornara Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
  • Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bruno Martini Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 1000

  • Vittorio Emanuele Bressanin Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86
    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 8000
    Starting Price:
    € 3500

  • Pietro Pajetta Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure
    ESTIMATE:
    min € 4000 - max € 5000 free offer
  • Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000 free offer
  • Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500 free offer
  • Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui

    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 400

  • Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
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    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 500

  • Adolfo Dal Besio Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
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    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1200

  • Raffaele Mainella Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 250

  • Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
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    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 700

  • Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 100

  • Luigi Filocamo Luigi Filocamo
    Alessandria d'Egitto 1906 - Milano 1988
    Olio su tela cm 35x25,5 firmato in alto a dx Luigi Filocamo

    Luigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore.
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    Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi LigureLuigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore. Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi Ligure.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
    Starting Price:
    € 150

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Federico Sartori Federico Sartori
    Milano 1865 - Milano 1938
    Olio su tela cm 72x134 firmato in basso a dx Federico Sartori

    Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.
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    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.

    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938.

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    min € 2500 - max € 3000
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    € 800

  • Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 69x96,5 firmato in basso a sx M.Calderini

    Marco Calderini è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 22 luglio 1850, da Michelangelo Calderini, corriere delle Regie Poste, e da Virginia Pernaud, di nazionalità francese, Calderini completò gli studi classici e si iscrisse alla facoltà di lettere presso l'università di Torino.
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    Si diplomò inoltre insegnante di lingua francese nel 1867 e di storia e geografia per le scuole secondarie nel 1869. Indirizzato all'arte da alcuni amici, si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, dove dal 1867 al 1873 frequentò le lezioni di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e del romanticista Antonio Fontanesi, ottenendo una medaglia d'oro nel 1872 a conclusione del corso di paesaggio. Viene presto avviato alla riproduzione di soggetti dal vero dallo stesso Fontanesi, che lo accompagna a dipingere nelle campagne torinesi; a conclusione degli studi accademici, Calderini aprì uno studio con l'amico e collega Francesco Mosso.

    Si presentò alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1870, quando esordì con "Le rive del Po a Torino" e "Le statue solitarie", al 1898: nel 1871 "Sul giardino dei ripari" venne venduto al Principe di Savoia Carignano, nel 1873 "Giardino reale" venne acquistato dalla stessa Società Promotrice. All'Esposizione del 1880 presentò nove tele e si aggiudicò il premio della giuria per "Mattino di luglio", l'anno seguente venne premiato con una medaglia in bronzo all'Esposizione Colombiana di Genova. Nel 1883 ripresentò all'Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma "Le statue solitarie", che venne acquistato dal Governo per la neonata Galleria d'Arte Moderna e partecipò alla mostra di Nizza. L'anno successivo fu all'Esposizione Generale Italiana di Torino (nella quale fu membro del comitato di accettazione e allestimento) con diverse opere, fra le quali "Tristezza invernale", acquistata dal Governo e presentata anche all'Italian Exhibition di Earls Court del 1888, anno nel quale partecipò all'Esposizione Internazionale di Barcellona (ripetuta nel 1907, quando si aggiudicò un riconoscimento). La stessa opera venne premiata nel 1893 al Salon de Paris. Nel 1888 venne premiato con una medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Barcellona, nel 1889 fu presidente della sezione di pittura del circolo degli artisti di Torino, consigliere della Società Promotrice di Torino e venne premiato con diploma d'onore e stella d'oro all'Esposizione Internazionale di Colonia. Nel 1891 venne scelto dal ministro Pasquale Villari come membro della Commissione permanente di Belle Arti. Nel 1898 partecipò all'Esposizione di Torino con decine di opere, tra le quali "Piogge di Marzo", "Caduta delle foglie" e "Il giardino del palazzo Principe a Genova".

    Nel contempo, si dedicò con assiduità alla scrittura e alla critica d'arte, collaborando per numerose riviste come "L'Illustrazione Italiana", "La Rassegna nazionale" e la "Gazzetta letteraria di Torino"; nel 1884 pubblicò le "Memorie postume di F. Mosso, pittore", in seguito le monografie dedicate ad artisti contemporanei, come il maestro Antonio Fontanesi (1925), Giovanni Battista Quadrone, Alberto Pasini, lo scultore Vincenzo Vela e Carlo Marochetti (1928). Collaborò alla pubblicazione di tre volumi su Leonardo da Vinci, finanziata dal mecenate russo Fëdor Vasil'evič Sabašnikov, suo grande estimatore che lo volle come compagno per una serie di viaggi in Scozia e Irlanda e operò come consulente di importanti famiglie per l'allestimento delle proprie raccolte d'arte (Collezione Guagno Poma di Biella, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove non a caso è presente una ricca raccolta delle opere del maestro Fontanesi).

    Nel 1902 la Società Promotrice di Torino gli dedicò una mostra personale, l'anno dopo espose a Venezia "Estate di San Martino", presentata anche in due occasioni al Salon di Parigi. Sempre nel 1903 partecipò a Brera con "Sole e nebbie in montagna" (Valle d’Aosta) e "Pascoli abbandonati sotto il ghiacciaio del Ruitor", nel 1906 con "Boschetti in autunno", "Dopo la pioggia in montagna" e "Giornata chiara di novembre. Giardino Reale di Torino", nel 1907 con "Autunno in Val di Susa" e "Villa del 1700", nel 1911 con "Sera di novembre sul Po" e "Strada del Piccolo San Bernardo". Nel 1912 venne insignito del premio principe Umberto per il dipinto "Nell'alto Canavese. Prealpi di Piemonte", l'anno successivo fu all'Esposizione Belle Arti di Roma con "Sera di autunno" acquistata dal Comune di Roma, nel 1914 espose a Brera "Alpi e Morene di Valchiusella", l'anno successivo "Il monte Rosa veduto dalle basi del Gran Paradiso", nel 1918 "In Valtournanche" e "Dopo la pioggia. Lago Maggiore".

    Tra i suoi allievi, il figlio Luigi, nato dal matrimonio con Jeanne Bourgeois (come il primogenito Marco) e Camillo Cabutti.

    Morì a Torino il 26 febbraio 1941.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1200

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 37,5x47,5 firmato in basso a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Vespasiano Quarenghi Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
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    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
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    € 100

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Giovanni Governato Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
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    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Carlo Balestrini Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.

    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
    Starting Price:
    € 1000

  • Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 700

  • Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5

    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 400

  • Pasquale D. Cambiaso Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
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    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Giovanni Colombo Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 900 free offer
  • Horace Fisher Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.

    ESTIMATE:
    min € 4500 - max € 5000
    Starting Price:
    € 2000

  • Luigi Mantovani Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 500

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000 free offer
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500 free offer
  • Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena
    ESTIMATE:
    min € 7000 - max € 8000
    Starting Price:
    € 3000

  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 900

  • Giuseppe Pogna Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile
    ESTIMATE:
    min € 900 - max € 1000
  • Amleto Montevecchi Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Carlo Coppo Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 250

  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 900
  • Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Anacleto Moiraghi Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Adriano Spilimbergo Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Luigi Roncaglia Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 200

  • Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali
    ESTIMATE:
    min € 4500 - max € 5000
  • Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Mario Fenocchio Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Carlo Ostrogovich Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Camillo Bortoluzzi Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 800

  • Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000 free offer
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000 free offer
  • Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 200

  • Giuseppe Palizzi Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.

    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 10000
    Starting Price:
    € 2500

  • Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200 free offer
  • Anonimo firmato G.M. Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.








    ESTIMATE:
    min € 300 - max € 400
  • Artista Toscano XIX - XX Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Pietro Scanabissi Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
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    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Hermann Handl Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 700

  • Romualdo Locatelli Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 350

  • Clifford Holmead Phillips Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
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    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1200

  • Giovanni March Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
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    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 350

  • Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
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    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 250

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
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    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
    Starting Price:
    € 100

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 47,5x37,5 firmato in basso a sx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 200

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Ottavio Steffenini Ottavio Steffenini
    Cuneo 1889 - Milano 1971
    Olio su tela cm 83x73 firmato in basso a sx Steffenini

    Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.
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    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.

    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 600

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 35x35 firmato in basso a dx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
    Starting Price:
    € 700

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 35,5x43,5 firmato in alto a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 100

  • Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 400

  • Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 350

  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1800
    Starting Price:
    € 500

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus
    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1500
    Starting Price:
    € 800

  • August Von Rentzell August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.
    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 2000

  • Guerrino Guardabassi Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
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    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 800

  • Francesco Paolo Diodati Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
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    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.

    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 1800

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500 free offer
  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1300

  • Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1800
    Starting Price:
    € 500

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000 free offer
  • Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 9000 free offer
  • Mariano Pajetta Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1000

  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Mario Vellani Marchi Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
  • Carlo Adolfo Barone Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone
    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
  • Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Francesco Londonio Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
  • Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
  • Tranquillo Tagliapietra Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
  • Luigi Portaluri Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
  • Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Paride Castellan Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.
    ESTIMATE:
    min € 15000 - max € 18000
    Starting Price:
    € 8000

  • Silvestro Lega Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II
    ESTIMATE:
    min € 25000 - max € 30000 free offer
  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
    Starting Price:
    € 800

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
    Starting Price:
    € 150

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a sx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
    Starting Price:
    € 700

  • Gennaro Villani Gennaro Villani
    Napoli 1885 - Milano 1948
    Olio su cartone cm 33x35,5 firmato in basso a dx G.Villani

    Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.
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    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.

    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

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    min € 400 - max € 500
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    € 50

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
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    € 150

  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

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    min € 800 - max € 1000
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    € 300

  • Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

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    min € 1000 - max € 1200
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    € 300

  • Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE:
    min € 300 - max € 400
  • Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua
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    min € 13000 - max € 15000 free offer
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301
    ESTIMATE:
    min € 20000 - max € 25000
    Starting Price:
    € 9000

  • Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese
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    min € 400 - max € 500
  • Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane
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    min € 2000 - max € 2500
  • Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Simone Salassa Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
  • Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
  • Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Felice Zennaro Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata
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    min € 5000 - max € 6000
  • Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Aldo Voltolin Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini
    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
  • Umberto Moggioli Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli
    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000
    Starting Price:
    € 2500

  • Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello
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    min € 4000 - max € 5000 free offer
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Augusto Daini Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 300

  • Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
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    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 600

  • Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 300

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

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    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 250

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 250

  • Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 20x14 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    ESTIMATE:
    min € 400 - max € 500
    Starting Price:
    € 50

  • Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 150

  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
    Starting Price:
    € 400

  • Luigi Gioli Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Cristiano Banti Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso
    ESTIMATE:
    min € 10000 - max € 12000 free offer
  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1200

  • Ezechiele Acerbi Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 700
  • Sabino Ojero De Romarate Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate
    ESTIMATE:
    min € 25000 - max € 30000
  • Alessandro Durini Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Edgardo Rossaro Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    ESTIMATE:
    min € 3000 - max € 3500
  • Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Pablo Salinas Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas
    ESTIMATE:
    min € 1800 - max € 2000
  • Pierre Henri Tetar Van Elven Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 1000

  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 9000 free offer
  • Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 2000
  • Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
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    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.

    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 9000
    Starting Price:
    € 2500

  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Ulderico Marotto Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
    Starting Price:
    € 200

  • Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 200

  • Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 31x22 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 300

  • Mario Cavalla Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla
    ESTIMATE:
    min € 500 - max € 600
    Starting Price:
    € 100

  • Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
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    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 800

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
    Starting Price:
    € 900

  • Stefano Ussi Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
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    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.

    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla
    ESTIMATE:
    min € 5000 - max € 6000 free offer
  • Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi
    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
  • Neno Mori Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso
    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
  • Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan
    ESTIMATE:
    min € 1400 - max € 1600
  • Alessandro Pomi Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi
    ESTIMATE:
    min € 8000 - max € 10000
  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE:
    min € 1500 - max € 1700
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi
    ESTIMATE:
    min € 6000 - max € 8000 free offer
  • Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
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    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.

    ESTIMATE:
    min € 3500 - max € 4000
    Starting Price:
    € 800

  • Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
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    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.

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    min € 2000 - max € 2500
    Starting Price:
    € 1300

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone
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    min € 600 - max € 700
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    € 250

  • Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone
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    min € 800 - max € 1000
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    € 400

  • Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
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    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.

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    min € 800 - max € 1000
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    € 300

  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

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    min € 2000 - max € 2500
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    € 400

  • Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

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    min € 1000 - max € 1300
  • Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese
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    min € 2000 - max € 2500 free offer
  • Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda
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    min € 1200 - max € 1400
  • Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani
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    min € 2500 - max € 3000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Enrico Fanfani Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani
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    min € 3000 - max € 3500
  • Angiolo D'Andrea Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro
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    min € 700 - max € 900
  • Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli
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    min € 1500 - max € 1700
  • Vincenzo Montefusco Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero
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    min € 2500 - max € 3000 free offer
  • Gustavo Pisani Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
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    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Eugenio Buono Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
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    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.

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    min € 1300 - max € 1500
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    € 600

  • Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
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    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 200

  • Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani
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    min € 800 - max € 1000
    Starting Price:
    € 400

  • Raimondo Tusquets Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no
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    min € 800 - max € 1000
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    € 250

  • Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
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    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.

    ESTIMATE:
    min € 2500 - max € 3000
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    € 900

  • Giuseppe De Sanctis Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
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    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.

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    min € 900 - max € 1000
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    € 250

  • Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.


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    min € 1500 - max € 2000
  • Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli
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    min € 3500 - max € 4000 free offer
  • Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )
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    min € 800 - max € 900
  • Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri
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    min € 5000 - max € 6000
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 800
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo
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    min € 1200 - max € 1400
  • Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
  • Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
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    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.

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    min € 1500 - max € 2000
    Starting Price:
    € 300

  • Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

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    min € 1200 - max € 1400
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    € 400

  • Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.

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    min € 1800 - max € 2000
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    € 500

  • Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
    Starting Price:
    € 200

  • Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

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    min € 1500 - max € 2000
  • Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma
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    min € 800 - max € 1000
  • Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi
    ESTIMATE:
    min € 1300 - max € 1500
  • Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
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    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.

    ESTIMATE:
    min € 800 - max € 1000
  • Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

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    min € 700 - max € 900
    Starting Price:
    € 200

  • Rafael Senet Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 400

  • Piotr Konchalovsky Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.

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    min € 8000 - max € 10000
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    € 3000

  • Pietro De Francisco Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
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    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.

    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
    Starting Price:
    € 250

  • Arnaldo De Lisio Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
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    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.

    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi
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    min € 1000 - max € 1200
  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti
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    min € 800 - max € 1000
  • Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Alfredo Meschi Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi
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    min € 800 - max € 1000
  • Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.

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    min € 3000 - max € 3500
  • Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
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    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.

    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
    Starting Price:
    € 400

  • Igor Grabar Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
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    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.

    ESTIMATE:
    min € 4000 - max € 5000
    Starting Price:
    € 2000

  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE:
    min € 1000 - max € 1200
  • Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi
    ESTIMATE:
    min € 1700 - max € 1800
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Italo Mus Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus
    ESTIMATE:
    min € 1200 - max € 1400
  • Luois Marie Dominique Robbe Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 700
  • Oreste Pizio Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio
    ESTIMATE:
    min € 700 - max € 900
  • Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia
    ESTIMATE:
    min € 600 - max € 800
  • Stefan Bakalowicz Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz
    ESTIMATE:
    min € 2000 - max € 2500
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Pagina 2 di 2. Elementi totali 1585
  • Lotto 27  

    Tramonto invernale

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Tramonto invernale

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 14,5x10,5 firmato in basso a sx V.A.


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  • Lotto 27  

    Tramonto sulla Laguna

    Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 27  

    Tramonto sulla Laguna

    Alberto Prosdocimi Alberto Prosdocimi
    Venezia 1852 - 1925
    Acquerello su carta posto su telaio cm 40x70 firmato in basso a sx A.Prosdocimi


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  • Lotto 27  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tela cm 40x60 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 27  

    La spina nel piede

    Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 27  

    La spina nel piede

    Daniele Ranzoni Daniele Ranzoni
    Intra 1843 - 1889
    Olio su tela cm 34x24,5 firmato in basso a sx Ranzoni


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  • Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Magni Giuseppe Magni
    Pistoia 1869 - Firenze 1956
    Olio su tela cm 36x35 firmato in basso a dx G.Magni


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  • Lotto 27  

    Nubi sul Monte Rosa

    Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 27  

    Nubi sul Monte Rosa

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero TO 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 49,5x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • Lotto 27  

    Per il sentiero

    Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 27  

    Per il sentiero

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tela applicata cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini


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  • Lotto 27  

    Nel porto

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 27  

    Nel porto

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 27x35 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • Lotto 27  

    Al guado

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 27  

    Al guado

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 36x59 firmato in basso a dx A.Preda


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  • Lotto 27  

    Il fratellino

    Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 27  

    Il fratellino

    Enrico Crespi Enrico Crespi
    Busto Arsizio 1854 - 1929
    Olio su tela cm 50x63 firmato in basso a dx Enrico Crespi


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  • Lotto 27  

    Pascolo sul Tonale

    Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale
    ESTIMATE min € 18000 - max € 20000

    Lotto 27  

    Pascolo sul Tonale

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Pascolo sul Tonale


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  • Lotto 27  

    Imbarcazioni a Venezia

    Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 27  

    Imbarcazioni a Venezia

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Imbarcazioni a Venezia


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  • Lotto 27  

    Pascolo in Val d'Ayas

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 27  

    Pascolo in Val d'Ayas

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 30x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 27  

    Strada di campagna

    Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano
    ESTIMATE min € 300 - max € 400

    Lotto 27  

    Strada di campagna

    Giovanni Pirovano Giovanni Pirovano
    Renate 1880-Milano 1959
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx G.Pirovano


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  • Lotto 27  

    Verona Che Scompare

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 27  

    Verona Che Scompare

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a sx G.Menato


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  • Lotto 27  

    Meriggio estivo

    Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Meriggio estivo

    Ottorino Davoli Ottorino Davoli
    Reggio Emilia 1888 - Venezia 1945
    Olio su cartone cm 24x28 firmato in basso a sx Ottorino Davoli


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  • Lotto 27  

    Bagnanti

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 27  

    Bagnanti

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su cartone cm 23x33 firmato in basso a dx A.Tavernier


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  • Lotto 27  

    Raccolta di paesaggi

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
    Clicca per espandere

    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE min € 7000 - max € 8000

    Lotto 27  

    Raccolta di paesaggi

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1864 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 89x113 firmato in basso a dx A.Rey.

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Lotto 27  

    Neve in campagna

    Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 27  

    Neve in campagna

    Giovanni Rovero Giovanni Rovero
    Mongardino (AT) 1885 - Noli (SV) 1971
    Olio su cartone cm 31x43,5 firmato in basso a dx G.Rovero


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  • Lotto 27  

    Ritratto femminile

    Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 27  

    Ritratto femminile

    Donato Frisia Donato Frisia
    Merate (LC) 1883-1953
    Olio su tela cm 55x45,5 firmato in basso a dx Frisia


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  • Lotto 27  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 27  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 10x10 firmato in basso a sx Jwill



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  • Lotto 27  

    Velieri a Venezia

    Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
    Clicca per espandere

    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Velieri a Venezia

    Stefano Novo Stefano Novo
    Cavarzere (VE) 1862 - 1947
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a dx S.Novo

    Stefano Novo nacque a Cavarzere nel 1862 e si distinse come pittore di genere e vedutista. La sua formazione artistica avvenne all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo del celebre Pompeo Marino Molmenti.
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    All'inizio della sua carriera, Novo si dedicò principalmente all'affresco, lavorando in diverse chiese delle province di Venezia e Padova. In queste opere, la sua pittura si caratterizzò per freschezza, brillantezza e una tecnica ben definita.
    Successivamente, Novo si dedicò alla pittura da cavalletto, specializzandosi nella rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso ambientate nelle strade e nelle calli di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una pennellata fluida e luminosa, con una tavolozza ricca e variegata che catturava l'atmosfera della città lagunare. La sua capacità di rappresentare i dettagli architettonici e le scene di vita veneziana con grande precisione gli valse un notevole apprezzamento nel mondo dell'arte.
    Novo esordì nel 1884 all'Esposizione di Torino con l'opera "Cuore di popolana", ottenendo subito l'interesse del pubblico. Successivamente partecipò a numerose altre mostre, tra cui quelle di Firenze, Milano, Bologna, Palermo, Venezia e a livello internazionale, esponendo a Chicago, Londra e Glasgow. Le sue opere sono state esposte in importanti collezioni pubbliche e private, dimostrando l'ampio riconoscimento ricevuto dalla sua arte.
    La sua dedizione e il suo talento sono ancora oggi testimoniati dalla grande richiesta delle sue opere nel mercato dell'arte, che continuano a celebrare il suo contributo alla pittura di genere e alla tradizione veneziana. Stefano Novo morì nel 1927.



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  • Lotto 27  

    Mercato a Venezia

    Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Mercato a Venezia

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquerello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Craffonara.


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  • Lotto 27  

    1916

    Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
    Clicca per espandere

    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.

    ESTIMATE min € 6000 - max € 7000

    Lotto 27  

    1916

    Cesare Laurenti Cesare Laurenti
    Mesola (FE) 1854 - Venezia 1937
    Sul fiume

    Cesare Laurenti nacque il 6 novembre 1854 a Mesola, un piccolo comune nel Ferrarese. La sua passione per l'arte emerse sin da giovane, nonostante le iniziali resistenze familiari.
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    A 18 anni si trasferì a Padova per studiare disegno sotto la guida dello scultore Luigi Ceccon, grazie anche al supporto del conte Leopoldo Ferri. Nel 1876 si spostò a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove approfondì lo studio dei maestri rinascimentali. Due anni dopo, si trasferì a Napoli, dove lavorò con il pittore Domenico Morelli, uno dei principali innovatori della pittura italiana dell'Ottocento.

    Nel 1881 Laurenti ritornò a Padova, ma fu a Venezia che il suo stile si affinò sotto l'influenza di Giacomo Favretto, uno degli artisti più vivaci del periodo. Durante questo periodo, iniziò a concentrarsi su temi mitologici e letterari, ottenendo riconoscimenti significativi. Nel 1891, alla Prima Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera, vinse il Premio Principe Umberto con l'opera "Le Parche". Il suo stile si evolse nel corso degli anni, avvicinandosi al simbolismo, come dimostra il suo lavoro "Fioritura Nova", conservato a Ca' Pesaro.

    Nel 1903, Laurenti realizzò il grande fregio "Le statue d'oro" per la ditta ceramica Gregorj di Treviso, che fu presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Nel 1907 gli fu dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia e partecipò alla commissione per la ricostruzione del campanile di San Marco. Laurenti fu anche coinvolto nella realizzazione della Pescheria di Rialto, completata nel 1908, dove collaborò con l'architetto Domenico Rupolo.

    Cesare Laurenti morì a Venezia il 8 novembre 1936, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano, testimoniata dalle sue opere che continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e profondità culturale.



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  • Lotto 27  

    Chioggia (maggio 1926)

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
    Clicca per espandere

    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 27  

    Chioggia (maggio 1926)

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 38,5x29,5 firmato in basso a dx Beppe Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • Lotto 27  

    Sera d'autunno

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Sera d'autunno

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 30x40 firmato in basso a dx V.Cargnel.


    1 pre-auction offers Dettaglio
  • Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Giuseppe Menato Giuseppe menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.menato


    3 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 27  

    Little Things

    Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
    Clicca per espandere


    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.

    ESTIMATE min € 400 - max € 600

    Lotto 27  

    Little Things

    Drawbeats Drawbeats
    Little Things
    Multidisciplinare audio e acrilico su tela cm 50x50 firmato in basso a dx Drawbeats

    DRAW BEATS è un progetto multidisciplinare a cura di Andrea Gazzurelli & Marco Faglia
    che fonde arte visiva e musica elettronica, dando vita a un'opera multisensoriale da vedere e ascoltare. Il duo è composto da:Andrea Gazzurelli, in arte GAZBY, artista visivo e pittore sperimentale e Marco Faglia, compositore, producer e sound designer.
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    Il processo creativo parte da un’opera pittorica realizzata da GAZBY su tela: ogni gesto, colpo di pennello, e materiale utilizzato viene microfonato e registrato in tempo reale. Questi suoni grezzi, che nascono direttamente dalla tela, vengono successivamente campionati, trattati e trasformati da Marco Faglia in composizioni musicali originali. A ogni quadro corrisponde un beat unico, e viceversa: l'opera finale è quindi indissolubilmente legata sia alla dimensione visiva che a quella sonora. Ogni DRAW BEAT include: l’opera pittorica originale; un QR Code esclusivo integrato nell’opera, attraverso cui è possibile ascoltare il relativo beat; un tassello in rilievo (7x7x0,8 cm) che riporta lo stesso motivo visivo del quadro e contiene il QR code. DRAW BEATS è una riflessione sul gesto artistico, sulla sinestesia tra suono e immagine, e sulla possibilità di archiviare musicalmente il processo creativo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e personale.
    Andrea Gazzurelli (GAZBY) – Pittore
    Nato a Brescia il 21/11/1994, GAZBY è un artista visivo con una formazione al Liceo Artistico e un approccio sperimentale alla pittura. Dopo un decennio di pausa creativa, nel 2021 ritrova l’urgenza espressiva e torna alla tela con un linguaggio visivo in continua evoluzione. La sua arte si basa su contrasti materici e cromatici, sulla curiosità per nuove tecniche e sull’esplorazione continua del gesto pittorico.
    Marco Faglia – Compositore e Sound Designer
    Marco Faglia, classe 1994, si avvicina in un primo tempo allo studio della musica frequentando lezioni di Pianoforte. La sua indole poliedrica lo ha sempre portato a coltivare fin da giovane più
    progetti musicali in parallelo: studia Canto Pop e incide tre album insieme alla band di cui tutt'oggi è membro (“Barriga”). Curioso di apprendere i meccanismi sottostanti le partiture, si iscrive al corso di Composizione presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, sua città natale. D’altro canto, la decisione di frequentare contestualmente anche l’Università, ne determina il trasferimento presso
    la città di Trento, dove consegue a pieni voti la laurea Triennale e Magistrale di Economia rispettivamente nel 2017 e nel 2021, nonché la Laurea in Composizione presso il Conservatorio Bonporti (2020). Inizia a svolgere quotidianamente attività di producing e di tecnico del suono da freelance, collaborando con svariati artisti indipendenti, nonché offrendo le proprie competenze per
    lavori audiovisivi aziendali e/o cinematografici, tanto sul set quanto in fase di post-produzione. Nel 2024 lavora come Producer e Sound Designer nel team di Clockbeats Music Group, nota casa di produzione musicale ed etichetta discografica bresciana; inizia altresì l’aBvità di produFore per il
    progetto multidisciplinare Drawbeats.
    Ad oggi, è in procinto di conseguire il titolo di SoundDesigner per Videogames dal Berklee College of Music e, recentemente, ha aperto Brix Music Studio, dove porta avanti attvità di produzione musicale, sonorizzazione audio (spot pubblicitari, podcast, film, cortometraggi…) e consulenza giuridico economica sulla gestione dei diritti d’autore in ambito musicale.



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  • Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Dante Bertini Dante Bertini
    Mantova 1878-1944
    Olio su tavola cm 39x29 firmato in basso a dx D.Bertini


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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
    Clicca per espandere

    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 24x39,5 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.



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  • Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
    Clicca per espandere

    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Carpanetto Giovanni Battista Carpanetto
    Torino 1863 - Torino 1928
    Olio su tavola cm 32x48 firmato in basso a dx G.Carpanetto

    Giovanni Battista Carpanetto nacque a Torino il 30 settembre 1863. Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la pittura e, dopo aver studiato all’Accademia Albertina sotto maestros rigorosi, esordì ufficialmente nel 1881 con una tela storica che segnò l’inizio di un’attività artistica intensa.
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    Inizialmente attivo nel genere storico, su consiglio del pittore Marco Calderini egli abbracciò ben presto la pittura “dal vero”, muovendosi verso paesaggi, figure e ambienti caratterizzati da immediata leggibilità, viva sensibilità emotiva e talvolta da un accento narrativo o simbolista. Durante il suo percorso partecipò a mostre prestigiose, come la Nazionale di Venezia del 1887, dove presentò un’opera che suscitò polemiche: dimostrazione della sua capacità di provocare attenzione.
    Con il passare degli anni Carpanetto estese il suo raggio d’azione alla grafica pubblicitaria e all’illustrazione, realizzando manifesti per importanti aziende e occupandosi di illustrazioni di riviste: questa doppia carriera testimonia una sua versatilità tra pittura “alta” e applicazioni pratiche dell’arte. La sua produzione, basata su oli e pastelli, si distingue per la raffigurazione di figure inserite in paesaggi e per l’attenzione alla luce, alla rappresentazione del vero e alla narrazione visiva. Verso la fine della sua vita la partecipazione espositiva si ridusse e egli si concentrò sull’insegnamento e sulla grafica. Morì a Torino il 26 luglio 1928, lasciando un corpus che riflette le tensioni e le evoluzioni della pittura piemontese tra Otto e Novecento.



    4 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 27  

    Il Risposo

    Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Clicca per espandere

    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 27  

    Il Risposo

    Ambrogio Alciati Ambrogio Alciati
    Vercelli 1878 - Milano 1929
    Olio su tavola cm 32x23,5 firmato in basso a sx A.Alciati

    Antonio Ambrogio Alciati nacque a Vercelli il 5 settembre 1878. In giovane età frequentò l’Istituto di Belle Arti della sua città e in seguito, grazie a una borsa di studio, si trasferì a Milano per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
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    Qui seguì i corsi di maestri come Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, che ne influenzarono sensibilmente la formazione artistica e lo avviarono verso la ritrattistica.

    All’inizio della sua carriera, Alciati mostrò una predilezione per atmosfere romantiche e sfumate, con tinte delicate e una resa morbida delle figure. Con il tempo, il suo stile si evolse verso una pennellata più decisa e un cromatismo più vivo, pur mantenendo una grande sensibilità nella descrizione dei soggetti. La sua dote maggiore fu la capacità di cogliere non solo l’aspetto esteriore ma anche l’anima dei ritratti: donne e uomini borghesi, figure eleganti e ambienti raffinati divennero spesso protagonisti delle sue tele, richieste da una committenza milanese di alto livello.

    Alciati riuscì a imporsi come uno dei ritrattisti italiani più apprezzati dei primi decenni del Novecento. Partecipò regolarmente a importanti esposizioni, tra cui le Biennali di Venezia e le mostre milanesi, e nel 1920 ottenne la cattedra di disegno della figura all’Accademia di Brera, succedendo a Tallone. In questa veste, contribuì alla formazione di una nuova generazione di artisti, trasmettendo competenza tecnica e attenzione psicologica al ritratto.

    Oltre ai ritratti realizzò anche affreschi in ville e chiese lombarde e alcune scene di genere. I suoi lavori, oggi conservati in collezioni pubbliche e private, testimoniano una capacità di fondere la tradizione figurativa con una sensibilità moderna e vibrante.

    Morì a Milano il 7 marzo 1929.



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  • Lotto 27  

    Visto di Venezia

    Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 27  

    Visto di Venezia

    Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su cartone diametro cm 10 firmato in basso a dx L.Ponga


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  • Lotto 27  

    Come le foglie 1913

    Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
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    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 27  

    Come le foglie 1913

    Romano Valori Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.
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    Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.

    La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.

    La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.



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  • Lotto 27  

    Brianza

    Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari

    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia di artisti, e fin da ragazzo fu avviato alla pittura dal padre, che aveva lavorato come decoratore collaborando con pittori dell’epoca. Proseguì la sua formazione artistica all’Accademia di Brera a Milano dal 1877 al 1884 sotto la guida di Giuseppe Bertini, frequentando contemporaneamente lo studio di Gerolamo Induno, figura di spicco della pittura lombarda.
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    Debuttò nel 1879 all’Esposizione di Belle Arti di Brera con una veduta dell’interno del Duomo di Milano, dando avvio a un percorso artistico incentrato soprattutto sulla rappresentazione prospettica della città e dei suoi angoli caratteristici. Nel cuore della sua produzione si trovano soprattutto vedute architettoniche, scorci urbani, interni di chiese, navigli, piazze e paesaggi in cui rivive l’atmosfera poetica e sentimentale della “Vecchia Milano”, un volto della città destinato a scomparire con le profonde trasformazioni urbanistiche degli anni successivi. Questa capacità di coniugare rigore prospettico e sensibilità romantica lo rese presto tra i principali interpreti di questo filone pittorico.

    Ferrari mantenne uno stile coerente con la tradizione lombarda romantica, rimanendo sostanzialmente indifferente ai movimenti più avanguardisti dell’epoca e alle novità tecniche come il divisionismo, preferendo ritrarre il mondo con fedeltà e chiarezza narrativa. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche italiane fino al 1932, anno della sua morte, ottenendo numerosi riconoscimenti ufficiali e un costante apprezzamento da parte del pubblico e della critica conservatrice.

    Nel corso della sua lunga attività dipinse e acquerellò non solo vedute milanesi ma anche scorci di altre città italiane come Como, Pavia e Venezia, e paesaggi più ampi di campagna e di montagna. Opere significative come Interno della chiesa di Sant’Antonio in Milano, Una via di Milano e L’aperta vita operosa sono testimonianze dell’attenzione con cui Ferrari seppe cogliere e fissare sulla tela frammenti di vita e di architettura urbana. Diverse sue tele sono conservate in istituzioni museali, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Milano e raccolte civiche, mentre molte altre fanno parte di collezioni private.

    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932 all’età di 71 anni

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 27  

    Brianza

    Arturo Ferrari Arturo Ferrari
    Milano 1861 - 1932
    Olio su tela cm 22x33 firmato in basso a dx A.Ferrari

    Arturo Ferrari nacque a Milano il 26 gennaio 1861 in una famiglia di artisti, e fin da ragazzo fu avviato alla pittura dal padre, che aveva lavorato come decoratore collaborando con pittori dell’epoca. Proseguì la sua formazione artistica all’Accademia di Brera a Milano dal 1877 al 1884 sotto la guida di Giuseppe Bertini, frequentando contemporaneamente lo studio di Gerolamo Induno, figura di spicco della pittura lombarda.
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    Debuttò nel 1879 all’Esposizione di Belle Arti di Brera con una veduta dell’interno del Duomo di Milano, dando avvio a un percorso artistico incentrato soprattutto sulla rappresentazione prospettica della città e dei suoi angoli caratteristici. Nel cuore della sua produzione si trovano soprattutto vedute architettoniche, scorci urbani, interni di chiese, navigli, piazze e paesaggi in cui rivive l’atmosfera poetica e sentimentale della “Vecchia Milano”, un volto della città destinato a scomparire con le profonde trasformazioni urbanistiche degli anni successivi. Questa capacità di coniugare rigore prospettico e sensibilità romantica lo rese presto tra i principali interpreti di questo filone pittorico.

    Ferrari mantenne uno stile coerente con la tradizione lombarda romantica, rimanendo sostanzialmente indifferente ai movimenti più avanguardisti dell’epoca e alle novità tecniche come il divisionismo, preferendo ritrarre il mondo con fedeltà e chiarezza narrativa. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni artistiche italiane fino al 1932, anno della sua morte, ottenendo numerosi riconoscimenti ufficiali e un costante apprezzamento da parte del pubblico e della critica conservatrice.

    Nel corso della sua lunga attività dipinse e acquerellò non solo vedute milanesi ma anche scorci di altre città italiane come Como, Pavia e Venezia, e paesaggi più ampi di campagna e di montagna. Opere significative come Interno della chiesa di Sant’Antonio in Milano, Una via di Milano e L’aperta vita operosa sono testimonianze dell’attenzione con cui Ferrari seppe cogliere e fissare sulla tela frammenti di vita e di architettura urbana. Diverse sue tele sono conservate in istituzioni museali, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Milano e raccolte civiche, mentre molte altre fanno parte di collezioni private.

    Arturo Ferrari morì a Milano il 31 ottobre 1932 all’età di 71 anni



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  • Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20x13 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
    Clicca per espandere

    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 27  

    Lungo il sentiero

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 20x13 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • Lotto 27  

    L'Arena di Verona

    Angelo Dall'Oca B

    Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.
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    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.

    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942.

    ianca

    Verona 1858 - 1942
    Olio su tavola cm 24x34.5 firmato in basso a sx A.Dall'Oca Bianca
    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Lotto 27  

    L'Arena di Verona

    Angelo Dall'Oca Bianca Angelo Dall'Oca B

    Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.
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    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942Angelo Dall’Oca Bianca è stato un pittore italiano nato a Verona il 31 marzo 1858 e morto nella stessa città nel 1942. È considerato uno dei principali interpreti della pittura veronese tra Ottocento e Novecento, con una produzione ampia e riconoscibile soprattutto per le scene di genere e le vedute urbane, spesso ambientate nella sua città natale.

    La sua infanzia fu segnata da condizioni economiche difficili e da una formazione irregolare. In giovane età lavorò come manovale, ma mostrò fin da subito una forte inclinazione per il disegno, che lo portò a intraprendere un percorso artistico quasi autodidatta. Successivamente riuscì a entrare all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò sotto la guida di Napoleone Nani, formando una solida base tecnica e sviluppando un linguaggio pittorico inizialmente legato al realismo accademico.

    Un momento decisivo della sua crescita fu il contatto con Giacomo Favretto, che influenzò profondamente la sua pittura, indirizzandolo verso una maggiore libertà cromatica e una rappresentazione più vivace e narrativa della realtà. In questa fase iniziale Dall’Oca Bianca si affermò con opere di genere ambientate nella vita quotidiana veronese, caratterizzate da un forte interesse per la figura umana e per la resa immediata delle situazioni, spesso arricchite dall’uso della fotografia come supporto compositivo.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane ed europee, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Le sue opere furono apprezzate per la capacità di unire freschezza narrativa, attenzione al dettaglio e una cromia brillante. In questo periodo la sua produzione si consolidò attorno a soggetti legati alla vita cittadina e alla rappresentazione della società contemporanea, con particolare attenzione alla città di Verona, che divenne uno dei temi centrali del suo lavoro.

    Tra fine Ottocento e inizio Novecento la sua pittura si aprì anche a nuove influenze, avvicinandosi in parte alle correnti simboliste e divisioniste, pur senza abbandonare completamente la matrice verista. Questo aggiornamento stilistico si riflette in opere più complesse e ambiziose, in cui emergono anche tematiche allegoriche e una maggiore attenzione alla costruzione luministica.

    Nel corso del Novecento la sua produzione subì un progressivo irrigidimento stilistico e fu oggetto di critiche da parte delle nuove avanguardie, che lo consideravano legato a una visione ormai superata della pittura figurativa. Nonostante ciò, Dall’Oca Bianca continuò a lavorare e a essere molto apprezzato soprattutto nell’ambiente veronese, dove si dedicò anche ad attività culturali e civiche legate alla sua città.

    Morì a Verona nel 1942.

    ianca

    Verona 1858 - 1942
    Olio su tavola cm 24x34.5 firmato in basso a sx A.Dall'Oca Bianca


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  • Lotto 28  

    L'attesa

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su cartone cm 26x20,5 firmato in basso a dx B.Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 28  

    L'attesa

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su cartone cm 26x20,5 firmato in basso a dx B.Ciardi

    Giuseppe "Beppe" Ciardi (1875-1932) è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura.

    Fin da bambino, Beppe mostrò un interesse profondo per l'arte, trascorrendo molto tempo nello studio del padre e tentando i suoi primi schizzi. Nel 1896, all'età di 21 anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Ettore Tito, un noto pittore verista. Durante gli anni accademici, Beppe affinò le sue tecniche pittoriche, sviluppando uno stile personale che univa l'influenza del padre a una sensibilità propria.

    Nel 1899, Beppe esordì alla Biennale di Venezia con l'opera "Monte Rosa" e il trittico "Terra in fiore", segnando un distacco dalla pittura paterna e avvicinandosi alle tematiche divisioniste espresse da Giovanni Segantini. L'anno successivo, nel 1900, ottenne il premio Fumagalli all'Esposizione della Permanente di Milano con "Traghetto delle Agnelle". Nel 1904 partecipò all'Esposizione internazionale di San Francisco, dove ricevette una medaglia d'argento, e nel 1906 espose undici quadri della serie "Silenzi notturni e crepuscolari" all'Esposizione internazionale del Sempione.

    Nel 1912, alla X Biennale di Venezia, Beppe tenne una mostra personale con 45 tele, tra cui la nota "I saltimbanchi". Dopo una breve interruzione dovuta alla partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, riprese la sua attività artistica, partecipando a numerose Biennali di Venezia, segnate dalla diffusione di movimenti avanguardistici come il Futurismo e l'Espressionismo.

    Oltre alla pittura, Beppe Ciardi alternò la sua attività artistica con quella di agricoltore, trascorrendo la vita tra Venezia, Canove di Asiago e Quinto di Treviso, profondamente legato alla campagna trevigiana che riprodusse spesso nelle sue opere. La sua produzione artistica comprende numerosi paesaggi, marine e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una luce vibrante e una tecnica pittorica raffinata.

    Beppe Ciardi morì improvvisamente il 14 giugno 1932 a Quinto di Treviso, dove fu sepolto. La moglie Emilia Rizzotti, modella di numerosi suoi lavori, raccolse una grande quantità di opere presso Villa Ciardi, istituendo una collezione che terminò con la cessione delle opere da parte degli eredi. Nel tempo, furono organizzate diverse mostre postume, tra cui nel 1932 presso la Galleria Pesaro di Milano, nel 1935 alla Biennale di Venezia e al Jeu de Paume di Parigi, nel 1936 presso l'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti di Guerra di Milano, nel 1939 al Caffè Pedrocchi di Padova, nel 1953 alla Galleria Giosio di Roma e nel 1983 alla Mostra d’Arte Trevigiana.

    Le opere di Beppe Ciardi sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • Lotto 28  

    Passeggiando

    Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 23,5x16,5 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 28  

    Passeggiando

    Lodovico Tommasi Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 23,5x16,5 firmato in basso a sx Tommasi

    Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori.
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    Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.

    Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.

    Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.

    Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.



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  • Lotto 28  

    Sulla panchina

    Luigi Lanza
    Venezia 1860-1913
    Olio su cartone cm 31,5x47,5 firmato in basso a dx Lanza

    Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.
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    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.

    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 28  

    Sulla panchina

    Luigi Lanza Luigi Lanza
    Venezia 1860-1913
    Olio su cartone cm 31,5x47,5 firmato in basso a dx Lanza

    Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.
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    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913Luigi Lanza nacque a Venezia nel 1860 e fin da giovane manifestò una forte vocazione per la pittura, coltivata all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, dove affinò le tecniche del disegno e dell’olio, avvicinandosi alla tradizione del vedutismo veneziano. Fratello del pittore Giovanni Lanza, sviluppò un linguaggio pittorico incentrato sulla rappresentazione di vedute, marine e paesaggi lagunari, prestando particolare attenzione alla prospettiva, ai riflessi sull’acqua e all’atmosfera dei luoghi che ritraeva.

    Nel corso della sua carriera espose regolarmente nelle principali rassegne artistiche italiane, tra cui le mostre di Torino, Firenze, Milano e Genova, proponendo opere che illustravano scorci di Venezia, del Lido, della Laguna e di altre città italiane come Napoli. La sua pittura si caratterizza per l’equilibrio tra la precisione prospettica e la resa luministica: le sue marine e vedute urbane trasmettono una vibrante presenza atmosferica, con riflessi sull’acqua e tonalità che suggeriscono il movimento e la vita silenziosa dei luoghi.

    Lanza partecipò anche a esposizioni internazionali, tra cui la Mostra d’Arte Italiana a Londra nel 1888, ampliando la propria visibilità oltre i confini nazionali. Tra le sue opere più note si ricordano Riva a Venezia, Al Lido, Sulla Laguna, Fondamenta della Misericordia e la Veduta di Castel dell’Ovo a Napoli, tutte esempi della sua capacità di combinare rigore tecnico e sensibilità poetica. La sua attività continuò almeno fino al 1913.



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  • Lotto 28  

    Scena biblica

    Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
    Clicca per espandere

    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Scena biblica

    Bruto Mazzolani Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri.
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    Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.

    La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.

    Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.

    Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.

    Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.



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  • Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lucia Ponga Lucia Ponga
    Venezia 1887 - Vittorio Veneto 1966
    Olio su tavola cm 13x14 firmato in basso a dx L.Ponga


    2 pre-auction offers Dettaglio
  • Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
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    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Giuseppe Costantini Giuseppe Costantini
    Nola NA 1844 - San Paolo Belsito NA 1894
    Olio su tavola cm 32x15 firmato in basso a sx G.Costantini

    Giuseppe Costantini nacque a Nola, in provincia di Napoli, l’8 giugno 1844. Compì i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima come allievo di Giuseppe Mancinelli e poi sotto la guida di Vincenzo Petruccelli.
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    Una volta completata la formazione si dedicò alla pittura di genere, scegliendo come soggetti privilegiati scene di vita quotidiana, interni domestici, figure popolari, spesso ambientate in contesti poveri o umili, con un realismo attento e pacato.

    A partire dal 1870 fece ritorno a Nola, dove diresse una scuola di disegno applicato alle arti fino al 1893. Questo incarico lo legò al territorio e gli permise di esercitare un’attività continuativa da artista e insegnante. Pur mantenendo la propria base nella provincia, non rinunciò a confrontarsi con il mercato dell’arte più ampio: partecipò con regolarità a mostre e Promotrici, esponendo opere caratterizzate da una sensibilità intimista e da un’attenzione sincera verso la quotidianità del popolo.

    Le sue tele ritraggono con delicatezza donne, bambini, anziani, famiglie, ambienti domestici o rurali, mobili e oggetti di vita comune, costruendo un ritratto empatico di una realtà spesso ignorata. I suoi dipinti mostrano maestria nel rendere la luce, nel rappresentare texture di stoffe e arredi, e nel fissare momenti di tranquillità, di lavoro, di gioco, di convivialità, tutto con un’adesione discreta e rispettosa al vero. Opere come La scuola del villaggio, Un concerto, Post prandium, La madre e A sessant’anni (tra le sue opere più note) testimoniano questo approccio, capace di unire osservazione sociale e qualità compositiva.

    Non cercò effetti drammatici né un realismo “impegnato” in senso polemico. Al contrario costruì un realismo accogliente, pacato, carico di umanità: la sua pittura conserva un tono gentile e partecipe, attento alla dignità di soggetti semplici, senza retorica, con un afflato quasi consolatorio verso quella che possiamo chiamare vita quotidiana.

    Giuseppe Costantini morì il 29 maggio 1894 a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli.



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  • Lotto 28  

    In taverna

    Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
    Clicca per espandere

    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 28  

    In taverna

    Nazareno Orlandi Nazareno Orlandi
    Ascoli Piceno 1861 - Buenos Aires 1952
    Olio su tela cm 32x46 firmato in basso a dx N.Orlandi

    Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti.
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    Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952Nazzareno Orlandi nacque ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1861 e fin dagli anni giovanili mostrò un talento naturale per il disegno. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove affinò la tecnica e ricevette i primi riconoscimenti. Durante il servizio militare, che durò alcuni anni, cominciò a rappresentare temi legati alla vita militare, un filone che rimase presente in parte della sua produzione successiva.

    Negli anni ottanta dell’Ottocento prese parte alle esposizioni italiane presentando ritratti e scene di genere che rivelavano una crescente attenzione alla narrazione e all’osservazione diretta della realtà. Opere come In mercato a Firenze, Pro Patria e Ricordi d’Ascoli attestano la sua inclinazione per una pittura vivace, attenta ai gesti e alla dimensione quotidiana.

    Nel 1889 accettò l’invito del governo argentino a trasferirsi a Buenos Aires. Questo passaggio segnò una svolta decisiva. In Argentina Orlandi divenne un apprezzato decoratore di grandi edifici pubblici e religiosi. Lavorò alla decorazione della cupola della Cattedrale di Córdoba, collaborò con vari teatri, istituzioni culturali e chiese di Buenos Aires, e firmò numerosi cicli ad affresco che univano precisione tecnica e forte senso scenografico. La sua capacità di adattarsi a spazi monumentali lo rese uno degli artisti più richiesti della città.

    Pur vivendo stabilmente in America Latina, mantenne rapporti con l’Italia e partecipò a esposizioni internazionali come quella di Chicago del 1893. Nel 1910 venne nominato Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, riconoscimento che premiava la qualità del suo percorso artistico e la fama raggiunta all’estero.

    Accanto alle grandi decorazioni, Orlandi continuò a produrre dipinti da cavalletto, ritratti e paesaggi che mostrano un gusto raffinato per la composizione e per la resa della luce. La varietà della sua produzione testimonia una personalità versatile, capace di coniugare tradizione italiana e sensibilità maturate nel contesto argentino.

    Nazzareno Orlandi morì a Buenos Aires nel 1952.



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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su tavola cm 33x42 firmato in basso a dx Bucci

    Anselmo Bucci, figlio di Achille Muzio, nacque il 23 maggio 1887 a Fossombrone. Dopo aver completato gli studi classici al liceo Marco Foscarini di Venezia, si dedicò al disegno presso la scuola di Francesco Salvini a Este.
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    Nel 1904-05, fu allievo dell'Accademia di Brera a Milano e nel 1906 si trasferì a Parigi, rimanendovi fino al 1915 e concentrando la sua attenzione sull'incisione. Durante questo periodo, realizzò diverse raccolte di incisioni, ispirate alla cultura grafica francese post-impressionista, come "Le petit Paris qui bouge" (1908) e "Paris qui bouge" (1909), ottenendo anche una menzione onorevole al Salon des artistes français nel 1910.

    Il suo stile si rifletteva sia nelle influenze del post-impressionismo francese che nelle tracce dello studio del Fattori, mantenendo una maniera secca e evitando la retorica. Il periodo parigino segnò un momento significativo per l'arte di Bucci, in cui si avvicinò al gusto di artisti come Jean-François Raffaelli e Pierre Bonnard, influenze evidenti in opere come "L'écraseur," "Touaregs à Paris," "Avenue Rachel," e altre.

    Durante la prima guerra mondiale, Bucci fu volontario di guerra e documentò la vita sul fronte attraverso incisioni e litografie, come le "Croquis du front italien" (1918) e "Marina a terra" (1918). Dopo la guerra, la sua arte subì un cambiamento significativo. Pur essendo un abile incisore, Bucci decise di esplorare la pittura, orientandosi verso un ritorno al classicismo, in contrasto con le correnti avanguardiste.

    Nel 1922, Bucci fu il promotore del gruppo "Novecento italiano", che cercava di favorire un orientamento neoclassico. Il suo impegno maggiore in questo periodo fu il dipinto "I pittori" (1921-1924), che rappresentava il suo pensiero antitetico ai movimenti d'avanguardia. Bucci mantenne il suo distacco ideale dalla contemporaneità, sostenendo la preferenza per gli antichi rispetto ai moderni.

    Nel corso degli anni successivi, Bucci si affermò anche come scrittore, pubblicando opere come "Il libro della Bigia" (1942) e contribuendo con articoli al Corriere della Sera. Morì a Monza il 19 novembre 1955, lasciando un'impronta significativa nell'ambito artistico italiano, con la sua straordinaria vitalità, indipendenza morale e ironia che si manifestava sia nelle sue opere grafiche che nella sua produzione letteraria.



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  • Lotto 28  

    Angolo ligure

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Angolo ligure

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 25x25 firmato in basso a dx C.Tagliabue


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  • Lotto 28  

    Riposa in me

    Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Riposa in me

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Riposa in me
    China su carta cm 19x19

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Lotto 28  

    Nel Porto

    Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Nel Porto

    Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su tavola cm 21x25 firmato in basso a sx D.Corompai


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  • Lotto 28  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 28  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 40,5x28,5 firmato in basso a sx Z.Bo.


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  • Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
    Clicca per espandere

    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 32x32,5 firmato in basso a dx Ponga

    Giuseppe Ponga (1856-1925) è stato un pittore italiano, nato a Chioggia, noto per la sua abilità nel riprendere la tradizione settecentesca della pittura veneziana. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si ispirò ai grandi maestri come Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi.
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    Ponga si dedicò a vari ambiti artistici, tra cui la pittura murale, la miniatura e l'acquerello. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano le decorazioni del Palazzo del Parlamento di Budapest e quelle del caffè "Quadri" a Venezia, che ornano i portici di Piazza San Marco. La sua capacità di fondere elementi classici con un tocco personale lo ha reso uno degli esponenti di spicco della pittura veneziana del suo tempo.



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  • Lotto 28  

    Canale in Laguna

    Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 28  

    Canale in Laguna

    Gonzalo Bilbao Martinez Gonzalo Bilbao Martinez
    Siviglia 1860 - Madrid 1938
    Olio su tela cm 32x52 firmato in basso a dx G.Bilbao



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  • Lotto 28  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 28  

    Piazza San Marco

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx A.Bozzato.


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  • Lotto 28  

    Dolce sorriso

    Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
    Clicca per espandere

    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 28  

    Dolce sorriso

    Vittorio Tessari Vittorio Tessari
    Castelfranco Veneto (TV) 1860 - Mira (VE) 1947
    Olio su tavola cm 26x18,5 firmato in basso a dx V. Tessari

    Vittorio Tessari nacque il 7 ottobre 1860 a Castelfranco Veneto, figlio di Marziale e Anna Bacco. Sin da giovane dimostrò un grande interesse per l'arte e, all'età di sedici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Eugenio De Blaas.
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    Dopo aver completato gli studi nel 1883, ottenne la patente d'insegnante di disegno, iniziando così la sua carriera artistica.
    Nel 1887 partecipò alla Mostra Nazionale di Venezia, esponendo alcune opere che riscossero successo, come "In attesa del marito", "Verso sera" e "Ti me ne conti de bele!". Nello stesso anno, sposò Maria Solveni, originaria di Mira, e continuò a perfezionare la sua arte, realizzando anche una tela raffigurante San Biagio per la chiesa parrocchiale di Barcon.
    Nel 1895 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espose l'opera "Sola al mondo", acquistata dal conte Filippo Grimani. Due anni dopo, partecipò alla Seconda Esposizione Internazionale, presentando il dipinto "Angosce". Durante questo periodo, Tessari si dedicò anche al ritratto e all'acquerello, realizzando opere come il "Ritratto del pittore Placido Fabris" e il "Ritratto della Regina Margherita", che gli valsero l'elogio per la sua abilità tecnica e la sensibilità emotiva.
    Nel 1908 si trasferì a Mira, dove proseguì la sua attività artistica, realizzando numerosi ritratti per importanti famiglie locali. Nel 1911 collaborò con il decoratore Silvio Trentin per la realizzazione del soffitto della chiesa di Gambarare, decorato con la scena "La Gloria di San Giovanni Battista". Nel 1924 organizzò una mostra personale a Castelfranco Veneto, esponendo ben 44 opere che furono molto apprezzate.
    Vittorio Tessari morì il 17 marzo 1947 a Mira.



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  • Lotto 28  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 7x7 firmato in basso a dx Jwill



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  • Lotto 28  

    Chiar di luna

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    Chiar di luna

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 38,5x33,5 firmato in basso a dx V.Zolla


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  • Lotto 28  

    Il cancello

    Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Il cancello

    Camillo Merlo Camillo Merlo
    Torino 1856 - 1931
    Olio su cartone cm 22,5x29,5 firmato in basso a sx C.Merlo


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  • Lotto 28  

    Vita contadina

    Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.

    ESTIMATE min € 6000 - max € 7000

    Lotto 28  

    Vita contadina

    Giuseppe Bisi Giuseppe Bisi
    Genova 1787 - Varese 1869
    Olio su tela cm 45x59 firmato in basso a dx G.Bisi.

    Giuseppe Bisi nacque a Genova il 10 aprile 1787 da Tommaso Bisi, anch'egli pittore e scultore. La sua formazione artistica si sviluppò inizialmente sotto la guida del padre e successivamente presso l'Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    La sua carriera si distinse per la produzione di paesaggi in stile romantico, caratterizzati da una rappresentazione intima e quotidiana della natura.

    Nel 1829, Bisi intraprese un viaggio di studio a Roma, che gli fornì l'ispirazione per una serie di dipinti ambientati nel Lazio. Al suo ritorno a Milano, consolidò la sua reputazione e nel 1838 fu nominato professore di pittura del paesaggio all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì fino al 1856. Durante la sua carriera, Bisi ottenne numerosi riconoscimenti e i suoi lavori furono apprezzati da committenze aristocratiche e borghesi, sia italiane che straniere.

    Tra le sue opere più note si annoverano "Veduta di Genova dall'alto" (1825), "Veduta del porto di Genova" (1826), "Veduta di Castel Gandolfo" (1830) e "Veduta di Torno" (1860). La sua produzione artistica si distingue per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi e per l'atmosfera romantica che permea le sue opere.

    Giuseppe Bisi morì a Varese il 28 ottobre 1869.



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  • Lotto 28  

    Mattino a Portofino 55

    Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Mattino a Portofino 55

    Giulio Cisari Giulio Cisari
    Como 1892 - Milano 1979
    Olio su tela cm 44,5x59 firmato in basso a dx Cisari


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  • Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Giuseppe Tirelli Giuseppe Tirelli
    Reggio Emilia 1859 - 1931
    Olio su tela cm 31x49 firmato in basso a sx G.Tirelli


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  • Lotto 28  

    Lavorando i campi

    Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi
    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 28  

    Lavorando i campi

    Vittorio Avanzi Vittorio Avanzi
    Verona 1850 - Campofontana 1913
    Olio su tela cm 58,5x106 firmato in basso a sx Vittorio Avanzi


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  • Lotto 28  

    Lavorando la stoffa

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Lavorando la stoffa

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 44x35 firmato in basso a sx E.Bonivento


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  • Lotto 28  

    Valle di Gressoney

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Valle di Gressoney

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 28  

    Chioggia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 28  

    Chioggia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Chioggia


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  • Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara
    ESTIMATE min € 20000 - max € 25000

    Giuseppe Coen Giuseppe Coen
    Treviso 1812 - Venezia 1856
    Castello Estense di Ferrara


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  • Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010
    ESTIMATE min € 9000 - max € 11000

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 68x120 firmato in basso a sx S.Poma

    Pubblicato sul catalogo Mondadori tavola a colori n. 34
    Esposizione ad Iseo (BS) dal 25/04 al 13/06/2010


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  • Lotto 28  

    Pascolo

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 28  

    Pascolo

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 19x35,5 firmato in basso a dx A.Preda


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  • Lotto 28  

    Quiete

    Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 28  

    Quiete

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 29,5x26,5 firmato in basso a sx TeodoroWolf Ferrari


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  • Lotto 28  

    Lungo la riva

    Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Lungo la riva

    Riccardo Pellegrini Riccardo Pellegrini
    Milano 1863 - Crescenzago (MI) 1934
    Olio su tavola cm 19x14 firmato in basso a sx Riccardo Pellegrini


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  • Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera
    ESTIMATE min € 1400 - max € 1600

    Gioachimo Galbusera Gioachimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 23x33,5 firmato in basso a dx Galbusera


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  • Lotto 28  

    Figura nel parco

    Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 28  

    Figura nel parco

    Alessandro Gallotti Alessandro Gallotti
    Pavia 1879 - Milano 1961
    Olio su tavola cm 61,5x46,5 firmato in basso a dx A.Gallotti


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  • Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Angelo Dall' Oca Bianca Angelo Dall' Oca Bianca
    Verona 1858 -1942
    Bel viso


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  • Lotto 28  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 28  

    Monte Rosa

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 28  

    Cervia 1936

    Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 28  

    Cervia 1936

    Vittore Zanetti Zilla Vittore Zanetti Zilla
    Venezia 1864 - Milano 1946
    Acquarello su carta cm 38,5x30,5 firmato in basso a dx Zanetti Zilla


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  • Lotto 28  

    Ragazza sulla spiaggia

    Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 28  

    Ragazza sulla spiaggia

    Luigi Calderini Luigi Calderini
    Torino 1880 - 1973
    Olio su tavola cm 11,5x14 firmato in basso a sx M.Calderini


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  • Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nel parco

    Andrea Tavernier Andrea Tavernier
    Torino 1858 - Grottaferrata (Roma) 1932
    Olio su tavola cm 13x22 firmato in basso a sx A.Tavernier


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  • Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Paoletti


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  • Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Il Cervino

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 40x50 firmato in basso a sx O.Campagnari


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  • Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Invito in Villa

    Vincenzo Scala Vincenzo Scala
    Napoli 1839 - dopo il 1893
    Olio su tela cm 23,5x98,5 firmato in basso a sx V.Scala


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 45x35 firmato in basso a sx Teodoro Wolf Ferrari . R


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  • Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 29  

    Paesaggio collinare

    Contardo Barbieri Contardo Barbieri
    Broni 1900 - Milano 1966
    Olio su tela cm 70x83 firmato in basso a dx C.Barbieri


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  • Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Ercole Garavaglia Ercole Garavaglia
    Milano 1866 - 1938
    Scene di vita quotidiana


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  • Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Giornata di sole

    Duilio Corompai Duilio Corompai
    Venezia 1876 - Noventa Vicentina (VI) 1952
    Olio su cartone cm 24x31 firmato in basso a dx D.Corompai


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  • Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    La Lanterna di Genova

    Eugenio Amus Eugenio Amus
    Brescia 1834 - Bordeaux 1899
    Olio su cartone cm 29,5x40,5 firmato in basso a dx E.Amus
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XX ed. 2002-2003 pag.47


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  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tela cm 51,5x40 firmato in basso a dx G.Ferrari


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  • Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Lotto 29  

    La visita

    Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine (RO) 1856 - Urbino Pesaro 1903
    La visita


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  • Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Venezia

    Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Olio su tavola cm 15x25 firmato in basso a dx N.Motta


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  • Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Lavandaie sul lago

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 49x74 firmato in basso a dx A.Campestrini


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  • Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti
    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 29  

    Viale Cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Acquarello su carta cm 50x35 firmato in basso a sx A.Catti


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  • Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 29  

    Vita di montagna

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 34x100 firmato in basso a dx Vittorio Antonio Cargnel


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  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86, sx cm 15x23, centro cm 15x23, dx cm 15x23 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Cortile Con Animali

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tela cm 59x65 firmato in basso a sx A.Bozzato


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  • Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    Dolomiti da Moena

    Oreste Albertini Oreste Albertini
    Torre del Mangano (PV) 1887 - Besano (VA) 1953
    Olio su tela cm 57x97 firmato in basso a dx O.Albertini.

    Oreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese.
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    La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a BesanoOreste Albertini nacque il 28 marzo 1887 a Torre del Mangano, un piccolo comune in provincia di Pavia. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per l'arte e, all'età di tredici anni, divenne apprendista dell'affreschista Cesare Maroni, collaborando alla realizzazione di affreschi nella chiesa di Besano, in provincia di Varese. La sua formazione continuò presso la Scuola Civica di Pittura di Pavia, dove affinò le sue competenze artistiche.

    Nel 1910 si trasferì a Milano per proseguire i suoi studi. Si iscrisse alla Scuola di Decorazione dell'Umanitaria e frequentò l'Accademia di Brera. Durante questi anni, Albertini si avvicinò all'ambiente artistico milanese, partecipando alle esposizioni della Permanente e iniziando a fare esperienza nel campo della pittura decorativa e del lavoro come operaio meccanico.

    Nel 1921, Albertini si stabilì a Besano, dove trascorse il resto della sua vita. Nonostante la sua residenza in provincia, continuò a frequentare Milano, dove allestì un atelier e partecipò attivamente alle esposizioni. La sua pittura, inizialmente influenzata dal divisionismo, si concentrò principalmente su paesaggi, specialmente sulle Dolomiti e sulle campagne del Varesotto, tra cui Besano e Viconago.

    Le opere di Albertini sono note per la loro tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza dei luoghi rappresentati. La sua sensibilità artistica gli permise di trasmettere la bellezza naturale dei paesaggi, con un'attenzione particolare alla luce e ai dettagli. Alcuni dei suoi lavori sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui i musei civici di Pavia e la Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oreste Albertini morì il 7 luglio 1953 a Besano.



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  • Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Ritorno all'ovile

    Vincenzo Ghione Vincenzo Ghione
    Casale (AL) 1885 - 1958 Alessandria
    Olio su tela cm 50,5x70,5 firmato in basso a sx V.Ghione


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  • Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 29  

    Il rammendo

    Venanzio Zolla Venanzio Zolla
    Colchester,1880 - Torino 1961
    Olio su cartone cm 40x31 firmato in alto a dx Venanzio Zolla


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  • Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 8x8 firmato in basso a sx Jwill



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  • Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 29  

    La sosta

    Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su cartone cm 11,5x23,5 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.



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  • Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Giuseppe Ponga Giuseppe Ponga
    Chioggia 1856 - Venezia 1925
    Olio su tavola cm 23x32 firmato in basso a dx Ponga.


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  • Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
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    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.

    ESTIMATE min € 15000 - max € 18000

    Lotto 29  

    La lettura

    Noe Bordignon Noe Bordignon
    Castefranco Veneto (TV) 1841 - San Zenone degli Ezzelini (TV) 1920
    Olio su tela cm 53x70 firmato in basso a sx Noe Bordignon

    Noè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti.
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    Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli EzzeliniNoè Raimondo Bordignon nacque il 3 settembre 1841 a Salvarosa di Castelfranco Veneto, da una famiglia modesta. Sin da giovane, dimostrò un grande interesse per l'arte, e grazie al sostegno di personalità locali, poté trasferirsi a Venezia nel 1859 per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui si formò sotto la guida di Michelangelo Grigoletti, Carlo De Blaas e Pompeo Marino Molmenti, terminando i suoi studi nel 1866 con ottimi risultati.

    Nel 1869, Bordignon aprì uno studio a Venezia, dove iniziò a concentrarsi sulla pittura di genere, rappresentando scene quotidiane della vita veneziana. Le sue opere, sebbene ancorate alla tradizione pittorica veneta, si caratterizzavano per una particolare freschezza e un realismo che seppe coniugare tradizione e innovazione. La sua arte lo portò anche a dedicarsi alla realizzazione di affreschi e pale d'altare, contribuendo al patrimonio artistico di numerose chiese venete.

    Nel corso della sua carriera, Bordignon ricevette vari riconoscimenti, tra cui una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Roma. La sua produzione artistica, sensibile e accurata nel ritrarre la vita popolare, gli permise di guadagnarsi un posto di rilievo nel panorama pittorico dell'epoca. Morì il 7 dicembre 1920 a San Zenone degli Ezzelini.



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  • Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.



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  • Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Alessandro Milesi Alessandro Milesi
    Venezia 1856-1945
    Olio su tavola cm 29x49,5 firmato in basso a sx A.Milesi.


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  • Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Nudo femminile

    Luigi Giorgio Baldero Luigi Giorgio Baldero
    Spagna XIX-XX
    Olio su tavola cm 24x14,5 firmato in basso a dx L.Baldero


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  • Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 29  

    Nell'abisso

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    Nell'abisso
    Inchiostro bianco su dibond cm 30x45 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 51x40 firmato in basso a sx A.Scocchera


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  • Lotto 29  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
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    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Laghetto alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Punzo



    Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.
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    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979Paolo Punzo nacque a Bergamo il 1° marzo 1906, quarto di sette figli in una famiglia guidata dal padre Antonino, ufficiale originario di Nola e trasferito a Bergamo nel 1901. Fin dalla giovinezza Punzo mostrò una forte passione per la montagna e per l’alpinismo: divenne membro del Club Alpino Italiano (CAI) e frequentò con entusiasmo la natura alpina lombarda, in particolare le valli della Valtellina e della Val Chiavenna.

    Autodidatta nella pittura, Punzo elaborò un proprio linguaggio visivo fortemente legato all’esperienza dell’alta quota: salì in vetta con tavolozza e colori, dipingendo «en plein air» rocce, nevi perenni, altopiani e riflessi luminosi che solo chi vive la montagna può cogliere. Il suo lavoro lo portò a restituire non una semplice veduta panoramica, ma la percezione diretta del paesaggio alpino: la luce che gioca sul ghiaccio, le sfumature celesti della sera, la rapidità dei cambi di tempo, l’essenza della montagna catturata con spontaneità e sincerità.

    Durante gli anni ’30, ’40 e ’50 Punzo espose con regolarità a Sondrio, Bergamo, Milano, St. Moritz e Cortina, e ben presto divenne noto, anche grazie all’attenzione della critica e della stampa, come «il pittore della montagna». Pur immerso nella tradizione dell’osservazione del vero, Punzo mostrò negli anni un’apertura verso l’espressione più libera della forma: alcuni dei suoi paesaggi liguri degli anni ’40, per esempio, rivelano una tavolozza più sciolta e un tocco meno accademico.

    Lo stile di Punzo combina rigore e immediatezza: non pretende la spettacolarità, bensì la verità del momento vissuto — la vetta, il ghiacciaio, la roccia — e lo fa con una pennellata che sa essere veloce come il riflesso della luce e misurata come la pietra che scolpisce. I suoi dipinti costituiscono non solo testimonianze di luoghi alpini, ma anche segni del passaggio del tempo: oggi le sue tele dialogano con il tema del cambiamento climatico, con le montagne che mutano e con i ghiacciai che arretrano.

    Paolo Punzo si spense nel 1979.



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  • Lotto 29  

    Amore materno

    Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
    Clicca per espandere

    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.

    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 29  

    Amore materno

    Carlo Facchinetti Carlo Facchinetti
    Firenze 1870 - Firenze 1935
    Olio su tela cm 41x59,5 firmato in basso a dx C.Facchinetti

    Carlo Facchinetti nacque a Firenze nel 1870 e vi trascorse gran parte della vita, morendo nella stessa città nel 1935. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ebbe come maestro Giuseppe Ciaranfi, e avviò una carriera legata soprattutto alla rappresentazione della vita quotidiana, con particolare predilezione per le figure di giovani donne e bambini.
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    Le sue opere furono presentate in varie esposizioni fiorentine, come l’VIII Esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani nel 1913, in cui figurò con acquerelli e dipinti ad olio. Lo stile di Facchinetti, pur radicato nella tradizione accademica, mostra una sensibilità verso il movimento moderno, e nelle sue tele emergono atmosfere tranquille e intime, ben lontane dalla tensione delle avanguardie più radicali. Tra i suoi lavori riferiti in cataloghi d’asta figurano titoli come Ore liete in famiglia, olio su tela firmato “C. Facchinetti”.



    3 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 29  

    Giornata di caccia

    Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
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    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 29  

    Giornata di caccia

    Napoleone Grady Napoleone Grady
    Santa Cristina (PV) 1860 - Brusimpiano (VA) 1949
    Olio su tela cm 50x75 firmato in basso a sx N.Grady

    Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica.
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    Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949Napoleone Luigi Grady nacque nel 1860 a Santa Cristina, in provincia di Pavia. Fin dalla giovinezza coltivò una forte inclinazione per l’arte, scegliendo di seguire la propria passione contro il volere della famiglia che lo destinava a una carriera medica. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si formò sotto la guida di insegnanti come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Subito dopo il suo debutto ufficiale nel 1881, iniziò a esporre regolarmente, proponendo quadri di genere, ritratti femminili e studi di figura che dimostravano un grande talento nel cogliere espressività e delicatezza, soprattutto nella resa della luce sull’incarnato.

    In questa prima fase mostrò una predilezione per soggetti eleganti, femminili e sentimentali. Molti dipinti ritraggono donne in pose riflessive o romantiche, ambientate in interni soffusi di luce o in scenari suggestivi, conformi ai gusti borghesi dell’epoca. La sua abilità nel disegno e la sensibilità estetica lo resero presto apprezzato come ritrattista e pittore di figure.

    Negli anni Novanta dell’Ottocento Grady mutò sensibilmente il proprio orizzonte artistico: abbandonò progressivamente la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Questa scelta lo portò a viaggiare e a raffigurare ambienti molto diversi: marine e borghi sulla Riviera ligure, valli e montagne tra Lombardia e Piemonte, scorci lacustri e scene di vita rurale. Nei suoi paesaggi visse la luce come elemento centrale: cieli, acque, riflessi, atmosfera, tutti elementi che seppe trattare con sensibilità e delicatezza, mostrando una tavolozza misurata e una pennellata attenta agli effetti dell’ambiente.

    Negli anni successivi Grady continuò a partecipare a mostre sia in Italia sia all’estero, confermando la sua versatilità e la capacità di reinventarsi. In particolare, le sue marine e i suoi paesaggi costieri e alpini conquistarono un pubblico amante della natura, della quiete e della luce.

    Verso la fine della sua vita si trasferì a Brusimpiano, sul Lago di Lugano, dove trascorse gli ultimi anni immerso nella natura che tanto aveva amato rappresentare. Morì nel 1949.



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  • Lotto 29  

    Sottobosco

    Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 29  

    Sottobosco

    Giorgio Belloni Giorgio Belloni
    Codogno (LO) 1861 - Mezzegra (CO) 1944
    Olio su cartone cm 8,3x12,3 firmato in basso a dx G.Belloni


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  • Lotto 29  

    Camogli estate 1953

    Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
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    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 29  

    Camogli estate 1953

    Carlo Bonafedi Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.
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    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.

    Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.

    Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.



    6 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 29  

    Colori del tramonto

    Giuseppe Sorgiani
    Veneto 1889 - 1952
    Olio su cartone cm 40x49,5 firmato in basso a dx Sorgiani

    Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana.
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    Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana. Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 29  

    Colori del tramonto

    Giuseppe Sorgiani Giuseppe Sorgiani
    Veneto 1889 - 1952
    Olio su cartone cm 40x49,5 firmato in basso a dx Sorgiani

    Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana.
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    Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952Giuseppe Sorgiani nacque nel 1889 in Veneto e si affermò come pittore, litografo, illustratore e cartellonista tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Formatosi in un contesto artistico veneto, sviluppò una solida tecnica pittorica e una sensibilità particolare per il paesaggio e le scene di vita quotidiana. Sin dai primi anni prese parte a importanti esposizioni regionali e nazionali, tra cui la I Mostra d’Arte Trevigiana nel 1907 e l’Esposizione delle Tre Venezie alla Galleria Pesaro di Milano nel 1917, presentando opere che già rivelavano la padronanza della forma e la capacità di cogliere l’atmosfera dei luoghi.

    Negli anni successivi Sorgiani ampliò la propria attività artistica occupandosi anche di cartellonistica e illustrazione, realizzando targhe pubblicitarie per aziende veneziane e disegni promozionali per il Lido di Venezia, oltre a collaborazioni a volumi illustrati come L’Italia e la sua guerra. La sua pittura si distingue per la cura formale e l’attenzione alla luce e al colore, con una resa dei paesaggi, delle marine e delle vedute naturalistiche che fonde classicismo e sensibilità realistica, restituendo al tempo stesso l’atmosfera idilliaca dei luoghi ritratti. Tra le sue opere più note si ricordano Antiche mura e Notturno, esempi della sua capacità di coniugare precisione tecnica e interpretazione poetica della natura.

    Giuseppe Sorgiani morì nel 1952.



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  • Lotto 29  

    Lignano Luglio 1952

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 29  

    Lignano Luglio 1952

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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  • Lotto 29  

    Dipingendo sulla riva

    Antonio Paoletti
    Venezia 1834 - Venezia 1912
    Olio su cartone cm 24x34,5 firmato in basso a sx A.Paoletti

    Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.
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    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.

    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 29  

    Dipingendo sulla riva

    Antonio Paoletti Antonio Paoletti
    Venezia 1834 - Venezia 1912
    Olio su cartone cm 24x34,5 firmato in basso a sx A.Paoletti

    Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.
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    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912Antonio Paoletti è stato un pittore italiano nato a Venezia l’8 maggio 1834 e morto nella stessa città il 13 dicembre 1912. È considerato un interprete significativo della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, con una produzione incentrata soprattutto sulla rappresentazione della vita quotidiana della laguna e dei suoi abitanti.

    Figlio di Ermolao Paoletti, studioso, scrittore e artista molto noto nell’ambiente culturale veneziano, Antonio crebbe in un contesto fortemente orientato alle arti e alla cultura. Questo ambiente familiare favorì il suo precoce avvicinamento alla pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e si formò all’interno della tradizione figurativa accademica.

    Fin dai primi anni di attività, Paoletti sviluppò una forte predilezione per le scene di genere, in particolare per quelle ambientate nella Venezia popolare. I suoi dipinti ritraggono spesso bambini, mercanti, pescatori e momenti di vita quotidiana, con uno stile attento alla narrazione e ai dettagli, capace di unire realismo e immediatezza espressiva. La sua pittura si distingue per la capacità di cogliere aspetti vivaci e talvolta affettuosi della vita cittadina, restituendo un’immagine vivace e umana della Venezia ottocentesca.

    Parallelamente alla pittura di genere, Paoletti si dedicò anche all’arte sacra e alla decorazione ad affresco, realizzando opere per chiese del Veneto. In questi lavori mantenne la stessa attenzione per la composizione chiara e per la resa accurata delle figure, adattando il suo linguaggio alle esigenze della committenza religiosa.

    Nel corso della sua carriera partecipò a diverse esposizioni nazionali, tra cui quelle di Milano, Torino e Firenze, ottenendo una buona considerazione critica e una discreta fortuna espositiva. Insegnò inoltre presso l’Accademia di Venezia, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti.

    La sua produzione fu coerente e legata a una visione tradizionale della pittura, lontana dalle avanguardie ma profondamente radicata nella cultura figurativa veneziana del suo tempo. Morì a Venezia nel 1912.



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    La preghiera

    Alessandro Zezzos
    Venezia 1848 - Vittorio Veneto 1914
    Olio su tela cm 45,5x25 firmato in basso a sx Zezzos

    Alessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.
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    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio VenetoAlessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.

    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio Veneto.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 30  

    La preghiera

    Alessandro Zezzos Alessandro Zezzos
    Venezia 1848 - Vittorio Veneto 1914
    Olio su tela cm 45,5x25 firmato in basso a sx Zezzos

    Alessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.
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    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio VenetoAlessandro Zezzos è stato un pittore italiano nato a Venezia nel 1848 e morto a Vittorio Veneto nel 1914. È considerato uno dei più raffinati interpreti della pittura di genere veneziana dell’Ottocento, specializzato in scene ambientate nella vita quotidiana della città lagunare, con particolare attenzione ai costumi, agli interni domestici e ai momenti di vita popolare.

    Figlio di padre greco e madre veneziana, crebbe in un ambiente culturalmente vivace che contribuì a sviluppare la sua sensibilità artistica e il suo interesse per la rappresentazione della realtà veneziana. Dopo aver completato gli studi classici, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura veneziana dell’epoca, tra cui Giacomo Favretto, Luigi Nono, Guglielmo Ciardi e Alessandro Milesi. In questo ambiente maturò una formazione solida e un orientamento stilistico che lo avvicinò alla pittura di genere.

    Particolarmente influenzato da Favretto, con il quale ebbe un rapporto di amicizia e scambio artistico, Zezzos sviluppò una pittura vivace e narrativa, spesso ambientata in una Venezia idealizzata del Settecento, secondo un gusto molto diffuso nell’Ottocento. Le sue opere si distinguono per l’attenzione al dettaglio, la resa accurata dei costumi e la capacità di costruire scene animate e teatrali, in cui la figura umana è sempre protagonista.

    Esordì giovanissimo esponendo nel 1873 alla Promotrice di Venezia, dove presentò opere di genere che ottennero subito attenzione. Negli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Roma e Parigi, consolidando la sua reputazione di acquerellista di grande abilità. Proprio nell’acquerello trovò il mezzo espressivo più congeniale, distinguendosi per una tecnica raffinata e per la capacità di rendere con leggerezza e precisione le atmosfere veneziane.

    Nel corso della sua carriera realizzò anche vedute e scene di costume, spesso legate alla vita popolare e alla quotidianità della città, alternando soggetti più narrativi ad altri di taglio più intimista. La sua pittura, pur rimanendo legata alla tradizione figurativa ottocentesca, mostra in alcuni momenti una sensibilità più libera nella pennellata e una particolare attenzione agli effetti atmosferici.

    Negli ultimi anni della sua vita viaggiò e lavorò anche fuori da Venezia, ma rimase sempre profondamente legato alla sua città natale, che continuò a essere la principale fonte di ispirazione della sua opera. Morì nel 1914 a Vittorio Veneto.



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    Maternita'

    Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Tempera su carta cm 27x17 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi

    Ermenegildo Agazzi fu un pittore italiano che seppe esprimere con decisione e originalità la pittura di genere, il ritratto e il paesaggio tra Otto e Novecento. Nato nella provincia bergamasca, ricevette i suoi primi stimoli artistici accanto al fratello maggiore Rinaldo, anch’egli pittore, e si perfezionò nei corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Cesare Tallone.
    Clicca per espandere

    All’inizio della sua carriera si trasferì a Milano, città che divenne il centro della sua attività e dove sviluppò progressivamente una tavolozza ricca, brillante e personale.

    La sua pittura, nutrita di una solida cultura figurativa, unisce una preparazione tecnica accurata a un uso intenso del colore e della luce, rivelando una sensibilità capace di cogliere il carattere dei soggetti e la mutevolezza dell’ambiente naturale. Agazzi partecipò con regolarità alle più importanti esposizioni artistiche italiane e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e le grandi rassegne di Parigi e Bruxelles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Queste manifestazioni non solo gli valsero medaglie, premi e lusinghieri consensi critici, ma contribuirono a consolidare la sua reputazione in un clima culturale in cui l’arte italiana cercava nuove vie espressive tra tradizione e modernità.

    Nel corso della sua lunga carriera, Egli affrontò con coerenza sia ritratti di grande intensità, nei quali il colore e il segno si accordano in un’espressione psicologica penetrante, sia paesaggi e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una scrittura pittorica ricca e densa. La sua presenza fu costante nelle principali istituzioni artistiche milanesi e lombarde, e le sue opere vennero acquisite da collezioni pubbliche significative. Nonostante lo sviluppo di nuove correnti e la trasformazione del gusto artistico nel primo Novecento, Agazzi mantenne sempre una cifra personale, improntata a un equilibrio tra vigore cromatico e qualità narrativa.

    Negli anni difficili della seconda guerra mondiale, costretto a lasciare Milano a causa dei bombardamenti, si trasferì di nuovo nella sua terra d’origine, Bergamo, dove continuò a lavorare con la stessa passione. La sua esistenza si concluse tragicamente nel suo studio, vittima di una rapina, segnando la fine di una vicenda artistica intensa e segnata da continui riconoscimenti.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

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    Maternita'

    Ermenegildo Agazzi Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945
    Tempera su carta cm 27x17 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi

    Ermenegildo Agazzi fu un pittore italiano che seppe esprimere con decisione e originalità la pittura di genere, il ritratto e il paesaggio tra Otto e Novecento. Nato nella provincia bergamasca, ricevette i suoi primi stimoli artistici accanto al fratello maggiore Rinaldo, anch’egli pittore, e si perfezionò nei corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Cesare Tallone.
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    All’inizio della sua carriera si trasferì a Milano, città che divenne il centro della sua attività e dove sviluppò progressivamente una tavolozza ricca, brillante e personale.

    La sua pittura, nutrita di una solida cultura figurativa, unisce una preparazione tecnica accurata a un uso intenso del colore e della luce, rivelando una sensibilità capace di cogliere il carattere dei soggetti e la mutevolezza dell’ambiente naturale. Agazzi partecipò con regolarità alle più importanti esposizioni artistiche italiane e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e le grandi rassegne di Parigi e Bruxelles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Queste manifestazioni non solo gli valsero medaglie, premi e lusinghieri consensi critici, ma contribuirono a consolidare la sua reputazione in un clima culturale in cui l’arte italiana cercava nuove vie espressive tra tradizione e modernità.

    Nel corso della sua lunga carriera, Egli affrontò con coerenza sia ritratti di grande intensità, nei quali il colore e il segno si accordano in un’espressione psicologica penetrante, sia paesaggi e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una scrittura pittorica ricca e densa. La sua presenza fu costante nelle principali istituzioni artistiche milanesi e lombarde, e le sue opere vennero acquisite da collezioni pubbliche significative. Nonostante lo sviluppo di nuove correnti e la trasformazione del gusto artistico nel primo Novecento, Agazzi mantenne sempre una cifra personale, improntata a un equilibrio tra vigore cromatico e qualità narrativa.

    Negli anni difficili della seconda guerra mondiale, costretto a lasciare Milano a causa dei bombardamenti, si trasferì di nuovo nella sua terra d’origine, Bergamo, dove continuò a lavorare con la stessa passione. La sua esistenza si concluse tragicamente nel suo studio, vittima di una rapina, segnando la fine di una vicenda artistica intensa e segnata da continui riconoscimenti.



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  • Lotto 30  

    Natura morta

    Anonimo siglato
    italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 25x33 siglato in basso a dx F.R

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Natura morta

    Anonimo Siglato Anonimo siglato
    italia XIX - XX secolo
    Olio su tela cm 25x33 siglato in basso a dx F.R



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    Vecchio cascinale

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Vecchio cascinale

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.



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  • Lotto 30  

    Sottobosco 1946

    Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 30  

    Sottobosco 1946

    Roberto Borsa Roberto Borsa
    Milano, 1880 - Milano 1965
    Olio su cartone cm 10x17 firmato in basso a sx R.Borsa


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    Paesaggio 1927

    Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
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    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

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    Paesaggio 1927

    Mario Disertori Mario Disertori
    Trento 1895 - 2013 Padova 1980
    Olio su tavola cm 33,5x44,5 firmato in basso a sx M.Disertori

    Mario Disertori nacque a Trento nel 1895 e si avvicinò alla pittura giovanissimo, sostenuto dal riconoscimento del suo talento da parte di alcuni artisti dell’epoca. Nel 1912 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove sviluppò un linguaggio sensibile al colore e alla luce.
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    L’anno seguente partecipò alla sua prima mostra insieme a un gruppo di giovani pittori che cercavano nuove strade espressive, e da quel momento iniziò un percorso di crescita costante.

    Dopo un periodo di studi a Firenze, città che contribuì a raffinare il suo senso della forma e dell’armonia, Disertori si trasferì a Padova nel 1922 per insegnare pittura presso la scuola d’arte locale. Divise per molti anni la sua attività tra Padova e Venezia, alternando l’insegnamento alla ricerca personale. Questa doppia appartenenza gli permise di fondere due approcci: la misura e la struttura della tradizione toscana con la luminosità e le atmosfere diafane della pittura veneta.

    La parte più significativa della sua produzione è legata al paesaggio. Disertori amava dipingere all’aria aperta e rappresentare colline, campagne, borghi silenziosi, rive di laghi e tratti della Riviera ligure. La sua attenzione si concentrava sulle variazioni della luce, sui cambiamenti delle stagioni, sui passaggi tonali che suggeriscono quiete e profondità. Nel tempo la sua tavolozza si fece più chiara e limpida, con colori luminosi e ben modulati che caratterizzano le opere della maturità.

    Accanto ai paesaggi realizzò nature morte, scorci rurali e qualche figura, mantenendo sempre una predilezione per l’equilibrio compositivo e per un uso del colore che trasmette sobrietà e serenità. Partecipò a numerose esposizioni, incluse diverse edizioni della Biennale di Venezia e varie rassegne regionali, consolidando il suo nome nel panorama artistico del Triveneto.

    Mario Disertori morì a Padova nel 1980.



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    Pensieri Natale 1924

    Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
    Clicca per espandere

    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

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    Pensieri Natale 1924

    Giovanni Giani Giovanni Giani
    Torino 1866 - 1936
    Olio su cartone cm 47,5x28 firmato in alto a dx G.Giani

    Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno.
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    Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936Giovanni Giani nacque a Torino l’11 gennaio 1866 in una famiglia legata alle arti figurative, poiché il padre Giuseppe era anch’egli pittore. La sua formazione avvenne all’Accademia Albertina, dove studiò con maestri come Enrico Gamba e Andrea Gastaldi, assorbendo una solida impostazione accademica e una grande cura per il disegno. Fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento iniziò a dedicarsi al paesaggio e alle scene di vita rurale, lavorando spesso in Val d’Intelvi, in Valle d’Aosta e nel Biellese. In queste opere emerse un linguaggio vicino al verismo piemontese, caratterizzato da un’attenzione rigorosa alla figura e da una resa luminosa dell’ambiente naturale.

    L’attività espositiva di Giani fu costante e prestigiosa: a partire dal 1903 partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ottenendo buoni consensi e importanti riconoscimenti pubblici e privati. In questi anni la sua produzione si ampliò, includendo scene d’interno ambientate in epoche eleganti o borghesi, spesso molto apprezzate dal mercato per il gusto raffinato e decorativo. Alcune opere ricevettero particolare attenzione, come “Il mattino delle rose”, acquistato dalla regina Margherita, e “Ultima foglia”, oggi al Museo Revoltella di Trieste.

    Col tempo Giani alternò il paesaggio a composizioni di genere più ricercate, pur mantenendo costante la precisione formale e l’interesse per la costruzione della scena. Morì nella sua città natale, Torino, il 14 dicembre 1936.



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  • G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli



    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    G.Bertelli G.Bertelli
    Brescia XX Secolo
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a dx G.Bertelli





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  • Lotto 30  

    Mareggiata

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Mareggiata

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx C.Tagliabue


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  • Lotto 30  

    In stasi

    Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
    Clicca per espandere

    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa

    ESTIMATE min € 400 - max € 600

    Lotto 30  

    In stasi

    Michele Maria Canditone Michele Maria Canditone
    In stasi
    Inchiostro bianco su dibond cm 17,5x25 firmato al retro

    Nato a Napoli nel 1994, vive e lavora a Milano.
    Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue sia la Laurea Triennale che il Biennio Specialistico in Pittura.
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    Durante gli studi, risulta determinante l’incontro con il professor Gianluigi Rocca, che lo guida alla scoperta di una sensibilità e di una cura nel segno – e nel disegno – che da allora diventano centrali nella sua ricerca. Il suo percorso artistico nasce da una prolungata osservazione del cielo, da una riflessione sulla noia, sulla lentezza delle cose e su quell’abitudine dimenticata di alzare lo sguardo e semplicemente fermarsi. I movimenti del cielo si trasformano così in sospiri tracciati su carta: una scrittura fatta di segni che si sfiorano, si allontanano, svaniscono, alla ricerca di un paesaggio interiore e silenzioso. Ispirata dalle incisioni di Piranesi, dall’opera di Dadamaino e da letture di Bernhard, Moravia, Dostoevskij e Pessoa, la sua ricerca prende la forma di una cartografia immaginaria: il cielo si capovolge lentamente diventando terra – isole viste dall’alto. Questo ribaltamento dello sguardo coincide con un’evoluzione tecnica, che trasforma le lastre in negativi. In esse, il segno non rappresenta più qualcosa di definito, ma diventa protagonista nel tracciare le incertezze del proprio muoversi, lasciando memoria del passaggio.
    Attraverso un agire disinteressato – privo di finalità – il segno si fa sismografo di un gesto in parte inconsapevole, guidato dall’osservazione di micromondi: cute, involucri, superfici. In questo processo emerge progressivamente la sensazione che qualcosa si muova al di sotto della superficie visibile, come in un tentativo di affiorare. È in questa sottile tensione tra volontà e incertezza che si riconosce il senso della sua ricerca: non un percorso lineare o finalizzato, ma un vagare, un errare. Una pratica che rinuncia all’illusione di sapere in anticipo cosa cercare, cosa voler trovare.
    Nel 2022 riceve una menzione d’onore al Premio Equita e nel 2023 viene selezionato tra gli artisti in evidenza al Premio Cramum.
    «Contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono i miei e provengono da me, e quali li ho letti».
    Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa



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  • Lotto 30  

    Lago lombardo

    Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 30  

    Lago lombardo

    Carolo Cressini Carlo Cressini
    Genova 1864 - Milano 1938
    Olio su tavola cm 30x41 firmato in basso a sinistra C.Cressini


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  • Lotto 30  

    Studi pomeridiani

    Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 30  

    Studi pomeridiani

    Achille Boschi Achille Boschi
    Modena 1852 - 1930
    Olio su cartone cm 44x37 firmato in basso a sx A.Boschi.


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  • Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 16,5x22,5 firmato in basso a dx Z.Bo



    Dal Bo è stato un pittore veneziano noto per le sue rappresentazioni della laguna e delle scene veneziane. Formatosi all'Istituto di Belle Arti di Venezia, partecipò a numerose esposizioni di rilievo, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1903, 1907, 1909 e 1910.
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    Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Universale del Centenario di Buenos Aires nel 1910 e all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1912. Dal Bò espose inoltre a Parigi, Düsseldorf e Londra, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di catturare l'essenza della sua città natale. Una delle sue opere è conservata presso la Galleria Marangoni di Udine. La sua produzione artistica comprende paesaggi lagunari, vedute urbane e nature morte, caratterizzate da una tavolozza cromatica delicata e da una pennellata fluida.



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  • Lotto 30  

    Via Tiberio a Capri

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
    Clicca per espandere

    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Via Tiberio a Capri

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 45x50 firmato in basso a sx A.Pavan

    Il pittore Angelo Pavan esordi' alla Permanente milanese del 1916, poi partecipo' a numerose esposizioni: a Roma, Vienna, Praga, Losanna, Lione, Torino, Milano, Vicenza e Padova. Si dedica al paesaggio specialmente a quello di Chioggia.
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    Un suo dipinto, "Tramonto d'estate", fu acquistato dal Re, altri si trovano all'estero. Nella raccolta del comm. Agnelli di Torino trovasi "Tramonto", eseguito con tecnica divisionista tecnica abbandonata poi dall'artista per una più personale, dalla pennellata larga e grassa.

    Si citano ancora del pittore Angelo Pavan: "Pensiero lontano", presso l'autore; "Pescatore", proprietà del signor Ettore Piatti di Milano; "Autoritratto"; "Interno di osteria"; "Mercato"; "Paesaggio", alla Galleria d'Arte moderna di Milano.
    Note biografiche tratte dal Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani A. M. Comanducci.



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  • Lotto 30  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Mercato a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 32x27,5 firmato in basso a dx E.Bonivento.


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  • Lotto 30  

    Il Piave

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 30  

    Il Piave

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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  • Lotto 30  

    Notturno San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 30  

    Notturno San Giorgio

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9x9 firmato in basso a dx Iwill



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  • Lotto 30  

    La bicicletta

    Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 30  

    La bicicletta

    Ludovico Marchetti Ludovico Marchetti
    Roma 1853 - Parigi 1909
    Acquerello su carta cm 40x31 firmato in basso a dx L.Marchetti


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  • Lotto 30  

    Inverno a Ivrea

    Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Inverno a Ivrea

    Giacomo Calderini Giacomo Calderini
    Parma 1883 - Varallo Sesia 1949
    Olio su cartone cm 33,5x40,5 firmato in basso a sx Giacomo Calderini


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  • Lotto 30  

    Sesto Calende (1922)

    Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
    Clicca per espandere

    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Sesto Calende (1922)

    Lorenzo Gignous Lorenzo Gignous
    Modena 1862 - Porto Ceresio (VA) 1958
    Olio su tela cm 59,5x118 firmato in basso a sx L.Gignous.

    Lorenzo Gignous nacque a Modena nel 1862, ed è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica italiana del XIX e XX secolo. Nipote del pittore Eugenio Gignous, intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove affermò il suo talento per la pittura di paesaggio.
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    Nel 1884, durante il suo periodo accademico, vinse il Premio Mylius per la pittura di paesaggio storico, con una veduta di Sesto Calende sul Lago Maggiore, che ricordava lo sbarco di Garibaldi e dei Cacciatori delle Alpi nel maggio del 1859. Questo tema divenne ricorrente nella sua produzione artistica, caratterizzata da un forte naturalismo.
    Nel corso della sua carriera, Gignous partecipò alle principali esposizioni nazionali, distinguendosi soprattutto per le sue rappresentazioni del Lago Maggiore, che dipinse frequentemente en plein air, spesso durante i soggiorni a Stresa con lo zio Eugenio, che si era trasferito in quella località nel 1887. La sua arte rifletteva una visione intima e dettagliata dei paesaggi naturali, contribuendo a consolidare la sua reputazione come paesaggista.
    Fino al 1922, oltre alla sua carriera pittorica, Gignous lavorò anche presso le Ferrovie dello Stato, un impiego che gli permise di entrare in contatto con importanti ambienti pubblici, ottenendo anche commissioni ufficiali. Lorenzo Gignous morì nel 1958 a Porto Ceresio, lasciando un'eredità significativa nel panorama della pittura italiana.



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  • Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Canale a Venezia

    Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 27x34,5 firmato in basso a sx Brombo


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  • Lotto 30  

    Nei pressi di Pinerolo

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Nei pressi di Pinerolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 26,5x37 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 30  

    Lo Studio Del Pittore

    Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 30  

    Lo Studio Del Pittore

    Oreste Da Molin Oreste Da Molin
    Piove di Sacco (PD) 1856 - 1921
    Olio su tela cm 32x49 firmato in basso a dx O.Molin


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  • Lotto 30  

    Giornata uggiosa

    Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Giornata uggiosa

    Morando XX secolo. Morando XX secolo.
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 50x40 firmato in basso a dx Morando


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  • Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1500

    Piero Todeschini Piero Todeschini
    Milano 1888 - Cortenova 1945
    Olio su tela cm 140x100 firmato in basso a sx Piero Todeschini


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  • Lotto 30  

    La capretta bianca

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 30  

    La capretta bianca

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    La capretta bianca


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  • Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna
    ESTIMATE min € 8000 - max € 9000

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Festa in Laguna


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  • Lotto 30  

    Chioggia

    Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini
    ESTIMATE min € 7000 - max € 8000

    Lotto 30  

    Chioggia

    Francesco Filippini Francesco Filippini
    Brescia 1853 - Milano 1895
    Olio su tela cm 41.5x26.5 firmato in basso a sx F. Filippini


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  • Lotto 30  

    La punta di Bellagio

    Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 30  

    La punta di Bellagio

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su cartone cm 22,5x27,5 firmato in basso a dx G.Ferrari
    Pubb. GB. Ferrari ediz. Grafo “i luoghi della pittura” n. 3/2006 tavola 284 pag 59
    Esposizione Castello di Brescia dal 22/04/2006 al 24/06/2006


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  • Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela applicata cm 23x29 firmato in basso a sx V.Cargnel


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  • Lotto 30  

    Ritratto di nobiluomo

    Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Ritratto di nobiluomo

    Giacomo Mantegazza Giacomo Mantegazza
    Saronno (VA) 1853 - Cernobbio (CO) 1920
    Olio su tavola cm 20,5 x 13 firmato in basso a destra G.Mantegazza


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  • Lotto 30  

    Legna da ardere

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    Legna da ardere

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 33x33 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 30  

    1942

    Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 30  

    1942

    Luigi Verga Luigi Verga
    Milano 1894 - 1983
    Lago Maggiore


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  • Lotto 30  

    Colori d'estate

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 30  

    Colori d'estate

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x38 firmato in basso a sx A.Pavan


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Lotto 30  

    Campagna veneta

    Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 30  

    Campagna veneta

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 28x43 firmato in basso a dx M.Vianello


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  • Lotto 30  

    Veduta di Chioggia

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan
    ESTIMATE min € 350 - max € 400

    Lotto 30  

    Veduta di Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 18,5x22,5 firmato in basso a dx L.Pagan


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  • Lotto 31  

    Raccolta dei molluschi

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan
    ESTIMATE min € 200 - max € 300

    Lotto 31  

    Raccolta dei molluschi

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x14,5 firmato in basso a sx L.Pagan


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  • Lotto 31  

    Chioggia

    Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 31  

    Chioggia

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su cartone cm 26,5x18 firmato in basso a dx M.Vianello


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  • Lotto 31  

    gressoney saint jean

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    gressoney saint jean

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su masonite cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari


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  • Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Carlo Ferrari Carlo Ferrari
    Bergamo 1861 - 1951
    Nemi


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  • Lotto 31  

    Lago Lombardo

    Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Lotto 31  

    Lago Lombardo

    Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati


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  • Lotto 31  

    La giovane guardiana

    Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 31  

    La giovane guardiana

    Augusto Sezanne Augusto Sezanne
    Firenze 1856 - Venezia 1935
    Olio su tela cm 54x77 firmato in basso a sx A.S.


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  • Lotto 31  

    1921

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1921

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    In riva al mare


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  • Lotto 31  

    Passeggiata

    Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    Passeggiata

    Felice Castegnaro Felice Castegnaro
    Montebello Vicentino 1872 - Zero Branco 1958
    Acquarello su carta cm 65x50 firmato in basso a dx F.Castegnaro


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  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    Olio su tavola cm 16x31,5 firmato e datato a destra G.B.Ferrari 1880
    Pubb. Catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 351


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  • Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"
    ESTIMATE min € 25000 - max € 30000

    Luciano Nezzo Luciano Nezzo
    Badia Polesine 1856 - Urbino 1903
    Olio su tela cm 125x154 firmato in basso a sx L.Nezzo

    Provenienza:Collezione privata, acquistato da Sotheby’s London 12/11/2003
    Esposto a Brera nel 1891, con il titolo "E non finirà qui"


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  • Lotto 31  

    Chiacchiere a Venezia

    Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia
    ESTIMATE min € 18000 - max € 20000

    Lotto 31  

    Chiacchiere a Venezia

    Luigi Pastega Luigi Pastega
    Venezia 1858 - 1927
    Chiacchiere a Venezia


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  • Lotto 31  

    Carnevale a Venezia

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Carnevale a Venezia

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880 - Milano 1956
    Carnevale a Venezia


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  • Lotto 31  

    Corteggiamento

    Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto
    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Lotto 31  

    Corteggiamento

    Egisto Lancerotto Egisto Lancerotto
    Noale (VE) 1847 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 101,5x59,5 firmato in basso a dx Lancerotto


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  • Lotto 31  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tavola cm 47x64 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Domenico Miotti Domenico Miotti
    Treviso 1838 - Venezia 1916
    Olio su tela cm 48,5x33 firmato in basso a sx Miotti


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  • Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
    Clicca per espandere

    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Emanuele Brugnoli Emanuele Brugnoli
    Bologna 1859 - Venezia 1944
    Olio su tela cm 45,5x74 firmato in basso a dx BrugnoliEmanuele Brugnoli, nato a Bologna il 2 settembre 1859, fu uno stimato pittore italiano noto soprattutto per le sue straordinarie opere realizzate con la tecnica dell'acquerello. Dopo aver studiato all'Accademia della sua città sotto la guida dello scenografo Valentino Solmi, divenne l'allievo prediletto di quest'ultimo.
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    La sua carriera artistica fu fortemente influenzata dalla sua permanenza a Venezia, iniziata nel 1880 dopo aver trascorso alcune settimane nella città della laguna. .



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  • Lotto 31  

    1867

    Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1867

    Giulio Fiori Giulio Fiori
    Bologna 1909 - 1991
    Neve lungo Il fiume Reno ( Bologna )


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  • Lotto 31  

    L'omaggio floreale

    Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    L'omaggio floreale

    Antonio Pagnotta Antonio Pagnotta
    Milano 1900
    Olio su cartone cm 59,5x39,5 firmato in basso a sx A.Pagnotta


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  • Lotto 31  

    Traghettare

    Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Traghettare

    Marie Joseph Leon Iwill Marie Joseph Leon Iwill
    Parigi 1850 - 1923
    Olio su metallo cm 9,5x12 firmato in basso a dx Jwill



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  • Lotto 31  

    Paesaggio friulano

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
    Clicca per espandere

    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 31  

    Paesaggio friulano

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 17,5x22,5 firmato in basso a sx A.Nussi

    Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte.
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    Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.
    Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.
    Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.



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  • Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a dx Beppe Ciardi.


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  • Lotto 31  

    1898

    Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
    Clicca per espandere

    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 31  

    1898

    Umberto Ruini Umberto Ruini
    Modena 1869 - 1955
    Corteggiamento a Venezia

    Umberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche.
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    La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a GenovaUmberto Ruini nacque il 27 aprile 1869 a Modena, e fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per l'arte. Studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Genova, dove affinò le sue doti pittoriche. La sua carriera iniziò con la realizzazione di opere importanti, tra cui l'affresco per il soffitto del salone del Comune di Sassuolo nel 1903, che evidenziò la sua maestria nell'arte dell'affresco. Successivamente, nel 1906, vinse il concorso per gli affreschi dell'atrio della Galleria Poletti di Modena, consolidando la sua posizione come pittore di rilievo nella scena artistica emiliana.

    Nel 1934, Ruini assunse la direzione della Scuola di disegno professionale di Cannobio, evidenziando il suo impegno nell'educazione artistica. Lo stesso anno, tenne una mostra personale alla Casa d'Artisti di Milano, dimostrando la sua continua ricerca artistica. In quel periodo, ricoprì anche il ruolo di direttore artistico della Società Arti Plastiche di Castelleone (Cremona), contribuendo alla promozione delle arti visive in diverse regioni italiane.

    Le sue opere spaziavano tra paesaggi e scene di vita quotidiana, come "Paesaggi con lavandaie al fiume" e "Borgo con popolani e cavalieri", che riflettevano la sua attenzione ai dettagli e alla vita rurale. Un altro dipinto significativo di Ruini è "Due guardiani", un'opera ad olio su tela che fa parte della Collezione Assicoop/Unipol di Modena.

    Umberto Ruini morì nel 1955 a Genova.



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  • Lotto 31  

    Lungo la riva

    Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
    Clicca per espandere

    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 31  

    Lungo la riva

    Guido Grimani Guido Grimani
    Trieste 1871-1933
    Olio su cartone cm 15,5x24,5 firmato in basso a dx Grimani



    Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871, ultimo di cinque figli di Francesco Grimani, contabile originario di Parenzo, e di Maria Cadorini. Fin dalla giovane età, manifestò un precoce talento artistico, sostenuto dal padre, appassionato di arti e musica.
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    Nel 1881, a soli dieci anni, si iscrisse alla Civica Scuola Reale di Trieste, dove studiò disegno sotto la guida del pittore Tito Agujari. Successivamente, perfezionò le sue competenze con lezioni private presso Giambattista Crevatin, noto pittore accademico triestino.

    Già a quattordici anni, Grimani espose le sue prime "marine" presso la Galleria Schollian di Trieste, attirando l'attenzione dell'arciduca Ludovico Salvatore d'Austria, grande amante del mare e della cultura. Nel 1887, a sedici anni, inviò un suo dipinto all'Esposizione di Budapest, che fu accolto, riprodotto nel catalogo e venduto, confermando le sue doti artistiche.

    Nel 1890, Grimani si trasferì a Monaco di Baviera per completare la sua formazione artistica. Frequentò inizialmente la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr, dove si esercitava dal vero, e successivamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di "Naturklasse" tenuto da Ludwig von Herterich. Durante il soggiorno monacense, realizzò opere che evidenziavano una solida capacità disegnativa e una resa plastica efficace.

    Tornato a Trieste, Grimani si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, con una predilezione per le vedute marine dell'Adriatico. La sua pittura, influenzata dall'impressionismo e dal crepuscolarismo, si caratterizzava per l'immediatezza e la capacità di evocare l'attimo fuggente, colto nel mutare delle luci e dei colori. Grimani partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui l'Internazionale Veneziana del 1897, e fu inviato dal municipio di Trieste all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Nel 1905, insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando, aprì una scuola di pittura a Trieste, dove insegnò fino alla morte. Nel 1912, dopo la conquista italiana della Libia, si recò a Tripoli per trarre nuovi spunti artistici dal paesaggio nordafricano. Otto di questi "studi tripolini" furono esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati.

    Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente e l'interesse per il ritratto e il paesaggio urbano e carsico, Grimani diede il meglio di sé nelle vedute marinare. La sua arte, semplice e sincera, mirava a trasmettere le impressioni e i sentimenti suscitati dalla natura osservata, senza seguire tendenze o clamori coloristici.
    Guido Grimani morì a Trieste nel 1933.



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  • Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Veneto XVIII - XIX
    Olio su tela cm 30x38 firmato non firmato.


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  • Lotto 31  

    Macugnaga

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Macugnaga

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su tela cm 36x50 firmato in basso a dx S.Poma


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  • Lotto 31  

    Natura morta con fiori

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    ESTIMATE min € 1400 - max € 1500

    Lotto 31  

    Natura morta con fiori

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1945
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



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  • Lotto 31  

    Nudo femminile

    Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 31  

    Nudo femminile

    Many Benner Many Benner
    Capri 1873 - Parigi 1965
    Olio su tela cm 74x93 firmato in basso a sx Many Benner



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  • Lotto 31  

    Cavallo solitario

    Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
    Clicca per espandere

    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 31  

    Cavallo solitario

    Ernesto Giuliano Armani Ernesto Giuliano Armani
    Male' 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 34,5x44 firmato in basso a dx Armani

    Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti.
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    Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.

    Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.

    Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.

    Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.

    Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.

    Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.

    Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto.



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  • Lotto 31  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 31  

    Laghetto Alpino

    Paolo Punzo Paolo Punzo
    Ponteranica (BG) 1906 - Bergamo 1979
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in basso a dx P.Punzo


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  • Lotto 31  

    Giornata di sole 1945

    Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
    Clicca per espandere



    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 31  

    Giornata di sole 1945

    Giovanni Cappa Legora Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 1980
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.
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    La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.

    Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.



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  • Flaminio Penco
    Borgoforte ( MN ) 1892 - Iseo ( BS ) 1987
    Olio su tavola cm 29x41,5 firmato in basso a dx Flaminio Penco

    Flaminio Penco nacque il 5 giugno 1892 a Borgoforte, in provincia di Mantova, e si affermò come uno dei pittori lombardi più interessanti della prima metà del Novecento. Fin da giovane dimostrò un forte temperamento artistico, che lo portò a studiare pittura presso l’Accademia di Brera a Milano, dove perfezionò la tecnica e ricevette riconoscimenti che gli permisero anche di insegnare.
    Clicca per espandere

    La sua formazione, solida e attenta, gli consentì di sviluppare uno stile incentrato sulla resa realistica della luce e dell’atmosfera, con particolare sensibilità per paesaggi, marine, scorci urbani e ritratti.

    Negli anni Venti Penco partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti alla Permanente di Milano, presentando opere come il trittico “Paesaggi della Valsassina” e “Testa di ragazza”, che evidenziavano la sua capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità poetica. Fu invitato anche a mostre dedicate al ritratto femminile e presentò vedute di luoghi italiani come Camogli, Desenzano sul Garda e Milano, alternando dipinti a pastelli, e realizzando opere che catturavano la luce e l’atmosfera dei luoghi con precisione e delicatezza.

    La sua produzione si distingue per l’attenzione alla luce, ai riflessi sull’acqua e alla composizione spaziale, come si può osservare in opere quali Lago d’Iseo e Laguna veneta al tramonto e Milano – Vecchia Piazza della Stazione Nord. L’artista seppe trattare con uguale cura paesaggi e figure umane, rendendo la sua pittura varia, armoniosa e capace di evocare la realtà con vivida intensità.

    Flaminio Penco visse una lunga vita dedicata all’arte e morì nel 1987 a Iseo, in provincia di Brescia, all’età di 95 anni.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Flaminio Penco Flaminio Penco
    Borgoforte ( MN ) 1892 - Iseo ( BS ) 1987
    Olio su tavola cm 29x41,5 firmato in basso a dx Flaminio Penco

    Flaminio Penco nacque il 5 giugno 1892 a Borgoforte, in provincia di Mantova, e si affermò come uno dei pittori lombardi più interessanti della prima metà del Novecento. Fin da giovane dimostrò un forte temperamento artistico, che lo portò a studiare pittura presso l’Accademia di Brera a Milano, dove perfezionò la tecnica e ricevette riconoscimenti che gli permisero anche di insegnare.
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    La sua formazione, solida e attenta, gli consentì di sviluppare uno stile incentrato sulla resa realistica della luce e dell’atmosfera, con particolare sensibilità per paesaggi, marine, scorci urbani e ritratti.

    Negli anni Venti Penco partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti alla Permanente di Milano, presentando opere come il trittico “Paesaggi della Valsassina” e “Testa di ragazza”, che evidenziavano la sua capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità poetica. Fu invitato anche a mostre dedicate al ritratto femminile e presentò vedute di luoghi italiani come Camogli, Desenzano sul Garda e Milano, alternando dipinti a pastelli, e realizzando opere che catturavano la luce e l’atmosfera dei luoghi con precisione e delicatezza.

    La sua produzione si distingue per l’attenzione alla luce, ai riflessi sull’acqua e alla composizione spaziale, come si può osservare in opere quali Lago d’Iseo e Laguna veneta al tramonto e Milano – Vecchia Piazza della Stazione Nord. L’artista seppe trattare con uguale cura paesaggi e figure umane, rendendo la sua pittura varia, armoniosa e capace di evocare la realtà con vivida intensità.

    Flaminio Penco visse una lunga vita dedicata all’arte e morì nel 1987 a Iseo, in provincia di Brescia, all’età di 95 anni.



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  • Lotto 31  

    Studio Ritratto 1887

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 21x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
    Clicca per espandere


    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 31  

    Studio Ritratto 1887

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 21x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



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  • Lotto 31  

    Pensieri

    Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su tavola cm 30,5x22,5 firmato in alto a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
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    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 31  

    Pensieri

    Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su tavola cm 30,5x22,5 firmato in alto a dx Mose Bianchi

    Mosè Bianchi nacque a Monza il 13 ottobre 1840 in una famiglia di artisti: il padre, Giosuè, era insegnante di disegno e pittore dilettante, e trasmise al figlio la passione per l’arte. Dopo gli studi tecnici, Mosè si iscrisse nel 1856 all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Albert Zimmermann e Giuseppe Bertini, affiancando compagni come Filippo Carcano, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.
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    Nel 1859, spinto dal fervore risorgimentale, partecipò come volontario ai Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d’indipendenza, esperienza che lasciò in lui un’impronta profonda.

    Terminati gli studi nel 1864, si dedicò alle prime opere di soggetto storico e religioso, caratterizzate da un linguaggio ancora legato al gusto romantico e accademico. Nel 1867 vinse il prestigioso pensionato Oggioni con l’opera La visione di Saul, che gli permise di soggiornare a Venezia e successivamente a Parigi. A Venezia studiò i maestri del Settecento, in particolare Tiepolo, mentre a Parigi entrò in contatto con la pittura brillante e luminosa di Mariano Fortuny. Queste esperienze lo spinsero verso una visione più libera e moderna, incentrata sul colore e sulla luce.

    Rientrato a Milano, Bianchi divenne presto una figura di spicco nell’ambiente artistico lombardo. Si dedicò a diversi generi: ritratti, scene di genere, affreschi e paesaggi. Tra i suoi lavori più noti figurano gli affreschi di Villa Giovanelli a Lonigo. Negli anni Settanta e Ottanta la sua pittura raggiunse la piena maturità, con opere che uniscono delicatezza atmosferica e sensibilità luministica. Le vedute di Venezia, Chioggia e Milano sotto la neve, come Laguna in burrasca, testimoniano la sua capacità di rendere la vibrazione dell’aria e la poesia della luce.

    Pur non appartenendo ai movimenti d’avanguardia, Bianchi mostrò un’attenzione moderna per la vita quotidiana e per gli effetti della luce naturale. La sua pennellata libera e la sensibilità cromatica lo posero come anello di congiunzione tra la tradizione accademica e le nuove tendenze pittoriche dell’Ottocento. Fu inoltre consigliere dell’Accademia di Brera e nel 1898 venne nominato direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, segno del grande prestigio raggiunto.

    Negli ultimi anni la salute precaria lo costrinse a ritirarsi nella sua città natale, dove morì il 15 marzo 1904. L’opera di Mosè Bianchi, vasta e coerente, comprende ritratti, affreschi, acquerelli, incisioni e vedute, tutte attraversate da una profonda attenzione alla luce e alla realtà osservata con sensibilità poetica. È considerato uno dei protagonisti più importanti della pittura lombarda dell’Ottocento, capace di fondere rigore tecnico e intima emozione.



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  • Lotto 32  

    Lungo il sentiero

    Eugenio Spreafico
    Monza 1856 - Magreglio 1919
    Olio su tavola cm 18,5x36,5 firmato in basso a dx Spreafico

    Eugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.
    Clicca per espandere



    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a MagreglioEugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.

    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a Magreglio.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Lungo il sentiero

    Eugenio Spreafico Eugenio Spreafico
    Monza 1856 - Magreglio 1919
    Olio su tavola cm 18,5x36,5 firmato in basso a dx Spreafico

    Eugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.
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    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a MagreglioEugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.

    Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.

    A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.

    Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.

    Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a Magreglio.



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  • Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 14,5x23,5 firmato in basso a sx P.Mariani (difetti)

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
    Clicca per espandere


    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Acquarello su carta cm 14,5x23,5 firmato in basso a sx P.Mariani (difetti)

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



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  • Lotto 32  

    Sulla spiaggia

    Firma indecifrata
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 22x32 firmato in basso a sx

    ESTIMATE min € 300 - max € 400

    Lotto 32  

    Sulla spiaggia

    Firma Indecifrata Firma indecifrata
    Italia XX secolo
    Olio su cartone cm 22x32 firmato in basso a sx



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  • Lotto 32  

    Nell'estuario

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 32  

    Nell'estuario

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.
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    Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.

    Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.



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  • Lotto 32  

    Bozzetto

    artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 32  

    Bozzetto

    artista anonimo del XIX secolo artista anonimo del XIX secolo
    Italia XIX secolo
    Olio su carta cm14x10


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  • Lotto 32  

    Porto di Livorno

    Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
    Clicca per espandere

    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Porto di Livorno

    Ulvi Liegi Ulvi Liegi
    Livorno 1858 - 1939
    Olio su tavola cm 9x18 firmato in basso a sx Ulvi Liegi

    Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali.
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    Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939Ulvi Liegi nacque a Livorno nel 1858 con il nome di Luigi Moisè Levi, in una famiglia ebrea agiata. Dalla giovinezza manifestò una forte inclinazione per la pittura e iniziò a studiare con artisti locali. Nel 1880 si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti e nel contempo si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli grazie all’amicizia e all’influenza di artisti come Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nei primi anni della sua attività adottò lo stile macchiaiolo e iniziò a dipingere “dal vero”, ossia all’aperto, rappresentando paesaggi, scorci di campagna, scene di vita quotidiana. Tra il 1886 e il 1889 compì viaggi a Parigi e Londra, dove entrò in contatto con le avanguardie europee, specialmente con l’Impressionismo; queste esperienze lo portarono a evolvere il proprio linguaggio pittorico, introducendo nel suo stile tocchi più liberi, maggiore attenzione al colore e alla luce, e una sensibilità più moderna.

    Dopo un lungo periodo trascorso soprattutto a Firenze, con frequenti soggiorni in Liguria, nel 1908 tornò stabilmente a Livorno. Qui visse fino alla morte, dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla promozione dell’arte locale. Nel 1920 divenne presidente a vita del Gruppo Labronico, associazione che raccoglieva artisti legati alla tradizione livornese e che mirava a diffonderne l’eredità.

    La sua produzione è vasta, ma tra le opere più significative figurano vedute urbane e marine, paesaggi toscani, scene legate alla quotidianità di Livorno, interni e scorci di mare. Col passare degli anni il suo stile si fece più maturo e personale: la pennellata si alleggerì, i colori divennero più vivaci e l’atmosfera delle sue tele acquistò una qualità luminosa e vibrante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni delicate legate alla luce del Mediterraneo e ai silenzi delle strade e dei porti.

    Negli ultimi anni della sua vita continuò a dipingere con costanza, pur vivendo in condizioni economiche difficili e con un riconoscimento che non sempre rifletteva il valore della sua arte. Morì a Livorno nel 1939.



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    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 32  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx G.Piana

    ​Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi. ​
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



    3 pre-auction offers Dettaglio
  • Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
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    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Silvio Albertini Silvio Albertini
    Verona 1889 - 1984
    Olio su tavola cm 50x71,5 firmato in basso a sx Silvio Albertini



    Silvio Alberto Albertini nacque a Verona il 18 aprile 1889 e vi morì nel 1984, all’età di 95 anni. Fin dalla giovinezza manifestò un forte interesse per l’arte, tant’è che già nella città natale frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Alfredo Savini.
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    Iniziò quindi un percorso formativo regolare che lo portò a consolidare la sua tecnica e a farsi apprezzare come pittore e decoratore.

    La sua produzione artistica si sviluppò in un arco temporale molto vasto e fu caratterizzata da una forte presenza nei contesti espositivi del Novecento italiano: le sue opere comparvero con continuità alle esposizioni di Venezia, Milano, Vicenza, Trento, Rovereto, Bolzano e naturalmente Verona. Parallelamente, tenne almeno due mostre personali, una a Roma e un’altra a Bologna, che ne rafforzarono il profilo nell’ambito artistico nazionale.

    Albertini si dedicò a soggetti figurativi e paesaggistici: paesaggi rurali, scene di vita semplice, autoritratti, nature morte e scorci di vita domestica rivelano la versatilità del suo linguaggio. Tra le sue opere più citate figurano “Al pascolo”, “Primi passi”, “Solo d’inverno”, “Il canto dei molini”, “Tramonto sul lago” e l’“Autoritratto”. La tavolozza di Albertini si distingue per toni caldi e luminosi, per una resa immediata della luce e dell’atmosfera del luogo, e per una pennellata che predilige la chiarezza e la leggibilità.

    Oltre alla sua attività pittorica, Albertini ebbe anche un forte impegno didattico: dal 1916 insegnò presso l’Istituto Professionale «Ugo Zannoni» a Verona, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni e contribuendo alla vita culturale della sua città. Il fatto che venisse indicato come “Prof. ” nei cataloghi è testimonianza del suo ruolo riconosciuto anche in campo formativo.

    Nel corso della sua lunga carriera, Albertini seppe rimanere fedele a una pittura realista e accessibile, evitando le sperimentazioni radicali delle avanguardie pur integrando con coerenza una sensibilità moderna nella resa della luce e del colore. La sua arte attraversa buona parte del Novecento, offrendo una testimonianza del paesaggio veneto, delle atmosfere della campagna e della vita quotidiana in chiave visiva e poetica.



    2 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 32  

    Pesca con rete

    Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 32  

    Pesca con rete

    Guido Ricci Guido Ricci
    Casorate Primo ( PV ) 1836 - 1897 Gurone ( VA )
    Olio su cartone cm 25x17 firmato in basso a sx Ricci


    1 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 32  

    Passeggiata nel parco

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 32  

    Passeggiata nel parco

    Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo Pittore Anonimo Del XVIII - XIX Secolo
    Italia XVIII - XIX
    Tempera su tela cm 43x59 firmato non firmato.


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  • Lotto 32  

    Passeggiando

    Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
    Clicca per espandere

    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 32  

    Passeggiando

    Bartolomeo Gianelli Bartolomeo Gianelli
    Capodistria 1824 - Capodistria 1894
    Olio su tela cm 42x25



    Bartolomeo Gianelli nacque a Capodistria (oggi Koper, Slovenia) il 20 febbraio 1824, in una famiglia modesta: suo padre era un fabbro. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Bartolomeo dimostrò un precoce talento artistico, riconosciuto dal medico e umanista Giovanni Andrea Manzoni, che lo sostenne nel suo percorso formativo.
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    Grazie a un sussidio municipale, poté frequentare l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1841 al 1845, dove fu allievo di Lodovico Lipparini. A Venezia strinse amicizie con artisti come Ippolito Caffi e Antonio Zona, che influenzarono il suo stile, orientandolo verso la pittura di vedute e paesaggi, con particolare predilezione per le marine.

    Nel 1848, Gianelli si trasferì a Vienna per perfezionare i suoi studi, ma fu espulso dalle autorità austriache a causa delle sue idee liberali e dei contatti con i patrioti istriani. Tornato a Venezia, divenne amico di un nobile ungherese, il conte Reznan, che divenne suo mecenate e gli commissionò numerosi paesaggi, oggi conservati a Vienna e Budapest.

    Rientrato a Capodistria, Gianelli si dedicò principalmente alla pittura di soggetto religioso, realizzando numerose pale d'altare per chiese dell'Istria e della Dalmazia. Tra le sue opere più significative si annoverano "San Giusto" per la chiesa dei Cappuccini di Capodistria, "Santi Pietro e Paolo" per la Cattedrale dell'Assunta di Capodistria, "San Bonifacio" per la chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Semedella, e "Adorazione dei Magi" per la parrocchiale di San Michele a Carcase.

    Oltre alla pittura religiosa, Gianelli si dedicò anche alla ritrattistica, realizzando opere come il "Ritratto di Dante" per la sala del Comune di Capodistria e il "Ritratto di Domenico Manzoni" (1867), conservato nel Museo Regionale di Capodistria. La sua arte si caratterizzava per un'aderenza al dato naturale e una ricerca di introspezione psicologica, influenzata dall'accademismo e dall'ideale romantico.

    Nel 1879, Gianelli scrisse il "Giornale d'un pittore", pubblicato a puntate sul periodico "L'Unione" e successivamente edito a Capodistria. Inoltre, insegnò disegno all'Istituto Magistrale di Capodistria, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. Morì a Capodistria il 10 dicembre 1894.



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  • Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Olio su tela cm 31x46 firmato in basso a dx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.



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  • Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Giovanni Apollonio Giovanni Apollonio
    Treviso 1879 - Treviso 1930
    Olio su tela cm 58x45 firmato in basso a sx G.Apollonio.


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  • Lotto 32  

    Paesaggio di campagna

    Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
    Clicca per espandere

    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 32  

    Paesaggio di campagna

    Antonio Rizzi Antonio Rizzi
    Cremona 1869 - Firenze 1940
    Olio su tavola cm 15,5x24 firmato in basso a sx Ant.Rizzi

    Antonio Rizzi nacque a Cremona il 18 gennaio 1869. Fin da giovane, fu coinvolto in un ambiente familiare che, pur nutrendo diverse aspirazioni per il suo futuro, lo indirizzò verso l'arte.
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    La madre, nobildonna appassionata di musica, desiderava per lui una carriera musicale, mentre il padre auspicava un futuro nel campo legale. Tuttavia, la passione di Antonio per la pittura prevalse su tutte le altre inclinazioni. Iniziò gli studi artistici sotto la guida del pittore Giovanni Bergamaschi e, nel 1886, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si diplomò nel 1890.
    A soli ventidue anni, Rizzi realizzò il sipario per il Teatro Ponchielli di Cremona, un'opera di grande impegno che si ispirava alle composizioni di Tiepolo. Questo progetto segnò l'inizio di una carriera ricca di successi. Nel 1894 vinse il premio Fumagalli con il dipinto "L'imperatore Nerone osserva il cadavere della madre Agrippina", seguito poco dopo da un altro riconoscimento con il "Ritratto di Raffaello", che gli valse il premio Mylius. Le sue capacità lo portarono a realizzare numerosi ritratti, ma anche decorazioni di teatri, tra cui quello Politeama Verdi di Cremona e un altro a Caracas.
    Nel 1899, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l'opera "Vespro Estivo", guadagnandosi riconoscimenti a livello internazionale. Sempre nello stesso periodo, si sposò con Emilia Gorra, figlia del pittore Giulio, e si trasferì a Venezia, dove visse un periodo sereno dedicandosi alla pittura en plein air e collaborando con la rivista "Novissima".
    Nel 1906, Rizzi ottenne la cattedra di Pittura e Figura all'Accademia di Belle Arti di Perugia, incarico che mantenne fino al 1911. Successivamente, si trasferì a Roma, dove vinse il concorso per i mosaici delle lunette dei propilei del Vittoriano, opere che raffigurano "La Pace", "Il Libero Pensiero", "L'Unione" e "La Legge". A Cremona si conservano le tele che documentano le fasi preparatorie di questi lavori.
    Rizzi tornò poi a vivere a Cremona, dove continuò la sua attività artistica, contribuendo alla decorazione di spazi pubblici come il Salone della Consulta di Palazzo Comunale, per il quale realizzò tondi e pannelli raffiguranti le Virtù del Buon Governo e le Glorie di Cremona. Inoltre, partecipò alla III Esposizione d'Arte Moderna di Cremona nel 1926 e realizzò un pannello per il teatro di Cavalese nel 1928.
    Nel 1932, Rizzi tenne una mostra personale alla Galleria Firenze e, nel 1934, partecipò al concorso per le vetrate del Duomo di Milano, dedicato alla vita di Giovanni Battista, ma il progetto rimase incompiuto. Nel 1937, donò una parte delle sue opere al Museo Civico di Cremona e, l'anno successivo, presentò il dipinto "Mietitori" al Secondo Premio Cremona.
    Gli ultimi mesi della sua vita furono dedicati a un'ulteriore composizione per il Premio Cremona del 1941, ma Rizzi morì il 10 novembre 1940 a Firenze, prima di poter completare l'opera.



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  • Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
    Clicca per espandere

    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Muzzioli Giovanni Muzzioli
    Modena 1854 - 1894
    Note d'amore
    Olio su tavola cm 14x9 firmato in basso a dx G.Muzzioli

    Giovanni Muzzioli nacque a Modena il 10 febbraio 1854 e morì nella stessa città il 5 agosto 1894.
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    Figlio dell'orologiaio Andrea Muzzioli e di Marianna Gilioli, originaria di Castelvetro, iniziò la sua formazione artistica all'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena nel 1869, sotto la guida di Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo. Nel 1871, grazie alla borsa di studio Poletti, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia di San Luca, dove studiò con i professori Podesti e, successivamente, Coghetti. A Roma, realizzò il dipinto "Abramo e Sara alla corte del Faraone", inviato poi a Modena.

    Dopo un periodo a Modena, Muzzioli si stabilì a Firenze nel 1878, dove rimase fino alla sua morte. In questo periodo, partecipò a diverse esposizioni. Alla Mostra di Milano del 1881, presentò "Nel tempio di Bacco" e "Riti funebri in Egitto", con quest'ultima opera premiata con 1.000 lire e lodata per la sua semplicità ed equilibrio. Nel 1887, espose "Sole di settembre" all'Esposizione di Venezia, mentre nel 1888 portò a Bologna "Le esequie di Britannico", acquistato successivamente da Lionello Cavalieri di Ferrara e considerato uno dei suoi capolavori. Un'altra opera degna di nota è "Le feste di Flora".

    Oltre alla pittura, Muzzioli contribuì al mondo dell'educazione artistica, ricoprendo il ruolo di professore presso le accademie di Modena, Firenze e altre città. La sua influenza si estese anche ad altri artisti, tra cui Eugenio Zampighi.

    La sua carriera artistica si concluse prematuramente il 5 agosto 1894 a Modena.



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  • Lotto 32  

    1959

    Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 32  

    1959

    Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Profilo di ragazza


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  • Lotto 32  

    Ritorno a casa

    Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 32  

    Ritorno a casa

    Giuseppe Chiagich Giuseppe Chiagich
    Vladikavkaz Russia 1895 - Trieste 1967
    Olio su masonite cm 71x125 firmato in basso a dx G.Chiacigh


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  • Lotto 32  

    Pensieri

    Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
    Clicca per espandere

    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 32  

    Pensieri

    Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona, 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx Carlo Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.



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  • Lotto 32  

    Pescatore a Istria

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 32  

    Pescatore a Istria

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tavola cm 23,5x32 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su cartone cm 22x39,5 firmato in basso a dx Galbusera


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  • Lotto 32  

    Amori pastorali

    Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Lotto 32  

    Amori pastorali

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tela cm 44x75 firmato in basso a sx Rossi
    Esposto alla: Great Industrial Exposition of Berlin del 1896


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  • Lotto 32  

    Quiete azzurrina

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 32  

    Quiete azzurrina

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Quiete azzurrina


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  • Lotto 32  

    Cane e Gatto

    Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto
    ESTIMATE min € 12000 - max € 14000

    Lotto 32  

    Cane e Gatto

    Eugenio De Blaas Eugenio De Blaas
    Albano Laziale 1843 - Venezia 1931
    Cane e Gatto


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  • Lotto 32  

    Maternita

    Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Maternita

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 49,5x34 firmato in basso a sx L.Selvatico


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  • Lotto 32  

    Bellagio, Lago di Como

    Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 32  

    Bellagio, Lago di Como

    Achille Dovera Achille Dovera
    Milano 1838 - Milano 1895
    Olio su cartone cm 27,5x27,5 firmato in basso a dx Dovera


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  • Lotto 32  

    Fanciulla

    Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 32  

    Fanciulla

    Achille Beltrame Achille Beltrame
    Arzignano VI 1871 - Milano 1945
    Pastello su carta cm 50x39 firmato in basso a dx A.Beltrame


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  • Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi
    ESTIMATE min € 800 - max € 900

    Pietro Leidi Pietro Leidi
    Brescia 1892-1976
    Olio su cartone cm 30x24 firmato in basso a sx P.Leidi


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  • Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Giovanni Battista Ferrari Giovanni Battista Ferrari
    Brescia 1829 - Milano 1906
    La Siesta


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  • Lotto 32  

    Lago di Como

    Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Lotto 32  

    Lago di Como

    Mario Ornati Mario Ornati
    Pavia 1887 - Milano 1955
    Olio su tela cm 70x100 firmato in basso a dx M.Ornati


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  • Lotto 32  

    Calar del sole

    Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 32  

    Calar del sole

    Vittore Antonio Cargnel Vittore Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tela cm 69x97 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • Lotto 32  

    Paesaggio montano

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 32  

    Paesaggio montano

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 52,5x72 firmato in basso a sx E.Mazzetti


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  • Lotto 32  

    Giardino fiorito

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 32  

    Giardino fiorito

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 30x23,5 firmato in basso a sx Paltrinieri


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  • Lotto 32  

    Cucendo le reti

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan
    ESTIMATE min € 200 - max € 300

    Lotto 32  

    Cucendo le reti

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 10x15 firmato in alto a sx L.Pagan


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  • Lotto 33  

    Il porto di Nizza

    Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 33  

    Il porto di Nizza

    Massimiliano Gallelli Massimiliano Gallelli
    Cremona 1863 - Sanremo 1956
    Olio su tavola cm 16x24 firmato in basso a dx M.Gallelli


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  • Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su cartone cm 40x30 firmato in basso a dx Paltrinieri


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  • Lotto 33  

    Prime luci

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 33  

    Prime luci

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su tela cm 49,5x62,5 firmato in basso a sx E.Mazzetti


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  • Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Francesco Arata Francesco Arata
    Castelleone (CR) 1890 - 1956
    Olio su tela cm 75x100 firmato in basso a dx F.Arata


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  • Lotto 33  

    Veduta lacustre

    Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 33  

    Veduta lacustre

    Giovanni Cavalli Giovanni Cavalli
    Torino 1865 - Milano 1932
    Olio su tavola cm 38x52,5 firmato in basso a sx G.Cavalli


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  • Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Cesare Ciani Cesare Ciani
    Firenze 1854 - Firenze 1921
    Fanciulla


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  • Lotto 33  

    Gardone Riviera

    Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 33  

    Gardone Riviera

    Augusto Lozzia Augusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx A.Lozzia


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  • Lotto 33  

    Ritratto femminile

    Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 33  

    Ritratto femminile

    Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su tela applicata cm 36x24 firmato in basso a dx L.Serena


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  • Lotto 33  

    Il Duomo di Monza 1860

    Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 33  

    Il Duomo di Monza 1860

    Luigi Bisi Luigi Bisi
    Milano1814 - 1886
    Olio su cartone cm 38x28 firmato in basso a sx L.Bisi


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  • Lotto 33  

    La madre

    Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc
    ESTIMATE min € 50000 - max € 60000

    Lotto 33  

    La madre

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Olio su tela cm 95x65 firmato in basso a sx L.Nono

    Pubblicato su L. A. Scopinich & Figlio. Mostra retrospettiva di Luigi Nono, marzo 1934 tav. 44
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume I - La vita, i documenti, le opere
    Pubblicato su Il pittore Luigi Nono. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni 1850-1918 - Volume II - La vita, i documenti, le opere
    pag 152 e 153.
    Pubblicato su Catalogo Bolaffi Della Pittura Italiana Dell'Ottocento N. 8 Di: Curatore Dell'Opera Giuseppe Luigi Marini
    Esposto e pubblicato Galleria d'arte Doc


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  • Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    La chiesa di San Giorgio a Venezia


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  • Lotto 33  

    Dopo la Messa

    Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 33  

    Dopo la Messa

    Erma Zago Erma Zago
    Verona 1880 - 1942
    Dopo la Messa


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  • Lotto 33  

    Il barboncino bianco

    Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Lotto 33  

    Il barboncino bianco

    Theodoros Ralli Theodoros Ralli
    Grecia 1852 - 1909
    Olio su tela cm 30x25,5 firmato in basso a sx T.Ralli


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  • Lotto 33  

    Mareggiata

    Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 33  

    Mareggiata

    Alcide Davide Campestrini Alcide Davide Campestrini
    Trento 1863 - Milano 1940
    Olio su tavola cm 34x49 firmato in basso a sx A.D. Campestrini


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  • Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a sx Aurelio Craffonara


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  • Lotto 33  

    La ballerina

    Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 33  

    La ballerina

    Carlo Cherubini Carlo Cherubini
    Ancona 1897 - Venezia, 1978
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a sx C.Cherubini.

    Carlo Cherubini nacque ad Ancona il 27 luglio 1897 da Giuseppe Cherubini, anch'egli pittore, e Adelia Ceroni. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Venezia, stabilendosi in campo Santo Stefano al piano nobile di Palazzo Pisani.
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    Primogenito di quattro fratelli, frequentò il liceo classico e, da studente, compì un viaggio significativo in Germania.

    La sua carriera artistica ebbe inizio precoce: nel 1913 partecipò all'ottava mostra collettiva di Ca' Pesaro a Venezia e, l'anno successivo, espose alla Biennale di Venezia con l'opera "Bambino pensoso", risultando l'artista più giovane in esposizione. In seguito, partecipò ad altre tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1922, 1924 e 1926.

    Nel 1927 si trasferì a Parigi, dove decorò il Lido des Champs-Élysées. Nel 1929, presso la Galerie de la Renaissance della capitale francese, venne organizzata una sua personale. Nel 1930 ricevette la Mention Honorable e nel 1932 la Médaille d'Argent. A Parigi dipinse inoltre l'opera "Si jeunesse savait" e il ritratto di Gorge de la Fouchardière.

    Nel 1933 si recò a New York, dove dipinse per il Lido Club di Long Island. Nel 1937 espose a Pittsburgh. Nel 1940 tornò a Venezia, dove eseguì una decorazione al ristorante Al Colombo.

    I soggetti riconoscibili e caratteristici della sua produzione artistica includono il nudo femminile, le figure in maschera e il paesaggio veneziano. La sua stesura pittorica vibrante e luminosa, caratterizzata da colori vivaci, è di particolare suggestione e identificativa del pittore .

    Diverse mostre sono state dedicate a Carlo Cherubini: nel 2012 si è tenuta la mostra "Carlo Cherubini. Un pittore veneziano a Parigi" alla Galleria Nuova Arcadia di Padova, e nel 2015, a Scorzè, Villa Orsini, si è svolta un'altra mostra omonima. Nel 2011 è stato pubblicato un catalogo delle sue opere, a cura di Guido Moro e Michele Rovoletto.

    Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Ascoli Piceno e la Galleria d'Arte Moderna Marangoni di Udine .

    Carlo Cherubini morì a Venezia nel 1978.



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  • Lotto 33  

    La slitta

    Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff
    ESTIMATE min € 900 - max € 1000

    Lotto 33  

    La slitta

    Ivan Karpoff Ivan Karpoff
    Novocerkassk 1898 - Milano 1970
    Olio su tela cm 45x60 firmato in basso a dx Karpoff


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  • Lotto 33  

    1959

    Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 33  

    1959

    Enrico Felisari Enrico Felisari
    Castelleone (CR) 1897 - 1981
    Ritratto femminile


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  • Lotto 33  

    Paesaggio di montagna

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 33  

    Paesaggio di montagna

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x14,5 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 33  

    Sentiero

    Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
    Clicca per espandere

    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 33  

    Sentiero

    Stefano Bruzzi Stefano Bruzzi
    Piacenza 1835 - 1911
    Olio su cartone cm 29x18 firmato in basso a sx S.Bruzzi

    Stefano Bruzzi nacque a Piacenza il 1º maggio 1835, figlio di un magistrato e di una donna appassionata di cultura. La sua formazione artistica iniziò precocemente, quando ancora frequentava gli studi umanistici.
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    Si avvicinò al disegno sotto la guida di Bernardino Massari e successivamente proseguì i suoi studi con Lorenzo Toncini presso l'Istituto Gazzola di Piacenza. La sua passione per la pittura lo portò a trasferirsi a Roma nel 1854, dove perfezionò la sua tecnica con il pittore Alessandro Castelli. Durante gli anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti, tra cui Stefano Ussi e Nino Costa, e si dedicò con fervore alla pittura di paesaggi, ispirandosi alla campagna romana e al Lago di Nemi.
    Nel 1863, Bruzzi si trasferì a Firenze, dove iniziò a frequentare gli esponenti del movimento macchiaiolo, come Giovanni Fattori. La sua arte si orientò verso la rappresentazione di paesaggi rurali e montani, con particolare attenzione alla vita quotidiana, che ritrasse con soggetti come pastori e animali. Questo approccio gli conferì una forte identità artistica, anche se la sua carriera iniziò a decollare solo alcuni anni dopo. Nel 1886, tornò a Piacenza, dove assunse la cattedra di Figura presso l'Istituto Gazzola, incarico che ricoprì fino alla sua morte. Grazie a questo ruolo, divenne anche direttore della scuola, contribuendo così alla formazione di nuove generazioni di artisti.
    Nel 1888, il suo dipinto "Il ritorno dal mercato" gli valse il primo premio all'Esposizione di Bologna, consolidando la sua fama anche al di fuori dei confini locali. Inoltre, grazie alla sua amicizia con il pittore Arnold Böcklin, riuscì ad avvicinarsi ai mercanti d'arte svizzeri, guadagnando una visibilità internazionale. Nel 1897, partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò l'opera "Don Chisciotte che si slancia contro le pecore", considerata uno dei suoi capolavori.
    Stefano Bruzzi morì a Piacenza il 5 gennaio 1911.



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  • Lotto 33  

    Il pascolo

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 33  

    Il pascolo

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx O.Campagnari.


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  • Lotto 33  

    Interno di Chiesa

    Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
    Clicca per espandere

    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.

    ESTIMATE min € 1600 - max € 1800

    Lotto 33  

    Interno di Chiesa

    Gaetano Previati Gaetano Previati
    Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920
    Carboncino su carta cm 46x32 firmato in basso a sx Previati

    Gaetano Previati nacque a Ferrara il 31 agosto 1852, figlio di Flaminio, orologiaio, e Riccarda Benvenuti Bonlei, che morì quando Gaetano aveva appena due anni. Il padre si risposò con Cornelia Facchini.
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    Sebbene inizialmente iscritto all'Istituto Tecnico di Ferrara, Previati abbandonò presto gli studi per dedicarsi alla sua passione per l'arte, frequentando la Scuola di Belle Arti della città, dove fu allievo di Giovanni Pagliarini e Girolamo Domenichini. Nel 1876 si trasferì a Milano, dove studiò all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini.

    Nel 1879 vinse il concorso Canonica con il dipinto "Gli ostaggi di Crema", un importante riconoscimento che lo lanciò nel panorama artistico. Nel 1881 si stabilì definitivamente a Milano, entrando in contatto con il movimento della Scapigliatura, un gruppo di artisti e intellettuali che sfidava le convenzioni estetiche e morali dell'epoca. La sua adesione al divisionismo e ai temi simbolisti si manifestò chiaramente nel suo lavoro, particolarmente visibile nell'opera "Maternità", presentata alla I Triennale di Milano nel 1891.

    Previati partecipò a numerose Esposizioni Internazionali d'Arte, tra cui quelle di Venezia, dove si esibì con mostre personali nel 1901 e nel 1912. Nel 1907 contribuì alla creazione della "Sala del sogno" alla VII Biennale di Venezia e partecipò anche al Salon des peintres divisionnistes italiens a Parigi. Tra le sue opere più celebri si annovera "La Maternità" (1890), un dipinto che rappresenta una madre che allatta il suo bambino, circondata da figure evanescenti di angeli, suscitando ampi dibattiti per la sua tecnica innovativa.

    I lutti familiari e una vita segnata da difficoltà personali lo colpirono profondamente, e il 20 giugno 1920, Gaetano Previati morì a Lavagna, in Liguria, dove trascorreva frequentemente i suoi periodi di riposo. Fu sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, città che gli fu sempre legata sia per origine che per la sua intensa attività artistica.



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  • Lotto 33  

    Cirri purpurei

    Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
    Clicca per espandere

    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 33  

    Cirri purpurei

    Guido Zuccaro Guido Zuccaro
    Udine 1876 - Bassano del Grappa 1944
    Olio su tavola cm 17x33 firmato in basso a dx G.Zuccaro



    Guido Zuccaro nacque a Udine nel 1876 da Giuseppe e Elisa Benuzzi, entrambi friulani di nobile casato. Sebbene non sia documentato un legame diretto con i celebri pittori Federico e Taddeo Zuccari, è possibile che vi fosse una lontana ascendenza comune.
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    La sua formazione artistica iniziò precocemente, entrando nella bottega di vetrate artistiche di Pompeo Bertini a Milano. Successivamente, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1889 e il 1895, dove studiò ornato, figura e pittura sotto la guida di Raffaele Casnedi e Giuseppe Mentessi. Nel 1896, fu improvvisamente sospeso da tutte le scuole, ma continuò la sua attività artistica, esponendo con successo in diverse mostre.

    Nel 1901, Zuccaro si unì alla ditta di vetrate artistiche di Giovanni Beltrami, collaborando alla realizzazione di vetrate per importanti edifici come il Duomo di Milano e la Pinacoteca Ambrosiana. Allo stesso tempo, si dedicò alla pittura, partecipando a numerose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia, dove nel 1909 il suo dipinto "Mattino d'autunno" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    Oltre alla pittura di paesaggi e ritratti, Zuccaro realizzò opere con temi sociali e politici, come il "Trittico dei Ferrovieri" per la sede del mutuo soccorso milanese della categoria. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, dipinse una serie di opere patriottiche, oggi conservate nel Museo delle Storie di Bergamo. Collaborò anche con la stampa del movimento socialista, illustrando la settimanale "L'Illustrazione Italiana".

    Nel 1927, Zuccaro espose alla Galleria Micheli di Milano, ricevendo l'apprezzamento di critici come Carrà, Carpi, Bucci e Marangoni. Nel 1930, fu nominato Socio onorario dell'Accademia di Belle Arti, riconoscimento che confermava la sua posizione nel panorama artistico italiano.
    Guido Zuccaro morì a Bassano del Grappa nel 1944.



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  • Lotto 33  

    Il Duomo

    Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1800

    Lotto 33  

    Il Duomo

    Ernesto Armani Ernesto Armani
    Male', Trento 1898 - Rovereto 1986
    Olio su tavola cm 39x52 firmato in basso a dx Armani.


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  • Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tela cm 72,5x44,5 firmato in basso a sx G.Solenghi


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  • Lotto 33  

    Ritratto 1884

    Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
    Clicca per espandere

    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 33  

    Ritratto 1884

    Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Olio su cartone cm 50x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.



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  • Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
    Clicca per espandere

    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su tela cm 100x140 firmato in basso a dx L.Roda

    Leonardo Roda è nato nel 1868 a Racconigi, Italia. Cresciuto in una famiglia di alpinisti e artisti botanici, ha coltivato sin da giovane l'amore per la montagna e l'arte.
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    Ha iniziato la sua carriera artistica nel 1889, esponendo opere presso la Promotrice di Torino.

    Roda era noto per i suoi dipinti di paesaggi alpini e scene della vita di montagna, spesso ritraendo il maestoso Cervino. Ha anche dipinto paesaggi della pianura padana e del mare ligure. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti e premi per le sue opere, ma verso la fine degli anni '20 ha abbandonato l'attività espositiva e si è ritirato dall'ambiente artistico.

    La sua pittura è stata descritta come un equilibrio tra realismo e espressionismo, con un'attenzione particolare alla luce e ai cambiamenti atmosferici. Roda è stato elogiato per la sua capacità di catturare la bellezza della natura, sia nelle montagne che nella campagna.

    La sua salute ha iniziato a declinare negli anni '30, e Roda è morto nel 1933. Sebbene la critica dell'epoca non sia stata sempre gentile con lui, le sue opere sono ancora oggi ammirate e conservate in collezioni private e musei.



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  • Lotto 33  

    Scorcio a Livorno

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 33  

    Scorcio a Livorno

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 12x25 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



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  • Lotto 33  

    Capri

    Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto
    ESTIMATE min € 1600 - max € 1800

    Lotto 33  

    Capri

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto


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  • Lotto 33  

    Venezia

    Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
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    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 33  

    Venezia

    Fioravante Seibezzi Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.
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    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.

    Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.

    Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.



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  • Lotto 33  

    Fuori dalla chiesa

    Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 32,5x24,5 firmato in basso a dx G.Omio

    Giuseppe Omio nacque a Lovere, in provincia di Bergamo, nel 1881 e si affermò come pittore italiano attivo nella prima metà del Novecento, noto per le sue vedute paesaggistiche e i soggetti legati alla natura alpina. Cominciò la sua formazione artistica all’Accademia Carrara di Bergamo, sotto la guida di P.
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    Loverini, dove sviluppò solide basi tecniche, e proseguì gli studi all’Accademia di Brera a Milano con Cesare Tallone, affinando la padronanza del disegno e della pittura.

    Durante gli anni della sua attività espositiva partecipò con regolarità alle principali rassegne artistiche lombarde, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, presentando opere come Echi alpini e Fra i ghiacci, e fu presente anche alle esposizioni della Famiglia Artistica milanese con la serie Impressioni e con un autoritratto. La sua presenza si estese anche all’ambito internazionale: nel 1907 espose a Parigi al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens e nel 1912 partecipò a una mostra internazionale ad Amsterdam, consolidando la sua reputazione di pittore attento alla luce e all’atmosfera dei paesaggi.

    La pittura di Omio si distingue per la capacità di rendere con sensibilità le montagne, i laghi e le vedute alpine, combinando rigore tecnico e suggestione poetica. Le sue opere mostrano un uso luminoso della tavolozza e un’attenzione ai mutamenti stagionali e atmosferici, catturando la quiete e la bellezza meditativa dei luoghi. Dipinti come Lago d’Iseo e paesaggi alpini testimoniano la sua abilità nel fondere tradizione e sensibilità moderna, confermandolo come interprete della pittura paesaggistica italiana di inizio Novecento.

    Giuseppe Omio visse e lavorò a Milano, dedicandosi all’arte fino alla sua morte nel 1956.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 33  

    Fuori dalla chiesa

    Giuseppe Omio Giuseppe Omio
    Lovere (BG) 1881 - Milano 1955
    Olio su tavola cm 32,5x24,5 firmato in basso a dx G.Omio

    Giuseppe Omio nacque a Lovere, in provincia di Bergamo, nel 1881 e si affermò come pittore italiano attivo nella prima metà del Novecento, noto per le sue vedute paesaggistiche e i soggetti legati alla natura alpina. Cominciò la sua formazione artistica all’Accademia Carrara di Bergamo, sotto la guida di P.
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    Loverini, dove sviluppò solide basi tecniche, e proseguì gli studi all’Accademia di Brera a Milano con Cesare Tallone, affinando la padronanza del disegno e della pittura.

    Durante gli anni della sua attività espositiva partecipò con regolarità alle principali rassegne artistiche lombarde, tra cui la Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, presentando opere come Echi alpini e Fra i ghiacci, e fu presente anche alle esposizioni della Famiglia Artistica milanese con la serie Impressioni e con un autoritratto. La sua presenza si estese anche all’ambito internazionale: nel 1907 espose a Parigi al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens e nel 1912 partecipò a una mostra internazionale ad Amsterdam, consolidando la sua reputazione di pittore attento alla luce e all’atmosfera dei paesaggi.

    La pittura di Omio si distingue per la capacità di rendere con sensibilità le montagne, i laghi e le vedute alpine, combinando rigore tecnico e suggestione poetica. Le sue opere mostrano un uso luminoso della tavolozza e un’attenzione ai mutamenti stagionali e atmosferici, catturando la quiete e la bellezza meditativa dei luoghi. Dipinti come Lago d’Iseo e paesaggi alpini testimoniano la sua abilità nel fondere tradizione e sensibilità moderna, confermandolo come interprete della pittura paesaggistica italiana di inizio Novecento.

    Giuseppe Omio visse e lavorò a Milano, dedicandosi all’arte fino alla sua morte nel 1956.



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  • Lotto 33  

    Bozzetto Ballerini

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x10 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
    Clicca per espandere


    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 33  

    Bozzetto Ballerini

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x10 firmato in basso a sx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



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  • Lotto 33  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 23x42 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
    Clicca per espandere

    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 33  

    Lugano da Cureggia

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 23x42 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.



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  • Lotto 34  

    Fuori dalla stalla

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 22x40 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 34  

    Fuori dalla stalla

    Ambrogio Preda Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906
    Olio su tela cm 22x40 firmato in basso a dx A.Preda

    Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini.
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    Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.

    Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.

    Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.

    Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.



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  • Lotto 34  

    Bozzetto Ritratto

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x11 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 34  

    Bozzetto Ritratto

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x11 firmato in basso a dx P.Mariani

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



    2 pre-auction offers Dettaglio
  • Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a dx C.Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
    Clicca per espandere

    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Cesare Monti Cesare Monti
    Brescia 1891 - Bellano 1959
    Olio su tela cm 40x63 firmato in basso a dx C.Monti

    Cesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore.
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    Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di ComoCesare Monti fu una delle figure più significative della pittura italiana della prima metà del Novecento, capace di attraversare linguaggi e stagioni artistiche mantenendo sempre una forte identità personale. Nacque a Brescia il 2 marzo 1891 in una famiglia modesta, figlio di un barbiere, e mostrò fin da giovanissimo una naturale inclinazione per il disegno e il colore. Ancora adolescente ebbe l’opportunità di soggiornare a Parigi, esperienza decisiva per la sua formazione: tra il 1906 e il 1908 entrò in contatto con l’ambiente artistico della capitale francese, frequentò musei e atelier e si confrontò direttamente con l’impressionismo e il post-impressionismo, assimilando una nuova sensibilità luministica e cromatica.

    Rientrato in Italia, Monti si stabilì per un periodo in Val Sabbia, dove approfondì il proprio linguaggio pittorico in un contesto più raccolto e meditativo. Nel 1912 ottenne una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica. Qui aprì il suo studio in via Bagutta e iniziò a lavorare con continuità, inserendosi rapidamente nel vivace ambiente culturale milanese. Lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il suo percorso: Monti partecipò al conflitto, esperienza che segnò profondamente la sua sensibilità, ma al termine della guerra riprese a dipingere con rinnovata intensità.

    Negli anni Venti e Trenta la sua carriera conobbe una fase di piena maturità. Partecipò regolarmente alle principali esposizioni nazionali e internazionali, affermandosi come uno degli artisti più apprezzati del suo tempo. Pur non aderendo formalmente al movimento del Novecento Italiano, ne condivise alcune istanze, soprattutto il recupero della solidità formale e della centralità della figura, reinterpretate però attraverso una pittura più libera, vibrante e sensoriale. La sua presenza alla Biennale di Venezia fu costante e culminò nel 1940 con una sala personale che sancì il riconoscimento ufficiale del suo valore artistico.

    La pittura di Cesare Monti si caratterizza per una continua tensione tra struttura e colore. Dopo le prime esperienze vicine al divisionismo, il suo linguaggio si fece progressivamente più fluido e materico, con una pennellata ampia e una tavolozza intensa. Affrontò con naturalezza una grande varietà di soggetti: paesaggi, nature morte, figure femminili, fiori e scorci urbani, sempre trattati con una profonda attenzione alla luce e all’atmosfera. Nei suoi dipinti la realtà non è mai descritta in modo puramente oggettivo, ma filtrata attraverso una sensibilità lirica che trasforma il dato visivo in esperienza emotiva.

    Negli ultimi anni continuò a lavorare con coerenza e passione, mantenendo viva la ricerca pittorica senza cedere alle mode effimere. Morì nel 1959 a Bellano, sul lago di Como.



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  • Lotto 34  

    La Grande Roche

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    La Grande Roche

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale (PA) 1844 - Capri (SA) 1913
    Olio su tavola cm 8x8 firmato in basso a dx A.Leto


    1 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 34  

    Sulla spiaggia

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Sulla spiaggia

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 26x32 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
    Clicca per espandere

    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.



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  • Lotto 34  

    Ritratto di nobildonna

    Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Ritratto di nobildonna

    Angelo Dall Oca Bianca Angelo Dall Oca Bianca
    Verona 1858 - 1942
    Pastello su carta cm 54x34 firmato in basso a dx A.Bianca



    Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani.
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    Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.

    Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.

    Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.

    Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.

    Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.



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  • Lotto 34  

    Rapallo

    Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Rapallo

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Olio su tavola cm 33x45,5 firmato in basso a dx A.Piatti


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  • Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2200

    Italo Nunes Vais Italo Nunes Vais
    Tunisi 1860 - Firenze 1932
    Olio su tela cm 64x55 firmato in alto a dx ItaloNunes Vais.


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  • Lotto 34  

    Sulla via di casa

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 34  

    Sulla via di casa

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su cartone cm 26,5x38 firmato in basso a dx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.



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  • Lotto 34  

    Paesaggio Emiliano

    Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
    Clicca per espandere


    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.

    ESTIMATE min € 4500 - max € 5000

    Lotto 34  

    Paesaggio Emiliano

    Giuseppe Viscardi Giuseppe Viscardi
    Mezzolara (BO) 1816 - Bologna 1892
    Olio su tela cm 83x118 firmato in basso a sx G.Viscardi datato 1874

    Giuseppe Viscardi, nato a Mazzolara di Bologna nel 1816 e scomparso a Bologna nel 1892, è stato un pittore italiano specializzato nella rappresentazione di paesaggi. La sua formazione artistica si è sviluppata principalmente a Bologna, dove ha potuto approfondire la sua passione per la pittura paesaggistica.
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    Nel corso della sua carriera, Viscardi ha partecipato a numerose aste e mostre, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue opere. Un esempio significativo è "Gita in barca", un olio su tela firmato e datato 1878, che riflette la sua abilità nel catturare scene di vita quotidiana immerse in paesaggi suggestivi.
    La sua pittura si distingue per l'uso sapiente della luce e dei colori, elementi che conferiscono profondità e realismo ai paesaggi rappresentati. Le sue opere sono state oggetto di interesse in diverse aste d'arte, dove hanno raggiunto quotazioni apprezzabili, testimoniando l'apprezzamento del mercato per il suo lavoro.



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  • Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Zaccaria Dal Bo Zaccaria Dal Bo
    Venezia 1872 - 1935
    Olio su tavola cm 43x31,5 firmato in basso a dx Z.Bo.


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  • Lotto 34  

    Il vestito rosa

    Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Il vestito rosa

    Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 34x22 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889



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  • Lotto 34  

    Sulla panchina

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    Sulla panchina

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9,5x17 firmato in basso a sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 34  

    Il cappello blu

    Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    Il cappello blu

    Emilio Rizzi Emilio Rizzi
    Cremona 1881 - Brescia 1952
    Olio su tela cm 54x44 firmato in basso a dx E.Rizzi


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  • Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Sergio Manfredi Sergio Manfredi
    Torino 1932 -
    Olio su masonite cm 30x45 firmato in basso a sx S.Manfredi


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  • Lotto 34  

    Arena di Verona

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
    Clicca per espandere

    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 34  

    Arena di Verona

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tela cm 52,5x54 firmato in basso a dx G.Danieli.

    Nato a Belluno il 10 maggio 1865, figlio di Paolo e Maddalena De Cian, Giuseppe Danieli fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Luigi Nono. Da lui assimilò l'interesse per le ricerche luministiche e la vivace tavolozza cromatica, elementi che influenzarono in particolare i suoi primi lavori.
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    La sua formazione risentì anche delle suggestioni di artisti veneti attivi nel genere paesaggistico e nella pittura di genere, come Giacomo Favretto, Girolamo Milesi, Guglielmo e Giuseppe Ciardi, Pietro Fragiacomo ed Ettore Tito.

    Nel 1897 partecipò alla III Triennale di Belle Arti di Brera con le opere "Giornata grigia" e "Sul tramonto", esponendo accanto ad artisti veneti come Beppe Bezzi e i fratelli Ciardi. L'anno successivo presentò "Riflessi di tramonto" all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove la sua opera fu affiancata ai paesaggi di Angelo Luxoro e Francesco Maragliano. Questo periodo fu caratterizzato da un'intensa attività espositiva, culminata nella partecipazione alla III Biennale di Venezia del 1899 con "Sull'imbrunire - Alta montagna", un'opera che evidenziava la sua predilezione per gli effetti luminosi crepuscolari. Qui ebbe modo di confrontarsi con le correnti artistiche europee, tra cui il simbolismo francese e italiano, nonché il paesaggismo tedesco, svizzero e olandese.

    Dall'incontro con diverse esperienze artistiche, Danieli trasse ispirazione per avvicinarsi ai modi di Delleani e dei paesisti piemontesi, così come alla scuola ligure di Albaro. Alcune sue opere, come "Preghiera serale", "Suore in riva al lago", "Paesaggio lacustre" e "Contemplazione", mostrano influenze simboliste, evidente anche in alcuni pastelli come "Tramonto romantico", "Sogni" ed "Evelina". Tuttavia, rimase sempre fedele ai temi e ai modi espressivi della sua formazione, ritornando spesso a soggetti tipicamente veneziani e chioggiotti, come "Festa del Signore", "Dopo il vespro" e "Canale di Chioggia".

    Nel corso della sua carriera, realizzò anche opere a sfondo sociale, sebbene prive di intenti di denuncia, tra cui "La fonderia", "Ritorno dal lavoro" e "Ultimo lavoro". Parallelamente all'attività pittorica, si dedicò all'insegnamento del disegno nelle scuole professionali, il che lo portò a soggiornare in diverse città italiane: Lentini, Sciacca, Chioggia, Porto Maurizio, Cuneo e infine Verona.

    Continuò ad esporre in importanti rassegne: nel 1904 fu presente all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera con "Pescheria di Chioggia" e "Ritorno dal lavoro"; nel 1906 espose a Firenze "Canale a Chioggia" e "Lago alpino di sera"; nel 1908 presentò "Inverno a Chioggia" e "All'Ave Maria". Nel 1910 partecipò alla Mostra della Società di Belle Arti di Genova con opere come "Vecchi cantieri" e "Alto Cadore".

    L'unica personale in vita fu allestita a Cuneo nel 1917, con alcune opere poi acquisite dal Museo di Bra. Durante il soggiorno cuneese, l'artista trasse ispirazione per nuovi spunti paesaggistici dalle escursioni in montagna. Negli ultimi anni si allontanò dal paesaggio per concentrarsi su scene di vita familiare, come "Ritratto di famiglia" e "Lettura in riva al lago". Tuttavia, non riuscì a trovare nuove vie espressive e, afflitto da problemi di salute, si tolse la vita a Verona il 25 maggio 1931.

    Nel 1942 alcune sue opere furono esposte a Torino presso la Società Promotrice di Belle Arti. In anni recenti, gallerie piemontesi, soprattutto a Torino, hanno promosso iniziative per riscoprire e valorizzare la sua produzione.



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  • Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Aurelio Craffonara Aurelio Craffonara
    Gallarate, 1875 - Genova, 1945
    Acquarello su carta cm 14x20 firmato in basso a dx Aurelio Craffonara


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  • Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a dx B.Ferrari


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  • Lotto 34  

    La ricreazione

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella
    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 34  

    La ricreazione

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Tecnica mista su carta cm 46x28 firmato in basso a sx Pratella


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  • Lotto 34  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 34  

    Spiaggia di Bordighera

    Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Spiaggia di Bordighera


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  • Lotto 34  

    Pescatori

    Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori
    ESTIMATE min € 8000 - max € 9000

    Lotto 34  

    Pescatori

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Pescatori


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  • Lotto 34  

    Battaglia

    Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Battaglia

    Giulio Carlini Giulio Carlini
    Venezia 1826 -1887
    Olio su tela cm 51x71 firmato in basso a dx Carlini


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  • Lotto 34  

    Venezia

    Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 34  

    Venezia

    Mose Bianchi Mose Bianchi
    Monza 1840 - 1904
    Olio su cartone cm 27,5x39 firmato in basso a sx M.Bianchi
    Pubb. Christies London asta del 23/07/87 pag. 65, lotto 324
    Pubb. in bianco e nero Mose Bianchi Catalogo Ragionato Paolo Biscottini.


    5 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 34  

    Il cacciatore

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    Il cacciatore

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 37,5x37,5 firmato in basso a sx M.Bortoluzzi


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  • Lotto 34  

    Castello di Brescia

    Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 34  

    Castello di Brescia

    Agusto Lozzia Agusto Lozzia
    Sangiano ( VA ) 1896 - Gardone Riviera 1962
    Olio su cartone cm 10,5x15,5 firmato in basso a dx A.Lozzia


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  • Lotto 34  

    1920

    Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 34  

    1920

    Luigi Serralunga Luigi Serralunga
    Torino 1880 - 1940
    Vaso di fiori


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  • Lotto 34  

    Mareggiata a Nervi

    Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 34  

    Mareggiata a Nervi

    Saverio Seassaro Saverio Seassaro
    Genova 1917-2016
    Olio su tela cm 40x49,5 firmato in basso a dx Seassaro


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  • Lotto 34  

    Veduta paesana

    Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 34  

    Veduta paesana

    Giuseppe Mentessi Giuseppe Mentessi
    Ferrara 1857 - Milano 1931
    Olio su tela cm 45,5x34 firmato in basso a dx G.Mentessi


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  • Lotto 34  

    Lungo il torrente

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 34  

    Lungo il torrente

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 60x50 firmato in basso a dx A.Nussi


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  • Lotto 34  

    Canale a Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 34  

    Canale a Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 26x49 firmato in basso a dx Paltrinieri


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  • Lotto 34  

    Figure nel parco

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 34  

    Figure nel parco

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su cartone cm 16,5x25 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Lotto 35  

    Nei giardini

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 35  

    Nei giardini

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 16,5x25 firmato in basso a sx E.Zago


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  • Lotto 35  

    (difetti)

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia
    ESTIMATE min € 1400 - max € 1500

    Lotto 35  

    (difetti)

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    La dogana a Venezia


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  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx A.Nussi


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  • Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Carlo Pittara Carlo Pittara
    Torino 1835 - Rivara (TO) 1890
    Olio su tela cm 30x41 firmato in basso a sx C.Pittara


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  • Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Cesare Gheduzzi Cesare Gheduzzi
    Crespellano (BO) 1894 - Torino 1944
    Olio su tavola cm 26x42 firmato in basso a sx G.Gheduzzi


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  • Lotto 35  

    Mare agitato

    Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo
    ESTIMATE min € 1400 - max € 1600

    Lotto 35  

    Mare agitato

    Giacinto Bo Giacinto Bo
    Torino 1832-1912
    Olio su cartone cm 47x67 firmato in basso a dx Bo


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  • Lotto 35  

    Scena settecentesca

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 35  

    Scena settecentesca

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tavola cm 20x24 firmato in basso a dx E.Bonivento


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  • Lotto 35  

    L'aragosta

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 35  

    L'aragosta

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x66 firmato in basso a dx Flumiani


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  • Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Ercole Calvi Ercole Calvi
    Verona 1824-1900
    Olio su tavola cm 23x50 firmato in basso a sx Ercole Calvi


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  • Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori
    ESTIMATE min € 7000 - max € 8000

    Giuseppe Sartori Giuseppe Sartori
    Venezia 1863 - Padova 1922
    Olio su tela cm 130x192 firmato in basso a dx G. Sartori


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  • Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Venezia povera con barcaiolo e fornace


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  • Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe F. Piana Giuseppe F. Piana
    Bordighera 1864-1956
    Figure sugli scogli a Bordighera


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  • Lotto 35  

    Parigi

    Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury
    ESTIMATE min € 15000 - max € 18000

    Lotto 35  

    Parigi

    Leo Lesser Ury Leo Lesser Ury
    Birnbaum 1861 - Berlino 1931
    pastello su carta cm 32x40,5 firmato in basso a sx L.Ury


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  • Lotto 35  

    Costa ligure

    Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 35  

    Costa ligure

    Berto Ferrari Berto Ferrari
    Bogliasco (GE) 1887- Genova Quarto 1965
    Olio su cartone cm 29,5x39,5 firmato in basso a sx B.Ferrari


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  • Lotto 35  

    Prati alpini con baite

    Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 35  

    Prati alpini con baite

    Luigi Rossi Luigi Rossi
    Lugano 1853-1923
    Olio su tavola cm 25x18 firmato in basso a sx Rossi


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  • Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
    Clicca per espandere

    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Marcello Vianello Marcello Vianello
    Verona 1909-1985
    Olio su tela cm 65x130 firmato in basso a dx M.Vianello

    Pubblicato in bianco e nero su "Opere del pittore Marcello Vianello" n. catalogo 14.

    Marcello Vianello nacque a Verona nel 1909 da padre veneziano. Fin da giovane, mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura, orientandosi verso studi artistici.
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    Si diplomò all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, dove fu allievo dei maestri Savini, Girelli, Trentini e Nardi. Contemporaneamente, frequentò la Scuola d'Arte "N. Nani", specializzandosi nell'affresco e nella decorazione, sotto la guida del maestro Pino Casarini . .



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  • Lotto 35  

    1929

    Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 35  

    1929

    Alfredo Scocchera Alfredo Scocchera
    Baselice (BN) 1887 - Milano 1955
    Neve lungo il Naviglio ( Milano )


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  • Lotto 35  

    Datato 1905

    Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 35  

    Datato 1905

    Giovanni Sottocornola Giovanni Sottocornola
    Milano 1855 - 1917
    Nudo femminile


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  • Lotto 35  

    Passeggiata al parco

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 35  

    Passeggiata al parco

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x11 firmato in basso sx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 35  

    La posta

    Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    La posta

    Enea Ballerini Enea Ballerini
    Bologna 1853 - Trieste 1939
    Olio su tavola cm 33x20 firmato in basso a sx E.Ballerini 1889



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  • Lotto 35  

    La Dama

    Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    La Dama

    Anonimo del XIX Secolo Anonimo del XIX Secolo
    Italia XIX Secolo
    Olio su tela cm 61x35,5 firmato in basso a dx N.B.


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  • Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
    Clicca per espandere

    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.

    ESTIMATE min € 6000 - max € 7000

    Odoardo Lalli Odoardo Lalli
    Roma 1829 - Firenze 1909
    Olio su tela cm 111,5x84 firmato in basso a sx O.Lalli

    Odoardo Lalli nacque a Roma nel 1829 e morì a Firenze nel 1909. Fin da giovane, dimostrò un'inclinazione naturale per la pittura, trasferendosi a Firenze per iscriversi all'Accademia di Belle Arti.
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    Lì fu allievo di Giuseppe Bezzuoli, rinomato pittore romantico e storico. Durante il suo periodo fiorentino, Lalli divenne amico di Giovanni Fattori, con il quale condivise uno studio in via della Pergola, a pochi passi da quelli di Vincenzo Cabianca e Telemaco Signorini. Questo ambiente stimolante contribuì alla sua crescita artistica.
    Nel 1861, Lalli espose il dipinto "Il conte Ugolino nel carcere" alla Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Firenze, partecipando regolarmente a questa mostra fino al 1894, presentando opere come "Valdichiana". Nel 1863, prese parte alla XXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino con "Anacreonte nelle sue ispirazioni poetiche" e nel 1880 alla XXXIX edizione con "Cresciuta in fama la beltà di Beatrice, Dante spiega in un sonetto quanto meraviglioso piacere destava in tutti la dolce vista".
    Le sue opere, come "Alle sorgenti del Tevere" (circa 1890), mostrano la sua abilità nel catturare paesaggi suggestivi. Un autoritratto datato 1854 è conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Lalli è anche noto per il dipinto "Veduta della chiesa S. Andrea di Monte Carlo in Val di Nievole", risalente al periodo antecedente al 1909, conservato nella stessa galleria.



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  • Lotto 35  

    Pace sullo stagno

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
    Clicca per espandere

    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 35  

    Pace sullo stagno

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 13,5x32 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.



    9 pre-auction offers Dettaglio
  • Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Archimede Gruden Archimede Gruden
    Nizza, Francia 1898 - Venezia 1955
    Olio su tavola cm 34,5x44,5 firmato in basso a dx A.Gruden.


    0 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 35  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 35  

    Natura morta con rose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli 1857 - Como 1944
    Olio su tela cm 35x25 firmato in basso a dx L.Barzanti


    3 pre-auction offers Dettaglio
  • Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Giovanni Battista Vicari Giovanni Battista Vicari
    Italia XIX - XX Secolo
    Olio su tela cm 63x33,5 firmato al retro.

    Copia della prima importante commissione religiosa per il giovane Tiziano fu la pala intitolata Assunta. Il dipinto venne commissionato dal priore dei francescani della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.


    2 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 35  

    Vista sulla valle 1924

    Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
    Clicca per espandere

    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 35  

    Vista sulla valle 1924

    Enrico Sottili Enrico Sottili
    Reggio Emilia 1890 - Sala Comacina (CO) 1977
    Olio su tela cm 98x140 firmato in basso a dx E.Sottili

    Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio.
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    Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977Enrico Sottili nacque a Reggio Emilia nel 1890 e si formò inizialmente nella pittura di figura e nella natura morta, mostrando sin da giovane una solida padronanza del disegno. Dopo un periodo di insegnamento presso la scuola d’arte di Cantù, si trasferì a Milano, dove frequentò l’ambiente di Ottavio Grolla e affinò progressivamente il proprio linguaggio. Fu però il paesaggio lombardo a definirne davvero l’identità artistica: la Val d’Intelvi, l’area dello Spluga e le vallate alpine divennero i suoi temi prediletti, luoghi in cui Sottili cercò costantemente atmosfere luminose particolari, effetti di aria e di luce che conferissero al paesaggio una dimensione sensibile e quasi meditativa.

    La sua pittura, essenziale ma attenta ai passaggi tonali, tende a valorizzare la quiete e il silenzio degli ambienti montani, spesso rappresentati attraverso baite isolate, alture, distese erbose e cieli chiari. Alcune sue opere entrarono nelle collezioni pubbliche, come il “Paesaggio montano” oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como, testimonianza del suo contributo alla tradizione del paesaggio lombardo del primo Novecento. Nel corso della carriera partecipò a mostre locali e la sua produzione è tuttora presente sul mercato artistico, soprattutto in Lombardia. Enrico Sottili morì a Sala Comacina nel 1977.



    1 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 35  

    Pascolando 1915

    Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
    Clicca per espandere

    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 35  

    Pascolando 1915

    Giovanni Bartolena Giovanni Bartolena
    Livorno 1886 - Livorno 1942
    Olio su cartone cm 13x27 firmato in basso a dx G.Bartolena

    Giovanni Bartolena nacque a Livorno il 24 giugno 1866 in una famiglia benestante che contava già artisti tra le proprie fila. Fu lo zio, pittore stimato di scene belliche e ritratti, a trasmettergli i primi rudimenti dell’arte.
    Clicca per espandere

    Da giovane Bartolena si trasferì a Firenze per studiare alla Scuola Libera del Nudo sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli e facendo amicizia con altri artisti come Telemaco Signorini e Silvestro Lega.

    Nonostante l’ambiente di studio, la sua esuberanza e il gusto per una vita mondana spesso lo allontanarono dall’accademia. Una crisi economica familiare negli anni ’90 lo costrinse a guardare con maggior serietà alla pittura. Nel 1892 espose per la prima volta in pubblico alla Promotrice di Torino e negli anni successivi presentò suoi lavori anche a Firenze. Il suo cammino però subì interruzioni: nel 1898 si trasferì a Marsiglia, dove visse per un breve periodo, lavorando come conducente di tram a cavalli, prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Lucca e poi a Firenze.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno a Livorno. In quegli anni iniziò una fase intensa e produttiva: si dedicò con continuità a nature morte, paesaggi, marine e vedute di ambienti familiari alla sua terra. Nel 1925 un mercante tessile livornese divenne suo mecenate e nel 1926-1927 Bartolena tenne a Milano la sua prima mostra personale, accolto favorevolmente dalla critica. Seguì una serie di partecipazioni a esposizioni nazionali, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

    Il suo stile, pur radicato nella tradizione derivata dai Macchiaioli, si caratterizzò per un uso intenso del colore, una tavolozza vivace e una pennellata spontanea, capace di restituire con immediatezza la luce, i contrasti e l’atmosfera della natura e degli oggetti. Predilesse soggetti come cavalli, paesaggi rurali, nature morte con frutta o fiori, marine e scene di campagna. La sua pittura mostrava un forte coinvolgimento emotivo e una sensibilità sincera verso la realtà, filtrata attraverso una visione impressionista e materica.

    Pur godendo di una certa notorietà critica, Bartolena visse spesso in condizioni precarie e mantenne una vita segnata dalla solitudine e da scelte indipendenti: rifiutò legami stabili con galleristi o mercanti, preferendo mantenere la propria libertà creativa. Questo atteggiamento lo portò a vendere le sue opere quasi esclusivamente per necessità, senza mai cercare compromessi commerciali.

    Giovanni Bartolena morì il 16 febbraio 1942 a Livorno in estrema povertà e solitudine.



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  • Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Firma Indecifrata Firma Indecifrata
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 9x7,5 firmato in basso a dx F.Indecifrata


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  • Lotto 35  

    Nevicata

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 35  

    Nevicata

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 35  

    Le tre zucche 1960

    Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su masonite cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti

    Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano. Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 35  

    Le tre zucche 1960

    Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su masonite cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti

    Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano.
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    Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969Arnaldo Carpanetti nacque ad Ancona il 15 gennaio 1898 e si affermò come uno dei pittori italiani più significativi del Novecento, noto per la sua pittura figurativa e monumentale. La sua formazione iniziò in Brasile, a Manaus, dove da adolescente si fece notare decorando i saloni della “Casa degli Italiani”, ottenendo una borsa di studio per l’Accademia di Brera a Milano. Qui fu allievo di Ambrogio Antonio Alciati, affinando la tecnica e sviluppando un interesse profondo per la grande composizione pittorica.

    Carpanetti si inserì tra gli esponenti della seconda ondata del Novecento Italiano, movimento che intendeva rinnovare la pittura restituendole una funzione civile e monumentale. Partecipò con regolarità alle principali esposizioni nazionali, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio del PNF alla Biennale veneziana del 1930 per l’opera Incipit Novus Ordo. La sua produzione spaziava dalle grandi scene corali alle pale monumentali, affrontando temi storici, religiosi e civili con vigore narrativo e forza plastica.

    Accanto alle opere monumentali, Carpanetti realizzò ritratti di personalità contemporanee, tra cui Nicola Romeo e Secondo Galtrucco, dimostrando la sua capacità di coniugare rappresentazione psicologica e resa formale. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedicò anche a nature morte e paesaggi, pur mantenendo sempre coerenza nello stile e nella visione figurativa. La sua pittura si distingue per il rigore compositivo, la monumentalità e la capacità di trasmettere con vigore e armonia le emozioni dei soggetti rappresentati.

    Arnaldo Carpanetti morì a Milano il 5 aprile 1969.



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  • Lotto 35  

    Studio Ritratto

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x9 firmato in basso a sx P.M.

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 35  

    Studio Ritratto

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Matita su carta cm 15x9 firmato in basso a sx P.M.

    Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.
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    Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.
    Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.
    La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.
    Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.



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  • Lotto 35  

    Veduta di lago

    Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su tavola cm 35,5x49,5 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
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    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 35  

    Veduta di lago

    Paolo Sala Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924
    Olio su tavola cm 35,5x49,5 firmato in basso a sx Paolo Sala

    Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito.
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    Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.

    Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.

    Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.

    Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.

    La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.



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  • Lotto 36  

    Pescatori a Chioggia

    Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 41x60,5 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
    Clicca per espandere

    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 36  

    Pescatori a Chioggia

    Leonardo Bazzaro Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937
    Olio su tavola cm 41x60,5 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani.
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    Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .

    Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .

    Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.

    Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.



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  • Lotto 36  

    Luci e ombre

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 17x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 36  

    Luci e ombre

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 17x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 36  

    Cabine di Palese

    Francesco Speranza
    Bitonto 1902 - Bari 1984
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx Speranza

    Francesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura.
    Clicca per espandere

    Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di BariFrancesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura. Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di Bari.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 36  

    Cabine di Palese

    Francesco Speranza Francesco Speranza
    Bitonto 1902 - Bari 1984
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a dx Speranza

    Francesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura.
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    Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di BariFrancesco Speranza nacque a Bitonto il 19 ottobre 1902 e si affermò come uno dei pittori italiani più sensibili e raffinati del Novecento, noto per la sua adesione alla pittura figurativa e per i paesaggi della sua terra natale. Fin da giovane mostrò una spiccata vocazione artistica, che lo portò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Migliaro, affinando la tecnica del disegno e della pittura. Successivamente si trasferì a Milano, dove completò la sua formazione all’Accademia di Brera, diplomandosi con il massimo dei voti e consolidando il suo legame tra tradizione e modernità.

    La sua carriera espositiva si sviluppò a partire dal 1926, con la partecipazione alla mostra della Società per le Belle Arti alla Permanente di Milano, e proseguì con regolarità nelle principali rassegne italiane, tra cui le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di catturare la luce e le atmosfere dei luoghi, prediligendo paesaggi urbani e rurali, marine e scorci di Bitonto, dove la luminosità meridionale si combinava a una sensibilità figurativa meditativa.

    Accanto ai paesaggi, Speranza realizzò ritratti dei suoi familiari e di amici, dimostrando capacità di unire precisione tecnica e introspezione psicologica. Le sue opere, spesso eseguite con tecniche come la tempera elaborata alla maniera antica, si distinguono per le velature delicate e la resa luminosa dei soggetti, conferendo a ogni scena un lirismo contemplativo e una forte suggestione poetica. Dipinti come Paesaggio italico testimoniano il suo legame con la città natale e la capacità di trasformare scorci quotidiani in visioni poetiche e meditate.

    Parallelamente alla sua attività pittorica, Speranza insegnò disegno alla Scuola Media Tadino di Milano, mantenendo sempre vivo il filo con la sua terra d’origine, dove trascorreva le estati e traeva ispirazione per i suoi paesaggi e scorci urbani. Francesco Speranza morì il 2 agosto 1984 a Santo Spirito, nel quartiere di Bari.



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    La passeggiata

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 36  

    La passeggiata

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.



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  • Lotto 36  

    Paesaggio montano

    Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 36  

    Paesaggio montano

    Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su cartone cm 17,5x25,5 firmato in basso a sx I.Cenni


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  • Lotto 36  

    Paesaggio toscano

    Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
    Clicca per espandere

    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    Paesaggio toscano

    Ludovico Tommasi Ludovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941
    Olio su cartone cm 37.5x44.5 firmato in basso a dx L.Tommasi

    Ludovico Tommasi nacque a Livorno il 16 luglio 1866 da Luigi e Isolina Vivoli. In famiglia la musica aveva un ruolo importante: egli studiò violino al Conservatorio di Firenze, mostrando fin da giovane una sensibilità per le arti.
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    Sebbene non avesse una formazione pittorica accademica tradizionale, la presenza frequente del maestro Silvestro Lega nella villa di famiglia a Bellariva attirò Ludovico verso la pittura. Seguendo l’esempio del fratello Angiolo e grazie agli insegnamenti informali, iniziò a dipingere copiando dal vero, lavorando all’aperto, coltivando un rapporto diretto con la natura.

    Il suo debutto in pubblico come pittore risale al 1884, quando espose un “studio dal vero” alla Promotrice fiorentina. Nei primi anni varcò la soglia di diverse esposizioni, incluso un esordio nel 1886 all’Esposizione di Belle Arti di Livorno. Dopo un periodo passato a Milano per il servizio militare, durante il quale affinò la sua mano attraverso il disegno, tornò in Toscana e riprese a dedicarsi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alla scena di vita rurale, ispirandosi alle colline, alle campagne, ai borghi toscani e agli scorci dell’Arno.

    Negli anni Novanta del XIX secolo e nei primi del Novecento si avvicinò, insieme al cerchio di artisti che frequentava (tra i quali Plinio Nomellini), alle ricerche divisioniste, reinterpretandole secondo una sensibilità personale: nella sua tavolozza comparvero giochi di luce e colore, pennellate più libere, un’intensità luminosa che ben si adattava ai paesaggi toscani. Partecipò con regolarità a importanti mostre italiane, nel 1905 contribuì alla decorazione della I Mostra d’Arte Toscana ospitata a Firenze e negli anni successivi aderì al gruppo Giovane Etruria, impegnato nella rivitalizzazione della tradizione naturalistica toscana.

    Nel 1912, sentendosi sempre più attratto dalla grafica, fondò con un collega la Libera Scuola di Acquaforte a Firenze, dedicandosi con passione all’incisione, all’acquaforte e alla litografia. Il suo versante di incisore divenne complementare alla pittura, offrendo nuove possibilità espressive e un diverso rapporto con la luce e il tratto.

    Con il passare degli anni il suo stile si fece più meditativo e contenuto. Le sue opere mature restituiscono armonie delicate, atmosfere tranquille, paesaggi rurali, scorci di campagna, scene di vita quotidiana con figure semplici e quotidiane, prive di retorica, dove la natura e l’uomo convivono in equilibro. Tommasi riuscì a coniugare la lezione della macchia, l’esperienza divisionista e una sensibilità intima, dando vita a un linguaggio personale che riflette un attaccamento profondo alla terra toscana e al paesaggio come humus dell’animo.

    Ludovico Tommasi morì a Firenze il 7 febbraio 1941.



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  • Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
    Clicca per espandere

    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1882 - Novara 1954
    Olio su tela cm 60x80 firmato in basso a dx Moretti Foggia

    Mario Moretti Foggia è stato un rinomato pittore italiano nato il 25 dicembre 1882 a Mantova. La sua formazione artistica lo ha portato ad apprendere presso prestigiose istituzioni, tra cui l'Accademia Cignaroli a Verona e l'Accademia di Brera a Milano.
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    Durante il suo percorso formativo, ha avuto la fortuna di essere istruito da eminenti maestri dell'arte come Mosè Bianchi, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

    Foggia si è distinto come un abile paesaggista e ritrattista, utilizzando varie tecniche pittoriche come olio, tempera, acquarello e fresco per esprimere la sua creatività. Il suo debutto ufficiale nel mondo dell'arte è avvenuto a Milano nel 1902. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d'oro all'Esposizione di Mantova per l'insieme delle sue opere nel 1902, a Milano nel 1908 con l'opera "Fratellanza" e a Como nel 1909 grazie al dipinto "Fresca Mattinata". Nel 1925, ha ottenuto il prestigioso Premio Cassani a Milano per il dipinto "L'ora del rosario".

    Tra il 1920 e il 1926, Foggia ha esposto con successo a Venezia, presentando opere come "Nel cantuccio di Venezia", "Nel Campiello", "Nevicata" e "Compiacenze materne". Nel 1927, a Firenze, in occasione dell'ottantesima Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, ha presentato le opere "Vera" e "Sole invernale". Tra le sue opere più celebri si trova il "Trittico dei Magi" (Ecce sidus, Imus, Adoremus), conservato presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, e "Danza la circassa", esposta presso la Galleria del Palazzo Ducale di Mantova.

    Le opere di Mario Moretti Foggia sono state incluse in importanti collezioni, tra cui quella del Quirinale, e sono state esposte in gallerie pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti e America Latina. Foggia era un instancabile viaggiatore, che trascorreva lunghi periodi in Oriente per studiare costumi e paesaggi, le cui ricerche sono state esposte con successo a Londra, Parigi e Bruxelles.

    Partecipando a numerose mostre collettive nazionali e internazionali, Mario Moretti Foggia ha consolidato la sua reputazione come uno dei pittori più influenti della sua epoca. Nel corso della sua carriera, ha realizzato dieci mostre personali, tutte accolte con entusiasmo da parte di pubblico e critica.

    Mario Moretti Foggia si è spento nel 1954 a Pecetto di Macugnaga, lasciando dietro di sé un prezioso e duraturo contributo all'arte italiana.



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  • Lotto 36  

    Le oche

    Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
    Clicca per espandere



    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 36  

    Le oche

    Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a dx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.



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  • Lotto 36  

    Sentiero a Montenero

    Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo
    ESTIMATE min € 300 - max € 400

    Lotto 36  

    Sentiero a Montenero

    Giorgio Luxardo Giorgio Luxardo
    Livorno 1937 - 2019
    Olio su tavola cm 50,5x28 firmato in basso a dx G.Luxardo


    2 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 36  

    Ritratto femminile

    Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Ritratto femminile

    Anonimo Siglato Anonimo Siglato
    Italia XIX-XX
    Olio su tela cm 46x30 firmato in basso a dx A.S.


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  • Lotto 36  

    Studio di paese

    Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
    Clicca per espandere

    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 36  

    Studio di paese

    Vittorio Avondo Vittorio Avondo
    Torino 1836 - 1910
    Olio su tavola cm 29,5x12,5 firmato in basso a dx V.Avondo



    Vittorio Avondo nacque a Torino il 10 agosto 1836 in una famiglia di alto rango sociale. Suo padre, Carlo, era un avvocato e docente universitario, mentre sua madre, Giuseppina Isnardi, era figlia di un noto chirurgo.
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    Nonostante le aspettative paterne di avviarlo alla carriera legale, Avondo si dedicò fin da giovane alla pittura, studiando dapprima all'Accademia di Belle Arti di Pisa e successivamente perfezionandosi a Ginevra sotto la guida del paesaggista romantico Alexandre Calame. Durante il suo soggiorno a Ginevra, conobbe anche Antonio Fontanesi, con il quale condivise esperienze formative.

    Nel 1855, Avondo si recò a Parigi per visitare l'Esposizione Universale, dove rimase profondamente impressionato dalle opere di Camille Corot, Charles-François Daubigny e dagli artisti della Scuola di Barbizon, i quali praticavano la pittura en plein air. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo stile pittorico, orientandolo verso una rappresentazione più diretta e luminosa della natura. Successivamente, soggiornò a Roma, dove dipinse la campagna romana, ottenendo riconoscimenti e vendendo le sue opere a collezionisti francesi, inglesi e russi.

    Rientrato a Torino nel 1860, Avondo si dedicò anche all'attività antiquaria e al restauro di opere d'arte. Nel 1872 acquistò il Castello di Issogne in Valle d'Aosta, che restaurò e arredò con una collezione di armi e armature antiche. Nel 1907 donò il castello allo Stato italiano. Dal 1891 al 1910, fu direttore del Museo Civico di Torino, contribuendo in modo significativo alla definizione della raccolta d'arte moderna e accogliendo, ad esempio, la donazione delle opere di Antonio Fontanesi.

    Avondo è considerato uno dei principali esponenti della pittura paesaggistica piemontese dell'Ottocento. I suoi paesaggi, ispirati alla Scuola di Barbizon, si caratterizzano per l'uso della luce e del colore, rappresentando scene della campagna piemontese con una sensibilità romantica. Morì a Torino il 14 dicembre 1910 e fu sepolto nel Cimitero Monumentale della città.



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  • Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
    Clicca per espandere

    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".

    ESTIMATE min € 6000 - max € 7000

    Pietro Barucci Pietro Barucci
    Roma 1845 - 1917
    Olio su tela cm 60x109 firmato in basso a sx P.barucci

    Pietro Barucci nacque a Roma il 20 aprile 1845 e vi morì nel 1917. Allievo di Achille Vertunni, frequentò l'Accademia di San Luca, dove apprese i fondamenti della pittura.
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    La sua formazione fu così influente che molti dei suoi primi lavori furono inizialmente attribuiti al suo maestro. Specializzatosi nella pittura di paesaggi, Barucci si distinse per la sua capacità di ritrarre la campagna romana, con uno stile che rifletteva la vita rurale e la bellezza dei paesaggi naturali che lo circondavano.

    Le sue opere più significative furono realizzate a partire dal 1878, quando espose un paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia per il suo lavoro. Questa esperienza consolidò la sua carriera, e successivamente partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui la celebre esposizione di Chicago nel 1893 e il Salon des Indépendants a Parigi nel 1907, dove presentò opere come "Laguna di Venezia" e "Regione del Polo".



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  • Lotto 36  

    Tra i papaveri

    Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 36  

    Tra i papaveri

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 27x16 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 36  

    Al parco

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 36  

    Al parco

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x8 firmato in basso a dx P. Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 36  

    Neve a Milano

    Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 36  

    Neve a Milano

    Lucio Todeschini Lucio Todeschini
    Milano 1892 - Cortenova ( LC ) 1969
    Olio su tela cm 70x50 firmato in basso a dx L.Todeschini


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  • Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
    Clicca per espandere

    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .

    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Beppe Ciardi Beppe Ciardi
    Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932
    Olio su tavola cm 73x89 firmato in basso a sx Beppe Ciardi

    Pubblicato in bianco e nero su "BEPPE CIARDI Catalogo generale delle opere" a pag.168 - n. catalogo 396.

    Giuseppe "Beppe" Ciardi è stato un pittore italiano di rilievo, noto per le sue opere paesaggistiche che catturano l'essenza della laguna veneta e della campagna trevigiana. Nato a Venezia il 18 marzo 1875, figlio del pittore Guglielmo Ciardi e di Linda Locatelli, Beppe crebbe in un ambiente profondamente influenzato dall'arte.
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    Suo padre, uno dei principali esponenti del paesaggismo realista veneto, e sua madre, figlia del ritrattista Gianfranco Locatelli, gli trasmisero fin da giovane una passione per la pittura. .



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  • Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tavola cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain


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  • Lotto 36  

    L'acquerellista

    E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    L'acquerellista

    E. Tommasi E. Tommasi
    Italia XIX - XX secolo
    L'acquerellista


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  • Lotto 36  

    Barche a Venezia

    Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    Barche a Venezia

    Nello Motta Nello Motta
    Venezia 1901 - 1986
    Barche a Venezia


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  • Lotto 36  

    Piazza San Marco

    Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227
    ESTIMATE min € 12000 - max € 15000

    Lotto 36  

    Piazza San Marco

    Emma Ciardi Emma Ciardi
    Venezia 1879 - Venezia 1933
    Olio su tela cm 37x50 firmato in basso a dx E.Ciardi

    Pubblicato sul catalogo Gallerie Enrico
    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 pag. 227


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  • Lotto 36  

    Giardini pubblici

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 36  

    Giardini pubblici

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 25x40 firmato in basso a dx n


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  • Lotto 36  

    Il granchio

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Il granchio

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx Flumiani


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  • Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Vittorio Antonio Cargnel Vittorio Antonio Cargnel
    Venezia 1872 - Milano 1931
    Olio su tavola cm 15x21 firmato in basso a dx V.Cargnel


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  • Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Rodolfo Paoletti Rodolfo Paoletti
    Venezia 1866 - 1930
    Olio su tavola cm 49x39 firmato in basso a dx R.Paoletti


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  • Lotto 36  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 36  

    Sulla spiaggia

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 32x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione


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  • Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Adolfo Feragutti Adolfo Feragutti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Le caldarroste


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  • Lotto 36  

    All'ombra del Monte

    Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 36  

    All'ombra del Monte

    Felice Giuseppe Vertua Felice Giuseppe Vertua
    1820 - 1862
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a destra F.G. Vertua


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  • Lotto 36  

    Cane da caccia

    Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 36  

    Cane da caccia

    Millo Bortoluzzi Millo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su cartone cm 38x38 firmato in basso a sx Bortoluzzi


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  • Lotto 36  

    In gondola

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 36  

    In gondola

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 19,5x26,5 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18,5x26,5 firmato in basso a sx E.Zago


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  • Lotto 37  

    Paesaggio

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 37  

    Paesaggio

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 35x48 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Achille Jemoli Achille Jemoli
    Lecco 1878 - Milano 1960
    Olio su tela cm 80x80 firmato in basso a sx Achille Jemoli


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  • Lotto 37  

    Via di paese

    Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 37  

    Via di paese

    Sallustio Fornara Sallustio Fornara
    Milano 1852-1922
    Olio su tela cm 62x42 firmato in basso a sx S.Fornara


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  • Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Piero Focardi Piero Focardi
    Settignano (FI) 1889 - Cannes 1945
    Olio su tavola cm 28x46 firmato in basso a dx Piero Focardi


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  • Lotto 37  

    Festa di paese

    Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 37  

    Festa di paese

    Eugenio Bonivento Eugenio Bonivento
    Chioggia 1880-Milano 1956
    Olio su tela cm 50x70 firmato in basso a dx E.Bonivento


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  • Lotto 37  

    Palazzo Ducale

    Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Palazzo Ducale

    Bruno Martini Bruno Martini
    Venezia 1911 - 1979
    Olio su tavola cm 23,5x36 firmato in basso a dx Bruno Martini


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  • Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su tavola cm 56,5x75 firmato in basso a dx A.Lasta


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  • Lotto 37  

    Pastore sull'Oise

    Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Pastore sull'Oise

    Filiberto Minozzi Filiberto Minozzi
    Verona 1877 - Milano 1936
    Olio su cartone cm 18x40 firmato in basso a dx F.Minozzi


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  • Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86
    ESTIMATE min € 6000 - max € 8000

    Vittorio Emanuele Bressanin Vittorio Emanuele Bressanin
    Musile di Piave 1860 - Venezia 1941
    Olio su tela cm 70x54,5 firmato in basso a dx V.Bressanin

    Pubblicato su Venezia in chiaro. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento pag. 86


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  • Lotto 37  

    Interno con figure

    Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure
    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 37  

    Interno con figure

    Pietro Pajetta Pietro Pajetta
    Serravalle (TV) 1845 - Padova 1911
    Interno con figure


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  • Lotto 37  

    Interno con figura

    Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 37  

    Interno con figura

    Francesco Netti Francesco Netti
    Santeramo In Colle (BA) 1832 - Napoli 1894
    Interno con figura


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  • Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Victor Carabain Victor Carabain
    Belgio 1863 - 1942
    Olio su tela cm 60x90 firmato in basso a sx V.Carabain


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
    Clicca per espandere

    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone degli Ezzelini 1945
    Olio su tavola cm 57,5x73,5 firmato in basso a dx TeodoroWolf Ferrari.

    Teodoro Wolf Ferrari nacque a Venezia il 28 giugno 1878, figlio del pittore tedesco August Wolf e della veneziana Emilia Ferrari. Cresciuto in un ambiente familiare permeato dall'arte, sviluppò fin da giovane una profonda passione per la pittura.
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    Nel 1892 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studiò sotto la guida di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi, completando gli studi nel 1895 .

    Nel 1896 si trasferì a Monaco di Baviera, dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle, il movimento Jugendstil e la Secessione Viennese, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica. Durante questo periodo, partecipò a numerose esposizioni in Germania e Austria, consolidando la sua reputazione come pittore paesaggista.

    Nel 1910, Wolf Ferrari presentò una mostra personale a Ca' Pesaro a Venezia, che fu successivamente trasferita a Stoccolma nel 1910 e ad Hannover nel 1912. Nel 1912 fondò l'associazione "L'Aratro", ispirata all'esperienza con il gruppo Die Scholle, impegnata nella realizzazione di opere d'arte applicata, tra cui dipinti, vetrate, oggetti d'arredo, tappezzerie e gioielli .

    Wolf Ferrari partecipò attivamente alla vita artistica veneziana, esponendo alla Biennale di Venezia dal 1912 al 1938 e prendendo parte alle mostre della Secessione Romana nel 1913 e nel 1915. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924, su incarico di Vittorio Emanuele III, si recò in Libia, dove dipinse una serie di 32 opere a soggetto coloniale.

    Negli anni successivi, Wolf Ferrari si dedicò principalmente alla pittura di paesaggi, trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini. Morì il 27 gennaio 1945 e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele in Isola a Venezia.



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  • Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Adolfo Polaroli Adolfo Polaroli
    Codogno 1862 - Milano 1952
    Olio su tela cm 60x100 firmato in basso a dx A.Polaroli


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  • Lotto 37  

    Paesaggio

    Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
    Clicca per espandere

    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Paesaggio

    Pacifico Sidoli Pacifico Sidoli
    Rossoreggio di Bettola (PC) 1868 - Piacenza 1963
    Olio su tavola cm 9x15,5 firmato in basso a dx P.Sidoli

    Pacifico Sidoli nacque nel 1868 a Rossoreggio di Bettola, un piccolo borgo nella provincia di Piacenza, in una famiglia di artisti. I suoi fratelli, Nazzareno e Giuseppe, condividevano con lui la passione per l'arte.
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    Fin da giovane, Pacifico dimostrò un talento distintivo, tanto che i giornali locali lo segnalavano anche per la sua attività di restauratore.

    Per perfezionare la sua formazione artistica, si iscrisse all'Istituto Gazzola di Piacenza, dove fu allievo di Bernardino Pollinari. Giovanissimo, si trasferì a Parigi, dove espose ai Salon accanto a noti artisti come Giovanni Segantini e Gaetano Previati. La sua partecipazione a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Londra e Strasburgo, contribuì a consolidare la sua reputazione come ritrattista e paesaggista.

    Uno dei suoi lavori più rilevanti è l'affresco "Il Cielo", realizzato nel 1913 per il Palazzo delle Poste di Piacenza. Questo grande affresco, che occupa l'intero soffitto a padiglione dell'edificio, presenta un fregio con motivi decorativi in stile liberty, tra cui cicogne stilizzate e motivi floreali che circondano medaglioni figurati e stemmi della città.

    Pacifico Sidoli morì nel 1963 a Piacenza, lasciando un'eredità artistica significativa che riflette il suo impegno nella rappresentazione pittorica e nella valorizzazione del patrimonio culturale.



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  • Lotto 37  

    Dintorni di Firenze

    Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 37  

    Dintorni di Firenze

    Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5 firmato in basso E.Altrui



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  • Lotto 37  

    Golfo di Napoli

    Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
    Clicca per espandere

    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Golfo di Napoli

    Giuseppe Carelli Giuseppe Carelli
    Napoli 1858 - Portici 1921
    Olio su tela cm 25x39 firmato in basso a sx G.Carelli

    Giuseppe Carelli è stato un pittore italiano appartenente a una famiglia di artisti. Educato alla pittura fin da bambino, come il padre Consalvo, il nonno Raffaele e gli zii Gabriele e Achille, fu specializzato in paesaggi.
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    Le sue opere, caratterizzate dal gusto lirico della Scuola di Posillipo, raffigurano scene urbane della Napoli del suo tempo, come il Palazzo Reale, i pescatori nel golfo, il lungomare di Santa Lucia, le falde del Vesuvio e i faraglioni di Capri, molte delle quali sono ora in collezioni private.

    Viaggiò molto in Italia, soprattutto tra la Sicilia e il Lazio, arricchendo il suo stile con influenze di diverse scuole pittoriche. Oltre alle grandi tele a olio, realizzò gouaches, incisioni all'acquaforte e litografie, anch'esse appartenenti a collezioni private. Morì a Portici, dove operarono anche Eduardo Dalbono e G. Mancinelli, esponenti della Scuola di Resina.



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  • Lotto 37  

    Lavandaie al fiume

    Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 37  

    Lavandaie al fiume

    Adolfo Dal Besio Adolfo Dal Besio
    Carmagnola, Torino, 1834 - Torino 1886
    Olio su tavola cm 14x23,5 firmato in basso a dx A.B.



    Adolfo Dalbesio nacque a Torino nel 1857 in una famiglia di artisti: suo padre, Giuseppe Dalbesio, era un musicista e compositore, mentre il nonno Francesco era un ebanista di fama. Dopo aver ricevuto un'eccellente educazione musicale, divenne un abile pianista.
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    Tuttavia, la sua vera passione era la pittura, in particolare la miniatura. Si laureò in ingegneria nel 1882 all'Università di Torino, ma preferì dedicarsi completamente all'arte. Nel 1884 collaborò con l'ingegnere Camillo Riccio all'allestimento delle strutture espositive per l'Esposizione Nazionale di Torino, contribuendo alla realizzazione della sezione d'arte antica, dove espose numerose pergamene miniate che riscossero grande successo.

    Dalbesio fu anche un membro attivo della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniva ogni estate nel Canavese per dipingere en plein air. Questo cenacolo, animato da Carlo Pittara, comprendeva artisti come Federico Pastoris, Giuseppe Monticelli e Casimiro Teja. Dalbesio si distinse per la sua produzione pittorica, che spaziava dai paesaggi agli interni di genere, spesso con scene di vita quotidiana piemontese. Le sue opere erano caratterizzate da una tecnica raffinata e da una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera.

    Nel corso della sua carriera, Dalbesio espose in numerose rassegne, tra cui la Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Tra le sue opere più note vi sono "Bogliasco", acquistata dal re, "Scalea del '600" e "La Madonna di Riva", acquistate dalla duchessa di Genova, e "Fermo in posta", "Lago d'Avigliana" e "Tre muse", acquistate dal principe di Carignano. La sua produzione include anche dipinti come "Musica proibita", "Vandalismo", "Mercato a Pinerolo" e "Preghiera forzata", oggi in collezioni private.
    Dalbesio morì nel 1914 a Orbassano, in provincia di Torino.



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  • Lotto 37  

    Montagne valdostane

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 37  

    Montagne valdostane

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tavola cm 27,5x33,5 firmato in basso a dx I.Mus.


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  • Lotto 37  

    Tempio di Dendur

    Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 37  

    Tempio di Dendur

    Raffaele Mainella Raffaele Mainella
    Benevento 1856 - Venezia 1941
    Acquarello su carta cm 21,5x35 firmato in basso a sx R.Mainella


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  • Lotto 37  

    Tra le pecorelle

    Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
    Clicca per espandere



    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    Tra le pecorelle

    Sergio Budicin Sergio Budicin
    Trieste 1939
    Olio su tavola cm 11,5x16,5 firmato in basso a sx S.Budicin



    Sergio Budicin nacque a Trieste nel 1939 e sin da giovane mostrò una predilezione per il mondo naturale e per gli animali, che sarebbero poi divenuti protagonisti della sua pittura. Pur non emergendo una dettagliata documentazione sul suo percorso formativo, risulta che Budicin abbia affiancato alla propria sensibilità pittorica una continuità operativa che lo ha portato a realizzare numerosi dipinti in cui grande cura è posta nella rappresentazione della fauna, della campagna, del paesaggio e dell’essere umano inserito in ambienti naturali.
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    Il suo linguaggio visivo si fonda su una visione realistico-poetica: animali al pascolo, paesaggi silenziosi, figure immerse nella natura sono raffigurati con attenzione al particolare, ma anche con una luce che invita all’osservazione meditativa. Negli anni la sua opera ha trovato collocazione nel mercato d’arte, dove le sue tele appaiono in cataloghi d’asta, testimonianza di una presenza stabile seppur non eclatante nel panorama artistico.

    Budicin non sembra aver cercato la grande esposizione internazionale o la risonanza delle avanguardie; piuttosto, è rimasto fedele al soggetto – natura e animali – con un approccio che privilegia la serenità dell’osservazione e la qualità pittorica. Le sue opere risultano apprezzate da collezionisti che amano la pittura figurativa d’impegno, ben fatta e coerente nel tempo.



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  • Lotto 37  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
    Clicca per espandere



    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 37  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



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  • Lotto 37  

    Marina a Livorno

    Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
    Clicca per espandere

    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 37  

    Marina a Livorno

    Renuccio Renucci Renuccio Renucci
    Livorno 1880 - 1947
    Olio su tavola cm 54x56.5 firmato in basso a dx R. Renucci

    Renuccio Renucci nacque a Livorno nel 1880 in una famiglia agiata e lontana dalle campagne artistiche, ma sin da ragazzo manifestò una forte attrazione per la pittura. Quando incontrò Ugo Manaresi comprese che la sua strada non sarebbe stata quella del commercio di famiglia e decise di dedicarsi all’arte.
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    Iniziò a dipingere osservando dal vero la realtà del porto, delle barche, della gente che lavorava intorno al mare: quei soggetti divennero subito la sua fonte d’ispirazione principale.

    Nei primi anni il suo stile fluttuava tra suggestioni divisioniste e un senso decorativo elegante. Con il tempo però Renucci maturò una cifra personale: eliminò ogni retorica romantica e adottò uno sguardo più realistico e insieme poetico sulla vita marinara. Le sue marine, i porti di Livorno, le imbarcazioni, i pescatori al lavoro o al rientro dalla pesca notturna divennero i protagonisti di dipinti in cui la luce, l’atmosfera, il colore e il movimento dell’acqua trovano rendizioni di grande sensibilità.

    Quando scoppiò la Prima guerra mondiale si trovò nella Maremma, nel borgo di Bibbona: anche lì continuò a dipingere, tradusse in immagini le sue impressioni sul paesaggio rurale, sulle campagne, sui casolari, sui silenzi della terra. Fu così che la sua tavolozza si arricchì di tonalità più terrose e atmosfere familiari. In quegli anni consolidò il suo legame con il territorio toscano e rafforzò il suo stile, ormai ben riconoscibile.

    Tra le sue opere sono frequenti marine al tramonto, notturni sul mare, scene di porto con vele, reti, luci sull’acqua. Meno spesso si dedicò a nature morte o ad altri soggetti, ma quando lo fece mantenne la stessa attenzione alla luce, alla composizione e ai dettagli realistici. Per molte famiglie e collezionisti toscani le sue tele rappresentarono un ritratto autentico della vita costiera, del lavoro della pesca, della quiete sospesa di Livorno e della Toscana di inizio Novecento.

    Renuccio Renucci morì a Livorno nel 1947.



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  • Lotto 37  

    In montagna

    Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 37  

    In montagna

    Italo Cenni Italo Cenni
    Milano 1874 - Colmegna di Maccagno 1956
    Olio su tela cm 16,5x24,4 firmato in basso a sx I.Cenni


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  • Lotto 37  

    Il broncio

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
    Clicca per espandere

    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 37  

    Il broncio

    Vittorio Gussoni Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati.
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    Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.

    Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.

    Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.

    Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

    Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.

    Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.



    1 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 37  

    Oriente

    Luigi Filocamo
    Alessandria d'Egitto 1906 - Milano 1988
    Olio su tela cm 35x25,5 firmato in alto a dx Luigi Filocamo

    Luigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore.
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    Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi LigureLuigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore. Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi Ligure.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 37  

    Oriente

    Luigi Filocamo Luigi Filocamo
    Alessandria d'Egitto 1906 - Milano 1988
    Olio su tela cm 35x25,5 firmato in alto a dx Luigi Filocamo

    Luigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore.
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    Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi LigureLuigi Filocamo nacque il 8 dicembre 1906 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origini calabresi e trascorse l’adolescenza a Milano, dove si trasferì con la famiglia nel 1915. Nei primi anni della sua vita artistica lavorò come disegnatore ma ben presto la sua passione lo portò a dedicarsi completamente alla pittura, influenzato soprattutto dalla grande arte sacra italiana del Quattrocento, che studiò con grande attenzione per forma e colore. Dopo un breve periodo di frequenza all’Accademia di Belle Arti di Brera, Filocamo iniziò a esporre le sue opere già negli anni Trenta, partecipando alle rassegne più importanti dell’epoca come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e le esposizioni lombarde della Permanente di Milano.

    La sua opera si caratterizzò sin dall’inizio per un profondo legame con i temi religiosi e la pittura sacra: Filocamo dedicò gran parte della sua produzione a pale d’altare, affreschi e vetrate concepiti per luoghi di culto e spazi religiosi, lavorando con intensità e slancio creativo in edifici come la chiesa di Giussano e il Santuario di Santa Rita da Cascia, nella basilica di Sant’Ambrogio e nel Duomo di Milano, nonché nella cappella privata di Paolo VI in Vaticano. Le sue composizioni riescono a fondere un linguaggio figurativo contemporaneo con influenze arcaicizzanti e riferimenti alla pittura quattrocentesca, dando vita a affreschi e dipinti dal forte impatto visivo e spirituale.

    Accanto al fervore religioso, Filocamo dedicò anche attenzione alla pittura da cavalletto e al ritratto, realizzando opere come Concertista (1937), Il racconto del poeta (1940), Donna con mele (1953) e ritratti di benefattori e personalità civiche che esprimono il suo interesse per la figura umana e il carattere dei soggetti rappresentati. In tutte le sue creazioni emerge un uso controllato del colore, una struttura compositiva solida e un gusto che, pur rimanendo fedele ai canoni tradizionali, si confronta con il linguaggio del Novecento.

    Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Filocamo continuò a partecipare a esposizioni d’arte sacra e a personali che consolidarono la sua fama nell’ambito figurativo italiano, portando le sue opere anche nelle collezioni moderne e contemporanee. Il suo impegno decorativo e pittorico attraversò decenni di intensa attività, tra committenze ecclesiastiche, ritratti e dipinti di tema profano, confermando la sua versatilità e la sua capacità di interpretare con un linguaggio personale la tradizione religiosa e figurativa italiana.

    Luigi Filocamo morì il 24 febbraio 1988 a Novi Ligure.



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  • Lotto 37  

    Campo a maggese

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 37  

    Campo a maggese

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 37  

    Le tre vergini 1925

    Federico Sartori
    Milano 1865 - Milano 1938
    Olio su tela cm 72x134 firmato in basso a dx Federico Sartori

    Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.
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    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.

    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 37  

    Le tre vergini 1925

    Federico Sartori Federico Sartori
    Milano 1865 - Milano 1938
    Olio su tela cm 72x134 firmato in basso a dx Federico Sartori

    Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.
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    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.

    Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.

    Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.

    Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.

    Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.

    Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.

    Federico Sartori morì a Milano nel 1938.



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  • Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 69x96,5 firmato in basso a sx M.Calderini

    Marco Calderini è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 22 luglio 1850, da Michelangelo Calderini, corriere delle Regie Poste, e da Virginia Pernaud, di nazionalità francese, Calderini completò gli studi classici e si iscrisse alla facoltà di lettere presso l'università di Torino.
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    Si diplomò inoltre insegnante di lingua francese nel 1867 e di storia e geografia per le scuole secondarie nel 1869. Indirizzato all'arte da alcuni amici, si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, dove dal 1867 al 1873 frequentò le lezioni di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e del romanticista Antonio Fontanesi, ottenendo una medaglia d'oro nel 1872 a conclusione del corso di paesaggio. Viene presto avviato alla riproduzione di soggetti dal vero dallo stesso Fontanesi, che lo accompagna a dipingere nelle campagne torinesi; a conclusione degli studi accademici, Calderini aprì uno studio con l'amico e collega Francesco Mosso.

    Si presentò alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1870, quando esordì con "Le rive del Po a Torino" e "Le statue solitarie", al 1898: nel 1871 "Sul giardino dei ripari" venne venduto al Principe di Savoia Carignano, nel 1873 "Giardino reale" venne acquistato dalla stessa Società Promotrice. All'Esposizione del 1880 presentò nove tele e si aggiudicò il premio della giuria per "Mattino di luglio", l'anno seguente venne premiato con una medaglia in bronzo all'Esposizione Colombiana di Genova. Nel 1883 ripresentò all'Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma "Le statue solitarie", che venne acquistato dal Governo per la neonata Galleria d'Arte Moderna e partecipò alla mostra di Nizza. L'anno successivo fu all'Esposizione Generale Italiana di Torino (nella quale fu membro del comitato di accettazione e allestimento) con diverse opere, fra le quali "Tristezza invernale", acquistata dal Governo e presentata anche all'Italian Exhibition di Earls Court del 1888, anno nel quale partecipò all'Esposizione Internazionale di Barcellona (ripetuta nel 1907, quando si aggiudicò un riconoscimento). La stessa opera venne premiata nel 1893 al Salon de Paris. Nel 1888 venne premiato con una medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Barcellona, nel 1889 fu presidente della sezione di pittura del circolo degli artisti di Torino, consigliere della Società Promotrice di Torino e venne premiato con diploma d'onore e stella d'oro all'Esposizione Internazionale di Colonia. Nel 1891 venne scelto dal ministro Pasquale Villari come membro della Commissione permanente di Belle Arti. Nel 1898 partecipò all'Esposizione di Torino con decine di opere, tra le quali "Piogge di Marzo", "Caduta delle foglie" e "Il giardino del palazzo Principe a Genova".

    Nel contempo, si dedicò con assiduità alla scrittura e alla critica d'arte, collaborando per numerose riviste come "L'Illustrazione Italiana", "La Rassegna nazionale" e la "Gazzetta letteraria di Torino"; nel 1884 pubblicò le "Memorie postume di F. Mosso, pittore", in seguito le monografie dedicate ad artisti contemporanei, come il maestro Antonio Fontanesi (1925), Giovanni Battista Quadrone, Alberto Pasini, lo scultore Vincenzo Vela e Carlo Marochetti (1928). Collaborò alla pubblicazione di tre volumi su Leonardo da Vinci, finanziata dal mecenate russo Fëdor Vasil'evič Sabašnikov, suo grande estimatore che lo volle come compagno per una serie di viaggi in Scozia e Irlanda e operò come consulente di importanti famiglie per l'allestimento delle proprie raccolte d'arte (Collezione Guagno Poma di Biella, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove non a caso è presente una ricca raccolta delle opere del maestro Fontanesi).

    Nel 1902 la Società Promotrice di Torino gli dedicò una mostra personale, l'anno dopo espose a Venezia "Estate di San Martino", presentata anche in due occasioni al Salon di Parigi. Sempre nel 1903 partecipò a Brera con "Sole e nebbie in montagna" (Valle d’Aosta) e "Pascoli abbandonati sotto il ghiacciaio del Ruitor", nel 1906 con "Boschetti in autunno", "Dopo la pioggia in montagna" e "Giornata chiara di novembre. Giardino Reale di Torino", nel 1907 con "Autunno in Val di Susa" e "Villa del 1700", nel 1911 con "Sera di novembre sul Po" e "Strada del Piccolo San Bernardo". Nel 1912 venne insignito del premio principe Umberto per il dipinto "Nell'alto Canavese. Prealpi di Piemonte", l'anno successivo fu all'Esposizione Belle Arti di Roma con "Sera di autunno" acquistata dal Comune di Roma, nel 1914 espose a Brera "Alpi e Morene di Valchiusella", l'anno successivo "Il monte Rosa veduto dalle basi del Gran Paradiso", nel 1918 "In Valtournanche" e "Dopo la pioggia. Lago Maggiore".

    Tra i suoi allievi, il figlio Luigi, nato dal matrimonio con Jeanne Bourgeois (come il primogenito Marco) e Camillo Cabutti.

    Morì a Torino il 26 febbraio 1941.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Marco Calderini Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941
    Olio su tela cm 69x96,5 firmato in basso a sx M.Calderini

    Marco Calderini è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 22 luglio 1850, da Michelangelo Calderini, corriere delle Regie Poste, e da Virginia Pernaud, di nazionalità francese, Calderini completò gli studi classici e si iscrisse alla facoltà di lettere presso l'università di Torino.
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    Si diplomò inoltre insegnante di lingua francese nel 1867 e di storia e geografia per le scuole secondarie nel 1869. Indirizzato all'arte da alcuni amici, si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, dove dal 1867 al 1873 frequentò le lezioni di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e del romanticista Antonio Fontanesi, ottenendo una medaglia d'oro nel 1872 a conclusione del corso di paesaggio. Viene presto avviato alla riproduzione di soggetti dal vero dallo stesso Fontanesi, che lo accompagna a dipingere nelle campagne torinesi; a conclusione degli studi accademici, Calderini aprì uno studio con l'amico e collega Francesco Mosso.

    Si presentò alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1870, quando esordì con "Le rive del Po a Torino" e "Le statue solitarie", al 1898: nel 1871 "Sul giardino dei ripari" venne venduto al Principe di Savoia Carignano, nel 1873 "Giardino reale" venne acquistato dalla stessa Società Promotrice. All'Esposizione del 1880 presentò nove tele e si aggiudicò il premio della giuria per "Mattino di luglio", l'anno seguente venne premiato con una medaglia in bronzo all'Esposizione Colombiana di Genova. Nel 1883 ripresentò all'Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma "Le statue solitarie", che venne acquistato dal Governo per la neonata Galleria d'Arte Moderna e partecipò alla mostra di Nizza. L'anno successivo fu all'Esposizione Generale Italiana di Torino (nella quale fu membro del comitato di accettazione e allestimento) con diverse opere, fra le quali "Tristezza invernale", acquistata dal Governo e presentata anche all'Italian Exhibition di Earls Court del 1888, anno nel quale partecipò all'Esposizione Internazionale di Barcellona (ripetuta nel 1907, quando si aggiudicò un riconoscimento). La stessa opera venne premiata nel 1893 al Salon de Paris. Nel 1888 venne premiato con una medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Barcellona, nel 1889 fu presidente della sezione di pittura del circolo degli artisti di Torino, consigliere della Società Promotrice di Torino e venne premiato con diploma d'onore e stella d'oro all'Esposizione Internazionale di Colonia. Nel 1891 venne scelto dal ministro Pasquale Villari come membro della Commissione permanente di Belle Arti. Nel 1898 partecipò all'Esposizione di Torino con decine di opere, tra le quali "Piogge di Marzo", "Caduta delle foglie" e "Il giardino del palazzo Principe a Genova".

    Nel contempo, si dedicò con assiduità alla scrittura e alla critica d'arte, collaborando per numerose riviste come "L'Illustrazione Italiana", "La Rassegna nazionale" e la "Gazzetta letteraria di Torino"; nel 1884 pubblicò le "Memorie postume di F. Mosso, pittore", in seguito le monografie dedicate ad artisti contemporanei, come il maestro Antonio Fontanesi (1925), Giovanni Battista Quadrone, Alberto Pasini, lo scultore Vincenzo Vela e Carlo Marochetti (1928). Collaborò alla pubblicazione di tre volumi su Leonardo da Vinci, finanziata dal mecenate russo Fëdor Vasil'evič Sabašnikov, suo grande estimatore che lo volle come compagno per una serie di viaggi in Scozia e Irlanda e operò come consulente di importanti famiglie per l'allestimento delle proprie raccolte d'arte (Collezione Guagno Poma di Biella, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove non a caso è presente una ricca raccolta delle opere del maestro Fontanesi).

    Nel 1902 la Società Promotrice di Torino gli dedicò una mostra personale, l'anno dopo espose a Venezia "Estate di San Martino", presentata anche in due occasioni al Salon di Parigi. Sempre nel 1903 partecipò a Brera con "Sole e nebbie in montagna" (Valle d’Aosta) e "Pascoli abbandonati sotto il ghiacciaio del Ruitor", nel 1906 con "Boschetti in autunno", "Dopo la pioggia in montagna" e "Giornata chiara di novembre. Giardino Reale di Torino", nel 1907 con "Autunno in Val di Susa" e "Villa del 1700", nel 1911 con "Sera di novembre sul Po" e "Strada del Piccolo San Bernardo". Nel 1912 venne insignito del premio principe Umberto per il dipinto "Nell'alto Canavese. Prealpi di Piemonte", l'anno successivo fu all'Esposizione Belle Arti di Roma con "Sera di autunno" acquistata dal Comune di Roma, nel 1914 espose a Brera "Alpi e Morene di Valchiusella", l'anno successivo "Il monte Rosa veduto dalle basi del Gran Paradiso", nel 1918 "In Valtournanche" e "Dopo la pioggia. Lago Maggiore".

    Tra i suoi allievi, il figlio Luigi, nato dal matrimonio con Jeanne Bourgeois (come il primogenito Marco) e Camillo Cabutti.

    Morì a Torino il 26 febbraio 1941.



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  • Lotto 38  

    Pascolo soleggiato

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 38  

    Pascolo soleggiato

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



    4 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 38  

    Primavera

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 37,5x47,5 firmato in basso a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 38  

    Primavera

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 37,5x47,5 firmato in basso a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.



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  • Lotto 38  

    Mattina d'inverno

    Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
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    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 38  

    Mattina d'inverno

    Vespasiano Quarenghi Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.
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    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.

    La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.

    Morì a Milano nel 1955.



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  • Lotto 38  

    Canal grande Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Canal grande Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
    Clicca per espandere

    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Giovanni Governato Giovanni Governato
    Saluzzo (CN) 1889 - Genova 1951
    Olio su tavola 30x50 firmato in basso a dx G.Governato

    Giovanni Governato nacque a Saluzzo nel 1889 e da bambino si trasferì con la famiglia a La Spezia. Fin dai primi anni mostrò una propensione naturale per il disegno e per le arti figurative, un interesse che lo portò a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma.
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    Qui studiò figura, decorazione e tecniche plastiche, affinando una preparazione solida che gli sarebbe stata utile nelle successive sperimentazioni.

    Nei primi anni della sua attività si avvicinò al divisionismo, attratto dai giochi di luce e dalla scomposizione cromatica che questo linguaggio permetteva. La fase più innovativa della sua carriera arrivò però dopo la Prima guerra mondiale, quando si orientò verso il Futurismo. In questo periodo collaborò come incisore e xilografo con riviste d’avanguardia, partecipò a rassegne importanti e usò anche lo pseudonimo Cromatico, segno della sua particolare attenzione al potere del colore. Nel 1921 prese parte a un’esposizione parigina dedicata ai pittori futuristi italiani, un momento centrale per la sua affermazione nel panorama artistico del tempo.

    Con il passare degli anni maturò il desiderio di una pittura meno legata alle provocazioni teoriche e più attenta alla realtà visibile. Si trasferì a Genova Nervi e dedicò le sue energie alla rappresentazione del paesaggio ligure. Le sue marine, i borghi di costa, i porti e i sentieri che si affacciano sul mare mostrano una nuova sensibilità, costruita su luce naturale, atmosfere silenziose e colori raccolti. Il suo tratto rimase deciso, ma venne modulato da una visione più meditativa e personale.

    Governato non si limitò alla pittura. Lavorò come incisore, scultore e autore di opere miste, sperimentando vari materiali e tecniche. Realizzò anche decorazioni e interventi plastici in edifici religiosi e civili, segno di un temperamento curioso e aperto a forme artistiche differenti. Partecipò alla vita culturale ligure con coerenza e discrezione, mantenendo un impegno continuo nella ricerca e nella produzione.

    La sua vita attraversò fasi complesse anche sul piano sociale e politico, ma negli ultimi anni scelse una dimensione più raccolta. Continuò a lavorare fino alla fine, mantenendo viva una pittura che univa memoria delle avanguardie e amore per il paesaggio.

    Giovanni Governato morì a Genova nel 1951.



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  • Lotto 38  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Livorno Medicea 1925

    Gino Romiti Gino Romiti
    Livorno 1881 - 1967
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a sx Gino Romiti

    La vita di Gino Romiti, nato a Livorno nel 1881 e scomparso nel 1967, è una storia di determinazione e passione che ha attraversato il mondo dell'arte con notevole impatto. Cresciuto in una famiglia modesta, Romiti si trovò presto ad affrontare le sfide finanziarie, ma non abbandonò mai la sua innata passione per la pittura.
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    A soli sedici anni, riuscì a entrare alla Scuola di Guglielmo Micheli a Livorno, una vera e propria fucina d'arte, dove ebbe l'opportunità di interagire con artisti di spicco come Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori. Questo periodo formativo fu fondamentale per plasmare la sua carriera artistica.

    Sin dall'inizio, Romiti partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Permanente di Milano, la Biennale di Venezia e l'Internazionale di Bruxelles. Nel 1920 fu uno dei fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione artistica che nacque proprio nel suo studio e di cui fu presidente dal 1943 al 1967. Durante questo periodo, le sue opere subirono un'importante influenza dall'esperienza divisionista, concentrandosi su tematiche legate alla sua città natale, come le pinete di Ardenza e i paesaggi marini. Grazie al suo profondo interesse per il mare, creò anche opere singolari che ritraevano il fondo marino.

    Purtroppo, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo portò ad arruolarsi e combattere in Albania, dove realizzò numerosi disegni ispirati al paesaggio e alla vita militare. La sua intensa attività espositiva continuò nel 1922 con la partecipazione alla prima edizione della Primavera Fiorentina. L'ultima sua personale, la quarantacinquesima, si tenne a Siena presso la Galleria "La Balzana" nel 1964, e molte furono le sue retrospettive.

    Gino Romiti era non solo un talentuoso artista ma anche un uomo di profonda spiritualità e religiosità. La sua interpretazione pittorica della vita rifletteva il suo spirito cristiano di accettazione e fede. Le sue opere trasmettevano una luce "vera" che eguagliava la luce di Dio. La natura era la sua fonte d'ispirazione, e in essa trovava purezza, pace e serenità, rappresentando con semplicità ed entusiasmo ogni aspetto cromatico.

    I suoi quadri erano spesso caratterizzati da luminosità e cromatismi intensi. La rappresentazione della luce era centrale in tutte le sue opere, rendendo ogni forma e contenuto dorati e vibranti. Questi giochi di luce e colori si fondevano in una sinfonia che invitava alla riflessione e talvolta alla preghiera. La sua abilità nel catturare la luce in modo magistrale induceva alla meditazione e suggeriva una pausa nell'agitazione umana, incoraggiando le persone a riflettere sulla loro esistenza in rapporto all'Universo. Questo Universo era simbolicamente rappresentato dalla bellezza della natura, vista come l'elemento perfetto e sublime della creazione divina, e Romiti, con umiltà, portava rispetto a questa grandezza. Le opere di Gino Romiti erano veri e propri inno alla vita, una testimonianza della sua profonda connessione con il mondo che lo circondava e con la spiritualità che permeava ogni aspetto della sua arte.



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  • Lotto 38  

    Lungo il canale

    Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Lungo il canale

    Francesco Sartorelli Francesco Sartorelli
    Cornuda TV 1856 - Udine 1939
    Olio su tela cm 70x93 firmato in basso a dx F.Sartorelli

    Francesco Sartorelli nacque il 14 settembre 1856 a Cornuda, in provincia di Treviso, da una famiglia agiata, con un padre notaio ad Asolo. Inizialmente intraprese studi classici e si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Padova, ma nel 1875 abbandonò il percorso accademico per dedicarsi alla musica, iscrivendosi al Conservatorio di Milano per studiare flauto.
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    Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretto a interrompere la sua carriera musicale e tornò a Cornuda, dove si avvicinò alla pittura come autodidatta.
    Nel 1889 si trasferì a Venezia, dove strinse amicizia con l'artista Alessandro Milesi e partecipò per la prima volta a una mostra alla Promotrice di Torino. Da allora, la sua carriera artistica decollò, partecipando alle Esposizioni Internazionali d'Arte di Venezia a partire dal 1895. Nel 1900 ricevette un importante riconoscimento con il Premio Principe Umberto all'Esposizione di Brera e, l’anno successivo, una medaglia d'oro all'VIII Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco.
    Nel 1903, il mercante d'arte Ferruccio Stefani organizzò una mostra personale itinerante che toccò città come Buenos Aires, Montevideo e Valparaíso. Le sue opere furono esposte nuovamente a Buenos Aires nel 1910, in occasione dell'Esposizione Internazionale d'Arte del Centenario, e lo stesso anno, la Biennale di Venezia gli dedicò una sala con ben quarantasei opere. Nel 1924 si trasferì a Milano, dove l'anno successivo allestì una personale alla Galleria Pesaro.
    Nel 1940, a pochi mesi dalla sua morte, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia gli dedicò una retrospettiva curata dal figlio Carlo, anch'egli pittore. Francesco Sartorelli morì l'8 aprile 1939 a Udine, lasciando un'importante eredità nel panorama artistico italiano, caratterizzato dalla sua pittura paesaggistica che ebbe una grande risonanza a livello internazionale.



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  • Lotto 38  

    Autunno in campagne

    Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 38  

    Autunno in campagne

    Silvio Consadori Silvio Consadori
    Brescia 1909 - Burano (VE) 1994
    Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a dx Consadori


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  • Lotto 38  

    Cavalli da tiro

    Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Cavalli da tiro

    Carlo Balestrini Carlo Balestrini
    1868-1923
    Olio su tela cm 30x60 firmato in basso a dx C.Balestrini.


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  • Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
    Clicca per espandere

    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Luigi Bertelli Luigi Bertelli
    San Lazzaro di Savena Bo 1832 - Bologna 1916
    Olio su cartone cm 29x46 firmato in basso a sx L.Bertelli



    Luigi Bertelli nacque il 27 dicembre 1832 a Caselle di San Lazzaro di Savena, un piccolo borgo nei pressi di Bologna, in una famiglia di contadini. Suo padre, Giuseppe, era un fattore e fornaciaio, mentre la madre, Giuseppina Malaguti, morì quando Luigi aveva solo quattro anni.
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    Nonostante le difficoltà economiche, Luigi sviluppò una passione per la pittura, che coltivò come autodidatta.

    Nel 1861 partecipò all'Esposizione italiana di Firenze, dove presentò due paesaggi: "Avanzi di un antico castello" e "Scena di tramonto nella pineta di Ravenna", ottenendo un lusinghiero successo. L'anno successivo, nel 1862, espose alla Promotrice di Firenze due opere: "Casolare rustico in tempo di autunno nei contorni di Bologna" e "Veduta del Battiferro sopra il canale Navile in vicinanza di Bologna sul terminare dell'inverno".

    Nel 1867, grazie all'invito del conte Ercole di Malvasia, Bertelli visitò l'Esposizione Universale di Parigi, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con artisti francesi come Gustave Courbet, Jean-François Millet, Jean-Baptiste Corot e Charles-François Daubigny. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile, avvicinandolo alla pittura en plein air e alla ricerca di una rappresentazione più diretta e veritiera della natura.

    Tornato in Italia, Bertelli si stabilì a Bologna, dove continuò la sua attività artistica, dipingendo principalmente paesaggi della campagna bolognese, in particolare lungo il fiume Savena e sulle colline di Monte Donato. Le sue opere si caratterizzavano per una tecnica solida e una sensibilità particolare nel rappresentare la luce e l'atmosfera, spesso con una pennellata ampia e corposa.

    Nel corso della sua carriera, Bertelli partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra cui quelle di Parma, Torino, Milano, Roma, Firenze e Londra, ottenendo diversi riconoscimenti. Tuttavia, nonostante il successo critico, visse in condizioni economiche difficili, trascurando gli affari personali e dedicandosi completamente alla pittura. Morì a Bologna il 23 gennaio 1916, in povertà.

    Dopo la sua morte, l'opera di Bertelli fu riscoperta e rivalutata. Nel 1920 fu organizzata a Bologna una mostra postuma delle sue pitture, seguita da una retrospettiva nel 1946. Critici come Carlo Carrà e Giorgio Morandi lo considerarono un maestro, riconoscendo in lui una profonda sensibilità e una capacità unica di trasfigurare la realtà attraverso la pittura.



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  • Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
    Clicca per espandere

    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Giuseppe Chiarolanza Giuseppe Chiarolanza
    Miano (NA) 1864 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 23x41 firmato in basso a dx G.Chiarolanza

    Giuseppe Chiarolanza (1864-1920) fu un pittore napoletano la cui opera si caratterizzò per una profonda attenzione alla rappresentazione della natura, in particolare dei paesaggi campani. Allievo di Alfonso Simonetti all'Istituto di Belle Arti di Napoli, esordì con il suo debutto alla Mostra della Società Promotrice di Napoli nel 1880, con l’opera "Bosco di Capodimonte - Studio dal vero".
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    Già da queste prime opere, Chiarolanza dimostrò una notevole abilità nel catturare la luce e i dettagli del paesaggio, segnando un legame profondo con il verismo e la ricerca della verità visiva.
    EPF



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  • Lotto 38  

    Campagna romana

    Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 38  

    Campagna romana

    Ettore Altrui Ettore Altrui
    Firenze attivo tra il 1869 e il 1902
    Olio su cartone cm 17,5x21,5



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  • Lotto 38  

    Paese Ligure

    Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
    Clicca per espandere

    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 38  

    Paese Ligure

    Pasquale D. Cambiaso Pasquale D. Cambiaso
    Genova 1811 - 1894
    Olio su cartone cm 12x8 firmato in basso a dx Cambiaso

    Domenico Pasquale Cambiaso, nato a Genova il 5 febbraio 1811 e ivi scomparso il 1º marzo 1894, è stato un eminente pittore e incisore italiano, celebre per le sue vedute paesaggistiche e architettoniche.

    Figlio di Bartolomeo e Maddalena, entrambi appartenenti alla nobile famiglia dei Cambiaso, Domenico intraprese la sua formazione artistica presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
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    Successivamente, si trasferì a Parma per perfezionarsi sotto la guida del pittore e scenografo Giuseppe Boccaccio. Un ulteriore periodo a Napoli gli permise di entrare in contatto con la Scuola di Posillipo, arricchendo la sua visione artistica con influenze più moderne.

    Rientrato a Genova, Cambiaso si dedicò principalmente alla pittura di vedute, immortalando con maestria scorci della città e della Riviera ligure. Le sue opere offrono una testimonianza visiva di luoghi che, a causa dei cambiamenti urbanistici, sono oggi irriconoscibili. La sua abilità nel catturare dettagli architettonici e paesaggistici gli valse l'elezione a accademico di merito presso l'Accademia Ligustica nel 1834, a soli 23 anni. Nel 1847 assunse l'incarico di professore aggiunto nella stessa istituzione, per poi diventare docente di disegno presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova.

    Tra il 1860 e il 1862, intraprese un viaggio lungo le coste liguri con l'armatore Giuseppe Bertollo, documentando l'escursione con oltre cento disegni, acquerelli e incisioni. Le sue opere sono state esposte per quasi quattro decenni alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Genova. Oltre al valore artistico, le sue vedute offrono un'importante documentazione storica e sociale del territorio ligure prima delle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo.

    Padre di due figlie, Laura ed Elisa, entrambe influenzate nella scelta artistica dal padre, Cambiaso ha anche formato allievi di rilievo come Tammar Luxoro, Giovanni Battista Molinelli e Teresa Doria. La critica dell'epoca lo celebrava come un "gran genio nell'arte del paesaggio", riconoscendo il suo talento sia in patria che all'estero. La sua arte si distingue per la solida maestria del disegno, l'acutezza dell'osservazione e un virtuosismo esecutivo che continua a affascinare studiosi e appassionati.

    La sua scomparsa nel 1894 segna la fine di un'epoca, ma le sue opere continuano a essere testimoni di un passato ricco di storia e bellezza, offrendo uno sguardo privilegiato sulla Liguria di un tempo.



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  • Lotto 38  

    Neve a Milano

    Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo
    ESTIMATE min € 800 - max € 900

    Lotto 38  

    Neve a Milano

    Giovanni Colombo Giovanni Colombo
    Busnago (MB) 1908 - Gaggiano (MI) 1972
    Olio su tavola cm 34,5x75 firmato in basso a sx Colombo


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  • Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.

    ESTIMATE min € 4500 - max € 5000

    Horace Fisher Horace Fisher
    1861-1928
    Olio su tela cm 103,5x64 firmato in basso a dx Horace Fisher.



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  • Lotto 38  

    Natura morta

    Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 38  

    Natura morta

    Luigi Mantovani Luigi Mantovani
    Milano 1880-1957
    Olio su tavola cm 60x95 firmato in basso a dx L.Mantovani


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  • Lotto 38  

    La Pastorella

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 38  

    La Pastorella

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    La Pastorella


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  • Lotto 38  

    San Vidal Venezia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 38  

    San Vidal Venezia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    San Vidal Venezia


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  • Lotto 38  

    Il mercato dei fiori

    Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena
    ESTIMATE min € 7000 - max € 8000

    Lotto 38  

    Il mercato dei fiori

    Luigi Serena Luigi Serena
    Montebelluna (TV) 1855 - Treviso 1911
    Olio su cartone cm 58x65 firmato in basso a sx L.Serena


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  • Lotto 38  

    Parco a Parigi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 38  

    Parco a Parigi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 20x35 firmato in basso a sx P.Scoppetta


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  • Lotto 38  

    (difetti)

    Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 38  

    (difetti)

    Giuseppe Pogna Giuseppe Pogna
    Trieste 1845-1907
    Regata a Trieste


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  • Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 30x24,5 firmato in basso a sx O.Campagnari


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  • Lotto 38  

    1924

    Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile
    ESTIMATE min € 900 - max € 1000

    Lotto 38  

    1924

    Lazzaro Pasini Lazzaro Pasini
    Reggio nell'Emilia 1861 - Milano 1949
    Pomeriggio primaverile


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  • Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Amleto Montevecchi Amleto Montevecchi
    Imola (BO) 1878 - Lugo - (RA) 1964
    Olio su tavola cm 48x68 firmato in basso a sx Amleto Montevecchi


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  • Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Anselmo Bucci Anselmo Bucci
    Fossombrone - 1887 - Monza 1955
    Olio su cartone cm 29,5x39 firmato in basso a dx Bucci


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  • Lotto 38  

    Larzey (Courmayeur)

    Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 38  

    Larzey (Courmayeur)

    Carlo Coppo Carlo Coppo
    Vercelli 1911 - Novara 1998
    Olio su tela cm 40x30 firmato in basso a dx Coppo


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  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi
    ESTIMATE min € 800 - max € 900

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Olio su tavola cm 35x50 firmato in basso a dx A.Nussi


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  • Lotto 38  

    Veduta lacustre

    Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 38  

    Veduta lacustre

    Casimiro Ottone Casimiro Ottone
    Vigevano PV 1856 - 1942
    Olio su tavola cm 24x31 firmato in basso a dx C8 .


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  • Lotto 39  

    Paesaggio

    Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 39  

    Paesaggio

    Anacleto Moiraghi Anacleto Moiraghi
    Binasco 1880-1943
    Olio su tavola cm 15,5x63 firmato in basso a sx A.Moiraghi


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  • Lotto 39  

    Il Tamigi a Londra

    Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 39  

    Il Tamigi a Londra

    Adriano Spilimbergo Adriano Spilimbergo
    Buenos Aires 1908 - Spilimbergo 1975
    Olio su tela cm 50x60 firmato in basso a sx A.Spilimbergo


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  • Lotto 39  

    Macugnaga

    Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 39  

    Macugnaga

    Luigi Roncaglia Luigi Roncaglia
    Novara 1915-1978
    Olio su tavola cm 23x45,5 firmato in alto a dx L.Roncaglia


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  • Lotto 39  

    Ardenza Baracchina

    Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali
    ESTIMATE min € 4500 - max € 5000

    Lotto 39  

    Ardenza Baracchina

    Renato Natali Renato Natali
    Livorno 1883 - 1979
    Olio su tavola cm 32,5x55 firmato in basso a dx R.Natali


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  • Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Ferruccio Rontini Ferruccio Rontini
    Firenze 1893 - Livorno 1964
    Olio su tavola cm 44,5x54 firmato in basso a sx F.Rontini


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  • Lotto 39  

    1922

    Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 39  

    1922

    Antonio Piatti Antonio Piatti
    Viggiu (VA) 1875 - 1962
    Giovane Contadinella


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  • Lotto 39  

    Vita di campagna

    Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 39  

    Vita di campagna

    Mario Fenocchio Mario Fenocchio
    XIX secolo
    Olio su cartone cm 8x14 firmato in basso a sinistra M.Fenocchio


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  • Lotto 39  

    Venezia

    Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 39  

    Venezia

    Carlo Ostrogovich Carlo Ostrogovich
    Veglia 1884 - Milano 1962
    Olio su tavola cm 58x84 firmato in basso a dx C.Ostrogovich


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  • Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta


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  • Lotto 39  

    Nubi sulla Laguna

    Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 39  

    Nubi sulla Laguna

    Camillo Bortoluzzi Camillo Bortoluzzi
    Treviso 1868 - Dolo 1933
    Olio su tavola cm 50x50 firmato in basso a dx C.Bortoluzzi


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  • Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Teodoro Wolf Ferrari Teodoro Wolf Ferrari
    Venezia 1878 - San Zenone (TV) 1945
    San Zenone degli Ezzelini


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  • Lotto 39  

    Amalfi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Lotto 39  

    Amalfi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Amalfi


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  • Lotto 39  

    Natura morta

    Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 39  

    Natura morta

    Arnaldo Carpanetti Arnaldo Carpanetti
    Ancona 1898 - Milano 1969
    Olio su tavola cm 80x50 firmato in basso a dx A.Carpanetti


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  • Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.

    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Giuseppe Palizzi Giuseppe Palizzi
    Lanciano (CH) 1812 - Parigi 1888
    Olio su tavola cm 40x32 firmato in basso a sx G.Palizzi.

    Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo.
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    La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise. Giuseppe Palizzi nacque a Lanciano (Chieti) il 19 marzo 1812, figlio di Antonio, avvocato e insegnante di lettere e filosofia, e di Doralice Del Greco, donna colta e particolarmente dedita alla musica. Secondogenito di una famiglia numerosa, fu parte di una dinastia di artisti che includeva i suoi fratelli Filippo, Nicola e Francesco Paolo, anch'essi pittori di rilievo. La città di Lanciano conserva ancora la sua casa natale, situata nel quartiere Borgo, in via dei Tribunali .

    Nel 1835, Palizzi si trasferì a Napoli per iscriversi all'Accademia di Belle Arti, dove studiò con Anton Sminck van Pitloo e successivamente con Gabriele Smargiassi. Entrò in contatto con i pittori della Scuola di Posillipo e partecipò alle mostre biennali Borboniche, presentando paesaggi storici. Tuttavia, i difficili rapporti con il mondo accademico lo portarono a lasciare l'Italia nel 1844 .

    Si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con i membri della Scuola di Barbizon e divenne uno dei primi artisti italiani a dipingere nella foresta di Fontainebleau. Espose regolarmente ai Salons parigini e partecipò all'Esposizione Universale del 1855. Nel 1859 fu insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e nel 1862 ricevette la Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro .

    Palizzi si stabilì nel villaggio di Bourron-Marlotte, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove acquisì un atelier per il fratello Filippo a Grez-sur-Loing. Con l'approvazione dell'amministrazione forestale, costruì un altro atelier nella foresta, vicino alla Gorge aux Loups, che spesso condivideva con i suoi fratelli. La sua pittura, inizialmente romantica, evolvette verso scene realistiche di contadini e animali, influenzata da eventi personali e storici, come la morte del fratello Nicola e la guerra franco-prussiana .

    Palizzi morì a Parigi il 1º gennaio 1888 e fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.



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  • Lotto 39  

    Neve alta

    Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 39  

    Neve alta

    Alfonso Corradi Alfonso Corradi
    Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
    Olio su cartone cm 33,5x39,5 firmato in basso a sx A.Corradi


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  • Lotto 39  

    Il carretto rosso

    Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.








    ESTIMATE min € 300 - max € 400

    Lotto 39  

    Il carretto rosso

    Anonimo firmato G.M. Anonimo Firmato G.M.
    Artista del XIX-XX secolo
    Olio su tavola cm 8x12,5 firmato in basso a sx G.M.










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  • Lotto 39  

    In canonica

    Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 39  

    In canonica

    Artista Toscano XIX - XX Artista Toscano XIX - XX
    Toscana XIX - XX
    Olio su tela cm 24x30 firmato in basso a dx



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  • Lotto 39  

    Nella stalla

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
    Clicca per espandere

    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 39  

    Nella stalla

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Olio su tela cm 60x98 firmato in basso a sx T.Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Tilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.



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  • Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
    Clicca per espandere

    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Pietro Scanabissi Pietro Scanabissi
    Bologna 1887- Milano 1977
    Olio su tavola cm 16,5x28 firmato in basso a sx P.Scanabissi



    Pietro Scanabissi nacque a Bologna nel 1887 e si spense a Milano nel 1977. La sua formazione artistica si sviluppò in un periodo storico in cui l'Italia stava attraversando significativi cambiamenti culturali e sociali.
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    Pur essendo attivo nel panorama artistico italiano del XX secolo, le informazioni dettagliate sulla sua vita e carriera sono limitate.

    Nel 1933, Scanabissi partecipò alla IV° Mostra d'Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti di Lombardia, tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano, esponendo un'opera intitolata "Ritratto". Questa partecipazione evidenzia il suo impegno nel contesto artistico ufficiale dell'epoca.

    Le sue opere, prevalentemente paesaggistiche, sono caratterizzate da una tecnica pittorica raffinata e da una particolare attenzione ai dettagli architettonici e naturalistici. Un esempio significativo del suo stile è l'olio su tavola raffigurante la basilica di San Vittore a Verbania, datato alla prima metà del Novecento. Questo dipinto, incorniciato in una cornice dorata, rappresenta un chiaro esempio della sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi.

    Oltre alla sua attività pittorica, Scanabissi fu anche un collezionista d'arte e un appassionato sostenitore di altri artisti. Ad esempio, fu amico e primo sponsor del pittore Pietro Piccoli, per il quale realizzò sei pannelli raffiguranti scene di mare, utilizzati come scenografia per un punto vendita di San Benedetto del Tronto.



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  • Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Hermann Handl Hermann Handl
    1891 - 1964
    Olio su tela cm 101x87 firmato in basso a sx Hermann Handl.


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  • Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Romualdo Locatelli Romualdo Locatelli
    Bergamo 1905 - Manila 1943
    Olio su cartone cm 72x54 firmato in basso a sx R.Locatelli


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  • Lotto 39  

    Primavera 1922

    Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
    Clicca per espandere

    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 39  

    Primavera 1922

    Clifford Holmead Phillips Clifford Holmead Phillips
    Pennsylvania 1889 - Brussels 1975
    Olio su cartone cm 30x41 firmato in basso a dx C.Phillips



    Clifford Holmead Phillips nacque nel 1889 a Shippensburg, in Pennsylvania, in una famiglia benestante. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per l’arte e un atteggiamento critico verso la società industriale che si stava affermando negli Stati Uniti di fine Ottocento.
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    Dopo aver completato gli studi, intraprese numerosi viaggi in Europa, dove visitò musei e gallerie, studiando da autodidatta i grandi maestri della pittura moderna e antica. Rifiutò sempre una formazione accademica tradizionale, preferendo formarsi attraverso l’osservazione diretta e la ricerca personale.

    Negli anni Venti soggiornò a lungo in Europa – tra Bruxelles, Parigi e Berlino – venendo in contatto con le correnti artistiche più vive del tempo. L’incontro con l’espressionismo, il fauvismo e la pittura francese di fine secolo lo spinse a elaborare un linguaggio personale, fatto di colore denso, materia corposa e linee decise. La sua pittura si distinse per una forza espressiva immediata e per un senso profondo dell’umanità dei soggetti, che fossero paesaggi urbani, ritratti o interni.

    Nel 1927 tenne la sua prima mostra personale a Parigi, ottenendo l’attenzione della critica e aprendo la strada a un lungo periodo di attività tra Europa e Stati Uniti. Negli anni successivi si stabilì in Belgio, pur continuando a viaggiare, e qui maturò la fase più intensa della sua produzione. I suoi dipinti di questo periodo, spesso centrati su figure umane isolate o su paesaggi metropolitani attraversati da una luce inquieta, esprimono una visione drammatica ma poetica della condizione moderna.

    Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua pittura divenne ancora più libera e sintetica. Dopo un grave ictus, riprese a dipingere con energia sorprendente, sviluppando una tecnica che definì “shorthand painting”: una pittura rapida, essenziale, capace di cogliere in pochi tratti l’essenza del soggetto. In questi lavori, la materia pittorica diventa linguaggio puro, strumento per trasmettere emozione più che forma.

    Clifford Holmead Phillips morì nel 1975 a Bruxelles, dopo una vita interamente dedicata all’arte.



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  • Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
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    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Giovanni March Giovanni March
    Tunisi 1894 - Livorno 1974
    Olio su tavola cm 33x51 firmato in basso a sx G.March

    Giovanni March nacque a Tunisi nel 1894 da una famiglia livornese che pochi anni più tardi rientrò in Italia dopo la morte del padre. Crebbe quindi a Livorno in un ambiente modesto che lo costrinse giovanissimo a lavorare come imbianchino e decoratore.
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    In quegli anni iniziò a dipingere da autodidatta, attirato dalla luce e dai paesaggi delle colline toscane. Frequentò gli artisti attivi a Campolecciano, in particolare Ludovico Tommasi, che ne riconobbe il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi.

    Negli anni successivi March si avvicinò alla tradizione post macchiaiola, guardando a figure come Mario Puccini e Plinio Nomellini. Pur partendo da questo solido riferimento locale, cercò presto un linguaggio più personale fondato su una pennellata libera e su una tavolozza luminosa. La sua prima importante affermazione fu la mostra personale del 1921 alla Galleria Gonnelli di Firenze, evento che gli aprì le porte della critica e dell’ambiente artistico nazionale.

    Tra gli anni venti e i primi anni trenta March soggiornò spesso in Francia, soprattutto a Nizza e a Parigi. Qui venne a contatto con atmosfere europee più aperte e con una pittura vicina al post impressionismo, esperienza che affinò ulteriormente il suo uso della luce e il suo modo di sintetizzare la forma. Tornato in Italia, visse tra Roma, Firenze e Livorno, città nelle quali continuò a esporre e a sviluppare la propria ricerca pittorica. Fu anche membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

    La parte più matura della sua produzione ruota attorno al paesaggio toscano, ai porti, ai litorali e alle vedute costiere. In questi dipinti March raggiunse la sua voce più riconoscibile, fatta di equilibrio tonale, luminosità chiara e una pacata intensità emotiva. Negli anni più tardi si dedicò anche alla natura morta, trattata con la stessa attenzione per la luce e per la costruzione armoniosa della scena.

    Giovanni March morì a Livorno nel 1974.



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  • Lotto 39  

    Canale Chioggiotto

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
    Clicca per espandere

    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.

    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 39  

    Canale Chioggiotto

    Attilio Achille Bozzato Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954
    Olio su tavola cm 50x34 firmato in basso a dx a.Bozzato

    Attilio Achille Bozzato nacque a Chioggia nel 1886, in un ambiente profondamente legato alla laguna e alla vita marina. Fin da giovane mostrò sensibilità per il colore e per la luce riflessa sull’acqua, elemento che divenne un tratto distintivo della sua arte.
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    La città, con le sue calli, i suoi canali e la quotidianità dei pescatori, fu la sua prima scuola e il suo principale repertorio di immagini.

    La pittura di Bozzato si affermò soprattutto attraverso paesaggi lagunari, marine e scorci di Chioggia. Le sue opere raffigurano barche ormeggiate, fondali luminosi, cieli che si specchiano nell’acqua e figure colte nella semplicità della vita quotidiana. La sua tecnica, generalmente legata all’olio su tela o su tavola, si distingue per una pennellata morbida e controllata, capace di restituire l’atmosfera dei luoghi con una chiarezza immediata. Le sue scene ricche di luce, spesso ambientate all’alba o al tramonto, evocano la calma e il ritmo lento della vita lungo la laguna.

    Accanto alle vedute marittime dipinse anche figure, scene intime di interni, donne ritratte in momenti di quiete, giovani colti nell’armonia del gesto, piccoli frammenti di vita popolare che rivelano un interesse sincero per la dimensione umana. Anche in questi soggetti emerge la stessa attenzione per il colore e per la luce che caratterizza i suoi paesaggi.

    Nel corso della sua attività Bozzato lavorò con costanza, lasciando un corpus di opere che conservano la memoria di una Chioggia viva, operosa e autentica. La sua pittura non cercò mai effetti grandiosi, ma puntò alla poesia del quotidiano e alla verità dei luoghi, affidandosi al potere evocativo della luce e ai riflessi che animano la superficie dell’acqua.

    Attilio Achille Bozzato morì a Cremona nel 1954.



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  • Lotto 39  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 39  

    Gondole a Venezia

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Lotto 39  

    All'imbrunire

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
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    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.

    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 39  

    All'imbrunire

    Giuseppe Buscaglione Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.
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    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.

    La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.

    Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.

    Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.



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  • Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 47,5x37,5 firmato in basso a sx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
    Clicca per espandere



    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 39  

    Ritratto di fanciulla

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su tavola cm 47,5x37,5 firmato in basso a sx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.



    3 pre-auction offers Dettaglio
  • Lotto 39  

    Pascolo

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 39  

    Pascolo

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a sx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 39  

    L'amore di una madre

    Ottavio Steffenini
    Cuneo 1889 - Milano 1971
    Olio su tela cm 83x73 firmato in basso a sx Steffenini

    Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.
    Clicca per espandere



    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.

    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 39  

    L'amore di una madre

    Ottavio Steffenini Ottavio Steffenini
    Cuneo 1889 - Milano 1971
    Olio su tela cm 83x73 firmato in basso a sx Steffenini

    Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.
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    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.

    Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.

    Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.

    Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.

    In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.

    La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.

    Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971.



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  • Lotto 40  

    La piccola gressonara

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 35x35 firmato in basso a dx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
    Clicca per espandere



    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Lotto 40  

    La piccola gressonara

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su tavola cm 35x35 firmato in basso a dx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



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  • Lotto 40  

    Nevicata

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 40  

    Nevicata

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 40  

    Natura morta

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 35,5x43,5 firmato in alto a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
    Clicca per espandere



    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 40  

    Natura morta

    Giovanni Melarangelo Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978
    Olio su cartone cm 35,5x43,5 firmato in alto a dx Melarangelo

    Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.
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    Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.

    Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.

    Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.



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  • Lotto 40  

    Paesaggio Alpino

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
    Clicca per espandere



    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 40  

    Paesaggio Alpino

    Ottorino Campagnari Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.
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    La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.

    Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.

    È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.

    Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.



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  • Lotto 40  

    Canale Veneziano

    Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 40  

    Canale Veneziano

    Erma Zago Erma Zago
    Bovolone VR 1880 - Milano 1942
    Olio su tavola cm 18x25 firmato in basso a dx E.Zago


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  • Lotto 40  

    Giardino fiorito

    Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
    Clicca per espandere

    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    Giardino fiorito

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forlì 1857 - Menaggio 1945
    Olio su tavola cm 23x24 firmato in basso a sx L.Barzanti

    Licinio Barzanti nacque a Forlì il 29 ottobre 1857 e morì a Menaggio il 17 gennaio 1945. Cresciuto in un ambiente che favoriva la formazione artistica, si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, sebbene gran parte del suo sviluppo artistico fosse autodidatta.
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    Fu principalmente attratto dalla pittura dal vero e dal ritratto, ma trovò la sua vera espressione nelle composizioni floreali e nei paesaggi, che divennero il suo principale campo di indagine.

    Il suo stile si distingue per la fusione di tradizione classica e tendenze veriste, unendo un realismo attento ai dettagli a una sensibilità per le luci e i colori. Le sue opere erano caratterizzate da una delicata armonia cromatica e atmosfere che spesso richiamano una visione romantica della natura. Barzanti partecipò a numerose mostre in Italia e all'estero, guadagnandosi consensi anche in Russia, dove le sue opere furono particolarmente apprezzate.

    Nel corso della sua carriera, Barzanti ebbe modo di esporre in importanti gallerie, e nel 1931 organizzò una mostra personale presso la Galleria Micheli di Milano. Nonostante il successo ottenuto durante la sua vita, fu solo successivamente, in occasione di una retrospettiva dedicata a lui nel 2014 a Forlì, che venne riconosciuto pienamente il valore del suo contributo alla pittura.



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    I capricci 1930

    Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    I capricci 1930

    Carlo Domenici Carlo Domenici
    Livorno 1897 - Portoferraio (LI) 1981
    Olio su tavola cm 41x53 firmato in basso a dx C.Domenici

    Carlo Domenici nacque a Livorno il 18 marzo 1897, in una famiglia modesta ma culturalmente vivace: il padre Cesare era marmista e suonava nella Filarmonica cittadina, mentre la madre, Matilde, proveniva da una famiglia di artigiani. Fin da giovane, Domenici mostrò un talento naturale per il disegno, che fu incoraggiato dal poeta e giornalista Giosuè Borsi, amico di famiglia, il quale lo spinse a intraprendere un percorso artistico.
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    A tredici anni, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno, acquaforte e litografia, avvicinandosi allo stile dei macchiaioli.

    Nel 1913, a soli sedici anni, Domenici realizzò il suo primo dipinto, "Figura di Bambina", e lo espose alla Mostra della Secessione presso la Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1917, il celebre compositore Pietro Mascagni acquistò una sua opera intitolata "Venezia Livornese", riconoscendo il talento del giovane pittore. Nello stesso anno, Domenici si sposò con Bianca.

    Nel 1920, fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi che si riunivano al Caffè Bardi, condividendo l'amore per la pittura en plein air e per i paesaggi toscani. Domenici partecipò attivamente alle esposizioni del gruppo e, nel 1979, alla morte di Renato Natali, ne divenne presidente, mantenendo la carica fino alla sua scomparsa.
    La sua produzione artistica si concentrò principalmente su paesaggi e scene di vita rurale, con particolare attenzione alla Maremma, all'Isola d'Elba e alle marine toscane. Le sue opere, spesso realizzate su piccole tavolette, si distinguono per l'uso di colori caldi e per la capacità di cogliere la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Tra i soggetti preferiti vi erano contadini al lavoro, buoi al pascolo e vedute di borghi e porti.

    Domenici espose le sue opere in numerose mostre, sia in Italia che all'estero, tra cui la Quadriennale d'Arte di Roma nel 1924, l'Esposizione dell'America del Sud nel 1926, la Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, l'Internazionale di Tokyo e una personale a Manila. Nel 1950, partecipò alla Mostra di Cinquant'anni di Pittura Toscana a Firenze e, nel 1957, all'Esposizione Nazionale al Maschio Angioino.

    Nel 1946, fondò il Gruppo Artisti Elbani e istituì il Premio Llewelyn Lloyd a Portoferraio, in memoria del pittore che visse e lavorò sull'Isola d'Elba. Domenici si interessò anche alla politica locale, ricoprendo la carica di consigliere comunale a Portoferraio. Dopo la morte della prima moglie, si unì a Plava Cioni, con la quale ebbe un figlio, Claudio, che seguì le orme paterne diventando pittore con il nome d'arte Claudio da Firenze.

    Carlo Domenici morì a Portoferraio nel 1981.



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  • Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    ESTIMATE min € 1500 - max € 1800

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Olio su tela cm 42x32,5 firmato in basso a sx Agostini

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​



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  • Lotto 40  

    Ritratto 1932

    Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus
    ESTIMATE min € 1400 - max € 1500

    Lotto 40  

    Ritratto 1932

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Olio su tela cm 50x40 firmato in basso a sx I.Mus


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  • Lotto 40  

    Temporale imminente

    August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 40  

    Temporale imminente

    August Von Rentzell August Von Rentzell
    Germania 1810-1891
    Olio su tela cm 61x73 firmato in basso a dx AugustVon Rentzell 1842.


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  • Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
    Clicca per espandere

    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Guerrino Guardabassi Guerrino Guardabassi
    Roma 1841 - 1893
    Olio su tela cm 30x19 firmato in basso a sx G.Guardabassi



    Guerrino Guardabassi nacque a Roma nel 1841, figlio di una famiglia che gli permise di accedere agli studi artistici. All'età di circa vent'anni, si iscrisse all'Accademia di San Luca, dove affinò le sue doti artistiche sotto la guida di maestri dell'epoca.
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    La sua formazione accademica gli consentì di sviluppare uno stile pittorico caratterizzato da una tecnica raffinata e da una spiccata attenzione ai dettagli, elementi che avrebbero contraddistinto la sua produzione artistica.

    Nel corso della sua carriera, Guardabassi si dedicò principalmente alla pittura di figure, scene di genere e ritratti, utilizzando sia l'olio su tela che l'acquerello. Le sue opere spesso ritraevano momenti di vita quotidiana, con particolare attenzione alla rappresentazione di personaggi e ambienti della Roma dell'epoca. Un esempio significativo di questa sua produzione è il dipinto "Ultimi momenti di Beatrice Cenci", una scena storica che evidenzia la sua capacità di narrare eventi attraverso l'arte.

    Guardabassi espose le sue opere in diverse mostre, tra cui quelle nazionali di Torino e Parigi, ottenendo riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni. Questa visibilità gli permise di acquisire una certa notorietà nel panorama artistico dell'epoca. La sua attività espositiva si estese anche a livello internazionale, con alcune sue opere presenti in collezioni pubbliche e private all'estero.

    Oltre alla sua attività pittorica, Guardabassi fu anche coinvolto in iniziative culturali e artistiche, contribuendo alla promozione dell'arte italiana nel contesto europeo. La sua carriera si sviluppò in un periodo di grande fermento artistico, caratterizzato da un rinnovato interesse per le tradizioni e la cultura italiana.

    Guerrino Guardabassi morì nel 1893.



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  • Lotto 40  

    Napoli 1921

    Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
    Clicca per espandere



    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.

    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 40  

    Napoli 1921

    Francesco Paolo Diodati Francesco Paolo Diodati
    Campobasso 1864 - Napoli 1940
    Passeggiata lungo il viale a Napoli

    Francesco Paolo Diodati, pittore italiano del XVIII secolo, nacque a Napoli nel 1713 e divenne una figura di spicco nel panorama artistico dell'epoca. Formatosi inizialmente nell’ambito della tradizione pittorica napoletana, Diodati si distinse per la sua capacità di fondere il gusto barocco con una sensibilità più moderna e innovativa, che lo portò ad esplorare diversi ambiti, dal paesaggio alla pittura di genere.
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    La sua formazione avvenne all'interno della scuola napoletana, sotto l'influenza di maestri come Giuseppe Bonito, ma Diodati sviluppò presto un proprio linguaggio, caratterizzato da una luce vivace e da una pittura ricca di dettagli. La sua arte si concentrò principalmente sul ritratto e sul paesaggio, dove seppe restituire con estrema raffinatezza le atmosfere e le luci naturali, raggiungendo una particolare notorietà per la sua abilità nel rappresentare i paesaggi mediterranei e le vedute urbane.

    Diodati fu un pittore molto richiesto e la sua carriera lo portò a realizzare numerosi lavori per nobili famiglie napoletane e per chiese, dove lasciò un segno profondo grazie alla sua maestria. Le sue opere si caratterizzano per una composizione equilibrata e per l'uso sapiente dei colori, che lo collocano tra i più apprezzati pittori della sua generazione.

    Il pittore partecipò a diverse esposizioni pubbliche e la sua arte ebbe una notevole influenza su molti giovani artisti dell'epoca. Sebbene non goda oggi di una fama immediata come alcuni dei suoi contemporanei, il suo contributo alla pittura del Settecento napoletano rimane significativo. La sua morte, avvenuta nel 1780, segnò la fine di una carriera ricca di successi, ma le sue opere continuano ad essere apprezzate per l’eleganza e la luminosità che le contraddistinguono.



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  • Lotto 40  

    Meditazione

    Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
    Clicca per espandere

    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 40  

    Meditazione

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 24,5x14 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.



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  • Lotto 40  

    Marina livornese

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 40  

    Marina livornese

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tela cm 8x24 firmato in basso a dx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 40  

    Neve lungo il fiume

    Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 40  

    Neve lungo il fiume

    Giuseppe Casciaro Giuseppe Casciaro
    Ortelle 1863 - Napoli 1941
    Olio su cartone cm 40x50 firmato in basso a sx Casciaro


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  • Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - 1898
    Olio su tavola cm 37x58,5 firmato in basso a dx Agostini.

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo. ​



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  • Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1800

    Felice Vellan Felice Vellan
    Torino 1889-1976
    Olio su tavola cm 49x59 firmato in basso a sx Felice Vellan


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  • Lotto 40  

    Dintorni di Positano

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 40  

    Dintorni di Positano

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Dintorni di Positano


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  • Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri
    ESTIMATE min € 8000 - max € 9000

    Luigi Nono Luigi Nono
    Fusina (VE) 1850 - Venezia 1918
    Pensieri


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  • Lotto 40  

    La statuina bianca

    Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 40  

    La statuina bianca

    Mariano Pajetta Mariano Pajetta
    Vittorio Veneto (TV) 1851 - Verona 1923
    Olio su tela cm 80x53 firmato in basso a dx M.Pajetta 1886


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  • Lotto 40  

    Frutta e Vetri

    Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 40  

    Frutta e Vetri

    Attilio Lasta Attilio Lasta
    Villa Lagarina TN 1886 - 1975
    Olio su cartone cm 60x80 firmato in basso a sx A.Lasta


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  • Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon AO 1892 - Saint Vincent AO 1967
    Pastelli su carta cm 41x31 firmato in basso a dx I.Mus


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  • Lotto 40  

    In malga

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 40  

    In malga

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 17x9 firmato in basso a dx P.F.


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  • Lotto 40  

    Nobildonna

    Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 40  

    Nobildonna

    Angelo Garino Angelo Garino
    Torino 1860 - Nizza 1945
    Olio su cartone cm 56,5x26,5 firmato in alto a sx A.Garino


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  • Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Mario Vellani Marchi Mario Vellani Marchi
    Modena 1895 - Milano 1979
    Olio su cartone cm 39,5x52,5 firmato in basso a dx MVM


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  • Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Carlo Adolfo Barone Carlo Adolfo Barone
    Napoli 1861 - 1937
    Olio su tela cm 60x92 firmato in basso a sx C.Barone


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  • Lotto 40  

    Pascolo al tramonto

    Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 40  

    Pascolo al tramonto

    Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 68,5x98,5 firmato in basso a destra G. Federici


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  • Lotto 40  

    La mucca

    Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Lotto 40  

    La mucca

    Francesco Londonio Francesco Londonio
    Milano 1723 - 1783
    Olio su cartone cm 33x24,5 opera firmata al retro


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  • Lotto 40  

    Venezia

    Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 40  

    Venezia

    Marco Grubacs Marco Grubacs
    Venezia 1839 - 1910
    Olio su tavola cm 26x15 firmato in basso a sx M.Grubacs


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  • Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Tranquillo Tagliapietra Tranquillo Tagliapietra
    Attivo a Venezia fra il 1867 e il 1906
    Olio su cartone cm 34,5x25 firmato in basso a dx T.Tagliapietra


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  • Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Luigi Portaluri Luigi Portaluri
    Maglie ( LE ) 1878-1962
    Olio su tela cm 47x100 firmato in basso a sx L.Portaluri


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  • Lotto 41  

    Canale di Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 41  

    Canale di Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 23,5x29 firmato in basso a dx O.Paltrinieri


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  • Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lodovico Raymond Lodovico Raymond
    Torino 1825 - 1898
    Piazza di paese


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  • Lotto 41  

    Via di paese

    Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 41  

    Via di paese

    Paride Castellan Paride Castellan
    Gradisca d'Isonzo (Go) 1911 - Firenze 1988
    Olio su cartone cm 28,5x17,5 firmato in basso a sx P.Castellan


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  • Lotto 41  

    Primi sintomi

    Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.
    ESTIMATE min € 15000 - max € 18000

    Lotto 41  

    Primi sintomi

    Luigi Cima Luigi Cima
    Villa di Villa ( BL ) 1860 - Belluno1944
    Olio su tela cm 65x39 firmato in basso a sx L.Cima

    Pubblicato sul catalogo Allemandi 2006-2007 n. XXIV pag. 178
    Pubblicato su Luigi Cima - libreria Emiliana Editrice – Venezia anno XVIII F.F.


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  • Lotto 41  

    La Gabrigiana II

    Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II
    ESTIMATE min € 25000 - max € 30000

    Lotto 41  

    La Gabrigiana II

    Silvestro Lega Silvestro Lega
    Modigliana (FC) 1826 - Firenze 1895
    La Gabrigiana II


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  • Lotto 41  

    La chioccia

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 41  

    La chioccia

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su cartone cm 10x10 firmato in basso a dx M.Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 41  

    Piazza di Roma

    Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 41  

    Piazza di Roma

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 16,5x24,5 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 41  

    Amazzone alle cascine

    Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
    Clicca per espandere

    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 41  

    Amazzone alle cascine

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 28x28 firmato in basso a dx F.Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 41  

    Riflessi

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 41  

    Riflessi

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli


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  • Lotto 41  

    Campagna torinese

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 41  

    Campagna torinese

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 15,5x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a sx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
    Clicca per espandere



    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Alessandro Lupo Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a sx A.Lupo

    Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.
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    Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.

    Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.

    Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.

    Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.



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  • Lotto 42  

    Il pittore

    Gennaro Villani
    Napoli 1885 - Milano 1948
    Olio su cartone cm 33x35,5 firmato in basso a dx G.Villani

    Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.
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    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.

    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 42  

    Il pittore

    Gennaro Villani Gennaro Villani
    Napoli 1885 - Milano 1948
    Olio su cartone cm 33x35,5 firmato in basso a dx G.Villani

    Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.
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    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.

    Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.

    Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.

    Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.

    Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.

    Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.

    Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948.



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  • Lotto 42  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 42  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 42  

    In laguna

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 42  

    In laguna

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su cartone cm 14,5x21 firmato in basso a sx G.Danieli


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  • Lotto 42  

    Tramonto

    Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
    Clicca per espandere

    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 42  

    Tramonto

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    San Frediano a Settimo - 1846 - Firenze , 1922
    Olio su tela cm 13x20 firmato in basso a dx Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
    Clicca per espandere

    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Giuseppe Ferdinando Piana Giuseppe Ferdinando Piana
    Bordighera 1864-1956
    Olio su tavola cm 17x25 firmato in basso a dx G.Piana

    Giuseppe Ferdinando Piana nacque il 3 dicembre 1864 a Ceriana, un pittoresco borgo nell'entroterra di Sanremo, e morì il 29 aprile 1956 a Bordighera, cittadina costiera della Liguria. Fin da giovane, Piana mostrò una spiccata inclinazione per l'arte pittorica.
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    Durante uno dei suoi soggiorni a Bordighera, il celebre pittore Ernest Meissonier suggerì ai genitori di Giuseppe di avviarlo agli studi artistici. Nel 1882, Piana si trasferì a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, dove fu allievo dei maestri Francesco Gamba e Andrea Gastaldi.
    Il suo debutto artistico avvenne a Torino con opere come "A ponente di Bordighera, campagna ligure" e "Politica rustica". Nel 1898, realizzò "Studio d'artista", un dipinto che attirò l'attenzione del governo, che lo acquisì. Nel 1903, Piana si trasferì a Sesto San Giovanni e partecipò all'Esposizione Permanente di Milano, presentando l'opera "Pace", che ricevette elogi dalla critica, in particolare da parte di Gaetano Previati. Sempre nel 1906, fu invitato alla Mostra Nazionale di Milano, dove espose "Cortile dei leoni in Granada", "La danza delle olive" e "Mare dopo la pioggia"; quest'ultime due opere furono acquistate dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano.



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  • Lotto 42  

    Chiesetta di paese

    Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
    Clicca per espandere

    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.

    ESTIMATE min € 300 - max € 400

    Lotto 42  

    Chiesetta di paese

    Mario Menichetti Mario Menichetti
    Livorno 1889-1975
    Olio su tavola cm 6x9 firmato in basso a sx Menichetti

    Mario Menichetti nacque a Livorno nel 1889 e morì a Milano nel 1975. Pittore autodidatta, fu profondamente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, sia nella tecnica pittorica che nella scelta dei soggetti.
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    Le sue opere raffigurano principalmente paesaggi rurali, scene di vita contadina e marine nei dintorni di Livorno, catturando con precisione il disegno, l'armonia dei colori e la dolcezza dei contrasti. Menichetti lavorò a lungo a Milano, dove la sua pittura risentì dell'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state presentate in aste pubbliche 29 volte, principalmente nella categoria Pittura. Tra i suoi lavori noti si annoverano "Mattino all'Ardenza" del 1930.



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  • Lotto 42  

    Portatrice dell'acqua

    Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua
    ESTIMATE min € 13000 - max € 15000

    Lotto 42  

    Portatrice dell'acqua

    Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Portatrice dell'acqua


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  • Lotto 42  

    Il barcaiolo in laguna

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301
    ESTIMATE min € 20000 - max € 25000

    Lotto 42  

    Il barcaiolo in laguna

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su tela cm 61x92 firmato in basso a sx P.Fragiacomo

    Autentica e archiviazione presso Archivio Baboni

    Pubblicato sul catalogo Allemandi n. XXII ed. 2004-2005 e ed. XXIII 2005-2006 pag. 301


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  • Lotto 42  

    1922

    Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 42  

    1922

    Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Casolare in paese


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  • Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Arnaldo Nussi Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
    Baite montane


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  • Lotto 42  

    Chioggia

    Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 42  

    Chioggia

    Luigi Pagan Luigi Pagan
    Chioggia 1907-1990
    Olio su tavola cm 30x40 firmato in basso a sx Pagan


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  • Lotto 42  

    I sacrifici del lavoro

    Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 42  

    I sacrifici del lavoro

    Simone Salassa Simone Salassa
    Montanaro Canavese 1863 - Ivrea 1930
    Olio su cartone cm 39x54 firmato in basso a dx S.Salassa


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  • Lotto 42  

    Via cittadina

    Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 42  

    Via cittadina

    Ferruccio Scattola Ferruccio Scattola
    Venezia 1873 - Roma 1950
    Olio su cartone cm 10,5x14 firmato in basso a sx F.Scattola


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  • Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Giuseppe Solenghi Giuseppe Solenghi
    Milano 1879 - Cernobbio (CO) 1944
    Olio su tavola cm 10x20 firmato in basso a sx G.Solenghi


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  • Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Felice Zennaro Felice Zennaro
    Pellestrina VE 1833 - Milano 1926
    Colpo di granata


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  • Lotto 43  

    Canale a Chioggia

    Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 43  

    Canale a Chioggia

    Angelo Brombo Angelo Brombo
    Chioggia (VE) 1893 - Venezia 1962
    Olio su tavola cm 40x50 firmato in basso a destra A. Brombo


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  • Lotto 43  

    Paesaggio montano

    Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 43  

    Paesaggio montano

    Aldo Voltolin Aldo Voltolin
    Treviso 1892 - Milano 1918
    Olio su tela cm 76x101 firmato in basso a sx A.Voltolin


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  • Lotto 43  

    Chiesetta montana

    Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini
    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 43  

    Chiesetta montana

    Francesco Domeneghini Francesco Domeneghini
    Breno 1860 - Bergamo 1950
    Olio su cartone cm 17x23 firmato in basso a sx F.Domeneghini


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  • Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Umberto Moggioli Umberto Moggioli
    Trento 1886 - Roma 1919
    Olio su tela cm 66x85 firmato in alto a dx Moggioli


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  • Lotto 43  

    Il ruscello

    Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello
    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 43  

    Il ruscello

    Vincenzo Cabianca Vincenzo Cabianca
    Verona 1827 - Roma 1902
    Il ruscello


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  • Lotto 43  

    Vicolo

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
    Clicca per espandere

    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Vicolo

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 31,5x9,5 firmato in basso a destra G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • Lotto 43  

    Vestizione

    Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Vestizione

    Augusto Daini Augusto Daini
    Roma 1860 - Roma 1920
    Olio su tavola cm 30x22 firmato in basso a dx A. Daini



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  • Lotto 43  

    Trittico di paesaggi

    Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
    Clicca per espandere

    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 43  

    Trittico di paesaggi

    Federico Andreotti Federico Andreotti
    Firenze 1847-1930
    Olio su tavola cm 14x8(x3) firmato in basso a dx F.Andreotti



    Federico Andreotti nacque a Firenze il 6 marzo 1847 e vi morì il 30 ottobre 1930. All'età di nove anni iniziò la sua formazione artistica sotto la guida del miniatore Angiolo Tricca.
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    Nel 1861 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con Enrico Pollastrini e Stefano Ussi. A soli sedici anni vinse un concorso che gli permise di proseguire gli studi e di ottenere il titolo di professore.

    La sua carriera artistica iniziò con la realizzazione di opere storiche, tra cui "Il Savonarola che scaccia dalla sua cella due sicari della Bentivoglio", commissionata dal re Vittorio Emanuele II nel 1864. Tuttavia, l'opera suscitò critiche per la sua mancanza di realismo, spingendo Andreotti a orientarsi verso scene di genere e ritratti. Queste opere, spesso ambientate nei secoli XVII e XVIII, lo resero noto per la sua abilità nel ritrarre costumi e atmosfere dell'epoca.

    Nel 1879 fu nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere furono esposte in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui quelle di Torino, Milano e Londra. I suoi dipinti ottennero grande successo anche all'estero, in particolare negli Stati Uniti, dove furono molto apprezzati dai collezionisti.

    Federico Andreotti morì a Firenze nel 1930.



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  • Lotto 43  

    Canale di Venezia

    Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 43  

    Canale di Venezia

    Giuseppe Danieli Giuseppe Danieli
    Belluno 1865 - Verona 1931
    Olio su tavola cm 31x19 firmato in basso a dx G.Danieli


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  • Lotto 43  

    Ultime luci

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
    Clicca per espandere

    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 43  

    Ultime luci

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione.
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    Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.

    Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.

    Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.

    Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.

    La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.



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  • Lotto 43  

    Lungo la sponda

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
    Clicca per espandere

    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 43  

    Lungo la sponda

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Lotto 44  

    Bassa marea

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 44  

    Bassa marea

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Lotto 44  

    Macugnaga

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 20x14 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
    Clicca per espandere

    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

    ESTIMATE min € 400 - max € 500

    Lotto 44  

    Macugnaga

    Giovanni Colmo Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947
    Olio su tavola cm 20x14 firmato in basso a sx G.Colmo

    Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia».
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    Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

    La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

    La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.



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  • Lotto 44  

    L'Adige a Verona

    Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 44  

    L'Adige a Verona

    Giuseppe Menato Giuseppe Menato
    Bovolone VE 1874 - Verona 1962
    Olio su tavola cm 17x24 firmato in basso a dx G.Menato


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  • Lotto 44  

    Riflessi sul mare

    Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
    Clicca per espandere

    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 44  

    Riflessi sul mare

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947
    Olio su tavola cm 13,5x17 firmato in basso a dx Gioli

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.



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  • Lotto 44  

    Il pescatore

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 44  

    Il pescatore

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871-1950
    Olio su tavola cm 26,5x14,5 firmato in basso a dx Pellicciotti

    Tito Pellicciotti nacque il 2 dicembre 1871 a Barisciano, un pittoresco borgo nei pressi de L'Aquila, da Carlo Pellicciotti, scultore locale, e Maria Tomassetti. Il padre, riconoscendo il talento artistico del figlio, lo avviò fin da giovane agli studi d'arte.
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    Nella metà degli anni 1880, Tito frequentò la Scuola di Arti e Mestieri dell'Aquila, sotto la direzione di Teofilo Patini. Nel 1890, si trasferì a Napoli per iscriversi all'Istituto di Belle Arti, dove studiò con Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Successivamente, partecipò brevemente al circolo di Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare, prima di tornare a Barisciano per dedicarsi alla pittura su commissione.
    Nel periodo tra il 1911 e il 1912, Pellicciotti prese parte alla guerra italo-turca in Libia, un'esperienza che influenzò profondamente la sua arte, introducendo elementi orientali nelle sue opere. Al suo ritorno, organizzò mostre a L'Aquila, Napoli e Roma, e partecipò a diverse esposizioni collettive anche all'estero. Morì nel 1950 nel suo paese natale, lasciando un'eredità artistica significativa.



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  • Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Luigi Gioli Luigi Gioli
    Cascina, Pisa 1854 - Firenze 1947
    Piazza degli Antinori, Firenze

    Luigi Gioli nacque il 16 novembre 1854 a San Frediano a Settimo, una frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Sebbene avesse conseguito la laurea in giurisprudenza, la sua passione per l'arte lo portò a dedicarsi alla pittura, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco.
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    Pur non avendo ricevuto una formazione artistica formale, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Pisa, dove ebbe l'opportunità di apprendere sotto la guida di Antonio Lanfredini.
    Gioli si avvicinò al movimento dei Macchiaioli, in particolare alla seconda generazione, e sviluppò un interesse per la rappresentazione di scene rurali e paesaggi toscani. Durante un viaggio a Parigi nel 1878, rimase affascinato dalle opere di Edgar Degas, il che ampliò il suo repertorio includendo scene di vita urbana e soggetti equestri.
    La sua carriera artistica fu caratterizzata da numerose partecipazioni a esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1887 espose all'Esposizione d'Arte di Venezia e nel 1889 prese parte all'Exposition Universelle di Parigi. Successivamente, partecipò alla Biennale di Venezia nel 1899 e all'Esposizione Universale di Roma nel 1911.
    Le opere di Gioli sono note per la loro rappresentazione della vita rurale e degli animali, in particolare cavalli e buoi, ambientati nella campagna toscana. La sua capacità di catturare la luce e l'atmosfera delle scene lo rese un esponente significativo del movimento post-macchiaiolo. Luigi Gioli morì a Firenze il 27 ottobre 1947.



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  • Lotto 44  

    Signora in rosso

    Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso
    ESTIMATE min € 10000 - max € 12000

    Lotto 44  

    Signora in rosso

    Cristiano Banti Cristiano Banti
    Santa Croce sull'Arno (PI) 1824 - Montemurlo (PO) 1904
    Signora in rosso


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  • Lotto 44  

    Giardino di Villa

    Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 44  

    Giardino di Villa

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Tecnica mista su carta cm 100x73 firmato in basso a sx B.Bezzi


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  • Lotto 44  

    La preghiera

    Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 44  

    La preghiera

    Ezechiele Acerbi Ezechiele Acerbi
    Pavia 1850 - Pavia 1920
    Olio su cartone cm 23x14 firmato in basso a sx Acerbi


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  • Lotto 44  

    Il Cervino

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 44  

    Il Cervino

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 46x62 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 44  

    Casolare a Viareggio

    Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri
    ESTIMATE min € 500 - max € 700

    Lotto 44  

    Casolare a Viareggio

    Oreste Paltrinieri Oreste Paltrinieri
    Verona 1873 - Viareggio (LU) 1966
    Olio su tavola cm 17x34 firmato in basso a dx O.Paltrinieri


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  • Lotto 44  

    L'Amore

    Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate
    ESTIMATE min € 25000 - max € 30000

    Lotto 44  

    L'Amore

    Sabino Ojero De Romarate Sabino Ojero De Romarate
    Spagna XIX-XX Secolo
    Olio su tela cm 105x64 firmato in basso a sx S.Romarate


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  • Lotto 44  

    Ragazza nel bosco

    Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 44  

    Ragazza nel bosco

    Alessandro Durini Alessandro Durini
    Milano 1818 - ivi 1892
    Olio su cartone cm 32,5x24 firmato in basso a dx Alessandro Durini


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  • Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Edgardo Rossaro Edgardo Rossaro
    Vercelli 1882 - Rapallo 1972
    Olio su tavola cm 14,5x25 firmato in basso a dx E.Rossaro


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  • Lotto 45  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 45  

    Bagno Pompeiano

    Carlo Coppede Carlo Coppede
    Firenze 1868 - 1952
    Pastelli su carta cm 62x44 firmato in alto a dx C.Coppede


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  • Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Tommaso Cascella Tommaso Cascella
    Ortona 1890 - Pescara 1968
    Pastelli su cartone cm 48x58 firmato in basso a dx T.Cascella


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  • Lotto 45  

    Dolomiti

    Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti
    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 45  

    Dolomiti

    Emo Mazzetti Emo Mazzetti
    Treviso 1870 - Venezia 1955
    Olio su cartone cm 70x50 firmato in basso a dx E.Mazzetti


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  • Lotto 45  

    Nudo femminile

    Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas
    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 45  

    Nudo femminile

    Pablo Salinas Pablo Salinas
    Madrid 1871 - Roma 1946
    Olio su tavola cm 19,5x10 firmato in basso a dx Pablo Salinas


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  • Lotto 45  

    Tremezzo

    Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 45  

    Tremezzo

    Pierre Henri Tetar Van Elven Pierre Henri Tetar Van Elven
    Amsterdam 1835 - Milano 1908
    Olio su tavola cm 42x75 firmato in basso a dx P.Elven


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  • Lotto 45  

    Sulla terrazza

    Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza
    ESTIMATE min € 8000 - max € 9000

    Lotto 45  

    Sulla terrazza

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Sulla terrazza


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  • Lotto 45  

    La raccolta

    Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 45  

    La raccolta

    Francesco Gioli Francesco Gioli
    Pisa 1846 - Firenze 1922
    Olio su tavola cm 18x9,2 firmato in basso a dx F. Gioli

    Francesco Gioli è nato il 29 giugno 1846 a San Frediano a Settimo, frazione di Cascina (Pisa), da Ranieri e Rosa Del Panta. Figlio primogenito di una famiglia benestante, ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Pisa con A.
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    Marianini tra il 1860 e il 1862, orientandosi verso la pittura storica di tradizione tardoromantica. Dopo la morte improvvisa di Marianini nel 1863, Gioli ha proseguito i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e Enrico Pollastrini.
    Nel 1868 ha esordito a Firenze con il dipinto "Carlo Emanuele di Savoia scaccia l'ambasciatore spagnolo don Luigi Gaetano", successivamente esposto con successo anche a Pisa e Pistoia. Questo lavoro, influenzato dalle opere di Marianini e Pollastrini, ha ricevuto apprezzamenti per la sua vivacità e l'efficace rappresentazione ambientale.
    Gioli ha attraversato una fase di transizione artistica, abbandonando il soggetto storico per abbracciare il genere di quadro di genere ambientato nel Settecento, in linea con le tendenze di pittori come Boldini e il cosiddetto "stile Fortuny". Il suo viaggio a Parigi nel 1875 ha ampliato i suoi orizzonti artistici, influenzandolo verso il movimento macchiaiolo e il naturalismo europeo.
    Negli anni successivi, Gioli ha consolidato la sua reputazione con opere significative come "Un incontro in Maremma" (1874) e "Passa il viatico" (1878), che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e lo hanno visto partecipare a esposizioni prestigiose come quella di Parigi e Londra. Le sue opere, caratterizzate da un naturalismo severo e una composizione solenne, hanno riflettuto l'influenza di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage.
    Gioli ha continuato la sua carriera con successo nel XX secolo, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Ha partecipato a esposizioni mondiali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, culminando con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1914. La sua produzione tarda ha incluso opere simboliste e divisioniste, segnando un'evoluzione stilistica significativa.
    Francesco Gioli è stato anche un docente rispettato, nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente a Firenze. La sua eredità artistica è caratterizzata da una vasta gamma di temi, dalla pittura storica al paesaggio, dal genere di quadro alla simbolista, riflettendo una carriera eclettica e influente nel panorama dell'arte italiana.



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  • Lotto 45  

    Lungo il fiume

    Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
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    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.

    ESTIMATE min € 8000 - max € 9000

    Lotto 45  

    Lungo il fiume

    Rubens Santoro Rubens Santoro
    Mongrassano, Cosenza 1859 - Napoli 1942
    Olio su tavola cm 17,5x30,5 firmato in basso a sx R.Santoro

    Il pittore, nato a Montegrasso di Cosenza il 26 ottobre 1859, fu influenzato dal padre scultore in legno. Studiò brevemente all'Istituto di Belle Arti di Napoli con insegnamenti morelliani e iniziò a esporre nel 1874 durante il soggiorno di Mariano Fortuny a Napoli.
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    Le sue opere iniziali mostrano l'influenza di Morelli e Fortuny, con figure di donne e scene di genere. Ridusse l'orientalismo di Morelli in visioni di accampamenti zingareschi, preferendo il realismo a ciò che era immaginato. Tuttavia, la pittura di paesaggi divenne predominante nel suo lavoro, evitando la coreografia vedutistica della "scuola di Posillipo". Trovò ispirazione nelle isole del golfo di Napoli, con architetture rustiche e strade campagnole. Successivamente, il pittoresco veneto influenzò maggiormente la sua immaginazione. Stabilitosi per molti anni a Venezia e Verona, queste città offrirono i loro ponti, case antiche e acque verdi ai suoi studi sul colore e la luce, rappresentando il periodo più ricco della sua attività artistica.



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  • Lotto 45  

    Bagnanti a Livorno

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 45  

    Bagnanti a Livorno

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 18,5x25,5 firmato in basso a dx G.Lomi

    Giovanni Lomi nacque a Livorno nel 1889 e morì nella stessa città nel 1969. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a una famiglia contadina, dove sviluppò una precoce passione per il disegno e la pittura.
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    Iniziò la sua carriera artistica intorno al 1918 e tenne la sua prima mostra personale a Firenze nel 1922. Nel corso della sua carriera, Lomi partecipò a numerose esposizioni, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e delle Quadriennali romane. Fu membro attivo del Gruppo Labronico, un'associazione di artisti livornesi, e le sue opere furono influenzate dalla corrente dei Macchiaioli, mostrando affinità con artisti come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori. Parallelamente alla pittura, Lomi coltivò una carriera come baritono, esibendosi in ambito operistico. Tra le sue opere più note si annoverano paesaggi toscani e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una tavolozza cromatica delicata e una tecnica pittorica che riflette l'influenza macchiaiola. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano



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  • Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Ulderico Marotto Ulderico Marotto
    San Michele Extra (VR) 1890 - San Michele Extra (VR) 1985
    Tempera su carta cm 11x8 firmato in basso a sx U.Marotto


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  • Lotto 45  

    Primi giorni d'estate

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 45  

    Primi giorni d'estate

    Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.



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  • Lotto 45  

    Sotto i cipressi

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 31x22 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 45  

    Sotto i cipressi

    Augusto Rey Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898
    Olio su tavola cm 31x22 firmato in basso a dx A.Rey

    Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti.
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    Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.

    Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.

    Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.
    Museo Civico Giovanni Fattori - Livorno

    Augusto Rey morì nel 1898.



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  • Lotto 46  

    Giornata di sole

    Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla
    ESTIMATE min € 500 - max € 600

    Lotto 46  

    Giornata di sole

    Mario Cavalla Mario Cavalla
    Torino 1902 - Bordighera (IM) 1962
    Olio su tela cm 18x24 firmato in basso a dx M.Cavalla


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  • Lotto 46  

    Pomeriggio di sole

    Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
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    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 46  

    Pomeriggio di sole

    Angelo Torchi Angelo Torchi
    Massa Lombarda (RA) 1856 - 1915
    Olio su tavola cm 24x31,5 firmato in basso a sx A.Torchi



    Angelo Torchi nacque a Massa Lombarda (Ravenna) l'8 novembre 1856, in una famiglia benestante che gli permise di dedicarsi precocemente all'arte. Nel 1874, per assecondare la sua inclinazione al disegno, la famiglia si trasferì a Firenze, dove Torchi si iscrisse all'Istituto Artistico.
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    Qui fu allievo di Lorenzo Gelati e Carlo Markó, esponenti della Scuola di Staggia, che lo introdussero alla pittura en plein air, influenzando il suo approccio naturalistico.

    Nel 1880, Torchi si trasferì a Napoli per studiare con Alceste Campriani, un maestro della Scuola di Resìna, che lo avvicinò alla pittura realista. Tornato a Firenze, entrò in contatto con artisti come Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Francesco e Luigi Gioli, e Diego Martelli, che lo introdussero all'ambiente dei macchiaioli. Partecipò attivamente alle mostre della Promotrice di Belle Arti di Firenze e a quelle di Torino, Milano e Roma, esponendo opere come In risaia dopo il raccolto (1883) e A Mergellina (1883).

    Nel 1889, su consiglio di Martelli, Torchi partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove entrò in contatto con le opere degli impressionisti e dei divisionisti francesi. Successivamente, soggiornò a Londra, dove fu influenzato dalla pittura di John Constable e dai Preraffaelliti. Queste esperienze lo portarono ad adottare la tecnica divisionista, caratterizzata da una pennellata minuta e l'uso di colori puri per creare effetti luminosi. Opere come Grano al sole (1891) e Il tram rosso (1895) testimoniano questa fase della sua produzione.

    Negli anni successivi, Torchi continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia dal 1897 al 1914. Le sue opere, spesso ambientate nella campagna romagnola e toscana, riflettono un'evoluzione verso una pennellata più ampia e sfumata, con influenze simboliste. Opere come Tramonto autunnale (1907) e Paesaggio (1905) mostrano questa maturazione stilistica.

    Angelo Torchi morì a Massa Lombarda il 6 dicembre 1915.



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  • Lotto 46  

    Datato 8 Agosto 1899

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 46  

    Datato 8 Agosto 1899

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Merlettiane a Pellestrina Venezia

    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.



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  • Lotto 46  

    Arabo

    Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
    Clicca per espandere

    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 46  

    Arabo

    Stefano Ussi Stefano Ussi
    Firenze 1822 - 1901
    Olio su tavola cm 15x8 firmato in basso a sx S. Ussi

    Stefano Ussi è stato un pittore italiano, noto per le sue opere storiche e per il suo successivo coinvolgimento nel movimento orientalista. Dopo aver iniziato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò sotto la guida di Pietro Benvenuti, Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini, Ussi partecipò attivamente alla Prima Guerra di Indipendenza Italiana nel 1848, esperienza che influenzò profondamente la sua arte.
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    Durante questo periodo, fu catturato e imprigionato a Theresienstadt, un'esperienza che ispirò opere come L'esule che dall'Alpe guarda l'Italia.

    Nel 1850, terminati gli studi, Ussi cominciò a farsi conoscere grazie a opere storiche di grande impatto, come La cacciata del duca d'Atene e La congiura dei Pazzi. Nel 1860, la sua crescente fama gli valse la nomina a professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove continuò a insegnare per molti anni. Tuttavia, la sua carriera subì una svolta decisiva nel 1869, quando intraprese un viaggio in Egitto in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Questo viaggio lo avvicinò al movimento orientalista e ispirò opere come Festa a Fez e Donna araba al pozzo. Successivamente, visitò anche il Marocco, dove approfondì la sua passione per l'arte orientale.

    Nel corso degli anni, oltre a dipinti storici e orientalisti, Ussi si dedicò anche al ritratto, creando opere di notevole raffinatezza come il Ritratto di Linda Ussi in giardino. Morì a Firenze nel 1901, lasciando un'eredità artistica che riflette le trasformazioni culturali e artistiche dell'Italia del XIX secolo. La sua capacità di combinare storia e paesaggi orientali con un senso profondo della luce e della scena lo ha reso uno degli artisti più significativi del suo tempo.



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  • Lotto 46  

    Profilo di fanciulla

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 46  

    Profilo di fanciulla

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Profilo di fanciulla


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  • Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Guglielmo Ciardi Guglielmo Ciardi
    Venezia 1842-1917
    Olio su tavola cm 29x39,5 firmato in basso a sx G.Ciardi


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  • Lotto 46  

    Canale a Venezia

    Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 46  

    Canale a Venezia

    Neno Mori Neno Mori
    Venezia 1899 - 1968
    Olio su tavola cm 50x35 firmato in basso a dx N.Mori


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  • Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Angelo Morbelli Angelo Morbelli
    Alessandria 1853 - Milano 1919
    Lo scialle rosso


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  • Lotto 46  

    Studio per la Venere

    Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 46  

    Studio per la Venere

    Alberto Ferrero Alberto Ferrero
    Vercelli 1883 - Roma 1963
    I gabbiani


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  • Lotto 47  

    Nell'aia

    Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan
    ESTIMATE min € 1400 - max € 1600

    Lotto 47  

    Nell'aia

    Angelo Pavan Angelo Pavan
    Vicenza 1893 - Venezia 1945
    Olio su tavola cm 32x37,5 firmato in basso a dx A.Pavan


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  • Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi
    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Alessandro Pomi Alessandro Pomi
    Mestre 1890 - 1976
    Olio su tavola cm 69x41 firmato in basso a sx A.Pomi


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  • Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)


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  • Lotto 47  

    Pianoro montano

    Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Lotto 47  

    Pianoro montano

    Pietro Fragiacomo Pietro Fragiacomo
    Trieste 1856 - Venezia 1922
    Olio su cartone cm 21x31,5 firmato in basso a dx P.Fragiacomo


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  • Lotto 47  

    Pescatori ad Amalfi

    Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi
    ESTIMATE min € 6000 - max € 8000

    Lotto 47  

    Pescatori ad Amalfi

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Pescatori ad Amalfi


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  • Lotto 47  

    Datato 1880

    Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
    Clicca per espandere

    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 47  

    Datato 1880

    Guido Agostini Guido Agostini
    Firenze XIX - XX
    Cascata di Staubbach Svizzera

    Guido Agostini (1870-1898) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni di paesaggi toscani. Nato a Milano, ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha sviluppato le sue abilità artistiche.
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    Le sue opere, sebbene non numerose, ritraggono principalmente scorci delle campagne toscane, con casolari e castelli come soggetti principali. La sua carriera artistica si è estesa dal 1865 al 1898, periodo in cui ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra. Le sue opere sono state vendute in numerose aste, dimostrando un continuo interesse per il suo lavoro. Guido Agostini è scomparso prematuramente nel 1898, ma il suo contributo all'arte paesaggistica italiana rimane significativo.



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  • Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
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    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.

    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Pietro Scoppetta Pietro Scoppetta
    Amalfi (SA) 1863 - Napoli 1920
    Olio su tavola cm 18x24,3 firmato in basso a dx P.Scoppetta

    Pietro Scoppetta nacque ad Amalfi il 15 febbraio 1863 e morì a Napoli il 9 febbraio 1920. Iniziò la sua formazione artistica sotto la guida di Giacomo Di Chirico.
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    Nel 1891 si trasferì a Napoli, dove partecipò attivamente alla vita culturale dell'epoca, frequentando il Caffè Gambrinus e collaborando come illustratore per la casa editrice Treves. Tra il 1897 e il 1903 visse a Parigi, dove fu influenzato dall'impressionismo, e successivamente soggiornò a Londra. Al suo ritorno in Italia, espose alla Biennale di Venezia nel 1920. Le sue opere sono conservate in musei come il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli e la Pinacoteca di Capodimonte.



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  • Lotto 47  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
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    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 47  

    Dame in giardino

    Ulisse Caputo Ulisse Caputo
    Salerno 1872 - Parigi 1948
    Olio su tavola cm 23,5x33 firmato in basso a sx U.Caputo

    Nacque a Salerno il 4 novembre 1872 da Ermenegildo e Francesca San Martino. Iniziò a studiare pittura a Cava dei Tirreni sotto Riccardo Alfieri, un artista modesto ma rigoroso nel disegno accademico, grazie al padre scenografo e decoratore teatrale.
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    Successivamente, frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Stanislao Lista per il disegno e di Domenico Morelli per la pittura. Interruppe gli studi a causa di difficoltà finanziarie familiari, ma riuscì a riprenderli grazie ai sacrifici del padre. Deluso dall'insegnamento accademico, preferì frequentare lo studio del pittore Gaetano Esposito, il cui stile vigoroso e chiaroscurale influenzò il suo naturalismo temperato.

    L'esordio artistico non fu fortunato: i quadri presentati nel 1897 alla terza Esposizione triennale di Milano e alla mostra "Salvator Rosa" di Napoli passarono inosservati. Deluso, si trasferì a Parigi per conoscere l'arte contemporanea. Qui si affermò rapidamente: il successo con "La vedova" al Salon del 1901 fu seguito da altre opere come "Piazza dell'Osservatorio" (1903), "Nello studio" (1905), "La straniera" e "Quartiere latino" (1907), e "Nel caffè" (1909). Partecipò a numerose mostre internazionali, tra cui Londra (1904), Cairo (1905), Buenos Aires (1910), e Venezia (1907, 1909, 1910).

    Nel 1909, all'Esposizione internazionale di Roma e a Monaco, si distinse anche come incisore con "La lampada giapponese" e "Al quartiere latino". Continuò a produrre opere caratterizzate da un uso delicato del colore e abili giochi di luci e ombre, rappresentando teatri, caffè concerto, dame eleganti e ritratti come "Violoncellista" (1910) e "La sinfonia" (1914). Tuttavia, il suo stile, seppur di successo, divenne manieristico e ripetitivo.

    Nonostante ciò, le sue migliori opere del secondo periodo furono piccole vedute impressionistiche di Parigi e del Lungosenna. Concluse la sua vita a Parigi nel 1948.



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  • Lotto 47  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 47  

    Raggi di sole

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Alfredo Beisone Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
    Olio su tavola cornice cm 25x86 firmato in basso a dx A.Beisone


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  • Lotto 48  

    Il raccolto del grano

    Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
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    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 48  

    Il raccolto del grano

    Eugenio Scorzelli Eugenio Scorzelli
    Buenos Aires 1890 - Napoli 1957
    Olio su tavola cm 20x30 firmato in basso a sx E.Scorzelli



    Eugenio Scorzelli nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890 da padre napoletano e madre lombarda. Nel 1906, a soli sedici anni, si trasferì in Italia con il padre, stabilendosi a Roccadaspide, nel Cilento.
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    Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, frequentò vari collegi, ma spesso veniva allontanato per ritardi nei pagamenti, un'esperienza che segnò profondamente la sua vita. Fu poi affidato alle cure di uno zio, Eugenio, da cui prese il nome e che divenne una figura di riferimento nella sua crescita.

    Scorzelli intraprese gli studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di maestri come Michele Cammarano, Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Durante questo periodo, la sua pittura si arricchì di nuove influenze, tra cui quella di Giuseppe De Nittis, che lo ispirò a rappresentare la vita quotidiana con una luce vibrante e una pennellata dinamica. A Napoli, conobbe e sposò Teresa Benassi, che divenne sua musa e gli diede un figlio, Lello Scorzelli, anch'egli artista.

    Nel 1921, Scorzelli partecipò alla prima Biennale d'Arte della città di Napoli con il dipinto Uscita dalla messa. Successivamente, si trasferì in Argentina, dove i suoi quadri riscossero successo e gli permisero di ottenere una certa sicurezza economica. Durante i suoi viaggi in Europa, soggiornò a Londra, Parigi e in Olanda, città che influenzarono ulteriormente il suo stile pittorico. Nel 1926, partecipò alla Biennale di Venezia con l'opera Donne che lavorano.

    Nel 1937, fu nominato assistente alla cattedra di pittura all'Accademia di Brera, incarico che ricoprì per quindici anni, per poi proseguire all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1940, fu chiamato ad affrescare il padiglione delle Repubbliche Marinare alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'opera che andò distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

    Scorzelli continuò a esporre le sue opere in diverse città italiane e all'estero, tra cui Napoli, Venezia e Milano, fino agli anni Quaranta. Morì a Napoli nel 1957, mentre stava dipingendo il volto della moglie nel suo studio.



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  • Lotto 48  

    Nel parco

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Nel parco

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 14,5x20 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.



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  • Lotto 48  

    Nobiluomo

    Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
    Clicca per espandere

    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1300

    Lotto 48  

    Nobiluomo

    Pio Joris Pio Joris
    Roma 1843-1921
    Olio su tavola cm 21,5x16 firmato in basso a dx P.Joris

    Pio Joris (Roma, 8 giugno 1843 – 6 marzo 1921) è stato un pittore, incisore e acquarellista italiano, noto per il suo stile che mescolava il verismo con una tecnica pittorica vivace e brillante. Figlio di Giovanni Battista Joris, un antiquario, e Maddalena Vergè, una sarta, ricevette la sua prima formazione artistica da Emanuele Pastina, un pittore paesaggista napoletano.
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    In seguito, studiò all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1855 al 1861, e un anno dopo frequentò l'Accademia di San Luca, dove fu allievo di Achille Vertunni.

    L'incontro con l'arte della scuola toscana e l'uso della "macchia" segnò una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, in particolare dopo la visita all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze nel 1861. Nel 1866, intraprese un viaggio a Napoli, Capri e Sorrento, dove ebbe l'opportunità di incontrare due grandi pittori italiani, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, i quali influenzarono profondamente il suo stile. A Roma, conobbe anche Mariano Fortuny, il cui lavoro ebbe un impatto significativo sulla sua pittura.

    Nel corso della sua carriera, Joris espose in numerosi eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti di prestigio. Nel 1869, il suo dipinto Domenica mattina fuori Porta del Popolo gli valse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera. Partecipò anche ad altre esposizioni a Vienna, Parigi e Roma, e nel 1900 ricevette la medaglia d'oro e la Legion d'Onore al Salon di Parigi. Le sue opere trattano spesso temi di folklore romano, raffigurando scene di vita quotidiana, ma si dedicò anche a soggetti storici, come La fuga di papa Eugenio IV, oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

    Joris fu tra i fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti Romani e prese parte attivamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Il suo stile equilibrato, che univa il realismo alla bellezza visiva, lo rese uno degli artisti più apprezzati della Roma di fine Ottocento.



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  • Lotto 48  

    Pastorella Abruzzese

    Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Pastorella Abruzzese

    Tito Pellicciotti Tito Pellicciotti
    Barisciano (AQ) 1871 - 1950
    Pastorella Abruzzese


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  • Lotto 48  

    Sentiero di montagna

    Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 48  

    Sentiero di montagna

    Leonardo Roda Leonardo Roda
    Racconigi 1868 - Torino 1933
    Olio su cartone cm 31,5x46 firmato in basso a dx L.Roda


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  • Lotto 48  

    Vita a Venezia 1915

    Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 48  

    Vita a Venezia 1915

    Umberto Martina Umberto Martina
    Dardago di Budoia (PN) 1880 Tauriano 1945 (PN)
    Olio su cartone cm 22x68 firmato in basso a dx U.Martina (difetti)


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  • Lotto 48  

    Nudo di schiena

    Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 48  

    Nudo di schiena

    Lino Selvatico Lino Selvatico
    Padova, 1872 - Treviso, 1924
    Olio su tela cm 81,5x54,5 firmato in alto a dx Lino Selvatico


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  • Lotto 48  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 48  

    L'eleganza

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Olio su cartone cm 24x16,5 firmato in basso a sx P.Mariani


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  • Lotto 49  

    Il battello

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 49  

    Il battello

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14 firmato in basso a sx P.Mariani


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  • Lotto 49  

    Contemplazione

    Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani
    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 49  

    Contemplazione

    Enrico Fanfani Enrico Fanfani
    Firenze 1824 - post 1885
    Olio su tela cm 84x62 firmato in basso a dx E.Fanfani


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  • Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Angiolo D'Andrea Angiolo D'Andrea
    Rauscedo (PN) 1880 - 1942
    Olio su tavola cm 21x32 firmato sul retro


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  • Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli
    ESTIMATE min € 1500 - max € 1700

    Riccardo Galli Riccardo Galli
    Milano 1869 - Barzio (LC) 1944
    Olio su tela cm 48,5x59 firmato in basso a dx Riccardo Galli


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  • Lotto 49  

    Il rimprovero

    Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero
    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 49  

    Il rimprovero

    Vincenzo Montefusco Vincenzo Montefusco
    Cava dei Tirreni (SA) 1852 - Roma 1912
    Il rimprovero


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  • Lotto 49  

    Al pianoforte

    Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
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    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 49  

    Al pianoforte

    Gustavo Pisani Gustavo Pisani
    Napoli 1887 - 1948
    Olio su cartone cm 17x13 firmato in basso a sx G.Pisani

    Gustavo Pisani (Napoli, 1877 – 1948) è stato un pittore e illustratore italiano, esponente della scuola napoletana. Nato a Napoli, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti della sua città, dove ha studiato sotto la guida di Filippo Palizzi.
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    La sua carriera artistica è stata caratterizzata da una notevole versatilità: si è distinto nella pittura di paesaggi e figure, nelle illustrazioni e ha collaborato anche nel campo giornalistico. Ha partecipato a numerose mostre, sia nazionali che internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi che hanno sottolineato la qualità e l'originalità delle sue opere. Le sue creazioni spaziano da scene di mercato a ritratti di vita quotidiana, sempre con una particolare attenzione ai dettagli e all'atmosfera tipica della tradizione pittorica napoletana.



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  • Lotto 49  

    Datato 1912 New York

    Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
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    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.

    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 49  

    Datato 1912 New York

    Eugenio Buono Eugenio Buono
    Napoli 1860 - 1948
    Via di New York

    Eugenio Buono, nato a Napoli, è stato un pittore e fotografo italiano di spicco nella seconda metà dell'Ottocento. Allievo di Domenico Morelli presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, proseguì la sua formazione a Roma sotto la guida di Cesare Maccari.
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    La sua carriera artistica lo portò a esporre in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui Venezia, Milano, Genova, Torino, Vienna, Praga, San Pietroburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Monaco e Londra. Le sue opere principali includono "Casa delle Vestali", "Case bianche", "In piazza d'armi", "Dintorni di Napoli", "Sole in settembre", "Lo stato d'assedio a Napoli", "Marina di Capri", "Sulla via della Puglia", "Ritorno dal mercato di Cerreto Sannita" e "Ritorno dalla pesca". Oltre alla pittura, Buono coltivò una passione per la fotografia, documentando aspetti della vita quotidiana e scene di Napoli, tra cui immagini del circo di Buffalo Bill a Napoli nel 1893. La sua villa a via Tasso divenne un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell'epoca. Eugenio Buono morì nel 1948, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano.



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  • Lotto 49  

    Via di paese

    Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
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    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 49  

    Via di paese

    Giuseppe Pesa Giuseppe Pesa
    Polistena (RC) 1928 - 2000
    Olio su tavola cm 28x18 firmato in basso a dx Giuseppe Pesa



    Giuseppe Pesa nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, il 1º novembre 1928. Fin da giovane si dedicò con passione allo studio del disegno e della pittura, frequentando corsi artistici a Napoli e Roma.
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    La sua carriera pittorica ebbe inizio nel 1946 con una mostra a Reggio Calabria, e successivamente partecipò attivamente alla vita artistica nazionale e internazionale. Negli anni Cinquanta ottenne i suoi primi successi internazionali con esposizioni in Germania e Scandinavia, dove divenne particolarmente apprezzato dai collezionisti tedeschi. Nel 1980, la Galleria Atelier di Vienna utilizzò le sue opere per inaugurare la sua attività espositiva. Trascorse la sua vita tra Milano, Camogli e la sua Polistena, lasciando opere che ritraggono indimenticabili vedute di questi luoghi.



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  • Lotto 49  

    Pesca Al Tramonto

    Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 49  

    Pesca Al Tramonto

    Ugo Flumiani Ugo Flumiani
    Trieste 1876 - 1938
    Olio su tavola cm 32x44 firmato in basso a dx Flumiani


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  • Lotto 50  

    Gentiluomo

    Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 50  

    Gentiluomo

    Raimondo Tusquets Raimondo Tusquets
    Barcellona 1837 - Roma 1904
    Olio su tavola cm 28,5x19 firmato no


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  • Lotto 50  

    Capri

    Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
    Clicca per espandere

    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.

    ESTIMATE min € 2500 - max € 3000

    Lotto 50  

    Capri

    Antonino Leto Antonino Leto
    Monreale PA 1844 - Capri NA 1913
    Olio su tavola cm 16x10,5 firmato in basso a dx Leto



    Antonino Leto nacque a Monreale, in provincia di Palermo, il 14 giugno 1844. Fin da giovane, manifestò una spiccata inclinazione per l’arte, dedicandosi al disegno e alla pittura in modo autodidatta.
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    Nel 1861, grazie al sostegno dello zio e a un contributo dell’amministrazione comunale, si trasferì a Palermo per perfezionarsi sotto la guida del pittore Luigi Barba e successivamente nello studio del paesaggista Luigi Lojacono. In questo periodo, Leto assimilò il naturalismo napoletano di matrice palizziana, dipingendo vedute e paesaggi dal vero.

    Nel 1864 si trasferì a Napoli, dove entrò in contatto con la Scuola di Resìna, influenzata dalla lezione dei macchiaioli e promossa da artisti come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Tuttavia, a causa di problemi di salute, fu costretto a rientrare in Sicilia, dove continuò la sua attività pittorica. Nel 1870 partecipò alla Promotrice di Palermo con l'opera Il ritorno dal pascolo, acquistata dal prefetto Medici, e l'anno successivo ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione regionale di Siracusa con La bufera.

    Nel 1874 vinse il Concorso per il Pensionato Artistico a Roma, trasferendosi nella capitale, dove conobbe Francesco Paolo Michetti e approfondì la sua formazione artistica. Successivamente, si stabilì a Firenze, dove perfezionò ulteriormente la sua tecnica pittorica. Nel 1878 si trasferì a Parigi, dove frequentò l'ambiente artistico dell'epoca, entrando in contatto con artisti come Giuseppe De Nittis e Federico Rossano.

    Nel 1880 tornò a Portici, in provincia di Napoli, e successivamente si trasferì in Sicilia. Due anni più tardi si stabilì a Capri, dove si dedicò a ritrarre con colori vibranti gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti. Le sue opere, caratterizzate da una luce intensa e da una vivace rappresentazione della vita quotidiana, riscossero un grande successo di pubblico e critica. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi.

    Nel 1899 si stabilì definitivamente a Capri, dove continuò la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta il 31 maggio 1913.



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  • Lotto 50  

    Luci in citta'

    Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
    Clicca per espandere

    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.

    ESTIMATE min € 900 - max € 1000

    Lotto 50  

    Luci in citta'

    Giuseppe De Sanctis Giuseppe De Sanctis
    Napoli 1858 -1924
    Olio su tela su cartone cm 18x23 firmato in basso a sx G. De Sanctis

    Giuseppe De Sanctis nacque a Napoli il 21 giugno 1858, in una famiglia culturalmente vivace. Suo padre, Cesare, un uomo d'affari appassionato di musica e arte, e sua madre, Caterina, supportarono fin da subito la sua inclinazione verso la pittura.
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    Il celebre compositore Giuseppe Verdi fu suo padrino di battesimo, un segno della serietà culturale che circondava la sua crescita. La sua formazione artistica iniziò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, i quali influenzarono profondamente il suo stile.
    Durante la sua carriera, De Sanctis visse a Londra e Parigi, città che lasciarono un segno indelebile nel suo percorso artistico. A Parigi, entrò in contatto con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, tra cui Jean-Léon Gérôme e Pascal Dagnan-Bouveret, e lavorò per la prestigiosa galleria Goupil & Cie, realizzando numerosi ritratti femminili che divennero tra le sue opere più celebri. La sua arte spaziava tra soggetti storici, come in "La preghiera della sera a Bisanzio", e scene di genere, passando per paesaggi dettagliati che rispecchiavano la sua maestria nel trattamento della luce e della materia.
    Partecipò a numerose mostre, sia in Italia che all'estero, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo del 1891. La sua arte, che abbracciava anche l'incisione ad acquaforte, si distinse per una tecnica raffinata e per la sua capacità di esprimere una sensibilità unica, molto apprezzata dalla borghesia dell'epoca. Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove trasmise la sua passione per l'arte e la tecnica pittorica alle nuove generazioni.
    Giuseppe De Sanctis morì a Napoli il 19 giugno 1924.



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  • Lotto 50  

    Campagna

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.


    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 50  

    Campagna

    Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 11x22,5 firmato in basso a dx Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.




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  • Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli
    ESTIMATE min € 3500 - max € 4000

    Gaetano Esposito Gaetano Esposito
    Salerno 1858 - Sala Consilina (SA) 1911
    Olio su tela cm 35x48 firmato in basso sx G.Esposito Napoli


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  • Lotto 50  

    Paesaggio montano

    Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 50  

    Paesaggio montano

    Gino Federici Gino Federici
    Milano 1888-1973
    Olio su tela cm 71x98 firmato in basso a dx Federici


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  • Lotto 50  

    1922

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )
    ESTIMATE min € 800 - max € 900

    Lotto 50  

    1922

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    San Michele di Pagana ( Rapallo )


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  • Lotto 50  

    Ultima cena

    Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri
    ESTIMATE min € 5000 - max € 6000

    Lotto 50  

    Ultima cena

    Lionello Balestrieri Lionello Balestrieri
    Cetona 1872 - 1958
    Olio su cartone cm 77,5x161 firmato in basso a dx L.Balestrieri


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  • Lotto 50  

    Nel porto

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Lotto 50  

    Nel porto

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x12 firmato in basso a sx P.M.


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  • Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani
    ESTIMATE min € 700 - max € 800

    Pompeo Mariani Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927
    Tecnica mista su cartone cm 9x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani


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  • Lotto 51  

    1923

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 51  

    1923

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Pascolo


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  • Lotto 51  

    Viale alberato

    Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
    Clicca per espandere

    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.

    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 51  

    Viale alberato

    Attilio Pratella Attilio Pratella
    Lugo 1856 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 11,2 x17,8 firmato in basso a dx A.Pratella

    Attilio Pratella nacque a Lugo di Romagna il 19 aprile 1856. Studiò disegno con il pittore Ippolito Bonaveri e nel 1876 cambiò il cognome da Pratelli a Pratella, come suo fratello Francesco.
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    Grazie a una borsa di studio, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna (1877-78) e poi Napoli, dove studiò sotto Filippo Palizzi e conobbe artisti come Renzo Corcos e Vincenzo Migliaro.

    Espose per la prima volta nel 1881 alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli. Per mantenersi, dipinse vedute e scene popolari per la bottega di Giuseppe Massa, che piacquero all’imprenditore Luigi Caflisch. Collaborò anche con l’antiquario Charles Varelli e lavorò come decoratore di ceramiche per Cesare Cacciapuoti. Illustrò opere per lo scrittore Gaetano Miranda e partecipò a varie esposizioni nazionali e internazionali, guadagnando prestigio con opere come "Lavandaie al fiume" e "Sul molo".

    Nel 1887, sposò Annunziata Belmonte e si trasferì al Vomero, Napoli, producendo paesaggi che riflettevano una finezza tonale simile a quella di Giuseppe De Nittis. Partecipò a numerose mostre, come la Biennale di Venezia e l’Esposizione internazionale di Buenos Aires, dove presentò opere che esploravano temi atmosferici e tonali.

    Nonostante difficoltà economiche, continuò a esporre e ricevette riconoscimenti, come la nomina a professore onorario dell’Accademia di Napoli nel 1902. Collaborò alle illustrazioni per "Myricae" di Giovanni Pascoli e partecipò a mostre fino agli anni '30. Morì il 28 aprile 1949 a Napoli.

    Fonti principali includono archivi e cataloghi d'arte pubblicati tra il 1929 e il 1941.



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  • Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
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    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Alceste Campriani Alceste Campriani
    Terni 1848 - Lucca 1933
    Olio su tela su tavola cm 17x31 firmato in basso a sx A. Campriani

    Alceste Campriani nacque a Terni l'8 febbraio 1848, in una famiglia agiata, ma la sua infanzia fu segnata dalle difficoltà economiche derivanti dall'adesione del padre ai moti insurrezionali del 1860. Nel 1861, la sua famiglia si trasferì a Napoli, dove Alceste frequentò l'Accademia di Belle Arti dal 1862 al 1869.
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    Durante gli anni di formazione, ebbe modo di entrare in contatto con artisti di rilievo come Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini. La sua carriera prese una svolta importante nel 1870, grazie all'interessamento di De Nittis, che gli permise di entrare in contatto con il mercante d'arte Adolphe Goupil. Questo incontro lo portò a esporre le sue opere in Inghilterra, Francia, Belgio e Stati Uniti, consolidando la sua reputazione internazionale.
    Campriani fu associato alla Scuola di Resìna, un gruppo di artisti che si distinse per la sua interpretazione del paesaggio e della vita quotidiana. Le sue opere, come "Il ritorno dal Santuario di Montevergine", esposta a Torino nel 1880, riflettono chiaramente l'influenza di questa scuola. Le sue pitture spaziavano dai paesaggi napoletani a scene di genere, come "Il mercato dei cavalli" e "La partita a bocce". Dopo il 1884, la sua arte si fece sempre più libera, come si può vedere in lavori come "Scirocco sulla costiera amalfitana" e "Il mattino", che esprimono una visione più personale e intimista.
    Nel 1899, Campriani dipinse "Solitudine", un'opera che mostra una forte influenza simbolista, segnando una nuova fase del suo percorso artistico. Nel 1911, fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, un incarico che mantenne fino al 1921. Alceste Campriani morì a Lucca il 27 ottobre 1933.



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  • Lotto 51  

    Sottobosco

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
    Clicca per espandere

    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 51  

    Sottobosco

    Federico Rossano Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne.
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    Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.

    Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.

    La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.

    Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.

    Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.

    Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.



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  • Lotto 52  

    Rue d'alger

    Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.

    ESTIMATE min € 1800 - max € 2000

    Lotto 52  

    Rue d'alger

    Joaquim Miro Argenter Joaquim Miro Argenter
    Spagna 1849 - 1914
    Olio su tavola cm 30x15 firmato in basso a dx J.Argenter



    Joaquim Miró Argenter nacque a Sitges, nella provincia di Barcellona, il 3 febbraio 1849. Figlio di José Miró Argenter, eroe della guerra di indipendenza cubana, e di Dolors Ferrà i Oromí, Joaquim crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
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    Nonostante la formazione generalmente autodidatta, fu discepolo del pittore Arcadio Mas i Fondevila. Nel 1877, contribuì alla decorazione del Casino Prado di Sitges, collaborando con Joan Soler i Casanovas.

    Miró Argenter fu un membro attivo della Scuola Luminista di Sitges, un gruppo di artisti che si riunivano nella sua città natale alla fine del XIX secolo per creare un genere pittorico volto a catturare la vibrante luce mediterranea. Le sue opere, caratterizzate da paesaggi luminosi e scene di vita quotidiana, riflettono l'evoluzione di Sitges tra gli anni 1880 e 1910. Dipinse marinas, orti e masías, spesso ispirandosi alle opere di Fortuny.

    Partecipò alle competizioni artistiche di Barcellona nel 1888, 1894 e 1896, ottenendo riconoscimenti per la sua maestria nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni, tra cui il Museo Cau Ferrat, che ospita dipinti come La Malvasía del 1895.

    Miró Argenter morì il 18 febbraio 1914 a Parigi.



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  • Lotto 52  

    Capri

    Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 52  

    Capri

    Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.



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  • Lotto 52  

    La finestra

    Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    ESTIMATE min € 1500 - max € 2000

    Lotto 52  

    La finestra

    Vincenzo Caprile Vincenzo Caprile
    Napoli 1856 - 1936
    Olio su tavola cm 14x23 firmato in basso a dx Caprile




    Vincenzo Caprile nacque a Napoli il 24 giugno 1856, figlio di Luigi e Antonietta Fiscone. La sua formazione artistica si sviluppò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò sotto la guida di maestri come Gabriele Smargiassi, Achille Carrillo e Domenico Morelli.
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    Nonostante l'impronta accademica, Caprile preferì l'approccio diretto alla natura, ispirandosi alla Scuola di Resìna, un movimento che si concentrava sull'osservazione realistica e sulla luce naturale, e che vide tra i suoi fondatori artisti come Federico Rossano, Marco De Gregorio e Giuseppe De Nittis.

    La carriera di Caprile ebbe un rapido sviluppo. Nel 1873, partecipò alla Promotrice di Napoli con l'opera "A Posillipo", seguita da un'importante esposizione nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, dove guadagnò riconoscimenti con il dipinto "Ladote di Rita", un'opera che mostrava influenze narrativi simili a quelle di Luigi Favretto e Francesco Paolo Michetti. Grazie al successo ottenuto, nel 1888 fu nominato professore onorario all'Accademia di Belle Arti di Napoli, un incarico che consolidò la sua posizione nell'ambiente artistico partenopeo.

    Nel 1888, Caprile si recò a Buenos Aires, dove si dedicò principalmente alla pittura di ritratti, ottenendo ampi consensi e diventando membro della Società di Belle Arti della capitale argentina. Dopo un anno, tornò a Napoli, dove continuò a dedicarsi alla pittura di paesaggi e scene di genere, perfezionando il suo stile e consolidando la sua fama come uno degli interpreti più sensibili della vita napoletana.

    Oltre alla sua carriera artistica, Caprile partecipò alla decorazione di luoghi pubblici, tra cui il Caffè Gambrinus di Napoli, dove collaborò con altri artisti noti come Luca Postiglione, Pietro Scoppetta e Vincenzo Irolli, arricchendo gli spazi con le sue opere. Le sue creazioni, che spaziano dalla pittura di paesaggio alla scena di genere, sono esposte in numerosi musei italiani, tra cui la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

    Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936, lasciando un’importante eredità nell’ambito della pittura di genere e paesaggistica. La sua opera è oggi parte integrante del panorama artistico italiano, testimoniando la sua dedizione all'arte e il suo legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.



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  • Lotto 52  

    Fine del giorno 1940

    Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 52  

    Fine del giorno 1940

    Carlo Costantino Tagliabue Carlo Costantino Tagliabue
    Bresso (MI) 1880 - Milano 1960
    Olio su tela applicata cm 30x40 firmato in basso a sx C.Tagliabue


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  • Lotto 52  

    Nel cortile

    Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 52  

    Nel cortile

    Silvio Poma Silvio Poma
    Trescore Balneario (BG) 1841 - Turate (CO) 1932
    Olio su cartone cm 13,5x26,5 firmato in basso a sx S.Poma


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  • Lotto 53  

    Porto Ligure

    Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi
    ESTIMATE min € 1300 - max € 1500

    Lotto 53  

    Porto Ligure

    Domenico De Bernardi Domenico De Bernardi
    Besozzo (VA) 1892 - 1963
    Olio su cartone cm 18x20 firmato in basso a sx L.Bernardi


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  • Lotto 53  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 53  

    Lavoro nei campi

    Carlo Musso Carlo Musso
    Balangero (TO) 1907 - Torino 1968
    Olio su cartone cm 50x59,5 firmato in basso a dx Carlo Musso


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  • Lotto 53  

    Vicolo a Napoli

    Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
    Clicca per espandere

    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.

    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 53  

    Vicolo a Napoli

    Oscar Ricciardi Oscar Ricciardi
    Napoli 1864-1935
    Olio su tavola cm 30x8,5 firmato in basso a sx Ricciardi

    Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – 1935) è stato un pittore impressionista italiano, noto per le sue marine e vedute urbane che catturano l’essenza della vita quotidiana con un uso sapiente del colore e della luce. Autodidatta, Ricciardi fu inizialmente influenzato dallo stile di Domenico Morelli.
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    Inizialmente si dedicò a scene di genere, ma ben presto orientò la sua arte verso paesaggi e marine, trovando un ampio riscontro commerciale grazie alla sua capacità di tradurre la bellezza naturale in composizioni piene di vitalità.

    La sua carriera lo vide protagonista in numerose esposizioni, tra cui quella Nazionale di Palermo del 1892, quella di Milano del 1894, e quelle di Torino (1896, 1902, 1908). Le sue opere furono esposte anche all'Esposizione Nazionale d'Arte di Napoli nel 1916. Inoltre, le sue creazioni sono conservate in prestigiosi musei come la Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e il Musée des Beaux-Arts di Mulhouse, in Francia.

    Il suo stile, fortemente influenzato dall'impressionismo, si caratterizzava per il trattamento della luce e dei colori, elementi che gli consentivano di restituire l’atmosfera vivace delle strade di Napoli, dei mercatini e delle scene di vita quotidiana. Le sue opere, spesso di piccolo formato, venivano destinate non solo al pubblico locale, ma anche ai numerosi turisti che visitavano la città partenopea. La sua abilità nel fondere tradizione e innovazione gli ha permesso di emergere come una figura di spicco nell'arte napoletana del XIX secolo, contribuendo a definire un’epoca artistica che ha saputo riflettere la modernità pur rimanendo ancorata alla tradizione.



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  • Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.

    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Carlo Perindani Carlo Perindani
    Milano 1899 - Capri 1986
    Olio su tavola cm 20,5x21 firmato in basso a sx C.Perindani

    Carlo Perindani nacque a Milano il 3 settembre 1899, in una famiglia originaria di Fontanellato. Suo nonno, Giovanni, pittore, era figlio illegittimo di un prete e il suo cognome derivava dall'unione dei cognomi dei suoi genitori adottivi: Peri e Dani.
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    Suo padre, Edgardo, pittore, scenografo e disegnatore affermato, studiò a Parma e a Parigi, distinguendosi per uno stile influenzato dal Liberty francese. Carlo frequentò un corso serale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio sul Piave. Nel 1924, visitò l'Isola di Capri, dove conobbe artisti come Carlo Siviero, Giuseppe Casciaro, Augusto Lovatti e Antonino Leto. L'isola, con la sua luce mediterranea e la natura selvaggia, divenne la sua principale fonte d'ispirazione. Perindani dipinse scene marine, scorci di Marina Piccola e paesaggi caratterizzati da uliveti e stradine con case dai balconi fioriti. Nel 1931, partecipò alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma, esponendo accanto a artisti come Balla, Morandi, Depero e Guttuso. Tra le mostre personali, si ricordano quelle del 1939, 1940, 1977, 1979, 1981 e 1988. Nel 1988, il Comune di Milano gli dedicò una mostra intitolata "Carlo Perindani, milanese, pittore del mare". Carlo Perindani morì a Capri il 23 luglio 1986, lasciando un'importante eredità artistica legata al mare e alla bellezza dell'isola.



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  • Lotto 53  

    Le oche

    Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 53  

    Le oche

    Rafael Senet Rafael Senet
    Seville 1856 - Seville 1926
    Olio su tela cm 19,5x34 firmato in basso a sx R.Senet



    Rafael Senet Pérez nacque a Siviglia il 7 ottobre 1856 e morì nella stessa città nel 1926. Pittore e acquerellista spagnolo, è noto per le sue vedute di Venezia e per le sue scene costumbriste e orientali.
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    Iniziò la sua formazione artistica alla Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia, dove fu allievo di Teodoro Aramburu, Joaquín Domínguez Bécquer ed Eduardo Cano. Nel 1880 si trasferì a Madrid, dove ebbe l'opportunità di studiare i grandi maestri del Prado. Nel 1881, grazie al sostegno del banchiere Ramón de Ibarra, si recò a Roma, dove studiò con José Villegas Cordero. Durante il suo soggiorno in Italia, viaggiò attraverso il sud della penisola e il Veneto, dedicandosi alla pittura di vedute e scene di vita quotidiana.

    Nel 1884, la sua opera El regreso de la pesca en Nápoles gli valse una medaglia d'argento alla Esposizione Nazionale di Belle Arti di Madrid. Nello stesso anno, ottenne un riconoscimento simile all'Esposizione Internazionale di Monaco. Partecipò anche all'Esposizione del Centro di Acquarellisti di Barcellona e alla Quinta Mostra Internazionale di Belle Arti nel 1907. Fu associato al gruppo di paesaggisti di Alcalá de Guadaira, guidato da Emilio Sánchez Perrier.

    Molte delle sue opere sono conservate in collezioni private, in particolare in Inghilterra, dove furono esposte e vendute dalla galleria londinese Arthur Tooth & Sons.



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  • Lotto 54  

    Sole d'inverno

    Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.

    ESTIMATE min € 8000 - max € 10000

    Lotto 54  

    Sole d'inverno

    Piotr Konchalovsky Piotr Konchalovsky
    Slovjansk 1876 - Mosca 1956
    Olio su tela cm 29x50,5 firmato in alto a dx P.Konchalovsky



    Pëtr Petrovič Končalovskij nacque il 21 febbraio 1876 a Slov'jans'k, nell'odierna Ucraina, in una famiglia di tradizioni artistiche. Suo padre era un editore d'arte e traduttore, mentre sua madre proveniva da una famiglia di proprietari terrieri.
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    Nel 1889, la famiglia si trasferì a Mosca, dove la loro casa divenne un punto di riferimento per l'ambiente artistico dell'epoca, frequentata da artisti come Valentin Serov, Michail Vrubel' e Vasilij Surikov.

    Durante gli anni scolastici, Končalovskij frequentò la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Nel 1896, su consiglio di Konstantin Korovin e Valentin Serov, si trasferì a Parigi per studiare all'Académie Julian, dove approfondì la sua formazione artistica. Al ritorno in Russia nel 1899, entrò all'Accademia imperiale di belle arti di San Pietroburgo, diplomandosi nel 1907.

    Nel 1909, Končalovskij fu tra i fondatori del gruppo avanguardista "Fante di Quadri" (Bubnovyj Valet), di cui divenne presidente. Questo gruppo cercava di sintetizzare le innovazioni artistiche europee con le tradizioni russe, ispirandosi a Cézanne, Gauguin e all'arte popolare russa. La sua arte si caratterizzò per l'uso di colori vivaci e una forte componente emotiva.

    Negli anni successivi, Končalovskij intraprese viaggi in Europa, visitando Francia, Italia e Spagna, dove approfondì la sua conoscenza dell'arte occidentale. Le sue opere di questo periodo riflettono l'influenza dell'impressionismo e del post-impressionismo, con una particolare attenzione alla luce e al colore.

    Con l'avvento della rivoluzione russa e l'instaurazione del regime sovietico, Končalovskij adattò la sua arte al realismo socialista, pur mantenendo una certa autonomia espressiva. Evitò di dipingere ritratti di Stalin e si concentrò su soggetti più personali, come ritratti di famiglia e nature morte. Nel 1943, fu insignito del Premio Stalin per i suoi meriti artistici.

    Končalovskij fu anche un insegnante apprezzato, formando numerosi allievi. Morì a Mosca il 2 febbraio 1956.



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  • Lotto 54  

    Paesaggio

    Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
    Clicca per espandere

    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.

    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 54  

    Paesaggio

    Pietro De Francisco Pietro De Francisco
    Palermo 1873 - Mentone 1969
    Olio su cartone cm 15x22 firmato in basso a dx P. De Francisco

    Pietro De Francisco nacque a Palermo l'8 novembre 1873, in una famiglia che nutriva una profonda passione per l'arte. Fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si formò sotto la guida di Francesco Lojacono e Salvatore Marchesi.
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    Già da giovane, dimostrò un talento eccezionale, che lo portò a vincere, nel 1900, il prestigioso Pensionato Nazionale per la pittura, con il quale ottenne una borsa di studio quadriennale. Questo gli permise di perfezionare la sua arte, viaggiando in tutta Italia e visitando le più importanti gallerie e musei.
    Nel 1904 si trasferì a Roma, dove sposò Giulia Candori e iniziò a farsi conoscere nell’ambito artistico nazionale. La sua partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1910 segnò un punto di svolta, consolidando la sua reputazione. Successivamente, espose anche a Londra, alla Mostra dell'Incisione Italiana, ottenendo ampi riconoscimenti per le sue opere, come "Piroscafo in demolizione" e "Accampamenti di zingari".
    Nel 1921, De Francisco si trasferì a Parigi, dove incontrò artisti di fama internazionale, tra cui Claude Monet, e abbracciò gli ideali dell'Impressionismo. La sua permanenza a Parigi durò diversi anni, e nel 1930 ottenne la cittadinanza francese. Nel 1939 sposò Clara Valentini e si stabilì a Mentone, una cittadina della Costa Azzurra che divenne la sua residenza definitiva.
    Le sue opere, tra cui "Il Pigmalione", "Nerone" e "San Paolo che si difende innanzi ad Agrippa", sono apprezzate per la loro profondità emotiva e per la maestria tecnica. Pietro De Francisco morì a Mentone il 10 ottobre 1969, tre anni dopo la morte della moglie.



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  • Lotto 54  

    Paesaggio Mediterraneo

    Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
    Clicca per espandere

    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.

    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 54  

    Paesaggio Mediterraneo

    Arnaldo De Lisio Arnaldo De Lisio
    Castelbottaccio (CB) 1869 - Napoli 1949
    Olio su tavola cm 19x11 firmato in basso a sx A. De Lisio

    Arnaldo De Lisio nacque il 9 dicembre 1869 a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, da Vincenzo, letterato, e Virginia Suriani, musicista. La sua formazione artistica iniziò nel 1883, quando si trasferì a Napoli per completare gli studi classici.
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    Nel 1889, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, Ignazio Perricci e Gioacchino Toma, influenze che contribuirono a definire il suo stile.

    All'inizio del XX secolo, De Lisio si recò a Parigi insieme ai pittori Pietro Scoppetta e Raffaele Ragione. Durante il suo soggiorno parigino, entrò in contatto con gli impressionisti, che esercitarono una forte influenza sulla sua pittura. I suoi lavori, caratterizzati da colori vivaci, riflettevano scene urbane in un nuovo approccio stilistico. Tuttavia, pur abbracciando gli insegnamenti degli impressionisti, il pittore mantenne un legame profondo con la tradizione pittorica napoletana.

    Rientrato in Italia, De Lisio si dedicò principalmente alla pittura di ritratti e scene di genere, riuscendo a coniugare la tradizione locale con le innovazioni stilistiche che aveva appreso all'estero. Le sue opere, molto apprezzate, furono oggetto di interesse nel mercato dell'arte, con alcune sue creazioni vendute in aste pubbliche.

    Arnaldo De Lisio morì il 5 marzo 1949 a Napoli, lasciando un'impronta significativa nel panorama artistico italiano, particolarmente nelle scene urbane e nei ritratti, che continuano a essere esposti e apprezzati in vari musei e collezioni.



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  • Lotto 54  

    All'ombra del pagliaio

    Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 54  

    All'ombra del pagliaio

    Giovanni Lomi Giovanni Lomi
    Livorno 1889 - 1969
    Olio su tavola cm 34x40,5 firmato in basso a dx G.Lomi


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  • Lotto 54  

    Venditrice ambulante

    Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Lotto 54  

    Venditrice ambulante

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 16x10 firmato in basso a sx A.Feragutti


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  • Lotto 55  

    Interno con figura

    Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 55  

    Interno con figura

    Adolfo Feragutti Visconti Adolfo Feragutti Visconti
    Pura, Svizzera 1850 - Milano 1924
    Olio su tavola cm 22,5x34 firmato in alto a dx A.Visconti


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  • Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi
    ESTIMATE min € 800 - max € 1000

    Alfredo Meschi Alfredo Meschi
    Lucca 1905 - 1981
    Vecchi alberi


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  • Lotto 55  

    Chiesa monastero

    Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.

    ESTIMATE min € 3000 - max € 3500

    Lotto 55  

    Chiesa monastero

    Francesco Lojacono Francesco Lojacono
    Palermo 1838 - 1915
    Olio su tavola cm 11,5x17,5 firmato in basso a dx F.Lojacono

    Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838 – 26 febbraio 1915) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo, riconosciuto tra i maggiori paesaggisti siciliani. La sua formazione artistica iniziò sotto la guida del padre Luigi, anch'egli pittore, e continuò con Salvatore Lo Forte, un pittore di storia.
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    Nel 1856, grazie a una medaglia d'oro vinta a Palermo, poté trasferirsi a Napoli per perfezionarsi nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. A Napoli, entrò in contatto con la Scuola di Posillipo e le opere della Scuola di Barbizon, che influenzarono profondamente il suo stile, rendendolo più orientato verso un naturalismo delicato e una profonda attenzione alla luce.

    Nel 1860, Lojacono partecipò alla Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, combattendo in diverse battaglie, tra cui quella di Milazzo, dove subì una ferita. Nonostante ciò, continuò a combattere fino alla battaglia del Volturno, e nel 1862 fu catturato durante un tentativo di espugnare Roma, ma fu rilasciato poco dopo. Tornato a Palermo, Lojacono divenne un punto di riferimento nell’ambiente artistico locale e nazionale, partecipando a importanti esposizioni internazionali, tra cui quelle di Vienna, Parigi e Londra.

    Nel 1872, Lojacono divenne professore di paesaggio presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, a Palermo, dove insegnò dal 1896 fino alla sua morte nel 1915. Le sue opere si concentrano principalmente su paesaggi e marine siciliane, dove la luce e l'atmosfera giocano un ruolo centrale. Tra i suoi innovativi metodi c'è l'uso della fotografia come riferimento per le sue composizioni, combinando studi dal vivo con immagini fotografiche per ottenere un realismo dettagliato e una resa atmosferica di grande impatto.

    Le opere di Lojacono, tra cui "L'arrivo inatteso" (1883), "Dopo la pioggia" (1886) e "Estate" (1891), sono testimonianze di un’artisticità che esalta la bellezza naturale e la vita quotidiana siciliana, senza enfatizzare le difficoltà sociali ma celebrando la bellezza della vita rurale. Molte delle sue opere sono conservate in importanti istituzioni, come la Galleria Civica di Agrigento e la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, e hanno influenzato le generazioni successive di artisti siciliani, consolidando la sua posizione come uno dei protagonisti del panorama pittorico italiano del XIX secolo.



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  • Lotto 55  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
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    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.

    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 55  

    Viale cittadino

    Aurelio Catti Aurelio Catti
    Palermo 1895 - 1966
    Olio su tavola cm 24,5x16 firmato in basso a dx

    Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade.
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    Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti.



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  • Lotto 55  

    Natura morta

    Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
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    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.

    ESTIMATE min € 4000 - max € 5000

    Lotto 55  

    Natura morta

    Igor Grabar Igor Grabar
    Budapest 1871 - Mosca 1960
    Olio su tela cm 27,5x37,5 firmato in basso a destra



    Igor' Ėmmanuilovič Grabar' nacque a Mosca il 25 marzo 1871 in una famiglia di origine ucraina. La sua formazione artistica ebbe inizio all'Accademia Imperiale delle Belle Arti di San Pietroburgo, dove fu allievo di Il'ja Repin.
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    Nel 1895 intraprese un viaggio di studi all'estero, fermandosi più a lungo a Parigi, dove subì l'influenza di Claude Monet. Ritornato in patria nel 1900, introdusse in Russia la tecnica impressionista, applicandola alla rappresentazione del paesaggio russo.

    Dal 1900 al 1910, Grabar' partecipò alle esposizioni del Sojuz e del Mir Iskusstva a Mosca e a Pietroburgo, nonché a varie esposizioni all'estero, tra cui quelle di Düsseldorf nel 1904, al Salon d'Automne di Parigi nel 1908, a Roma nel 1911 e a Milano nel 1914. Molti suoi quadri si trovano nella Galleria Tret'jakov a Mosca, altri al Museo Russo di San Pietroburgo e alla Galleria d'Arte Moderna a Roma.

    Grabar' è più noto come storico dell'arte che come pittore. Le sue pubblicazioni più importanti sono "Sovremennoe iskusstvo" ("Arte contemporanea") e, soprattutto, "Istorija russkago iskusstva" ("Storia dell'arte russa"), opere collettive pubblicate sotto la sua direzione. Dal 1918, fu sovrintendente e riorganizzatore dei musei dell'URSS. Nel 1921, divenne professore di restauro artistico all'Università Statale di Mosca.

    Le sue opere più celebri includono "Raggio di sole" (1901), "Il cocchiere" (1904), "Azzurro di febbraio" (1904), "Vento di primavera" (1905) e "Pere su una tovaglia blu" (1915). La sua tecnica pittorica si caratterizzò per l'uso di una particolare tecnica divisionista, vicina al puntinismo, e per la rappresentazione della neve.

    Grabar' morì a Mosca il 16 maggio 1960.



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  • Lotto 56  

    Mimose

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE min € 1000 - max € 1200

    Lotto 56  

    Mimose

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 50x70 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • Lotto 56  

    Natura morta

    Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 56  

    Natura morta

    Gioacchimo Galbusera Gioacchimo Galbusera
    Milano 1870 - Lugano 1944
    Olio su tavola cm 14,5x31,5 firmato in basso a dx G.Galbusera


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  • Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi
    ESTIMATE min € 1700 - max € 1800

    Bartolomeo Bezzi Bartolomeo Bezzi
    Fucine (TN) 1851 - Cles (TN) 1923
    Olio su cartoncino applicato su tela cm 29,5x19 firmato in basso a sx B.Bezzi


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  • Lotto 57  

    Natura morta

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 57  

    Natura morta

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 38x48 firmato in basso a dx L.Barzanti


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  • Lotto 58  

    Natura morta

    Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Lotto 58  

    Natura morta

    Licinio Barzanti Licinio Barzanti
    Forli - 1857 - Como 1944
    Olio su tavola cm 34,5x49,5 firmato in basso a sx Barzanti


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  • Lotto 58  

    Lavatoio di paese

    Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus
    ESTIMATE min € 1200 - max € 1400

    Lotto 58  

    Lavatoio di paese

    Italo Mus Italo Mus
    Chatillon (AO) Italia 1892 - Saint Vincent (AO) Italia 1967
    Olio su tavola cm 16,5x23 firmato in basso a dx I.Mus


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  • Lotto 59  

    Pascolo

    Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe
    ESTIMATE min € 600 - max € 700

    Lotto 59  

    Pascolo

    Luois Marie Dominique Robbe Luois Marie Dominique Robbe
    Kortrijk 1806-1887 Brussels
    Olio su tela cm 14x22 firmato in basso a dx Robbe


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  • Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio
    ESTIMATE min € 700 - max € 900

    Oreste Pizio Oreste Pizio
    Torino 1879 - Nole (TO) 1938
    Olio su cartone cm 27,5x36,6 firmato in basso a sx O.Pizio


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  • Lotto 60  

    Madonna col Bambino

    Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia
    ESTIMATE min € 600 - max € 800

    Lotto 60  

    Madonna col Bambino

    Mario Moretti Foggia Mario Moretti Foggia
    Mantova 1888 - Pecetto di Macugnaga VB 1954
    Olio su tavola cm 44,5x29,5 firmato in basso a sx Moretti Foggia


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  • Lotto 60  

    Scena Pompeiana

    Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz
    ESTIMATE min € 2000 - max € 2500

    Lotto 60  

    Scena Pompeiana

    Stefan Bakalowicz Stefan Bakalowicz
    Varsavia 1857 - Roma 1947
    Olio su tela cm 13,5x9,5 firmato in basso a sx Bakalowicz


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